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Di Umberto Eco presso Bompiani

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COSTRUIREIL NEJ\IICO

vedendo quanto può la paura dei nuovi flussi migratori. ASSOLUTOE RELATIVO
Allargando a una intera etnia le caratteristiche di alcuni
suoi membri che vivono in una situazione climarginalizza-
zione, si sta oggi costruendo in Italia l'immagine del nemi-
co rumeno, capro espiatorio ideale per una società che,
travolta in un processo di trasformazione anche etnica, non
riesce più a riconoscersi.
La visione più pessimistica in proposito è quella di
Sartre in Huis clos. Da un lato possiamo riconoscere noi
stessi solo in presenza di un Altro, e su questo si reggono le Se siete convenuti qui stasera malgrado il titolo terrori-
regole di convivenza e mansuetudine. Ma più volentieri stico della mia conversazione, vuole dire che siete prepara-
troviamo quest'Altro insopportabile perché in qualche ti a tutto, ma una lezione seria sui concetti di Assoluto e
misura non è noi. Così che, riducendolo a nemico, ci costru- Relativo dovrebbe durare almeno duemilacinquecento
iamo il nostro inferno in terra. Quando Sartre chiude tre anni. tanto quanto il dibattito reale. Mi trovo qui perché ai
defunti, che in vita non si conoscevano, in una camera d'al- "Conflitti dell'Assoluto" è stata intitolata la Milanesiana di
bergo, uno di essi capisce la tremenda verità: quest'anno, e mi sono natura1nente chiesto che cosa s'in-
tendesse con questo termine. È la domanda più elementare
Guardate che cosa semplice: insipida come w1a rapa. Non che un filosofo deve porre.
c'è tortura fisica, va bene? Eppure, siamo all'inferno. E Siccome non ero presente agli altri eventi della
nessun altro deve arrivare, qui. Nessuno. Fino alla fine )
Milanesiana sono andato a cercare su Internet immagini di
noi tre soli, insieme[ ... ] Manca il bofa [ ... ]Hanno realiz- artisti che si richiamano all'Assoluto, ed ecco che ho trova-
zato una economia di personale. Ecco tutto [ ... JTIboia, è to una Conoscenza dell'assoluto di Magritte, varie altre
ciascuno di noi per gli altri due. 11 opere Ji cui non è importante ricordare l'autore, come La
pittura dell'assoluto,Quete d'absolu,Alla ricercadell'Asso-
luto, Marcheur d'Ahsolu, e varie immagini pubblicitarie
11
Jean-Paul Sartre, La porta chiusa,trad. it. di Massimo Bontem- come quella de!Ja vodka Absolut. Pare che l'Assoluto
pelli, Milano, Bompiani, 1960. venda bene.
Inoltre, la nozione di Assoluto mi ha richiamato alla
[Conferenza pronunciata all'Università di Bologna il 15 maggio 2008
n~ll'ambito <leUeserale sui classici e apparsa in Ivano Dionjgi (a cura mente uno dei suoi opposti, e cioè la nozione di Relativo,
d1), Elogio dellapolitica.Milano, J3UR,2009.] diventata abbastanza di moda da quando ecclesiastici dei
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ASSOLUl'O E Rf.LAJ'J\'O ASSOLL'10 E RELATIVO

J
massimi livelli e persino pensatori laici hanno iniziato una ancora pienamente compiuto: processo, sviluppo, crescita
campagna contro il cosiddetto relativismo, diventato tenni- infinita e infinita autodefinizione. Ma se così stanno le cose,
ne denigratorio usato a fini quasi terroristici, così come la noi non potremo mai né definire né conoscere l'Assoluto
parola "comunismo" per Bedusconi. Qui, pertanto, mi perché ne facciamo parte, e tentare di concepirlo sarebbe
limiterò non a chiarirvi ma a confondervi le idee, cercanJo fare come il barone di Mtmchhausen che usciva <lallapalu-
di suggerirvi come ciascuno di questi termini significhi <letirandosi per i capelli.
- secondo le circostanze e i con testi - cose molto di verse tra L'alternativa è allora pensare all'Assoluto come qualco-
loro, e come quindi essi non vadano usati come mazze da sa che noi non siamo e che sta altrove, non <lipendendo da
baseball. noi, come il Dio di Aristotele cbe pensa se stesso pensante
SeconJo i dizionari di filosofia, Assoluto sarebbe mtto e che, come voleva Joyce nel Dedalus, ''rimane dentro e
ciò che è ab solutus, sciolto Ja legami o limiti, qualcosa che dietro o al <lilà o al di sopra dell'opera sua, invisibile, sotti-
non dipende da altro, che ba la propria ragione, causa e lizzato fino a sparire, indifferente, occupato a curarsi le
spiegazione in se stesso. Qualcosa, dunque, di molto simile unghie". Infatti, nel XV secolo Niccolò Cusano in De docta
a Dio, nel senso in cui Egli si definiva "i.o sono colui che è" ignorantia già <liceva:"Deus est absolutus."
("ego surn qui sum"), rispetto al quale tutto il resto è Ma per Cusano, in quanto Assoluto, Dio non è mai
contingente, e cioè non ha la propria causa in se stesso e pienamente attingibile. il rapporto tra la nostra conoscenza
- anche se per acciJente esistesse - potrebbe benissimo e Dio è lo stesso che si instaura tra un poligono inscritto e
non esistere, o non esistere più domani, come accade al la circonferenza nella quale è inscritto: man mano che si
sistema solare o a ciascuno di noi. moltiplicano i lati del poligono, ci si avvicina sempre di più
Essendo esseri contingenti, e pertanro destinati a mori- alla circonferenza, ma iJ poligono e la circonferenza non
re, noi abbiamo un disperato bisogno di pensare che ci si saranno mai uguali. Diceva Cusano cbe Dio è come un
possa ancorare a qualcosa cbe non perisce, e cioè un cerchio il cui centro è dappertutto e la circonferenza non è
Assoluto. Questo Assoluro, però, può essere trascendente, da nessuna parte.
come la clivinità biblica, o immanente. Pur senza parlare di Si può pensare un cerchio con il centro ovunque e la
Spinoza o Bruno, coi filosofi idealisti anche noi entriamo a circonferenza da nessuna parte? Evidentemente no.
far parte <lell'Assoluto, perché l'Assoluto sarebbe (per Eppure possiamo nominarlo, ed è quello che sto facendo
esempio in Schelling) l'unità indissolubile del soggetto che in questo momento, e ciascuno di voi capisce che sto
conosce e di ciò che una volta era considerato estraneo al parlando di qualcosa che ba a che fare con la geometria,
soggetto, come la natura, o iJmondo.Nell'Assoluto ci iden- salvo che è geometricamente impossibile e inconcepibile.
tifichiamo con Dio, siamo parte di qualcosa che non si è Dunque c'è una differenza tra poter concepire o meno
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ASSOLUTOE Rlll..ATIVO
ASSOLUTOE RELATIVO

