Sei sulla pagina 1di 26

IL SISTEMA

IMMUNITARIO

IRENE OLIVETTI
Il sistema immunitario è un apparato difensivo
indispensabile per la protezione da numerosi
agenti patogeni, come:

- BATTERI
- FUNGHI
- PROTOZOI
- VIRUS

ma si occupa anche di:

- CELLULE TUMORALI
- ORGANI E TESSUTI TRAPIANTATI
IL SISTEMA IMMUNITARIO

DISTINGUE TRA: HA TRE FUNZIONI PRINCIPALI:

- protegge l'organismo dagli


- Ciò che gli appartiene agenti patogeni
(endogeno) - rimuove le cellule ed i
- Ciò che non gli tessuti danneggiati o morti
appartiene (esogeno o ed i globuli rossi invecchiati
estraneo)- - riconosce e rimuove le
cellule anomale, come
quelle tumorali
è implicato nella difesa
IL SISTEMA dell’organismo grazie ai
LINFATICO linfonodi, piccole masse
di tessuto spugnoso
Il sistema linfatico è un
collocate lungo il
sistema di vasi entro cui
percorso dei vasi linfatici
scorre un liquido
più grandi e capaci di
chiamato linfa.
produrre LINFOCITI.
TRE COMPONENTI ESSENZIALI Organi linfatici:
Primari: midollo osseo, timo. Costituiscono
la sede in cui i leucociti si sviluppano e
maturano.

Secondari: milza, tonsille, linfonodi,


appendice, placche intestinali di Peyer

Cellule: globuli bianchi (leucociti) circolanti


nel sangue e nei tessuti

Mediatori chimici: come le citochine,


proteine che coordinano ed eseguono
le risposte immunitarie
TRIPLICE LINEA DIFENSIVA DEL SISTEMA IMMUNITARIO

IMMUNITÀ
ADATTATIVA

IMMUNITÀ INNATA

BARRIERE
MECCANICO-CHIMICHE
FUNZIONE QUALI SONO?

- rappresentano il la pelle, il sudore,


primo meccanismo di sebo, il pH acido
difesa dello stomaco e le
- hanno lo scopo di BARRIERE membrane epiteliali
impedire la MECCANICO-CHIMICHE che rivestono le vie
penetrazione degli respiratorie,
agenti patogeni riproduttive e
nell'organismo urinarie.
TAPPE DELLA RISPOSTA IMMUNITARIA

RICONOSCIMENTO individuazione ed identificazione della


DELL'ANTIGENE sostanza estranea

comunicazione del pericolo alle altre cellule


ATTIVAZIONE immunitarie; reclutamento di altri attori del
sistema immunitario e coordinamento
dell'attività immunitaria complessiva

attacco all'invasore con distruzione o


EFFETTRICE
soppressione dell'agente patogeno
- Non dipende dall'esposizione ad agenti - E' indotta dall'esposizione ad agenti
infettivi o a molecole estranee. infettivi o molecole estranee.
- Riconosce strutture comuni - Riconosce strutture specifiche

ASPECIFICA SPECIFICA

- Consegue al contatto
- Sempre operativa
- Potenziata da contatti ripetuti
- Sempre uguale, previene l'infezione
- Richiede l'infezione
- Rapidamente attivabile
- Attivazione più lenta
COS’É UN ANTIGENE?

Sono sostanze riconosciute come estranee (non


self) e per questo in grado di indurre una
risposta immunitaria e di interagire con il sistema
immunitario.

Gli antigeni possono essere contenuti all’interno


o presenti sulla superficie di batteri, virus, altri
microrganismi, parassiti o cellule tumorali.

Gli antigeni presentano una piccola parte, epitopo,


in grado di legarsi al suo specifico anticorpo,
diverso da antigene ad antigene
LE CELLULE
DELL’IMMUNITÀ INNATA

FAGOCITI: ovvero Macrofagi e Neutrofili: riconoscono gli invasori tramite specifici


recettori di superficie, li inglobano e li distruggono, digerendoli nei lisosomi
(fagocitosi)
NATURAL KILLER: Linfociti T che, una volta attivati, emettono delle sostanze in
grado di neutralizzare le cellule infettate da virus e quelle tumorali.
CELLULE DENDRITICHE: presentano l'antigene (cellule APC) attivando i linfociti T
citotossici
Sistema degli interferoni: Sistema del complemento:
citochine prodotte dai
circa 30 proteine plasmatiche
linfociti NK e da altri tipi di
antimicrobiche.
cellule.
aderiscono ai microbi,
Gli interferoni sono attivi
FATTORI UMORALI permettendo ai fagociti di
contro virus, ma non li
riconoscerli e di distruggerli,
attaccano direttamente,
bensì stimolano le altre esse attivano la risposta
cellule a resistere ad essi. infiammatoria e attraggono i
fagociti verso la sede di
infezione
RISPOSTA

COS’É ?
è una reazione caratteristica SINTOMI TIPICI:
dell'immunità innata, molto - l'arrossamento
importante per combattere - il dolore
l'infezione in un tessuto - il calore
danneggiato. - il gonfiore
è scatenata dalla cosiddetta
degranulazione dei mastociti

INFIAMMATORIA
IMMUNITÀ SPECIFICA

IMMUNITÀ UMORALE CELLULO MEDIATA (o


(o mediata da anticorpi): mediata da cellule):
è mediata da linfociti B che mediata principalmente
si trasformano in dai linfociti T che
plasmacellule che attaccano direttamente
sintetizzano e secernono l'antigene invasore.
anticorpi
I LINFOCITI B e T

