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Alfredo Mela Maria Carmen Belloni Luca Davico

Sociologia e progettazione
del territorio

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Metodi e procedure della ricerca

8.1
Gli approcci metodologici per le indagini territoriali

In questo capitolo conclusivo troveranno spazio la descrizione e l'a-


nalisi di alcuni aspetti fondamentali di carattere metodologico, che
possono interessare il sociologo impegnato in indagini empiriche ter-
ritoriali.
Occorre prima di tutto, per chiarezza, anticipare come il presente
capitolo non possa (né voglia) avere un taglio da manuale di metodo-
logia della ricerca. Il suo compito non è, infatti, quello di fornire un
panorama completo dei metodi e delle tecniche a disposizione della
ricerca sociale territoriale; e nemmeno quello di sviscerare tutti gli
aspetti di rilievo metodologico per ogni tecnica di indagine presenta-
ta. Piuttosto, si propone come una guida critica alla discussione di
alcuni nodi problematici ritenuti di particolare rilievo, rivolgendosi,
pertanto, a lettori non particolarmente esperti, né sul versante dei
metodi e delle tecniche, né su quello della ricerca empirica a caratte-
re territoriale. Il taglio del capitolo è, quindi, tendenzialmente didatti-
co; il campo è idealmente circoscritto all'analisi critica degli approcci
metodologici più direttamente applicabili ad indagini empiriche sul
territorio, nell'ambito di processi di pianificazione, in studi di sociolo-
gia dell'ambiente e così via. Ciò implica quindi che verrà di seguito
dedicato uno spazio significativo ad alcune "famiglie" di metodi e
tecniche della ricerca sociale, essenzialmente quelle delle analisi di
tipo quantitativo su dati strutturali, delle interviste, delle osservazioni
sul campo; riservando ad altre tecniche ed approcci metodologici uno
spazio più ridotto o, al limite, la sola citazione, con relativo rinvio a
fonti bibliografiche per gli opportuni approfondimenti. :
Le tecniche di indagine presentate oscilleranno, come si potrà no-
tare, lungo il tradizionale asse di classificazione della metodologia del-
la ricerca, ovvero tra approcci di carattere quantitativo ed approcci

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SOCIOLOGIA E PROGETTAZIONE DEL TERRITORIO 8. METODI E PROCEDURE DELLA RICERCA

qualitativi. Tradizionalmente, infatti, alcuni metodi della ricerca socia- 8.2


le vengono utilizzati soprattutto allo scopo di misurare e quantificare L'analisi di dati secondari
i fenomeni indagati, consentendo anche (all'occorrenza) di generaliz-
zare gli esiti di indagine, di effettuare comparazioni dirette tra situa- È frequente, nel campo della ricerca sociale, il ricorso ad analisi su
zioni e casi diversi tra loro. Approcci di carattere maggiormente qua- dati di tipo strutturale (Guidicini, 1998), cioè atti a definire i caratteri
litativo tendono, viceversa, a privilegiare l'approfondimento di singoli fondamentali di un sistema e, quindi, utili per comprendere il parti-
casi indagati, preoccupandosi poco di aspetti quali misurazione, gene- colare tipo di strutture (per ciò, dati strutturali) che caratterizzano il
ralizzazione degli esiti, confrontabilità *, e privilegiando piuttosto sistema sociale oggetto di indagine. Non per forza questi dati sono
un'analisi tale da ridurre al minimo la perdita di sfumature di signifi- sempre ed unicamente dei numeri, ovvero dei dati statistici. Si posso-
cato e di contenuti infornativi. no, infatti, raccogliere (specie con funzioni di scenario) anche infor-
Questa tradizionale classificazione dicotomica tra metodi della ri- mazioni di carattere storico 2, giornalistico, letterario ecc.
cerca sociale ci consente di collocare con chiarezza alcune tecniche di La gran parte delle indagini sociali a carattere territoriale ricorre
indagine: ad esempio, seguono certamente un approccio quantitativo comunque ad analisi di dati quantitativi numerici, su cui produrre
le indagini basate | unicamente su! fonti statistiche, che operano su ci- analisi eli tipo statistico. Questi dati vengono sovente designati anche
fre numeriche, costruiscono indici, rappresentano società e territorio come secondari (o di secondo livello), non certamente alludendo a una
attraverso modelli di tipo statistico matematico (ad esempio analisi loro minore rilevanza scientifica, bensì a un loro utilizzo "in seconda
ecologica, factor analysis, analisi loglineari ecc.). Sul versante opposto, battuta" da parte del ricercatore sociale. Dati relativi alla composizio-
hanno un orientamento decisamente più qualitativo tecniche quali ne demografica di una determinata popolazione, ad esempio, esistono
l'osservazione sul campo, gli studi di comunità, di piccoli gruppi, le già presso le anagrafi territoriali per finalità amministrative. Dati sulla
indagini etnografiche, ma anche ricerche basate su interviste con un composizione della popolazione scolastica sono posseduti e utilizzati
basso livello di strutturazione interna, il cui obiettivo sia, ad esempio, da scuole e provveditorati agli studi per la gestione del sistema scola-
esplorare ad ampio spettro una tematica, le opinioni, i vissuti, la sto- stico. Numeri e cifre relative al mondo delle imprese, del lavoro, del-
ria personale dell'intervistato. l'occupazione sono la base fondamentale per poter avviare qualsiasi
Una rigida classificazione tra metodi quantitativi e metodi qualita- tipo cù processo decisionale da parte delle istituzioni locali, associa-
tivi appare ormai a molti esperti della ricerca sociale insufficiente, se zioni di categoria, enti governativi.
non addirittura fuorviante (Ricolfi, 1997). Su questo problema della Il fatto è che il ricercatore sociale si procura quegli stessi dati per
classificazione dei metodi e delle tecniche della ricerca empirica tor- farne un utilizzo talvolta piuttosto diverso da quello originario: incro-
neremo in modo più approfondito nell'ultima parte di questo capito- ciandoli o correlandoli magari con fonti diverse, in modo tale da am-
lo. Tuttavia, è importante premettere sin d'ora come la breve rasse- pliarne la portata esplicativa. Così, ad esempio, operando su dati pro-
gna che qui segue - in cui si cercherà di discutere criticamente i venienti da segreterie scolastiche e universitarie (ed utilizzati da tali
principali metodi utilizzabili in ricerche sociali territoriali - voluta- uffici unicamente a scopi amministrativi, per programmare corsi, aule,
mente non riproporrà una rigida contrapposizione dicotomica tra i servizi per gli studenti), un ricercatore può metterli in relazione con
metodi quantitativi e quelli qualitativi, orientandosi piuttosto verso dati di provenienza diversa, per indagare i tassi di prosecuzione suc-
una lettura in termini di ^continuum tra possibili approcci, lungo un cessivi al diploma di scuola superiore, oppure per correlare il succes-
asse qual^-quantitativo. so negli studi universitari a partire dai diversi curricula di scuola su-
periore e così via.
I dati demografici sono probabilmente i più importanti (o, quanto
i. Ciò vale in linea di massima, come indicazione tendenziale che caratterizza la meno, i più utilizzati) da parte dei ricercatori sociali. Le fonti princi-
maggior parte degli approcci qualitativi. Vi sono, tuttavia, approcci metodologici qua-
litativi tesi anche a comparare gli esiti delle ricerche sul campo. In proposito, si veda
ad esempio: Griffin, Ragin (1994). Più in generale, sui metodi della ricerca sociale di 2. Sull'utilità di indagini di carattere storico finalizzate allo studio di aspetti quali
tipo qualitativo, cfr.: Bryman (1988); Silverman (1993); Denzin, Lincoln (1994); Miles, i simbolismi territoriali, i sentimenti di appartenenza locale ecc., cfr., ad esempio, il
Huberman (1994); Cipolla, De Lillo (1996). recente volume di Carle (1997).

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SOCIOLOGIA E PROGETTAZIONE DEL TERRITORIO 8. METODI E PROCEDURE DELLA RICERCA

pali sono i censimenti della popolazione (condotti con cadenza de- venisse considerato nelle statistiche di alcuni comuni in modo analo-
cennale, in Italia) e le banche dati variamente organizzate e gestite da go a una coppia sposata, in altri invece come due single. Tuttora, la
uffici pubblici quali anagrafi o uffici di statistica. Contengono serie di classificazione di un individuo come "occupato" o "disoccupato" -
informazioni di base, relative alla numerosità della popolazione resi- tradizionalmente soggetta a cambiamenti nel corso degli anni - è in
dente, alla distribuzione per fasce di età, per sesso, per stato civile, fase di profonda revisione, alla luce delle modificazioni strutturali che
oltre che per numerosità del nucleo familiare. Vi sono pure dati sui interessano il mercato del lavoro (lavoro interinale, part-time, "som-
titoli di studio e le professioni dei residenti, ma questi dati raramente merso ecc.).
sono attendibili se la fonte è anagrafica 3 a causa del perverso mecca- A questi problemi si aggiunga che, in alcuni campi particolari, i
nismo per cui - almeno in Italia, e fino a pochissimo tempo fa - non dati ufficiali di fonte anagrafica risultano insufficienti per fotografare
è mai valso un criterio di autocertificazione per l'aggiornamento dei con precisione e attendibilità un determinato fenomeno o situazione
propri dati residenti presso le Anagrafi: senza produrre apposita docu- sociale. Tipico, ad esempio, il caso dell'immigrazione extracomunita-
mentazione, le informazioni relative a titolo di studio e professione ria: basandosi su sole fonti anagrafiche (ma, nel caso specifico, anche
esercitata rimanevano infatti perennemente non aggiornate. delle questure o degli uffici stranieri), il quadro che emerge è sempre
Dati di questo tipo consentono, tra l'altro, elaborazioni finalizzate soltanto parziale: manca all'appello quasi per intero, in genere, tutto
al calcolo di indicatori (ad esempio: di nati-mortalità, di invecchia- il settore del sommerso, ovvero di coloro che vivono in condizioni di
mento della popolazione, di emi-immigrazione ecc.). Il maggiore pro- clandestinità 4. In questo senso anche la più semplice delle operazio-
blema tecnico con cui fare i conti, nel caso di indagini su dati se- ni, come la quantificazione precisa del numero di immigrati extraco-
condari di carattere demografico, è quello della qualità dei dati. Que- munitari, diventa quanto mai complessa; tant'è che circolano sovente
sta dipende da aspetti quali le modalità di raccolta dei dati e la loro (in Italia, ma anche in diversi altri paesi europei) cifre scarsamente
persistenza, i nel tempo e nello spazio, la presenza di rilevazioni degli attendibili, che fanno registrare oscillazioni pari a un 30-40% del to-
stessi dati da parte di enti diversi (il che dovrebbe garantire possibili- tale complessivo, a seconda delle diverse stime sulla consistenza del
tà di confronto e di validazione incrociata dei dati stessi) (Guidicini, settore degli "irregolari" y.
1998). La prima condizione è fondamentale perché possa prodursi Vi è, ancora, un problema di accesso ai dati. I dati di fonte ana-
qualunque studio di tipo longitudinale, in cui si rilevino, ad esempio, grafica sono disponibili in tempo reale, specie nei comuni dove questi
l'evolvere delle tipologie familiari all'interno di una determinata area: risiedono su supporto informatizzato; ben diversamente vanno le cose
è evidente, infatti, che se da una rilevazione all'altra mutano i criteri nel caso di dati che discendano da rilevazioni periodiche (ad esempio
di classificazione delle tipologie familiari, i dati perdono i loro carat- operate dalTiSTAT a livello nazionale, o da uffici di statistica locali), a
teri di confrontabilità nel tempo. L'omogeneità di rilevazione in luo- causa di tempi tecnici di inputazione, pulitura, verifica e validazione
ghi diversi è ovviamente condizione fondamentale perché, invece,
possano confrontarsi tra loro differenti ambiti territoriali.
La standardizzazione dei metodi di rilevazione e dì classificazione 4. Analogo è il caso delle statistiche sulla criminalità, che comprendono unica-
mente gli episodi criminosi regolarmente denunciati alla pubblica autorità di polizia.
dei cas; sembra questione basata su ottime ragioni di buon senso. Ma In realtà, però, sfugge completamente a tali statistiche il fenomeno della criminalità
non è sempre ccpsì. In molti ca$i il ricercatore sociale deve fare i conti mai denunciata (che per certi tipi di reati è, almeno in Italia, ormai nettamente pre-
con serie statistiche che modificano nel tempo (o da luogo a luogo) i ponderante), dovendo pertanto - anche in questo caso - ricorrere a stime sulla com-
criteri di classificazione: magari in conseguenza dell'ottima intenzione, plessiva consistenza di specifici reati, sovente di dubbia attendibilità.
da parte degli enti rilevatori, di adeguare criteri ritenuti ormai obsole- 5. L'impressione, tra l'altro, è che tali stime siano sovente influenzate in modo
determinante da aspetti di carattere ideologico, del tutto estranei alle logiche della
ti e superati. Ad esempio, accadeva in Italia - almeno fino a poco ricerca sociale o statistica: non a caso, infatti, le stime di chi ha interesse a dramma-
tempo fa - che un nucleo familiare formato da una coppia convivente tizzare il carattere emergenziale del fenomeno dell'immigrazione extracomunitaria
sono sempre di gran lunga superiori (talvolta anche di un ordine di grandezza pari a
dieci volte tanto) rispetto a quelle di chi invece (ad esempio organismi del Terzo set-
3. In questo senso i dati relativi al titolo di studio e alla professione sono decisa- tore) tende a minimizzare le cifre della clandestinità, per evidenziare una situazione di
mente più attendibili se la fonte è censuaria piuttosto che anagrafica, solo che — come "normalità" dell'immigrazione, enfatizzando aspetti quali l'accoglienza, la solidarietà,
detto - i dati censuari vengono aggiornati ogni dieci anni. l'integrazione sociale.

