Sei sulla pagina 1di 256

I MANUALI DEL RADIOAMATORE

NERIO NERI I4NE

ANTENNE 2'VOLUME
progettazione e
costruzione

M M ffliC è C s,j.
PR O PR IE TÀ LETTER A R IA RISERVATA

Edizione a cura della Edizioni C&C srl


Via Naviglio 37/2 - 48018 Faenza (RA) - Tel. 0546/22112 - Fax 0546/662046
http://www.radiokitelettronica.it - E-mail: cec@edizionicec.it
Nonostante si tratti di
versione «integrata»
di stazione trasm ittente
(è la prima stazione
«portatile» usata da
G uglielm o M arconi negli anni
1895-96), è ben evidente l’an­
tenna a lastra m etallica
con relativa «discesa» al TX.

1
N E R IO N E R I I4NE

ANTENNE
2° VOLUME

progettazione e
costruzione
5a ristampa

S.rJ. - Faenza
4
PREFAZIONE (alla l a edizione)

La lunga gestazione di questo secondo vo­


lume del manuale «ANTENNE» è (ritengo)
comprensibilmente motivata dal lavoro di ri­
cerca, cernita e adattamento compiuto oltre
che sui testi più «dedicati» (manuali ARRE
ed RSG B) anche sulle più quotate riviste ita­
liane e straniere dagli anni 50 ad oggi.
Non si è voluto altresì produrre un 'accozza­
glia, seppur enciclopedica, di tipi e versioni,
bensì si è cercato di dare un inquadramento
organico alla vasta ed eterogenea materia in
modo che il tutto costituisca una esposizione
logica e consequenziale, e non già un mosai­
co informe di tessere.
Sono stati volutamente trascurati i tipi più
«esotici» o cervellotici di antenne, quelli cioè
(e ce ne sono tanti) la cui nascita è giustifi­
cata da esigenze particolari e personali e la
cui messa a punto può risultare fortunosa e
casuale, preferendo invece i tipi più classici e
sperimentati, il cui funzionamento può essere
studiato e sviscerato in ogni particolare, con
le ovvie garanzie di ripetibilità.
Sarò grato a tutti coloro che mi vorranno
segnalare errori, varianti o dimenticanze,
contribuendo così a migliorare un lavoro il
cui scopo finale dovrebbe essere la chiarezza
espositiva e la completezza di documentazio­
ne.

NERIO NERI I4NE


Ristampa di aprile 2015 Bologna aprile 2015

5
1 .

ANTENNE
FILARI E
OMNIDIREZIONALI

PRELIMINARI SULLE
ANTENNE A DIPOLO
L’ANTENNA LINEARE «SOTTILE»

Consideriamo un dipolo di lunghezza generi­


ca, cioè un’antenna simmetricamente ali­
mentata al centro con linea bilanciata (fig.
1-1/A).
Affinché l’antenna possa considerarsi «sotti­
le», il diametro del conduttore con cui è rea-

A) B)

Fig. I-I - D ipolo alim entato al centro cob lin ea bilan­


ciata: a) sottile; B) cilindrico.

7
Fig, 1-2 - Raffigurazione approssimata della distribu­ nusoidale di corrente, condizioni di spazio li­
zione di corrente in un’antenna sottile ali­ bero).
mentata al centro, di diverse lunghezze.
In fig. 1-4 sono rispettivamente riportati i
diagrammi polari del dipolo a mezz’onda
lizzata deve essere minore di 1/100 di lun­ (A), ad onda intera (B), ed a 3/2 À (C), indi­
ghezza d’onda; in tali condizioni, conseguen­ candone anche la larghezza del lobo d’irra­
za importante è che la corrente sul dipolo si diazione (a metà potenza); ricordiamo che il
distribuisce con andamento sinusoidale fascio di un dipolo elementare è considerato
(fig. 1-2). pari a 90°.
Riportando l’andamento dell’impedenza d’in­ Naturalmente sappiamo che, in tutti e tre i
gresso, o di alimentazione, al variare della casi, il vero diagramma spaziale è una figura
frequenza in apposito grafico (la lunghezza di rivoluzione attorno all’asse dell’antenna.
d’onda è indicata lungo la spirale in quàrti
d’onda in spazio libero), possiamo verificare
che essa è funzione della lunghezza del dipo­ L’ANTENNA' «CILINDRICA»
lo, espressa in À (fig. 1-3).
Poiché un’antenna si dice risonante quando Nel caso in cui l’antenna non sia sufficente-
la sua impedenza d’ingresso è una resistenza mente «sottile», e che quindi la distribuzione
pura, da tale figura notiamo che la risonanza di corrente sulla stessa non sia più sinusoida­
si verifica quando la spirale incrocia l’asse X le, lo studio si effettua attribuendo al con-
= 0; la prima risonanza si ha quando la lun­
ghezza ( di uno dei bracci è circa pari a À/4
(fi); la seconda si ha quando i è circa À/2; la
terza per ( circa pari a 3/4 À; e cosi via.
Risulta anche evidente che la resistenza d’ir­
radiazione, per dipoli lunghi un numero di­
spari di mezze lunghezze d’onda (f = À/4, e
3 À/4,...) è relativamente bassa, mentre per
dipoli lunghi un numero pari di À/4 tale resi­
stenza è piuttosto elevata.
Poiché è pratica comune far funzionare le
antenne alla risonanza, o nelle immediate vi­
cinanze, è importante determinare i valori
delle varie resistenze di risonanza; proprio
per questo motivo, il calcolo sarà esaminato
a fondo caso per caso.
Riepiloghiamo qui invece quello che è l’an­ Fig. 1-3 - Andamento dell’impedenza di alimentazione
damento del campo irradiato nei tre casi cita­ per un dipolo alimentato al centro, al variare
ti, riproducendone cioè i diagrammi d’irra­ della frequenza.
diazione teorici (filo sottile, distribuzione si­

8
d’impedenza (come al solito riportanti la
lunghezza dell’antenna in À di spazio libero)
risultano nettamente diverse fra di loro nei
due casi (f/a = 60 e £/a = 2000).
I procedimenti di calcolo, e di relativa rap­
presentazione grafica, si applicano allo stes­
so modo se si vuol ottenere l’impedenza di
uno stub cilindrico (o stilo verticale), su pia­
no di terra perfetto: basta per questo divide­
re per due i risultati delle complesse formule
risolutive.
Anche per questo caso riportiamo un esem­
pio fortemente indicativo in fig. 1-6.
Può essere infine interessante esaminare
l’evoluzione dei diagrammi d’irradiazione
all’aumentare del diametro del conduttore, e
cioè al diminuire del rapporto f/a; la situa­
zione complessiva è riportata in fig. 1-7.
La fila in alto rappresenta i diagrammi calco­
lati nel caso teorico di filo infinitamente sot­
tile; l’effetto principale dell'aumentato spes­
sore risulta essere un certo riempimento dei
minimi e, al contrario, la scomparsa di certi
lobi minori.

ANTENNE «ORIZZONTALI»
E «VERTICALI»

Un modo piuttosto generico ed un p o’ anti­


quato, seppure abbastanza diffuso, di suddi­
videre i vari tipi di antenna in raggruppa­
menti definiti, è quello che si rifà all’antenna
cosiddetta «hertziana» ed a quella cosiddetta
K g. 1-4 - Diagramma d ’irradiazione per un dipolo al «marconiana».
variare della lunghezza. La versione classica (in quanto originale)
dell’antenna hertziana è un elemento radian­
te, sotto forma di dipolo fortemente capaci­
duttore d’antenna un diametro ben preciso,
tivo; la capacità risulta principalmente con­
tutt’altro che trascurabile, e tenendone op­
centrata agli estremi, tanto da produrre una
portunamente conto nelle nuove modalità di
distribuzione di corrente sostanzialmente li­
calcolo. In questa nuova versione l’antenna
neare (fig. 1-8).
si indica come «cilindrica» ed è illustrata in
fig. 1-1/B. Infatti il radiatore di Hertz consiste in due
Le formule risolutive che consentono di cal­ brevi tratti conduttori rettilinei, portanti alle
colare l’impedenza d ’ingresso di un’antenna estremità centrali le sfere spinterometriche
di questo tipo (nonché della lunghezza di ri­ ed a quelle più esterne le lastre, a m o’ di ar­
sonanza) sono ora funzione, oltre che della matura di condensatore.
lunghezza del conduttore, anche del rappor­ L’evoluzione realizzativa ha poi portato al
to fra tale lunghezza ed il diametro dello dipolo quale conosciamo dalla fig. 1-1: la ri­
stesso. sonanza è ottenuta non più con capacità con­
A titolo d’esempio è riportato, in fig. 1-5, centrate agli estremi, bensì con opportuna
un grafico del tipo già visto in fig. 1-3 per lunghezza fisica del conduttore d’antenna,
due diversi valori lunghezza raggio; le spirali sul quale però non si ha più la distribuzione

9
Kg. 1-5 -
Grafico dell’impedenza dì alimentazione per
un dipolo cilindrico al variare della frequen­
za e riferito a due rapporti VA.

Fig. 1-6 -
Grafico dell’impedenza di alimentazione per
uno stilo verticale (come sopra).

10
lineare della corrente.
2 l’ =
A
2f = \ 2f = | - A • Comunque questo tipo d’antenna, sia esso
2 disposto orizzontalmente (versione più nor­
male) o verticalmente, è sempre dotato di
simmetria e non ha riferimento diretto col
terreno.
Contrasta invece con ciò l’altro tipo di an­
tenna, cosiddetta «Marconi», costituita da
un conduttore verticale direttamente monta­
to sul terreno, ed alimentato rispetto allo
stesso (quindi in modo assimmetrico).
Il termine di «antenna marconiana» si è poi
allargato a varie versioni, anche solo parzial­
mente verticali, cui si darà cenno negli appo­
siti capitoli.

Fig. 1-7 - Diagramma d’irradiazione di un dipolo di di­


verse lunghezze al variare del diametro.

Fig. 1-8 - Versione originale dell'antenna di tipo hertziano.

11
IL D IP O L O ORIZZONTALE

LE VERSIONI MONOBANDA reattiva dell’impedenza d’irradiazione, porta


ai seguenti risultati: la lunghezza complessi­
va L dei due bracci del dipolo è (con buona
IL DIPOLO A MEZZ’ONDA approssimazione)
Elementi di progetto. Come noto, s’intende
per dipolo a mezz’onda la classica versione L = f + f = 0,49À = 0,98 —;
2
di antenna alimentata al centro, aperta e co­
stituita da due bracci uguali; tale struttura, la resistenza d’irradiazione del dipolo è (sem­
inerentemente bilanciata (rispetto a terra), è pre con buona approssimazione):
una di quelle meno soggette a problemi d’ir­
Ri = 69 ^ 70 fi
radiazione da parte della linea di alimenta­
zione (in genere, a bassa impedenza), ed è Questi valori si riferiscono al caso del dipolo
meno sensibile di altre versioni filari (che ve­ sottile risonante (fig. 1-1/A).
dremo a suo tempo) alle differenti caratteri­ Nella pratica invece non capita mai, neanche
stiche del terreno o dei materiali sottostanti. con le versioni filari più lunghe, che l’anten­
Per l’esatto dimensionamento, consideriamo na possa veramente considerarsi «sottile»;
il dipolo quale schematizzato in fig. 1-1; ecco allora entrare in ballo il secondo fattore
sappiamo che la sua impedenza d’ingresso è riduttivo, quello appunto legato al rapporto
funzione, in primo luogo, della lunghezza lunghezza/diametro, il cui dimensionamento
complessiva dei due bracci (espressa in lun­ discende dallo studio del dipolo cilindrico
ghezza d’onda); in secondo luogo, essa è (fig. 1-1/B). Sempre per antenna in condizioni
anche funzione del rapporto fra la lunghezza di risonanza, il valore della resistenza d’irra­
ed il diametro del conduttore con cui è realiz­ diazione del dipolo risonante può essere
zato il dipolo stesso, ed infine (come vedre­ espresso, con buona approssimazione, dalla
mo) della spaziatura fra i due bracci. formula:
L’impedenza di terminazione di un dipolo li­
neare sottile (e quindi con distribuzione sinu­
soidale di corrente) lungo esattamente À/2 è
data dalla formula:
dove il termine Zc tiene appunto conto delle
Z; = 73,2 + j 42,5 fi modalità costruttive dell’antenna, essendo
espresso dalla formula:
Il primo termine, e cioè 73,2 fi, è il ben noto
valore dalla resistenza d’irradiazione del di­ 41 À
polo a mezz’onda; è tuttavia presente anche Zc = 120 I n ----- = 120 In —
una leggera parte reattiva, il che significa che c d d
un’antenna lunga esattamente À/2 non è per­ Quindi, tenendo conto del diametro con cui
fettamente risonante. vengono praticamente realizzati i dipoli (sia­
Per ottenere la esatta risonanza (col che si no essi in versione filare, oppure con tubo o
annulla appunto la reattanza induttiva altri­ tondino), il valore della Rj si abbassa, all’au-
menti in serie con Ri) occorre accorciare l’an­ mentare del diametro stesso, fin verso i 60fi
tenna di qualche percento; ciò comporta che (o anche meno).
anche la Ri sia leggermente meno dei 73,2 fi Anche la lunghezza del conduttore necessa­
teorici. ria affinché si verifichi realmente la risonan­
Ecco quindi che il primo coefficente di ridu­ za, sappiamo che è funzione delle modalità
zione, quello provocato dalla necessità di costruttive, non essendo più sinusoidale la
portare il dipolo a mezz’onda in condizioni distribuzione della corrente; il valore che
di risonanza appunto per annullare la parte corrisponde alla mezz’onda elettrica può es­

12
sere espresso dalla formula (approssimata):
2300
+
ZJ
Queste formule, tutto sommato neanche tan­
to complesse, consentono di introdurre, in
modo algebrico, i coefficenti di riduzione per
la lunghezza e per la Ri, con sostanziale coin­
cidenza con i valori riportati in forma grafica
nella fig. 3-4 del 1° volume.
Occorre però precisare che queste formule,
nonché il grafico citato, costituiscono delle Zi

soluzioni semplificate (ed un po’ empiriche) Fig. 1-9 - Raffigurazione completa di un dipolo in tutti
di una laboriosissima trattazione eseguita ne­ ì suoi elementi costruttivi.
gli anni 40 dallo svedese Hallen, e della quale
esistono, in numero sufficiente per le più co­
muni applicazioni, dei risultati tabulati sia C’è ancora un elemento costruttivo che non è
per le lunghezza che per la Rj di risonanza. ancora stato citato, e che invece ha una qual­
Sono appunto questi valori, attendibilissimi, che influenza sul dimensionamento di un di­
che riportiamo nella tabella 1-1. polo; infatti, in tutte le considerazioni sin qui
Tabella 1-1
svolte, si è sempre assunta, come lun­
ghezza complessiva dell’antenna, la somma
rapporto À/d valore di 2f/À valore di Rj dei due bracci, mentre non è stata per niente
citata la distanza s esistente al centro fra i
50 0,458 60,5 due bracci stessi, e cioè la loro spaziatura
100 0,465 61
200 0,471
(fig. 1-9).
61,6
400 0,475 63,6 Mediamente, questa quota può ritenersi tra­
1.000 0,479 65,3 scurabile specie, per antenne fisicamente
4.000 0,484 67,2 molto lunghe; ma nel caso, per esempio, di
10.000 0,486 68,1 antenne per VHF ed oltre, questa distanza
100.000 0,489 69,2
comporta delle variazioni nella resistenza

Fig. 1-10 -
Influenza della spaziatura fra i bracci di un
20À dipolo sull’impedenza di alimmentazione.

13
d’irradiazione (mentre la reattanza d’ingres­ Tabella 1-2
so non ne viene apprezzabilmente influenza­ centro banda CW fonìa DX
banda
ta)..
Nel grafico di fig. 1-10 sono riportati i risul­ in MHz lunghezza lunghezza lunghezza
tati di una serie di misure eseguite in condi­ in m in m in m
zioni di À/d = 200, che però restano sostan­
zialmente valide anche per altri rapporti; da 1,8 78,356 ___ • ____

3,5 39,178 40,281 37,730


esso si nota che la Ri risente nettamente della 7 20,213 20,299 20,098
spaziatura solo nel caso in cui s assuma valo­ 10 14,074 — —

ri assai ampi, e quindi abbastanza lontani 14 10,052 10,142 10,035


dalla pratica ricorrente. 18 7,865 — —

21 6,690 6,738 6,667


Precisiamo quindi che questa indicazione 24 5,691 . _ ---- ,

viene fornita più per completezza di docu­ 28 4,982 5,053 4,896


mentazione che per effettiva incidenza sul di­
mensionamento.
Ben più importante è invece un elemento co­ una sola frequenza; a valori anche di poco
struttivo la cui presenza comporta l’introdu­ più bassi della risonanza, il dipolo si com­
zione di un terzo fattore di accorciamento porta come una capacità (fermo restando il
sulla lunghezza fisica. ■valore di Ri), ed a frequenze anche di poco
Esso consiste nell’effetto terminazione, cioè più alte della risonanza stessa, esso si com­
nella capacità esistente fra le estremità del­ porta come un’induttanza.
l’antenna e la struttura di ancoraggio-isola­ In quei casi in cui si opera entro bande di fre­
mento: non ha quindi effetti rilevanti sulle quenza, cioè non ci si limita ad una frequen­
antenne per VHF e oltre, i cui estremi sono za singola, ne consegue che l’antenna ben ra­
in genere liberi. ramente funziona in risonanza perfetta; e ciò
Per le normali versioni di antenne per onde non ha effetti pratici sul modo in cui l’anten­
corte invece, questo coefficiente di accorcia­ na irradia, ma ne ha invece sull’impedenza
mento si somma a quello già introdotto, per d’irradiazione e sul ROS.
esempio in tabella 1-1; esso però non è calco­ Onde mantenere minimo il livello delle onde
labile con altrettanta precisione, essendo le­ stazionarie e massima l’efficienza dell’anten­
gato alle modalità costruttive, che possono na, è quindi opportuno, specie in quei casi in
essere ben diverse caso per caso. cui la banda di lavoro è abbastanza ampia ri­
Tuttavia si può afferjnare, con buona ap­ spetto alla sua frequenza centrale, effettuare
prossimazione, che il coefficiente già studia­ il dimensionamento dell’antenna privilegian­
to, cioè derivante dall’influenza del rapporto do o la frequenza centrale stessa oppure
lunghezza/diametro, viene sostanzialmente quella zona in cui si ritiene di essere maggior­
raddoppiato qualora si metta in conto anche mente attivi.
l’effetto terminazione. Ecco i motivi dei valori di tabella, calcolati
Poiché quella che interessa è fondamental­ considerando che, in questi primi capitoli, ci
mente la formula per il dimensionamento (in si riferisce ad antenne generalmente realizza­
questo caso) delle antenne filari, e quindi an­ te in versione filare, e quindi conteggiando i
corate, dalle considerazioni ora svolte di­ coefficienti di accorciamento normalmente
scende che il termine 150K che compare nella compresi nella zona dei rapporti À/d che
ben nota formula viene mediamente appros­ vanno da 20.000 a 1.000 circa, a! crescere
simato ad un valore compreso fra 142 e 143. della frequenza.
Su questa base, vengono calcolate le lun­ Affinché questa tabella sia veramente di uti­
ghezze delle varie antenne nelle versioni più lità pratica, i valori in essa contenuti sono di­
ricorrenti, e possono venir tabulati i relativi mensionati tenendo conto anche dell’effetto
valori pratici per le diverse bande radiantisti- estremità cioè accorciando ulteriormente la
che e per diverse frequenze all’interno di lunghezza d’antenna secondo la ben nota
queste bande (tabella 1-2). formula.
Va infatti ricordato che un’antenna risuona, Va invece tenuto presente che, nel caso si
come un qualsiasi circuito LC, ad una e ad debbano realizzare antenne per VHF ed ol­

14
tre, normalmente costruite in tondino o tu­ dei coefficienti vari); per distanze inferiori
bo, comunque autoportanti, l’accorciamen­ l’andamento è invece sensibilmente variabi­
to dovuto all’effetto estremità è praticamen­ le, appunto secondo il grafico, anch’esso va­
te-inesistente; nel calcolo della lunghezza per­ lido in caso di terreno perfettamente condut­
la risonanza va quindi tenuto conto solamen­ tore, ma accettabile anche per terreni o mate­
te dell’influenza dal rapporto À/d (tab. 1-1), riali diversi.
o della relativa formula, senza alcun ritocco, Comunque, non tutti i mali vengono per
come del resto vedremo meglio negli appositi nuocere; possiamo infatti notare che il teori­
capitoli. co valore di 730 si abbassa a circa 60 per al­
Un altro elemento importante di cui tener tezze sul suolo corrispondenti a 0,6 À ed a poco
conto nell’installazione di un dipolo è che la di più per 1,15 A all’incirca; ciò significa che
sua resistenza d’irradiazione è anche 'deter­ con i coefficienti d’accorciamento normal­
minata dall’altezza dello stesso rispetto al mente applicabili, la R; scende a valori me­
suo piano di terra, sìa esso un terreno più o diamente prevedibili attorno ai 550 o anche
meno buon conduttore o il tetto di una co­ meno.
struzione. In questa situazione, l’adattamento d’impe­
Infatti, le formule e le tabelle sin qui riporta­ denza fra il dipolo (appunto piazzato ad al­
te si riferiscono ad una condizione di validità tezza giusta) e l’impedenza caratteristica del
generale, e cioè quella di antenna installata più classico e normalizzato tipo di linea di
in spazio libero: ciò significa che ogni punto trasmissione, e cioè il cavo coassiale a 520,
del conduttore deve distare diverse lunghezze risulta pressoché perfetto, specialmente nel
d’onda dal più vicino ostacolo. caso di altezza su 0,6A.
Si tratta evidentemente di una situazione che Considerazioni d’impiego. Oltre a quanto
in pratica si verifica raramente, specie rispet­ accennato subito all’inizio, il vantaggio fon­
to al suolo o ad edifici sottostanti. damentale del dipolo a mezz’onda è la sua
Ecco allora che è opportuno tener conto semplicità complessiva, tenendo conto sia
dell’andamento reale della resistenza d’irra­ dell’aspetto costruttivo, sia dell’installazio­
diazione in funzione dell’altezza, riportata ne, sia della messa a punto.
nel grafico di fig. 1-11. La versione realizzativa più classica è quella
Da esso possiamo verificare che, per altezza rappresentata in fig. 1-12: un filo aperto al
dal suolo superiori ad almeno 2 lunghezze centro e lungo «quasi» mezz’onda, nudo o
d’onda, il valore della resistenza d’irradia­ ricoperto, di 2-^-3 mm di diametro; un isola­
zione è quello calcolabile con le formule e ta­ tore centrale cui sono ancorati i due bracci
belle già vista (valore teorico o comprensivo del dipolo e la terminazione della linea di ali­
mentazione; due isolatori alle estremità cui
ancorare i tiranti di sostegno; la linea costi­
tuita da un classico cavo a 52 (o 75) fi, che
scenda, almeno per il tratto più vicino all’an­
tenna, ben perpendicolare, così da evitare ac-

FILO A TRECCIOLA 0 1,5-3m m

ALTEZZA DAL SUOLO (IN A)

Fig. 1-11 • Influenza dell’altezza sul suolo sulla resi­


stenza d’irradiazione del dipolo. Fig. 1-12 - Classica versione realizzata di un dipolo.

15
coppiamenti fra la calza esterno ed uno dei può aspettare da un dipolo a mezz’onda ali­
bracci; un eventuale dispositivo di bilancia­ mentato a 50 0 (ma con 75 la situazione cam­
mento, come si vedrà nell’apposito capitolo, bia di poco), sìa in spazio libero che in nor­
potrà ovviare a questo inconveniente. mali installazioni vicine (ma non troppo) al
Gli svantaggi (ammesso che si possano suolo.
proprio chiamare tali) sono essenzialmente: Da esso si vede che, se si vuol mantenere il
il fatto che il dipolo sia sostanzialmente ROS entro il valore consigliato di 2:1,
un’antenna monobanda (a meno che non si l’escursione possibile per la frequenza di
adotti una linea risonante con opportuno operazione va limitata entro il 2% circa so­
«transmatch», per consentire anche il fun­ pra e sotto la frequenza centrale (di risonan­
zionamento multibanda), e la relativamente za).
scarsa larghezza di banda entro cui è possibi­ Ecco quindi confermata la già citata oppor­
le operare mantenendo livelli di ROS ancora tunità, almeno per certe bande «larghe» ri­
accettabili. spetto alla frequenza centrale, di scegliere
Precisiamo che il livello di onde stazionarie come frequenza di calcolo la zona entro cui
che si tende a considerare ancora tale da ga­ più frequentemente si opera. Un’ultimo con­
rantire un buon funzionamento dell’antenna siglio costruttivo, che discende dai vari para­
(qualunque essa sia) corrisponde ad un rap­ metri che abbiamo visto influenzare il di­
porto 2 : 1, mensionamento del dipolo (come, del resto,
Infatti, ancora una volta ricordiamo che di quasi tutte le antenne filari), è quello, ov­
ogni antenna (come un qualsiasi circuito ri­ viamente da mettersi in atto ogniqualvolta
sonante LC) ha una ben precisa larghezza di sia possibile, di tagliare il filo leggermente
banda utile; e il dipolo non è certo un’ecce­ più lungo di quanto previsto da formule e ta­
zione, anzi, è più «stretto» di altri tipi. belle; una volta installata l’antenna in posi­
Quindi, più bassa è la frequenza di lavoro, zione reale d’impiego (o ad essa vicina), e
più ristretta è la zona di banda passante en­ con opportuna strumentazione (basta un
tro cui l’antenna è in grado di funzionare con ROS-metro, o anche un GDM), si effettue­
modesti valori di ROS. ranno piccoli tagli progressivi e simmetrici si­
Il grafico di fig. 1-13 mostra il ROS che ci si no ad ottenere il valore minimo del ROS.

