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Riassunto libro psicologia dei

media
Psicologia della Comunicazione
Università degli Studi di Bari Aldo Moro
28 pag.

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PSICOLOGIA E MEDIA

Psicologia e media esamina i principali temi della comunicazione di massa da un punto di vista psicologico. Esiste un
modo per spiegare in che modo i mass-media intervengono in molti dei processi che consente alle persone la
costruzione del sé. Questi processi sono schematizzati in quello che viene definito l'approccio delle tre i: influenzare,
informare, intrattenere a cui si può aggiungere una quarta: Internet
Le discipline massmediologiche tendono a sminuire l’apporto della psicologia alla comprensione dei fenomeni della
comunicazione di massa. Tale pregiudizio può essere constatato a partire dal fatto che molte teorie massmediologiche
hanno un quadro di riferimento che evoca chiaramente delle coordinate psicologiche
La psicologia dei media non va confusa con la psicologia dei media, cioè con la presenza sempre più diffusa di psicologi
sulla scena mediale e non va nemmeno scambiata con la psicologia per i media. I media la psicologia è un sapere ispirato
essenzialmente a interessi critici e infatti ne propongono un'immagine Parodi ca dallo strizzacervelli dov'è questo effetto
deformante opera in molteplici direzioni:
1. Riduzionismo pratico: i media consolidano la necessità del senso comune di giustificare la ricerca psicologistica sulla
base della sua Traducibilità in tecnica terapeutiche, cioè lo psicologo è tale solo se dimostra che sa curare le persone
2. Riduzionismo teorico di media secolo la tendenza del senso comune verso ciò che appare semplice è univoco, di
alleggerimento concettuale, dunque tutto ciò che è complesso viene ridotto a farmi più o meno banali è di conseguenza
per ogni problema psicologico si prospetta l'eventualità che alla base vi sia un meccanismo biologico
3. Unitarietà: psicologia è una scienza compatta su principi condivisi e non una scienza plurale
4. Orientamento consolatorio manipolatoria: ogni difficoltà può essere superata, ogni paura può essere vinta dunque il
sapere psicologico diventa un toccasana per la fatica di vivere
Pertanto gli psicologi dei media indagano sul modo in cui i media raffigurano la psicologia e su come essi possono
contribuire a modellare tale immagine. La psicologia è interessata ad occuparsi dei media anche solo per un legittimo
meccanismo di difesa capendo le ragioni e le convenzioni capaci soddisfare i bisogni esistenziali essenziali per il
benessere individuale sociale. L'analisi delle modalità con cui l'audience partecipa all'elaborazione di significati proposti
dai media ha una valenza psicologica, ma la prospettiva massmediologica di cui si metterà in evidenza l'altra valenza
psicologica è la teoria della dipendenza dei media, secondo cui l'esperienza umana del mondo è modellata dei media, i
quali mettono a disposizione i sistemi di significato per capire il mondo. Questa teoria si basa su un'attenta analisi dei
bisogni psicologici e delle motivazioni che dirigono le condotte umane.
Dunque la relazione tra psicologia e media può essere interpretata in più modi A seconda che l'enfasi cada:
1. Sulla psicologia come sapere scientifico interessato a capire l'esperienza del mondo e di se che le persone fanno grazie
ai media
2. Sui media come serie di ambienti in cui psicologi possono mettere in pratica lo sapere specialistico: psicologia nei
media
3. Sui media come artefatti culturali e diffondere una certa immagine la psicologia generale: psicologia per i media
L'approccio realmente usato dalle psicologia dei media è di natura reattiva, cioè mira rispondere agli interrogativi che
risuonano i discorsi sociali sul complesso rapporto fra le persone media. Essi forniscono risposte alle preoccupazioni
diffuse circa gli effetti dei media sulle persone in relazione a:
1. Ripercussioni dei media sulle pratiche della sessualità
2. Nesso tra violenza e si vita e aggressività attivata
3. Ma non missioni dell'immaginario attribuibile pubblicità
4. Alterazioni del consenso indotto la propaganda politica nei media
5. Rischi di catastrofe culturale nella dissipazione dei valori
6. Costruzione di false credenze attraverso manipolazione dell'informazione
7. Opportunità e limiti degli usi prosociali dei media
L'orientamento allarmato degli psicologi è testimoniato dal fatto che quando i manuali di psicologia registrano la voce
mass-media, trattano tale materia perlopiù in termini di condotta investire violenza mai rapporto con i media molto più
intricato perché è rivelatore di come le persone e le comunità culturali rappresentano se stessa. Esiste uno di tipo
propositivo e mira a mostrare come anche nell'esperienza che le persone fanno dei media, esse rivelino la loro natura di
1

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animale simbolico interessato a inserire la propria vita quotidiana in una trama di significati. Al contrario una psicologia
dei media a orientamento culturale discorsivo è intrinsecamente critica perché è interessata diventare in che modo le
potenzialità di sense- making messa disposizione dei media possono sfuggire al controllo delle persone ed essere
funzionale a programmi di dominio sociale. Forte di tale consapevolezza la psicologia dei media può affrontare livello più
profondo ovvero il frammentarsi indefinito delle comunità interpretative in una molteplicità di linguaggi.
Le persone inoltre sono riconoscibili come soggetti di enunciazione di senso in base gli artefatti culturali di cui si servono
e anche in base al modo in cui intrecciano due modelli generali inserimento nei modi di riferimento e d’interpretazione
di qualsiasi situazione di enunciazione ovvero narrare e argomentare. Se la costruzione del sé viene modellata
dall'analogia psicologica primordiale di esterno/ interno, l'esterno è dato dagli artefatti e all'interno da due tipi di testo
ovvero i racconti e ragionamenti. Le storie e le argomentazioni e come si rivelassero in azione due modalità opposte di
funzionamento della mente ovvero il pensiero narrativo e il pensiero logico-paradigmatico. Tuttavia i media non solo
supportano e valorizzano le potenzialità comunicative del corpo umano ma concretizzano anche le potenzialità
espressive della mente umana. Infine la trama di relazioni che gli essere umani instaurano con i media interessa la
psicologia perché offre la possibilità di controllare l'ampia gamma di procedura con cui essi tendono tentano di dare
senso non è esperienza del mondo. L'approccio delle tre 3 i proietta l'esperienza dei mass-media lungo le principali
coordinate della spiegazione psicosociale dove le persone interpretano la loro presenza nel mondo come un tessuto di
relazioni da gestire in termini di azione, conoscenza e affettività .

CAPITOLO 1
Data la sua natura sociale, l’uomo non può non comunicare. La socialità si è affidata alle potenzialità del suo corpo quale
strumenti di comunicazione. La liberazione della mano e l’eccedente corteccia celebrale hanno fatto si che egli si dotasse
di strumenti esterni al corpo e tali da operare come artefatti culturali sempre più complessi.
L’adozione di tali tecnologie ha come effetto la nascita di un’interazione mediata. Quando i canali coinvolgono un
numero di persone ampio siamo di fronte a mass media un’espressione inglese che vuol dire strumenti di massa.
La comunicazione di massa si configura come una duplice specificazione della comunicazione mediata : nella sua
configurazione più nota è broadcasting, cioè si realizza in regime uno-molti in quanto presuppone delle tecnologie che
consentano a una fonte di diffondere i contenuti dei suoi atti comunicativi presso molteplici destinatari possibili (es.
stampa). Nella sua configurazione meno esplorata configura un regime molti-molti, dove tutti possono uso fare di
determinate tecnologie per entrare in contratto con loro (es. telefono).
Gli eventi comunicativi che coinvolgono le masse sono fenomeni AMBIGUI, perché la comunicazione può essere:
1. Strumento di potere
2. Arma rivoluzionaria
3. Prodotto commerciale
4. Progetto educativo
Ovviamente nel comunicare si può favorire la crescita della personalità individuale o la riduzione di tutti i modelli
uniformi. Lo psicologo condivide con gli altri la preoccupazione per gli effetti che l’evoluzione tecnologica ha sulla
condizione umana in generale e sui singoli individui arrivando a comprendere il perché le persone attribuiscono in modo
sempre più rilevante ai media il ruolo di altri significativi, dove i mass media assumono il ruolo di trasmettere valori
culturali e trame di significato.
1 L’APPORTO DELLA PSCIOLOGIA IN UN ORIZZONTE DISCORSIVO
L’espressione villaggio globale coniata da McLuhan per indicare gli effetti che comunicazione di massa stava producendo
sulla società e le ripercussioni sul piano economico, politico-ideologico e psicologico della costruzione del Se e nelle
relazioni con gli altri. Oggi la costruzione del quotidiano comune a tutti è mediale piuttosto che interattiva, perché
l’universo simbolico che nutre le nostre conoscenze e nostre emozioni è ancorato al cinema, la stampa e reti
informatiche. Si può dedurre che sono i media a fornire le forme dello spazio pubblico la cui gli individui traggono il loro
status di cittadinanza.
1.1 OBBIETTIVI DI COMPRENSIONE

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Quando persone si soffermano a pensare sul ruolo che i media hanno nella loro vita quotidiana, tendono a dar voce al
senso comune, cioè un sapere di fondo costruito su tendenze condivise . il senso comune è importante perché
comunicazione di massa da punto di vista psicologico può essere ambivalente; infatti, il senso comune è sia il ricettacolo
di generalizzazioni scorrette sia la fonte che alimenta lo spirito critico.
A prima vista il ruolo della psicologia per la comprensione dei media appare incerto ( da una parte incentrata su
individualismo e dall’altra appare centrale, generale) ma la sua rilevanza viene fuori nel fatto che il suo apparato
concettuale consente di cogliere alcuni aspetti fondamentali della C.d.M. , cioè dinamiche dell’interazione mediata:
1. Esplorare la trama della sua intenzionalità: persone coinvolte in interazioni di tipo comunicativo s’incontrano in
un mondo intenzionale, cioè hanno scopi comuni bilanciando le opposte tendenze alla competizione e
collaborazione.
2. Analizzare i processi cognitivi nell’interpretazione dei testi
3. Esibire il grado di coinvolgimento emozionale che le persone realizzano quando interagiscono con i media.
Nello studio delle problematiche dei mass media la psicologia tiene conto di:
1. Potenzialità delle tecnologie: un testo che presenta delle notizie è costruito in maniera diversa a seconda del
mezzo e delle strategie differenti
2. Caratteristiche degli utenti : masse sono divise per sesso, età, grado scolastico
3. Funzioni dei generi di discorso: certi generi discorsivi di alcuni mass media rivelano una pertinenza psicologica.
Es. uso di SMS è un indicatore del bisogno di relazionalità a causa di perenne ricerca del sé e degli altri
4. Proprietà delle poste in gioco: bisogna definirlo per poter riconoscere il carattere comunicativo delle pratiche in
cui le masse sono coinvolte.
1.2 METODI DI RICERCA
L’approccio usato dalla psicologia dei media è alimentato dall’interesse per gli effetti che essi comportano per le persone
e per le comunità. Ci sono diversi approcci usati dalla psicologia : comportamentista che enfatizza l’influenza dei medie
sulle condotte effettive delle persone e quella cognitivista che si basa sulla capacità di organizzare conoscenze.
Nonostante siano presenti presupposti teorici diversi tutti gli psicologici privilegiano l’indagine sperimentale per la quale
si verificano gli effetti in laboratorio. Un altro tipo di approccio è quello dell’orizzonte discorsivo che conferisce a tutti i
fenomeni umani una specifica configurazione di produzione di senso dove il discorso viene usato in psicologia come
cornice unificante delle forme di vita accessibili all’uomo. Nell’aderire a tale approccio , la psicologia si dichiara
interessata a cogliere significati che le persone ricavano dalle loro interazioni con i media.
2 IL REGIME DELLA COMUNICAZIONE MASSMEDIALE
L’espressione comunicazione massmediale (CMM) indica che vi sono pratiche comunicative come leggere il giornale,
andare al cinema ecc.. che coincidono con molte persone appartenenti a ceti sociali diversi. La caratteristica principale di
questo tipo di pratiche comunicati che consiste nella necessità di utilizzare delle tecnologie che hanno contribuito a
rendere visibili e operative le masse.
2.1 MASS MEDIA E INDUSTRIA CULTURALE
Lo sviluppo storico delle tecnologie usate per comunicare può essere articolato in vari fasi. Dalla scrittura, stampa, radio,
televisione al computer con un miglioramento più che del contenuto che della relazione. L’intreccio sempre più ristretto
fra la struttura economica della società e la funzione di intermediazione svolta dai mass media ha fatto si che la
produzione di cultura sia sottoposta alle stessi leggi della produzione industriale di oggetti materiali.
La critica elaborata dalla scuola di Francoforte sottolinea che:
a. La cultura è snaturata
b. I beni simbolici sono sottoposti alla logica dl mercato
c. Il fruitore è spinto nel ruolo passivo del consumatore
La concezione positiva invece.
a. È vantaggiosa la diffusione dei beni ideali
b. È socialmente necessario fornire prodotti di intrattenimento
c. Al rischio di omogeneizzazione del gusto corrisponde un potenziale di democratizzazione dell’esperienza del
mondo

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d. Rileva Il rinnovamento stilistico che i sottoprodotti dell’industria culturale hanno provocato nella cultura alta
Il dibattito sulla cultura di massa prevede diversi punti di vista : quello degli apocalittici e integrati.( nel libro di ECO). I
primi tendono a vedere i pericoli degenerativi insiti nelle pratica della CMM : passività, etero direzione, omologazione e
mistificazione; gli altri tendono a esaltare le potenzialità di sviluppo apportate dai mass media : circolazione dei saperi .
2.2 NON SOLO STRUMENTI, MA AMBIENTI SIMBOLICI
Le potenzialità insite nel sistema della CMM sono sottoposte ad alcune linee interpretative che legittimano varie
posizioni di determinismo tecnologico. Si tratta di un orizzonte di comprensione che rende salienti le proprietà
strutturali degli strumenti adoperati da vincolarvi la natura dei processi di c.d.m. McLuhan afferma il mezzo è il
messaggio attraverso cui mirava contestare l’opaca posizione dell’idiota tecnologico, secondo cui ciò che conta è il
modo in cui i media vengono usati, trascurando le modificazioni che i contenuti comunicativi subiscono per il fatto di
essere veicolati dalle varie tecnologie. Il bersaglio dell’argomentazione di McLuan rivive oggi nella posizione dell’esperto
tecnologico che intende i media come strumenti, prodotti di un arrestabile sviluppo tecnico-scientifico. È una posizione
neutralista che trascura il fatto che ogni medium costruisce un suo modo di intendere il mondo e opera da ambiente
simbolico.
Le indagini sul consumo mediale sono ispirate agli apporci Cultural Studies (1) e Audience Studies (2) : entrambi
abbracciano opzioni teoriche che cercano di render conto delle modalità in cui gli individui rinnovano costantemente
tutto l’inventario delle credenze,valori e istituzioni sociali.
1. Ritiene insostenibile la distinzione fra cultura alta e cultura bassa. Le metodologie adoperate sono di natura
qualitativa e hanno un atteggiamento critico da parte dello studioso. Il principale promotore di tale approccio è
Stuart Hall il quale sottolinea che il processo di produzione , circolazione e consumo è comunicazione se le varie
fasi sono inquadrate come procedure discorsive di gestione sociale dei significati. Rispetto all’ encoding di chi
produce testi mediali, le pratiche di decoding da parte dell’audience sono ispirate a tre modelli di
atteggiamento:
a. validazione del codice adottato dai produttori : i testi vengono incorporati dal pubblico così come sono stati
intenzionati
b. Negoziazione : quando audience individua la strategia del codice dei testi mediali ma mira d adattarne la
validità alla specificità dei propri contesti interpretativi
c. Rifiuto: quando audience fa resistenza alla rete di significati consegnata ai testi mediali perché è in grado di
interpretarla secondo un’intenzionalità oppositiva.
Questi tre percorsi prevedono comunque contraddizioni perché in ogni caso si tratta di organizzare una specifica
modalità di lotta per il senso.
2. Delineano un approccio al consumo culturale che tende a sottolineare la molteplicità dei significati inerenti a
qualsiasi testo e a evidenziare il contributo decisivo fornito dall’interpretazione dell’ascoltatore.