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SOCIOLOGIA E PROGETTAZIONE DEL TERRITORIO 8. METODI E PROCEDURE DELLA RICERCA

del dato che non sempre sembrano condotte secondo criteri di massi- stenza dei servizi salutari e socioassistenziali, alla loro operatività: nu-
ma efficienza. Emblematico, in tal senso, il caso del censimento della mero di assistiti, di operatori, spese per l'assistenza ecc.
popolazione italiana de 1991, i cui dati furono divulgati *e resi di- Ma i dati che discendono da periodiche - e quindi confrontabili -
sponibili non prima del 1994. rilevazioni sono anche raccolti in campi quali l'istruzione e la forma-
Oltre a tali problerr i (di tipo tecnico) vi sono per il ricercatore zione (iscritti e licenziati, per tipo di scuola ecc.), i trasporti (reti di
sociale problemi di ordine più strettamente politico: non sempre, in- trasporto pubblico, ferroviario, auto circolanti, incidenti stradali ecc.),
fatti, l'ènte (in genere *pubblicp) che detiene i dati è disponibile a le abitazioni (caratteristiche fisiche ed infrastnitturali, affollamento
concederli a terzi, quand'anchej si tratti di ricercatori scientifici. Que- ecc.), il tempo libero o la cultura (presenza e frequentazione di luo-
sta situazione si ! è andata particolarmente complicando, nel caso ita- ghi della cultura, servizi commerciali).
liano, a partire dall'entrata in vigore a fine 1996 della legge 675, nota Questi dati rappresentano per il ricercatore una base fondamenta-
come legge sulla privacy. Animata da ottimi propositi di tutela dei le per ricostruire gli scenari strutturali di uno specifico contesto so-
soggetti (specie di quelli più deboli) da rischi di discriminazione so- ciale territoriale, ma anche per pervenire alla definizione di strumenti
ciale, tale normativa è quanto mai ambigua per quanto riguarda il analitici a più elevata complessità, quali ad esempio gli indicatori. Si
trattamento di dati personali nell'ambito di un processo di ricerca tratta, essenzialmente, di numeri - costruiti attraverso più o meno
scientifica. Tale ambiguità ha consentito finora a decisori, ma soprat- complessi procedimenti dal punto di vista statistico - che hanno la
tutto a funzionari (pubblici e privati) una notevole discrezionalità, as- proprietà di riassumere in forma sintetica fenomeni sociali anche
sumendo atteggiamenti ora di maggior apertura ora di maggior chiu- piuttosto complessi (ad esempio l'invecchiamento della popolazione,
sura a seconda, sostanzialmente, di una personale e soggettiva inter- la devianza sociale), in modo tale non solo da rendere più immediata-
pretazione della normativa, E ciò non solo per tutelare l'anonimato di mente comunicabili e agevolmente divulgabili gli esiti di un'indagine
fronte, ad esempio, a una richiesta del ricercatore di elenchi nomina- empirica, ma anche di poter operare confronti e comparazioni tra
tivi (di residenti, di iscritti ecc.), ma invocando questa legge come ali- contesti e situazioni diverse. L'utilizzo di indicatori sociali, che co-
bi per giustificare un proprio atteggiamento non collaborativo (chi nobbe una fase propulsiva negli anni sessanta-settanta, si è progressi-
scrive ha potuto più volte sperimentare come la normativa sulla priva- vamente esteso a un numero crescente di comportamenti e fatti socia-
cy venga invocata, ad esempio, da numerose segreterie scolastiche per li; benché sovente tale diffusione del ricorso ad indicatori non sia sta-
negare la semplice infortmazione relativa alla cifra complessiva degli ta sempre adeguatamente accompagnata da un'analoga crescita della
iscritti in quella scuola). riflessione teorica da parte delle scienze sociali.
Oltre al campo dei dati di carattere più strettamente demografico, Un'area tematica abbondantemente indagata negli ultimi anni at-
esiste ormai - tanto a livello nazionale quanto a livello europeo - una traverso il ricorso ad indicatori è, ad esempio, quella della qualità
serie consolidata di rilevazioni e quindi di statistiche su particolari della vita. In questo ambito sono state realizzate ricerche su ambiente
sottosistemi o sui fenomeni di rilevanza sociale, che possono rivestire e condizioni di salute (utilizzando, ad esempio, indicatori relativi ai
una notevole importanza per un ricercatore impegnato in indagini livelli di inquinamento, alla morbilità e mortalità); su sicurezza pub-
territoriali. blica e disagio sociale (rifacendosi a dati su mortalità violenta, delitti
In campo economico, vengono periodicamente raccolti (dagli uffi- denunciati, casi di suicidio, tossicodipendenze); sulle condizioni lavo-
ci studi delle Camere di commercio e delle associazioni di categoria, rative ed economiche (indicatori quali il tasso di occupazione, i livelli
dall'iSTAT, da Osservatori sul mercato del lavoro di enti locali territo- di reddito); sulTutilizzo del tempo libero e dei servizi (consumi cultu-
riali) dati sulle imprese (nati-mortalità, dimensione ecc.); ma anche rali, consistenza del pubblico, accessibilità dei servizi) (Zajczyk,
sui livelli di occupazione/disoccupazione, di attività/inattività della 1997)-
popolazione, sui livelli di reddito, di consumo, di attitudine al rispar- A prescindere dal tipo di elaborazioni statistiche, i dati quantitati-
mio dei cittadini. vi secondari possono servire a definire uno scenario, nel quale poi ca-
Un altro settore ampiamente indagato è quello della salute e del lare approfondimenti più specifici, o su cui "innestare" altri approcci
benessere fisico: dai dati sull'ambiente fisico (inquinamento, aree ver- metodologici. È molto frequente che la ricerca sociale sul territorio
di ecc.) a quelli su malattia, morbilità, mortalità, alle cifre sulla consi- utilizzi dati secondari in una prima fase (più o meno esplorativa] di

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SOCIOLOGIA E PROGETTAZIONE DEL TERRITORIO 8. METODI E PROCEDURE DELLA RICERCA

una ricerca sul campo, in modo tale da cominciare a definire i princi caso di committenti pubblici che dichiarino il proprio interessamento
pali tratti e le caratterisq .che del sistema sociale di cui si intenda, poi, per una ricerca, più che altro a fini politici (ad esempio per curare la
indagar^ aspetti più specifici. Può risultare utile, ad esempio, far pre- propria immagine presso la cittadinanza), senza che a tale proposito
cedere una survey con interviste (tese ad approfondire stili di consu- corrisponda un effettivo impiego di risorse (economiche, ma anche
mo culturale, o preferenze del pubblico) da una ricognizione ad am- umane, di tempo, di attenzione) finalizzate alla suddetta ricerca. Casi
pio spettro su una delle ormai relativamente numerose banche dati di questo genere sono piuttosto frequenti nella concreta prassi pro-
(nazionali e locali) in cui si raccolgono dati sulla frequenza a eventi fessionale del ricercatore sociale. Sovente, si finisce così col "ripiega-
culturali, spettacoli, biblioteche, musei ecc, re" su tecniche di analisi di dati secondari (specie in versioni estrema-
Occorre altresì evitare una tendenza a un utilizzo ritualistico - e mente semplificate e descrittive), giacché queste richiedono operazio-
quasi "di maniera" - dei dati secondari: è relativamente frequente, ni di ricerca a più basso costo: si tratta infatti, in linea di massima, di
infatti, specie in ricerche realizzate da non professionisti, far precede- reperire e accumulare dati già esistenti, invece che di produrne di
re uno studio empirico - quale che sia il tema - da uno scenario con- originali.
tenente dati, tabelle e grafici sulla popolazione residente, anche nei Una situazione emblematica, in questo senso, può essere quella di
casi in cui m^lti degli aspetti di scenario risultino decisamente irrile- molte indagini sociali realizzate nell'ambito di valutazioni di impatto
vanti ai fini dell'oggetto specifico dell'indagine sul campo. ambientale. Un caso, tra i tanti, è quello prodottosi di recente in Ita-
In alcuni tipi di ricerca l'analisi di dati secondari non serve a co- lia, nel quadro della valutazione di impatto ambientale dell'amplia-
struire semplicemente lo scenario in cui collocare gli esiti di un'inda- mento dell'Autostrada del Sole, nel tratto appenninico tra Emilia Ro-
gine empirica, ma costituisce il corpo stesso della ricerca. Questa ten- magna e Toscana, noto come "variante di valico". Nel 1998 è stato
denza caratterizzò storicamente le fasi iniziali della ricerca sociale: le realizzato uno studio per aggiornare lo scenario socioeconomico, ri-
primissime indagini a sfondo sociale nel xix secolo si basavano, infat- spetto a un analogo studio del 1991. Solo che, per esplicita volontà
ti, molto spesso sulla raccolta e sull'elaborazione di dati di questo O.
della committenza di contenere i costi, sono stati indagati soltanto
tipo. Sarà soltanto verso la fine di quel secolo che cominceranno ad dati statistici secondari, eliminando invece del tutto qualunque analisi
affiancarsi a questo approccio analitico altri metodi (ad esempio l'os- su opinioni, preferenze, timori, proposte dei residenti (parte, invece,
servazione), in funzione integrativa, complementare,, per meglio co- compresa nella prima ricerca del 1991).
gliere, in particolare, aspètti ed elementi di ordine qualitativo (Guala, Il caso citato non è che uno tra i tanti in cui - a causa di una
1991)- sostanziale inadeguatezza iniziale tra fini e mezzi per la ricerca - si
Per quanto riguarda la ricerca sociale empirica applicata a conte- finisce per correre costantemente un rischio di forzatura metodologi-
sti territoriali, nel corso del xx secolo - e specie negli ultimi decenni ca, fino ad una vera e propria distorsione del potere esplicativo dei
- l'analisi di dati secondari è stata sempre più spesso utilizzata allo dati. Il rischio più frequente in casi del genere è, in particolare, quel-
scopo di costruire degli scenari; non sono pochi, tuttavia, i casi in cui lo di chiedere ai dati statistici secondari più di quanto questi siano
l'analisi di dati secondari continua a coincidere con l'intera ricerca. Si effettivamente in grado di dire; ovvero di stabilire indebite connessio-
tratta evidentemente di indagini sul campo orientate da una forte ni tra dati (reali, ma di portata esplicativa limitata) e stereotipi sociali.
ispirazione quantitativista; i campi concreti di applicazione possono Ad esempio, unicamente sulla base di dati anagrafici che evidenzino
essere i più diversi: l'analisi dei comportamenti di mobilità territoriale una forte presenza di anziani in una determinata popolazione, vengo-
degli individui, lo studio delle relazioni tra livelli di salute della citta- no talvolta immaginati interventi pianificatori diretti, nel caso in spe-
dinanza e conjtesto ambientale di residenza e così via. cie, a potenziare i servizi di sostegno, Ì luoghi ricreativi e di incontro
Il fatto in sé del ricorso ad approcci di ricerca unicamente basati per tale fascia di età. L'abbondante produzione sociologica di questi
sull'analisi di dati statistici secondari non costituisce un problema, a anni sul tema della terza età ha però chiarito una volta per tutte
meno che ciò non derivi da uno scorretto rapporto con il committen- come l'universo degli anziani non sia in alcun modo omogeneo ed
te della ricerca. Accade sovente che un ente pubblico possa imma- uniforme (così come quello dei giovani, o di qualunque altro macro-
ginare faraonici progetti di ricerca, per i quali però può (o vuole) aggregato sociale): differenze di classe, di istruzione, di reddito collo-
mettere a disposizione budget piuttosto esigui. Oppure si può dare il cano le persone anziane in posizioni socialmente molto differenziate.

