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Giornalismo italiano, esercitazione 1

Identikit di chi legge i giornali: meno della metà della popolazione.


Eterogeneità del pubblico che abbiamo di fronte, la lingua dunque si deve adattare alla diversità. I lettori
sono in decrescita, rispetto a quelli che usano internet.

L’uso della lingua usata sui giornali di carta è diversa da quella usata su internet. Molto spesso le testate
cartacee trasferiscono senza alcuna modica la testata di un giornale stampato nella rete.

Quelli in rosso sono i quotidiani


che hanno perso cica 1 mln di
lettori in circa 10 anni
Tutto registrano un segno -, negli ultimi anni.
Copie dei giornali distribuiti in edicola o su internet
E internet? Su 70mln di persone ci sono 80mln di connessioni e 49 mln di utenti su internet dove più della
metà usa i social.

utenti dei social, in continua crescita.

Repubblica è in 7 posizione, circa 9 minuti sulla pagina e 2’ su essa. = tempo di lettura estremamente
ridotto, rispetto a tutto i contenuto che abbiamo davanti.
C’è una diminuzione del tempo di lettura e di conseguenza una riduzione di contenuto. Internet però è lo
spazio dell’illimitato, i giornali hanno sempre avuto il problema di compressione entro margini ben definiti.
Ed ecco che quando si ha a disposizione di uno spazio infinito il lettore vuole un contenuto ridotto. Esigenza
di brevità che da sempre è stata ricercata. Ora viene ricercata dal lettore, per ridurre il tempo di attenzione.
Anche le novità introdotte e nuovi mezzi portano con se delle nuove caratteristiche, nuovi adattamenti.
Fattori che influenzano l’avvicendarsi di modifiche: vedi immagine SEO: Ottimizzazione per motori di
ricerca o per i canali social di catturare l’attenzione ‘call to action’, invito a restare sulla pagina.
Nuovo italiano, nuovo linguaggio, convivenza con gli altri linguaggi come foto o video o social.
Convogliare all’interno una cosa scritta altri linguaggi. Mantere l’attenzione, conquistare il lettore fin
dalle prime righe. Parlare la lingua del lettore, saper definire l’età del lettore, i suoi interessi, per usare
una forma più vicina, per far creare in lui una consuetudine, un abitudine.  Acceso che abbiamo ai portali
online, la fine delle home page , i lettori provengono da altri canali, i social sono i canali maggiori, la fetta
più grande dei lettori giovani ad esempio non va più direttamente dalla home page ma accede direttamente
dai social al contenuto a cui siamo interessati, escludendo la testate principale, dunque ignorando tutta la
proposta fatta dal giornale. Cioè possiede:

Lingua dei giornali de amicis:


davanti a una varietà di pubblico e testate, esiste dunque una propria lingua dei giornali? No.. la questione
è molto piu complicata. Questione della lingua dei giornali, si lega al modificarsi dell’italiano, della sua
evoluzione. Qui nascono i nuovi modi di dire, e le nuove modo linguistiche.
E, de amicis, importantissimo giornalista e scrittore , riflette sulla lingua che utilizza in questo mezzo. Egli
scrive ‘la lingua dei giornali’ 1877, siamo molto vicini all’unificazione italiana, e tutte quei regionalismi che si
inseriscono nella stampa nazionale vengono via via incorporata.
Sulle pagine di giornale non si fa alcuna discrimazione,non c’è differenza tra il linguaggio poetico e
linguaggio familiare. La lingua mantiene tutta la carica di tradizione, e tutto un mondo che proviene da un
mondo tradizionae, e familiare. Questi due linguaggio sono combinati dalla lingua del parlato. Il loro
tentativo era di unificare lingua che avevano a disposizione e per raggiungere un pubblico vasto, usavano
modi di dire comuni, per semplificare, unificare e dare strumento linguistico per l’alta analfabetizzazione.-->
il risultato è una convivenza non lineare. (registro alto e registro basso).
A questi tempi il lavoro da giornalista era occupato da avvocati o da letterati, ecco il giornalismo italiano
perche risente molto, da un tipo di struttura e un tipo di prosa che possono derivare da un linguaggio piu
aulico-letterario, o un linguaggio caratteristico della legge. Nonostante la critica, De amicis sottolinea anche
che la nascita dei giornali e diffusione sono stati di grande rilevanza per una lingua nuova e unitaria che
desse agli italiani uno strumento nuovo per comunicareDe amicis rileva anche quei modi di dire, e dialetti,
che con il passare del tempo sono diventate parti fondamentali della lingua oggigiorno, che:

Grande eteroneigeità di linguaggio sule pagine dei giornali, formule che derivano del parlato, che fanno si
che la lingua sia sempre piu varia. Oggi sul giornale vediamo uno stile nominale, frasi paratattico, frasi
brevissime anche senza verbi, per rispondere alla necessità di brevitàe velocità. De amicis gia nel 1877, ci
parla di uno stile spezzettato.

Il diffondersi del giornale è stato un processo di grande importanza per la diffusione di una lingua italiana
unitaria. Uno dei mezzi che più ha contribuito a diffondere la lingua italiana è stato certamente il giornale.
Ha avuto una funzione mediatrice (tra le varie spinte della lingua) e unificante (tra i vari regionalismi).
Beccaria riconosce alla lingua dei giornali il fatto di aver contribuito in modo decisivo alla formazione di un
italiano scritto nuovo, che uscisse dalla tradizione letteraria.
Linguaggio dei giornali —> impossibilità di dare una definizione unitaria, dovuta al fatto che si trova a metà
strada tra la lingua parlata e la lingua scritta tradizionale
Giornalese di Gatta
il giornalista ha tentato una lingua che riuscisse a catturare l’attenzione e a farlo parlare in modo diretto
con i lettori dovendo tentare di trovare una mediazione tra due spinte: la lingua dell’uso e quella scritta.
una descrizione efficace alla lingua della scrittura giornalistica: “è una lingua che tende a cristallizzarsi in
stereotipi ma ricca di usi creativi. “ i perché essendo così attenta a cogliere le innovazioni del parlato si
depositano in forma scritta i neologismi della lingua.Non ci sono regole per definire la lingua scritta del
giornalese.

Esiste una lingua del giornale ma in negativo


Esempio di italiano del giornalese in negativo, tendenze e cliche e canoni, tipici del linguaggio giornalistico,
risultano essere dannosi, perche travisano il significato della comunicazione che non sono chiari, e la
banalizzano e anche perchè danno un esempio di italiano che non mette alla luce le sue caratteristche
positive. Tendenza a cristallizzarsi in stereotipi, utilizzare sempre una serie di forme che vengono proposte
e riproposte. La scrittura giornalistica è profondamente condizionata dal mezzo di trasmissione della
notizia, con l’introduzione del telegrafo per esempio (1866) e poi dal telefono (1881) la trasmissione delle
notizie costrinse a semplificare la sintassi. Il linguaggio dei giornali si è modificato quando si è passati al
digitale, non solo sui siti dei giornali ma anche sui social network —> è necessario cambiare linguaggio per
indurre i lettori a cliccare. Bisogna piegare la lingua a quell’uso specifico

Rinnovare la lingua: caratteristica di creatività, il giornalese incorpora tutte le parole nuove, che non ci sono
sul dizionario, ma che sono presenti nella lingua del parlato, dei modi di dire, che dopo essere comparsi su
una testata, come neologismi, vengono poi legittimati e inseriti all’interno del dizionario.
Giornale conserva le parole della realtà che si sta vivendo e poi
le consegna al sistema linguistico generale. Novità linguistiche
in solo pochi mesi, che in parte saranno accolti dai dizionari del
2021.
Le parole da salvare, zanichelli dedica una parte dove segnala
tutte quelle parole che stanno scomparendo, non solo c’è una
tendenza che aggiunge nuove parole, ma c’è un tendenza che
con molta facilità mette da parte parole della lingua.

Creatività del giornale, puo essere segnalata come caratteristica positiva ma anche come negativa (sistema
del giornale), perche le nuove mode linguistiche di cui il giornale si appropria, ne amplifica l’uso anche dalla
velocità dei mezzi che divulgano la notizia, fa si che chi scrive ricorra non solo a un linguaggio superficiale
ma anche ricco di formule stereotipate e di cliche, che sono subito riconoscibili dai lettori, in modo che il
pubblico possa decodificare il messaggio in minor tempo possibilie. Ricorso alle mode linguistiche, o
tormentoni di nascita giornalistica. Le parole inglesi considerate come parole simbolo del momento che
calpestano i vocaboli italiani corrispondenti poiché questi anglicismi aggiungono al messaggio trasmetto un
valore di notorietà e prestigio. Parole che sono ‘’non adattate’’, non vengono sottoposte al alcune
variazioni. Ad usare per lo piu questi anglicismi sono i giornali, le pubblicità, la politica, per far si da
mantenere un registro brillante e scientifico allo stesso tempo.
Ma l’itanglicano è ancora molto lontano, sono termini scritti ma raramenti destinati all’oralità. Poichè
questi ultimi sono termini tecnici o scientifici.

Eco, guida all’interpretazione del linguaggio giornalistico.


Secondo Eco il luogo dove maggiormente si realizza quella incapacità di comunicare della lingua dei giornali
è nell’uso indiscriminato dei gerghi specializzati —> vocabolario conosciuto solo da chi scrive e da una fetta
ristretta di popolazione. Con la lingua si fa già una selezione del proprio pubblico —> questo meccanismo
avviene anche in ambiti generalistici. Già il titolo è capace di selezionare il pubblico, viene meno il tentativo
di comunicare a un’ampia fetta di popolazione. Anche nei titoli generici il ricorso ad un verbo in particolare
(ci molla gli immigrati) fa sentire a casa il lettore, che sa cosa aspettarsi. Il medesimo fatto descritto
utilizzando un dizionario diverso attira un pubblico diverso. In molti di questi casi il titolo del pezzo serve
istantaneamente a selezionare il proprio pubblico e nello stesso tempo fornisce delle indicazioni di codice,
funge cioè da dizionario.
Quello che rende odiose le parole è il loro uso incondizionato (la società di massa ne fa un abuso, le rende
fastidiose), le parole sono innocenti, siamo noi che non ci sforziamo a utilizzare parole nuove. (U. ECO,
Come dire brutte parole in un attimo, in La bustina di Minerva)
Stefano Bartezzaghi tormetoni

‘La madre di tutte le X’, tormentone d’autore, dunque creato da un personaggio, in questo caso Saddam
Hussain, che lo fece nascere con l’espressione ‘ la madre di tutte le battaglie’. Utilizzato come superlativo
assoluto. Poi è stato applicato ai crimini,alle partite di calcio ai reati. Clichè di origine irachena , da
l’impressione che quello che sta per accadere ha una dimensione epocale, storica. Dopo che questo
accaduto è passato ci rendiamo conto però che l’evento non era niente di così esagerato o esaltante.

