Sei sulla pagina 1di 40

22/03/19

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA


POLO SCIENTIFICO E DIDATTICO DI TERNI
Facoltà di Ingegneria
Anno Accademico 2018/2019

Corso di Laurea in Ingegneria Industriale


Cattedra di “Impianti Industriali - Mod. B”

Sistemi di immagazzinamento e trasporto


22 marzo 2019

Prof. Ing. David Rugeri

FUNZIONI DEL MAGAZZINO

• Smorzare le irregolarità dei consumi


• Smorzare le irregolarità dei ricevimenti
• Ottenere flessibilità rispetto alle variazioni del mix produttivo
• Agevolare la distribuzione ed i trasporti
• Ovviare all’inaffidabilità degli impianti
• Risolvere problemi di manodopera
• Attutire le ripercussioni dovute a problemi di qualità
• Ovviare all’inattendibilità delle previsioni della domanda
• Ovviare alla programmazione non adeguata
• Cautelarsi da fornitori non affidabili e non flessibili

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

1
22/03/19

CLASSIFICAZIONE DEI MAGAZZINI


In base alle fasi di lavorazione:

a) Magazzini iniziali
materie prime, semilavorati, componenti acquistati dal mercato
b) Magazzini inter operazionali
svincolano i ritmi di produzione tra i vari reparti
c) Magazzini del prodotto finito
in fabbrica e nei depositi di distribuzione commerciale

In base al tipo di merce:

a) Magazzini per merci confezionate


(barre e tubi in fasci, fogli in pacchi e risme, scatole e contenitori in pallet)
b) Magazzini per merci incoerenti (depositi)
(solidi in mucchio oppure in sili a celle, liquidi in serbatoi, gas in bombole)

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

POSIZIONE DEI MAGAZZINI

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

2
22/03/19

INDICI CARATTERISTICI
Indice di utilizzazione superficiale

Indice di utilizzazione volumetrica

Indice di selettività

Indice di rotazione

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

INDICI CARATTERISTICI

Indice di manodopera

Indice di potenza

Entrambi gli indici forniscono informazioni sul grado di automazione del magazzino

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

3
22/03/19

UNITÀ DI CARICO (UdC)


Con il termine unità di carico (UdC) si indicano contenitori di vario genere
caricati di prodotti da immettere in magazzino

La pedana (o pallet) può essere facilmente movimentata coi carrelli a


forca e gli altri mezzi meccanizzati di movimentazione

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

IMMAGAZZINAMENTO DELLE UdC

Sovrapposizione diretta

Immagazzinamento

Scaffali a ripiani a semplice o doppia profondità


Scaffali a gravità
Scaffalature Scaffali passanti
Scaffali ad elementi mobili
Alti scaffali

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

4
22/03/19

SOVRAPPOSIZIONE DIRETTA
Tipica di materiali relativamente leggeri e non danneggiabili oppure raccolti
in contenitori sovrapponibili movimentabili con carrelli elevatori

Bassa selettività e lenta rotazione

Non può essere utilizzata quando:


a) il numero di unità sovrapponibili per ogni voce è molto piccolo;
b) le forme e le dimensioni delle UdC sono tali da non consentire la formazione di pile
aventi una sufficiente stabilità ed altezza;
c) la capacità portante del pavimento consente di sovrapporre un numero limitato di
UdC, dato l’elevato peso unitario di queste ultime

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

SCAFFALATURE
Realizzate in diverse tipologie (tubolari, profilati, angolari forati, ecc.) devono:

• essere incombustibili
• sopportare carichi senza deformarsi
• resistere agli urti

L’altezza dello scaffale dipende dal sistema di movimentazione dei materiali:

• operatori che si muovono a piano pavimento: 2÷2,5 m


• carrelli elevatori: 6 m
• carrelli trilaterali e bilaterali: 10 m
• trasloelevatori: >10 m.