IL DIPOLO RACCORCIATO

L’efficienza di un dipolo nettamente più cor­


to di mezz’onda, o meglio, della lunghezza di
risonanza, può essere mantenuta a livelli
molto buoni se si è in grado di contenere a
valori trascurabili le resistenze di perdita e se
si possono determinare con buona approssi­
mazione i parametri costitutivi dell’impeden­
za d’antenna, così da poterli adattare e/o
compensare caso per caso con opportuni si­
stemi.
Passiamo quindi ad esaminare singolarmente
i due parametri.
-5 -3 —1 +1 +3 +5
fc Resistenza d’irradiazione. La componente
PERCENTO DALLA F DI CENTRO BANDA
resistiva dell’impedenza d’antenna è funzio­
Fig. 1-13 - Andamento del ROS al variare della fre­ ne sia della lunghezza del dipolo sia, come
quenza attorno al valore di risonanza per un già sappiamo, della sua altezza sul suolo.
dipolo a mezz’onda.
(linea tratteggiata = spazio libero
Occupiamoci innanzitutto del primo effetto;
linea continua = sopra il terreno) la resistenza d’irradiazione di un’antenna
raccorciata, considerata in spazio libero, può

16
essere calcolata moltiplicando il valore stan­
dard del dipolo a mezz’onda (73,2 0) per un
coefficiente K, riportato graficamente in fig.
1-14, oppure ricorrendo direttamente aliata-
bella 1-3, che elenca dei valori di resistenza
già precalcolati.
Dal grafico possiamo ottenere il valore
della resistenza d’irradiazione di un dipolo
sfruttando la semplice formula:
Ri = 73,2 ■Kf
Se si tratta invece di calcolare la Rj di un di­
polo montato a distanze dal suolo minori di
2À, allora il valore di resistenza del dipolo a
mezz’onda, presente come standard in for­
mula, assumerà il valore ricavato dalla fig.
1-11 in funzione dell’altezza dal suolo (o da
conduttori equivalenti), ed andrà poi molti­
plicato per lo stesso Kf.

Vediamo un esempio di calcolo, supponendo 0,05 0,1 0,2 0,3 0,5 1


di avere disponibile un dipolo lungo 22 m, al­ LUNGHEZZA DIPOLO IN A
to 10 m sul suolo che si voglia far operare su­
gli 80 m, e precisamente a 3650 kHz. Fig. 1-14 - Coefficiente di riduzione della resistenza
Calcoliamo intanto la lunghezza £ del dipolo d’irradiazione per un dipolo raccorciato.
e la sua altezza h in termini di À.
Essendo A= 82m, abbiamo:
resistenza d’irradiazione è
22
Rj = 32 • 0,2 = 6,4 0
' 82 = ° '27
10 Reattanza. Poiché stiamo trattando di anten­
h = — = 0,12 ne «corte», già sappiamo che la reattanza
82 che è presente (in quanto non compensata)
Troviamo subito, dal grafico di fig. 1-11, che nell’impedenza di alimentazione è di tipo ca­
la Rj è, in queste condizioni, circa pari a 32 pacitivo; mettendoci in condizione di cono­
0; il K, corrispondente ad una lunghezza di scerne il valore (almeno, con discreta appros­
0,27 À è circa 0,2, quindi il vero valore della simazione), saremo anche in grado di rende­
re risonante il nostro dipolo mediante l’inse­
Tabella 1-3 rimento di opportuna induttanza nella zona
centrale.
lunghezza resistenza La reattanza al centro di un dipolo raccor­
del dipolo in À d’irradiazione ciato può calcolarsi, in maniera analoga al
0,500 73,2 caso di una linea di trasmissione aperta, me­
0,446 52,8 diante la formula:
0,412 43,4
0,382 35,3
0,350 28,6
0,318 23,2
0,287 18,2 Xc = Z„ cotg
0,254 13,8
0,223 10,4
0,191 7,6 La Zo, impedenza dì alimentazione, che
0,159 5,2 compare in questa formula, va a sua volta
0,127 3,3 calcolata mediante la formula:
0,095 1,8

17
Opportuni dispositivi di adattamento con­
sentiranno di trasformare la resistenza e di
compensare la reattanza.

Le grandezze che compaiono in queste for­ IL DIPOLO «CARICATO»


mule hanno significati già noti, che qui riepi­
loghiamo: i^ot è la lunghezza complessiva dei Non sempre è possibile montare un dipolo a
due bracci del dipolo, d è il diametro del con­ tutta lunghezza, quale quella prevista dalle
duttore, h è l’altezza sul suolo (naturalmente modalità di calcolo sin qui studiate; i motivi
tutte espresse nella stessa unità di misura). di ciò sono ovvii e possono essere molteplici:
Riferendoc' allora al caso del precedente pa­ mancanza di spazio in cui tendere il condut­
ragrafo, abbiamo: tore, necessità di montaggi interni, ragioni
^ot = 22m h = 10 m estetiche o psicologiche, ecc.
In questi casi è quindi necessario realizzare
Fissiamo inoltre d = 3 mm. un tipo di dipolo la cui lunghezza fisica sia
Sostituendo questi valori nella formula nettamente minore di quella notoriamente
dell’impedenza avremo: necessaria per la risonanza, e non solo di
Z0 = 10510 quei pochi percento già citati.
Naturalmente, il semplice accorciamento
Possiamo infine calcolare la reattanza: dell’antenna non farebbe altro che aumenta­
re la frequenza di risonanza, e quindi la gam­
0,27 • 360° ma di funzionamento, della stessa; per ripor­
Xc = 1051cotg —— ------ = 7050
tare anche in questi casi, la lunghezza
dell’antenna ad un valore (che almeno sem­
A questo punto basterà calcolare l’induttan­ bri) corretto, l’elemento conduttore con cui è
za necessaria per risuonare via la Xc. costruita l’antenna viene «caricato» indutti-'
Riepilogando i parametri calcolati, l’impe­ vamente, inserendo cioè dell’induttanza lun­
denza di alimentazione del nostro dipolo as­ go il filo, o al centro come indicato in fig.
sunto come esempio si può esprimere con la 1-15 - A, o in «dosi» singole e separate in po­
formula conclusiva: sizione intermedia, come da fig. 1-15-B.
Z| = 6,4 — j 705 0 L’azione esplicata dall’induttanza può essere
spiegata in un paio di modi.
Il primo, che è anche il più corretto, si basa su
Fig. 1-15 - Sistemi di «carico» per compensare l’accor­ quanto già noto, e cioè sul fatto che un’an­
ciamento di un dipolo. tenna più corta della risonanza presenta una

KXIZ

A) tmnrpto- 43>— --

kxiz

B) ■& ■nnr-

18
impedenza la cui reattanza è di tipo capaciti­ totale A, e più lontane dal centro sono posi­
vo; ecco allora che, aggiungendo una indut­ zionate le bobine di carico, cioè maggiore è
tanza di valore opportuno, la suddetta capa­ B, più elevata sarà l’efficienza del nostro di­
cità viene «risuonata via», e cioè compensa­ polo.
ta, talché l’antenna si trova di nuovo a pre­ Occorre tuttavia tener conto del fatto che,
sentare resistenza pura d’irradiazione. più sì allontana la bobina, più elevato deve
Nel secondo modo invece, si può anche dire essere il suo valore d’induttanza, talché si
che quella parte di conduttore che manca presentano ovvii problemi costruttivi, per il
all’antenna vera e propria (in quanto accor­ peso e le dimensioni non più trascurabili,
ciata) viene concentrata in uno spazio ridot­ nonché per problemi d’isolamento.
to, avvolgendola a forma di bobina: la spie­ È possibile, grazie al grafico di fig. 1-17, de­
gazione è molto più alla buona, ma fisica- terminare il valore abbastanza approssimato
mente meglio comprensibile. dell’induttanza necessaria in funzione della
Occorre ancora precisare che l’induttanza posizione della bobina sul braccio del dipolo;
presente, riportando il dipolo alla risonanza, è tuttavia consigliabile un ritocco strumenta­
consente si di operare con impedenza d’irra­ le e sperimentale, anche per compensare gli
diazione puramente resistiva, senza però che effetti dì eventuali ostacoli circostanti.
ne venga completamente rispettato il valore a Proprio per evitare, sulla base dell’accenno
suo tempo visto per la classica versione a già fatto, che buona parte della resistenza
mezz’onda: infatti, la resistenza d’irradiazio­ d’irradiazione sia costituita dalla resistenza
ne di un dipolo raccorciato risulta anch’essa di perdita della bobina, la stessa deve essere
(come già sappiamo) abbastanza sensibil­ opportunamente realizzata in modo da otte­
mente diminuita, ma oltretutto incorpora la nere Q molto elevati.
nient’affatto trascurabile resistenza di perdi­ Questo però comporta inevitabilmente
ta della bobina. una banda di lavoro sensibilmente più ri­
Applicazioni pratiche e dati costruttivi più stretta a parità di ROS.
espliciti di questa soluzione verranno meglio
esposti nei capitoli in cui saranno trattate le
antenne verticali e quelle multibanda. IL DIPOLO A V INVERTITA
Nel nostro caso, passiamo ad un breve esame
degli elementi di progetto della versione B, in Elementi di progetto. Quando problemi d’in­
quanto l’allontanamento dell’induttanza gombro, o ancor, più semplicemente di mon­
dalla posizione centrale garantisce una mi­ taggio, non consentono l’installazione di un
glior efficienza dell’antenna. normale dipolo con i suoi due bracci classica-
Riferiamoci allora alla versione più pratica mente tesi in orizzontale, una valida alterna­
riportata in fig. 1-16; in linea di principio tiva può essere costituita dal dipolo in versio­
possiamo affermare che, più lunga è la quota ne a V invertita, nella quale i due bracci sono
piegati con le estremità verso il basso, come
Fig. 1-16 - Tipica versione di antenna a dipolo cari­
cato. riportato in fig. 1-18.

19
QUOTA

Fig. 1-17 - Grafico per la determinazione del valore di meno accentuata secondo le esigenze di mon­
induttanza di compensazione per un dipolo taggio: tuttavia è bene che l’angolo comples­
corto.
sivo non sia minore di 90° e maggiore di
120° .
11 vantaggio di questo tipo d’antenna, oltre a
quello del minor ingombro in pianta, è anche Il montaggio inclinato dei bracci del dipolo
costituito dal fatto di richiedere un solo sup­ produce una leggera diminuzione della fre­
porto elevato, quello centrale. quenza di risonanza, ed anche della resisten­
L’angolazione dei bracci può essere più o za d’irradiazione, oltre che della banda pas-

20
Fig. 1-19 - Evoluzione del dipolo a Y invertito, e relati­
vi param etri al variare dell’angolo d i aper­
tura. L
(A)
sante.
Quindi, a parità di frequenza, la lunghezza
del dipolo a V invertita va leggermente dimi­
nuita. , 142,6 R = 70 fi
Viene qui riportato un esempio di dimensio­ L ~ f(MHz) (m) B = 1%
namento, i cui dati potranno tornare utili ri­
portandoli ai singoli casi di interesse specifi­
co (fig. 1-19). Il punto di partenza,' assunto
come riferimento dì base, è un dipolo a
mezz’onda a bracci orizzontali (A) le cui mo­ (B) L
dalità costruttive siano tali da presentare ì se­
guenti dati di calcolo:
142,6
L = -------- Ri = 70 Q;
f
120 °
la banda passante (sempre riferita ad un
ROS 2:1) è di circa l’l%. , 141,9 R = 50 0
(m )
Abbassando i bracci fino ad ottenere una L_ f(MHz) B = 0,8%
inverted-V a 120°, i dati di progetto diventa­
no (B):
141,9 (C) L
L = -------- Rj = 500;
f
la banda passante scende allo 0,8%.
Stringendo ancora l’angolo per arrivare alla
versione 90°, sì ottiene (C):
141,2 90°
L = ----- — R = 300;
f
la banda passante è ora sullo 0,6%.
, 141’2
L~ f(MHz) ( '
R= 30 fi
B = 0,6%
Come al solito, per facilitare la realizzazione
di questo tipo d’antenna, vengono forniti, in
apposita tabella 1-4, i dati fisici corrispon-
Tabella 1-4 (V invertita 90 e 120°)

banda c e n tro b a n d a CW fo n ia DX

in MHz lunghezza in m lunghezza in m lunghezza in m

120° 90° 120° 90° 120° 90°

• 1,8 77,972- 77,588 _ _ _ _


3,5 38,986 38,794 40,083 39,886 37,545 37,360
7 20,113 20,014 20,199 20,100 19,999 19,901
10 14,005 13,936 — — — —

14 10,002 9,954 10,092 10,042 9,986 9,937


18 7,827 7,788 — — — —

21 6,661 6,633 6,709 6,680 6,638 6,610


24 5,666 5,642 — — _ —

28 4,960 4,939 5,031 5,010 4,874 4,854

21
denti alle versioni 90° e 120°. del dipolo sia sufficientemente libera da
ostacoli circostanti.
Considerazioni d’impiego. Visto che l’impe­ Ricordiamo infatti che la distribuzione di
denza scende sensibilmente quando si incli­ corrente lungo un dipolo a mezz’onda è pres­
nano i bracci, un miglior adattamento soché sinusoidale, col suo massimo localizza­
antenna-linea si ottiene usando il classico ca­ to attorno al centro e con ben poca irradia­
vo coassiale a 52 0. zione verso le estremità del conduttore; ecco
L’adattamento può essere ulteriormente per­ quindi la necessità di tenere ben alta e libera
fezionato, una volta che si sia verificata la regione centrale del dipolo, mentre le zone
l’esatta risonanza dell’antenna, semplice- estreme possono anche essere mantenute più
mente alzando od abbassando gli ancoraggi coperte.
alle estremità, cioè ritoccando l’inclinazione
dei bracci, per il minimo di ROS.
Le prestazioni di un dipolo a V invertita sono IL DIPOLO RIPIEGATO
in genere più uniformi di quelle di un dipolo
orizzontale. Elementi di progetto. Questo tipo di antenna
Il diagramma d’irradiazione in orizzontale sostanzialmente nasce come soluzione al pro­
presenta direttività meno accentuata, e quin­ blema di realizzare un dipolo ad impedenza
di il guadagno nella direzione irradiazione è di alimentazione più alta della classica ver­
leggermente inferiore al dipolo classico posto sione a mezz’onda; ciò consente di usare una
nelle stesse condizioni. linea di trasmissione a media impedenza o,
Naturalmente, quello che si perde nella dire­ come vedremo per sistemi di antenna più
zione perpendicolare al filo conduttore, lo si complessi, di rialzarne, in alternativa ad altri
guadagna nelle altre posizioni, relativamente metodi, la resistenza d’irradiazione altrimen­
cioè agli angoli orizzontali più vicini al filo. ti bassissima.,
Un altro leggero vantaggio del dipolo a V in­ Per realizzare questo tipo di dipolo vengono
vertita è il suo angolo d’irradiazione verticale utilizzati almeno un paio di conduttori posi­
più basso, nonché una certa percentuale di zionati paralleli, ma uno solo è interrotto al
polarizzazione verticale, appunto dovuta centro per collegarvi l’alimentazione (fig.
aH’inclinazione dei bracci; per tali motivi se 1- 20).
ne possono ottenere, su collegamenti a lunga Il più semplice tipo di dipolo ripiegato è in­
distanza, risultati a volte anche sorprenden­ fatti costituito da due conduttori di ugual
temente migliori del dipolo classico. diametro e lunghezza come al solito di poco
Il posizionamento dell’antenna riveste come inferiore a À/2: in questo caso l’impedenza
al solito una sensibile importanza; anzi, si d’ingresso risulta esattamente quattro volte
può dire che la eventuale presenza di oggetti maggiore di quella di un dipolo a mezz’onda.
metallici o masse conduttrici, dato che i Impiegando invece conduttori di diverso dia­
bracci scendono in basso per il loro ancorag­ metro, ferma restando la lunghezza, si può
gio (e le estremità sono punti ad alta impe­ ottenere il valore d’impedenza d’ingresso del
denza) può modificare le prestazioni com­ dipolo ripiegato variabile entro ampi limiti; i
plessive in misura un po’ maggiore del dipolo calcoli in merito si possono ricavare dal gra­
orizzontale. fico pubblicato sul 1° volume, ma si possono
In ogni caso, per ottenere risultati apprezza­ anche eseguire ricorrendo ad una formula
bili occorre che almeno la porzione centrale semplificata, da cui trarremo poi alcuni dati

Fig. 1-20 - Dipolo ripiegato a


due bracci uguali. r
22
per compilare un paio di comode tabelle. Tablella 1-7
Ci riferiamo per questo alla fig. 1-20; nei casi
in cui d2>d, e s> 2,5 d2, il rapporto fra l’im­ rapporto
dimensioni geometriche
di trasfor.
pedenza del dipolo ripiegato e di quello aper­
to, ambedue a mezz’onda, vale: d, (mm) d, (mm) s (mm) n
4-s2 2 6 6 40
log 14
d ,d 2 5 5 20 16
n= 4 4 100 11
2-sJ
log
~dT
La formula, apparentemente laboriosa, si formula per calcolarne il rialzo d’impedenza,
può utilizzare sfruttando una qualsiasi mac­ sempre in riferimento a quella del dipolo
chinetta calcolatrice: i rapporti di trasforma­ aperto, è la seguente:
zione così ottenuti sono riportati in tab. 1-5, log 4 s3/d 2-d2 V
ove sono considerati variabili i due diametri
mentre è mantenuta fissa la distanza, ed in log s/d2 /
tab. 1-6, ove invece sono fissi i due diametri e Analogamente ai casi precedenti, riportia­
si considera di variare la distanza fra gli ele­ mo, in una breve tabellina (1-7) alcuni rap­
menti. porti di trasformazione d’impedenza ottenu­
ti con dipoli ripiegati a tre elementi tutti di
Tabella 1-5
ugual diametro, per evidenti motivi di sem­
rapporto plicità.
dimensioni geometriche La formula ora fornita, e da cui sono ricava­
di trasfor.
ti i dati, è un po’ meno approssimata della
d, (mm) d2 (mm) s (mm) n precedente, talché i valori calcolati per n so­
10 40 4
no in genere un po’ più alti del reale rapporto
10
6 10 40 5 di trasformazione ottenibile in pratica.
6 15 40 6,5 Per quanto concerne la lunghezza degli ele­
4 15 40 8 menti costituenti il dipolo ripiegato, sia a 2
che a 3 (o più) elementi, valgono sostanzial­
mente tutte le precisazioni, con relative for­
Tabella 1-6 mule e tabelle, viste a proposito del dipolo
aperto, salvo un piccolo ritocco, valido in
rapporto tutti i casi, pari ad un ulteriore accorciamen­
dimensioni geometriche
di trasfor.
to di circa l’IVo.
d, (mm) di (mm) s (mm) n

5 10 10 9 Considerazioni d’impiego. Le versioni di di­


5 10 20 6,2 poli ripiegati schematizzate nelle figg.
5 10 50 5,3
5 10 75 5,1
1-20/21/22 sono indicate nella struttura rea-
5 10 100 4,9 lizzativa tipica delle antenne VHF e oltre,
talché eventuali ulteriori chiarimenti potran­
no essere tratti dai relativi capitoli.
All’inizio si è detto che questo tipo di anten­ In fig. 1-23-A è invece rappresentata una
na è costituito da almeno due conduttori pa­ clssica versione «filare» di questa antenna,
ralleli, in quanto questa è sì la versione più che ebbe un discreto successo particolarmen­
classica di dipolo ripiegato, ma non l’unica; te negli anni 50, quando la diffusione della li­
per esempio, un’altra versione, però ancor nea di discesa TV del tipo «piattina bifilare»
più raramente usata, è quella a tre elementi a 300 0 si prestava particolarmente a co­
conduttori, che presenta un’impedenza d’in­ struirne sia il dipolo vero e proprio, sia la
gresso ancora maggiore (fig. 1-22). discesa; essendo la resistenza d’irradiazione
Questa versione a tre elementi ha in genere i del dipolo ripiegato (a due elementi di ugual
due conduttori esterni di ugual diametro; la diametro) compresa fra 250 e 300 fl circa.

23
d2 i
S

d1 i
Fig. 1-21 - Dipolo ripiegalo a due bracci T
di diverso diametro. - Zi

d2
i
t s
d1
t s
Fig- 1-22 - Dipolo ripiegato a tre bracci. 1 u
d2

Chiaramente, una costruzione di questo tipo convenzionale a mezz’onda di tipo filare; es­
era di estrema semplicità, specie in confronto sa quindi sarebbe in grado di funzionare su
alla versione più classica ma laboriosa del di­ ampie bande di frequenze, raggiungendo li­
polo e discesa realizzati con fili singoli man­ velli di ROS più modesti che con altre an­
tenuti opportunamente distanziati e paralleli tenne.
da isolanti a misura ben definita. Una giustificazione semplificativa di ciò è
(figg. 1-23/B). che, essendovi due fili paralleli e vicini, è co­
La caratteristica veramente vantaggiosa del me se il dipolo fosse costruito con un filo di
dipolo ripiegato è che si tratta del tipo di diametro doppio (o quasi).
antenna che presenta la più ampia ri­
sposta in frequenza, cioè la maggior lar­
ghezza di banda, di qualsiasi altra antenna

24
LE VARIANTI MULTIBANDA tare maggiore del previsto.
Classico esempio è quello derivante dal’esse-
IL DIPOLO MULTIPLO re la banda degli 80 m centrata più in alto
delle altre: ecco quindi che il dipolo più lun­
Poiché il classico dipolo a mezz’onda, assie­ go risuona a 3650, mentre quello immediata­
me alle sue derivazioni, è intrinsecamente mente successivo è a 7050 (e non 7300 come
un’antenna monobanda, per ottenerne il richiederebbe la relazione armonica); e così
funzionamento su diverse bande, senza inter­ via per le altre bande.
venti manuali caso per caso, occorre mettere Nell’esempio citato, il ROS minimo si trove­
in atto particolari soluzioni costruttive o di rebbe attorno ai 7300, in quanto solo a que­
montaggio. sta frequenza il dipolo lungo si comporta co­
Quella cui ora ci riferiamo, una delle più ov­ me una pura resistenza (molto alta), mentre ,
vie e semplici, consiste nella versione a dipoli a frequenza più bassa la reattanza residua
multipli riprodotta in fig. 1-24; essa consiste non compensata disturba il dipolo che sta
in un gruppo di dipoli tutti collegati in paral­ funzionando.
lelo al punto di alimentazione, ognuno dei Per ottimizzare il comportamento dei dipoli
quali entra automaticamente in funzione sul­ a frequenza più alta, la loro lunghezza andrà
la singola banda di risonanza. opportunamente ritoccata, in genere mante­
Per esempio, sulla banda di frequenze più nendola un po’ superiore, per il motivo ap­
bassa, la coppia di fili più lunga si comporta pena visto.
come un convenzionale dipolo a mezzonda, In fig. 1-25 è riportata una possibile versione
mentre le altre coppie di fili esercitano un’in­ costruttiva di antenna a dipoli multipli per le
fluenza complessiva tutto sommato trascura­ più tipiche bande radiantistiche HF, e cioè
bile. 80-40-20-15 e 10; i dipoli sono solo quattro,
Poiché, in pratica, i dipoli che non sono riso­ in quanto non è in genere necessario preve­
nanti alla frequenza di lavoro hanno effetti derne uno apposito per la banda dei 21 MHz:
sostanzialmente modesti sull’impedenza di su questa banda infatti si comporta in modo
alimentazione dell’unico dipolo «attivo», es­ soddisfacente il dipolo dei 7 MHz, operando
sa rimane quella tipica del dipolo a mezz’on­ in 3a armonica.
da, e cioè sui 50-^60 0, talché si può usare, Oltretutto, la presenza contemporanea di
come linea di trasmissione, la solita soluzio­ ambedue i dipoli, per i 7 e per i 21, dato il
ne del cavo coassiale a 50 (o 75) Q. particolare rapporto armonico, costituirebbe
Tutto ciò si verifica particolarmente bene se i motivo di interazione non trascurabile fra i
vari dipoli lavorano su frequenze che stanno due, essendo l’impedenza della 3* risonanza
in relazione armonica fra di loro; questo av­ non tanto alta.
viene per buona parte delle bande radiantisti- La distanza fra i singoli conduttori costituen­
che in HF, ma non esattamente per tutte. ti i vari dipoli non risulta particolarmente
Nel caso in cui le frequenze di risonanza non critica, e può essere estremamente modesta,
siano l’una armonica dall’altra, allora il come appare in fig. 1-25.
ROS sulla (o sulle bande) più alte può risul­ Se però i vari fili non si possono mantenere

Fig. 1-24 - Dipolo multiplo bibanda.

