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RIASSUNTI PROGRAMMA STORIA 

INDUSTRIALIZZAZIONE: gli ultimi decenni dell’800 sono caratterizzati da una fase di


sviluppo e di trasformazioni produttivi. A causa della crisi le industrie reagirono con
l’innovazione tecnologica, la creazione di nuovi settori produttivi e il mutamento della
forma organizzativa delle aziende. Vennero creati anche nuovi settori produttivi come la
chimica, il petrolio e l’elettricità e si venne a creare un forte legame tra scienza, stato e
industria. Questo portò alla creazione di grandi industrie che andarono a monopolizzare il
mercato e le banche iniziarono a concedere grandi finanziamenti.
Questo sviluppo improvviso portò con sé la nascita delle società di massa, cioè insieme di
persone che hanno stili di vita e comportamenti sociali comuni, a Parigi venne aperto il
GRANDE MAGAZZINO che dava inizio ai consumi di massa. Molto importante fu
l’istruzione, infatti gli Stati si posero il problema di combattere l’analfabetismo e si diede
grande attenzione all’istruzione superiore. Nacquero i sindacati che andavano a
rappresentare gli interessi dei lavoratori, questi ottennero dei diritti come lo sciopero e il
diritto all’associazione.

 PRIMA GUERRA D'INDIPENDENZA: tra regno di Sardegna e impero austriaco nel 1848-49.
Dopo alcune vittorie, il re Carlo Alberto fu costretto ad abdicare e al suo posto andò
Vittorio Emanuele II. Nel regno delle due Sicilie la situazione era precipitata, si verificò la
rottura tra la monarchia e la Sicilia e il governo provvisorio chiedeva il ritorno alla
costituzione del 1812.

 SECONDA GUERRA D’INDIPENDENZA: l’influenza di Cavour era cresciuta molto, nel 1858
lui strinse accordi con Napoleone III che impegnava la Francia ad entrare in guerra al fianco
del Piemonte in caso di aggressione austriaca. Nel 1859 iniziò la seconda guerra
d’indipendenza contro l’Austria, dopo i primi successi, Napoleone III si ritirò e firmò
l’armistizio con l’Austria che restituiva all’Italia la Lombardia.
 
TERZA GUERRA D’INDIPENDENZA: nel 1860 ci fu la spedizione dei mille, guidata da
Garibaldi dalla Sicilia a Napoli, l’impresa era compiuta in nome del re e la conquista
garibaldina aprì un duro conflitto con Cavour. Lui inviò una spedizione che occupò lo Stato
pontificio costringendo Garibaldi a piegarsi all’autorità del sovrano. Nel 1861 nasceva il
regno d’Italia sotto Vittorio Emanuele III.

COMUNE DI PARIGI: dopo la deposizione di Napoleone III, ci furono molte manifestazioni


perché volevano il ritorno ad una forma repubblicana. L’esercito prussiano pose l’assedio a
Parigi. Il governo firmò l’armistizio con i prussiani che prevedeva la cessione
dell’Alsazia-Lorena da parte dei francesi e il pagamento dei danni di guerra. Nel 1871 il
popolo di Parigi si impadronì della capitale e dopo le elezioni a suffragio universale venne
proclamata la Comune di Parigi, era formata da 90 membri di cui 25 erano operai. Questa
requisì le fabbriche abbandonate e le assegnò alle cooperative operaie, nazionalizzò le
proprietà ecclesiastiche. La Comune durò un mese e ci fu una spietata repressione.
 
DESTRA STORICA 1861-1876: dal 1861 al 1876 l’Italia fu guidata dalla destra storica, era un
raggruppamento politico aristocratico-borghese e di orientamento liberale. La destra
impose a tutto il regno lo Statuto albertino (carta ottriata concessa dal re) e ci fu un
accentramento amministrativo che portò delle conseguenze negative come la debolezza
delle istituzioni.
In campo economico, la destra decise di adottare il libero scambio e fece un’intensa opera
di sviluppo delle infrastrutture e decise di risanare il bilancio con prestiti, vendita dei beni
del demanio pubblico e aumento del prelievo fiscale infatti venne fatta la tassa sul
macinato che colpiva la gente povera. Questo però aumento il fenomeno del brigantaggio
(guerriglia in cui venivano bruciati gli archivi, venivano aiutati dai contadini per ricevere
qualcosa in cambio), soprattutto al sud, e per fermare questo fenomeno venne dichiarato
lo stato d’assedio al sud. Venne fatta la legge Pica (1863) che dava la possibilità ai tribunali
militari di giudicare i briganti. Il brigantaggio finì nel 1865.
Un problema che dovette affrontare la destra fu quello del completamento
dell’unificazione. Il problema principale era che papa Pio IX rivendicava il suo potere
temporale. Nel 1864, il papa emanò il Sillabo che prevedeva un elenco di 80 proposizioni
condannate dalla chiesa. La situazione cambiò il 20 settembre 1870 quando ci fu la breccia
di Porta Pia da parte dei bersaglieri e il papa dichiarò questa azione ingiusta in quanto mise
fine al potere temporale dei papi. Nel 1871 venne approvata la legge delle Guarentigie che
servirono a regolare i rapporti tra stato e chiesa e la capitale venne spostata da Firenze a
Roma. Il papa rispose con il non expedit (1874) e vietò ai cattolici di far parte della vita
politica.
 
