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N. ARDOLFI V. LAZZERINI

COMPENDIO

© RCS LIBRI EDUCATION SPA


DI DIRITTO
Diritto Civile

Per Igea e Mercurio


Classe terza
02.colophon.qxd 12-04-2006 9:50 Pagina 1

ISBN 88-233-0283-8
© 2001 RCS Scuola S.p.A. - Milano
© 2004 RCS Libri S.p.A. - Milano
Edizione aggiornata: gennaio 2005
Ristampe
2006 2007 2008
2 3 4 5 6 7 8
Stampa: Rotolito Lombarda, Pioltello (MI)

Hanno collaborato alla realizzazione dell’opera:


Progettazione e realizzazione copertina: Studio Cappellato & Laurent, Milano
In copertina: Agenzia Scala, Firenze
Fotocomposizione: Grande forEdit, Monza (MI)
Redazione: Marina Guglielmi
Coordinamento editoriale: Marina Atteritano
Coordinamento redazionale: Ermanno Salvini
Collaborazione alla stesura dei testi: prof.ssa Celeste Marzorati

I diritti di traduzione e riproduzione, totali o parziali anche ad uso interno e didattico con qualsiasi
mezzo, sono riservati per tutti i Paesi.
Fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun
volume dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall’art. 68, comma 4, della legge 22
aprile 1941 n. 633 ovvero dall’accordo stipulato tra SIAE, AIE, SNS e CNA, CONFARTIGIANATO
CASA, CLAAI, CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI il 18 dicembre 2000.
Le riproduzioni per uso differente da quello personale potranno avvenire, per un numero di pagine
non superiore al 15% del presente volume, solo a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da
AIDRO, via delle Erbe n. 2, 20121 Milano, e-mail segreteria@aidro.org
La realizzazione di un libro presenta aspetti complessi e richiede particolare attenzione nei con-
trolli: per questo è molto difficile evitare completamente errori e imprecisioni. L’editore ringrazia sin
da ora chi vorrà segnalarli alle redazioni.
Per segnalazioni o suggerimenti relativi al presente volume scrivere a:
Direzione Editoriale RCS Libri S.p.A. - Divisione Education - Via Mecenate, n. 91 - 20138 Milano
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L’editore è presente su Internet all’indirizzo: http://www.tramontana.it
Indicazioni ed aggiornamenti relativi al presente volume saranno disponibili sul sito.
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L’editore è a disposizione degli aventi diritto con i quali non gli è stato possibile comunicare per
eventuali involontarie omissioni o inesattezze nella citazione delle fonti dei brani o delle illustrazioni
riprodotte nel volume. L’editore si scusa per i possibili errori di attribuzione e dichiara la propria
disponibilità a regolarizzare.
Sia le operazioni descritte negli esempi, nelle esercitazioni svolte e negli esercizi da svolgere, sia
quelle risultanti da riproduzioni di titoli di credito e di documenti commerciali e bancari presenti in
questo volume sono state immaginate a scopo esclusivamente didattico, anche nei casi in cui ven-
gono nominate imprese o banche esistenti, e pertanto non rappresentano situazioni o rapporti reali
e non indicano prezzi, tassi, valute e altre condizioni effettivamente applicati. Inoltre, i testi tratti da
articoli di giornale, libri, riviste sono stati liberamente rielaborati dagli autori a fini didattici.
In copertina:
Erma di Pericle attribuita a Kresilas, copia romana.
460-429 a.C. Età di Pericle. Nell’Atene di Pericle fu sperimentata una forma di democrazia che
resterà un modello per la nostra tradizione politica e civile.
0030.presentazione.qxd 24-03-2006 12:23 Pagina III

P RESENTAZIONE

Lo spirito che ha animato la struttura e il compimento di questo corso di diritto per il triennio è stato
quello di offrire una solida base di conoscenze giuridiche aggiornate, strettamente collegate con l’espe-
rienza della vita individuale e collettiva, che si esplica nelle relazioni di ordine civile, economico-com-
merciale e, più in generale, nei rapporti interpersonali e pubblici regolati dalle norme legislative ispi-
rate ai principi costituzionali e da quelle di carattere prevalentemente amministrativo.

La disciplina in oggetto, di per sé vasta e complessa, per di più in continua evoluzione – basti pensare
alla riforma del diritto societario e del lavoro, nonché all’ampio settore delle riforme costituzionali del-
l’ordinamento italiano e dell’Unione europea – viene illustrata in forma piana, con una terminologia
scientificamente corretta e appropriata, e con uno sviluppo tematico attento al progressivo svolgimento
della programmazione didattica in moduli propria del triennio di studi ad indirizzo commerciale.

Si è cercato di approfondire le varie problematiche illustrate nelle unità didattiche indicando alcune let-
ture debitamente scelte, al fine di attualizzare i contenuti normativi dei singoli istituti giuridici consi-
derati. Proprio in quest’ottica sono stati inseriti anche i riferimenti ai casi concreti e alle sentenze emes-
se dalla magistratura: la giurisprudenza – soprattutto costituzionale e della cassazione – resta sempre
un punto privilegiato di riferimento e di orientamento.

Inoltre, dal momento che ormai, anche per effetto della globalizzazione e dei più sofisticati sistemi di
telecomunicazione, gli avvenimenti che si svolgono geograficamente lontani da noi, sono ugualmente
vicini e “presenti”, ci è sembrato utile allargare lo sguardo a situazioni e a norme giuridiche che tro-
vano la loro collocazione sia all’interno dell’ordinamento dell’Unione europea, sia nel più ampio oriz-
zonte degli Stati del mondo contemporaneo.

Vale la pena, infatti, riflettere, sul fatto che – come è stato osservato – oggi sempre più spesso i «luoghi
della decisione» di molti settori importanti della vita collettiva – dalla politica economica e monetaria,
all’immigrazione, alla sanità, alle politiche sociali e ambientali – sono situati al di fuori degli spazi na-
zionali della sovranità del singolo Stato.

Tuttavia, proprio in questa nostra cultura del «tempo reale», degli avvenimenti «in diretta», è più che
mai necessario – anzi, indispensabile – ritornare a riflettere, a pensare, sugli avvenimenti della vita
individuale e collettiva e sulle norme che la regolano.

Siamo convinti che possa valere anche per il diritto l’osservazione intelligente rivolta da Enzo Bianchi
all’insieme della nostra società contemporanea: «Pressati come siamo dall’istante che fugge, la rielabo-
razione di un fatto è processo arduo, faticoso, ma non possiamo e non dobbiamo rinunciarvi, se voglia-
mo ritrovare nelle nostre vicende quotidiane germi di solidarietà e non di sopraffazione, di pace e non
di guerra, di vita e non di morte» (E. Bianchi, Nuove apocalissi. La guerra in Iraq, l’islam, l’Eu-
ropa e la barbarie, Rizzoli, Milano 2003, p.6).

Valerio Lazzerini
0040.guida_lettura.qxd 24-03-2006 12:40 Pagina IV

G UIDA ALLA LETTURA

Il volume è strutturato in moduli, a loro volta suddivisi in unità didattiche.

Ogni modulo si apre con uno schema grafico, che permette la


comprensione immediata degli argomenti trattati. Sono inoltre
indicati i prerequisiti, ovvero le conoscenze fondamentali richie-

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ste per la sua corretta interpretazione, e gli obiettivi didattici che
si intende raggiungere.

In modo analogo, ogni unità didat-


tica riporta in apertura uno schema
grafico che illustra i contenuti, oltre
all’indicazione degli obiettivi suddi-
visi in cognitivi e operativi.

Il volume è caratterizzato da una serie di strumenti e rubriche, ciascuno evidenziato da


una particolare struttura grafica, studiati in modo da agevolare la comprensione e l’ap-
prendimento dei concetti. Eccoli riassunti in queste due pagine.

Una serie di rimandi, posti nel colonnino laterale, contraddistin-


ti da un freccia, indicano i collegamenti con altre unità didatti-
che.
Le definizioni e le nozioni chiave, che rappresentano la base per lo
studio della materia, sono messe in risalto da un filetto in colore.
Una serie di titoli inseriti nel colonnino laterale richiama gli ar-
gomenti trattati.
Nel colonnino sono presenti, inoltre, evidenziati dal colore ver-
de e dalla presenza di una icona a forma di mano i rimandi a in-
dirizzi Internet relativi all’argomento trattato.
I testi che appaiono con un carattere più piccolo rispetto al testo
corrente rappresentano un approfondimento dell’argomento
trattato.
0040.guida_lettura.qxd 24-03-2006 12:40 Pagina V

La trattazione è accompagnata da vari approfondimenti, che consentono di sviluppare in


maniera più ampia alcuni aspetti della materia.

La Lettura contraddistinta da una breve introduzione, fa il pun-


to su questioni di rilievo con brani tratti da autori scelti. La ru-
brica Un caso concreto, mette l’allievo in collegamento con situa-
zioni reali. Infine, la rubrica Dall’Europa e dal mondo, sottopone
agli studenti argomenti di estrema attualità relativi al diritto co-
munitario e internazionale.

Ogni unità didattica si conclude con


un apparato denominato In sintesi. Si
tratta di un percorso riepilogativo
presentato sotto forma di schema, di
grande utilità per ripassare in forma
ordinata, sintetica ed esaustiva le no-
zioni apprese nel modulo.

La Verifica di apprendimento di fine unità didattica è costituita da


test di varia tipologia: Vero o falso, da completare con una moti-
vazione della scelta effettuata; Risposte multiple con quattro alter-
native tra cui scegliere; Correlazioni, per stabilire associazioni
pertinenti tra le nozioni chiave presentate; Completamento, con
una serie di termini da introdurre in un testo volutamente in-
completo; Domande che presuppongono una risposta libera del-
l’allievo.

A conclusione di ogni modulo si trova la Verifica Finale, il cui


scopo è verificare l’acquisizione organica dei contenuti. Questa
verifica è articolata in Conosci e applica, che propone una serie di
questioni su cui riflettere in forma argomentativa, e Il caso, in cui
l’allievo è posto di fronte a un caso concreto da risolvere; i Sug-
gerimenti per la soluzione forniscono utili indicazioni sulle linee
da seguire.
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I NDICE
1 LA NORMA GIURIDICA 1

U.D. 1 I CARATTERI DELLA NORMA GIURIDICA ................................................................................................. 2


1. Vita sociale e diritto. Necessità delle norme giuridiche .............................................. 2
Diritto oggettivo. Ordinamento giuridico. Diritto positivo ......................................... 5
2. Pluralità degli ordinamenti giuridici ............................................................................................. 6
3. Ripartizioni del diritto oggettivo ...................................................................................................... 7
Diritto pubblico e diritto privato ..................................................................................................... 7
Diritto interno e diritto internazionale ...................................................................................... 10
4. Struttura della norma giuridica .......................................................................................................... 11
5. Vari tipi di norme giuridiche ................................................................................................................ 11
6. Caratteri della norma giuridica .......................................................................................................... 12
Positività della norma giuridica ...................................................................................................... 12
Coattività della norma giuridica. La sanzione ..................................................................... 14
Generalità e astrattezza della norma giuridica ................................................................... 15
Bilateralità della norma giuridica. Il rapporto giuridico ............................................... 16
La novità della norma giuridica ...................................................................................................... 16
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 18
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 19

U.D. 2 LE FONTI DELLE NORME GIURIDICHE ...................................................................................................... 22


1. Le fonti del diritto italiano ..................................................................................................................... 22
Le leggi e i regolamenti .......................................................................................................................... 23
Le consuetudini giuridiche o usi normativi .............................................................................. 25
2. Criteri di coordinamento tra le fonti ............................................................................................ 27
3. Codici e leggi complementari. I testi unici ............................................................................. 29
4. La giurisprudenza, l’equità, la dottrina ....................................................................................... 32
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 40
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 41

U.D. 3 L’INTERPRETAZIONE DELLE NORME GIURIDICHE E LA LORO EFFICACIA .................... 44


1. L’interpretazione delle norme ............................................................................................................. 44
2. I soggetti dell’interpretazione ............................................................................................................. 45
3. Criteri e risultati dell’interpretazione .......................................................................................... 46
4. Interpretazione analogica ........................................................................................................................ 48
Limiti all’analogia ..................................................................................................................................... 49
Differenza fra analogia e interpretazione estensiva ......................................................... 49
5. L’inizio e la cessazione dell’efficacia della norma giuridica ...................................... 50
Scusabilità dell’ignoranza .................................................................................................................... 50
L’inizio dell’efficacia della norma consuetudinaria ............................................................ 51
La cessazione dell’efficacia .................................................................................................................... 51
La cessazione dell’efficacia della norma consuetudinaria ............................................... 53
sommario 12-11-2004 08:29 Pagina VII

INDICE
VII

6. L’irretroattività della norma giuridica .......................................................................................... 53


Eccezioni al principio dell’irretroattività ................................................................................... 53
7. La successione di norme nel tempo ............................................................................................... 54
8. L’efficacia della norma giuridica nello spazio ....................................................................... 55
Il diritto internazionale privato ....................................................................................................... 57
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 61
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 62
VERIFICA FINALE .............................................................................................................................................................. 66

2 I SOGGETTI DEL DIRITTO 67

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U.D. 1 IL RAPPORTO GIURIDICO .................................................................................................................................... 68
1. Contenuto del rapporto giuridico ................................................................................................... 68
2. Il diritto soggettivo ........................................................................................................................................ 69
3. Classificazione dei diritti soggettivi ............................................................................................... 72
Diritti soggettivi pubblici e privati ................................................................................................ 72
Diritti non patrimoniali e patrimoniali .................................................................................... 73
Diritti assoluti e relativi ........................................................................................................................ 76
Diritti trasmissibili e intrasmissibili ............................................................................................. 76
Diritti principali e accessori ................................................................................................................. 76
4. Il dovere giuridico .......................................................................................................................................... 77
5. Lo status ................................................................................................................................................................... 77
6. Altre situazioni giuridiche soggettive ........................................................................................... 78
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 80
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 81

U.D. 2 LE PERSONE FISICHE ............................................................................................................................................... 84


1. Concetto di persona. La persona fisica ....................................................................................... 84
La persona fisica .......................................................................................................................................... 85
2. Capacità giuridica e capacità d’agire ............................................................................................. 87
La capacità giuridica ................................................................................................................................ 87
La capacità d’agire ..................................................................................................................................... 88
3. Incapacità d’agire ............................................................................................................................................ 89
L’incapacità legale assoluta .................................................................................................................. 90
L’incapacità legale relativa .................................................................................................................. 93
L’incapacità naturale ............................................................................................................................... 94
4. Gli status della persona fisica ................................................................................................................ 95
5. Sede giuridica della persona fisica ................................................................................................... 95
Importanza della sede giuridica ....................................................................................................... 96
6. Persona fisica: scomparsa, assenza, morte presunta ........................................................ 97
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 100
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 102

U.D. 3 LE ORGANIZZAZIONI COLLETTIVE ............................................................................................................... 105


Premessa .......................................................................................................................................................... 105
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INDICE
VIII

1. Concetto di persona giuridica ............................................................................................................. 106


Classificazione delle persone giuridiche ....................................................................................... 106
Costituzione delle persone giuridiche ............................................................................................ 108
2. La persona giuridica come soggetto di diritto ..................................................................... 110
Autonomia patrimoniale perfetta ................................................................................................... 110
Capacità giuridica ...................................................................................................................................... 110
Capacità d’agire. Gli organi ............................................................................................................... 110
Sede e nazionalità ...................................................................................................................................... 111
Estinzione delle persone giuridiche ................................................................................................. 111
3. Enti di fatto .......................................................................................................................................................... 112
Le associazioni non riconosciute ........................................................................................................ 112
Le organizzazioni di volontariato .................................................................................................. 113
I comitati ........................................................................................................................................................... 113
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 114
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 115
VERIFICA FINALE .............................................................................................................................................................. 118

3 GLI OGGETTI DEL DIRITTO 119

U.D. 1 I BENI ................................................................................................................................................................................... 120


1. Nozione e principi fondamentali ..................................................................................................... 120
2. La rivoluzione informatica e i «nuovi beni» .......................................................................... 123
3. Classificazione dei beni ............................................................................................................................. 124
Beni immobili e mobili ............................................................................................................................ 124
Beni mobili registrati ............................................................................................................................... 125
Beni materiali e immateriali ............................................................................................................. 125
Beni fungibili e infungibili .................................................................................................................. 126
Beni principali e accessori ...................................................................................................................... 127
Universalità .................................................................................................................................................... 127
I frutti ................................................................................................................................................................. 128
Beni in commercio e fuori commercio ........................................................................................... 128
Altre distinzioni ........................................................................................................................................... 128
4. Il patrimonio ....................................................................................................................................................... 129
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 131
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 132

