Sei sulla pagina 1di 17

Dalle funzioni a due

variabili ai problemi di
scelta
Mirko Proietto
FUNZIONI A 2 VARIABILI

z = f(x , y)
z  variabile dipendente
x,y  variabili indipendenti
Una funzione a 2 variabili è una legge sulla base della quale ad ogni valore di (x,y) corrisponde uno e
un sol valore di z.
L’insieme dei valori reali da attribuire a x e a y prende il nome di dominio o campo di esistenza o
insiemi di definizioni.
Si possono avere vari tipi di campi di esistenza ciascuno diverso a seconda dell’equazione alla quale
si riferisce:
- y=x+2  ∨x,y ∈R2 si ottiene una funzione tridimensionale sempre definita
- z=1/(x+y)  ∨x,y ∈R2:y≠x
- z=ln (x-y)  ∨x,y ∈R2:y<x
- z=(x+y)1/3  ∨x,y ∈R2 Irrazionale con coefficiente dispari
- z=(x+y)1/2  ∨x,y ∈R2:Y≥-X Irrazionale con coefficiente pari
Segue un applicazione pratica dimostrante l’importanza del saper determinare il dominio di una
funzione:
Z=|x+y| + ln(x+1) + e x+y
In questo caso la prima equazione si trascura perché è sempre definita essendo una retta,la seconda
invece si impone che x+1 sia maggiore di zero come da definizione del C.E. del logaritmo e infine
l’esponenziale si trascura anch’essa perché sempre definita. Il campo di esistenza corrispondente
sarà:
∨x,y ∈R2:x<-1
Così facendo si semplificano di molto i calcoli senza eseguire un sistema per soddisfare tutte le
condizioni dei campi di esistenza delle tre equazioni presenti.
SOLUZIONE DI UN SISTEMA DI FUNZIONI LINEARI
Lo scopo è quello di fornire la piazza corrispondente al sistema
ovvero la zona d’intersezione in cui ambedue le equazioni
soddisfano le loro condizioni
{y-3x-2 ≤ 0  Diseguaglianze non forti ma in senso lato,
ovvero si considera il minore e l’uguale
{2y+3x-4 ≤ 0  Sono definite Disequazioni blande
Tutti i punti appartenenti alle due rette sono definiti punti di
frontiera; essi sono continui in casi di diseguaglianze in
senso lato, sono invece tratteggiati in caso di
diseguaglianze forti.
{y ≤ 3x+2
{y ≤ -3/2x+2

Per dimostrare la validità della piazza rappresentata si procede


con l’utilizzo del metodo punto prova o dell’indagine:
Y ≤ 3x+2 in o(0,0)  0 ≤ 0+2 VERO!
Y ≤ -3/2X+2 in p(1,0)  0 ≤ 1/2 VERO!
PARABOLA E CIRCONFERENZA

