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SERGIO LANDUCCI

Sulla meta-etica di Kant


nella "Critica della ragion pratica"

l. Etica e meta-etica

Nella storia del pensiero occidentale Kant è il primo-


1
filosofo che abbia avuta piena ·coscienza di quella diffe-
renza fra due livelli del discorso morale che nel nostro se-
colo è diventata corrente: il livello normativo e il livello
meta-normativo (di discorso sulla morale). In realtà, tutto
quanto il "criticismo" è stato da lui pensato come un di-
scorso giustappunto di secondo livello nei confronti dei
rispettivi linguaggi-oggetto: la matematica e la fisica pure,
nel caso della critica della ragione 'speculativa' (teoretica),
e la morale esistente nel caso della critica della ragion pra-
tica. (Elementi di mediazione sono semmai quelle ch'egli
considerava come . le relative 'metafisiche': la «metafisica
della natura» e la «metafisica dei costumi»).
Qul'.st'idcu Jeli'inclagine 'critica' come un'indagine di
secondo livello rappresenta il lato più moderno della con-
cezione della filosofia, da parte di Kant. Egli muoveva in-
fatti dal riconoscimento dell'autonomia delle scienze or-
1
mai costituitesi come tali, rispetto alla filosofia ; e, corre-
lativamente, muove dall'autonomia della morale, rispetto
alla filosofia. Tanto che, a questo riguardo, c'è stato addi-
rittura chi gli ha fatto credito d'aver compiuta la vera e
propria 'rivoluzione' moderna, ·nella storia dell'etica, col
passare da quel che fin allora era sempre stata la filosofia

1
Cfr. C. Luporini, Spazio e materia ifl Kant. Con una introduzione al
probft.1m1del 'critidsmo', Firenze, Sansoni, 1961, p. 31.

JUVlST/\ DI FILOSOFIA I vol. LXXXl. n. I, aprile 1990


Sulla meta-erica di Kant 59

58 Sergio Landucci
della meta/isz'cadei' costumi': di non aver introdotto alcun
nque una filosofia morale), a una
morale (appunto, comu 'i principio della moralità nuovo, bensì semplicemente una
filosofia, invece, della.morale . est'ultima è altamente \ 'formula' nuova di esso 4. Introdurre una formula nuova,
Ma una formulazion~ come qu 1·t- dell'indaoine replicava Kant, non è certo cosa di poco conto, se solo si
l , . gensce una neutra i a "' abbia presente che cosa possa significate, per esempio in
equivoca, pere 1e sug . - . Kant non c'è affatto. ln
.. - mvece m . matematica; e, per il resto, quale richiesta sarebbe mai
cnt1ca sulla mo:ale, che r I . compiuta la medesima ope-
questo campo, mv~ro, eg I ~a - m iuta anche in sede di quella d'introdurre un principio della moralità nuovo
razione che notoriamente. a coe qpui ha assolutizzati, ri- ~ quanto al suo contenuto? Potrebbe mai alcuno sensata-
fil oso fia. d.eila . conoscenza. com • .· mente vantarsi d'esserne lo scopritore? Bisognerebbe im-
.. 1. J ila mente umana, 1 p11n-
rutture natuta 1 e . . _. ~ . maginare che per !'innanzi l'umanità fosse rimasta all'o-
portandoli a st , d lla fisica allora es1stent1 (nspetl1-
scuro, o vittima di un errore universale, a proposito del
cìpi della matematica_ e e 1·d . ~ la meccanica newtonia-
1 eometna euc i ea I;; li dovere morale!
. l assolutizzati i prinetpl de a mo- /L
• •
vamente_, . a g
Sono qui compresenti i due aspetti che c'interessano.
na), cosi 11: sede .e~ica 1a acifiramente (diciamo, alla gros- ;)
rale eh' egli cond1v1deval p ~ borgh-ese per ripetere '· ~- Da una parte, la chiara distinzione fra il livello normativo
d· . cristiano- , '\l e il livello meta-normativo; con in più la consapevolezza
sa, una sorta i mo_rae - ri ortanaoh a a 'ragion pra-\
una formula almeno tllust~e), dP.as,solutizzazione (o natu- che la propria originalità riguarda esclusivamente il secon-
. , E est' operazione 1 . d do livello. Dall'altra parte, la negazione, data per scontata
nca pura • qu . . clicamento nella cos1d ettaj
ralizzazione, nel senso di ufn ~
1
• etto all'impostazione'. 1 f(b come del tutto ovvia, della possibilità stessa di etiche nor-
'natura umana') è l'altra accia, nsp mative reciprocamente alternative, venendo trattata come
nient'altro che un paradosso che si smentisce da sé l'ipo-
'criticistica', . d 11 , Critica della ragion pratica c'è 1 tesi di una qualsivoglia inventività morale (normativa).
Nella. Pre~az1one e ,1 ·1bile er pregnanza, a quella,
una dichiarazione paragon, '. p della fisica pure ci si Per comprendere questa situazione occorre guardare
celeberrima, che della mateman~a e 'bili erché esse alla specifica meta-etica elaborata da Kant. Ma qui ci limi-
. -h· dcre soltanto come siano poss1 ' p -·bili" - teremo rigorosamente alla Critz'cadella ragz'onpratica; per-
d ovesse e 1e . d.1 he debbano esser poss1 e ché quest'opera presenta, al riguardo, una teoria in gmn
ci sono realmente, e qum . c d. f .i Ed è là dove
, d 11 loro stessa esistenza I att? . , . .- parte differente da quella ch'era stata esposta nella Fonda-
provat~ a a l· . l' , caratterizzazione del propt 10 zione della metafisica dei costumi, e scaturente anzi, per
Kant riconosce ,1 m1g iore_ li che invece gli era sta-
contrnccolpo, proprio dal fallimento a cui Kant era anda-
lavoro, quanto alla mo~a_le,i~nq~fe1~mento alla Fondazione 5
rn rivolta come una cnuca, 1 to incontro colà •

Adumo Smith. Bari,


2 Cl' G Preti Alle ur1gi111dell'eticaco11temporanea.
1
· Così presenta le cose Kant (KPV, p. 8 ·J
28 7
= SM, p. 141); m.i non
t, • I ,
sem:a semplifìcarc alquanto, fino a deformarla, l'argomentazione ben più
Latt:rza, 1959, PP· 9 e _17. O Cl contesto proviene dai Prolegomem, complessa (ed avveduta, va riconosciuto) del suo critico, un empirista, eude-
' Critica de!lu ragwn pura, B 2 N ti .t c1·terò la Criticadella ragton
monista in etica. Cfr. in.fatti G.A. Tittel, Oeber Herrn Ka11t'sMom!re/orm,
,I ... J•1§5) esegu10 l ll
tr·t b fine del § ➔ e imzto e_ d. d alle pagine (ed eventua mente a e

w11ticacon a s1g a I · I KPV •
e rnnan an ° h :r
Kant's GesammelteSe rr,ten . e · .( d a cura Frankfurt und Leipzig, Pfiihler, 1786, rist. anas1. 13ruxelles, Culture t'l Civili-
sation, 1969, pp . .32-.36.
righe in esponente) del voi. V Je 11 e . d Wisscnschaftt:n), 13erhn. Rc11rn:r, 5
il fallimento del progetto di una 'deduzione trasccn,k•ntalt:' della legge
tldla' Koniglich Prt:ussische Akade;.'eP' er Chiodi (talora modificata _ta~1ta• morale (o dell'imperativo categorico), cht: Kant avcv11 colrivaro per lungo
rcr1·111·•norali <li Kant, 1ormo,
t •'Oll
, soo . ..,,,.,nonchè
. allad 1traduzione
, . I ') ne 11voieltro
ume .., ,. 11•· . tempo (e ancora nella terza sezione della Fo111/11zio11e, pt•r l'appunto) e che
11wnte, in dirt:z1one I cC~a.~od~llaragio11pura si farà riferimento a 1mApagl1· abbandona solo nella CriLic,1 dello rap/011pratica. Al riguardo cfr. D. l lenrich,
I 1·1·1:··T.• 1970. Per• a 1· nltlll
d
, . I
come d uso - a pnm~
· ., edizione con e a Der Begn// d<'rsit1/ichenEmsicht 1111d Kantr Lehrc vom /òak1tm1der Vem1111/1,
n,111rnworiginale, mc ican o -
, , ""'h, con B.
----- 61

2. Il «/alto>>Jella ra[!..wne Incanto, un ·fotto' è, per definizione, possibile oggetto


di una qualche forma di conoscenza, per quanlo sui ge11e-

I~.
L'oggettività {assolutezza} della morale significa, in l'JJ qucsrn dc::?.~~poi ~ugari Iesser, con~e.pita, in Jipenden-
Kant la validità universale di quella rh 'egli chiama la 'leg- Z,l dalla spec1hc1ta ddl evemu.ile fatto rn questione. E di
ge n;orale'. Più riy.orosam-.:ntc,s1gnifiù1 la realtà (esisten- <,conoscenza» della legge mbrule Kant J)arla senza akunc1
za) dc:Ua legge morale mc<.h:sima. dal momento che la vali- esirniionc ~. Egli è cioè un cognitivista in etica; com'è
dità uniwrsalc è contenuta analitit:.imc:ntc nc:Uanozione di d'nhronJe ovvio, in quanto egli considern l'accettazione v
fogge (mornl1::),la 4ualc proprio per questo è contrapposta della legge morale, da parte di ciascuno di noi, non già
ai prindpi Jcll'agin:: soggettivi, o, comunque, soggettiva- come costitutiva Jelb validità di essa, bensì come un me-
mente condizionati (co1m: sono gli imperativi cosi<l<lcui\ ro riconoscimento della sua validità, intendendo quest'ul-
'ipotetici'). Infatti la kggc morale è bensì ll<!Ct::mm,1, quan- tima ~uale proprietà intrinseca di yuella 9• E da ciò Jipen-
to ,li suo contenuto (e le corrisponde l'apoditti<:ità Jdl'im- de, alrreuanto owiamente, anche lt1 ncgazio11edella possi-
pcrativo cosiJJcuo 'categorico'), in opposizione .1Ua con- bilità di eliche reciprocamente alternative (e quindi di au-
tingenza Jci pri11dpi soggcuivi; e: an~hc questo è induso 11 tcmid c:onllitti morali): i princlpi Jella moralità che quali-
.malitica1nentc nella no.dune cli essa - conformc:memc, del \ f fica come 'materiali' sono per Kant non già pri.ndpi di
resto, all'implica1.ionc rt:'cipwca, sostenuta Ja Kanr, fra mort1li contrarie alla sua, 'formale', bensì prindpi di com-
l'uuivt•rsalità rigoros;.1 e, pt::r l'appunto. la mo<l.ilità della ,J' portamento senz'altro immorali, contrari al 'Jovere' tout
court. Per Kam le varie versioni dell'epicureismo più o
necessità. Ma, quanto al suo srnttno ontologico, lo. h:ggc
morale semplicemente c'è, esiste (ovviamente in una qual- meno camuffato (tanto per riassumere sotto un'etic:hetta
che accezione peculiare di esiste111.a).dal momento che se- comune tutti quanti i prindpi d'azione 'materiali'), anzj.
condo Kam è presente, d,1 st:mprc, nc~li esseri razionali"; chi morali in compelizione con quella ch'egli difenJe, so-
e in questo senso è un •fono' lfaktum}, come Kant dice e no l'antitesi stessa della morale, dell'unica morale, quella
ridice neUa Criticadella ragionpratict1(mentre mai l'aveva 'vera', e quindi il regno dcl falso quamo ;1} dover essere. J,
detto, prim.1 neppurl' prrvatameme). Un fatto della ragio- Si<:come 'morale' è tl.!rmine che concettualmente non ha /I'
ne, s'intende, ma pur sempre w, fallo·. plurale, per Kant, cosl egli non lo usa mai in senso neu-
Una tale lJUalificazioncdella legge mornle implica im- trnlc.
mediatamente dut: cesi1 in sede meta-etica. P_erun altro verso Kant qualifica la legge morale comel
un 'fatto' per sostenere ch'essa è assolutamente non deri-
vabile da alcunché d'altro (di carattere empirico o menu
1•1J m K,1111. Lttr Vt't1llmg 11·111er T/,,'<Jrlt' tl(Jn f.rkmnen u11dIJ.i11del11 \a cur11 cht: ciò sia eventualmente concepito). Siffatta inderivabili
t~ ~~l~a l~gge _m~r~le significa In ~ua originarietà ~ i~ridu• ~
,11 G Pr.iu!>sl.Koln, Kic:pi:nhaui:rund Witsch, 197}. p. 239 sgg., i: K. Ame•
11k~.K,mr's Dcd1,c1mn <>i Pm:dw11,111dMoriJl:ty,..Journ.J of 1hc 1listury of
l'l11l11"'1'ltr•,XIX. 1':ll:ll. pp 5}-7'-J c1bil1ta.Kant e c1oe un seguace d1 quella ch1: oggi sI suol
f CIJ per .:scmv1llKP\ ·, pp. _3IJ (R~al,tàt),-16"(W1rklù:hke1l) = SM, pp chiamare la legge di f1umc (dall'is all'ought 11011 si Jii p.1~ 1
D1 IR-1
l h K/'V, pp 31 •J, 3:!2, -12'', -1712, ,11~. 91•'·, lù-111 = SM, pp \68-(,9,
11111lii\ 1•1.1,.?i•I. 2-l'I l\c;:li uhi1n14uauro Jj <fU(!Sllluoghi, il sint,1!!111.t~111 " Cfr. per esempio Kl'\I, pp .J'·"', 66~. 737, 91111 ', 91 11 '· • .'iAf,N•
, ,,_,., /,, \, ,,111,,Jr t· .t~cnmpaguuto tfall'avvcrb10 J1_/t'1dm1m \«per cosi di- 13().2ll6, 214, 234, 236; e ~ià Crtticadella r11g1011pr,ra,A I 'i, H !I(
lli 11111,!11• ,111,.I,,,. 1. u.-1pruno, il l'"k11m1. 10 4uc)tiunc (• t!u;1)ifk,1toco- ' Adom,,per comodità. la formul.11.k,rwdii.', Jdl'11pp,"1:1,,m· h .1 ui11111
''""'" 11,I ,uo 1:t·m:rc,,1 A !> 55' , un un-cono di sp1q:az1onl· 1iv~n1..- e ll<lll-l't.11!,nÌtlVismu. i!} ,•tic:1. si I l'Ol'a in Alt lto~•. 1,,,-,.,f,•t ,·1 ,111,/
I, 11 , I " 111111, l,1.1111.,rc 1111,1tkll'.llntnaiionc ddl3 volu111i1 thc i: ini.:vi- N1, 11m Lundw1, l{ourlcdgi.-.mJ l(t•1•,111l'Jul, J'l11o'<,11.,,I11 ,h /I.I 11111 ,.,!
, 111111•11•I 1,,11,h1>U 1•1111,•1•1<'lllJ'lriu .. t11,,lo /)ù.-1111,· ~ IIOfll1'', Mii.mo Fd1L111111 r•i•~ I' J I'> ,1 I'
,11 (.,,111111111:i,
62 Ji
Sulla mcu1-etic-J l(Qu1 6J