Si cade nel giornalese, quando questi tormentoni, o clichè fa venir meno la chiarezza del messaggio che si
vuole trasmettere. Non c’è il tentativo dal giornalista di arrivare ad un pubblico ampio, egli vuole cogliere
l’attenzione del lettore selezionato. l’Incomunicabilità si ha quando viene utilizzato linguaggio specializzato
senza trovare lettori capaci di coglier il messaggio. Altri casi invece che sono in linea con l’intento
giornalese.
Promessi sposi, fratelli coen, di gabbiana memoria

gate/ poli: gate nasce negli usa, e nasce dopo lo scandaolo del Water gate a Washinton, quando ci fu lo
scandalo del presidente degli statiuniti. Gate aveva un significato che non c’entrava con la corruzione, ma la
forza di questo nome fu tale, che divenne un suffiso per successivi scandali. Ad esempio venne associato al
sexy- gate, o in italia Ruby-gate. Lo stesso accade a noi in italia a poli, applicato a tangento-poli, designava
le citta delle tangenti, come milano. La forza di questa locuzione, ha fatto si che si staccasse dalla parola a
cui era stata originariamente associata, per poi essere divenire suffisso che indica criminalità, come gate.
Modificare il significato originario della parola d’origine.
Nel linguaggio giornalistico sono tipici soprattutto gli occasionalismi vocaboli cognati in maniera quasi
estemporanea destinate a rimanere usi isolati, se non unici. I modismi invece sono voci, espressioni,
formule, diffusi in un determinato periodo. Spesso un vocabolo nato come occasioni Ismo può diventare un
modismo (tangentopoli).

Espressioni fast food lepri


Sergio Lepri chiama quelli che Bartezzaghi chiama tormentoni espressioni “fast food”. Espressioni usate
senza sforzo concettuale, ma per automatismi mentali. Modi di dire e locuzioni che troviamo
continuamente sui giornali. Coppie di sostantivo-aggettivo che vengono utilizzate sempre allo stesso modo
(operazione brillante, ottimismo cauto). Queste espressioni consentono di avere un dizionario, una lingua
pronta in modo da poter confezionare articoli in breve tempo.
Il giornalese si bilancia su queste caratteristiche.
Caratteristiche del giornalese: - da un lato è un codice molto frettoloso, dall’altro è una lingua ridondante
che spesso si perde in giri di parole non necessari - colloquiale ma anche legato alla tradizione scritta - è un
linguaggio specializzato, però molto spesso è approssimativo - mimetico ma anche creativo, diffonde nuovi
modi di dire - molto riconoscibile (il lettore ha bisogno di essere raggiunto immediatamente), però dall’altro
lato si fa coinvolgere dal pubblico e coglie velocemente le novità linguistiche - Lento a rinnovarsi ma anche
portatore o creatore di nuove mode
Questo è dovuto anche per la velocità con cui il giornalese si deve esprimere, ed è anche dovuto alle
diverse caratteristiche di linguaggio che bisogna adoperare per i diversi mezzi di comunicazione.
Legame con il mezzo- ricorso a modi verbali

Spesso è il mezzo ha determinare la scrittura. La scrittura giornalistica è profondamente condizionata dal


mezzo di trasmissione della notizia, con l’introduzione del telegrafo per esempio (1866) e poi dal telefono
(1881) la trasmissione delle notizie costrinse a semplificare la sintassi. Il linguaggio dei giornali si è
modificato quando si è passati al digitale, non solo sui siti dei giornali ma anche sui social network —> è
necessario cambiare linguaggio per indurre i lettori a cliccare. Bisogna piegare la lingua a quell’uso
specifico. Oggi sta accadendo con i social, ma gia prima c’erano stati eventi come il telegrafo, che avevano
fatto si che la lingua del giornalese si adattasse a essa. Così si va a creare il fondamento della scrittura del
giornalismo, le regole delle 5 W. Chi, come, dove, quando, perche?. Con il telegarfo, 1870, notizie da luoghi
distanti come non si era mai visto, strumento con il quale si è narrato la guerra franco prussiana (daily
news), rispetto al times, poiche il daily news, usava nuove tecniche, trasmettendo in maniera piu
semplificata e immediata, le informazioni.
William Rassel, lavorava per il times, è ricordato nell storia del giornalismo, egli comprende i danni che si
possono avere sulla velocità del mestiere, egli era incaricato di seguire un processo fino alla fine, poi di
corsa va alla casa giornalistica del times, dove trova davanti alla porta un uomo che era un infiltrato della
concorezza giornalistica e che si fece rivelare il risultato del processo, cosi il times si fece battere sul tempo
da un’altro giornale.
Nel periodo di Cicerone, quindi nella retorica antica si usavano gia queste 5 domande che dovevano
aiutare a impostare un discorso in maniera corretta.
Velocità in cronaca, o sport, articoli culturali possono avere maggior tempo. Velocità; essere i primi ad
essere letti, battere la concorrenza. Molto spesso dove c’è molto fretta, e bisogna riccore alla brevità e alla
spezzatura il messaggio può risultare anche poco chiaro per il lettore. Il quotidiano online, ha ridato luce, ad
un modo verbale, il condizionale di dissociazione. Con online è tornato in vita, perchè c’è forse il bisogno di
ritornare sul pezzo, essendo quest’ultimo non fondato su basi certe al 100%. Molto utile per la tutela del
giornalista, e anche in modo per il lettore di comprendere che quelle notizie che legge possono avere
approfondimenti o conferme o vengano smentite. Notizia ancora al divenire, come avviene alla cronoca.
Questo verbo è usato a volte con un eccesso di distanza, che fa anche sorridere il lettore : stando all’accusa,
seconda la difesa.. si riportano informazioni prese da qualcuno. In altri casi il giornalista può utlizzare anche
la frase interrogativa, in modo, per trasmettere l’informazione si, ma anche per trasmettere quell’alone di
incertezza.
Un’altro modo, è l’imperfetto cronistico, evento al passato, usati da tribunali, verbali delle questure. Articoli
di cronaca per lo piu usato, dove le frasi vengono travasate nei pezzi tramite le ‘’, data la velocità a cui sono
sottoposti.  dardano pag.106 una lingua ‘’tra virgolette’’ spesso presente anchenei titoli. (modismo
giornalistico)esigenze di spettacolarizzazione, ellissi catastrofica. Sono alla fine il giornalista rimsnda i dati
essenziali. Quando soo notizie importanti le informazioni sono distribuite seconod un’ordine a stella

Sergio lepri: propone una sua lettura del tipo di lingue che appartiene al
giornale;
lepri nel ‘il linguaggio del giornalismo, ci propone Lepri è il fatto che la lingua dei giornali ha portato alla
diffusione di una lingua italiana scritta unitaria (diffusione di cultura). Inizialmente il linguaggio era
estremamente alto successivamente, partire dalla metà del secolo, hanno cominciato ad essere utilizzati i
dialetti e le espressioni colloquiali. Nel momento in cui il giornalismo tenta di darsi un tono, utilizzando
espressioni della tradizione alta, modi di dire cristallizzati, titoli di film … rischia di non essere un linguaggio
efficace (giornalese). I 5 condizionamenti, cioè i 5 tipi di scelte lessicali, sintattiche .. che il giornalista fa e
che possono essere messe in atto a volte in modo consapevole a volte in mono inconscio (si propongono
come automatismi) .
non classifica la prosa per il tipo di forme che assume o dal tipo di destinatario a cui mira. Ma
condizionamenti, circostanze, di tipo diverso che possono verificarsi una o piu insieme, che influenzano in
maniere consapevole o non il giornalista. il piu pericoloso, deriva da un’antica concezione del giornale,
ovvero che giornalismo e letteratura, il culto del bello scrivere vadino a braccetto. L’unione di questi due
porterebbe sul foglio di giornale un linguaggio aulico e ricercato e arcaico, che tende a fuggire alle
espressioni appartenente al linguaggio parlato. 4°: professionr del giornalista a servizio del potere. 5°, il
sistema fa il giornalista, - il legame tra giornalismo e pubblicità —> tendenza ad esagerare è tratta dal
linguaggio pubblicitario

C’è un modo per evitare che tutto ciò si trasformi in un modo negativo di utilizzare la lingua
dell’informazione. Non bisogna demolire questi usi, ma non bisogna utilizzare espressioni difficili quando
non sono necessarie, e se si usano bisogna chiarirle in modo semplice (nel contesto giusto). Bisogna
utilizzare il linguaggio corrente.
Area esercitazione

Viaggiare in Europa ai tempi del


Covid(giornalese, moda linguista,
neologisma): dalla Commissione un
semaforo (mito dell bello scrivere) per
classificare i Paesi Ue( abbreviazioni,
codizionanemto 1)
I ministri degli Affari europei approvano l'uniformazione delle regole
per spostarsi: le nazioni non potranno più chiudere i confini da sole,
ma ci sarà un sistema di calcolo dei contagi per stabilire quali sono
le zone a rischio e come comportarsi BRUXELLES (metonimia) - In
piena seconda ondata da Covid, l'Europa (metonimia) lancia il
"semaforo Ue" ( moda linguistica del giornalese)per evitare che ancora
una volta, come successo in primavera, Schengen (metonimia)vada a
pezzi. Sarebbe un danno per cittadini ed economia, già prostrati
(iperbole) dal primo lockdown (moda linguistica) che provocò la chiusura
improvvisa e non coordinata delle frontiere interne. Così l'Unione
(ellisse)si dota di un codice comune per classificare con colori uguali
(metafora) in tutti i Paesi l'espansione della pandemia nelle varie regioni
del Continente e prende un impegno: non chiudere più i confini ma
semmai imporre tamponi obbligatori all'ingresso da chi arriva da zone
rosse.