U.D. 2 I BENI PUBBLICI .......................................................................................................................................................... 135


1. I beni dello Stato ............................................................................................................................................. 135
2. Beni demaniali ................................................................................................................................................... 136
3. Beni patrimoniali ............................................................................................................................................. 139
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 143
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 144
VERIFICA FINALE .............................................................................................................................................................. 146
sommario 12-11-2004 08:29 Pagina IX

INDICE
IX

4 I DIRITTI REALI 147

U.D. 1 I DIRITTI REALI E IL POSSESSO ....................................................................................................................... 148


1. I principi fondamentali .............................................................................................................................. 148
2. I caratteri dei diritti reali .......................................................................................................................... 149
3. Il possesso ............................................................................................................................................................... 151
Elementi costitutivi del possesso ......................................................................................................... 153
4. Possesso e detenzione ................................................................................................................................. 153
5. Specie e disciplina del possesso .......................................................................................................... 154
Possesso legittimo e illegittimo ........................................................................................................... 154
Possesso di buona e di mala fede ........................................................................................................ 155
Possesso titolato e non titolato ............................................................................................................. 155
Acquisto e perdita del possesso ............................................................................................................. 156
Presunzioni relative al possesso ......................................................................................................... 156
6. Effetti del possesso. L’usucapione .................................................................................................... 157
I diritti e gli obblighi del possessore: la restituzione della cosa
al proprietario ................................................................................................................................................ 157
Acquisto del diritto da parte del possessore: l’usucapione ................................................. 159
7. Tutela del possesso ......................................................................................................................................... 162
Azioni possessorie ......................................................................................................................................... 163
8. Le azioni di nunciazione .......................................................................................................................... 164
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 167
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 169

U.D. 2 LA PROPRIETÀ .............................................................................................................................................................. 172


1. La proprietà: teorie e funzioni ............................................................................................................ 172
Funzione individuale e funzione sociale della proprietà ................................................. 175
2. Limiti del diritto di proprietà .............................................................................................................. 176
Limiti della proprietà fondiaria nella sua estensione ........................................................ 177
Limiti del diritto di proprietà nell’interesse pubblico ........................................................ 177
Limiti del diritto di proprietà nell’interesse privato
(disciplina dei rapporti di vicinato) ................................................................................................ 180
3. Modi di acquisto della proprietà ....................................................................................................... 186
4. Acquisto della proprietà a titolo originario ............................................................................. 186
Occupazione .................................................................................................................................................... 186
Invenzione ........................................................................................................................................................ 187
Accessione .......................................................................................................................................................... 188
Usucapione e «possesso vale titolo» ................................................................................................. 190
5. Acquisto della proprietà a titolo derivativo ............................................................................. 190
6. Tutela della proprietà: azioni petitorie ........................................................................................ 191
Azione di rivendicazione ....................................................................................................................... 191
Azione negatoria ......................................................................................................................................... 192
Azione di regolamento di confini ..................................................................................................... 192
Azione per apposizione di termini .................................................................................................. 193
Azioni di nunciazione e azioni possessorie ................................................................................ 193
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 194
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 196
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INDICE
X

U.D. 3 I DIRITTI REALI SU COSA ALTRUI .................................................................................................................. 199


1. I diritti reali di godimento su cosa altrui ................................................................................... 199
2. La superficie ........................................................................................................................................................ 200
3. L’usufrutto ............................................................................................................................................................. 201
Costituzione dell’usufrutto ................................................................................................................... 202
Diritti dell’usufruttuario ...................................................................................................................... 202
Obblighi dell’usufruttuario ................................................................................................................... 203
Estinzione dell’usufrutto ....................................................................................................................... 204
Usufrutto improprio o quasi usufrutto ........................................................................................ 204
4. L’uso e l’abitazione ........................................................................................................................................ 204
5. Le servitù prediali ........................................................................................................................................... 205
Classificazione delle servitù ................................................................................................................. 206

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Costituzione delle servitù ...................................................................................................................... 206
Estinzione delle servitù ........................................................................................................................... 208
Tutela delle servitù .................................................................................................................................... 209
6. L’enfiteusi ............................................................................................................................................................... 209
7. I diritti di garanzia ......................................................................................................................................... 209
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 210
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 211

U.D. 4 LA COMUNIONE DEI DIRITTI ........................................................................................................................... 214


1. Comunione dei diritti e comproprietà ........................................................................................ 214
Fonti della comunione .............................................................................................................................. 215
2. Comproprietà o condominio ............................................................................................................... 215
Effetti della comunione ........................................................................................................................... 215
Scioglimento della comunione ............................................................................................................ 216
3. Condominio negli edifici ......................................................................................................................... 217
Disciplina .......................................................................................................................................................... 218
L’assemblea dei condòmini .................................................................................................................... 219
L’amministratore ........................................................................................................................................ 221
4. Multiproprietà ................................................................................................................................................... 222
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 224
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 225
VERIFICA FINALE .............................................................................................................................................................. 228

5 LE OBBLIGAZIONI 229

U.D. 1 LE OBBLIGAZIONI. GLI ELEMENTI E LE FONTI .................................................................................. 230


1. L’obbligazione e i suoi elementi costitutivi ............................................................................. 230
I diritti di obbligazione e i diritti reali: un confronto ........................................................ 233
Le norme del codice civile sulle obbligazioni ............................................................................ 234
2. Fonti delle obbligazioni ............................................................................................................................ 234
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INDICE
XI

3. Classificazione delle obbligazioni .................................................................................................... 235


Le obbligazioni rispetto ai soggetti ................................................................................................. 235
Le obbligazioni rispetto alla prestazione ..................................................................................... 237
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 241
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 242

U.D. 2 L’ADEMPIMENTO DELLE OBBLIGAZIONI ................................................................................................ 245


1. Modalità dell’adempimento .................................................................................................................. 245
Obblighi e diritti connessi con l’adempimento ........................................................................ 248
2. Soggetti dell’adempimento .................................................................................................................... 248
3. Le obbligazioni pecuniarie ..................................................................................................................... 249
Variazioni del valore della moneta. Principio nominalistico ....................................... 249
Debiti espressi in moneta estera ........................................................................................................ 250
Pagamento degli interessi ..................................................................................................................... 251
4. La mora del creditore ................................................................................................................................. 253
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 254
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 255

U.D. 3 L’INADEMPIMENTO DELLE OBBLIGAZIONI ........................................................................................... 258


1. L’inadempimento delle obbligazioni ............................................................................................. 259
2. L’inadempimento per causa imputabile al debitore ........................................................ 259
La mora del debitore ................................................................................................................................. 261
3. L’inadempimento per causa non imputabile al debitore ............................................. 263
Casi di responsabilità oggettiva ........................................................................................................ 263
4. Il risarcimento del danno ......................................................................................................................... 264
Adempimento coattivo in forma specifica .................................................................................. 264
Risarcimento del danno per equivalente ..................................................................................... 266
5. La liquidazione del danno ....................................................................................................................... 267
Liquidazione giudiziale ......................................................................................................................... 267
Liquidazione legale ................................................................................................................................... 267
Liquidazione convenzionale ................................................................................................................ 267
6. Le garanzie per l’adempimento ......................................................................................................... 269
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 270
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 271

U.D. 4 LE MODIFICAZIONI SOGGETTIVE DELLE OBBLIGAZIONI .......................................................... 274


1. Mutamento dei soggetti dell’obbligazione .............................................................................. 274
2. La cessione del credito ............................................................................................................................... 276
3. Il pagamento con surrogazione .......................................................................................................... 277
4. La delegazione ................................................................................................................................................... 277
5. L’espromissione ................................................................................................................................................ 279
6. L’accollo ................................................................................................................................................................... 279
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 280
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 281
sommario 12-11-2004 08:29 Pagina XII

INDICE
XII

U.D. 5 I MODI DI ESTINZIONE DELLE OBBLIGAZIONI DIVERSI DALL’ADEMPIMENTO ...... 284


1. Premessa .................................................................................................................................................................. 284
2. La compensazione .......................................................................................................................................... 285
3. La confusione ..................................................................................................................................................... 286
4. La novazione ....................................................................................................................................................... 287
5. La remissione del debito .......................................................................................................................... 287
6. L’impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa
non imputabile al debitore ..................................................................................................................... 288
7. La prescrizione ................................................................................................................................................... 290
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 291
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 292
VERIFICA FINALE .............................................................................................................................................................. 294

6 IL CONTRATTO E L’AUTONOMIA CONTRATTUALE 295

U.D. 1 IL CONTRATTO IN GENERALE .......................................................................................................................... 296


1. Caratteri del contratto ............................................................................................................................... 296
2. Classificazione dei contratti .................................................................................................................. 298
3. Gli elementi costitutivi .............................................................................................................................. 299
Elementi essenziali .................................................................................................................................... 300
I contratti on line ........................................................................................................................................ 302
Elementi accidentali .................................................................................................................................. 304
Elementi naturali ....................................................................................................................................... 305
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 306
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 307

U.D. 2 LA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO ......................................................................................................... 310


1. L’autonomia contrattuale ......................................................................................................................... 310
2. La formazione dell’accordo: la proposta e l’accettazione .......................................... 312
La presunzione di conoscenza ............................................................................................................. 314
3. Offerta al pubblico, opzione, diritto di prelazione ........................................................... 314
4. Contratti per adesione e contratto preliminare ................................................................. 315
Contratti per adesione ............................................................................................................................. 315
Contratto con il consumatore ............................................................................................................... 316
La tutela dei consumatori e degli utenti ..................................................................................... 317
Contratto preliminare ............................................................................................................................. 318
Trascrizione del preliminare ............................................................................................................... 319
5. La responsabilità precontrattuale ..................................................................................................... 319
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 321
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 322
sommario 12-11-2004 08:29 Pagina XIII

INDICE
XIII

U.D. 3 GLI EFFETTI DEL CONTRATTO ......................................................................................................................... 325


1. Effetti del contratto tra le parti .......................................................................................................... 325
Mutuo dissenso ............................................................................................................................................... 326
Recesso unilaterale legale ....................................................................................................................... 326
Recesso unilaterale convenzionale ..................................................................................................... 326
2. Contratti a effetti reali e a effetti obbligatori ........................................................................ 327
3. Effetti del contratto nei confronti di terzi ............................................................................... 328
Il contratto a favore di terzi ................................................................................................................ 328
Il contratto per persona da nominare ........................................................................................... 329
La cessione del contratto ......................................................................................................................... 329
4. Integrazione e interpretazione del contratto ......................................................................... 330
Integrazione del contratto ..................................................................................................................... 330
Interpretazione del contratto .............................................................................................................. 330

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IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 332
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 333

U.D. 4 L’INVALIDITÀ E LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO ..................................................................... 336


1. Perfezione, validità ed efficacia del contratto ....................................................................... 337
2. Invalidità del contratto: nullità e annullabilità ..................................................................... 337
Nullità ................................................................................................................................................................ 337
Annullabilità .................................................................................................................................................. 338
3. La rescissione del contratto ................................................................................................................... 339
Rescissione del contratto concluso in stato di pericolo .......................................................... 340
Rescissione del contratto concluso in stato di bisogno
(rescissione per lesione) .............................................................................................................................. 340
4. La risoluzione del contratto .................................................................................................................. 341
Risoluzione per inadempimento ........................................................................................................ 342
Risoluzione per impossibilità sopravvenuta .............................................................................. 343
Risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta................................................................... 343
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 345
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 347
VERIFICA FINALE .............................................................................................................................................................. 350

7 IL PRINCIPIO DI RESPONSABILITÀ 351

U.D. 1 LA RESPONSABILITÀ NELL’ORDINAMENTO ITALIANO ................................................................ 352


1. Vari tipi di responsabilità ......................................................................................................................... 352
2. La responsabilità da atto illecito ....................................................................................................... 354
Responsabilità extracontrattuale ...................................................................................................... 355
Elementi della responsabilità per atto illecito .......................................................................... 356
Il comportamento antigiuridico ........................................................................................................ 356
Il danno ingiusto .......................................................................................................................................... 356
Il nesso di causalità .................................................................................................................................... 359
L’imputabilità ............................................................................................................................................... 359
La colpa e il dolo ........................................................................................................................................... 360
Responsabilità per fatto proprio e per fatto altrui ................................................................ 360
sommario 12-11-2004 08:29 Pagina XIV

INDICE
XIV

3. Casi di responsabilità oggettiva ......................................................................................................... 362


IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 366
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 367

U.D. 2 IL RISARCIMENTO DEL DANNO ..................................................................................................................... 370


1. Risarcimento in forma specifica e per equivalente ........................................................... 370
2. Valutazione del danno ................................................................................................................................ 371
3. Danno ambientale e danno biologico .......................................................................................... 372
4. Concorso di responsabilità ..................................................................................................................... 376
5. Responsabilità contrattuale ed extracontrattuale .............................................................. 376
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 378
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 379
VERIFICA FINALE .............................................................................................................................................................. 382

8 I CONTRATTI DEL DIRITTO ITALIANO 383

U.D. 1 I PRINCIPALI CONTRATTI TIPICI .................................................................................................................... 384


1. Contratti tipici e contratti atipici ..................................................................................................... 384
2. La compravendita ........................................................................................................................................... 386
Trasferimento della proprietà ............................................................................................................ 386
Obbligazioni del venditore ................................................................................................................... 387
Obbligazioni del compratore ............................................................................................................... 389
Tutela dei consumatori e degli utenti ............................................................................................ 390
Vendite con patti speciali ........................................................................................................................ 391
3. Il mandato .............................................................................................................................................................. 393
Distinzioni del mandato ........................................................................................................................ 393
Obbligazioni delle parti .......................................................................................................................... 394
Revocabilità del mandato. Estinzione .......................................................................................... 395
4. Il mutuo. I contratti reali ......................................................................................................................... 395
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 397
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 398

U.D. 2 LA LOCAZIONE ............................................................................................................................................................. 401


1. Le parti del contratto .................................................................................................................................. 401
2. La locazione: disciplina generale ...................................................................................................... 403
3. Locazione di cose produttive o affitto ......................................................................................... 403
4. Locazione di immobili urbani ............................................................................................................. 404
5. Locazione e rilascio di immobili urbani a uso abitativo .............................................. 406
6. Locazioni atipiche di immobili urbani a uso abitativo ................................................. 409
7. Locazione di immobili urbani a uso diverso da abitazione ...................................... 410
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 411
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 412
VERIFICA FINALE .............................................................................................................................................................. 414
sommario 12-11-2004 08:29 Pagina XV

INDICE
XV

9 LA TUTELA DEI DIRITTI 415

U.D. 1 LA TUTELA DEL CREDITO .................................................................................................................................... 416


1. Premessa .................................................................................................................................................................. 416
2. Tutela della garanzia patrimoniale .................................................................................................. 417
Azione surrogatoria .................................................................................................................................. 417
Azione revocatoria ordinaria ............................................................................................................. 418
Sequestro conservativo ............................................................................................................................. 420
Diritto di ritenzione ................................................................................................................................. 421
3. Il concorso dei creditori e le cause di prelazione ............................................................... 422
4. Il privilegio ............................................................................................................................................................ 423
5. Il pegno .................................................................................................................................................................... 424
Costituzione del pegno ............................................................................................................................. 425
Effetti del pegno ........................................................................................................................................... 425
Pegno irregolare .......................................................................................................................................... 426
6. L’ipoteca .................................................................................................................................................................. 426
Specie di ipoteca ............................................................................................................................................ 427
Iscrizione ipotecaria ................................................................................................................................... 427
Ordine e grado delle ipoteche .............................................................................................................. 428
Rinnovazione ipotecaria ......................................................................................................................... 428
Riduzione dell’ipoteca ................................................................................................................................ 429
Effetti dell’ipoteca ....................................................................................................................................... 429
Estinzione dell’ipoteca .............................................................................................................................. 431
7. Ordine delle prelazioni .............................................................................................................................. 431
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 432
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 434

U.D. 2 LA TUTELA GIURISDIZIONALE DEI DIRITTI ........................................................................................... 437


1. La giurisdizione ................................................................................................................................................ 437
Tipi di giurisdizione ................................................................................................................................. 439
2. L’azione e il processo ................................................................................................................................... 441
Il processo civile ............................................................................................................................................. 441
3. Processo di cognizione ............................................................................................................................... 442
4. Processo di esecuzione ............................................................................................................................... 443
Espropriazione forzata ........................................................................................................................... 443
Esecuzione forzata in forma specifica ........................................................................................... 444
Opposizione all’esecuzione .................................................................................................................... 445
5. Processo d’ingiunzione .............................................................................................................................. 445
Processo per convalida di sfratto ....................................................................................................... 445
6. Processo cautelare .......................................................................................................................................... 446
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 447
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 449

U.D. 3 LA PRESCRIZIONE E LA DECADENZA. LA TRASCRIZIONE E LE PROVE ........................... 452


1. La prescrizione estintiva ........................................................................................................................... 452
Diritti prescrittibili e diritti imprescrittibili ........................................................................... 453
Durata della prescrizione ...................................................................................................................... 454
sommario 12-11-2004 08:29 Pagina XVI

INDICE
XVI

Inizio della prescrizione .......................................................................................................................... 454


Sospensione della prescrizione ............................................................................................................. 455
Interruzione della prescrizione .......................................................................................................... 455
2. La prescrizione presuntiva ...................................................................................................................... 455
3. La decadenza ....................................................................................................................................................... 456
4. Cenni sulla trascrizione ............................................................................................................................. 457
Effetti della trascrizione ........................................................................................................................ 458
Atti soggetti a trascrizione ................................................................................................................... 459
Modalità della trascrizione .................................................................................................................. 460
5. Le prove ................................................................................................................................................................... 461
L’onere della prova ..................................................................................................................................... 461
I mezzi di prova .......................................................................................................................................... 463
La prova documentale ............................................................................................................................. 463

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La prova testimoniale .............................................................................................................................. 465
Le presunzioni ............................................................................................................................................... 465
La confessione ................................................................................................................................................. 466
Il giuramento ................................................................................................................................................. 466
IN SINTESI .......................................................................................................................................................................... 468
VERIFICA DI APPRENDIMENTO ............................................................................................................................... 471
VERIFICA FINALE .............................................................................................................................................................. 474

A BBREVIAZIONI
art., artt. articolo, articoli d.p.r. decreto del presidente
c.c. codice civile della Repubblica

c.p. codice penale G.U. Gazzetta Ufficiale

c.p.c. codice di procedura civile l.r. legge regionale

c.p.p. codice di procedura penale p., pp. pagina, pagine

Cass. Cassazione r.d. regio decreto

Cost. Costituzione segg. seguenti

cpv. capoverso sent. sentenza

d.l. decreto legge suppl. ord., s.o. supplemento ordinario

d.lgs. decreto legislativo t.u. testo unico

d.m. decreto ministeriale trib. tribunale


M01_Apertura 12-11-2004 08:31 Pagina 1

1 LA NORMA
GIURIDICA
I CARATTERI

LA NORMA
GIURIDICA

LE FONTI

L’INTERPRETAZIONE
E L’EFFICACIA

PREREQUISITI

■ Conoscere le nozioni essenziali di teoria generale del diritto e
dell’ordinamento costituzionale italiano ed europeo.