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

5
22/03/19

SCAFFALATURE A RIPIANI

Alta selettività e lenta rotazione

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

SCAFFALATURE A GRAVITÀ
Quando si libera un posto, un’altra UdC
avanza sopra dei rulli disposti in pendenza,
spesso frenati o motorizzati, fino a fermarsi
contro l’apposito riscontro terminale

Ogni corsia deve contenere una sola voce


quindi il numero minimo di UdC per ogni
voce da immagazzinare in uno scaffale del
genere determina la profondità dello stesso

F.I.F.O.
Alta selettività e rapida rotazione

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

6
22/03/19

SCAFFALATURA PASSANTE
Questo tipo di scaffalatura viene utilizzato quando si hanno numerose UdC per
singola voce e limitatamente sovrapponibili, in quanto consente di realizzare
elevati indici di utilizzazione del magazzino

Le UdC vengono spostate mediante un sistema motorizzato con catene dentate


(flow-rail) o carrelli motorizzati (drive-in e drive through)

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

SCAFFALATURA FLOW-RAIL

L.I.F.O.
Bassa selettività e lenta rotazione

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

7
22/03/19

SCAFFALATURA DRIVE-IN

L.I.F.O.
Bassa selettività e lenta rotazione

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

SCAFFALATURA DRIVE-THROUGH

F.I.F.O.

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

8
22/03/19

SCAFFALI AD ELEMENTI MOBILI


Costituiti da scaffalature metalliche che scorrono su rotaie incassate nel pavimento
All’interno del blocco viene creato opportunamente un unico corridoio di accesso
spostando di volta in volta gli scaffali ed eliminando così lo spazio superfluo per le corsie
Sono caratterizzati da elevatissimi indici di saturazione volumetrica e superficiale ma
non sono adatti a tutte quelle applicazioni ad elevata movimentazione a causa dei
maggiori tempi di accostamento ai vani della scaffalatura

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

ALTI SCAFFALI
vt < 50 m/min
vs < 8 m/min

Alta selettività e rapida rotazione

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

9
22/03/19

MAGAZZINI AUTOMATIZZATI
In questo caso le UdC vengono movimentate da trasloelevatori automatizzati che
vengono gestiti da un operatore tramite una consolle di comando computerizzata

Vantaggi:
a) Maggiori velocità di funzionamento:
• velocità di traslazione = 100 ÷ 250 m/min
• velocità di salita ≈ 24 m/min
b) non è necessaria la suddivisione topografica del magazzino
c) le coordinate di parcheggio sono memorizzate dal PC di comando
d) il coefficiente di utilizzo volumetrico del magazzino è maggiore
e) può essere studiata una statistica delle frequenze di prelievo, in modo da prevedere
percorsi più brevi per i codici richiesti più frequentemente

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

COLLI E MATERIALI VARI


In questa categoria rientrano tutti quei prodotti che non possono essere
considerati come materiali alla rinfusa ma che, allo stesso tempo, non
possono essere raggruppati in unità di carico

Il problema del loro immagazzinamento razionale è complesso a causa di:


• varietà e natura dei prodotti;
• forma, dimensione e peso;
• quantità di materiali da immagazzinare per ogni voce;
• modalità e frequenza delle movimentazioni.

Si realizza disponendo i colli in scaffali serviti dall’uomo o da mezzi di trasporto


meccanizzati oppure ricorrendo alla sovrapposizione diretta di contenitori
metallici o in materiale termoplastico, aventi caratteristiche tali da poter essere
disposti in pile senza necessità di strutture portanti (scaffali tradizionali e
sovrapposti, scaffali ad elementi mobili o scaffali rotanti)

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

10
22/03/19

SCAFFALI SOVRAPPOSTI

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

SCAFFALI ROTANTI

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

11
22/03/19

PRODOTTI SPECIALI
Sono prodotti che per la loro forma e le loro dimensioni, o per il loro peso,
determinano particolari problemi di immagazzinamento

Possono essere:
• profilati, tubi e barre;
• lamiere;
• rotoli di filo o lamiera;
• bobine.

Quando è possibile è conveniente ricorrere allo stoccaggio all’aperto che


consente minori investimenti e minori problematiche di movimentazione

Per pezzi corti (< 3m) è consigliabile l’immagazzinamento verticale

Le più diffuse tipologie di immagazzinamento per questi prodotti sono:


• cantilever;
• magazzini automatici.

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

CANTILEVER

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

12
22/03/19

MAGAZZINI AUTOMATICI
Per barre o lamiere:
• risparmio di spazio;
• minimizzazione dei costi di esercizio;
• controllo e ottimizzazione delle giacenze;
• miglioramento di sicurezza e qualità.