3 LE COORDINATE PSICOLOGICHE DEGLI EVENTI COMUNICATIVI


Gli studi sulle strategie di ricezione dei contenuti mediali seguite dall’audience occupano un ruolo centrale nella
psicologica dei media perché consentono di focalizzare l’attenzione sulla dimensione di partecipazione attiva degli utenti
dei media. Nel rapporto con i media, la ricerca che le persone fanno del significato di ciò che vedono, ascoltano o
leggono è filtrata dal loro appartenere a determinati gruppi attraverso processi di attenzione selettiva, elaborazione e
memorizzazione delle informazioni, coordinamento con i supporti motivazionali ed emozionali dell’esperienza. Dunque
ogni persona organizza le risorse culturali che le consentono di tracciare il proprio orizzonte di comprensione della realtà
e d se stessa dove per interpretare tale rapporto si ricorre alla cornice concettuale della comunicazione.
3.1
Quando le persone comunicano attivano tutta una serie di processi dinamici che corrispondono a molteplici ambiti di
pertinenza. Ciò che noi intendiamo per comunicare è una serie di attività svolte in situazioni di vita quotidiana e regolate
dall’attrazione per l’informazione e dall’interesse per la partecipazione al mondo sociale.
L’attività del comunicare è bifocale: da una parte veicola contenuti e dall’altra organizza relazioni. Questi due nuclei
obbediscono a tensioni contrastanti : l’informazione risponde a una logica della mancanza e implica una differenza del

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potere comunicativo perché chi da informazioni è più in alto di chi le riceve e la relazione a una logica dell’eccedenza
attraversata da una tensione reciproca all’eguaglianza e da un’aspirazione alla solidarietà. Da un punto di vista
psicologico la CMM è posta al centro di due assi ortogonali con : sociale vs interpersonale e pubblico vs privato.
Nella comunicazione il modello di riferimento è il dialogo dove l’alternarsi nel turno di parola rende trasparente la
validità del principio di cooperazione, ma evoca assetto polifonico e dietro ogni produzione di senso c’è un concorso di
voci ritmato.
L’espressione comunicazione sociale è pleonastica in quanto la comunicazione è di per se transpersonale dovendo
almeno essere almeno in due a rendere operativa tale pratica. Ogni pratica interazionale si organizza sullo sfondo di
saperi condivisi, di credenze comuni, di copioni e patterns già concordati.
Il carattere sociale si manifesta concretamente nella comunicazione pubblica, quando gli argomenti riguardano la
pubblica dell’esistenza per i quali vige la dinamica dell’opinione pubblica. Ci sono diversi livelli di comunicazione
pubblica : istituzionale, politica e estetica. Tale comunicazione emerge quando la vita sociale va in scena per cui si
configura la possibilità di un audience.
la comunicazione interpersonale ( carattere privato) si manifesta concretamente nella comunicazione privata quando le
persone assumono un particolare atteggiamento protettivo sullo scambio di informazioni e su relazione fra loro.
Sfera pubblica ≠ sfera privata e tale distinzione è legata a tre vincoli:
a. Topic : stabilisce il tipo di argomenti trattabili dove nella sfera pubblica sono di interesse collettivo e nella sfera
privata di coinvolgimento personale
b. Tenore : evidenzia il tipo di legami possibili in un evento comunicativo dove nella sfera pubblica ci sono modelli
di relazione diversi da privata
c. Modo : richiama il tipo di configurazioni che un evento comunicativo può assumere dove nella sfera pubblica
sono attivabili strategie enunciative e stili diversi da privata
Sfera pubblica : significati relativi a mondi esterni secondo modalità sulla scena≠ sfera privata : mondi interni e dietro le
quinte.
3.2
Un’ alternativa al modello della comunicazione intesa come processo di codifica/decodifica delle informazioni è fornita
dalla teoria della comunicazione come contratto, come negoziazione di significati, tentando di volta in volta di
persuadere i potenziali interlocutori. Tale approccio permette di inquadrare la portata pervasiva dei media nella società
attuale interrogandosi su “quale effetti hanno i media”. Nella comprensione dei testi mediali l’intesa sul senso deve
passare attraverso la negoziazione delle intenzioni riconoscibili nella situazione. L’influenza e la persuasione mettono i
luce in che modo i media usano strategie per vincere la posta in gioco affidata ai testi mediali. Essi sfruttano spesso la
teoria della doppia via ( in questo caso intesa in una prospettiva contrattuale) che orienta l’attenzione delle persone
verso un percorso periferico di elaborazione delle informazioni piuttosto che centrale. L’obiettivo è raggiunto quando c’è
un cambiamento nell’atteggiamento di una persona verso un tema.
4
I processi psicologici della CMM rispondono ai contratti dell’interazione parasociale, un modello di rapporto fra le
persone e i media capace di soddisfare i bisogni di identificazione e di proiezione fantasmatica che sorreggono molte
scelte ispiratrici delle condotte umane. Il modello può fornire una comprensione paragonabile a quella proposta in
termini di effetti psicosociali dei media, senza essere riduzioni stico.
Una pratica di interazione parasociale è portare sempre con se l’immagine di una figura mediale da cui trarre qualche
genere di conforto. Questo esempio chiarisce il nesso tra le forme dell’interazione parasociale e le manifestazioni del
divismo(divinizzazione). Per l’uso moderno i media sono ciò che la chiesa era per l’uomo medievale: un orizzonte di
comprensione totale del mondo e di sé.
Interazione parasociale( d’ora in poi IPS) fu un espressione coniata da Horton e Wohl per indicare un particolare tipo di
legame che si stabilisce tra i fruitori dei media e le figure che operano nei media. Tale legame evidenzia che i mezzi della
comunicazione di massa rendono possibile un tipo di messaggio indiretto al ricevente perché realizzato nel formato di
una quasi –interazione mediata. L’IPS è la forma mediata della relazionalità umana e si realizza in una serie di
configurazioni a livello cognitivo, affettivo e comportamentale. dunque le persone sono coinvolte nel IPS quando

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coltivano una passione segreta per una rock star o quando partecipano attivamente a quel che i media mettono in
scena.
4.1
L’IPS esige che gli utenti dei media attribuiscono un tale status di realtà alle figure che operano nei media da sentirsi
pronti ad attivare qualche modello di relazione con loro. Gli utenti dei media possono stabilirlo con le persone effettive,
con il ruolo che svolgono nel programma mediale e perfino con il carattere rappresentato; questo modello presuppone
che le persone inneschino legami con le figure mediale in quanto persone o e i media permettono di stabile una serie di
IPS differenziabili sull’arco della polarizzazione affettiva(positivo vs negativo) e in base al grado di coinvolgimento.
La funzione più rilevante attribuita all’IPS è quella di soddisfare in modo vicario un bisogno di relazione
interpersonale in modo particolare coloro costretti alla solitudine.
Chi tende ad assimilare l’IPS alla rete delle relazioni sociali normali mette in evidenza il fatto che la sensazione di
attaccamento è paragonabile al vissuto legame costruito nei rapporti interpersonali reali perché entrambe le situazioni
prevedono un principio cognitivo di riduzione dell’incertezza . Infatti secondo la teoria di Berger e Calabrese la maggiore
frequenza dei contatti interpersonali comporta un aumento delle prevedibilità delle condotte cui è associato un
reciproco gradimento . Tale teoria è applicabile all’IPS perché si è visto che c’è un legame tra il livello di coinvolgimento
e il giudizio di similarità tra sé e la figura mediale in quanto riguarda l’aspetto fisico, atteggiamenti, valori ecc..
Questo legame è:
a. Positivo: il successo di molte iniziative mediali è misurabile in base a loro capacità di innescare affiliazione
b. Negativo: il dichiararsi coinvolti in una forma di IPS è facilmente ritenuto un indizio di forma di dipendenza da un
determinato contenuto mediale.
Mettendo a confronto interazioni reali con parasociali notiamo che quest’ultimo sono tali perché non prevedono uno
scambio, ma prevedono un regime di disuguaglianza. La psicologia dei media dispone un modello capace di articolare
alcune dimensioni che configurano le relazioni umane lungo un continuum che va da interazione reale a vari livelli di IPS
dove le modalità di incontro, localizzazione, vincoli e potenziale di relazione permettono di generare opportunità
d’interazione che sfumano da un massimo di socialità a un massimo di parasocialità.
I livelli di IPS sono:
a. Livello 1 , persona operante sulla scena è oggetto relazionale in quanto rappresenta se stessa.
b. Livello 2 , figura mediale si sdoppia agendo da polo di attrazione sia come persona che come personaggio di una
storia
c. Livello 3 , figura come fonte di relazione immaginaria anche se i suoi tratti di figura umana sono soltanto l’effetto
di una tecnica costruttiva
Al crescere di livelli, diminuisce la possibilità di stabilire relazioni reali. L’IPS è formale perché le persone rimangono
estranee agli occhi delle figure e ci sono due modalità di risposte :identificazione dove il fruitore si mette nei panni della
figura interazione immaginaria quando fruitore fa come se potesse intervenire sul suo modello mediale.
4.2
Lo schema dell’IPS è innescato dal fatto che i media sono rivelatori e costruttori dello star system. I media costruiscono
uno status speciale, i divi dello spettacolo, che prevede sempre nuove professionalità e si propone sempre con maggior
forza tra le mete aspirazionali dell’identità giovanile. I divi sono ammirati perché i media li fanno apparire vincenti e
come modelli di personalità capaci di sottrarsi all’omologazione e hanno il ruolo di incarnare certe idee-forza. Diventare
delle celebrità attraverso i media permette di far parte di un gruppo privilegiato a livello economico e simbolico. La
condizione di celebrità prevede anche dei rischi psicologici:
1. Stereo tipizzazione: la persona viene ridotta al personaggio assegnato
2. Narcisismo: ricerca ossessiva di occasioni per essere al centro dell’attenzione
3. Insofferenza alla perdita della privacy
4. Inibizione reattiva : conservare lo status di celebrità e la conseguente visibilità mediale perché c’è il terrore di
torare a essere uno qualsiasi dove i media vengono visti come minacce cospiratorie.
I media creano e distruggono divi a un ritmo vertiginoso, per cui le esistenze delle persone possono uscirne stravolte.
Quando le modalità di relazione parasociale non si configurano più come semplici risposte individuali ma alimentano

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forme gruppali di fruizione siamo di fronte a quello speciale tipo di attaccamento che ispira i fan, fanaticum, dove essere
fan vuol dire coltivare una passione in grado di indirizzare la ricerca di significati per la propria esistenza nei confronti
dell’oggetto idolatrato. I fan reinterpretano un certo materiale simbolico attraverso l’investimento totale delle proprie
risorse ritenendo di trarne un vantaggio o una soddisfazione.
Dall’analisi di una serie televisiva star trek, i fan son riconoscibili attraverso un processo di 4 fasi:
1. Strategia distintiva di ricezione : ogni puntata viene vista, registrata e discussa
2. Comunità interpretativa : club, dibattiti, riviste specializzate
3. Mondo artistico: condividere un proprio canone estetico
4. Comunità sociale alternativa: possono riconoscersi una chiara intenzionalità collettiva che può attrarre individui
emarginati e gruppi minoritari.
Non è detto che queste fasi siano ripercorribili in toto.

CAPITOLO 2
All’origine della Mass Communication Research c’è la diffusa consapevolezza dei gravi rischi di manipolazione cui sono
esposte le persone e la società nel suo insieme. Amplificando le opportunità delle antiche tecniche della persuasione,i
media consegnano definitivamente l’umanità all’età della propaganda. I massmediologi definiscono la ricerca sugli
effetti dei media è definita psicologistica perché individualistica. Dato che i media sono artefatti ulturali che organizzano
l’esperienza umana del mondo, la loro capacità d’influenza sulla mente e sulle condotte è innegabile. Però tale influenza
è giustificabile perché:
1. Le organizzazioni dei media attirano investimenti di risorse economiche
2. La vita politica delle comunità è occupata dai media
3. I discorsi mediali sono tenuti insieme dal filo della pubblicità, dunque un testo fatto per orientare
Il medium al quale viene attribuito il più grande potenziale di ricerca è la TV e poi la pubblicità
1
Poiché l’istituzione dei mass media ha via via modificato l’intero assetto economico, sociale e culturale dell’umanità,
bisogna interrogarsi sulle ripercussioni che si possono avere sull’organizzazione delle credenze, atteggiamenti e condotte
individuali. Tuttavia i media sono usati come capo espiatorio per scaricarvi il peso della responsabilità per il lato oscuro
di ciascuno di noi.
1.1
Le varie scienze dell’interazione mediata collocano la questione degli effetti psicologici dei mass media in tre grandi
scenari che corrispondono a tre segmenti temporali che compongono l’esperienza storica del novecento.
1. Nei primi decenni del XX secolo la maggior parte degli studiosi si riconosce nel paradigma dell’influenza
determinante. Riflettendo su come aveva operato la propaganda nel corso della prima guerra mondiale, gli
individui erano prede passive dei messaggi affidati ai comizi, manifesti, volantini e ai giornali. I mezzi operavano
come proiettili che innescavano meccanismi automatici che governavano i comportamenti delle folle. Il modello
di ricerca che esplora la capacità d’influenza attraverso le risposte che si possono fornire a cinque domande: chi
dice? Che cosa? A chi? Attraverso quale canale? Con quale risultato? (lasswell). Si capisce che l’emittente è più
attivo del ricevente e che sia possibile sottrarre l’interpretazione del contenuto. (comunicaz. Unilaterale)

2. Verso la metà del XX secolo si afferma il paradiga dell’influenza limitata. Ricerche condotte dallo psicosociologo
Lazarsfeld sui flussi elettorali affermano di dover cambiare l’efficacia dei mass media nel momento in cui
agiscono come operatori di cambiamento nelle dichiarazioni di voto. I testi mediali di politica risultano
persuasivi se passano dal filtro di speciali gatekeepers dell’attenzione, cioè persone ritenute opinion leaders.
dunque il messaggio mediale ha effetto se è avvalorato di persone degne di fiducia.
I media attivano un flusso di comunicazione a due livelli (two-step-flow) : ottenere il consenso di coloro che sono
più sensibili ai media e possono agire da leader d’opinione. Questo modello inserisce tale influenza sotto il
controllo delle interazioni interpersonali e la limita agli argomenti per cui ci sia mancanza di opinioni da parte

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del pubblico. Questa idea è in linea con le ricerche di Hovland , che mostrarono come l’efficacia dei mass media
sia limitata al ricorrere ad alcune condizioni:
 L’attenzione: i messaggi devono superare la soglia della rivelanza cognitiva
 Comprensione e assimilazione: messaggi devono essere analizzati e conservati
 Incentivazione: i messaggi devono essere accettati non solo come validi ma anche idonei e rispondenti
agli interessi delle persone
L’approccio neo-comportamentistico di Hovland è particolarmente rilevante per aver evidenziato i vincoli posti
dalla credibilità del persuasore e dall’organizzatore del messaggio, dove si tratta di una credibilità costruita
attraverso processi di negoziazione fra esibizione e attribuzione di intenzioni, l’esito di un programma di
persuasione può essere deciso anche da come i messaggi vengono formulati ed è importante se dare al discorso
un ‘organizzazione unilaterale o bilaterale.

