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HEGEL

Orwell “1984” romanzo distopico:racconta un futuro terrificante → collegamento inglese → libro "prigioniera di stalin e hitler”

Pag:702(paragrafo sulla vita) p.704-705(scienza e filomia dello spirito, enciclopedia delle scienze filosofiche)+ capitolo 1
paragrafo 2 p.710( no scritti giovanili)
paragrafo 2 le tesi ok ma il sottoparagrafo “l'infinito ecc..” si studia alla fine
→ nella verifica ci sarà anche una domanda/definizione della filosofia del diritto di hegel
BIOGRAFIA:
- Uomo monotono
- Nasce nel 1770 in Prussia (tedesco) e muore nel 1831
- Come lavoro faceva il professore universitario
- ≠ Diversamente da Kant la fama di Hegel si sviluppa già durante la sua vita (primi anni
dell’’800) → professore di filosofia più reputato in Germania(anche a Berlino,importante facoltà
di filosofia) → successo Non postumo
- Da giovane fece il precettore = nelle famiglie agiate c’era l'usanza di sostenere l’educazione
dei figli con un insegnante privato, e i laureati, (che all’epoca erano pochi) esercitavano il
mestiere di precettori privati
- = Come Kant è un uomo giovane quando scoppiò la Rivoluzione Francese (1770). Come Kant
è entusiasta della Rivoluzione Francese ; egli non concepisce la propria opera filosofica al di
fuori degli avvenimenti della contemporaneità → per lui l’uomo si deve interrogare su che
cos’è la rivoluzione francese in ambito filosofico
Hegel è un uomo maturo(29-45 anni) quando Napoleone prende in mano il potere ed è un suo
ammiratore fanatico
→ Per Hegel Napoleone è il coronamento della rivoluzione francese : la rivoluzione fatta
istituzione.
Per commentare la guerra di Iena usa un’espressione “quel giorno la storia era incarnata da
Napoleone sul suo cavallo bianco” ciò significa che per Hegel napoleone porta in mano la
fiaccola della progressione umana (per lui napoleone è ragione filosofica che diventa
storia/carne).
Hegel non ritiene fondamentale che Napoleone abbia preso la Francia tramite un colpo di stato
e che abbia esteso il regno attraverso mezzi militari
- Appassionato di STORIA per rintracciare all’interno della storia umana quei momenti di storia
e rottura che segnalano un avanzata di progresso:il fatto che la ragione plasma ancora di più la
realtà/l’essere:
(cristianesimo,stoicismo,illuminismo,rivoluzione francese sono sia correnti filosofiche che fatti
storici ma l’insieme di questi avvenimenti costituiscono una specie di romanzo storico che
descrivono il progressivo cambiamento nel mondo → la ragione non si afferma dall’inizio dei
tempi ma si afferma attraverso una serie di tappe e non nell’astratto ma incarnandosi nel
contesto storico)

TEMI:
1)RAPPORTO TRA RAGIONE E REALTÀ : idee molto opposte a Kant ≠
“la realtà è qualcosa che aderisce a delle leggi di ragione quindi la realtà è razionale o non c’è veramente un
modo per spiegare la realtà come un qualcosa di razionale (un tutto) → realtà razionale o irrazionale (spiegabile
con la ragione o no)?”
Per Kant il concetto di realtà (del mondo fisico /natura noumeno ) è precluso nell’uomo (sensazione
soggettive)

Hegel ha una posizione che si potrebbe definire pienamente razionalista=per lui sussiste una
coincidenza/identità sostanziale tra ragione e realtà
→QUINDI per Hegel la ragione è:
● Una facoltà propria dell’uomo
● Che ci può permettere di conoscere il mondo quindi il reale
● MA la ragione al termine di un lungo successo ci porta alla conclusione che la realtà è
interamente razionale quindi interamente un prodotto della ragione ;
● Configura un punto di vista idealista in campo filosofico perché
↪è La suprema facoltà che l’uomo può raggiungere
↪è giustificata la convinzione che razionale e reale coincidono
MA
● Anche se che c’è una coincidenza tra ragione e realtà, ciò non vuol dire che esista da sempre :
la razionalità del mondo si sviluppa nella storia → la ragione astratta che è destinata a
plasmare l’universo è una ragione che si afferma storicamente quindi che progredisce
storicamente ;

ci troviamo fuori dall’approccio Kantiano che non teme lo sviluppo storico (e che esclude il
tempo storico dal suo ragionamento per lui non è rilevante la storia )

⤿La ragione non si afferma dall’inizio dei tempi ma neanche in un momento solo, si afferma attraverso
diverse tappe e incarnandosi in un processo storico.

“Per Hegel quindi non esiste nulla di irrazionale “?(filosofia della storia)
Per lui la storia non è un processo lineare e graduale:il progresso non è in linea retta= la storia non
procede linearmente perché non in tutte le fasi c’è un progresso (linea ascendente di un processo non
lineare) → lo sviluppo del processo storico procede in maniera catastrofica attraverso svolte brusche
attraverso un conflitto tra il razionale e irrazionale

ES: (problema della monarchia)1789


Per Hegel in una data fase storica l'affermarsi della monarchia assoluta ha introdotto alcuni elementi
della razionalità rispetto all’assenza di uno stato centralizzato (che vive per secoli stato di
feudalesimo) → anch’essa ha svolto un ruolo positivo ,un anello necessario nello sviluppo della fase
umana.
Ad un certo punto la monarchia assoluta diventa qualcosa che non corrisponde più alle necessità e
allo sviluppo della storia umana. La monarchia non sparisce MA diventa qualcosa sempre più
irrazionale → fase di indietreggiamento : la realtà sta tendendo a diventare irrazionale e lo sviluppo
quando qualcosa diventa irrazionale prima o poi diventerà irreale e verrà rimpiazzato.