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

DIMENSIONAMENTO DEL MAGAZZINO


Determinare quantitativamente spazi, risorse, mezzi e uomini, necessari per
stoccare i materiali e svolgere le attività operative richieste

I dati fondamentali di input per la scelta delle alternative sono:


giacenze: quantitativo massimo che il magazzino deve contenere
flussi: prestazioni che sono richieste al magazzino in termini
di movimentazione nell’unità di tempo

Ciclo operativo

1. Arrivo o ricevimento
2. Collaudo di accettazione à Materie prime (MP)
3. Stoccaggio

1. Preparazione
2. Attesa spedizione à Prodotti finiti (PF)
3. Spedizione

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

13
22/03/19

DIMENSIONAMENTO DEL MAGAZZINO


La zona di arrivo deve essere dimensionata in previsione dell’accettazione di picchi
quantitativi di merci dovuti ad un flusso in entrata discontinuo (merci provenienti da
fornitori esterni, presenza di un andamento stagionale, ecc.)

La zona di collaudo deve essere dimensionata sulla capacità produttiva del reparto di
collaudo, quindi sulla media degli arrivi. (Sempre più spesso le aziende adottano un
sistema di libero ingresso di alcune merci provenienti da fornitori affidabili)

La zona di stoccaggio va dimensionata sulla base delle previsioni del livello di stock
(giacenza cumulativa che si ipotizza il magazzino dovrà contenere).
Nel caso in cui i tipi di materiale o codici da stoccare fossero molto
numerosi è possibile considerare solo una parte significativa

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

DIMENSIONAMENTO DEL MAGAZZINO


Un dimensionamento corretto dell’area di stoccaggio può basarsi solamente
sugli articoli di classe A e B, che rappresentano il 95% della giacenza
complessiva (nella pratica ci si accontenta spesso solo della classe A!)

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

14
22/03/19

DIMENSIONAMENTO DEL MAGAZZINO


Per la gestione del magazzino è però opportuno considerare anche altre caratteristiche

• Rotazione = (N. prelievi)/(unità di tempo)


“A” = 75% dei prelievi
“B” = 15% dei prelievi
“C” = 10% dei prelievi

• Volume occupato dai codici


“A” = 15% del volume totale
“B” = 80% del volume totale
“C” = 5% del volume totale

• Valore economico dei codici


“A” = 5% del valore totale
“B” = 20% del valore totale
“C” = 75% del valore totale
“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”
Prof. Ing. David Rugeri

DIMENSIONAMENTO DEL MAGAZZINO

Per un corretto dimensionamento del magazzino è poi necessario analizzare la


serie storica delle giacenze dei prodotti ritenuti importanti, costruita su un
numero di anni significativo:

mercato stabilizzato: possono essere sufficienti 2 anni


mercato dinamico: potrebbero non bastare 5 anni

Dall’analisi è possibile stimare:

Giacenza minima: Gmin

Giacenza media: Gm
Giacenza massima: Gmax

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

15
22/03/19

DIMENSIONAMENTO DEL MAGAZZINO

Per il corretto dimensionamento del magazzino bisogna considerare un


valore di giacenza (G) tale che Gm<G<Gmax.

Se G=Gm :
• limitati investimenti iniziali;
• necessità di ricorrere a risorse eccezionali per sopperire alle punte di stock.
(Questa soluzione sarà auspicabile se Gmax/Gm≈1)

Se G=Gmax :
• grossi investimenti iniziali;
• possibilità di far fronte a tutte le situazioni senza ricorrere a provvedimenti
eccezionali

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

DIMENSIONAMENTO DEL MAGAZZINO


Il dimensionamento del magazzino va eseguito correlando
la capacità con il rischio di sottodimensionamento del magazzino

I valori delle giacenze, depurati dai dati legati a fenomeni occasionali


difficilmente ripetibili in futuro, vanno raggruppati in classi di entità opportuna
consentendo così di costruire l’istogramma delle frequenze

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

16
22/03/19

DIMENSIONAMENTO DEL MAGAZZINO

Il valore corretto di G va determinato minimizzando una funzione globale di costo che


comprenda:
• costi di sottodimensionamento (impiego di eventuali locali esterni, costi di trasporto
aggiuntivi, costi per l’intasamento del magazzino con conseguenti costi per bassa
selettività);
• costi diretti legati alle dimensioni (edilizia, impiantistica, ecc.).
“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”
Prof. Ing. David Rugeri

CRITERI DI ALLOCAZIONE
Durante la fase di dimensionamento è opportuno
considerare la modalità di allocazione delle UdC

Alcuni criteri di allocazione possibili sono:


• per posti condivisi;
• per posti dedicati;
• per zone dedicate.