(Croce)Il problema della lingua rispetto al valore degli scritti di giornale

Una delle domande su cui si dibatteva maggiormente era se il giornalista potesse essere anche scrittore, se
il suo essere narratore nuocesse o meno alla sua prosa giornalistica. Le necessità del mestiere, quelle
urgenze dettate dal tipo di mestiere letterario che si svolge contro le esigenze dell’arte. All’inizio del 900 la
questione era semplice perché il giornalista e lo scrittore si distinguevano a vista per il tipo di forma
Se il testo che io scrivo è solo per fini di informazione il testo avrà una scadenza quasi immediata, se invece
scrivo una prosa che puo avere piu a che fare con la letteratura allora i fatti raccontanti hanno una garanzia
di resistenza storica grazie agli scritti che gli hanno generti.
Il giornalista puo essere anche narratore, quest’ultimo influenza il primo?
Croce risponde ad una domanda metodologica, ovvero se inserire all’interno della prosa italiana con i
canoni tradizionail della letteratura è possibile inserire al suo interno articoli di giornale. Egli nega la
domanda, in quanto la prosa del giornale non ha niente a che vedere con la prosa della letteratura.
Cosa si intende dunque per prosa giornalistica per un critico letterario, egli assegna al ‘giornalismo’ un
accezione negativa. Prodotti della scrittura di qualità inferiore rispetto a quelli letterari, in quanto sono privi
di originalità e profondità, e privi di approfondimento, trattati in maniera superfciale, e sono a loro volta
superficiali i giornalisti che manipolano i testi, per altri fini.
Spesso a causa della velocità con cui lavorano i giornalisti vengono ingannati da sinonimi. Non hanno
tempo di dare informazioni profonde e originali, e il procedere rapido di quella scrittura ha uno stile pieno
di frasi e modo di dire (pieno di clichè e tormentoni), per cercare di andare incontro a chi legge per fargli
fare il minor sforzo nella lettura. Ha uno stile che sembra un gergo simile a quello della burocrazia. La
prosa è determinata dallo spazio, in caso fosse esteso allora l’emmitente dovrà allungare il pezzo e
l’opposto accadrebbe se lo spazio da impegnare è poco. Cartelle= unità di misura, spazio che chi scriveva
aveva a sua disposizione.
Lingua deve tener dunque dello spazio, velocita e della vicinanza del lettore.
Ma per croce, il vero motivo per cui l’articolo di giornale non puo appartenere al mondo della letteratura, è
l’improvvisazione. Il giornale non scrive per una materia di cui comprende un valore e di cui voglio
condividere ma, materie che mi appartengo solo in parte o non mi appatengono del tutto che devo
andare a scoprire nel minor tempo possibile. L’improvvisatore è un uomo che ha pochi scrupoli, e di scarsa
sensibilità estetica.
Indugio, il soffermarsi, il giornalista non deve, non è proprio del suo mestiere. La sua caratteristica
intrinseca è la scarsità del tempo, che impedisce al giornalista di fermarsi, di indugiare sul contenuto o sulla
forma. Nega la possibilita che mestieri diversi possano convivere, artisti,scienziati etc..
La risposta definitiva di croce, è che il giornalismo non appartiene al mondo dell’arte, ma a quello di
espedienti pratici, ovvero una necessità pratica.
Anche quegli articoli efficaci e di bella scrittura, una volta tolti dalla testata di giornale e inseriti in un
contesto di prosa letteraria, ecco che non fanno piu la medesima impressione. Una volta sparite le
circostanze pratiche, quegli scritti si dimostrano difettosi, mancati di qualcosa. Sono documenti storici,ma a
livello artisitico sono morti, essendo mai stati troppo vivi, date le precedente caratteristiche. Gli articoli che
riescono a sopravvivere sono quelli che gia in partenza possedevano una scintilla di arte. Croce chiude la
trattazione con il paragone tra la letteratura e il cibo. Qualcosa sopravvive più a lungo nell’animo umano, ci
sono prodotti letterrari che sopravvivono nel tempo, come il cibo che si fa nutrimento per le generazioni
successive, non che viene digerito subito e dimenticato in fretta.
Conclusione; non esiste un genere giornalistico che meriti a prescindere di essere antologizzato e
studiato da critici, perchè non fa parte dell’arte. Ciò che di artistico Puo sopravvivere sulle pagine di
giornale, sopravvive solo perche li ha trovato una prima occasione di pubblicazione.

Non esiste un genere giornalistico per croce .


Monelli:Cosa ne pensa invece di chi il giornalismo lo pratica?

Pari dignità di una prosa giornalistica ad una prosa letterraria. Montale fa una riflessione su Monelli
giornalista, premiando la sua preparazione e l’uso di una lingua precisa all’interno degli articoli di giornale,
che rispondevano a pieno alla sua intenzione comunicativa, riuscendo ad unire le due tendenze opposte
della lingua. Per montale dunque i testi di Monelli, potevano essere inseriti all’interno dei testi letterari. Ma
c’è un punto cruciale, che impedisce a Monelli di diventare un letterato, in quanto è uno scrittore quasi
insofferente sulla riflessione del testo, egli improvvisa.
Monelli nel 1930, dedica un articolo sulla sua carriera: questo mestieraccio. Volume che raccoglie ciò che
egli crede i suoi scritti migliori. Egli non si crede solo come giornalista, ma come qualcuno che scrive per la
posterità. Egli da valore e dignità al suo lavoro, ed è frustato del non riconoscimento del giornalismo. Egli
accusa l’atteggiamento dei letterati che dedicano tutto il tempo sui libri piuttosto che sulla vita reale. Il
romanziere ha bisogno di ricostruire una serie di caratteristiche delle realtà per determinare un paesaggio o
un personaggio, il giornalista invece è dentro la storia, ha un esperienza viva e cosi diretta, perchè è la
realtà vissuta in prima persona che racconta.
Monelli, pronto all’atto della scrittura che a differenza del letterato, pensa e ripensa a ciò che ha davanti,
egli non indugia, egli sa come cominciare. Non è ammesso il pentimento o la pigrizia, articolo che ha una
scandenza, che avrà una certa forma dell’articolo e che avrà un numero massimo di caratteri.
Eppure dice monelli, aldilà del momento indaffarato e forsennato di scrittura, comincia a comparire
qualcosa che proviene dall’anima, un’eco che proviene dalla conocenza che si fa presente durante la
scrittura in maniera naturale. La letteratura torna in maniera incosapevole, come un’eco, per dare forma a
una scrittura nel pieno della sua necessità, nel pieno della sua lotta contro il tempo, rendendo la categoria
giornalistica degna di appartenere al genere letterario. Capacità di trarre dalla letteratura un modello, è la
garanzia di una avere una certa qualità degli scritti.
 Eco come abbandono a più soave dettatura , so che appartiene a me e so controllare la sua presenza
che puo dare una maggiore qualità al pezzo. Nonostante a tutto questo, riconosce che il suo lavoro e
totalmente diverso rispetto a quello dei poeti e autori. Per la prosa giornalistica la narrazione letteraria non
da possibilità di ammissione, eppure ci siamo illusi noi giornalisti di poter creare un genere.
Per far si che il giornalismo posso rientrare all’interno della prosa letteraria deve instaurarsi un genere
nuovo, con canoni nuovi. Deve avere la forza di essere un genere a se stante.
Un nuovo tipo di scrittore, moderno, aperto alla realtà che lo circonda, vero, che abbia esperienza di cio che
racconta, capace di andare oltre a un certo retaggio legato all’antichità e capace di cogliere le novità del
mondo e della società che si presentano e di essere interpretere della novità per dare un senso al pubblico.
Egli deve essere capace di attingere una certa serie di immagini affinchè queste non siano inventate, che
abbia una grande preparazione linguistica e che sia attento alla precisione, ma che non resti schiavo di
quanto canonizzato nel passato, non focalizzato sul suo punto di vista ma che si basi sul ideologia dell’altro.
Fondamento di neccessità di trasferire all’altro ciò che osserva. Uno scrittore che sia presente e vivo
all’interno del mondo di cui racconta, e non isolato che cerca di ricostruire i fatti attraversi processi mentali
e dunque immaginifichi. Scrittore che faccia si che il genere giornalistico sia ammesso nella produzione
letteraria. Scrittore che riconosca non che descrive, tutto puo avre la dignità di essere raccontato. Tutto il
contrario del romanziare che pensa in maniera egocentrica.  buzzati
parallelismi con clemant.
il giornalista potesse essere anche scrittore? Si barzini
Barzini, giornalista che appartiene a una stirpe di giornalsita. Padre come direttore del corriere della sera.
Dagli anni fino agli 60 lavora nel quotidiano milanese. Si chiede anche lui cosa lega il mondo letterato al
mondo del giornale. Egli ragiona nel 1961, se il giornalista potesse essere anche essere scrittore e se lo
scrittore non nuocesse al giornalista. egli dice che una volta, all’inizio del 900, non sembrava esistere tale
problema, in quanto letterati e giornalisti si potevano distinguere a vista, uno scriveva solo poesie e libri e
l’altro solo articoli e testate. Scrittore usava parole difficili, e il giornalista usava vocaboli accessibili a tutti,
l’argomento trattato ovviamente era differnte, narrazione ricorreva all’imaginazione mentre il giornale
narrava cose vere ( gia detto da monelli) o che si supponevano così, dopo aver consultato fonti.
Oggi, 1961 25 marzo, la vecchia separzione non vale piu, molte barriere sono cadute. Libri volgari e inutile e
articoli ben fatti e articolati. Oggi le tecniche di scrittore e la prosa d’arte non fanno più una persona
scrittore, non basta rifarsi a un certo tipo di modello di scirttura per detrminarsi scrittori.
Lo scrittore per Barzini è: colui che emerge dall’artigianato letterario al quale si dedica, romanzo, poesia,
saggio e giornalismo. (modellare la parola paragonata all’artigianato, clemat, calvino, petrarca).
Artigianato letterario che deve avere necessità e limiti diversi per ciascuno. Per Barzini dunque il
giornalismo ha una possibilità di essere prosa letteraria, ognuno di questi ambiti ha una necessità di
mestiere. Il giornalismo non si lascia paralizzare da queste necessità, ma anzi le trasforma in punti di forza.
Per la poesia la necessità potrebbe essere quella di seguire un determinata metrica, ritmo. Non era
spaventato davanti a questi versi anzi egli gli sfruttavano al massimo per dare spazio alla propria voce.
Artigiano come colui che va oltre, desiderio di traferire il proprio messaggio, il fatto di avere qualzosa di
nuovo da raccontare, una coscienza del proprio ruolo di scrittore, infine di barzini: qualcosa che è nella sua
indole, che va oltre a tutte le sue limitazioni.
Il giornalista in tutto questo, qualche volte riesce a emergere come scrittore. Tutto questo tenendo conto
che il suo mestiere gli porta vantaggi e svantaggi. Il primo vantaggio è che abbia ha fondamneto la verità di
racconatare cosa vere date da una fonte, il suo lato negativo è il tempo ridotto. Lavora così velocimente,
che da un lato puo in postvo dare l’idea di una cosa immediata subito traferita, ma quello che resta è
qualcosa di passato e di remoto. Pagine che rimangono sono quelle che possono essere rivissute,
decantate, che sia in grado i dare a chi legge l’intenzione che si vuole comunicare il più efficiatamente
possibile. Differenza tra prosa giornalista e la poesia, senza escludere del tutto il giornalista di essere
scrittore. Facendo pero di queste differenze anche detrminate caratteristiche di emrgere al livello di
scrittore senza danneggiare i suo mestiere.