QUINDI seguendo questo esempio, il 1789 sarebbe il successivo sbalzo della ragione e della forza
con la quale la ragione plasma la realtà e l’essere → la ragione si afferma secondo il conflitto
ERACLITO :
-Riferimento metodologico per Hegel.
-Era il filosofo greco che diceva che “tutto scorre” =il mondo è pervaso da un conflitto tra opposti →
chiave che ci aiuta a comprendere la realtà
-Il mondo è un conflitto tra opposti. La realtà si afferma con qualcosa che non è irrazionale. Non c’è
sviluppo che non abbia il dolore del negativo=non c’è nulla che si acquisisca in maniera pacifica,senza
fatica,senza conflitto e passaggi all’indietro

L’AVANZAMENTO PER HEGEL È IL FRUTTO TRA CONFLITTO TRA RAZIONALE E IRRAZIONALE

Ragione e Realtà coincidono in un primato del pensiero dell’essere :


è la ragione in ultima analisi che domina e produce la realtà → ragionamente/filosofia di Hegel
carattere di tipo idealista (=nel senso che al pensiero viene riconosciuto un primato sull’essere) e non
materialista.

Tutto ciò che è reale è razionale; questo tema si collega al tema del rapporto tra finito ed infinito

DIALETTICA
= modalità attraverso cui funziona il nostro cervello ma anche la storia umana

Il modo di operare della realtà e della mente è un modo di operare in cui giungiamo a delle
conclusioni sulla base di conflitto tra opposti : ≠ la ragione hegeliana è molto diverso dall’intelletto
Kantiano(il quale assomiglia all’operazione di un computer )

2)RAPPORTO TRA FINITO ED INFINITO


Per Hegel esiste una coincidenza:
-Davanti alla realtà dobbiamo porci davanti ad un assoluto/totalità ed
-Ogni ente definito in maniera spazio/temporale è un ente finito ma è innanzitutto una manifestazione
della totalità o dell'infinito → per Hegel non esiste qualcosa in sé infinito perché per Hegel tutto ciò
che è finito è per prima cosa un manifestazione dell'infinito
→ questo ragionamento ci permette di comprendere che il mondo debba essere analizzato a partire
da un sistema che lo inglobi tutto
→ per Hegel non si può comprendere il mondo studiando in maniera parziale gli enti → è una totalità:
CONOSCENZA DI RELAZIONE tra gli enti
MA
i signolo enti hanno la loro realtà nel fatto di essere manifestazione di infinito
QUINDI :io non posso pensare di studiare i singoli eventi in maniera separata gli uni dagli altri ma in
una spiegazione complessiva
→ obiettivo : trovare spiegazione del tutto /complessità (=vedere il mondo come un infinito e come un
assoluto)

Che mondo ne viene fuori con questi rapporti?


Un mondo
● Ordinato in modo necessario dalla ragione,l’uomo ha la possibilità di arrivare ad una
conoscenza piena ed adeguata di questo mondo. *

Per Kant conosco solo gli oggetti per me e non gli oggetti in sé, per Hegel il mondo come totalità può
essere compreso dalla ragione quindi il mondo come ordine necessario è conoscibile dalla ragione.

→ termine RAGIONE: in Hegel c’è una riabilitazione della ragione nel senso che: in Kant la ragione
non ha significato positivo(=degenerazione dell’intelletto)
MENTRE
Per Hegel è la facoltà attraverso cui l’uomo può conoscere il mondo (facoltà suprema).
Lo è perché la ragione è :
-La facoltà dinamica per eccellenza = ci permette di creare connessione tra le cose (totalità fatta da
infinite connessioni),
↳L'uso della ragione è una sorta di occhiale attraverso il quale io vedo il modo come un tessuto tra le
cose = non posso conoscere una cosa se non la metto in relazione con tutte le altre
-La ragione è una facoltà suprema della scienza del mondo : mi fa vedere le cose da un punto di vista
della totalità

Mentre l'intelletto in Hegel è un termine che ha un significato inferiore rispetto ad una ragione
( ≠diverso da kant) perché l’intelletto contrariamente alla ragione
-è quella facoltà che non è capace di cogliere le connessioni ;
-Attraverso l’intelletto io definisco le singole cose e le isolo.
-È come una facoltà che conosce i singoli enti e li definisce però poi non è in grado di vedere le
relazioni che singolo ente ha con il resto della totalità. → NON è in grado di stabilire delle connessioni
dunque produce una conoscenza non dinamica

RAGIONE FACOLTÀ CONOSCITIVA PER ECCELLENZA , L’INTELLETTO FACOLTÀ PIÙ POVERA IN TERMINI CONOSCITIVI (non
riesce a cogliere le relazioni tra le cose )

Per Hegel non c’è differenza tra il mondo per come ci appare e per come è.

