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Storia della musica

MERCOLEDÌ 25/10/2020

La musica per i greci era fondamentale, la parola musica deriva dal greco Musichè.
Il concetto di musichè comprende 3 discipline diverse:
-musica
-poesia
-danza
Il ruolo della musica nell’educazione greca è fondamentale e arriva fino all’epoca romana.
Aristide Quintiliano nel V secolo dopo cristo scrive che la musichè agisce attraverso l’udito e
la vista realizzando in modo dinamico il più alto grado di mimesi(imitazione) dell’azione. La
musica realizza nel più alto grado la mimesi della realtà fondata sul ritmo. Musica poesia e
danza sono fondate tutte quante sul ritmo.
La Grecia è una cultura olistica(tutti gli aspetti della realtà sono collegati) e c’è un rapporto
tra musica e astronomia(musica delle sfere) cioè per un greco la forma più alta di musica
non è quella prodotta dagli strumenti del suo tempo ma la musica pensata.
Se andiamo a vedere i poemi omerici troviamo a figura di un centauro, questo chitone ci
viene presentato come maestro di musica, medicina(musicoterapia) e giurisprudenza.
Musica e giurisprudenza sono fondate entrambe su leggi(hanno il repertorio di nomoi). La
Grecia arcaica divisa in tribù diventa un unità nazionale, questi repertori di nomoi quindi
vengono nazionalizzati e tutti i greci hanno lo stesso repertorio di nomoi. A ciascun nomos
viene assegnato un etos(un carattere).
Tra l’illiade e l’odissea c’è una differente concezione della musica. Achille suona la cetra ma
nella vita fa il guerriero(odissea, mentre nell’Iliade le due figure sono separate).
Andiamo avanti e arriviamo all’altezza del settimo secolo avanti cristo. Fino all’illiade e
l’odissea si era pensato che erano gli dei che dettavano al musico cosa suonare, nel settimo
secolo si inizia a parlare di ispirazione divina(divina mania), si inizia a parlare di creatività
musicale(ad esempio trovare le melodie), gli dei mandano l’ispirazione e il musico trova le
melodie.
I greci sono convinti che la musica abbia la capacità di educare l’animo, ci sono 2 figure
famose nella cultura greca che attraverso la musica riescono a sedare le discordie.
Visione etica = per un greco è scontato che l’ascolto di una melodia fa bene all’animo. Tra il
7 e il 6 secolo a.C. Abbiamo il mito di Orfeo, la moglie muore e Orfeo era cosi bravo con la
lira che convince il guardiano dell’ade di attraversare il fiume per andare a recuperare la
moglie.
I greci discutono se sia meglio la lira o aulos, vince la lira ma dietro questa disputa ci sta
sotto il rapporto tra la musica che accompagna un testo verbale(quindi con lira) o quella che
non può essere accompagnata verbalmente (quella dell’aulos), ecco perchè vince la lira. La
lira è lo strumento sacro ad Apollo.
Nietzsche nel libro nascita della tragedia ci dice che Apollo per i greci è il dio del sogno,
della bella apparenza, della realtà dolce, della nostra armonia, Apollo è il dio divinante e
della parvenza(ci consente di stare bene con gli altri) mentre Dioniso per i greci è il dio
dell’appartenenza mistica di me con tutto ciò che mi circonda e dell’unione dell’uomo con il
dio.
Euripide è l’innovatore della tragedia, con lui collaborava Timoteo, all’epoca intorno al 5-4
secolo, innanzitutto Timoteo ha portato la lira a 11 corde.
Nelle musiche di Timoteo ci sono un sacco di modulazioni e rendevano la musica difficile da
cantare per il coro che era il cuore della tragedia greca, quindi quando Timoteo rende i cori
troppo difficili da cantare allontana i cittadini dalla tragedia che era fondamentale per i greci
perchè quando andavano ad ascoltare la tragedia il greco ritrovava i contenuti religiosi,
quindi la rappresentazione era per metà un opera d’arte e per metà un rito religioso.
Aristofane punzecchiava Euripide che si faceva aiutare da Timoteo per le tragedie. Mentre
Platone lo critica perchè lui era conservatore e dice che ci sono due tipi di mimesi, una
Volgare(che deve essere respinta) e una ideale (che deve essere accettata) ma come
stabiliamo la differenza tra le mimesi?
Nel caso di un suonatore di aulos se il suonatore imita l’uccello vero(fenomenico) che vede
sull’albero quella è una mimesi volgare mentre se il suonatore fa un’idea dell’uccello quella
mimesi per Platone va bene perchè lui sta imitando l’idea e non la realtà.
Il maestro di Platone si chiamava Damone di Oa che aveva suggerito a Pericle di costruire
un teatro per gli spettacoli al coperto e da qui nacque l’Odeon cioè il primo teatro al coperto
che aveva prosciugato le casse di Atene. Damone fu trascinato in tribunale e cita un
orazione secondo la quale la musica ha un assoluta e importantissima funzione educativa,
Damone fonda il suo discorso dicendo che ci sono delle armonie che fanno effetto positivo
sull’animo dei giovani ma anche altre che predispongono l’animo dei giovani al negativo.
Quindi la musica fa effetto sull’ambito umano e ci porteremo questa idea fino al ‘600.
Platone parla di musica dei dialoghi, cioè per lui la musica è uno strumento di governo per
meglio reggere lo stato e ne parla fondamentalmente in 3 dialoghi, la repubblica, le leggi e il
fedone. Nella Repubblica l’arte sarebbe meglio che non ci entrasse proprio. Nel Fedone
Platone racconta le ultime ore di Socrate che viene accusato da Atene di corrompere i
giovani, lui ha l’occasione di scappare ma non lo fa perchè vuole obbedire alla condanna di
Atene e quindi si suicida con la cicuta, inoltre Socrate racconta ai suoi discepoli che in un
sogno capì che la musica è la più alta forma di filosofia.

MERCOLEDI’ 02/12/2020

Esistono 3 generi di tetracordo in base alla posizione delle note interne.


-Il tetracordo diatonico è composto da due toni + un semitono;
-Il tetracordo cromatico(terza minore semitono-semitono)
-Tetracordo Enarmonico (terza maggiore-un quarto di tono- un quarto di tono), per noi
l’intervallo più piccolo è il semitono mentre i greci avevano i quarti di tono.
Il genere diatonico si può dividere in tre modi:
Dorico—-> Il semitono cade nella parte bassa del tetracordo;
Frigio——>Il semitono cade nella parte centrale del tetracordo;
Lidio——-> Il semitono cade nella parte acuta del tetracordo;
Quindi si dividono a seconda di dove cade il semitono
La grammatica musicale dei greci si basava sul tetracordo discendente. Dall’Unione di due
tetracordi si formava 1 armonia.
-Armonia Dorica Disgiunta——> i due tetracordi non hanno note in comune(DIAZEUSI)
-Armonia Dorica Congiunta——>non c’è separazione, c’è congiunzione(SINAFE’)
Abbiamo 4 tetracordi collegati i quali con l’aggiunta di un’ultima nota che si chiama
Proslambanomenos si forma il cosiddetto sistema Teleion(sistema perfetto, tutti i suoni sono
stati classificati).
Quello che resterà molto a lungo è il sistema metrico greco che è fondato sul principio
quantitativo(la durata delle sillabe greche, o lunghe o brevi o ancipiti cioè sia brevi che
lunghe), epsilon e omicron solo vocali brevi quindi ogni sillaba formata con queste vocali
sarà una sillaba breve. Eta e omega sono vocali lunghe e le sillabe formate con queste due
vocali sono sempre lunghe. Alpha,Iota e Ypsilon sono vocali ancipiti, cioè sia brevi che
lungh.
Dalla combinazione delle sillabe sia brevi che lunghe si formano i piedi(le unità metrica
elementari della metrica poetica e musicale e anche coreutica della danza).
I piedi li troviamo sul libro pagina 35 tranne i 4 tipi di Peonio.
Il Peonio è un piede formato da 4 sillabe 3 lunghe e una breve.
-PEONIO PRIMO—> Lunga breve breve breve;
-PEONIO SECONDO—->Breve lunga breve breve;
-PEONIO TERZO—-> Breve breve lunga breve;
-PEONIO QUARTO—->Breve breve breve lunga;

