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Federica Arman – matr.

138713 – Lezione del 23/01/03 – ora 8:30-10:30

Propagazione del suono in ambiente esterno

Argomenti trattati

• Introduzione sul concetto di rumore ambientale

• Propagazione di un’onda sferica in campo libero

• Riflessione di un’onda sferica sul terreno:

- Calcolo del livello diretto e di quello riflesso attraverso sorgente


virtuale
- Interferenza in sorgenti coerenti e somma energetica in sorgenti
incoerenti

• Esercizio sui concetti trattati

• Fenomeni di attenuazione in eccesso:

- Riflessione sul terreno


- Assorbimento dell’aria
- Vegetazione
- Fenomeni atmosferici
- Schermatura

• Esercizio sul concetto di schermatura

Rumore ambientale
Per rumore ambientale s’intende l’insieme dei fenomeni che riguardano la
propagazione del suono in ambienti esterni. E’ importante conoscere l’argomento e
le norme che vi concernono per una corretta progettazione.
I sistemi interessati a questo fenomeno sono molteplici, alcuni esempi possono
essere:

◊ Infrastrutture di trasporto
◊ Fabbriche
◊ Cantieri edili
◊ Manifestazioni estemporanee

Tenere sotto controllo il rumore ambientale è fondamentale per il benessere


fisico di ognuno di noi. Questo fenomeno è considerato una forma di inquinamento
fisico. Molto spesso per poterlo ridurre l’unica soluzione è di allontanare le sorgenti
oppure di costruire delle barriere e in entrambi i casi si affronta il problema con
interventi di pianificazione. Ecco perché per un architetto è importantissimo
conoscere questo fenomeno.

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Lezione del 23/01/03 – 8:30-10:30

Fig.1 - Esempi di sorgenti lineari e puntiformi –

La figura 1 mostra schematicamente con alcuni esempi la dispersione del suono.


Si possono distinguere in generale tre tipi di sorgenti:
-puntiformi (ad esempio una fabbrica o un aereo)
-lineari (ad esempio una strada o una ferrovia)
-piana
A seconda quindi del tipo di sorgente si hanno comportamenti diversi (in
questa lezione si è analizzato solo il caso di sorgenti puntiformi, si possono, invece,
trovare approfondimenti sulle sorgenti lineari nella lezione successiva a questa.)

Propagazione sferica
La propagazione sferica nasce in genere da una sorgente puntiforme ossia una
sorgente piccola rispetto alla lunghezza d’onda generata e relativamente lontana dal
ricevitore. Il fronte d’onda che si genera è sferico.
Il caso più semplice che si può avere è quello di una sorgente puntiforme
omnidirezionale ossia una sorgente che non privilegia alcuna direzione.

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Lezione del 23/01/03 – 8:30-10:30

Fig.2 – Sorgente puntiforme omnidirezionale –

Si è già visto nelle precedenti lezioni la legge di propagazione che interessa


questo particolare caso in cui l’onda si propaga in un campo libero ossia:
W
I= (1)
4πr 2
I è l’intensità, W la potenza e r il raggio.
In termini di livelli, invece, si ha:
 1 
LI = LW + 10 log 2  (2)
 4πr 
Si hanno, anche, casi in cui la sorgente puntiforme è direttiva ossia ha una
direzione privilegiata di propagazione. In questi casi s’inserisce nella formula appena
descritta un coefficiente Q di direttività:

Fig.3 – Sorgente puntiforme direttiva –

 Q 
LI = LW + 10 log 2  (3)
 4πr 
Se la sorgente è puntiforme e la propagazione avviene in campo libero, l’energia
che si propaga resta in prima approssimazione costante, la densità sonora, invece,
diminuisce e si distribuisce su una superficie sempre maggiore (vedi figura 4).
Si ha un’attenuazione di 6dB per raddoppio di distanza.

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Fig.4 – Propagazione del suono da una sorgente puntiforme –

In campo libero per una sorgente puntiforme la relazione tra livello e raddoppio
della distanza è lineare.

6dB/raddoppio

0 r
Fig.4 – Legge di decadimento del livello al raddoppio della distanza–

Nella realtà il campo di propagazione non è mai completamente libero ma si ha


tutta una serie di fattori che aumentano o diminuiscono il livello del suono, primo fra
tutti è il terreno.

Riflessione sul terreno


Il terreno si può considerare una superficie piana che, quando è colpita da
un’onda sonora, la riflette. Abbiamo già visto come risolvere in questi casi il
problema, adottando, cioè, una sorgente virtuale in posizione speculare al piano
riflettente rispetto alla sorgente e sommando il contributo di quest’ultima al livello
diretto.

