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L’Arte Informale

L’informale è la risposta artistica che la Vecchia Europa da alla profonda crisi morale, politica e ideologica
conseguente alla fine della Seconda guerra mondiale. Sviluppatosi tra gli anni 50 e 60 l’Informale, come
suggerisce il nome, si pone in forte contrasto a tutto ciò che è riconducibile a una forma, che sia esso
figurativo o astratto, rivisitando alcune Avanguardie come il Dada e l’Espressionismo.
Nell’informale si enfatizzeranno in modo particolare:
 il gesto ( Arte gestuale) il valore artistico si trasferisce sul gesto stesso e non sul prodotto finale.
 la materia (Arte materica) il valore artistico viene trasferito alla materia e ai lori diversi
accostamenti.

Espressionismo astratto
L’arte informale statunitense viene definita nel suo insieme come Espressionismo Astratto, ovvero una
forma d’arte prettamente astratta contraddistinto dalla virulenza del colore, sviluppatasi intorno agli anni
50.
All’interno di questo movimento possiamo individuare due correnti principali:
 Action painting che possiamo tradurre in pittura d’azione, ha come massimo esponente Jackson
Pollock, che metterà a punto la sua particolare tecnica del dripping (sgocciolare)che consiste nel far
sgocciolare la pittura a terra sulla tela con gesti decisi. Nell’Action Painting assume fondamentale
importanza non tanto l’opera finita ma il gesto che lo ha generato, considerato come unico vero
momento creativo.

Jackson Pollock, Pali blu, 1953, olio e smalto sintetico su tela.


 Colorfield painting cioè la pittura per campi
o bande di colore sovrapposte. A differenza
dell’Action painting dove è il gesto ad
assumere valore, nel Colorfield Painting è
la qualità del colore e la sua intrinseca
capacità di provocare emozioni che viene
esaltato. Il massimo esponente di questa
corrente è Mark Rothko.

Mark Rothko, Violet, Black, Orange, Yellow, 1949, olio su tela

New Dada
Il New Dada è un movimento artistico sorto negli anni 50 negli USA che concentra la sua ricerca sulla
riscoperta dei materiali di recupero, privi di valore estetico ma esaltati da mezzi di comunicazione di massa,
questo binomio tra oggetti-mass media avrebbe poi posto le premesse per le POP ART.
Tra i maggiori esponenti del New Dada abbiamo:
 Robert Rauschenberg con i suoi combin paiting, ovvero assemblaggi di materiali di varia natura
associati al colore, in modo da fondere pittura e scultura
 Jasper Johns che si interessa a oggetti elementari, simbolici e riconoscibili come la bandiera
americana, mappe geografiche ecc… raffigurati come elementi astratti, quindi svuotati del loro
significato originario

Robert Rauschenberg , Bed, 1955, Combine painting, olio e matita,


trapunta cuscino e lenzuolo su supporto in legno,

Jasper Johns , Flag, 1955, Encausto, olio e collage su tessuto.


POP ART
La pop art è una corrente artistica della seconda metà del XX secolo che deriva dalla parola inglese
"popular art", ovvero arte popolare. La pop art è un movimento artistico che è emerso a metà degli anni
cinquanta in Gran Bretagna ( con l’opera di Richard Hamilton Just what is it that makes today’s homes so
different, so appealing?) e all'inizio degli anni sessanta negli Stati Uniti. Mentre l’espressionismo astratto
rimase una esperienza artistica molto intellettuale, la Pop Art aveva come obiettivo di coinvolgere le masse
e poiché le masse non hanno volto, l’arte che le esprime deve essere il più possibile anonima.
La sfrontata mercificazione dell’uomo moderno, l’ossessivo martellamento pubblicitario, il consumismo e il
fumetto come unica forma di comunicazione scritta, sono i fenomeni da cui la Pop Art attinge.
In un mondo dominato dal consumo, la pop art respinge la depressione dell'interiorità e dell'istintività e
guarda, invece, al mondo esterno, al complesso di stimoli visivi che circondano l'uomo contemporaneo, È
infatti un'arte aperta alle forme più popolari di comunicazione come la pubblicità e i quadri riprodotti in
serie… attingendo i propri soggetti dall’universo quotidiano, che fossero quindi noti e riconoscibili
sfruttando lo stesso linguaggio.
I maggiori rappresentanti del genere furono:
 Roy Lichtenstein, che si richiamò al mondo dei fumetti
 George Segal, che costruì a grandezza naturale figure in gesso colte in gesti di vita quotidiana
 Claes Oldenburg, che riprodusse in grande scala beni di consumo, o fece apparire molli e quasi in
decomposizione oggetti tecnologici
 James Rosenquist, con i suoi enormi cartelloni pubblicitari.
 Andy Warhol, maestro indiscusso della Pop Art, fu anche regista cinematografico, che trasformò
l'opera d'arte da oggetto unico in un prodotto in serie, come nella celebre serie dei barattoli di
minestra Campbell, con la quale egli confermò, di fatto, che il linguaggio della pubblicità era ormai
diventato arte e che i gusti del pubblico si erano a esso uniformati e standardizzati.

Andy Warhol
Andy Warhol (Pittsburgh, 6 agosto 1928 – New York, 22 febbraio 1987) è stato un pittore, scultore, regista,
produttore cinematografico, direttore della fotografia, attore, sceneggiatore e montatore statunitense,
figura predominante del movimento della Pop art e tra gli artisti più influenti del XX secolo. Warhol mostrò
subito il suo talento artistico, e studiò arte pubblicitaria al Carnegie Institute of Technology, l'attuale
Carnegie Mellon University di Pittsburgh. Dopo la laurea, ottenuta nel 1949, si trasferì a New York. La
"grande mela" gli offrì subito molteplici possibilità di affermarsi nel mondo della pubblicità, lavorando per
riviste come Vogue e Glamour. Tra il 1962 e 1l 1963 Warhol affitta una grande mansarda dove riunisce una
serie eterogenea di collaboratori, nasce così la Factory, un luogo di sperimentazione artistica
d’avanguardia. La sua attività artistica conta tantissime opere, che produceva in serie con l'ausilio
dell'impianto serigrafico.
La ripetizione era il suo metodo di successo: su grosse tele riproduceva moltissime volte la stessa immagine
alterandone i colori (prevalentemente vivaci e forti). Prendendo immagini pubblicitarie di grandi marchi
commerciali (famose le sue bottiglie di Coca Cola) o immagini d'impatto come incidenti stradali o sedie
elettriche, riusciva a svuotare di ogni significato le immagini che rappresentava proprio con la ripetizione
dell'immagine stessa su vasta scala, non risparmiando nemmeno i volti famosi del cinema, della musica o
della politica, trattati allo stesso modo di oggetti pronti per essere consumati.
La sua arte, che portava gli scaffali di un supermercato all'interno di un museo o di una mostra d'arte, era
una provocazione nemmeno troppo velata: secondo uno dei più grandi esponenti della Pop Art l'arte
doveva essere "consumata" come un qualsiasi altro prodotto commerciale.
E' proprio questo il significato della Pop Art: l'arte che guarda alle masse, alla società. Egli dice: " anche in
un oggetto quotidiano a cui nessuno attribuisce importanza c’è della meraviglia e esso può diventare un'
opera d' arte".

Andy Warhol, Green Coca Cola bottles, 1962, olio su tela Andy Warhol, Campbell’s soup, 1968, serigrafia su tela

Andy Warhol, Marilyn, 1967, serigrafia su tela

Andy Warhol, Sedia elettrica, 1971, serigrafia su tela

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