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“INFERMIERE DI CAMERA OPERATORIA:

CHIRURGIA GENERALE,
AMBULATORIALE E DAY SURGERY”

PROF. MARCO DE FAZIO


Università Telematica Pegaso Infermiere di camera operatoria chirurgia:
chirurgia generale ambulatoriale e day surgery

Indice

1 INTRODUZIONE -------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 3
2 INFERMIERE DI CAMERA OPERATORIA: CHIRURGIA GENERALE -------------------------------------- 5
2.1 FASE PREOPERATORIA --------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 5
2.2 FASE INTRAOPERATORIA ------------------------------------------------------------------------------------------------------------ 8
2.3 PROFILASSI DELLE INFEZIONI IN SALA OPERATORIA --------------------------------------------------------------------------11
3 INFERMIERE DI CAMERA OPERATORIA: CHIRURGIA AMBULATORIALE --------------------------- 13
3.1 VANTAGGI DELLA CHIRURGIA AMBULATORIALE ------------------------------------------------------------------------------13
4 INFERMIERE DI CAMERA OPERATORIA: DAY SURGERY --------------------------------------------------- 15
4.1 FINALITÀ DELLA DAY SURGERY: -------------------------------------------------------------------------------------------------15
4.2 VANTAGGI DELLA DAY SURGERY: ----------------------------------------------------------------------------------------------16
BIBLIOGRAFIA --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 19

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente
vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore
(L. 22.04.1941/n. 633)

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chirurgia generale ambulatoriale e day surgery

1 Introduzione
L’ infermiere di camera operatoria impegnato in Chirurgia generale, in Chirurgia

Ambulatoriale o day Surgery è chiamato a rispondere con competenze specifiche a ciascuna delle

mansioni caratterizzanti tali settori. Minimo comune denominatore risulta essere il nursing

perioperatorio, sebbene con delle peculiarità che nel corso della presente trattazione saranno

dettagliate. Per nursing perioperatorio si intende “ l’ampia gamma di funzioni attribuite

all’infermiere che assiste il paziente sottoposto ad intervento chirurgico” ed è distinto in tre fasi:

preoperatoria, intraoperatoria e postoperatoria. Ciascuna di queste fasi inizia e termina in un

particolare momento della sequenza degli eventi che definiscono l’intervento chirurgico e ciascuna

implica comportamenti precisi da attuare durante l’erogazione dell’assistenza. Questa ha come

epicentro il paziente e i suoi bisogni sono considerati in primo piano. L’infermiere è responsabile

della sicurezza e del benessere del paziente, svolge e coordina le molte attività del personale, cura

l’igiene degli ambienti e collabora con l’anestesista e con il chirurgo per garantire un esito positivo

dell’intervento. L’infermiere di camera operatoria è una figura tradizionale che differisce

dall’infermiere inserito in una équipe di reparto, ed altrettanto dicasi per l’ infermiere impegnato in

day surgery o chirurgia ambulatoriale. A questo proposito va sottolineato che da qualche tempo in

tutti i sistemi sanitari dei Paesi ad economia avanzata, indipendentemente dal prevalere

dell’orientamento pubblico o privatistico dei sistemi, sono state sviluppate politiche orientate a

determinare un progressivo trasferimento di prestazioni dall’assistenza ospedaliera a quella

extraospedaliera territoriale e domiciliare. Tale fenomeno è stato possibile grazie a straordinari

progressi ottenuti in campo medico, chirurgico ed anestesiologico, che hanno consentito di trasferire

molte prestazioni, tradizionalmente erogate in regime di ricovero ospedaliero continuativo, in

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modelli assistenziali a minore intensività quali il day-surgery, il day hospital e l’assistenza

ambulatoriale, a parità di efficacia e sicurezza.

Obiettivo di tale processo è stato la ridefinizione del ruolo dell’ospedale quale luogo di cura

ad elevata tecnologia, destinato al trattamento di pazienti che necessitano di livelli assistenziali di

elevata e media intensità. Tale strategia ha consentito ovunque una certa riduzione del numero dei

posti letto ospedalieri e degli stessi ospedali, con un miglioramento dell’efficienza di sistema. Va

sottolineato che le motivazioni che hanno promosso la deospedalizzazione, pur essendo

prevalentemente di natura economica, possono contribuire ad attenuare la tendenza alla

istituzionalizzazione dei soggetti cronici, ed a sperimentare nuovi modelli assistenziali spostati

verso il segmento delle cure primarie, che sembrano non solo più efficienti, ma anche più adeguati.