La musica era presente il maniera essenziale nelle tragedie greche, a noi sono giunte 31
tragedie greche, ma come mai la musica non è arrivata a noi? La musica veniva percepita
dai greci come qualcosa che veniva modulato relativamente alla rappresentazione scenica e
non come qualcosa che dovesse durare. Secoli dopo intorno al 5 secolo ad Atene, sono
state annotate alcune parti musicali delle tragedie che ci danno un’idea di come funzionasse
la musica all’interno della tragedia.
Nella tragedia c’è una sorta di dualità tra attori e coro. All’inizio gli attori raccontano il prologo
della tragedia, poi c’è la Parodò che è il momento in cui entra il coro in scena, al primo
episodio degli attori corrisponde lo stasimo che è una parte cantata dal coro e la stessa cosa
succede per il secondo episodio e per il terzo episodio e successivamente viene l’esodo che
era la conclusione della vicenda in cui uscivano dalla scena attori e coro. La parte parlata è
scritta in metro giambico, o dattilico o anapestico.
Gli Stasimi hanno una struttura interna loro e cioè ci sono delle coppie di versi lirici, strofe e
antistrofe. La linea melodica viene ripetuta due volte per le strofe e per le antistrofe e cambia
ad ogni coppia
Il Commo era un canto patetico derivato molto probabilmente dal canto funebre e carico di
espressività e lo possiamo trovare nella Parodo(Parodo commatica)
Aristotele rispetto a Platone ha una posizione più empirica dal punto di vista dell’ethos
musicale. Aristotele come Platone si occupa di musica in scritti dedicati ad argomenti politici.
Lo scritto in cui Aristotele si occupa di musica si chiama Politica e la musica ha come fine il
piacere e come tale rappresenta un ozio. La musica in quanto occupazione per occupare le
ore di Ozio di Aristotele è definita come un occupazione nobile e liberale(uomo libero che
riempie le ore di Ozio ascoltando musica eseguita da altri). Aristotele diceva che la musica
pratica si deve studiare soltanto da giovani poichè l’esercizio manuale per Aristotele è una
cosa indegna, inaccettabile nelle ore di ozio. Per quanto riguarda la dottrina dell’ethos
Aristotele dice che non esistono armonie positive o negative in sè, dipende da come
vengono usate perchè nelle melodie c’è una possibilità di imitazione dei costumi(arte come
nimesi) .
Dopo Aristotele questi aspetti della musica verranno ripresi da un suo allievo Aristosseno(un
greco di Taranto) ed è considerato il primo musicologo della storia poichè riflette sulla
musica da un punto di vista estetico, cioè affronta dei problemi pratici della musica, ad
esempio si occupa dei problemi di percezione della musica, della formazione dei giudizi, dei
processi mnemonici.
MERCOLEDÌ 9/12/2020

Nel corso del 3 secolo a.C. Si fa più sensibile l’influenza della cultura greca sulla cultura
romana, specie dopo la conquista di Taranto e la prima guerra punica. A Roma è presente
un canto (lo sappiamo dalle testimonianze degli storici) rituale,monodico(tutti quelli che
cantano cantano la stessa linea melodica)e corale. Questi canti venivano chiamati Carmina
Sacrali. Fino al 4 secolo a.C. Gli spettacoli hanno motivazioni rituali e sono fondati
sull’improvvisazione, il canto e la danza accompagnavano questi spettacoli.
Le prime tragedie latine su calco greco appartengono a Livio Andronico e venivano
rappresentate da compagnie ambulanti che giravano per far conoscere queste tragedie
greche. Nella tragedia latina era sicuramente presente la musica ma è abbastanza difficile
capire in quali punti era previsto l’ingresso della musica. Nei teatri latini a differenza di quelli
grechi l’orchestra non ospitava il coro ma le autorità.
Nella commedia c’erano sicuramente parti cantate(I Cantica) ma non è chiaro dove
venissero inseriti abbiamo però un frammento di Cicerone.
Nel 146 Roma conquista Corinto, inizia cosi l’ammissione della Grecia all’impero latino
quindi iniziano ad affluire a Roma poeti,scrittori scultori ecc..
Si continuano a scrivere tragedie latine su calco greco(2 sec. A.C.) ma gli spettatori iniziano
a far più caso all’aspetto virtuosistico e quindi nascono 2 nuove forme di spettacolo, il mimo
che è una farsa burlesca dove un attore teneva la scena da solo interloquendo con gli
spettatori e il Pantomimo che è una rappresentazione mitologica in cui c’erano dei danzatori
solisti, un’orchestra formata da tibie,cetre,zampogne, il litus ecc…
In epoca imperiale Roma è l’impero più vasto mai visto e affluiscono a Roma musicisti,
danzatori da tutte le parti dell’impero, questa affluenza a Roma altera la struttura della
società romana, abbiamo un multiculturalismo.. ad esempio a Roma arriva il sistro, ma
anche l’aulos e altri strumenti. Quindi i romani sono liberali con tutti i popoli ma non gli vanno
bene i Cristiani a causa del monoteismo(tutti uguali davanti ad un unico Dio) e quindi
iniziano le persecuzioni ai cristiani.
Nel 476 cade l’impero Romano d’occidente e comincia il Medioevo.
I Cristiani volevano accreditarsi come i continuatori della cultura greca, per le loro cerimonie
volevano dei canti adeguati e non potevano usare i canti politeisti dei romani e dei greci e
quindi guardano all’ebraismo dal quale prendono il fatto di salmodiare le preghiere e
l’interpunzione menismatica.
Fino al 313 i Cristiani sono costretti a tenere le loro cerimonie nelle catacombe ma nello
stesso anno l’editto di costantino(o di Milano) da ai Cristiani la libertà di culto quindi i cristiani
escono dalle catacombe e iniziano a costruire le prime basiliche e da qui il canto diventa
ampio,forte, vistoso, bello e deve trasformarsi in un elemento di attrazione, di aggregazione.
Quindi il canto cristiano contribuisce all’espansione rapida del Cristianesimo.
Nel 380 abbiamo l’editto di Teodosio con il quale vengono proibiti i riti pagani e impone la
religione cristiana come religione di stato, da questo momento in poi il cristianesimo continua
ad espandersi ma ci sono molte conversioni forzate soprattutto nell’Europa del Nord.
3-4 sec. Sono secoli strategici, in questi primissimi secoli dell’era cristiana non c’è ancora
una rappresentazione iconografica del cristo, le prime rappresentazioni assomigliano ad
Apollo(la perfezione tra gli dei) e viene raffigurato giovane, biondo.
Ermeneutica consiste nel leggere libri del passato in maniera allegorica(cioè non alla
lettera), da qui i padri della chiesa riuscivano a dimostrare che gli antichi filosofi avevano
anticipato la verità dell’unico Dio, grazie a ciò hanno integrato il Dio degli ebrei contenuto nel
vecchio testamento con quello del nuovo Testamento. In più eliminano la presenza degli
strumenti musicali all’interno della chiesa fino al 1500.
Sant’Agostino vive tra il 4 e il 5 secolo ed è contemporaneo di sant’Ambrogio(che è colui che
organizza la liturgia nel culto ambrosiano) , con Sant’Agostino capiamo molto bene il modo
in cui la chiesa imposta la musica, lui dice che la chiesa ha un’anima, per Agostino la musica
deve essere scienza, vero musico è colui che conosce le regole della musica no colui che la
suona concretamente.
Si deve accettare il piacere musicale oppure no? Sant’Agostino dice che la preghiera
cantata è bellissima ma chi ascolta deve sempre dare la precedenza al senso delle parole e
la bellezza del suono deve rimanere in secondo piano altrimenti si commette peccato. La
musica rappresenta sempre per la chiesa una tentazione, un pericolo ma è qualcosa che
serve alla chiesa e tutto questo pensierodurerà fino al 1300.
Boezio è una figura cardine perchè è un anello di congiunzione tra l’antichità pagana e il
Medioevo cristiano, Boezio dice che la musica si divide in musica Mundana(musica delle
sfere), Humana e instrumentalis.
Teocentrismo—->Tutto è voluto da Dio
Teocrazia——> è la convinzione di molti papi medioevali di esercitare il potere anche
politico su volontà di Dio.
All’interno di questa mentalità geocentrica dobbiamo fare un cenno al simbolismo, cioè ogni
aspetto del mondo rimanda a Dio
Quindi l’uomo medievale legge la realtà intorno a lui come segno della presenza di Dio,
quindi è fondamentale la capacità d’interpretazione. Tutta la natura è come un gigantesco
alfabeto attraverso la quale Dio ci manda dei messaggi.
L’allegorismo è l’applicazione della interpretazione simbolica ai testi ed è stata fondamentale
per appropriarsi della cultura classica e dell’antico testamento per farne le basi della cultura
cristiana. L’allegorismo però comporta che in un testo un uomo del medioevo vede 4 livelli di
significato:
-Letterale(ciò che significa il passo a livello letterale, senza interpretazione)
-Allegorico(Significati nascosti sotto il significato letterale)
-Morale(Insegnamenti di tipo morale che si possono ricavare da un certo testo)
-Anagogico(Significato che ha a che fare con le grandi verità quindi con la salvezza
dell’anima per una prospettiva di salvezza e di redenzione).
Questa struttura vale dal punto di vista interpretativo sia per chi legge che per chi scrivi.
Dal 396 l’impero romano fu diviso in impero romano d’occidente e d’oriente, quando cade
l’impero romano d’occidente abbiamo le invasioni barbariche ma per quanto siano turbolente
le vicende politiche in tutta la parte occidentale dell’impero si parla uniformemente il latino
mentre nell’impero orientale abbiamo un mosaico di varie etnie, di vari popoli e si parlano
tantissime lingue e questa parte dell’impero è meno travagliata, meno colpita da disordini di
tipo politico ma hanno il problema delle eresie( una parola di tipo cristiano che sposta i
principi della fede).
La gnosi è una eresia di tipo manicheo in cui il bene e il male si combattono alla pari nella
realtà e tutto ciò rischia di attaccare il cristianesimo e quindi nel 325 viene convocato un
principio a Nicea dove condannano la Gnosi che ricomparirà nella Francia meridionale
dell’11 secolo.