qualcosa e poterlo tuttavia nominare attribuendogli un Se voi esaminate un manuale di chimica per cercarvi la
qualche significato. definizione di litio vi troverete che è un elemento dal peso
Che cosa vuole dire usare nna parola e attribuirle un atomico 7, circa. Ma se l'autore ha una maggiore disposi-
significato? Vuole dire molte cose: zione alla logica vi dirà che se cercate un materiale vitreo,
A. Possedere istruzioni per riconoscere l'eventuale translucente, grigio o bianco, mollo duro, friabile e inso-
o_ggettoo situazione o evento. Per esempio fa parte del signi- lubile - capace di dare un rono porporino a una fiamma
ficato delle parole "cane" o "inciampare" una serie di non luminosa, se triturerete questo minerale con calce o
descrizioni, anche sotto forma di immagini, per riconosce- veleno per topi secco, e poi lo fondete, esso può essere
re w1 cane e distinguerlo da un gatto, e distinguere l'in- parzialmente dissolto in acido muriatico. E se questa solu-
ciampare dal saltare. zione viene evaporata e il residuo sarà trattato con acido
B. Disporre di una definizione eia classz/icazione. Si solforico e dovutamente purificato, sarà convertibile in un
danno definizioni e classificazioni del cane ma anche di cloruro con metodi normali. Questo cloruro, ridotto a
eventi o situazioni come "omicidio colposo", in guanto stato solido, fuso e<lelettrolizzato con una mezza dozzina
distinto da "omicidio preterintenzionale". di cellule potenti, porterà alla formazione di un globulo di
C. Conoscere di una data entità altre proprieta~ dette metallo rosa-argento che galleggerà sulla benzina. E
/attuali o enciclopediche. Per esempio del cane so che è questa materia sarà un esemplare di litio. La peculiarità di
fedele, che è buono per la caccia o per 1aguardia; dell'omi- questa definizione - o di questo precetto, più utile di una
definizione - è che vi dice che cosa la parola litio denoti,
cidio colposo so che secondo il codice può condurre a una
determinata condanna eccetera. prescrivendo che cosa dovete fare per ottenere una espe-
rienza percettiva dell'oggetto esterno. (ColLectedPapers,
D. Possibilmente possedere istruzioni su come produrre
2.330) 1
l'oggetto o evento corrispondente. Conosco il significato
del termine "vaso" perché, anche se non sono un vasaio )
Bell'esempio di rappresentazione completa e soddisfa-
so come si dovrebbe produrre un vaso - e così accade
cente del significato di un termine. Ma altre espressioni
anche per i termini "decapitazione" o "acido solforico".,
hanno invece significati brumosi e imprecisi- e per gradi di
Invece per un termine come "cervello" conosco i significa-
chiarezza decrescente. Per esempio, anche l'espressione "il
ti A e B, alcune delle proprietà C, ma non so come potrei più alto numero pa1-i"ha un significato, tanto è vero che
produrlo.
Un bellissimo caso in cui conosco le proprietà A, B, Ce
1
Trad. it. di Massimo A. Bonfantini e Giampaolo Proni, in C. S.
D ci è proposto da C. S. Peirce che così definisce il litio: Peirce, Opere,MiJano, Bompiani, 2003.
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i\SSULL'TO F RELATIVO ASSOLUTOl. R!L\TTVO

sappiamo già che dovrebbe avere la proprietà cliessere clivi- t I roglie nel cercare di capirle è proprio il senso di impoten-
sibile per due (e pertanto saremmo in grado di distinguerlo ,1 l!Spresso <la Dante dell'ultimo canto del Paradiso
dal più alto numero dispari) e possediamo persino una vaga ( XXXIII,vv. 82-96) quando vorrebbe dirci che cosa ha
istruzione per la sua produzione, nel senso che possiamo , 1sto nel momento in cui ba potuto fissare lo sguardo nella
immaginare di contare numeri sempre più alti, separando i , livinità ma non riesce a dirci altro se non che non riesce a
'
dispari dai pari ... Salvo che avvertiamo che non ci arrivere- dirlo, e ricorre alla metafora affascinante di un Jibro dalle
mo mai, come se i_nun sogno avvertissin10 <lipoter afferrare pagine infinite:
qualcosa senza però riusci rei. Un' espressi on e come "cerchio
con Ucentro ovunque e la circonferenza da nessuna parte" Oh abbondante ~razia ond'io presunsi
non suggerisce invece alcuna regola per produrre un ogget- ficcar lo viso per la luce ctterna,
to corrispondente, non solo non sopporta alcuna definizio- ramo che la veduta vi consunsi!
ne ma frustra ogni nostro sforzo <li immaginarlo, salvo Nel suo profondo vidi che s'interna
provocarci un senso di vertigine. Un'espressione come legalo con amore in un volume.
Assoluto ha una definizione tutto sommato tautologica (è ciò che per l'universo si squaderna:
assoluto ciò che non è contingente, ma è contingente ciò che sustanze e accidenti e lor costume,
non è assoluto) tuttavia non suggerisce descrizioni, defini- quasi conflati insieme, per tal modo
zioni e classificazioni; non possiamo pensare a istruzioni per che ciò cb'i' dico è un semplice lume.
produrre qualcosa di corrispondente, non ne conosciamo La forma universal di questo nodo
alcuna proprietà, salvo supporre che le abbia tutte e sia credo eh·;· vi<li,perché più di largo,
probabilmente quel id cujusnihil majuscogitaripossit di cui Jicen<lo questo, mi sento ch'i' go<lo.
parlava sant'Anselmo d'Aosta (e mi viene in mente la frase Un punto solo m'è maggior letargo
attribuita a Rubinstein: "Se credo in Dio? No, io credo in che venticinque secoli a la 'mpresa,
qualcosa ... di molto pili grande"). Quello che riusciamo al che fé Nettuno ammirar .I'ombra d'Argo.
massimo a immaginare nel cercare di concepirlo è la classica
notte in cui tutte le vacche sono nere. E non diverso è il senso d'impotenza che esprime
Certo che è possibile non solo nominare ma persino Leopardi quando vuole parlarci appunto dell'infinito
rappresentare visivamente ciò che non possiamo concepire. ("Così tra questa I immensità s'annega il pensier mio: I e il
Ma queste immagini non rappresentano l'inconcepibile: naufragar m'è dolce in questo mare").
semplicemente ci invitano a cercare di immaginare qualcosa Ed ecco perché in questa rassegna della Milanesiana si
d'inconcepibile, e poi frustrano la nostra attesa. Quello che sono visti, a parlar dell'Assoluto, gli artisti. Gìà lo Pseudo-
42 -U
ASSOLUTOE RELATIVO ASSOLUTOE RELATIVO