sa~gio logico), ovvero Jella 'grande divisione', appunto fra ?izio~~to ~. ~ sovra-sen~ibile, allora certamente l'etichetta j
iJSei11e il Sullen111(a prima vista, può suonare paradossa- e, pe1 m~ent1ss1~_a;perche la legge morale, per Kant, è sen-
le, esprimere anche una presa di posizione come questa z alt~o mcond1z1on:1tae sovra-sensibilt:. J
qualific.:anJo la legge morale come un «fatto»; ma basti ri- Quan_r~ _all'inc-ondizionatezza, anche questa fa parte
flcm;!re che tale •f.mo' è giustappunto una 'legge', e quin- ~elfodefi!11z1onestessa_della 'legge morale' (e dell'imper.,-
di meramente un Sollcn). L'accento Ji Kant batte ugual- t~~o <:o.rnspo~d~nte), m co!1trapposizione ai princìpi di
mente, seppur talora più sull'una e talora più sull'altra., a azione materi.ili. La forn1aJ1tàdella legge morale è infatti
sernnda deUe occasioni, conrro entrambe le ewntualitl c~c~~e~ucnza della sua incondizionatezza. Pur la sovra-sen-
eh 'egli intende esduderc: quella <li una prt:tesa derivazio- s1htl1taddla le~ge mornle è asserita da Kam espressarn<:n-
ne empirica del principio Jella moralità, e quella di una t e Il. ; e comunque s1. tratta d'1 una conseguenza ovvia deJla
sua pretesa derivazione 'm<:rafisica' (nel senso dell ..1 mera- lesi delta non derivabilità empirica di c;:ssa.Data la dicoto-
, . d ) 1, __.
f1s1ol trascen enti:! . m}a fra sensibile e sovra-sensibiJe, la legge mornle non po-
Ma, se fadl~ è dire qud cht• la meta-etica di Kunt non u:a certo sr~rc dalla parte deUa sensibilità, per l.1solita ra-
è, più arduo è in\'ece 4ualificarla in termini pollitivi. L'eti- gione che tn tal caso il principio della moralità sarebbe
chetta rh 'egli adotta l: infatti qudla di «razionalismo», in materiale Del rcsco, si potrebbe dire ancor piC, dirctta-
opposizione per un wrso all'empirismo e per un altro al men.rt·. ~~e p~r Kant l'incondizionarezza implica b sovra-
misticismo morali (dr. KPV, pp. 70-71 =- SM, pp. 211- sens1bd1ta, Jal mo memo che nel mondo renomenico la
12). Tuttavia che vuol dire una simile etichetta, .il di là pri!na non si trova _ma.i(e ~i _fano, almeno per metonimia,
delle esclusioni che inJubbiamt:me comporta? egli usa le due noz1om aJd1r1ttura come stnonimiche).
Se assumiamo ht definizionl:! <ldl.i 'ragione' che Kant Pc:t:1nto, ,IVt!ndo ciascuno conoscenza della legge mo-
inaugurn, come I.i facoltà che avrebbe ad oggetto J'incon- rale ciascuno ha Ja sempre una conoscenza sovra-sensibi-
le! Quc·sr~ è forse oscurato dalJ'insistcnla ossessiya dì
111Lu 4uo.:s1iuu..-e sc,11;1.111r-,11t,lli1 Kant su!l'_mcono~ci~ilità di quella ch'egli considera come
da K.-l l. lhin11,Da ,,u,
t1:111ut1ca111cn11:
111r.i/1Jflsd,,·r Fcbluhlm, h,·1 J...1111. in }{,.br1b1it11,r1mr.
du J•Tllktmbm J>lnlmop• I~ ~oncl1z1~nedi possibilità della legge morale stessa, e
/w Ca cuni Ji M. Rkdd1, r-ll'lh111i:i.I\., Koml>,1Ch.1972. voi. I. pp ì' 1•'>ì· t' eroe ~!dia libertà <lei~ol~re; però, nd caso della legge mo-
UI i11i:lc:~1: lOl 1110!0 'l'I•, S.i1,,ralo1u· l·,1/lu,:' 111#:.a11I, u/ tb,·
Ul'I />rou·,·,1111)!.l
TlmJ lutm1r1twnr1l J.:.,mtu,11grt-H, Rud)i•rter /9ì0 (a cura di L W/ lkckt.
n!le 111 ~uanto tale, c1 s1 trova in una situazione Jel tutto \
Dordr..:eht, Rcidd. 1972, pp 105-120 Egli Ji~tingm: ne11amen1ctra lu l·oi1<l1J- d1vers,~: sovrn-sensibil~tà, ma nel conrernpo conoscibilità,
~,u,u <=la Cr1llf1J, ~•Sll."ll•·ndoche, mentre ndla 1,rim,1Ka,u ,,1drl·bbc plu1c.1I t.:dam~,rn~oscenza_c:Hettiva.Si può quindi dire che la leg- ,
111cn1c1111111:tfall:u:iJ 11.1tur:1li~tic,1
i..:wnd,1 lu evitcrcbh,:, )\ill>-tt\ppun11>
(ovv1.1111cnkdd gcn..:rctmcrnfisirnl, ndl.1
,mr:ivcrso lu dortriu.t dd ·fauo Jc:11;, f"J•
gc morale e ~~ ~,mcum,dal pun to 9i vista epistemico, ap-
pumu perche e il solo caso, nelJ universo kantiano, di una J
1
~iunc': wlo "hc in 1.tl111l1doC!~li rit~:u·rchbl.",mcura 1~visd1i:uoin 11n:1,u•!1Jcn-
.-:1, ,li tipo pla1unizz:1nc.-.J 1>e>rrl·11prvblcmn dd lund,1m..:ruoddl ,·rn:a in <.:ono:;ccnza<l'alcunché di sovra-sensibile. Prima ancora di
1,·rn11111 J1 'verità' e ·rc.1hi1dcll.1 lc1,:gcni,1r.1lc.li che c:c1uiv11lc ., di~ d1c ,111·
dal· rwll.1 Critic.1 J,:/1"ruf.JOJt pr.ilt,a K.111t{: coi;1111i1•1~rn in cuca, m,1 :1lk1r-1
apri1_'c. una via d'accesso, seppur non conoscitiva, al sovra-
,<>h,111iu u11 111>n•c'tll!lllll\'b1a non cm.frchbc m akunu fall.1..:i.111.11ur.ilm1ca o sens1bilc, atrravc:rso 1'.lsserzione della libertà lJel volt:re
1u.1•,1t.,lbc1J nawrali.\ri,,1. ,1che può e~sere ~os1cnu1u$t:nt',ilm,,m:i non può c-h'essa consentirebbe (t: uiteriormente attraverso l:1 'fecl~
•,.,·r .J.,H>per sconr:110 _
' 1 ,\I ri,:u.mlu ml·Jltu J\"Slicr rtl'Ord;1to un 111011n-n10 lii 111:mgmc_ mctEli_ razionale' nell'immonalicà deJl'anima e in Dio}, 111 legge
,,.~ rhL•..:.mt, alt1imcn11~cmpl'I."ramo sohno, :1v,·vaconk~,.ltu già Tll'fluFon-
,i.t:11111<' re,,•1,mm:,ft<' S, liritìe11. 1.:J.dt., v(,11.TV. p 425J-' ;., "' SM, p. 8.J)· a
!'l"!"~ll•• ,ldla 111orJk l,1 filo~11fì,1 h:1 dn i:~scr ~;1l<lascnu tuttuviu 1rcw11n·
'l'l'"MIIH> 111.il, 111ahs·nt. 111 ctc:lo nf in terra!
Ji KMm
Sulla 111c10,el1L'11 65