SINISTRA STORICA 1876: dopo la destra, a governare il paese ci andò la sinistra storica con
Depretis. (eliminazione tassa sul macinato, legge coppino che prevedeva l’istruzione
obbligatoria fino alla terza elementare, suffragio universale maschile ecc.) Nel programma
della sinistra potevano riconoscersi varie forze, come quelle imprenditoriali del nord, ceti
agrari del sud, progressisti e conservatori. Questa eterogeneità portò al fenomeno del
trasformismo cioè variare la maggioranza parlamentare in base ai provvedimenti presi.
In campo economico venne adottata la politica del protezionismo (limitare le importazioni
straniere e favorire le esportazioni) per far fronte alla crisi, questo ebbe delle conseguenze
negative per le masse popolari e ci fu un aumento delle materie prime, ma ebbe effetti
positivi sull’industria tessile e meccanica.
In politica estera venne stipulata la Triplice alleanza con Germania e Austria, nel 1887, che
prevedeva una reciproca difesa.
Morto Depretis, al suo posto va Crispi. Nel primo governo, lui cercò subito di rafforzare
l’autorità dello stato e prese vari provvedimenti riguardante la politica interna e
l’ordinamento amministrativo. Crispi andò in minoranza in parlamento e al suo posto andò
Giolitti, che però dovette fronteggiare scioperi e proteste e fu coinvolto nello scandalo
della Banca romana che stampò più denaro per coprire i debiti. Crispi fu richiamato al
governo e dichiarò lo stato di assedio e represse i fasci siciliani. Intraprese anche una
politica coloniale dove riuscì a conquistare l’Eritrea e la Somalia ma subì un arresto a Adua
e lui si dovette dimettere.
 
SVILUPPO E SQUILIBRI IN ITALIA: l’Italia realizzò il proprio decollo industriale grazie al
protezionismo, all’intervento dello stato, al riordino del sistema bancario e alle rimesse
degli emigranti. Lo sviluppo presentò delle diversificazioni, a nord e a sud, questo causò un
grande flusso migratorio delle masse contadine verso l’America. Grazie
all’industrializzazione, a nord si stava sviluppando il movimento operaio e nacque il partito
socialista italiano.
Dopo il crollo del governo Crispi ci fu il governo di Antonio di Rudinì caratterizzato da molti
tumulti sociali. La fine del 1800 infatti fu caratterizzata dalla crisi di fine secolo, in cui si
formarono molti moti spontanei che protestavano. La reazione del governo fu quella di
mandare l’esercito e l’episodio più famoso si ha quando il generale Beccaris sparò alla folla
che manifestava. Successivamente venne proclamato lo stato d’assedio (sospensione delle
libertà costituzionali) e Antonio di Rudinì diede le dimissioni. Nel 1898 venne nominato
presidente del consiglio Luigi Pelloux il quale a causa delle continue proteste fa delle leggi
speciali che limitano le libertà costituzionali. Il parlamento reagisce con l’ostruzionismo
parlamentare (impedire la votazione di una legge allungando gli interventi). Dopo le nuove
elezioni, nel 1903 venne dato l’incarico di governo a Giolitti.

UNITA’ D’ITALIA: 1861-1871= 10 anni di destra storica completa l’unità d’Italia.


Stato nazionale, Italia, Germania, Francia, Spagna, stati uniti.
Stato= Esiste solo un centro di potere quando c’è una sovranità
Nazione= Quando il popolo si riconosce (lingua, istituzioni, cultura)

2 fasi importanti 1. National building= Costruzione della nazione 2. Affermazione dell’idea


di nazione.
Unità d’Italia= 1861 ci siamo arrivati grazie all’aiuto della Francia.