3. Negli ultimi decenni del XX secolo si è progressivamente affermato il paradigma dell’influenza modellatrice.
Man mano la televisione si è guadagnata una posizione assolutamente dominante fra i mass media, è cresciuta
anche la consapevolezza dell’enorme potere da essa esercitato sulla mente e sulle condotte delle persone o dei
gruppi. Prevale un atteggiamento di cautela, perché gli effetti attesi sono proiettati sul lungo termine. Le
persone e le forme di relazione tra loro sono forgiate dai media perché la maggior parte delle conoscenze sul
mondo giunge alla mente dell’uomo non dall’esperienza diretta del mondo fisico e delle relazioni con gli altri,
ma sempre più attraverso la mediazione.
1.2
La ricerca sull’influenza psicosociale dei media dimostra che un’impostazione in termini di effetti comporta l’adesione a
presupposti di ordini epistemologico:
 Cercare effetti se si ritiene di poter stabile cause
 Indagare sugli effetti comporta la necessità di ridurre la ricerca ai fenomeni osservabili e misurabili
 Gli effetti osservabili sono intesi in termini di cambiamento , di solito peggiorativo
Tutti questi effetti sono criticabili e dunque l’unica certezza che possiamo avere sulle discussioni sulle conseguenze
attribuibili ai media è l’effetto terza persona, che consiste sulla tendenza a sovrastimare gli effetti esercitati dai media
sugli altri e a sottovalutare le influenze che i media hanno su di noi e sulla comunità cui apparteniamo. Piu che in termini
di effetti l’influenza può essere progettata in termini di alternative funzionali , sviluppando le indicazioni contenute nel
paradigma di ricerca sugli usi e gratificazioni di Kraz, Blumler e Gurevitch. È un modello importante perché sposta
l’enfasi dalla formulazione tradizionale “che cosa fanno i media alle persone” a una formulazione “che cosa fanno le
persone con i media”; questa formulazione permette di intendere le persone come partecipanti attivi nel ruolo di
audience e non massa passiva. Gli individui ricorrono ai media per divertirsi, informarsi e consolidare l’identificazione.
Tale approccio poggia su nuclei concettuali che evidenziano che l’uso dei media è :
 Intenzionale ( ci sono scopi,obiettivi)
 Guidato da bisogni (soddisfare attese)
 Filtrato da differenze individuali
 Inserito in un gioco competitivo
 Consapevole ( utente ha controllo situazione)
L’influenza dei media si esercita come ORIENTAMENTO DEI PROCESSI DI ATTRIBUZIONE DI SENSO.
2
Gran parte del flusso di notizie e di relazioni in cui oggi siamo coinvolti passa attraverso il senso della vista: scrittura,
teatro, cinema, tv. Tutti i modi di comunicare sono diversi tra loro per organizzazione interna, processi psicologici e
distribuzione sociale dell’utenza. Un posto speciale spetta alla TV perché attira larghe masse, dove il suo linguaggio è
fatto di immagini parlanti che caratterizza la condizione umana marcata dalla velocizzazione dell’esperienza del mondo.
2.1
Organizzazione culturale dell’uomo cambia perché gli avvenimenti sono immessi nel regime rapidissimo delle immagini
trasmesse e commentate in tempo reale. La rivoluzione televisiva comporta per l’uomo grandissimi costi, per gli

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apocalittici, e innegabili benefici per gli integrati. Gli apocalittici la definiscono una cattiva maestra e una serva infedele
perché nei programmi scelti dai bambini e dagli adolescenti notiamo:
 Sovradimensionamento di alcune caratteristiche sociali ( certe età/professioni più visibili di altre)
 Alterazione della struttura dei valori (condotte anomale più salienti o premiate)
 Mistificazione della realtà
Le lamentele ( cahier de doléances) verso la tv si estende ben oltre la denuncia degli effetti negativi sulle nuove
generazioni e infatti le critiche più ricorrenti sono:
o Tv bombarda il cervello di immagini senza dare il tempo di elaborare tutta l’informazione e non potendo attivare
alcuna funzione critica il fruitore è esposto al rischio di incretinimento
o La tv ha la sua profonda ragion di essere nella spettacolarizzazione per cui trasforma tutto ciò che tocca in
valenza clownesca, da baraccone
o Tv manipola l’immaginario collettivo
o La tv induce passività
Ovviamente gli appassionati estimatori della tv ci invitano ad avere fiducia nella tv sulla base di alcuni motivi: (integrati)
 Tv è una finestra sul mondo e agiste da strumento di documentazione e informazione
 Tv è una grande macchina affabulatrice (soddisfa attese di narrazione)
 Tv ha contribuito a creare una lingua standard
 Tv sviluppa una competenza di genere
Il confronto tra apocalittici e integrati evidenzia posizioni molto diverse tra loro, dove gli unici dati certi riguardano:
 Il tempo medio di esposizione che secondo statistiche individuo dedica 3 ore e mezza della sua giornata a vedere
la tv
 L’unità di fruizione che è importante per stabilire la configurazione delle influenze possibili. Es “da vedere con i
genitori” segnala che la fruizione sarà diversa se visto in compagnia o da soli e infatti in età evolutiva una
fruizione solitaria è ritenuta più rischiosa.
 Il tasso di esposizione che è correlato alle forme della società marginale, cioè vedono di più la tv coloro che sono
fuori dalle reti di comunicazione attiva e interpersonale
La forma generale di acculturamento della tv è incentrata sull’immagine di cui lascia trasparire sia la orza che la
debolezza perché ha una capacità di presa dell’attenzione più immediata e perché fornisce una sintesi di informazioni
che porta una prima interpretazione emozionale; l’horror vacui dello schermo televisivo non tollera che il ritmo
frenetico delle immagini sia sospeso dall’attivazione di un giudizio critico.
2.2
Il dibattito sui media è caratterizzato anche dal fatto innegabile che la violenza è spesso in scena in tv. Il dibattito non è
esente da valenze ideologiche che da una parte addebitano alla violenza presente in tv la responsabilità di oltre 10.000
omicidi all’anno nel mondo, e dall’altra parte una posizione opposta che si basa sulla definizione di cosa sia la violenza
intesa come una esibizione di forza fisica intesa a far male a qualcuno o una manifestazione di potere non
necessariamente minaccioso (insulti o scene di comicità).
Le posizione assunte nel dibattito vengono estese per proporre una cornice di interpretazione per gli effetti dei media in
generale. Per argomentare tali estensioni spesso si ricorre a concezioni di ampio spetto come ad esempio per spiegare
l’attrazione esercitata dai media violenti di fa riferimento alla teoria della catarsi: gli spettatori di programmi violenti
hanno l’opportunità di identificarsi con i protagonisti e di scaricare illusoriamente le proprie tendenze aggressive.
1. Tutto ciò trae forza dalla teoria del modellamento sociale : in un esperimento di Bandura i bambini assistono a
scene di violenza in tv , subito dopo viene consentito loro di andare nella stanza dei giocattoli e risulta che alcuni
bambini manifestano subito condotte aggressive verso una bambola; bandura dimostra che le persone
imparano non solo per ciò che manifestano direttamente ma anche attraverso l’osservazione di modelli.
2. Un’altra teoria a cui ricorre la posizione degli apocalittici è quella del transfer di eccitazione:assistere a scene
violente comporta uno stato di eccitazione fisiologica che può tracimare nelle successive situazioni di vita reale,
per cui reagiscono in modo più aggressivo di quanto normalmente farebbero.

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Altri rischi sono più gravi e dolorosi per bambini e adolescenti teledipendenti perché possono orientare la carica
distruttiva che vedono in tv verso loro stessi oppure diventare insensibili alle sofferenze che un atto di violenza provoca.
In entrambi i casi gli individui entrano in una sorta di impotenza appresa. Le conseguenze della violenza dipendono
anche dal tipo e dal grado di elaborazione mentale ( nel sistema cognitivo le scene di violenza innescano pensieri
ossessivi e modelli mentali per fronteggiare situazione di violenza)
3. All’influenza di modellamento fa riferimento la ricerca di Gebner secondo cui l’esposizione delle persone ai
programmi con scene di violenza sia in grado di modificare la loro percezione del mondo. Infatti egli rileva che
chi vive in quartieri protetti ma assiste a programmi violenti ritiene di poter subire violenza. Gerbner propone la
teoria della coltivazione tesa a spiegare il grande impatto della tv sulla vita sociale dell’uomo. Tale teoria è
ancorata a 2 versanti di strutturazione:
a. Mainstreaming: i media proiettano l’intera esistenza in una serie di correnti di significato stabilendo quale
sia la più importante
b. Risonanza : rafforzano l’esperienza reale amplificando la valenza di senso attribuita dalle persone al proprio
vissuto.
Infine il dibattito suggerisce due dimensioni prospettiche:
la prima è di ordine teorico in quanto la conclusione è che tutto dipende dal contesto in cui il messaggio è formulato e
dsl significato ch vi attribuisce l’audience
la seconda è di ordine empirico in quando le procedure di spiegazione per l’influenza dei media violenti possono essere
utilizzate anche per l’auspicabile influenza dei media pro sociali, dove poi effetto antisociale(media violenti) non è
programmato come tale ma si produce nei contesti di intrattenimento, mentre quello pro sociale si produce grazie alle
forze che supportano dell’immagine del se attivate dai contesti narrativi. (media positivi)
3
I media hanno una diversa efficacia anzitutto perché vengono utilizzati in modi notevolmente differenti dei bambini e
degli anziani, dagli adolescenti e dagli adulti. Naturalmente le fasi iniziali dell'infanzia e dell'adolescenza risultano
maggiormente esplorate dagli psicologi dei media, perché sono estremamente rilevanti per la costruzione di abiti
interpretativi della realtà, per l'assimilazione di profili relazionali e per il modellamento del proprio se personale.
3.1
Gli artefatti culturali penetrano nell'esperienza del mondo che i bambini fanno si dai primi mesi di vita anzitutto
sottoforma di giocattoli: quasi ogni fase della crescita individuale è caratterizzata dalla preferenza per un medium.
Naturalmente il ruolo principale nell'analisi psicologica dei media è occupato dalla tv che è ancorata alla figura di una
fredda babysitter e di una cattiva maestra. Se si fa vedere un breve filmato tv a bambini negli stadi preoperatorio,
operatorio e delle operazioni formali si nota che i bambini più piccoli si soffermano su gli aspetti più superficiali mentre i
ragazzi più grandi si spingono ad attribuire le motivazioni nascoste nelle azioni e a ipotizzare sentimenti. Ovviamente la
differenza tra i bambini e i preadolescenti non può essere ricondotta a due livelli di strutture cognitive ma bisogna
analizzare anche altri possibili fattori.
Nell'ambito della psicologia dell'età evolutiva c'è una teoria: theory of mind. I bambini compiono un vero e proprio salto
evolutivo quando si rivelano capaci non solo di attribuire degli stati mentali agli altri ma anche gli usare tale attribuzione
per predire come gli altri si comporteranno. Questa competenza viene di solito indagata attraverso il compito della falsa
credenza: ad esempio dopo aver mostrato a due bambini una bambola nella sua custodia L'adulto inviterà uno dei due
bambini a uscire dalla stanza e subito dopo nasconderà la bambola sotto il cuscino e chiederà all'altro bambino secondo
lui dove l'altro cercherà la bambola; i bambini più piccoli tenderanno a dire che la cercherà dovessi sanno che ovvero
sotto il cuscino perché non sono ancora in grado di utilizzare le informazioni che gli altri possono avere stati mentali
diversi dai propri.
I media costituiscono un formidabile laboratorio naturale per sperimentare l'estrema variabilità delle credenze tra le
persone, per cui è molto interessante adottare il compito della falsa credenza ai media. Se adattiamo la teoria ai media
noteremo che i contesti mediali consentono di evidenziare che le prestazioni non dipendono soltanto dalla maturazione
della struttura cognitiva ma anche dal grado di esperti se degli artefatti culturali.

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Molte indagini sugli effetti che i media esercitano sulle menti infantili fanno riferimento al ruolo rilevante è svolto dalla
mediazione genitoriale. Gli stili di fruizione familiare si distribuiscono in :
1. Mediazione restrittiva, quando i genitori intervengono semplicemente per disciplinare ciò che i figli possono
vedere
2. Mediazione istruttiva, che impegni hai genitori a discutere con i figli ciò che stanno vedendo o hanno appena
visto
3. Grado zero di mediazione parentale, quando i genitori si limitano a presidiare la situazione con una mera
co-visione
Guardare la tv insieme e discuterne i programmi spiegando le ragioni delle scene più disturbanti e ponendo enfasi su
quella valenza positiva, può avere effetti benefici sui bambini. Infatti nel commentare i contenuti messi in scena della tv i
genitori possono marcare la somiglianza tra il mondo rappresentato e la vita quotidiana fornendo ragioni di
identificazione, oppure possono sottolineare la differenza tra ciò che si vede in tv e ciò che si vive fornendo una
distinzione tra fantasia e realtà.
Analizzando i dialoghi madre bambino si possono individuare tre macro scenari interpretativi:
 Realismo infantile: il bambino tende a credere vero tutto ciò che vede e mia madre introduce la distinzione
vero/finto. Atteggiamenti etero protettivo
 Iperrealismo infantile : il bambino crede talmente vero ciò che vede in tv che si meraviglia di scoprire la
possibilità di uno scarto fra tra ciò che accade sullo schermo è e ciò che sperimenta. Atteggiamento
autoprotettivo.
 Realismo materno: la madre orienta l'interpretazione di contenuti fittizi in chiave effettuale. Questa modalità
rileva come la stessa distinzione vero finto derivi dalla cornice pedagogico in cui spesso inserita.
L'influenza della tv nella costruzione sociale della realtà può spiegare anche a certi dati empirici:
- bambini di 8-9 anni producono descrizioni più ricche elaborate riguarda personaggi fittizi come quelli dei cartoni
animati che ai propri compagni di classe.
- Il flusso di immagini televisive può indebolire le capacità creative a disposizione la fantasia dei bambini
Però dall'analisi di resoconto di ciò che farebbero sognando che aperti risulta che la tv non riduce la disposizione a
giocare con la fantasia Dove poi i suoi contenuti indirizzano l'attività di immaginazione secondo ritmi congruenti al
linguaggio televisivo. Inoltre l'alfabetizzazione mediale porti bambini a padroneggiare i maghi livello in cui la distinzione
reale/fittizio acquista diversi significati per cui gran parte di ciò che accade in tv è reale nel senso che è profondamente
importante soprattutto nelle conseguenze.
3.2
Se si adotta una concezione culturalista del rapporto fra i media e l'adolescenza, noteremo che i giovani cercano nei
contenuti dei media risorse simboliche per affrontare il proprio problema che consiste nel legittimare a sé e agli altri un
progetto di costruzione identitaria. Essi lo possono fare attraverso ad esempio un testo di canzone che è essere
interpretato diversamente da adolescenti e adulti, ma non è solo l'età a introdurre variazioni nell'interpretazione di
questi testi mediali ma anche l'appartenenza etnica.
I media forniscono agli adolescenti delle figure esterne al nucleo familiare alle e all'istituzione scolastica con cui
realizzano un attaccamento secondario che li porta verso lo Stato adulto, quindi una relazione parasociale con i media.
In un'indagine condotta in Cina sulla distinzione tra i meccanismi di proiezione e di identificazione chiedono di
selezionare tre idoli, che attraggono la proiezione fantasmatica dei desideri giovanili, e tre modelli , che alimentano
bisogno di identificazione con alcune figure normative ,da una lista di nomi di cantanti pop o personalità politiche di una
certa notorietà spesso presenti nei media. I campioni dei giovani partecipanti a tale indagine appartengono contesti
urbani diversi: coloro che sono esposti all'influenza mediale si affideranno le figure dei cantanti sia nella funzione di
idolo che in quella di modelli, mentre coloro che vivono in un ambiente meno esposto all'influenza dei media
sceglieranno figure dei politici.
L'estrema varietà dei modelli di riferimento forniti dai media consente ai giovani nell'era post moderna di costruirsi
un'identità patchwork cioè il modo più efficace per affrontare la complessità del mondo, elaborare un se è fluido capace
di mescolare atteggiamenti, credenze e sostenere paradossi radicali come d'esempio l'essere dei pacifisti violenti. Ma