In questa lezione sarà evidenziato nello specifico il ruolo dell’ Infermiere professionale in

queste diverse realtà onde fornire gli strumenti necessari per svolgere mansioni caratterizzanti

ciascun ambito: Chirurgia generale, Chirurgia ambulatoriale e Day Surgery.

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2 Infermiere di camera operatoria: chirurgia


generale
L’infermiere di camera operatoria svolge essenzialmente il ruolo di infermiere di sala,

strumentista, o assistente di anestesia nei centri ove è prevista tale figura ed assiste il paziente in

tutto il percorso perioperatorio.

2.1 Fase preoperatoria


Nella fase preoperatoria la verifica e la registrazione dei dati anagrafici e nosografici, la

registrazione dei dati relativi alle condizioni generali del paziente sono indispensabili al fine

dell’individuazione dei bisogni ed alla definizione del rischio operatorio. Di seguito una

schematizzazione dei punti principali i di questa fase, con una descrizione più dettagliata tra quelli

che sono alcuni degli elementi salienti:

• Verificare l’identità del paziente

• Verificare Tipo e sede di intervento chirurgico

• Assicurare rimozione di gioielli, protesi dentarie, occhiali

• Valutare anamnesi di allergie

• Verificare vestiario idoneo

• Verificare lo stato di digiuno

• Controllare la documentazione clinica

• Verificare che ci sia consenso Informato firmato da medico e paziente

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• Eventuale tricotomia: Questa aumenta il rischio di infezione del sito chirurgico, ne

viene quindi suggerito l’abbandono. Quando necessaria deve essere eseguita immediatamente prima

dell’intervento con rasoio elettrico; questo è associato ad un minor tasso di infezione di ferita.

• Verificare disponibilità di sangue o emocomponenti

• Praticare emogas arteriosi, prelievi venosi

• Somministrare farmaci e Sorvegliare risposta a terapia di supporto (emotrasfusioni,

farmaci…)

• Assistere l’anestesista durante le manovre e le procedure anestesiologiche

(posizionamento cateteri venosi, intubazione tracheale) Sorvegliare la regolarità del funzionamento

degli apparecchi di respirazione automatica, di monitoraggio, di emorecupero di sangue

intraoperatorio, del broncoscopio, delle lame del laringoscopio..

• Controllare il corretto posizionamento del paziente sul letto operatorio:

La posizione che il paziente deve assumere durante l’intervento dipende essenzialmente da

due fattori, che sono il tipo di intervento che deve essere eseguito e le condizioni generali del

paziente. Ad ogni modo, spetta al chirurgo indicare quale sia la posizione in cui porre il paziente,

ossia quella che gli permetta di lavorare più comodamente. Generalmente, il paziente viene posto

dapprima in posizione supina sul letto operatorio, per essere poi correttamente posizionato solo

dopo che l’anestesista abbia indotto lo stato di incoscienza. Il posizionamento deve essere eseguito

in maniera tale che l’area chirurgica sia esposta in modo adeguato. Nel contempo la posizione deve

essere comoda e confortevole, sia che il paziente sia vigile che addormentato. Particolare attenzione

deve essere posta nel non provocare pressioni sui vasi o sui nervi, onde evitare problemi di

perfusione o paralisi. Una volta assunta, la posizione può essere mantenuta mediante appositi

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presidi (cinghie, sostegni, cuscini, ecc.), posti in modo che assicurino la stabilità senza

compromettere la comodità. Differenti tipi di posizionamento riguardano:

Posizione supina: il paziente è sdraiato sul dorso, con un braccio lungo il lato del tavolo e

l’altro abdotto a formare con il tronco un angolo di 90°, per permettere la terapia infusionale.

Questa posizione viene utilizzata nella maggior parte degli interventi addominali.

Posizione di Trendelenburg: è solitamente utilizzata per gli interventi alla parte inferiore

dell’addome ed alla pelvi; si riesce ad ottenere una buona esposizione in quanto si provoca lo

spostamento dell’intestino verso la parte superiore dell’addome. In questa posizione la testa e le

spalle sono più basse rispetto all’addome. Il paziente viene tenuto fermo con sostegni imbottiti posti

a livello delle spalle, posizionati assicurandosi che non comprimano il plesso brachiale.

