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LE TESI DI FONDO DEL SISTEMA

Secondo punto: identità tra ragione (idea) e realtà ———-> ciò che è razionale o ideale è reale e ciò che è
reale è razionale o ideale.la realtà nel suo insieme non è casuale ma ha nel suo interno una perfetta
realizzazione razionale (ecco perché è ideale). Ha una sua precisa connotazione logica, tutto ciò che è reale
ha in sé una sua razionalità, cioè identità tra reale e razionale.

Terzo punto: la funzione giustificatrici della filosofia——->la filosofia può solo vedere le cose della realtà
come stanno perché la filosofia, secondo Hegel, è come la nottola di Minerva (che è una specie di civetta)
che inizia volare al crepuscolo, quando fa buio e quando quindi la realtà ormai si è già fatta da sola. La
nottola di Minerva può solo guardare la natura, osservarla, comprenderla ma non può determinarla né
influenzarla. Ecco qual è il compito della filosofia che non è quello di guidare o determinare la realtà ma è
quello di accettare la realtà per quella che è, osservandola, studiandola, organizzando il pensiero in modo
razionale sulla base delle esperienze che si fanno con la realtà e dimostrando così che intrinsecamente la
realtà è razionale come sostiene la seconda tesi. Quindi la filosofia è quella capacità speculativa per
comprendere questo divenire del mondo, ha una funzione giustificatrice della realtà perché serve a
giustificare in modo razionale ciò che esiste. (funzione della filosofia—-> comprendere questa razionalità
interna e quindi di giustificare questo divenire. )

FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO

Proprio il divenire della storia, che coincide con il divenire dell’assoluto, che dalla coscienza arriva
all'assoluto, viene da Hegel spiegato attraverso un'opera che si chiama la fenomenologia dello spirito.
Fenomenologia è la scienza dell'apparire, quindi lui dice: come Dio infinito si realizza nella realtà? si realizza
attraverso una serie di tappe con cui l'assoluto si manifesta, quindi le varie manifestazioni dell'assoluto che
avvengono nella storia costituiscono le tappe di questo percorso. Queste tappe sono da Hegel definite
figure, lui identifica in queste tappe la manifestazione del reale quindi tutte le istituzioni: la famiglia, la
società civile, lo Stato, altro non sono che figure di queste tappe, le rappresentazioni della realtà.

Questa coscienza che deve arrivare a essere consapevole che è parte dell'assoluto ha un suo percorso che
si chiama fenomenologia della scienza, questo percorso da Kant è un po romanzato E viene spiegato in
quest'opera si manifesta attraverso delle tappe, queste tappe hanno al loro interno delle figure, una figura
può essere lo Stato, la famiglia, la società civile e cosi via, attraverso le quali la coscienza prende
consapevolezza di sé e arriva alla considerazione che la coscienza coincide con l'assoluto, si risolve
nell'assoluto, si parte dalla coscienza che la tappa più semplice dal quale possiamo notare il rapporto che
hanno le cose tra di loro.

Quindi abbiamo diverse tappe che sono: coscienza, autocoscienza, ragione, spirito, religione, sapere
assoluto, che si realizzano attraverso le figure (per esempio le figure della coscienza sono certezza
sensibile, percezione, intelletto) . Quasi tutte hanno tre elementi che sono tesi, antitesi e sintesi, che lo
spirito è la regola interna della filosofia di Heigl, cioè la dialettica, quei tre momenti in cui si realizza l'unità
delle prime due . La tesi poi abbiamo il contrapposto, l’ antitesi, e poi la sintesi che è ritorno della tesi però
più consapevole perché ha avuto l'esperienza della sintesi.

Nell’autocoscienza l'oggetto del conoscere passa il soggetto, prima conosce le cose reali poi prende
consapevolezza di sé, nel farlo l'autocoscienza ha bisogno di altre autocoscienze. Prima l'uomo si
appresta a conoscere la realtà, poi però deve capire chi è, per farlo ho bisogno di altre
autocoscienza che lo riconoscono. Perché ci sia il riconoscimento, e quindi la coscienza prenda
coscienza di sé, assume auto consapevolezza, deve esserci il rapporto con altre auto coscienze che
riconoscono questo ruolo, altrimenti è come se non abbiano nessuna importanza

L'articolazione della filosofia dello spirito avviene attraverso tre momenti principali: lo spirito soggettivo, lo spirito
oggettivo è lo spirito assoluto. Tra questi ci soffermiamo maggiormente sullo spirito oggettivo, che è come lo spirito
assume la sua realizzazione nelle istituzioni della società, in particolare si sofferma sull'eticità, come si realizza e
attraverso quali momenti, quindi va a studiare dell’eticità le diverse forme per arrivare allo Stato, le diverse forme che
attraversa, e che vengono vissute. L'eticità sarebbe la morale, la morale all’interno della famiglia, nella società, nello
Stato, concluderà affermando che lo Stato rappresenta il più alto grado dell’eticita.