■ Conoscere l’evoluzione storico-sociale delle organizzazioni col-
lettive pubbliche (enti pubblici territoriali, Stato, Unione euro-
pea, comunità internazionale).

■ Essere informati sulle funzioni delle principali istituzioni locali,
nazionali e internazionali.

OBIETTIVI

■ Saper collegare i principi generali del diritto, validi per tutti, al-
la «realtà della vita» individuale e sociale.

■ Essere in grado di orientarsi autonomamente all’interno del
quadro unitario composto dalle fonti del diritto, valutando la
portata generale, gli scopi e l’efficacia delle norme.

■ Stimolare l’interesse e il livello di attenzione per le più impor-
tanti sentenze emesse dalla magistratura, dalla Corte costitu-
zionale e dalla Corte di giustizia (Lussemburgo), alla luce dei
principi fondamentali del diritto e dei trattati comunitari.

■ Favorire la sensibilità verso le novità giuridiche e le problemati-
che più significative nell’ambito dell’Unione europea e in quel-
lo internazionale (Consiglio d’Europa, Onu, associazioni inter-
nazionali di Stati).
m01u01 12-11-2004 08:32 Pagina 2

UNITÀ DIDATTICA 1 I CARATTERI DELLA NORMA GIURIDICA


NECESSITÀ DELLE
NORME GIURIDICHE

LA VITA SOCIALE ORDINAMENTO GIURIDICO


E IL DIRITTO E PLURALITÀ
DEGLI ORDINAMENTI

DIRITTO PUBBLICO
E DIRITTO PRIVATO

• STRUTTURA DELLA NORMA GIURIDICA


• TIPOLOGIA
• CARATTERI

Obiettivi cognitivi ....................................................................................................................


■ Conoscere la struttura dell’ordinamento giuridico italiano e dell’UE.

■ Approfondire i caratteri delle norme giuridiche.

Obiettivi operativi ....................................................................................................................


■ Saper effettuare le distinzioni all’interno della pluralità degli ordina-
menti giuridici e del diritto oggettivo.

■ Essere consapevoli della coattività delle norme giuridiche e delle con-
seguenze che derivano dalla loro trasgressione.


1. VITA SOCIALE E DIRITTO.
NECESSITÀ DELLE NORME GIURIDICHE
società Gli uomini e le donne sono, per loro stessa natura, esseri sociali: da quan-
do si ha memoria del mondo, essi hanno sempre vissuto in unione tra loro,
perché solo attraverso la cooperazione possono riuscire a procurarsi tutti i
mezzi necessari a soddisfare i loro bisogni, materiali e spirituali, e conse-
guire così gli scopi che si prefiggono, realizzandosi pienamente come per-
m01u01 12-11-2004 08:32 Pagina 3

UNITÀ DIDATTICA 1 – I CARATTERI DELLA NORMA GIURIDICA


3

sone. Da questa primaria esigenza di collaborazione è sorta la società, unità


complessa di individui e gruppi organizzati, ordinati e cooperanti per il rag-
giungimento dei loro fini.

organizzazione Storicamente, le prime forme di organizzazione sociale si costituirono sul


della società vincolo della parentela: famiglie, genti, tribù. Questi gruppi (società pri-
mordiali) si basavano su regole imposte da relazioni di preminenza (capo
tribù, capo religioso), che si instauravano all’interno di una società. Essi,
però, riuscivano a soddisfare in misura limitata le esigenze della vita col-
lettiva. In seguito, in successivi momenti dell’evoluzione sociale, messi in
luce dallo studio della storia antica, i gruppi che costituivano la società si
unirono in organismi più vasti e complessi, nei quali al vincolo di paren-
tela si sostituì quello della subordinazione a un potere supremo. Nacque

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così lo Stato, organizzazione sovrana assunta da un popolo stanziato sopra
un territorio.
Di grande importanza risulta l’esempio dell’antica Grecia dove l’organizza-
zione della vita collettiva all’interno della polis, la città-Stato, sovrana, con-
sentì ai cittadini di esercitare direttamente i loro diritti, secondo le regole
improntate alle forme della democrazia (democrazia diretta).
Secondo alcuni studiosi, anche nell’epoca attuale vi è una riscoperta della «città»,
come luogo di appartenenza di un particolare gruppo di cittadini, che si riconosco-
no in un determinato territorio e nelle sue istituzioni e tradizioni; meno forte è, per
certi aspetti, il vincolo di appartenenza allo Stato. È questo, sostanzialmente, il si-
gnificato della riforma del titolo V, parte II, della Costituzione Italiana; art. 114 e
segg.: il «federalismo».

norme È facile comprendere che, nell’ambito di una qualsiasi forma di convivenza


sociale, più o meno evoluta, la vita collettiva, per svolgersi ordinatamente,
esige la presenza di un’organizzazione, cioè di una serie di principi ben de-
finiti, imposti a tutti i consociati, ossia a tutti i membri della collettività,
principi che si traducono in norme.

regole di Le norme consistono, per lo più, in regole di comportamento, che impongono


comportamento di fare o di non fare qualche cosa e che tutti i consociati sono tenuti a rispet-
tare e a far rispettare, affinché il comportamento di ciascuno di essi per il per-
seguimento dei propri scopi personali non si ponga in contrasto con gli inte-
ressi degli altri individui e, più in generale, con quelli dell’intera collettività.
Per esempio, il rispetto della segnaletica stradale, oltre a essere imposto per
legge, è dovuto per la tutela del singolo conducente, ma anche per la sicu-
rezza e per la salvaguardia degli altri conducenti e dei pedoni; così pure
l’obbligo di indossare il casco o il giubbino ad alta visibilità (riflettente).

Queste regole di comportamento o norme, che disciplinano i molteplici


aspetti della vita di relazione degli individui organizzati in una società, ven-
gono nel complesso definite norme sociali. Esse sono molto numerose ed
eterogenee. Vi si possono individuare, per esempio:

■ le norme religiose, che regolano i rapporti tra l’individuo e la divinità sta-
bilendo ciò che è «peccato» o è contrario al volere divino;
m01u01 12-11-2004 08:32 Pagina 4

MODULO 1 – LA NORMA GIURIDICA


4

LETTURA

I giovani e le istituzioni
Le indagini sociologiche rivelano che i giovani hanno una diffusa sfiducia verso la politica e le
istituzioni pubbliche. Essi preferiscono altri punti di riferimento, come la famiglia e altre forma-
zioni sociali per lo più non organizzate, alla ricerca di un “senso” per la propria vita.
Molti giovani hanno un atteg- La disaffezione o l’estraneità rirebbe assumere una posizio-
giamento ambivalente nei dalla politica assume – nel ca- ne defilata o poco identificata,
confronti delle istituzioni, va- so dei giovani socialmente più magari pronti a dare il meglio
lorizzandole in relazione alle svantaggiati – il carattere della di sé negli spazi autonomi e
possibilità espressive e forma- disillusione, dell’apatia, della extra-istituzionali di parteci-
tive che esse offrono, senza protesta, dell’insofferenza. Pur pazione. Si sta all’interno della
però maturare un forte senso diffusi in certi strati sociali, società ma con «la testa da
di identificazione. Il distacco questi atteggiamenti non as- un’altra parte»; si usufruisce
sembra particolarmente rile- sumono però la forma di una dei vantaggi e delle opportu-
vante nei confronti della sfera protesta collettiva organizza- nità (a livello di formazione, di
politica e del quadro istituzio- ta, di una mobilitazione orien- tempo libero, di consumo
nale nel suo complesso. […] tata alle denuncia e alla modi- ecc.) offerte dal sistema socia-
Questa diffusa sfiducia verso fica dei rapporti sociali preva- le senza identificarsi in esso; si
la politica e le istituzioni pub- lenti. Mancando le condizioni frequentano i luoghi ordinari
bliche risulta in parte com- sociali che possono favorire la ma ci si sente pienamente vivi
pensata dalla valorizzazione nascita di movimenti colletti- e partecipi perlopiù nei «non
delle istituzioni primarie, anzi- vi, il disagio rimane confinato luoghi», tra cui spiccano in
tutto la famiglia e in secondo a livello individuale o di picco- particolare gli ambienti di eva-
ordine la scuola e le realtà atte lo gruppo e dà vita a varie for- sione e di trasgressione e il fa-
a garantire la convivenza so- me di marginalità. scino della notte. Questo at-
ciale (forze dell’ordine, magi- Collocarsi ai margini della so- teggiamento di presenza-as-
stratura, e in parte le Chiese). cietà «ufficiale» è comunque senza, di borderline, è ovvia-
La maggioranza dei giovani ri- un tratto culturale emergente, mente comprensibile da parte
conosce dunque l’importanza che coinvolge anche giovani di una generazione che ha bi-
e la centralità delle istituzioni che possono contare su varie sogno di dare un senso al pro-
che permettono l’ordine e la risorse di realizzazione. Attual- prio vivere pur in una situazio-
convivenza sociale, che favori- mente, ampie quote di giova- ne che avverte come difficile e
scono un positivo inserimento ni non sono particolarmente densa di vincoli. Ma esso ri-
nella società, che rispondono propensi a farsi carico di una schia a lungo andare di priva-
all’esigenza di rapporti stabili presenza sociale costruttiva, re la società dell’apporto posi-
e di condizioni di vita soddi- preferendo perlopiù stare ai tivo e costruttivo di una parte
sfacenti. Per contro, sempre a margini del sistema sociale, ri- vitale di essa, rappresentata
detta dei giovani, le forze e cercando tra le pieghe di esso appunto dalle risorse delle
istituzioni politiche non sem- le proprie possibilità espressi- nuove generazioni.
brano in grado di garantire ve senza impegnarsi a modifi-
una risposta positiva a questa care le situazioni. Più che F. Garelli, La risorsa “giovani”,
allargata domanda di qualità scendere in campo con una «Dossier Europa», n. 26,
della vita e di stabilità sociale. partecipazione attiva, si prefe- settembre 2000


■ le norme morali, che scaturiscono dalla coscienza di ogni singolo indivi-
duo, delineando la distinzione e il riconoscimento di ciò che è bene e di
ciò che è male (norme etiche);

■ le norme di costume (regole del galateo, dell’etichetta, della moda, del ce-
rimoniale), che in generale individuano il comportamento che al sogget-
to conviene tenere per essere apprezzato nell’ambito del gruppo sociale
del quale fa parte. Per esempio, in occasione del compleanno di un ami-
co, si è soliti telefonargli o inviargli un SMS per porgergli gli auguri.
m01u01 12-11-2004 08:32 Pagina 5

UNITÀ DIDATTICA 1 – I CARATTERI DELLA NORMA GIURIDICA


5

Fra le tante norme sociali che disciplinano le relazioni umane, un posto di


primaria importanza viene riservato alle norme giuridiche.

norme Si definiscono come norme giuridiche quelle regole di condotta che


giuridiche sono poste dallo Stato e dagli enti pubblici e sono dotate dello specifico
carattere della coattività o obbligatorietà.

Lo Stato stesso e gli altri enti impongono a tutti i consociati la loro osser-
vanza, eventualmente intervenendo con la forza, considerata legittima, e
infliggendo una punizione, la sanzione, qualora le loro norme non siano
spontaneamente rispettate. Per loro esempio, per l’automobilista che supe-
ra il limite di velocità nei centri urbani è prevista un’ammenda (sanzione
amministrativa) e la perdita di alcuni punti sulla patente di guida, in nume-
ro variabile a seconda di quanto è stato superato il limite di velocità.
Possiamo dire che, proprio in virtù di questo loro carattere di coattività, so-
prattutto nelle norme giuridiche, oltre che in quelle sociali (interrelazione
costante), si trovano corrisposte le fondamentali esigenze della pacifica
convivenza civile.

Diritto oggettivo. Ordinamento giuridico. Diritto positivo

L’insieme delle norme giuridiche che organizzano una determinata so-


cietà costituisce il diritto di quella società.

L’aggettivo giuridico, infatti, deriva dal latino ius, che significa «diritto»;
pertanto norma giuridica significa «norma del diritto».
Più precisamente, il complesso delle norme giuridiche che regolano la vita
dello Stato costituisce il diritto oggettivo di quello Stato.
Parliamo di diritto «oggettivo» perché, come spiegheremo più avanti, ri-
MOD 2, U.D.1, leviamo un altro significato del termine diritto, cioè quello di diritto «sog-
par. 2 gettivo».

l’ordinamento Sinonimo di diritto oggettivo è l’espressione ordinamento giuridico, la


giuridico quale evidenzia come le norme giuridiche di uno Stato siano ordinate in un
sistema complesso e unitario, nel quale ciascuna di esse si colloca come tes-
sera di un più vasto mosaico o come un elemento di un puzzle. Ciò com-
porta la necessità di considerare ogni singola norma giuridica non isolata-
mente ma come elemento di un sistema del quale fa parte.
diritto Il diritto oggettivo può essere visto come diritto positivo (dal termine la-
positivo tino positum, «posto»), cioè come l’insieme delle norme giuridiche poste
dallo Stato e in esso vigenti in un determinato momento storico.
Il diritto oggettivo costituisce, dunque, il fondamento stesso dello Stato, il
quale se può, in ipotesi, tollerare la mancanza delle norme religiose, mora-
li e di costume, non può invece assolutamente prescindere, per la sua stes-
sa sopravvivenza, dall’esistenza di norme giuridiche obbligatorie per tutti i
suoi cittadini e per gli stranieri che in esso convivono.
L’esistenza delle norme giuridiche rappresenta dunque una necessità di ti-
po sociale.
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MODULO 1 – LA NORMA GIURIDICA


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conflitti Tale necessità sorge dal fatto che gli esseri umani nei loro rapporti si trova-
di interesse no infinite volte ad avere interessi in conflitto, intendendo per interesse il
vantaggio (nel senso di appagamento di un bisogno) che un bene può arreca-
re a una persona (interesse individuale) o a un complesso di persone (interesse
collettivo), ovvero all’intera collettività (interesse generale o pubblico interesse).
In una società civile è compito dello Stato intervenire con apposite norme
giuridiche per risolvere qualsiasi conflitto di interessi, determinando quale
tra questi debba prevalere (e in che misura) e – per conseguenza – quale in-
teresse debba essere sacrificato.