Si consideri un intervallo di tempo T (la cui


lunghezza dipende dall’effetto di
stagionalità) composto da più periodi tj ed
immaginiamo che nel periodo in questione
siano disponibili i dati sulla giacenza
occupata dai vari articoli, espressa in termini
di vani occupati

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

17
22/03/19

CRITERI DI ALLOCAZIONE

Posti condivisi
Questo criterio prevede uno stoccaggio di tipo banalizzato (i carichi in arrivo
vengono stivati nel primo vano libero più vicino possibile alla testata del
magazzino: un articolo qualunque può essere ubicato in una cella qualunque)

Vantaggi:
• minor numero totale di vani necessari;
• migliore utilizzazione dei vani;
• accorciamento dei percorsi e dei tempi di ciclo dei mezzi operativi.

Svantaggi:
• assenza di un indirizzamento univoco e stabile della UdC contenente un articolo,
con conseguente aumento del tempo necessario per rintracciarla

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

CRITERI DI ALLOCAZIONE
Posti dedicati
• Nel periodo T considerato i vani dedicati ad ogni articolo sono fissi e possono essere
eventualmente riassegnati solo in seguito. (Le UdC pesanti andranno collocate a
pavimento e le merci sensibili alla temperatura che non potranno essere ubicate negli
ultimi livelli)

• Il loro numero è legato alla quantità massima dei pezzi con conseguente utilizzo
incompleto delle scaffalature in condizioni normali di funzionamento

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

18
22/03/19

CRITERI DI ALLOCAZIONE

Posti dedicati

L’applicazione di questo criterio è particolarmente vantaggiosa nei magazzini automatici


ove si eseguano nei tempi morti operazioni di riordino, al fine di collocare in prossimità
della testata degli scaffali gli articoli più movimentati o quelli di cui si ha bisogno a breve
termine

Vantaggi:
• riduzione dei tempi di prelievo o deposito;
• massimizzazione delle potenzialità di movimentazione grazie ad uno stoccaggio mirato
degli articoli.

Svantaggi:
• aumento della richiesta di celle.

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

CRITERI DI ALLOCAZIONE

Zone dedicate

Il magazzino viene diviso in zone (ad esempio I,II e III)


in funzione della facilità di accesso ai vani

Gli articoli vengono suddivisi in classi in base alla frequenza


dei movimenti (solitamente da 2 a 4 classi)

Viene realizzata una collocazione banalizzata di una classe


(ad esempio classe A, ad alta frequenza) all’interno di una zona specifica
(ad esempio la zona I, ad elevata facilità di accesso)

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

19
22/03/19

SISTEMI DI TRASPORTO
Un sistema di trasporto DEVE necessariamente ESSERE:

• sicuro;
• efficiente;
• tempestivo (la velocità dipende da cosa sto trasportando);
• preciso.

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

SISTEMI DI TRASPORTO
Obiettivi da raggiungere:

• riduzione dei costi mediante:


► riduzione del numero di movimentazioni;
► riduzione delle distanze percorse;
► migliore sfruttamento dello spazio;
► aumento della produttività;

• riduzione degli scarti e delle perdite:


► limitazione dei danni durante il trasporto;
► aumento del controllo sui materiali immagazzinati;

• miglioramento delle condizioni di lavoro:


► maggiore sicurezza durante le operazioni;
► riduzione dello sforzo fisico umano;

• aumento dell’efficienza dell’azienda:


► razionalizzazione dei magazzini;
► rotazione del materiale.

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

20
22/03/19

MOVIMENTAZIONE: PRINCIPI BASE

• Principio del carico unitario


I singoli materiali da movimentare dovrebbero essere aggregati in opportune
UdC di dimensioni standard

• Evitare carichi parziali


Quando è possibile si devono trasportare UdC intere e non unità parziali; il
veicolo deve essere caricato ai limiti massimi di sicurezza

• Principio della minima distanza


La distanza di trasporto del materiale deve essere la più piccola possibile

• Linearità del flusso


Il percorso del sistema di trasporto dal punto origine al punto destinazione deve
essere il più possibile lineare