<I
,.
::.~rglvI .~nJucc1 .
b'l \ 101 com'·
J gnil 1vistica e nel contempo non deduca un ough1da alcun J
. latto sc.wra-sl.!nsii e e 1c I
tf: i 1mi~ìonismo 4.E se proviamo ad applicare quest'eti~j
1
mora 1e e · • essJ s1t:s1>a un . ·
. -·omo perfrwmil.!nte. lo ùicc: co\ massuno nito· l..'hetra alla mcm-etica di Kant (nella Critica dello ragio11
set Almeno quakbe volt~: Kto~1ozio. ne della legge mora\~\ pratic«), essa sembra attagliarlesi perfettamente.
e Per e!>cmpio annwc1so \ cnso kuntianamente t.ecni- '\ Intanto. fra le grandi famiglie <li mern•etiche in com- ,
r . d limitiamo a [!e>lStJl't! _{ne :, .. ) la volontà deli'c~s~re petizione, l'intuizionismo è l1unica c:hc sostt:nga, al p:tri di
non d cui si pppom: a c.0110s.ce1e n mondo imcU1g1b1le, Kam, che i princlpi morali ultimi (e/o quelli a!>siologici).~
co.'. p ·Ù, comt' appartenente: .-id ~l 'si passa cioè dalla \ s.1rchbcro conremporaneamente sintetici e a priori. Poi, -l
ra:t.1on. ç . • ure come: \.,\e ' ·. , che
'\ la dt•t1:rmz11wmc, p . . ) . cosl «,1bh1amo :.in con11111t1ue, con 'intuizione:' s'intenJe, da sempre, una co-
n1, bi •n1.1tidd1 t11l'asscnunctnl , t. cl' \ei confini dd n.:ion<lo ""'scemm 1mmedinta, non inforenziale; e tale è senz'altro,
pro I,; cenza ·1 u1 a <. C Jellc1 nella Crrtu:adella ragionprallca, la conoscenza che noi ab-
estc:so \a nrnMH i.:ono!) . t~ i\ divieto ddla ntzca , '>
. .b.lc stesso», tHJOO!)t,m - 189); i\ quale non e biamo della Jegge morale, «della quale diveniamo consa-
:,t:OSI I t'J>\,' ., 50 = .)l'vl, P· \ · ml mo-
rag.wn ptml t" • 11 · . ·hé \a conoscenza e 1e .in. •. . J pevoli immediatamente», che pertanto «non richiede né
: l· IO <lumtU'-', :,o o pe1c <l ;..,tellioibi\c SI hm1ta r1- ricc·rrn né scopcrtm>. ed anzi, addirittura, «non ha bisogno
, LOa • .1 dd mon o .... r- l ·esse-
l ,,bbia1rn., ,h·\.\u s1tu , . 01 m invèstc: a nm d'.tlnma ragione che la giustifichi» (KPV, pp. 29>·1, 10511,
'-uorosamemc
" a
I 'dover essere , libert~1 1.: -
Jd vo Icn:, ehe con . -n2~ = SM. pp. 166 [dove è cralasciato proprio l'immedia•
i . ,, la comindarc l.lall~~ stessa . • l)ih:) Ovvt"rl.,:h, rag10- tam,•111d.249. 186J ". Anche è ben degno di nota, che
re J . . ·e unpt·rsc1ut.1 · . · puni-
linu,1 s1.:mpre ., es:.1.:1 ·0110::.cc:nza Jegh Ol!~em (
" rc.:tic.1 m:gava alcuna \;. l . ion pr3tica, pu1 nun 14 Lsp1i111c1ukm11
ne u:o . \ligihili al conmu·10, a , ag . . di essi ci mcllt> ' cosl. nun m'impcgn,, .11Ta11u sullu <.jU<.'SIIOHc
s.: l'imui•
mc111emtc: , I ·h1.:t:lmos<.:enz,\ , d i1u11hmo costitui~ca unn fon11gli.1
di mct,1-cuch1:.1utonom.1r1spcuo al cosiJ•
.. ··Jucibik a\ mon o sen-
(01 .ne:ndo ·i!"t.mu
'
.u11<14u.1 l
•f , (dd wtw 1111 J \l nigio-
Jcno 11on1r.1hsmo'e al IIOll·l'Ot(nitivismo.,,ppun: unu ,•.1riumcall'tntcrnt, del
,·o~nldc11u'nmurali~rno', il -iualc verrebbe 9uindi n idcmifìcursicon il co1;1111i-
di fromc .i un a1..t0 \'' •ru uso teoretico e :1.·\"·. \%H101,mt t'Uurl Ln 4ucMiunc e sc, oltre .1ll'.1hcr11.11iv11 fra cognitivismo e
..ihile, e inspkgab1~c:.c~n . l<lt~nnundard {o a dar.et tnl. 1z10 nl•tt-e:"<•11 1111ivi~mo 1r1'pl'ltO alla qu.ik· l'intuizionbmo ~hl U\'Vinmcmcdnllo1par•
. ) il 44u.1l1.: mm s1 hm111a • •u1zi lo <lctenmna \lnche t,•dd pn111ol.no11se ni: ubl)la .111chcun'nhrn ,1lrre1tt1mu fime a scconlla dd-
,~~)'un mondo ìntdliµi~t e.' «1n.1f••; 1.,u; c<.,noscerequakosa, l'.1doz10111: ,, Jcl 11IÌ1110.!\'Ila to~iddct111'lcg~c di I lumi:' 111dIJU:11 laSO l'i11tu1-
u ·rdw <(l:t: ne • 181) ✓1011h111,, ,rurchbc: i11vc,c dalla src.~s:.i parte Jd no11-rogni11v1smol. Lu prinrn
posilivam'-'ntl.'", p1.:KPV 43 = SM, P· · ....1l11,.i1111ct1ripar1j7jo11c)er.1 11uellucunonica d:i ché )Ì cominciarono a da~1fì•
. ' una lcoo(!))
e c1oe t:o~
l ' p. C.tl"li l(t.1nJi 1ip1 di mc."ta-cud1cpossibili I.a sc,'Ond11 (b1p.mh•jom:) vt·tmi: in
>•1t11ito, "j'1111ircJn I l11rcc Nowcll-Smilli,i;r»nJcmcnte t11c1lm1t11 dull'md1v1•
J1mm111L' d C!lhv p;1r;sd1)1111Jt1so Ji intu1zionis01ònei Pr111dpi11 e1bm1di l\foo•
,..,, donde non poche confu)ioni n proposito ddl'intuizio111smo111generale.
3 L'in1tdz.im1ìsmo etu-o . rJ Nd lr.itlcmpo. rnmu11qUl', 111sllu.iiionc è c11mbia1a:mcm.1umi voh11.UJL·d,ì:
. . 1· come c~m\ttcrizzare I.i 111cmi.:111:,1 non e ptù di moda e, 11cllu.:rossa rii,rcsa di t:llCll 1101m,111vn,
Jvh,rim:.me !>t:n1pn~
la l.juesuune <.1

O gi i abbiamo ~n
za tn oggetto. g 110 •
'eti-
h ·ia co~
J <m1hr,111u
,rn.1111cn1c
prcv:ilcrc: furtne di naturali~mo (non intuiiioni.stu:o)ìn g.:ncn tpo•
sullo )fondo o non dichiaraco tclondc ,~11fu:1ivnlb<.11p111
lul>ci.110
il tipo di conosccn. uaHtìcare una mcta-cuca e e s Jlb11m11111l. -
chetta corrente. per q 1' In Kf>\I, p. 91iv-JS= Slvl,p. 234. «IJ ragion pru1il-.1pur.i llc.'\·i:llc{cs• 1
,mumi:1111: prc.mdcr le mosse da prindpi, che quin,li dL-vvm.1 c~~r pos1i " 11'11,
d.imcnw d'ogni scicnzu, come dati primi, e:non possouu 11111.rtutto JcrìvJt" d.1
...ssa (~dcmrnI»; d,wc: il frasti1&iureè nncor pit1 uwuluw ,Id ,c.,lnu, pcm è
.111d11: lll\'llUl\'OCab1lc l'allu~ionc.'allo COnl.'c1,io11c t1r1~tu1cTin11lu1 pr111dp1pri
1111'.p~r l'oppunrt>,non dimoMrahill,ma III C<1111p1:11:,0 .1utui:v1tk1111,Ncll.1 ,\I.
:.ip/•1sikJ1·1Slflt'11, in (,.·ra1m111:l1t• S,br1/t,:11,._,J, ca. vt,I. VI. p .?2~1• 111{lrud
u. d1 G Vid.m. 1ivl.'.1111,1
d.1 N. Mc1kcr. col 111,,k,/.,, mt•f.l(lftru de, cor1m111,
Su!IArnc:11-ctica
di K
h. 'fì •nt 61