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SOCIOLOGIA E PROGETTAZIONE DEL TERRITORIO 8. METODI E PROCEDURE DELLA RICERCA

Così, è un mero stereotipo quello dell'anziano passivo, culturalmente Premesso che «non esiste un modello astratto di intervista» (Gua-
povero, senza interessi né hobby e perennemente in poltrona di fron- la, 1993, p. 31), possono considerarsi appartenenti a questo filone
te al televisore. Questo è soltanto uno tra i tanti profili in cui è inter- quelle tecniche di ricerca sociale basate su un'interazione (più o
namente segmentato l'universo della terza età. Può darsi, dunque, meno diretta o mediata) tra ricercatore ed altri attori sociali, che sia-
che, in specifici contesti a forte presenza di popolazione anziana, sia no o essi stessi oggetti della ricerca (in quanto membri di una popola-
inutile progettare centri di incontro, spazi per il ballo o bocciofile, zione indagata) oppure informatori circa la realtà indagata (il che ti-
quando magari quella popolazione è ir gran parte già inserita in reti picamente avviene nel caso di interviste a testimoni qualificati).
di relazioni importanti sotto il profilo culturale e relazionale (associa- Inteso in questa siia accezione ampia, il concetto di intervista fini-
zionismo di base, università della terza età ecc.).
sce per designare un vasto ventaglio di tecniche di indagine, ideal-
Un ulteriore rischio di distorsione dei dati contenuti in un'indagi-
mente distribuite lungo il continuum quali-quantitativo. A un estre-
ne empirica deriva dall'assenza di un commento adeguato da parte di
mo, ad esempio, troviamo la survey su campioni rappresentativi di
un ricercatóre professionista. Qualunque manuale di metodologia del-
la ricerca spiega come sia compito specifico del ricercatore quello di popolazione, con questionario, a totale prevalenza di domande chiu-
"guidare per mano" il lettore di un rapporto di ricerca, oltre, ovvia- se. All'estremo opposto si trovano interviste non strutturate, il cui
mente, ad offrire un'esauriente descrizione delle opzioni metodologi- utilizzo è frequente nelle fasi esplorative di una ricerca sul campo. In
che. Questo deve essere fatto descrivendo adeguatamente dati, tabel- queste ultime non solo viene a mancare ogni tipo di organizzazione
le, grafici; avanzando precise interpretazioni del dato; operando gli rigorosa di domande e risposte, ma, al limite, il ricercatore-intervi-
opportuni collegamenti con concetti derivanti dal patrimonio teorico statore predefinisce solo il tema principale che affronterà nel corso
delle scienze sociali e territoriali. In assenza di alcuni di questi fonda- dell'intervista, gestendo poi molto liberamente la concreta interazione
mentali passaggi, il ricercatore finisce per abdicare al suo stesso ruo- con l'intervistato, in modo da raccogliere il maggior numero di infor-
1^ TI _:„„!-:_ .'-
lo. Il rischio, in questi• casi,- vè che
i i . - - ...
l'interpretazione di dati e informa- mazioni utili alla ricerca. Seguono un orientamento fortemente quali-
zioni contenute in una Iricerca sia affidata totalmente al lettore, il qua- tativo, altresì, tecniche quali la ricostruzione delle storie di vita o l'in-
le, spejcie se "non addetto ai lavori", può produrre analisi anche av- tervista ermeneutica6, che, spinta alle estreme conseguenze, può ri-
ventate e/o pericolose. Questo rischio è molto più frequente di quan- durre il campo di analisi a un unico intervistato 7, con il massimo ap-
to non si credè: tra gli stessi ricercatori professionali vi è spesso il profondimento delle tematiche trattate nell'intervista. Per inciso, vale
mal vezzo di allegare a rapporti di ricerca e pubblicazioni sovrabbon- la pena rimarcare come, più si va in direzione di un approccio quali-
danti documentazioni di dati, matrici ecc., non adeguatamente com-
mentati e interpretati. Quando il committente presenti pubblicamente
(ad esempio agli organi di stampa) tali lavori, c'è il pericolo che i 6. Tali tecniche non verranno qui approfondite, anche perché normalmente il
risultati siano divulgati in modo arbitrario, per esempio enfatizzando loro campo di applicazione esula da quello più tipico delle indagini sociali territoriali.
aspetti secondari, ma di forte presa sul pubblico, e ponendo in om- In ogni caso, per approfondimenti, si possono vedere i seguenti testi: Olagnero, Sara-
bra gli elementi essenziali. ceno, (1993); Montesperelli (1998).
7. Un caso significativo in tal senso è contenuto, ad esempio, nel recente volume
di Gazzola, Puccetti (1999). In questo caso l'intervistato è stato uno solo, assolutiz-
8.3 zando gli aspetti del dialogo tra ricercatore-sociologo e intervistato-oggetto della ri-
Le interviste cerca. Pertanto, il sociologo - come si legge nella nota metodologica a questo testo -
«fa riferimento all'unità della persona che ha di fronte, considerandola non come una
fonte di informazioni, né come mera espressione di un particolare "sistema esperto",
A differenza delle analisi sui dati secondari, i metodi di intervista né solo come "esperto di vita quotidiana", ma come un essere umano nella sua inte-
(così come quelli di osservazione, di cui si parlerà più avanti) produ- rezza e complessità» (p. 181). Non solo, lo stesso sociologo ricercatore diventa Datori-
cono dati cosiddetti primari. La famiglia dei metodi di intervista è flessivo (oltre che riflessivo), oggetto oltre che soggetto di indagine: «I due attori sulla
vasta, internamente articolata quanto ad approcci e, soprattutto, diffi- scena conoscitiva si sono posti, alternativamente, l'uno per l'altro, nella posizione del-
l'analista e dell'analizzato; l'intervistato non ha consentito al sociologo di scomparire j
cilmente classificabile secondo la tradizionale dicotomia tra qualitati- dietro allo schermo del ruolo del ricercatore, il sociologo non ha cercato di relegare j
vo e quantitativo. l'intervistato in un -ruolo subordinato» (ibid.). I

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SOCIOLOGIA E PROGETTAZIONE DEL TERRITORIO 8. METODI E PROCEDURE DELLA RICERCA

tativo, con interviste sempre meno strutturate, più aumenta il livello di risposta sono sovente inferiori a qualunque soglia minima che pos-
di professionalità richiesto all'intervistatore; che deve essere in grado sa garantire una effettiva rappresentatività e attendibilità delle rispo-
non solo di soddisfare alcune fondamentali regole tipiche della som- ste ottenute. Essendosi infatti verificata un'autoselezione spontanea
ministrazione di un questionario strutturato (cura nel porre le do- del campione, nella maggior parte dei casi il ricercatore non è in gra-
mande, non influenzare il rispondente ecc.), ma di gestire un'intera- do di ricostruirne i motivi: che possono essere casuali oppure deri-
zione sociale decisamente più complessa e sovente "senza rete". vanti dall'autoesclusione di particolari gruppi di popolazione. Il tasso
Le diverse concrete modalità di intervista derivano poi da una di risposta è maggiore nel caso delle interviste dirette perché è mino-
sorta di ideale intersezione tra:
re sia il numero di "cadute" (ovvero di rifiuti a farsi intervistare) sia
a) la collocazione delle tecniche sul continuum strutturazione (quan- la quota di interviste incomplete (in cui l'intervistato salta alcune do-
titativo)-non strutturazione (qualitativo); mande).
b) il tipo di mezzo comunicativo utilizzato per svolgere l'intervista.
A proposito degli strumenti comunicativi, va rimarcato come il 8.3.2. Efficienza
catalogo abitualmente esposto all'interno dei manuali di metodologia
della ricerca sia estremamente vario. Esso comprende:
Come osservato in precedenza, sovente la ricerca sociale è professio-
- l'interazione faccia-arfaccia (tipica delle interviste in profondità e nalmente condizionata da sistemi piuttosto rigidi di vincoli, specie
di quelle ermeneutiche), eventualmente integrata da una traccia più o per quanto riguarda tempi e costi di un'indagine. È evidente come, a
meno strutturata di questionario, o da strumenti tecnologici che per- questo proposito, il questionario autocompilato sembri presentare
mettano un maggiore controllo ambientale e sulle informazioni (ad vantaggi enormi rispetto all'intervista faccia-a-faccia, che richiede
esempio, un registratore audio, oppure una videocamera se è interes- tempi nettamente più lunghi (per gli spostamenti dell'intervistatore
se del ricercatore analizzare anche la comunicazione non verbale); ecc.) e di conseguenza budgets superiori. Questa è anche la ragione
- l'interazione tecnologicamenjte mediata (è il caso dell'intervista te-r per cui è frequente, in ricerche a basso coefficiente di professionalità,
Monica, in cui si mantiene un rapporto verbale tra ricercatore e in- il ricorso allo strumento del questionario postale, immaginando inge-
tervistato, ma non più un rapporto di interazione diretta e visiva); nuamente un risparmio di tempi che si rivela quasi sempre del tutto
- l'interazione mediata dallo strumento di indagine, come nel caso illusorio. Per ovviare infatti (almeno in parte) alle bassissime quote di
di questionari postali o, comunque, autocompilati a cura dell'attore risposta ai questionari postali, occorre quasi sempre ricorrere a suc-
oggetto dell'indagine; recentemente cominciano ad essere sperimenta- cessive campagne di sollecito, che in molti casi finiscono col richiede-
te - specie su popolazioni molto particolari - versioni aggiornate del re ^équipe di ricerca tempi addirittura più lunghi di quelli che sa-
tradizionale questionario postale, ricorrendo all'invio di questionari rebbero stati necessari a condurre direttamente le interviste.
via fax, posta, elettronica, Internet.
Nel computo dei tempi, occorre poi tenere conto che questi sono
Ogni metpdo della ricerca sociale, ma anche ogni tipo di intervi- fortemente legati al livello di maggiore o minore strutturazione di
sta, presenta vantaggi e svantaggi. Ciò implica che il ricercatore deve un'intervista (o di un questionario): i tempi di elaborazione dei dati,
ogni volta valutare quali siano le tecniche che meglio rispondono a in particolare, sono enormemente più lunghi nel caso di domande
finalità e obiettivi di una specifica indagine empirica. Per farlo, occor- che prevedano risposte aperte.
re tenere conto, a proposito delle diverse forme di intervista, di alcu-
ni aspetti fondamentali.
8.3.3. Controllo sull'ambiente \l caso di un'interv
8.3.1. Efficacia
giormente la situazione ambientale in cui si svolge l'intervista, garan-
II tasso di risposta è tendenzialmente più elevato nel caso di interviste tendo così una certa uniformità tra i singoli casi. Nel caso di un que-
faccia-a-faccia piuttosto che di questionari. Specialmente se si tratta stionario autocompilato, all'opposto, il ricercatore non saprà mai se le
di questionari autocompilati (mediati per via postale o simili), i tassi risposte sono state fornite con calma in un luogo tranquillo o piutto-