Parabola
Una parabola solitamente si presenta nella seguente struttura:
y=ax2+bx+c
L’analisi essa si esegue attraverso diverse procedure:
1  individuazione del valore dei coefficienti a,b,c
2  Studio del parametro a :
Se a > 0 sono in presenza di una parabola Positiva(Sorridente)
Se a < 0 sono in presenza di una parabola Negativa(Triste)
3  Calcolo del Delta o Discriminante : ∆=b2 – 4ac
Saranno possibili tre diverse soluzioni:
- ∆ > 0  La parabola ottenuta sarà secante ovvero taglierà l’asse x in due
punti X1 X2
- ∆ = 0  La parabola ottenuta sarà tangente ovvero taglierà l’asse x in un
solo punto
- ∆ < 0  La parabola ottenuto sarà o al di sopra o al di sotto dell’asse x,
senza toccarlo.
4  Calcolo dei due punti x1, x2 nel caso in cui esistano, altrimenti si passa
al passo successivo.
5  Calcolo del vertice e dell’eventuale intersezione con l’ordinata
Xv=-b/(2a)
Calcolata la x del vertice, per calcolare la y ho due diverse possibilità: la
prima consiste nel sostituire la x del vertice nella formula della parabola
calcolando il valore della y; la seconda consiste nell’applicare la
classica formula di seguito presentata:
Yv=- ∆/(4a)
Utilizzando entrambi i metodi il valore del risultato ottenuto non cambia.
Circonferenza
Una circonferenza solitamente si presenta nella seguente struttura:
x2+y2+ax+by+c=0
L’analisi si esegue determinando il centro e il raggio:
Centro  C = (-a/2;-b/2) corrispondenti al valore di (x,y)
Raggio  r = ((-a/2)2+(-b/2)2-C)1/2
Nell’eseguire l’analisi si deve tener conto delle sue caratteristiche
fondamentali:
-I quadrati (x2,y2) devono essere unitari, ovvero devono possedere coefficiente
moltiplicativo pari a 1.
-Deve mancare il termine rettangolare ovvero il valore xy.
-Il radicando del raggio deve essere maggiore o uguale a zero; se è uguale a
zero la figura ottenuta è un punto.
Ci sono casi in cui la circonferenza non si presenta nella sua forma tipica:
X2+y2-25=0
In questo caso il centro è  C = (0,0) poiché non sono presenti i coefficienti a
e b.
Di conseguenza anche il raggio è definito secondo la formula
r = ((-a/2)2+(-b/2)2-C)1/2  r = (-C)1/2  r = (25) 1/2 = 5
CURVE DI LIVELLO
Le linee di livello servono a sezionare il grafico in una serie di piani paralleli tutti aventi al
stessa equazione  z = f(x,y).
L’analisi si esegue componendo un sistema costituito dall’equazione considerata e
dall’uguaglianza z=k;
Tale uguaglianza è utile in quanto fa permette di capire meglio e mettere in evidenza
l’andamento della curva considerata dando diversi valori a k (La maggior parte delle volte
k viene scelto uguale a zero in quanto semplifica i calcoli da eseguire)
Esistono diversi tipi di linee di livello :
-Isometriche
Isometriche:un esempio è la temperatura che è in funzione della latitudine e della longitudine
-Isobare
Isobare:Sono linee costituite da una serie di punti aventi la stessa pressione
-Isopsie
Isopsie: Sono linee costituite da una serie di punti aventi la stessa altezza dal livello del mare.
Le curve di livello si studiano lungo il piano muovendosi:
-Da sinistra verso destra (Da ovest verso est) su una linea parallela all’asse delle x; ovvero si
verifica l’andamento della funzione tenendo ferma la y e facendo variare la x.
-Dal Basso verso L’alto (Da Sud verso Nord) su una linea parallela all’asse delle y; ovvero si
verifica l’andamento della funzione tenendo ferma la x e facendo variare la y.
Esempio:
Z=x-y  k=x-y
Si procede assegnando valore k=0 ottenendo:
y = x  bisettrice 1°-3° quadrante
Successivamente si impone k=1 ottenendo:
y = x-1  retta di ordinata q=-1 con coefficiente angolare m=1
Infine si impone k=2 ottenendo:
Y = x-2 retta di ordinata q=-2 con coefficiente angolare m=1
Così facendo si delinea l’andamento della curva
con una serie di curve possedenti la stessa equazione
ma poste su piani diversi.
RICERCA OPERATIVA
La R.O.(Ricerca operativa) è la disciplina che studia in maniera scientifica i problemi di decisione
ovvero di ottimizzazione di un processo produttivo. L’origine della R.O. viene fatta risalire ad
Archimede che durante la seconda guerra punica utilizzò la stessa per scopi bellici costruendo
macchinari da guerra avanzati(per quei tempi) e organizzando tecniche di guerra efficaci.
Numerosi studiosi hanno definito la ricerca operativa personalmente, secondo il proprio punto di vista;
uno di questi è Ackoff Sasieni definente la R.O. come l’applicazione del metodo scientifico da
parte di gruppi interdisciplinari a problemi che implicano sistemi organizzati(uomo-macchina) al
fine di fornire le soluzioni ottimali al problema in questione.
I caratteri della R.O. sono:
-Globalità o Interdisciplinarità:ci deve essere collegamento tra i vari gruppi costituenti un azienda,
ovvero deve essere svolto un lavoro “collettivo”.
-Metodo scientifico:Utilizzo di modelli che sono utili perché permettono di descrivere o rappresentare
la realtà con particolari simboli. I modelli si distinguono in:
.Modelli Analogici:utilizzano le caratteristiche di un fenomeno per rappresentarne altri di diverse
caratteristiche (Mappa di una città)
.Modelli Iconici:rappresentano le caratteristiche della realtà in scala diversa (Plastico)
.Modelli Simbolici:Utilizzano simboli matematici (Modelli matematici)
I campi di applicazione della R.O. sono:
>Gestione della produzione
>Gestione delle scorte di magazzino
>Gestione delle file d’attesa
>Gestione degli investimenti che si dividono in finanziari ed industriali.
MODELLO MATEMATICO

