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DOMANDE DI RISERVA 5G

Di Pasquantonio Anja

1) Qual è stata la prima Carta costituzionale italiana? Quali erano le sue caratteristiche

La prima carta costituzionale italiana è lo statuto Albertino redatto da una


commissione nominata dal re ed entrò in vigore nel 1848.
Questa carta garantisce i classici diritti civili dello Stato liberale: l’uguaglianza
davanti alla legge l’inviolabilità del domicilio la libertà di stampa il divieto di
arresto arbitrario la libertà di riunirsi pacificamente. Mancano all’appello i diritti
sociali.
Le principali caratteristiche dello statuto Albertino sono:
-sancisce come forma di governo la monarchia
-assegna il potere esecutivo,giudiziario e legislativo al re
-concede il diritto di voto solo ad una cerchia ristretta(maschi dotati di cultura e
patrimonio)
-è una carta costituzionale concessa dal re
-prevede una bandiera nazionale con vesillo con coccarda azzurra.

2) Spiega quali sono le caratteristiche della Costituzione italiana, operando un


confronto critico tra la Costituzione e lo Statuto.

La Costituzione italiana è una costituzione scritta, rigida,


lunga, votata, laica, compromissoria, democratica e
programmatica. Lo Statuto Albertino è una carta
costituzionale flessibile (il che significa che può essere
facilmente modificato con una legge ordinaria), mentre la
Costituzione è rigida: non solo non tutti gli articoli possono
essere modificati, ma le eventuali modifiche possono essere
apportate solo tramite leggi costituzionali
-Lo Statuto è una carta costituzionale concessa dal re, mentre
la Costituzione è stata redatta da un’Assemblea Costituente
votata a suffragio universale
-Lo Statuto è una costituzione breve, mentre la Costituzione è
definita lunga: contiene disposizioni in molti settori del vivere
civile e non si limita solamente a indicare le norme sulle fonti
del diritto
-Lo Statuto sancisce come forma di governo la monarchia
(art.2); la Costituzione stabilisce come forma di governo la
Repubblica (art. 1)
Secondo lo Statuto la sovranità appartiene al re (art. 5); la
Costituzione invece stabilisce che spetta al popolo (art. 1)

3) Cosa è successo il 2 giugno 1946?3) Nella giornata del 2 giugno 1946 ebbe luogo il
referendum per scegliere fra monarchia o repubblica. I voti validi in favore della
soluzione repubblicana furono circa due milioni più di quelli per la monarchia.
Domanda 4

I principi fondamentali, contenuti negli artt. 1-12 della Carta


costituzionale, esprimono le finalità e le basi ideali della forma di
Stato democratico-pluralista disegnata dalla Costituzione. A tale fine,
i più significativi sono i principi racchiusi negli artt. 1-5 e 10-11
il principio democratico (ar.1); Quindi già nel primo articolo troviamo
le parole-chiave:
– Repubblica,Democrazia,Sovranità,Popolo
-il principio personalista (art.2); Questo articolo, infatti, colloca la
persona umana al vertice dei valori che informano il sistema
costituzionale, e qualifica il complesso dei diritti ad essa connaturali:
diritto alla vita, diritto alla salute, diritto alla libera manifestazione del
pensiero, diritto alla libertà fisica, diritto alla riservatezza, ed altri
ancora e come inviolabile, cioè assolutamente incomprimibile da
parte dei pubblici poteri.
-il principio pluralista (art. 2);
-il principio di eguaglianza (art.3); È un articolo talmente denso di
significato che ogni parola meriterebbe una riflessione e un
commento.
Il principio di eguaglianza contenuto nella prima parte può essere
definito di carattere formale.
Esso si rivolge in primo luogo agli organi dello Stato ai quali è
affidato il potere legislativo, cioè il Parlamento nazionale e i Consigli
regionali.
Essi non possono approvare leggi che compiano discriminazioni tra
soggetti meritevoli dello stesso trattamento, o assimilazione tra
persone che, trovandosi in situazioni differenti, sarebbe giusto
sottoporre a discipline differenziate.
Per esempio, specifiche normative in favore di chi è diversamente
abile.
La seconda parte dell’art.3 enuncia un principio di eguaglianza
sostanziale, e stabilisce il concreto impegno dei pubblici poteri a
contrastare le disparità di condizioni che vi sono sul piano materiale
tra gli individui o le categorie di individui.
Ciò al fine di creare effettive condizioni di eguaglianza tra i cittadini,
a prescindere dalla loro condizione economica o sociale di partenza.
Tale eguaglianza, che si definisce appunto sostanziale, costituisce il
presupposto di successive norme costituzionali dirette ad attribuire
una tutela privilegiata ai soggetti e alle categorie ritenute
economicamente o socialmente deboli, in modo da garantire loro le
medesime opportunità di godere dei diritti riconosciuti dalla




Costituzione.
-il principio lavorista (artt.1 e 4);
-il principio autonomistico (art.5);
-i principi sul rapporto dell’ordinamento italiano con il diritto
internazionale e
con gli ordinamenti a carattere sopranazionale (artt. 10-11)
Meritano inoltre di essere ricordati i principi sulla tutela delle minoranze
linguistiche (art. 6) e sui rapporti tra lo Stato e le confessioni religiose
(artt. 7-8).