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l'effetto dei media socialmente piaceva. È la formazione dell'immagine corporea del sé.
4
Con la teoria degli effetti dei media la pubblicità esiste solo in quanto si assume che abbia una qualche efficacia sulle
persone. Le campagne pubblicitarie fallimentari, infatti, vengono immediatamente sospese. Le aziende investono in
pubblicità perché si fidano della loro capacità creativa rispetto ai bisogni umani che dalle singole persone viene intravista
come un esercizio di costrizione. La pubblicità è l'ambito in cui è più evidente il cosiddetto effetto terza persona, cioè la
credenza che gli altri ne siano vittime più di noi. l'impresa disperata delle persone di di sottrarsi alla sua influenza può
essere ritenuta una conferma attendibile dell'atteggiamento di difesa che di solito essi sviluppano verso qualsiasi
progetto esplicito di influenza.
4.1
Nella spira pubblica il dibattito su questa forma di influenza è ancorato alla necessità di proteggere l'infanzia dal potere
suggestivo della pubblicità. Gli spot televisivi vengono memorizzati più facilmente di altri programmi e ciò accade per
molti buoni motivi:
a. I bambini amano ciò che può essere ripetuto
b. Per La brevità degli spot e la loro cadenza musicale
c. Essendo sovraccarica di emozioni la trama degli spot agevole la tendenza identificazione dei bambini con gli eroi
di qualsiasi impresa
d. La raffinatezza artistica che giustifica il fascino esercitato solamente curiosa e sensibile al bello come quella dei
bambini
Esiste una correlazione tra durata di esposizione alla tv richieste di doni di marca che instilla no nei bambini una cultura
materialistica e consumistica evidente ad esempio nelle lettere a babbo Natale. Meno chiaro però appare il percorso
compiuto dei bambini nella loro alfabetizzazione pubblicitaria, cioè in che modo riescono a distinguere la pubblicità di
altri tipi di programma e come diventino consapevoli dell'intenzione persuasiva che la caratterizza. dunque se è un
bambino crede che lo spot televisivo serva a far riposare gli attori dimostra che la trama intenzionale della pubblicità
non gli è ancora del tutto chiara. Per stabilire in che modo i bambini capiscono la pubblicità occorre differenziare tra
competenza implicita e competenze esplicita, dove già 4-5 anni i bambini sanno distinguere la pubblicità da altri
programmi e dunque l'abilità implicita diventa esplicita.
È possibile riconoscere tre diversi livelli di comprensione dei bambini facendoli rispondere alla domanda secondo te
perché in tv c'è la pubblicità:
 Debole: quando i bambini credono che la pubblicità serve a far riposare gli attori
 Meglio: quando i bambini credono che la pubblicità serve a farci sapere le cose
 Forte: quando i bambini credono che la pubblicità serve a convincere la gente a comprare
Però i bambini colgono abbastanza rapidamente l'intenzionalità la sua storia della pubblicità ma più lentamente
acquisiscono consapevolezza delle tecniche adoperate dalla pubblicità. Tra queste vanno menzionate:
o La ripetizione: ridire più volte il nome di una marca
o Corto circuito cognitivo: abbinare i piani esperienziali distanti
o L'effusione affettiva: caricare il testo di indici emotivi
o La fascinazione identifica attrice: legare i prodotti ai modelli aspirazioni del se
La principale strategia di proiezione del se è visibile nei testi pubblicitari legata al modo di presentare le persone. Infatti
l'immagine del corpo femminile è una specie di passepartout del linguaggio pubblicitario, in quanto le forme del corpo
femminile dicono vita, benessere ecc.. ; L'immagine del corpo maschile sembra proiettare invece delle idealizzazioni di
non tipi.
4.2
Nel 1950 la rivista life pubblico l'articolo di un pubblicitario, vicari, il quale affermava di aver registrato un aumento
considerevole nelle vendite di pop-corn e di coca cola dopo sei settimane che gli spettatori assistevano a proiezioni
manomesse. Nel film erano stati inseriti ogni cinque secondi, dei fotogrammi con le scritte mangia popcorn e bevi coca-
cola per un 3000º di secondo che rendeva impossibile una percezione consapevole. Lo scalpore fu così sconvolgente che
molti governi vietarono immediatamente la pubblicità subliminale e suggerivano una severa disciplina legislativa tesa a

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rendere chiaramente identificabile il messaggio pubblicitario in quanto tale perché l'eventualità di essere manipolati a
nostra insaputa e avvertita da tutti come un attentato intollerabile alla nostra dignità di persone dotate di libero
arbitrio.
Greenwald condusse una ricerca sull'influenza subliminale. Verso la fine degli anni 80 alcuni azienda conseguirà alti
profitti su base psicologica vendendo audiocassette che promettevano di elevare la memoria o di perfezionare la
conoscenza di una seconda lingua non per fare qualche sforzo ma Per i messaggi subliminali in esse contenuti che
avrebbero operato comunque a vantaggio dell'utente. Dopo un mese di abbandono alle cassette L'unica cosa a essere
modificate sono le attese delle persone rispetto a ciò che esse credono debba migliorare.
Pertanto la pubblicità subliminale è reale e si basa sull'effetto priming secondo me sei una persona percepisce in modo
subliminale un determinato stimolo, le risulterà più agevole l'elaborazione cognitiva di successive informazioni
congruenti adesso. Esiste anche la pubblicità latente cioè l'inserimento apparentemente casuale di una marca in un
programma televisivo qualsiasi prodotto mediale: per esempio L'apparizione della marca del corn-flakes divorati da ET in
una sequenza del film che fico le vendite.
IN definitiva Le persone guardano con diffidenza ogni pratica discorsiva che sfrutti le risorse della comunicazione e della
cultura per scopi del commercio e dell'economia.
( organizzazione pubblicitarie trovano più facile convincerci con il nostro assenso piuttosto che usare la via subliminale)
La sfera della pubblicità è rilevante perché individua il rischio della ricerca psicologica in quanto quest'ultima tende a
sottovalutare il resto fra la disponibilità dei beni materiali e la sensazione di benessere personale. Ho del tempio della
cultura materialistica americana risulta che i soggetti maschi mettono le automobili al rango più vicino al sei e di quello
in cui pongono i propri organi corporei o le proprie credenze religiose. Dunque la pubblicità esercita la sua seduzione
non tanto nel chiarire i benefici delle varie merci quanto nel creare un mondo in cui il possibile acquirente si senta
valorizzato e gratificato.
Una strategia pubblicitaria molto ricorrente consiste nell'usare una persona famosa per qualche motivo come garante
della qualità di un certo prodotto, che funga da testimonial sempre per quel interazione parasociale. Tuttavia non
sempre tale strategia è efficace in quanto risulta che talvolta l'immagine del testimonial prevale su quella del prodotto e
inoltre l'immagine del prodotto può cambiare in base alla personalità attribuita alla celebrità.
La variabilità nell'impianto delle strategie pubblicitarie impegna la psicologia a coordinare l'interesse per la connessione
percettiva con quello della costruzione discorsiva. Poi La prevalenza dell'impianto evocatore su quello informativo si
manifesta nelle campagne pubblicitarie a tappe che mirano a richiamare l'attenzione del consumatore oscurando o
rendendo difficile la comprensione così da innescare il desiderio di sapere. La pubblicità interessa lo psicologo dei media
anche perché rende evidente la natura intertestuale dei contenuti mediali.

CAPITOLO 3
le tecnologie della comunicazione hanno costruito una rete fittissima per la trasmissione delle notizie, per cui tutti gli
eventi possono essere inutile stati sempre più vasti della popolazione mondiale. I media si offrono come finestra sul
mondo Dove però questa finestra è pur sempre ritagliata e orientata in un certo modo e su un certo mondo dove molto
spesso viene oscurata la dimensione di propaganda. Inoltre i processi di produzione di consumo delle notizie obbligano
la teoria dell'informazione, resa celebre da Shannon e Weaver, a confrontarsi con la teoria contrattuale che mira a
inquadrare qualsiasi evento comunicativo in un ottica dialogica
1
L'enorme potere dei media risiede nella loro capacità di costruire diffondere rappresentazioni temporaneamente
parzialmente condivisa, cioè modi di intendersi sulla realtà. Quel che le persone sanno su molti contesti di vita possibile
non deriva dall'esperienza diretta ma da come ne parlano i media
1.1
Stabilire quanto le rappresentazioni mediali della realtà siano attendibili è rilevante soprattutto quando riguardano
aspetti dell'identità personale e sociale. Bisogna rilevare il grado di corrispondenza tra il mondo di riferimento è la
rappresentazione fornita dei media: per esempio in molte comunità occidentali la quota di anziani supera il 21% della
popolazione mare veramente e si superano la soglia del 7% nel tempo di apparizioni sugli schermi. Dunque vediamo

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come i media tendono a distorcere le rappresentazioni reali dove la più convincente delle ipotesi è la rappresentazione
del genere femminile. Negli anni 70 molte indagini hanno denunciato l'annientamento simbolico delle donne realizzato
dei media: la fascia oraria di massima audience televisiva poneva sullo schermo più personaggi maschili che femminili e
inoltre quest'ultime venivano rappresentati come genere marcato da certi ruoli tradizionali come oggetto di desiderio
sessuale o angelo del focolare un male dei figli di suo marito. Si potrebbe dunque affermare che in questo caso il
sessismo mediale siamo specchio fedele della realtà effettiva; dunque i media sono uno specchio fedele e insieme
deformante della realtà perché l'immagine che ne offrono dipende anche dal loro modo di costruirla come adesso
empio la rappresentazione che essi offrono dei ruoli parentali: analizzando gli spot televisivi che propongono immagini
di bambini con adulti è difficile trovare i bambini senza una presenza femminile, dunque i media riescono a imporre
attraverso gli spot bellissimi l'immaginario collettivo dei compiti tra i ruoli genitoriali.
1.2
I media hanno straordinarie opportunità per costruire in modo velato le rappresentazioni stereotipiche di alcuni aspetti
della realtà ad alta rilevanza sociale. Per esempio i campioni di pelle nera come atleti naturali e che nella realtà insinua
un disvalore. Quanto più marginale è un gruppo tanto più la sua visibilità nei media sarà affidata a stereotipi. Una
speciale conferma è data dal modo in cui i media si occupano delle persone disabili. Essi tendono a parlare pochissimo
dei soggetti portatori di handicap poiché non fanno audience; anche quando se ne occupano essi restano ancorati alle
proprie logiche di selezione e Le disabilità troppo disturbanti vengono del tutto oscurate. Talvolta la disabilità viene
sfruttata come supporto emozionale all'intreccio narrativo e come fonte di umorismo, ma la deformazione più grave in
cui incorre la rappresentazione mediale consiste nella tendenza a trasformarle da “soggetto” a “oggetto” di discorso. Il
principale interesse dei media riguarda le attese relative alla gestione pubblica della salute: dunque la telecamera si
sposta rapidamente dal disabile al medico dove la vicenda diventa solo un occasione per celebrare qualche
biotecnologia. Quando i media resistono a tale tentazione e danno voce alle persone con handicap, attribuiscono loro
degli stereotipi:
1. Il supereroe: imprese rilevanti nonostante l'handicap
2. L'innocente dalla dolcezza in consapevole tra cui bambini
3. Il saggio la disabilità fisica e bilanciata da accuratezza intellettiva
4. Il demone vendicatore quando il peso dell’ handicap è l’esito di eventi sociali ,viene scaricato sulla società
Una menzione particolare merita la rappresentazione che i media forniscono dei pazienti psichiatrici che sono ritratti
prevalentemente come esistenza è fallita, come fonti o vittime di violenza o coinvolti in dialoghi insostenibili.
I media riflettono e insieme costruiscono la prospettiva nel modo in cui la società è disposta a fronteggiare tale
problema . L'uso che i media fanno degli stereotipi mi rende responsabili di creare concezione pregiudiziali di alcuni
gruppi sociali e spesso pregiudizievoli verso di essi.
1.3
La comunicazione interpersonale è modellata dall'orizzonte interpretativo dell'attesa di verità e di sincerità, in quanto le
relazioni sociali si ispirano al valore ideale della sincerità ma è anche vero che nella loro vita quotidiana le persone
mentono. Nella comunicazione faccia a faccia le persone sanno di essere esposte a rischio di venire ingannate e di solito
prendono i loro contromisura prestando attenzione al minimo indizio di insincerità. Ovviamente la comunicazione faccia
a faccia è retta da un paradosso: tensione verso la verità e insieme mascheramento e inganno. Nella comunicazione di
massa c'è un accudirsi parossistico del paradosso perché nelle persone nelle comunità hanno procedure capaci di
proteggerla dagli attacchi molteplici che la verità e subisce dai media i quali hanno ampie possibilità di realizzare vai tipi
di inganno. Dato che non c'è una comunicazione faccia a faccia e l'attenzione agli indizi che possono smascherare
l'attacco del bugiardo non può funzionare con lo stesso grado di efficacia con i media.
I media producono un abbassamento delle difese psicologiche con cui le persone cercano di restare immuni dalle
conseguenze dell'inganno; una riprova è la tensione che i media volgono hai fatto hai detto cioè cronache romanzate gli
eventi non accaduti ma resi reali oppure ricostruzioni di dialoghi mai registrati, dunque essi ospitano un flusso
inarrestabile di voci che corrono chiacchiere opinioni e leggende metropolitane. I media hanno rapporto difficile con la
verità perché non possono non essere contaminati dal potere di conseguenza le persone risultano perlopiù in difese
rispetto alle pratiche di manipolazione perché a resistere alle strategie di distorsione del senso degli atti di avvenimenti