Kant qualifichi come 'un fono' non sohanw la legge mo·


e !ar1 _,cazione,anziché d
pr10.CIÒ cbe la filosofia
nel ~aso dd1e 'incuizioni' 17
h:dJ':'rne
. . .
o giustificazione, è pro-
are, secondo Kant, appunto
4 (Beu.wsst-
rale, bensì pure la conoscenza. u «coscienza»
seùi), che noi abbiamo di essa (KPV, p. ,1z = SM, p. E bensl vero
espressamente comeanch cl1~, allorché Kant s,· eh' d
. eposs1bil
sia J se e
168). ~~rn.e, risponde ch'essa . . . e a coscienza della le ,
È bensì vero dw si porrebbero qualificare come ·facti' c~1 s1l pl'Oduce la . . s1 pt~duce allo stesso m d g~e
(nel caso specifico, magari, <<dell'intelletto)>)anche i con· <.:to
.,_ h. coscienza dei p • _ . . o o in
. _clpure_ e soltanto si presti nnc1p1 1eoret1ci puri (e I
cetti e i princìpi ch'erano stati presentati nella Criticadella cui da ragione ce li impone e s:ttbnb~one alla necessità con }
ragio11 pura. M• c'è un• differenza fondamentale: questi ne a tutte le cot 1· · . a 1a cura di far.-. . . •
ernno (orme l·ornplctamente vuote di alcun contenuto, di cett J' 1c 121001 engpiriche) d'1 e ascrazao•
, t una volontà pura p . . d, modo che iJ con-
per sé; m<ntr< la legge morale è formale, sì, secondo 0 1
re cosi. C?~
d·. e 1· un . alle
a coscienza di v1c::.ne ell Iegg, · pratiche pu·
Kant, ma nient' aITnno vuota, se contenesse implicitamente
nientemeno che tutta quanta 4.uell'cticl) (normativa) ch'e- M' 1
pnnc!P' 1eoretici puri (KPV
0
;:\o!'J
puro proviene
gli espo1Tà in dettaglio nella Dot1n11• della virtù della Me· lc:z:'~)n'' trat1a, chiaramente, d] ~a lor = ~M. p. 166).
.. elssa, o specificamcme filo t·· ma d1 consapevo-
tafisica det wt11mi. E questa dif(e«nza, egli la 6ss, er resto Kan . so tea.
espressamente: poiché, nel caso della moralità, si ha • che ca.l~ Pfra Ii due ~asi: t:osuene invece una differenza ra .
fare solo con la determinazione della vo\ontà, «i concetti retica, la possibilità pdi quanto concerneva la ragionet di-
pratici a priori... divc.:nrnnoconoscenze subito>>,al contra· sc; d?ta come garantita un: ~onosce~ pura poteva sl ::
rio di qud che accadeva nel caso dei <<concettiteoretici>>, pt d1•essa forniti clali P. ro soltanto
i quali, per ricever~ significato, dovevano attendere le in- • e 'scienze p m virtù degli' 'e.::.em-
11 ropno perché queste o ure ~matematica e fisica
tuizioni sensibili tKPV, p. 66" ==SM, p. 206). Le cosid· P
cunn mescolanza di ele p n~ono '?gni cura nell'evit"re J),
<lette ·c~1tegoric'dd\a Critu:adella ragw11pura av.:vano in- che , · menu em1)1ri· 1 " a·
fatti bisogno di uml «dec.luz_ionc>' che Jcsse loro significa·
eh l.wv1e1~e ndla conoscenza co ca, a contrario di quel
~.:~~~ d
e a ragion pura si h mune, quotìdian·~ ,s.
to conosdtivo. pt:r l'appunto, amavcrso il riferimento a scol.1nzn di ,ilcun:,• _P:~~ti~a per sé sol.i, ;cn~/~=~
priori ali" s.-n,ibili1i1, con la mediazione dello 'schcinatl·
sm~·; bJJow il proprio signific.110\a 11.!gl!,è mornlc cc l'ha
p~>te:~sse,r,mostrato sulla
grl.>nc ti p1u comun 1.:» • • ossia
b~~~n;rua~rc
crnpirìca, Jovcva
e eb uso pratico deU·,1 ra-
· sulJ·
·
subiln lcom~ si è letto), cioè dirt:uamente, o immediata• ragmnc uman:., naturale cono sce ,_ase
. ag1a che ogn1·
mcntt:, d., s1.•soh,; e difatti in questo c.,so nessuna «dedu- da del
. • fatto
se, •
tnterameace a
zione» è possibile, ma neppure necessaria,
10
ché basta una
«esposi'tiom:» o chiarific:1zionc • E tale t•sposiziom:o pur
,1ss1.,111
171 ~'°.
)e111p1ch1sugf
.NdÌ~~:u~:t •nt• J'I unu dcduziunc 11
,-o_inµlc:rnmcntc ,::~e
;, • • •
pr~1d~1 111tui1ivi,ec10c gli
J'un :111110 :1v,m11· 1•11e'' cd1z1uncddla Cr11iw de!Ì.11. ~01clw sono c.-viJcntio.
B•Jri,L1tl.'.r1-,1.
1' 70, p 281, le lcj!~i pf:itii:hc tmouli) :,c.,noJc1te o.1mlimui.tra•
1
b\U. e \U\hl\'Ul~pmli1mhc, .11pari del ll_Ol>l\lhltt m:ncn\:llÌCI».
l'L .
lcl""" 11·asccndc111.ik
· r,tm1 /,:/1
~
ded ~~lg/011 prn1tc11J,
ic.111w o ~pazioJe I t
,,1gw11par. ( • d'
i c1ui1t1ro . .., . q~m I rncJ1u
p,1r-.1gr:i1112-6)dd-
-
l" Ì:. propnu yu1.•smi.Irisuh 3l0, p.1r.1d1.•~)nlmc:ll\C. ~Id lungo p,m1g1 ,1fo in- .r,,11,•11<111•
ftri 'l •
I ,cunJ;,1. i~lpcIIV:J.!llCnlLllet.ifìska'e 'tr:1:,cuùcmpolr1ccvcv·.u10J tj1olo d1·
"jiéi
~ comrasro e f.il);_:a;
,J.-llur11g1tm 11rQIIC/J pur.i: .,.L'[;:,.pO)t/lUII
\i1oh110D.:lf.i J,·1/u1.w11< dt't 1,rt11t'Ì/II
d,·1principio s11premoJcl\11ragion praticJ e orJ tcrmìn.llll . ., cCL, Ì11H:1.c, «la
"
)r1.•nd~m,1lc' ~
cu e.ma e') d' 1·d
l ,idlc 'cat.' o_n• .i ,. un'<me(rÌ$pi:uivam. , ta ' -u_i:1101.ionì,
\c(l.1 il S I} dd1'1l11;/,~gor1c(quanw ,1} t-ontcnu10 Jimc m,e1uhs1~::i•, e '1ro-
rc,1huoggcttiv.i ddl.1 legge 111ornl1.· 111mpu\l csM:rJimosu:u:1mcJinntc alcun0
V,•duktw11»,l,14u:1lcsJrcbbc clunqu"'«ccrc.1t:linutilmente», Jt1chc st>.17 cionon- 11a~lcmlcntalc·(<perr:, -~c,1dei ro11ci:t11);ma, nel co _q dulc,,toppo~1z1onc si
•~ ,\ll us1onc
· a quant ~rorti:rimg·
. ( expostlto)
. mtcndo. ...,.1so e §· 2 Je:!l'EStcUl',1
(B 381 ',
<lnncno.l.1h:g!!cmonile ..rc.~1.1 !>:llJ,di p1.·rse:stcssu•>tKJJ\f, pp. -16lb • 47U
, Xl= 5t.l. \>P· u~s.g&).t una p:1\inodi.1,rÌbpcltO al\'illl\ltl:>l.11.ÌOl'II! .111cora r.J1,to11f>""' e: nti. pl'lnu
, . paragrafi
0 argomentato ,n.~·Illl 11t~rcx,ll1.tww
dei prm,-,,om,·m. _., . ·
della
10 19Fond,1:iv11r .,o del'''" -
Cr1i1·,.
<lc.\111 ,/~tms/111111.
d.-Jl,i111t·t.ifui,.i Mu nella Crt1tùl Jdla r.ig1011pu·
r,z, t\ n3, B i(,\. era ,ta10 (is.s:,rn il cri1..:rioche «ì prmcìp\ Jisc<>rsiv\ hanno
hll

priori, t in ll1lla l,1suil p1.rczla, il principio pratico suprc· !'il~,sc.~fi~ O:a, un.1 coscienza originaria, autosufficienre eJ
mo. ..J r11L1l11bdc:: J1 un •fouo' puro sembra proprio equivalere ,1

\ Quindi, in ~1u1.:l)tllCillt•,. la filusolta prende h: 111ossL'


riconoscimento pr1·lm1in.111:ddb pn.:~L·nza Jel prinup10
praLirn suprcmu nd ~iulJ,òo ddla ragione ,omunc (o dd-
l'imellcno nncht.?il più u1"lin.1rio),e il suo l.ivuru si riduce
uJ iUustrarlu e a diknd':' lo di cu1~Ltu allt: :1rgnml·t~L,_1~i~111
J~1I

I
011.1 n>nu!ic.:t:nzalllluitiva '".

d,·/1,1
f>d resto, uno dei luoghi pit'1 illuminH11tÌ.nella Critica

11111l_l11
pm~u,1,_è la Tipm1 del J!,1i1ciizwpratico />J11'o,
-~';,,,.,1~111.
PL·r I 111d1111111.1bdc 1mpn:ssione dì dusivitit d1t." bsci.r il
111n1_iVÌt'ne presentato il cem,1del ricunusc11nl:'mo
sofisrichl.' / ps<:ud,1-filo:-.oti.hc:J rdauv~ .dia sua po~Mbil1rn i: ,ll Il 11111•\T;lll\'II C,llt·gorico p~r la VÌH del frl·/ J~u·univ~rsa-
alle sue implicazìuni Ma. ribadisce Kan1. la µiustilic:1z1,,11e 1,na,'.h1ne ddl~· massime di azione possil>ili (al co11rrario
Jei principi nmrnli. qu.1li principi Ji w1a ragion pura, puù dcll'dah11r,1zion"· dctragliara t: macchinosa che il mcJesi-
cssc.::r-c compiuta hcni~:.1m,,anche mtrnvc:rso il mero nppd
lo al giuJi:do Jdl'iu1dl lh' umano comune, pcn:hé m
yuesto caso <.Jllalsiasi1:h-1111:ntn empirico. che L·ve11Lual-
1111 '. tl·11w ~•~'l'\'Urii.:cvutonella Fondazione della metafisica
'!~.''. ~r,stmm), attr:,vc.:rso.<lei rner! interrogativi retorici: .se
cl,lsl ~110, '-{uanJo f~sse il caso, s1 comportasse cosl e cos),
I
mt:nte s'inS1nuasse ndll' 110:>tn.: n1.1ss1mt'co11tl' motivo de- c tu l,tlcss1 p.irlc: d1 un tale ordjne Ji cus.~. ~•vonesti mai
tc1·minantc <ldb volunta ~i i-cmk·rd)l>ci111mediatarnemc trovarn In esso, col consenso della tua volontà [morale]::>>>
riconoscibile a c:agiPm: l,d :-.t·n1imi:11to Jd piacere l) ck·I p \:
f..:_ <. 1 ~ IO
dolore che ine\'Ìtabil111c111 e lo an:omp:1gnci.:bbc:. bJclm·e
I.
1
, p. 6) - = <
Slvl, p. 210), Ma ora siamo in grado

l!I l.·1 111pn·1ul~·rc.:. che I'unpres::.ione di elusivitù, chi: lascia


ogni ra~k>n pratica pura si lipponc th:Lt.imcnte a.d.mllnc:1- s1_ll'.ma/11ru11'.l~:t1C1nl', è_Jel,tutto fallace: quegli imcrroguci-
tere Lm si(fatlo scmimènh>, 4uall· rnnJì.i:ìonc, nel proprio v1 sono r ct11tK1., pcrche tali non possono non essere se si
prìncipio (per tulto qu.111toprcn:dc.:, KJ->V,pp. ~1-92 = ~ intuizionisti .. l 1na meta-etica intuizionistica impli~a fra
lii\1,pp. 234-35).
1 altro <:hclii t1spl1s1aal problema Ji come riconoscere il
Lu Jil°lcrcnza è dump11:'-lllC~lH: I., conoscc:n,rn comun..:
rappuno di 1111.1 qualsiasi massima di azione c.:on Ja legge
~ldla natura (di quel che I è un11c0mn11stione di clc111e11ti (
"priori e di dementi ,, fJ •fhT1or1, la cui Jisniminmd1...meè
l'lllnpito csclusiv,1mt'.lllc ddla l°i1llSl1fiakrilic:n), IIJa .tnl'hc.:
quanto mui an.luo, e l'Oll1lllll.jue rcalia.:1bik, orn, grazi..: .11
lnuo che sroricamenrc ~I, ck:mcmi a prwri sonu già st~11i
isolati dall'intervt:nh1 tc:c1,ico ddk- srn:nzc non .1 C.lSl 1 dc:- /
11{1minate'pure': mL"ncrcb conoscenza 1.:omu11c ddl.i nm
1,t!ità ldi qud eia: ,/l•i:t· l ~~erL")~ p111·agià L"l)S.lstess.1, in 1
quanto c.ipace cl.i st-mpre Ji una Jbc!·Irninazione degli de- \1
111cnti cmpiriL·i che 1.'Vl"lll ,almcntl'.' alli.:t1i110l:l \'olontn, la
lltrnle non richiede ltuinJ, ;\kuna procedura tt:cnka. hensì
~,,ltanto <Juel t.111t1.--idi m u.:nzion~ e di ri!lcs::;iom: d1e si
u,i> ,cnz'nltro p1·i:tl'llJcrt <la ogni ragione umamt, anch~
I l11 più ordin.11-ia. In qu,·sto u1so, c.:onseguentclllentc, il
, , 1111pitoJdla tìlosc,fi.1 & solo quello di salvaguardarl' h1
, r11.ì..da scmprt.• prL·sc::ntvnell':mimo umano, nei conlron-
I 11 ,ldk· sofistic:hl'.'rie,mifi( iosc: che sono <.>peraddl~ Cilttive
Sulla q~-ètia di ._;1n1 iI

. <la un'evi<lemm che non • richiède qudln legge trO\'a accesso nell'animo da sé sola, procuran-
lii• I 1/1.,11,1 . ' An
h lh'',11,1zi,1nie neppure argomcnta1.1on1. .• dosi venerazione, seppur non sempre osservanza, anche
I I·. -\· . l'immctltal<:'lZU <lt'.lla nostra~ 1 contro la nostra voloutà (KPV, pp. 77 H· 35 , 8626 ·2 ~ = SM,
I
I li llh 11u:1 e l 1C . u·· µp. 220, 229).
I, Il, ln•~c morale si n\'d~. propr_1~_m~.mrn~c-
11'11,1:,11;1 d1:ci~ione.t' 111.:U_111fallib1l;t•~