ITALIA GIOLITTIANA: Giolitti fu l’uomo che si dovette occupare di governare la


modernizzazione italiana secondo uno stampo liberale. Lui voleva rafforzare il parlamento,
fare una politica di riforme (la statalizzazione delle ferrovie, la legge scolastica, la
legislazione sociale) e voleva far sì che il governo assunse una posizione di neutralità nei
conflitti sociali. La sua politica ebbe risultati positivi però non ridusse lo squilibrio fra nord e
sud, per quanto riguarda la politica non riuscì a far integrare le masse.
Questione meridionale: Giolitti fa un doppio gioco al sud rispetto al nord (es. al sud in caso
di proteste manda l’esercito portando ad eccidio di lavoratori, il sud diventa il mercato
coloniale dei prodotti del nord, non c’è un programma di misure economiche e ci furono
delle leggi speciali).
Giolitti cerca un accordo con i socialisti, con le forze cattoliche e con le forze conservatrici:
per far contente le forze conservatrici ci fu l’impresa di Libia contro l’impero ottomano, i
socialisti contrari a quest’impresa tolgono l’appoggio al governo e di conseguenza Giolitti
concede il suffragio universale maschile in cui votarono anche gli operai perciò i cattolici
temono che andassero a votare per i socialisti e di conseguenza Giolitti stipula con loro il
patto Gentiloni con il quale i cattolici votando per i liberali avrebbero ottenuto in cambio il
sostegno dell’istruzione privata e di opporsi alle proposte sulla legge del divorzio. Le
elezioni vengono vinte dai liberali e Giolitti rimane al governo ma successivamente a causa
delle continue crisi da le dimissioni perché era convinto che non ci sarebbe stato nessun
altro in grado di risolvere i problemi ma in realtà l’incarico venne dato ad Antonio Salandra.
 
BELLA EPOQUE E GUERRA SUI BALCANI: è un'epoca di ottimismo e di pace che va dal 1872
al 1914. (1912 affonda il Titanic, per questo la scienza e la tecnica si rovesciano nel loro
contrario perché per costruire il transatlantico è stata messa in atto una straordinaria
tecnologia). I paesi iniziano ad assistere ad una crisi del sistema liberare a causa del
successo dei partiti di massa, oltre a questo si stavano iniziando a formare correnti
nazionaliste. L’area più a instabile erano i Balcani a causa dell’entrata in crisi dell’impero
ottomano, la Serbia cercava di acquisire una egemonia nella regione e questo la metteva in
contrasto con gli stati confinanti. La situazione degenerò nel 1912 quando le Leghe
balcaniche attaccarono l’impero ottomano, nel 1913 scoppiò un’altra guerra che finì con la
sconfitta della Bulgaria e la spartizione della Macedonia tra i serbi e greci. 
  
PRIMA GUERRA MONDIALE: l’origine della guerra è data da le tensioni fra le potenze, la
corsa agli armamenti, l’esistenza di blocchi di alleanze contrapposte (Triplice Intesa formata
da Inghilterra Francia e Russia, e Alleanza formata da Italia, Germania e Austria), il
diffondersi del nazionalismo e le tensioni dei Balcani. 
L’evento scatenante fu l’attentato dell’arciduca Francesco Ferdinando il 28 giugno 1914 a
Sarajevo, da parte di Gavrilo Princip un nazionalista serbo. L’Austria, la quale riteneva la
Serbia responsabile, pretese che i loro funzionari potessero partecipare alle indagini
sull’attentato, ma la Serbia rifiutò, a questo punto l’Austria dichiara guerra alla Serbia. La
Russia mobilita il suo esercito e la Germania gli dichiara guerra, la Francia si allea con la
Russia. 
La Germania attuò il Piano Schlieffen che prevedeva lo sfondamento a occidente del Belgio
per poi conquistare la Francia. Visto che il Belgio era neutrale la Gran Bretagna dichiara
guerra alla Germania.
Nel primo anno di guerra l’Italia rimase neutrale, ma grazie alla forte influenza degli
interventisti (maggio radioso) e il Patto di Londra (fatto da Salandra con l’Inghilterra), che
prevedeva delle concessioni territoriali (Fiume, territori al confine), l’Italia entrò in guerra il
24 maggio 1915 a fianco dell’intesa. 
Maggio radioso di d’Annunzio.
 