25
IL m P O LO «t r a p p o l a t o »
ben tesi, bisogna aver cura di mantenere spa­
ziati gli estremi di quanto basta (in genere, 1
metro circa) per evitare che i movimenti pro­ Il sistema più ovvio per cambiare la frequen-
vocati dal vento possano provocare sensibili za di risonanza di un dipolo a mezz’onda è
peggioramenti del ROS, mandando i fili a quello di modificarne la lunghezza in funzio­
toccarsi. ne della frequenza di lavoro; e poiché la co­
Un altro tipo di costruzione, che riflette que­ sa, per motivi altrettanto ovvii, deve verifi­
sta esigenza, è riportato in fig- 1-26. carsi automaticamente, sì ricorre a circuiti
risonanti-parallelo, che vengono usati come
commutatori azionati dalla RF allo scopo .di
collegare o disconnettere i settori più esterni
e ,po'° Quando si cambia gamma di lavo-
Fig. 1-26 - Versione costruttiva diversa di dipolo mul­
tiplo.

26
8) ----oN>~......... a m , .(^o—- - ■

C) (23— oN>- -nrm- -<^0-

di <s^— — /top-------nm^
ir
©
/TOP /TOP- ■co

E) o — — --- 1|------------------1| -Il------------ Il---------- CT

Fig. 1-27 - Dipolo multibamla «trappolato» coti sche­ che supponiamo sia quella dei 14 MHz.
matizzazione del comportamento delle trap­ I circuiti accordati Cl-Ll sono essi pure riso­
pole al variare della frequenza di lavoro.
nanti su questa frequenza.
L’uso di questi circuiti accordati, appunto Quindi alimentando l’antenna sui 14 MHz,
indicati come «trappole», opportunamente la situazione è la seguente: il circuito Ll-Cl,
dimensionati e strategicamente disposti lun­ essendo in risonanza parallelo, presenta
go i bracci del dipolo, fa sì che l’antenna si un’impedenza elevatissima alla corrente a
comporti come fondamentalmente risonante RF, talché la trappola si comporta come un
ad un certo numero di frequenze diverse. interruttore aperto che isola i bracci centrali
In fig. 1-27 è riportato un esempio di realiz­ (X, risonanti a 14 MHz) dal resto dell’anten­
zazione di questo tipo d’antenna (A) nonché na: i bracci più esterni è come non ci fossero,
il principio generale di funzionamento di e tutta l’antenna si riduce ad un classico di­
questa versione, che consente di operare su polo a mezz’onda (B).
tre bande. Quando invece l’antenna viene alimentata
I due spezzoni più interni, indicati come X, sulla banda immediatamente più bassa, quel­
costituiscono di per sé i due bracci di un di­ la dei 7 MHz (nel nostro caso), la trappola
polo risonante sulla banda di lavoro più alta, Ll-Cl manifesta la sua presenza solo per la

27
Fig. 1-28 - La versione più classica di dipolo trappola­ più interno.
lo, W3DZZ (80 10 m).
Come indicato in (E), tutte le trappole pre­
senti invertono il loro funzionamento, com­
parte induttiva (l’elevata reattanza capaciti­ portandosi cioè come reattanze capacitive;
va in parallelo non disturba in modo sostan­ pure l’effetto sarà quindi l’opposto, nel sen­
ziale); in tal modo, salvo la presenza di due so che la reattanza capacitiva aumenta la fre­
piccoli induttori in serie, il dipolo figura es­ quenza di risonanza del sistema, rispetto a
senzialmente come un’unica antenna costi­ quella che competerebbe alla sua lunghezza
tuita dai due bracci X + Y, caricati induttiva­ fisica.
mente. L’effetto è più marcato nelle immediate vici­
Naturalmente ciò si verifica anche grazie al nanze della vera e propria risonanza del di­
comportamento della trappola L2-C2, riso­ polo interno X-X, mentre diventa meno sen­
nante proprio a 7 MHz; a tale frequenza, ora sibile all’aumentare della frequenza: infatti
è lei che agisce come interruttore aperto, iso­ la reattanza delle quattro capacità del nostro
lando i bracci più esterni. caso diventa via via più trascurabile.
Concludendo quindi, a 7 MHz i due spezzoni Questo sistema d’antenna è perciò in grado
interni (e la trappola Ll-Cl) costituiscono un di funzionare anche su bande più alte in mo­
dipolo risonante a mezz’onda, caricato; l’im­ do «armonico» (diventando cioè una long-
pedenza a! punto di alimentazione è quindi wire); in questo però l’incidenza dei rapporti
molto simile a quella di un dipolo classico L/C e della lunghezza dei vari spezzoni ren­
sulla stessa frequenza (C). dono la messa a punto piuttosto critica.
Applicando lo stesso ragionamento quando La più classica e semplice versione di questo
l’antenna viene alimentata sulla banda di fre­ interessante tipo di antenna è quella riporta­
quenze ancor più bassa, e cioè 3,5 MHz, la ta in fig. 1-28; si tratta della diffusa soluzio­
trappola L2-C2 si comporta essa pure come ne tipo W3DZZ, che con una sola coppia di
una semplice induttanza; quindi è ora opera­ trappole riesce a coprire, con un buon com­
tiva l’intera lunghezza dei bracci, X + Y + Z. promesso, le 5 bande radiantistiche degli 80
L’antenna funziona ancora come un dipolo -40 - 20 - 15 e 10 m.
risonante a mezz’onda, salvo che è caricata Le trappole risuonano sui 7 MHz, per isolare
da due* bobine per braccio; l’impedenza di il dipolo centrale (esso pure risonante a 7
alimentazione anche in questo caso resta MHz) dalla sezione più esterna, che invece
pressapoco quella del dipolo classico (D). consente al sistema completo di risuonare in
Tutto ciò comporta che l’antenna può essere banda 3,5 MHz.
alimentata dallo stesso, ed unico, cavo coas­ Sulle tre bande più alte l’antenna funziona
siale, risultando adattata in modo soddisfa­ sul principio capacitivo di fig. 1-27-E, visto
cente su futte le bande di lavoro. poco sopra.
È opportuno anche un breve esame sul com­ Usando discesa a 75 0, il ROS si riesce a con­
portamento di questo tipo d’antenna su fre­ tenere entro 2:1 sulle tre gamme alte, ed è an­
quenze più alte di quella cui risuona il dipolo cora migliore sui 40 ed 80; con cavo a 50 SI la

28
sull’estremo alto.
differenza resta accettabile. Se si esce dagli esempi dati, la lunghezza del­
Una versione molto simile, che prende il no­ le sezioni aggiuntive (Y e Z nel caso da noi
me di «Cape Antenna», è quella di fig. 1-29, studiato) deve essere determinata con una
pure adatta per 5 bande. buona dose di sperimentazione.
Nel caso non si abbiano a disposizione gli al­ Vale naturalmente la norma secondo cui la
meno 33 m per il piazzamento di queste ver­ lunghezza, necessaria affinché il sistema ri-
sioni, si potrà ripiegare sulla trappolata per 4 suoni in una certa banda, dipende dal rap­
gamme, e cioè 40-^10, di fig. 1-30, lunga porto lunghezza / diametro del conduttore
circa la metà. nonché dal rapporto L/C della trappola che
Naturalmente, mentre per i tipi di fig. 1-28 e in quel caso funziona come bobina di carico.
1-29 le trappole vanno risuonate sulla banda Sappiamo che la reattanza induttiva (quella
dei 40 m (7050 kHz, per la precisione), nella che a noi realmente interessa) di un circuito
versione raccorciata di fig. 1-30 le trappole LC a frequenza metà di quella di risonanza è
vanno risuonate in banda 20 m (14150 kHz, circa uguale al 70% della reattanza induttiva
per la precisione). alla risonanza.
Infine presentiamo, in fig. 1-31, una versione Se, per esempio, Ll-Cl risuona a 14 MHz ed
a 2 coppie di trappole prevista solo per le tre LI ha reattanza di 200 fi a questa frequenza,
bande HF alte, e cioè 20-15-10 m; in questo la reattanza dello stesso circuito a 7 MHz sa­
caso particolare, per il minor ROS e la massi­ rà uguale a circa 140 fi.
ma larghezza di banda, le trappole dei 10 m Su questa base si può eseguire il dimensiona­
Fig. 1-30 - Antenna trappolata per sole 4 bande mento; la sezione aggiuntiva Y andrà quindi
(40 -s-10 m). calcolata per una lunghezza tale da risuonare

29
Fig. 1-31 - Antenna trappolata in versione tribanda
(20+ 10 m).

a 7 MHz con la suddetta reattanza induttiva


di carico.
Poiché il rapporto L/C, se la qualità dei due
componenti è buona, non è troppo critico
per la realizzazione delle trappole, esso può
anche essere ritoccato per controllare la lun­
ghezza richiesta per gli spezzoni.
Le sezioni aggiuntive potranno quindi essere
più corte con trappole ad L elevata e più lun­
ghe con trappole a C elevata.
A proposito dei componenti con cui realizza­
re le trappole, va ancora ricordato che, pre­
sentando inevitabilmente i circuiti risonanti
qualche perdita, l’efficienza del sistema di
antenna trappolato dipende molto dal Q dei
suddetti componenti.
Occorre (lo sottolineiamo) usare bobine e
condensatori a basse perdite: solo in tale ca­
so, la perdita di efficienza rispetto ad un di­
polo vero e proprio risulterà trascurabile; in
caso contrario, si può arrivare a sprecare
un’apprezzabile porzione della potenza ero­
gata.
Le svariate possibilità costruttive delle trap­
pole, elemento evidentemente determinante
per questo tipo di antenna (ed analogamente
vedremo per le equivalenti versioni verticali),
saranno ampiamente descritte in apposito
capitolo.
LE ANTENNE «LONG WIRE»

GENERALITÀ ANTENNE MONOBANDA

In considerazione del fatto che un’antenna di IL DIPOLO A ONDA INTERA


tipo long-wire può essere una qualsiasi delle
versioni già esaminate, la cui lunghezza sia Un dipolo la cui lunghezza fisica è pari ad
però pari ad una lunghezza d’onda e oltre, si un’onda intera può essere considerato costi-,
può ben immaginare quanto ampia possa es­ tuito da due dipoli a mezz’onda accoppiati
sere la casistica che riguarda questa grande fra di loro, e distanti K/2 fra i rispettivi cen­
famiglia. tri, se la distanza s fra i due semidipoli è tale
A ciò va poi aggiunto il fatto che la «long wi- da poter essere trascurata.
re» è in pratica la forma più semplice di an­ In tale situazione, illustrata in fig. 1-32, il di­
tenna direttiva, nel senso che essa presenta polo risuona esattamente come quello a
(in molte direzioni contemporaneamente) un mezz’onda, fatte salve alcune differenze fon­
certo guadagno rispetto al classico dipolo a damentali: esso è rappresentabile come un
mezz’onda cui abitualmente ci si riferisce. circuito antirisonante (cioè a risonanza pa­
Puntualizziamone brevemente le caratteri­ rallelo), quindi la sua impedenza d’ingresso è
stiche di base. molto elevata; il suo diagramma d’irradia­
È noto che un’antenna può essere resa riso­ zione (come già noto dal 1° volume) è a qua­
nante ad una frequenza specifica realizzan­ drifoglio (fig. 1-33).
dola secondo una lunghezza elettrica com­ Quando la lunghezza del dipolo è resa pari a
plessiva che sia un multiplo intero di mezza quella dell’esatta risonanza (o per meglio di­
lunghezza d’onda: quando il multiplo è 1, re, dell’esatta antirisonanza), il valore della
siamo nel caso del dipolo a mezz’onda, o resistenza d’irradiazione, nel caso reale in cui
equivalente; da 2 in su (in genere, non oltre
10), siamo appunto nel caso della long-wire.
90"
Il comportamento dell’impedenza di alimen­
tazione è riepilogato nella tabella di pag. 174
del 1° volume; ad ogni buon conto, in fig.
1-2 sono illustrati diversi esempi di cóme si
può considerare distribuita la corrente lungo
il filo di un’antenna alimentata al centro e di
diverse lunghezze: da esso si può risalire
all’andamento (inverso) dell’impedenza di
alimentazione.
I bracci possono essere di lunghezza uguale o
diversa, ma ciascuno sarà sempre un multi­
plo dispari di quarti d’onda; ciò significa
semplicemente che l’antenna può essere ali­
mentata al centro, oppure in modo asimme-
tro lungo il conduttore, o addirittura da una
estremità.

1
Fig. 1-32 - Diagram m a d'irradiazione orizzontale in
spazio libero) di dipolo a mezz'onda.

31
Tabella 1-8

rapporto À/d valore di K / k valore di Ri

50 0,850 500
100 0,870 900
150 0,880 1100
200 0,896 1300
300 0,906 1500
400 0,916 1700
700 0,926 2000
1.000 0,937 2400
2.000 0,945 3000
4.000 0,951 3600
10.000 0,958 4600
100.000 0,967 8000

Naturalmente, in perfetta analogia con


quanto già visto per il dipolo, i valori di lun­
ghezza tabulati non tengono ancora conto
del coefficiente di accorciamento dovuto
all’effetto terminazione (ovviamente, quan­
Fig. 1-33 - Diagramma d ’irra d ia z io n e orizzontale (in
spazio libero) di dipolo a onda intera.
do essa esiste).
Per tali valori occorre quindi rifarsi agli
esempi via via riportati, ricordando comun­
que la sempre valida norma dell’aggiustag­
il dipolo non sia infinitamente sottile (fig. gio.
1-9), è espresso dalla formula: Per risolvere il problema dell’alimentazione
ZI Zc si dovrà inevitabilmente ricorrere all’uso di
Ri = ---- — + — - una linea di trasmissione ad alta impedenza
196,6 2,5 caratteristica (300-^800 il), e contempora­
ove Zc è, in questo caso, data da: neamente sarà altresì necessario mettere in
atto uno dei tanti dispositivi di trasformazio­
ne d’impedenza.
Zc = 120 In — Un compromesso per risolvere all’origine il
a
problema consiste nell’andarsi a cercare,
L’influenza di 5 è senz’altro trascurabile, a lungo il filo dell’antenna, un punto che sia
meno che tale distanza non sia anormalmen­ già ad impedenza più adatta per le normali li­
te elevata; basta comunque dire che, se nee di trasmissione.
s = X/ 20, l’impedenza d’ingresso risulta il E questo si ottiene spostando il punto di ali­
3% maggiore rispetto al valore ottenibile mentazione verso una delle estremità, ed
dalla formula citata. esattamente ad un quarto d’onda da questa
La formula riportata non è però abbastanza (fig. 1-34).
approssimata, nel senso che non concorda Così facendo, cioè dissimmetrizzando l’at­
con sufficiente precisione con le già citate tacco della linea di trasmissione, si trova il
teorie di Hallen a proposito del dipolo a punto a bassa impedenza che risulta sostan­
mezz’onda; con ben maggiore complessità si zialmente adatto al classico valore di
presenta il problema per la lunghezza di riso­ 50 -i- 75 Q; sarebbe preferibile una linea sul va­
nanza del dipolo, funzione del rapporto lun- lore più alto, essendo la resistenza d’irradia­
ghezza/diametro. zione di questa antenna mediamente compre­
Anche in questo caso riportiamo quindi que­ sa fra 80 e 90 0.
sti due valori in tabella opportunamente pre­ Le misure indicate nell’esempio si riferiscono
calcolata con la necessaria precisione. ad una versione per 15 m.
Resta infine da ricordare che il guadagno di
un dipolo a onda intera rispetto ad uno iso-

32
3/4 X

tropico è pari a 3,82 dB; ciò significa, rispet­ IL DIPOLO A V INVERTITA


to al dipolo a mezz’onda, un guadagno di
circa 1,6 dB. La «V invertita» si presta ad essere realizzata
Segnaliamo che il diagramma del guadagno in versione long-wire esattamente come il di­
di antenne long-wire in funzione della lun­ polo da cui essa deriva.
ghezza è riportato nella fig. 5-1 del 1° volu­ I problemi di adattamento d’impedenza pos­
me. sono essere risolti, nella classica versione ad
alimentazione centrale, scegliendo come al
solito la lunghezza dei bracci uguale a multipli
3 dispari di A/4; un esempio di realizzazione è
IL DIPOLO A —A riportato in fig. 1-36, le cui misure si riferi­
2
scono alla banda dei 20 m, con 3/4 A per
Per ottenere un basso valore di impedenza di braccio.
alimentazione per un dipolo alimentato al
centro, occorre (come già accennato) che i
due bracci siano multipli dispari di A/4; ecco 90"
allora giustificata la versione di fig. 1-35, in
cui i due bracci del dipolo sono appunto lun­
ghi 3/4 A ciascuno.
In tal modo, l’antenna può essere diretta-
mente alimentata col normale cavo coassiale,
possibilmente sui 75 fi.
Ad ogni buon conto, va precisato che un’an­
tenna lunga un numero dispari di mezze lun­
ghezze d’onda (nel nostro caso, sono 3) può
essere alimentata direttamente sia al centro
che ad un quarto da un estremo; differenze
di comportamento si manifestano solamente
nel diagramma d’irradiazione, nel senso che
l’alimentazione asimmetrica rende asimme­
trici anche i lobi d’irradiazione: risultano più
ampi (quindi a maggior guadagno) quelli
dalla parte del braccio più lungo.
La resistenza d’antenna si aggira, in ciascun
caso, sui 100 0; questo valore è, come al soli­
to, quello teorico, che prescinde dall’altezza
sul suolo e da altri corpi o superfici circo­
stanti, tendente quindi ad abbassarsi nelle in­ Fig. 1-35 - Dipolo a 3 A /2 e relativo diagramma d’irra­
diazione orizzontale.
stallazioni pratiche.

33
In fig. 1-37 è invece illustrata la soluzione però preferibile, specie nel caso che l’ordine
con alimentazione verso un estremo, in osse­ dì multipli sia molto alto (in pratica, l’anten­
quio al fatto ormai ben noto che, nel punto na sia molto lunga in termini di À), inserire,
ad un quarto d’onda dall’estremità libera, si fra antenna e cavo, un balun 4:1, ottenendo­
trova un rapporto tensione/corrente corri­ sene il più basso ROS possibile su una gam­
spondente a bassa impedenza. ma di lavoro piuttosto ampia.
A questo punto può quindi essere diretta- Per quanto concerne l’irradiazione, il massi­
mente collegato il normale cavo coassiale; è mo si ha in ambedue le direzioni parallele al

34
filo; tuttavìa, più è lungo il braccio lungo, con la quale abbiamo già visto variare l’im­
più è accentuato il massimo d’irradiazione pedenza di alimentazione.
nella sua direzione, rispetto al braccio di ali­ La variabilità della corrente fa sì che non
mentazione. possa essere più vero quanto detto poco so­
Anche nel caso di fig. 1-37, le misure corri­ pra sul fatto che il massimo di intensità di
spondono ad una inverted-V per i 20 m (lun­ campo si ha in corrispondenza di un dipolo
ga 12 A/4). lungo 1 A (avevamo infatti supposto Io co­
stante); in effetti, la lunghezza ottimale di un
dipolo per la massima intensità di campo
IL DIPOLO ALLUNGATO ( 2 x - t \ ) all’orizzonte, risulta leggermente superiore.
8 L’elaborazione dei calcoli ottenibili dalla
La trattazione teorica sul funzionamento formula vista pocanzi non è quanto interessa
delle antenne si basa quasi sempre (e con in questa trattazione; vengono invece ripor­
buona approssimazione) sull’assunto che la tati, nell’apposita tabella, i risultati.
distribuzione della corrente lungo il condut­
tore d’antenna sia sinusoidale, partendo da Tabella 1-9 — Intensità di campo e guadagno per varie
zero alle estremità, dove c’è un circuito aper­ lunghezze di dipoli orizzontali
to.
L(inA) E(in V x m) guadagno (in dB) su
Partendo da questi presupposti, la formula
che consente di calcolare l’intensità del cam­ dipolo dipolo V_. isotropico dipolo V ; isotropico
po irradiato da un dipolo è la seguente:
0,500 1 0,7806 _ 2,150
COS(7rLcOS0)-COS7rL 1,265 1,673 0,9216 3,02 5,179
E =
sen 6 1,270 1,661 0,9151 3,03 5,180
1,275 1,649 09088 3,02 5,178
dove:
E = intensità di campo in V x m L’esame di questi numeri porta a concludere
10 = massimo di corrente in Aeff, che un dipolo raggiunge il suo massimo gua­
L = lunghezza totale in À dagno quando la sua lunghezza è pari a
r = distanza dall’antenna in m 1,27 A, e questo guadagno è pari a 3,03 dB
sulla classica versione a mezz’onda.
Noe è nei nostri scopi né dimostrare questa Questa lunghezza viene più spesso citata nel­
formula, né svilupparla eoe calcoli più o me­ le dizioni, approssimate ma più comode, di
no complicati; se ne possono invece trarre
I 1/4 A oppure 10/8 A.
delle interessanti conclusioni.
Innanzitutto, riferiamoci ad un caso partico­ II diagramma d’irradiazione (teorico di spa­
lare: l’intensità di campo misurata all’oriz­ zio libero) che ci si può aspettare da un dipo­
zonte (0 = 9O°7’), per una data corrente, lun­ lo lungo 1,27 A è riportato in fig. 1-38.
ghezza d’onda e distanza, si ottiene quando L’impedenza di alimentazione che si ha al
11 dipolo è lungo 1À: la formula infatti di­ centro di un dipolo di tale lunghezza (quindi
venta: non risonante) comprende, oltre alla resi­
stenza d’irradiazione, anche una parte reatti­
^ 60-Io cos( ttcos0) + 1 va da compensare: la Ri risulta compresa fra
90 e 100 0 , a seconda del diametro del con­
r sen0 duttore; la reattanza è compresa fra —300 e
—3500 (quindi capacitivi: infatti l’antenna è
e la seconda frazione del 2° termine presenta
sì più lunga della risonanza, ma è superiore
il suo massimo valore.
ad una lunghezza d’onda e quindi, a questi
Quando la potenza irradiata viene mantenu­ effetti, è come fosse 0,27 A, cioè minore di
ta costante (e quindi in condizioni tipiche di mezz’onda).
prova, senza inserire dispositivi di adatta­ Interessanti conseguenze di questa trattazio­
mento o elementi di perdita), la corrente in ne le vedremo anche a proposito delle anten­
antenna dipende dalla lunghezza dell’anten­ ne verticali; ora passiamo ad approfondire
na stessa, e precisamente con la stessa legge un’applicazione diretta, già accennata nel 1°

35
Tabella 1-10
dB
banda (in MHz) L (in m)

3,5 53,33
7 27,25
14 13,58
21 9,05
28 6,73

Comegià visto sul grafico di fig. 1-38, il dia­


gramma polare d’irradiazione è abbastanza
simile a quello di un dipolo a mezz’onda, sal­
vo che i lobi principali (più acuti) sono a 90°
rispetto alla direzione del filo, e in aggiunta
vi sono 4 lobi minori a 45° circa.
È consuetudine affermata l’alimentare l’an­
tenna con la solita linea a scaletta a 300 fi (a
suo tempo, veniva addirittura usata la piatti­
na bifilare per uso TV); ma resta evidente
Fig- 1-38 - Diagramma d’irradiazione di dipolo a 5 À /8 che la cosa più importante sarebbe la com­
(x2). pensazione della reattanza residua, che al so­
lito può venir effettuata con uno dei vari si­
stemi già visti nel 1° volume, o comunque
con il sempre prevedibile adattatore d’anten­
volume. na, che rimedia anche ad eventuali disadatta­
La doppia Zeppelin allungata (conserviamo menti di impedenza.
la denominazione ormai affermata da tem­
po, anche se non la riteniamo pertinente).
Questo sistema di antenna, che può anche es­
sere considerato come una collineare, è illu­
strato in fig. 1-39, e nella tabella che segue ne
vengono fornite le varie misure, per le lun­
ghezze che competono alle più comuni bande
d’impiego, relative al centro banda.

0,64 A 0,64 A

Fig. 1-39 - Doppia Zeppelin allungata monobanda.