MERCOLEDì 16/12/2020
Come si arriva all’unificazione del canto cristiano? Perchè le vicende della musica si
intrecciano con quelle delle politica. Prima papà Zaccaria e poi papà Stefano secondo si
sono rivolti all’imperatore che stava a costantinopoli. Il Basileus non vuole mandare gli
eserciti ad aiutarli e allora il papà Stefano 2 si rivolge ai franchi(popolo barbarico
cristianizzati già da alcuni secoli) e propone nel 753 di aiutarlo in modo tale che i franchi
possano proteggere il papa.
Il papa si reca in Gallia e si rende conto che il rito e i canti della messa gallicana erano
parecchio diversi da quelli cantati a Roma e quindi capì che bisognava unificare il tutto, da
Roma partono gli esperti del canto romano e vanno ad insegnare il canto romano in Gallia.
Quello che oggi noi cantiamo canto gregoriano è una fusione tra il canto romano e quello
Gallicano. Nel X secolo quando scendono gli imperatori ottoni a Roma si pone lo stesso
problema di unificazione dei canti perchè era venuta a crearsi di nuovo una spaccatura
rispetto al canto Romano.
Nel 9 Secolo durante il regno di Carlo magno la chiesa riesce a riunificare tutti i repertori e
nasce il canto gregoriano. Per mantenere questo canto intatto si inventano una leggenda
secondo cui il canto gregoriano erano stati creati da papa Gregorio Magno che regna dal
590 al 604 attraverso lo spirito santo.
Da subito ci si rende conto che i canti dei cristiani non seguivano il sistema armonico greco
del tetracordo ma segue delle altre scale, ovvero i modi o scale gregoriani dove la griglia
intervallare è fissa ed è diversa da una scala all’altra.
Questi modi gregoriani sono abbinati a due a due.
La Finalis è la nota su cui la melodia gregoriana trova riposo(molto simile alla nostra tonica)
mentre la repercussio è la nota alla quale intorno ruota la melodia ( molto simile alla nostra
Dominante ).
Questo repertorio che dal 9 secolo in poi si perfeziona si forma all’interno di due ambiti
paralleli ma in qualche modo collegati, l’ambito dell’ufficio quotidiano e l’ambito della messa.
Ufficio quotidiano perchè i cristiani si riunivano per pregare tutti quanti insieme ma quando
nasce il monachesimo prende vita questo stile dove i monaci stanno tutti insieme nel
monastero e prende corpo questa cosa di riunirsi giorno e notte per cantare e pregare
2 di notte mattutino
5 laudi
6-7 prima
9 terza
12 sesta
3 di pomeriggio nona
17 vespri
20 compieta.
L’asse portante dell’ufficio quotidiano è la salmodia che può essere di due tipi diversi,
responsoriale (quando il canto viene fatto dal sacerdote e i fedeli rispondono) e quella
antifonale(dove i fedeli vengono divisi in due sottogruppi e cantano una volta l’uno,
alternandosi).
Si afferma intorno al 3-4 secolo la forma degli inni che sono la cosa più somigliante a una
canzone sacra dell’epoca anche perchè sono Strofici( cioè a ciascuna strofa della poesia
viene attribuita sempre la stessa linea melodica).
La chiesa comincia a temere che attraverso gli inni entrino in italia le eresie e stabiliscono
che solo alcuni inni possano essere approvati.
La messa è la forma più complessa dell’intero patrimonio culturale cristiano e ci mette 1
millennio per trovare la forma definitiva.
Nei primi secoli dell’era cristiana c’era una messa dei catecumeni(designata a coloro che si
stavano avvicinando al cristianesimo in quel momento) e una messa sacrificale(dove
partecipavano chi aveva ricevuto l’insegnamento catechistico o meglio i precetti della fede e
potevano partecipare all’eucarestia).
A queste 2 parti vengono aggiunti alla fine del primo millennio i riti introduttivi seguiti dalla
liturgia della parola e dal rito sacrificale.
I canti all’interno della messa sono di due tipi. Il proprium messae che cambiano il testo in
base ai vari momenti dell’anno liturgico e si formano per primi.
Questi canti sono:
-introito;
-graduale;
-alleluia;—-> sostituito dal trattus ad esempio in quaresima
-offertorio;
-Communio;
Successivamente si forma un secondo gruppo di canti, quelli dell’ordinarium messae, questi
canti non cambiano mai il testo, restano fissi e sono:
-Kyrie;
-Gloria;
-Credo—->entra dopo l’anno 1000 su pressione dell’imperatore tedesco sul papà nel 1014;
-Santus benedictus;
-Agnus dei;

Struttura della messa:


Primo canto di tutti ——> introito che comunica ai fedeli il tema della messa ed è un canto
processionale ed accompagna il celebrante all’altare, poi seguono il Kyrie e il Gloria

Seconda parte della messa:


-Graduale—->canto di meditazione sulla lettura appena letta
-Alleluia o il trattus
-Credo—->Cuore della messa perchè c’è la professione di fede del cristiano.

Terza parte della messa:


-Offertorio—-> canto processionale
-Santus benedictus
-Agnus dei;
-Communio—-> canto che accompagna la comunione

Ci sono 3 stili diversi di canto:


-Sillabici—> rapporto una nota una sillaba
-Semisillabici—->rapporto diverse note su una sillaba
-Melismatici——>rapporto molte note su una sillaba

Nel 9 secolo abbiamo la nascita della scrittura, la notazione degli inizi viene chiamata
notazione naumatica e ci sono varie fasi di questa notazione:
-Notazione Chironomica limitata a 2 soli segni per indicare in maniera analogica il precetto
che il direttore del coro dava a chi doveva cantare e ovviamente la melodia la sapeva già
-Neumi: sono 8, all’inizio vengono scritti in campo aperto cioè venivano scritti sopra le parole
del canto.
Si fa strada la necessità di annotare il semitono(mi-fa/si-do) e quindi tracciano per prima una
riga rossa per il fa, una gialla per il Do e intorno all’11 secolo le grafie dei vari neumi
vengono unificati e nasce il tetragramma.

Alcuino di York forma la prima istituzione laica del medioevo.


Gli arabi intorno al 9 secolo stanno in Spagna e traducono i testi greci prima in arabo e poi in
latino permettendo a questi testi di arrivare fino a noi

MERCOLEDÌ 13/01/2021

I fedeli della Gallia che avevano il loro canto gallicano vorrebbero ornare i canti ma la chiesa
va verso la conservazione mentre i fedeli vogliono andare verso l’innovazione (alla fine la
spuntano i fedeli).
Alla fine del 9 secolo nel monastero San Gallo un monaco scrive una lettera al vescovo di
Vercelli e gli racconta che nel suo monastero era arrivato un monaco migrante dai territori
occidentali che erano sotto l’attacco dei vichinghi e chiacchieravano rispetto alla difficoltà nel
memorizzare i canti gregoriani(ci volevano 10 anni). Il monaco migrante aveva scritto delle
parole per ricordarsi i melismi dell’alleluia. Allora il monaco scrive “Libro di inni” ma non sono
in poesia ma sono in prosa. Questi inni sono organizzati a coppie di linee di testo. Queste
sequenze hanno un successo strepitoso, la genialità è che le linee di testo sono accoppiate.
Nel rapporto testo/melodia man mano che noi andiamo dall’inizio della sequenza verso il
centro della sequenza per ciascuna di queste coppie aumenta il numero delle sillabe ma non
solo oltre all’aumento delle sillabe aumenta anche l’ampiezza della melodia.
Il primo principio formale è la ripetizione, perchè crea simmetrie, quindi si comincia a creare
la forma musicale. Nel 12 secolo con Adamo di San Vittore abbiamo la sequenza vittorina
dove notiamo che mentre le sequenze precedenti erano in prosa mentre adesso sono in
poesia.
TETRAMETRO TROCAICO CATALETTICO.
L’introduzione della scrittura ha una conseguenza per quanto riguarda il canto gregoriano
poichè viene diatonizzato, inizialmente il canto gregoriano aveva i quarti di tono ma quando
viene introdotto il tetragramma questo quarto di tono viene eliminato, mentre a oriente i
quarti di tono verranno conservati più a lungo