Posizione litotomica: necessaria per gli interventi effettuati nell’area perineale, rettale e

vaginale. Il paziente è supino con le gambe e le cosce flesse; la posizione è mantenuta tale mediante

l’utilizzo di “gambali”.

Posizione per interventi renali: il paziente viene collocato sul fianco dal lato non operatorio,

ed il tavolo viene snodato all’altezza della regione lombare in maniera da elevare il livello del rene

ed aumentare lo spazio tra le coste inferiori e la pelvi. La gamba superiore è stesa, quella

inferiore è flessa all’altezza del ginocchio e dell’anca; tra le gambe è posto un cuscino.

• Garantire il corretto posizionamento della piastra dell’elettrobisturi

• Sorvegliare i parametri vitali (pressione arteriosa, PVC, frequenza cardiaca,

respiratoria ) durante l’ intervento, nell’immediato periodo post operatorio e in sala risveglio.

• Posizionare agli arti inferiori fasce e/o altri presidi per prevenzione eventi

tromboembolici

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• Assicurare l’accesso venoso: Può essere posizionato prima dell’intervento chirurgico

o in sala operatoria; consente somministrazione di liquidi ed elettroliti, farmaci, prodotti ematici.

Può essere un accesso venoso periferico o centrale

2.2 Fase intraoperatoria


Nonostante il silenzio legislativo e regolamentare si delineano le seguenti attribuzioni di cui

l’infermiere è responsabile della corretta preparazione all’atto chirurgico:

• Lavaggio antisettico delle mani: Questa tecnica è stata riconosciuta come uno dei

primi e principali sistemi per il controllo delle infezioni. La cute delle mani, infatti, ospita numerosi

microrganismi: i microrganismi residenti appartengono alla flora cutanea normale e sono

commensali del tutto innocui, benché possano diventare agenti patogeni opportunisti in soggetti

predisposti quali, appunto, i pazienti chirurgici.. Per questo motivo le mani fungono come

principale veicolo di infezione. Il lavaggio delle mani si distingue in sociale, antisettico, chirurgico.

Il lavaggio antisettico è da praticare prima di eseguire procedure invasive o manovre che richiedono

una procedura asettica, dopo il contatto con ferite infette e con oggetti contaminati da sangue o altro

(secreti, escreti) e, in generale, nei reparti ad alto rischio quali le sale operatorie o le terapie

intensive. Il lavaggio chirurgico è indispensabile prima di prendere parte ad un intervento

chirurgico e prima di procedere alla vestizione sterile. Ciò che contraddistingue tra loro le tre

tecniche sono il grado di decontaminazione della cute che si riesce ad ottenere, partendo da un

grado accettabile per il lavaggio sociale ed arrivando ad un grado assoluto per il lavaggio

chirurgico, ed i tempi necessari per l’effettuazione: 2-3 minuti per il lavaggio sociale, 3-4 minuti per

il lavaggio antisettico e 7-8 minuti per quello chirurgico. Comuni, invece, sono alcune norme

generali che riguardano indicazioni come mantenere le unghie corte, pulite e prive di smalto, non

indossare anelli o bracciali in quanto trattengono lo sporco e l’umidità ed impediscono una corretta

asciugatura e mantenere la cute integra ed idratata.


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• Vestizione sterile: L’infermiere strumentista è generalmente il primo operatore a

mettere in atto queste procedure e deve utilizzare una tecnica autonoma. Gli altri operatori,

invece, saranno aiutati nella vestizione dall’infermiere strumentista stesso. Un altro infermiere,

cosiddetto “fuori campo”, prende parte alle operazioni di preparazione ponendo la biancheria

sterile, con tecnica asettica, ed allacciando i camici che vengono indossati.

La distinzione fondamentale tra le zone sterili e quelle non sterili deve essere rispettata, ed

ogni operatore deve avere coscienza dei movimenti che gli sono concessi nelle rispettive zone: un

operatore “fuori campo” non accede alle zone sterili in quanto può contaminarle; un operatore

“vestito” rimane entro le zone sterili perché non deve contaminarsi. Il materiale occorrente agli

operatori vestiti viene fornito dall’infermiere fuori campo secondo scrupolose tecniche asettiche.