36
ANTENNE MULTIBANDA
A/2

LA «ZEPPELIN»

Già alcune volte, in questo come nel 1° volu­


me, abbiamo usato questo nome per indivi­
duare certi tipi di antenna; l’occasione è ora
pertinente per sviscerarne il funzionamento e
giustificarne le prestazioni.
Ciò, anche in seguito al fatto che questo no­
me (specie nella sua versione più breve e...
familiare di «Zepp») viene attribuito, a torto
o a ragione, a diversi tipi d’antenna partico­
larmente diffusi durante i primi decenni di
vita della radio, ma che ora risultano piutto­ Fig. 1-40 - Rappresentazione schem atica di antenna
Zeppelin m ultibanda
sto «obsoleti», anche se a suo tempo furono
dei classici.
Nei primi decenni del 900 fu sviluppato, per
essere montato sugli aerostati Zeppelin, un non può sostanzialmente verificarsi su tutte
tipo di antenna per onde corte sostanzial­ le frequenze di un sistema multibanda.
mente consistente in un dipolo a mezz’onda, Una soluzione potrebbe essere quella di linee
alimentato ad una estremità tramite una li­ di alimentazione lunghe opportuni multipli
nea di trasmissione a quarto d’onda, partico­ di À/4 o A/2, ma non è evidentemente pratica;
larmente confacente alle specifiche esigenze si rimedia allora con un valore intermedio di
d’installazione. lunghezza della linea, di impedenza tipica­
L’antenna fu ben presto adottata dai radioa­ mente attorno ai 600 0, e con un opportuno
matori, ed il termine si è poi applicato a adattatore/accoppiatore d’antenna alla base
qualsiasi antenna risonante alimentata ad un del sistema.
estremo con linea bifilare. In fig. 1-41 è illustrata una versione pratica
Il principio fondamentale cui si può tranquil­ di questo tipo d’antenna, di cui ora diamo le
lamente attribuire la denominazione di «an­ necessarie indicazioni costruttive e d ’impie­
tenna Zeppelin» si basa sul fatto che un sem­ go.
plice filo, di lunghezza pari a metà dell’onda Innanzitutto vengono riportate, nella tabella
più lunga su cui deve risuonare, può essere che segue, le dimensioni dell’antenna in fun­
fatto lavorare in modo soddisfacente su un zione della più bassa frequenza di lavoro,
certo numero di bande in relazione armonica che può essere corrispondente agli 80 od ai
fra di loro (e con la fondamentale), alimen­ 40 m.
tandolo ad una estremità (fig. 1-40).
L’estremità libera di un’antenna presenta
sempre alta impedenza e può essere quindi lunghezza lunghezza banda
risonanza
antenna L, linea L, di lavoro
collegata ad una linea aperta, bifilare e riso­
nante, a differenza di tutti i casi sin qui visti, 41,14 13,70 3,5-7-14-28 serie
nei quali l’alimentazione all’antenna era rea­ 41,14 13,70 21 parallelo
lizzata tramite linee di trasmissione vere e 20 42 13,70 7-14-28 serie
proprie. 20,42 13,70 21 parallelo

Pur rimandando al 1° volume per la tratta­


zione delle linee bifilari, ricordiamo qui il Il valore intermedio dalla lunghezza di linea
concetto su cui si basa il funzionamento del (13,7 m) garantisce un’impedenza media­
sistema: se i due conduttori di una linea tra­ mente valida per tutte le bande, salvo quella
sportano correnti uguali ed opposte, essi non dei 21 MHz; su quest’ultima infatti (essendo
irradiano. Questo però si può ottenere nel la lunghezza dell’antenna uguale ad un multi­
caso di una sola frequenza di lavoro, mentre plo dispari di A/2), l’impedenza presentata

37
Fig. 1-41 - Antenna Zeppelin con adattatore d’impe­ LA «ZEPP» ALIMENTATA AL CENTRO
denza alla base (sia in versione serie che pa­
rallelo).
Per motivi già più volte accennati, un’anten­
alla linea è molto alta. na con alimentazione al centro è senza dub­
bio il miglior compromesso nel funziona­
mento multi-banda. Infatti, oltre a costituire
Ecco allora la necessità di accoppiare, al si­ un sistema intrinsecamente bilanciato su tut­
stema d’antenna, un opportuno adattatore te le bande, essa non richiede alcun ritorno di
che, oltre a rendere risonante la linea sulle terra, e presenta una buona reiezione alle ar­
varie bande, consenta anche la scelta del fun­ moniche di ordine più elevato, specie se ac­
zionamento in risonanza serie sulle bande curatamente accordata; queste doti vengono
3,5-7-14-28 e in risonanza parallelo per i 21 naturalmente perfezionate ed esaltate se le si
MHz. accoppia un opportuno adattatore d’anten­
La messa a punto ottimale dell’antenna con­ na.
siste nel farla risuonare ritoccandone la lun­
ghezza (del solo braccio orizzontale) fino a Fra le possibili versioni di dipoli long-wire
che le correnti nei due fili di linea siano ugua­ multibanda, ecco allora che, in analogia alla
li alla frequenza più bassa di lavoro. classica Zeppelin alimentata ad un estremo
Comunque, se ciò non fosse possibile, e con­ con «scaletta», si diffuse anche il dipolo a
siderando che l’impedenza terminale di onda intera per la più bassa frequenza di la­
un’antenna è sempre alta, indipendentemen­ voro, con linea di alimentazione realizzata
te dalla sua lunghezza o dalla frequenza, la con linea bifilare (fili di diametro 1,5 -s- 2,5
lunghezza del conduttore d’antenna può es­ mm, distanziati da barrette isolanti lunghe
sere compresa entro il ± 10% dal valore cor­ 10 -5-15 cm); per analogia più estetica che
rispondente alla risonanza; l’aggiustaggio funzionale, essa prese il nome, tuttora con­
verrà poi eseguito ricorrendo ancora una vol­ servato, di (doppia) Zeppelin con alimenta­
ta all’adattatore/accoppiatore. zione bifilare al centro (fig. 1-42). Con que­
Da ricordare infine che le tensioni a RF pre­ sto tipo di linea (la cui impedenza caratteri­
senti sugli isolatori d’attacco linea - antenna, stica si aggira sui classici 600 Q, e che presen­
nonché nei punti da essi distanti À/2, sono ta le migliori caratteristiche di attenuazione),
sempre molto alte, giustificando così le op­ l’impedenza che il sistema presenta al-
portune precauzioni e le notevoli distanze ri­ l’estremità-trasmettitore della linea varia,
chieste. con la frequenza, da circa 70 a circa 5000 0

38
L1

L2

Fig- 1-42 - D oppia Zeppelin con alimentazione al cen­


tro (e relativi dati di funzionamento). I i-
^h J -
MSLSL

Tabella misure (L, = 6000) Tabella impedenze flU s 300fi )

banda lunghezza lunghezza risonanza impedenza all’estremo trasmettitore lunghezza


(in MHz) LI L2 di L2, quando la stessa è a 3000 L; in m
in m in m
1200
3,5 parallelo 1200
7 « 17,27
41,45 20,72 1200
14 « 1200
28 «
75 28,96
3,5 serie 75
41,45 35,05
14 «
1200
3,5 parallelo 1200 20,42
7 32,00 25,29 « 1200
14 «
75
7 serie 1200 16,76
14 19,81 20,42 parallelo 1200
28 «
1200
7 parallelo 1200 24,99
14 19,81 30,48 « 1200
28 «

(più o meno, del resto, come si verifica per 0: questo valore, oltre a costituire un buon
una Zepp classica). compromesso, consentiva (a suo tempo) di
Una cosi ampia variazione richiede che sia usare la piattina TV, almeno nei casi di po­
presente, alla base, un adattore d’antenna tenze limitata a poche centinaia di W.
che abbia la possibilità sia di risonanza serie Ad ogni buon conto, con questo valore di
che di risonanza parallelo, tenendo altresì Z0, le escursioni di impedenza alla base della
conto degli elevati ventri di tensione che si Unea vengono notevolmente ridotte, sino a
possono verificare in vari punti lungo la li­ non superare (come valore massimo) i 1200 0
nea. circa; la tabella relativa al sistema d’antenna
Sotto certi aspetti è quindi preferibile adotta­ completo (fig. 1-42) fornisce i vari valori.
re, fra antenna e trasmettitore, una linea a Per completezza, la figura comprende anche
impedenza più bassa, segnatamente sui 300 una tabella che fornisce le lunghezze consi-

39
gliate, ed i tipi di risonanza, per svariate L’unica regolazione da eseguire sull’adatta­
combinazioni dimensioni/frequenze. tore è la sintonia sulla frequenza di risonan­
Una realizzazione più specifica è invece illu­ za, intervenendo sul relativo condensatore.
strata in fig. 1-43, prevista per le bande 40 e Una limitazione di questo tipo di antenna
80 m, ove una sostanziale omnidirezionalità, (come per tutte le long-wire multibanda) è
con le discrete caratteristiche di guadagno che i lobi d’irradiazione si spostano sensibil­
proprie di questa antenna, possono essere mente al variare della banda; nel nostro ca­
molto interessanti. so, mentre il diagramma d’irradiazione in 80
Le caratteristiche costruttive sono tutte espo­ m è il classico 8 molto «riempito» perpendi­
ste in figura; ad esse si può Aggiungere che colare al filo, in 40 esso diventa sostanzial­
una linea a 600 0 di questa lunghezza funzio­ mente a farfalla, con minimi notevoli per­
na come un tipico trasformatore a quarto pendicolari al filo ed angolo verticale d’irra­
d’onda, portando l’impedenza dai 70 fi della diazione sui 30°.
Ri a 5000 0 circa (questo, nel caso degli 80 In fig. 1-43 sono anche previsti i sistemi per
m). ovviare al problema, mantenendo in ogni ca­
L’adattatore d’antenna prevede appunto, so l’irradiazione di tipo quasi omnidireziona­
sulla bobina, le prese (A) corrispondenti a le; si tratta di questo:
5000 0. 1) viene aggiunto anche un dipolo esatta­
Quando invece si opera sui 40 m, l’antenna mente risonante sui 40 m;
diventa un dipolo a onda intera, presentando 2) l’adattatore prevede anche delle prese a
al centro un elevato valore d’impedenza; allo 70 0 (B).
stesso tempo, la lunghezza della linea diventa Allora, con questa configurazione opziona­
quella di un trasformatore a mezz’onda, tal­ le, è sostanzialmente il valore delle prese in­
ché le prese sulla bobina dall’adattore resta­ serite che determina quale antenna si adatta
no le stesse degli 80 m. perfettamente; infatti l’impedenza di 70 0
dell’adattatore viene pari pari trasferita dalla
linea (k/ 2 in 40 m) alla resistenza d’irradia­
zione del dipolo supplementare; l’antenna
più lunga, avendo impedenza ben più eleva­
ta, non influisce sostanzialmente sul sistema
e non assorbe potenza. È così possibile (ove
naturalmente sia richiesto) far sparire i «bu­
chi» nel diagramma d’irradiazione dell’an­
tenna originale a onda intera, giungendo a
perfezionare l’antenna in èfficentissima ver­
sione bibanda.
Nonostante l’adozione di una linea di tra­
smissione a 300 O, l’impedenza alla base del­
la linea può ugualmente raggiungere valori
piuttosto elevati, specialmente quando l’an­
tenna si trova a lavorare sulla sua seconda
armonica.
E ciò, oltre a provocare ventri di tensione rag­
guardevoli, costringe quasi sempre a modifi­
care il tipo di risonanza, con evidenti compli­
cazioni dell’adattatore d’antenna.
RISONANZA Una soluzione per limitare le escursioni di
A = 80 m = 5000 Si
impedenza di alimentazione consiste
B = 40 m = 70 0 nell’adottare, per l’antenna vera e propria,
una versione a due fili, leggermente allargati
Fig. 1-43 - Tipica versione di doppia Zepp con adatta­ (a ventaglio) agli estremi, come riportato in
tore d’impedenza alla base.
fig. 1-44.
Questa elaborazione ha appunto lo scopo di

40
adottata per molte altre versioni di antenna
multibanda di tipo analogo, semplificandone
(come qui) la realizzazione.

LA «MULTEE» ANTENNA

Si tratta di una versione un po’ particolare di


multibanda, in quanto è un’antenna che la­
vora su due bande (particolarmente 160-80 o
80-40) ed è stata sviluppata da W6BCX (fig.
1-45).
L’antenna può considerarsi come evoluzione
di una verticale bifilare caricata in punta, ed
è infatti a questo modo che si comporta sulla
banda più bassa; sulla banda alta invece, la
Fig. 1-44 - Configurazione particolarmente adatta a li­
sezione orizzontale costituisce un dipolo ri­
mitare le escursioni di impedenza alla base piegato mentre il tratto verticale si comporta
sulle frequenze armoniche. sostanzialmente come un trasformatore a
quarto d’onda, che provvede quindi ad adat-

limitare gli alti valori di impedenza sulle fre­


quenze armoniche, talché il funzionamento e
la regolazione del dispositivo adattatore ri­ quote 1,8/3,5 3,5/7 7/14
sultano molto meno critici.
Naturalmente, questa soluzione può essere L 21,34 10,67 5,34
V 15,85 7,92 3,96
R 15 7,5 3,75

160-80 m
1 = 21,34 m
V = 15,85 m

80-40 m
L = 10,67 m
V = 7,92 m

6 R A D IALI

Fig. 1-45 - Antenna multibanda di tipo «MULTEE».

41
tare i 5000-^6000 fi di impedenza d’antenna strato in fig. 1-46, compromesso senz’altro
ai 52 -h75 fi di impedenza del cavo coassiale. interessante fra prestazioni ed ingombro.
In questo caso, avendo a che fare con un ele­ L’antenna nasce sostanzialmente per un ren­
mento radiante verticale, occorre tener conto dimento ottimale sui 15 m, ma si sintonizza
di un fatto piuttosto importante: sotto, vi de­ su qualsiasi banda radiantistica compresa fra
ve essere una terra a buona conducibilità, 3,5 e 30 MHz, ivi incluse le nuove assegna­
non solo per costituire un collegamento di ri­ zione dei 10, 18 e 24 MHz, ed ha una lun­
torno a bassa resistenza, ma anche per realiz­ ghezza complessiva di circ.a 30 m.
zare una buona superficie riflettente per le Sugli 80 m, il suo comportamento è molto
onde che vengono irradiate direttamente vicino a quello di un dipolo a mezz’onda; sui
contro il terreno. 40, l’antenna è lunga quasi due mezze onde;
Ecco quindi la necessità, per ottenere risulta­ in 20 è quasi due onde intere, e presenta un
ti veramente buoni, di installare sotto l’an­ certo guadagno sul dipolo; sui 15 m è lunga
tenna un buon piano per il quale occorrono esattamente quattro mezze onde, alimentate
possibilmente non meno di 6 radiali, aventi in fase grazie àgli stubs, riuscendo così a for­
le misure riportate nella tabella di figura. nire quasi 5 dB di guadagno; infine, sui 10 m
Un altro parametro importante di cui tener essa si comporta come,una generica long-
conto è che la discesa, in questo caso e nel wire, con un guadagno più o meno analogo.
funzionamento su banda bassa, costituisce La realizzazione è piuttosto semplice, e le
una vera e propria antenna verticale; essa quote necessarie sono tutte in figura; i due
quindi va sistemata in modo da essere vera­ stubs sono in bifilare a 450 fi, come pure la
mente verticale. linea di alimentazione, che può essere di lun­
Ricordiamo infine che, come qualsiasi altra ghezza qualsiasi, naturalmente terminata su
multibanda, questa antenna non presenta so­ opportuno adattatore d’antenna. Da notare
stanziali attenuazioni su armoniche eventual­ che tutti gli isolatori devono essere di ottima
mente emesse dal trasmettitore, specialmente qualità, in quanto, su certe frequenze, la ten­
poi se ci si riferisce alla 2a armonica quando sione RF che si localizza ai loro capi è rile­
si operi sulla banda più bassa: occorre quindi vante.
eseguire gli opportuni controlli e prendere le Problemi di sintonia si possono risolvere va­
necessarie precauzioni. riando di qualche decina di cm la lunghezza
della linea di alimentazione.

COLLINEARE A 4 ELEMENTI (per 15 m) LA «G5RV»

Una fra le tante possibili applicazioni della Si tratta di un’altra possibile versione della
tecnica collineare nelle antenne filari di tipo categoria di antenna di cui stiamo trattando,
long-wire è rappresentata dall’esempio illu­ piuttosto diffusa in quanto costituisce un

A A A A

A = 6,98 m !
1 Fig. 1-46 - Long-wire multibanda in versione colli­
B = 3,40 m neare.

42
buon compromesso per quanto concerne sia
le prestazioni su tutte le bande da 1,8 a 30
MHz, sia le modalità di alimentazione (ver­
sione B); in figg. 1-47 e 1-48 sono completa­
mente illustrate le sue modalità costruttive.
Nella l a versione, tutta la linea di trasmissio­
ne è costituita da bifilare di impedenza com­
presa fra 300 e 600 fi, di lunghezza preferibil­
mente pari a multipli interi di À (riferita ai 14
MHz); la 2a versione comprende invece un
tratto di linea bifilare ad alta impedenza, che
agisce come stub di adattamento, dopo di mnrmnnr
che la discesa può essere costituita da una li­
nea a 72 fi di lunghezza qualsiasi: in questo 72 S I AL TX

punto infatti la lunghezza complessiva brac­


cio + linea (15,55 + 10,37 = 25,92 m) è tale
C1 ?
che l’impedenza del sistema dovuta al parti­ T
colare regime di onde stazionarie è bassa su
pressoché tutte le bande. In 48-B è comun­ Fig. 1-47 - «G5RV» con linea bifilare e adattatore alla
que raffigurata una versione ottimale di base.
adattatore.
Le prestazioni di questa antenna sono legate
in modo tutt’altro che trascurabile all’altezza Sui 14 MHz, l’antenna risulta pari a 3 mezze
cui essa è installata, che deve essere scelta in lunghezze d’onda, con un diagramma d’irra­
funzione della banda che si considera più im­ diazione sostanzialmente circolare e ad ango­
portante per l’attività; la quota deve essere lo basso.
pari a mezza o intera lunghezza d’onda. L’impedenza di alimentazione è sui 100 fi, e
La soluzione ottimale si ottiene per i 14
MHz, frequenza alla quale l’antenna è realiz­
15,55 m 15,55 m
zata in modo da presentare un buon adatta­
mento d’impedenza con lo stub della versio­ ».... - H 0" »<
ne B, stub che qui si comporta come trasfor­
matore 1:1.
Vediamo comunque il comportamento LINEA BIFILARE
dall’intero sistema banda per banda e le con­ 10,37 m .
seguenti modalità di realizzazione od impie­
go.
Su 1,8 MHz i due fili della linea all’estremità
trasmettitore vanno collegati assieme (lo u
stesso vale per interno ed esterno del cavo
coassiale); in tal modo il sistema antenna-
linea funziona come una «Marconi», avendo
un circuito risonante serie come adattatore-
accoppiatore e richiedendo di essere correda­
to di una buona terra.
Per i 3,5 MHz, il centro elettrico dell’anten­
na si trova lungo la linea, circa 5 m sotto l’at­
tacco; il sistema si comporta come due mezze
onde in fase sui 7 MHz, con una parte ripie­
gata al centro. In queste condizioni, la termi- Fig. 1-48 - «G5RV» con tratto di linea come stub di
nazione a 72 fi vede anche una parte legger­ adattamento; in B è un adattatore per otti­
mente reattiva, ma il carico e l’irradiazione mizzarne le prestazioni.
sono più che soddisfacenti.

43
l’adattamento al cavo (dato il trasferimento dell’adattatore d’antenna vanno aggiustate
1:1 della linea-stub) è più che buono; un mi­ sperimentalmente con una certa cura su cia­
glior adattamento si può ottenere alzando od scuna banda, per ottenere le condizioni di ca­
abbassando (ove possibile) la quota di mon­ rico ottimali.
taggio dell’antenna. Va ancora sottolineato, per questi tipi di an­
In 21 MHz, l’antenna è pari a due lunghezze tenna, il problema costituito dalla presenza
d’onda (abbondanti) in fase, ed è quindi in di armoniche emesse dal trasmettitore, il
grado di fornire ottime prestazioni, specie se quale va quindi particolarmente controllato
si adatta la linea risonante per ridurre le per­ sotto questo aspetto; in ogni caso, un oppor­
dite. tuno filtro passa-basso inserito fra adattato­
Sui 28 MHz, i due bracci diventano di re e trasmettitore è quanto serve per intro­
1 A e 1/2, collineari e in fase; anche qui si durre sufficiente attenuazione.
possono avere ottimi risultati con la linea ri­
sonante, pur restando soddisfacente la solu­
zione B.
Quando si adotti la linea risonante (versione
l a), le corrispondenti prese sulla bobina

44
LE ANTENNE VERTICALI

ESAME PRELIMINARE notoriamente uguali alla metà del valore re­


lativo al dipolo corrispondente).
Prendiamo in considerazione un’antenna co­ Questa figura è qui fornita più che altro allo
stituita da un conduttore verticale di lun­ scopo di vedere l’andamento generale delle
ghezza £posto su un piano di terra orizzonta­ grandezze; infatti i valori precisi sono legati,
le a conducibilità infinita; potrebbe anche in modo tutt’altro che trascurabile al diame­
trattarsi, in scala più ridotta, di uno stub po­ tro del conduttore (il grafico riportato come
sto in verticale in prossimità della sua super­ esempio si riferisce ad un rapporto
ficie metallica di riferimento, orizzontale. lunghezza/diametro di circa 350), e ricordia­
La situazione è comunque schematizzata in mo a tal proposito l’andamento delle figg.
fig. 1-49; ricordando quanto detto nel 1° vo­ 1-6 e 1-7.
lume, e cioè ricorrendo al metodo dell’anten­ Può tornare utile qualche commento all’an­
na immagine, il terreno, o comunque la su­ damento delle singole grandezze all’interno
perficie di massa, può sostituirsi con l’imma­ del diagramma.
gine speculare dell’antenna vera e propria, Da notare innanzitutto che, aumentando la
con identiche dimensioni e distribuzione di lunghezza a partire dallo zero, la resistenza
corrente. aumenta con legge pressoché quadratica,
Il problema si riduce in tal modo allo studio
del dipolo lineare, alimentato al centro, già
abbondantemente trattato; ci limitiamo
quindi ad esaminarne i risultati riferiti ai pa­
rametri più interessanti.
I valori della resistenza d’irradiazione e della
reattanza serie di un’antenna a monopolo
montata su un piano perfettamente condut­
tore sono presentati, in forma grafica, come
funzione della lunghezza d’onda, in fig.
1-50, per evidenti motivi di comodità (sono

0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8


LUNGHEZZA D'ANTENNA VERTICALE (A)

Fig. 1-50 - Andamento dell’impedenza di alimentazio­


Fig. 1-49 - Comportamento di uno stilo verticale lungo ne di uno stilo verticale alimentato alla ba­
K / 4 e posto su terreno conduttore. se, al variare della lunghezza.

45
Fig. 1-51 - Schematizzazione sommaria delle tecniche
di adattamento di uno stilo verticale mono­
banda, alimentato alla base, secondo la lun­
0.25 -
ghezza. 0.5 A
0,25-
0,3 A

A
<T

@+Tnr+
I I
(A) (E)

mentre la reattanza parte con un valore for­ cessario collegare un induttanza in serie (A);
temente capacitivo, che crolla a zero per un per l = À/4 non serve ovviamente alcuna
valore di £ leggermente inferiore al quarto compensazione reattiva (B); per l compreso
d’onda (prima risonanza). fra 0,25 e 0,30 À, basta un condensatore (C).
Continuando ad aumentare l’altezza dell’an­ Quando la lunghezza aumenta, è necessario
tenna, là resistenza continua ad aumentare anche il rapporto di trasformazione; la solu­
con la stessa legge raggiungendo un massimo zione più semplice per t compreso fra 0,25 e
dì circa 1000 0 poco prima che sia i = K / 2 0,5 À è l’autotrasformatore risonante (D),
(seconda risonanza): la reattanza, ripartendo mentre per lunghezze superiori a 0,5 À il con­
da zero è invece diventata induttiva e, dopo densatore si può omettere (E), essendo già
un massimo abbastanza accentuato, torna a capacitiva la reattanza dell’antenna.
zero in corrispondenza dì questa seconda ri­ Per quanto concerne le modalità d ’irradia­
sonanza. zione, il modo in cui un’antenna è orientata
Aumentando ulteriormente l’altezza, la resi­ in spazio libero non influisce minimamente
stenza inverte il suo andamento dirigendosi sulla forma del suo diagramma polare; quin­
verso un minimo, che corrisponde alla terza di, non tenendo qui conto delle riflessioni dal
risonanza, alla quale si verifica pure uno ze­ terreno, una qualsiasi antenna verticale con
ro della reattanza, che in questo caso era ri­ un estremo riferito a terra presenta un dia­
partito verso un massimo capacitivo. gramma d’irradiazione che è equivalente a
L’andamento prosegue poi secondo gli avvi­ quello di un’antenna alimentata al centro,
cendamenti ormai ben noti. lunga il doppio e con distribuzione simmetri­
Questa panoramica sul comportamento di ca di corrente, salvo essere opportunamente
un’antenna a monopolo verticale al variare ruotato.
della lunghezza consente ora di risolvere, al­ In fig. 1-52 sono illustrati i vari diagrammi
meno sotto l’aspetto più generale, il proble­ relativi ai casi più ricorrenti ed interessanti,
ma dell’alimentazione alla base, che consiste con indicati i relativi angoli d’irradiazione,
normalmente nel sintonizzare via la reattan­ sempre in condizioni dì terreno perfetto.
za (quando c’è) e nel trasformare la resisten­ Oltre ai valori degli angoli riferiti ai vari lobi,
za ai 50 + 75 0 standard (quando serve). In è riportato, sull’asse orizzontale, il valore
fig. 1-51 sono schematizzate le modalità ed i dell’intensità di campo rilevabile nel massi­
circuiti di adattamento secondo le soluzioni mo del lobo, espressa in mV x m, alla distan­
più semplici per ogni singolo caso, e riferen­ za di 1600 m e corrispondente ad 1 kW di po­
dosi quindi al funzionamento singola banda. tenza di alimentazione all’antenna; da que­
Accettando di lavorare con un certo ROS, sto dato si può così ricavare, seppure in caso
per le antenne verticali di lunghezza non ideale, quello che è il guadagno di un tipo di
troppo inferiore a A/4 è semplicemente ne­ antenna rispetto agli altri.