FUNZIONE DELLA FILOSOFIA E IL DIBATTITO DEL SISTEMA HEGELIANO


p.714
"ciò che è reale è razionale, ciò che razionale è reale” come la dobbiamo interpretare? dobbiamo
interpretarlo in modo statico o dinamico?
1^tesi : per Abbagnano Fornero Hegel voleva far intendere che che tutto ciò che è reale (=che esiste)
è razionale (interpretazione statica)
2^tesi:

IL PENSIERO HEGELIANO : il sapere secondo Hegel;come hegel ha suddiviso il sapere


p.719-720
Per Hegel il mondo si spiega attraverso un processo di progressiva realizzazione
dell’idea/dell’assoluto
↪ il punto cruciale è quell’identità di ragione e realtà che si realizza sul fatto che la ragione impregna di
sé la totalità del reale (realtà)
PERÒ
il “farsi dell’assoluto è un processo” = l’idea non si realizza in maniera immediata
MA
si realizza attraverso tappe e fasi che possono essere anche conflittuali :
Lo sviluppo è dialettico cioè che - si realizza attraverso fasi in cui l’idea viene anche negata
- c’è conflitto tra opposti
↳La realizzazione dell’idea non è un processo semplice che passa attraverso la negazione dell’idea.*
- Dunque sono 3 i momenti principali attraverso i quali per Hegel noi possiamo studiare l’affermarsi
dell’idea;
- Non sono fasi cronologiche ma logiche quindi non c’è un prima e un dopo nel tempo (p.716)
- È uno schema triadico: formato da 3 fasi (p.716)
1. LOGICA: studiare le idee in se stesse, disincarnate dalla realtà
HEGEL VS ARISTOTELE:
Che cos’è?
Aristotele definisce la logica come:
- la scienza del ragionamento= la logica studia i modi attraverso i quali il mio modo di
pensare procede correttamente.
Non si occupa dei contenuti del mio pensiero MA della forma
→DUNQUE è lo studio di come si collegano tra di loro le nozioni
Per Hegel definisce la logica come:
- La scienza del pensiero = studia le idee separate dalla realtà.
Studia le idee per come noi le connettiamo nelle nostra mente
Studia il modo corretto per sviluppare un ragionamento

Per Aristotele la logica e le leggi della logica :


- Avevano una funzione gnoseologica

Per Hegel studiare le idee prese in sé stesse significava
- Anche iniziare a studiare la struttura della realtà:funzione ontologica.
Questo perché in Hegel,ragione e realtà coincidono MA è la ragione che plasma la
realtà
→ le strutture del pensiero riflettono le strutture della realtà
→ studiare la logica è un primo passo per capire com’è la realtà stessa

- La logica NON è uno studio puramente formale


Per Aristotele: la logica si preoccupa di verificare se un ragionamento è valido e non se è
vero
Es:”tutti gli uomini sono mortali,socrate è un uomo”
↳ Per Aristotele questo ragionamento è formalmente valido perchè l’ho dedotto da ciò che ho
posto come premesse. Non si occupa dell’essere e della realtà la logica MA scienza del
ragionamento conseguente,che fila/giustificabile.(le categorie in aristotele non parte della
logica ma dell’ontologia )

QUINDI
In Hegel con logica non intendiamo una disciplina formale che sia formalmente valida MA
➢ La logica che è la scienza dell’idea in sé, un'idea pura che non entra in relazione con
altre idee,
➢ è una disciplina che mi introduce alla conoscenza dell’essere.
➢ Per Hegel le strutture della mente riflettono le strutture del reale → se studio il modo di
operare della mente sto studiando in modo sintetico il reale (l’essere è il prodotto
dell’azione della ragione; ragione e realtà coincidono quando la realtà è un effetto
processuale di un intervento della ragione)
Logica= via d’accesso del reale
Hegel studia separatamente la logica, la natura e lo spirito.

2. FILOSOFIA DELLA NATURA: è l’idea che si allinea(=esce fuori di sé):
Nella filosofia della natura noi studiamo l’idea che si manifesta e concretizza nella natura
(3 discipline, che definisce come “minori”: meccanica,fisica e fisica organica).
- Per Hegel nelle discipline scientifiche noi studiamo il modo in cui l’idea si manifesta
nella natura. Per Hegel l’idea che esce dalla sua purezza è un’idea che si degrada→
discipline minori. L’idea si manifesta in maniera debole.

NATURA IDEA ANTI-ROMANTICA PER ECCELLENZA : Non c’è in Hegel alcuna idealizzazione della
natura anzi la natura in sé è un grado basso di manifestazione della ragione.
In Hegel c’è una persistente opposizione tra ragione e natura.

La natura perché è considerata qualcosa di degradante?


- Perché la natura è inconsapevole e inerte, natura come ente non dotata di consapevolezza
costituisce un antitesi dell’idea.
- Idea che si costituisce della natura è una negazione dell’idea in sé → idea che perde evidenza
e che si trasferisce in un ente che è il massimo della NON razionalità.

N.B:La fisica organica è la disciplina che è meno degradata, poiché è la fisica del vivente che studia
corpi che hanno un livello di consapevolezza maggiore rispetto ai corpi che fanno parte della fisica
non organica. Ovvero corpi che non hanno consapevolezza (es: sassi)

3. FILOSOFIA DELLO SPIRITO: culmine del sapere umano;


-Riflette la dialettica come legge di eterno divenire
-Sintesi di questi 3 momenti ed è l’idea che ritorna in sé ; come in ogni sintesi è un processo
in cui l’idea diventa più ricca e articolata perché è un’azione che avviene dopo altri 2 processi.
-Comprese le discipline umanistiche(antropologia,psicologia,arte,religione,filosofia).
Ciò significa che nelle discipline suddette,l’idea termina il suo percorso riconoscendo che il
mondo è un prodotto dell’idea → riconoscendo l’idea stessa come MATRICE DEL MONDO!
le discipline studiano 3 momenti ascendenti della manifestazione dello spirito.*
⤿1.spirito soggettivo
⤿2.spirito oggettivo=
➢ Si articola in Diritto (tesi), Moralità (antitesi) e Eticità (sintesi)
➢ DIRITTO (legge/codice di legge) parte fondamentale della realizzazione dello spirito
=sono una cristallizzazione di ciò che la ragione umana fa per organizzare in modo
razionale la società
→ manifestazione dello spirito molto più elevata di una legge chimica perché nella
legge chimica non c’è un’azione razionale (questo perchè conosco il mondo como
relazione ma tra elementi chimici è una relazione dove vige un austero meccanicismo).