LO SPIRITO OGGETTIVO

Lo spirito oggettivo si manifesta come:

diritto astratto:
quel diritto che riguarda il singolo individuo, il privato, diritto individuale (tesi)

moralità:
la moralità comprende quei momenti (la colpa, l’intenzione, il bene e il male) che si realizzano quando si
supera l'individualità, quando si ha lo scontro con resto del mondo, così uscendo dal privato si cerca la
colpa, l’intenzione, e si discerne il bene il male (antitesi)

l’eticità:
l'eticità è la moralità sociale (come questa moralità si realizza nella società, la realizzazione concreta del
bene) che si realizza nelle forme istituzionali della famiglia della società civile e dello Stato (sintesi):

-la famiglia: rappresenta il bene individuale per i propri figli (si articola nel matrimonio, nel patrimonio e
nell’educazione dei figli). Una volta che i propri figli sono cresciuti però, escono dalla famiglia per dare
origine a dei propri nuclei familiari e ai propri interessi così si passa al secondo momento dello spirito
oggettivo cioè la società civile

-la società civile: in questo secondo momento l'individuo esce fuori dalla propria famiglia originale e si
scontra direttamente col mondo, fa esperienza al di fuori della famiglia che può essere anche traumatica,
ma ci permette di capire che succede fuori da un ambiente protetto, ci dà un confronto con la realtà

- lo stato: Lo Stato è uno Stato etico, cioè uno Stato che ha in sé una sua moralità, la moralità di fare le
cose per tutti, esercitare il bene comune per tutti cittadini. Si parte dalla famiglia, che è il momento
iniziale, dove si pensa al bene degli altri. Poi si ha la società civile dove il singolo esce fuori dalla famiglia
che lo protegge e si trova in mezzo agli altri e per questo subisce un ostacolo, trova difficoltà ad inserirsi,
rappresenta l’antitesi della famiglia, è ciò che ci permette di sperimentare.Poi vi è lo stato che rappresenta
la sintesi tra società civile e famiglia, poiché lo stato è come una famiglia allargata che pensa al bene dei
propri figli, è come se ritornasse l’interesse della famiglia pero più grande e con una consapevolezza in più,
cioè che nella società si possono avere problemi. Quindi Hegel individua il ritorno a quell'interesse del
bene che non è solo individuale, ma comune, lo Stato pensa al prossimo come se fosse un proprio figlio e
rappresenta la massima realizzazione del bene, e la massima realizzazione di quella che è la situazione
pubblica. Per questo lo stato viene definito etico, poiché pensa al bene comune, di tutti i cittadini ( per
questo motivo Hegel attribuisce allo Stato il momento conclusivo dell'eticità e lo rende eticamente valido).
lo Stato rappresenta il più alto grado dell’eticita. (Vediamo che aveva una grande considerazione del potere
dell’epoca, siamo negli anni dell’800 , ammira molto napoleone, anche se quando invade la Prussia non lo
considererò piu. È convinto che lo stato in cui vive sia il migliore)

nello spirito oggettivo lui individua le varie istituzioni in cui il diritto viene ad applicarsi. Però se nella prima
parte dello spirito soggettivo era legato a una maggiore individualità adesso la conclusione è rivolta al bene
comune, quindi c'è una maggiore approfondimento, considerazione, è il momento più alto (questo ci fa
capire come sia profondamente legato allo stato del suo tempo, lo ritiene la massima realizzazione del
potere)

A differenza di Kant che aveva parlato della pace perpetua, trovando la realizzazione di questa pace in una
pacifica confederazione di Stati, lui ci parlerà della guerra come la naturale espressione dell'uomo che vuole
raggiungere qualcosa, la pace perpetua invece avrebbe permesso la fossilizzazione delle persone, in cui
l'uomo non cresce, in una condizione pacifica dove l'uomo non acquista maggiore consapevolezza o
conoscenza. Kant nella pace perpetua dispone una serie di articoli che dovevano consentire la pace un
mondo

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