46
DIPOLI E MONOPOLI

IL DIPOLO A MEZZ’ONDA

Sulla base di quanto detto nel precedente ca­


pitolo, e in condizioni di spazio libero, tutta
la trattazione relativa al dimensionamento ed
all’impedenza di un dipolo a mezz’onda non
è altro che la ripetizione esatta di tutto quan­
to già esposto a proposito del dipolo orizzon­
tale; e ciò vale anche per le versioni ad onda
intera ed oltre.
Rimandiamo quindi a quelle pagine l’acqui­
sizione di tutti i dati relativi.
Se invece si mettono debitamente in conto le
pratiche conseguenze della presenza del ter­
reno -sotto il dipolo stesso ed a distanza va­
riabile dalla punta più bassa, allora l’effetto
sul valore della resistenza d’irradiazione è ri­
portato nel grafico di fig. 1-53: quando il
centro del dipolo dista À/2, o anche un po’
meno, dal suolo (e quindi la punta del brac­
cio più basso ne dista anche meno di À/4), il
valore della Ri si assesta attorno ai classici
73 U (teorici) assunti come riferimento a pari­
tà di condizioni, e se ne discosta solamente
con leggerissime ondulazioni.
L’effetto-suolo (almeno nel caso di poterlo
considerare conduttore perfetto) è quindi,
per il dipolo verticale, ancor meno sensibile
che per quello orizzontale: cosa del resto più

Fig. 1-52 - Diagramma (Tirradiazione nello spazio libero


per uno stilo verticale di diverse lunghezze.

Infine, alcune brevi considerazioni di carat­


tere pratico, ma di validità generale.
L’antenna verticale, poiché produce un’onda
di terra la cui intensità di campo è notevol­
mente maggiore che non nel caso orizzonta­
le, è soggetta a provocare interferenze negli !" " !"
apparecchi domestici circostanti con proba­ ALTEZZA SUL SUOLO (1)

bilità molto superiore. Fig. 1-53 - Influenza del terreno su un dipolo verticale
a À/2.

47
che logica, sia perché l’accoppiamento La superficie di terra viene cioè a costituire
antenna-terra è ben più ridotto, sia perché un piano di simmetria che dimezza l’antenna
esso è sensibile solo in una zona dell’antenna ed i suoi parametri.
(la punta) nella quale la corrente va da valori Così per un elemento lungo esattamente un
bassi a praticamente zero, e quindi l’irradia­ quarto d’onda e perpendicolare ad un piano
zione è modesta. di dimensioni infinitamente grandi e perfet­
Pur trattandosi di antenna con caratteristi­ tamente conduttore, la resistenza d’irradia­
che notoriamente interessanti, il dipolo in zione vale:
versione verticale è di impiego relativamente
poco diffuso, essendo sostanzialmente sur­ Ri = 36,6 + j21 0
classato dall’antenna a quarto d’onda che, La prassi da seguire per lo studio e la realiz­
con un elemento conduttore di metà lunghez­ zazione di questo tipo di antenna è ancora
za, consente purtuttavia di ottenere le stesse una volta identica a quanto già visto a pro­
prestazioni. posito del dipolo a mezz’onda: se si ritocca
di qualche percento, accorciandola, la lun­
ghezza del quarto d’onda, lo si porta alla ri­
IL «QUARTO D’ONDA» VERTICALE sonanza, con una resistenza d’irradiazione
pari a 34 -r- 35 0 nel caso di antenna infinita­
Elementi di progetto. La «genesi» di questo mente sottile; nella pratica dei vari diametri
tipo d’antenna, ampiamente esaminata nel possibili invece, l’influenza del rapporto lun-
1° volume, è rappresentata in modo estrema- ghezza/diametro si manifesta secondo gli
mente sintetico, ma graficamente evidente, stessi coefficienti di riduzione elencati in ta­
in fig. 1-54, bella 1, salvo naturalmente tener presente
Sappiamo infatti che un’antenna a monopo­ che i valori di ambedue le colonne, sia quella
lo, montata perpendicolarmente ad un piano della lunghezza che quella della Ri, vanno
di terra perfettamente efficiente, può consi­ opportunamente dimezzati.
derarsi equivalente ad un dipolo verticale che Poiché in genere queste strutture verticali
abbia ciascuno dei bracci uguale alla lun­ vengono realizzate con conduttori tubolari
ghezza del monopolo. autoportanti, non si pone allora alcun altro
problema di fattori d’accorciamento, in
quanto non esiste alcun sostanziale effetto di
terminazione.

VERTICALI «CORTE»

S’intende normalmente con questo termine


qualsiasi antenna il cui conduttore sia di lun­
ghezza inferiore ad 1/4 d’onda; la situazione
corrisponde a quella vista per il dipolo oriz­
zontale raccorciato.
I valori dell’impedenza d’irradiazione posso­
no essere derivati proprio da questo capitolo
(per esempio, dimezzando, per la Ri, i dati di
tabella 3), oppure ricavati dal grafico di fig.
1-50.
L’adozione dell’antenna verticale riferita a
terra è in genere giustificata sulla parte più
bassa delle HF (nel campo radiantistico, se­
gnatamente per le bande 1,8 e 3,5 MHz), per
Fig. 1-54 - Genesi dell’antenna verticale a À /4 alimen­ il semplice fatto che le normali antenne oriz­
tata alla base. zontali ben raramente possono essere monta­
te ad altezza sufficientemente elevata da con-

48
sentirne i bassi angoli d’irradiazione che
sempre ci si aspetta in queste applicazioni.
E poiché i valori ottimali di altezza, proprio
su queste frequenze, sono normalmente ir­
raggiungìbili, ecco giustificato il ricorso ai si­
stemi verticali accorciati.
In tali condizioni, l’antenna si comporta co­
me un circuito RC in serie, come riportato in
fìg. 1-55-A; la resistenza (d’irradiazione)
presenta un valore ricavabile dai dati poco
sopra citati, mentre la capacità (oltre che da­
gli stessi dati), è riportata nel grafico di fig.
1-56, valido per antenne di lunghezza com­ 10 20 30 40 50 pF
presa fra 2 e 6 m circa e di diversi diametri, a
CAPACITÀ D’ANTENNA
titolo esemplificativo.
La bobina di carico. È ormai ben noto che la Fig. 1-56 - Andamento della capacità equivalente dello
reattanza capacitiva che un’antenna presenta stilo in funzione della lunghezza e del dia­
a frequenze più basse di quella di risonanza metro.
può essere cancellata mediante l’aggiunta
della reattanza induttiva equivalente, sotto
forma di bobina di carico posta in serie risultano meno approssimati (e in genere con
all’antenna (fig. 1-55-B). I calcoli relativi so­ induttanza sovrabbondante).
no quelli già visti a proposito del dipolo a La posizione della bobina di carico può esse­
mezz’onda; in modo più rudimentale e sem­ re, in teoria, qualunque lungo tutta l’altezza
plicistico, si può comunque dire che l’indut­ dell’antenna; in pratica, il posizionamento
tanza richiesta dovrà avere alPincirca il va­ vien scelto o alla base (che è la scelta più clas­
lore necessario per risuonare alla frequenza sica e frequente) o alPincirca a metà dell’ele­
di lavoro con la capacità dell’elemento con­ mento conduttore: vediamone una breve giu­
duttore. stificazione.
Andranno poi eseguite le opportune opera­ Quando un’antenna risulta corta rispetto al­
zioni di ritocco, che risultano via via più im­ la lunghezza d’onda di lavoro, si può affer­
portanti al crescere della frequenza, in quan­ mare, in situazione ideale, che la corrente ri­
to i valori cosi calcolati sulle bande più alte sulta uniforme lungo tutta la sua lunghezza;
ma, in pratica, questo non avviene mai, in
quanto la corrente è più forte (e anche di
molto) alla base.
La situazione equivale a quella di un’indut­
tanza distribuita lungo l’elemento condutto­
re, il cui valore per unità di lunghezza cresce
via via che ci si avvicina alla punta; situazio­
ne inversa si verifica per la capacità distribui­
ta verso terra (fig. 1-57).
11 risultato è che la maggior parte della cor­
rente d’antenna si chiude a terra nelle imme­
Ri diate vicinanze della base, come meglio ve­
dremo quando si dovranno mettere in conto
anche le caratteristiche del terreno sottostan­
te una qualsiasi antenna verticale.
(A) Per migliorare questa situazione, cioè per
rendere più uniforme la distribuzione della
Fig. 1-55 - Stilo verticale «corto» e relativo circuito corrente, esistono due possibili soluzioni:
equivalente. quella di aumentare la capacità in testa
all’antenna, inserendovi i ben noti carichi ca-


chiusa in un contenitore metallico non suffi­
cientemente grande, può avere normalmente
un Q dì 50 a 3,5 MHz: ebbene, la resistenza
di perdita corrispondente si aggira sui 40 + 50
fi , valore in rapporto al quale la resistenza di
radiazione può risultare addirittura trascura­
bile.
È quindi di estrema importanza realizzare
bobine a Q il più elevato possibile, e cioè at­
torno a 300, adottando bobine di dimensioni
abbondanti (specie nel diametro e nella spa­
ziatura spira-spira) con filo di grosso diame­
tro, su supporto isolante di buona qualità; in
tali condizioni, nell’esempio poc’anzi fatto,
la resistenza di perdita può scendere anche
sotto i 10 fi.
Poiché, come già visto, un’antenna (vertica­
Fig. 1-57 - Distribuzione schematica di induttanza e ca­ le) raccorciata presenta, al generatore/carico
pacità distribuite in uno stilo verticale «ver­ cui è applicata, una impedenza resistiva (sia­
so terra». mo in condizioni di risonanza) data da
(I condensatori aumentano di larghezza ver­
so il basso). ^ = Ri + Rl ,
questa situazione contribuisce a migliorare i
pacitivi «a cappello»; quella di disporre la problemi di trasferimento della potenza e di
bobina di carico non già alla base, bensi in adattamento dell’impedenza, specie nei casi
posizione più elevata. in cui l’antenna sia molto corta.
Considerando di porre la bobina in posizione Occorre però prestare ben attenzione a quel­
centrale, se ne ottiene un sensibile migliora­ lo che è il vero rapporto fra resistenza totale
mento nella distribuzione della corrente, che di alimentazione e resistenza d’irradiazione
risulta nettamente più uniforme almeno da pura e semplice: in altre parole, a quella che
metà antenna in giù. è l’efficenza dell’antenna.
L’inserimento della bobina di carico, sia esso Per chiarire meglio cosa s’intenda con ciò, ri­
alla base o in posizione più strategica, con­ corriamo ad un esempio pratico piuttosto si­
sente di eliminare la parte reattiva, e quindi gnificativo.
di rendere risonante l’antenna; a questo pun­ Si disponga di uno stilo verticale alto 10 m, e
to, il sistema d’antenna presenta unicamente si faccia funzionare lo stesso come antenna
parametri resistivi, e cioè la sua resistenza verticale su terreno per gli 80 m.
d’irradiazione Ri, nonché la resistenza di All’esatta frequenza di centro banda corri­
perdita della bobina RL, sponde una lunghezza l’onda di 82 m circa;
Poiché ragioniamo in termini di antenne cor­ l’antenna in uso è quindi lunga 0,12 A: la re­
te, e quindi di bassi valori d i Ri, notevole im­ sistenza d’irradiazione corrispondente è circa
portanza assume il valore di RL, che potreb­ 7 f i.
be facilmente essere anche superiore ad Ri, Nel caso in cui la bobina di carico, opportu­
provocando così forti perdite di potenza namente inserita per cancellare la parte reat­
(senza contare che non vengono ancora mes­ tiva, sia realizzata con caratteristiche piutto­
se in conto quelle dovute al terreno o ad altre sto scadenti (ed è molto facile che ciò avven­
cause). ga), e cioè secondo l’esempio, precedente-
Purtroppo, è assai facile riscontrare, concen­ mente citato, di un Q pari a 50 circa, la resi­
trati nella bobine di carico, forti elementi di stenza di perdita può essere facilmente sui
perdita; per ridurre i quali, è ovvio che la bo­ 45 fi.
bina debba presentare un Q molto elevato. Siamo quindi nella condizione:
A titolo di esempio, una bobina realizzata Zj = R; + Rl = 7 + 45 = 52 fi.
con diametro modesto e filo sottile, poi rac­

50
La resistenza vista dal generatore è tale che Il valore d’induttanza della bobina di carico
l’antenna può essere direttamente alimenta­ viene leggermente diminuito (il che rende più
ta, con trasferimento ottimale di energia e facile ridurre anche le perdite di detta bobi­
con ROS sostanzialmente pari ad 1:1. na), in modo che l’impedenza di alimentazio­
Possiamo però facilmente verificare che l’ef­ ne risulti leggermente reattiva; il trasforma­
ficienza del sistema è piuttosto modesta; in­ tore di adattamento, che ha lo scopo di can­
fatti: cellare questa ulteriore reattanza, effettua la
trasformazione d’impedenza necessaria fra
Ri 7 antenna e linea.
v= A 13%
R-t R; + RL 7 + 45 L’esecuzione dei calcoli completi connessi al
dimensionamento dei dispositivi di compen­
Ciò significa che abbiamo sì ottenuto un per­ sazione e adattam ento di un’antenna
fetto adattamento d’impedenza, ma anche «corta», pur essendo possibile da tutto quan­
che l’87% della potenza erogata va dissipata to esposto in questo capitolo ed in quello re­
in calore sulla resistenza di perdita della bo­ lativo ai dipoli, resta pur sempre un po’ labo­
bina di carico. riosa; per tali motivi vengono raccolti, in
Invece, nel caso in cui la bobina sia stata co­ un’unica tabella, tutti i valori dei parametri e
struita con tutte le modalità atte a realizzare delle grandezze relative alle diverse bande ra-
un Q di 300 (o più), la resistenza di perdita diantistiche.
che se ne ottiene può essere limitata su 7 U. Naturalmente, una singola tabella, stante
La situazione è ora la seguente: l’abbondanza dei dati, non può che riferirsi
ad un singolo valore di lunghezza d’antenna,
7; = Ri + Rl = 7 + 7 = 14 assunto qui pari a circa 2,4 m in quanto cor­
Ri 7 rispondente ad un’antenna per uso mobile di
7J = ----- = 50% dimensioni corrispondenti ad un buon com­
Rt 14
promesso per tutte le bande operabili in HF.
Occorre quindi un dispositivo di adattamen­ Per i motivi già più volte accennati, i valori
to che trasformi l’impedenza di linea stan­ di induttanza, sia per la bobina di carico Ll
dard al valore della resistenza complessiva che per quella di adattamento LM, sono ap­
d’irradiazione, ma almeno metà della poten­ prossimati, nel senso che, caso per caso, sarà
za erogata può essere dissipata dall’antenna. necessario ottimizzare le prestazioni con gli
L’adattamento d’impedenza. Nonostante i inevitabili ritocchi.
possibili elevati valori della resistenza di per­
dita delle bobine di carico, che alzano artifi­
cialmente la resistenza complessiva di un’an­
tenna, un dispositivo di adattamento è in ge­
nere necessario e comunque sempre augura­
bile.
La trasformazione del basso valore di resi­
stenza d’irradiazione ai valori più standard
delle linee di trasmissione comunemente in
uso (per esempio, i classici 50 0 che rappre­
sentano l’impedenza più comune degli appa­
rati ricetrasmittenti), può essere effettuata o
con un trasformatore a RF, oppure con un
dispositivo ad alimentazione in parallelo, co­
me ad esempio una classica rete ad L. Una
soluzione fra le più semplici possiamo indi­
carla in quella di fig. 1-58 nella quale, oltre
alla vera e propria bobina di carico Ll (per la Fig. 1-58 - Circuito completo di compensazione (di
compensazione reattiva), figura anche un au­ lunghezza) ed adattamento (d’impedenza)
totrasformatore Lm per il previsto adatta­ per stilo verticale.
mento d’impedenza.

51
Dalla versione di fig. 1-58, risulta abbastan­
za ovvio il passaggio ad una soluzione sem­
plificata del problema, e consistente-nel ren­
dere tutt’una l’induttanza di L l e di LM. 10 m
Una pratica versione di ciò è illustrata in TUBO Al
0 50 mm
fig. 1-59; si tratta di un’antenna caricata alla
base, destinata a funzionare (nel caso specifi­ il
co) sui 160 m, e costituita da un tubo in allu­ ii
minio di 0 50 mm lungo 10 m.
La bobina è l’unico componente realizzato...
senza economia: tubo di rame di 5 mm, 40
spire su un supporto di 10 cm, bandelle lar­
ghe di rame ben avvolte attorno al tubo di
bobina per realizzare le due prese (quella per
la linea coassiale è all’incirca a 4 spire da
terra).
Tutto il resto è invece quanto di più semplice
si possa immaginare: il supporto per il tubo
d’antenna può essere... una bottiglia da bibi­
ta immersa e bloccata in un blocchetto di ce­
mento o di legno; il supporto laterale è un
paletto di legno di un paio di metri, di circa Fig. 1-59 - Versione costruttiva di antenna verticale
con circuito di adattamento alla base.
10 cm di diametro o spessore; i due isolato-
ri/distanziatori sono tondini in plastica di
10-v20 cm di lunghezza, con qualche cm di
spessore. risuonare il sistema a centro banda (con
Invece deve essere realizzata con cura parti­ GDM, ponte, o simile); poi si collega il cavo
colare la bontà della presa di terra, secondo ad opportuna presa per ottenere il ROS mini­
le modalità che verranno esaminate nelle ap­ mo (per queste prese, si parte dall’estremo
posite pagine. opposto della bobina, cioè lato massa).
Per la messa punto della bobina, le fasi sono Il sistema di terra. Per tutto quanto sin qui
due: senza cavo di alimentazione applicato, visto, anche le caratteristiche del terreno sot­
si trova la presa giusta dell’antenna per far tostante un’antenna verticale hanno un effet-
Tabella 1-11 (da The ARRL Antenna Hook) ■

Valori approssimati per stilo verticale di 2,4 m

Bobina di carico alla base

frequenza Ll Rl in fi Rl in fi Ri Rt Lm
in kHz in pH (Q = 50) (Q = 300) in fi in fi in pH

1800 345 77 13 0,1 23 3


3800 77 37 6 0,35 16 1,2
7100 20 18 3 1,35 15 0,6
14200 4,5 7,7 1,3 5,7 12 0,28
21250 1,2 3,4 0,5. 14,8 16 0,28
29000 — —
— — 36 0,23

Bobina di carico al centro

1800 700 158 23 0,2 34 3,7


3800 150 72 12 0,8 22 1,4
7100 40 36 6 3 19 0,7
14200 8,6 15 2,5 11 19 0,35
21250 2,5 6,6 1,1 27 29 0,29

52
corrente Fig. 1-60 - Distribuzione della corrente per uno stilo
LUNGO IL
RADIATORE
verticale alto A /4 o meno, sia lungo l’ele­
mento irradiante sia nel terreno sottostante.

to considerevole sull’efficienza complessiva Il circuito equivalente di tutto il sistema è


del sistema d’antenna, specialmente per bas­ quindi quello riportato in fig. 1-61, e da esso
se frequenze di lavoro o, per meglio dire, può venir derivata l’espressione del rendi­
quando l’antenna è «corta». A seguito della mento complessivo (essendo le tre resistenze
già studiata distribuzione di corrente lungo percorse dalla medesima corrente, e quindi
l’elemento radiante, nel terreno circostante in serie fra di loro):
vengono indotte cariche che danno luogo ad
una circolazione di corrente, che è poi la cor­ - Ri
rente di chiusura al generatore, e la cui mas­ RL+ R; + Rq
sima intensità è nella zona immediatamente
circostante la base dell’elemento radiante
(fig. 1-60). Per poter in qualche modo dimensionare il
Oltretutto, questa corrente scorre nel terreno termine RG, occorre innanzitutto esaminare i
con una profondità di penetrazione che varia fattori principali che contribuiscono alla
con la frequenza e con la conduttività del ter­ conducibilità del suolo; essi sono: il tipo di
reno immediatamente sotto la superficie. terreno; il tipo dei sali contenuti nell’acqua e
Va subito precisato che la maggior parte dei la loro concentrazione; il contenuto di umi­
terreni sono sostanzialmente cattivi condut­ dità; la grana, le dimensioni e la distribuzio-
tori di elettricità, almeno nel caso in cui sia­
no secchi; la conduzione di correnti elettriche
nel terreno infatti deriva quasi sempre dalla
conduzione attraverso l’acqua contenuta nel Ri
suolo stesso: si tratta cioè di una conduzione
di tipo elettrolitico, che coinvolge i sali con­
tenuti nel terreno e appunto dall’acqua di­
sciolti.
L’effetto pratico è in ogni caso quello di ag­
giungere, in serie al circuito che rappresenta
il sistema complessivo d’antenna, un ulterio­
re termine resistivo RG che la corrente deve
attraversare; esso è appunto funzione della Fig. 1-61 - Circuito equivalente del sistema antenna-
conduttività sotto-superficie del terreno sot­ terra per uno stilo verticale.
tostante.

53
Fig. 1-62 - Effetto del terreno sul rendimento comples­ Dati attendibili sull’efficienza complessiva
sivo di un sistema d’antenna verticale su!
terreno.
del sistema d’antenna sono condensati nel
grafico di fig. 1-62, dove è mostrato come
ne del terreno; la temperatura; infine, la varia il rendimento con la lunghezza effettiva
compattezza e densità del materiale. dell’antenna, per diversi valori della resisten­
Quindi, nonostante l’importanza derivante za di perdita del terreno.
dal tipo di terreno vero e proprio, grosse va­ Una considerazione interessante sui dati for­
riazioni nella sua conducibilità possono veri­ niti da tale grafico è la seguente: nel caso di
ficarsi da luogo a luogo ed a causa di fattori sistema di terra molto buono (RG< 2 0), un
atmosferici. elemento radiante lungo, per esempio, 1/8 di
In genere, i terreni da coltura e da giardino À è quasi altrettanto efficiente di un À/4: in­
possiedono la conduttività più elevata, segui­ fatti, fra il 95 e il 66% di rendimento, la dif­
ti da argilla, sabbia e ghiaia. ferenza è di circa 1,6 dB.
Se, nella stessa situazione d’antenna, la resi­
Ad ogni modo viene riportato, in apposita
tabella, una classificazione dei vari tipi di stenza dal terreno fosse sui 100 0, la diffe­
suolo in funzione della sua conducibilità. renza fra il quarto e l’ottavo d’onda sarebbe
ben più netta (sugli 8,5 dB), con l’elemento
più lungo dotato di un rendimento di appena
i il 27%.
materiale conducibilità (in _, )
mQ/m

terreno povero 1+ 5
Dalle considerazioni ora svolte risulta chiaro
terreno medio 10 + 20 che vale veramente la pena dedicare partico­
terreno buono 100 lar attenzione all’efficienza del sistema di
acqua salata 5000 terra: sorge però il problema di come interve­
acqua piovana 10+15
nire in pratica.
L’unica soluzione possibile, e di caratteristi­
Come è facile prevedere, il valore di RG è che costanti ed affidabili, è quella di crearse­
fortemente variabile, e può spaziare dai 2 + 3 la, una buona superficie conduttrice; ciò si
0 di un terreno particolarmente buono ai ottiene interrando, nelle immediate vicinanze
300 0 di un suolo sabbioso. dell’antenna ed alla minor profondità possi­

54
bile compatibilmente con l’utilizzo del terre­ quella di fig. 1-63: molti radiali corti, in ogni
no, la maggior quantità di fili di rame dispo­ caso; poi, un certo numero di radiali lunghi.
nibile, concentrandola particolarmente at­ Nei casi fortunati in cui sia possibile installa­
torno alla base. re antenne verticali la cui lunghezza (naturale
La disposizione è preferibile sia radiale, con o caricata) sia sull’ordine di mezz’onda o ad­
tutti i fili (1 ^2 mm) facenti capo, al centro, dirittura dei 5/8 À, il sistema di terra può es­
ad un collare posto attorno alla base dell’an­ sere sfruttato con miglior efficienza, e può
tenna. consistere di radiali di lunghezza uniforme,
I 100 fi di Rg citati poco sopra come esem­ ma in numero non eccessivo.
pio, valore tutt’altro che fantascientifico, Infatti, essendo l’elemento radiante più lun­
purtroppo risulteranno estremamente diffici­ go, il massimo di corrente si trova in posizio­
li da portare ai 2 ^ 3fi di un sistema di terrà ne sensibilmente più elevata, talché la distri­
già ottimale (il numero di radiali richiesto sa­ buzione di corrente non risulta così concen­
rebbe di almeno 120, e con lunghezza pari ad trata attorno alla ristretta zona di base, come
1 À); tuttavia, con una «semina» di fili alla invece visto nel caso precedente.
portata di tutti (e con le necessarie protezioni
anticorrosione sulle saldature), se ne potrà
«raccogliere» un valore di efficienza più che
accettabile. LA VERTICALE A MEZZ’ONDA
A questo proposito, è necessario tener pre­
sente quanto già esaminato a proposito della L’antenna verticale a mezza lunghezza d’on­
distribuzione della corrente a RF lungo l’ele­ da, specie quando il suo estremo basso è te­
mento radiante: quando, come capita molto nuto leggermente sollevato dal terreno (se
spesso nelle applicazioni radiantistiche, la possibile, anche 0,1À), rappresenta un’anten­
lunghezza è uguale a un quarto d’onda (o mi­ na trasmittente di particolare efficenza per il
nore), il massimo di corrente si verifica alla suo basso angolo d’irradiazione, specialmen­
base dell’antenna. ■ ~ te quando le condizioni del terreno nelle vici­
In queste condizioni, poiché il grosso della nanze sono tali da presentare una buona con­
corrente di ritorno nel terreno è concentrata ducibilità.
vicino alla base, è necessario che ivi sia anche È opportuno precisare che, proprio per la
una buona concentrazione di radiali; a di­ sua caratteristica intrinseca di basso angolo,
stanze maggiori invece, essendo più modesta questo tipo di antenna non è il più raccoman­
la corrente di ritorno, i radiali effettivamen­ dabile per le comunicazioni a breve raggio
te lunghi 1/4 d’onda possono essere anche in che avvengono per onda di cielo, tipiche nel
numero più modesto. La situazione è quindi normale uso della banda dei 3,5 MHz; essa

Fig. 1-63 - D istribuzione consigliata p eri radiali costi­


tuenti il piano di terra aggiuntivo di una
verticale a A/4.