268 269
8. METODI E PROCEDURE DELLA RICERCA

sto in modo affrettato; da soli - esprimendo le proprie personali opi- tecniche, praticamente soltanto il questionario autocompilato, restitui-
nioni - oppure consultandosi con altri (con un effetto di ibridazione to dall'intervistato in busta chiusa anonima, garantisce il pieno anoni-
tra la tecnica dell'intervista individuale e quella di gruppo); seguendo mato di chi risponde.
la sequenza tematica prevista dai ricercatori oppure in modo disordi- Esiste un'abbondantissima produzione di letteratura metodologica
nato (il che potrebbe anche contrastare con alcune modalità della ri- sulle variabili che possono giocare un ruolo fondamentale nell'in-
cerca, quando questa, per esempio, preveda domande di controllo fluenzare gli atteggiamenti e le risposte di un intervistato. Forti di-
poste ad una certa distanza all'interno del questionario). stanze di status sociale tra intervistatore e intervistato, ma anche di
genere, di età, di appartenenza etnica o subculturale, devono essere
8.3.4. Codici comunicativi considerate attentamente: ricercatori ed intervistatori sono, più soven-
te, di status sociale medioalto, acculturati, appartenenti ai gruppi et-
A seconda del mezzo comunicativo utilizzato in un'intervista, il ricer- nici dominanti. Per cercare di minimizzare gli effetti prodotti dall'ef-
catore può tenere sotto controllo in misura maggiore o minore i di- fetto intervistatore", molti manuali di metodologia abbondano di cor-
versi codici comunicativi. Nell'intervista faccia-a-faccia si può cogliere sigli pratici: «l'intervistatore deve vestirsi in modo simile alTinteryi-
praticamente l'intero catalogo delle modalità espressive del soggetto stato», «l'aspetto di un intervistatore sia pulito e non eccentrico», «si
intervistato; oltre al [discorso", infatti, si possono osservare i segnali usi un tono di voce gentile, chiedendo con cortesia», che appaiono
corporei, posturali, rjrossemici ecc. Nell'intervista telefonica si perde talmente generici da risultare del tutto inutili, se non addirittura in
completamente il controllo sul comportamento non vocale, mentre si alcuni casi francamente irritanti per l'intelligenza di un intervistatore.
può mantenere ancora un (controllo sui codici vocali non verbali, L'impressione è che, in proposito, sia effettivamente ostico confezio-
come ad esempio rumori emozionali, pause (che possono rivelare si- nare regole assolute, generalizzabili e "pronte per l'uso". Piuttosto si
tuazioni di imbarazzo, oppure di approfondita riflessione prima di ri- possono delineare alcuni criteri indicativi di massima, quali, certa-
spondere). Nel caso di un questionario autocompilato, infine, si perde mente, un certo rispetto per l'interlocutore nel modo di porsi da par-
completamente ogni tipo di controllo sui codici comunicativi (vocali te dell'intervistatore, il che richiede anche (se non soprattutto) una
e non vocali) del soggetto indagato, possedendo unicamente una tra- buona capacità comunicativa ed empatica con l'intervistato. Ciò non
scrizione del suo pensiero nelle forme di codici grafici. Inoltre nel significa, naturalmente, né un'accondiscendenza assoluta (con conti-
questionario si perde ogni controllo sulle risposte spontanee ("a cal- nue conferme, sorrisi, segnali di entusiasmo da parte dell'intervistato-
do"), con le eventuali correzioni successive operate dalTintervistato. re) né un atteggiamento oppositivo (con critiche, obiezioni all'intervi-
! stato); però nemmeno - come invece consigliato in qualche manuale
8.3.5. Effetto ricercatore - un ricorso puramente strumentale a un'immedesimazione solo di
facciata, fingendo di assumere la prospettiva e il ruolo del risponden-
Si designa con questo concetto la possibilità che alcuni atteggiamenti te all'unico scopo di persuadere l'intervistato a collaborare.
del ricercatore (o la sua pura presenza) possano influenzare l'anda- L'atteggiamento (quasi "idealtipico") cui deve tendere l'intervista-
mento di un'intervista e le risposte di un intervistato. A questo pro- tore deve quindi assomigliare ad un «mettere tra parentesi se stessi, le
posito, si può osservare come l'intervista diretta abbia più punti di proprie idiosincrasie e la propria eredità culturale» per la durata de. -
somiglianzà con metodi quali l'osservazione partecipante che non, ad l'interazione di intervista (Bonte, Izard, 1991, p. 471). Questa attitu-
esempio, con il questionario autocompilato. La differenza fondamen- dine mentale dell'intervistatore dipende in gran parte dalle sue ca-
tale è data, infatti, dalla presenza fisica del ricercatore (intervistatore ratteristiche personali, dai suoi valori di riferimento, dal suo percorro
od osservatore) sul lu<j>go dove (e nel momento in cui) si producono i esistenziale e di socializzazione, come persona prima che come ricer-
dati e le informazioni richieste dalla ricerca. Ad esempio, la questione catore. Naturalmente, giova l'acquisizione sul campo di una buona
della tutela dell'anonimato de^l rispondente (del tutto cruciale in inda- professionalità, benché anche sul versante teorico opportuni ! corsi (ad
gini che tocchino tematiche (imbarazzanti) è strettamente legata alla esempio per comunicatori) possano risultare formativi, specie per
presenza o meno di un intervistatore: è evidente che, tra le diverse adeguare aspetti quali il controllo della comunicazione non verbale.

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SOCIOLOGIA E PROGETTAZIONE DEL TERRITORIO 8. METODI E PROCEDURE DELLA RICERCA

Nel caso della ricerca sociale a carattere territoriale si può dire che le 8.3.7. Le interviste a testimoni qualificati
tecniche cui maggiormente si ricorre siano fondamentalmente:
- la survey; Al contrario della survey, una campagna di interviste a testimoni qua-
- le interviste a testimoni qualificati; lificati segue un orientamento fondamentalmente qualitativo: la sele-
— i focus groups.
zione dei soggetti da intervistare non mira ad ottenere un campione
statisticamente significativo della popolazione, ma a definire un insie-
8.3.6. La survey me di persone capaci di esprimere opinioni interessanti e (presumi-
bilmente) analoghe a quelle più diffuse tra la popolazione stessa, o in,
II termine inglese survey designa un'indagine ad ampio spettro, basata particolari ambienti sociali. I
fondamentalmente (benché talvolta con alcune varianti) su un ap- II criterio selettivo da utilizzare, dunque, è quello di riprodurre ini
proccio quantitativo e suU'utilizzo del questionario come strumento misura adeguata, nel gruppo delle persone scelte per le interviste, laj
per la rilevazione delje informazioni. L'obiettivo è di studiare un fe- varietà di ruoli e di caratteri sociali presente nel più ampio contestò
nomqno sociale in modo che le considerazioni e gli esiti dell'indagine cui ci si riferisce, pur cercando di rivolgersi a persone paiticolarmen-
(quasi sempre condotta su base campionaria 8) possano essere estesi te interessate e sensibili al problema che si intende affrontare; in so-
all'intera popolazione e all'intero territorio indagato. stanza, si tratta di far sì che tale gruppo sia sufficientemente eteroge-
Si tratta probabilmente dèi metodo di indagine sociale sul campo neo e che consenta di raccogliere informazioni non ovvie e non "a
più noto, anche a livello di non esperti: alla maggior parte delle per- senso unico".
sone è capitato, almeno una volta nella vita, di dover rispondere alle Dunque, gli intervistati saranno, preferibilmente:
domande di un (più o meno professionale) questionario. Anche in - persone che hanno una buona conoscenza dei temi studiati: ad
considerazione di tale notorietà, ci si dilungherà meno in questa sede esempio, dotate di effettiva conoscenza (per ragioni residenziali, pro-
su tale tecnica di indagine.
fessionali e non) dei luoghi che si intendono analizzare e dunque,
All'interno dei questionari usati nelle survey, in genere, prevalgo- preferibilmente, soggetti che frequentano tali luoghi da molto tem-
no ^domande a risposta chiusa, che consentono analisi di tipo stati- po;
stico, dalle| più semplici (distribuzioni di frequenza, analisi bivariate, - opinion leaders, ovvero persone capaci di influenzare le opinioni
calcolo di indici) a quelle più raffinate (analisi multivariata, loglineari, più diffuse;
analisi fattoriale). Nel caso in cui il piano della ricerca non preveda - persone che operano a stretto contatto con ampie fasce di po-
complesse e raffinate elaborazioni statistiche, è evidente che domande
polazione.
di tipo chiuso sono più agevolmente e rapidamente analizzabili da In ogni caso, la scelta di ogni testimone qualificato deve essere
parte dei ricercatori, con un evidente risparmio di tempi e di costi. adeguatamente giustificata. Benché non vi sia la preoccupazione di
Le domande che prevedono risposte di tipo aperto, invece, hanno la garantire un campione di intervistati statisticamente rappresentativo,
caratteristica di produrre da parte dell'intervistato discorsi più o non si può nemmeno cadere in scelte arbitrarie, ad esempio intervi-
meno (ma talvolta moko) lunghi, decisamente più ricchi di contenuti, stando un qualsiasi operatore o, peggio, un passante, o ancora sce-
significati, sfumature, su cui il ricercatore dovrà poi condurre lunghe
gliendo solo tra persone già note al ricercatore.
e pazienti analisi: dalla più semplice classificazione in tipologie di ri- In molti casi risulta alquanto difficile definire in modo completo il
sposta fino a elaborazioni sempre più sofisticate, come ad esempio gruppo degli intervistati prima di iniziare la campagna di interviste.
l'analisi del contenuto.
In tali situazioni, spesso è opportuno selezionare i nomi con criteri "a
valanga": si definisce un piccolo numero di soggetti, dei quali si sa
8. Evidentemente, la questione del campionamento si pone ogni qual volta la po-
con certezza che sono significativi ai fini dell'indagine. Si iniziano
polazione da indagare superi una dimensione tale da poter essere agevolmente affron- quindi le interviste a partire da tali soggetti e, nel corso dell'intervi-
tata con le risorse (umane, di tempo, economiche) a disposizione del gruppo di ri- sta, si chiede loro di indicare altre persone che riterrebbero utile in-
cerca.
tervistare. Analogamente si procede nel corso dell'intervista con que-