SELEZIONE CLONALE
CELLULE EFFETTRICI che
parteciperanno attivamente alla
Ogni linfocita sintetizza un tipo di
risposta immunitaria
recettore di membrana che può legarsi
solo ad un determinato antigene. Il
legame attiva il linfocita, che si divide
ripetutamente formando linfociti con
recettori identici a quello che aveva CELLULE DELLA MEMORIA, che
riconosciuto l'antigene: tali linfociti sono hanno il compito di riconoscere
detti CLONI. l'antigene in caso di eventuale
successiva invasione.
- originano e maturano nel midollo osseo
- riconoscono l'antigene tramite anticorpi di superficie
- attivati proliferano e maturano in PLASMACELLULE e in parte in CELLULE DELLA MEMORIA
( entrambe secernono anticorpi)
- la loro attivazione richiede lo stimolo dei linfociti T helper

LINFOCITI B

- Ogni linfocita B esprime sulla propria membrana circa 150.000 anticorpi specifici per lo stesso
antigene
- Una plasmacellula matura può produrre fino alle 30.000 molecole di anticorpi al secondo.
GLI ANTICORPI

Prendono il nome di
immunoglobuline.

Il sistema immunitario produce


anticorpi specifici per combattere i Possono anche legare ed inattivare alcune
patogeni diventati “invisibili” ai tossine batteriche, alimentano l'infiammazione
fagociti. Gli anticorpi rivestono gli attivando il complemento ed i mastociti.
antigeni facilitandone il
Ogni anticorpo riconosce ed è sensibile solo ad
riconoscimento e la fagocitosi da
uno o più epitopi specifici e non all'intero
parte delle cellule immunitarie.
antigene.
LINFOCITI T HELPER LINFOCITI T CITOTOSSICI

Contribuiscono indirettamente all’eliminazione esercitano un'azione tossica contro le loro


dell’antigene, specifiche cellule bersaglio
FUNZIONE DI COORDINAMENTO: Funzione di DEMOLIZIONE DI CELLULE
ESTRANEE:

- inducono - colpiscono selettivamente


differenziamento dei cellule infettate da virus e
linfociti B in plasmacellule cancerogene
- regolano l'attività dei - regolati dai T Helper
linfociti T citotossici - liberano le LINFOCHINE, che
attivano i macrofagi attirano i macrofagi e
- secernono le citochine stimolano e facilitano la
fagocitosi.
COMPLESSO MAGGIORE DI ISTOCOMPATIBILITÀ: MHC

CHE COSA SONO?


Il sistema immunitario riconosce le proprie cellule
in base alle proteine esposte sulla superficie della
membrana plasmatica. Le proteine MHC hanno la
capacità di legarsi a molecole interne alla cellula
ed esporle all'esterno della membrana.
Le proteine MHC sono codificate da un insieme di
geni che prende il nome di complesso maggiore
di istocompatibilità.
Nella nostra specie sono chiamate antigeni
umani leucocitari (HLA)
Ciascun individuo possiede un genotipo MHC
diverso

proteine MHC di classe I: si trovano sulla superficie proteine MHC di classe II: si trovano sulla
di tutte le cellule nucleate di un organismo animale superficie dei linfociti B, dei macrofagi e di altre
cellule del sistema immunitario
I TRAPIANTI E IL SISTEMA IMMUNITARIO
TIPI DI TRAPIANTO:

- autotrapianto: quando donatore e


ricevente sono lo stesso individuo;
- allotrapianto: quando donatore e
Il sistema immunitario e in particolare
ricevente sono due individui differenti, ma
le proteine MHC sono direttamente
appartenenti alla stessa specie;
coinvolte nell’attecchimento e nel
- isotrapianto: quando donatore e
rigetto del trapianto d’organo.
ricevente sono due individui
geneticamente identici
- xenotrapianto: quando donatore e
ricevente appartengono a specie differente
IL RIGETTO
Il rigetto si verifica nel
PER PREVENIRE momento in cui il sistema
IL RIGETTO
immunitario riconosce come estraneo
l’organo e/o il tessuto trapiantato.

indagine genetica a cui si sottopongono sia il donatore


che il ricevente per individuare le proteine MHC
TIPIZZAZIONE presenti a livello delle cellule dell’organo o tessuto da
trapiantare. Maggiore è la similarità di questi antigeni
minori saranno le probabilità di rigetto.
IL RIGETTO PUÒ ESSERE:

iperacuto: si manifesta da acuto: si manifesta da


qualche minuto a qualche qualche giorno ad un anno
ora dal trapianto. dal trapianto.

cronico: si manifesta a
distanza di mesi e/o anni richiede l’assunzione di
dal trapianto, è il più difficile farmaci immunologici
da gestire
studio della University of Pittsburgh
School of Medicine e dello Houston
Methodist Hospital

Oggetto dell’indagine sono stati dei


murini privi di cellule incaricate
della memoria, che sono stati
immunizzati con cellule isolate dalla
IL RIGETTO E LA milza (splenociti) irradiati
MEMORIA allogenici. è stato poi effettuato un
trapianto allogenico di midollo
IMMUNOLOGICA osseo analizzando la risposta
provocata da monociti e macrofagi.
RISULTATI DELL’ANALISI:

i topolini immunizzati e trapiantati


i topi non immunizzati o immunizzati e
con tessuto proveniente dallo
trapiantati con tessuti provenienti da
stesso topo da cui erano stati topi differenti rispetto a quelli da cui
prelevati gli splenociti, mostravano provenivano gli splenociti davano una
una risposta immunitaria maggiore. risposta immunitaria minore

I ricercatori hanno attribuito questa differenza alla memoria


immunologica sviluppatasi dopo l’immunizzazione
IRENE OLIVETTI 5E

Potrebbero piacerti anche