La nascita della Terza Pagina

Alberto bergamini, direttore di un giornale, ha l’idea di creare uno spazio all’interno del suo giornale che
ospiterà solo ‘la prima di una nuovaopera’. Apparete piccola modifica dell’impaginato del giornale, in realtà
è l’iizio della storia legendaria della TERZA PAGINA.
Fino agli anni 90, luogo dove si trovavno tutte le notizie letterario artitistico e culturale. .
Luogo ambito da parte di coloro che volevano riconosciuto un elevata posizioni, ovvero i giornalisti
dell’ambito culturale, trattando di ambitit e autori d’eccellenza, luogo che ha realizzato la contaminazione
dei diversi ambiti e linguaggi.
La terza pagina nasce da Bergamini, direttore del giorbale d’italia, e doveva pubblicare l’evento della prima
di teatro di gabriele d’annunzio. All’inizio nel 900, l’usanza del giornale italiana era di uscire con max 4
pagine, suddivise in 6 colonne. La prima pagina, c’era una zona deputata ad opsitare una notizia di taglio
letterario. Lo spazio però era cosi stretto che all’impaginazione , andava a finire che dovevea essere
tagliato, in quanto argomenti come politi o economici prendevano il loro spazio. Articoli che oggi si
definiscono i più freddi, ovvero quelli che possono attendere la pubblicazione erano i primi a essere tagliati.
1901, si deve rappresentare questa opera, è un’italia tranquilla, e dunque è una notizia di grande rilievo.
Bergamini decide dunque di creare uno spazio all’interno del giornale per dedicare tutte le argomentazioni
riguardati questo argomento. Egli da voce a 4 redattori, chi all’atmosefera, chi a i costumi etc..
Per la prima volta si è dedicata un’intera pagina su questo avvenimento culturale. titolo come cappello
introduttivo che occupa tutte e sei le colonne. La terza pagina inoltre ha una funzione molto importante
dopo la prima, in quanto quando sfoglia il giornale è la seconda su cui mi cade l’occhio.
Da quel moemnto, cominciano una serie di modifiche in altri giornali e chi prima e chi dopo tutti verso la
stessa direzione, contenitore che ospita l’intervento dei recnsoni, autori, critici.. insomma la terza pagina
pian piano diventa un’istituzione.
1900, corriere della sera, in prima pagina viene usato il carattere elzeviro, un font diverso rispertto ll’altro
font degli altri articoli. Poi questo si andrà a trasferire in terza pagina (1905) dove nominerà il tipo di
approfondimento editoriale che racconata di storia letterari.
anni 20, quai tutti i giornali possiede questa caratteristica  ma in una società che va verso un giornale
ricco di immagine, la terza pagina inizia a perdere di importanza, fino a che nel 1956,nasce il giorno che è il
primo quotidiano senza Terza, da qui poi nasce Repubblica che inizierà dedicare pagine centrali alla cultura
 1989, anche la Stampa abbandona la Terza e muore anche 3 anni dopo nel Corriere della sera.
Tendenza a dedicare alla cultura degli inserti, come la domenica del sole 24h, tutta dedicata all’ambito
culturale. r2 di repubblica, o la lettura del corriere della sera.
Quando c’è un fatto di gran rilievo culturale viene anticipato nelle pagine iniziali, ma poi le si possono
trovare all’interno del giornale come notizia rievante, sennò solitamente si trovano alla fime del giornale.

BUZZATI
Lettore al centro, chiarezza come comandamento, per buzzati la centralità dell’attore, fa sparire quelle
forme di scrittura che sono fine a se stesse, che non si rivolgono realmente al lettore.  monelli diche chei
romanzieri scrivono solo per loro stessi

Egli scrisse una lettera al direttore del corriere dell’informazione dove espose i suoi pareri sul giornale, sulle
modifiche che avrebbe applicato, e dando un suo parere sui motivi per il quale il giornale non era ricercato.
espose ciò spostando il suo punto di vista su quello di un lettore, un semplice uomo di strada. Quello di
Buzzati fu un progetto per un nuovo corriere dell’informazione. Buzzati spiegò che se ne avesse avuto la
possibilità avrebbe trasformato l'articolo dimezzandone il formato del giornale. Consigliò di sviluppare
un’informazione più fotografica poiche la società si stava spostando verso una lettura sempre più visiva
(predisse il giornale del futuro descrivendolo come fotografico). Avrebbe apportato modifiche riguardo la
lunghezza delle notizie, rendendo le notizie più brevi e coincise caratteristica del giornale che data la
difficoltà avrebbe avuto bisogno di molto più impegno da parte dei redattori e di una abilità maggiore.
Chiari in direzioni di una facilità di lettura, che non è banalità, ma parlare la lingua dell’altro, così che il
lettore si senta parte del giornale.--> collegamento con sereni.
Buzzati, figura di narratore-giornalista del 900 italiano. Luglio 1928, scrive, oggi sono entrata nel Corriere,
quando ne uscirò? Presto te lo dico io, cacciato come un cane. Ambiente del corriere difficile da
ambientarci, tempo molto frustante per lui, ecco perché dice che uscirà presto da questa redazione, che
vedremo però che si svolgerà sempre nelle stanze del corriere. Da cronista, da inviato, da direttore, da
giornalista di cronaca nere. Primi elzevire di buzzati, hanno anche un carattere fantastico e di eccentricità,
che lo porta ad essere invidiato dal resto della sua squadra. Mentre lavora dunque per la terza pagina, inizia
pure la pubblicazione del suo primo romanzo inizia poi a essere inviato all’estero, uomo capace di far suo
quell’argomento proprio per la capacità di leggerlo con gli occhi del lettore.
Scrittura che si adatta a genere diverso. Romanzo piu famoso è il deserto dei tartari, 1940 all’interno della
seconda guerra mondiale, nel 70 la mondatori, andrà a ripubblicare questo romanzo. 1971 ralizza un
intervista con Yve, dove racconta dei propri lavori e del suo modo di scrivere, si realizzano nel libro
‘autoritratto’ 1973. L’anno dopo buzzati muore a milano. Romanzo che coglie i dati più importanti di tutta la
sua vicenda da scrittore, e consegna ai lettori una grande testimonianza di buzzati.
Quali sono secondo lui i fondamenti della scrittura che possono anche diventare un modello per gli altri.
Arrivare con facilità al lettore, la cosa piu importante, narrare un fatto di cui si è testimoni con una lingua
che faccia immedisimare il lettore come testimone di ciò che sta leggendo. Questi scritti che non sono di
per sè narrativi, poichè nati all’interno di un contesto giornalistico, possano in qualche modo far parte di
una produzione narrativa, in quanto hanno dello stile e altri aspetti che fanno si che di questi pezzi siano
molto assimilabili a quelli che sono i pezzi narrativi.
Grande legame tra narrativa e giornalismo di buzzati:
giornalismo puo essere utile alla narrativa, perche sa come interpretare e leggere bene i fatti e di
interpretare una quantità di materia a cui attingere che per il narratore è una miniera d’ora (come diceva
monelli).
Molti racconti sono ispirati a delle cronoche. Avvenimento grosso di cronoca, dopo 15 giorni, affinchè la
materia si depositi in modo che diventasse qualcosa di piu una cronaca, egli la riprendeva per poi farne un
racconto fantastico. Giornalismo è stato l’optimum, il punto piu alto per accedere alla letterarura. Come il
fare il buon giornalismo possa nuocere a uno scrittore ?Risposta a barzini.
Esperienze vissute in prima persone, di percepirle in tutti sensi e poi tradurle sulla pagina, possono essere
una grande scuola per lo scrittore.
In che modo è capace di rendere la verosomiglianza del fantastico?
Cronaca diventa materia della narrativa, attraverso la dimensione del fantastico, in che modo interviene la
tecnica giornalistica. Anche in questo caso, mentre scrive qualcosa di fantastico ha necessità che questa
cosa sia resa il piu vicino possibile alla cronaca. Potenza della cronoca capace di mostrare l’evidenza dei
fatti al lettore, diventa efficace anche in una dimensione non reale. La parola giusta non è banalizzare, ma
semplificare. Raccontare la realtà con termini semplici e pratichi, aderire perfettamente alla realtà che si
descrive con termini semplice e evidente possibile. Esempio di dante non ha incontrato persona astratte,
ma ha incontrato la gente della sua vita, realmente percepibili anche ai lettori lontani secoli. È estato in
grado di cronicizzare, forza della scrittura capace di fare cronoca anche dopo secoli.
Per quanto riguarda la tecnica letteraria il giornalismo fa come scuola esemplare.
Capolavoro uno lo concepisce senza pensare al pubblico, è anche vero che il giornalismo insegna il rispetto
del lettore, se c’è capacità di vestire i suoi panni, e racconatre i fatti nel mondo che per lui risulto il piu
interessante possibile. Giornalismo è l’ambito che piu di tutti insegna il rispetto del destinatario.
La noia è il contrario dell’attenzione del lettore, libri anche intelligentissimi perché sono scritti da persone
che non conoscono il vero mestiere dello scrivere. Questo mestiere coincide con il mestiere del giornalista,
raccontare le cose in maniera piu facile possible che non è banalità ma parlare la lingua del lettore,
l’evidenza, capacità di trovare parola che rendono la realtà percepibile a chi la legge, modo trammatico o
addirittura poetico, quindi carica emotiva per il coinvolgimento del lettore.
Necessità di essere drammtici, la letteraura narrativa deve divertire e commuovere.
Lettore che si commuive, lettore si avvicina al mondo rappresentato dallo scrittore, reale per il giornalista
fantastico per il narratore. Lettore in moviento, che si avvicina al lettore.
La comunicazione per Buzzati dunque è il ruolo che ha lo scrittore, trarre a se il lettore, non puo far altro
che portare fuori quello che ha dentro il suo animo. Coglie gli aspetti umani, l’umanità nei fatti che vede.
Primo consiglio di buzzati ‘ricordati che non sarai mai abbasatzna semplice’, spesso quando scriviamo
pensiamo di dover utilizzafe espressione ardite, alte. Racconti che siano chiari e brevi.
Portare il lettore nel tuo mondo, che il lettore alla seconda pagina voglia contiunare. Quando lo stile non è
chiaro, lo scrittore è mediocre. L’essere prolisso, è un’attegiamenteo che vede da vicino nella stampa, per
dire una parola ne usano 100. Il lettore ha bisogno di una lettura semplice e chiara, caratterstiche della
prosa di buzzati. Dall’espereinza giornalista, ha imparata ha scrivere in maniere semolice e chhiara, a
togliere tutto quello che era prolisso (tagliare i pampini). Ha imparato a essere libero, a non utlizzare gli
schematismi tramandati nel tempo. Tutti i grandi talenti sono CHIARI e SEMPLICI, facilita
l’immedesimazione del lettore.  scrivere chiaro è piu difccile di scirvere complicato
SEMPLICE,BREVE, CHIARO:

nasconde artifici retorici, che pero ci sono danno all aprola scritta una forza imitativa sorprendente: un
sasso in un bicchiere d’acqua. Rimasto in auge assieme a tutte le fonti fotografiche.
Gia dal primo paragrafo egli il giornalista si mette allo stesso livello di un lettore, anche lui spesso vittima di
dolore. Ci pone davanti a una narrazione dove il narratore è messo a nudo nella sua tristezza piu intima,
ponendoci dunque in una dimensione emozionale molto forte. In questo modo il narratore fa si che quel
avvenimento, cosi toccante e triste, ci inizi ad appartenere. Ci descrive il luogo con la capacità di farci
immesimare li, facendoci testimoni di quello che era il paesaggio natio di Buzzati. Egli in tutta la durata della
narrazione intrattiene un ritmo calzate, pieno di suoni che fanno suggerire al lettore le immagini di ciò che
raccontando, dalla immedesimazione di quel locus amenus, al disastro.
Un’ombra gira tra noi:
scrittura che sia avvicina alla scrittura per la narrativa/poesia. Strage avvenua a Milano, quando una donna
uccide una mamma con i suoi due figli. Distanza che si registra tra la quotidinità visuta da Buzzati e quella
del lettore e da quella quotidianità di quella strada di milano colpita da tale strage crea una frattura che è il
motivo dominante della scena descritta da Buzzati. Elegante nella sua brevità.

Utlizzo di tromentoni
Articolo si apre con un attacco potente, che apre con l’incipit celebre ‘uno spettro si aggire in’europa’,
espressione comue per i lettori, questo è il primo tormentone. Demonio ancora invisibile e sta forse
preparandosi a nuovo sangue, aggiunge ancora piu inquietudine, Buzzati gioco molto sull’indagine sul
mistero. (punto forte di Buzzati). Enorme distanza tra i due mondi distinti, tra noi che viviamo una normale
quotidianità a tavola, e ‘una donna’ presenza demoniaca, vengono scelti lessici crudi e violenti. Distinzione
tra i due mondi si individuo nella frase ‘non si udì un grido’.
Due piani di realta, uno dove il lettore si puo immedismare. Egli per condurre con se il lettore in prima fila è
quello della verosomiglianza, egli fa una ricostruzione di situazioni che non sono direttamente raccolte
come testimonianza, in modo che il lettore si possa immedisimare pensando ‘ potevo essere io quella
mamma’ ‘potevo essere io quel ritardatario che passava’. Opposizione tra appartementi dove la la vita
prosegue normalmente, a quella abitazione dove la luce era rimasta accesa e dove passando (normalità)
qualcuno pensa che si stia svolgendo una scena di notturna intimità domestica. Tutto era silenzioso e
immobile.
Da cui parte la descrizione della scena, dove Buzzati riprende i termini angosciosi e violenti della prima
parte dell’articolo. Costruzione che progede con aggiunte, come s estesse trascrivendo quello che avesse
scritto su un taqquino. Zona centrale destinata alla contrapposizione dei due mondi.
Ricostruzione tramite un racconto verosimile, è anche presente tramite ‘la natura crudele’. Nell’incipit
ammette che lui ha una forte difficioltà in quanto tratta di una materia a lui molto cara. Cosi facendo va poi
a descrivere come lui normalmente srcive i suoi articoli, con il mestiere (esperienza viva del fatto e
sull’esperienza viva della scrittura che si addatta a seconda dei diversi contesti adattaandosi a anche a quelli
che sono la brevità, chiarezza, e semplicità), con la fantasia (non invenzione, possiedono oltre alla verita, la
verosomiglianza) e cuore. Ultimi de elemtni che permettono all’autore di creare artcioli di grande uanità,
grazie alla capacità di osservare e comprendere e riportare sulla pagina l’animo umano che va oltre della
ricostruzine dle fatto rale. Sono sempre gli umani a essere i protagoisti dei suoi testi.
Non avrà la distanza per potersi avvicinare all’essere umano che incontra senza essere coivolto, anzi
sconvolto.
È solo una grende apparenza, solo una bellissima sera d’ottobre, con un unico periodo descrive
rapidamente la serata. Un po piu lontano c’è un ombra diversa, carico di mistero. Descrizione verosimile,
grazie alla conoscenza del posto per il lettore, stile quasi telegrafico. Tutto si reisce a immaginare grazie
aconsuetudine e ricordi ma non quello che è accaduto dopo? Questa domanda esplicità il falllimento di
Buzzati nella possbilità di descrivere ciò che non conosce che non ha vissuto. Drammaticità di ciò che è
accaduto.
Artficio retorico su cui si base la seoìconds oarte dell’articolo, è una domanda retorica. come poter fare a
ricostruire? Ecco che ci ricostruisce, tramite un climax ascendente che da l’idea dell’imponenza di questo
fenomeno, che va poi al suo culmine fatta anche di suoni onomatopeicii che ci riportano il rumero della
terra dell’acqua delle urle, chiudendo tutto con il silenzio. Una finta pace fatta di silenzio. Chiude l’artciolo
con la metafora del sasso nel bicchiere. Gioco di un bambino dell’acqua che travasa sulla tovaglia. Dalla
metafora trona all’orrore della realtà, ecco che la semplicità applicata all’evidenza e alla drammaticità in
mood da rendere il racconot coivolgente e fargli percepire la carica emozionale del lettore.
Oggi è ricordato nelle commemorazine del voyont, al pari delle immgaini che ci sono state consegnate su
quel fatto.