Una volta porto il camice sterile all’infermiere che ha terminato il lavaggio chirurgico,

questi lo afferra saldamente per la parte più alta, corrispondente colletto. Il camice, infatti, è

piegato in maniera tale che si presenti con la parte superiore rivolta verso l’operatore e mostri

inoltre la superficie interna, in quanto è la parte da non considerare sterile. Dispiegato il camice, le

braccia, tenute sollevate, vengono fatte scivolare entro le maniche. L’infermiere fuori campo può

prestare aiuto penetrando con le braccia dal retro del camice e tirando, dall’interno, le maniche,

prima di procedere alla legatura mediante i nastri situati sul retro all’altezza del colletto e della

cintola. Calzato il camice, si procede ad infilare i guanti sterili. Questi sono contenuti in confezioni

sterili e sono piegati con un risvolto nella parte distale, o polsino, in maniera tale che la superficie

che mostrano sia la parte interna, non considerata sterile. Le operazioni da eseguire sono:

-afferrare il primo guanto con la mano opposta a quella che lo deve calzare, toccando solo

la parte interna del polsino;

-infilare il guanto lasciando il polsino rovesciato;

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-con la mano guantata, afferrare il secondo guanto inserendo le dita sotto il polsino, ossia

toccando solo la parte esterna del guanto, considerata sterile;

-inserire il guanto e rovesciare il polsino sopra la manica del camice;

-procedere a quest’ultima operazione anche con il polsino della mano opposta.

• Utilizzo della maschera in modo che copra completamente naso e bocca

• Utlizzo del copricapo in modo che copra tutti i capelli

• Mantenimento della sterilità della sua persona e della rilevanza di eventuali manovre

e movimenti non sterilSterilità del contenuto del tavolino chirurgico

• Vestizione sterile del chirurgo

• Scelta dei ferri chirurgici e dei fili (in collaborazione con il chirurgo)

• Conoscenza dei tempi chirurgici “sporchi” e “puliti”

• Conta delle garze e dei ferri (in collaborazione con il chirurgo)

ATTENZIONE: Lo Smarrimento o dimenticanza di corpi estranei nell’organismo è uno dei

principali incidenti operatori. Per corpi estranei si intendono: garze, tamponi, lunghette, pezze

laparotomiche, ferri chirurgici o parti di essi.

a) Come evitare il rischio di dimenticanza di corpi estranei nella cavità addominale?

Metodi rigorosi di controllo: check List:

o Scheda di accesso alla sala operatoria

o Scheda di intervento

o Scheda di uscita dalla sala operatoria

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b) Come prevenire l’ errore?

o Contenitori metallici a norma per ogni intervento; ogni contenitore è contraddistinto

da un numero identificativo e deve sempre essere accompagnato da un elenco in cui è riportato:

Nome dei ferri contenuti

Quantità dei ferri contenuti

Data della sterilizzazione

La firma di chi ha confezionato il kit

La firma dell’ addetto alla sterilizzazione del kit

o Conta dei ferri utilizzati da parte dello stesso strumentista e deposito nel contenitore

firmando il foglio di controllo

Conta delle garze a fine intervento

Impiego al tavolo operatorio solo di garze marcate con filo radiopaco

Uniformità di procedure nei diversi poli chirurgici

Registro operatorio: Il registro operatorio non è previsto da un’apposita fonte legislativa. È il

verbale di ogni intervento. Costituisce parte integrante e rilevante della cartella clinica. Rappresenta

la verbalizzazione di un’attività di diagnosi e cura da trascrivere successivamente in cartella clinica

2.3 Profilassi delle infezioni in sala operatoria


Il mantenimento di un ambiente asettico, la creazione di zone circoscritte completamente

sterili e l’osservanza di tecniche igieniche fondate sulle regole di asepsi chirurgica, sono compiti

che rientrano tra le responsabilità dei membri dell’équipe chirurgica e che vengono attuati

nell’ambito del programma per il controllo delle complicanze. In tutte le fasi dell’intervento

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chirurgico ogni operatore deve porsi come priorità la prevenzione di complicanze. D'altronde la

probabilità di infezioni è notevolmente ridotta se viene attuata una stretta osservanza dei principi di

asepsi durante la preparazione del paziente, durante l’intervento e durante le fasi successive.