MERCOLEDÌ 20/01/2021
In questo periodo nascono le lingue romanze, già nel periodo d’oro dell’impero romano il
latino aveva 2 registri(latino colto e latino parlato).
Questo latino volgare ha dei tipi di variazione:
Diatonica—->differenze su base regionale;
Il segreto con il quale Roma ha tenuto tutto l’impero unito vede 2 armi:
1) la lingua latina(che veniva parlata principalmente nella parte ovest dell’impero)
2) Diritto romano.
Ci sono le cosiddette lingue di superstrato, ad esempio l’italiano non deriva solo dal latino
ma ci sono anche tracce barbariche e arabe
Carlo muore nell’814, nell’842 i figli si dividono l’impero e quando parlano vogliono essere
capiti dagli eserciti e quindi qui nascono francese e tedesco.
Intorno al 960 abbiamo le prime parole in italiano pronunciate da un contadino.
Nell’11 secolo abbiamo il fumetto di San clemente dove si intravedono sprazzi di italiano.
NOTE CARDINE—-> re-do-fa-re
Chi doveva imparare un tractus nuovo inquadrava un tractus già conosciuto, molti alleluia ad
esempio sono scritti con finalis MI, cioè appartengono al secondo modo gregoriano, quindi
possiamo dire che questi canti gregoriani hanno al loro interno una struttura nella quale
possono ritrovarsi tranquillamente i cantori.
La sequenza nasce come espediente mnemonico.
La sequenza è formata in coppie di linee di testo e sono in prosa.
Nel 12 secolo all’apogeo della sequenza anche il testo si struttura in poesia con le rime in
modo che le copule facciano rima.
Forza di conservazione—->esercitata dalla chiesa che ha unificato il canto cristiano creando
il canto gregoriano.
Tutte le grandi innovazioni di questo periodo rispondono al generale principio del TROPO—-
>farcitura, aggiunta(di testo, di musica o di entrambi) cioè la chiesa aveva proibito di
modificare i canti ma non ha impedito che si potesse aggiungere qualcosa testualmente.
Questo fatto di aggiungere qualcosa ai canti diventa molto apprezzato e quindi tutti i canti
della messa hanno dei tropi aggiunti, ad eccezione del CREDO.
Ci sono vari tipi di Tropo:
-Tropi di adattamento: forma primordiale di troncatura in cui un testo è adattato alla melodia
liturgica precedente senza modificarla in nessun modo(però comunque l’attribuzione di
parole di un testo a questi melismi che prima erano liberi ha cambiato un po’ il gusto perchè
appesantisce e cadenza questi melismi)
-Tropi di sviluppo: a questo tipo di tropo appartiene la sequenza, qui non ci si accontentava
di inserire solamente un tropo ma veniva ampliata la melodia primitiva, ci si allontanava e poi
si ritornava alla melodia di partenza.
-Tropi di interpolazione: in questo tipo di tropo il testo liturgico di base viene arricchito di un
altro testo con delle melodie interamente nuove.
-Tropi di inquadramento: questi tropi di interpolazione diventano cosi autonomi che vengono
usati o all’inizio (in funzione propulsiva del canto) o alla fine e diventano tropi di
inquadramento. In questi tropi di inquadramento noi vediamo spesso degli avverbi latini
perchè ormai la gente ormai è stanca della stessa cerimonia della messa uguale da secoli.
Uno di questi tropi Quem queritis nasce come tropo di inquadramento dell’introito della
messa di Pasqua in cui c’è un dialogo tra gli angeli e le marie che vanno al sepolcro di
Cristo, questo dialogo avrà una grade carriera.
-Tropi di complemento:i tropi di inquadramento sono cosi autonomi che ad un certo punto si
staccano e se ne vanno per conto loro e perdono qualunque rapporto con il canto iniziale, a
questo tropo appartiene il Conductus(monodico e poi diventerà polifonico).
-Tropi di sostituzione: qua il tropatore si arroga il diritto di modificare il testo liturgico ufficiale
componendo una composizione autonoma, qui fanno parte i canti del saluto finale della
messa.
Tutti i canti sono stati tropati al punto che ci sono problemi di autenticità soprattutto per il
Kyrie che si è stabilizzato più tardi come testo. Quando ci sarà il concilio di Trento che lancia
la controriforma a metà del 500 i padri di Trento non faranno nessuna concessione a questo
repertorio e aboliranno 5 sequenze(Victimi pasquali laude, veni sante spiritus, lauda sion
Salvatorem,dies ire, stabact mater)
Dal 9 secolo i fedeli vorrebbero avere più concretezza e vedere quello che succede,
vogliono vedere cristo sulla croce, c’è un desiderio di concretezza, dal 9 secolo prendono
sempre più piede le processioni come ad esempio quella di Gesù che entra a Gerusalemme.
Il passo successivo sono due cerimonie particolari che pur mantenendosi nel simbolismo
liturgico vengono anche loro incerimoniate, queste due cerimonie sono la deposizione di
Gesù e la resurrezione. In questo periodo c’è un forte desiderio di rappresentazione.
All’interno di questo rappresentatività arriva il tropo Quem quetis, questo tropo fino ad un
certo punto rimane nell’ambito di una cerimonia liturgica ma dopo un po’ viene eseguito sul
sagrato della chiesa e non è più lo stesso sacerdote che lo fa ma chiama dei chirichetti, da
qui rinasce un po’ il teatro che era sparito con la fine di Roma. È difficile stabilire quando
siamo ancora all’interno di un codice simbolico o quando siamo già in un codice di tipo
rappresentativo(teatro).
La musica c’è fin dall’inizio del tropo e viene concluso con il te deum.
Quindi il teatro moderno nasce come teatro musicale intorno all’11 secolo. C’è uno sviluppo
di questo tropo in 3 stati:
-Dialogo tra angeli e marie;
-quando il tropo viene trovato—-> quando si aggiungono scene come ad esempio Pietro e
Giovanni che corrono al sepolcro e parlano con le marie
-terzo stadio—->cristo risorto appare a Maria di magdala, qui fa la sua comparsa un
personaggio dai tratti comici, il venditore di unguenti, questo personaggio ha dei tratti di
grande realismo.
Dato il grande successo del tropo per la messa di pasqua ne vengono creati altri per le altre
messe dall’anno come ad esempio la messa di natale. Si creano una serie di tropi che nel
momento in cui si staccano dalla chiesa diventano autonomi e diventano drammi liturgici(ad
esempio quello di natale).
Due di questi drammi liturgici :
-(Getroni filius)——>ogni personaggio ha una sua melodia
-(Ludus danielis)——->veniva eseguito il 1 gennaio quando c’era il mattutino della
circoncisione, è molto vario ed è la storia del profeta Daniele, in questo dramma liturgico
abbiamo strumenti musicali.
Nel medioevo ad esempio l’arpa e il liuto erano considerati più aristocratici degli altri, alla
famiglia delle trombe spettava il diritto di annunciare il re, l’aviella è legata a personaggi più
umili, tamburi e cimbali sono strumenti a percussione e poi c’è l’organo considerato il re
degli strumenti.

MERCOLEDÌ’ 27/01/2021
9 SECOLO——->Nascita della scrittura, nascita dei tropi e delle sequenze e nascita della
polifonia abbiamo anche l’unificazione del canto cristiano.
Oggi ci occuperemo della nascita della polifonia. Il principio dell’innovazione di questo
periodo è il TROPO, perchè il tropo apparentemente lascia il canto originale intatto,
fondamentalmente rispetta quello che c’è già. Anche la polifonia nasce sul principio del
tropo, le primissime forme di polifonia sono raccolte nel tropario di winchester. La polifonia
nasce come un arricchimento di un testo musicale liturgico, la primissima forma di polifonia è
l’ORGANUM che è la sovrapposizione o sottoposizione alla voce musicale originale,
chiamata vox principalis di una seconda voce chiamata vox organalis che si muove rispetto
alla prima per moto parallelo e può essere a intervalli di quarta quinta o ottava. Questa prima
forma di polifonia nasce come ornamento della parte del solista(guarda pagina 52 del libro
per altre informazioni). Arriviamo all’11 secolo quando abbiamo dei primi esempi di Discanto
dove le due voci non si muovono per moto parallelo ma per moto contrario.
Da questo momento vedremo svilupparsi la polifonia in cui al grave ci sarà il Cantus firmus.
Il 12 secolo ci mostra una pratica polifonica ormai rodata, si iniziano a vedere dei giochetti di
sottigliezze del rapporto tra vox principalis e vox organalis(quindi un incrocio di materiali
melodici).
Arriviamo alla prima grande scuola polifonica, quella di Notredame, che fiorisce intorno alla
cattedrale. All’interno di questa scuola abbiamo i nomi dei primi due compositori,
Leonè(1160/1190) e Pereotè.
All’inizio del 1200 quindi sono passati poco più di 2 secoli e mezzo dalla nascita della
polifonia ma già abbiamo delle costruzioni polifoniche a 4 voci.
5 FASI DELLA POLIFONIA:
9 SECOLO——>Polifonia delle origini
12/13 secolo——> ars antica(scuola di notredame)
14 secolo——->Ars nova
1400—->polifonia fiamminga
1500—>Polifonia rinascimentale
La stagione di maggior spessore per la scuola di notredame è la seconda, ormai la pratica
della polifonia è diffusa un po’ ovunque, specialmente l’Inghilterra è la più avanzata di tutti a
livello musicale, per arrivare al suo livello bisogna aspettare la polifonia fiamminga.
Questi Organa di Perotino sono a 4 voci:
1)Tenor
2)Duplum
3)triplum
4)quadruplum
Nel secondo periodo della scuola di notredame abbiamo Francone da Colonia che nel 1260
ha scritto un trattato con il quale aveva inserito la misurabilità delle note.
Oltre Francone da Colonia abbiamo Petrus De Cruce e Adam che è un autore sia della
scuola di Notredame sia un troviero e quindi scrive sia musica polifonica sacra che musica
monodica profana.
Viene coltivato l’ORGANUM che adesso è una costruzione a 4 voci, lo sviluppo di una
polifonia cosi complessa è possibile soltanto perchè è stata inserita la misurabilità delle note.
Leonino e Perotino usano il tipo di notazione modale(non avevano ancora la misurabilità
delle note inserita da Francone da Colonia).
Molto coltivata era anche la CLAUSULA, che è un tipo di organum.
Abbiamo anche il Conductus che è a tre voci ma il tenor è d’invenzione, non viene tratto da
repertorio gregoriano a differenza dell’organum.
Nella seconda metà del 1200 compare per la prima volta il MOTTETTO(che deriva dalla
Clausula) ed è a 3 voci(tenor,duplum e triplum), la sua caratteristica curiosa è la sua
politestualità, cioè il duplum e il triplum cantano in lingue diverse, l’importante è che il tenor
canti un canto gregoriano.
Guido D’Arezzo:
Da un lato i padri della chiesa continuano a teorizzare sul modello greco senza fare
attenzione agli sviluppi della musica. Questo aspetto di teorizzare riservando alla pratica
musicale una sorta di disprezzo lo possiamo considerare di questo periodo.
Perchè Guido D’Arezzo è cosi importante? Perchè finalmente con lui la teoria si rivolge alla
pratica, colma la frattura tra una speculazione libera e astratta e una pratica musicale che
andava per conto suo, Guido avverte in maniera molto viva l’esigenza di teorizzare sulla
pratica, quindi possiamo considerarlo un innovatore che cura una frattura che è durata per 1
millennio. Guido era un didatta, insegnava ai cantori a cantare e si era reso conto che era
molto difficile insegnare un canto nuovo… si prendeva il monocordo e si segnavano i canti li,
l’obiettivo di guido era quello di fare imparare i canti senza maestro e ha un’idea
geniale(Guarda libro pagina 68), tutti i cantori conoscevano benissimo l’inno di San
Giovanni(vedi libro pagina 70).
La caratteristica dell’esacordo guidoniano è che al centro ci sono MI FA che indicano la
presenza di un semitono. All’epoca di guido esistevano soltanto 3 semitoni, quindi davanti
ad una melodia uno deve individuare prima dove si trova il semitono.Il sistema di guido
prevede l’esistenza di tre esacordi: quello naturale,quello molle e quello duro.I discepoli di
Guido avevano trovato questo metodo molto comodo ma inventano anche la mano
Guidoniana(pagina 72).
La teorizzazione di Guido farà testo per un sacco di tempo(anche fino al ‘500).
Passato qualche secolo da Guido, a partire dal 13 secolo la musica diventa più cromatica,
cioè cominciano a circolare più suoni alterati e quindi vengono introdotti più semitoni oltre ai
3 già esistenti e quindi vengono a crearsi nuovi esacordi. Anche questi nuovi esacordi hanno
il semitono al centro.
Musica ficta——> falsa, cioè non creata da Guido.
La musica Ficta è importantissima, nel 12/13 secolo si sentono degli scricchiolii nei modi
Gregoriani. Questa fissità delle scale gregoriane inizia a essere rispettata sempre di meno,
invece si fa strada la sensibile.
A partite sempre da questo periodo alzando e abbassando le note, la rigidezza dei modi
gregoriani comincia a essere messa in discussione. Queste note alla lunga provocheranno
lo slittamento per il quale il sistema dei modi gregoriani porterà alla nascita della
tonalità(maggiore/minore).

