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DIRITTO PUBBLICO, Marzona

CAPITOLO 1, L’ORDINAMENTO GIURIDICO E IL DIRITTO COSTITUZIONALE.


Regole di un'organizzazione costituiscono il diritto di questa. Nel loro insieme formano
l’ordinamento giuridico. Sono rappresentate tramite il linguaggio prescrittivo (a cui
appartengono anche regole religiose, etiche…), differente dal linguaggio descrittivo o
espressivo, proprio dell’arte.
Vi è sempre stato un legame tra diritto e religione, (civiltà greco-romana, sacerdoti e aruspici
leggevano i fenomeni naturali per giudicare, viscere vittime sacrificali, volo degli uccelli…)
Per convenzione, separazione tra due ambiti, religioso e giuridico, alla Lex Hortensia, 287
a.C (fase repubblicana) che stabiliva che plebisciti avevano forza di legge.
In realtà anche in epoca contemporanea, in alcuni paesi islamici le prescrizioni del
Corano sono legge dello stato (sharia)
In generale però, negli ordinamenti moderni:
- regole etico-religiose, perseguimento della perfezione individuale o salvezza anima.
In generale, regole non giuridiche impongono solo doveri.
- regole giuridiche regolano rapporti tra soggetti di un’organizzazione sociale per una
vita normale (da norma). Accanto ai doveri, tutelano i diritti dei consociati.

→ diritto oggettivo: regola comune imposta da parti (eteronomia) o posta dalle parti
(autonomia) che impone vincoli reciproci e permette un rapporto giuridico tra due o più
soggetti. Vincoli che determinano situazioni giuridiche favorevoli o di vantaggio (diritti in
senso oggettivo) e non favorevoli o di svantaggio (doveri o obblighi)

Teoria della pluralità degli ordinamenti giuridici: diritto non è monopolio di alcuna
organizzazione, nemmeno dello Stato, ma inerisce a qualsiasi organizzazione.
Diritto dello stato però è l’ordinamento della più complessa tra le organizzazioni giuridiche,
caratterizzata da politicità. (vedi capitolo 2)

ISTITUZIONALISMO o TEORIE ISTITUZIONALISTE (Santi Romano)


Ordinamento giuridico come complesso di norme, prodotto di diretta derivazione dalla
società, o meglio di fatti normativi intervenuti in un certo momento storico (Costituzione*)
Ogni organizzazione sociale dunque produce ed è lo stesso ordinamento giuridico.

Articolo 1 Repubblica Italiana (Repubblica intesa come popolo, società italiana) democratica
fondata sul lavoro
Articolo 2 Repubblica riconosce diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia come
formazioni sociali in cui si sviluppa . La prima formazione sociale naturale: famiglia.
Articolo 39 Organizzazione sindacale (che è un’organizzazione sociale) è libera. Sindacato
espressione libertà di associazione dei lavoratori. (libertà risvolto positivo e negativo, di fare
o non fare, aderire o non aderire)
altre due concezioni (nella costituzione tutte e tre)

NORMATIVISMO
Vede il suo principale teorico un grande giurista degli anni ‘20, che con l’avvento delle Leggi
Razziali emigrò negli USA, Hans Kelsen.
Ordinamento giuridico come entità chiusa a se stante, isolata e separato dalla società,
storia, economia, politica, perchè frutto di procedimenti giuridici che derivano da una norma
fondamentale. Quello che non spiega questa teoria è come nasce l’ordinamento giuridico.
Nella Costituzione si rispecchia questa teoria nella seconda parte, Ordinamento Repubblica:
Articoli sulla funzione legislativa esercitata congiuntamente dalle due camere.
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→ Procedimento separato dalla vita sociale e dal popolo italiano. Stesso discorso per potere
esecutivo e potere giudiziario. Poteri fondamentali separati dalla società. Concezione
normativista coincide con la concezione POSITIVISTA del diritto positivo.

GIUSNATURALISMO o CONCEZIONE DEL DIRITTO NATURALE


Idea vicina alla concezione istituzionalista, per cui diritto non è creato da Stato (Parlamento
o Governo), ma è insito nell’uomo, nasce insieme all’uomo. Le strutture pubbliche si limitano
solo a riconoscerlo, ma già esiste, non si crea. (Antigone).
Diritti fondamentali come naturali. → Articolo 2: Repubblica riconosce i diritti dell’uomo.
Rapporti civili, etico sociali ed economici, idea di diritto come naturale, che appartiene al
popolo.
Da punto di vista storico, concezione che si è molto affermata per effetto di vicende storiche
che hanno caratterizzato Seconda guerra mondiale, veri e propri stermini di stato (Nazismo
e Fascismo), e per il discorso razziale.
Articolo 3 principio di uguaglianza, si utilizza termine razza, per dire che legge non può
introdurre discriminazione rispetto alla razza. errore costituzione, razza non esiste.
Riconoscimento dei diritto universali dell’uomo.
15.10.2019
Orientamento giuridico → sistema caratterizzato da unità, completezza e coerenza (cap. 5)
Caratteristiche che si ricavano attraverso attività interpretativa, attraverso cui è possibile
cogliere il significato della legge scritta (es. attività forense, ad una stessa disposizione
legislativa, possiamo attribuire significati opposti.)
- Interpretazione letterale, si limita a leggere l’articolo, parola per parola, e non si
aggiunge altro
- interpretazione logico-sistematica, che non considera la disposizione legislativa
come a se stante ma gli viene attribuito significato dall’appartenenza ad un sistema
di norme
- interpretazione storica, che dà peso al momento storico in cui fu scritta la
disposizione. Molto spesso per effetto di una rivoluzione della società è possibile che
essa acquisisca col tempo un altro significato rispetto al momento storico a cui
inizialmente apparteneva.

