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IL CASO SIRACUSA

L’ISOLA DI ORTIGIA, COSTITUISCE IL CENTRO STORICO DELLA CITTA’

GLI ASSI FONDAMENTALI DELLA SRUTTURA URBANA DI ORTIGIA RISALGONO ALL’ETA’


CLASSICA: L’ASSE NORD- SUD COSTITUITO DALL’ATTUALE VIA DIONE-VIA ROMA, L’ASSE
EST – OVEST COSTITUITO DA VIA MAESTRANZA-VIA AMALFITANIA. LA RETE VIARIA
PRINCIPALE RIPROPONE NELLA SUA MAGLIA QUESTE DIREZIONI, ORIGINANDO ISOLATI DI
FORMA RETTANGOLARE ALLUNGATA.
Colonia greca, fondata nel 734 a.C. Favorita dalla sua posizione, da un porto naturale di notevoli
dimensioni, il territorio circostante fertilissimo, la città, si espande e fonda tre colonie: Akrai (664
a.C), Kasmenai (644 a. C.), Kamarina (559 a.C.). Con Dionisio I, la città diviene una pentapoli
(cinque quartieri): l'Isola di Ortigia riservata al tiranno, Acradina e Tyche a carattere residenziale, la
Neapolis ricca di edifici monumentali, l'Epipoli, sull'altopiano a qualche km dalla città,
caratterizzato da una funzione strategica.

Dopo la disgregazione della città classica il centro abitato coincide con l’isola di Ortigia: la città
cresce su se stessa.

- 1170: La città è interessata da un terremoto.
- 1536: La città diventa una piazzaforte (Carlo V).

Il processo di continua edificazione della città su se stessa è accentuato dal ruolo di piazzaforte
militare che per secoli svolge Ortigia:

- demolizione dell’edilizia minuta a ridosso delle mura;

- depauperamento delle famiglie nobili che finanziano le opere di manutenzione delle mura. La
crescita continua della città su se stessa produce nel tempo un tessuto edilizio molto stratificato e
ha causato la progressiva edificazione e intasamento delle aree libere all’interno degli isolati.

-1542: La città è interessata da un altro terremoto.



- sec. XVII: La cultura barocca si manifesta attraverso numerosi interventi di ristrutturazione a
scala edilizia.
- 1693: La città è interessata da un ulteriore fortissimo terremoto.

- sec. XIX-XX: Vengono demolite le fortificazioni cinquecentesche, la città si espande sulla
terraferma attraverso un disegno planimetrico a scacchiera, tipico della cultura dell’epoca.
A scala edilizia vengono eseguiti interventi di sostituzione del tessuto urbano.

- Dopoguerra: Formazione di quartieri periferici e progressivo abbandono del centro storico.

IL PATRIMONIO EDILIZIO

Il patrimonio edilizio è costituito da isolati residenziali, palazzi signorili, chiese, complessi


conventuali.

La crescita continua della città su se stessa ha prodotto un tessuto edilizio molto stratificato e ha
causato l’intasamento delle aree libere.
Il patrimonio edilizio minore si è sviluppato per aggregazioni successive:

- sopraelevazioni / superfetazioni verticali

(conseguente peggioramento delle condizioni di areazione e soleggiamento; problemi relativi alla
sicurezza statica)
- superfetazioni orizzontali

(occlusione e privatizzazione di vicoli con conseguente impedimento della circolazione pedonale)
I tipi edilizi sono “annegati nella struttura magmatica degli isolati”, in cui gli spazi pubblici sono
costituiti da corti, cortili e ronchi (vicoli ciechi).

Le unità edilizie attuali derivano da processi di frazionamento di unità edilizie di maggiori
dimensioni o da processi di accorpamento di proprietà contigue.
Il processo di rifusione e accorpamento dei manufatti più antichi ha generato tipi edilizi più evoluti:
palazzi, palazzetti, unità edilizie processuali. I tipi palaziali più diffusi risalgono al XV secolo.

Negli anni ’80 Ortigia ha un fascino decadente.Testimonianze storiche, architettoniche e


archeologiche che la rendono unica ma le condizioni abitative sono disagiate a causa di:
• incremento in altezza del volumi costruiti

• occupazione progressiva degli spazi pubblici


problemi di:
- areazione

- soleggiamento

- percorribilità
Tutto ciò influisce negativamente sulla qualità dell’ambiente urbano e rende “scomodo abitare in
centro storico”.

Legge speciale n. 70/1976.