Es: apprezza molto il codice napoleonico :


-Ragione che si impadronisce ulteriormente del mondo e lo definisce/struttura/organizza →
-Disciplina nella quale si esprime un elevato livello di consapelìvolezza razionale e
concretizzazione dell’idea del mondo
⤿3.spirito assoluto
FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO
-è composta da 2 sezioni ma analizzeremo solo la prima
-testo più noto e commentato di hegel
"fenomenologia” = scienza di ciò che appare, scienza del fenomeno (=a Kant)
“fenomenologia dello spirito" = è definita dagli storici come il romanzo della coscienza secondo hegel
cioè che quest’opera traccia il percorso attraverso il quale la coscienza diventa pienamente
consapevole di sé e pienamente consapevole che il reale coincide col razionale che l’infinito si
compenetra con l’infinito → consapevole che il mondo è il risultato/prodotto dell’attività dello spirito
per Hegel la realtà e il mondo esterno è il frutto dell’attività della ragione → ciò che è spirituale ha un
primato su ciò che è fisico;l’idea plasma su di sé il mondo reale
-è una sorta di cronaca/romanzo attraverso il quale Hegel argomenta il modo attraverso il quale l’idea
si manifesta nel mondo,diventa cosciente di se stessa e capisce che il mondo è un prodotto/risultato
dell’attività dello spirito.

1^SEZIONE DELLA FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO


-Il ragionamento si comprende e si divide in 3 parti:
-Andamento ascendente ma con avanzamento dialettico(tesi/antitesi)
● COSCIENZA: a sua volta si divide in altre 3 fasi:
1. Certezza sensibile: rappresenta la forma più elementare/passiva di conoscenza del
mondo → conosco i singoli oggetti esterni a me in forma elementare e passiva
(es. sul tavolo c’è una bottiglietta di acqua naturale.)
Perché è definita come una certezza elementare e passiva?
perché conoscere una cosa “qui e ora” è una conoscenza che ci sembra certa
MA
al tempo stesso è una conoscenza in cui non c’è nessun elemento di astrazione
e generalizzazione→ io conosco solo il dato immediato QUINDI una forma di
conoscenza estremamente passiva (riverso la mia coscienza nella certezza
dell’esistenza di un singolo oggetto qui e ora”)
2. Percezione: Mi apre al concetto che è il mio “io” che ha stabilito che c’è un oggetto.
(Es:sul tavolo c’è una mela)
Momento in cui penso che esista un oggetto a me esterno MA esiste anche di
necessità un soggetto, un “io” come sostanza separata dall’oggetto che
conosco. →QUINDI l’importanza di saper distinguere l'oggetto dal pensiero è
una distinzione che mi porta a considerare che è il mio io che ha stabilito che
c’è una mela sul tavolo, unificando una serie di dati forniti dalla sensazione
(colore, forma e altre caratteristiche sensoriali).
➥Io comprendo di essere un soggetto distinto dall’oggetto e comprendo anche
che quell’oggetto l’ha costituito il mio “Io” perchè è il mio “Io” che quando vede
un oggetto di una determinata forma e dimensione la riconosce (come ad
es.mela).

C’è un salto nella capacità di astrazione, riconosco che il mio “Io” sintetizza la
molteplicità *
3. Intelletto : è una cristallizzazione di una forma embrionale della conoscenza, passaggio
che va oltre alla percezione e che segnala il momento in cui l’uomo comprende di
conoscere FENOMENI ( ≠ *in Kant ci permetteva di conoscere la cosa per me e non la
cosa in sé →passaggio in cui porta l’uomo alla fase massima per Kant)
↪CRITICA ALL’INTELLETTO KANTIANO :
- ≠ Per Hegel la conoscenza inizia dove finisce quella di Kant
- Per Hegel l’intelletto kantiano è insufficiente
- Ed esprime un grado non adeguato della realtà perché si limita a conoscere gli oggetti presi in
sé, → QUINDI definisce il mondo reale dal punto di vista della realtà e dalle infinite connessioni
che sono proprie
- L’intelletto è una forma di conoscenza che non riesce ad assumersi l’idea del divenire (totalità
del reale=)

● AUTOCOSCIENZA: passaggio dalla coscienza all'autocoscienza equivale al passaggio dal mettere


al centro ciò che mi è esterno a mettere al centro della mia riflessione il soggetto (cioè l’”Io” stesso)
→AVANZAMENTO dell’idea :Mi rendo consapevole che sono IO che ordino il mondo(compio
un’operazione),metto insieme le mie percezioni e gli do una definizione astratta/generale.
io sono l'autore e il costruttore
(≠ per Kant operazione di unificazione delle conoscenze)

Nel passaggio capisco che il ruolo fondamentale è quello dell’IO
Trasferimento della centralità del mondo esterno a me stesso come soggetto creatore (soggetto che
domina/classifica e ordina il mondo esterno)
*Mondo = realizzazione dell’idea e del soggetto

In questo passaggio ci sono diverse tappe


1. “Farmi riconoscere dall’altro” : fase in cui io mi sento soggetto(esistente) nella misura in cui sono
riconosciuto da altre autocoscienze → fase nella quale emerge il bisogno di mettersi in relazione
con altri; mi apro a relazioni attive con chi mi circonda. RELAZIONE
MA
Il conquistare questo riconoscimento avviene con un processo conflittuale(dialettico) tra
autocoscienze(scontro) per il dominio.

si cerca il dominio su altre Autocoscienze (tra di loro le autocoscienze non sono uguali)