MERCOLEDÌ’ 03/02/2021
C’è analogia tra musica e linguaggio che un trattato del 9 secolo (musica
Enchiriadis)esprime in maniera chiara. Entrambe (musica e linguaggio) hanno un lessico.
Le culture musicali funzionano esattamente come le lingue, ad esempio in italiano questi
suoni sono le lettere dell’alfabeto dalla A alla Z. Non tutte le lingue partono dagli stessi suoni
base, quindi ogni lingua seleziona alcuni suoni da dove forma le sillabe e poi le parole——
>sintassi. Questa diversità di sintassi riguarda anche il lessico.
Quindi il linguaggio e la musica si assomigliano molto.
Musica e linguaggio hanno entrambe una dimensione temporale.
Il linguaggio verbale ha un carattere referenziale cioè posso alludere ad una realtà, mentre
con la musica no.
La musica descrittiva è un filone fondamentale della musica che comincia prestissimo ed
esploderà nell’ ‘800.
Quindi la musica descrittiva in parte smentisce la mancanza di carattere
referenziale(esempio 4 stagioni di vivaldi).
Guido D’Arezzo si pone sulla linea di riflessione tra musica e linguaggio e fa fare un passo in
avanti alla musica, la sua intenzione è quella di dotare la musica di un sistema di regole per
farla più bella poichè la musica si era solamente limitata ad amplificare il testo
verbale(mancava ad esempio la regolarità ritmica), quindi Guido D’Arezzo dice “io mi sono
accorto che come i pedes formano i versus, cosi i neumae devono formare delle
distinctiones) cioè Guido vuole prendere il linguaggio poetico per derivarne delle regole che
possono funzionare per la musica in modo particolare gli interessa l’andamento metrico. Nel
secolo 11-12 si arriverà alla notazione modale.
Con Francone da Colonia abbiamo la nascita dei valori musicali nel 1260.
Questa progressiva marginalizzazione dell’improvvisazione distingue la musica occidentale
da tutte le altre extra europee; permangono comunque delle forme dove rimane
l’improvvisazione. Da questo momento sorge l’idea che comporre un brano una volta per
tutte è meglio che improvvisarlo ogni volta per come uno lo ricorda.
Adesso possiamo fissare la musica all’interno della partitura che contiene le informazioni
necessarie all’esecuzione, quindi composizione ed esecuzione sono 2 parti separate.
In più la musica inizia a essere sempre più consapevolmente scritta su alcuni principi
fondamentali, le prime intuizioni sono empiriche.
La polifonia comincia a sostituirsi alla monodia. Nessun altra cultura ha sviluppato il
parametro polifonico contrappuntastico quanto la musica Europea colta. Da questo
momento la polifonia diventa la protagonista ma vengono ancora composte forme
monodiche (come inni e sequenze).
A questa altezza la musica viene inserita nelle arti liberali(nel quadrilium) che è composto da
aritmetica, geometria, astronomia e astrologia e musica, quindi la musica è il rapporto con
questo quadrilium.
Un teorico Anonimo 4 ci informa della scuola di Notredame e in uno dei suoi trattati afferma
che “io mi sono accorto che la musica può essere suono e segno”, la partitura quindi è
anche musica. Per manifestarsi in quanto arte la musica ha bisogno del suono, conta il fatto
che la musica abbia una dimensione temporale perchè uno è come se seguisse un discorso
con la sua logica.
Partitura ed esecuzione stanno in un rapporto complicato ed è alla base del fenomeno per il
quale la stessa partitura può dare vita ad esecuzioni diverse. Quindi noi come possiamo
definire una partitura? Come ciò che ci garantisce che la musica che noi ascoltiamo oggi è la
stessa di quella composta ad esempio da Beethoven.
San Tommaso è l’ultimo dei padri della chiesa(siamo nel 1200) e abbiamo una revisione dei
padri della chiesa rispetto alla musica. Lui scrive la Summa Teologica e fa coincidere la
bellezza della musica con il concetto della proporzione(geometrico,matematico). San
Tommaso riconosce al canto una funzione Psicagodica, approva l’uso del canto in chiesa
purchè non cantino alla maniera teatrale.
Dispensa pagina 115.
L’organum nasce sul principio del Tropo.

MERCOLEDÌ’ 10/02/2021

La Francia della fine dell’11 secolo è divisa in due zone linguistiche.


Le poesie recitate dai trovatori venivano accompagnate da melodie. Quando queste melodie
vengono messe per iscritto non è una notazione mensurale.
Il primo Trovatore è Guglielmo 9..tra i trovatori si trovano anche le donne e persone non
nobili quindi quest’arte era una cosa molto capillare.
L’amor cortese è il motivo principale della poesia trovatorica. Dietro l’amor cortese ci sia in
realtà la fede catra.
Queste poesia parlano dell’amore infelice, non è mai un amore felice, soddisfatto.
Ci sono sempre 2 personaggi, una dama che dice sempre di no e un trovatore che canta il
suo amore. Il tipo di amore cantato dai trovatori è un amore casto(non tematizza l’unione
carnale). In questo senso nella poesia provenzale si genera una contrapposizione tra amor
provenzale e l’amore coronato dall’unione fisica, corrogato dalle leggi(quindi il matrimonio).
L’amore per il trovatore è sempre adulterino, casto e frustrato. L’eros supremo simboleggia il
balzo dell’anima presso l’unione luminosa, il trovatore non è interessato all’unione dei corpi.
L’amor in provenzale è regolato anche dalle leggi d’amore e da un rituale preciso(il trovatore
offre alla dama il suo omaggio poetico musicale, se la dama accetta gli da un bacio sulla
fronte e da quel momento sono legati dal segreto della cortesia). Nella poesia provenzale la
donna viene innalzata più dell’uomo quindi in qualche modo è posta in un livello superiore.
Sotto la poesia provenzale si nasconde un doppio fondo perchè questi poeti trovatori dove
prendevano questa idea della donna se nella società dell’epoca la donna (era un
elettrodomestico per la prof).?
A livello poetico c’è una sorta di interscambio tra la retorica amorosa e quella religiosa.
La chiesa ha combattuto il catarismo che si diffuse tantissimo nella Francia meridionale. Una
buona parte della società era catara. I principi della fede catara che rendono questa eresia
molto pericolosa per la chiesa sono:
-Per i catari non può essere dio ad aver prodotto il mondo;
-Lo stile di vita del cataro era conforme a quello della chiesa originaria. Un cataro non
poteva prestare denaro, rifiutava di andare in guerra, rifiutava la proprietà privata, non
doveva mai mentire, non doveva sposarsi. I catari rifiutavano la messa perchè rifiutavano il
fatto che dio non si era incarnato. Non avevano la messa ma avevano il Consolamentum
dove il vescovo cataro imponeva le mani al fedele e dopodiché diventava un cataro perfetto,
questo consolamentum era preceduto da 40 giorni di digiuno e alle volte i catari morivano
prima della fine dei 40 giorni.
Il catarismo si diffonde come un incendio e arriva anche in Italia dove c’è una fortissima
colonia catara in Lombardia, in veneto, ma anche a Firenze e Viterbo. C’è chi sostiene che
Dante fosse cataro. La chiesa dal lato suo con Papa Gregorio 9 attiva il tribunale
dell’inquisizione, guidato dai domenicani. L’inquisizione ha distrutto tutti i libri sacri dei catari.
Ma nonostante questo i catari non si piegano e allora il Papa Innocenzo 3 lancia una
crociata indetta da cristiani contro cristiani e siamo intorno al 1220, è stato il primo grande
eccidio della storia. I crociati dichiarano di aver ucciso almeno 1 milione di persone. L’ultimo
avvenimento di questa crociata è l’assedio di un castello costruito su un’altura, li i catari
hanno resistito a lungo ma sono stati sconfitti anche li. Solo i frati francescani riusciranno a
spazzare via il catarismo e a riportare tutta quella parte della società francese all’ortodossia.
Dal punto di vista musicale queste melodie sono inclassificabili perchè non obbediscono a
un modo gregoriano e non sono neanche tonali, quindi sono libere, non classificabili.
Riccardo Cuor di Leone è uno dei primi e maggiori trovieri.
Nell’Italia del nord i catari venivano chiamati Dolciniani.