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Calcolo del livello diretto e di quello riflesso

S rdir IDIR

R
==
hZsS IINC
IRIF ZRhr

rrif
-hs-ZS

SIMM
d

Fig.5 –Suono riflesso su un terreno-

Per calcolare quindi il livello che arriva al ricevitore, ricordando che siamo in
presenza di una sorgente puntiforme, si deve sommare due livelli: diretto LDIR e
riflesso LRIF.

QDIR
LDIR = LW + 10 log
4πrDIR
2

QRIF (1 − α ) (4)
LRIF = LW + 10 log
4πrRIF
2

LW è il livello di potenza della sorgente, QRIF e QDIR i coefficienti di direttività


(se valgono entrambi 1 si ha una sorgente omnidirezionale), α è il coefficiente
acustico del terreno (ricordiamo che α è sempre <1, il terreno, infatti, porta ad una
perdita di energia).
In genere si esprime rRIF e rDIR in funzione di d distanza in pianta tra la
sorgente e il ricevitore, di hs altezza della sorgente e di hr altezza del ricevitore (v.d.
figura 5). Le formule qui sotto (5) sono state ricavate dal teorema di Pitagora.

rDIR = d 2 + (h S − h R )
2

(5)
rRIF = d 2 + (h S + h R )
2

Rimane ora il problema di come sommare i due livelli sonori LDIR e LRIF. Per
procedere in questo calcolo va verificato, infatti, se la sorgente è coerente o
incoerente.

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Interferenza in sorgenti coerenti

Se si ha una sorgente che emette un suono coerente, composto da n° suoni puri


(un suono puro è caratterizzato da una legge sinusoidale e da un'unica frequenza) è
difficile controllare come funziona il suo spettro di riflessione e possono formarsi dei
momenti d’interferenza incontrollabili.
L’interferenza può essere costruttiva o distruttiva a seconda se i due suoni puri
che si vengono a sommare sono in fase o meno.
Se le due onde sono in fase si parla d’interferenza costruttiva e si ha un
aumento di livello.

Fig.6 –Interferenza costruttiva-

Le due funzioni si sommano perfettamente:

Ptot = P1 + P2 (6)

Se P1=P2 ho un aumento di 6 dB.

Se le due onde sono in controfase, invece, si parla di interferenza distruttiva e:


Ptot = P1 − P2 (7)
Se P1=P2 avrò che P1-P2=0 l’aumento sarà quindi - ∞

Fig.7–Interferenza distruttiva-

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Tra i due casi, come si è visto, c’è una profonda differenza e vanno considerati
entrambi poiché mentre negli ambienti chiusi non si ha il fenomeno dell’interferenza
mentre all’aperto questo è più frequente.

Sorgenti incoerenti
Per sorgenti incoerenti il problema è molto meno complesso, infatti, non si
hanno, in buona approssimazione, mai fenomeni di interferenza.
Per questo tipo di sorgenti le forme d’onda sono molto diverse e si può sommare
la loro intensità algebricamente.

I tot = I1 + I 2 (8)
Se I1=I2 avrò un incremento di 3 dB.

Ritorniamo ora al problema originario che ci ha portato a fare questa serie di


considerazioni ossia la somma di LDIR e LRIF.
Poniamoci nel caso di un suono incoerente rimandando l’analisi del caso
coerente a studi di carattere più specifico.
Ricordiamo la somma di due livelli:
 L10DIR LRIF

LTOT = 10 log10 + 10 10 
  (9)
 
Sostituiamo quindi i valori trovati dalle formule (4):

 Q QRIF (1 − α ) 
LTOT = LW + 10 log DIR + 
 4πr 2
DIR 4π r 2
RIF 
(10)

Esercizio
Sia data una sorgente puntiforme incoerente ad 1m da una pavimentazione
stradale (α=0.2) e un ricevitore ad un altezza di 10m e ad una distanza in pianta dalla
sorgente di 50m.
Ipotizziamo che la sorgente sia ad esempio una macchina da cantiere di medie
dimensioni che ha un LW pari a 100 dB. Si calcoli il livello totale che arriva al
ricevitore.

Dati
hs=1m hR=10m d=50m
Q=1 α=0.2 LW =100dB

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Ldiretto

Lriflesso

Fig.8

Da (5) ho rRIF e rDIR

rDIR = d 2 + (hS − hR ) = 50 2 + (10 − 1) = 50.8m


2 2

rRIF = d 2 + (hS + hR ) = 50 2 + (10 + 1) = 51.2m


2 2

Da (4) ho LDIR e LRIF

QDIR 1
LDIR = LW + 10 log = 100 + 10 log = 54.9dB
4πrDIR 4π (50.8)
2 2

QRIF (1 − α ) (1 − 0.2) = 53.8dB


LRIF = LW + 10 log = 100 + 10 log
4πrRIF 4π (51.2 )
2 2

Da (9) ho LTOT

 L10DIR 
( )
LRIF
LTOT = 10 log10 + 10 10  = 10 log 105.49 + 105.38 = 57.4dB

 