11 ,11i11inuum.~nte riflessivi), allorc 1è
di ,,rovvisona pc:rplcsl>itàmora e on \ \
( :,A
d1 Ll~~l>\ai
'fPt~ \
rl t! il pla1011ìsmo
.J. J.:.t111I
,111, ·'.:-11 . n luo •o evocato già prct't>Lh.:ntc· ~
\. th• K.1111 (tn u l-1 1~ nt 166) l'.hi: ddla Ci sono. naturalmente, delle difficoltà, come::sempre
1111 Id'\. 29 ' ::::.JJV • p. .
1•1 •· . ·. p. . . s· )Cvoli imm~tli;n:um:n• quando non si assuma una teoria quale un umàm1 da
••·o uk nut ..J1vcn1mno I I con. ·'l d Il I I "> le urn1pitare ne, suu1 termini letterali. La maggiore non è
111 55 imt: e d vu 011 c1».
'l'f".,,"{ormu tdl1IO t! . c1 • che si tratta t'Crto quclla denvantc dall:i definizione termale ddla 'ra-
l,1 ',, \'Ì,tmentc: le mas,s1~e so~get~~= dc::cidcrncla \\ gione', clie Kant conclividt: con tutta la tradizione: quale
'"'' • ,h ,:onfronuire con a egge . o focoltà delle inferenze mediate. Qui si può replicare ricor-
11u·11,:1 o no t'\lll -~ucsta~rtn un'am:nzionc anche som· d,mJo la nota disinvoltura di Kant appunto a proposito
\llu ,tc:-sa c_oud_u~1~nj.PK nt lnella Critica della ragion Jel termine ragione, spesso usato solo per denotare le fa.
1A ,ili., n:tonc.t t ,p11.a I .1 , .. nza della legge coltà superiori (del conosct'.re e rispettivamente del desi-
.· l »Ua nostra conus ....
~Il< rl I :,. pro~'.-'s1tol e . 11 J . figure cht e.la sempre J~rnre), di contro alle relative facoltà inferiori (cioè sensa-
. l·ssa s tn<.cntrn su e uc . . . . .. . .
\IUII Il , • 1· J· .· d' mi rom:cz1one tnttuztuntsuca: ~doni e inclinazioni); dal qual punto di vjsta con 'ragione'
, •1•p1t·..,,·ntan<.l g J m "'J· o.g . 1·re· non .....nsibili. Così s1 si viene a intendere la facoltà cli tutto gucl che è puro e
I' • d ' e 1 un Ut I ..-
non sensibile {per esempio KP\I, p. 1210• 14 = SM, p. 145;
1111·\t l' '- I un ve ~re::·h hc l'ucchio più comune non
1111v.1, per _es~mptl>,.e u~/;~~ anienc alla moralità da qu~l Critica de/In ragionpura, A 12, B 24; A 835, I3 863).
1
pm• no~ <l1s~tn~u1::rc é· che anche per l'intelletto ptu
\, . ,1tu_en: all .•1!11'?Lt s , rire o riwnoscer~ tcomunquc,
La ditficohà vera è ben altra. Se la conoscenza ddla
legge morale è qualificabile come intuitiva (andando sen-
',1ol111ar10 e facihs:..1!no.scop .. 'che ha da esser fotto, per- z'altro ul di là della lettera di Kant), siffatta intuizione non
1,11<./Jen ), senza es1taz1one, ou _. <là'a ,t·,,,ctlcrc d.1 se;:,ud potra tuttavia essere se non inteUettuaie (dire 'razionale'
· · res ·nta o sL '" •
, 111:11 ' d 0~cr~ M ~ / 6 , 2ii29, 31 = SM, p. \74). Oppure: ~archbe un po· troppo stridente, anche se nel gergo dd
6 nostro ~ccolo tuu 'altro che inedito), perché di ceno non
,,µnuno {RPU \' p. . 1·1nto chi3ra, inconfondibile, acces·
l.1\'OCC·<le a r;1~1.0ne~ '. . • 0 din·1n in rapporto alla vo- l>cnsibik-.assum~do come esaustiva una tale dicotomia. E
,ibile anche ugl.im.t~~tu piu . (. Uibil~ente il suo avversa questo ~i appari: in contrasto con lo spirito stesso dd cti-
luntà. da mettcn: in\_is~acc~ lm aiec·\ll ivc scuole filosolìclK· tidsmo, perché, come sanno tutti, a partire daUa Disserttl·
. '. l'amo1 t I se, e so o • . . ·I.
rto, com e ·... ·. . d renJi..'rsi ~orde a 4u..:lla «voce '-e e·
sono tanto l>lac:_c1.1lc a. h, il ma\fouore più spavJlcfo
:1011r del I 770, Kant ha sempre riconosciuto .ùl'uomo
esdu:.ivamcnté l'intuiziont: sensibile, nc::gandogU4uellu in• I
ste»; la quale hl lrem111t: a~c _e[r
e lo costringe a n.1scon<lers1d1 f~1\1!t:
.
~g1?'.1 pnt
- J,\1' pp.
17tic-1 pura) s~uardo (K/ • pp.
, ) suo {sempre <lell,,
a 35 is,1~.n, 80',
3 222). E così via. A 4ue.sto in~i~mc t 1,~t:·.
' h ln r ·torka rd:1m•,1
r
,11 nspeno chi.:
l tellcttuak·. Tuttavia, dopo quanto si è veduto, è ovvio il
rnntro-..trgomemo. Kant h.1sempre sostenuto che::non co-
nosciamo il sovra-sensibile (l'incondizionato) proprio per- \~
eh~ n_on disponiamo Ji un organo di conoscenza come
tafore è connessa .inc t: • 1.:r ; J ·lh legu1:mora un 'intuizione non sensibile dal che si può derivare la reci- '
ncntc w «maesta,>
<lestercbb'-' sponta n~al
t.: • 0
-~ mai Ji uarJarc, e pro<.:a.se conoscessimo ù sovra-sensibile, lo conoscerem•
le:: a ~iifaua mat:srn non cl s1 !>tancu g ...J

\
J ~r 11
u, t~odun:1

..
mo per intu11.1onemre ~ttJ
. li rnle. Mn questa non è soltantl~ (
I mento che qualcosa d,
n'ipotesi conuofauualc_, a . mdobb' ncnte per cspressu
lo •<Iun esser,; per cui un' «intuizione imelletrua!e» s-,eb- I
"'-l ,vra-se11sib'I O
I e I e:~nosc1amo
• m lau legge

quindi che si sia .1utor1zz111\:1uizion<:


rn1 mor,1' Ie. Sem b_ra
ft·1>ri3 di Kanr: g1ust~ppu!1toconduJerc che non possia-
intdlettuale. q~esru'
j be la coscienza immediata di un 'essere 1 non sensibile, e
doè di una msa ifl sé, in virtù del puro pensiero (quindi'
una Cl'eazione della cosa da parte del concc:tto). Senz 1alcro /
lilli! mostruosità concettuale, quesra, dn U11dà1g,secondo
1111' conoscerb se noni ~~I~~ mai natta; ma non pe1·c10.1p- Fichtc (inservibile, per lui, anche solo tJualt mero modello
clllsl ·one K.uu nonJu , -J
tl)ll • • • oJternativo, rispetto aJJa conoscenza umana, in conseguen•/'Ì
K
ptire meno obbltv.,1h1a t oppone: rn:u~1mentt· la «_ralg!on '-'' JeUa sua n<gazione tanto delle 'cose in sé' quanto della '(
'nea:àone' nd senso tradizionale). Nondimeno l'«intuizio-
È bensìJ \'l'ro •"° t· pccu an ] . . (o tt:orerica). pote ie, u /
·1··11·1ca»al a «ra~1onc :, I ,,uva» . I ·1 , cht: fan: con una nc inrdlettuale» può anche non venir riferirn ad alcun 'es-
I' . I . . J ,l prtmu l, • . I~ r sete': e in quest'altro senso non si trova alcun termine: che
differenza dal~- ,elom a,.- Jircllu ali.I n:alizzai1one l q~ I
"1t1salicàll'Olll c la •vulont,t) ·1·on1 o 'lllélntomcno alla \ la designi. in Kant (salvo, se si vuole, l'espressione 'apper-
,, • . . . rcscntaz , " . . . . t·eziunt• pur.i'), ma, in compenso, «si può indico re t·on
,,,•gct11
1
JcU_e proprie r~pp> tà meJesim•. e cioe .il wm.
I . i::rminuz1ont'ddla 'ok n. . uanto al1'1ntenz1om.' predsione il luogo in cui, nel sisrema kantiano, si sarebbc-
, t: (( . ldk: az:10111o 4 . t• P\/ I dovmu parla,·e di essa». Secondo 1':am, i11funi,si è bt·n
pimento e cruvu <_ . • ·erlt· (per esempio, " ' >._
. -1U'1'mpc:gnosim:en J1 cumlp1 ··1le·per K.tnt, sta dd cou,apevoli ddJ'impel'ativo categoricp; pc,ù eKli ha <ra-1•
i:l • 9 M J11 cggc 11101• , ,
><·ui,uu di intet-rogarsi suJfa naturn Ji <-odc>ta'cuscien,a': •l'1
:;><24 = SM, p. 14 ). • a . . _.pratica della volontu,
. -illa G1usa1u.1 . nella Cni1ca della ragionp11rn,perché l'impc1~1ivo C3tego- I1
ll)n a monte nspenu , d
rutto ovvi·unence, bcns1 LJnpre-
rko non vi era a rema, e, nena Critù:adella ragionpratica,
costituendonc un prn Otlù,<l •elle inclinazioni scn-
1 • • li'· lt •o est remo, I pen·hc: la tìlosofia morale vi era 1ratrata solo secondo il
'>t1pposto (al pan, a ., ' , lifìc-m.:come pratm1 a co-
sibili). Sicché, anr~1c a vJ~f,:
tJ~:ge ;,ornle lsulla 10c~ l!cl·
ClHlll'ntHo, sen:,..! che mai ci si chiedt!Ssc di quaJ genere sia
appunro l.1 'coscic::nza'che dc.IJ'impcrmivo categorico pur
lll•:scem:a chetabh1:imo __e ',. e scolastico), ci si l11n1t~_- "bbiamu. Ma, «indubbiamente, questa cosde117.aè una co- I
l'm1ell~ctus pr,1c1u:;s ,tr1stotd1:~1i essa si riferisce; m.1_c10 scienza imrne<liara, e tuttavia non sensibile», secondo
,chbe a inÒican:__1 Ctl~p_oa. 1.irsi (per farne omaggio H K,tnt; e, l/UÌrldi, si avrebbe pieno diritto di chiamarfa «in-
on autorizza altana ·'. ~nvt.:t~. I - d hoc <li 'conoscem:a 1ufaiu11emteJlenuale», non vcdendo:si comi! la si porrebbe
11 I I . ecihca aco ca a 11 mai denominare altrimenri 11•
Kam) una qua e le sp. I . • asserzioni dc a «cono-
•>ratìca', onde ncutralinarde'· le s~1~hé~li sovra-sensibile co~
, ct:nza» d a pa ne nostra. ,l cui
~ 'è la l~ggt: morule. 1·· l·1r
i
Kn//J:d,•r,oge,,a,m.
lloscru scrn/o, p11nro1lpo no11umo quanco 111cri1crchbc.-J,
lii
. lesoro 1· ·1 distinzione .elabo- ~f
ll un.
1111 ;,r<1k111eh('fl
Mcincr. 1~33. c.:ip VIII.
Kopenhagen, l...cvin&. Munksgaard / Ldp2.ig. f..
Erk,•m,1111s,
-
11
Invece, S3nt meg io-.' . cl••,,.,)j abbia scritto Sll •
' . - ) fra• ~e,Jue accezioni• d'iver- ~. ~~
J U'u ntt·'t' p·1gma Cfr. J <,. Fid11c,G'1·r1m1t11r,s1:abe
(a curu di R. Lau1hc altri), .Sruugart,
ite (ne.:
r·ua J.1 f-ic.- l·rornmunn, 1962 .• scric f: Wrrk,·, voi. IV, pp. 224u.225 16 (si rr:uru ddl:1
Kant con inrendime_nioe~eg~t;~;eilelluale.Gli è che, nella/I ~osrddt'll.l Seca11da/111rodu:1011,• ,1/la D011,1114ddla 1m•11udel 1797}, Quc
~t',ntcrprl·IJ;ei~mcè lantu più norcvolc in quanco, per qud che /o riguurdava,
se dell'espressione m1111z'.om __. . è riferita sempre e so-
.termino
. log1a·. ldi Kant, 1'<<1111111z1ono~ m cJuc/lo,cesso giro di tempo Fich1erifìu1avadj considernrt· la legge morule
(t ~nrnr !)iii /'1mpcra1ivoCtllegorico,nmuralmem~·Jqunlc:- oggetto di intwzio-
nc· Ulh.:llctru:.ilc, dandosi infa11ind efolx>rorn(•qudJa «deduzionc1>che Kant
:ll'l"\';i 11u-<"<"rdichiarata impossibile, nc:UaCritica delli1rag,,,,,pr,itica. Al ri-
J!llJrd11s, l'cda I.i prim:1 pnrte 1:mto ddle lc-,donidi morale dd lì96 IGes,m,-
~u,1 i=rand~
s~n,,,aro
2\J L'unico :i lt,trl.i
• b!;8'•
, opcr.1 .."l<l\'illlllc:I p1u
•, ,Jcwso
pl
3 mia conusc~nza,e
Jllan:o
. stato Alf RQs~ ndltL
.1!cognmv1smo CllCO
nclj
s..·ril·IV: Kolle~11achschrifi.,11,
t,111fJ1,,il1,.., voi. I, pp, 9-16) yu111110
del Syslem dtr
.\111,,,t/,-b,,, dd '98 (G'r11111111111Jf.«bt
serre 1· 11:-'nke,
voi. VJ, " veda in spc:cic
'I "'tlll" I .imluu·,