Nel lontano maggio del 1976 la Regione Siciliana emanava la legge n. 70 per la “Tutela dei centri
storici e norme speciali per il quartiere Ortigia di Siracusa e per il centro storico di Agrigento”. Con questa
legge i legislatori siciliani anticipavano di due anni la legislazione nazionale che solo nel 1978 si
sarebbe espressa in materia di recupero con la legge n. 457 “Norme per l’edilizia residenziale”,
meglio conosciuta come Piano decennale per la casa, in cui al titolo IV sarebbe stata introdotta la
disciplina del recupero del patrimonio edilizio.
La legge destinata a promuovere e finanziare l’intervento nei centri storici di Siracusa e Agrigento,
pur avendo un’impostazione culturale superata dall’evoluzione del dibattito sul tema, nei primi
due articoli, che hanno valenza di carattere generale, contiene alcuni principi innovativi ispirati
dalla Carta di Gubbio, come il ruolo attribuito ai centri storici che nell’art. 1 vengono definiti
“beni culturali, sociali ed economici da salvaguardare, conservare e recuperare”, ancora la
sensibilità mostrata nell’art. 2 verso gli aspetti sociali in cui si legge che l’intervento nei centri storici deve
perseguire “la conservazione, la riqualificazione e la valorizzazione del patrimonio edilizio storico,
monumentale e ambientale, il recupero edilizio a fini sociali ed economici e la permanenza degli
attuali abitanti”.

Risente invece di un approccio di tipo estetizzante, sbilanciato verso i valori monumentali, quanto
contenuto nel secondo comma del primo articolo in cui si fa riferimento alla costruzione di un
“elenco dei comuni siciliani i cui centri storici rappresentino beni culturali di particolare pregio, ai
fini della salvaguardia, della conservazione e del recupero mediante interventi di risanamento
conservativo”

da finanziare con successivi provvedimenti legislativi. Nel testo di legge, però, non si fa alcun
cenno circa i criteri da adottare per la redazione di tale elenco che peraltro la Regione avrebbe
dovuto stilare entro sei mesi dalla pubblicazione della legge.
Nello specifico la L.r. 70/76 dispone che vengano redatti i piani particolareggiati per il centro
storico di Siracusa, coincidente con l’isola di Ortigia, e per quello di Agrigento, sia in attuazione
che in variante ai rispettivi piani regolatori generali, al fine di predisporre il necessario quadro
normativo di riferimento per gli interventi alla scala edilizia da finanziare attraverso contributi in
conto capitale.

All’atto dell’approvazione la legge speciale per Siracusa e Agrigento veniva accolta con grandi
favori dalle forze politiche, in quanto si riteneva che avrebbe cambiato le sorti dei due straordinari
quanto sfortunati centri storici, fortemente degradati e in abbandono.
In seguito, però, qualcosa non ha funzionato e nel caso di Siracusa sono serviti ben 14 anni per
vedere approvato il piano per il centro storico, nel caso di Agrigento, invece, addirittura 31. L’iter
per la redazione di ambedue i piani si è rivelato infatti più lungo e complesso del previsto.

IL PIANO PARTICOLAREGGIATO PER ORTIGIA


Nasce dalla legge regionale n. 70 del 1976 “Tutela dei centri storici e norme speciali per il
quartiere Ortigia e per il centro storico di Agrigento”.

È il primo strumento urbanistico attuativo per l’intero centro storico di un centro urbano siciliano
(circa 45 ettari);
- le caratteristiche fisiche della struttura urbana impongono operazioni di “microchirurgia
urbanistica” (finalizzati a migliorare la circolazione pedonale e l’abitabilità attraverso piccole
incisioni nel tessuto degradato e l’apertura di nuovi varchi).
È caratterizzato da una accurata costruzione della documentazione di base:
• analisi a scala urbana e a scala edilizia
• rilievi dei piani terra e dei primi piani in scala 1:200.

OBIETTIVI DEL PIANO



Dare ad Ortigia un ruolo di rilievo nel contesto urbano e territoriale

La “rinascita” di Ortigia può essere innescata a partire dalle potenzialità dei caratteri della
struttura urbana e del patrimonio edilizio monumentale e minore, da riconvertire, a seguito di
adeguate analisi, per l’insediamento di un sistema policentrico di funzioni urbane

SISTEMI FUNZIONALI:

• ISTRUZIONE E UNIVERSITA’

• AMMINISTRAZIONE (PUBBLICA E PRIVATA) ! CULTURA

• TURISMO E COMMERCIO

• RESIDENZA

Il piano nel perseguire il recupero del centro storico, a partire dal rilancio della funzione
residenziale, prevede interventi progettuali che affrontano la problematicità del contesto, del
tessuto viario oltre che edilizio. Propone infatti equilibrate proposte di nuova permeabilità del
tessuto viario storico, attraverso attraversamenti trasversali e riconversione di spazi scoperti
privati in spazi pubblici, evitando interventi di sventramento.
A tale scopo il piano parte da una analisi approfondita e di grande rigore metodologico, che si
serve del rilievo edilizio.
Il piano mette a punto una metodologia di indagine, con articolazione delle categorie di intervento
e delle destinazioni d’uso, che si distacca dalla indagine tipologica applicata nello studio di
numerosi altri centri storici.
Il piano individua e censisce tutte le unità edilizie per valutare lo stato di conservazione, le
condizioni statiche, igieniche e gli interventi.