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Attenuazioni in eccesso
Analizzando la propagazione del suono in ambiente esterno, non si può
tralasciare lo studio di tutta una serie di fenomeni che possono provocare variazioni
anche molto rilevanti del livello sonoro, rispetto ad una situazione base. Questi
fenomeni prendono il nome d’attenuazioni in eccesso (excess attenuation) e i
principali sono:

- Riflessione sul terreno


- Assorbimento dell’aria
- Vegetazione
- Fenomeni atmosferici
- Schermatura

La valutazione numerica di questi fattori è però, spesso, difficile, qui di seguito,


quindi, li analizzeremo solo qualitativamente.
Per quanto riguarda la riflessione sul terreno si è già parlato

Assorbimento dell’aria

L’aria non è un gas perfetto e non si può considerare un mezzo perfettamente


elastico. Per questo motivo il suono propagandosi in aria sarà soggetto a fenomeni
dissipativi.
Definiamo quindi A indice di assorbimento, A si misura in dB/Km e dipende
dalla frequenza f e dall’umidità relativa dell’aria U.R.
La norma ISO 9613 stabilisce i valori di A in funzione di f e U.R.
L’assorbimento è massimo quando l’aria è secca e il suono ha frequenze molto
elevate. (vedi figura 11)

Fig.9 –Attenuazione dell’aria-

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Vegetazione

La vegetazione produce attenuazioni nella propagazione del suono. Si definisce


anche per questo caso un indice V che varia in rapporto alla frequenza e al tipo di
vegetazione. V si esprime in dB/m e viene fornito da alcune norme (ISO 9613 o
anche normative nazionali )

Fenomeni atmosferici

Per quanto riguarda i fenomeni atmosferici è molto difficile stabilire


quantitativamente l’attenuazione o l’aumento di livello che vengono a creare, non vi
sono tabelle a riguardo come nei precedenti due casi. Analizziamo qui di seguito solo
in termini qualitativi due dei principali fenomeni che variano il livello del suono:

- Il vento
- Il gradiente di temperatura dell’aria

Il vento non trasporta il suono come comunemente si pensa ma curva i suoi


raggi creando zone d’ombra e zone in cui il suono arriva con maggior intensità
aggirando gli ostacoli fisici posti sul suo cammino.
L’immagine 12 mostra come i raggi sonori curvano sottovento, se la velocità del
vento varia linearmente con la quota. Questa curvatura fa sì che si creino zone
d’ombra (di sotto all’ultimo raggio tangente con il suolo), cioè zone dove il livello
sonoro cala bruscamente.

Fig.11 –Propagazione del suono in relazione al vento-

Il cambiamento di temperatura dell’aria influisce anch’esso sulla


propagazione del suono. La temperatura normalmente cala all’aumentare dell’altezza
dal suolo (caso a) ma vi sono anche momenti in cui avviene il contrario si parla,
infatti, di inversione termica (caso b). Vi è poi una terza condizione (caso c) in
presenza di nebbia in cui il terreno è caldo mentre la nebbia ha una temperatura
minore.

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Fig.11 –Grafico della temperatura in funzione dell’altimetria-

Nella figura 12 è rappresentato per i casi a e b il comportamento dei raggi sonori.

Caso a): In condizioni normali la temperatura cala con l’aumento dell’altezza,


poiché il raggio sonoro curva verso il freddo, in questo caso esso è incurvato verso
l’alto. Esiste, poi, un raggio limite che va a toccare il terreno, per cui al di sotto di
esso si crea una zona d’ombra, cioè una zona in cui il suono non arriva.

Caso b): Se si verificano situazioni d’inversione termica, invece, i raggi sonori si


incurvano verso il basso, non si creano più zone d’ombra e il rumore può oltrepassare
eventuali ostacoli.

Fig.12 –Propagazione del suono in funzione della temperatura-

Caso c): In presenza di nebbia il terreno è caldo mentre la nebbia è fredda, la


temperatura scende e i raggi sonori sono portati ad elevate altezze dal suolo. Appena
si supera la coltre, il sole riscalda l’aria e la temperatura aumenta. Il suono

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intrappolato ricade, quindi sul terreno. Con questo meccanismo il suono può essere
trasportato per parecchi chilometri, prima di ricadere sul terreno, con un’attenuazione
molto bassa.