Od resto, un punco 1.: ,1.:


·l . tramcuc . I'tllh:nz1on
.. · e si trova•
, 'ui Kant addossava
Su& mei:11-ctka

nel contempo creativa, com'è noto. Ma tale non era, ov--


di Kant n
-
., U· e . .. clt1lliJ rllJ!.ltlll p1m1. '-.t_
va g1a ne a r,t,ai . bT : I ·ll'intl'ibuz1one nUuomo e
I d I- viamente, il voùç platonico; e tale non può essere neppu-
a Platone la responsa l Il,\ ( _eI .. , 11 lula ungine dd 'fana- re, .secondo Kant, la conoscenza che noi uomini abbiamo
l'intuizione int . dl tt alc cunstl t.:1,1 l . della legge morale.
. eh u avr' .I, I)l" · •1111l:~. t·ito,
il Jo11mat1smo
"
sue-
tl·smo' teoretico e e e • ,ll(>rd,éelaborava te- [J tema deU'auto-lcgis!atività da pane della ragion pra- -}
' . B 882)· t' 11111.lVltl, • ' l' .
cess1vo (A 854, . . • J ·ll'ul<·II per caratrenzzare g 1 0 ~ tica pura (o deU'autonomia della volontà, almeno in una
maticamente l~ no71~mt:l -~n111 m~11nd1ziunatie sovra-seinst- delle accezioni di 3uest'altra formula) non può certamente
getti Jella 'ntg1one m 4u, I ·I ,,o 1.idmedesimo p neo- essere inteso cosl . Tant'è vero che la kgge morale è un
bili Kant usciva in un gr_a,_,l t: c lu~. quella no:tione, delle ·fono', secondo Kant, non soltanto per l'uomo, ma per
, ,. c,.h 111110, 011.1 l' · . qualsivoglia essere razionale, Dio compreso. Ora, che an-
ne, appu~to. r~er _:iv_c.: r .• n1otivat1onc genetica, . e _u_111c 0
ìdt'ei e md1v1<luava l,1 • . . che: legittimo, anzi prc_z1oso, che Dio sia so11oinessoaUa legge morale (ancorché non a
. p ·cto permanentemente p1u
as r.: ·I ··unpu «prauco».
. L"idea' e nala 'impc:raLivi',la sua volontà essendo «santa»), significa che
d ; essa precisumemc.: m l, . rare uno statuto ade~ua- neppur lui è creatore di essa: qualsiasi arbirrarismo teoJo .
_1• PI e •Jer asstcu · . 1
ne• lla•• mente gico è del rutto estraneo al modo di pensare di Kant 2'. E' J
I •
u1 aton r ') "Ottrat:11doltuna vo .
j · ( I • I ,ver t!ssere , " .
to ai valori mora i, a ~ i
.
. mentre l'errore da lui com- appunro quest'identità della legge morale tanto per J'uo- 1Y
ta per sempre all emp11isnw. u..nze nefaste, è stato quell? quanto JJer Dio implica ch'essa abbia lo statuto di un
n.:!Q..
. O tante rnnseg ~ ·
I p1uto, gravi·J di . .. fino a copnre • 1ut10 quan , to tl m sé meramente ideale:')il cosiddetto 'fotto' della ragione
di estendere poi tale nozione . ... !l'uomo fossero acces- cons151e dunque in un'idea, che si impone a qualsivoglia
i! ·cenza (comt: se a ) volontà,2 purché razionale, ma non è prodotta da alcuna
campo de a c?no~. .. I di aver avanzato u~,l p~eu- volomà ~.
sibili
· le 'cose
. m se In~ tre de·I l>Osscssoddle '1dee da
· . ·)h.eegg1ame
do-spiegazione m!st_1c B 370 sgg. ).
11
Pane di noi uomuu (A 313 sgg.,. p'tu'che benevolo verso Cfr. la Postilla 2
K
Questo .alll,dper un lmomento. .,,~evolcnza grat il.. 1canuo .1 1
o lJ Cfr per ~>scmpio,Gl!sammt!lleSdm{fe11,cd. dt., V(.l)x.\.'VU, pp. 145-
nque a sua 6'""• -18 CPraJwchePhilosophie Powa/sk1); 271 11-2781, 28Y·J./ (Mo,a/ph11osoph1e
11119
Co//,m), ~ 1425 , 1433 ' ' (Mora/ Mro11govius),
Platom:, motiva. u defin.itivamente, lo statuto on- \ 16 1
di. -,ver colto felicemente, e corrispondemi grosso mo-
" · · d lh mora 1·nu, . m·•.., se c'era una cosa· do A Eme Vorlcrtmg Kams iiber Elhik (a cura di P. Mcnzer), Berlin, Hcisc,
wlogico dcl pr1nc1p10 : • . sappia~o, era lo statuto epi- 192-1,pp -18 e 62; 1rud. i1. dl A. Guerrn col titolo Leuo11idi etica, Bari,
che a Kant ern chiara, com_el l'appunto, in quanto Lltcrza, 1971, pp. 46 e 58; e le R.e/le:r:io11m 7089 e 7092 (voi. XIX, pp. 246 e
. Il ,.cl ' platomc 1e, per . . . . ·il _ 2-17).Questa rimase sempre la posizione di Kant anche nelle sue opere pub-
' st1.:m1code e t ce . n'cventuale 1mu1z1onemcc et bliche, lOme si vede <lRllilnozio11cdella voloucà •santa .. in rappor10 a quella
Conoscibili solo anraverso u . . e alla s..Lavo1.a);anche l wmor11Je». Una 'legge' in assenza di un legislu1oreè una mostruosn/1concet-
_ . . ppos1z1on u , 1· .- rualc?Senza dubbio, per la nostra mentalità moderna, o meglio per chi accet-

~j
rua le (il VotJç, m ~omra ~sta è l'unica cosa eh cg I s:J ti il ciuspositivismo (s'tntemlc, come teoria met11-etka).M~ con K:1111 siamo
nel luogo mcnz1ona10, quc
se, I . d e . 3ncor.i ndla 1rJd1zll)nc contraria, dd giusnaturalismo India sua fonno clrissi-
guardi bene <la ncor alr . . ha comunque! rilievo ca). ch'è csscnzi.1lmcmcuna sorta di pl:11onlsmo.Nelle lc-.tiomsopri1 1ncnzio•
.r • to al p atonismo U1 n:ite (G,·samm,:ltrS,hri/le11,ed. cit., voi. XXVU, pp. 283 13·'"' e l4JY 41 ' =
U r1cenmcn . eh si pone non appena E;,,,, Vorlt•s1111gKa11tsiJber Ethilr cit., p. 62, trad. k cit., p. 58: 1)10 11011 è
rapp orto a un'altra q~e~uon~, ll~·ttuale' Egli ha sempre
I. d' •· ru121one mre e · h · l'nutott' dcUcleggi morali, «allo stes~o modo d1c non è autore dd fono che il f
Kanc si par J t in
teso a identificarla con una orma
E di conoscenza e e SUI trian8olo ha Ire 3ngo1i»}riccfic:ggiac.iucll'etÙlm s, dart'111us
.•• 11011
;•sI,•Dem11
che {compreso il riferimento anlllogico alle verità matematiche) un Groz.io,
I per csc111p10, ;1v,'Varipreso, a sua volta, dolla Scolastica di orientamcmo .1nt.i-
' \'Olom11ris1ico (basti ricordare San Tommaso).
. •
I.i conclus1onc, ~
69 2,: .. 11pnndpìo della moraliI ii... e• un pensiero, e
n'intulzionc ...».
11icn1 1
~ Cfr. per esempio
19 la Re/l,•xm116957, in Gesammtllt' SclmJtl'11, cd. cit.,
t'aftatto un :.cnumento. o u ~ol.XlX. p. 2tJ"' : ..-In lutto ciò d1'è pr:iuco, e•~un'idea ... Le id~ non ce

.. ~... ~
~====================i.,~
.... -~..k. ==========
...
Sia lo staluto oggettivo di quella che Kant chiama la
'5. L antm:lalwHm 11 legge morale, sia il risvolro soggettivo rappresentato dalla
1 ' li' •,k,inI ',1111111l·· ddla 'rnscienzu morale' trovano riscontro in qud pensatore che
. I 11111,11,' 111111
Se ne·U'unìvc1,n 1· . . Il.
ti 111,1 , lu.- ,I .,pp 11..,1 .1 (: - mm'<; notissimo - più di qualsiasi altro ha operato sul-
I • l" .I \, l I" I Il 11Il I I l
iegge moine, s ~ ,\ 111 ◄ •u111tlhlll' . e sl..'n
IlI l'ctk.t filosofica di Kam, da un certo momento in poi:
I • • gueUI\~ I •• I 111111
mllss1mi..: ~o ,..,. 11,.Il ,11,1\i1li h1, 111l.1. 111 lilli,
" l{ousst:au. Basti ricordare il pezzo che nella Pro/essio11 de
tenzc relauvt:. u,l.1111, •
I I 1, , 11•11\l'II i,,. l1'P\ ', p. /01 dt1 v1cairestlvoy"rdè dedicato alla morale naturale: in
h . . 'tlSlll"II I lll>II I I I 1· .
eh~ e ,am1_amol . I " , "' ,, uh111111 1<·111.1. t r.1<1,10n:1- 111c1.Ztl alla prodigiosa varietà <li costumi e di caratteri che \
93 u 14 ~ Sfv!.p. _2-~) I 11't1,1111l11,1 11dl,1/)<J/frll/rl ,Je,{/!1 si riscontra nel mondo, dappertutto si trovano le meJesi-
le quant alm ma,, 11" • Il ,,.,,, 11,v,, .\d :.uo inlUI· 1nc unzioni <leJbene e del male; quindi, al fondo delle
iirllì, chiborando n11,1 ' 1 ,1 \Il ,, 'I',.
no-.trc anime c'è un principio innato di virtù, sulla base
zionismo et~co. I 111111
, l\llllt, l" wu' 11no ~on_la 1 Id qunll' giudichiamo buone o cattive le ,tzioni nostre e
La cosc1enz~1m<11111, ' 1 11• • , ·1,u ,,ossihilc inJ1rn :1h111i.cvc.·niualmente anche in comrasto con le nostre
' . l Il" lii •flhl .. I • '. {'
ragion prnuca pu1.1. I I l 11· 111\.111,.-~la
,u.1 un- 111:1:.s1111l'soggettive (malgré nos propresmaximes). A un tal
' il
all t1orno . pt0(:11
'I 11 ( (J\'t I• -.11"' I l
j
1 11 1
'""olvr O tundmmil. a scl'on- \ pt1111:ipiu)ti può <lare il nome di coscienza:che è una 'vo-
zionc ulrenorc, m P 111 t • ,!io ll,·11.,Sllll intenzione • ce' im~·no1·t·,Jell'anima, o della 'natw·a', inalterabile, un
<la <lel suo compoltllllll'llhl li 1mµ I 11. '-lllt'St'l una 'vo· µiud1, e infallibile, che non inganna mai, e così via. Ma,
. ) () 1..1 Il I1111I l UCl/lttlll' •111
' \ • . .
(Geswmmg •
1 •
ce mtt:riorc.
• •)
no
•• '
Il 1'
t.' ,l l 11111 Il'
I \
lit• ,ia' ,htu
'
di ~lcqu1s1re,
E.
so~gi11ngcv11Rousseau, comi-o dj dò si devano da ogni
\'I lii \.. ,\l•',l,(' . l ,r·1~)1n·11·1·1mcnt1.:.
• •
. un parte I darnori <lei pretesi sapientoni, che riconducono
en:ht:
P I. ogm uomti i.1 ' . •• 1·, 1uakuno si dice che tutto '-lll,mlo ;1gli errori dell'infanzia, ai pregiudizi dell'e-
• l,,k . ,. l>Ch.lll M.: \
. I.IC·1·e~e h
fa/.!lt1m m1m1lll'-"
. • SI l l\.'\'l'' 111tcnl ., no11i: e non duct1zionc, ~ostc.·neudoche nello spirito umano non si tro-
è 'senza cosc1cn1.,1 , i111111 . T nt', puo, u,u ,1, •• ·
s1 un,
·t cosdt:nz~ mo- verebbe.'ahw da quel che vi si introduce allravcrso l'espe-
tiene ti)cun ,:ontu d 1:~s~' . ·011'(' un uiudizio mora- rienza. e che 11011 giudicheremmo d'alcunché se non sulla
.: l . I t:!>:-él'C t:rl I.: , " • •• I
rale cnon1:::1 (pOll.l 'll:lll~ .· ·•tt .. ra· ,li illum1n.1rcl 1111e • base di ìJcc acyuisitc. Così costoro contestano espressa-1
· \ 1\ c-1,0 SI lf.. '- ~ \'
le soggèttlVO,111.1lll ':. d' ocurargli O di rnllorzarg. I mente dx· si Jia un consenso universale, in fauo di mora-
letto dell'ngc11tc e no11 gia I pr le, andando in c:erc11dì esempi con cui pretenderebbero
.. ' 2,
la 'COSCIC:IIZ:l) • e.ii sml·ntirlo, !tllllc urme del loro mat'stro, il relativista
Monrnignl' 1'.
Kant, si può dire, ha elaborato sisrematicamcme fa
meta-~tic.i qui Jdineara da Rousseau, salvo lu pudicizia di