Dionigi Areopagita ricordava che, poiché l'Uno divino è poco a poco: suggerire, ecco il sogno. (Sur !'ÉvoLution
talmente lontano da noj da non poter essere né compreso littéraire: réponse à l' enquete de ]uLesI Iuret, 1891)
né attinto, si deve parlarne per metafore e allusioni, ma
specialmente, per rendere evidente Ja pochezza del nostro Tutta la vita di Mallarrné si pone all'insegna di questo
discorso, attraverso simboli negativi, espressioni dissimili: sogno ma al tempo stesso all'insegna deJlo scacco. Scacco
l·hc Dante aveva dato per accettato sin dall'inizio, compren-
E la chiamano anche con i nomi delle cose più basse, dendo che è orgoglio luciferino pretendere di esprimere fini-
unguento fragrante, pietra angolare, e le attribuiscono Lamente l'infinito, e aveva evitato lo scacco della poesia
perfino una forma belluina adattandole le caratteristiche proprio facendo poesia dello scacco, che non è poesia che
del leone e della pantera e dicendo che sarà come Llll vuole dire l'indicibile bensì poesia dell'impossibilità di dirlo.
leopardo e un'orsa inferocita. (Gerarchiaceleste, Il, 5) Si rifletta sul fatto che Dante (come del resto lo Pseudo-
Dionigi e Niccolò Cusano) era credente. Si può credere in
Alcuni filosofi ingenui banno avanzato la proposta che w1 Assoluto e affermare che è impensabile e indefinibile?
solo i poeti sappiano dirci che cosa sia l'Essere o l'Assoluto, Ceno, accettando che all'impossibile pensiero dell'Asso-
ma essi di fatto esprimono soltanto l'indefinito. Era la luto si sostituisca il sentimento <lell'Assoluto e dunque la
poetica di Mallarmé, che ha speso la vita per cercare di fede, come "sustanzia di cose sperate ed argumento delle
esprimere una "spiegazione orfica della terra": non parventi". Elie Wiesel, nel corso di questaMilanesiana,
ha ricordato le parole di Kafka per cui è possibile parlare
Io dico un fiore, e al <li fuori dell'oblio dove la mia voce con Dio ma non di Dio. Se l'Assoluto è filosoficamente
relega alcun contorno, in quanto qualcosa di diverso dai una notte in cui tutte le vacche sono nere, per il mistico
calici noti, musicalmente si leva, idea stessa e soave, l'as- che, come Giovanni della Croce, lo avverte come "notte
senza di ogni profumo. (Crise de vers, 1895) oscura" ("Notte che mi hai guidato, I notte più compia-
cente dell'aurora"), esso è fonte di emozioni ineffabili.
In realtà questo testo è intraducibile, e ci dice solo che si Giovanni della Croce esprime la sua esperienza mistica
nomina una parola, isolata nello spazio bianco che la attraverso la poesia: di fronte all'indicibilità dell'Assoluto
circonda, e da essa deve scaturire la totalità del non detto > può apparirci come garanzia il fatto che questa tensione
ma sotto forma di una assenza. Infatti insoddisfatta possa risolversi materialmente in una forma
compiuta. Il che permetteva a Keats nella sua Ode sopra
nominare un oggetto è sopprimere tre quarti della poten- un'urna greca di vedere la Bellezza come sostituto dell' espe-
za della poesia, che è fatta della felicità di indovinare a rienza dell'Assoluto:
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ASSOLUTOe RLLATrVO ASSOLUTOE RELATJVO

La bellezza è verità, la verità è bellezza: questo è tutto ciò tomista - naturalmente senza saperlo. In realtà, salvo stati
che voi sapete in terra e tutto ciò che vi occorre sapere. l'!-ilatici,noi siamo obbligati a parlare e a dire che cosa il
nostro intelletto rlflette. Tuttavia definiamo vere (o false)
E questo va bene per chi ha deciso di praticare una reli- 110n le cose bensì le asserzioni cbe facciamo su come stiano
gione estetica. Ma Giovanni della Croce ci avrebbe detto le cose. La celebre definizione di Tarski dice chel'enuncia-
che in realtà era solo la sua esperienza mistica clell'Assoluto Lo "La neve è bianca" è vero se e solo se la neve è bianca.
a garantirgli l'unica verità possibile. Di qui la persuasione Ora, lasciamo pure perdere la bianchezza della neve, che
di molti uomini di fede convinti che quelle filosofie che Jiventerà sempre più discutibile, e consideriamo un altro
negano la possibilità di conoscere l'Assoluto neghino auto- esempio: l'enunciato "Sta piovendo" (tra virgolette) è vero
maticamente ogni criterio Ji verità o, negando che ci sia un solo se fuori sta piovendo (senza virgolette).
criterio assoluto cli verità, neghino la possibifoà di avere La prima parte della definizione (quella tra virgolette) è
esperienza dell'Assoluto. Ma un conto è dire che una filo- un enunciato verbale e non rappresenta altro che se stesso,
sofia neghi la possibilità di conoscere l'Assoluto e un conto ma la seconda parte dovrebbe esprimere come stanno di
è dire che essa neghi ogni criterio Ji verità - anche per fatto le cose. Tuttavia ciò che dovrebbe essere uno stato di
quello che riguarda il mondo contingente. Verità ed espe- cose viene di nuovo espresso in parole. Per evitare questa
rienza dell' AssolL1tosono poi così inseparabili? mediazione linguistica dovremmo dire che "Sta piovendo"
La fiducia che ci sia qualcosa di vero è fon <lamentale per (tra virgolette) è vero se [c'è] quella cosa là (e senza dir
la sopravvivenza degli esseri umani. Se non pensassimo niente additassimo la pioggia che cade). Ma, se ci pare
che, quando ci parlano, gli altri ci dicono o il vero o il falso, possibile attuare questo ricorso indicale all'evidenza dei
non sarebbe possibile la vita associata. Non potremmo sensi con la pioggia, sarebbe più difficile farlo con l' enun-
neppure dar fiducia al fatto che, se su una scatola c'è scrit- ciato "La Terra gira intorno al Sole" (perché caso mai i
to "Aspirina", possiamo escludere che si tratti di stricnina. sensi ci direbbero proprio il contrario).
Una teoria speculare della verità è quelJa per cui essa è Per stabilire se 1'enunciato corrisponde a uno stato di
adaequatio rei et intellectus, come se la nostra mente fosse cose bisogna aver interpretato il termine "piovere" e aver-
uno specchio che, se fw1ziona bene e non è ddormante o ne stipulato una definizione. Bisogna aver stabilito: che per
appannato, deve riflettere fedelmente le cose come stanno. parlare di pioggia non basta avvertire gocce d'acqua che
È la teoria sostenuta per esempio da san Tommaso, ma cadono dall'alto (perché potrebbe trattarsi di qualcuno che
anche dal Lenin di Materialismo cd empz"riocrilicismo sta innaffiando fiori da un balcone), chela consistenza delle
(1909), e siccome Tommaso non poteva essere leninista ne gocce deve essere di una certa portata (altrimenti parlerem-
dovrebbe conseguire che Lenin in filosofia era un neo- mo di rugiada o di brina), che la sensazione deve essere
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ASSOLUTO [ RELATIVO ASSOLUTO L REl.t\llVO