Schermatura

Quando le onde sonore incontrano un ostacolo, aggirano i bordi


dell’ostacolo stesso dando luogo a fenomeni di diffrazione. In altre parole, le
direzioni di propagazione delle onde sonore sono deformate dagli ostacoli che esse
incontrano.
Supponiamo di avere una sorgente e un ricevitore a distanza r, di porre poi in
mezzo tra S e R uno schermo infinito in due dimensioni ma finito nella terza (v.d.
figura 13)

S
R
r

cammino del suono diretto

cammino del suono difratto


Fig.13

Se lo schermo non ci fosse il suono percorrerebbe il raggio rosso e:

QDIR
LDIR = LW + 10 log (11)
4πrDIR
2

Nel caso in cui ho lo schermo, il suono percorre il percorso blu e subisce una
perdita d’energia, si avrà, quindi, un’attenuazione del livello. In questo caso non ho
più un livello diretto ma un livello diffratto LDIFF:

LDIFF = LDIR − ∆LBAR (12)

Per poter calcolare ∆LBAR , ossia l’attenuazione della barriera, è necessario




conoscere il numero di Fresnel N.

2δ 2δf
N= = (13)
λ c

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dove λ è la lunghezza d’onda, c la velocità del suono che in aria vale 340 m/s, f


è la frequenza e δ è il percorso dell’onda difratta meno quello dell’onda diretta.




Riferendosi al disegno 13:

δ = SB + B R − SR (14)

Più la barriera è alta, più cresce δ e di conseguenza N, e tanto più aumenta




l’attenuazione. Anche all’aumentare di f cresce l’attenuazione.

Tra attenuazione e numero di Fresnel, quindi, esiste una legge lineare, essa è
descritta diagramma di Maekawa e dalle relative formule:

-se la sorgente è puntiforme ∆LBAR = 10 log [3 + 20N] (15)

-se la sorgente è lineare ∆LBAR = 10 log [2 + 5.5N] (16)

Nella figura 14 è riportato il diagramma di Maekawa: la linea rossa è per le


sorgenti lineari, quella blu e quella verde per le sorgenti puntiformi (queste ultime
sono il risultato di due diversi studi: quello di Maekawa e quello di Kirchoff).

Fig.14 –Diagramma di Maekawa-

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Esercizio sulle schermature


Riprendiamo gli stessi dati dell’esercizio precedente e questa volta tra sorgente e
ricevitore poniamo una barriera.

Dati
hs=1m hR=10m d=50m hB=3m dB=10m
Q=1 α=0.2 LW =100dB f=500Hz

hB
B R
S
hR
hS

-hs

S’ d

dB
Fig.15
Il caso senza barriera (rappresentato dalle linee blu nella figura 15) l’abbiamo
studiato nell’esercizio precedente, abbiamo trovato che:

LDIR=54.9dB LRIF=53.8dB LTOT=57.4dB

Se consideriamo anche la barriera sia il suono diretto che quello riflesso


subiranno una deviazione nel loro percorso rappresentata nella figura dalle linee
rosse. E’ chiaro che, nel secondo caso, il suono percorrerà un cammino più lungo per
arrivare al ricevitore e per questo il livello totale sarà più basso di quello trovato nel
primo caso.
Come prima cosa per risolvere il problema si dovrà calcolare l’attenuazione
della barriera, utilizzando la formula (15) o anche consultando il diagramma di
Maekawa.

∆LBAR = 10 log [3 + 20N]

Ricavo N:

2δ 2δf
N= =
λ c

f=500 Hz c=340m/s δ = SB + B R − SR SR = rdir =50.8m

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S B = d B + (hB − hS ) = 3 2 + 2 2 = 3.6m
2 2

BR = (d − d B )2 + (hR − hB )2 = 47 2 + 7 2 = 47.5m
δ DIR = 3.6 + 47.5 − 50.8 = 0.3m
2 ⋅ 500 ⋅ 0.3
N DIR = = 0.93
340
∆L DIR = 10 log(3 + 20 ⋅ 0.93) = 13.3dB
L DIR (barr ) = LDIR − ∆LDIR = 54.9 − 13.3 = 41.6dB

Riapplichiamo le stesse formule per la sorgente immaginaria per trovare il


livello riflesso attenuato dalla barriera:

S ' B = d B + (hB + hS ) = 3 2 + 4 2 = 5m
2 2

B R = 47.5m
δ RIF = 5 + 47.5 − 51.2 = 1.31m
2 ⋅ 500 ⋅ 1.31
N RIF = = 3.85
340
∆LRIF = 10 log(3 + 20 ⋅ 3.85) = 19dB
LRIF (barr ) = LRIF − ∆LRIF = 53.8 − 19 = 34.8dB

Sommo quindi i due livelli trovati:

 L10DIR 
( )
LRIF
LTOT (barr ) 
= 10 log10 + 10 10  = 10 log 10 4.16 + 10 3.48 = 42.4dB

 
Rispetto al risultato ottenuto nell’esercizio senza barriera LTOT è minore di
15dB.

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