Spesso due termini usati come sinonimi, ma vi è una differenza tra:


Disposizione legislativa corrisponde alla lettera, a ciò che troviamo scritto nella legge, si
limita al significato letterale, mere formulazioni linguistiche
Norma giuridica, è risultato dell’interpretazione della disposizione legislativa (criteri sopra)

Alla base ordinamento giuridico vi è un atto costitutivo, la Costituzione, insieme di principi e


valori fondanti, a cui possono essere attribuiti numerosi aggettivi.
Distinzione importante tra:
- costituzione scritta, eventi storici: prima costituzione scritta USA, 1787
Costituzione francese: a seguito della Rivoluzione del 1789, carta fondamentale dei
diritti del cittadino. Costituzione solo due anni dopo 1791
Prima costituzione dell’Italia unita non è altro che estensione, successivamente
all’unità d’Italia, della carta costituzionale che riguardava il Regno di Sardegna, lo
Statuto Albertino*
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- costituzione non scritta, UK, non ha una costituzione scritta, ma ha indubbiamente


una costituzione, insieme di norme costituzionali formati attraverso la consuetudine,
la più antica, Magna Carta, atto scritto in cui però c’è un contenuto minimo di
Costituzione, sono elaborati alcuni principi fondamentali che riguardano diritti della
persona.

*Statuto Albertino, 1848, costituzione scritta che fa parte delle costituzione ottriate:
traduzione letterale di “octroyée”, “concesse” dal re. Non costituzioni votate dal popolo ma
matrice autoritaria perchè derivano dal re senza partecipazione del popolo, inoltre
costituzioni flessibili. In esse vi è tuttavia importanza storica perchè in esse vi è prima
affermazione dei diritti di libertà, ancora molto elementare.

Contenuto prime carte costituzionali (assetto costituzionale):


- riconosciuti i principi fondamentali, primi embrionali diritti di libertà*
- forma di governo, organizzazione e rapporto tra poteri pubblici
- fonti, procedimento legislativo, modo di formazione delle leggi.

*Costituzioni improntate ai principi del liberalismo di cui erano figlie, (es. Dichiarazione dei
diritti, separazione poteri, costituzione come legge superiore) fino ad arrivare ad
un’identificazione tra costituzionalismo (= limitazione del potere) e costituzione. In realtà
queste sono le caratteristiche dello stato liberaldemocratico, ma non tutti stati si ispirano a
questo costituzionalismo.

In sintesi:
ORDINAMENTO COSTITUZIONALE: complesso delle norme fondamentali, scritte e non
scritte, che danno forma all’ordinamento giuridico e ne determinano l’identità, cioè il suo
ordine costituzionale

→ L’ordinamento costituzionale non si identifica con le sole norme formalmente costituzionali


e viceversa, le norme di una costituzione non esauriscono i contenuti di un ordinamento
costituzionale. Infatti, altrimenti:
1. resterebbero fuori leggi e consuetudini costituzionali e leggi elettorali,
2. non tutte le norme costituzionali sono così fondamentali da caratterizzarne l’ordinamento,
3. Costituzione può contenere norme non più effettivamente vigenti)
Questo fa capire anche la distinzione tra
- organi costituzionali (Parlamento, Governo…) che concorrono a delineare il volto
dell’ordinamento costituzionale)
- organi di rilevanza costituzionale (Consiglio Nazionale dell’economia e del lavoro),
che pur previsti dalla costituzione, non possono dirsi necessari.

Altra distinzione per costituzioni scritte:


● Le costituzioni della metà del 1800, flessibili, a queste non veniva attribuita una
particolare forza e rigidità, flessibili alle leggi del parlamento, che potevano
modificare con un procedimento ordinario la carta costituzionale, alcun procedimento
aggravato.
● Le costituzioni recenti, successive a Seconda guerra mondiale, rigide (=non
modificabile con legge del Parlamento): si è ritenuto che fosse importante, alla luce
dei fatti (forme di governi autoritari con cui erano state soppressi diritti di libertà),
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attribuire alle costituzioni una forza superiore a quella delle legge ordinarie, cosicché
non potessero essere modificate con semplice legge.