1916-17 e la guerra di logoramento: le trincee sostituirono le buche, e diventarono
complessi sistemi difensivi. L’Italia dovette combattere una guerra difficile e il fronte era
diviso in 3 settori e per la maggior parte era una guerra difensiva e le uniche offensive
furono a Isanzo anche se non ebbero risultati eccellenti. 
Gli Stati Uniti entrarono in guerra a fianco della triplice intesa.
Il 1916 fu l’anno delle offensive mancate: Verdun (offensiva scagliata dalla Germania contro
la Francia) e Somme (Inghilterra contro Germania. Entrambe senza risultati.
Il 1917 fu un anno di crisi, ci fu un rifiuto individuale della guerra e nella trincea si
seminavano morti e mutilazioni. Era frequente la patologia shock-Shell cioè trauma da
bombardamento. Diversi reparti francesi si ammutinarono e quello italiano, con Cadorna,
venne applicata una disciplina militare brutale. 
In questo periodo le donne prendono il posto degli uomini in fabbrica.
All’interno dei paesi iniziarono a esserci dei rifiuti della guerra causati da carestie e vennero
chieste paci senza ammissioni. Al fronte non venivano inviati operai specializzati (servivano
in fabbrica) ma dequalificati. 
Pescecani: coloro che si arricchirono durante la guerra.
Gli imperi centrali, dopo l’entrata in guerra degli Stati Uniti, si trovarono incapaci di reggere
il conflitto. Al posto di Cadorna, Armando Diaz prese il suo posto. La Germania, dopo la
caduta dell’Austria, si ritrovò senza alleati e si arrese. 
INTERVENTO BARBERO SU CAPORETTO: Caporetto è stata una tragedia nazionale, molte
colpe vennero attribuite ai generali come Cadorna ma secondo lui la colpa era dei soldati
che non combattevano. L’esercito italiano sapeva che i tedeschi avrebbero attaccato, sia il
giorno che l’ora dell’attacco. Questo è stato possibile grazie alle intercettazioni telefoniche
e grazie ai disertori.
 
RIVOLUZIONE RUSSA, DA LENIN A STALIN: la guerra e gravi condizioni economiche
portarono la Russia ad uno sciopero generale nel 1917, in cui lo zar Nicola II abdicò. Qui
nacquero 2 centri di potere, il governo provvisorio e i Soviet di Pietrogrado diviso in
menscevichi e bolscevichi. Lenin in ritorno dall’esilio scrisse le tesi di aprile in cui diceva che
bisognava porre fine alla guerra, promuovere la rivoluzione e trasformare la guerra
imperialista in guerra civile. Il 24-25 ottobre del 1917 i bolscevichi occuparono il Palazzo
d’inverno è il 26 ottobre il congresso nominò il Consiglio dei commissari del popolo.
Vennero emanati alcuni decreti come quelli sulla terra e questi garantirono consensi. Le
elezioni per l’assemblea costituente non tennero conto dei bolscevichi. Lenin la fece
sciogliere con forza e istituì la ceka e limitò la libertà di stampa. 
La Russia firmò con la Germania la pace di Brest-Litovsk, la quale fu molto gravosa per la
Russia, dal 1918 al 1920 ci fu una durissima guerra civile tra le armate rosse e bianche,
quella rossa permise ai bolscevichi di avere la meglio. Durante questi anni di guerra venne
istituito il comunismo di guerra che prevedeva l’abolizione della proprietà privata e del
libero mercato e venne requisito il grano ai contadini. 
Nel 1922 nacque l’Unione sovietica basata sullo stato federale, nel 1921 Lenin decise di
avviare la Nep che servì per ridar vita all’economia. Il dibattito della Nel fece sì che Stalin
iniziò sempre più a prendere il potere fino a che nel 1926 riuscì a mettere in minoranza
Trockij e Stalin prese le redini del potere. 
Una volta al potere Stalin abbandono la Nep e intraprese la pianificazione integrale
dell’economia. Per raggiungere l’obiettivo della industrializzazione forzata, Stalin ottenne i
capitali con la collettivizzazione delle terre. I contadini rifiutarono la collettivizzazione e si
rifiutarono di lavorare e di dare il raccolto allo Stato e questo provocò un regresso delle
produzione che causò una carestia. La politica economica consentì alla Russia di diventare
una delle maggiori potenze anche se continuavano ad esserci squilibri.
Il 1936 e 1938 fu l’epoca del Grande terrore, la polizia segreta NKVD, fece processi politici e
operazioni segrete e vennero creati i Gulag che erano i campi di lavoro, venne fatta una
persecuzione contro la chiesa. Al centro di tutto c’era Stalin e il culto del capo venne
attuato grazie alla propaganda, infatti il consenso che ottenne fu notevole.
 