Buzzati_ dal giornalismo alla narrativa


Altra faccia di buzzati, quella da narratore.
Compresenza delle due figure nell’animo da scrittore, dove il giornalismo influenza la narrativa. Non sono
pochi nella narrativa di BUzzati i racconti che hanno un’ambientazione giornalistica, racconti che hanno
personaggi come giornalisti o addirittura racconti su vicende dei giornalsiti alla ricerca di notizie, racconti
che traggono dalle vicende di cronaca la trama o gli aspetti piu rilevanti.
‘Riservatissima al signor direttore’, lettera fantastica scritta da Buzzati. Il giornalista racconta di essere
entrato nelle redazioni con le migliori delle intenzioni ma li ha trovato un ambiento ostico nei suoi
confronti, trovatosi cosi in una situazione di scontento. Buzzati scrive lettere all’amico brambilla, ritroviamo
stessi sentimenti: invidia per colleghi, non si sente all’altezza, ruolo che aveva all’inizio ( molti elementi
autobiografici) Un giorno incontra un uomo che gli consegna un libretto che un giorno decide di leggere,
dove al suo interno trova ciò che egli vorrebbe essere, tutta quella capacità di scrittura che non ha ancora.
possiede ciò che al protagonista manca: qualcosa da pubblicare ma non il posto per farlo; queste due
anime, rappresentate in modo immaginario, si mescolano, convivono 2 personaggi nel corpo di una
solo.Da questo elemento nasce un diabolico patto tra i due, decidono di diventare una cosa sola. Patto in
cui i due diventano una cosa sola, il narratore e il cronista.
Oltre ai racconti che hanno un ambientazione giornalistica, è importante per capire la corrispondenza che
c’è tra narrativa e giornalismo il romanzo ‘deserto dei tartari’. narra la vicenda di un lungo tenete che è
mandato al confine del regno dei tartari, località immaginaria, per evitare una guerra con essi. Tartari
stanno al dilà di questo confine misterioso, luogo trattato solo da miti e leggende tra i militari della fortezza
Bastiani. Giovanni drogo arriva alla fortezza, desideroso di combattere i Tartari, ma presto capisce che il
tempo stesso all’intero della roccaforte è tempo sprecato, poichè dei tarari non c’è n’è alcuna traccia. Egli
vuole fuggire da questo luogo usurpatore di tempo, ma per scappare troverà grandi difficoltà. (questo
ricorda gli anni primi di Buzzati nella redazione del corriere della sera).
Arturo brambilla, amico caro di Buzzati, tra i due c’è un forte rapporto, che confessa la grande difficoltà che
egli ha all’interno del corriere della sera. Ecco perchè ci sono molte corrispondenze tra il personaggio
fantastico di giovanni drogo che una mattina decide di partire per la fortezza e buzzati che una mattina
d’autunno decide di andare dal corriere della sera. lettere a brambilla e romanzo, ci sono numerosi punti
di comunanza.
Questo romanzo fantastico, ambientato in un luogo irreale, ha molti aspetti personali dell’autore Buzzati.
1960, c’è l’edizione Mondadori che è preceduta dall’intervista di un suo comprano e intervistatore Sala,
che gli chiede di ricostruire la genesi del romanzo. Buzzati risponde che tutto è nato nella redazione del
corriere della sera, il nucleo fondativo si deve alle stanze di via solferino. Buzzati dice esplicitamente che ha
lavorato tutte le notti come redattore per il corriere della sera, un lavoro monotono e noioso. In questo
contesto si trova a trascorre gli anni e mesi, egli aspettava la sua grande occasione di diventare scrittore di
essere riconosciuto come penna sia a livello giornalitico sia come scrittore, la grande occasione per drogo è
la grande battaglia contro i tartari. Colleghi giovani, anzioni che trascorrono la loro vita nell’utilità sono i
personaggi del romanzo, sono i compagni di drogo. Dalle lettere si possono cogliere gli stati d’animo e le
idee di Buzzati: queste vengono personificate da Giovanni Drogo = corrispondenza autore e personaggio
Situazione si presenta in tutti i lavori, è un tema abbastanza universale, che sia condivisibile dai suoi
lettori. Come l’ambito militari abbia molti punti in comune con l’ambito giornalistico, come l’ordine
gerarchico, consuetudine e codici da rispettare, ci sono tempi. Scrivere a tutti di questa esperienza, storia
che acquisice una forza di allegoria riguardante tutti gli uomini. I temi di cui buzzati parla nella redazione
sono gli stessi che appartengono al racconto del deserto dei tartari.
1933, buzzati è inviato all’esterno in quella che oggi è l’attuale Palestina, qui egli vive in maniera solitaria la
vita nel deserto, dove medita e riflette sull’uomo e mette a punto temi del romanzo come ad esempio
quello dell’inutilità della vita che trascorre nella sua monotonia.
Stesso tema presente nell’articolo ‘ i misteri della motonave’, descrive la imbarcazione che lo sta portando
all’estero con una descrizione minuziosa capace di cogliere l’umanità anche nelle cose inanimate. La sua
attenzione si pone poi nella sala macchine, dove i marinai hanno collocato i pezzi di ricambio, assegna a lor
una forma di umanità, da una personalità a oggetti inaminati, personifica le cose. Stesse sensazione che
buzzati prova, la stessa provata dai pezzi di ricambio. Aspettano ansiosi la grande occasione, aspettano che
qualche pezzo si rompa affinchè possona finalmente agire. La stessa grande occasione attesa da buzzati,
attesa da drogo che poi arriverà troppo tardi.  i temi fondanti di quegli anni di buzzati e anche del suo
romanzo.
All’interno del romanzo non avvengono grandi fatti, ma c’è una quotidianità che si trascina nella noia,
nell’abitudine, eppure in questa collocazione desertica sono rivestiti da un’importanza ancora maggiora
grazie al senso dell’attesa. Ecco perché il deserto diventa cornice del suo romanzo; tutto nel deserto è
sempre immobile e qualsiasi piccolo movimento o accadimento assume una portata storica in quanto
stravolge tutto
Buzzati in Etiopia scrive un articolo ‘l’ascari Ghilò leone’, usa uno pseudonimo ‘il tenente Drogo’. Battaglia
che il personaggio immaginario non ha mai avuto.
Sovrapposizione tra narratore, giornalista e personaggio, giornalista scrittore due esistenze sovrapposte,
non sono riconoscibili neanche più la fantasia e il cuore dalla reltà.

Concetti base
Tema dell’imparzialità e obbiettività del giornalista è un tema molto discusso oggi. La lingua non deve
stravolgere la realtà descritta, verità non deve essere tramutata. La scelta di modalità di termini e modi
espressivi non deve distorcere i fatti.
Buzzati tiene conto di una modalità espressiva e di un uso di un italiano particolare, portando qualcosa di
nuovo che poi è stato ripreso, mostrando che i limiti e gli schemi imposti a questo mestiere possono essere
valicati grazie alle capacità di scrittura proprie di un personaggio per trasmettere in maniera piu efficace
possibile il proprio messaggio. Con la sua sensibilità raccoglie i fatti per porgerli al lettore nella maniera più
rappresentativa possibile.
Il giornalista deve essere si capace a scrivere, ma anche capace a raccogliere le fonti, di interrogarle, di
comprenderne i valori intrinsechi ad esso. Buzzati tramite lo strumento della scrittura consegna ai lettori il
valore di quanto è stato testimone. La capacità di cogliere il valore della notizia e di saperla tradurre in
modo efficace e sulla pagina è un fondamento del mestiere a prescindere del mezzo o dell’epoca. Dopo le
opportune verifiche sul posto e testimonianze cattura i fatti con il suo punto di vista. Ci sono persone con
esperienze, sensabilità diverse a testimoniare una notizia, ciò che gli accomuna è l’interesse e la verità di
quanto si racconta, che da garanzia del rispetto della obbiettività generale. Come l’italiano per il
giornalismo si sia evoluto partendo da caratteristiche che erano proprie di una lingua scritta a fronte di un
nuovo mezzo, che poi si sono evolute. Espressioni che usiamo oggi hanno radici da un passoto molto
lontano.

Nuove parole per lo sport

Giornalese, come una delle carattertische è l’uso creativo della lingua. Contribuisce alla diffusione
di neologismi, gli studiosi hanno individuato come questa caratteristica si accentua nella lungua
dello sport, in particolare di quella calcistica. Ciò è dovuto dal suo vasto pubblico costante durante
tutte il periodo dell’anno, dove questo è un fenomeno trasversale in quanto il pubblico è molto
eterogeneo. Molto similmente alla cronaca, questa lungua deve mostrare con le parole quello che
accade sotto gli occhi di tutti, in maniera molto veloce.
A dimostrazione di come questo ambito di usi creativi e neologismi, notiamo come certe usanze che
a nostro avviso appaiono come neologismi del nostro tempo in realtà provengano dal passato. 
Contropiede / centrocampista/ goleador/ fa melina= tutte parole proveninete da un’unico giornalista.
Bruno Roghi è diventao celebre per la storia del giornalismo per l’invenzione che oggi noi diamo
per assodata, che è quello dell’applicazione nel linguaggio giornalistico dell’ellissi (omissione di
uno o piu termini). Nel caso di sostantivi da origine a nuove forme di aggettivi sostantivati: i
giocatori in maglia viola. Da qui nesacono i modelli di rossoneri, neroazzurri etc..
Piccola novità linguistica determina un cambiamento, non solo nell’ambito calcistico ma esteso a
tutta la cronaca. Nasce il famoso stile nominale, scrittura rapida, annotazioni che proseguano con
l’uso della virgola privati dal verbo, nasce da qui.
Carlo Bergoglio, 1928, cronista sportiva che combina parola e disegno realizza per il Guerin
Sportivo una nuoca araldica del calcio.
Cio alimneta la lingua del calcio, e lal lingua del giornale piu in generale. Egli decide di associare a ciacsuna
squadra in gara un’animale o una figura mitologica. Questo fa si che aldilà dello scherzo del momento,
avendo un successo tale dalla richiesta di alcune squadre di farsi cambiare il simbolo poichè poco
rappresntativo. Questo fa si che si aprono nuove possibilità narrative che comprendono l’ambito di
immagini collegate al simbolo. In questo modo nasce un tipo di narrazione che restituisce un quacosa di
particolarente visovo come ra appunto lo spettacolo del calcio. Immagini infernali come il diavolo per il
milan, e tuta una serei di immagini infernali che si possono trovare, lo sport ocme nuova epica, conìme
narrazione di gesta di battaglia e di guerra.
Gianni Brera è l’inventore dei neolgimi della prima slide, che consegna al linguaggio giornalistico. Come
goleador, che provenire dalla unione della parola goal e toreador, legata all’immagine del toreadol c’è
anche un’immagine del goal di testa come un’incornata. Oppure termini gia in uso in maniera parziale o
regionale h evengono utilizzati nelmonodo del calcio, farecmelina, gioco lento e sulla difensiva, deriva da un
giooc popolare in uso a bologna che decide per utilizzare pe ri suoi articoli.
Caratteristiche dello stile di brera che sono subito riconoscibili, che fanno di lui uno dei migliori narratori del
calcio. Aveva iniztao nell’ambito del giornalismo. Egli lo possiamo definire uno tra i maggiori
sperimentataori e innovatori della cronaca sportiva, con un linguaggio che attinge a numerose e diverse
aree semantiche, come : linguaggio dell’epica, tecnicismi, latinismi, modi di dire, regionalismi etc..
Mondiali di spagna, 1982, paura canina, in quanto quando i cani hanno paura mordono.

Vffffffffffffffffff

Fattori che condizionano la lingua italiana nei giornali

Tempo velocità della scrittura, velocità del mezzo che duffonde la notizia (scrittura in diretta, come
cornoache live), velocità di lettura, la soglia di attenzione per un fruitore è sempre piu limitato, per
>Repubblica era di 2 minuti per pagina. La struttura dei testi allora cambia, e concentrano il testo nelle
prime righe per poi continura e con tutte le altre.
Spazio prima c’era il limite dell’ingombro a disposizione, che doveva adoperare strumenti di tagli per uno
spazio limittao. Nel web invee lo spazio è inifito, ma il testo deve essere breve e coinciso per il lettore e
deve essere anche convivente con altri linguaggio, come mmagini, link, audio etc..
Barzini, ci parlava di necessità, di limiti ch epossono influire allo scrittore, che si sono riproposte sempre
all’arrivo di nuove mezzi di comuicazione. Prima telegrafo, poi telefono, poi web-.
Tuttavia, uno dei problemi maggiori e piu discussi è l’accessibilità del contento da parte del lettore. In ch
emankiera posso intercettare il lettore, posso rendere visibile il mio contenuto.
Provenienza dei lettori nel giornale:
La prima è l’accesso diretto all’home page del giornale, scrivo nel web il giornale che voglio leggere. Sono
sempre meno i lettori che arrivano al giornale digitando il nome del giornale, ma ormai provengono da
canali laterali.
Questi canali, fa si che ci si deve approcciare a dei temi linguistici non tanto del giornale, ma ligaggio dei
social media.
La generazione Z (anni 90_2010) arrivano dalla pagina di giornale da altri canali, attenzione sempre piu
bassa, bisogna intercettare la propria attenzione, bisogna ricercare il clik.
Il giornalismo web, non riguarda solo il pubblico a cui prima si faceva riferimento, come per lo sport.. la
lingua che devo adottare non è pou quella originale, ma se sono in un canake social devo tenere una lingua
informale, quella che si scrive su questi mezzi. Titoli acchiappa clik, che danno informazioni parziali, con toni
esasepratin per catture l’attenzione,giornalese.
la lingua di chi scrive deve mantere caratteristiche in modo che possono sopravvuvere ia motir di ricerca.
Nelle redazioni piu organizzate, c’è la creazione di teams che sono dedicate ai diversi linguaggi nei diversi
canali. M è sempre piu diffusa ai giornalista la specializzazione su fornti molto diversi, che oltre a chidere
fonti, la capacità relazionale, la conoscenza di scrittura, ma anche la conoscenza di questi nuove mezzi in
modo da dare prodotti il piu fruibili e accessibili possibili.