55
:

Fig. 1-64 • Distribuzione dei radiali per un’antenna quanto già visto a proposito del dipolo oriz­
verticale lunga 5 À/8. zontale a onda intera, che già era stato consi­
derato come costituito da due elementi a
invece dimostra eccellenti caratteristiche per mezz’onda accoppiati.
le comunicazioni a breve raggio che avvengo­ In particolare quindi, i valori di lunghezza e
no per onda di terra, come si verifica, per di resistenza d’irradiazione possono essere
esempio, per le broadcasting e per la banda tratti direttamente dalla tabella 8, salvo na­
radiantistica su 1,8 MHz. turalmente provvedere, per quanto già detto
Per quanto riguarda tutte le grandezze relati­ anche a proposito della verticale a quarto
ve a questo tipo d’antenna, si rimanda a d’onda, a dimezzare sia il valore della lun­
ghezza che quello della Ri.
In fig. 1-65 sono illustrati un paio di esempi
Fig. 1-65 - Antenna verticale a mezz’onda con due pos­
sibili sistemi di alimentazione-adattamento.
di realizzazione di antenna verticale a

56
mezz’onda, che mostrano metodi alternativi tificiale) che da il nome al sistema d’antenna,
di alimentazione, stante l’alto valore di resi­ il quale risulta ancora tipicamente dotato di
stenza di alimentazione e visto ì sistemi già quel basso angolo d’irradiazione che lo rende
adottati in casi consimili: in (A) è la classica particolarmente adatto per le comunicazioni
versione a trasformatore, mentre in (B) è a lunghissima distanza. Affinché si possano
l’altrettanto classica versione a stub. ritener valide, anche per questa soluzione, le
caratteristiche e le prestazioni viste per i mo­
nopoli verticali già studiati, il piano di terra
5 artificiale dovrebbe essere costituito da una
LA VERTICALE A — A superficie perfettamente conduttrice di di­
8 mensioni infinite.
In realtà, le modalità costruttive sono (ine­
Il parallelismo con la trattazione dei vari tipi vitabilmente) ben diverse; quello che dovreb­
di dipolo (a mezz’onda o long-wire) porta be essere il piano di terra ideale viene «simu­
inevitabilmente allo studio di quella che ri­ lato» da un sistema di elementi filari o tubo­
sulta essere una delle più interessanti versioni lari, disposti radialmente attorno alla base
di antenna verticale, cioè della 5/8 di lun­ dell’elemento radiante, normalmente lunghi
ghezza d’onda.
Le modalità di funzionamento e dimensiona­
mento derivano dallo studio del dipolo allun­
gato, di lunghezza cioè pari ad 1,27 A, ed a
questo capitolo si rimanda per l’impostazio­
ne del progetto di base.
D’altra parte, poiché il settore nel quale si è
nettamente imposta l’adozione di questo tipo
d’antenna è quello delle VHF, particolar­
mente in uso mobile, ed è quindi relativa­
mente a questo impiego che maggiormente
interessano i dati di dimensionamento, ne ri­
mandiamo l’esame particolareggiato ai capi­
toli che saranno dedicati all’argomento spe­
cifico.

LA «GROUND PLANE»
Esistono casi (e sono poi la maggioranza) nei
quali l’antenna verticale, lunga o corta che
sia, non può essere installata su terreno, e ad
esso riferita, ma va invece montata su strut­
ture che possono essere solo molto lontana­
mente equiparate ad una superfice conduttri­
ce.
Il riferimento di terra deve perciò essere co­
struito artificialmente, con modalità che so­
no poi le stesse, almeno in linea teorica, già
messe in atto per migliorare la conducibilità
dei terreni cattivi conduttori.
Alla base dell’elemento radiante viene cioè B
realizzata una struttura a raggiera, che rende
l’antenna sostanzialmente indipendente dalle Fig. 1-66 - Varianti esecutive di antenna «ground-
condizioni dei materiali e delle strutture sot­ piane» a quarto d’onda.
tostanti; è appunto questo piano di terra (ar­

57
1/4 d’onda. alle tabelle già pubblicate a proposito dei va­
Nel settore delle HF, il numero di questi ra­ ri dipoli e monopoli; occorre solo tener pre­
diali diffìcilmente è superiore a 4 + 6 (fìg. sente che il coefficiente di accorciamento dei
1-66-A) siano essi elementi rigidi autoportan­ radiali, se gli stessi saranno di tipo filare, sa­
ti o fili opportunamente mantenuti in posi­ rà inferiore a quello dell’elemento radiale ve­
zione: è però doveroso precisare che i miglio­ ro e proprio: in altre parole, se i radiali sono
ri risultati si ottengono da un piano di terra più sottili (come spesso avviene) dello stilo
costituito da 12 + 16 elementi radiali , even­ verticale, essi saranno opportunamente più
tualmente anche di diversa lunghezza (vedi lunghi.
fig. 1-63 e testo relativo). Una versione pratica di ground-piane mono­
Come già visto per le verticali riferite al ter­ banda (per gli 80 m) è quella riportata in fig.
reno, resta ancora da esaminare il problema 1-67; essa è nella versione accorciata, e quin­
dell’adattamento d’impedenza fra l’antenna di caricata, ché altrimenti una ventina di me­
di tipo ground-piane e le normali linee coas­ tri di stilo verticale richiederebbero un si­
siali. stema di tiranti molto ingombrante.
Infatti, per i già citati motivi costruttivi, una L’inserimento della bobina lungo l’elemento
normale ground-piane con un piano di terra radiante consente invece di ottenere risultati
di caratteristiche decorose presenta valori di soddisfacenti da un’altezza complessiva infe­
resistenza di alimentazione generalmente riore agli 8 m; le dimensioni dei vari elementi
compresi fra 20 e 30 SI: ciò, almeno per le sono riportate in figura, salvo per i diametri,
versioni a quarto d’onda (o meno). che possono essere scelti secondo le partico­
Una possibile (e diffusa) soluzione di questo lari possibilità ed esigenze d’installazione, ri­
problema consiste neH’inclinare verso il bas­ sultandone ben poco influenzate le prestazio­
so i radiali: questa operazione infatti, avvici­ ni finali.
nando la struttura della ground-piane a quel­
la del dipolo (cui tornerebbe uguale se i ra­
diali fossero completamente ripiegati verso il
basso), ne avvicina anche il valore dell’impe­
denza di alimentazione, che quindi tende ad
aumentare.
Un’inclinazione dei radiali di circa 45° porta
la resistenza d’irradiazione molto prossima a
50 SI, il che consente di alimentare il sistema
d’antenna direttamente con cavo coassiale
standard (fig. 1-66-B).
Oltre ai noti sistemi di linee bifilari a quarto
d’onda, o stubs vari, un metodo per effettua­
re l’adattamento d’impedenza in questi casi
particolari (dai 20 + 300 d’antenna ai 50 + 52
della linea) consiste nell’impiegare due cavi
coassiali da 75 0 in parallelo, tagliati a À/4,
fra antenna e linea, specie nel caso che la di­
scesa non sia particolarmente lunga.
Infatti, l’impedenza del quarto d’onda con
cui adattare fra di loro 25 e 50 0 è data da:
Za = J25^50 = 350
Questo valore si ottiene appunto par anelan­
do due impedenze da 70 + 75 0, che è poi il
valore posseduto dai relativi cavo coassiali.
Per il dimensionamento vero e proprio della Fig. 1-67 - Ground-piane corta e caricata per l’uso in
ground-piane, in pratica il calcolo dell’ele­ 80 m .
mento radiante e di quelli radiali, si ricorre

58
Avendo possibilità di scelta, è comunque mentare un’antenna ground-piane a A/4 con
preferibile scegliere diametri abbondanti normale cavo coassiale, uno dei più efficaci
-(specie per lo stilo verticale) in quanto la ver­ resta certamente quello a gamma; ed è su
sione caricata tende ad avere un Q piuttosto questa soluzione del problema che è imposta­
elevato, e quindi presenta un ROS accettabi­ to l’esempio di costruzione di una verticale
le solo per una banda piuttosto ristretta di con piano di terra, corredato di misure per le
frequenze: in questo caso, non più di 100 bande 20-15-10, che viene riportato in fig.
kHz. 1- 68 .
La bobina è realizzata con filo di 2,5 mm; le Una prima conseguenza, di carattere squisi­
spire sono 38, spaziate di un diametro, ed il tamente pratico, dell’adozione del gamma-
supporto ha diametro compreso fra 12 e 15 match, è una costruzione più semplice in
crn, con lunghezza sui 30 cm. quanto non c’è alcun bisogno di isolare la
Naturalmente, in fase di messa a punto, il base dell’antenna rispetto ai radiali ed al sup­
numero di spire può essere aggiustato in mo­ porto; quindi l’intera struttura risulta soli­
do da far risuonare il sistema esattamente dalmente ancorata a terra, con miglior grado
sulla frequenza desiderata.
La resistenza d’irradiazione che ci si può
aspettare da una realizzazione di questo tipo
è sui 15 0; l’adattamento d’impedenza per
una linea di alimentazione da 50 fi può essere
realizzato con un quarto d’onda a circa
25 27 fi, in quanto:
Za = = 27 fi
E quest’impedenza, in analogia ad altro
esempio già visto, può ottenersi parallelando
due cavi a 50-e 52 fi di impedenza caratteri­
stica.
La discesa sarà quindi costituita da due spez­
zoni di cavo a 50 fi, saldati calza a calza ed
anima a anima sia in alto che in basso, lunghi
esattamente un quarto d’onda fisico ridotto
del fattore di velocità del cavo:
300
( = -----------■0,66 = 13,56 m
4-3,650
Un’ultima considerazione va fatta a proposi­
to dei radiali che costituiscono il piano di ter­ Fig. t-68 - Adattamento d’impedenza per ground-
piane con gamma-match.
ra artificiale: quando l’elemento radiante è lun­
go 1/4 d’onda (o meno), la lunghezza dei ra­
diali (almeno in parte) deve essere 1/4 A; 14 21 28
quando invece l’antenna è più lunga (mez­
stilo verticale 512 342 256
z’onda o 5/8 A, per esempio), pure i radiali radiali 512 342 256
dovrebbero avere la stessa lunghezza. braccio gamma m. 244 183 122
Farli anche in questi casi lunghi À/4 è uno dei distanza
tanti compromessi più che accettabili, ma è braccio-stilo 1 0 -2 0 = =
anche uno dei motivi per cui, per esempio, Le misure sono in cm.
una 5/8 A in queste condizioni non presenta Per la versione 14 MHz, lo stilo può anche
mai i 3 dB di guadagno che le competerebbe­ avere la parte di testa di diametro immedia­
ro sulla A/4. tamente inferiore, per innestarsi sul tubo di
30 (o 1 e 1/4” ).
Una G -P con gamma-match. Fra i vari siste­
mi di adattamento atti a consentire di ali­

59
di protezione anche contro le scariche. alla lunghezza degli elementi consentirà di
Assieme alla figura, che schematizza la sem­ ottenere risultati ottimali.
plice struttura realizzativa, è anche fornita
una tabella con le varie misure per le 3 bande
citate; i particolari costruttivi sono ovvia­
mente risolvibli caso per caso, facendo largo LE VERSIONI MULTIBANDA
ricorso a giunti e staffe di normale reperibi­
lità.
Sia l’elemento verticale che i radiali sono rea­ Stante la perfetta equivalenza di comporta­
lizzati con tubo di alluminio di 30 mm (o 1 e mento ormai abbondantemente verificata fra
1/4” ); le relative giunture ed incroci sono dipoli orizzontali e monopoli verticali, è
fatte infilandovi dentro dei brevi tratti di tu­ senz’altro possibile affermare che una qual­
bo d’acciaio di 20 mm (o 3/4” ), il quale rin­ siasi versione di antenna orizzontale multi-
forza notevolmente la struttura nei punti di banda descritta nei precedenti capitoli, op­
massimo sforzo. portunamente dimezzata e ruotata di 90°,
Il condensatore variabile deve essere ad alta può essere adottata come verticale multiban-
spaziatura non tanto per motivi elettrici, da.
bensì per le gravose condizioni di umidità e In effetti, le soluzioni maggiormente diffuse
condensa; esso è montato entro una scatola sono quella «caricata» e quella «trappo­
di plastica, ed il suo valore è di 100 pF di ca­ lata».
pacità massima per 20 e 15, mentre bastano Un’antenna verticale «corta» può esser fatta
50 pF per i 10 m. funzionare su diverse bande intervenendo
La lunghezza del braccio del gamma-match è opportunamente sul circuito di carico alla
compresa fra 1/6 ed 1/3 dell’altezza dell’ele­ base della stessa.
mento radiante, appunto per ottenere l’adat­ Occorre innanzitutto tener presente che, se si
tamento ai 52 fì del cavo coassiale; natural­ vuol ottenere dalla verticale multibanda un
mente, più sottile è questo braccio e maggio­ basso angolo d’irradiazione, essa non deve
re è la spaziatura dal radiatore, maggiore sa­ essere troppo «lunga», in particolare non de­
rà la trasformazione d’impedenza ottenuta. ve essere più lunga di circa 3/4 d’onda alla
Con diametro di 12 mm (1/2” ) si ottiene una frequenza di lavoro più alta.
notevole escursione di adattamento. Per esempio, se l’antenna deve essere usata
(tipicamente) sino alla banda dei 28 MHz
Per le operazioni di messa a punto non è, in (À/4 s 2,5 m), essa non dovrà essere più lun­
questo caso, consigliabile il ricorso al solito ga di 7,5 m circa.
GDM, in quanto, entro tutta la possibile
escursione del gamma-match, si può riscon­ Un metodo di alimentazione che ben si adat­
trare un notevole numero di dìp, il migliore ta a questa versione multibanda è rappresen­
dei quali può non corrispondere all’adatta­ tato in fig. 1-69.
mento ottimale. Occorre quindi, ed è com­ LI è la prevista bobina di carico, la cui indut­
pletamente sufficiente, un buon ROS-metro, tanza è regolabile in modo da far risuonare
ed il trasmettitore regolato a bassa potenza. tutto il sistema sulle varie bande su cui s’in­
51 parte da una posizione estrema del ponti­ tende operare.
cello del gamma-match, e si regola il conden­ La presa alta è quella che appunto consente
satore per il minimo di ROS, che sarà piutto­ di «sintonizzar via» la reattanza dell’antenna
sto elevato; si sposta la presa e si riaggiusta il alle varie frequenze; la presa bassa invece
variabile; l’operazione viene ripetuta diverse permette di effettuare, banda per banda, la
volte, sino a trovare il minimo di ROS, che a necessaria trasformazione d’impedenza così
centro banda sarà realmente anche migliore da poter usare normale cavo coassiale.
di 1,1:1. La presenza del condensatore CI non è stret­
tamente necessaria, ma può tornare utile sul­
Con una messa a punto accurata, le bande le bande più basse (7 e 3,5 MHz), qualora
dei 14 e dei 21 potranno essere completamen­ l’antenna sia effettivamente molto corta; in
te coperte con un ROS compreso nel 1,5:1; questi casi, CI consente la sintonia anche
nel caso di risultati peggiori, piccoli ritocchi senza dover ricorrere a bobine molto grosse.

60
salvo poi aggiungervi la resistenza del colle­
gamento di terra e quella di perdita delle bo­
bine.
Una versione di antenna verticale trappolata
a due bande è riportata in fig. 1-70, e ad essa si
possono applicare tutte le considerazioni a
suo tempo svolte a proposito dei dipoli; ci li­
mitiamo quindi ad un breve riepilogo chiari­
ficatore.
Nel procedimento comunemente impiegato
per la progettazione della versione di figura,
la lunghezza H2 del tratto più basso è pari ad
un quarto d’onda relativo alla più alta fre­
quenza di lavoro (f2), e la frequenza di riso­
nanza parallelo della trappola LC (scollegata
dall’antenna) è essa pure f2.
A questo valore di frequenza, l’impedenza
della trappola risulta, in caso ideale, infinita,
e in pratica molto alta e puramente resistiva;
in tal modo, le prestazioni del tratto basso ri­
Fig. 1-69 - Stilo multibanda con circuito di compensa­ sultano ben poco influenzate dalla presenza
zione ed adattamento alla base; può esser
fatto risuonare dai 10 agli 80 m. del tratto più elevato (HI).
Lo stilo può essere lungo 7 -e 8 m al massi­ Alla frequenza di lavoro più bassa (fi), la
mo; LI può essere avvolto su un supporto di trappola è tanto lontana dalla risonanza da
7 -5- 8 em di diametro, con circa 30 spire di 3 agire (sempre in caso ideale) come un corto­
mm spaziate di 1 -r 2 mm; CI sarà da 100 -e
150 pF di capacità massima. circuito; in tale ipotesi anche la lunghezza to­
tale H corrisponde ad un quarto d’onda (per
f,).
Se sì verificasse il caso (del resto, non impro­ In realtà, l’impedenza della trappola in corri­
babile) che il gruppo bobina —■eventuale ca­ spondenza di fi, sebbene non troppo elevata,
pacità e relativi comandi non possa essere in­ non può essere completamente trascurata;
stallato proprio alla base dell’antenna, bensì essa infatti è di tipo induttivo, talché è neces-
debba venir posto in altra posizione (però
non troppo lontana), il collegamento,fra bo­
bina e gruppo di sintonia andrà eseguito con
un filo che andrà inevitabilmente a far parte
del circuito d’antenna, e come tale sarà visto
dai relativi controlli.
La regolazione si esegue come al solito con
un ROS-metro ed il trasmettitore inserito, a
basso livello di potenza: si cerca la posizione
di minimo con il commutatore d’antenna,
poi lo si perfeziona con il commutatore di li­
nea; con alcuni ritocchi successivi si otterrà
un ROS piuttosto buono, il tutto agevolato
(sulle bande basse) da Cl.
Il principio dell’antenna trappolata resta
perfettamente valido anche per le antenne
verticali (ed anzi, risulta vantaggioso essendo
dimezzato il numero delle trappole), ricor­
Fig. 1-70 - Antenna verticale in versione trappolata.
dando ancora una volta che la resistenza
d’irradiazione sarà compresa fra 25 e 30 0 ,

61
Fig. 1-71 ■ Antenna verticale con piano di terra ridotto.
9m

TX
tran sm ;
nea bifilare
linea coax

sario compensarne la presenza riducendo coppia di conduttori (lo stilo verticale che
leggermente la lunghezza del tratto superiore dovrebbe rappresentare l’antenna vera e pro­
HI in modo tale che la lunghezza complessi­ pria, ed il filo preferibilmente ma non neces­
va H risulti quel tanto che basta minore di un sariamente orizzontale, ambedue della stessa
quarto d’onda a f,. lunghezza) costituisce in qualche modo un si­
L’entità della riduzione dipende dal rapporto stema bilanciato che può anche essere visto
L/C secondo cui è realizzata la trappola; in come un dipolo a bracci piegati (somigliante
pratica comunque H risulta normalmente ad una V invertita) e regolarmente alimenta­
più corto del 10+ 15% del quarto d’onda re­ to al centro.
lativo ad f,. Le dimensioni riportate nell’esempio sono
Infine, va precisato che una certa corrente tali da rendere il funzionamento dell’antenna
passa anche nel tratto alto H I, quando si la­ accettabile anche sugli 80 m; naturalmente
vora ad f2, ma è ben difficile rilevarne speri­ l’efficenza del sistema è nettamente migliore
mentalmente gli effetti. dai 7 MHz in su, e non risente sostanzial­
mente del compromesso costruttivo.
Il regime di onde stazionarie lungo la linea è
IL PIANO DI TERRA RIDOTTO piuttosto elevato, talché è consigliata l’ali­
mentazione con lina bifilare aperta (come al
Che le prestazioni delle antenne verticali di­ solito sui 300 + 6000) per ridurre al minimo
pendano in modo notevole dalla bontà del si­ le perdite, altrimenti notevoli col cavo coas­
stema di terra (naturale o artificiale) è ormai siale; poi, un normale «transmatch» sistema
abbondantemente chiarito. i necessari adattamenti.
A volte però, ancor più che utile, è inevitabi­
le dover rinunciare ad un buon piano di terra
naturale o ad una normale struttura riporta­
ta; capita spesso infatti che la particolare in­
stallazione dell’antenna (sopraelevata, e
quindi molto lontana dal suolo) non consen­
te che la messa in opera di un radiale (am­
messo che si possa ancora definire tale il con­
duttore più o meno orizzontale che sta alla
base dello stilo verticale).
Una soluzione tipica è quella di fig. 1-71, che
è la versione più semplificata di «piano di
terra» che si possa immaginare; in effetti la

62
ANTENNE FILARI VARIE

ANTENNE A LINEA APERTA Un dimensionamento che consente un buon


adattamento nei casi più frequenti prevede
Sin qui sono stati descritti i tipi di antenne per C un valore di 100 -j- 150 pF, e per L un
più classici e «regolamentari», vale a dire i valore sui 20 h- 30 |iH.
dipoli e le varianti da essi più o meno diretta- La scelta e la realizzazione di questi due com­
mente derivate. Se però si parte dal presup­ ponenti dipende naturalmente dall’impiego
posto che ogni pezzo di filo di dimensioni specifico dell’adattatore: se l’antenna deve
non trascurabili rispetto alla lunghezza d’on­ essere usata in trasmissione, il condensatore
da può rappresentare un’antenna, si arriva deve possedere un’adeguata spaziatura e la
inevitabilmente alla conclusione che numero­ bobina deve esseré realizzata con filo oppor­
sissime possono essere le versioni ed elabora­ tunamente grosso; se invece (come è più tipi­
zioni del suddetto «pezzo di filo», a comin­ co per questa versione di antenna), l’impiego
ciare dalle più elementari. previsto è per sola ricezione, allora i due
È appunto alle più significative di queste che componenti possono essere di tipo e dimen­
viene dedicato il presente capitolo; anche se sioni molto più convenzionali.
spesso si tratta delle forme più elementari (se Uno degli svantaggi fondamentali di questo,
non, addirittura, rudimentali) di antenna, si come di tutti gli altri tipi di antenna ad ali­
è preferito chiarire prima tutta la problema­ mentazione diretta (alcuni dei quali vedremo
tica riferita ai tipi più classici, e quindi me­ nei paragrafi seguenti) è che una parte
glio studiabili, per essere meglio in grado di dell’antenna vera e propria entra direttamen­
recepire pregi e limiti di queste soluzioni. te... in casa, cioè in prossimità immediata
della stazione: e quando questa è trasmitten­
te, il forte rientro di campo a RF può creare
ANTENNA «RANDOM» problemi notevoli sul regolare funzionamen­
to degli apparati, e rende critico anche il si­
Il nome di quest’antenna spiega tutto; si trat­ stema di terra.
ta infatti di un filo di lunghezza casuale, di­
rettamente alimentato ad un qualsiasi valore
di RF attraverso un opportuno (e pressoché «END-FED HERTZ»
inevitabile) adattatore, che consenta di otte­
nere un trasferimento di potenza sufficiente- È stàta conservata la denominazione inglese
mente corretto (fig. 1-72). per brevità, ma questo tipo di antenna è in