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occorre modellare la mente in modo tale da sviluppare una consapevolezza critica.
I media agiscono in questo modo perché pongono il problema della loro credibilità dove c'è chi è disposto a riconoscere
un valore a questo genere di comunicazione solo finché è autentico e c'è chi si spinge a vedervi ragioni di attrattiva solo
perché artificiale. La presunzione di credibilità guadagnata dai media comporta un effetto di veridizione: è la fiducia dei
lettori, telespettatori a garantire il patto di veridicità. Le tecniche di veridizione sfruttano tutte le risorse semiotiche che
contribuiscono a creare attorno alla notizia un clima di autorevolezza di competenza. L'autorevolezza che le persone
attribuiscono ai media è una fonte di autoinganno perché per il fatto stesso di essere stata selezionata, una notizia tende
a passare per vero ovvero simile anche se talvolta può sembrare implausibile. Ad esempio la sequenza finale di un
servizio televisivo su un evento proietta l'immagine del reporter ripreso sul luogo dell'evento chiara la funzione di
garanzia argomentativa . Alla base dello smascheramento e dello svelamento ci sono competenze psicologiche del
pubblico.
2
La pratica linguistica di dare e cercare informazioni occupa una posizione decisiva anche sul piano culturale e
dell'organizzazione. Il processo di costruzione delle notizie rivela la stretta interdipendenza fra il regime della CMM E le
procedure della mente. Infatti gli aspetti più dibattuti di questo tipo di interazione mediata sono l'attendibilità,
l'obiettività, l'indipendenza, la completezza, la chiarezza. Il genere discorsivo della notizia poggia sul fatto che chi tromba
o cerca dei fatti non viene quasi mai appagato da ciò che trova subito per cui Mette a confronto le diverse versioni dei
fatti.
2.1
La nostra società si presenta come società dell'informazione perché sostiene l'ideale di un uomo acculturato anche dalle
notizie. Il giornale è il modello della nostra società che adatta all'epoca moderna le pratiche dell'informazione che
rispondono al desiderio umano di partecipare all'evento. Esso è definito da alcuni tratti:
 para testo: codificato in occhiello, titolo, sottotitolo che anticipano il testo vero e proprio fornendo una chiave di
interpretazione che talvolta corrisponde più alla necessità di suscitare l'attenzione del lettore. Sul piano formale
i titoli sono marcati da proposizione con ellissi del verbo
 Tessitura a piramide rovesciata: dal momento che le informazioni più importanti occupa nella prima parte
dell'articolo
Il processo di costruzione delle notizie consiste nel rispondere a cinque domande: che cosa è successo, chi è stato, dove,
quando, perché. La costruzione della notizia comporta una determinazione delle proprietà mediante l'attivazione di tre
meccanismi, selezione, valorizzazione e narrazione scegliendo alcune notizie potenzialmente notiziabili. Questa
determinazione del priorità è nota come teoria agenda setting la quale aggancia il newsmaking a tre principali
procedure dell'attività mentale: focalizzare, confrontare e raccontare. Gli eventi selezionati come notiziabili vengono
inquadrati in un certo ordine, per cui gli indicatori di valorizzazione sono:
 Collocazione ha più importanza a ciò che in prima pagina
 Ampiezza misurabile numero di colonne minuti ,link
 Supporto iconico presenza di foto di filmati che testimonia il rilievo delle notizie
La selezione la valorizzazione operano anche a livello topologico in quanto la narrazione agisce in termini di qualità
espone la notizia polarizzazione valutativa. Attraverso la selezione la polarizzazione la narrazione delle informazioni di
media compiono un modellamento delle persone non solo esibendo che cosa far loro pensare dei fatti ma già indicando
quali fatti pensare. I processi di costruzione ricezione risentono molto dei vincoli e delle potenzialità dei media. Infatti la
differenza più chiare oppone la stampa alla tv dove le notizie fornite dei giornali hanno più possibilità di veicolare
significato degli eventi mentre quelli offerti dei tre giornali sono più efficaci per la prontezza per l'immediatezza della
loro interpretazione livello emotivo. Vedere il telegiornale è una pratica discorsiva Che per alcuni aspetti sociali è il modo
più rilevante per sentirsi ancorati al mondo esterno e il ruolo del conduttore e decisivo perché la sua voce entra nel testo
della notizia ed è importante anche perché deve ispirare fiducia.
2.2
Gli utenti si avvicinano al testo di notizia con un atteggiamento di fiducia: l'informazione è ricercata come un bene
prezioso, per cui in mancanza di indizi contrari Opera un accreditamento automatico nei confronti di chi la enuncia. I

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valori notizia si costruiscono in redazione tenendo conto delle strategie di ricezione dell'udienza e questo obbliga il
newsmaker A rispettare alcuni principi generali di funzionamento della mente:
1. Bisogno di sorpresa: la notizia colpisce quando fornisce elementi di novità rispetto acciò che già noto
2. Preferibilitá Del negativo: le persone trovano più interessante un disastro
3. Semplificazione: la notizia deve essere percepibile nel suo nocciolo di verità, discorso essenziale
4. Sintonia: la notizia è una versione del fatto già ispirata all'interpretazione che ne darebbe l'audience
L'elaborazione delle notizie richiede l'attivazione di un filtro che opera da unità di guida nell'articolare l'informazione
nuova la quale controlla il grado di attenzione dedicata all'informazione selezionando il modello mentale già disponibile
per adattarlo alla comprensione della nuova situazione verificatasi nel mondo. Pertanto il filtro cognitivo che organizza la
comprensione la notizia non è un meccanismo fisso e predeterminato ma dinamico.
2.3
I temi che impegnano l'identità sociale delle persone introducono nelle comunità culturali una dinamica interpretativa
che permette di stabilire qual è l'opinione pubblica, cioè un modo di intendere relativo. L'opinione pubblica è una
dimensione della vita sociale che risulta sottoposta alla spirale del silenzio Che si colloca spesso come lato maggioritario
rappresentato da individui e gruppi più sicuri di sé che esprimono con forza le loro opinioni. Chi invece temo il confronto
con l'uditorio appare più debole e incerto. Poiché l'opinione pubblica e ciò che si può sostenere di fronte a un uditorio
senza paura dell'isolamento sociale si innesca un meccanismo a spirale per cui le credenze attribuite alla maggioranza
sono più visibili di quelli attribuiti alla minoranza. Il meccanismo della spirale del silenzio opera in base alle leggi che
regolano i rapporti fra i gruppi e tipi di influenza maggioritaria minoritaria che questi riescono esercitare. Con la
manipolazione dei sondaggi di opinione i media possono influenzare il clima opinionale suggerendo che a una certa
credenza sia diffusa e condivisa dalla maggioranza.
I testi di informazioni si trovano spesso a registrare un punto di frizione psicosociale determinato l'incertezza del
confine tra opinione pubblica e vita privata. In questo confine si pronunciano nuove figure sociali e nuove professionalità
come il paparazzo,l'ospite da talkshow ho il confidente pubblico. Di conseguenza nella sfera privata le persone attivano
un atteggiamento di protezione che può talvolta indurle ad attivare la difesa del segreto.
3
Quando l'interazione mediata si configura come testo di notizia si innesca una pratica sociale interessata determinati
contenuti: descrizioni, idee, saperi eccetera. Nel contempo però esso si legge sulla base delle specifiche modalità di
sense-making che i suoi interlocutori attivano.
3.1
Il testo di notizia consente ai suoi aiutanti di soddisfare una serie specifica di bisogni come essere al corrente o essere
rassicurati su come va il mondo. Ciò che gli esseri umani conoscono come notizia è un bene simboli quanto fragile,
elevata deperibilità ed esposto le complesse strategie dei rapporti sociali. Un evento si trasforma e notizia non solo per
le specifiche procedure costruttive che vengono attivate ma anche per altre clausole che stabiliscono vincoli di ordine
psicosociale è ideologico culturale. Nel testo di notizia è possibile trovare sia delle conoscenze tendenti alla denotazione
pura e sia delle conoscenze valorizzate secondo modelli interpretativi giustificabili solo da Ideologia capaci di
segmentare l'opinione pubblica. Le principali caratteristiche riscontrabili nelle notizie sono:
- indici di identificazione della fonte
- Di modellamento del proprio mondo di riferimento per renderlo distinguibile da quello assunto da altre fonti
- Di posizionamento del proprio lettore o ascoltatore modello per differenziarlo da altre possibili comunità
interpretative
3.2
Informare non è solo un far sapere ma è un'impresa anche economica tesa a conservare e insieme rinnovare
l'organizzazione storico -culturale di una comunità. La pratica discorsiva di fornire notizie prevede l'attivazione della
memoria collettiva breve termine che garantisce quella tensione vecchio/nuovo di un testo di informazione. Mentre i
testi di storia, letteratura organizzano le procedure a lungo termine. I media possono essere anche strumenti dell'oblio
sociale in quanto nella nostra esperienza quotidiana noi siamo travolti dalla massa inarrestabile delle informazioni
disperse nel flusso vorticoso delle immagini. Di conseguenza ogni persona orienta la pratica di informarsi secondo la sua

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scala di priorità.
Esistono due clausole:
1. La notizia è un tipo di testo che istituisce una clausola di memorabilità degli eventi trattati i quali sono sottoposti a
varie procedure di interpretazione.
2. La clausola di fidelizzazione del contratto di informazione stabilisce la compatibilità tra le procedure di selezione,
valorizzazione narrazione attivata la fonte e quelle ammesse dal lettore. Essa si basa sul riconoscimento dei comuni
strategie interpretative degli eventi e reciproca risintonizzazione tra bisogni del lettore programmi dell'enunciatore.
Le strategie di valorizzazione sono determinate dal doppio vincolo posto da questi due tipi di clausola perché è una
notizia che risulta infatti data da un giornale viene giudicata degna del inventare la memoria collettiva ma anche capace
di saldare la complicità interpretativa, mentre notizia scarsamente valorizzata assegni a validità solo alla clausola di
memorizzazione.
Il progetto di informazioni realizzato dal testo di notizia si avvale di risorse espressive basate sul linguaggio verbale sulle
immagini dove quest'ultima riproduce il fatto e linguaggio lo commenta. Questo intreccio trova una sintesi nella vignetta
che di solito è in prima pagina e fornisce un'interpretazione in chiave satirica del personaggio dell'evento che attira
l'opinione pubblica. Il contratto di informazione della vignetta poggia sulle clausole della sintesi espressiva della sinergia
cognitiva tra i vari tipi di codici utilizzati.
Nella costruzione del discorso giornalisti tendono a rispettare delle regole:
1. Il testo deve riportare opinioni intrinsecamente autorizzate
2. Il peso di tali agenti discorsivi vende a favore di studiosi di scienze naturali mentre gli studiosi di scienze sociali
svolgono di contorno
3. La fonte discorsiva che alimenta la corrente di significati presentati in testi di notizia a sfondo biotecnico è un
evento scientifico che consente di organizzare altre cose nel saper arrivare internazionale
4. La tessitura del discorso procede intrecciando classe della conoscenza e quello dell'emozione
5. La procedura argomentativa sfrutta degli ancoraggi narrativi che richiama una situazione già sperimentate
6. Il contratto di comunicazione tende a posizionare il lettore nel ruolo di spettatore rispetto un dibattito e non ha
nessuna possibilità di partecipare con la propria esperienza diretta
7. L'organizzazione retorica degli scorsi anni, notizia come una tappa utile ma destinata essere superata
4
L'espressione guerra dell'informazione e individua certe pratiche di manomissione della verità cui talvolta ricorrono i
portavoce di posizioni belligeranti, inoltre l'informazione può essere uno strumento di difesa o di offesa. Lavorare sulle
conoscenze in modo da adattare gli scopi di entità in conflitto significa trasformarle in armi di persuasione ricorrendo le
trame di menzogna inganno praticabile media. Noi speriamo sempre più che le notizie siano un tipo di informazione
obiettiva anche se è presente la crescente consapevolezza che l'informazione sia deformante, falsa, di parte, in eccesso,
gridata.
4.1
Il potere di orientamento cognitivo esercitato dalla gestione mediale dell'informazione derivante dal vincolo di inserire
necessariamente le singole notizie in qualche tipo di cornice di riferimento entro cui interpretare un qualsiasi evento per
trasformarle notizia.
I testi prodotti dal alcune prestigiose agenzia di informazione statunitense hanno dato la notizia di due eventi molto
simili a venuti a cinque anni distanza l'uno dall'altro ( abbattimento di un aereo coreano ad opera di militari
sovietici/abbattimento di un aereo iraniano ad opera di militari americani ; L'evento in sé è la riproduzione in corpi, spazi
e tempi diversi di un simile evento: un ordigno militare colpisce un aereo civile. Questo stesso evento diventa notizia i
modi radicalmente diversi grazie discorsi mediali in cui si incarna. Le principali procedure di costruzione discorsiva della
notizia sono( facendo riferimento ai due eventi):
 Agentivitá : se stare dalla parte giusta o sbagliata a seconda della convenienza. Nel nostro caso avremo che nel
primo evento sempre per convenienza si potrà parlare di un sabotaggio mentre nel secondo caso si parla di un
tragico errore

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 Identificazione tramite immagini cioè scegliere un soggetto o evento degno di nota sacrificando l'altro. Nel
nostro caso avremo che nel primo evento sfruttando i segni iconici e simbolici i discorsi. E Anna suscitare una
compassione per le vittime coreane mentre per quelle iraniane un distacco
 Categorizzazione: si etichettano le fonti avversario come fonti di parte. Nel nostro caso le fonti citate
presentano l'evento nel primo caso come un atto deliberato nel secondo con un tragico errore ma sai che
adesso è l'inverso si tratterebbe rispettivamente di fonti iraniane
 Generalizzazione: nel primo caso l'evento svela la malafede di un'intera costellazione di popoli e nel secondo
sollecito alla maggior attenzione dei singoli individui dove la chiave interpretativa ricade sul discorso morale nel
primo discorso tecnico nel secondo.
- In definitiva uno schermo uno stesso schema di evento genera dei profili completamente diversi che
corrispondono ai vincoli storico -sociali.
4.2
Il contrasto fra la tranquillità della normale situazione di frizione delle notizie l'abituale dalla drammaticità del
mondo introduce già elementi di dissonanza cognitiva. Si tratta di un turbamento abilmente sfruttato dai
newsmakers I quali puntano sugli effetti speciali delle notizie rimarcando i tratti di stranezze divisoria nascosti in
quasi tutti gli avvenimenti. Il rischio di scandalo inerenze all'informazione viene limitato a particolari oggetti
gravati da qualche tabù sociale è lo scandalo dell'informazione consiste nelle strategie retoriche che devono
valorizzare determinati eventi in direzione sensazionalistica.
L'informazione scandalo ma non mette le clausole contrattuali della memorizzazione della fidelizazione E
quando lo scandalo Viola le attese normative della sintonia fra i vincoli giocando sul contrasto tra tali clausole
altera i criteri di rilevazione delle salienze mediante icone percettive e verbali ed esalta la portata emozionale
degli eventi. L'informazione fa scandalo quando l'enunciato ore allenta i freni sull'uso tendenziosa del linguaggio
che appare effetto naturale degli eventi derivante da un atteggiamento di favoritismo intragruppo. L'evento di
cui tratta il testo di notizia colloca l'enunciato ore o nel gruppo di chi l'accetta e lo giustifica(in-group) oppure nel
gruppo di chi lo rifiuta e lo contrasta(out-group)
Tale orientamento di favoritismo può esprimersi in molti modi:
- scelte lessicali sintattiche da parte di chi appartiene all'out group
- l'oggettività che consiste nel permettere alla controparte di avere la parola, rinunciare ad avere l'esclusiva
mostrare disponibilità sua versione facendogli dire la sua ma il dialogismo può anche essere solo apparente
perché ciò che dice l'altro viene modificato spesso con l'uso delle virgolette
4.3
Basta sfogliare un qualsiasi giornale per rendersi conto della sordità della proporzione fa brutte e belle notizie. Questo
fatto può essere spiegato in vari modi: le persone si lasciano affascinare preferibilmente dal perturbante dove la cattiva
notizia è più attrattiva grazie alla presenza della peripezia che alimenta il motore narrativo della mente umana. Le norme
preponderanza delle cattive notizie può anche provocare effetti specifici nella gestione sociale delle informazioni: infatti
lo scopo di tenersi informati e apparso legato più ai maschi che alle donne le quali giudicava le notizie troppo
deprimente noiosa. Le notizie negative trovano qualche motivo di conferma nell'esperienza personale e vengono
elaborate in modo più fine e quindi memorizzati più lungo perché sono ancorate a schemi costruiti nella vita reale.
Uno dei tanti cambiamenti che hanno recentemente investito il mondo dell'informazione mostra quanto esso sia
ispirato da principi di forte rilevanza psicologica dove le notizie politiche affrontano sempre meno i grandi temi della
sfera pubblica e sono invece invase dai pettegolezzi della sfera privata. Tutto ciò va ricondotto al fatto che la
competizione economica tra le agenzie di informazione tenti di sfruttare meccanismi psicologici di complicità con i lettori
telespettatori dunque quando occorre scegliere tra le infinite possibilità di informazioni disponibili alcuni possono essere
indotti a buttare non per quelle che sarebbero utili agli scopi e le situazioni in cui si trovano bensì per quelle che
appaiono già in sintonia con loro vissuto.