Per esempio, spetta al Governo – supremo organo politico-amministrativo


della nazione – determinare ogni anno con un apposito documento la pro-
grammazione economica e finanziaria del Paese (Dpef), stabilendo alcune

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precise scelte di indirizzo di politica economica e sociale che verrà attuata
poi con l’emanazione di specifici provvedimenti legislativi a vantaggio di al-
cune categorie di cittadini rispetto ad altre (imprenditori, pensionati, lavo-
ratori dipendenti, famiglie, agricoltori, studenti, disoccupati ecc.).

DALL’EUROPA E DAL MONDO

Il sistema pensionistico
Uno dei temi che in Italia forma l’oggetto di vivaci dibattiti, per gli interessi sociali chiamati in
causa, riguarda la questione delle pensioni, sulle quali sono state emanate nuove regole legi-
slative, tenuto conto delle indicazioni espresse dall’Unione europea.

Su questo punto assai contro- di pensione» privati, da far co- rali nel settore pensionistico
verso l’Unione europea in più noscere maggiormente ai cit- (e sanitario), affermando che
occasioni aveva invitato l’Italia tadini e da incrementare. Ac- la sua riforma non fosse più
a procedere a una riforma canto alla previdenza pubbli- rinviabile per «dovere mora-
strutturale dell’intero sistema ca, si pone, così, la previdenza le nei confronti delle future
pensionistico. Secondo le pre- privata, secondo un disegno generazioni».
visioni statistiche, nei prossimi unitario che contribuisca a fa- L’impegno in tale direzione è
anni l’indebitamento pubbli- vorire soprattutto le giovani stato sottolineato anche dalla
co per la corresponsione delle generazioni che si affacciano Commissione europea. Il pro-
pensioni agli aventi diritto al lavoro. blema della spesa pensionisti-
avrebbe potuto provocare un A tale proposito, anche il go- ca in rapporto al prodotto in-
vero e proprio collasso delle fi- vernatore della Banca d’Italia terno lordo è reale. Pertanto,
nanze dello Stato italiano. aveva più volte ribadito negli per il bene dell’Italia, il Gover-
Il Governo e il Parlamento ita- ultimi anni la necessità di no ha deciso di intervenire su
liani hanno già istituito i «Fon- procedere a riforme struttu- questo scottante problema.


2. PLURALITÀ DEGLI ORDINAMENTI GIURIDICI
Lo Stato è la massima espressione della vita collettiva, e l’ordinamento giu-
ridico statale è, fra tutti gli ordinamenti giuridici, il più importante.
Non è però l’unico; esiste infatti una pluralità di ordinamenti. Anzitutto ac-
canto all’ordinamento giuridico di uno Stato sussistono gli ordinamenti
giuridici dei singoli Stati esteri.
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UNITÀ DIDATTICA 1 – I CARATTERI DELLA NORMA GIURIDICA


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ordinamento Troviamo, poi, l’ordinamento giuridico internazionale, ossia l’ordinamento


internazionale della comunità formata da tutti gli Stati del mondo e anche l’ordinamento del-
l’Unione europea, a cui si riferiscono gli Stati dell’Europa che vi fanno parte.

Inoltre nell’ambito stesso dell’ordinamento statale si affermano altri ordina-


menti giuridici che si pongono a fianco dello Stato, come gli ordinamenti de-
gli enti pubblici, cioè di quelle organizzazioni che cooperano con lo Stato per il
conseguimento dei suoi fini, in primo luogo le Regioni, le Province e i Comu-
ni, nonché gli ordinamenti degli enti privati riconosciuti dallo Stato, per esempio
le società per azioni (Diritto amministrativo; Diritto commerciale).

chiese Un proprio ordinamento giuridico hanno pure le singole Chiese e le confes-


e confessioni sioni religiose, cioè le organizzazioni di tutti coloro che professano una de-
religiose
terminata fede religiosa al fine dell’esercizio del culto (cfr. artt. 7 e 8 Cost.);
all’interno della Chiesa cattolica vige, per esempio, il diritto canonico.

È chiaro comunque che, nel nostro studio, pur tenendo conto anche delle
altre norme, ci rivolgeremo principalmente alle norme giuridiche e all’or-
dinamento giuridico dello Stato italiano, e a quello dell’Unione europea.

In un ordinamento giuridico, le singole norme non si presentano sparse e


isolate, ma vengono raggruppate in diversi insiemi secondo la materia che
esse disciplinano.

istituto L’insieme delle norme giuridiche che all’interno di una materia regola-
giuridico no un gruppo di rapporti giuridici con lo stesso contenuto prende il no-
me di istituto giuridico.

Così, quando si parla dell’«istituto giuridico del matrimonio» o dell’«istituto giu-


ridico della proprietà» si intende precisamente indicare quel complesso di norme
(contenute nella Costituzione, nel codice civile e nelle leggi complementari) che ri-
guardano, rispettivamente, il matrimonio o la proprietà.

Tanti istituti giuridici diversi, quando sono legati fra loro da affinità di ma-
teria, costituiscono insieme le varie parti del diritto, dall’organica riunione
delle quali risulta infine l’ordinamento giuridico.


3. RIPARTIZIONI DEL DIRITTO OGGETTIVO
Il diritto oggettivo si riparte in due grandi settori: diritto pubblico e dirit-
to privato.
Si deve inoltre distinguere il diritto interno dal diritto internazionale.

Diritto pubblico e diritto privato


La distinzione tra diritto pubblico e diritto privato si fonda sulla natura del-
l’attività regolata dalle norme giuridiche, nonché sulla natura dei soggetti
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MODULO 1 – LA NORMA GIURIDICA


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che la pongono in essere, anche se non è sempre agevole operare una di-
stinzione così netta e sicura, dal momento che le nostre società sono, oggi,
molto più complesse e articolate di quelle del passato, e in continua evoluzione.

attività giuridica L’attività giuridica è pubblica quando è rivolta al conseguimento di un


pubblica interesse collettivo, per esempio, la costruzione di una nuova scuola, di
un ospedale o di un’autostrada ecc.

potere Esso è esercitato dallo Stato, che è l’ente pubblico per eccellenza, e da altri en-
di supremazia ti pubblici, i quali collaborano con lo Stato nel perseguimento di scopi di in-
teresse collettivo: tali sono, per esempio, le Regioni, le Province e i Comuni.
Nell’esercizio di tale attività, gli enti pubblici sono muniti di un potere di
supremazia (potestà d’imperio) nei confronti degli altri soggetti del rapporto, i
quali sono obbligati a sottostare alle decisioni dell’ente pubblico.
Esempio tipico è costituito dalla procedura dell’espropriazione per pubblica
utilità: l’ente pubblico Comune può, per esempio, espropriare un terreno di
proprietà privata per ragioni di pubblica utilità (per costruire una nuova stra-
da, realizzare un parco giochi o una piscina ecc.) e se il procedimento di
espropriazione si è svolto nel rispetto delle relative norme (vedi artt. 42 e 43
Cost. e art. 834 c.c.) il privato dovrà uniformarsi alla decisione senza potervi-
si opporre, avendo diritto solo a un indennizzo per il sacrificio sopportato.
Per esempio, la Corte di Cassazione con sentenza n. 5293/2000 ha affermato il
principio che la mancata realizzazione di un’opera pubblica consente ai soggetti
espropriati di ridiventare proprietari del bene. Si veda anche il d.p.r. 8 giugno 2001,
n. 327, Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di
espropriazione per pubblica utilità.

attività giuridica L’attività giuridica è privata quando è diretta al conseguimento di inte-


privata ressi particolari che riguardano il singolo soggetto (per esempio, la stipu-
lazione di un contratto di compravendita tra un venditore e un comprato-
re ovvero il contratto di locazione tra un proprietario e un inquilino).

Essa è esercitata anzitutto da soggetti privati, singoli individui o enti, i quali


si trovano su un piano di parità e realizzano i rispettivi interessi sulla base del
reciproco consenso. Va rilevato però che in molti casi anche gli enti pub-
blici si trovano a svolgere attività privata: ciò accade quando l’ente pubbli-
co, pur perseguendo la realizzazione di interessi collettivi, viene in rappor-
to con i privati ponendosi in posizione di uguaglianza rispetto a essi, ossia
senza far uso del potere di supremazia. Si pensi, per esempio, all’ipotesi in
cui il Comune stipuli con il privato cittadino un contratto di compravendi-
ta per l’acquisto di un immobile da destinare a sede della biblioteca civica.
Sulla base di questa premessa, possiamo dunque affermare che:

diritto il diritto pubblico è l’insieme delle norme giuridiche che regolano i rap-
pubblico porti giuridici in cui almeno una parte è un ente pubblico, il quale agisce
con potere di supremazia; esso inoltre regola l’organizzazione e il funzio-
namento dei singoli enti pubblici, nonché i rapporti tra enti pubblici;
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UNITÀ DIDATTICA 1 – I CARATTERI DELLA NORMA GIURIDICA


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diritto il diritto privato è l’insieme delle norme giuridiche che regolano i rap-
privato porti fra privati, nonché i rapporti fra privati ed enti pubblici quando
questi ultimi non fanno uso del loro potere di supremazia ma agiscono
su un piano di parità con i privati.

Il diritto pubblico e il diritto privato si suddividono, a loro volta, in diversi


rami (o branche), a seconda dei vari settori nei quali si esplica l’attività giu-
ridica pubblica e privata.

ripartizioni del Principali rami del diritto pubblico sono:


diritto pubblico

■ il diritto costituzionale, comprendente le norme che regolano la struttura
fondamentale dello Stato. Per esempio, l’organizzazione in senso fede-

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rale dell’Italia e i poteri riconosciuti alle Regioni e agli altri enti locali;

■ il diritto amministrativo, che regola la concreta attività dello Stato e degli
enti pubblici (territoriali e non territoriali), per il conseguimento dei lo-
ro fini (attività amministrativa). Per esempio, le modalità dell’erogazio-
ne dei servizi ai cittadini e agli utenti in generale presso gli uffici della
pubblica amministrazione (carta dei servizi);

■ il diritto penale, che stabilisce quali fatti vanno puniti come reati (delitti e
contravvenzioni) e quali sono le relative pene (ergastolo, reclusione e
multa per i delitti; arresto, ammenda per le contravvenzioni). Per esem-
pio, le norme che disciplinano le varie forme di detenzione per coloro
che sono stati condannati (reclusione, arresti domiciliari, concessione
del regime di semilibertà);

■ il diritto processuale, che regola l’attività dello Stato per l’attuazione del
diritto nei casi concreti e, quindi, i procedimenti giudiziari mediante i
quali si accertano e si puniscono i reati (processi penali), oppure si risol-
vono le controversie fra i singoli (processi civili) o fra privati e pubblica
amministrazione (processi amministrativi). Il diritto processuale si artico-
la, così, in diritto processuale penale, diritto processuale civile e, nel settore
della giustizia amministrativa, in diritto processuale amministrativo. Per
esempio, le diverse possibilità di svolgimento di un processo penale (ri-
to ordinario ovvero rito abbreviato);

■ il diritto ecclesiastico, comprendente le norme che, in conformità ai princi-
pi costituzionali (artt. 7, 8, 19 e 20 Cost.) regolano i rapporti fra lo Stato
e le varie confessioni religiose (principalmente, fra lo Stato e la Chiesa
cattolica). Per esempio, le norme che disciplinano il regime fiscale da ap-
plicare agli enti ecclesiastici e le intese tra lo Stato e le singole confessioni.

ripartizioni del Nell’ambito del diritto privato distinguiamo tradizionalmente:


diritto privato

■ il diritto civile, le cui norme regolano, in generale, la condotta degli indi-
vidui nei loro rapporti privati. Per esempio, l’insieme delle norme pre-
viste per la celebrazione del matrimonio o il sistema delle regole che di-
sciplinano i contratti tra i privati;

■ il diritto commerciale, che prende in considerazione, in particolare, l’atti-
vità degli imprenditori commerciali. Per esempio, le disposizioni ri-
guardanti l’inizio di un’attività commerciale svolta in forma associata
(società commerciali) ovvero le norme sul fallimento.
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MODULO 1 – LA NORMA GIURIDICA


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Con l’entrata in vigore del codice civile del 1942, che disciplina in modo unitario
tutta la materia del diritto privato, il diritto commerciale ha perso la sua autonomia
legislativa, anche se la maggior parte degli studiosi ritiene che esso conservi un’au-
tonomia scientifica, in quanto basato (in parte) su principi particolari.

Diritto interno e diritto internazionale

diritto Il diritto interno è il complesso delle norme vigenti entro il confine


interno dello Stato.

Le ripartizioni del diritto oggettivo, delle quali abbiamo fin qui parlato, si
riferiscono tutte al diritto interno che vige in Italia.

diritto Il diritto internazionale pubblico è il complesso delle norme che re-


internazionale golano i rapporti fra Stato e Stato e, in generale, i rapporti che si instau-
pubblico
rano tra gli Stati e le organizzazioni internazionali.

Si tratta di norme che derivano da usi consolidati, venutisi a creare nell’am-


bito della comunità internazionale (consuetudini internazionali), oppure da
accordi stipulati tra due o più Stati mediante convenzioni o trattati interna-
zionali.
Rientra, per esempio, tra le norme consuetudinarie internazionali il principio pacta
sunt servanda: «i patti si devono osservare»; mentre ricordiamo che l’Unione euro-
pea è sorta in base alla stipulazione del Trattato di Maastricht del 1992, successiva-
mente modificato e integrato dal Trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997 e del
Trattato di Nizza del 26 febbraio 2001. In forza di ulteriori accordi è avvenuto l’al-
largamento dell’Unione europea a 25 Stati a partire dal 1° maggio 2004.

diritto Il diritto internazionale privato è l’insieme delle norme che ciascuno


internazionale Stato pone per regolare i rapporti che possono sorgere tra propri citta-
privato
dini e cittadini di uno Stato estero, o tra propri cittadini che si trovino
all’estero, oppure ancora per disciplinare le situazioni giuridiche riguar-
danti cittadini stranieri che si trovino sul proprio territorio.

Si pensi, per esempio, all’ipotesi in cui un cittadino italiano e uno francese


stipulino un contratto in Italia.
Nonostante la sua denominazione, tale diritto non è affatto «internazionale», ma
rientra nell’ambito del diritto interno di ciascuno Stato, e varia quindi col
mutare dei singoli ordinamenti statali presi in considerazione. Il termine
internazionale, con il quale questo diritto viene comunemente chiamato, si
riferisce cioè all’oggetto preso in considerazione dai singoli Stati (per esem-
pio, il matrimonio tra cittadini stranieri, la successione ereditaria ecc.) e non
alla fonte da cui deriva.

La materia, per quanto riguarda l’ambito della giurisdizione italiana e, più


in generale, i criteri di applicabilità del diritto, è stata ridefinita in modo com-
plessivo dalla legge 31 maggio 1995, n. 218 (e successive modificazioni).
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UNITÀ DIDATTICA 1 – I CARATTERI DELLA NORMA GIURIDICA


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4. STRUTTURA DELLA NORMA GIURIDICA
La norma giuridica è la descrizione di certi fatti, al cui verificarsi ven-
gono ricollegate determinate conseguenze.

elementi Essa è costituita perciò di due elementi:



■ la descrizione del fatto, che prende il nome di fattispecie, più precisamen-
te di fattispecie legale;

■ la conseguenza ricollegata al fatto, che è detta statuizione.

Si consideri, per esempio, la norma dell’art. 927 del codice civile: «Chi tro-
va una cosa mobile deve restituirla al proprietario». La fattispecie è «chi
trova una cosa mobile», la statuizione è «deve restituirla al proprietario».

fattispecie Quando si verifica in concreto (fattispecie concreta) il fatto delineato nella


concreta fattispecie legale, scatta l’applicazione della statuizione. Se, per esempio, tro-
vo per strada un portafoglio, devo consegnarlo all’autorità pubblica perché
provveda a restituirlo al legittimo proprietario. Di regola, come vedremo
tra breve, la statuizione contempla l’applicazione di una conseguenza di ca-
rattere negativo a chi non osservi spontaneamente la norma: si tratta della
sanzione. Così, per esempio, chiunque cagioni la morte di un uomo violan-
do la norma del codice penale, è punito con la reclusione.