Motore di ricerca, si parla di inidicizzazione ( la lettura fiisca del sito web qualunque da parte del motire di
ricerca), posizinamento (visibilit che ha una pagin alll’interno dle motore di ricerca, ordine che non è
casuale, da quanot è riuscita a rispondere in maniera ottimanle a quella domanda), ottimizzazione (serei di
interventi che sono tecnici e che hannoa che fare coin l’uso della lingua che fa si che il mio artciolo sia
posizionato per primo rispetto all’ultimo).
Una cosa a influezare a lingua dei giornali web è quella della visibilità del web nel motore di ricecra.
La SEO, parla di tute le azioni di ottimizzazione della lingua testuale per il motore di ricerca. Riecrca e
tecniche che stanno attorno a parole chiave. Ormai è diventato estrememmanete evidente come sia
un’argomente che chi scruve no puo non tenre in considerazione, un’artciolo pemsato per la carta non è un
articolo pensato e scritto per il web. I pionieri del giornalismo web, ci sono cascati inserendo in maniera
testuale quello che ra scritto nella carta. Caratteristiche diverse, che impreziosiscono quella della carta che
non appartengonoa aquella dle web.
Non solo racconatre la realtà fondata sulla ofnte, e interessare il lettore, ma tramite le parole andare alla
ricerca del lettore. Inizialmente i titoli ironici non erano ben apprezzati, ora si. Nei primi tre risultati del
vaccino covid risultamo quasi tutti uaguli, poichè utilizzano le parole chiave antecedente a un lavoro fatto
nelle diverse redazioni. Se è vero che la SEO è una lingua esatta basata su un’algorutmo non è statica,
quindi sitemi etecniche cambiamo. Perciò è un’ambito che richiede un aggiornamneto contunuo, che cerca
di imitare la scrittura piu vera e umana, per far si che si eviti un’appiattimento e un riproporsi di parole
sempre uguali, in modo che il lettore abbia un esperienza di lettura sempre nuova. personalizzazione
sempre piu avanzata.
Nuove compenteza per il giornalista online:
inidividuare le notizie anticipando le ricerche degli utenti.
Scelta delle parole chiave
Testo che risponde a chiarezza e rapidità
Uso di struenti online per la riceca e anlisi
Conoseczna del funzionamento per url
Cura dell’aggiornamento, buosga tornare ad aggiornalro se qialcosa cambia, o andarlo a correggere.
Strumenti online, google trends:
ricerca fatte in tutte il mondo, scegliendo il paese o regione di interesse per capire quali sono le domande
calde. In questo modo le redazione organizzano degli speciali in home page, e producevano contunir che
dessore risposta a queste domande. Testo o servizio che si a di sicuro di interese oerchè ho ho la garanzia
che mi ha fornito google. Titolo con domanda, il piu funzuionale che invoglia il clik. Perchè google trends è
importante per la scrittura? Ci dice queli sono le parole chiave per essere indiviadualizzati nel web. Parole
che piu i lttori preferiscono, ch egli uteni hanno cercato maggiornamente. Il termine piu ricrcato è
coronavirus, ultimo covid-19. In tempo reale mi fa capire quali sono i termini piu ricercati.
Answerththe public
Suggerisce spunti di approfondimento a chi scrive, su una determinata chiave di ricerca.
Uber suggest
Per far funzionare al meglio le parole chiave. Serie di idee di parole chieva che sono associati al nostro
argomento. I volumi di ricerca è quanot questo termine viene cercato dagli utent, poi c’è la seo difficulty,
ovvero la difficoltà far si che il nostro testo esca nelle prime ricerca di google, la penultima è nelle
sponsorizzazioni quanto è altro il costo di poszionare qiesta parola chiave, per ultimo è il costo per il clik
nelle prime pagine.
Strumenti offline, il nostro cervello questi struenit non pssono sostiturie il nostro cervello, ma possono
aggiungersi come ampliamento. Le parole chiave di un artcilo, dieponodono dalla lettura dell’artcilo, dare
una gerarchia alle parole, un buuon giornalsta deve avere un fondaneto di partenza fatta dalla sua capacità
Cognitiva e della lingua italiana. Il refuso.
Conoscenza linguistica ,ci permette ad attingere a sinonimi senza il bisgno di strumenit esterni.
In maniera esasperata
Panorama della scrittura nel web, la tentazione era quella di tradurre sulo schermo quello che era sulla
carta. Ma cio non è possbile poichè il linguaggio cartaceo non è contabile con lo schermo. Molti hanno
cominiciato ad adoperare nuove tecniche per essere i primi nel motore di ricerca. L’esaperazione della seo,
di questi tecnicisi, ha ricreato il giornalese. Fenomeni piu brutti che compaino su queste testate. Testate di
glick bate, al punot di deformmare la realtà, con usodi iperbole linguaggio fatto di esagerazione o
omissioni, oppure un conteunto fotocopia, uno ugaule all’altro. Costante appiattienot delle parole, che si
crede quelle vinventi. Le parole chiavi sono quelle che fanno lo scheletro dell’articolo, il web non punisce la
creazione linguistica.
L’ultimo danno è qullo di scrivere solo per il motore di ricerca dimeticandosi di scrivere per il lettore.
Linguaggio non piu umano.
Le proposte piu di qualità hanna capito come sia necessaria, avere una padronanza lingusitica e lessicale
per garantire una varità lessicale e avere varietò anxhe di registri, ricordandosi del publico che hanno
davanti, lessico adatto a qyella materia id cui sta tarattando (vedi sport).

Artcolo celebre, perche il primo artcolo scritto da un generatore di testi automatico, capace di produrre
aspetti della scrittura umana. Questo è lìesempio piu estremo. Provacazione per la scrittura del giornalismo
che dietro ha biosgna della figura umana, anche nel giornalismo online. Il sistema artificiale ha dovuro
scrivere un linguaggio breve e chiaro.
c’è un inversione di tendenza
Oggi qualocsa è cambiato è richiesto una Qualità della scrittura per il web. Slow nwews, giornalismo che fa
dlla narrazioe ponderata e lentezza la sua bandiera. No riguarda la cronoca in tempo rerale, ma giornalismo
del commento o reportage, dandosi il tempo e spaizo mecessario per creare un giornalismo di maggior
qualità.
Il settimanale internazione da un paio di decenni proprone il meglio della stampa internazionale. Si occupa
di affiadre ai migliori traduttori gli artciooli stranieri che speso possono trarre del nostro paese.
Il post, quotidiano che è nato online, nativo digitale nel 2010, che pur essendo nato online è distante dalla
dinamiche della caccia al lettore a alla notizia. Che ci porta davanti auna notizia piu lenta, piu corretto
formle e che prorpone le notizie in maniera ponderata senza esasperare le parole. Negli stati uniti ci sono i
long form, che vanno di moda li e anche qui il post ha proposto il ‘spiegato bene’, tema che viene indagato
in maniera accurata e apprifindita con una lingua sorveglaita per quanto semplice.
I long form, nei new york time, ponere negli usa questo nuovo giornalismo, ch esi distingue dalla massa di
informazioni volatili. Giornalismo online fatto di informaione che rincorrono e ch esi accalcano per dare
n’inofmraizone di piu ampio spazio e respiro.
Snow fall, è il primo esprimento dle nyt, di reportge multimdiale capace di coordinare parole, immagini e
video. Reprtage ha vinot nel 2013 il premio punitzer per il miglior articolo. Dierro ci sono anche
compentenze di web design. Combinazione di espressioni diverse, che racconta della valanga del 2012 negli
usa. Dove la serviza della parole e il video al servizio dell parola.
Fenomeno prevalentemente cartaceo che poi è approdato anche nel web. Si tratta delle riviste letterarie, il
blog. Tante prsonalità che vogliono dare l’esperienza della lettura nel web, che si basano su un pubblico piu
piccolo e risterro che sono fedeli e risponodno agli stimoli di queste tendenze.
Tutto cio affonda le radici nella contemporaneità, come ancora l’affermazione della salvezza della
pestilenza del messaggio di calvino fosse profetica. Consapevolezza che conserva che rafforma l’opinione
del 1895, ancora oggi è importantef far sprizzare scnitlle tra parole e esperienza. È sempe piu importante
in questo mondo standrdizztao come è importate tendere desta la cratività, la scelta di parole specifiche in
akbiti partcilodi importanti nella loro inidividuaità. Ancora una volta possiamo confermare quanto tutte le
nostre indagini siano indirizzate alla formazione della singola persona che debba formarsi in modo tale da
avere una ricchezza di conteunti e competenze tali che siano il proprio bagaglio a cui attingere per avere il
proprio asso della manica.
Passo antecendete, senza il quale potremmo parlare del linguaggio del web, è quello che si è svolot a metà
degli anni 60 e che ha avuto gli effetti piu vistosi nella poesia, virata stilistica efficace nuova di sereni,
stiamo passando dalla lingua della cultura alla lingua della comunicazione. Lingua della comuncazio è nata
quando sereni, il rapoorto tra evento e messaggio non era stato lelae, il poeta avevva usato la lingua in
modo da indulgere troppo a un mood di espimrer che fosse piu gradevol eda sentipre piuttosto che
chiarezza. Lingua della cultura, come piacere a se stesso, non come chiaro. Puo essere piu brutto ma è
chiaro allora il messaggio sarò efficace. Miracolo, apertura alla cintemporameità, oggi ocmunichiamo
perchè sereni, erde di montale, invece (buzzati nel romanza al riservatissimo signor direttore, srive che avea
uno stile brutto ma chiro) di compicere la sua lingua, decide di farsi garante della lingua degli altri, in modo
che gli altri si possano spiecchiare a lui. Idee di lingua della comuncazione come fondamento della creitivtà
del web.
((Il motore di ricerca ha una serie di norme che regola l’acquisto delle inserzioni. Il motore di ricerca puo assomigliare
a un editore? Poichè fa sue classifiche, con suoi parametri, sue preferenze. Rendere piu trasperente l’algoritmo, cosi
come il lettore sceglieva una certa testata rispetto a un’altra, il lettore dovrebbe sapere quali sono i paramntri secondo
il quale le notizie sono organizzate. La francia è una dei paesi ue, in questi giorni si è aperto un tavolo di trattiva tra le
testate nazionali e google. ))