L’EUROPA DOPO LA PRIMA GUERRA: Il presidente degli USA, Wilson, ebbe un ruolo
determinante nel dopoguerra. Propose una carta di principi di 14 punti in cui al centro
c’era l’autodeterminazione dei popoli e la necessità di creare un organismo sovranazionale
(SOCIETÀ’ DELLE NAZIONI). Da questi punti ne uscì molto danneggiata la Germania,
soprattutto con il trattato di Versailles.
Sul piano economico, la guerra diede delle conseguenze molto negative, innanzitutto ci fu
l’inflazione e una forte disoccupazione all’interno dell’Europa e questo fece sì che gli Stati
Uniti conquistano il primato di prima potenza mondiale. Iniziarono a diffondersi le teorie di
Taylor che fece una indagine scientifica (studiare i movimenti e i tempi necessari per
produrre un prodotto) e di Ford che credeva che per produrre di più bisognava migliorare il
rapporto fra tecnologia e lavoro. Queste teorie portarono a un cambiamento della classe
operaia, in quanto diminuirono sempre di più gli operai specializzati e venne fatta una
divisione fra “COLLETTI BLU” che erano gli operai e “COLLETTI BIANCHI” che erano coloro
che lavoravano nel settore terziario (uffici).
La guerra accelerò il ruolo delle masse e delle donne. Le donne durante la guerra avevano
preso il posto degli uomini in fabbrica e nel dopoguerra la donna è tornata ad avere un
ruolo come quello prima della guerra. Ci fu una crisi politica, le masse stanno prendendo
sempre di più il centro dell’attenzione e l’Europa è uscita dalla guerra più democratica. Nel
1919 venne fondata, da Lenin, la Terza internazionale che assunse caratteri comunisti. In
questa situazione di crisi avevano preso il sopravvento molti regimi autoritari soprattutto in
Italia, Germania e Russia.
 
REPUBBLICA DI WEIMAR E NAZISMO: La Germania uscì dal conflitto sconfitta, a Berlino era
nato un governo provvisorio con a capo i socialdemocratici. La sinistra era divisa dal Partito
socialdemocratico e quello estremista formato dagli spartachisti. Durante la guerra civile,
l’insurrezione comunista venne stroncata dai corpi franchi. Nel 1919 venne costituita la
Costituzione di Weimar, era una repubblica parlamentare federale, i primi anni furono
molto difficili, con addirittura un colpo di stato fallito nel 1920 dai Corpi franchi e un altro
nel 1923, anche questo fallito ad opera di Hitler. Oltre alla crisi politica, ci fu anche una crisi
economica, con una grossa inflazione. La situazione si stabilì nel 1924 con il piano Dawes e
con il successivo trattato di Locarno con la Francia che ratifica i confini stabiliti a Versailles.
Hitler aderì al Partito nazionalsocialista dei lavoratori che disponeva delle SA (squadre
d’assalto), durante l’anno di carcere scrisse il MEIN KAMPF, in cui erano scritti i suoi intenti
ideologici e politici.
Il successo di Hitler fu l’ideologia nazionalista fondata sull’antisemitismo e sull’esaltazione
della Germania, il nazismo riuscì ad ottenere il consenso del ceto medio e della classe
dirigente. Nel 1933 venne nominato cancelliere e instaurò la dittatura che si identificava
nella volontà del capo. Molto importante fu la politica adotta nel lavoro, adottò una politica
dirigista cioè lo stato controllava il mercato, i prezzi e salari. I disoccupati diminuirono e
venne attuato il piano quinquennale. Da subito iniziarono le persecuzioni degli ebrei,
prima con le leggi di Norimberga, poi con la notte dei cristalli, operazione T4. Al regime
possiamo affiancare l’olocausto cioè lo sterminio degli ebrei, nel 1942 venne fatta la
conferenza di Wannsse in cui si decise la soluzione finale cioè si decise di uccidere 11
milioni di ebrei. Per fare lo sterminio vennero creati i campi di sterminio in cui gli ebrei
venivano uccisi con le camere a gas, nel 1942 iniziò l’operazione Reinhard cioè svuotare i
ghetti ebraici e trasferirli nei campi. I SONDERKOMMANDO erano ebrei che venivano usati
per accogliere altri ebrei e poi li conducevano alle camere.
 
DOPO GUERRA ITALIANO: Le difficili condizioni economiche aprirono una fase di lotte
sociali caratterizzate dal biennio rosso 1919-1920, in cui si ottennero molti risultati per i
lavoratori e vennero occupate le fabbriche. Un altro fattore della delusione fu la vittoria
mutilata, in quanto all’Italia non gli vennero assegnate le terre previste di patto di Londra.
D’Annunzio fece parte della spedizione di Fiume, venne annessa all’Italia, poi venne
dichiarata città libera per poi essere annessa all’Italia nel 1924.
Nel 1919 venne fondato il movimento dei Fasci di combattimento, il cui programma era
repubblicano e anticlericale. Il fascismo prese potere con le squadre d’azione in cui
facevano parte arditi, vennero usati per stroncare il movimento contadino nelle campagne.
Lo squadrismo era tollerato dalla polizia e dilaga anche nelle città e venne utilizzato come
metodo di repressione. Nel 1921 il Duce fondò il PNF, l’ascesa del fascismo venne facilitata
dalla divisione interna del partito comunista.
 