5. VARI TIPI DI NORME GIURIDICHE
regole Fra le categorie di norme che si possono trovare in un ordinamento giuri-
di condotta dico quelle di gran lunga più importanti sono le regole di condotta, cioè le
norme che mirano a regolare dei comportamenti nella società. Non tutte le
norme giuridiche, però, sono delle regole di condotta. Non lo è, per esem-
pio, la norma dell’art. 1, Libro I, del codice civile, secondo cui «la capacità
giuridica si acquista dal momento della nascita».
Le norme giuridiche consistenti in regole di condotta si possono distingue-
re in:
norme ■
■ norme imperative o cogenti, le quali contengono un comando e sono an-
imperative che dette inderogabili perché, riferendosi a fondamentali interessi socia-
li, non possono essere disapplicate neppure con l’accordo degli interes-
sati. Per esempio, l’art. 2109 del codice civile detta le norme che devo-
no essere osservate per il periodo di riposo dei prestatori di lavoro: essi
hanno diritto a un giorno di riposo ogni settimana, di regola in coinci-
denza con la domenica. Le norme imperative vengono a specificarsi in
precettive e proibitive; infatti il comando che è in esse contenuto può con-
sistere in un precetto o in un divieto: il primo impone un comportamento
positivo (pagare le imposte, osservare le norme prescritte dal codice stra-
dale: norma precettiva), il secondo un comportamento negativo (non ru-
bare, non recare danno agli altri: norma proibitiva);
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MODULO 1 – LA NORMA GIURIDICA


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norme ■
■ norme dispositive, le quali prescrivono un comportamento ma prevedono,
dispositive al tempo stesso, che l’espressa volontà degli interessati lo regoli in modo
diverso, e perciò sono dette derogabili. Per esempio, nella vendita il pa-
gamento del prezzo deve avvenire al momento della consegna della cosa
venduta, salvo che venditore e compratore abbiano diversamente con-
cordato: art. 1498 c.c.;
norme ■
■ norme suppletive, le quali, addirittura, intervengono a regolare un rap-
suppletive porto giuridico in mancanza della volontà degli interessati. Ne sono
esempio le norme sulla successione legittima, contenute negli artt. 565-
586 del codice civile, che trovano applicazione solamente quando il de-
funto non abbia disposto per testamento;
norme ■
■ norme permissive, le quali, anziché imporre un comportamento, «per-

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permissive mettono» di fare qualche cosa, cioè concedono particolari facoltà. Per
esempio, trasferire ad altri la proprietà della cosa, ricorrere in appello
contro una sentenza, rateizzare le imposte dovute al Fisco.


6. CARATTERI DELLA NORMA GIURIDICA
La norma giuridica presenta i seguenti caratteri:

■ positività;

■ coattività;

■ generalità;

■ bilateralità;

■ astrattezza;

■ novità.

Esaminiamo ora ciascuno di questi caratteri.

Positività della norma giuridica


diritto positivo La norma giuridica è positiva nel senso che essa è posta (cioè creata o rico-
nosciuta) dall’autorità dello Stato o di altra comunità organizzata (per
esempio, l’Unione europea nell’ambito della comunità internazionale). Si
parla, quindi, di diritto positivo per indicare il complesso delle norme vi-
genti in un determinato Stato e in una determinata epoca.

diritto naturale Al diritto positivo si contrappone il cosiddetto diritto naturale, espressione


con la quale si vuole indicare un ordinamento ideale, corrispondente a una
suprema giustizia. Si tratta, in altre parole, di quell’insieme di valori e princi-
pi che si reputano insiti nella stessa natura umana, come il principio per cui
un uomo non deve uccidere il proprio simile (diritto alla vita), o quello per
cui ciascun uomo deve godere della libertà di manifestare il proprio pensiero.
Anche la nostra Costituzione, all’art. 2 (Principi fondamentali), sembra ri-
chiamarsi alla dottrina del diritto naturale: essa infatti «riconosce», cioè
prende atto, che preesistono «i diritti inviolabili dell’uomo» – ancor prima
di elencarli – e, perciò, li «garantisce».
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UNITÀ DIDATTICA 1 – I CARATTERI DELLA NORMA GIURIDICA


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Sia ben chiaro, però, che le norme di giustizia del diritto naturale non sono
in quanto tali norme giuridiche. Il diritto naturale si propone, in verità, co-
me la meta cui deve tendere il diritto positivo e spesso accade che il conte-
nuto della norma positiva coincida con quello della norma di diritto natu-
rale (si pensi appunto al divieto di omicidio), ma potrà anche accadere che
tale coincidenza non si verifichi o addirittura che la norma positiva si pon-
ga in contrasto con il diritto naturale.
In tale ipotesi la norma che dovrà comunque essere osservata dai consocia-
ti sarà quella positiva: un eventuale rifiuto di osservare il diritto positivo,
sotto pretesto di una sua contraddizione rispetto al diritto naturale, non sa-
rebbe ammissibile in nessun ordinamento.

LETTURA

Etica e diritto
Il tema legato alle relazioni tra etica e diritto è ogni giorno più vivo e attuale. Le scoperte scien-
tifiche e tecnologiche relative alla vita umana e alla salute impongono serie riflessioni alla luce
delle norme della Costituzione e dei diritti inviolabili della persona.

Problema molto delicato quel- I principi costituzionali rilevan- desumibili dall’art. 32 Cost.,
lo dei rapporti tra bioetica e ti: primato della persona e dirit- ma ricavabili anche dal conte-
diritto. Certamente autonome to alla vita sto costituzionale complessi-
sono le due discipline, ma il Il primo principio è quello vo, tra cui acquista un valore
diritto non poco è influenzato personalista, che informa preminente il diritto alla
dall’etica nel momento in cui tutto l’ordinamento, e che è vita, che, se pur non espres-
alcuni valori affermati da que- posto, assieme al principio samente enunciato nella Co-
st’ultima vengono ad essere pluralistico e a quello solidari- stituzione, è da ritenersi ri-
sussunti dal diritto per la loro stico, a fondamento della Re- compreso tra quei diritti in-
rilevanza sociale. pubblica, «chiave di volta del- violabili dell’uomo di cui al-
Sotto quest’ultimo profilo l’intero sistema costituziona- l’art. 2 Cost., che la Repubbli-
non pochi principi contenuti le». ca riconosce e garantisce,
nella nostra Costituzione, rin- Esso si trova enunciato, sia rappresentando esso il pre-
venibili, peraltro, in quasi tut- pure indirettamente, nell’art. supposto essenziale e prima-
te le Costituzioni democrati- 2 Cost., che si collega all’art. rio di tutti gli altri diritti; dirit-
che, quanto meno europee, 1, in quanto principio implici- to che trova indiretta confer-
hanno rilevanza in materia di to nel più comprensivo prin- ma nella messa al bando della
bioetica. cipio democratico e si raccor- pena di morte (art. 27, c. 4).
Si tratta di principi di caratte- da sul piano funzionale all’art. Anche questo – a dire della
re generale, che potrebbero a 3 della stessa Carta. Corte Costituzionale – è un di-
prima vista essere considerati Esso significa che la persona ritto inviolabile, occupando
come eccessivamente generi- umana, l’uomo, occupa nel- nell’ordinamento una posizio-
ci e al limite ambigui, ma la l’ordinamento un posto cen- ne, per così dire, privilegiata, in
cui formulazione in termini trale da protagonista, e per quanto appartenente – per
appunto generali risponde al- ciò stesso non può essere usare l’espressione della stessa
la caratteristica propria di strumentalizzato dalle strut- Corte – «all’essenza dei valori
qualsiasi disposizione costitu- ture pubbliche, ma se mai so- supremi sui quali si fonda la
zionale, alla sua natura di nor- no queste strutture ad essere Costituzione italiana». […]
ma «naturalmente» elastica, strumentali alla sua crescita e
essenziale nei principi e nei al suo sviluppo. F. Teresi, Bioetica e diritto,
valori condivisi in essa affer- Da ciò gli ulteriori principi-li- «Aggiornamenti sociali», n. 4,
mati e tutelati. mite di rango costituzionale aprile 2000
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MODULO 1 – LA NORMA GIURIDICA


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obiezione Possono tuttavia contemplarsi casi specifici, previsti dalla legge, in ordine a
di coscienza problemi particolari. Si veda, per l’Italia, la legge sull’obiezione di coscien-
za, che consente di prestare, in sostituzione del servizio militare obbligato-
rio, un servizio civile, diverso per natura e autonomo dal servizio militare,
ma come questo rispondente al dovere costituzionale di difesa della Patria.
L’Italia ha stabilito di abolire la leva obbligatoria.
Le norme in materia di obiezione di coscienza, secondo il testo di legge approvato
nel giugno 1998, precisano che i cittadini che, per obbedienza alla coscienza, nel-
l’esercizio del diritto alle libertà di pensiero, coscienza e religione riconosciuto
dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dalla Convenzione interna-
zionale sui diritti civili e politici, opponendosi all’uso delle armi, non accettano l’ar-
ruolamento nelle Forze armate e nei corpi armati dello Stato possono svolgere un
servizio civile sostitutivo del servizio militare, assolvendo in tal modo gli obblighi
di leva (cfr. art. 1 della legge).

contrasti tra Il problema del contrasto tra la legge umana e quella «divina» e della di-
«legge umana» sobbedienza, come resistenza al diritto considerato ingiusto, era già stato
e «legge divina»
affrontato negli ambienti culturali dell’antica Grecia (V-IV secolo a.C.); ne
è un esempio sublime il dramma che scuote la coscienza di Antigone, nel-
l’omonima tragedia di Sofocle, che affronta la morte, disobbedendo ai de-
creti del re, e obbedendo alla legge degli dèi.
In epoca moderna (nel Seicento e nel Settecento) le teorie filosofiche e giu-
ridiche sul diritto naturale (giusnaturalismo) sono state riprese da numerosi
studiosi, soprattutto da Ugo Grozio, Thomas Hobbes, John Locke, Jean-
Jacques Rousseau, Immanuel Kant e Johann Fichte.

Coattività della norma giuridica. La sanzione


La coattività (o coercibilità) è il carattere che più distingue le norme giuridi-
che dalle altre norme sociali (norme morali, norme religiose, norme di ga-
lateo ecc.). Queste ultime, infatti, sono rimesse all’osservanza spontanea dei
consociati e a colui che eventualmente non le osservi non deriva nessuna
conseguenza sfavorevole, fuorché la riprovazione della coscienza o del
gruppo sociale in cui vive.
A volte tale riprovazione può configurarsi come vera e propria sanzione; si pensi,
per esempio, all’esclusione da un gruppo sportivo o da una comunità religiosa o da
un circolo ricreativo, allorché non si rispettino le norme che questi si sono dati.

sanzione Non così la norma giuridica, la quale è coattiva (o coercibile) in quanto si im-
pone con la forza anche a coloro che non la osservano spontaneamente. Essa
in generale è munita di sanzione, la «pena» (o il «male») che viene irrogata
al trasgressore, cioè l’evento che consegue allorché la norma non venga os-
servata. La sanzione ha un valore deterrente e può essere diretta o indiretta.
La sanzione diretta mira a ottenere quel medesimo risultato che si sarebbe
ottenuto con l’obbedienza spontanea: per esempio, hai rubato, sei costret-
to a restituire; non hai pagato il debito, vengono messi all’asta i tuoi beni
perché il creditore riceva quanto gli spetta in base al ricavo d’asta.
La sanzione indiretta infligge invece a chi ha violato la norma un male che
non è in relazione diretta con la violazione compiuta: per esempio, hai ru-
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UNITÀ DIDATTICA 1 – I CARATTERI DELLA NORMA GIURIDICA


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bato, vai in carcere; non hai scolpito la statua che ti eri impegnato a scolpi-
re, risarcisci il danno che hai causato.

La sanzione si distingue inoltre in civile, penale e amministrativa.

sanzione civile La sanzione civile tende a eliminare le conseguenze dannose che sono
derivate dall’inosservanza della norma giuridica. Il risarcimento dei danni
(art. 2043 c.c.), la nullità di un atto, la vendita all’asta dei beni del debitore
sono altrettanti esempi di sanzioni civili.

sanzione penale La sanzione penale tende a infliggere una punizione a chi abbia commesso
quelle più gravi violazioni della norma giuridica che toccano l’ordine socia-
le generale, configurandosi come reati.

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reati I reati, che sono caratterizzati dal più alto indice di pericolosità per il man-
tenimento della pacifica convivenza civile e costituiscono l’oggetto del di-
ritto penale, si distinguono, in relazione alla loro maggiore o minore gra-
vità, in delitti (per esempio, l’omicidio) e contravvenzioni (per esempio, gli
schiamazzi notturni).

La sanzione penale può consistere:



■ in una pena detentiva: reclusione o ergastolo, se si tratta di un delitto; ar-
resto, nel caso in cui si tratti di una contravvenzione. In alternativa con
le pene detentive di breve durata possono essere applicate particolari
sanzioni penali: semidetenzione, libertà controllata, arresti domiciliari;

■ in una pena pecuniaria: multa per un delitto; ammenda per una contrav-
venzione.

sanzione La sanzione amministrativa, infine, si ha quando la trasgressione non toc-


amministrativa ca l’ordine generale, ma soltanto l’ordine particolare della pubblica am-
ministrazione. Può consistere nel pagamento di una somma di denaro (si
pensi alle penalità di carattere pecuniario comminate dalle leggi fiscali
per le trasgressioni tributarie o per le violazioni delle norme sulla circo-
lazione stradale), nella sospensione dall’esercizio di un’attività, nella de-
cadenza da una concessione o da una licenza, nell’espulsione da un istitu-
to pubblico ecc.

Generalità e astrattezza della norma giuridica


generalità La norma giuridica è generale, in quanto si rivolge non a un singolo indivi-
duo, ma a tutti; s’intende, a tutti coloro ai quali la norma, per sua natura,
può riferirsi: a tutti i datori di lavoro, a tutti gli impiegati, a tutti i vendito-
ri, a tutti i genitori e così via.

astrattezza È astratta in quanto non si riferisce a un caso concreto, individuato in rela-


zione ai soggetti coinvolti, al tempo e al luogo, bensì prevede un fatto ipo-
tetico, una situazione-tipo nella fattispecie legale, la quale potrà verificarsi
o meno in futuro.

applicazione Si supponga che Marco trovi, casualmente, dei valori – denaro, assegni cir-
della norma colari, titoli di Stato ecc. – appartenenti a Fabio, che li ha smarriti. Che co-
m01u01 12-11-2004 08:32 Pagina 16

MODULO 1 – LA NORMA GIURIDICA


16

sa gli impone la norma giuridica? Di restituirli a Fabio, se egli sa che que-


sti ne è il proprietario; diversamente, di farne consegna al sindaco del luo-
go in cui è avvenuto il ritrovamento, indicandone le circostanze, come pre-
scrive l’art. 927 del codice civile. Tuttavia la norma giuridica non dice, co-
me è intuitivo: «Marco deve restituire i valori a Fabio»; afferma invece:
«Chi trova una cosa mobile deve restituirla al proprietario».
Analogamente, l’art. 1498 del codice civile stabilisce che il compratore è te-
nuto a pagare il prezzo nel termine e nel luogo del contratto, senza specifica-
re né chi sia il compratore né quali siano il termine e il luogo del contratto,
così che ogni situazione concreta possa rientrare nella previsione normativa.
In queste formulazioni riconosciamo i caratteri di generalità e astrattezza
della norma giuridica e questi due caratteri pongono spesso problemi di in-
terpretazione. Gli effetti della norma si realizzano ogniqualvolta avviene un
fatto concreto (Carmela trova i valori smarriti da Eugenio) che corrispon-
de alla fattispecie della norma stessa.

Bilateralità della norma giuridica. Il rapporto giuridico


diritto e dovere Abbiamo precisato che la norma giuridica regola le relazioni fra le persone,
assicurando la prevalenza dell’interesse di una persona sull’interesse di
un’altra. Avviene quindi che essa, mentre da un lato impone a un soggetto
un dovere, correlativamente riconosce a un altro soggetto il diritto di pre-
tendere che il dovere sia adempiuto.
Per esempio, se Giulio contrae un debito nei confronti di Vasco, la norma
giuridica che impone a Giulio di pagare il debito riconosce correlativa-
mente a Vasco il diritto di pretendere il pagamento dello stesso.
Abbiamo qui usato per la prima volta il termine diritto in un significato di-
verso da quello che ci è noto: non diritto in senso oggettivo, equivalente a
MOD. 2, U.D. 1
«norma giuridica», bensì diritto in senso soggettivo, equivalente a «potere
conferito dalla norma giuridica a un soggetto per la tutela di un suo inte-
resse». È un significato che riprenderemo e approfondiremo più avanti.

rapporto Ne consegue che la norma giuridica è bilaterale: essa individua il rapporto


giuridico giuridico che consiste nella relazione esistente fra due persone, regolata dalla
norma giuridica, mediante l’attribuzione di un diritto soggettivo all’una e di un
correlativo dovere all’altra.
La persona alla quale spetta il diritto si chiama soggetto attivo del rapporto
giuridico: nel nostro esempio, il creditore Vasco. La persona alla quale è at-
tribuito il dovere viene indicata come soggetto passivo del rapporto giuridico:
nel nostro esempio, il debitore Giulio.