MERCOLEDÌ’ 17/02/2021
Mito di Tristano sarà fondamentale per la storia della musica. In questo mito c’è nascosto
qualcosa che è fondamentale dal punto di vista della musica. Nel corso del 1200 in ambito
trovierico si iniziano a coltivare 3 forme:
Ballada, rondò e…..
Minnesang—>cantori della minne, la minne è l’amor cortese.
Goffredo di Strasburgo è uno di quelli che ha riscritto il mito di tristano da cui attingerà
Wagner nella sua opera(il tristano).
In Italia durante il 1200 non abbiamo niente di paragonabile allo splendore culturale
musicale tedesco e francese ma abbiamo il fenomeno della lauda; anche il cantico delle
creature di San francesco nasce come lauda. Queste laude erano cantate dalle confraternite
che erano dei gruppi di pellegrini devoti che percorrevano l’Italia centrale e si spostavano da
un luogo di culto all’altro a piedi scalzi e durante la strada cantavano queste laude che
hanno una struttura di risposta tra il solista e il coro. Sono monodiche e lo stile è sillabico. La
linea melodica si muove per gradi congiunti, la forma musicale è molto semplice. La
notazione è notazione quadrata su tetragramma.
In Francia in questo periodo (inizio 1200) abbiamo una straordinaria fioritura musicale ma
anche di teoria. C’è un grande movimento per teorizzare intorno alla musica. I teorici dicono
sulla musica che come la letteratura anche la musica deve avere le sue figure retoriche.Il 12
secolo è un momento di riflessione sulle figure retoriche.
Cantilena: canto per giovani e donne.
ARS NOVA—>da questo momento la musica diventa un arte riconosciuta come tale, che
quindi ha dei principi propri. Questa emancipazione della musica non potrebbe esserci
senza delle conquiste preliminari di tipo filosofico. Di solito si dice che il 1300 segna una
secolarizzazione della cultura, il 1200 è il culmine della visione teocentrica della realtà. Si
abbandonano le campagne per affluire in città e c’è la formazione dei primi stati
nazionali(Francia, Inghilterra).
Rasoio di Occam—> a parità di fattori, di spiegazione, bisogna scegliere la spiegazione più
semplice..
Argomento Nani-Giganti—->è un modo di pesare il rapporto con il passato e la tradizione,
nel 1200 quando pensavano ai grandi del passato era un confronto schiacciante, loro erano
le autorità assolute mentre Bernardo dice, noi siamo come dei nani seduti sulle spalle dei
giganti, cioè vediamo più lontano dei giganti perchè loro sono le autorità del passato ma
studiando i loro testi è come se ci sedessimo sulle loro spalle e guardiamo più avanti.
Il 1300 è un secolo turbolento, il papa nel 1309 visto che c’erano delle turbolenze
nell’ambiente romano come ad esempio una decina di famiglie rivali che si combattevano tra
loro), all’inizio del 300 la situazione era diventata pericolosa il papa sposta la sede papale ad
avignone fino al 1377. L’altro evento maggiore che ha luogo nel 1300 è la cosiddetta guerra
dei 100 anni (1337-1453). All’interno di questo panorama percorso da tensioni di tipo politico
fiorirà la scuola dell’ars nova francese.

MERCOLEDÌ 24/02/2021
Ars nova——>l’autore espone il vecchio metodo e quello che lui ritiene le conquiste
principali dell’ars nova.
La principale novità introdotta da Filippe de vitrì è istituzionalizzare la validità del ritmo
binario accanto al ritmo ternario. È una grande novità perchè la musica non è tenuta a
rispettare la struttura triadica del cosmo.
Il tempo è il rapporto tra la brevis e la semibrevis.
Tempo perfetto significa che il rapporto tra brevis e semibrevis è semibrevis e minima è
ternario.
Questo 300 è un tempo di grandi discussioni, la chiesa che è il principale promotore e
fruitore della musica non la prende tanto bene questa novità di Filippe de vitri e il papa
Giovanni XXII emana una bolla contro i maestri parigini dell’ars nova dicendo che essi
cercano con le loro note di inventare delle aree tutte loro e di cancellare i ragionamenti.
Filippe de vitrì che era un uomo di chiesa tira diritto e lo vediamo partecipare ad un
movimento culturale e artistico in cui viene criticata la chiesa, partecipa per esempio ad un
romanzo in versi di tipo allegorico che racconta la storia di un asino e gli autori lanciano
tante piccole frecciatine verso la chiesa in particolare verso l’ordine francescano e
domenicano. Questo romanzo ha come titolo i 6 vizi capitali della chiesa. La partecipazione
di Filippe a questo romanzo è importante perchè le canzoni vengono scritti direttamente
dentro il romanzo stesso. Filippe de vitri intreccia il grande avvenimento della guerra dei 100
anni e prende spesso posizione dal punto di vista politico con i suoi mottetti, anzi da questo
punto di vista arriva ad un successo molto alto in vita.
Nel 1300 in mottetto cambia pelle, diventa a 4 voci e diventa una forma politica per prendere
posizione politicamente.
Isoritmia—->tecnica compositiva che consiste nello strutturare il tenor di un mottetto su un
doppio ordine di ripetizioni. La ripetizione melodica che si chiama color e la ripetizione di
strutture ritmiche che si chiama talea.
Chi compone una cosa come il mottetto garris Gallus non si riconosce nella concezione che
tutto deve essere determinato e voluto da Dio.
Primo grande compositore dell’ars nova francese—->Giglion de mancherai è stato
famosissimo in vita come poeta.
Messa di Notredame—->prima messa interamente polifonica dovuta ad un solo compositore

Mercoledì 03-03-2021
Ci vogliono 14 secoli prima che la musica riesca a farsi riconoscere come arte.
La musica prima veniva percepita come una funzione del rito religioso.
ARS nova è il tornante fondamentale della storia della musica e raggiunge lo status delle
altre arti.
Arriviamo nel 300 italiano e quindi all’Ars nova italiana, c’è una simmetria tra la situazione
italiana e quella francese. In Francia è logico che fiorisca un ars nova perchè c’è stata un ars
antica. Non c’è niente di paragonabile alla scuola di notredame.
La cultura italiana del 300 è molto influenzata da quella francese.
Un luogo fondamentale fu l’università di Padova che aveva un rapporto molto stretto con
l’università di Parigi, ad esempio Pietro d’Abano aveva insegnato a Parigi e poi arriva a
Padova. A Padova abbiamo l’apparizione del mottetto ave regina cielorum madre regina
innocentie che è importante perchè è stato composto da marco Marchetto da Padova, il
primo autore dell’ars nova italiana. Dei due testi che compongono il duplum e il triplum,
quello del triplum ha come acrostico(lettere iniziali di ciascun verso) il saluto angelico.
Marchetto è un contemporaneo di dante e lavora a Padova all’inizio del ‘300 e scrive vari
brani di polifonia. Nel lucidarium detta le regole per i canti liturgici e per la divisione del tono
in 5 parti. Tra il 1321 e il 1326 scrive il suo secondo trattato che stabilisce in maniera
definitiva le teoria di Marchetto. Ammette l’esistenza di due sistemi di misurazione, italiano e
francese.
Se lasciamo Padova un altro centro importante è Bologna che era molto viva, c’era
l’università e Giovanni conversini. C’era però una importante tradizione anche in veneto, in
modo particolare nel corso della metà del 300.
A Milano opera Iacopo da Bologna che scrive 2 mottetti.
FORME ARS NOVA ITALIANA:
MADRIGALE questo termine significa canto nella lingua madre, il madrigale è quasi sempre
a due voci, ogni tanto a 3, l’espressività è concentrata nelle forma superiori.
CACCIA è un tipo di madrigale che ha argomento venatorio, si parla di caccia. Le due voci di
questo madrigale cantano la stessa linea melodica e una insegue l’altra
BALLATA è divisa in ripresa piedi e volta
Nel 300 in Francia e italia prevale il profano invece che il sacro, perchè è un momento di
relativo disinteresse verso la musica religiosa