Un modello matematico è composto da:


-La funzione obbiettivo: è la funzione matematica da massimizzare o minimizzare secondo le proprie
esigenze
-Il Sistema composto da:
.Vincoli di segno:mettono in evidenza la non negatività delle variabili(1° quadrante)
.Vincoli tecnici:sono limitazione della realtà e sono strettamente collegati con la disponibilità delle
risorse
-Le variabili che possono essere:
.D’azione o controllabili: il cui comportamento è conosciuto a priori ed è quantificabile
.Non controllabili:il cui comportamento può essere valutato solo in termini probabilistici
-Dominio o regione ammissibile o campo di scelta:è l’insieme dei punti le cui coordinate verificano
l’equazioni che definiscono i vincoli

FASI DELLA RICERCA OPERATIVA

1)Individuazione del problema e raccolta di tutte le informazioni attinenti


2)Costruzione del modello matematico
3)Risoluzione del modello matematico e individuazione della soluzione ottimale
4)Verifica della bontà della soluzione scelta
PROGRAMMAZIONE LINEARE
La P.L.(Chiamata anche pianificazione lineare) è utilizzata per determinare massimi e minimi di una
funzione lineare subordinata a dei vincoli lineari; la ricerca viene effettuata soltanto nel primo
quadrante poiché si fa riferimento ai vincoli di segno che vincolano le soluzioni con X ≥ 0, Y ≥ 0
Nella Programmazione lineare si procede facendo riferimento a quattro diversi step:
• Determinazione del campo di scelta(regione ammissibile o insieme di definizioni) che da origine
ad un poligono.
• Determinazione dei vertici del campo di scelta ottenuto
• Sostituzione delle coordinate dei vertici nella funzione obbiettivo calcolandone il valore
• Confrontare i valori ottenuti definendo massimi e minimi
Nella determinazione del massimo e del minimo del poligono bisogna tener conto del teorema
fondamentale della P.L. affermante che il massimo o il minimo di un poligono sono sempre sui
vertici dello stesso e mai al centro. Se un poligono è aperto potrò avere o un massimo o un
minimo mentre se un poligono è chiuso potrò avere un massimo e un minimo.
Esempio:
Z=-4x+6y+1  Funzione obbiettivo
3x+8y ≤ 24  Vincolo tecnico
X ≥ 0;y ≥ 0  Vincolo di segno
Esempio di applicazione pratica della P.L.
Z=-4x+6y+1  Funzione obbiettivo
3x+8y ≤ 24  Vincolo tecnico
X ≥ 0;y ≥ 0  Vincolo di segno
1)Determinazione del campo di scelta
3x+8y=24  8y=-3x+24  y=-3/8x+3
2)Rappresentazione grafica del campo di scelta e determinazione dei vertici
3)Determinazione dei vertici del poligono:
A(0,0) B(8,0) C(0,3)
In questo caso la determinazione dei vertici è immediata ma a volte occorre comporre un sistema tra le due rette
per trovare il punto in cui si intersecano che è un vertice del poligono stesso.
4)Sostituzione dei vertici nella funzione obbiettivo determinando massimi e minimi
ZA=1 ZB=-31  MIN Zc= 19  MAX

PROBLEMI DI PROGRAMMAZIONE LINEARE IN TRE VARIABILI

Nel caso in cui le variabili d’azione sono tre bisogna esplicitare il valore di una variabile
in funzione delle altre due, sostituendola sia nella funzione obbiettivo sia negli altri vincoli.
Successivamente si ottiene un sistema composto da funzioni a due variabili e si applica
lo stesso metodo di svolgimento visto precedentemente quando le variabili d’azione erano due.

