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Tribunale di Monza

Sezione Fallimentare

NEL PROCEDIMENTO DI OMOLOGA DI CONCORDATO PREVENTIVO

(ARTT. 180 SEGG. R.D. 267/42)

Oggi 14/07/2015 il Collegio riunito in camera di consiglio nelle persone dei ignori :
Dott. Alida Paluchowski Presidente rel.
Dott. Mirko Buratti Giudice a latere
Dott. Giovanni Nardecchia Giudice a latere

Visto il ricorso per l’ammissione alla procedura di Concordato Preventivo ai


sensi e per gli effetti dell’art. 160 legge 16 marzo 1942 n. 267, così come
modificato dall’art. 2 della legge di conversione n. 80 2005, presentato in data
14.10.2014 ed integrato con la domanda completa e definitiva il 04.12.2014
da Francesco Tummillo legale rappresentante della G.F. Material Handling
System s.r.l. CF 02707140964 con sede legale in Paderno Dugnano Via
Guido Rossa n. 11, elettivamente domiciliato presso l’avv. To Danilo Antonio
Passoni in via P.R.Giuliani n. 10 Monza presso lo studio Bellotti Terenghi, in
forza di procura in atti ;
Rilevato quanto alla legittimazione che la domanda di concordato è stata
sottoscritta dal legale rappresentante che aveva assunto la determina notarile
per il precedente concordato con riserva rinunciato;
Visto il decreto di ammissione emesso il 03.02.2015dal tribunale di Monza e,
con cui è stato nominato il giudice delegato in persona della dott. Ssa
Paluchowski Alida e nominato commissario il dott. Luigi Corbella ;
Vista la prova della notifica del decreto di fissazione dell’udienza di omologa
emesso in data .10.06.2015 al creditore dissenziente in data 22.06.2015 via

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PEC;
Vista la richiesta di nomina del liquidatore in persona del dott. Laura Maria
Farina con studio in Paina di Giussano Via Umberto Maddalena n. 6 avente i
requisiti di cui all’art. 28 l.f. (cfr. Cass. civ. Sez. I, 15/07/2011, n. 15699) e
che si offre di eseguire la sua prestazione a tariffa ridotta al 50 % rispetto a
quella legale ;
In ordine ai requisiti di legittimazione si osserva che la società ricorrente è
inquadrabile quale impresa assoggettabile al fallimento, in quanto: presenta i
requisiti di cui all’art. 1 L.F. considerato che è iscritta al registro delle imprese
dal 1997 ed il cui attivo nel 2011 era di euro 786.301, mentre i ricavi
ammontavano a 600.000 euro , mentre i debiti scaduti all’epoca ( quella del
primo concordato con riserva ) ammontavano ad euro 700.000.
Per la situazione oggettiva si osserva che ricorre, inoltre una situazione di crisi
anzi di insolvenza , con evidente incapacità di far fronte ai propri debiti ,
ampiamente argomentata dalla stessa ricorrente, si vedano le perdite al
30.09.2014, data della situazione di riferimento, pari ad euro 575.354.
La società ricorrente ha basato la propria proposta di concordato su un piano
di tipo esclusivamente liquidatorio di cessione di tutti i beni ai creditori, così
riassumibile:
Incasso dei crediti verso clienti;
Vendita dell’azienda affittata,
utilizzo della liquidità esistente sul conto della proponente, per un attivo
totale di euro 424.660 .
Il piano si articola in quattro anni anche se il sig. Tummillo amministratore ha
affermato che tutto si concluderà entro il 31..12.2018.
Il piano supporta la seguente proposta ai creditori:
Pagamento integrale delle spese prededucibili ;
Pagamento dei privilegiati
Pagamento della percentuale del 7,45 % in favore dei chirografari classe 1
Pagamento della percentuale del 7,45 % in favore delle banche chirografarie
non garantite
Pagamento della percentuale del 2.2 % in favore delle banche chirografarie
garantite
Per un passivo totale di euro 792.665.
La relazione 172 del commissario per l’adunanza del 06.05 2015 si
concludeva positivamente quanto al giudizio di comparazione rispetto al
fallimento, anche se il commissario esprimeva le criticità relative alla
affittuaria, società nella quale il sig. Tummillo era ancora coinvolto; relative
inoltre alla mancata restituzione da parte del medesimo amministratore delle
somme dallo stesso incassate senza diritto, nel corso della prima procedura
rinunciata e, in generale,all’inscindibile legame tra la decisione unilaterale