Sebbene l’insorgenza di infezioni postoperatorie possa comunque verificarsi a causa della flora

batterica residente sulla cute del paziente o per infezioni latenti preesistenti, al personale di sala

operatoria spetta il compito di ridurre al minimo il rischio che questo accada. Di fondamentale

importanza risulta essere la distinzione tra le diverse aree, con riferimento alla sterilità, all’interno

della sala operatoria e la conseguente definizione dei ruoli. Infatti, è indispensabile che ogni

operatore all’interno della camera operatoria sappia quali siano le zone cui ha accesso, quali

movimenti gli sono permessi, quali tecniche deve adoperare e sappia discernere i comportamenti

igienicamente corretti da quelli scorretti. Questo per garantire il miglior risultato dell’intera équipe

chirurgica, misurato in termini di buona riuscita dell’intervento, diminuzione dell’incidenza delle

complicanze postoperatorie, diminuzione dei giorni di degenza ospedaliera, diminuzione dei giorni

di convalescenza, diminuzione della spesa ospedaliera: il tutto a vantaggio del paziente sottoposto

all’intervento.

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3 Infermiere di camera operatoria: Chirurgia


ambulatoriale
Chirurgia Ambulatoriale: outpatient surgery o same-day surgery o office-based surgery

Possibilità clinica, organizzativa ed amministrativa di effettuare interventi chirurgici, o

anche procedure diagnostiche e/o terapeutiche invasive o semi invasive, in regime ambulatoriale,

con permanenza nella struttura limitata alle sole ore del giorno. Prevede attività chirurgiche

mininvasive, erogate in regime di Ambulatorio Divisionale, che non necessitano, in linea di

massima, di esami di laboratorio o strumentali ( in alcune circostanze, però, l’operatore potrà

richiederli, con impegnativa SSN, sulla base di situazioni contingenti) né dell’assistenza diretta

dell’anestesista, che però deve essere presente nel Presidio Ospedaliero, garantendo un rapido

intervento in caso di situazioni di emergenza.

3.1 Vantaggi della Chirurgia Ambulatoriale


• Bassi costi di gestione

• Maggiore “governabilità” delle macrofasi del processo e dei rispettivi costi e, quindi,

maggiore produttività

• Riduzione delle liste d’attesa

• Migliore compliance per il paziente

Oltre alle mansioni assistenziali di sua competenza, nell’ ambito della Chirurgia

Ambulatoriale:

• L’infermiere può accettare la prenotazione per la prima visita ( in alternativa all’

operatore del CUP, che inserisce il nominativo del paziente nell’agenda delle prenotazioni seguendo

l’ordine cronologico).

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• L'infermiere o il Chirurgo al termine della prima visita (o al termine di eventuale

successiva visita per valutazione di esami richiesti) effettuano direttamente la prenotazione

dell'intervento e informano l'utente sull'importo e le modalità di pagamento dell'eventuale ticket

• L’ infermiere o il chirurgo comunicheranno al paziente la data per il controllo

successivo, finalizzata alla rimozione dei punti o alla revisione della ferita e/o comunque al

controllo previsto. Pur trattandosi comunque di interventi chirurgici meno invasivi ed eseguiti a

livello ambulatoriale o di Day Surgery, è assolutamente indispensabile, così come per la Cartella

Clinica Chirurgica, predisporre, riempire e conservare, in una Cartella Dedicata, tutta la

documentazione relativa a:

• Preparazione del paziente pre intervento

• Esami propedeutici

• Informative e Consensi Informati

• Regole di sicurezza (marcatura del sito profilassi antibiotica, misure particolari in

caso di allergie, Dispositivi impiantati

 Medicazioni e/o controlli post-intervento

• Istruzioni al paziente sul seguito a domicilio

• Esami istologici sui campioni prelevati

• Somministrazione di anestetici locali

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4 Infermiere di camera operatoria: day surgery


Per Day Surgery si intende la possibilità clinica, organizzativa ed amministrativa di

effettuare interventi chirurgici, o anche procedure diagnostiche e/o terapeutiche invasive o semi

invasive, in regime di ricovero limitato alle sole ore del giorno o, al limite, con un solo

pernottamento (one day surgery).