4) Illustra almeno tre dei Principi fondamentali sanciti negli artt. 1- 12 della Costituzione,
offrendo una lettura critica degli stessi da operarsi nell’attuale contesto storico-
sociale.

5) Spiega in cosa consiste il principio di uguaglianza formale ed il principio di


uguaglianza sostanziale, come enunciato nella Costituzione, facendo riferimento a
situazioni attuali e concrete.

Per uguaglianza FORMALE si intende l'uguaglianza di


tutti davanti alla legge. Tale concetto si trova nel
primo comma dell'articolo 3 della nostra
Costituzione. ... Per uguaglianza SOSTANZIALE si
intende che le leggi, oltre ad essere uguali per tutti,
devono per prevedere leggi speciali a favore delle
categorie pi deboli.

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6) Spiega cosa si intende con la parola DEMOCRAZIA ed in particolare in cosa


consiste il principio democratico posto a fondamento della Costituzione, facendo
riferimento alle forme di democrazia diretta ed indiretta che conosci.

ò
ù

la democrazia è quella forma di governo dove la sovranità è esercitata,


direttamente o indirettamente, dal popolo, generalmente identificato
come l'insieme dei cittadini che ricorrono in generale a strumenti di
consultazione popolare. In una democrazia diretta, i cittadini prendono
le decisioni direttamente proponendo leggi o referendum sulle leggi che
non piacciono, votando per determinare chi entra nelle cariche
pubbliche e richiamando i funzionari pubblici che non svolgono il loro
lavoro. Una democrazia indiretta, d’altra parte, utilizza un piccolo
gruppo di funzionari per prendere decisioni importanti per conto dei
loro elettori. In entrambi i casi, l’input delle persone è la pietra angolare
del governo, ma il governo è gestito in modi diversi.
Un esempio di democrazia diretta è il Town Meeting. Molte città del
New England continuano a tenere riunioni cittadine, eventi annuali a cui
tutti i cittadini che lo desiderano possono partecipare per votare su
questioni importanti per la comunità.
Un esempio di democrazia indiretta è invece un parlamento come il
Senato degli Stati Uniti. I membri di una legislatura sono in genere eletti
dai costituenti, sebbene possano anche essere nominati, a seconda di
come viene gestito il loro governo.

7) Spiega in cosa consiste il principio della persona enunciato nell'art. 2 della


Costituzione, facendo riferimento ad altre norme, costituzionali e non, tesi alla tutela
dell'individuo.

Il riconoscimento dei diritti “inviolabili” dell’uomo è il


rovesciamento della prospettiva dei regimi autoritari nei quali al
centro del sistema è lo Stato, valore primario di fronte al quale i diritti
non hanno tutela. L’art.2 segna anche il passaggio dalle Costituzioni
liberali alle Costituzioni del secondo dopoguerra, aperte al sociale.

Art.2La Repubblica riconosce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come


singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e
richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica,
economica e sociale”.

8) Katia, che aspetta un bambino, è preoccupata perchè ha capito che nella sua
azienda intendono ridurre il personale e teme che, essendo donna, sarà tra i primi ad
essere licenziata. Ritieni di poterla rassicurare?

Molte donne, purtroppo, ancora subiscono ingiustizie come il


licenziamento, il demansionamento e le discriminazioni durante
e/o dopo la gravidanza.

Le lavoratrici non possono essere licenziate dall’inizio del


periodo di gravidanza fino al termine del congedo di maternità e
fino a 1 anno di età del bambino.
Esistono tuttavia delle eccezioni, come: giusta causa di
licenziamento della lavoratrice a prescindere dal suo status,
cessazione dell’attività della lavoratrice, fine contratto, esito
negativo nel periodo di prova.
Licenziare una donna incinta è vietato dalla legge 151 del 2001
sulla tutela economica e fisica delle lavoratrici madri.
Se il datore di lavoro intima ugualmente il licenziamento, questo
si considera nullo: vale a dire che la donna ha diritto
all’immediato reintegro e alle eventuali retribuzioni mancanti.
Per far valere i propri diritti, la donna dovrà presentare
all’Autorità giudiziaria il certificato medico che attesta
precisamente la data di inizio della gravidanza.
Anche se questa è la regola non mancano le eccezioni, che sono
necessarie a salvaguardare il datore di lavoro: infatti in caso di
comportamenti gravi o gravissimi o termine naturale del
contratto, la lavoratrice in gravidanza potrà essere licenziata

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