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dell’amministratore di non fallire ed il concordato, che riguarda una società
che ha già rilevato da un fallimento Milanese la sua attività.
Ciò nonostante i creditori nei 20 giorni alla adunanza aderivano attraverso il
meccanismo del silenzio assenso alla proposta, con il 68 % di assensi presunti
rispetto al capitale ammesso al voto e con due classi ( la 1 e la 2 ) a favore su
tre.
Con provvedimento 10.06.2015 il Tribunale, su relazione del giudice delegato,
reputava approvato il concordato e fissava l’udienza di omologa per il
14’07.2015.
Il commissario depositava il suo parere motivato ex art. 180 l.f. il 2.07.2015 ,
ribadendo le conclusioni parzialmente positive della relazione 172, pur
rilevando che la morosità della affittuaria per circa 2000 euro di canoni
poteva deporre negativamente circa la fattibilità del piano.
Il difensore della debitrice depositava memoria di costituzione con la quale
chiedeva l’omologa formalmente in data 03.07.2015 e rilevava che il fondo
rischi di 65.719,00 euro appostato dall’attestatore era limitatamente a
20.870; euro privo di ragione in quanto il credito di Duro Felgueira s.a. era
stato integralmente saldato e per euro i 14849 riconducibili a Matica System
s.r.l. coperto almeno al 50%. Ciò, alternativamente potrebbe indurre a
ritenere le percentuali di riparto suscettibili di incremento di oltre un terzo o
consentire di far fronte ad eventi imprevedibili integrando la restante parte
del fondo rischi.
Durante l’udienza di omologa il commissario ha dato atto che la società
affittuaria GFMHS s.r.l. ha saldato i canoni arretrati versando 3660 euro e che
sul conto della procedura vi è liquidità per euro 258.853,11 come attesta
l’estratto conto al 14.07.2015 del Credito Valtellinese .
Si rileva inoltre che l’avv. To Passoni ha riferito che subordinatamente
all’omologa vi è la rinuncia a 17,000 euro di prededuzione da parte del
locatore per le indennità di occupazione maturate durante la procedura poi
rinunciata
Il Collegio, sulla base dei rilievi suindicati, nonostante il parere sfavorevole del
P.M. reputa di condividere il giudizio moderatamente positivo espresso
dall’organo di controllo e pronuncia quindi la omologa della proposta .
La liquidazione dovrà verificarsi in modo da garantire il completamento dei
pagamenti entro i tempi previsti nel piano;
Considerato che , ai sensi dell’ultimo comma del nuovo testo dell’art. 180 l.f.,
le somme da versarsi ai creditori irreperibili dovranno essere versate, a cura
del liquidatore e sotto il controllo del commissario, in depositi postali col rito
degli irreperibili, affinché in caso di omesso ritiro nei 5 anni le somme indicate