CAPITOLO 4

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I media svolgono una funzione di intrattenimento non solo perché mettono a disposizione opportunità di evasione e di
divertimento ma anche perché forniscono risorse per consentire alle persone di intra-tenersi, cioè di coltivare credenze
su di sé , confrontare i propri modelli autobiografici con altri possibili . I media ci occupano la mente soprattutto quando
cerchiamo in essi occasioni di rilassamento e di appagamento fantasmatico, e plasmano le identità personali perché essi
sono potenti amplificatori delle capacità umane di sperimentare il mondo di imbastire rapporti sociali.
1
Leggere il giornale, seguire un telequiz , ascoltare musica sono attività che alimentano nelle persone l'illusione di poter
allentare i vincoli pratici della loro esistenza. Queste attività sono attività di entertainment (spettacolo), per cui abbiamo
un'informazione spettacolarizzata, un'istruzione spettacolarizzata e così Via.
1.1
L'ambito dell'esperienza umana del mondo che meglio illustra il potere costruttivo di realtà attraverso lo spettacolo è lo
sport .In tutte le culture alcune attività, qualificate come giochi quando sono catturate da i media non possono più
essere considerate meri giochi ma sport. I media traducono in spettacolo grazie all'attenuazione del piacere ludico
provocato da chi è impegnato in tali attività e all'accentuazione degli scenari drammatici attribuiti ad essa dagli
spettatori, che vi vedono eroismo e complotti , tradimenti e conflitti bene /male.
Per capire perché gli eventi sportivi abbiano maggiori probabilità di creare audience per i media basta porsi alcune
domande come per quale motivo le finali dei campionati mondiali di calcio sono tra i programmi televisivi più seguiti o
perché è così attraente vedere in tv l'arrivo di una cappa del giro d'Italia; tutte queste ragioni sono riconducibili:
1. al loro essere in” diretta”, cioè l'indipendenza e l'immediatezza poiché quelle partite si giocherebbero anche se
non ci fossero telecamere, dunque non sono vincolati dai media e forniscono un appiglio per agganciare un
legame con la realtà.
2. L'attesa di regolarità: i programmi di sport mettono in scena la fiducia umana, cioè la credenza che il rispetto
delle regole sia sufficiente ad alimentare la varietà delle situazioni di gioco e a sostenervi le pari opportunità dei
giocatori
3. Sono attraenti perché non lo so non con esito e tendono a semplificare l'interpretazione del mondo in vincenti e
perdenti
Le tecnologie non consente non solo di partecipare agli eventi sportivi standosene seduti in poltrona, ma un po' alla
volta entrano nell'interpretazione degli episodi discutibili. Le potenzialità tecniche del linguaggio televisivo consentono
ai telespettatori di affinare il grado della propria IPS con i giocatori incontrando loro personalità e i telespettatori
operano da finissimi “psicologi della domenica” pronti ad azzardare ipotesi sulle intenzioni.
Gli eventi sportivi espongono i media a produrre fenomeni abbastanza pericolosi sotto il profilo psicologico in quanto
possono giustificare l'aggressività, il sessismo, razzismo. La correlazione lineare tra il livello di violenza e il livello di
gratificazione autorizza credere che lo sport mediale sia una sublimazione della pulsione di Thanatos, dove questa
correlazione è più valida per i telespettatori di genere maschile. Ogni gioco duro è detto maschio contribuendo così a
creare una rappresentazione sociale dello sport secondo cui sarebbe un oggetto di fruizione mediale essenzialmente
maschile, per cui si produce una sorta di annientamento simbolico delle donne sportive. Gli eventi sportivi espongono i
media rischio di fondere piegamenti da distici perché le occasioni di incontri interetnici ho internazionali sono spesso
inquadrate da stereotipi. Infatti dall'analisi dei testi prodotti dei commentatori sportivi di molti paesi europei si dimostra
tale idea e ad esempio i team tedeschi vengono rappresentati come coloro che brillano per efficienza organizzativa ma
mancanza di humour.
1.2
Inizialmente l'espressione soap opera identifica un tipo di radiogramma sponsorizzato da aziende produttrici di beni utili
alla pulizia della casa. Nata come sceneggiato radiofonico ha trovato nella tv il mezzo che ha saputo sfruttare al massimo
le sue potenzialità comunicative perché quest'ultima :
1. Ha un ritmo narrativo che riprende l'andamento sinusoidale, infatti le vicende non vengono orientate verso un
punto di soluzione definitiva ma sono intrecciate in modo da rimanere sospese in un interminabile variabilità
dell'identico

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2. Per adattarsi alle diverse sensibilità delle culture essa sia specificata in molteplici forme in vari modelli di
intreccio narrativo così da corrispondere A interessi interpretativi diversi
Una variante della Soap opera è la telenovela ovvero un tipo di programmi tv molto presente nei palinsesti dell'America
latina in cui svolge un ruolo molto importante di riconoscimento artistico e di identificazione ideologica. Pure
ammettendo la tendenziale valorizzazione negativa della Soap, le sue caratteristiche formali e funzionali esaltano la
cornice psicologica della sua fruizione. Infatti la soap opera è pur sempre un genere televisivo focalizzato :
- Sulla problematicità della vita personale
- teso a fargli saltare la dimensione emozionale del quotidiano
- Rinviare la soluzione del plot narrativa valorizzando il carattere aperto indefinito dell'esistenza umana
La sceneggiatura presenta un certo numero di personaggi all'interno di pochi ambienti ristretti dove quest'ultimi
tendono essere mancanti in termini di opposizione morale dove anche le azioni criminose nessuno verbalizzato in
maniera tale che responsabili conservo in un certo alone di fascino. Poi vi opera una strategia discorsiva di esclusione
tematica in base alla quale vengono accuratamente evitati tutti quegli argomenti che produrrebbero delle spaccature
nell'interpretazione dell'udienza. Il fatto che le trame delle soap siano ritenute verosimili più gli aspetti negativi indica
che la fruizione avrebbe una funzione centrale di appagamento compensatorio.
Il pubblico a cui è indirizzato è di genere femminile; in effetti la soap opera assegna il ruolo di protagonista a una donna
dove le relazioni con altri personaggi sono semplici, prevedibili e comprensibili e nel contempo dense di una filosofia di
vita. Ciò che più conta in questo tipo di programmi è il coinvolgimento psicologico dei telespettatori e infatti negli ultimi
anni la soap-opera diventa il principale ancoraggio per coloro che sono interessati a penetrare nelle strategie di IPS
attivate dai media.
Negli anni 80 le indagini sulla ricezione delle soap-opera divennero terreno di scontro ideologico in quanto le femministe
di evidenziavano procedure di costruzione per effetto dell'ideologia maschilista dove Il significato della Soap opera
venne rivendicato dunque per legittimare le scelte fatte dall'identità femminile; recentemente l'orientamento
prevalente degli studi tendi a contrastare l'essenzialismo di genere quale cornice interpretativa dell'audience delle soap-
opera: essa piace non solo alle casalinghe ma anche a operai o studenti perché questo genere mediale esalta le routine
di psicologia popolare attivabili dai spettatori i quali vi sono attratti non tanto dal desiderio di sapere cosa accadrà dopo
ma quanto dal bisogno di verificare certe loro ipotesi e c'è la possibilità di commentare le trame rappresentate sullo
schermo nelle conversazioni quotidiane in un regime di pettegolezzo protetto dal momento che nessuno può essere
accusato di aver frainteso le intenzioni di un personaggio televisivo.
Il quadro teorico di riferimento per comprendere il senso della soap-opera e l'interazione parasociale, cioè la capacità
dei media di emulare un senso di familiarità tra estranei. In effetti dopo un po' i personaggi diventano persone reali e
siamo interessati al loro benessere come se fossero nostri amici e colleghi. Una molla è importante per innestare un IPS
è fornita da un processo di identificazione, Dove un ruolo importante spetta proprio alla possibilità di proiettarvi alcuni
aspirazioni del se. In conclusione la natura della sopra è il più successo di recezione costruiscono una lessi le più
intriganti te lo psicologo dei media che risiede proprio nel tentare di capire perché le persone siano affascinato da tale
universo parallelo rispetto a quello a cui fanno riferimento nella loro vita reale.
1.3
Gli storici collegano l'emergere di una fase di neo- televisione Al prevalere di una vasta serie di programmi noti come
reality show in cui la tv non è più totem che marca la separatezza fra il mondo se lo schermo e l'uditorio davanti allo
schermo. Il fascino dei reality show risiede in gran parte nella loro capacità di legittimare le tendenze all'interpretazione
parasociale cui le persone indulgono nel loro consumo televisivo. Tutti i programmi tv, e gli ambienti mediali in genere,
in cui l'udienza occupa la scena forniscono straordinario occasioni di ricerca per la psicologia dei media perché
consentono di indagare:
 Lo spettro delle motivazioni che inducono le persone a parteciparmi così attivamente
 Il contesto delle condotte degli atti discorsi in cui si impegnano di volta in volta
 La gamma di conseguenze che può ripercuotersi sulla loro vita successiva
 L'intreccio dei tassi mobili tra sfera pubblica e sfera privata
 La rete di effetti di realtà che la rappresentazione dell'audience sui media ha sull'audience dei media

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Nei formati dell'IP S stabiliti dei media avvengono anche modificazioni nei modi di organizzare il se è come progetto
simbolico, per cui è lecito aspettarsi manifestazione di identità para personale. Forse il formato più fortunato tra i
programmi di tv realtà è il grande fratello: una straordinaria operazione di marketing televisivo basata sul sapiente
intreccio tra due tendenze della psiche umana: l'esibizionismo e il voyeurismo. Il grande fratello è il fortunatissimo
format televisivo che arreso palpabile la spettacolarizzazione del privato è la violazione dell'intimità dove il successo è
dovuto alla sintonia tra l'estrema deriva esibizionistica nei personaggi nella casa e la tendenza voyeuristica nei
telespettatori a casa.
1.4
L'epoca attuale può benissimo riconoscersi in quella cultura del fare a gara parlare ovvero il talkshow. In genere i
partecipanti al talkshow sono indotti a levare il loro grado di autostima e l'intervista dopo la loro apparizione sul lo
schermo comporta una sensazione di empowerment perché possono percepirsi sottratti alla condizione di anonimato e
inseriti nell'Olimpo mediale. Il motivo che porta persone a partecipare è di rendere condiviso un vissuto ma anche la
possibilità di entrare nello star system. Fondamentali sono i conduttori i quali sviluppano grandi abilità di controllo
sull'interazione scena in modo che ci sia costantemente empatia tra il pubblico e l'ospite. Sapendo di essere in una
competizione generalizzata di identità, i partecipanti talkshow accentuano i tratti di originalità e violazione del canonico,
ricorrendo a tutte le risorse della retorica, dall'ironia bonaria al sarcasmo. Questa mobilità del se è deriva anche dalle
opportunità di produzione e gestione di conflitti; tra le forme di lotta per la parola troviamo il conflitto:
1. Giocoso che è costruito dal conduttore per mostrare il potere
2. Ossessivo innescato dal conduttore nel soffermarsi sulla contrapposizione dei punti di vista
3. Tematico prodotto dallo scarto tra le posizioni, no attacco alla faccia
4. Identitario generato dall'interesse per l'attacco alla faccia
5. Generalizzato quando contrasto delle posizioni alimenta un bisogno di differenzazione di se
6. Chiuso da autorità dal conduttore soprattutto con gli interlocutori non autorizzati
Lo spettacolo della parola è una pratica comunicativa che consente alla società dell'immagine di mettere scena l'utopia
di una democrazia indiretta, adesso è una forma di vita dei significati condivisibili da un'intera comunità socioculturale
perché la mediazione dell'opinione pubblica: chiappare se lo schermo parla perché guarda lo schermo cioè insieme "al
suo posto" e " a suo favore".
Il regime semiotico di tale conversazione ha modificato l'assetto tradizionale di privato in pubblico e proprio il talkshow
sono al centro di un acceso dibattito sulla costruzione mediante lettera pubblica, cioè di un orizzonte interpretativo delle
questioni di interesse collettivo in cui la comunità può far emergere un'opinione prevalente e rappresentarla al potere
politico. Gli apocalittici tendono a ritenere i talkshow colpevoli di aver reso asfittica la fiera pubblica perché le persone
sono indotti a pensarsi più come spettatori passivi; gli integrati tendono a vedere nei programmi televisivi incentrati
sulla partecipazione al pubblico uno scenario comunicativo che può estendere l'accesso di più vaste masse di persone
all'elaborazione dell'opinione pubblica.
2
I media intrattengono le persone anzitutto perché consentono loro di divertirsi ,di appagare i bisogni basilari e
intrattengono le persone anche in un senso più profondo in quanto forniscono modelli mentali per organizzare la
propria identità e per proiettarla nelle relazioni con gli altri.
2.1
Il primo A fornire tali modelli è Charles Schulz creatore dei Peanuts, inventati nel 1950, che sono la famosa striscio
modifica che ha dominato la stampa mondiale nella seconda metà del novecento. I protagonisti sono un gruppo di
bambini è un cane che mettono in scena si è piccoli problemi della Loretta sì alle grandi ambiguità tipica dei
comportamenti degli adulti. Anche se di tanto in tanto l'esistenza dei grandi é segnalata esclusivamente da loro chiedi, il
punto di vista dominante rimane sempre quello Dei piccoli protagonisti, uomini in formato ridotto. La grande arte di
Schulz é nella creazione di personaggi come tipi psicologici, dove la sua originalità del contesto culturale del fumetto
americano consiste nell'aver offerto alla società un'autoanalisi psicologica, capace di reggere lo stupore dei bambini,
intesi non come piccoli degli uomini ma come piccoli uomini, di fronte al potere delle loro parole. Schulz ha contribuito
al diffondersi delle rappresentazioni sociali delle psicopatologia della vita quotidiana e infatti è stato un grande psicologo