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SOCIOLOGIA E PROGETTAZIONE DEL TERRITORIO
8. METODI E PROCEDURE DELLA RICERCA

sti ultimi, espandendo il campione a mano a mano che si avanza nel-


l'indagine, sino a raggiungere il numero di soggetti prefissato. Ope- mente condotte attraverso un'interazione diretta tra intervistatori e
rando con tale procedura, comunque, occorre essere particolarmente intervistati, quasi sempre seguendo una traccia scritta con l'elenco
\i a garantire la varietà del gruppo degli intervistati: è possibile, delle domande.
infatti, che ogni soggetto indichi soggetti a lui (o a lei) simili per età,
professione, livello di istruzione ecc. 8.3.8. I focus groups
La selezione dei testimoni qualificati si può prestare facilmente ad
effetti distorsivi, in parte per cause di ordine strutturale, in parte le- Un altro metodo di indagine, sempre appartenente alla famiglia delle
gate alle differenti disponibilità collaborative dei diversi gruppi socia- interviste, è quello che ricorre ai cosiddetti focus groups (termine tal-
li. A proposito del primo ordine di problemi, è sufficiente pensare volta tradotto in italiano con "gruppi mirati"). Sviluppatasi soprattut-
allo stesso aggettivo qualificato (significativamente si utilizza altresì to a partire dagli anni ottanta, questa tecnica viene utilizzata in campi
l'aggettivo privilegiato} per designare i testimoni da intervistare. Le sociali e per finalità di ricerca piuttosto differenti tra loro: dalla socio-
qualifiche e i privilegi (fosse anche solo quello immateriale di posse- logia al marketing, dalla psicologia all'antropologia (Bailey, 199.5).
dere un buon punto di osservazione della realtà sociale) non sono A differenza dell'intervista tradizionale, la tecnica del focus group
equamente distribuiti all'interno di una popolazione, ma dipendono - si basa su una sorta di intervista collettiva: a rispondere è il gruppo
come noto - da variabili legate al genere, alla classe sociale di appar- nella sua interezza, o, quand'anche sia riservato uno spazio per rispo-
tenenza ecc. Così, se si intende selezionare dei testimoni che siano ste individuali, queste vengono generalmente fornite all'interno di un
esponenti qualificati e autorevoli, ad esempio, di associazioni, organi- contesto collettivo, il gruppo appunto. In genere si tratta di gruppi
smi e servizi pubblici e privati operanti su un determinato territorio, non molto numerosi (frequentemente inferiori alle dieci persone), in
non ci sarà da stupirsi (stanti gli attuali rapporti sociali) se si pro- modo da consentire uno spazio sufficiente all'espressione di tutti i
durrà un elenco di persone prevalentemente di sesso maschile, con membri. La composizione del gruppo è sovente piuttosto omogenea,
un livello di istruzione elevato e di classe medioalta. con persone, cioè, che condividono, ad esempio, condizione profes-
A questo problema di tipo strutturale, se ne aggiunge un secondo sionale, oppure zona di residenza, o interessi culturali.
di ordine pratico, legato ad una disomogenea disponibilità riscontra- Il gruppo viene coordinato da una figura esterna, generalmente
bile in questo tipo di indagini sul campo tra esponenti di diversi coincidente con lo stesso ricercatore, il cui compito è sostanzialmente
mondi sociali. Così, ad esempio, se insegnanti od operatori sociali quello di introdurre i temi (talvolta sotto forma di vere e proprie do-
presentano livelli di collaborazione mediamente elevati, lo stesso non mande, tal'altra di semplici spunti per la discussione), con un ruolo a
avviene per gli imprenditori, o per altre figure sociali. metà strada tra quello del tradizionale intervistatore e del moderatore
Le interviste ai testimoni qualificati, in genere, hanno un carattere di una riunione. Ciò, naturalmente, per evitare che l'intervista collet-
solo parzialmente strutturato. Esse vengono condotte seguendo una tiva degeneri o in una sorta di inconcludente brain storming (per cui
traccia sufficientemente pjrecisa, in modo da garantire la confrontabi- sarà cura del ricercatore, conduttore del gruppo, richiamare l'atten-
lità delle risposte, ma non eccessivamente rigida. Pertanto, essa non si zione su alcuni nodi centrali e domande fondamentali) o addirittura
compone di domande con risposte precodificate, ma di domande in uno sfaldamento del gruppo, con scambi di opinioni a due o a tre
"aperte", che consentono alla persona che risponde di esprimere il persone ecc.
proprio parere nel modo ritenuto più adeguato. In sostanza, l'intervi- Rispetto alle interviste individuali, il focus group presenta il van-
sta rappresenta una forma di colloquio "mirato", vale a dire svolto in taggio di una riduzione dei tempi (non a caso questa tecnica ha avuto
modo da far sì che l'intervistato si esprima su tutte le questioni rile- tanto successo nelle indagini di mercato, molto sensibili sia al fattore
vanti ai fini dell'indagine, ma che non predefinisce in forma esclusiva tempo sia al fattore denaro): quand'anche sia chiesto a tutti i membri
i temi del colloquio stesso. Ciò non toglie che, su alcuni punti, possa- del gruppo di esprimere sempre la propria opinione, la durata della
no essere sottoposte all'intervistato domande più precise, per ottenere seduta è nettamente inferiore al tempo che sarebbe necessario per in-
risposte nette. Interviste di questo tipo, pertanto, vengono abitual- tervistare individualmente tutti i componenti. Gli svantaggi derivano
dal fatto che non sempre tutti i membri trovano lo spazio per espri-
SOCIOLOGIA E PROGETTAZIONE DEL TERRITORIO 8. METODI E PROCEDURE DELLA RICERCA

mersi, oppure intendono farlo: si ha un maggior tasso di non risposta 8.4


„ ad alcune specifiche questioni, sovente nelle forme di una "delega": Le tecniche di osservazione
"sono d'accordo", "hanno già detto tutto i miei colleghi" ecc. Soprat-
tutto, è probabile che rholte mancate risposte derivino dalla condizio- Nella tradizione delle scienze sociali, le tecniche di osservazione sono
ne di minore tutela dell'intimità dell'intervistato: vi è una forte diffe- soprattutto finalizzate alla raccolta di dati sul comportamento non
renza, infatti, tra il doversi esprimere di fronte a un ricercatore-inter- verbale degli attori sociali. In verità, nelle ricerche applicate a Conte-
( vistatore, che è e rimarie un estraneo, piuttosto che all'interno di un sti territoriali, le potenzialità insite nelle tecniche osservative vanno
gruppq di cui facciano parte anche, ad esempio, i propri colleghi o ben oltre. In termini più generali, l'osservazione è definibile come
vicini di casa. ! quell'insieme di tecniche che si basano su una raccolta sistematica da
Una serie di riscontri empirici condotti in questi anni dai metodo- parte del ricercatore di informazioni, dati ed impressioni sul mondo
logi è ormai sufficiente per certificare la qualità delle tecniche di in- circostante, attraverso ogni facoltà umana e, tendenzialmente, attra-
dagine basate sul focus group. In particolare, è stato sottolineato come verso una presa di contatto diretto.
queste possano essere utilmente affiancate ad altri approcci, allo sco- I principali vantaggi di tali tecniche (rispetto ad altri approcci
po di approfondire in modo mirato determinate tematiche, già inda- metodologici) sono dati, essenzialmente, dalla possibilità di rilevare
gate con altri strumenti (come una survey); oppure, nelle fasi prelimi- un ambiente sociale al suo stato "naturale", senza una ricostruzione •
nari ad una discesa sul campo ad ampio raggio, per fecalizzare temi e attraverso testimonianze indirette (ad esempio interviste a testimoni
argomenti prioritari, da approfondire con una successiva campagna di qualificati) oppure dati statistici secondari. Nel caso di buona parte
interviste individuali. La tecnica del focus group sembra particolar- delle indagini svolte tramite l'osservazione, gli effetti perturbativi
mente indicata, poi, nel caso di indagini fecalizzate su temi che, per indotti dai ricercatori possono essere minimi o quasi nulli. Natural-
loro natura, nella realtà quotidiana vengono affrontati non solo a .li- mente ciò dipende in larga misura dal tipo di ambiente che si va
vello individuale dai soggetti intervistati, ma anche (se non soprattut- ad osservare e, quindi, dal livello di possibile "mimetizzazione" del-
to) a livello collettivo, di gruppo. Ad esempio, un'indagine sull'opera- l'osservatore. I rischi di perturbazione del dato si hanno, insomma,
to dei servizi sociali all'interno di un territorio non può astrarre dalla se e quando la presenza e il ruolo del ricercatore-osservatore sono
considerazione che tali servizi operano per lo più secondo una logica evidenti ai soggetti osservati; ciò potrebbe alterarne alcuni tipi di
comportamenti, ad esempio favorendo l'astensione da talune prati-
in cui è centrale Véquipe più che il singolo individuo: i progetti e gli
che o atteggiamenti. È chiaro, quindi, che un conto è condurre
interventi vengono ideati, discussi, monitorati da un gruppo di esperti
un'osservazione in un grande spazio pubblico urbano (ad esempio
e operatori. Pertanto, ini:ervistare collettivamente tali figure professio-
la piazza di un mercato), un altro è farlo in una piccola aula scola-
nali, ricorrendo alla tecnica del focus group, tende a corrispondere
stica, dove la presenza dell'osservatore difficilmente può passare
meglio alle reali caratteristiche di questa particolare realtà sociale, ri- inosservata; e si pone quindi il problema se rivelarne o meno iden-
producendo in una situazione artificiale, "da laboratorio", una realtà tità e ruolo agli osservati9.
operativa e di interazione costitjutiva e caratteristica del contesto so- Le tecniche di osservazione diventano estremamente vantaggiose
ciale indagato.
se l'interesse del ricercatore verte su aspetti quali il comportamento
I focus groups possono poi ancora essere utilizzati in una logica a
metà strada tra quella di una tecnica di raccolta dati e quella di stru-
mento per attivare un coinvolgimento diretto degli attori sociali. Ad 9. Va detto che, a proposito del problema se rivelare o meno agli osservati l'i-
dentità dell'osservatore, nella tradizione delle scienze sociali non vi sono indirizzi uni-
esempio, il ricercatore-coordinatore di un focus group può operare voci; molto sembra dipendere dal concreto tema della ricerca, dai tipi di interazione
con un ruolo simile a quello del mediatore, ovvero di colui che, attra- tra gli attori sociali presenti nel luogo osservato, dalle finalità e dall'impostazione ge-
verso il gruppo, cerca di stimolare processi partecipativi, di presa di nerale del metodo di osservazione, dal ruolo che si intende riservare al ricercatore. Ad
coscienza (individuale e collettiva), secondo un approccio sovente esempio, da una sorta di contaminazione tra tecniche di osservazione e tecnica del
focus group, discende un'impostazione dell'osservazione nei termini di una presenza
ispirato alla cosiddetta sociologia dell'azione (di ciò si è già scritto nel attiva del ricercatore, che diventa un partecipante osservatore (Guidicini, 1998): il suo
GAP. 4).
compito non è più solo quello di porre domande, sollevare questioni, eventualmente