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possano essere accreditate allo Stato.
Visto Il parere del Pubblico Ministero presente nella persona della dott. ssa
Macchia;
Visto l’art. 180, 182 l.f.
P.Q.M.
OMOLOGA
La procedura di Concordato Preventivo di G.F. Material Handling System
s.r.l. CF 02707140964 con sede legale in Paderno Dugnano Via Guido Rossa
n. 11, elettivamente domiciliata presso l’avv. To Danilo Antonio Passoni in via
P.R.Giuliani n. 10 Monza presso lo studio Bellotti Terenghi,
;NOMINA
Liquidatore ai sensi dell’art. 180 l.f. dott. Laura Maria Farina con studio in
Paina di Giussano Via Umberto Maddalena n. 6 CF FRNLMR61M49E063R ,
il cui compenso sarà liquidato al di sotto dei minimi tariffari di legge come da
accordo;
NOMINA
Il comitato dei creditori, scelto tra coloro che non si sono negati a tale ruolo, come segue:
1) F.lli Molteni s.p.a.;
2) Schiavi Macchine Industriali Lavorazione lamiera s.r.l..;
3) Edilmec s.r.l.
STABILISCE
Che la liquidazione ove necessaria ed il pagamento vengano condotti dal liquidatore giudiziale il
dott. Laura Maria Farina che possiede i requisiti di legge di cui all’art 28 l.f. sotto la vigilanza
del commissario giudiziale già nominato Dott. Luigi Corbella;..
L’attività dovrà essere condotta con la massima celerità consentita dalla adozione di misure di
vendita per i beni caratterizzate da forme di pubblicità e di ricerca del miglior contraente che
rispecchino lo schema legale predisposto dal legislatore nell’art. 107 l.f., ove non sia già prevista
nella proposta una modalità di vendita vincolante. (In particolare : approvazione del prezzo base
con parere del comitato dei creditori e del commissario; pubblicità su sito Internet con
inserimento anche della perizia, pubblicazione su quotidiano nel contesto delle pubblicazioni
periodiche disposte dal Tribunale sezione fallimenti ed esecuzioni, nonché su edizioni regionali

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di altri quotidiani, anonimato delle buste raccolte dalla cancelleria il giorno prima della gara da
svolgersi dinanzi ai liquidatori , al fine di individuare l’offerta più alta).
Nel caso debba essere conclusa una transazione, non prevista nella proposta e nel piano o a
condizioni difformi e peggiorative rispetto a quelle del piano, la stessa non possa avvenire senza
il parere favorevole della maggioranza del comitato dei creditori e che, comunque, sempre, la
documentazione contenente la proposta, il parere del comitato dei creditori e l’orientamento
assunto dai liquidatori e dai commissari siano depositati previamente ( almeno 10 gg prima) alla
conclusione nella cancelleria del giudice delegato ;
che il liquidatore rediga piani di riparto ai creditori non appena sono disponibili le relative
somme seguendo le regole dell’art. 110 ess.l.f.;
che al termine delle operazioni di liquidazione e riparto il liquidatore renda il conto in analogia
con l’art. 116 l.f.;
DISPONE
Al fine di consentire il miglior controllo sulla gestione della liquidazione, ove la stessa per
qualche ragione non si concluda nel mese di luglio 2015, come promesso, ma subisca dei ritardi,
che il liquidatore depositi in cancelleria dapprima una relazione-piano di liquidazione con il
cronoprogramma e la descrizione delle future attività ed ogni tre mesi successivi
all’omologa una relazione avente contenuti analoghi a quelli dell’art. 33 quinto comma l.f.
primo, secondo e terzo periodo,( il primo al fine di poter comparare le seconde con facilità ed
individuare gli inadempimenti e le inerzie da segnalare al ceto creditorio o al Tribunale per la
eventuale sostituzione) e che comunichi a mezzo posta elettronica certificata altra copia della
relazione ai Commissari Giudiziali , i quali dovranno procedere alla comunicazione via PEC ai
creditori tutti, a norma dell’art. 171 secondo comma riformato, .
DISPONE
Si comunichi al registro delle imprese per la iscrizione a cura della cancelleria ex art. 17 l.f.,
nonché alla ricorrente, al commissario giudiziale ed al PM..
Così deciso in Camera di Consiglio della terza sezione civile del Tribunale di Monza il
14.07.2015.

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Il Presidente est.
Dott. Alida Paluchowski
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