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

MOVIMENTAZIONE: PRINCIPI BASE


• Principio del minimo tempo terminale
Il tempo di movimentazione dell’unità base di carico comprende il tempo di
trasporto, il tempo di carico e scarico, nonché il tempo speso per altre attività
che non riguardano il trasporto effettivo del materiale. I tempi non strettamente
correlati con la movimentazione del materiale devono essere minimizzati

• Principio della gravità


Nella movimentazione dei materiali è conveniente sfruttare il più possibile la
forza di gravità, tenendo tuttavia conto della sicurezza e del rischio di procurare
danni alle persone o ai materiali

• Bidirezionalità
I sistemi di handling dovrebbero essere progettati e programmati per
trasportare sia nella “corsa di andata” sia nella “corsa di ritorno”; viaggi di
ritorno a vuoto devono essere considerati come inefficienza di progettazione

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

21
22/03/19

MOVIMENTAZIONE: PRINCIPI BASE


• Principio della meccanizzazione
Il sistema di trasporto deve essere il più possibile meccanizzato o
automatizzato, al fine di aumentare l’efficienza e l’economicità del servizio
• Principio dei sistemi integrati
Quando è possibile si deve integrare il sistema di trasporto con altri sistemi
nello stabilimento, come ad esempio ricezione, spedizione, ispezione,
immagazzinamento, produzione e assemblaggio, imballo, deposito, etc.
• Principio del flusso dei sistemi
Nei sistemi di handling e di immagazzinamento è necessario integrare il flusso
dei materiali con il flusso delle informazioni. L’informazione relativa a ciascun
articolo mosso dovrebbe includere l’identificazione, il punto di origine e di
destinazione
• Principio dell’orientamento delle parti
Nei sistemi automatici l’orientamento della parte lavorata deve essere
conservato durante il trasporto

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

SISTEMI DI MOVIMENTAZIONE
Possono essere classificati in base a:

• guida manuale (transpallet)


meccanizzata (forklift)
automatizzata (AGV)

• posizione mobile (forklift)


fissa (gru)

• ubicazione a pavimento (convogliatore a rulli)


sospeso (convogliatori aerei, gru a ponte)

• percorso fisso (convogliatori)


programmabile (AGV)

• flusso unidirezionale (convogliatori a cinghia motorizzata)


in varie direzioni (AGV)

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

22
22/03/19

SISTEMI DI MOVIMENTAZIONE
Possono essere classificati in base a:

• Continuità del trasporto


continuo (convogliatori a cinghia, condotte)
discontinuo articoli o carichi discreti (forklift, AGV)

• Articoli trasportati
più articoli per trasportatore (convogliatore sospeso a canestro)
unico articolo per trasportatore (convogliatore sospeso singolo)

• Immagazzinamento
solo trasporto (AGV)
trasporto ed immagazzinamento (convogliatori speciali)

• Stazione di carico e scarico


singole
multiple

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

SISTEMI DI MOVIMENTAZIONE
Possono essere classificati in base a:

• Stazioni terminale
stessa stazione di carico / scarico
stazioni diverse di carico / scarico

• Velocità di carico e scarico


identica per stazioni carico / scarico
diverse per carico / scarico

• Posizione elementi trasportati


posizionamento continuo sul sistema di trasporto
posizionamento uniformemente distanziato
posizionamento spaziato in modo casuale

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

23
22/03/19

CICLO DI TRASPORTO
fase di carico (Tc)
fase di trasporto (Tt)
T
fase di scarico (Ts)
fase di ritorno (Tr)

Per una buona progettazione del sistema di trasporto bisognerà:


• ridurre il maneggio
• unitarizzare i carichi
• diminuire le distanze
• evitare i trasporti a vuoto

Capacità di un sistema di trasporto: quantità di materiale trasportata


nell’unità di tempo

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

MEZZI DI MOVIMENTAZIONE
Carrelli a mano (handtrucks)
sono piattaforme con ruote per la movimentazione manuale degli articoli, dei
carichi unitari e dei materiali vari (carriole, carrelli a due o quattro ruote,
sollevatori a mano, carrelli forklift manuali)

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

24
22/03/19

MEZZI DI MOVIMENTAZIONE
Carrelli motorizzati (poweredtrucks)
sono veicoli con piattaforme motorizzate per spostamento meccanizzato di
articoli, UdC e materiali sfusi; sono guidati dall’uomo e l’energia è fornita da
batterie o gasolio.