63
QUALSIASI NUMERO 01 M 2

A)

di random del tipo

effetti una filare più o meno orizzontale, ali­ sé alcuna discriminazione contro le armoni­
mentata ad un estremo con un breve tratto che provenienti dal trasmettitore.
dello stesso filo in verticale; la differenza so­ Il tratto più o meno orizzontale e rettilineo di
stanziale rispetto alla «random» è che la sua quest’antenna, posto fuori dal locale della
lunghezza è dimensionata per la risonanza stazione ed in spazio «quasi» libero, deve es­
sulla frequenza di lavoro, o suoi multipli. sere almeno 3/4 della lunghezza totale del ra­
L’identificazione del tipo (Hertz) è giustifica­ diatore, se si vogliono evitare perdite troppo
ta solo dalla necessità di distinguerla, in mo­ sostenute.
do sintetico, dall’analoga versione con filo Occorre anche tener presente che, nel punto
prevalentemente verticale, che prende il no­ in cui il tratto di discesa entra nel locale di
me (anch’essa in modo piuttosto generico) di stazione, in trasmissione è localizzata una
«Marconi». tensione a RF piuttosto elevata; l’isolamento
Sostanzialmente, anche questa versione di messo in opera deve quindi essere particolar­
«end-fed» non ha una vera e propria linea mente curato.
di trasmissione che l’accoppi al trasmettitore Il fatto che un tratto, più o meno breve,
(altrimenti, sarebbe una normale Zeppelin); dell’antenna risulti piegato pressappoco a
un breve tratto del conduttore d’antenna, 90° in un punto che quasi certamente non è
quindi esso pure irradiante, viene piegato (a né un nodo né un ventre di corrente, fa au­
90°, o quanto basta) per giungere al trasmet­ mentare leggermente la frequenza di risonan­
titore, magari tramite un qualche sistema di za; il filo deve perciò essere tagliato qualche
accoppiamento - adattamento che consenta percento più lungo del classico dipolo, se si
di trasferire correttamente la potenza in gio­ tratta di versione monobanda, o comunque
co. va tenuto conto di questo allungamento per
Alcune soluzioni abbastanza comuni per rea­ ogni mezz’onda, ove si tratti di versioni long-
lizzare ed alimentare questo tipo di antenna wire, come quella specificamente esemplifi­
sono riportate in fig. 1-73; la presenza di un cata in fig. 1-74.
filtro attenuatore d’armoniche è giustificata
dal noto motivo che questo tipo di antenna,
oltre ai problemi dello sbilanciamento e
dell’alimentazione diretta, non offre di per

64
LA «PRESA CALCOLATA» quando l’antenna è collocata su terreno roc­
cioso o su costruzioni in muratura.
La dizione esatta per questa versione sarebbe Senza contare che questa versione di dipolo
«antenna alimentata fuori centro», ma la si asimmetrico presenta lo svantaggio (quando
trova spesso indicata come «windom». si desidera realizzare una monobanda) di un
La versione più classica ed antica è quella di elevato contenuto di armoniche irradiate.
fig. 1-75/A: il classico filo teso orizzontal­ Certamente però questo è un vantaggio pro­
mente, lungo 0,94 + 0,96 À/2, alimentato da prio quando si vuol far funzionare l’antenna
una linea monofìlare collegata ad un punto anche sulle bande superiori, cioè appunto in
spostato, rispetto al centro dell’elemento ra­ armonica: ed infatti l’impiego multibanda è
diante vero e proprio, di circa il 14% della la sua caratteristica più allettante.
sua lunghezza fisica.
Questa soluzione è resa possibile dal fatto Il fatto che al variare della banda, e quindi
che, quando un’antenna è risonante, l’impe­ del rapporto À/d dell’antenna, la lunghezza
denza di alimentazione in qualsiasi suo pun­ per la risonanza andrebbe ritoccata volta per
to è puramente resistiva e varia da un mini­ volta, diventa di importanza trascurabile
mo al centro fino a qualche migliaio di ohm proprio alle frequenze più elevate, ove sul
agli estremi. tratto radiante si localizzano sempre più
Ecco quindi che, collegando la linea monofi­ mezze onde a RF e la risonanza viene sempre
lare ad un punto il cui rapporto tensione-cor­ più caricata dall’irradiazione.
rente sia uguale all’impedenza caratteristica, Ecco quindi possibile realizzare una windom
l’irradiazione dalla linea di alimentazione re­ multibanda, con la presa che può considerar­
sta a livello accettabile anche se tale linea è si in posizione sufficientemente corretta al­
monó filare. meno per tutta le armoniche pari.
Infatti, se la presa è eseguita ad un terzo cir­
Tipicamente, sia il filo orizzontale che quello ca del percorso dell’onda stazionaria di cor­
di discesa vanno realizzati con trecciola di rente corrispondente alla frequenza più bas­
2 + 3 mm di diametro; l’impedenza di ali­ sa di lavoro, essa risulterà nella stessa posi­
mentazione (considerando ovviamente che il zione di ventre di corrente per tutte le armo­
percorso di ritorno per la RF è costituito dal niche pari (fig. 1-75/B). La presa calcolata
suolo) si aggira sui 600 12. multibanda è anche nota col nome di
Un sistema di questo tipo rende in modo sod­ VS1AA.
disfacente quando è installato sopra terreni Una variante proposta negli anni 50 da
(o sistemi di terra equivalenti) che siano buo­ WOWO (da cui l’antenna prese il nome) con­
ni conduttori, ma presenta perdite rilevanti siste nell’essere, la discesa, realizzata con

65
Coax 52 -r 75Q

Fig. 1-75 - Varie possibili soluzioni di antenna a presa


calcolata, con distribuzione delle arm oni­
che lungo il filo

piattina bifilare a 300 Q (fig. 1-75/C), allo sco­ Un miglioramento della situazione è rappre­
po di migliorare l’irradiazione della linea, an­ sentato dalla versione di fig. 1-75/D, che fa ri­
che se il valore d’impedenza nel punto di ali­ corso ad un balun con rapporto 4:1 per ali­
mentazione non risulta certo costante al va­ mentare la vecchia presa calcolata con nor­
riare delle frequenze, e nemmeno è puramen­ male cavo coassiale da 50 -t- 75 Q; i risultati su
te resistivo. almeno tre bande consentono un ROS massi-

66
Fig. 1-76 - Combinazioni L-T di random muitibanda

mo nettamente migliore di 2:1. radiante può considerarsi il tratto verticale.


L’approssimazione del punto di alimentazio­ In conclusione, un sistema d’antenna di que­
ne monofilare fisso per tutte le bande non sto tipo può considerarsi equivalente ad una
rende comunque trascurabile il fatto che si verticale caricata in testa, talché per le sue
manifesta sempre una considerevole irradia­ prestazioni occorrerà tenere anche conto del­
zione dalla linea; l’installazione va quindi ef­ la bontà del sistema di terra.
fettuata in modo che la linea di alimentazio­ La versione ad L (rovesciata) di fig. 1-76/A
ne, comunque eseguita, scenda verticalmente prevede un dispositivo adattatore la cui strut­
per il maggior tratto possibile, in modo da tura dipende dalla lunghezza L ed è comun­
non accoppiarsi col filo d’antenna vero e pro­ que realizzabile secondo i classici tipi per an­
prio, e quindi da non distoreere sensibilmente tenne a dipolo o similari.
il diagramma d’irradiazione. La soluzione di fig. 1-76/B tappresenta un
modo un po’ anomalo per far funzionare un
dipolo, previsto per le bande HF più alte ed
COMBINAZIONI alimentato in cavo coassiale, anche su bande
VERTICALE-ORIZZONTALE basse: esso infatti può venir trasformato in
un’antenna a T semplicemente collegando as­
Può capitare, per comprensibili esigenze d’in­ sieme fra di loro i due conduttori del cavo
stallazione e nel caso d’impianti non eccessi­ coassiale all’estremo trasmettitore.
vamente sofisticati, che l’antenna risulti costi­ Ancora una volta, il tratto orizzontale agisce,
tuita da un tratto orizzontale, teso nella più oltre che da zona essa pure irradiante, da
elevata posizione disponibile, e da un tratto «cappello di carico» per il conduttore vertica­
verticale che, pur essendo esso stesso radian­ le: è sempre indispensabile, per un buon tra­
te, costituisce anche la linea di discesa, in ge­ sferimento di potenza da TX ad antenna, la
nere monofilare. La combinazione più comu­ presenza di un adatto transmatch.
ne è quella ad L, ma trova impiego anche
quella a T, come mostra la fig. 1-76.
In tutti i casi, comunque, il tratto orizzontale,
più che costituire l’elemento irradiante vero e
proprio delle antenne più normali, agisce
molto spesso come dispositivo di «carico di
testa», mentre come elemento realmente ir­

67
ANTENNE PER SWL-BCL ta in fig. 1-77.
Essa è sostanzialmente ridotta a metà del nu­
mero di elementi necessari, a loro volta lun­
Tipica dell’attività del radioascolto è l’esi­ ghi la metà del classico dipolo: la disposizio­
genza di un’antenna operante in modo so­ ne è quella a ventaglio in verticale.
stanzialmente continuo (e non già a bande La linea di alimentazione è unica, ed è in ca­
armonicamente correlate) almeno su tutta (o vo a 50 U.
quasi) la gamma HF. È opportuno che sotto l’antenna siano dispo­
Naturalmente il modo migliore per ottenere sti alcuni radiali, di lunghezza circa pari a
questo consisterebbe nel mettere assieme un mezz’onda della frequenza centrale, per for­
bel numero di dipoli a mezz’onda, disposti a nire un piano di terra sufficiente al buon fun­
ventaglio e collegati in parallelo: ciascuno zionamento dei vari elementi (quasi) vertica­
dei dipoli andrebbe tagliato per una delle li. Questa soluzione, di prestazioni ottimali
bande di frequenza in cui sono allocati i ser­ nella gamma da 6 a 18 MHz, copre tuttavia
vizi di radiodiffusione in HF. in modo soddisfacente tutta la zona da 3 a 30
Alla frequenza di lavoro desiderata c’è solo MHz, ed è sostanzialmente onnidirezionale.
un dipolo (quello risonante) che si adatta, coi Le sue prestazioni sono comunque superiori
suoi 50^ 60 0, alla linea di alimentazione; a quelle dei più normali tipi ad L, o end-fed
tutti gli altri dipoli presentano impedenza qualsiansi.
piuttosto alta, e prevalentemente reattiva,
talché il loro complesso ha un effetto trascu­
rabile.
Una forma costruttiva che si avvicina a tale
impostazione, ma che presenta altresi possi­
bilità realizzative ancora accessibili, è indica­

68
LE ANTENNE «SLOPER» al suolo) è realizzato secondo la sua versione
più classica: lunghezza uguale a mezz’onda
Per le bande dei 3,5 e 7 MHz sta diventando ed alimentazione al centro con cavo da 52
popolare il dipolo montato inclinato (o ca­ ohm.
dente) fra un supporto verticale ed il terreno, Gli spezzoni di cavo coassiale sono lunghi
da cui appunto il termine di sloper (o slo- 10,94 m, il che corrisponde a qualcosa più di
ping). 3/8 di A (in cavo), e confluiscono tutti in un
Con alcuni dipoli opportunamente montati e unico contenitore piazzato lungo il supporto
disposti è possibile realizzare un’antenna di­ centrale: è qui che, mediante un opportuno
rezionale di buone caratteristiche e con un commutatore od un certo numero di relè, av­
certo guadagno. viene la scelta della direzione d’irradiazio-
Un esempio tipico, dimensionato per la ban­ ne/captazione.
da dei 40 m, è la struttura presentata in fig. A 7 MHz, la particolare lunghezza dei tratti
1-78; essa è costituita da diversi dipoli «slo- di cavo fa apparire gli stessi induttivi quando
pers» uniformemente spaziati e disposti at­ le loro estremità al punto di commutazione
torno ad un supporto centrale comune. restano aperte: questo ha quindi la conse­
Ciascun dipolo, montato semi-verticale (tipi­ guenza di aggiungere, al centro di tutti i di­
camente, con un angolo di circa 60° rispetto poli non utilizzati, una leggera induttanza, il

40 m.

69
ché equivale ad allungarli leggermente. porto e del punto di attacco, l’angolo fra
E l’allungamento provocato corrisponde a supporto e filo, quello che c’è in cima al palo
circa il 5%, talché tutti questi sloper inutiliz­ (in genere, altre antenne, magari molto in­
zati si trovano a funzionare da veri e propri gombranti), e infine la qualità del terreno
riflettori per l’unico dipolo attivo. sottostante.
La struttura diventa quindi un semplice ed Le prestazioni di questo tipo di antenna slo­
efficiente sistema direttivo: selezionando per non sono molto diverse da quelle prece­
uno degli sloper tramite il relativo box di denti, specialmente se le modalità di costru­
commutazione (a distanza o in loco, secondo zione ed installazione sono conformi alle in­
come lo si è realizzato), il tutto si comporta dicazioni che seguono.
come un’antenna ad elementi parassiti che Quest’antenna particolarmente adatta al DX
può essere ruotata elettronicamente. viene normalmente installata sfruttando una
L’altezza del palo o traliccio centrale deve es­ struttura di supporto metallica, tipo traliccio
sere, nel caso dei 7 MHz, circa 18 m: questa o palo; prima cosa allora è quella di far sì
quota corrisponde al funzionamento ottima­ che tale supporto sia ben collegato a terra,
le, ma può anche essere ridotta. preferibilmente tramite un sistema di con­
L’estremo alto del dipolo è appeso alla punta duttori interrati disposti radialmente alla
del supporto in modo che resti distante dallo base.
stesso circa 1,5 m. Nel caso invece si tratti di un supporto non
Il guadagno ottenibile da questo sistema di conduttore, è la calza esterna del cavo coas­
dipoli sloper a mezz’onda è stato misurato siale che diventa il circuito di ritorno per la
sui 4 dB, con quasi 20 dB di rapporto A/I; ri­ RF, e che quindi va ben collegata a terra alla
ducendo il numero dei dipoli, quello che ne base del palo.
soffre di più è l’ottimo valore di questo rap­ Come punto di partenza dell’installazione, è
porto. meglio attaccare lo sloper in modo che il

Le caratteristiche dello sloper si possono so­


stanzialmente riassumere in una certa diretti­
vità nella direzione dell’inclinazione ed in un
angolo d’irradiazione piuttosto basso, con
polarizzazione verticale, ferma restando
l’alimentazione diretta in cavo a 50 ohm.

Lo «sloper» aÀ/4

Ancora più semplice da realizzare e montare


è la cosiddetta «mezza sloper», la versione
cioè in cui l’elemento radiante è lungo un
quarto d’onda (fig. 1-79).
Uno dei vantaggi di questa versione è che la
porzione d’antenna interessata da corrente
elevata è più alta; l’altro è evidentemente co­
stituito dalla necessità di metà altezza del
tutto.
L’aspetto negativo consiste in una maggiore
difficoltà ad ottenere bassi valori di ROS con
la normale alimentazione in cavo coassiale,
tanto più accentuata quanto più è vicino al
terreno l’estremo basso dell’antenna.
Sull’adattamento, visto il particolare sistema
di alimentazione, influiscono anche altre Fig. 1-79 - «Sloper» a A /4 .
modalità di installazione: l’altezza del sup­

70
punto di alimentazione risulti circa 1/4 d’on­ ANTENNE
da sopra il terreno; se poi il supporto non
fosse alto a sufficienza per tale soluzione, AD ONDA PROGRESSIVA
l’antenna si attaccherà nel punto più alto
possibile. LA BEVERAGE
In ogni caso rinclinazione del filo deve esse­
re circa quella prevista per il dipolo, e co­ L’antenna a suo tempo sviluppata da Beve-
munque non inferiore a 45°. rage ed altri collaboratori rappresenta una
Di importanza tutt’altro che trascurabile è singolare soluzione di antenna per la sola ri­
la presenza di un supporto conduttore; infat­ cezione, particolarmente adatta per frequen­
ti il palo, o traliccio che sia, diventa parte in­ ze piuttosto basse; essa basa il suo funziona­
tegrante del sistema a mezzo sloper. mento sul principio dell’onda viaggiante.
In effetti, si può considerare che supporto e Nella sua forma più semplice, essa consiste
sloper funzionino in modo molto simile ad in una linea di trasmissione a filo singolo, di­
una inverted V; in altre parole, il palo si sposto a breve distanza dal suolo ed allineato
comporta in qualche modo come la metà con la direzione d’arrivo dell’onda; la linea è
mancante del dipolo a V, talché la sua altez­
terminata, all’estremo lontano, sulla sua im­
za ed il carico di testa (le antenne installate pedenza caratteristica, mentre all’estremo
sopra) giocano un ruolo significativo. opposto è naturalmente collegato il ricevito­
La linea di trasmissione in cavo a 50 ohm va
re (fig. 1-80).
fatta scendere aderente al palo (e ad esso op­ La ricezione dipende dall’inclinazione, dovu­
portunamente fissata), dopodiché viene av­ ta alla perdita del terreno in loco, del fronte
viata alla stazione ricetrasmittente facendola d’onda in arrivo, all’origine polarizzato ver­
girare sul terreno; questa disposizione assicu­ ticalmente.
ra un buon disaccoppiamento della calza
esterna dalla RF, il ché evita che la stessa RF Il vettore elettrico del fronte d’onda a fase
venga riportata indietro in caso di trasmis­ costante, piegato in avanti (come mostra la
sione. figura) produce una componente della forza
Se, come già accennato, gli interventi di ag­ elettrica parallela al filo, tale quindi da in­
giustaggio sul sistema d’antenna non consen­ durvi una corrente; essa scorre verso il ricevi­
tono di ottenere (come compromesso fra an­
golo di pendenza e lunghezza del filo) un va­ tore, venendo via via rinforzata, nel suo per­
corso lungo l’antenna, dai singoli contributi
lore di ROS soddisfacente (e cioè inferiore al degli altri fronti d’onda che eccitano i singoli
2:1), sarà allora necessario ricorrere ad un tratti elementari del conduttore.
normale adattatore d’antenna. L’inclinazione delle onde aumenta con la fre­
Ultima precauzione di cui tener conto in caso quenza, nonché con la resistività del terreno
di probabile presenza di tiranti: occorre che i sottostante.
relativi fili siano isolati dal supporto, e che La lunghezza del filo dipende naturalmente
siano spezzati in più tratte isolate, così da dal terreno disponibile, ma trova il suo limite
non presentare possibilità alcuna di riso­ nel fatto che, aumentandola oltre un certo
nanza. punto, le correnti indotte tendono a perdere
La banda operativa che si riesce ad ottenere la fase con il fronte d ’onda che avanza; an­
con valori accettabili di ROS è di circa 100 che la direttività aumenta con la lunghezza
kHz sui 3,5 MHz e circa 200 sui 7 MHz. dell’antenna, fino però allo stesso limite ora
indicato.
Il limite inferiore è meno di una lunghezza
d’onda.
L’onda che viaggia lungo il filo risulta così di
tipo trasversale magnetico.
Questa antenna ebbe largo impiego, addirit­
tura in sistemi multipli, nella ricezione tran­
soceanica dei primi sistemi di radiotelefonia
sui 50-^60 kHz; il limite superiore di fre-

71
Fig. 1-80 - Schema di comportamento dell’antenna Be-
verage, VETTORI ELETTRICI
DEL FRONTE D’ONDA

quenza entro cui vale effettivamente la pena Se l’estremo lontano del conduttore d’anten­
adottarla sembra potersi indicare nei 2 MHz: na fosse aperto, o anche collegato a terra,
ed infatti risultati eccezionali ne sono docu­ tutta l’energia rappresentata dalla curva B
mentati sulla banda radiantistica dei 160 m, verrebbe riflessa, e viaggerebbe verso il rice­
mentre sulle bande 3,5 e 7 i miglioramenti ri­ vitore, che in parte se ne lascierebbe attraver­
spetto alle antenne più normali (e pienamen­ sare e in parte la respingerebbe nuovamente.
te dimensionate, s’intende) risultano occa­ Ciò significa che l’antenna sarebbe parzial­
sionali e non determinanti. mente bidirezionale, caratterizzata quindi da
Ciò si spiega facilmente col fatto che l’anten­ un diagramma d’irradiazione a due lobi alli­
na ad onda progressiva risponde meglio ai neati col filo (anche se quello «posteriore» ri­
fronti d’onda che viaggiano con angolo bas­ sulterebbe meno pronunciato).
so, tipicamente alle onde che viaggiano Per rendere l’antenna nettamente unidirezio­
nell’atmosfera, tendenti a seguire la curvatu­ nale, è necessario evidentemente eliminare le
ra terrestre e mantenendo la polarizzazione riflessioni sull’estremo lontano del filo, e
di partenza pressoché costante. questo è possibile semplicemente terminando
Invece l’onda di cielo, tipica delle HF, arriva la linea con una resistenza di valore pari alla
con angoli medio-alti e la polarizzazione sua impedenza caratteristica: in tal modo, es­
cambia sensibilmente (ed in modo casuale) sa assorbe tutta l’energia dell’onda B, evitan­
con la riflessione ionosferica, risultando so­ done la riflessione.
stanzialmente inadatta alle caratteristiche in­ Per ottimizzare questa terminazione, è op-
trinseche della Beverage.
Ritornando alle modalità di funzionamento
di quest’antenna, lo stesso incremento che la
corrente di segnale subisce viaggiando lungo
il filo verso l’RX, è caratteristico anche del
contributo dei segnali provenienti dalla parte
opposta, e cioè da quello che possiamo indi­
care come il retro dell’antenna (lato RX) e
che possono essere segnali indesiderati, inter­
ferenze, disturbi di vario tipo; i due anda­
menti, rappresentati in fig. 1-81, presentano
quindi: un massimo dal lato ricevitore per
quello che si ritiene segnale utile (A) ed un
massimo dal lato Zo per quello che si ritiene
disturbo (B). Fig. 1-81 - Andamento segnale utile-disturbo.

72
portano prevedere una resistenza variabile presenta scarsa conducibilità, mentre un col-
da 500 (o anche 1000) ohm; il valore dell’im­ legamento di terra è necessario per la resi­
pedenza di linea dipende infatti dal diametro stenza dì chiusura, talché in questo punto è
del filo e dalla sua distanza dal suolo (mentre consigliabile ricorrere a più di un fioretto e
è indipendente dalla sua lunghezza) e media­ ad un certo numero dì radiali interrati.
mente si può considerare compreso fra 200 e La lunghezza ottimale non è molto critica,
500 ohm (per filo di 2 + 3 mm di diametro). potendo essere compresa fra 1 e 3 lunghezze
d onda, per la banda dei 160 m, l’altezza
Occorre ancora segnalare che l’antenna Be- consigliata è di 30 + 50 cm.
verage lavora meglio se il terreno sottostante

Fig. 1-82 - Parametri di progetto per l'antenna rombica.


ANTENNA ROMBICA (ORIZZONTALE)

Come ben sappiamo, quest’antenna è costi­


tuita da una losanga sollevata sul terreno,
con i lati lunghi da 2 a più lunghezze d’onda,
e viene usata nel modo più conveniente, cioè
per trasmettere e ricevere onde ad alta fre­
quenza che si propagano nell’atmosfera.
Quando la «rombica» è terminata, nel suo
apice anteriore, con una resistenza uguale al­
la sua impedenza caratteristica, essa funzio­
na come un’antenna ad onda viaggiante: la
terminazione sopprime le riflessioni di po­
tenza in trasmissione ed assorbe i segnali ri­
cevuti dalla direzione contraria.
Un po’ tutti i parametri elettrici ottimali per
la progettazione di quest’antenna sono con­
globati nel grafico multiplo di fig. 1-82.
Occorre subito far notare che, con meno di 2
A per braccio, l’efficacia di un’antenna rom­
bica è generalmente considerata inaccettabi­
le, in quanto il suo guadagno è troppo basso,
e in trasmissione un’elevata percentuale della
potenza immessa viene ad essere dissipata sul
resistore terminale. Con i bracci lunghi 7 -e 8
A, la perdita terminale scende al 24-e 18%.
La rombica terminata sulla sua impedenza centrale (fig. 1-83); ne viene leggermente au­
caratteristica diventa sostanzialmente una li­ mentato il ROS, ma prevalgono le conse­
nea di trasmissione; l’analogia è limitata so­ guenze positive.
lamente dall’allargamento della linea verso il Per la sola ricezione, la maggior parte delle
centro e dalla sua riconvergenza verso l’api­ rombiche è in versione ad un solo filo: in tal
ce. caso, l’impedenza caratteristica si aggira su
Per migliorare l’uniformità delle costanti di­ 800 ohm.
stribuite di linea, nonché per ridurre l’impe­ Nel caso molto particolare che ciascuna
denza caratteristica di questa antenna.a valo­ estremità sia terminata su un ricevitore, la
ri convenienti, per esempio, i classici 600 stessa antenna può servire per direzioni op­
ohm, la losanga può essere realizzata con tre poste d’ascolto.
fili per lato, che partono uniti da ciascun Una possibile soluzione costruttiva di questa
estremo e si aprono al massimo nella zona antenna è riportata in fig. 1-84; si tratta di

74
Fig. 1-85 - Andam ento dell’angolo d’onda in funzione
dell’altezza.

una versione progettata come compromesso


fra le esigenze dei 10 e 20 m; l’angolo d’incli­
nazione scelto è di 64°, il ché permette un an­
golo d’onda di 15° a 14 MHz e di 0° a 28
MHz.
La lunghezza dei bracci è di 3 À sui 20 m e di
6 À sui 10 m.
Sappiamo che, qualora si desideri la massi­
ma efficienza o irradiazione per un particola­
re angolo d’onda, non basta che sia allineato
con l’angolo d’onda il lobo maggiore della
antenna, ma lo deve essere anche con un
0 5 10 15 20 25 30 massimo del fattore di riflessione dal ter­
ANGOLO D'ONDA, in gradi reno.