continua (altrimenti diremmo che c'è stato un accenno di bilità di un colonnello dell'aeronautica da quella di un
pioggia subito abortito) e così via. Questo stipulato, si Jeve profeta). La differenza tra 4 e 5 è che il ➔ diverrà vero o
poi passare a una verifica empirica, che nel caso della piog- falso almeno nel 2536, mentre il 5 continuerà a rimanere
gia è a disposizione di tutti (basta tendere la mano e prestar empiricamente indecidibile per saeculasaeculorum.
fiducia ai propri sensi).
Ma nel caso dell'enunciato "La Terra gira intorno al 6. Ogni angolo retto ha necessariamente 90 gradi.
Sole", le procedure di verifica sono più complicate. Quale 7. L'acqua bolle sempre a 100 gradi.
senso assume la parola ''vero" per ciascuno degli enunciati 8. La mela è un angiosperma.
che seguono? 9. Napoleone è morto il 5 maggio 1821.
10. Si raggiunge la costa seguendo il corso del Sole.
1. Ho male alla pancia. 11. Gesù è il Fig]jo di Dio.
2. Stanotte ho sognato che mi appariva Padre Pio. 12. La retta interpretazione delle Sacre Scritture è defi-
3. Domani pioverà certamente. nita dal magistero della Chiesa.
4. I1 mondo terminerà nel 2536. 13. Gli embrioni sono già esseri umani e hanno un'anima.
5. C'è una vita dopo la morte.
Alcuni di questi enunciati sono veri o falsi in relazione a
Gli enw1eiati 1 e 2 esprimono una evidenza soggettiva, regole che ci siamo date: l'angolo retto ha 90 gradi solo
ma il mal di pancia è sensazione evidente e insopprimibile, nell'ambito di un sistema di postulati euclidei; che l'acqua
mentre ricordando un sogno fatto la notte prima potrei bolla a cento gradi è vero non solo se diamo credito a una
non essere sicuro di quel che ricordo. Inoltre i due enun- legge fisica elaborata per generalizzazione induttiva, ma
ciati non possono essere immediatamente verificati da altri. anche sulla base della definizione di grado centigrado; una
Certo, un medico che voglia capire se ho dawero una coli- mela è un angiosperma solo in base ad alcune regole di
te o sono ipocondriaco avrebbe alcuni strumenti di verifi- classificazione botanica.
ca, ma maggiori difficoltà avrebbe uno psicanalista a cui Alcuni prevedono la fiducia in verifiche fatte da altri
dicessi di aver sognato Padre Pio, perché potrei benissimo prima di noi: crediamo sia vero che Napoleone è morto il
mentirgli. 5 maggio 1821 perché accettiamo quanto ci dicono i libri
Le affermazioni 3, 4 e 5 non sono immediatamente veri- di storia, ma dobbiamo sempre ammettere la possibilità
ficabili. Però che domani pioverà potrà essere verificato che un documento inedito scoperto domani negli archivi
domani, mentre che il mondo finisca nel 2536 ci porrebbe <lell'a1runiragliaro britannico testifichi che è morto in altra
qualche problema (ed ecco perché distinguiamo l'attendi- data. Talora per ragioni utilitaristiche adottiamo come se
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ASSOLUTO E RELATIVO i\SSOLlJl'O E RELATIVO