Ctrl magazine, nasce all’interna di una esperienza di giornalismo locale nel bergamasco dove veiva riportato
notizie locali e appuntamenit della zona. Dopo la nomina di un nuovo redattore, il profilo di questo giornla
eè cambiato nettamente, è celebre onlin epiiche caoace di realizzare dei reportage che stanno tra la
narrativa e girnalismo che vannoa arecupare storie fuori dai radar, con un linguaggio comunicativo. questa
rivista sta avendo un forte riscontro nel web, a chiesto aiuto ai suoi lettori per spese di produzione con una
raccolta fondi per sostenere le spese dell’attività. Nelle recensioni:

Non guarda a se stesso, ma all’altro che viene intercettano e intervistato cbe non sempre sono giornalisti
per racconatre storie laterali. Scriuttura che si asciutta decisa e dovumentata. Esperienza di riflessione,
comunque c’è una scrittura cmq puntuale e chiara al aservizio di cio che vyuole racconatre.
Nella seconda recensione, vediamo come questa esperieza veloce del giornale è fatta di impulsi che sono
frammenti di signiifcati privi dal proprio contesto, le storia hanno vita breve, come una sorte di carnebvale.
L’esperienza di qquesta rivista risponde alla necisitàdi dare una storia che è studiata adall’inizio alla fine,
non da notizie a metà.--> 5 w non sono piu così importanti
Svilppo negli ultimi 2 anni in italia, complice il lock down, è il pod cast, è un erde della radio ma non è del
tutto sovrapponibile. Per pod cast si intende sia il nome dle mezzo sia del suo prodotto, è un ocnuto
solamente audio che è diffuso tramite piattaforme onli,e, fruibili in qualunue momomenot. Il pod cast è un
fenomeno rinlanciato negli usa, dove ha visto moltiplicarsi gli auotri e il pubblico, ostrando a una necessitò
di un linguaggio della oralità, della lentezza ascoltato nella solitudine. Strumento ch anche i giornalis hanno
iniziato ad utlizzare. Sezione podcast, dove attraveris la voce di giornalisti fornisce ai lettori questo
strumenot per informarsi. A livello giornalistico ci sono 3 macro genrri: podcast narrativo, ch esi rifà al
reportge narativo, filone investugativo, ch ha che fare con le inchieste con le cold case, e i podcast che
approfondicono temi di attualità. Questi raccontano toni spesso con toni diversi, traccie audio ch
einclufono voci di protagonisti delle storie. Non tutto cio che audioregistrato è podcast. Scrittura per il posd
cast non ha niete a che vedere con la scrittura del web. Tecniche per la scrittura di un podcast, poichè
l’ascoltaore pio essere catturato nell’ascolto. Non è la traduuzine orale di una cosa pensata per lo scritto.
Velone on la redazione repubblica, inchiesta inquitante di cronca che proviene da un passato lontano.
Mezzo ha dele necseeità e caartteristiche proprie:

Pod cast trae della cronaca giornalistica ripropone la fotografia della scena, ch esia chiara e mmetica capace
di resituitre al lettore immaginin vivede della scnea. Egli inoltre riprende il fenomeno della serialità, ripreso
dal giornale poichè ripreso in appunit fissi al lettore, foiettons romanzi pubbliciti sui giornali della cart che
venivano ripresi, per dare uno stimolo lasciavano un’episodio interrotto. Per riuscire a restituire al’ascolatre
unesperienza piu viva possibile è quella di coivolgere il piu possibili il lettore, gli utentidi oggi sono
difficilmente attenti, infatti c’è l’uso di periodo brevi poco complessi, cosi che l’utente non perdi il filo.
Podcast av a apari passo con il giornalismo poichè possiedono strumenit e tecniche per restituire semplicità
e chiarezza all’ascoltarare. Insegnamenti chiara, efficace  buzzati. Realizzazione di un podcast, scrittura si
apur nata per la carta ha una capacità di osservare e di cogliere dettagli e di saper donare visivilità e vibilità
dellascena. Pod cast hanno un passato molto lungo, e puo riservare grandi sorprese per il futuro e grandi
aspettaive per chi vuole spazi nuove nel web per racconater qialcosa di nuovo in maniera creativa.
Scrittura della comunicazione è un tutt’uno con fare, bisogna considerla in quella sfera artigianle.

LibroL'abbiamo visto con la tendenza al iconismo e alla simulazione dell' oralità che dal giornalismo
televisivo era passata la carta stampata e lo vediamo oggi con il riassetto delle prime pagine dei quotidiani
che risente dell organizzazione modulare dell'home page. oggi il sistema dell'informazione punta alla
complementarità tra i vari media come vari rimandi frequenti dall' uno all'altro. Non ci si può più limitare a
un tipo di informazione scritta, oggi c'è un continuum tipologie testuali che attingono un patrimonio
Comune di tratti linguistici e stilistici. Ma esiste ancora una lingua del giornalismo che si va differenziare
non più ai vari settori del giornale come cronaca politica, quanto piuttosto in base al formato e al contesto
di trasmissione della notizia giornale tradizionale, SMS, notiziario o quotidiano in rete.  mezzo rete.
(giornalese di gatta)
Il cambiamento più evidente e stato l'accelerazione spasmodica dei processi comunicativi nell'era post
moderna. Il mondo dell'informazione ora è basato sul live, sul tempo reale c'è una corsa a chi scrive per
primo la notizia, anche a costo di continui aggiornamenti o smentite. La redazione online lavoro per un
prodotto che cambia continuamente un work in progress, un flusso di aggiornamento che non ha né inizio
né fine. Se la carta stampata dava per scontato la conoscenza degli sviluppi anteriori di una vicenda con i
quotidiani online il lettore è rimandato a precedenti articoli sullo stesso argomento per sanare quell
assenza di informazioni pertinenti appunto si offre una focalizzazione su singoli aspetti o allarga l'orizzonte
proponendo accanto al resto il collegamento con articoli su temi congiunti o nel caso più raro al link esterni
al giornale  mezzo determina la scrittura.
Sto questo ritmo sempre più rapido di redazione, di esecuzione e di fruizione delle notizie e anche un
effetto correlato alla maggiore velocità con cui sono eletti notiziari televisivi e radiofonici da parte del
pubblico infatti l'organizzazione sintattica è cambiata con periodi più semplice che contengono meno parole
e meno proposizioni. Oggi le parole contenute in un periodo e in media viventi e 25. I periodi oggi sono più
brevi indubbiamente molti di essi sono densi specie di elementi nominali o di forme verbali implicite come
partecipi e gerundi. E una densità che potremmo chiamare poco pesante in quanto non si accompagna a
una scelta lessicale difficile. I quotidiani in rete privilegiano i valori semantici rispetto le strutture logiche
ricorrendo all'impiego di costrutti più sintetici che sviluppa nel periodo in orizzontale accumulando
piuttosto che strutturando.
Uno degli artifici più usati e la progressiva espansione dell'uso del punto fermo in contesti ove
tradizionalmente ci sarebbe impiegato la virgola. questa abitudine si è impiantata dapprima nella
lingua della narrativa con notturno D'Annunzio 1921 per poi diventare di moda anche nella
lingua dei giornali tanto da diventare uno degli aspetti più vistosi dell'odierna stereotipizzazione
della scrittura giornalistica. (modismo) questa moda non ha la funzione di semplificare la sintassi
ma risponde a esigenze impressive un discorso non solo razionale ma anche brillante e seducente
(Maurizio Dardano).

. Loporcaro in cattive notizie spiega come la lingua del giornale e della tv non mostrano alcun tipo di
mistero per nessun italiano ma la vivacitizzazione e lo svecchiamento e l'avvicinamento del parlato dei mass
media italiani non sono serviti a coinvolgere i cittadini non circuito di informazione più matura.
Dardano nota come la novità espressiva degli anni 90 sia la ricerca dell animazione , ovvero rendere vivace
la rappresentazione degli eventi. La scrittura giornalistica ricorre a vari mezzi: traslati discorso diretto e
mescolanza di diversi linguaggi settoriali oppure strutture sintattiche testuali anomale. La presenza
dominante del discorso diretto che porta con sé alcuni usi tipici della stimolazione del parlato come
dialetti , espressioni colorite fino al torpiloquio , interazioni intercalari discorsivi fino all'uso del discorso
indiretto libero che mescola i due piani del discorso del giornalista e del discorso riportato. Potremmo quasi
definirla una lingua tra virgolette. un'altra tipologia di animazione e il fenomeno delle ellisse catastrofica: si
apre con un attacco effetto e si continua a raccontare crea un l'attesa e solo dopo un certo numero di righe
si offrono al lettore le informazioni decisive. Quando invece si tratta di notizie importanti il peso dell
informazione tenda essere distribuito nell ampio corredo che si organizza intorno al pezzo centrale secondo
una struttura a stella.
Come.se non bastasse anche il Corriere della Sera ha ceduto al fascino della notizia puntiforme dedicando
la colonna esterna dell'ultima pagina a un rapido riassunto del contenuto del giornale , notizie in due
minuti.Oggi ci troviamo in una fase di transizione tra quelli che sono i mas media basati su una
comunicazione push, ovvero basate sullo spingere un prodotto verso l'utente hai my media caratterizzati da
una comunicazione pool, personalizzata che l'utente tira a se.

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