FASCISMO AL POTERE: Nel 1922 il Duce organizzò la marcia su Roma e ottenne dal re il
l’incarico di formare un nuovo governo. Mussolini continuò a oscillare tra legalità e illegalità
e nel 1923 fece la legge Acerbo, nel 1924 venne ucciso Matteotti perché aveva denunciato
la violenza fatta dagli squadristi durante le elezioni del 1924. Successivamente venne fatta
la secessione dell’Aventino in cui gli oppositore del fascismo si ritirarono nel colle
dell’Aventino.
Nel 1925 si instaurò la dittatura fascista e vennero varate le leggi fascistissime, il Tribunale
speciale fu l’organo con cui si mise a tacere ogni opposizione, al libertà sindacale fu abolita
e venne istituito il corporativismo e nel 1929 vennero fatti i patti lateranensi con la chiesa
cattolica, i quali erano formati da un trattato, da una convenzione finanziaria e un
concordato. Venne fatta la Riforma Gentiloni sulla scuola e il Duce la definì la più fascista
delle riforme, queste diede una gerarchia alla scuola secondo il tipo di insegnamento
(classico, scientifico, tecnico e professionale)
Nel campo della politica il regime eseguì una linea dirigista, cioè lo stato interviene
nell’economia e venne fatta in questo ambito la battaglia del grano e bonifica integrale.
Successivamente venne adottata la politica dell’autarchia cioè garantire l’autosufficienza
del sistema economico e comportò il controllo e le limitazioni delle importazioni. Il
fascismo raggiunse l’apice del consenso nel 1936 quando venne proclamato l’impero, nel
1938 vennero emanate le leggi razziali contro gli ebrei.
Rimase in vita una opposizione al regime sia clandestina con il Partito comunista, sia
morale e culturale che ebbe il più alto esponente Benedetto Croce e venne fermato anche
il Manifesto degli intellettuali antifascisti fatto da Croce. Gobetti definì il fascismo come il
frutto della rivoluzione fallita del risorgimento.
 