fosse vera un'idea che sappiamo essere falsa: per esempio, pensiero moderno e in particolare di quello logico-scienti-
per orientarci nel deserto, ci comportiamo come se fosse fico, dia luogo a un relativismo inteso come malattia storica
vero che il Sole si muove da est a ovest. della cultura contemporanea, che nega ogni idea di verità.
Quanto alle affermazioni cli carattere religioso non dire- Ma che cosa intendono per relativismo gli antirelativisti?
mo che sono indeciclibili. Se si accetta come storica la testi- Alcune enciclopedie filosofiche ci dicono che c'è un
monianza dei Vangeli, le prove della divinità del Cristo relativismo conoscitivo, per cui gli oggetti possono essere
troverebbero consenziente anche un protestante. Ma ciò conosciuti solo sotto condizioni determinate dalle facoltà
non accade per quanto riguarda il magistero della Chiesa. umane. Ma in questo senso sarebbe stato relativista anche
Lwece l'affermazione su un'anima degli embrioni dipende Kant, il quale non negava affatto che si potessero enunciare
solo da una stipulazione dei significati di espressioni come leggi di valore universale - e inoltre, sia pure su basi mora-
"vita", "umano" e "anima". San Tommaso, per esempio (si Li,credeva in Dio.
veda infra, "Gli embrioni fuori dal Paradiso"), riteneva che In un'altra enciclopedia filosofica trovo invece che per
essi avessero solo un'anima sensitiva, come gli animali, e relativismo si intende "ogni concezione che non ammette
pertanto, non essendo ancora esseri wnani dotati cli anima principi assoluò nel campo del conoscere e dell'agire". Ma
razionale, non partecipassero alla resurrezione della carne. è diverso negare principi assoluti nel campo del conoscere
Oggi sarebbe imputato di eresia, ma in queUa civilissima o nel campo deU'agire. Ci sono persone disposte a sostene-
epoca lo hanno fatto santo. re che "la pedofilia è male" sia una verità relativa solo a un
Si tratta, dunque, di decidere come contrattare volta per determinato sistema di valori, vista che in certe culture era
volta i criteri di verità che stiamo usando. o è ammessa o tollerata, e tuttavia pronti a sostenere che il
È proprio sul riconoscimento dei diversi gradi di verifi- teorema di Pitagora deve essere valido in ogni tempo e per
cabilità o accettabilità di una verità che si fonda il nostro ogni cuhura.
senso della tolleranza. Posso avere il dovere scientifico e Nessuna persona seria porrebbe sotto l'etichetta del
didattico di bocciare uno studente che sostenga che l'acqua relativismo la teoria einsteniana della relatività. Dire che
bolle a 90 gracli come l'angolo retto - pare sia stato detto a una misurazione dipende dalle condizioni di moto dell'os-
un esame-, ma anche un cristiano dovrebbe accettare che servatore si presenta come principio valido per ogni essere
per qualcuno non ci sia altro dio che Allah e Maometto sia umano in ogni tempo e luogo.
il suo profeta (e chiecliamo che i musulmani facciano l'in- TIrelativismo come dottrina filosofica di tal nome nasce
verso). col positivismo ottocentesco, <love si sostiene l'inconosci-
Invece, alla luce di alcune polemiche recenti sembra che bilità dell'Assoluto, al massimo inteso come limite mobile
questa distinzione tra diversi criteri di verità, tipica del di una ricerca scientifica continua. Ma nessun positivista ha
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ASSOLUTOE.REL/\TIVO 1\SSOLUTUE RELATJVO

mai sostenuto che non siano raggiungibili verità scientifi- nostre conoscenze possano sempre essere revocate in
che oggettivamente testabili e valide per tutti. dubbio, al tempo stesso affermava che attraverso la conti-
Una posizione filosofica che, a una lettura frettolosa dei nua correzione delle sue conoscenze la comunità umana
manuali, potrebbe essere definita come relativistica è il cosid- porta avanti "la torcia della verità".
detto olismo, secondo il quale ogni enw1ciato è vero/falso (e Quello che induce a sospettare di relativismo queste
acquista un significato) solo all'interno cliun sistema orga- teorie è il fatto che i diversi sistemi siano mutuamente
nico di assrn1zioni, un dato schema concettuale o, come incommensurabili. Certamente il sistema tolemaico è
altri hanno detto, all'interno cli un dato paradigma scienti- incommensurabile rispetlo a quello copernicano, e solo nel
fico. Un olista sostiene (giustamente) che la nozione di primo assumono un senso preciso le nozioni <liepiciclo e
spazio ha un senso diverso nel sistema aristotelico e in quel- deferente. Ma che i due sistemi siano incommensurabili
lo newtoniano, così che i due sistemi sono incommensura- non significa che non siano comparabili, ed è proprio
bili, e che un sistema scientifico vale l'altro nella misura in confrontandoli che noi comprendiamo quali siano i feno-
cui riesce a rendere ragione <liun insieme dj fenomeni. Ma meni celesti che Tolomeo spiegava con le nozioni di epici-
gli olisti sono i primi a dirci che ci sono sistemi che non clo e deferente, e comprendiamo che erano gli stessi feno-
riescono affatto a rendere ragione di un insieme Jj fenome- meni di cw i copernicani volevano rendere ragione secondo
ni, e che alcuni alla lunga prevalgono perché ci riescono un diverso schema concettuale.
meglio degli altri. Quindi anche l'olista, nella sua apparen- L'olismo dei filosofi è simile all'olismo linguistico, per
te tolleranza, si confronta con qualcosa di cui bisogna cui una data lingua, attraverso la sua struttura semantica e
rendere ragione e, anche quando non lo dice, si attiene a sintattica, imporrebbe una determinata visione del mondo,
quello che Jefinirei un realismo minimo, per il quale ci di cui il parlante è per così dire prigioniero. Ricordava
deve essere un modo in cui le cose stanno o vanno. Forse Benjamin Lee Whorf che, per esempio, nelle lingue occi-
non potremo conoscerlo mai ma, se non crediamo che ci dentali si tende ad analizzare molti eventi come oggetti, e
sia, la nostra ricerca non avrebhe senso e non avrebbe senso un'espressione come "tre giorni'' è grammaticalmente
tentare sempre nuovi sistemi di spiegazione deJ mondo. equivalente a "tre mele", mentre alcune lingue dei nativi
L'olista si dice di solito pragmatista, ma anche qui non americani sono orientate al processo e vedono eventi là
bisogna leggere frettolosamente i manuali di filosofia: il dove noi vediamo cose - così che la lingua Hopi sarebbe
vero pragmatista, come lo era Peirce, non diceva che le idee più attrezzata dell'inglese per definire certi fenomeni
sono vere solo se dimostrano di essere efficaci. ma che esse studiati dalla fisica moderna. E Whorf ricordava anche che
mostrano la loro efficacia quando sono vere. E quando gli eschimesi avrebbero in luogo della parola "neve" quat-
sosteneva il fallibilisrno, e cioè la possibilità che tutte le tro termini diversi a seconda della consistenza della neve
52 53
t\SS(JLlJTO E IU!IATJVO
ASSOLl IO I. RELATIVO