175 ,;:g., r1prod11tt1 in Gdammelle Sdm/lttn, c:d.cii. voi. XIX, p. 89 sgg., e


voi. XXVII. p. 915 $gg.
16
Clr. J •J.Roussc:Ju,Omvm t"0111pli1i:s (dimu: da B. Gagnebin e M.
lbyrnuud), Pari~. Gallimard, 1959sgg., voi. IV, pp. 594-95, 597-98. Da que•
~,o lCSlO, nelle le-.tlOlll di etica (GtS/JIJ/llttlte Schri/1t11,
cd. Cli., voi. xxvn,pp.
2n'''" t- l42-1°. t-t257 = Eme Vor/cs,mg Ka11fs iiber Elik, cil., p. •18:u-ad. it.
cn., p . .15). Kant riprendev11fra l'altro la sc:guc:ntcargomemlll.Ìone, per rìfiu• )
tare un.i mor.,lc 1cologica:1 popoli hanno :1vu10 conc1.-zionimorali corrette
ben prnna che tdcc t,:o!ogkht adeguate. \

/11,,/·/,,, .•
79

non sohanto la possibilità ma a h. l .


11 111 ,, ,, \.·,pl1c1wménte alt'inn.nìsmo, ma ct::rt,nncntc.: mcnlata appunto fattualr:ie t nd' e a re:ilta ~tessa, <locu-
1
"""\"k11Jo 111 pit:no il rifiuto Ji un'ontogt:nesi cmpiri• ,tht:rnadve La .· n e, morali reciprocamente
secolo XVU I • · reaitonc
al contro que .
s a lesi • st, e111ainc:rà
't
nd
,11,u I klb morale; il che 111m si v~dc come pot rcbbe an· .. . , mor- e naturale' (bast'1 , . V '.
,b I ll'accordo con un t::ventuulc rifiuto dell'innatismo tse crttic:o di Locke p . • pensate 11 oltmre
. roprio su questo punt d II • '
1-iconsideri questa coml: un'altcrnntivu cht: non ammetto d 1 principi pnllici innati) . , l . o, e a negazione
svluzioni intcr011:dic.-). In ogni caso, il rifcrin1ento critico u ~ma, preferisse limitarsi 1
z1vnalc». La . questione teo•·,·c·
:i:;r::,~;~c~:md,
fa<:e~dola pro-
Monwigne come al prototipo del rdativismo morale-, in ,t dec1S1va
. . aeraenommarla
4 proprio «ra- 11
,,pposizione alla propria mda-ctica. torm:rà sempre ilOche ehe K ant evitava verbalm~nt. I . . . . quc a
in Kant: non sohunw udlc: sue li::zioni~1ccac.lemiche(non
··t I 11•· · t!, con a :.ua puJ1c1z1••
osi o e e mnat1smo , ma non evitava . f.f. .. a •
. p10-
P a atto co • I
senza una sommaria \.·vocazi0ne <liesemplitkaz1oni dd gc· meme, sostenendo
. in rea1La'1a rne desuoa . tesi pe ncettua l'· •
nere di quc.Uca cui qul.'.glier.1 ricorso per contrusrnre h1 to p Imo111zzame. con uell'es r ,· ' r appun-
usata per qualificare ~nto I PIess1on~,fallo della ragione,
tesi dd ,on:-;enso univc1sale in fatto di mornle) r, ma .m-
che nella stessa (nticc1 ih•lla ragio11pratica. ll primo dei stra consapevolezza di essa i:
egge morale qu~nto la no-
pri ndpi pratici 'materiali' che in quest'opt:ru sono presen-
tati sistematicamente, in oppùsizionc aU'unico principio
vero ddla moraliti\, quello ·formale', è infatti il principio, 'I PosTtLU i: Moo1<F.su KANT
definito come <<SOgl,'.ertivu)> c<l«esterno)~, ddla dipendenza

II u1:1l,':icc.usJ
·§S ì5 e di76c-Jdc1e m un:i
io fr Il ,·, n:111u~)'•~uc.i_s1
. . trov;i rivolta contro Kant
<lcUamoralità dall't:ducazione; e a rapprcsenr,ulo è intro~ ,foi Pmw c~/~•a
<lutto appunto Montaigne lKPV, p. 40 = Sfvf.p. l78). ~•rébh.-.1-.1,1milat:1 .,Ili:le~i g,ur~ji;h;
J~t~fc
;l\'rd,hc .1ssin11lat:ilo •1~: mo ~, ~• mou~• sono due: per un verso Kanl
n~1urah; ~cr un :ihro vcr;o, l'u•
Si può quinJi dire rht. coli l'aiuto di Rousl>cau,Kant '". leµµ~ monili.' «e-on lo I·· .. ggi natnrnli. pl"r aver 1dc111 ifì('(lto
cggc ·111 comorm1ra
·r
allo q I I •
ind ividuav,1 bene uno dei suoi avversari principali, se è pur11.1g1~,1:,u•cesJ!,riammlt·,.;alle le i , . 1· h. ua e una vo ontà libera o
morule lomr un ,mpcr:u,vo , gg gmm ,e e, per .1verco11ccp11o l.t Jc)lgc
vero cht.: da r-..lomaignl..'.aveva preso le rnosse tuttu umt 1,,., ,, .-uhrnti:rrcrrn•. • 5eppur cmanflnll' du una «au1ori1ì1:.ovrasc11~ibi• I
corrente di pensiero tsullu <-1ualt! si tmvava ,mchc Lockc).
ch'era l'unica h1 4uak avesse modt:rnamentc sostenut<)
Ouc~rnsecond.-.emica è dc:IIUlt . [i d
ul' •
1ui:1rdo:p1oprio 4ud che Moorc i11v::::1 1 ata, pcrchc K.un Whlicnc, al ri-
•·<·11w1uda.·, M~per fonte ui ob.bli .. • Il _,?pponc come vb1czionc (e cioè:
-

11 IIIIIJ<>lll' ,li fa,e un-i cou n . gaz1olncs n11cmlc~olo un potere che cL


Clr. G,•J11111111,:/t,~,l,,,1J1,·11,i:d. cìt., ,•ol. XX\'11,pp. 2,l?o "·.: 1-105·'' r <l bi • • on e questa a r:igionc
\.IIUII a o. lcdin: Solo nd C11SO I • . . .
J>l!Inn siamo moralmente
..
27
"" tiittr \'or/t•JllltJ! k:111/1:lb,:rLth1k ci-r., PP· l5-l6, lraJ. li. <.:Il.. \IP· \5-\6); i1npu1re ,olo ciò che i: buono . . ci.esso ~1;'1 c,.oslbuo110,la comandare cd
.love e 1.:~ph<:11v, l:, • t • .• · • puo c::.scn:
• uno ,onte J1 uu '-bl'1gaz.1onc
·
111\'CCI! ri111,1rril
.rndw 1wr l'Jppai,uncnlu .11~\<1111ait~111:
i111plich,•
.,J llobb,,;,, qud chi:
ndlA ( r1flC<1 J,d{unl)!IQII prrJlttd lnt1co1d1.:\Ì,1 •• m,hL·
qui, l'unc1prclU7.IOllt·1111p1iM,1tbl corlll."!>lO),~ ,io~•conw K11111imcnJa il ,du,
, 111la c.iw, Cl<>che esso com I d
lossc Lom:mdato e i,npo)IO ) t
fic.1lltollc,Ja }lllrlc: di Kant ··~tc1·1,
~
a unp~l!c sarebbe buono anche se no~
morale
la pmna crrluc.as1 fondu sull'cffcuiv:,idcnti
• a cggi: mora e ,·on l'o ' . d Il
1ivi)n1L1 cli Monrnigm: ull.i ,tre)!ua Ji un.1 pr,1prn,tu nurrnali\'J ,mii~ht: d1 uu:1 .1 -' --ne,c~)lllh• (di agire in • m{)(1o).
un ccnu • rhc ne uconsegue. e a èvolontl·
onom1.1 non uffa11~
111 l
tesi 1m:l1H:11c,1 b,1:,l' di:lli: l\.'Orie<liMòlll.ll)tllC
S11ll11 e Ji lloblx:~ - <:!!lirom
mcntJ - n,,n ì· po~,,hrlc 11iud1c.ll'i: le ,1.:1um:.c,unJu , 11Lcrirnti,)
111or:.1l111c111,;
111\li. b,·11~1si ha solt.1nh1,lu ~c~uir,·l'cscrnpil• ,Id 1 ,·,i~tunw o I l'onmmli Jd-
1111
1'.,uLuricà !,(.-rnprc nello s1c5s.1 t\.,_tn, 1'1'· 196 · ·~. 19g ·, }57 ,·_35(1' e , ix l.)d rcs10, nc:I'92, od primo Jci , • . ..
14'.HJJ ~~ \ = rii/< \111rl,·1111IJ1.
K:1111 nvi:va nh.iJho clic «s I I $l:lgg1sull11rchgrom:, non soltanto
1',,111/lìib,•r E.1/.•ikcit • l'P 166-67. Il ;iJ. ÌI. eh • \l· . . • e: 0 C:ij&C mora e non fo· d · .
15-11.hl tlVl:ndic:wìuncddlu 11.1turali1ò ,h·lla wsl·1r.:11Lllmonile, rnru,n> dn w· u~mmo )COpnrfocome tll!e mediant cù . ssc arn tn 1101,non po•
stcngJ d1'cssa sarcbb.: òpo.:.r.iJdl'c:Juc;11.ion1:e Jdl':ibiludim: tmi:111rcp1u
problc:matil.'.o"-nnt er.1 ~l.1to,al riguordo. 1n prc:ccJcn:i.a:dr. In p,.,ktiub<'Pbt-
messoobh4uanwn1c.trOv3ndosia a:lar~uJau:ni;ton~•·m,1.11/e'I/~ :u11:hc:am-
d1ragione e hbcrt!J,.: « ... se si vuol p.
·I e·I1c lll
· 1101 , e, innato»
.
e I «n~stra 1111turn dt cnu dornli
· " l •o~•l l e c10
(Di. Rel"Ili gc:m:rae chiama•·~ · è nat11r,1]
f
lo1oph1I'H,•rd,•r<lei17u2-(-..l,111 G<'sa111111dk Schr1/l,•11, cd. cit .. \lol. XXVll. ul,
4Vtrmn!/1, ,
m G1:s/J1111ntlte
e r.' I 1011 //ltt r
Schri'te11 e~ . e hlalb de, Gr,•11.e11 der blosse,1 ,
pp. 42 431 Quante, ;a c!>i:mphl1<·,1zioni cmo~rnfichc, più ampia111cn1c: che 111111 SM, pp .. H5 e 368). il' • . Cli., vo . VI, pp 26J2JJ e 46)Ni =
(anche se non trntcc 1111.a lc11cr.iJ,1 Mo111:i1gncl, nella p,.,kwdu· Ph1Jojophte
Pwu1frk1 . .!cl 1778 mc.i. dr. pp 108-9, m.1 .111d1cpp. 161-(,2, 19(, !>g~.