La novità della norma giuridica


Dal momento che la vita collettiva è complessa e mutevole nei suoi vari
aspetti, sia all’interno di uno Stato sia in ambito internazionale, nasce la ne-
cessità di creare norme nuove che disciplinino con regole di condotta certe
e definite le relazioni sociali, amministrative, politiche ed economiche pri-
ve di una normativa e le situazioni (fattispecie) nuove non previste dall’ordi-
namento giuridico.
m01u01 12-11-2004 08:32 Pagina 17

UNITÀ DIDATTICA 1 – I CARATTERI DELLA NORMA GIURIDICA


17

Recentemente in Italia è diventato obbligatorio, per esempio, per i motoci-


clisti l’uso del casco, mentre per gli automobilisti è prescritto di allacciare
le cinture di sicurezza
Così pure la raccolta di funghi e tartufi è oggi regolata da norme regionali;
un tempo la raccolta era «libera».
Inoltre, possiamo tutti osservare che in Italia è in atto da alcuni anni un
profondo e vasto processo di trasformazione delle istituzioni pubbliche e
della vita amministrativa. Il Parlamento e il Governo sono impegnati in
uno sforzo di rinnovamento della vita civile e sociale. Del resto, anche l’ap-
partenenza del nostro paese all’Unione europea comporta sempre più l’esi-
genza di adeguarsi ai nuovi compiti richiesti agli Stati nazionali e ai cittadi-
ni nei settori della vita politica ed economica, nonché in quelli della cultu-
ra e dei problemi sociali: lotta alla disoccupazione, impegno nella diffusio-
ne dell’informatica, tutela dell’ambiente, aumento della sicurezza e lotta al
terrorismo. Per far fronte a queste situazioni che presentano caratteri in-
novativi, verranno emanate nuove norme legislative in campo nazionale e
internazionale.
relatività A questo proposito alcuni autori fanno anche riferimento al carattere rela-
della norma tivo della norma giuridica, in considerazione del fatto che l’ordinamento
giuridico deve subire inevitabili modifiche (aggiornamenti) a causa dell’e-
voluzione, sempre più veloce, della società e per effetto del fenomeno del-
la «globalizzazione», che interessa molti settori della vita collettiva.

esempi Presentano, per esempio, carattere di novità: la legge costituzionale che ha


di novità riconosciuto l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero
(cfr. art. 48 Cost.). In campo internazionale il Trattato sull’Unione europea
(legge 3 novembre 1992, n. 454, di ratifica del Trattato di Maastricht del 7
febbraio 1992 e successive modificazioni e integrazioni).

In altri casi si provvede a emanare norme giuridiche che dispongano in mo-


do diverso e, perciò, innovativo su materie già precedentemente regola-
mentate.
Ne sono esempio le norme che fanno riferimento alla Riforma del sistema pensioni-
stico obbligatorio e complementare e, in generale, tutte quelle che si prefiggono, nel lo-
ro complesso, di attuare la cosiddetta riforma dello Stato sociale. Nel settore formati-
vo, possiamo ricordare la riforma del Sistema scolastico.
Si veda, ancora, per esempio il «nuovo part-time», disposto dalla cosiddetta «Leg-
ge Biagi», che dal 2003 ha cambiato le regole del lavoro part-time, con orari di la-
voro ridotti e adattabili nel tempo. Grazie al nuovo part-time, secondo il Governo,
ora è più facile conciliare le esigenze delle imprese e dei lavoratori. Tale convinzio-
ne viene espressa attraverso slogan «Nuovo Part-Time: conviene ai lavoratori, con-
viene alle imprese»; «Più valore al tempo, più opportunità al lavoro»: questi gli slo-
www.welfare.gov.it.
gan del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: www.welfare.gov.it.
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MODULO 1 – LA NORMA GIURIDICA


18

IN SINTESI
LE NORME: REGOLE DI COMPORTAMENTO CHE IMPONGONO DI FARE O DI NON FARE

➣ NORME RELIGIOSE ➣
➣ NORME MORALI ➣ la loro osservanza dipende dalla volontà del singolo
TIPI DI NORME
➣ NORME DI COSTUME ➣
sono poste dallo Stato e dagli enti pubblici, sono obbligatorie
➣ NORME GIURIDICHE ➣ per tutti i cittadini e per i soggetti del diritto

L’ORDINAMENTO GIURIDICO (O DIRITTO OGGETTIVO O DIRITTO POSITIVO)

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È L’INSIEME DELLE NORME GIURIDICHE CHE ORGANIZZANO LA VITA DELLO STATO
➣ diritto costituzionale
DIRITTO PUBBLICO: insieme delle norme
giuridiche che regolano i rapporti in cui ➣ diritto amministrativo
almeno una parte è un ente pubblico
➣ (Stato o altro ente pubblico, territoriale ➣ diritto penale
o non territoriale), il quale agisce con
potere di supremazia ➣ diritto processuale

➣ diritto ecclesiastico

DIRITTO PRIVATO: insieme delle norme


RIPARTIZIONI giuridiche che regolano i rapporti fra ➣ diritto civile
➣ privati, nonché i rapporti fra privati ed enti
DEL DIRITTO
pubblici che agiscono su un piano di parità ➣ diritto commerciale
OGGETTIVO

➣ DIRITTO INTERNO: insieme delle norme giuridiche vigenti entro i confini dello Stato

DIRITTO INTERNAZIONALE PUBBLICO: insieme delle norme che regolano i rapporti


➣ fra Stato e Stato oppure tra questi e le organizzazioni internazionali

➣ i rapporti fra cittadini e stranieri


DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO:
i rapporti fra cittadini stranieri sul proprio
➣ insieme delle norme che lo Stato pone ➣ territorio
per regolare

➣ i rapporti fra cittadini all’estero

LA NORMA GIURIDICA È LA DESCRIZIONE DI UNA SITUAZIONE (FATTISPECIE LEGALE) AL


CUI VERIFICARSI VENGONO RICOLLEGATE DETERMINATE CONSEGUENZE (STATUIZIONE)
➣ positività: è posta dallo Stato o da altra comunità organizzata

➣ coattività: è imposta con la forza ➣ sanzione


CARATTERI ➣ generalità: si riferisce a tutti o a intere categorie di persone
DELLA
➣ NORMA ➣ astrattezza: descrive una situazione-tipo ipotetica
LA NORMA GIURIDICA
GIURIDICA ➣ bilateralità: impone doveri e correlativamente riconosce diritti (diritti soggettivi)

novità: regola le nuove situazioni non previste o disciplina in modo


➣ diverso quelle esistenti

TIPI ➣ imperative o cogenti o inderogabili: precettive o proibitive


➣ DI NORME
GIURIDICHE ➣ dispositive o derogabili/suppletive/permissive
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UNITÀ DIDATTICA 1 – I CARATTERI DELLA NORMA GIURIDICA


19

VERIFICA DI APPRENDIMENTO

V ERO O FALSO
Indica la risposta esatta apponendo una crocetta nell’apposito spazio e motiva la tua scelta.


1. Le norme sociali si distinguono da
quelle giuridiche perché hanno
..................................................................................................................

..................................................................................................................

sempre un diverso contenuto. V F ..................................................................................................................


2. Nell’ambito di una società esiste
un solo ordinamento giuridico. V F
..................................................................................................................

..................................................................................................................


3. Il diritto ecclesiastico regola
i rapporti tra lo Stato
..................................................................................................................

..................................................................................................................

e le confessioni religiose. V F ..................................................................................................................


4. Lo Stato fa sempre uso del suo
potere di supremazia. V F
..................................................................................................................

..................................................................................................................


5. Il diritto penale rientra nel diritto
privato. V F
..................................................................................................................

..................................................................................................................


6. La fattispecie legale è la situazione-tipo
prevista in astratto da una norma
..................................................................................................................

..................................................................................................................

giuridica. V F ..................................................................................................................


7. Il giusnaturalismo è una teoria
giuridica del Medioevo. V F
..................................................................................................................

..................................................................................................................


8. La norma giuridica individua
un rapporto giuridico intercorrente
..................................................................................................................

..................................................................................................................

tra un soggetto attivo e un ..................................................................................................................

soggetto passivo. V F ..................................................................................................................


9. Diritto positivo è sinonimo
di diritto naturale. V F
..................................................................................................................

..................................................................................................................


10. La sanzione pecuniaria per una
contravvenzione è costituita
..................................................................................................................

..................................................................................................................

dalla multa. V F ..................................................................................................................


11. La norma giuridica è «nuova»
perché regola in modo innovativo
..................................................................................................................

..................................................................................................................

e diverso le fattispecie concrete. V F ..................................................................................................................


R ISPOSTE MULTIPLE
Scegli la risposta corretta tra quelle riportate.


1. Sono norme obbligatorie
in quanto munite di sanzione

2. Il diritto pubblico comprende
il diritto
a. le norme morali. a. civile.
b. le norme religiose. b. amministrativo.
c. le norme giuridiche. c. commerciale.
d. le norme sociali. d. naturale.
m01u01 12-11-2004 08:32 Pagina 20

MODULO 1 – LA NORMA GIURIDICA


20


3. Il diritto commerciale ■
6. La norma giuridica è astratta
in quanto si riferisce
a. è una parte del diritto privato.
b. è sinonimo di diritto privato. a. a tutti i consociati.
c. è una parte del diritto pubblico. b. a fatti non determinati con riferimento
a soggetti, tempo e luogo.
d. è una parte del diritto del lavoro.
c. a singoli individui.

4. La statuizione è d. a categorie di destinatari
indeterminati o indeterminabili.
a. la descrizione della situazione-tipo
contenuta nella norma giuridica.
b. la fattispecie legale. ■
7. La norma giuridica è generale
in quanto si riferisce
c. la conseguenza ricollegata
dalla norma al verificarsi a. necessariamente a tutti i consociati.
di una fattispecie concreta b. a categorie di soggetti
identica alla fattispecie legale. indeterminati
d. la fattispecie concreta. o indeterminabili.
c. a singoli individui.

5. Le norme sono derogabili
quando
d. a rapporti interpersonali.

a. appartengono al diritto privato.


b. si applicano soltanto ai rapporti ■
8. Il diritto internazionale privato
rientra
tra privati.
a. nel diritto costituzionale.
c. si applicano salvo o in mancanza
di una diversa volontà delle parti. b. nel diritto interno.
d. si applicano in ogni caso, anche c. nel diritto civile.
contro la volontà delle parti. d. nel diritto comunitario.


C ORRELAZIONI
Associa a ogni voce della colonna di sinistra una voce della colonna di destra.


1. norma ■A diritto internazionale .................................................


2. diritto oggettivo ■B norma proibitiva .................................................


3. diritto pubblico ■C statuizione .................................................


4. diritto interno ■D diritto naturale .................................................


5. fattispecie legale ■E astrattezza .................................................


6. norma precettiva ■F sanzione penale .................................................


7. diritto positivo ■G regola di comportamento .................................................


8. sanzione civile ■H pena pecuniaria .................................................


9. generalità ■I diritto privato .................................................


10. pena detentiva ■L ordinamento giuridico .................................................
m01u01 12-11-2004 08:32 Pagina 21

UNITÀ DIDATTICA 1 – I CARATTERI DELLA NORMA GIURIDICA


21


C OMPLETAMENTO
Completa le affermazioni con il termine appropriato scelto tra quelli elencati in basso: tieni presente
che non tutti i termini sono da utilizzare.

L’uomo è per sua natura un essere .................... Nella storia, l’organizzazione sociale che ha
raggiunto la forma più piena e i poteri più ampi si presenta con le caratteristiche dello
.................... Per disciplinare i vari rapporti fra i consociati, sono state poste le ..................., che
nel loro complesso costituiscono il ................... vigente in uno Stato, denominato anche
.................... L’insieme delle norme giuridiche che si riferiscono a una stessa materia si defini-
sce ................... Il diritto oggettivo si riparte in due grandi settori: diritto ................... e diritto
.................... La norma giuridica è dotata di ...................: nel caso della sua inosservanza viene
applicata la .................... Al diritto positivo si è soliti contrapporre il diritto ..................., che in-

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dica l’aspirazione dell’uomo alla più alta forma di giustizia. L’astrattezza della norma sta a si-
gnificare che si prevede una ..................., che potrà o meno verificarsi in futuro. Nel rapporto
giuridico si instaura una relazione tra due persone: per questo si afferma che la norma giuridi-
ca presenta il carattere della ....................

diritto, Stato, sanzione, naturale, diritto internazionale privato, situazione-tipo, istituto giuridico, nor-
me giuridiche, ordinamento giuridico, novità, sociale, pena pecuniaria, privato, bilateralità, coatti-
vità, pubblico, diritto civile


D OMANDE
Rispondi alle seguenti domande.


1. Che cos’è una norma giuridica? ■
7. Che differenza intercorre tra il diritto


2. Qual è la differenza tra norme sociali,
norme religiose e norme giuridiche? ■
pubblico e il diritto privato?
8. Come è strutturata una norma giuridica?

■ Inoggettivo?
3. che modo si può definire il diritto ■
9. Sei in grado di riconoscere i caratteri
della norma giuridica?

4. Perché l’espressione «ordinamento
giuridico» è sinonimo di diritto

10. Le norme del diritto naturale hanno
il carattere della «positività»?


oggettivo?
5. Che cosa significa «diritto positivo»?

11. Si può fare ricorso al diritto naturale
in mancanza di norme giuridiche poste

6. In che senso si può parlare di conflitti dallo Stato?
di interesse? ■
12. Che cos’è la sanzione?
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UNITÀ DIDATTICA 2 L E FONTI DELLE NORME GIURIDICHE


• COSTITUZIONE
• LEGGI
• REGOLAMENTI
• CONSUETUDINI

• CODICI
LE FONTI DEL
DIRITTO ITALIANO • LEGGI COMPLEMENTARI
• TESTI UNICI

• GIURISPRUDENZA
CRITERI DI COORDINAMENTO
• EQUITÀ
TRA LE FONTI
• DOTTRINA

Obiettivi cognitivi ....................................................................................................................


■ Prendere visione delle fonti del diritto italiano e dei criteri di coordi-
namento tra le fonti, tenuto conto dell’ordinamento comunitario.

■ Conoscere l’organizzazione della raccolta delle leggi (codici e testi
unici).

Obiettivi operativi ....................................................................................................................


■ Essere attenti alle novità legislative che interessano maggiormente la
collettività nazionale ed europea.

■ Tenere in considerazione le sentenze più significative emesse dalla
magistratura italiana e dagli organi giurisdizionali europei.


1. LE FONTI DEL DIRITTO ITALIANO
fonti Fonti del diritto si dicono, con espressione figurata, le «sorgenti» da
del diritto cui il diritto scaturisce, cioè i mezzi attraverso i quali si manifestano le
norme giuridiche.

Secondo la dottrina, le fonti si distinguono in fonti di produzione e fonti di


cognizione.
m01u02 12-11-2004 08:35 Pagina 23

UNITÀ DIDATTICA 2 – LE FONTI DELLE NORME GIURIDICHE


23

fonti Fonti di produzione sono gli atti che danno origine alle norme giuri-
di produzione diche e si distinguono in fonti scritte e fonti non scritte.

fonti Fonti di cognizione sono i mezzi, cioè i documenti che servono per far co-
di cognizione noscere le norme giuridiche, come la «Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana» o i «Bollettini ufficiali» delle Regioni italiane, come pure la «Gaz-
zetta ufficiale dell’Unione europea» nell’ambito dell’Unione europea.

Il testo della «Gazzetta Ufficiale» è presente all’indirizzo: www.gazzettaufficia-


www.gazzettaufficiale.it. le.it. L’accesso è gratuito solo per i numeri degli ultimi 60 giorni. Il testo tele-
matico, al momento, non ha carattere di autenticità, fa fede solo il testo stampato.
Secondo l’art. 1 delle Disposizioni sulla legge in generale (poste all’inizio del
codice civile), nel nostro ordinamento sono fonti di produzione del diritto:

■ le leggi;

■ i regolamenti;

■ le consuetudini o usi.

Le leggi e i regolamenti sono fonti scritte. Le consuetudini (giuridiche) o


usi sono fonti non scritte.
Tale elenco dopo l’entrata in vigore della Costituzione (1° gennaio 1948)
deve essere integrato con altre fonti di produzione esistenti nell’ordina-
mento giuridico.
Si veda in proposito il paragrafo 2, in cui si riprende il tema della presenza di di-
verse fonti, considerando anche quanto dice la Costituzione, in contrapposizione
all’art. 1 del codice civile.

Le leggi e i regolamenti
Le leggi sono atti solenni mediante i quali lo Stato pone il proprio or-
dinamento giuridico: costituiscono la fonte più importante.