Z=10x+20y+t  Funzione obbiettivo


2x+y+t = 0  Vincoli tecnici
x+y > 0  Vincoli tecnici
X ≥ 0; y ≥ 0 ; t ≥ 0  Vincoli di segno

I passi da seguire sono i seguenti:


1)Determinazione del valore di t:
2x+y+t= 0  t = -2x-y
2)Sostituzione nella funzione obbiettivo del valore della variabile t:
Z=10x +20y-2x-y  z=8x+19y
3)Sostituzione del valore di t anche nel sistema e risoluzione del sistema così impostato:
z=8x+19y  Funzione obbiettivo
2x+y+t = 0  Vincolo tecnico
x+y > 0  Vincolo tecnico
t ≥ 0  -2x-y ≥ 0  -y ≥ 2x  y ≤-2x  Vincolo tecnico
X ≥ 0; y ≥ 0  Vincoli di segno
MATRICE PL
Nei casi concreti di programmazione lineare si
utilizzano le matrici PL che sono delle tabelle nel
quale si rappresenta il sistema, il suo utilizzo e
ciò che si vuole ottenere da esso. In una matrice
PL si rappresenta un certo numero di
risorse(materie prime,macchine,manodopera) ed
un certo numero di impieghi(prodotti,servizi). Si
conoscono inoltre: Impieghi A1 A2 An Disponibilità

• Le quantità disponibili per ogni risorsa


• I tassi di profitto per ciascun impiego Risorse

• I tassi di assorbimento per ogni possibile


impiego delle risorse
R1 a11 a21 an1 d1
La procedura da seguire si struttura in :
1)Determinazione della funzione obbiettivo
R2 a12 a22 a2n d2
composta da:
Z=p1x+p2y
Rn a1n a2n ann dn
2)Composizione del sistema dei vincoli tecnici; il
segno di questi vincoli dipende da cosa si vuole
fare: se si vuole ottimizzare la produzione il
segno sarà ≤ altrimenti se si vogliono Tassi di profitto p1 p2 pn
minimizzare i costi il segno sarà ≥
a11x+a21y≥d1
Successivamente bisogna ripetere questo
procedimento per tutti i tassi di assorbimento
presenti.
3)Determinazione dei vincoli di segno:
x≥0;
y≥0;
PROBLEMI DI SCELTA
Le decisioni di ottimizzazione possono avvenire in due condizioni principali:
IN CONDIZIONI DI CERTEZZA
1)IN
Quando i dati sono certi e le conseguenze sono determinabili a priori
IN CONDIZIONI DI INCERTEZZA
2)IN
I dati sono incerti perché dipendenti da variabili casuali, da eventi aleatori e le conseguenze sono
probabili
In entrambi questi casi si possono avere EFFETTI DIFFERITI O EFFETTI IMMEDIATI. IMMEDIATI
Si verificano effetti:
-DIFFERITI:Quando
DIFFERITI: il tempo intercorrente tra la decisione e l’attuazione pratica influisce sulla scelta
-IMMEDIATI:Quando
IMMEDIATI: il tempo intercorrente tra la decisione e l’attuazione pratica non influisce sulla
scelta.
Un problema di scelta tratta PROBLEMI NEL DISCRETO quando le variabili d’azione possono
assumere solo valori interi oppure tratta PROBLEMI NEL CONTINUO quando le variabili d’azione
possono assumere tutti i valori compresi in un intervallo.
PROBLEMI DI SCELTA IN CONDIZIONE DI CERTEZZA
Venendo a conoscenza dei costi fissi e dei costi variabili di un
azienda, dei ricavi per una certa quantità di merce venduta,
tramite un diagramma di redittività si definisce una funzione
lineare capace di evidenziare il bene necessario da produrre
per non essere in perdita ed incrementare i guadagni.
Esempio:
Una ditta produce un prodotto affrontando costi mensili pari a 8$
e costi variabili al giorno pari a 2$.
Sapendo che vende i prodotti ad un prezzo pari a 4$ ciascuno e
che possiede una produzione massima pari a 10,
determinare la quantità minima per non essere in perdita e
la massima produzione.
Xquantità prodotta e venduta
R(x)Ricavi  R(x) = 4x
C(x) = C(fissi) + C(variabili) * x  C(x) = 8+2x
Y(x) = R(x)-C(x)  Funzione guadagno  Y(x)= 4x-(8+2x) =
=2x-8
Max produz=10
Si determina il massimo sostituendo x=10 nella funzione e si
viene a conoscenza del massimo profitto dato che la ditta
più di quello non può produrre.
Ymax=2*10-8=12