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

MEZZI DI MOVIMENTAZIONE
Gru, monorotaie e montacarichi (cranes, monorailsand hoists)
sono dispositivi di handling generalmente comandati manualmente, progettati
per alzare, abbassare e trasportare oggetti pesanti (gru con piattaforma, gru
a braccio,monorotaie aeree, montacarichi a mano e motorizzati)

gru a bandiera
gru a ponte
“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”
Prof. Ing. David Rugeri

25
22/03/19

MEZZI DI MOVIMENTAZIONE

gru a cavalletto

gru a portale su pneumatico

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

MEZZI DI MOVIMENTAZIONE

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

26
22/03/19

MEZZI DI MOVIMENTAZIONE
Convogliatori (conveyors)
sono una grande famiglia di dispositivi di handling spesso meccanizzati o automatizzati,
progettati per muovere materiali tra specifiche locazioni su traiettorie prefissate
generalmente in grande quantità o volumi (trasportatori a gravità a rulli/ruote e
convogliatori motorizzati a rulli/cinghie/catene)

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

MEZZI DI MOVIMENTAZIONE
Sistemi di veicolo a guida automatica (AGV systems)
sono veicoli sterzati automaticamente alimentati a batterie e progettati per
seguire traiettorie definite; alcuni possono effettuare il carico/scarico in modo
automatico

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

27
22/03/19

SISTEMI DI MOVIMENTAZIONE

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

SISTEMI DI MOVIMENTAZIONE
Altri
è una categoria mista che ricopre gli altri tipi di hardware usati per il trasporto di
materiali (robot industriali per la manipolazione di parti, elevatori, ecc.)

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

28
22/03/19

NASTRO TRASPORTATORE

Sistema di trasporto continuo che riesce a coprire notevoli distanze (≈ 10 km)

La capacità è data dal prodotto tra la sezione del materiale trasportato e la


velocità del nastro e può arrivare fino a 6000 t/h

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

NASTRO TRASPORTATORE
Il nastro è normalmente costituito da di più tele (3÷7) in cotone, raion, nailon
con interposizione di gomma

Tela non imbevuta solo per il trasporto di materiali comuni


è poco resistenti alle alte T e si slabbra facilmente

Tela imbevuta il nastro è impregnato con cere, olii, neoprene, ecc.


resistenti agli oli, acidi, nonché allo sporco

Gomma telata il limite di impiego è determinato dalla temperatura dei


materiali da trasportare (max 100 °C, fino a 150 °C con
l’aggiunta di neoprene)

Acciaio realizzati in rete metallica


elevata rumorosità ed scarsa flessibilità

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

29
22/03/19

NASTRO TRASPORTATORE
Fattori che influenzano la resistenza del nastro:
• tensione massima di lavoro del nastro;
• stress della zona di carico;
• flessibilità trasversale;
• spessore del nastro.

Carico di rottura statico: 50 ÷ 300 kg/cm2 di tela

Larghezze normalizzate: 400 - 500 - 650 - 800


1000 -1200 - 1400 - 1600 mm

Lunghezza max bobine: 200 ÷ 300 m

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

NASTRO TRASPORTATORE
Progettazione di un nastro trasportatore note le
caratteristiche chimico-fisiche del materiale

1) Tipo di nastro
Individuazione del tipo di nastro da utilizzare in funzione del materiale da
trasportare

2) Pendenza massima del nastro d


La pendenza massima del nastro può
essere determinata in funzione del
materiale e delle sue condizioni di
trasporto
d

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

30
22/03/19

NASTRO TRASPORTATORE
Progettazione di un nastro trasportatore note le
caratteristiche chimico-fisiche del materiale

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

NASTRO TRASPORTATORE
Progettazione di un nastro trasportatore note le
caratteristiche chimico-fisiche del materiale
3) Larghezza del nastro
La larghezza del nastro può essere definita in funzione del materiale

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

31
22/03/19

NASTRO TRASPORTATORE
Progettazione di un nastro trasportatore note le
caratteristiche chimico-fisiche del materiale

4) Velocità massima del nastro


La velocità max del nastro
è definita in funzione della
larghezza del nastro, nonché
del tipo di materiale

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

NASTRO TRASPORTATORE
Progettazione di un nastro trasportatore note le
caratteristiche chimico-fisiche del materiale