INIZIO CONFLITTO SECONDA GUERRA MONDIALE: Dagli anni 30 c’è una diffusione dei
regimi autoritari nell’area dell’Europa orientale e balcanica, questo fu dato da forti tensioni
etniche, queste si vennero a creare dopo il trattato di Versailles che assegnò i territori in
malo modo.
Nei paesi che hanno una tradizione politica democratiche, come Francia e Inghilterra,
questo sistema politico viene fermato, inoltre c’era un diffuso antisemitismo che derivava
dal fatto che gli ebrei occupavano posti importanti nella finanza.
I fascismi iberici erano presenti in Portogallo con Salazar, dove la dittatura prosegui fino al
1970, e in Spagna, dopo la guerra civile, dove e terminò con la morte di Francisco Franco
nel 1975.
La guerra iniziò per varie cause: risentimenti nazionalistici, il non funzionamento delle
società delle nazione e la crisi del 29
Hitler decise di iniziare la guerra per 3 motivi principali: la liquidazione del trattato di
Versailles, la riunificazione sotto il Reich di tutti i tedeschi e la conquista dello spazio vitale. 
Mentre succede tutto questo l’Europa sta a guardare, il primo momento in cui si rendono
conto del pericolo è nel 1935 quando Hitler inizia il riarmo. 
L’Inghilterra adotta la politica appeasement, cioè l’idea di arginare sul piano diplomatico
l’aggressività tedesca, questo viene fatto perché l’opinione pubblica inglese era ancora
scioccata dalla prima guerra mondiale, si era dunque sviluppato un orientamento pacifista;
c’era poi l’idea che un altro conflitto sarebbe stato distruttivo e nessuno era preparato per
affrontarlo; infine l'URSS veniva ancora vista come minaccioso problema, più che la
Germania. 
Nel 1936, dopo l’Etiopia, la politica Italiana si allinea a quella Tedesca con l’asse
Roma-Berlino (che si testimonia dall’intervento in aiuto a Francisco Franco in Spagna per la
guerra civile).
L’Italia nel 1939 occupa l’Albania, seguendo l’espansione ad est della Germania.
A questo asse Roma-Berlino si allinea il Giappone con il patto anti-comintern, che aveva
funzione antisovietica e diventa asse Roma-Berlino-Tokyo.
L’asse Roma-Berlino si trasforma nel patto d’acciaio che era un patto di appoggio militare
reciproco sia difensivo che offensivo.
 Il 23 agosto del 1939 venne fatto il patto Molotov-Ribbentrop, prevedeva la non
aggressione con un protocollo segreto tra Germania e Russia.
Questo nasceva dalla spartizione di territori, la Germania chiedeva l’ammissione di Estonia,
Lituania, Lettonia, la Polonia sarebbe stata spartita tra le due. La Germania così avrebbe
avuto il controllo sul fronte dell’est potendosi così concentrare su Francia e Inghilterra.
 Hitler non rispettò questo patto e l’1 settembre 1939, lui invase la Polonia e il 3 settembre
Francia e Gran Bretagna gli dichiarano guerra. 
La Germania elabora un piano di guerra lampo composto da bombardamenti aerei seguiti
dalla penetrazioni di carri armati per eliminare le resistenze.
Nell’inverno 39-40 gli eserciti si fronteggiano senza attacchi lungo il fronte occidentale
(linea Maginot-Sigfrido). L’URSS procede a invadere Finlandia, Lituania, Estonia, Lettonia e
Finlandia.
Grazie alla strategia della guerra lampo, nel 1940 c’è il crollo della Francia e viene occupata,
il territorio viene diviso in due parti: Settentrionale che è occupato dei tedeschi,
Meridionale c’era un governo francese filotedesco, visto che il generale simpatizzava il
fascismo. A questo punto rimane solo l’Inghilterra. La battaglia tra tedeschi e inglesi
avviene via mare con i sottomarini e via aerea.
La Germania fa questo per terrorizzare l’opinione pubblica così da indurre alla resa il paese.
La popolazione inglese però attraverso l’aiuto dei dominions e l’utilizzo del radar riuscì a
resistere.
Il patto d’acciaio costringe l’Italia ad entrare in guerra nonostante non fosse preparata ad
una nuova guerra, il Duce dichiara la non belligeranza e rimanda l’intervento al 1943.
Nel giugno del 1940 l’Italia attacca la Francia e pensa ad una guerra parallela nei Balcani
puntando alla Grecia. Proprio in Grecia l’Italia ottiene un grande fallimento, così la
Germania è costretta ad intervenire e nel giro di un mese insieme ottengono l’egemonia
dei Balcani.
Nel fronte africano, l’impero italiano crolla sotto i colpi dell’esercito inglese (con l’aiuto
dell’esercito indiano) e rimettono sul trono il negus etiope. La Germania va ad occupare la
zona egiziana e quella di Suez.
Il 1941 è l’anno di svolta, viene meno il patto Molotov-Ribbentrop, e così l'URSS viene
attaccata dalla Germania. I motivi dell’attacco furono: Spazio vitale, Grano e petrolio e
Sfruttamento della popolazione come manodopera (visto che c’era un grande disprezzo nei
confronti delle popolazioni slave). Hitler nel frattempo dichiara apertamente che la guerra
diventa una guerra di annientamento, cioè annientamento del nemico.
In questo primo momento gli USA rimasero neutrali, il movimento AMERICAN FIRST
riteneva che non si dovevano mandare i soldati in guerra per una guerra non loro.
Roosevelt ebbe un atteggiamento prudente e nel 1941 venne approvata la legge Affitti e
Prestiti. Nel 1941, il presidente Roosevelt e Churchill firmarono la Carta atlantica che
richiamava i 14 punti di Wilson. L’entrata in guerra degli USA è data dall'attacco a sorpresa
dei giapponesi alla base Pearl Harbor.
Il 1942 la forza dell’asse inizia a mancare, venne fatta la conferenza di Casablanca che
prevedeva la resa senza condizioni della Germania.
 Nel 1942 inizia la battaglia di Stalingrado, in cui l’Armata rossa riuscì a piegare l’asse, la
vittoria è data dalla guerra patriottica intrapresa da Stalin. Gli alleati riuscirono anche a
piegare le forze dell’asse in Africa e nel 1943 avvenne lo sbarco in Sicilia che causò la caduta
del regime con la sfiducia, da parte del gran consiglio, a Mussolini. Nella conferenza di
Teheran, Francia, Inghilterra e Russia, decisero lo sbarco in Normandia, che travolse
l’esercito tedesco. La Germania nel 1945 è ridotta allo stremo e l’8 maggio firma la resa
senza condizioni. L’unico esercito rimasto è quello giapponese, gli americani lanciarono
due bombe atomiche a Hiroshima e Nagasaki e il Giappone firma la resa.
 
IL NUOVO ORDINE NAZISTA E LE RESISTENZE: a metà del 1942 la Germania sembrava di
aver realizzato il progetto di nuovo ordine europeo. Impose un saccheggio pianificato sia di
denaro, di alimenti e di risorge energetiche, venne creata l’organizzazione Todt che serviva
a pianificare i lavori del Reich. Nacquero in questo periodo resistenze che avevano ideali
politici e morali comuni, Francia si creò il momento partigiano maquis, in Iugoslavia la
resistenza era capeggiata da Tito e il Grecia si era formata già nel 1940 quando l’Italia la
attaccò. 
 