2. “Prevale la coscienza che non ha paura di morire”↪Tra questo scontro prevale la più violenta,
quella che è disposta fino in fondo a portare lo scontro
=Rapporto in cui le coscienze si dispongono in modo gerarchico = rapporto tra SERVO E SIGNORE :
riconoscimento in modo conflittuale (modo dialettico) *
Per Hegel questo rapporto è destinato a ribaltarsi(non materiale ma del pensiero): NULLA È
STATICO
INFATTI↡
Tramite il lavoro il servo si può emancipare:
Nella relazione servo-signore una figura resta attiva e una passiva:
- il signore ,figura che resta passiva. Egli semplicemente vive in una condizione completamente
parassitaria in quanto vede i suoi impulsi soddisfatti all’azione del servo/riceve beni necessari dal
servo (attività passiva e parassitaria) ~~> non è autonomo
- servo invece attraverso il lavoro sviluppa la sua capacità di essere attivo trasformatore della realtà
(attivita dinamica): modifica la realtà attraverso un piano. Se il servo deve provvedere ai bisogni del
signore, impara ad essere un soggetto attivo, protagonista ~~> apprende l’autonomia in quanto vede
se stesso nella natura (=risultato di una sua prassi e azione)
● Impara a tenere a freno il suo impulso (desiderio di avere dei bisogno soddisfatti)
● Vede se stesso come modellatore nella natura (grazie al lavoro)
SVILUPPA LE SUE CAPACITÀ IN MODO ATTIVO ≠ SIGNORE PASSIVO → Il signore diventa dipendente dal
servo perché non sviluppa da nessuna capacità e dipende da qualcuno quindi non è autonomo mentre
il servo apprende l'autonomia

*LAVORO=Chiave per comprendere il ribaltamente schiavo-signore e comprendere la dinamica che il


servo diventa superiore/indipendente dal proprio signore perché il servo entra in relazione con la
natura e la trasforma;

↳Per Hegel si tratta di un’INVERSIONE DIALETTICA


*Il lavoro è considerato da Hegel come la fonte di un riscatto e di un avanzamento
*N.B: Il ribaltamento è un ribaltamento logico, simbolico, coscienziale

➔ CONFRONTO CON STOICISMO


il servo diventa un’autocoscienza indipendente rispetto al mondo reale che é risultato della nostra
prassi
~~> Hegel riprende lo stoicismo (=filosofia in cui l’uomo si pensa come indipendente dalle cose che
pensa che può esercitare la virtù anche nelle condizioni peggiori. Questo per lui simboleggia la libertà
dello spirito. La sua libertà interiore quindi è il raggiungimento della libertà completa) ~~> ideale
dell’apatia
Stoicismo si condensa nell'ideale dell’apatia=saggio stoico afferma che è indifferente ai fattori esterni;
l’uomo virtuoso è felice a prescindere. L’autocoscienza del servo si sviluppa
MA
Nel pensiero di Hegel
→È il passo successivo al servo-signore perché l’uomo si pensa indipendente alle cose;
Può esercitare la virtù anche nelle condizioni peggiori

DIFFERENZE
● il saggio stoico afferma che l’uomo virtuoso è felice a prescindere da ciò che gli accade nel
mondo

● Il saggio scettico (=arriva ad essere indifferente e a negare l’esistenza del mondo esterno. La
libertà è puramente interiore, l’uomo cerca di affermare la libertá negando il mondo esterno)
~~> negazione mondo esterno

➔ SCETTICISMO
Scettico=deriva da quella che era un visione di alcuni filosofi greci che elevavano al dubbio l’intero
sistema.
Lo Scettico in Hegel è colui che arriva ad essere indifferente e a negare ciò che è esterno →
prosegue ricerca di Verità/libertà puramente interiore

Lo scettico si autocontraddice poiché afferma che


- Niente è vero e
- Non si può raggiungere nessuna forma di verità.
Egli pretende di abolire il concetto di verità e di mondo esterno
MA
Non si rende conto che facendo così crea un concetto generale di verità (non esiste una verità)
→ incapacità di affermare il rapporto tra uomo e mondo esterno fa cadere l’uomo greco in una serie di
contraddizioni insolubili che portano alla 2^ figura più importante : COSCIENZA INFELICE (coscienza
dell’uomo medievale e quello dell’antico testamento)
➔ COSCIENZA INFELICE :
A forza di negare l’esistenza del mondo esterno a noi (contraddizione tra negazione della verità e
l’affermazione di una verità), l’uomo sperimenta una coscienza infelice che coincide con la coscienza
dell’uomo medievale in cui c'è una grande sofferenza perché ci si sente
- ci si sente un nulla separato da Dio (=trascendente, al di là della fisica e inaccessibile
all’uomo). Per l’uomo medievale Dio era il tutto/la pienezza dell’essere
→ Sviluppo dialettico in quanto L'uomo cade in una crisi: considera sé stesso un nulla, e Dio tutto
=vive lacerato questa separazione tra sé e Dio → tutto il significato è posto in Dio

La coscienza infelice ha anche una sua base/origine nel vecchio testamento (Dio separato dall’uomo)

¿In che modo l’uomo medievale cerca di superare l’abisso tra lui e Dio¿
Per Hegel si cerca di arrivarci attraverso strade irrazionali,sentimentali* (= forme tipiche della
razionalità/religiosità medievale) tra cui la flagellazione * modo per essere più puri e avvicinarsi a Dio.
→ salto razionale dell’uomo