Nel nostro ordinamento, come si vedrà in modo approfondito nello studio


del diritto costituzionale, distinguiamo:
Costituzione ■
■ la Costituzione della Repubblica Italiana, che è la legge fondamentale dello
Stato (vedi l’ultimo comma della XVIII disposizione transitoria e finale
della Costituzione): essa contiene le norme che fissano le linee essenzia-
li dell’organizzazione della Repubblica e i diritti e i doveri dei cittadini.
Emanata dall’Assemblea costituente (organo eletto dal popolo italiano il
2 giugno 1946), è in vigore dal 1° gennaio 1948;
leggi ■
■ le leggi costituzionali, cioè le leggi che modificano o integrano la Costitu-
costituzionali zione: leggi di revisione costituzionale e altre leggi costituzionali. Sono
emanate dal Parlamento attraverso una speciale procedura, più com-
plessa di quella ordinaria, prevista dall’art. 138 della Costituzione;
Per esempio, mediante la legge costituzionale n. 3 del 2001 è stato modificato il titolo
V, seconda parte, della Costituzione. È in fase di approvazione da parte del Parlamen-
to un’ulteriore modificazione dell’ordinamento dello Stato in senso «federale».
Le Regioni disporrebbero di poteri molto più ampi di quelli attuali, lasciando allo
Stato solo le competenze di maggiore portata (politica estera e difesa).
m01u02 12-11-2004 08:35 Pagina 24

MODULO 1 – LA NORMA GIURIDICA


24

trattati ■
■ i trattati comunitari (UE e CE) e i regolamenti comunitari, previsti – questi
e regolamenti ultimi – dal Trattato di Roma del 25 marzo 1957, istitutivo della Comu-
comunitari
nità europea, ai quali è riconosciuta efficacia di fonti di diritto nel nostro
ordinamento così come in quello di tutti gli altri Stati membri dell’U-
nione. Essi sono, infatti, obbligatori e direttamente applicabili in ciascuno dei
paesi aderenti e hanno un’efficacia superiore a quella delle leggi ordinarie;
Accanto ai regolamenti comunitari sono da ricordare le direttive dell’Unione europea,
che non sono applicabili immediatamente all’interno di ciascuno Stato membro del-
l’Unione ma che impegnano gli Stati a emanare norme di legge in conformità ai conte-
nuti della direttiva stessa. Le direttive comunitarie sono, in generale, recepite «in blocco»
dall’Italia nel proprio ordinamento mediante l’approvazione ogni anno della cosiddetta
«legge comunitaria». Si è in attesa dell’adozione di una «Costituzione» europea a tutti
gli effetti; intanto, è stato firmato a Roma il 29 ottobre 2004 il Trattato per una Costitu-

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zione europea, che sarà ratificato dai Parlamenti dei 25 Stati dell’Unione europea.

leggi ordinarie ■
■ le leggi ordinarie, chiamate anche leggi formali, che regolano materie non co-
stituzionali e sono deliberate dal Parlamento con la normale procedura pre-
vista dalla Costituzione (artt. 70-82 Cost.) e dai regolamenti parlamentari;
atti aventi forza ■
■ gli atti aventi forza di legge (ordinaria), i quali sono atti normativi emana-
di legge ti dal Governo. Comprendono: i decreti legislativi, predisposti in base a
una delega del Parlamento (legge di delegazione o legge-delega: art. 76 Co-
st.), riguardano – in generale – materie di natura complessa e, a volte, di
carattere tecnico; i decreti legge, emanati in casi straordinari di neces-
sità e di urgenza, entrano subito in vigore, ma perdono efficacia fin dal-
l’inizio se non vengono convertiti in legge dal Parlamento entro sessanta
giorni (art. 77 Cost.). Sono definiti anche leggi materiali o sostanziali;
A proposito dei decreti legge, il Governo deve ora rispettare la sentenza della Corte co-
stituzionale sulla non reiterazione degli stessi decreti, fenomeno spesso ricorrente
nella storia della Repubblica italiana. Di fronte alla cosiddetta «decretazione d’ur-
genza» rappresentata dai decreti legge emanati in numero eccessivo dal Governo e
riproposti più volte alle Camere per la loro conversione in legge (dal momento che
non si riusciva a farli approvare dal Parlamento entro il termine dei 60 giorni pre-
visti dalla Costituzione), snaturando così la funzione intrinseca del decreto legge, la
Corte costituzionale ha posto un divieto a tale prassi, ritenuta anticostituzionale.

leggi regionali ■
■ le leggi regionali, che sono atti dei Consigli regionali; esse pongono nor-
me nelle materie attribuite dalla Costituzione alla competenza «concor-
rente» o «propria» delle Regioni (art. 117 Cost.), e nell’ambito della
Regione che le approva hanno efficacia di legge ordinaria;
La riforma in senso federale dello Stato accorda alle Regioni un’ampia autonomia le-
gislativa, che modifica sostanzialmente il contenuto e l’impostazione del testo origina-
le della Costituzione. Si veda sul punto: F. Modugno e P. Carnevale (a cura di), Nuovi
rapporti Stato-Regione dopo la legge costituzionale n. 3 del 2001, Giuffré, Milano 2003.

regolamenti ■
■ i regolamenti, che sono atti normativi emanati dal Governo, da organi
amministrativi locali o da altri enti pubblici. In particolare, i regolamenti
esecutivi hanno la funzione di completare e di rendere esecutive le dispo-
sizioni contenute nelle leggi; non possono perciò stabilire norme in con-
trasto con queste. Negli ultimi anni il ricorso alla normativa di tipo re-
golamentare si è molto sviluppata, soprattutto nel settore relativo all’at-
tività della pubblica amministrazione.
m01u02 12-11-2004 08:35 Pagina 25

UNITÀ DIDATTICA 2 – LE FONTI DELLE NORME GIURIDICHE


25

Le consuetudini giuridiche o usi normativi


La consuetudine o uso, a differenza delle altre fonti, non proviene dallo Sta-
to, ma è una fonte spontanea e non scritta, che nasce da un comportamen-
to effettivamente ripetuto nel tempo nell’ambito di un gruppo sociale, con
la convinzione che tale comportamento sia conforme agli interessi del
gruppo stesso e quindi necessario e obbligatorio. In tal modo si produce,
senza un formale atto scritto, una norma giuridica la cui violazione è rite-
nuta meritevole di sanzione.
elementi Due sono gli elementi che insieme concorrono a formare la consuetudine:

■ l’elemento materiale, costituito dalla ripetizione generale, uniforme e co-
stante di un certo comportamento;

■ l’elemento spirituale o psicologico, costituito dalla convinzione di osservare,
con quel comportamento, una norma giuridica.
È questo secondo elemento che distingue l’uso in senso giuridico dalle nor-
me del costume, per esempio, norme di galateo, di etichetta e simili le qua-
li non sono norme giuridiche.
L’invio degli auguri in occasione delle festività, per esempio, non è un uso
in senso giuridico: tutti sappiamo benissimo di non essere obbligati a farlo;
porre i saluti al termine di una lettera, non è obbligatorio: rientra tuttavia
nelle regole di buona educazione.

LETTURA

Common law e civil law


È importante conoscere l’ordinamento giuridico degli Stati europei ed extraeuropei per cogliere
le caratteristiche più innovative e, in un certo senso, più originali che sono alla base della con-
vivenza civile all’interno di una nazione.
A differenza dell’Italia, in alcu- un posto equivalente a quello della quale avviene la risolu-
ni paesi anglosassoni – in par- della legge vera e propria, de- zione di una controversia giu-
ticolare in Inghilterra e negli nominata civil law. diziaria. In tale caso il giudice
Stati Uniti d’America – ha un Entrambe costituiscono l’ordi- deve attenersi alle decisioni
posto di rilievo la consuetudi- namento giuridico dei suddet- già emesse da altri giudici per
ne giuridica denominata com- ti Stati anglosassoni. controversie o casi analoghi;
mon law. Tale tipo di consue- In particolare, la common law diversamente deve dichiarare
tudine, formatasi per opera non risente principalmente che il caso sul quale è tenuto a
dei Normanni a partire dal XI delle influenze del diritto ro- pronunciarsi è «distinto» ri-
secolo e consolidatasi nell’arco mano, che invece caratterizza spetto a casi apparentemente
di secoli, comprende tutta una la civil law e, più in generale, analoghi presi in esame in
serie di sentenze emesse dalla l’ordinamento giudico del- precedenza dai giudici.
magistratura che si sono arric- l’Europa continentale e di In Italia il principio di equità
chite nel tempo e che costitui- quei paesi nel mondo mag- trova applicazione in situazioni
scono un «precedente», nel giormente influenzati dalla ben precise, stabilite dalla leg-
senso che le sentenze emesse cultura europea. Nel sistema ge. Nel nostro paese l’ordina-
dai giudici in precedenti cause anglosassone è prevalente, ri- mento giuridico si fonda sul si-
vincolano i magistrati chiamati spetto all’applicazione delle stema di civil law.
a giudicare su controversie norme generali e astratte, il Si veda sul punto la voce
sorte in tempi successivi e di principio di equità, secondo il Common Law nell’Enciclopedia
contenuto analogo. La com- quale è il giudice che di fatto Garzanti del Diritto, Garzanti,
mon law ha quindi acquisito stabilisce la norma in forza Milano 1993 (ristampa 1999).
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MODULO 1 – LA NORMA GIURIDICA


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consuetudine nel L’importanza della consuetudine nel diritto moderno è piuttosto limitata. Il
diritto moderno passare del tempo e l’evolversi progressivo dell’organizzazione statale, dai tem-
pi antichi a quelli moderni, hanno posto esigenze di certezza e precisione del
diritto: nella disciplina dei rapporti sociali le fonti non scritte, pur non scom-
parendo del tutto – il codice civile, in verità, le richiama in molte occasioni –
hanno così dovuto cedere il passo alle fonti scritte e subirne la prevalenza.
«Nelle materie regolate dalle leggi e dai regolamenti – recita infatti il codi-
ce civile (Disposizioni sulla legge in generale, art. 8) – gli usi hanno efficacia
solo in quanto sono da essi richiamati». Per esempio, le distanze degli al-
beri presso il confine tra due fondi (art. 892 c.c.), oppure la durata del pe-
riodo di riposo nel rapporto di lavoro (art. 2109 c.c.).
tipi In relazione alle fonti scritte la consuetudine può quindi essere:
di consuetudine

■ secondo la legge (secundum legem) quando è espressamente richiamata da
leggi o da regolamenti;

■ al di fuori della legge (praeter legem) quando si è formata in materie non
regolate da leggi o da regolamenti;

■ contro la legge (contra legem) quando è contraria a leggi o a regolamenti.
Esempio di consuetudine secondo la legge è il seguente: «La misura della provvi-
gione spettante al commissionario, se non è stabilita dalle parti, si determina se-
condo gli usi del luogo in cui è compiuto l’affare. In mancanza di usi provvede il
giudice secondo equità» (art. 1733 c.c.).
Esempio di consuetudine al di fuori della legge sono gli usi di Borsa. Elargire com-
pensi a un incaricato di un pubblico servizio al fine di ottenere benefici personali, la co-
siddetta “bustarella”, è un uso “contro la legge” perché si tratta di compenso illecito.

Solamente le consuetudini secondo la legge e fuori della legge hanno effi-


cacia come fonti del diritto.
Le consuetudini contro la legge non sono invece ammesse e non hanno ef-
ficacia alcuna.
richiamo Il richiamo agli usi è frequente soprattutto in materia agricola e commercia-
agli usi le, dove i rapporti sociali sono spesso legati a particolari condizioni di am-
biente e di tempo, e quindi la disciplina della legge, uniforme e non facilmen-
te mutabile, presenterebbe notevoli manchevolezze. Rinviando agli usi, il le-
gislatore fa propria la disciplina sorta spontaneamente dalle esigenze di vita.
La consuetudine si può ancora distinguere, dal punto di vista della sua effi-
cacia territoriale, in generale e locale. È generale (usi generali) se osservata
in tutto il territorio dello Stato. È locale (usi locali) se osservata entro una
zona circoscritta.
Poiché la consuetudine non consiste in norme scritte, chi abbia particolare
interesse a farla valere deve dare la prova della sua esistenza.
Per facilitare tale prova sono state compilate delle raccolte a cura del mini-
stero delle Attività Produttive per gli usi generali, e delle Camere di com-
mercio, industria, artigianato e agricoltura (Cciaa) per quanto riguarda gli
usi locali. Qualunque altra prova è però ammessa, sia per dimostrare l’esi-
stenza di consuetudini non accertate nel modo suddetto, sia per dimostrare
l’inesistenza di consuetudini accertate (per esempio, per essere queste de-
cadute col passare del tempo).
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UNITÀ DIDATTICA 2 – LE FONTI DELLE NORME GIURIDICHE


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2. CRITERI DI COORDINAMENTO TRA LE FONTI
Dalla breve analisi delle varie fonti del diritto italiano, quale è emersa nel
paragrafo precedente, si può osservare come l’attuale sistema delle fonti si
presenti in realtà più articolato di quanto si può desumere dall’art. 1 delle
Disposizioni sulla legge in generale e può essere delineato come segue.


■ Fonti costituzionali, che comprendono:
– la Costituzione italiana;
– le leggi formali costituzionali.


■ Fonti primarie, nell’ambito delle quali rientrano:

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– i trattati comunitari e i regolamenti dell’Unione europea;
– le leggi formali ordinarie;
– gli atti aventi forza di legge (decreti legge e decreti legislativi);
– le leggi regionali.


■ Fonti secondarie, che sono costituite dai regolamenti.
– Consuetudini giuridiche o usi normativi.

Occorre, inoltre, tener conto dell’efficacia di legge attribuita sia alle senten-
ze della Corte costituzionale (art. 134 Cost.) sia al risultato positivo (mag-
gioranza dei «Sì») del referendum abrogativo (art. 75 Cost.).
In entrambi i casi siamo in presenza di un’integrazione necessaria delle fon-
ti del diritto, in costante evoluzione, soprattutto in riferimento ai puntuali
e ricorrenti interventi dei giudici del Palazzo della Consulta, sede della
Corte costituzionale in Roma.
Molte sono state, inoltre, le proposte di referendum abrogativo promosse da parti-
ti e comitati a partire dal 1970. Negli ultimi anni, però, il mancato raggiungimen-
to del quorum (maggioranza degli aventi diritto al voto: 50%+1) nella partecipazio-
ne al voto da parte dei cittadini italiani ha fatto fallire le consultazioni referendarie.
In occasione, per esempio, delle votazioni per i sette referendum indetti per il 21
maggio 2000 ha partecipato alle urne solo il 32% circa degli aventi diritto.

Tale partizione consente di ordinare le varie fonti in una sorta di piramide o


scala, secondo il grado di importanza via via decrescente di ciascuna di esse.

principio Grazie a questa scala risulta facile comprendere il primo dei criteri di
della gerarchia coordinamento tra le fonti adottato dal nostro ordinamento, vale a dire il
delle fonti
principio della gerarchia delle fonti.
In base a tale criterio, una fonte collocata a un dato livello nella scala ge-
rarchica può modificare o abrogare (cioè far cessare l’efficacia) soltanto una
fonte di grado inferiore, o al più di pari grado, mentre non può modificare
né abrogare fonti di grado superiore.
Così, per esempio, una fonte primaria può abrogare o modificare un’altra
fonte primaria, una fonte secondaria o una consuetudine, ma non può in-
terferire su una fonte costituzionale; e una fonte secondaria può abrogare o
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MODULO 1 – LA NORMA GIURIDICA


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modificare un’altra fonte secondaria o una consuetudine, ma non ha tale


potere nei confronti delle fonti primarie e delle fonti costituzionali.
Il principio della gerarchia delle fonti trova applicazione in tutti i casi in
cui, nell’ambito della medesima materia, siano state emanate più norme ap-
partenenti a diversi livelli di importanza, e consente di risolvere l’eventua-
le conflitto tra norme, nel senso che quella di grado superiore prevale su quel-
la di grado inferiore.
Per esempio, in ambito scolastico, preso atto che la Costituzione all’art. 34 stabilisce
il principio generale che «la scuola è aperta a tutti», il ministro dell’Istruzione del-
l’Università e della Ricerca (MIUR), nell’emanare i propri decreti sull’organizzazio-
ne effettiva della rete scolastica nazionale, deve innanzitutto rispettare e tener conto
di questo enunciato costituzionale e poi anche delle leggi in materia di istruzione (vedi
d.lgs. 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni e integrazioni, che rappre-
senta il Testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione).