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culturale espertissimo nell'evocare la risonanza interiore degli eventi comunicativi e abilissimo nel mettere in scena la
consapevolezza del sottile idrico dei rapporti interpersonali e sposta le caccole del doppio legame. Schulz ha inventato
una grande maschera, l'imbranato, che finisce per dare voce alla sua visione del mondo: ovvero che la vita quotidiana
diventa sempre più assillante e bisogna fronteggiare una realtà talmente ipercomplessa che tutti sono costretti ad
apparire almeno un pò imbranati sotto qualche aspetto.
2.2
La costruzione sociale degli effetti ci giunge sempre più filtrato dall'azione dei media dove l'esempio prototipico
dell'educazione segmentale mediata è costituito dall'amore. Nella nostra epoca i media hanno fatto si emergere nuove
potenzialità di incontro ma hanno reso disponibili dei percorsi di educazione sentimentale che espongono le persone a
rischi del perfezionismo ideale o di un arrestabile ruminazione interiore. Naturalmente i mass-media parlano dell'amore
a modo loro, dovendo non solo adattarsi alle potenzialità espressive specifiche dei vari canali utilizzati ma soprattutto
rispettare i molteplici vincoli che rendono possibile la loro integrazione della vita sociale.
Poiché i mass-media sono assoggettati alle due leggi del mercato e della spettacolarizzazione anche la rappresentazione
sociale dell'amore qui danno voce risulta visto talmente deformato da pressioni esterne a ciò che le persone vivono
come amore; spesso la rincorsa frenetica dell'audience orienta la scelta dei temi e la programmazione dei palinsesti
verso l'esibizione dell'anomalo o dell'abnorme. Ecco perché anche l'amore solo l'eccesso è notizia abile come l'eroismo
di una dedizione silenziosa o l'anoressia e la bulimia sessuali. vi sono pochi vincoli che derivano dal formato enunciativo
in cui passa un certo modo di intendere l'amore dei media e per esempio le narrazioni d'amore nelle soap-opera
isteriliscono la portata in schemi seriali altamente prevedibili e stucchevoli, nei videoclip proiettano le attese di senso
per questo sentimento e scenari paradossali innaturalmente scintillanti e tenebrosi.
i media tendono a confermare i modelli culturali tradizionali a cominciare dalle differenze di genere l'educazione
sentimentale dei giovani comporta che essi dicono alle rappresentazioni sociali dell'amore fatte circolare dai media
attraverso la canzone, ma la cultura condivisa della canzone copie alcune differenze significative: le ragazze rivela un
interesse per l'atmosfera creata dalle rubriche di questioni di cuore, i ragazzi invece si lasciala fare da certi programmi tv
di situation comedy in cui la relazione amorosa viene presentata con uno sguardo divertito e parodico. Dunque la
funzione educativa dei media consiste nel distribuire la densità del sentimento amoroso secondo modelli interpretativi
compatibili con la costruzione sociale dei generi. Il rischio più grave è insito nel discorso miliare sull'amore c'è unità nella
sua tendenza alla fisicizzazione: da una parte di media sembrano sezionati all'intento di valorizzare la traccia biologica
dell'amore ma dall'altra enfatizzano tutte le opportunità di sganciare l'esperienza affettiva delle calda certezza del
contatto corporeo; inoltre la rappresentazione sociale dell'amore è incardinata nella condizione di doppio svuotamento
dove le persone da una parte e si avvertono tutto lo spossessamento e l'erosione della fiducia nella singolarità della loro
storia d'amore e dall'altra si crea un fossato tra le storie di ordinaria affettività e le persone che lo vivono perché esse
tendono a percepirle come troppo normali e banali. In conclusione vivere una storia d'amore è per le persone
percepiscono in relazione tra loro mentre per i media animare i frammenti scissi da una totalità.
2.3
I media sono fonte di intrattenimento anche perché consentono di organizzare informati sempre nuovi le risorse
narrative argomentative. Una conferma proviene da usi sociali di interazione mediata dal telefono dal quale deriva una
pratica discorsiva gli SMS che interessa la psicologia dei media per molteplici ragioni, a cominciare dalla natura ibrida
della sua forma comunicativa che realizza un intreccio tra oralità e scrittura, fra interazioni ma non logiche costruzione
ideologica del sé. Infatti di solito si invia un messaggino quando non si può/vuole parlare con l'altro , ma talvolta l'invio
di un SMS avviene avvia uno scambio più turni : in tal caso l'evento comunicativo assimilabile a una conversazione au
ralenti o alla partecipazione una chat room privata. Di per sé l'invio di SMS risponde al desiderio di posizionarsi
all'attenzione di un altro dove la scrittura gli SMS produce storie mediate di sé e costituisce un nuovo genere discorsivo:
narrazione fatica, cioè ci si narra per evidenziare il piacere della relazione con l'altro. Essa è un programma enunciativo
bilanciato tra l'esibizione del sé e la cura dell'altro, per cui richiede un impianto diatestuale, cioè una speciale
elaborazione dialogica del contesto di riferimento.
L'SMS:

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 si configura come un testo in cui denunciatore costruisce un episodio della storia relazionale che abbia una
trasparenza argomentativa
 i microtesti degli SMS consentono alle persone di sperimentare nuovi percorsi di costruzione discorsiva del se
 Mostrano che ciò che io accetto di essere dipende dall'altro al quale mi rapporto dal tipo di posta in gioco cui
sono di volta in volta interessato nell'evento comunicativo
In base alla posta in gioco che li sorregge i testi di SMS sono classificabili in:
1. Puntuali: quando descrivono ciò che l'enunciatore sta compiendo
2. Globali: quando riguardano un'intera esperienza di vita
3. Di circostanza: determinati da un evento esterno esempio compleanno
4. Di transizione: accordarsi su un mondo possibile, focalizzato su un comportamento da favorire o un oggetto da
ottenere
5. Sullo Stato corporeo : sulla condizione fisica degli interlocutori
6. Sullo stato affettivo: la condizione psichica degli interlocutori considerato il più delle volte nella sua modalità
emozionale
7. Di cura per la relazione: quando si focalizzano sulla rilevanza del legame che definisce interlocutori in genere come
amici
8. Amorosi: mettere in scena un frammento di quel tipo di discorso che stabilisce legami esistenziali profondi
9. Ludici: quando si avventurano in giochi di ironia/intenzionalità scherzosa
10. Allusivi: quando il testo appare mascherato o cifrato perché rende evidente informazione già condivise
La retorica dell' allusività è segnalata dai frequentissimi punti di sospensione e la specificità degli SMS è di fornire spazio
enunciativo alle emozioni connettive, cioè un tipo di emozioni immediate perché sono innescati dall'uso di qualche
tecnologia comunicativa. L'emozione connettiva è un costrutto psicologico congruente con la funzione fatica della
comunicazione umana che è una dimensione enuncia dal senso duplice: nella sua faccia negativa appare come discorso
da poco e nella sua faccia positiva è espressione del bisogno di mutua sintonizzazione. Infine la pratica discorsiva degli
SMS appare tanto vuota di contenuti quanto carica di relazioni.
2.4
L'uso dei media intrattiene le persone nel tempo libero. L'espressione tempo libero si può ricollegare alla popolazione
carceraria che rappresenta un tipo di udienza molto particolare, perché consente di esaminare in che modo i media
intrattengano le persone in condizioni di deprivazione fisica e sociale. Gli studi sono piuttosto scarsi e si distribuiscono in
due percorsi interpretativi:
a. Esiste una correlazione tra il tipo di reato commesso il tipo di contenuti mediali e Preferiti
b. Il consumo mediale assolve la funzione benefica dire equilibrare la deprivazione psicosociale di quel contesto di vita
L'ambiente carcerario dunque un osservatorio speciale per rilevare i vari modi in cui le risorse dei media vengono
utilizzate per soddisfare i molteplici bisogni dell'individui e dei gruppi. I modelli interpretativi delle scelte che I detenuti
fanno in relazione ai media mettono a fuoco due aspetti diversi ma compatibili fra loro:
1. Le caratteristiche degli utenti
2. La natura ricreativa dei media: i detenuti sono indotti a compiere scelte e tizia trarre dei media ogni occasione di
evasione riconoscendo in essi la capacità di alleviare la piena dover vivere in condizioni stressanti
I media forniscono ai detenuti dagli strumenti importanti per fronteggiare la loro situazione ad alto rischio depressivo
perché consentono l'ora di passare il tempo ; l'abitudine diffusa tra i detenuti di conservare gli articoli di giornale che
riportano le notizie delle loro gesta criminosa può orientare le loro scelte basso contenuti mediali che confermano
l'immagine del loro se.
Fra i detenuti la tv risulta dominante perché fornisce un nuovo senso di familiarità con se stesso e con gli altri e c'è una
preferenza per le riviste soprattutto agli articoli che trattano di casi giudiziari perché essi consentono di stabilire
confronti con le proprie vicende. Le scelte dei media rispecchiano abbastanza fedelmente le attese sollevato il profilo
identitario. Per il profilo criminologico non c'è nessuna correlazione tra aggressività manifestata nei reati connessi e la
preferenza di contenuti mediali violenti. Degna di nota è la correlazione registrata fa l'uso dei media e la lunghezza della
pena detentiva in quanto essi dichiarano di temere che non eccessiva dipendenza dalla tv produca allora una sorta di

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disgregazione mentale. Infine il telegiornale e il documentario naturalistico sono i due generi di programma più
selezionati, sia nella fruizione solitaria nella cella che nella fruizione comunitaria nella sala, Dove entrambi hanno a che
fare con l'identità di genere: la costruzione sociale della mascolinità nelle speciali condizioni del carcere perché le notizie
sono ritenute un genere maschile e consentono di salvaguardare almeno un po' il proprio senso di cittadinanza e i
programmi naturalistici vengono seguiti per il loro valore formativo. Infine l'uso dei media dipende dall'intreccio
complesso tra le caratteristiche di fondo, le condizioni di vita e le loro strategie di adattamento psicologico ad esse.

CAPITOLO 5
La grande rivoluzione introdotta dal computer e ha fatto registrare nella nostra epoca uno dei più profondi cambiamenti
nell'assetto delle relazioni tra le persone nel modo di pensare delle persone. Benché venga percepita come opportunità
generale la comunicazione mediata dal computer(CMC) rendere trasparenti le disparità che affliggono l'organizzazione
attuale della società. Questa situazione di digital divide fornisce un'ulteriore conferma alla cosiddetta teoria del gap,
secondo cui ogni nuova tecnologia comunicativa produce uno slancio iniziale di democratizzazione delle opportunità che
però viene subito assorbito dalla più forte tendenza a ristabilire un nuovo scatto nella distribuzione delle risorse
simboliche.
Le differenze introdotte dai new media rispetto i mass-media tradizionali vengono presentare in termini di simulazione
dell'interattivitá propri degli incontri interpersonali.
Questa forma di interattività produce un'impressione di compresenza di coinvolgimento nella struttura di partecipazione
all'evento comunicativo che è tale da superare quella sensazione di distanza e di separatezza che caratterizza vecchie
tecnologie. A livello formale l'interattività mediata dai new media passa attraverso una ridefinizione dei rapporti tra
oralità e scrittura privilegiando la modalità di comunicazione scrit-lata. La CMC Costituisce un nuovo ambiente simbolico
capace di produrre occasioni sia di malattia che di cura, meno evidente è che essa sia anche un valido supporto
metodologico che risulterebbe impraticabile senza rete.
1
Le novità della CMC consiste nella presenza di due modalità in cui si realizza il regime di comunicazione Mass mediale:
interazioni uno-molti e interazioni molti -molti, Dove l'interazione è sincronica e asincronica. Internet è la parola magica
con cui identifichiamo la rete dei computer che consente all'umanità di inquadrare il proprio rapporto con il mondo in
termini reali di villaggio globale. Il mondo è il delineato dai informazioni relazioni rese disponibili mediante una routine
semplice del cliccare, dietro cui si nascondono gli intrighi di un artefatto culturale le cui caratteristiche sono
ipermedialitá, ipertestualità e interattività.
1.1
La CMC Ci obbliga a riconsiderare il ruolo basilare del soggetto umano, collocando la prospettiva psicologica in un'ottica
neo-umanistica,Che denuncia ogni ipotesi teorica, ogni progetto pratico, di riduzionismo tecnologico. La sfera culturale
cui l'uomo accede grazie su artefatti scaturisce dalle modalità di realizzare un intreccio di valori affettivi e sociali tra le
forme del conoscere e le modalità del comunicare. La CMC Impegna la psicologia di media su un terreno di ricostruzioni
discorsiva suscettibile di molteplici interpretazioni.
1. Se di Internet rendiamo saliente il profilo informazionali, noi mettiamo in luce la capacità di memorizzare i dati
secondo procedure del caricare /scaricare. In questa prospettiva la grande novità consiste nell'informazione stessa che
non è +1 risorsa scarsa, ma hai una disponibilità talmente sovrabbondante da apparire eccessiva. Essa non va più né
cercata né trasmessa, bensì va selezionata e organizzata dove Le qualità cognitive delle persone sono pronta pizza nel
distribuire l'attenzione, flessibilità nella pianificazione e rapidità nella presa di decisione. La CMC Ha anche degli
svantaggi come l'estrema facilità di accesso alle informazioni in Internet costituisce un problema per l'uso che possono
farlo i bambini: essi possono, digitando parole come animali o giocattoli, essere indirizzati verso siti pornografici.
2. Se Internet si rende saliente il profilo relazionale, si rimane colpiti dalla facilità dei legami praticabili per cui le persone
trovano attraente postassi in tempo reale, cercarsi e radunarsi in comunità virtuali. In questa prospettiva Internet
rappresenta una sfida aperta in quanto la relazione è ambivalente perché da una parte apre molteplici spazi di libertà di
immaginazione al sei ma dall'altra a temi alla corporeità e rinserra il legame reciproco
3. Internet come progetto sociale incarnato nella storia nelle pratiche dei suoi utenti che funge da sintesi ai due