Da autoscienza a ragione
Dialettica: le cose si tramutano nel loro contrario(antitesi) :
La religiosità medievale arriva al suo punto più duro,mortificazione, che genera il contrario ovvero il
rinascimento e l’umanesimo.
“L’uomo artefice del proprio destino”
→ Passaggio dall’autocoscienza alla Ragione
*L’uomo, dopo essersi tormentato alla negazione davanti a Dio, afferma che la propria individualità è
tutto e che lui è artefice al proprio destino (come se l’uomo fosse Dio) . ➨ Dal nulla al tutto

● RAGIONE: è una forma di conoscenza della realtà superiore a quella espressa nella coscienza e
autocoscienza
=individuo che è consapevole del fatto che nessuna realtà esterna a lui gli è estranea.
↪L’uomo che comprende infine che lui è il plasmatore della realtà e non c’è una separazione tra sé e
il mondo esterno ~~> sì da un’articolazione più completa dell'autocoscienza
→QUINDI :La ragione è la ragione del singolo individuo=io come singolo individuo penso di essere
artefice del proprio destino
MA
c’è un limite :la ragione è individuale.
QUINDI
Al termine della ragione l’uomo dovrà fare un ultimo balzo ovvero passare allo SPIRITO → =l’uomo
capirà che la ragione si deve incarnare nella società,in leggi,nel mondo in generale..

-La ragione per manifestarsi pienamente deve diventare qualcosa di STORICO-CONCRETO (codice
civile di napoleone è lo spirito del tempo in quanto non è più l'individuo che ragiona come ragione
individuale, ma è l’idea che diventa concreta)
-Alla fine la ragione dovrà raggiungere l’universalitá (forma superiore di organizzazione della società
umana). → È solo dentro la società che l’individuo trova la sua essenza
(qualcosa di concreto che organizza la società umana)

≠ Critica a Kant in quanto la ragione per lui è Astorica


≠ Universale hegeliano: le leggi ovvero ragione concreta trascritta
13.12
FILOSOFIA DEL DIRITTO
etico: si comporta in modo regolare e dando dei valori
stato etico: stato che fissa molte regole, anche nel dettaglio, che i suoi cittadini o sudditi debbono
seguire e le fissa anche nel campo della morale, oggi è: quando una corrente politica che si ispira a
una particolare visione di una qualunque religione dice ‘in base a questa regola di questa religione lo
impongo a tutta la società’
→ hegel definisce lo stato come una comunità etica dunque per hegel lo stato è un organismo etico.
in hegel l'espressione stato o comunità etica non ha alcuna valenza di tipo religioso, c’è un uso non
di tipo religioso.
→ Per hegel lo stato è un'istituzione etica e incarna il bene ma non perchè è uno stato che si fa
messaggero di un determinato canone religioso (con l’espressione stato non c’entra con la religione)

-1° concetto: cos’è lo stato?


→Per Hegel lo stato è una struttura che è in grado di incarnare un punto di vista collettivo/generale, è
in grado di incarnare l’idea di bene e lo stato riesce a superare i conflitti che si generano tra gli
individui nella sfera che hegel chiama SOCIETÀ CIVILE. hegel quella che chiama società civile siamo
noi come individui visti da un punto di vista economico. Questo termine lo recupera da Adam Smith,
anche per lui in quanto soggetti economici siamo destinati ad essere in un conflitto permanente uni
con gli altri.
→Noi in quanto individui e attori economici siamo in conflitto permanente uni con gli altri. Gli individui
sono degli atomi in conflitto tra loro che cercano un vantaggio economico. La società dunque è
lacerata, non armoniosa e questa situazione è nei fatti conciliata/superata nello stato che è una
istituzione superiore alla società civile perché lo stato in quanto individui politici che traggono la loro
essenza dallo stato, noi possiamo armonizzarci. Lo stato le sue leggi, gli organismi possono definite il
bene generale, possono indirizzare la società e fare in modo che sul terreno delle leggi quegli individui
in conflitto in campo economico possano conciliarsi dunque→ lo stato RIESCE AD ARMONIZZARE
LA SOCIETÀ ed è una potenza politica che è superiore a tutti i conflitti economici tra gli individui.
Hegel pensa che lo stato possa regolamentare la nostra vita e frenare quella mancanza di armonia
che è solita nella vita economica, funge da regolatore. Le leggi servono per dare alla società
quell’armonia che se si lasciasse andare, la società non avrebbe alcuna armonia, intervengono per
superare gli antagonismi/conflittualità che sorgono nella società civile.
Riassunto: lo stato è un concetto di origine politica e la sua funzione principale è quella di armonizzare
la società.
È più importante lo stato o l’individuo?
L’individuo discende dallo stato, Hegel rifiuta di collocarsi nel solco del giusnaturalismo cioè di quella
dottrina politica che definisce che cos’è lo stato di natura e poi dice che lo stato sorge tra un contratto
tra individui che vogliono tutelati i propri diritti individuali→ individuo prima dello stato, lo stato sorge
perché deve tutelare i diritti dell’individuo. Gli individui fondano lo stato, quindi lo stato è meno
importante degli individui.
Hegel critica e rovescia la questione del giusnaturalismo, perchè per lui lo stato è sopra l’individuo
anzi, l'individuo è tale soltanto in quanto membro dello stato, al di fuori dello stato per hegel non
saremmo niente, una massa selvaggia dunque non è lo stato che nasce per tutelare contrattualmente
i diritti naturali degli individui, è l’individuo che ha vita e significato in quanto membro dello stato,
membro di una collettività più grande di lui→ visione ANTI INDIVIDUALISTA. per lui il rapporto tra
individuo-stato, la sua idea è: soltanto nello stato l’individuo può civilizzarsi, lo stato è il coronamento
della vita etica