276 2/7
SOCIOLOGIA E PROGETTAZIONE DEL TERRITORIO
8. METODI E PROCEDURE DELLA RICERCA

- non verbale dei soggetti, l'uso di uno spazio, la loro collocazione (po-
che ecc.), le unità interne di analisi, i livelli di disaggregazione delle
sturale, motoria) all'interno dello spazio, i rapporti prossemici e così
informazioni cui si intende giungere: ad esempio, se la ricognizione è
via. Inoltre, tali tecniche; ben si prestano a tenere sotto controllo le
condotta su un quartiere di una metropoli, occorrerà definire se il
modificazioni che intervengono con lo scorrere del tempo, cogliendo,
ad eserripio, la presenza di ciclicità temporali. livello minimo di disaggregazione è una via, un isolato, il fronte stra-
da di un isolato, il singolo edificio.
Nel caso delle ricerche sociali territoriali, le metodologie di os-
Ogni attività di osservazione implica una selezione delle informa-
servazione si rivfelano di particolare utilità, poiché in indagini di
zioni. Il pericolo più grande in cui si può incorrere nel momento
questo tipo molte variabili in gioco sono riferibili ad aspetti spaziali
della registrazione dei dati dell'osservazione è di riportare ogni cosa:
e temporali; per loro natura, tali variabili sono in genere più effica-
cemente rilevabili attraverso un metodo come l'osservazione che in primo luogo è impossibile registrare tutto, specie se si lavora solo
non per mezzo di interviste, o di altre tecniche. Si immagini che il prendendo appunti, senza cioè l'ausilio di "protesi" tecnologiche; in
tema di indagine verta sulle modalità con cui i cittadini si compor- secondo luogo ciò rischia di far perdere di vista gli obiettivi princi-
tano all'interno di un giardino pubblico, quali attività essi svolgano, pali della ricerca, complicando i tentativi di condurre successiva-
quali parti del giardino frequentino maggiormente e quali meno; è mente un'analisi più sistematica. Il difficile compito del ricercatore
piuttosto agevole riscontrare direttamente tutti questi fenomeni at- che ricorra a metodi di osservazione (ma, più in generale, a tecni-
traverso tecniche di tipo osservativo. Se, invece, stessero a cuore che qualitative) non è infatti quello di accumulare semplicemente il
opinioni o vissuti dei cittadini rispetto a quello stesso giardino maggior numero possibile di dati, ma di conservare solo le informa-
pubblico, l'intervista diventerebbe di nuovo probabilmente lo stru- zioni rilevanti, attraverso continui procedimenti di selezione delle
mento di indagine più adeguato. informazioni.
Il livello analitico di un'osservazione in indagini sociali territoriali Nel caso specifico delle indagini con osservazione di spazi pub-
può variare, a seconda delle finalità di ricerca, da una semplice rico- blici, si ricorre di frequente all'utilizzo di griglie o schede. La struttu-,
gnizione (sostanzialmente descrittiva) dei luoghi ad una più approfon- razione interna di tali griglie è variabile, così come cambiano le chiavi
dita osservazione analitica I0. La ricognizione, cui sovente si ricorre di lettura concettuale che stanno a monte, e che si intende utilizzare
nelle fasi preliminari di un'indagine sul campo, ha in genere come nell'osservazione di un territorio. A seconda, insomma, del tema o
obiettivo quello di produrre una scheda d'ambiente (Guìdicini, 1998), dell'ambito di indagine (ad esempio: spazio aperto o chiuso, privato
costruibile con riferimento a uno spazio di qualsiasi dimensione, dalle o pubblico), il ricercatore-osservatore potrà inserire nella griglia
microana|isi descrittive di luoghi chiusi (come un locale pubblico, un aspetti che fecalizzino l'attenzione sulle modalità di utilizzo degli spa-
supermercato ecc.j) a spazi di notevole estensione (un quartiere, una zi all'interno di un locale, sul comportamento (verbale e non verbale)
città). Il fatto che |si tratti di una ricognizione con finalità meramente degli acquirenti e degli ambulanti di un mercato, sulle traiettorie dei
descrittive non esime il ricercatore da una concettualizzazione a prio- pedoni per strada ecc.
ri, che consenta di definire con precisione elementi quali i confini È fondamentale, comunque, che la griglia di osservazione conten-
dello spazio indagato, Ì metodi (puramente qualitativi, oppure quanti- ga alcuni elementi "tecnici" quali: l'indicazione dello spazio, dell'area,
tativi; supportati da strumenti tecnologici, da rappresentazioni grafi- dell'oggetto cui si riferisce, del momento temporale in cui viene rea-
lizzata; inoltre, deve precisare, definendo specifiche variabili da consi-
derare in dettaglio, il tema oggetto dell'osservazione e le dinamiche
di "moderare" il gruppo, ma anche di condurre un'osservazione (ad esempio sul com- ritenute rilevanti.
portamento non verbale dei membri del gruppo); in casi di questo tipo, il ruolo del Durante un lavoro di osservazione è importante utilizzare con at-
ricercatore è in genere noto a tutti i partecipanti al gruppo.
io. A questo [proposito, i manuali di metodologia della ricerca sovente operano
tenzione i propri occhi, ma anche le proprie orecchie e gli altri orga-
una distinzione, tifica della ricerca etnografica, tra osservazione descrittiva (di superfi- ni di senso. Infatti, solo dal confronto tra i diversi tipi di sensazioni è
cie, onnicomprensiva, "a 360 gradi"), fecalizzata (su alcuni luoghi più specifici, in cui possibile riconoscere a pieno la qualità di un ambiente e comprende-
si sostituisce idealmente "il grandangolo con il teleobiettivo"), strutturata (con cui si re la complessità degli stimoli che orientano il comportamento e l'in-
intendono controllare sul campo ipotesi di ricerca ben precise, seguendo modalità di terazione. Supponiamo, ad esempio, di essere interessati a compiere
osservazione rigorosamente formalizzate) (Cardano, 1997).
delle osservazioni in diversi locali di ristorazione. Un complesso di

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SOCIOLOGIA E PROGETTAZIONE DEL TERRITORIO 8. METODI E PROCEDURE DELLA RICERCA

sensazioni visive aiuterà a capire immediatamente il carattere dell'am- Nel caso specifico delle indagini realizzate con l'osservazione al-
biente: |le decorazioni e i materiali (legno e velluti in un ristorante rinterno di spazi pubblici, è fondamentale disporre inoltre di una se-
elegante, plastic^ e polietilene in un MacDonald) e i colori utilizzati rie di strumenti concettuali di riferimento, eventualmente utilizzabili
sono tutti elementi che consentono di cogliere immediatamente il ca- all'interno di una griglia di osservazione. Alcuni importanti concetti
rattere più o meno formale dei diversi luoghi. Impressione che verrà che presentano tali caratteristiche, messi a punto negli anni da studio-
ulteriormente rafforzata dai tipi di indumenti indossati dai clienti, si di discipline sociali territoriali, sono riportati sinteticamente nel-
dallo staff di servizio, ma anche dalla conformazione dei posti a sede- VAppendice 2.
re (comode sedie o poltroncine, piuttosto che panche e sgabelli). Le
stesse sensazioni sonore legate all'organizzazione spaziale (con l'even- 8-5
tuale presenta di barriere o di séparé) permetteranno di capire se si Qualche riflessione sui metodi e gli approcci
tratti di un locale per cene intime e confidenziali o piuttosto per una della ricerca sociale territoriale
pausa di ristoro durante una visita turistica o una giornata di lavoro
(cfr. Appendice i).
In questo capitolo, come era stato anticipato, sono stati approfonditi
Vi è anche la possibilità di integrare l'osservazione, condotta at- soltanto alcuni tra i metodi a disposizione del ricercatore, ovvero
traverso i sensi del ricercatore, con opportune e più specifiche stru- quelli che appaiono meglio prestarsi ad analisi sociali territoriali.
mentazioni; così come alcune tecniche possono essere utilizzate in Già da questa breve ricognizione panoramica risulta comunque
modo proficuo in fase di rappresentazione dei dati e delle informa- con evidenza l'estrema fluidità dei metodi della ricerca sociale, in par-
zioni raccolte durante l'osservazione sul campo. Senza approfondirne ticolare rispetto alla tradizionale ripartizione tra metodi qualitativi e
l'analisi in questa sede, si può tuttavia citare la possibilità di ricorrere metodi quantitativi. È vero che sono nella "cassetta degli attrezzi" del
a strumentazioni tecnologiche, quali diversi mezzi di registrazione ricercatore sociale tanto strumenti metodologici strettamente quanti-
(audio o video) sia per raccogliere in tempo reale le impressioni del- tativi (ad esempio l'analisi di dati statistici di fonte anagrafica) quanto
l'osservatore, sia per registrare sul campo rumori, voci, suoni. La vi- decisamente qualitativi (ad esempio l'intervista ermeneutica). Tuttavia
deoregistrazione può addirittura, in alcuni casi particolari, sostituire egli ha a disposizione un gran numero di tecniche che si collocano, in
parzialmente l'osservatore umano: in occasione di indagini sui com- vario modo, in posizioni intermedie; utilizzabili in chiave maggior-
portamenti degli acquirenti all'interno di un supermercato sono state mente quantitativa o qualitativa a seconda degli orientamenti di ri-
realizzate videoriprese per intere) giornate, integrando così l'attività di cerca e delle finalità dell'indagine.
osservazione diretta da parte dei ricercatori. La storia della ricerca sociale è caratterizzata (almeno dalla
Più semplicemente, può rivelarsi utile nel corso dell'osservazione fine del xix secolo) da una perenne querelle tra due schieramenti
scattare fotografie o realizzare semplici rappresentazioni grafiche fieramente contrapposti: i paladini del quantitativo, da una parte,
(schizzi, schemi, grafi: ad esempio, relativi alla collocazione degli indi- quelli del qualitativo, dall'altra. A questo proposito, è opportuno
vidui nello spazio), come supporto alla memoria visiva del ricercato- rammentare, con Ricolfi, come «nate con il complesso di inferiori-
re; ciò è particolarmente indicato se tra gli obiettivi della ricerca vi tà nei confronti delle scienze naturali, le scienze dell'uomo e della
sia anche quello di rappresentare i fenomeni osservati con tecniche società hanno dovuto, fin dall'inizio, scegliere fra due modi oppo-
quali la cartografia posizionale ". sti di reggere la sfida e il confronto con le altre scienze. [Cercan-
do] di imitare le scienze "dure" importandone i metodi e accet-
zi. Muovendo dalla considerazione che la collocazione di un individuo nello tandone i criteri di validità, [o] marcando al massimo la propria
spazio non è mai casuale, così come le traiettorie di spostamento che esso segue, differenza, sottolineando la specificità del proprio oggetto, dei
l'analisi posizionale fecalizza l'attenzione su tali aspetti e sulle possibili interpreta-
zioni delle cause sociali, psicologiche ecc. di tale collocazione nello spazio. La stes-
sa collocazione da parte degli attori sociali di oggetti o manufatti nello spazio se- zionale è frequente negli studi (tipici, ad esempio, della psicologia sociale) sulle di-
gue ben precise logiche; si pensi, ad esempio, alla collocazione di tavoli e sedie namiche interne ai piccoli gruppi, ma può essere utilizzata con profitto in ogni in-
all'interno di una sala, differente a seconda che si tratti di una lezione, di una dagine in cui al ricercatore interessi rilevare l'esistenza di regole sociali sottese ai
riunione di lavoro, piuttosto che familiare. Il ricorso alle tecniche dell'analisi posi- comportamenti e alle scelte posizionali degli individui (Guidicini, 1998).