RESISTENZA ITALIANA: dopo lo sbarco degli anglo-americani in Sicilia, la notte fra il 24 e 25
del 1943 il Gran consiglio del fascismo votò la sfiducia a Mussolini.
L’8 settembre l’Italia esce della guerra e il re e Badoglio si ritirano a Brindisi formando il
Regno del sud e Mussolini, una volta liberato dai tedeschi, fonda al nord la Repubblica di
Salò.
I soldati italiani non ebbero nessun ordine su cosa fare e con chi schierarsi e molti vennero
uccisi o vennero fatti prigionieri dai tedeschi, nel 1943 si fonda il CLN formato da partiti
antifascisti. Questo chiese l’abdicazione del re, in quanto si riteneva responsabile
dell'avvento del fascismo, ma Togliatti (leader partito comunista), con la svolta di Salerno,
portò al governo i partiti antifascisti e disse che la questione del re si sarebbe decisa solo
dopo la fine della liberazione.
Dal 1944 iniziò una vera e propria guerra di liberazione da parte della Resistenza, grazie
anche all’aiuto delle potenze in lotta contro l’Italia e Germania. Durante questa guerra di
liberazione i tedeschi fecero varie stragi come quella delle Fosse Ardeatine, Sant’Anna di
Stazzema e Marzabotto. Il rapporto tra resistenza e i suoi alleati sembrò rompersi quando il
generale Alexander annunciò che l’offensiva sulla linea Gotica non sarebbe continuato e
sempre nel 1944 la violenta controffensiva dei tedeschi decimò la resistenza.
Il 25 aprile del 1945 venne liberata Milano e si concluse la guerra di liberazione, nella
Resistenza si intrecciarono tre tipi di guerra: GUERRA PATRIOTTICA che venne condotta per
la liberazione, GUERRA CIVILE che oppose i fascisti e partigiani e GUERRA DI CLASSE che
aveva l’obiettivo di eliminare il nazifascismo e di fare una rivoluzione.
 
GUERRA FREDDA: alla fine della guerra ci fu un bilancio disastroso con 50 milioni di morti.
Nel 1946 si tenne la conferenza di Parigi che portò alla firma dei trattati di pace, la
Germania è stata divisa in quattro zone, occupate dalle potenze vincitrici, e Berlino venne
divisa in quattro settori.
Stalin ribadì che tra capitalismo e comunismo non si potrà mai superare il conflitto e
Churchill dichiarò che in Europa si era stesa una cortina di ferro.
Si venne a formare quella caratteristica del bipolarismo cioè l’equilibrio fra USA e URSS,
questo bipolarismo fu sostanzialmente stabile grazie al possesso dell’arma nucleare da
parte dei due paesi.
Contemporaneamente in Africa, Asia e Medio Oriente si attuò il fenomeno della
decolonizzazione in quanto il colonialismo non aveva più senso in un mondo in cui l’Europa
ha perso il suo primato.
In Europa si formarono due blocchi: occidentale e orientale;
Quello occidentale era egemonizzato dagli USA, questo avvenne grazie ad accordi
economici come Bretton Woods, che stabiliva la convertibilità di tutte le monete
mettendole a rapporto con il dollaro, vennero fatti accordi militari come la strategia di
contenimento in cui gli USA frenavano ogni tipo di espansione del comunismo.
Nel 1949 venne firmato il Patto Atlantico che era una alleanza politico-militare che si
dotava di una forza militare la NATO. In fine venne fatto il piano Marshall che concedeva
aiuti e fondi economici a tassi d interessi molto bassi o addirittura inesistenti. Nel 1950
iniziò la caccia alle streghe, voluta dal senatore McCarthy, lo scopo era di denunciare le
probabili spie comuniste.
Quello orientale era capeggiato dall’URSS, il loro compito era la sovietizzazione dei paesi
est-europei, questo venne fatto con la creazione di regimi a partito unico.
Contemporaneamente in Cina ci fu la rivoluzione fra i nazionalisti e i comunisti, vinsero i
comunisti e nel 1949 venne fondata la Repubblica popolare cinese.
Situazione difficile era presente in Corea, le truppe sovietiche occuparono la Corea del nord
e quella americane quella del sud, nel 1950 le truppe nordcoreane iniziarono l’invasione e
scoppiò la guerra di Corea che si concluse un compromesso e si mantenne la divisione della
penisola. 

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