stessa e pertanto essi vedrebbero più cose diverse dove noi I

Cuinea considerino ancora oggi legittimo e raccomandabi-


ne vediamo solo una. A parte che questa noLizia è stata
le il cannibalismo (e un inglese no) mi pare osservazione
contestata, in ogni caso anche uno sciatore occidentale sa
inoppugnabile, come è inoppugnabile che in certi paesi si
distinguere rra diversi tipi di neve di diversa consistenza, e
riservi alle adultere un tipo di riprovazione <liverso dal
basta che un eschimese venga in conLatto con noi perché
nostro. Ma il riconoscimento della varietà delle culture, in
capisca benissimo che quando noi <liciamo neve per le
primo luogo, non nega che certi comportamenti siano più
presunte quattro cose che lui chiama in mo<li diversi, ci
universali (per esempio l'amore di una madre per i propri
comportiamo come un francese che chiama giace il ghiac-
piccoli, o il fatto che <li solito si usino le stesse espressioni
cio, il ghiacciolo, il gelato, lo specchio, il cristallo Ji una
facciali per esprimere disgusto o ilarità), e in secondo luogo
vetrina, e tuttavia alla mattina non è così prigioniero della
non implica automaticamente il relativismo morale, per cui
propria lingua da farsi la barba guardandosi in un gelato.
non esistendo valori etici uguali per tutte le culture possia-
Infine, a parre il fatto che non tutto il pensiero contem-
mo liberamente adattare il nostro comportamento ai nostri
poraneo accetta la prospeniva olistica, essa si pone nel
desideri o inLeressi. Riconoscere che una cultura altra sia
solco di quelle teorie della prospetticicà della conoscenza
diversa, e debba essere rispettata nella sua diversità, non
secondo le quali della realtà si possono dare prospettive
significa abdicare alla nostra identità cuJrurale.
diverse e ogni prospettiva ne adegua un aspetto, anche se
Come si è arrivati allora a costruire il fantasma del rela-
non ne esaw-isce l'insondabile ricchezza. Non vi è nulla di
tivismo quale ideologia omogenea, cancrn della civiltà
relativistico nel sostenere che la realtà è sempre definita da
contemporanea?
un punto di vista particolare (il che non significa soggetti-
vo e individuale), né l'asserire che Ja vediamo sempre e
C'è una critica laica al relativismo, che si appunta in
massinrn parte contro gli eccessi del relativismo culturale.
soltanto sotto una certa descrizione ci esime dal credere e
Marcello Pera, che presenta le sue tesi in un libro a due
sperare che quello che ci rappresenLiamo sia sempre la
stessa cosa. mani con Ratzinger, Senza radici (Milano, Mondadori,
2004), sa bene che vi sono differenze tra le culture ma
Le enciclopedie registrano, accanto al relativismo cono-
sostiene che ci sono alcuni valori <lelJacultura occidentale
scitivo, il relativismo culturale. Che diverse culture abbia-
(come la democrazia, la separazione tra stato e religione, il
no non solo lingue o mitologie diverse ma diverseconcezio-
liberalismo) che si sono dimostrati superiori a quelli di altre
ni morali (tutte ragionevoli nel loro an1bito) hanno
culture. Ora, la cultura occidentale ha buone ragioni per
cominciato a capirlo prima Monraigne e poi Locke, quan-
ritenersi più evoJuta di altre su questi argomenti ma, nel
do l'Europa è venuta più criticamente in contatto con altre
sostenere che tale superiorità dovrebbe essere universal-
culture. Che certi primitivi delle foreste della Nuova
mente evidente, Pera usa un argomento contestabile. Egli
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ASSOLUTO L RELATIVO 1\SSOLUTOI·.RLLATiVO

dice: "Se membri della cultura B mostrano liberamente di dunque sono stati solidali con le istanze cli un pensiero reli-
preferire la cultura A e non viceversa - se per esempio i gioso.
flussi migratori vanno dall'Islam all'Occidente e non vice- Non è dunque chiaro se il relativismo sia contrario allo
versa-, allora c'è ragione di credere che A sia migliore di spirito religioso o sia una forma mascherata di pensiero
B ". L'argomento è debole dal momento che gli irlandesi religioso. Se almeno gli antirelativisti si mettessero d'accor-
nell'Ottocento non sono emigrati io massa negli Stati Uniti do. Ma il fatto è che persone <liverse parlano di relativismo
perché preferissero quel paese protestante alla loro amata intendendo fenomeni diversi.
IrlanJa cattolica, ma perché a casa loro morivano di fame a Per taluni credenti gioca un duplice tin1ore: che il rela-
causa della peronospora delle patate. Il rifiuto del relativi- tivismo culturale porti necessariamente al relativismo
smo culturale da parte di Pera è dettato dalla preoccupa- morale, e che il sostenere che vi sono diversi modi di veri-
zione che la tolleranza per le altre culture degeneri in arren- ficare la verità di una proposizione metta in questione la
devolezza e l'Occidente ceda sotto la pressione dei flussi possibilità di riconoscere una verità assoluta.
migratori alla prepotenza di cuhure estranee. TIproblema Su1 re.lativismo culturale l'allora cardinal Ratzinger, in
di Pera non è la difesa dell'Assoluto ma la difesa dell'Occi- akune note dottrinali della Congregazione della Fede,
dente. poneva una stretta relazione tra relativismo culturale e rela-
Nel suo Contro il relativùmo (Roma-Bari, Laterza, 2005) tivismo etico, lamentando come da varie parti si sostenga
GiovanniJervis si costruisce un relativista di comodo, strano che il pluralismo etico è la condizione per la democrazia.
connubio tra un tardo-romantico, Llll pensatore post-moder- Che il relativismo culturale non implichi il relativismo
no di origine nietzschiana, e un seguace del New Agc, per cui etico si è già detto: per relativismo culturale si consente a
il relativismo sarebbe una forma di irrazionalismo che si un Papua della Nuova Guinea di infilarsi u11chiodo nel
oppone alla scienza. Jervis denuncia una natura reazionaria naso e tuttavia, in virtù di un'etica che il nostro gruppo non
del relativismo culturale: se si sostiene che ogni forma di mette in questione, non si consente a un adulto (neppure
società va rispettata e giustificata, se non idealizzata, si inco- se sacerdote) di abusare di. un bambino di sette anni.
raggia la ghettizzazione dei popoli. No □ solo, ma quegli Quanto al contrasto tra relativismo e verità, Giovanni
antropologi culturali che, anziché cercare di individuare Paolo Il, nell'enciclica Fides et ratio affermava che
caratteristiche biologiche e comportamenti costanti tra i
popoli, ne hanno sottolineato la diversità dovuta soltanto la filosofia moderna, dimenticando di orientare la sua
alla cultura - nel dare troppa importanza alla cultura e nel indagine sull'essere, ha concentrato la propria ricerca
trascurare i fattori biologici- hanno indirettamente sostenu- sulla conoscenza umana. Invece di far leva sulla capacità
to ancora w1a volta il primato dello spirito sulla materia, e che l'uomo ha di conoscere la verità, ba preferiro sottol.i-