IL P.P.O. indica
- Revisione della viabilità carrabile e individuazione di parcheggi e aree pedonali;
- Potenziamento dei fronti dei due porti;
- Modifica della struttura funzionale della città attraverso l’indicazione delle funzioni compatibili
con gli edifici non residenziali (con una certa flessibilità, purché la destinazione d’uso rimanda
all’interno del sistema funzionale cui l’edificio è stato assegnato) al fine di frenare i processi di
degrado in corso e di evitare la polarizzazione dell’interesse collettivo solo in alcune parti della
città;
- Reperimento di aree a verde anche attraverso la demolizione di edifici fatiscenti;
- NORMATIVA D’INTERVENTO
1. EDILIZIA RESIDENZIALE
- abolizione delle superfetazioni
- rifusione di parti o di intere unità edilizie
- ricomposizione di nuovi corpi scala
- riconfigurazione dei prospetti
2. VANI TERRANI
- interventi finalizzati all’inserimento di varie destinazioni
3. EDILIZIA SPECIALISTICA

- interventi per l’insediamento di funzioni compatibili


4 sistemi di intervento:

- SISTEMA DELLA CONSERVAZIONE

- SISTEMA DELLA RISTRUTTURAZIONE

- SISTEMA DELLA NUOVA COSTRUZIONE

- SISTEMA DELLA DEMOLIZIONE


L’attuazione del PPO

Il sistema della cultura e del turismo sono quelli verso cui l’amministrazione sembra avere rivolto
la maggiore attenzione. Il PPO segnalava la presenza di 2 soli hotel.
Oggi Ortigia è dotata di 15 hotel, di cui uno a cinque stelle e 25 bed&breakfast. Vi sono 26
ristoranti, 13 enogastronomie, 14 agenzia di servizi ai turisti, 23 attività commerciali e 28 attività
artigianali.
Programmi complessi e progetti attivati in questi anni:

PRU, PIT, PRUSST, URBAN, URBACT, Piano di risanamento ambientale, STU, Contratto di
quartiere, Progetto Sistema. Hanno avuto attuazione soltanto i programmi URBAN e PRU. Gli altri
hanno avuto fino ad ora scarsi esiti a seguito della mancata concertazione tra pubblico e privato.

L’attività pubblica, ad opera di finanziamenti di varia natura (comunali, programmi Urban e Pru),
ha prevalentemente interessato alcune opere di restauro e consolidamento di edifici monumentali
per l’insediamento di attività culturali e di alcuni settori dell’amministrazione, il rifacimento di
alcune opere di urbanizzazione e reti principali (collettori principali di rete fognaria, rete per il
metano, illuminazione pubblica), opere di arredo urbano e ripavimentazione di alcuni spazi aperti,
la messa in sicurezza di alcune parti delle ringhiere sul lungomare, la realizzazione di due
parcheggi in prossimità del lungomare di levante.
Secondo le indicazioni del PPO, che intendeva promuovere il sistema dell’Università, sono state
insediate 4 sedi universitarie che hanno portato nell’isola un gran numero di studenti: la facoltà di
Architettura di Catania (1000 studenti), alcuni corsi di laurea delle Facoltà di Lettere e Filosofia
(1000 studenti) e di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali di Catania (500 studenti) e l’Università
per stranieri (36 studenti). Relativamente al settore scolastico, sono state insediate tre scuole
materne; esistono inoltre 2 scuole elementari, 1 scuola media e 2 istituti di secondo grado.

Programma Urban – centrato quasi integralmente sul recupero e sulla riqualificazione fisica di
Ortigia, ponendosi come strumento “complementare al P.P.O.” da cui cerca

di trarre le linee strategiche. Il traguardo di integrazione tra politiche di recupero e rivitalizzazione,
anche attraverso il coinvolgimento di diversi attori e rami dell’amministrazione è stato raggiunto in
forme episodiche e discontinue, a fronte di un disinteresse dei sindaci .

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