La day surgery è finalizzata al ricovero, di norma della durata inferiore alle 12 ore, di

pazienti che necessitano di prestazioni multiple e/o complesse di carattere diagnostico, terapeutico o

riabilitativo, le quali per la loro natura non possono essere eseguite a livello ambulatoriale, in

quanto richiedono un'osservazione medica e/o infermieristica protratta nell'arco della giornata e

come tale rappresenta un'alternativa alla degenza in regime ordinario. L'assistenza in regime di day

surgery comprende gli esami e le visite preoperatorie, l'intervento chirurgico ed i controlli

postoperatori. La day surgery in alcuni casi richiede il pernottamento in sede ospedaliera (one day

surgery). In tale evenienza il paziente viene dimesso entro le ore 9,00 del giorno successivo e non

necessita il ricovero ordinario.

4.1 Finalità della day Surgery:


• Migliorare l’appropriatezza, implementando modalità innovative di erogazione

dell’assistenza

• Riprogettare la struttura dell’offerta;

• Favorire l’accessibilità, sviluppare i percorsi assistenziali e la gestione

dipartimentale delle risorse;

• Migliorare la qualità dell’assistenza;

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• Favorire l’efficienza, ridurre i posti letto mantenendo o incrementando i dati di

attività;

• Limitare i costi di gestione e qualificare la spesa.

4.2 Vantaggi della Day Surgery:


• La day surgery consente economie di costo nell’ordine del 30% dei costi diretti

rispetto all’attività in degenza ordinaria; l’attività di day surgery erogata in freestanding units può

consentire economie di costo nell’ordine di un ulteriore 20% rispetto alla day surgery presso

strutture tradizionali

• Garantisce identiche condizioni di sicurezza per il cittadino e minor disagio connesso

all’intervento chirurgico

E' possibile individuare due diverse tipologie di day surgery:

• day surgery ad indirizzo prevalentemente diagnostico

• day surgery vera e propria: è destinata al ricovero di pazienti che necessitano di

intervento chirurgico

La Day Surgery come valore aggiunto nel percorso formativo e offerta per i pazienti

necessita di una particolare formazione. L’infermiere professionale riveste un ruolo preponderante

in tutte le fasi del processo assistenziale e deve acquisire:

• Competenze Assistenziali

• Competenze Relazionali

• Competenze gestionali e Organizzative

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Competenze Assistenziali:

 Autonomia e responsabilità, legata al pieno governo dei processi assistenziali

 Gestione dei percorsi diagnosticoterapeutici attivati da altri professionisti

 Valutazione efficacia dell’assistenza

Competenze Relazionali :

 Gestione della relazione educativa;

 Capacitàdi sviluppare relazioni con la persona assistita;

 Progettare i percorsi educativi rivolti alla persona ed ai familiari nelle fasi di

preospedalizzazione, ospedalizzazione e dimissione in un’ottica di continuità;

 Valutare l’efficacia dell’intervento educativo; Rilevazione di possibili complicanze

ed eventi avversi

Competenze Organizzative :

Pianificare e coordinare le fasi del processo assistenziale;

Garantire la continuità delle cure, favorire il lavoro d’équipee l’integrazione multi

professionale;

 Attivare e coordinare le risorse disponibili all’interno della rete assistenziale;

 Realizzare programmi di sviluppo delle buone pratiche

 Contribuire alla gestione del rischio clinico, utilizzando modalità di analisi reattive e

proattive.

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L’ infermiere della Day Surgery deve essere particolarmente motivato ed esprimere

volontariamente la propria scelta, dopo aver approfondito le caratteristiche del lavoro e

sperimentato le modalità operative.

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Bibliografia
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 F. Timmins, C Mccabe, Day Surgery: Contemporary Approaches to Nursing Care,

2009Blackwell

 R. Dionigi, Chirurgia, 2004, Masson

 M.E. Doenges, Piani di assistenza infermieristica, 2008 Edizioni Minerva Medica

 B.K.Timby, Fondamenti di assistenza Infermieristica, 2011 Mc Graw-Hill

 V. Pezzangora, Manuale di day surgery, 2005 Piccin-Nuova Libraria

 A.Gullo, Medicina perioperatoria, Terapia Intensiva , Emergenza, 2003 Springer

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(L. 22.04.1941/n. 633)

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