IL PRINCIPIO DI GERARCHIA DELLE FONTI ali


zi on
stitu
co
nti
Fo
1. Costituzione e leggi costituzionali
rie
2. Trattati comunitari e regolamenti dell’Unione europea ri ma
n ti p e
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3. Leggi formali ordinarie, atti aventi forza di legge o nd
(decreti legge e decreti legislativi), leggi regionali sec rie
nti d ina
Fo etu
4. Regolamenti nsu
ti co
Fon
5. Consuetudini giuridiche o usi normativi

principio Tuttavia può anche accadere che nell’ambito della medesima materia ven-
cronologico gano emanate più norme di pari grado. Anche in tale ipotesi, come è evi-
dente, può verificarsi un conflitto tra norme, che l’ordinamento risolve ap-
plicando un secondo criterio di coordinamento tra le fonti, il principio cro-
nologico, in virtù del quale la norma posteriore – ossia emanata successiva-
mente – prevale su quella anteriore.

la certezza Il principio gerarchico e il principio cronologico, dunque, svolgono l’im-


del diritto portantissima funzione di evitare che, in presenza di una pluralità di fonti
del diritto, si possano verificare sovrapposizioni di norme, tali da ingene-
rare confusione nei cittadini, compromettendo il principio della certezza
del diritto.
Il principio della certezza del diritto è un caposaldo della civiltà giuridica
moderna: tutti i componenti della società civile devono poter fare affida-
mento su norme certe e universalmente riconosciute e fatte valere obbliga-
toriamente all’interno di uno Stato.

principio Infine, si è stabilito anche un terzo criterio di coordinamento, complemen-


di competenza tare degli altri due e rivelatosi particolarmente utile nel discernimento del-
le fonti: il principio di competenza. Esso individua la fonte alla quale è stata
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UNITÀ DIDATTICA 2 – LE FONTI DELLE NORME GIURIDICHE


29

demandata, istituzionalmente, la competenza specifica nel disciplinare de-


terminate materie (potestà legislativa).
Spetta, per esempio, alle Regioni a statuto ordinario legiferare (leggi regio-
nali) nelle materie elencate all’art. 117 della Costituzione, (3° comma: le-
gislazione concorrente), mentre è compito dello Stato determinare i principi
legislativi fondamentali ai quali le Regioni debbono attenersi. Così, per
esempio, è compito delle Regioni emanare provvedimenti legislativi nel
settore dell’ordinamento sportivo, delle professioni, della protezione civi-
le ecc.

Nel momento in cui si sta procedendo in Italia alle riforme istituzionali in


senso federale e si intende affidare nuove e/o maggiori responsabilità ammi-
nistrative e tributarie non solo alle Regioni, ma anche agli enti autonomi
locali (Province, Comuni, comunità montane e gli altri enti locali), in
conformità agli artt. 5, 118 e 119 della Costituzione, il principio di com-
petenza è di stretta attualità e acquista un’importanza sempre crescente.
Con la legge 59/1997 il Parlamento aveva trasmesso delega al Governo per il confe-
rimento di funzioni e compiti alle Regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica am-
ministrazione e per la semplificazione amministrativa.
Il Governo, che era stato delegato a emanare provvedimenti legislativi per dare at-
tuazione ai principi e ai criteri direttivi contenuti nell’art. 1 della suddetta legge, nel
corso di questi anni ha provveduto in tal senso con una serie di norme contenute
in vari atti legislativi; si veda, per esempio, il Testo unico delle leggi sull’ordina-
mento degli enti locali (d.lgs. n. 267/2000), come pure la legge n. 131/2003.

principio della Ricordiamo infine che alcune materie previste dalla Costituzione, come le
riserva di legge intese con le confessioni religiose, le limitazioni alla libertà personale e alle
manifestazioni del pensiero (vedi gli artt. 8, 13, 14, 21, 23 ecc.), debbono
essere regolamentate per legge: cosiddetto principio della riserva di legge.
Secondo tale principio costituzionale, il contenuto di queste materie, par-
ticolarmente delicate e riferentisi per lo più alla sfera dei diritti soggettivi,
deve essere disposto per legge dal Parlamento, a garanzia dei cittadini, e
non regolamentato mediante provvedimenti degli organi della pubblica
amministrazione, le cui scelte possono essere di carattere discrezionale.


3. CODICI E LEGGI COMPLEMENTARI.
I TESTI UNICI
codificazione L’esigenza di ordine e di chiarezza, al fine di evitare ripetizioni o contrad-
dizioni nella crescente molteplicità delle norme legislative, ha dato luogo al
fenomeno della codificazione, cioè della raccolta ordinata in un unico corpo
di tutte le norme riguardanti una certa materia.

Si può ricordare, a tale proposito, l’opera di codificazione svolta agli inizi dell’Ot-
tocento da Napoleone per quanto riguarda il codice civile (codice napoleonico), in
seguito alle profonde trasformazioni avvenute nella società francese ed europea do-
po la rivoluzione del 1789.
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MODULO 1 – LA NORMA GIURIDICA


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codici I codici sono leggi di notevole ampiezza che riuniscono in modo orga-
nico le norme giuridiche dirette a regolare una vastissima materia e tal-
volta comprendono un intero ramo del diritto.

I maggiori codici vigenti nella nostra legislazione sono:



■ il codice civile;

■ il codice di procedura civile;

■ il codice penale;

■ il codice di procedura penale.

Ricordiamo pure il codice della navigazione (aerea e marittima) e il codice dei


beni culturali e del paesaggio (d.lgs. n. 42/2004).

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Il codice civile e il codice di procedura civile sono in vigore dal 21 aprile
1942 (insieme con il codice della navigazione); il codice penale (codice Rocco)
dal 1° luglio 1931. Nel 1988 è stato approvato il nuovo codice di procedu-
ra penale (in sostituzione di quello vigente pure dal 1° luglio 1931), in vi-
gore dal 24 ottobre 1989 e successivamente modificato.
Una parziale riforma del codice di procedura civile è stata disposta con la
legge 26 novembre 1990, n. 353, la cui entrata in vigore è poi diventata de-
finitivamente esecutiva solo nel 1999 con l’istituzione del giudice unico di
primo grado.
La prima codificazione nazionale fu effettuata nel 1865, all’indomani dell’Unità
d’Italia, con l’emanazione dei codici civile, di commercio, di procedura civile e di
procedura penale. Nel 1882 fu emanato un nuovo codice di commercio, che sosti-
tuì quello del 1865 e rimase in vigore fino al 1942, mentre il primo codice penale
(codice Zanardelli) porta la data del 1889.

codice civile Dei codici vigenti, quello che, ai fini del nostro studio, ha maggiore impor-
tanza è il codice civile, che è la principale fonte del diritto privato, com-
prendendo anche il commerciale. Entrato in vigore, come si è detto, il 21
aprile 1942 e più volte modificato, in alcune parti anche in modo fonda-
mentale, in epoca recente (2003: riforma del diritto societario), esso è sud-
diviso nei seguenti sei libri:

■ Libro I, Delle persone e della famiglia;

■ Libro II, Delle successioni;

■ Libro III, Della proprietà;

■ Libro IV, Delle obbligazioni;

■ Libro V, Del lavoro;

■ Libro VI, Della tutela dei diritti.

preleggi Precedono i sei libri le Disposizioni sulla legge in generale, comunemente


chiamate preleggi, che non si applicano soltanto al diritto privato, ma a tut-
ti i rami del diritto.
Ogni libro presenta delle ulteriori suddivisioni – comuni, del resto, a tutte le leggi –
in titoli, capi, sezioni, articoli. Gli articoli – che si citano indicandone il numero – so-
no, a loro volta, divisi, molto spesso, in parti separate fra loro da un «a capo», cia-
scuna delle quali prende il nome di comma. I commi successivi al primo si possono
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UNITÀ DIDATTICA 2 – LE FONTI DELLE NORME GIURIDICHE


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anche indicare come capoversi o alinea: quindi, il secondo comma corrisponde al


primo capoverso, il terzo comma al secondo capoverso, e così di seguito. Il primo
capoverso si indica, di solito, semplicemente come «capoverso».
Da tenere presente che il modo di designare una legge è duplice: o si cita per inte-
ro la data e il numero della legge (eventualmente con il titolo), oppure semplicemen-
te si indica il numero della legge e l’anno di promulgazione.

La numerazione originaria del codice civile comprende 2969 articoli (in sei
libri) a cui, dopo l’entrata in vigore della legge 31 maggio 1995, n. 218, van-
no aggiunti i 16 articoli che compongono le preleggi. Sono da ricordare,
inoltre, i 256 articoli che contengono le Disposizioni per l’attuazione del codi-
ce civile e transitorie.

leggi Tuttavia non si deve credere che un codice contenga tutte le norme che rien-
complementari trano in un ramo del diritto. Qualora nuove esigenze di carattere sociale o
civile impongano di legiferare su determinate materie – per esempio, fami-
glia, brevetti e diritti d’autore, banche, lavoro ecc. – può accadere che, per
motivi di opportunità, i relativi istituti giuridici trovino la loro collocazione
in specifiche leggi complementari, chiamate anche leggi speciali o collegate,
che si aggiungono al codice e lo integrano o ne modificano singole norme.

Così, non tutte le norme del diritto civile e del diritto commerciale sono
racchiuse nel codice civile. Citiamo, fra le numerose leggi complementari
che lo integrano, quelle del 1933 sulla cambiale e sull’assegno (r.d. n. 1669
e n. 1736), quelle del 1970 (n. 898) e del 1987 (n. 74) sui casi di sciogli-
mento del matrimonio, lo Statuto dei lavoratori (legge 20 maggio 1970, n.
300), la legge n. 184 del 1983 sulla disciplina dell’adozione e dell’affida-
mento dei minori, le nuove norme sulla cittadinanza (legge 5 febbraio
1992, n. 91), la riforma del lavoro mediante la cosiddetta «Legge Biagi».
(legge 14 febbraio 2003, n. 30).

In tema di riferimento alle fonti del diritto, un particolare tipo di organiz-


zazione delle norme giuridiche è rappresentato dai testi unici, che assumo-
no una rilevanza significativa e si inseriscono tra le fonti di cognizione.

testi unici I testi unici consistono nella raccolta coordinata e completa di tutte le
norme che interessano una specifica materia, generalmente ampia e
complessa.

I testi unici, emanati dal Governo su legge di delegazione del Parlamento,


riuniscono, in forma di provvedimenti legislativi e in un quadro organico, nor-
me di diverso contenuto, precedentemente sparse in più fonti ed entrate in
vigore in tempi successivi.

Nel settore scolastico, per esempio, è stato emanato il testo unico delle di-
sposizioni legislative vigenti in materia di istruzione relative alle scuole di
ogni ordine e grado (d.lgs. 16 aprile 1994, n. 297), che ha subìto successive
modificazioni e integrazioni di fondamentale importanza per la conoscen-
za dell’ordinamento scolastico italiano.
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MODULO 1 – LA NORMA GIURIDICA


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È nei programmi del Governo italiano provvedere a raccogliere in testi uni-


ci organici la vasta produzione legislativa su materie di grande rilevanza civi-
le e amministrativa. Si veda, per esempio, il Testo unico delle disposizioni le-
gislative e regolamentari in materia di debito pubblico (d.p.r. n. 398/2003).


4. LA GIURISPRUDENZA, L’EQUITÀ, LA DOTTRINA
Non sono fonti del diritto, ma influiscono o possono influire sulla discipli-
na giuridica dei rapporti sociali, la giurisprudenza, l’equità, la dottrina.

giurisprudenza La giurisprudenza è costituita dalle decisioni, in genere le sentenze, as-


sunte dai giudici.

Queste sono vincolanti soltanto per i soggetti (le parti) a cui si rivolgono e
non producono perciò norme giuridiche.
Molto importanti, per il loro valore di riferimento a livello nazionale, sono, per
esempio, le sentenze emesse dalla Corte di cassazione (che ha sede a Roma), raccol-
te e commentate in apposite riviste giuridiche e anche in CD-ROM, così da permet-
terne una maggiore diffusione e conoscenza.
Oggi, l’utilizzo di Internet favorisce rapidamente l’accesso alle sentenze della Magi-
stratura. La lettura delle sentenze più significative della Cassazione è possibile al-
www.giustizia.it.
l’indirizzo: www.giustizia.it. Altrettanto importanti sono le sentenze pronunciate
dalla Corte costituzionale.

equità In certi casi, previsti dalla legge, i giudici decidono secondo equità, che è
definita la giustizia del caso singolo: creano cioè essi stessi la regola da ap-
plicare per decidere la causa, secondo un criterio di ragionevolezza.
Il ricorso all’equità è ammesso, peraltro, in via del tutto eccezionale quan-
do sia la norma stessa a consentirlo espressamente, poiché si ritiene perico-
loso affidarsi alla valutazione soggettiva del giudice, sacrificando l’esigenza
della certezza del diritto.
Per esempio, l’art. 1755 del codice civile stabilisce che la misura della provvigione
spettante al mediatore, in mancanza di patto, tariffe professionali o usi, è determi-
nata dal giudice «secondo equità».

Infatti il carattere generale e astratto della norma giuridica può far sì che
talvolta l’applicazione di essa al caso concreto dia luogo a conseguenze che
urtano con il sentimento di giustizia, dal momento che si è constatato il ve-
rificarsi, nella fattispecie concreta, di qualche circostanza non considerata da
chi formulò la norma.

Questo inconveniente si può eliminare autorizzando il giudice a regolare il


caso che gli è stato sottoposto nel modo che gli sembra più giusto, cioè so-
stituendo alla norma giuridica l’equità.
dottrina La dottrina comprende tutte le teorie, interpretazioni, opinioni formulate
dagli esperti del diritto – professori universitari in materie giuridiche, av-
vocati di chiara fama, ricercatori – come risultato dei loro studi, delle loro
ricerche e analisi.
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UNITÀ DIDATTICA 2 – LE FONTI DELLE NORME GIURIDICHE


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È evidente che la dottrina non ha neppure quella limitata efficacia vinco-


lante fra le parti che è propria della giurisprudenza. La sua importanza de-
riva dalla forza delle argomentazioni su cui si regge, oltre che dal prestigio
di chi le sostiene, che possono influire sulle decisioni dei giudici e sulle scel-
te stesse del legislatore.

giurisprudenza In ordine al tema della giurisdizione, inoltre, molta attenzione è da porre


comunitaria alle sentenze emesse, in sede comunitaria, dalla Corte di giustizia della Co-
munità europea e dal Tribunale di primo grado (art. 220 e segg. del Tratta-
to Ce), con sede in Lussemburgo.
La Corte di giustizia assicura il rispetto del diritto nell’interpretazione e
nell’applicazione dei trattati comunitari. Essa è composta di quindici
giudici.

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DALL’EUROPA E DAL MONDO

Le sentenze della Corte di giustizia del Lussemburgo


Sempre più spesso la Corte di giustizia del Lussemburgo interviene sulle dispute tra gli Stati co-
munitari con sentenze che, favorendo l’una o l’altra parte in giudizio, comportano conseguen-
ze anche per gli altri partner europei. Le controversie sorte su una determinata materia e finite
davanti alla Corte obbligano infatti tutti gli altri Stati a tener conto di quanto deciso dai giudi-
ci comunitari.
In tema di agricoltura, una L’Italia ha più volte subìto le menti (note) degli studiosi del
sentenza della Corte di giusti- procedure di infrazione con diritto.
zia, emessa nel maggio del sentenze a lei sfavorevoli da Per ottemperare agli obblighi
2000, che ha sancito l’obbli- parte della Corte di giustizia comunitari l’Italia adotta ogni
go dell’imbottigliamento in del Lussemburgo, per esem- anno la cosiddetta «legge co-
zona per il vino spagnolo pio, nella lunga e tormentata munitaria», con la quale si re-
Rioja, rigettando un’istanza vicenda legata alla questione cepiscono le direttive che il
belga, ha provocato in Italia delle quote latte. nostro paese è tenuto a rispet-
reazioni contrastanti tra i pro- Le sentenze della Corte di giu- tare all’interno dei confini na-
duttori e i consorzi di tutela stizia sono pubblicate sulle più zionali.
dei vini Doc riguardo all’ob- importanti riviste giuridiche e Numerosi sono i campi di ap-
bligo di imbottigliamento. sono accompagnate dai com- plicazione di tali norme.

La Corte di giustizia della Comunità europea svolge una funzione impor-


tante sotto il profilo della giurisprudenza nelle controversie fra gli Stati
membri, ed esercita pure un controllo di legittimità sugli atti adottati dai
vari organi comunitari.
Meritevoli di attenzione sono pure le decisioni adottate dalla Corte euro-
pea dei diritti dell’uomo di Strasburgo (Consiglio d’Europa).

Di seguito si riproducono documenti tratti dalla «Gazzetta Ufficiale dell’Unione


Europea», dalla «Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana», dal «Bollettino
ufficiale della Regione Lombardia».
Oltre ai frontespizi delle pubblicazioni citate, si riproducono un regolamento co-
munitario, una direttiva comunitaria, una legge, un decreto legge e un decreto le-
gislativo.

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