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SOCIOLOGIA E PROGETTAZIONE DEL TERRITORIO 8. METODI E PROCEDURE DELLA RICERCA

propri compiti, e persine dei propri criteri di validità» (Ricolfi, valutando, per ciascuna ricerca, quali tipi di approcci siano mag-
. 1-997, PP- 38-9)- giormente confacenti al caso concreto in esame. «Nelle scienze so-
Da queste differenti esigenze fondative originarono i due filoni, ciali è sovente impossibile rispettare tutti gli dei che la loro storia
quantitativo da un lato, qualitativo dall'altro; ognuno dei quali ela- è andata costruendo, ma è decisivo saper imparare dalle tradizioni
borò poi un suo preciso "mito", quello dell'aggettività e quello del- rivali, essere capaci - qualche volta - di "ascoltare" gli dei del ne-
l'adeguatezza, «Gli ammiratori delle scienze "dure" scelsero il pri- mico. Fare una buona ricerca empirica significa, in fondo, saper ri-
mo, i paladini dell'autonomia delle scienze sociali scelsero il secon- nunciare a ogni guerra di religione» (Ricolfi, 1997, p. 39).
do. Per gli uni fare ricerca significava soprattutto neutralizzare gli Nell'ultimo decennio, la concreta prassi della ricerca sociale ha
interventi arbitrari del ricercatore, e garantire la possibilità - per la visto crescere i tentativi di combinare tecniche quantitative con tec-
comunità scientifica - di controllare i risultati ottenuti. Per gli altri niche qualitative. I vantaggi derivanti dalla combinazione di tali
fare ricerca significava soprattutto saper tenere conto della comples- metodi sono evidenti, in quanto i primi coglieranno meglio aspetti
sità degli oggetti delle scienze sociali, e garantire la non arbitrarietà "di insieme" del fenomeno, mentre i secondi potranno tornare più
delle interpretazioni dell'osservatore» (ibid). I tradizionali caratteri utili per approfondire contenuti e sfumature dei fatti sociali indaga-
distintivi tra approcci quantitativi e qualitativi sarebbero, pertanto, ti. Da un'integrazione quali-quantitativa può, tra l'altro, discendere
in estrema sintesi: il ricorso (o meno) ad una matrice di dati, l'i- una sorta di prima validazione dei dati (specialmente nel momento
spezionabilità (o meno) della base empirica della ricerca (ad esem- in cui due diverse tecniche, seguendo approcci molto distanti, do-
pio la possibilità di verifica da parte di soggetti diversi dal ricerca- vessero fornire risultati molto simili); oppure un aggiustamento e
tore), il livello di formalizzazione nel trattamento delle informazioni una correzione di talune ipotesi e interpretazioni. Lo sforzo teso
raccolte durante il percorso di ricerca (massimo, ad esempio, nel all'integrazione di metodi cliversi è un esempio concreto di quellaj-
caso di un'indagine unicamente di tipo statistico, in cui si seguono "creatività" che sovente l'indagine sociale territoriale richiede al ri-
procedure standardizzate e consolidate di analisi ed elaborazione cercatore, tanto sul versante dell'indagine empirica (inventando, se
dei dati i empirici).
del caso, nuove tecniche o nuove combinazioni di tecniche), quan-
Sempre più di frequente, tuttavia, la pratica concreta della ri- to su quello di una costante verifica (e rivisitazione) degli strumenti
cerca sociale offre spunti per un sostanziale superamento di ogni concettuali necessari per "leggere" un territorio I2. Se le città e gli
contrapposizione rigida e dicotomica tra approcci qualitativi e spazi urbanizzati sono, per eccellenza, un luogo di serendtpity, ov-
quantitativi (che sempre più spesso appare una forzatura teorica, vero fonte inesauribile di dati anomali e imprevisti (Bagnasco,
basata più su assunti di carattere ideologico, ancora connessi ai 1994), nel lavoro del ricercatore sociale territoriale diventano allora
"miti", che non su concreti riscontri empirici). Ad esempio, il cri- centrali caratteristiche professionali (ma anche personali) come la
terio della ispezionabilità della base empirica dei dati da parte di sensibilità percettiva, la capacità di scoprire, l'intuizione, la creativi-
altri viene da sempre considerato come uno degli elementi discrimi- tà, 1'"immaginazione sociologica".
nanti, in quanto si presume presente solo in metodi quantitativi. In
realtà anche approcci di tipo qualitativo possono possedere tale re-
quisito: ad esempio, le analisi su testi e documenti scritti, che pos-
sono essere eventualmente riesaminati in momenti successivi da al-
tri ricercatori.
Dal punto di vista della classificazione dei metodi, in assenza di
12. Questo approccio metodologico - che teorizza un processo di circolarltà
alternative più convincenti, la tradizionale distinzione tra approcci sistemica tra le fasi di teorizzazione, concettualizzazione, raccolta dei dati e selezio-
quantitativi e qualitativi può sopravvivere; tuttavia non nei termini ne delle informazioni utili - è tipico, ad esempio, della cosiddetta Grounded Theo-
di rigida dicotomia, bensì piuttosto (come anticipato) di un conti- ry, sviluppatasi negli anni sessanta, a partire dal lavoro dei due sociologi chicagoani
nuum, in cui buona parte dei metodi della ricerca sociale si collo- Glaser e Strauss. Con Grounded Theory si intende un approccio per cui i dati emj-
pirici raccolti sul campo generano (o, quanto meno, " riposizionano " continuameni-
chino di fatto in posizioni intermedie. Tutto sta, insomma, nel non te) la teoria sociologica. In proposito si vedano, ad esempio: Glaser, Strauss (1967^;
assolutizzare la bontà di un determinato approccio metodologico, Strauss, Corbin (1990).

^82 283
SOCIOLOGIA E PROGETTAZIONE DEL TERRITORIO
8. METODI E PROCEDURE DELLA RICERCA

Appendice i
oppure contribuiscono a selezionare particolari tipi di fruitori (ad esempio,
Spunti per un'osservazione di spazi pubblici su più piani di realtà, l'odore del cibo che proviene da un ristorante può attrarre chi è interessato
grazie a diverse percezioni sensorialiI3 ad un pasto e respingere chi ha appena mangiato).
Vista: guardare...
Tatto: toccare...
- la conformaiione fisica degli spazi e degli edifici che delimitano un ambi- - il terreno: a seconda del suo stato, sconnesso, dissestato, con disivelli o
to locale: ad esémpio, rientranze, angoli bui, scale nascoste possono rivelarsi depressioni, può creare difficoltà riguardo all'uso (ad esempio un lato di una
"sacche" utilizzate da particolari categorie di persone, l'altezza degli edifici strada pieno di buche e pozzanghere può venire evitato dalla maggior parte
può anche creare un'impressione di sproporzione tra i soggetti e l'ambiente dei passanti, che si riverseranno sull'altro lato).
circostante, determinando un senso di "smarrimento";
- le ombre, che in alcuni momenti della giornata possono influenzare una Appendice 2
delimitazione tra diverse parti dell'area in questione ed una conseguente
Alcuni strumenti concettuali utilizzabili in un'analisi
non-fruizione integrale della stessa (ad esempio un giardinetto pubblico può
non essere frequentato proprio perché "sempre all'ombra"); sugli spazi pubbliciI4
- l'illuminazione: può influenzare il traffico pedonale e le relazioni sociali
nell'area osservata (ad esempio una strada male illuminata non invita di certo Ambito locale (locale, località)
al passeggio serale, specie le donne o le persone anziane; ma, al contrario,
può attrarre altre categorie dil individui, come "coppiette" in cerca di un luo- Giddens definisce gli ambiti locali come «spazi usati per fornire degli am-
go tranquillo); bienti di interazione, ambienti che sono a loro volta essenziali per specificare
- i segnali visivi che fanno supporre la presenza di attività illecite, che pos- la contestualità dell'interazione stessa». In altre parole gli ambiti locali sono
sono creare una barriera psicologica 4 la conseguente non-fruizione dell'area spazi circoscrivibili da confini fisici e/o simbolici, in cui si realizzano relazio-
nelle fasce temporali1 in cui si manifestano (o, meglio, una fruizione solo da ni sociali che presentano una complessiva omogeneità interna, rilevabile nel
parte dei soggetti coinvolti in tali attività). significato socialmente attribuito e che eventualmente si ridefinisce, nella sua
globalità, in diversi segmenti temporali.
Udito: sentire... Come esemplificazioni, Giddens propone «stanze di una casa, angoli di
strada, reparti di fabbrica, città grandi e piccole, fino alle aree, demarcate
- i suoni e le musiche: in un locale pubblico possono funzionare come "fil- territorialmente, occupate dagli stati nazionali» (1984). Per un'utilizzazione
tro" di ingresso; il volume dei suoni o il tipo di musica possono indurre al- del concetto a fini di rilevazione empirica, è meglio limitare l'attribuzione di
cuni tipi di soggietti a sentirsi a disagio, mentre per altri possono rappre- ambito locale a situazioni che presentino le seguenti caratteristiche:
sentare un elemento rassicurante ("mi sento a casa"); - dimensione non eccessivamente limitata (si veda anche il successivo con-
- i rumori urbajni e prodotti dal traffico, che, qualora eccessivi, possono cetto di confine) né eccessivamente ampia. Ad esempio, non la sola sala di
limitare la frequentazione di una determinata area; un bar, ma nemmeno l'intero centro di una cittadina; piuttosto una piazza
- i comportamenti sonori; possono creare spazi di regionalizzazione all'in- con gli edifici circostanti, un tratto di via con annessi slarghi, esercizi com-
terno di un ambito locale, o servire come elementi di disturbo e delimitazio- merciali ecc.;
ne di determinate aree entro lo stesso; ad esempio, il disturbo prodotto da - delimitazione simbolica e fisica. L'ambito locale è definito come tale poi-
alcuni individui su un mezzo pubblico provoca il "vuoto" attorno ad essi. ché in esso si colgono: una relativa integrazione delle funzioni, eventuali deli-
mitazioni dello spazio, la percezione dell'ambito come di un "insieme", sia
Olfatto: annusare...
per l'osservatore sia per chi usa o conosce tale ambito;
- gli odori gradevoli e sgradevoli: funzionano come elementi di attrazione o - un ambito locale non è (solo) uno spazio o un luogo, ma è soprattutto
di repulsione spaziale (ad esempio, una panchina situata accanto ad un cas- uno spazio di relazioni, un contesto cioè in cui avvengono - in particolari
sonetto dell'immondizia non invoglia i passanti a sedersi per chiacchierare);

13. Questa scheda, frutto della sintesi di esperienze di osservazione sul campo, 14. Questa sintesi dei principali concetti utilizzabili in analisi sociali territoriali,
condotte nell'ambito di attività didattiche con gli studenti della Facoltà di Architettu- con particolare riferimento agli spazi pubblici, deriva da una relazione presentata da
ra di Torino, è stata redatta in collaborazione con Federica Turco. Alfredo Mela al seminario nazionale dei partecipanti alla ricerca Murst 40%, tenutosi
a Cagliari il io dicembre 1998.