e qua approfondisce la sua critica su KANT: in kant l'individuo può diventare buono in quanto membro
isolato, per hegel non è così, secondo lui kant è viziato di individualismo e astratto, la moralità che
posso darmi come individuo isolato è qualcosa di molto inferiore rispetto all’eticità che raggiungo
essendo parte dello stato, lo sforzo è quello di raggiungere un punto di vista universale, essere parte
di un tutto, di uno stato e non un individuo isolato, mi devo sentire parte di un tutto
→ La morale è quella che mi do come individuo che è superata in avanti dai comportamenti ai quali mi
attengo in quanto membro di uno stato o comunità, in quanto tale io divento etico e l’eticità sono le
leggi che valgono per tutti, l’eticità è superiore alla moralità perché supera il punto di vista
individualistico.
la morale diventa eticità nel caso in cui l'individuo si incarna in leggi e quando la moralità diventa
universale diventa etica ma non per un ragionamento mio, ma se diventa qualcosa di concreto, del
collettivo.
→ Lo stato è etico in hegel perché rappresenta il punto di vista generale che è superiore al
punto di vista dell'individuo che può solo raggiungere la moralità perché l’eticità che si incarna
nelle leggi e costituzioni è superiore

Per Hegel bisogna ambire alla totalità non ci si deve trincerare in se stessi, nel proprio singolo punto di
vista sul mondo. Hegel ha una visione positiva dello stato poiché lo stato sormonta la società civile e
dà le regole alle quali ispirarsi e incarna il bene, universale. Come se lo stato fosse un ente neutrale.

Dove tratta della filosofia del diritto hegel


-ENCICLOPEDIA DELLE SCIENZE FILOSOFICHE
Hegel in quest’opera monumentale tratta in maniera dettagliata quella tripartizione del sapere
filosofico:
-logica
filosofia della natura
filosofia dello spirito
Quando parla della filosofia dello spirito, con lo schema a tre fasi, Hegel individua una triade
-spirito soggettivo, oggettivo e assoluto

dello stato se ne parla nello spirito oggettivo
Perchè se ne parla nello spirito oggettivo?
Spirito perché lo stato è una manifestazione dello spirito e non c’entra con l'individuo, si manifesta
nella realtà oggettiva che definisce un quadro universale, lo stato è il culmine dello spirito (=lo
stato è la sintesi) oggettivo.
C’è una valutazione positiva della funzione dello stato, non lo concepisce come un organismo che
minaccia la libertà individuale.

triade dialettica di cui lo sviluppo è logica non cronologica:


famiglia
società civile
stato
il punto di base è la famiglia che è il dato più immediato
-2° concetto: cos’è la famiglia?
Secondo hegel: è innanzitutto un micromondo/ una cellula della società al cui interno vigono rapporti
affettivi, legami affettivi, scrive ‘non conosce lacerazioni al suo interno, è come una piccola comunità’
in questo c’è qualcosa di positivo→ il fatto che non ci siano lacerazioni, antagonismi che l'individuo si
consideri parte di un tutto. l’unico limite della famiglia è che la famiglia ha un orizzonte ristretto, mi
permette di non essere isolato ma ha comunque questo limite.
La famiglia è la tesi e la sua antitesi è la società civile
Perché?
1- nella società civile c’è conflitto e nella società civile mi considero un individuo assestante, non mi
baso su affetti o legami ma secondo un tornaconto, la ricerca di un vantaggio che dissolve il concetto
di comunità.
2- non ha i contorni e gli orizzonti della famiglia, nella società civile non ci sono confini, è tutto in cui
c’è una lotta universale

Per hegel c’è un’opposizione ma anche un fattore di progresso nella società civile perché è un
universo in cui siamo tutti in conflitto→ nella società civile quindi è positivo che l'uomo si renda conto
di essere parte di una totalità rispetto ai conflitti della famiglia

quindi in che senso lo stato è sintesi dialettica dello spirito oggettivo?


perché lo stato è un passaggio ulteriore, un superare la famiglia e la società civile, ma è un superare
che conserva alcuni momenti della tesi e dell’antitesi, la sintesi non procede mai in una strada
completamente nuova, è parte di un processo, scarta e conserva sia rispetto alla tesi che rispetto
all'antitesi, c’è un superamento dell'opposizione tra tesi e antitesi, è in grado di conservare ciò che c’è
di dinamico tra l'antitesi e la tesi

Della famiglia c’è da conservare il legame, l’idea del fatto che i membri sono legati da qualcosa di
comunitario, il fatto di essere comunità e mantiene dalla società civile la visione di insieme il fatto di
superare la ristrettezza della vita familiare, in questo senso per Hegel lo stato è una comunità etica
perché è legame tra individui e legame che attraverso le sue istituzioni, leggi che dissolve gli
antagonismi tra individui dunque è lo stato che fonda l’individuo, è ciò che viene prima dell’individuo .
IL POLITICO COMANDA SULL’ECONOMICO

15.12
Spiegazioni lunedì e mercoledì unità 8 paragrafo 5, 759 e arrivare fino a pg 766

Concetto di eticità in hegel è una moralità che fa un balzo in avanti perchè diventa istituzioni storico
sociali in carne e ossa
→ moralità è quella dell’individuo
→ eticità individuo che agisce facendo parte di un popolo

si dice che hegel sia idealista perché pensa che la storia sia la progressiva realizzazione dell’idea,
però ha anche un germe materialista perché l’idea si manifesta in modo concreto nella storia

lo stato quindi è l’incarnazione di un bene concreto e universale


richiamo alla triade dialettica
1. famiglia
2. società civile
3. stato
il mondo procede in modo dialettico= pensare che la realtà è in continuo mutamento dove
all'opposizione tra tesi e antitesi succede sempre dopo una nuova sintesi che mantiene i caratteri più
importanti della tesi e dell’antitesi e quindi la realtà è lotta di opposti, contraddizione tra opposti che
hanno sempre una sintesi che a loro volta produce un ulteriore sviluppo dialettico