MERCOLEDì 10/03/2021
Rapporti molto stretti tra Padova e Parigi (che è il centro delle grandi novità). Diverse città
del nord hanno un importante attività culturale come ad esempio la zona di Treviso.
Padova-Milano-Firenze—->zone principali per l’ars nova italiana.
I maggiori esponenti dell’ars nova fiorentina vengono dalla borghesia.
Giovanni da Firenze è quello che codifica il madrigale. Il madrigale del 300 ha caratteristiche
diverse da quello del 500. Nel 300 sono due o tre terzine di endecasillabi, le 3 terzine di
endecasillabili hanno una linea melodica A.
Le voci in genere sono 2, poche volte 3. La forma del madrigale del 300 è strofica.
La caccia è un tipo particolare di madrigale in cui le due voci cantano la stessa linea ma una
dopo l’altra in maniera tale da creare quasi una situazione d’inseguimento.
La Ballada è formata da una ripresa, due piedi o mutazioni e una volta.
La ballada può essere grande, media o piccola a seconda dei piedi.
La ballada rimane monodica tranne con francesco gardino che diventa melodica.
Un fenomeno investe tutto il mondo dell’arte ed influenza tutti i secoli dal 400 al 700. La
produzione dell’arte e in modo particolare il rapporto tra arte e potere da il nome a quel
fenomeno conosciuto come Mecenatismo. Il termine mecenate indica colui che per amore
dell’arte finanzia l’artista per rendere fattibile la sua opera d’arte (anche musicale). I
mecenati di questa epoca sono i detentori del potere politico(imperatore, re, papa, principi,
cardinali) insomma diventa mecenate chiunque ha un potere su un dato territorio, anche chi
non ha ancora il potere politico come le grandi famiglie nobiliari entrano nel ruolo dei
mecenati.
Il ceto mobiliare di questa epoca aveva una concezione del denaro diversa rispetto alla
borghesia che reinvestiva il denaro in attività produttive mentre l’aristocratico(la cui ricchezza
proviene dalle terre) ha un rapporto completamente diverso con il denaro. Ai nobili di
quest’epoca il denaro serve per 2 motivi:
-per fare la guerra
-per costruire dimore sontuose che reclamizzino il suo stato sociale.
C’è però un terzo aspetto del denaro che è altrettanto importante e cioè che il denaro serve
ad accaparrarsi il potere culturale(cioè è la capacità di imporre agli altri la propria immagine,
i propri gusti, la propria visione del mondo).
Il mecenatismo indica un alleanza di ferro tra arte e potere.
Tutta l’arte di questi 4 secoli sta nell’orbita dell’aristocrazia.
Il beneficio è una rendita legata a una terra, questa rendita viene concessa dall’aristocratico
ad un’ artista, il beneficio è legato alla durata della vita dell’aristocratico e dell’artista che l’ha
ricevuto. I benefici sono cumulabili.
La terra che frutta questa rendita non appartiene all’aristocratico ma alla chiesa(che in
questo momento è i massimo ente economico del tempo). Quindi il papa concede agli
aristocratici la possibilità di dare dei benefici e l’aristocratico a sua volta sceglie a chi darlo e
questo metodo conviene a tutti perchè consente all’artista di vivere, l’aristocratico viene
celebrato nell’opera d’arte e la chiesa praticamente controlla l’aristocrazia europea.
Il papa, i cardinali sono mecenati cioè finanziano l’arte in prima persona.
La musica è pienamente coinvolta in questa triangolazione culturale, anzi la musica
comincia a essere richiesta come un’attività fondamentale per le corti.
La musica diventa un elemento essenziale per le corti rinascimentali.
Un aspetto importante è legato alla pratica del mecenatismo. Nel momento in cui un
musicista, cantore viene ingaggiato consente alla musica di essere riconosciuta come
professione.
Finalmente nel ‘500 il musicista diventa un artista noto già fuori dalla sua cerchia.
Il mecenatismo ha un prezzo molto alto per gli artisti, cioè il fatto che dipendendo da un’altra
persona non è libero di esprimere i suoi valori che potrebbero essere anche contrastanti con
i valori dell’aristocrazia, anche perchè per questi 4 secoli l’aristocrazia è la classe che
promuove l’arte e l’arte che la fluisce.
Tutta l’arte di questi 4 secoli riflette i valori e gli interessi dell’aristocrazia. Le cose
cambieranno a ridosso della rivoluzione francese quando Mozart si ribella al suo datore di
lavoro(un arcivescovo) e si prende il famoso calcio nel sedere con il quale però comincia il
periodo di libertà del compositore, cioè i compositori accettano i rischi del libero mercato,
della libertà, ad esempio Mozart morirà poverissimo e pieno di debiti.
La presenza di questi artisti nelle corti trasforma la corte stessa in luoghi di idee e
propagazione di modelli, questo comporta che per tutto il medioevo la chiesa detiene il
monopolio della cultura mentre in questo momento il baricentro si sposta dal punto di vista
laico, cioè come un’alternativa laica alla chiesa. All’inizio la chiesa non si rende conto del
problema e lo stesso papa e gli stessi cardinali entrano nel circuito mecenatistico,
sbagliando perchè la cultura e l’arte sono sempre libere e quindi pericolose perchè la stessa
forma dell’arte afferma dei valori che possono essere in contrasto con quelli del
committente. Questo contrasto che nel 400 è piccolo diventa più grande fino a lutero quando
nel 1517 farà scoppiare la rivolta Luterana.
Rinascimento—->abbraccia ‘400 e ‘500.
La spinta al rinascimento viene data in particolare dall’umanesimo
Umanesimo—->riscoperta della civiltà greca e latina, da questo momento in poi lo studio e
la riscoperta della storia greca e latina si fa con altri armi rispetto ai secoli passati.
La nascita del concetto di classicità si rivolta contro la musica perchè non aveva modelli su
cui basarsi a differenza di tutte le altre arti. Per arrivare ad una svolta per la musica
dobbiamo aspettare l’affermarsi della monodia e nascerà il melodramma, siamo alla fine del
‘500.
Nelle cattedrali di questo tempo vengono assunti dei ragazzini che vengono cresciuti
impartendo loro le informazioni del canto, del contrappunto ecc..
Musica dei fiamminghi—-> con loro la musica continua ad essere percepita come una
sovrapposizione di linee, di voci
Novità della musica fiamminga:
-Equiparazione delle voci, cioè nella polifonia del 200-300 il tenor veniva un po’ lasciato da
parte, cioè il tenor non veniva coinvolto mentre adesso i fiamminghi trattano il tenor come le
altre voci quindi partecipa alla pari delle altre voci.
-rapporto tra il predominio della consonanza e la messa a punto delle dissonanze (che
devono essere preparate e risolte) cioè se per esempio io voglio mettere una settima DO MI
SOL SI, la dissonanza(cioè la settima)(SI) deve essere presente in un accordo consonante
precedente e poi deve essere risolta nell’accordo successivo scendendo di grado.
-nuovo rapporto tra musica e parola cioè nella polifonia medievale i compositori non stavano
molto attenti al fatto che l’ictus della parola cadesse contemporaneamente all’ictus della
musica. Da adesso con i fiamminghi iniziano ad intonare le parole rispettando il fatto che
l’accento verbale cade insieme al’ictus musicale.

MERCOLEDÌ’ 17/03/2021
In questo periodo si diffonde in Germania il canto dei maestri con epicentro a Norimberga.
Questo canto poteva essere ristretto in una maglia di regole.
Evoluzione nel modo di considerare il compositore.
Diffusione delle cappelle——>impiegati di una famiglia nobiliare che hanno diversi tipi di
mansioni. Le cappelle sono importanti perchè sono dei luoghi di apprendistato e quindi si
formano queste scuole dove gli allievi di oggi sono gli insegnanti di domani.
Repubblica di Venezia——->In questo momento(400-500-600) Venezia è una super
potenza economica, con le sue navi domina tutto il mediterraneo e l’Adriatico in particolare.
A Venezia qualunque manifestazione deve in realtà avere un ruolo politico. Nel 1403 nella
basilica di San marco viene istituita la prima scuola musicale con 8 bambini di origine veneta
per essere istruiti nell’arte del canto.
Possiamo definire la repubblica di Venezia come oligarchia—-> cioè sempre le stesse
famiglie si spartiscono il potere in maniera molto efficace.
Durante il 500 Venezia avrà un’unica grande rivale, la città croata di Ragusa.
Del consolidamento di questo potere si incaricano i vescovi.
Giglio defayes è il maggior compositore, arriva intono al 1423 in Italia e va subito alla corte
dei Malatesta a Pesaro e compone per loro la Ballade…………..
Nel 1427 si trasferisce a Bologna dove diventa sacerdote. Nel 1428 si trasferisce a Roma e
rimane a Roma per tutto il pontificato di Martino quinto ed Eugenio quarto. Nel 1435
raggiuge firenze che in questi due secoli ha una vita politica molto viva, nel 1436 viene
eseguito nel duomo di Firenze un suo mottetto (numero rosarum Floris) nel 1437 lascia
Firenze e torna a servizio dei Savoia.
Defayes lo possiamo considerare il codificatore della messa ciclica che fu inventata da lionel
power nel tardo 300. La messa ciclica utilizza lo stesso tenor per tutte le parti della messa. Il
tenor può essere tratto da repertorio gregoriano

Mercoledì 24/03/2021
La prima messa ciclica fiamminga(c’è nella dispensa) che compone dufay.
Seconda generazione fiamminga.
Canone mensurale—-> le due voci cantano contemporaneamente la stella melodia ma con
due valori diversi
Fortuna Desperada——>importante
Prima generazione Dufay
IMITAZIONE—->quando il tracciato melodico di una prima voce detta domanda o
antecedente viene ripreso da una seconda voce detta risposta o conseguente o comex. Dal
gioco imitativo(cioè dalla circolazione dello stesso motivo delle varie voci) si forma
l’episodio(prima unità significativa della musica di questo periodo). La circolazione di un
motivo all’interno delle 4 voci in maniera paritaria in maniera tale che anche il tenor partecipi
alle imitazione produce l’effetto di equiparazione delle voci.
Il canone sfrutta l’imitazione e diventa usatissimo dalla terza generazione dei fiamminghi
CANONE—->imitazione continuata tra le varie voci con identità di trattati melodici
MERCOLEDÌ’ 31/03/2021
15 maggio 1501—>primo libro dove viene scritta musica. Intorno al 1525 inizia la carriera
degli stampatori esteri.