BEP  Zona di equilibrio nella quale non si perde ne si


guadagna.
PROBLEMI DI SCELTA TRA DIVERSE ALTERNATIVE CASO CONTINUO
In questo tipo di problemi le variabili d’azione possono
assumere tutti i valori di un intervallo.
L’utilità di questa procedura consiste nel rappresentare
ambedue le imprese tramite funzioni lineari e
successivamente, venendo a conoscenza del loro
andamento, determinare quale impresa fornisce i
risultati che rispondono in maniera più adeguata allo
scopo prefissato.
Esempio:
Due imprese forniscono un servizio:
-L’impresa A richiede un fisso di 100$ e un costo a
consegna di 5$
-L’impresa B richiede un fisso di 200$ e un costo a
consegna di 1$
Quale delle due imprese è più conveniente?
Inizialmente si definiscono le due funzioni lineari e si
rappresentano graficamente
C(x)1=x+5
C(x)2=2x+1
Determino il punto di pareggio
2x+1=x+5  x=4
Dalla rappresentazione grafica deduco che:
0 ≤ x ≤ 4  preferisco y=2x+1 perché è più “bassa” e mi
garantisce costi minori
4 ≤ x ≤ infinito  prediligo y=x+5 perché rimane più
“bassa” andando verso infinito garantendomi costi
minori
PROBLEMI DI SCELTA NEL DISCRETO

In questo tipo di problemi le variabili d’azione possono assumere solo valori interi
Esempio:
Un materiale è prodotto in lotti da 50 pezzi ciascuno. I costi fissi ammontano a 500$ e i costi variabili ammontano a
2,8$. La produttività massima è pari a 8 lotti. Il prezzo di vendita di ciascun lotto non è costante ma varia secondo
la tabella:

n lotti 1 2 3 4 5 6 7 8

prezzo unitario 400 400 380 360 350 320 280 250

L’analisi si esegue costituendo una tabella rappresentate tutto ciò di cui si ha bisogno:

n lotti costo tot ricavo tot profitto costomarg ricavomarg

1 640 400 -240 x x

2 780 800 20 140 400

3 920 1140 220 140 340

4 1060 1440 380 140 300

5 1200 1750 550 140 310

6 1340 1920 580 140 170  Max


profitto
7 1480 1960 480 140 40

8 1620 2000 380 140 40


Dato che il massimo profitto è 580 che corrisponde ad un n° di lotti pari a 6, si tenterà di produrre fino
a 6 lotti per non essere in perdita e guadagnare sempre più.
La tabella precedente si costituisce nel seguente modo:
Costo totale  C(x) = C(fissi) + C(variabili)  500 + (n°lotti*2,8 * 50)
Ricavo totale  R(x) = Prezzounitario * n° lotti
Profitto  Y(x) = R(x)-C(x)
Il prezzo marginale è l’incremento che subisce il ricavo totale per unità aggiuntiva di prodotto
Prezzomarginale= Prezzo(successivo)-Prezzo(precedente)
Il costo marginale è l’incremento che subisce il costo totale per unità aggiuntiva di prodotto
Costomarginale= Costo(successivo)-Costo(precedente)