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A~SOLUTO l;. llELATLVO
ASSOLUTO f RELATIVO

nearne i limiti e i condizionamenti. Ne sono derivate varie lu Terra fosse sferica o piatta, sembrava propendere per la
forme di agnosticismo e <lirelativismo, che hanno portato sfencità, ma ricordava che il saperlo non serviva a salvare
la ricerca filosofica a smarrirsi nelle sabbie mobili di un l'anima, e pertanto giudicava che in pratica una teoria
generale scetticismo. valesse l'altra.
Invece è difficile trovare nei molti scritti del cardinal
E Ratzinger, in una omelia del 2005: Raczinger una definizione di verità che non sia quella <li
verità rivelata e incarnata nel Cristo. Ma, se la verità della
Si va costituendo una dittatura del relativismo, che non fede è verità rivelata, perché opporla alla verità dei filosofi
riconosce mula come definitivo o che lascia come unica e <legli scienziati. che è concetto con altri fini e natura?
misura solo il proprio io e le sue voglie. Noi abbiamo inve- Basterebbe attenersi a san Tommaso il quale, nel De aeter-
ce un'altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. (Missa nitate mundi, sapendo benissimo che sostenere la tesi aver-
pro eligendoromanopontefice, omelia del cardinal Ratzin- roistica dell'eternità del mondo era terribile eresia, accetta-
ger, 18 aprile 2005) va per fede che il mondo fosse creato, ma dal punto di vista
cosmologico ammetteva che non si potesse dimostrare
Qui si oppongono due nozioni dì verità, una come razionalmente né che fosse creato né che fosse eterno.
proprietà semantica <leglienunciati e l'altra come proprie- Invece per Ratzinger, nell'intervento in un volume intitola-
tà della divinità. Questo è dovuto al fatto che già nelle to Il monoteismo (Milano, Mondadori, 2002), l'essenza di
Sacre Scritture (almeno secondo le traduzioni attraverso tutto il pensiero filosofico e scientifico moderno è che
cui le conosciamo) appaiono entrambe le nozioni di verità.
Talora si usa verità come corrispondenza tra qwJcosa che la verità in quanto tale - così si pensa - non può essere
si dice e il modo in cui stanno le cose ("in verità in verità conosciuta, ma si può avanzare a poco a poco solo con i
vi dico'', nel senso <li "dico davvero"), e talora invece la piccoli passi della verificazione e della falsificazione. Si
verità è proprietà intrinseca alla divinità ("Io sono la via, rafforza la tendenza a sostituire il concetto di verità con
la verità e la vita"). Questo ha portato molti padri della quello di consenso. Ma ciò significa che l'uomo si separa
Chiesa a posizioni che oggi Ratzinger definirebbe relativi- dalla verità e così anche dalla distinzione tra il bene e il
stiche, poiché essi dicevano che non era importante preoc- male, sottomettendosi completamente al principio della
cuparsi se una data affermazione sul mondo corrispondes- maggioranza ... L'uomo progetta e ''monta" il mondo
se al modo in cui le cose stavano, purché si ponesse senza criteri prestabiliti e così supera necessaria1nente
attenzione all'unica verità degna di questo nome, il messag- anche il concetto di dignità umana, sicché anche i diritti
gio della salvezza. Sant' Agostino, di fronte alla disputa se umani diventano problematici. In una siffatta concezione
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58
ASSOLUTOE RCLATJVO
ASrnLUTO E RELAT[VO

della ragione e della razionalità non rimane spazio alcuno ' 11I modello deUa quale sarebbero tessute, disegnate, circo-
per il concetto <.liDio.
uttte, colorate, increspate, dipinte- ma da mani maldestre
lutte le foglie". L'uccello o l'insetto percepiscono il mondo
Questa estrapolazione per cui, da un prudente concetto 111 un modo diverso dal nostro, e non ha senso dire quale
di verità scientifica come oggetto Ji verifica e correzione
, k·lk-percezioni sia la più giusta, perché occorrerebbe quel
continua, si passa a una denuncia della distruzione <liogni
e riLerio di "percezione esatta" che non esiste. La natura
umana dignità non è sostenibile, a meno che non si identi-
''non conosce nessuna forma e nessun concetto, e quindi
fichi, come vedremo, tutto Upensiero moderno con l'affer-
lll:ppure alcw1 genere, ma soltanto una X, per noi inattingi-
mazione per cui non vi sono fatti bensì solo interpretazioni,
l,ile e indefinibile''. La verità diventa allora "un mobile eser-
da qui si passi all'affermazione che non vi è fondamento
cito di metafore, metonimie, antropomorfismi", di inven-
dell'essere, quindi che Dio è morto, e infine che, se Dio non
c'è, allora tutto è possibile. 1.ionipoetiche che poi si sono irrigidite in sapere, "illusioni
di cui si è dimenticata la natura illusoria".
Ora, né Ratzinger né gli antirelativisti in genere sono dei
visionari o dei complottardi. Semplicemente gli antirelati- Nietzsche evita, però, di prendere in considerazione
visti che definirò moderati o critici identificano il loro due fenomeni. Uno è che, adeguandoci alle costrizioni di
nemico solo con quella specifica forma di relativismo estre- questo nostro discutibile sapere, si riesce in qualche modo
mo per cui non esistono fatti ma solo interpretazioni, a fare i conti con la natura: se qualcuno è stato morso da un
mentre gli antirelativisti che dirò radicali estendono la cane, il medico sa che sorta di iniezione fargli, anche se non
pretesa che non esistano fatti ma solo interpretazioni a ha avuto esperienza del cane individuale che lo ha morso.
tutto il pensiero moderno, compiendo un errore che - L'altro è che ogni tanto la natura ci costringe a denunciare
almeno nell'università dei tempi miei - non avrebbe come illusorio il nostro sapere e a sceglierne una forma
permesso di passare un esame di storia della filosofia. alternativa (che è poi il problema della tivoluzione dei
L'idea che non ci siano fatti ma solo .interpretazioni nasce paradigmi conoscitivi). Nietzsche avverte l'esistenza di
con Nietzsche e la si trova spiegata con molta chiarezza in costrizioni naturali che gli appaiono come "forze terribili"
Su verità e menzogna in senso extra-morale(1873 ). Poiché la le quali premono continuamente su di noi, opponendosi
natura ha gettato via la chiave, l'intelletto gioca su finzioni alle nostre verità "scientifiche". Ma rifiuta di concettualiz-
concettuali che chiama verità. Noi crediamo di parlare di zarle, visto che è stato per sfuggire a esse che ci saremmo
alberi, colori, neve e fiori, ma sono metafore che non corri- costruiti, quale difesa, l'armatura concettuale. Il cambia-
spondono alle essenze originarie. A fronte della molteplici- mento è possibile, ma non come ristrutturazione, bensl
tà delle foglie .individue non esiste una "foglia" primordiale come rivoluzione poetica permanente:
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,\SSULUTO e REw\'11\'0
ASSOLl'TO E RELATIVO