L’ordinamento costituzionale ha dei fini pratici:


1. interpretare le norme costituzionali perchè siano in sintonia con l’evoluzione storica
della società, pur essendo previsto un meccanismo complesso per modificare le
costituzioni, in modo tale che sia sempre salvaguardata sintonia tra evoluzione
storica e costituzione → introdotti i procedimenti di revisione costituzionale,
procedimenti aggravati rispetto a procedimento di formazione delle leggi ordinarie.
2. individuare limiti al potere di revisione costituzionale. *La costituzione fu approvata
da assemblea costituente, eletta nel 1946, frutto di potere costituente, che ha creato
qualcosa di nuovo. Tuttavia, procedimento di revisione costituzionale rappresenta un
potere costituito, cioè previsto dalla Costituzione (a sua volta frutto di potere
costituente (potere nuovo))
3. stabilire se una costituzione è in vigore o o (es. Statuto albertino durante ventennio
fascista o in generale costituzioni in psi in cui si applicano “Statuti Rivoluzionari”)

Normativismo e istituzionalismo anche per il concetto di costituzione:


- Normativisti: (Hans Kelsen) Costituzione in senso formale, cioè testo della Costituzione, al
vertice del sistema delle fonti del diritto, su cui si costruisce l’intero ordinamento
- Istituzionalisti: Costituzione in senso materiale, cioè la sostanza, la costituzione
corrisponde a finalità e valori affermati da forze politico-partitiche che hanno approvato il
testo costituzionale.
Più importante però distinguere tra:
- Costituzione, cioè la carta costituzionale entrata in vigore il 1 gennaio 1948
- Ordinamento costituzionale, cioè complesso di principi e delle norme costituzionali
(formali e materiali), anche consuetudinarie, legati da un progetto costituente.
Il diritto costituzionale quindi costituisce il nucleo dell’ordinamento costituzionale.

Ulteriore distinzione:
Diritto Pubblico: ha come oggetto istituti o principi fondamentali di due diritti pubblici:
● diritto pubblico costituzionale (elaborazione del testo costituzionale)
● diritto pubblico amministrativo (subordinato a Costituzione e alla legge, a cui spetta
l’esecuzione delle disposizioni amministrative e alla legge)
Diritto Privato: riguarda comportamenti e rapporti frutto dell’autonomia privata (dei contratti,
negozi…). Confine mobile, perchè lo stato non è totalmente estraneo al diritto privato, ma
definisce il quadro entro cui si sviluppano i rapporti privatistici.
Ecco perchè tutto il diritto di un ordinamento è in qualche modo pubblico, perchè entrambi
devono assicurare che attività dei privati non sia in contrasto con interesse generale
dell’ordinamento.
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Novecento, aspetto di carattere storico che riguarda tutto l’Occidente


Fino ad anni ‘70 del secolo scorso, in tutti gli Stati forze espansione dell’area pubblica,
manifestazione dell’intervento pubblico nell’economia, che è previsto da Costituzione:
Titolo III, Rapporti economici, prevede intervento dello Stato nelle attività
economiche, sia nell’art 42 che riconosce la proprietà privata, sia nell’art 41 che
riconosce la libera iniziativa economica privata, libertà d’impresa.

Questo ha condotto alla crescita della spesa pubblica, in Italia molte delle imprese pubbliche
partecipate dallo Stato, in cui il capitale in mano allo Stato, sono state amministrate male,
determinando danni a finanza pubblica, “crisi fiscale dello stato”.
La crescita spesa pubblica la determinato un ridimensionamento del settore pubblico e una
serie di interventi volti a ritornare al privato, a privatizzare e a liberalizzare l’economia.
In particolare questi fenomeni riguardano l’attività di due capi di governo UK e USA,
Margaret Thatcher e Reagan, fautori della privatizzazioni e ritorno al privato.
Passaggio da Stato imprenditore a Stato regolatore:
Stato imprenditore (dirigeva proprie imprese pubbliche) si è ritirato, e intervento
statale si è trasformato e ridotto alla costruzione e introduzione di regole dell’attività
dei privati (stato regolatore).
es Legislazione sulla concorrenza (Ordinamento europeo 1962, prima disciplina
comunitaria che tutela la concorrenza, in Italia 1990)
→ modificazione dell’atteggiamento dello Stato nei confronti dell’economia.

Diritto pubblico:
- dir. costituzionale (studia ordinamento costituzionale)
- dir. parlamentare (studia organizzazione e funzionamento del Parlamento)
- dir. regionale e degli enti locali (studia attribuz, organizz e funz regioni e enti locali)
- dir. amministrativo (studia organizzazione, strumenti e attività di pubblica amministr.)
- dir. tributario (studia mezzi e procedure per reperire risorse per spese statali)
- dir. ecclesiastico (studia disciplina dei rapporti Stato-Chiesa catttolica e altre confess)
- dir. penale (complesso di norme assistite da minaccia della pena raccolte nel cod civ)
- dir. processuale civile e penale (norme che regolano processi, raccolte in due codici)

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