MERCOLEDì 21/04/2021

Ottaviano Petrucci--->pioniere del 500 e delle stampe, un punto fondamentale del 500 era la
nascita della stampa.
In Petrucci prima si stampavano i righi, dopo le note e dopo le parole.
Negli anni 30/40 del 500 antegnon pubblica un tipo particolare di chancone che era
contrappuntisticamente vicina al mottetto.
Queste chancone parigine degli anni 30/40 sono meno dense dal punto di vista
contrappuntistico, le voci proseguono con uno stile omoritmico e la fine delle frasi era
contrassegnata da una pausa.
Klement Janequin sviluppa la chancone descrittiva nel senso che le voci descrivono delle
scene concrete che potevano essere una battaglia, il richiamo degli uccelli ecc…
e si servivano anche di onomatopee(particolare registro linguistico in cui le parole
assomigliano alla cosa che designano). La mancata considerazione della musica
strumentale inizia a cambiare verso la fine del ‘400. Cosi si costruiscono delle famiglie
strumentali con delle varie tessiture(ad esempio la famiglia del flauto dolce veniva realizzata
nella varie taglie per rappresentare le varie voci). Quindi iniziano ad essere a comparire vari
trattati che spiegavano come portare sugli strumenti la musica che nasceva in maniera
corale.
La chanson nasce in francia spesso con un ritmo dattilico.
La chanson parigina si diffonde ovunque in europa ed arriva anche a venezia, nascono cosi
in italia anche una serie di raccolte di canzon francesce che sono delle trascrizioni musicali,
coloro che le fanno sono ad esempio Spinacino.
La sonata del 600 nasce dalla chanson parigina.
Il problema delle primissime forme strumentali è come fare a meno del testo. Il mezzo
principe di questo periodo è giocare sui contrasti(dinamici, ritmici e di carattere). Alla fine
del ‘500 iniziano a comparire le indicazioni dinamiche. Il primo a inserire le dinamiche è
Banchieri ma anche Giovanni Gabrieli che scrive (suonata piano e forte). Gli strumenti
venivano divisi in gruppi e c’era il dialogo di tipo antifonale.
Prenderà piede nella chiesa di San Marco da metà del ‘500 il piazzare i cosiddetti cori che
comprendono voci più strumenti.
I salmi di adrian willaert segnano la musica veneziana.
Dopo che i musulmani sono stati sconfitti nella battaglia di Lepanto l’italia entra in crisi e il
mediterraneo perde centralità a confronto dei paesi nord europei con inizio di una
lunghissima crisi che caratterizza i paesi mediterranei fino a quando nel 1689 arriverà allo
scoppio definitivo.
Giovanni Gabrieli scrive le sacre sinfonie e le sinfonie sacre ed è considerato il padre della
musica strumentale. La sua musica di fatto con queste caratteristiche segna già quello stile
particolare concertante che vedremo nel 1600, inoltre Giovanni Gabrieli segna una svolta
definitiva dello stile musicale del Barocco.
Martin Lutero aveva fatto un viaggio a roma e aveva trovato il papa alle prese con la fabbrica
della basilica di San Pietro e tornò disgustato da Roma per l’enorme quantità di spreco di
denaro.
Una delle novità introdotte da Lutero è quella che ogni credente deve avere accesso ed
esaminare criticamente le sacre scritture e quindi fa tradurre in tedesco la Bibbia. Lutero
voleva anche che i fedeli partecipassero al rito e quindi la messa va detta in tedesco e non
più in latino, vuole anche che i fedeli cantino in chiesa e quindi elimina le forme musicali del
mottetto e mette insieme una raccolta di canti che chiama corali(brevi, semplici) composti da
musicisti di fiducia di lutero oppure erano dei canti profani che venivano travestiti cambiando
loro le parole(contrafactum).
Questi corali nascono con una linea di canto unica e poi verranno armonizzati a 4 parti e nel
giro di 1 secolo diverranno fondamentali.
Nel 1534 si apre lo scisma anglicano e impone la nuova liturgia riformata, verranno eliminate
messa e mottetto.
Nel 1520 con una bolla la chiesa scomunica Lutero, la chiesa romana comincia un’opera di
riflessione perchè c’era qualcosa che non andava e tutti questi temi verranno trattati nel
concilio di Trento dove emana varie disposizioni, vengono presi anche provvedimenti per la
musica, come la soppressione di tutti i tropi tranne 5.
Inoltre verrà proibita la presenza di qualunque elemento profano nelle messe quindi anche di
ogni cantus firmus preso dalla messa profana; i compositori continuano ad usare contus
firmi profani ma non lo dichiarano più nel titolo della messa.
Altra disposizione riguarda la polifonia.
Ci sono 4 cappelle principali a roma:
-Cappella Giulia;---->cappella ufficiale di san pietro e viene detta cosi quando nel 1513 il
papa gli assegna i fondi di un gruppo di cantori in pianta stabile.
-Cappella Sistina------->non era collegata a nessuna chiesa ma era la cappella personale del
pontefice, papa Sisto 4 fa costruire dei locali specifici della cappella sistina separandola da
quella di San Pietro
-Cappella San Giovanni Laterano
La differenza è che i cantori della cappella giulia erano di origine locale mentre quelli della
cappella sistina erano le star dell’epoca e quindi appunto ci andavano proprio i migliori.
La cappella sistina non ammetteva cantori donne quindi le parti di soprano venivano cantiti
da fanciulli evirati.
Giovanni Pierluigi da palestrina nasce nel 1525 e sta tutta la vita a roma e transita in tutte
queste 4 cappelle, nel 1544 viene assunto come maestro di cappella nella cappella giulia,
diventa famosissimo al punto che l’Imperatore Massimiliano d’austria lo vorrebbe a Vienna.
Ha rapporti con vari aristocratici di quel tempo. Gli sono attribuite 104 messe e un centinaio
di madrigali romani. Palestrina padroneggia benissimo lo stile dei compositori, ha assimilato
benissimo tutte le conquiste in termini di gestione del contrappunto da parte dei fiamminghi e
scrive tutto il programma compositivo dell’epoca, una sua caratteristica è la pulizia nella
condotta delle voci, nelle sue messe e nei mottetti la dissonanza è sempre preparata e
risolta(cioè la dissonanza per esempio DO-MI-SOL-SI,........................), le sue melodie si
muovono per gradi congiunti evitando i salti. Palestrine muore nel 1594 e tutto il ‘600
guarderà a palestrina come modello della costruzione sacra scrupolosamente a cappella.

MERCOLEDI’ 28/04/2021
Nel mottetto di Palestrina vediamo che conduce le voci per gran parte del tempo evitando i
salti. C’è una eccezionale capacità di piegare la musica all’espressività,
Il mottetto è diviso in 5 episodi che corrispondono ai 5 versetti che corrispondono il testo di
questo salmo che racconta la deportazione degli ebrei in mesopotamia.
Super Flumis babilonis(1 versetto).
Palestrina alterna in maniera espressiva sezioni in contrappunto imitato con sezioni in
contrappunto omoritmico.
Il mottetto è pieno di figure retoriche.
Siamo alla fine del ‘500 quindi la tonalità si sta formando.
La fuga è la forma barocca più critica della composizione barocca
stretti---->zona finale della fuga

MERCOLEDI 05/05/2021
Negli anni 20 del ‘500 a Firenze si stava sperimentando una nuova forma polifonica di un
musicista francese. Il Madrigale nato a Firenze lo troveremo anche a Roma poichè anche la
famiglia de I medici si spostava tra Firenze e Roma.
1527---> Sacco di Roma, la città viene messa a fuoco, gli artisti da Roma affluiscono a
Venezia e da qui vengono stampati i Madrigali. a Venezia erano attive addiritture 150
stamperie.
Nel 1539 a venezia vengono pubblicati 4 libri di Madrigali.
Il Madrigale a Venezia intercetta la nascita della scuola veneziana
Arriviamo nell’epoca di maggior splendore del Madrigale(dopo la seconda metà del 500).
I compositori sono disposti a qualunque cosa pur di amplificare il significato delle parole del
madrigale.
La musica di MARENZIO utilizza tutti i mezzi di imitazione del tempo, però le nervature della
musica sono sempre perfette

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