Se ciascuno di noi, per sé, avesse una differente sensazio-


1111 l'L'Uentidi trarre da questa morte annunciata la falsa
ne, se noi stessi potessimo percepire ora come uccelli, ora
, 1111sl'guenzadostoevskiana: se Dio non c'è o non c'è più,
come vermi, ora come piante, oppure se uno di noi vedes-
llora tutto è permesso.
se il medesimo stimolo come rosso e un altro lo vedesse
1\fa se mai proprio il non credente sa che, se non ci sono
come azzurro, se un terzo udisse addirittura tale stimolo
11if l'1'110 e paradiso, allora è indispensabile salvarci in terr~
come suono, nessuno potrebbe allora parlare di una tale
regolarità della natura. 1,1hilendo benevolenza, comprensione e legge morale. E
11suto nel 2006 w1 libro <liEugenio Lecaldano' <love, con
Pertanto l'arte (e con essa il mito) 11mpiadocumentazione antologica, si sostiene che è solo
111cttendoda parte Dio che si può veramente avere una vita
111orale.Non vogliocertamente stabilire qu.i se Lecaldano e
confonde continuamente le rubriche e gli scomparti dei
concetti, presentando nuove trasposizioni, metafore, meto-
,.Jj
' autori che antolooizza
~
abbiano ragione; voglio solo
11cordare che c'è chi sostiene che l'assenza di Dio non
nimie; continuamente svela il desiderio di <lare al mondo
l limina il problema etico- e beo se ne era accorto il car<li-
sussistente dell'uomo desto una figura così variopinta, irre-
1,aJMarrini che aveva istituito a Milano la cattedra dei non
golare, priva di conseguenze, incoerente, eccitante ed eter-
credenti. Che poi Martini non sia diventato papa, può far
namente nuova, quale è data dal mondo del sogno. 2
dubitare dell'ispirazione divina del conclave, ma sono
,1rgomenti che sfuggono alla mia competenza. Anche Elie
Se queste sono le premesse, Ja prima possibilità sarebbe
Wiesel una decina di giorni fa ci ha ricordato che coloro
di rifugiarci nel sogno come fuga dalla reaJcà. Ma lo stesso
che pensavano che tutto fosse permesso non erano coloro
Nietzsche ammette che questo <lom.iniodeU'arte sulla vita
che credevano che Dio fosse morto, ma coloro che crede-
sarebbe un inga11110,anche se supremamente giocondo.
vano di essere Dio (difetto comune ai grandi e ai piccoli
Oppure, ed è quello che la posterità nietzschiana ha accol-
dittatori).
to come vera Jezione, l'arte può dire quello che dice perché
In ogni caso, l'idea che non ci siano fotti ma solo inter-
è 1'.Essere stesso che accetta qualsiasi definizione, perché
pretazioni non è affatto condivisa da tutto il pensiero
non ha fondamento. Questo svanire dell'Essere coincideva
contemporaneo, che in gran parte rivolge a Nietzsche e ai
per Nietzsche con la morte di Dio. Il che permette ad aku-
sui seguaci le seguenti obiezioni: (i) se non ci fossero fatti
ma solo interpretazioni, allora cliche cosa un 'interpretazio-
2
Fricdrich Nietzsche, La filomfia 11e!L'epoca tragzct1dei greci e
Scritti dal 1870 al 1873, in Td., Opere, Ill, 2, trad. it. <liGiorgio Colli,
MiJano, Adelphi, 1973. Dio, Roma-Bari, Laterz::i,
' Eugenio Lecaldano. Un'etica .1e11Z11
2006.
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AS~OLU'J'O E RLl..,\I IVO
A:>:-.DLLITO è. RLLAJ IVO

ne sarebbe interpretazione? (ii) E se le interpretazioni s'in- (:ideve essere un modo in cui le cose stanno o vanno- e
terpretassero tra loro, ci dovrebbe essere pur stato un l.1prova è non solo che tutti gli uomini sono mortali ma
oggetto o un evento iniziale che ci ha spinto a interpretare. .111cheche, se tento di passare attraverso un muro, mi
(iii) fooltre, anche se l'essere non fosse definibile, bisogne- mmpo il setto nasale. La morte e quel muro sono l'unica
rebbe dire chi siamo noi che ne parliamo metaforicamente, Iorma di Assoluto di cui non possiamo dubitare.
e il problema di dire qualcosa di vero si sposterebbe dall' og- L'ev1denza di quel muro, che ci <licc "no" quando noi
getto aJ soggetto della conoscenza. Dio sarà and1e morto \ ogliamo interpretarlo come se non ci fosse, sarà forse
ma Nietzsche no. Su quale fondamento giustifichiamo la criterio <liverità assai modesto per i custo<li dell'Assoluto,
presenza di Nietzsche? Dicendo che è solo una metafora? 111.1,per parafrasare Keats, "questo è tutto ciò che voi sape•
Ma se lo è, chi la pronuncia? Non solo, ma anche se deUa te in terra e tutto ciò che vi occorre sapere".
realtà si parlasse spesso per metafore, per elaborarle occor-
re che esistano parole che abbiano un significato letterale e
denotino cose che conosciamo per esperienza: non posso
chiamare "gamba" il sostegno Jel cavolo se non ho una
nozione non metaforica della gamba umana, conoscendo-
ne forma e funzione. (iv) l nfine, ad affermare che non esiste
più un criterio incersoggettivo di verifica, si dimentica che
ogni tanto ciò che sta fuori di noi (e che Nietzsche chiama-
va le forze terribili) si oppone ai nostri tentativi di espri-
merlo sia pure metaforicamente; che ad applicare, che so,
la teoria del .flogisto a un 'infiammazione non si riesce a
guarirla, mentre ricorrendo agli antibiotici sì; e che dunque
esiste una teoria me<lica migliore <liun'altra.
Dunque non esisterà forse un Assoluto, o se esiste non
sarà né pensabile né attingibile, ma esistono delle forze
naturali che assecondano o sfidano le nostre interpretazio-
ni. Se io interpreto una porta aperta <lipinta in trompe-l'a:it
come una porta vera e vado dritto per attraversarla, quel
fatto che è il muro impenetrabile delegittimerà la mia inter- [Conferenza tl":nuta nell'ambito Jel festival La Milanesiana, dedicato
pretazione. nel 2007 a L'Assoluto,il 9 luglio 2007 .]
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