CARATTERI DELLO STATO SECONDO HEGEL


lo stato=superamento delle limitazioni della famiglia e della società civile

★ classi principali che hegel identifica all’interno dello stato


3 classi principali:
quella più importante:
1. funzionari pubblici: attribuisce al funzionario pubblico un’importanza che se uno non ha la
visione di uno stato etico non può intendere. Per lui i funzionari sono la concretizzazione dello
stato etico dunque non vi può essere una funzione più importante→ CLASSE UNIVERSALE,
la loro posizione gode di un punto di vista non parziale sulla società, non partono dai loro
interessi, sono i tutori dell'interesse generale che si sedimenta nello stato
2. agricoltori: CLASSE SOSTANZIALE: ha come sua funzione quella di fornire i prodotti, la
sussistenza di base della società, è una funzione necessaria per la società ma non quella
direttiva per eccellenza che è quella della direzione dello stato
3. artigiani e fabbricanti =produttori, CLASSE FORMALE qua si riprende la questione, da forma
alla natura e dunque trasforma la natura in beni e servizi
per hegel quale dovrà essere il rapporto tra queste classi?
La classe universale e il suo dominio politico sulla società hanno come obiettivo quello di armonizzare
la società, tenere a freno gli istinti della società civile, secondo lui se tutto va come deve, il dominio
politico della classe universale è quella di far in modo che gli agricoltori e classe formale non
degenerino in una lotta che lacererebbe la società è il luogo dove si compongono queste lacerazioni.
Momento culminante dell’eticità è un’ affermazione dell’unità che prevale nella famiglia ma in campo
più allargato e quindi della società

La polizia è una sorta di appendice della classe universale perché ha la funzione del mantenimento
della sicurezza che è un compito che fa parte di quell’armonia sociale che si deve raggiungere quindi
la polizia nello schema dello stato hegeliano è un'articolazione della classe universale.
nel testo si parla anche di corporazioni= associazioni che nel medioevo raggruppavano lavoratori dello
stesso mestiere, confraternite molto coese al loro interno, si decideva il prezzo di una merce e si
decideva anche come spartirci il volume della produzione (in modo che a nessuno rimangano delle
merci invendute nel magazzino) come si deve produrre
l’espressione ‘fatto a regola d’arte’ viene dalle corporazioni più precisamente dai timbri che usavano le
corporazioni sui prodotti. erano così coese che se uno dei lavoratori si faceva male gli altri si facevano
carico che i suoi prodotti fossero finiti in tempo per mantenere la dignità della corporazione
la rivoluzione francese le aveva sciolte in nome di un libero mercato ma ad esempio nella prussia di
hegel esistevano ancora le corporazioni→ hegel le vedeva bene COSA POSITIVA perchè nella
corporazione l’individuo ricava la sua essenza dal fatto di essere membro di un qualcosa, è un
meccanismo che limita certe tendenze laceranti proprie della società civile è un esempio di
organizzazione della società di vista che ha un punto di vista generale
questa concezione dello stato è chiamata ORGANICISTICA = lo stato è un organo (=modo diverso di
dire quello che abbiamo detto con più parole, pensare che è l'esistenza dello stato che fonda me in
quanto individuo e io in quanto individuo non sono altro membro/articolazione dello stato che è ciò da
cui derivo, è un altro modo per criticare il diritto naturale (=prima c’erano gli individui che per loro
interessa fondavano lo stato) per lui gli individui discendono dallo stato → per questo punto guardare
la parte prima è più importante lo stato o l’individuo.

A questo punto possiamo capire perché è così importante per hegel che uno stato abbia una
costituzione (l’anno scorso abbiamo visto lo statuto albertino, costituzione degli stati uniti d’america)
per hegel questo sviluppo che in molti paesi iniziano ad esserci delle costituzioni scritte, questo è un
passaggio universale verso un sistema di leggi che incarni il bene necessario e supremo, la
costituzione fonda lo stato di diritto che deve basarsi sul rispetto delle leggi, devono essere le leggi a
governare poiché incarnano il bene universale, la classe universale è lo strumento delle leggi che
deve solo applicarle
La storia è la realizzazione dell’idea, tutti i condottieri ecc.. della storia, sono la manifestazione/lo
strumento per l’idea per la realizzazione progressiva dell’idea per la trasformazione razionale del
mondo in cui viviamo
La costituzione è quindi lo stato dello spirito raggiunto da un popolo, la concretizzazione temporanea
dell’idea

Qual è lo stato ideale secondo Hegel?


NON la repubblica, MA la monarchia costituzionale perché?
Hegel scrive nel 1821→ è morto napoleone e il clima che domina in europa è un clima di incertezza, il
periodo della restaurazione, dunque dire monarchia costituzionale nel 1821, significa comunque porsi
contro i poteri dominanti dell’epoca poiché dopo il congresso di vienna si erano sviluppate di nuovo
delle monarchie assolute
Monarchia costituzionale come suo modello e questa monarchi è una monarchia che prevede una
ARTICOLAZIONE DEI POTERI ma non una divisione dei poteri NON è uguale all’articolazione dei
poteri poiché il potere è uno solo (= no giudiziario,legislativo,esecutivo) perché altrimenti sarebbe
messa in questione e la sua capacità di essere universale quindi DEVE essere UNICO, per hegel c’è
un’unica fonte del potere, il potere dello stato deve essere uno

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