5) Interasse tra i rulli


L’interasse tra i rulli è definito in funzione della larghezza del nastro e
del peso specifico apparente del materiale

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

32
22/03/19

NASTRO TRASPORTATORE
Si definisce potenzialità di trasporto di un nastro: d k
2 1
4 0,99
6 0,98
ove:
8 0,97
k = coefficiente tabellato 10 0,95
d = angolo del nastro 12 0,93
q = carico distribuito sul nastro 14 0,91
l = larghezza del nastro 16 0,89

v = velocità del nastro 18 0,85


20 0,81
21 0,78
22 0,76
23 0,73
24 0,71
25 0,68
26 0,66
27 0,64
28 0,61
29 0,59
30 0,56

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

CARROPONTE
Il carroponte (gru a ponte) è un sistema di trasporto discontinuo a servizio di
una superficie e consente di sollevare e traslare carichi

Le principali parti costituenti sono:

• paranco o carrello argano


• ponte
• testate

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

33
22/03/19

CARROPONTE
Nel carroponte esistono 3 motori elettrici per il moto del:

• ponte (50 ÷120 m/min);

• carrello (30 ÷60 m/min);

• gancio (1 ÷10 m/min);

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

CARROPONTE

Principali caratteristiche:

a) scartamento o interasse tra le rotaie (fino a 30 m);


b) portata netta al gancio;
c) corsa massima;
d) corsa longitudinale;
e) velocità delle tre manovre;
f) sistema di azionamento;
g) ambiente di lavoro (normale, umido, pericoloso, ecc.).

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

34
22/03/19

CARROPONTE

Carroponte monotrave, con paranco elettrico


comandato dal basso mediante pulsantiera
(adatto per luci e portate limitate)

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

CARROPONTE
Carroponte monotrave sospeso
(adatto per portate limitate <10000 kg)

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

35
22/03/19

CARROPONTE
Carroponte bitrave, con paranco elettrico
comandato dal basso mediante pulsantiera
(adatto per luci e portate considerevoli)

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

CARROPONTE

Carroponte per prestazioni elevate con impieghi


continui e pesanti, dotato di cabina di comando

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

36
22/03/19

CARROPONTE
Radiocomandi

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

CARROPONTE
Possono essere classificati in base a:

• condizioni di impiego: dipendono dalla presumibile durata di funzionamento


effettivo cui sarà sottoposto l’apparecchio

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

37
22/03/19

CARROPONTE
• regimi di carico: tengono conto del carico prevalentemente movimentato
dall’apparecchio, ciascuno caratterizzato da un parametro P proporzionale al
carico nominale

In base alle condizioni di impiego ed ai


regimi di carico è possibile risalire alla
classe di appartenenza del carroponte

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

CARROPONTE
Gru a bandiera
Hanno portate < 5000 kg e luci ridotte e
vengono spesso utilizzate a servizio delle
macchine utensili, quando sono richieste
frequenti manovre di spostamento e
sollevamento carichi

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

38
22/03/19

CARROPONTE
Gru a semiportale o zoppa
Impiegata in officine di manutenzione, in reparti di lavorazione, addossata a
fabbricati

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

CARROPONTE
Implement per gru
BRACA: è il sistema più usato per il sollevamento carichi;
può essere semplice, doppia, tripla oppure quadrupla.

BENNE: adatte al trasporto di materiali alla rinfusa, di non grande pezzatura (es. terra,
sabbia, carbone, ecc.)
Ne esistono a due valve: in cui i movimenti di apertura e chiusura sono comandati da
due coppie di funi o a fondo apribile con comando a catena e per forni fusori

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

39
22/03/19

CARROPONTE
Implement per gru
POLIPI: impiegati per la movimentazione di materiali
difficilmente afferrabili (es. trucioli, torniture, rottami, ecc.)

ELETTROMAGNETI: usati per la movimentazione di


materiali ferrosi (es. lingotti, rottami, profilati, lamiere).
Non sono adatti al trasporto di materiale a temperature
maggiori di 400 °C in quanto la forza portante diminuisce

SOLLEVATORI PNEUMATICI: per il trasporto di materiali


aventi forme di lastre e superfici omogenee

“Sistemi di immagazzinamento e trasporto”


Prof. Ing. David Rugeri

David Rugeri, Ph.D. © 2019

40

Potrebbero piacerti anche