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SOCIOLOGIA E PROGETTAZIONE DEL TERRITORIO 8. METODI E PROCEDURE DELLA RICERCA

condizioni, in |Certi momenti, in certe sue parti interne ecc. - scambi sociali; modificano le relazioni, oppure cambia la connotazione di un ambiente. An-
o, al contrario, ove si danno condizioni in cui tali scambi sono rarefatti o che in tal caso, comunque, è probabile che esistano segni fisici, sia pur debo-
avvengono solo in particolari condizioni;
li e sfumati, che consentono all'osservatore di intuire la presenza del confine
- complessità della composizione interna. Un ambito locale può avere una (ad esempio, la presenza di particolari colori, decorazioni e persine rumori o
sua composizione interna (si parla allora di regioni, si veda oltre) rispetto alle odori possono fare intuire che si è entrati in un quartiere abitato da una
funzioni, alle interazioni che si svolgono, ai significati simbolici attribuiti alle specifica minoranza etnica). Il confine definisce quindi non solo uno spazio
sue parti, alla caratterizzazione architettonica ecc.; in sostanza un ambito lo- fisico, ma anche uno spazio di relazioni, a cui viene attribuito un complesso
cale è, in genere, un'unità complessa che può anche scomporsi e ricomporsi di significati. Il confine può ridefinirsi al variare della definizione temporale
nei vari momenti della sua utilizzazione.
(ad esempio, i confini nella città notturna possono essere diversi da quelli
della città diurna).
Luogo/Non luogo
Regioni
Un luogo si può definire come un'unità spaziale a cui compete un insieme di
funzioni e a cui sono attribuiti determinati significati. Un luogo non è mai Si parla di regioni come suddivisioni interne a un ambito locale, non solo in
solo uno spazio fisico, ma Soprattutto ambito in cui si concretizza un'espe- termini spaziali, ma di spazio-temporalità. Le regioni quindi rappresentano
rienza.
zone spaziotemporali in cui si realizzano specifiche pratiche sociali e partico-
Un luogo si identifica spesso cori una porzione empiricamente rilevabile lari tipi di relazione. Giddens (1984) afferma che la regione non va intesa
dello spazio: può essere un esercizioj commerciale, un monumento, un giardi- semplicemente come localizzazione spaziale, bensì riferita alla divisione del
no ecc. Un luogo contiene, in genere, una memoria storica sedimentata che tempo-spazio in zone, in rapporto alle pratiche sociali routinizzate. Dunque,
si riferisce ad avvenimenti storici, legati alla memoria collettiva, che si sono la divisione di un ambito locale in regioni può variare al variare del periodo
svolti in esso o nei pressi, e che possono risalire anche a periodi precedenti, di tempo considerato (ad esempio, la regionalizzazione di una spiaggia nel
non conosciuti dalle nuove generazioni. A questo tipo di luogo viene attri- periodo estivo sarà difficilmente riconoscibile durante l'inverno). Le singole
buito un valore simbolico percepito da tutti gli appartenenti a una comunità regioni sono anch'esse definite da confini, che possono essere fisici o simboli-
(si pensi, ad esempio, al monumento ai caduti, a un vecchio edificio scola- ci e che circoscrivono zone relativamente omogenee di relazione, all'interno
stico ecc.). Ma pi sono anche luoghi densi di valori simbolici perché legati a di un ambito locale.
ricordi che si riferiscono al vissuto personale dei soggetti (ad esempio la casa
in cui si è vissuti da piccoli, un particolare negozio ecc.). Ci sono luoghi Popolazioni
molto più anonimi, neutrali, a cui si associano "solo" funzioni che apparten-
gono alla vita quotidiana, ma che comunque fanno parte dell'esperienza per- Sono popolazioni i gruppi di soggetti che presentano qualche elemento di
sonale, in cui, o presso cui, si svolgono azioni e interazioni, si fanno incontri omogeneità, senza che ciò presupponga l'esistenza di particolari relazioni tra
ecc. Ci sono infine luoghi che presentano una funzione prevalentemente stru- di essi. Ai fini dell'osservazione, la definizione di popolazioni è condizionata
mentale, in cui non avvengono in genere interazioni, a cui non è associata dalla possibilità di individuare elementi facilmente rilevabili. Sono facilmente
memoria (un'autostrada, un supermercato ecc.): si parla a questo proposito rilevabili popolazioni che si distinguono per genere e per grandi categorie di
di non-luogo (Auge, 1992), ma anche questi possono trasformarsi in veri e età, oppure per caratteri fisici connessi all'etnia (aspetto, abbigliamento ecc.).
propri luoghi, se diventano teatro di azioni abituali e parte integrante dell'e- Più difficilmente e con maggiore approssimazione sono distinguibili popola-;
sperienza per molti soggetti, j
zioni appartenenti a diverse classi sociali: in tal caso sono d'ausilio l'osserva-1
zione dell'abbigliamento, il mezzo di trasporto usato, la gestualità, il linguag-l
Confine gio ecc. Si possono inoltre distinguere popolazioni rispetto alle presumibili
professioni (avvocati nei pressi di studi legali, operai all'uscita di una fabj
II confine è ciò che, tìsicamente e simbolicamente, delimita un ambito locale. brica) o rispetto alle funzioni (i genitori davanti a una scuola materna, i tifosi
Un confine può dunque essere tìsicamente rilevabile e consistere in uno o a una partita di calcio). Diversi tipi di popolazioni possono leggere un terri-
più elementi fisici che fungono da separazione (un corso d'acqua, un muro, torio (comportandosi di conseguenza) secondo modalità tra loro differenti:
una linea ferroviaria, una serie di edifìci ecc.). Li tal caso, dunque, il confine ad esempio, per una popolazione di turisti possono essere vissuti come luo-
si avvicina a quello che Lynch (1960) chiama "margine-barriera". Tuttavia, ghi di ribalta quelli che invece i residenti possono vivere come luoghi di re-
esso può anche essere immateriale e rappresentare quel limite oltre il quale si troscena (concetti questi trattati tra breve), o viceversa.

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! Cicli temporali all'osservazione e all'altrui giudizio; e, da parte degli altri attori sociali, la
percezione di quella come una sorta di "zona franca". Un tipico esempio, in
Un ciclo temporale indica il corso di un evento ricorrente per giungere al questo senso, può essere fornito da una panchina posta ai margini di un'area
suo completamento. I cicli possono essere giornalieri, settimanali, mensili, verde e parzialmente nascosta da una siepe: uno spazio di ribalta (per defini-
stagionali. Si pensi ad esempio al ciclo di una piazza destinata al mercato in zione, in quanto spazio pubblico, aperto) che può essere soggettivamente
un determinato giorno della settimana o al mercatino delle pulci una dome- percepito come retroscena, sia da particolari categorie di soggetti (ad esem-
nica al mese. Oppure si pensi all'utilizzazione del sagrato di una chiesa e a pio fidanzati, spacciatori ecc.) sia dai passanti.
quella corrispettiva del vicino oratorio. Oppure all'utilizzazione di un giardi-
no: al mattino presto proprifetari di cani, poi mamme e bambini piccoli; al Affordance
pomeriggio pensionati, ragazzi; alla sera popolazioni miste; di notte traffici
illegali. Neologismo inglese, introdotto dalla cosiddetta Teoria ecologica della perce-
zione di Gibson (1979) e ripreso da vari autori. Esso deriva dal verbo to
Ribalta (Front Regton)/Retroscena (Back Region) afford, che significa "consentire" o anche "permettersi", e sta ad indicare le
opportunità che un ambiente, o un oggetto, può offrire a chi lo esplora. Le
Concetti coniati da poffman (1959), nel quadro di un'interpretazione della affordances che un ambiente contiene si rivelano ai soggetti per mezzo delle
vita quotidiana degli esseri umani in cui si fa ricorso a metafore tratte da informazioni percettive che essi traggono dall'ambiente stesso; informazioni
situazioni teatrali. Le zone di ribalta sono quelle in cui i soggetti interagisco- che consentono di dirigere selettivamente l'attenzione verso alcuni oggetti,
no seguendo norme sociali di comportamento dotate di maggiore formalità e scoprendone l'utilità. Per fare un esempio, il viaggiatore stanco e accaldato
ufficialità, codici che impongono un uso corretto del linguaggio, condotte e che percorre il piazzale di una stazione mai visitata in precedenza ricava im-
posture decorose ecc. Tipiche zone di ribalta sono, ad esempio, i luoghi mediatamente alcuni stimoli percettivi, che lo conducono a dirigere l'atten-
pubblici, di lavoro, in cui le persone devono seguire codici di comportamen- zione verso alcuni punti dello spazio, ove può cogliere la presenza di ele-
to più rigidamente legati a ben precise aspettative da parte degli attori sociali menti che possono soddisfare le sue esigenze (una panchina al fresco, una
circostanti: così, ^ad esempio, su un autobus pubblico, oltre alle norme scrit- fontanella, un bar). Secondo Gibson, la capacità di cogliere opportunità in
te, vi è un complesso di norme sociali (non scritte) che regolano la convi- un ambiente dipende dal fatto che i nostri sensi si sono affinati in modo tale
venza dei passeggeri e i loro comportamenti su un mezzo pubblico e che da permetterci la sopravvivenza nell'ambiente. Tuttavia, le qualità proprie di
vietano il mantenimento di determinate posture troppo disinvolte, distanze un particolare ambiente possono favorire oppure ostacolare il processo di ri-
troppo ridotte e intime tra le persone (che farebbero immediatamente scatta- conoscimento delle affordances'. per restare all'esempio precedente, il viaggia-
re sanzioni sociali, quanto meno di riprovazione generale da parte degli altri tore può accorgersi della presenza del bar solo se questo si trova in un ango-
passeggeri). Le zone di retroscena, viceversa, sono quelle in cui le persone si lo adeguatamente visibile, se è dotato di insegne e così via. fl contrario di
possono comportare in modo maggiormente informale e spontaneo. Tipico affordance è misaffordance: il termine sta ad indicare un'opportunità raggiun-
esempio di zona di retroscena è costituito dalla propria abitazione, in cui un gibile con difficoltà, o la presenza di ambiguità o di conflitti spaziali che fru-
individuo sa di potersi comportare più liberamente, non visto da estranei ma strano i tentativi di esplorazione o che forniscono informazioni inadeguate e
al massimo dai familiari, e quindi agisce di conseguenza (ad esempio può fuorvianti. Un servizio aperto al pubblico, ma posto in un tratto di via mal
permettersi di vestirsi in mode i trasandato, di girare per casa semisvestito, di illuminato, è da ritenersi una misaffordance e così pure l'ingresso mal curato
commentare liberamente persone, fatti, situazioni). Naturalmente spazi che e poco visibile di un'area verde, che lascia dubbi sulla qualità del suo inter-
normalmente sono di retroscer a possono - in alcuni casi o in particolari mo- no e sull'affidabilità dei suoi frequentatori.
menti della giornata, della settimana, dell'anno - trasformarsi in spazi di ri-
balta; o, in ìltri termini, creare al proprio interno dei sottoambiti di ribalta: Riferimenti bibliografici
ad esempio un alloggiò privato (spazio]di retroscena per definizione) può ve-
dere trasformate alcune stanze (ad esempio il salotto) in spazi di ribalta du- AUGE M. (1992), Non-lieux, Seuil, Paris (trad. it. Eléuthera, Milano 1993).
rante ricevimenti o feste con gli amici. Va tenuto poi presente che i concetti BAGNASCO A. (1994), Fatti sodali formati nello spazio, Angeli, Milano.
di ribalta e di retroscena si costruiscono e si articolano secondo una duplice BAILEY K. D. (1995), Metbods of Social Research, The Free Press, New York
dimensione, da un lato di tipo fisico, dall'altro di tipo psicologico-percettivo. (trad. it. il Mulino, Bologna 1995).
Perché possa originarsi uno spazio di retroscena, occorre in genere la pre- •I BONTE p., IZAED M. (1991), Dictionnaìre de l'ethnologie et de l'anthropologie,
senza di qualche tipo di barriera (materiale, ma talvolta anche di tipo imma- PUF, Paris.
teriale), che permetta ai soggetti di "sentirsi al riparo", non sottoposti cioè BRUNETTA G. (1997), Giochi negoziali nelle politiche urbane, Alinea, Firenze.

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