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precedenti profili. Intendere Internet in questo modo vuol dire mettere in evidenza i processi di riconfigurazione
dell'esperienza umana della realtà ora possibili ma negli inventari artefatti culturali l'uomo rimodella continuamente
l'ambivalenza della sua opera costruttiva di senso: da una parte gli artefatti culturali ampliano la nostra la nostra
capacità di controllo sulla nostra vita ma dall'altra non sanno nasconderci la loro artificialità per cui noi vi adoriamo con
lo scuro sentimento di estraneità che ci fa avvertire la loro mediazione sempre minacciosa
La CMC esaurita al massimo grado la natura mediante l'esperienza umana perché il computer è contemporaneamente
più mezzi di comunicazione.
1.2
La comunicazione può essere ipermediale,ipertestuale e interattiva.
1. Con il computer l'uomo ha a disposizione una tecnologia capace di gestire in maniera simultanea e integrata vari
strumenti, di qui multimediale. Invero gli antichi libri illustrati già realizzavano un tale intreccio di codici, teso a
favorire l'apprendimento della cultura alta. Dunque la comunicazione ipermediale non istituisce alcuna rottura
brutale col passato ma evoca evoluzione è complementarità. Esiste però una differenza Che separa universo
multimediale da quello ipermediale: la multimedialità è una situazione di uso misto di strumenti comunicativi
che restano separati tra loro e uno riceve ruolo dominante; l'ipermedialitá instaura una situazione
completamente nuova perché i media vengono integrati in maniera tale da sfruttare paritariamente le singole
capacità di strutturare la comunicazione in una nuova totalità. il testo ipermediale impegna la mente a
fronteggiare molteplici codici:
- il linguaggio verbale
- Linguaggio visivo
- Linguaggio filmico
- Linguaggio musicale
- Linguaggio numerico
In definitiva la caratteristica saliente dellacomunicazione per mediale e la virtualità è l'interattività della sua
realizzazione
2. Molti ambienti di CMC sono costruiti nella forma di ipertesti, cioè un tipo di pratica comunicativa che forza i
limiti stessi della sua costituzione. L'ipertesto può essere definito un testo non sequenziale che contrasta con
idea stessa di testualità; L'ipertesto è una trasformazione la scrittura resa possibile dalla tecnologia del
computer Dove è il testo diventa virtuale e può essere realizzato diversamente dalle scelte di lettura
dell'utente. Gli inventori e gli autori di ipertesti ricorrono spesso alla metafora del viaggio per identificare la loro
pratica, che consiste nel rapportarsi a un documento come una serie aperta di bottoni da cliccare e di legami.
Ogni bottone, cioè ogni scheda di informazioni è autosufficiente per cui può entrare in relazione con qualsiasi
altro: l'organizzazione del testo dipende dai bisogni dell'utente. Per avvenire in modo naturale l'elaborazione di
testi multi/ipermediali deve rispettare il vincolo della narratività che realizza in variante dell'agire psicologico
umano quali la strutturazione del vissuto e la regolazione dell'effettività.
3. La narratività dell'ipertesto è connessa alla natura interattiva. Qui l'interattività intreccia quattro differenti
percorsi di interpretazione:
- Bidirezionalità: una comunicazione interattiva si realizza quando il medio ma prevede una doppia via ovvero un
canale di ritorno
- Reciprocità: quando il medium consente l'intercambiabilità dei ruoli o l'alternanza delle prospettive fra
emittente e ricevente del messaggio. L'interattività diretta o immediata e solo nel dialogo in praetesentia , ma
alcune tecnologie base informatica simula una interattività mediata capace di evocare, perché la velocità di
modificazione della prospettiva è tale da sfidare il tempo reale.
-Attività: una comunicazione interattiva esige un ruolo attivo dell'utente rispetto al medium
- Processualità: se ciò che avviene non concerne Stati di cose bensì processi dinamici
2
Obiettivo della CMC È stabilire un'interfaccia adeguata tra le procedure di questo artefatto culturale e suoi aiutanti così
da rendere felice tutta l'interazione. La psicologia tenta di esplorare l'accordo praticabile fra le potenzialità dei nuovi

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ambienti di CMC L per cui carità dei bisogni umani, nel riquadro dei processi di attribuzione di senso. Alcune obiezioni
evidenziano l'evanescenza della corporeità nell'interazione.
2.1
Il formato della CMC più noto è la posta elettronica, una forma ibrida di comunicazione perché da una parte risponde ai
requisiti tradizionali di una lettera scritta, cioè l'indisponibilità fenomenologica del destinatario sull'asse spazio
temporale, dall'altra evoca lo scenario del dialogo faccia a faccia, cioè l'attesa rapidità per alternanza nel turno,la ridotta
formalità stilistica e l'alto impegno relazionale.
Il newsgroup è un ambiente a sincronico di CMC orientato alla produzione al confronto gli argomenti su un determinato
tema. L'intento persuasivo non è esplicito ma è rintracciabile nella motivazione che spinge i soggetti a prender parte alla
discussione. L'impianto esalta la dinamica plurilogica della conversazione. Può modulare il suo intervento in modo che
appaia come semplice reazione enunciativa il discorso di qualcuno o come rilancio diatestuale del riposizionamento
rispetto ciò che è già stato detto da altri.
Là chat room è l'ambiente sincronico della CMC Che consente alle persone di intessere relazioni anche stabile e talvolta
perfino ispirate alla sfera dell'eros. È possibile simulare l'interazione faccia a faccia valendosi non solo di una serie di
faccine ma anche di molteplici banche dati che forniscono migliaia di piccole icone sui più svariati aspetti dell'esperienza
umana: animali, cibi, edifici eccetera. L'uso delle faccine consente all'interno di cimentarsi anche nella clip Art.
Le interazioni discorsive praticabile la chat specificano le potenzialità della multi user domain (MUD), un ambiente
ampiamente diffuso in Internet ed è un tipo di CMC Che concretizza il progetto altisonante di una realtà virtuale
nell'immaginario collettivo sul cyber spazio. L'interfaccia è completamente testuale e consiste di:
- un database che descrive luoghi
- Una serie di comandi che consente agli utenti di vivere e di agire in quel mondo
Nati come giochi di ruolo in diretta i MUD consentono di entrare in una realtà alternativa quella che rimane al di qua
della tastiera il proprio computer, per cui possono anche favorire le abilità di problem solving. L'esplorazione di questo
nuovo mondo è possibile attraverso una serie di semplici comandi come look, Go e take, grazie ai quali il muddista può
imbattersi in altri utenti .
2.2
Tra i vari modi di praticare CMC si è subito sviluppato il blog, cioè un tipo particolare di sito Internet che realizza una
specifica miscela di prototipi testuali, una forma di comunicazione che se rapidamente diffusa in Internet inducendo
molte persone a fare i resoconti quotidiane delle proprie esperienze in modo da rivelare un se costruito all'incrocio tra la
scrittura e la lettura di varie storie. A livello strutturale il blog è contemporaneamente:
- un sito personale che aggiorna gli umori quotidiani di qualcuno
- un sito informativo,
- un sito partecipativo che nel formato del newsgroup accoglie commenti, rilievi, apporti gli altri internauti
A livello funzionale il blog è una serie di procedure che sfrutta le potenzialità della CMC Per soddisfare le esigenze di
autoidentificazione di relazionalità. L'equilibrio tra la valenza espressiva, l'appello internazionale e l'orientamento
formativo rende il formato comunicativo dei blogs la sua caratteristica polifunzionale. I bloggers possono essere
caratterizzati come grafomani, cioè individui che vedono la tastiera non una semplice periferica utile ma una penna
elettronica capace di incidere nella realtà costruendo nuovi modi di riferimento. Identità discorsiva dei blogger è definita
da una passione implicita per la scrittura, cioè dal desiderio di adattare le potenzialità di tale pratica comunicativa alle
nuove opportunità rese disponibili dalla rete delle reti. Producendo il formato dell'ipertesto la modalità di scrittura ha
già scardinato molteplici abiti interpretativi come la differenza tra autore e lettore o la sequenza lineare delle operazioni
di scrittura e lettura. Il blog :
- continua l'azione innovatrice della scrittura media tra computer perché introduce dinamismi originali nelle possibilità di
ricongiungere le formae mentis del narrare e argomentare
- Sono strumenti raffinati di costruzione identitaria perché abbinano le potenzialità i vincoli delle tecnologie
comunicative
- Documentano un altro percorso di ibridazione ti ha tradizionalmente tende un po' a regime di senso del narrare a
quello dell'argomentare

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3
L'irruzione dei media nello scenario della comunicazione viene perlopiù interpretata come un'interruzione o
un'alterazione dell'impianto dialogico proprio di interazione faccia a faccia. A cominciare dall'invenzione la scrittura, ogni
tecnologia comunicativa in quanto tale tende a privilegiare l'assetto monologico come cornice in cui inserire i processi
comunicativi. Nella sua immediatezza di tracce naturale appare dialogica ma quando è mediata la sua dialogicità tende
ad affievolirsi. I tratti più salienti del riadattamento dialogico dei new media sono la capacità di alternanza, nella presa di
turno è la possibilità di costruzione interattiva del senso da attribuire a ciò che sta avvenendo. Le novità della CMC È
nella sua natura polifunzionale e plurisfaccettata che consente alle persone di accedere a un sistema multimediale e
interattivo. Se l'impatto psicosociale della CMC viene valutato secondo lo schema tradizionale risulta che gli apocalittici
evidenziano la completa mercificazione delle pratiche comunicative e il rischio di sorveglianza totalitaria, mentre gli
integrati sottolineano l'incoercibile potenziale emancipatorio di Internet che apre spazi di espressione, informazione E
partecipazione democratica tali da assicurare maggiore autonomia personale e sociale.
3.1
Il tema più dibattuto dagli psicologi della CMC scaturisce senza dubbio dalla possibilità di intendere Internet come un
laboratorio di identità personale e sociale. Il cyberspazio può essere abitato da identità multipla, da sé possibili,
distribuiti in diversi ordini di realtà dove I vari nickname degli internati danno voce alle diverse fonti di
autoriconoscimento dell'io. Le teorie della mente modulare suggerite dai dati che le neuroscienze hanno raccolto sulla
diversa autorappresentazione possibile nei due emisferi celebrale, trovano un ulteriore conferma empirica nelle pratiche
della CMC Che legittimano una trama polifonica del sé; l'immagine di più finestra interattivi aperte sul lo schermo di un
computer grande e visibile la necessità di pensare il proprio sa come raccordo di posizionamenti enunciativi.
Naturalmente anche la natura fluida dell'identità degli internodi non sfugge all'ambivalenza: da una parte segnala
molteplicità e apertura sul possibile e dall'altra epoca inconsistenza è indecidibilità con rischio di deriva
nell'irresponsabilità.
Internet offre pratica di ricostruzione di sé Che si basano sull'intreccio tra il fascino del laboratorio con quello del teatro;
Internet consente di fare delle ipotesi sulla possibilità di essere accettati per come si appare, di controllare la credibilità
della propria faccia di modellarla continuamente per adattarla alle mutevoli circostanze interazione virtuale. La strategia
più ricorrente spinge chattori e muddisti A indossare la maschera dei desideri. Per il suo tasso di interattività potenziale
la CMC rivela delle qualità empowering Per l'immagine di sé e per quella relazione che si realizza tende a valorizzare le
potenzialità del livello di interazione parasociale dove la spinta motivazionale scaturisce dal desiderio di sperimentare i
propri sé possibili. La CMC favorisce la costruzione di nicchia di identificazione personale con particolari modi di vita
emergenti dall'ibrido azione tra sfera pubblica e sfera privata: per esempio sei un adolescente svedese fossi
appassionato di testi comici giapponesi potrebbe avere difficoltà a condividere questo aspetto la sua crescita culturale
con qualcuno del tuo gruppo dei pari, ma in Internet può tracciare abbastanza facilmente delle rotte tali da rassicurarlo
che quell'aspetto del suo stile di vita rilevanti anche per gli altri. Ovviamente il grado di affidabilità delle relazioni
interpersonali on-line è discutibile perché il loro essere disincarnate e insieme attivate da identità così fluide scava una
distanza psicologica.
Ci sono due teorie:
1. Reduce social cues theory sottolinea la povertà relazionale incombente sulla CMC e derivante dalla non disponibilità
dei sistemi preverbali e paralinguistici che supportano invece la reciproca fiducia nella presenza sociale dei interlocutori.
La grande rete di Internet proietta le pratiche comunicative in un vuoto sociale che le persone ritengono come libertà
espressiva l'indifferenza le regole mentre per le organizzazioni si traduce in un modello più democratico
2. Social information processing secondo cui le condotte umane sono così pregno di socialità che le persone tentano di
stabilire relazioni, dove gli utenti sono elaboratore di informazioni sociali sia nel tipo di motivazioni da cui sono spinte sia
per una specifica abilità a costruirsi le impressioni sul proprio interlocutore
Più in generale secondo gli apocalittici la frequentazione precoce prolungata del computer da parte dei bambini può
ostacolare lo sviluppo della competenza sociale favorendone la tendenza a chiudersi in isolamento. Al contrario secondo
gli integrati l'incontro dei bambini con la cultura tecnologica rappresentata dal computer è un potente supporto
motivazionale all'apprendimento produce una cresta l'autostima nel senso di autoefficacia. Le persone sperimentano

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legami saturi perché appaiono loro come colmi di significati e tale impressione può essere determinata da una carenza
di abilità o di occasioni di relazioni interpersonali off-line, da un'aspirazione ad ampliare la gamma delle proprie capacità
a interagire con gli altri.
3.2
I motivi che possono spingere le persone a navigare in Internet sono riconducibili alla griglia proposta dal modello degli
usi e gratificazioni. Infatti tra i “predittori “dell'accesso alle reti troviamo:
1. I vantaggi interpersonali nello stabilire un'interazione sociale on-line
2. Un modo per passare il tempo
3. La ricerca di informazioni
4. Comodità
5. Intrattenimento
Le pratiche della comunicazione sociale finalizzata all'intrattenimento sembrano orientate a ridurre lo spessore
esistenziale delle persone all'unico Stato di senso che è dato dal visibile, dalla udibile è in generale dal fruibile in forma
mediata. Le persone in difficoltà possono ricorrere alla CMC come se fosse un'alternativa funzionale interazione sociale,
Per cui loro bisogno può talvolta sfociare in forme di dipendenza. La sindrome dell'Internet addictions disorder è una
modalità di uso compulsivo della CMC Che induce alcune persone a spostarvi i nodi irrisolti del vissuto esistenziale.
Young stima in 38 ore settimanali l'ampiezza temporale critica oltre la quale si può innescare un pericolo di dipendenza,
che si manifesta con i dati di una speciale salienza cognitiva, non alterazione emotiva e di un assuefazione esperienziale.
Queste persone considerano ciò che possono fare on-line più importanti ciò che possono fare off-line, per cui essere
connessi suscita il loro particolari sensazioni di euforia; questo comporta che per rinnovare tale Stato eccitazione
occorre accresce progressivamente la durata dell'ente trascorsi in rete fino a ridurre al minimo ogni altra attività.
Talvolta può essere utile applicare la cura di tale sindrome è un principio o miopatico, per cui una chat therapy può
favorire il superamento della dipendenza da Internet. Lo psicologo in chat può far valere la sua funzione terapeutica sei
sui contributi dialogiche ci sono offerti come punti di riferimento capace di attivare risorse di senso applicabili un
progetto condiviso di autonomia del se. Ovviamente anche questa tecnica presenta un intreccio di vantaggi e svantaggi
Che è uno scarto nelle opportunità offerte sugli assi portanti io divento comunicativo: informazione e relazione.
1. In termini di informazione scambiata tale psicoterapia è vantaggiosa perché le persone in difficoltà trovano più
semplice accedervi E c'è una riduzione dei blocchi attivati dei meccanismi di difesa nelle persone che si rivolgono allo
psicoterapeuta.
2. Sul piano della relazione le pratiche di psicoterapia registrano un calo di efficacia difficilmente sormontar bile come la
carenza di indici di contestualizzazione riduce la sintonia di trazione che tra gli altri colassi più come successione di
monologhi che secondo la forza strutturante del dialogo. Da questo risulta il rischio di interazione deprivata di empatia
degli psicoterapeuti( psicoterapia fredda).Un altro rischio è difficoltà di assicurare un setting intenzionale neutro cioè
controllabile , privo di tratti distraenti o distorcenti oltre che dal timore sempre nascente di violazione della privacy.
In conclusione diremo che Internet da una parte ci tiene in pugno in quanto penetra in tutte le sfere dell'esperienza
umana e dall'altra le persone le comunità hanno 1000 buone ragioni “per tenere a Internet”, tale è il potenziale di senso
che viene messo a loro disposizione della rete delle reti.

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