J
1
111,,1 '11h11na,1ri.:0111cnta:i:ionc. ,hc ricalcu yudln rivolta spcdlì<:amentl·
l-...i111 nd ~ 76 Ji:1 l'ri11,1inà,
1
, 1 11, è invece pcrfonazncntc conforrne :il Pl'II·
•Il'"' ,l1 I-.1111,rLs'><i, l"omc si è: già dc:no. Qu:imo .1ll".ut:nrnen1u prc:c!."Jenu:,
1\-11111 1q,li./1o 1d,lw proprio cht." solo alcuni filosofi rllc•11go11u che non c:1is1,1
I.i
l{,1111111 1°1flh ,1 p111,1 o la Vulomù a111ono1na, rna che c~sc wno clicttivamcmc
'I,• 11111 111••1•111 11111110. Lu qucMione da aggredire surcbht· <lun-iucqucMa, e
, ,.,, I • 1 11,~ 111,·t.1ll\1c.1 ,·omc raie, rifiu1a1usl t.la Mvorc, 111aanclw Scmplt.
, ,11 111, I.,.q 11,1,I~ pane. Ndl'Eth,cs si rir,1ma dunqu.: all'a<·l'us11, Sècondo
HII "Il, .f, 1'.,1111 ,.,rcbb..- un'cuca ·n1crnlìsicu'.lOml· tale cont~tabilissimo,
1 /.1 , 11h,I, 11d 1<11'(, dd } 75 dei J>r111ap141, i\la !11qucstìonc in gioco, allorn,
,, " 1•1u,. ,f1or,11u1l.1ll':ttgomen10che:,come si è: v1s10. Moorc considera-
v, ◄f., "" •111111Lli co111rol'euc:i Ji K~ni. come contro qu:dsinsl
~11ff1cic111c,
,li, I lh I J'ollllll<'llll 'lllc:rnfisi(-11'.
• ,,, 1,1,, 111IJIII e.urne:se qualcuno avcs~e obictlltto nl Moorc Jei Pr111cipù1
, tl1w,1 1111, In 1m1nc11.:11do per ipotesi che ~J possa p:1rla1·edi qualità non-na-
11111111 11"lii<', 1, 1,mslo il Moore dei Prmarna, 'huuno'), tutt.tvia c'è molta gen-
i, 1 l,r 111111 "d, ,11111nis~ibilì ~iffottc:<1u11li1à
e ciono11Ji111cno co111inuapur Q
1
1•11l111111l· h11 111 .1/lune: cose, il d1c non sarebbe SClbutan1c111e possibile se
,•~k•K·I 1111< qrr ( 1.,...1unc d1 'buono' appunto come quali1:'1non-na1untle; e cosl
'"' " 1111..-1111• M11urc non l'avrebbe considetato un ,1rgo1111:m" decisivo, e:
111 •11 • 11,,,,.,m,di:1,iro 1.1k co111ro, Prii1ap1a.Le obiezioni periu1en11co11-
1r.1 I I I, 111ll11 1:11,nc: lii 'buono· come qualità non-na1un1le, che l'hanno fati.i
, •Ilu,, 1u11111 ~FJllt:- e no11potevano non ci.sere - di llnt'ehro genere an:1/0-
1•/ , ""''"'" 111111a111l11, ~crnmai a quelle eh~·.nc:ll'Eth1cs, 1\loore rircneva fon.
,1n, ,.,1111,1 l'I"PIL"luppos1Y.ìom mc1afìsid1c Ji cui si é d~·tto, anche se non lc
, 1 r,.11~,.1 drn 11',udinc ontologico cd c:pistcmulogico.Viceversa, l'argo-
'" ,1.. I, 1 , 111t1h,1 ~tcnte 1:hc... , è sempre formulabile contru ogni e qualsfo.
1 , ""''' ill11-11fH .,, uudi<' l.t meno ·m~.tfisica' che si po$:;,1 irnm11g1nare!

Ch,· 111111
t,1111 in cuca, perch~ la legge morale sar.:bbc,
-.,a 1111u11.ìo11J~ta
11{'1 lui, ildb ragione•, ì: stato sostenuto - come si è v~10 -
•111111 , 11 MIPOC'
,l,1 I \\;' lkd, J ,, ~llll'lll,1 nll'dc.~irnJintcrprc:1n~one,d1'è 1>oiqudl.t più usu.1-
lt. 1111,1 lolll.111!(' ''111'\CW M:tl7.U precedenti, 4 mia COIIU$Ct:llZO, perché in l'Oll
1111~,".. ,,, I 1111111°1 <ldla 'ragione:' lcamian:i, si trova ncU'arnp1usi•gitio,
..,,111111111
1111J,,, 111·u1,1u,u, ,l.1rs-1 rnwmn:t.11 t11nd1enel 11osuopric:sd, Ji J. lfowls, J.:,111-
11
l'i'
I•1',, ,,,,,,,,, ,.,,, 11, .\l,,,.i/ J'hrory, ~Journal of Phi!osl>pln.,,LXXVU,1980,

'1 ,1"/'''
,..1, l~•ncdi.:. tn M:Je norrnati\•a, Ruwlssi co111piucdadi porre
~
,1111 I , 1t ,1 dr k 1111,.:l.'m·nc.1mi:nte, '3 J>ropriae1fo1 pubblrc-a,in qu.ulll• op
lI 111
,1,, ,Il ,,1,!11.111,,11111
1
(< mlu111dr g1it
11,I I 111\,1·,1111 1('\,;
1
rl 'l'hi!Ory•o/ J11sh,·I!,
l'.l; I. 1r11J it. Ji LI. Sa.c11111i,
Cambrid11e, M,m.,
rc\'b1onc di S Muffc1-
h•111 , ,.J 111,11,, I •11 ,,.,,,,,.. Jd/,1 g11111tz.1,1, MiLtno, fdtrtndl1, 1982. luoghi ci11.
1
11,•ll'ln,flq•111,1/11111 11• / l: 1111rno.!CJ l'Olll..- un nlm, per d1d11arurcLi J>rùpria
•1 , ,,., " 111\111t d1 •1111 Jlo dli' \I d1inrnu l'Orrenll'OlL'IIIC 'd..-vmolug1smo'Cc
1111,1,.,11,, 111, l<.1wl,d11ot111JL1 ,UJCOrJ 'i111111~ionìso,11·, 111 11 Tb,·orvr,f /lllll(t•,
, , ,,. 11 I• I, 1t 111111111ln,1h1 d1 erJ ,1,11.i Ji l lc1u-v 'i11li.:witkl,.tppumo in opptl)Ì-
•, , 1/1 ml11,llhh1<1 111.tw IL' 1·.111111rc111111 ,i 1111~l~Jlldt·l1wl s;1i,:g10 Cli., pp.
, Iu l.1 11111 ,,I,·,!, 1\.1111
1
111:11,11,111 11,111~0/u,nicnire la
'"•"'1111o1l111,·11rc
111.,1r1111.1 leIl, 1•111111,1 ,1 11111r;1vr 11111.1111 1111,1J•w,1•u111-.1 '"' 1.1lc
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,,omrnu,1 ,mie•
1. Fr,·uJ t! il d,·stino ,·braico
11, 1111p,1 I " ·
•1•r<>1ll\ II g1u1m11• 1 m,cl1011t' ',,,.1111111\1 '" .1 Il .
,. d prturl e: imht"11'''(' I ,t;'t1,~:1onc.u ~ ..-h.1 ,hl l'lllldl'I 11ml ~,t:I '. prari:'; La storiografia sul movimento psicoanalitico, fin dai
',utl si fonda ,,. , , ~ , J " • '. 11ere d1"'" Il I'''"' , l'II ., , ,r.1s, t1S<• ,' .•
·11111·prim 1111'' '11 11" 110 t1•
11 ~l 1 • I 1 ·mr,· essi • Me 111· " ·" \• ,11111 ~111) pos~iamu, M.c··I
suoi esordi, ha considerato il fatto cht' Frc:ud fosse Ebreo
l, il lori.>srnl11",h1• •'1 ' ,c !crm, , I,. lll\t:<•· e 1,r,1pno '"'.'· rn.:'. come qualcosa di significativo per la storiil della psicoana-
., L• ~u11H l 1,l, , ,li R:1wb cvn. .l 11 ,li 1 1•(1,r1.1onc m 1i.111JrH1
1I1 ·rI 1 • ..... ~ 1 . dc c1 ,1 11111 I lisi. L'idea, già sostenuta da Freud, di una rebzionc tra la
• ,11:1 concc:z11.lf1r • I ·: lll cn • , ~111\, • Ndl., l''"i11,1m.: ,irl,!tn:1_r1u ~
'id•-•~,, 11•'
lii di ,I Jdl ..,IIC' I ·
"" nm1n111, so I v• o..l losscro )!Il\, rnh
fat11 ll\dl I I I Ptlt' • J ( nascita Jella psicoanalisi e l'identìcà ebrnka del suo inven-
I 1111uun si ac-.-.>1 l1111t"',•ILIJ • s1~,1~~ priotl l 11nl1p1,,,kruc fd.ill'nccur,,_t' ra tore ha trovato risonanza, in questi ulumi decenni, in una
I r· o si dc-, u11,11,nw 11H.1r,1e I.i 1111 r ,l, ..rJ111c.e p.:rrrv n,,n
,1 \ . I lm1•,.. 1 I Il ',,,nu1u1't)mo, n1;mM '1 I Il i "'~truiiunc nella sua serie di ricerche sui rapporti t.ra la psicologia dd profon-
1 parli ~-·· d • I Il.i pn•~c• 111., l l ,
111\\·rc(idcnllh<,tlr
a '
· .
I r1 IIK1p1 eh,· usu 1111·
1
, J.,11110 l 1W
-•· 11111• "
1111,,,, ,w do e In cuhura ebraica • Queste ricerche sono spesso for-
.\t~· i f1111\11 • Jl1l ,~ngono 11· il r,,,/·r e il tL'l'YIIIJ! 111omo temente condizionate dal modo in cui è stato trattato il
t 1Il bal ...
•ialll , , I .r ,
,, ·11 lllO IIC:"an· l •
e a d,. I li•
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,l • I "- -1,h , "'"'' paraJo~salo; IU,.ne I· 1c ,13R:1wls(natutal1smo. fvh•mral Tr<Jdilkm,D. Van Nostrand Company, [ne .• 1985 (uad. ii di \I Di
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