Fig. 1-86 - Lunghezza ottimale in funzione degli altri param etri costruttivi.

LU N G H E ZZA DI B R A C C IO , in A

75
Questa tecnica di progetto e realizzazione è di 20°, si ottiene innanzitutto che l’altezza
non sembra però la più favorevole per ì col- deve essere circa 0,75 À, cui corrisponde una
legamenti di tipo radiantistico, in quanto il lunghezza ottimale di 4,2 À ed un angolo
DX richiede prevalentemente il più basso an­ d’inclinazione di quasi 70°.
golo d’onda possibile; invece l’allineamento Certamente una rombica cosi realizzata for­
di tutti e tre i fattori è di applicazione limita­ nirà la massima efficienza che si possa otte­
ta in questi impianti in quanto esso portereb­ nere con un angolo d’onda di 20°; ma ciò
be inevitabilmente ad altezze e lunghezze im­ non significa, per i motivi già visti, che il se­
praticabili. gnale ottenibile sia il massimo in corrispon­
Di conseguenza, quando l’obiettivo da rea­ denza di quest’angolo: infatti un’intensità di
lizzare è una gamma piutosto ampia di bassi segnale ancora maggiore si troverà a qualco­
angoli d’onda, il metodo di progetto più sod­ sa in meno dei 20°.
disfacente è quello diretto ad ottenere un an­ Per ottenere il massimo effettivo in corri­
golo d’onda basso, montando poi l’antenna spondenza di questo angolo, occorre allora,
nella posizione più alta possibile. adottando la stessa altezza e lo stesso angolo
La più bassa quota alla quale la riflessione d’inclinazione, ridurre la lunghezza di un
del terreno produce il massimo di radiazione 26% circa; quindi l’allineamento in questio­
in corrispondenza dell’angolo d’onda deside­ ne dovrà avere una lunghezza ridotta a 3,1 À.
rato è riportata in fig. 1-85, la quale, in unio­ In tali condizioni, l’uscita in corrispondenza
ne col grafico di fig. 1-86, consente di risol­ dei 20° di elevazione sarà leggermente ridot­
vere il problema del dimensionamento vero e ta (circa 1,5 dB di guadagno in meno), ma
proprio. l’antenna presenterà il suo massimo d ’irra­
Se, per esempio, l’angolo d’onda desiderato diazione proprio sotto quest’angolo.

76
2.
ANTENNE
DIRETTIVE
(«BEAMs»)
E AD ELEMENTI
MULTIPLI
PER HE
ANTENNA UNIDIREZIONALE
AD ELEMENTI PARASSITI,
0 YAGI

1 principi teorici sul funzionamento di questo


diffusissimo tipo di antenna sono stati ini­
zialmente investigati dagli inventori della
stessa, Yagi e Uda, e poi abbondantemente
chiariti ed approfonditi nella letteratura tec­
nica degli anni 30 ^ 40; negli ultimi anni, la
massiccia adozione dell’analisi tramite com­
puter ha infine consentito di verificare, ed
ottimizzare, tutte le modalità di progettazio­
ne in funzione dei singoli parametri, consen­
tendo così di operare in fase realizzativa, su
dati altamente affidabili.
Per essere in grado di sfruttare al meglio i da­
ti di progetto, è opportuna una breve analisi
delle modalità di comportamento e delle ca­
ratteristiche conseguenti.

Il funzionamento

Riferiamoci inizialmente alla situazione «fo­


tografata» in fig. 2-1.
Quando una radio-onda incontra, nel suo
moto propagatorio, un qualsiasi conduttore,
gli elettroni liberi dello stesso vengono ecci­
tati, dal campo elettromagnetico in cui il
conduttore si trova immerso, a muoversi se­
condo una direzione ben precisa, e correlata
con quella dell’onda; nel caso di figura,
quando cioè la polarizzazione dell’onda e la

77
ONDA CH E VIAGGIA
A 300.000 km/sec.

Fig. 2-1 - Comportamento di un conduttore rettilineo


inv(>ctWn d a u n ’n n r ln rn H in .

direzione longitudinale del conduttore sono Se invece all’antenna viene collegato in qual­
le stesse, gli elettroni si muovono lungo il filo che modo un carico (per esempio, spezzando
secondo la direzione indicata. il conduttore a metà, ed inserendo velo, se­
Comunque, quali che siano le posizioni reci­ condo la classica versione del dipolo), una
proche, il fenomeno che ne consegue (del re­ parte dell’energia, captata a spese dell’onda
sto, ben noto) è una corrente elettrica che at­ che sta passando, viene «estratta» dall’an­
traversa il conduttore d’antenna. tenna e in qualche modo utilizzata dal carico
Va subito precisato, in coerenza con quanto stesso.
già più volte affermato, che questo compor­ Nella situazione in cui si cerca solitamente di
tamento si verifica qualunque sia la lunghez­ operare, e cioè quando l’antenna è resa riso­
za del conduttore, le cui dimensioni hanno nante, si ottiene il massimo di questa potenza
solo lo scopo di rendere il fenomeno più o «estratta», e quindi utilizzata: tipicamente,
meno cospicuo, e quindi più o meno utilizza­ in queste condizioni, metà della potenza inci­
bile. dente viene utilizzata dal carico e l’altra metà
Per meglio comprendere le ulteriori conse­ va reirradiata.
guenze di quanto sin qui visto, precisiamo Questa premessa non ha certamente lo scopo
ulteriormente le condizioni in cui abbiamo di spiegare ancora una volta il funzionamen­
«fotografato» la situazione di figura, imma­ to di una generica antenna, bensì quello di
ginando per comodità che la radioónda sia arrivare a sottolineare, dopo averlo opportu­
costituita da un solo breve impulso; imme­ namente chiarito, l’elemento comportamen­
diatamente dopo il passaggio dell’onda, la si­ tale sul quale si può operare allo scopo di ac­
tuazione è la seguente: nel filo conduttore sta centuare le prestazioni della nostra antenna;
ancora passando la corrente indotta, che si tratta cioè di riutilizzare in qualche modo
produce inevitabilmente la reirradiazione, proprio questa energia reirradìata: e ciò si
nello spazio circostante, di una parte più o può attuare aggiungendo, in posizioni op­
meno rilevante dell’energia in gioco. portune nelle vicinanze dell’antenna di par­
Ecco quindi che questo generico conduttore, tenza, ulteriori elementi conduttori.
di cui si è iniziato a studiare il comportamen­
to come antenna ricevente, si comporta an­
che, contemporaneamente ed immancabil­ L’elemento «parassita»
mente, come antenna trasmittente.
Nelle condizioni di prova rappresentate in Il punto saliente che ci permette di procedere
fig. 2.1, la parte di energia relativa alla cor­ nell’esame del funzionamento della Yagi è
rente indotta nel conduttore, e non reirradia­ questo: un conduttore, specie quand’è in
ta, non può che manifestarsi come dissipa­ condizioni di risonanza (e comunque quando
zione di calore sulla resistenza ohmica del possiede una bassa resistenza interna), reir­
conduttore. radia una parte notevole dell’energia che es­

78
so stesso ha intercettato dall’onda radio che dalla corrente indotta che vi circola; se però
lo ha colpito, naturalmente a patto che a tale la distanza fra dipolo e direttore provoca un
conduttore non sia applicato alcun tipo di ritardo tale da riportare in fase questa por­
carico. zione di energia «rimbalzata» con quella
È in queste condizioni, e per il motivo ora ci­ «primaria», il segnale complessivamente di­
tato, che tale conduttore si indica con la de­ sponibile sul carico non può che risultarne
nominazione di elemento parassita. rinforzato, sommandosi i due contributi.
A questo punto, riferiamoci allora ad una di­ Analogo comportamento, e quindi analogo
versa situazione, e cioè a quella di fig. 2.2, risultato, consegue dalla porzione di segnale
che rappresenta un sistema d’antenna costi­ reirradiata dal dipolo verso il direttore.
tuito da un elemento parassita posto nelle Questo è il punto fondamentale che giustifi­
immediate vicinanze di un dipolo, regolar­ ca le prestazioni specifiche delle antenne di­
mente «terminato» da una resistenza di cari­ rettive ad elementi parassiti, o più semplice-
co. mente Yagi; il rinforzo di segnale si manife­
Quando l’elemento parassita è piazzato nella sta solamente per onde provenienti da una
posizione indicata in figura, e cioè fra il di­ direzione posta sulla mezzeria (o meglio, sul­
polo e la sorgente di segnale («davanti» al di­ la verticale) dei vari elementi costituenti il si­
polo), sappiamo che viene indicato come di­ stema d’antenna, o comunque entro un an­
rettore. golo piuttosto ristretto rispetto ad essa.
Nella situazione ora descritta, il segnale pro­ In caso contrario, cioè per direzioni netta­
veniente dalla sorgente viene prima di tutto mente fuori asse, il suddetto rinforzo non so­
intercettato dall’elemento parassita montato lo non si verifica ma, grazie al succitato gio­
come direttore; questo compie quindi la sua co delle fasi, il livello del segnale disponibile
funzione istituzionale di estrarre energia per certe direzioni può risultare anche netta­
dall’onda e reirradiarne aH’intorno una buo­ mente inferiore a quanto si avrebbe con la
na parte. presenza del solo dipolo.
Passiamo ora ad occuparci del dipolo; esso è La relazione di fase con cui l’onda reirradia­
esposto al segnale originario, che lo ha rag­ ta dal direttore raggiunge il segnale diretta-
giunto subito dopo aver superato il direttore, mente captato dal dipolo (detto anche radia­
nonché alla parte di onda che il direttore tore), dipende dalla spaziatura, cioè dalla di­
stesso ha reirradiato nella sua direzione. stanza fisica, esistente fra i due elementi, ol­
Quest'ultima frazione di energia parte dal di­ tre che dalla frequenza cui è sintonizzato
rettore con fase diversa, essendo provocata l’elemento parassita, cioè dalla sua lunghez-

DAGLI IMPULSI
DIRETTO E REIRRADIATO Fig. 2-2 - Comportamento di un’antenna a dipolo nelle
cui vicinanze sia posto un elemento «parassita».

79
za fisica. riflettore, radiatore e direttore; per migliora­
È quindi mettendo in atto un’appropriata re la direttività, si possono aggiungere, di
combinazione di spaziatura e lunghezza del norma, altri elementi parassiti di tipo diret­
parassita (che assume qui la funzione dì di­ tore.
rettore), che si può ottenere, nella direzione
d’irradiazione vista in figura, un guadagno
di potenza ben apprezzabile. Allo stesso mo­
do però, e per considerazioni analoghe, i se­ II dimensionamento
gnali eventualmente provenienti dalla dire­
zione opposta (e cioè da «dietro» il dipolo) Per il progetto di un’antenna Yagi, corta o
possono risultare anche sostanzialmente at­ lunga che sia, ci si riferisce ormai universal­
tenuati; infatti, nelle stesse condizioni di fi­ mente ai dati conseguenti dagli studi del
gura, l’onda che proviene dalla direzione op­ N.B.S. (National Bureau of Standards
posta si trova (per motivi di percorso) in fase -U.S.A) che ha determinato, con un’accura­
opposta con quella reirradiata, talché il suo ta indagine sperimentale, le relazioni esisten­
effetto viene sensibilmente ridotto. ti fra i vari parametri che influiscono sul di­
In tal modo, le caratteristiche di direzionalità mensionamento in funzione del guadagno;
dell’antenna Yagi risultano anche unidirezio­ essi sono, come noto: lunghezza e diametro
nali. degli elementi, spaziatura fra gli stessi, dia­
metro del boom e lunghezza totale dell’an­
L’elemento parassita può anche essere piaz­ tenna. Da sottolineare anche che tutti questi
zato «dietro» il dipolo, e cioè in posizione parametri diventano sempre più critici via
opposta a quella dalla quale proviene il se­ via che si aumenta il numero dei direttori (e
gnale; se ne può così ottenere un effetto di quindi la lunghezza del boom).
direttività unidirezionale sostanzialmente Ad ogni buon conto, vengono elencati qui di
analogo a quello di fig. 2.2, salvo che l’ag­ seguito alcuni dei risultati più importanti,
giustamento della lunghezza del parassita sottoforma di considerazioni discorsive, an­
(che in questo caso si chiama riflettore), ed cor prima di passare ai dati di progetto veri e
eventualmente della distanza dal dipolo, sa­ propri.
ranno leggermente diversi: sappiamo che il Opportune combinazioni di spaziature e lun­
riflettore (per comportarsi come tale) deve ghezze consentono di ottenere l’optimum del
essere leggermente più lungo del radiatore. guadagno; aumentando la lunghezza com­
Infatti, come già accennato nel 1° volume, il plessiva del boom anche il valore di spaziatu­
fattore che determina se l’elemento parassita ra ottimale fra i direttori aumenta; il guada­
funziona come direttore o come riflettore èia gno dell’antenna può essere ulteriormente
reattanza che esso presenta alla frequenza di aumentato scegliendo oculatamente la lun­
lavoro, che è poi quella di risonanza, del ra­ ghezza di ciascun direttore; il diametro degli
diatore, e quindi lo sfasamento che ne conse­ elementi (come noto da tempo) influisce sul­
gue sulle rispettive correnti. In altre parole, a la loro lunghezza, nel senso che più grosso è
deciderne il comportamento è la frequenza di l’elemento più corto esso deve essere taglia­
risonanza propria del parassita, che è di to.
qualche percento più alta (direttore) o più La possibilità di verificare il massimo del
bassa (riflettore) di quella di lavoro del siste­ guadagno ottenibile in funzione della lun­
ma d’antenna: quindi, l’elemento più lungo ghezza del boom è fornita dal grafico di fig.
agisce come riflettore, l’elemento più corto 2.3, le cui curve si riferiscono al caso di lun­
come direttore. ghezza uniforme oppure ottimizzata dei di­
rettori presenti.
La combinazione di queste due versioni, an­ Dati ancora più precisi sono ricavabili dalla
che con elementi multipli, dà origine a sva­ tabella 2.1 che fornisce le lunghezze ottimiz­
riati tipi di antenne direttive, di caratteristi­ zate degli elementi parassiti per antenne Yagi
che più o meno spinte appunto sotto l’aspet­ in 6 casi differenti assunti come esempi di
to della direttività e dei parametrti correlati. studio; le misure sono riferite ad elementi di
La versione più classica è evidentemente diametro pari a 0,0085 A, e non prevedono
quella a 3 elementi, consistenti appunto in: ancora alcuna compensazione del diametro

80
Tabella 2-1 — Lunghezze ottimizzate dagli elementi parassiti per antenne Yagi di sei diverse lunghezze

Lunghezza della Yagi in A

0.4 0.8 1,20 2.2 3,2 4.2

Lunghezza del riflettore in A 0.482 0.482 0,482 0.482 0.482 0.475

1° 0.424 0.428 0.428 0.432 0.428 0.424

2° 0.424 0.420 0.415 0.420 0.424

3° 0.428 0.420 0.407 0.407 0.420

4» 0.428 0.398 0.398 0.407

5° ' 0.390 0.394 0.403

6° 0.390 0.390 0.398

7° 0.390 0.386 0.394

8° 0.390 0.386 0.390

9° 0.398 0.386 0.390

10° 0.407 0.386 0.390

11° 0.386 0.390

12° 0.386 0.390

13° 0.386 0.390

14» 0.386

15° 0.386

Spaziatura fra 0.20 0.20 0.25 0.20 0.20 0.308


direttori in A

Guadagno relativo al 7.1 9.2 10.2 12.25 13.4 14.2


dipolo a mezz’onda in dB

Curva di progetto (A) (B) (B) (C) (B) (D)

Diametro degli elementi 0.0085 A (f = 400 MHz)


Spaziatura riflettore 0.2 A dietro al radiatore

del boom. effetto di un boom realizzato nongià in ma­


Se si desidera operare con elementi di diame­ teriale isolante (come nella serie di test della
tro diverso, tutti i dati possono essere scalati N.B.S.) bensì in materiali diversi, e comun­
a piacere ricorrendo al nomogramma di fig. que conduttori.
2.4, secondo le modalità che saranno esami­ La miglior affidabilità e ripetibilità è natu­
nate negli esempi pratici di dimensionamen­ ralmente da attendersi da boom metallici, i
to. cui dati dimensionali, ed il relativo effetto
C’è poi da tenere ancora in conto il possibile sulla lunghezza degli elementi, sono conden-

81
LUNGHEZZA TOTALE, in A

Fig. 2-3 - Guadagno di Yagi di lunghezze diverse (N = Numero direttori; S = spaziatura fra direttori).

7*”

7
8

UjO
?
3
¥

. y .
£ _

, 6 -

,r
,01 ,02 ,03 ,04
RAPPORTO DIAMETRO/
LUNGHEZZA D'ONDA DEL BOOM

Fig. 2- 4 - Effetto del boom metallico sulla lunghezza degli elementi parassiti.

82
LUNGHEZZA DEGLI ELEMENTI, in A

003 004 005 006 008 01 02


R A PP O R T O D IA M E T R O ELEM ENTI/LUNG H EZZA D 'O N D A

Fig. 2-5 - Grafico di progetto per le antenne Yagi.


oc
sati nel grafico di fig. 2.5; studi e prove han­ renti (fra 0,15 e 0,25 À nella versione con ri­
no portato a concludere che, almeno per gli flettore, fra 0,5 e 0,10 nella versione con di­
scopi correttivi di cui sopra, gli effetti deri­ rettore).
vanti da boom di tipo rotondo o quadrato Questo, almeno nelle più classiche condizio­
sono sostanzialmente identici. ni in cui l’antenna sia fatta risuonare esatta­
Ora, in possesso dei dati grafici e tabulari co­ mente sulla frequenza di lavoro; esistono tut­
sì forniti (e tratti dall’apposito Bollettino tavia condizioni di taratura nelle quali (pre­
Tecnico N.B.S.), è possìbile effettuare la vio opportuno adattamento d’impedenza e
progettazione di alcune fra le più classiche compensazione di reattanza) si può anche ot­
versioni di antenna Yagi, sia del tipo «corto» tenere un guadagno più elevato: ed è questa
che del tipo «lungo». la condizione cui corrisponde la curva più al­
ta, nei due grafici.
Anche per l’andamento della resistenza d’ir­
radiazione in funzione della spaziatura è ri­
Direttiva a due elementi
portato il relativo grafico, che incorpora i
dati nel caso di parassita come riflettore e co­
La Yagi a due elementi è un’antenna diretti­ me direttore (fig. 2-7A); in analogo grafico
va che comporta, oltre all’elemento irradian­ (fig. 2-7B),è invece riportata la legge di va­
te vero e proprio, anche la presenza di un pa­
riazione del Q, non molto diversa nei due ca­
rassita, che può agire indifferentemente co­ si: quello che salta all’occhio è che la spazia­
me riflettore o come direttore.
tura influisce fortemente sia sulla resistenza
Per questa versione, che potrebbe essere de­ d’irradiazione che (in particolare) sul Q, il
finita elementare, di antenna direttiva, le va­ che pone un limite pratico al guadagno otte­
riabili sono fondamentalmente due: la di­ nibile entro una determinata larghezza di
stanza fisica fra i due elementi (e quindi, la banda. Oltretutto, i valori più elevati di Q
lunghezza del boom) e la lunghezza fisica de­ non fanno che provocare, in pratica, perdite
gli stessi. resistive elevate, con conseguente calo di ef-
D’altra parte, l’esatto valore di lunghezza del ficenza: ecco un motivo per cui antenne a
radiatore riveste importanza secondaria al- boom molto corto non sono praticamente
' meno per quanto riguarda guadagno e dia­ consigliabili. D’altra parte, nemmeno boom
gramma di direttività, mentre influisce diret­ molto lunghi appaiono desiderabili; ciò si ve­
tamente sulla impedenza del punto di ali­ rifica per un paio di motivi almeno.
mentazione (specie per la parte reattiva), co­ In primo luogo, la causa è da ricercarsi in
me vedremo fra un po’ una ridotta «eccitazione» dell’elemento pa­
Le prove condotte in questo caso si riferi­ rassita; inoltre, per boom di lunghezza supe­
scono ad una lunghezza di risonanza pari a riore a 0,3 À, si verifica anche un fenomeno
0,482 À con un raggio di 0,0005 K per ambe­ di distorsione del lobo frontale d’irradiazio­
due gli elementi, ed in condizioni di spazio li­ ne rispetto alla direzione del boom.
bero, cui si può approssimare un’antenna al­ Un ulteriore parametro di cui risulta comoda
ta sul suolo almeno 2À. la disponilità in grafico è il rapporto avanti-
In fig. 2-6 è riportato in grafico il guadagno indietro, rapresentato in fig v. ove in A e
in corrispondenza della frequenza centrale di B sono le due condizioni ormai note.
risonanza al variare della spaziatura fra gli
elementi; in A il parassita è montato come ri­ Mentre nel caso di elemento parassita come
flettore, in B come direttore. riflettore il massimo rapporto si ha in corri­
L’andamento è sostanzialmente simile a spondenza della normale percentuale di al­
quello già visto nel 1° volume; le piccole dif­ lungamento, con il direttore i valori non
ferenze sono da imputarsi ad una esecuzione coincidono, e per tale motivo il grafico risul­
più precisa di calcoli e misure nel caso attua­ ta sdoppiato, evidenziando che è possibile
le. Dai grafici citati appare evidente che il trovare valori di accorciamento che fornisco­
guadagno massimo ottenibile non dipende no guadagni più elevati della media.
gran ché dal fatto che il parassita sia un ri­ Un esame comparativo dei grafici qui ripor­
flettore o un direttore, e comunque si ottiene tati consente dì notare che la Yagi a due ele­
sempre a spaziature modeste, anche se diffe­ menti è i grado di fornire prestazioni di tutto

84
dBd dB d

k . M \X k-
5 5
r ’ AX
O 4 §O 4 ì
O
<
Q 3 / K. / \ s.
<
O 2 /'• \ § 3
O 2 1 A* \

/ 1 V
>V
(RIFLETTORE)
70,1 (DIRETTORE) 0,1

Fig. 2-6 - G uad ag n o in funzione della s p a z ia tu ra p e r Yagi a 2 elem en ti con rifle tto re (A) e d ire tto re (B).

Q ài ii

200

E iA
R IF L E T T O R

4 1/
/ /
z 40 ì</
i
D IR E ’T O R E
\
/f / \1
A <k
Y \
>r —
0,3 0,3

Fig. 2-1 - Andamento della resistenza d’irradiazione e del Q

dB

O
e f= %

! «
o
£
o

(RIFLETTORE) 005 01 015 020 A

Fig. 2-8 - Andamento del R.A.I.

85
rispetto, almeno come guadagno, per una stando con cura la lunghezza dell’elemento
buona gamma di spaziature fra elementi. parassita; per la compensazione della reat­
Per quanto invece riguarda il rapporto tanza a tale frequenza si regola invece la lun­
avanti-indietro, i relativi valori non sono ghezza del radiatore.
particolarmente positivi e oltretutto i loro Allo scopo di facilitare la ricerca di queste
massimi non si presentano su frequenze coin­ condizioni di miglior compromesso nelle pre­
cidenti con quelle di massimo guadagno. stazioni, i parametri qui sopra studiati singo­
È quindi necessario, in fase di progettazione larmente, ed in funzione della spaziatura,
di una direttiva a due elementi, ricorrere a vengono anche presentati sotto forma di gra­
qualche forma di compromesso: in particola­ fici complessivi, i cui valori sono tracciati in
re se si desidera (come di solito) ottenere un funzione della frequenza, cioè per sposta­
buon guadagno con un discreto rapporto mento pari a + e — il 10% attorno alla fre­
avanti-indietro, e ciò su una banda pari a quenza centrale di lavoro; in altre parole, il
qualche percento della frequenza di lavoro, guadagno, il rapporto avanti-indietro, la re­
un’attenta analisi dei vari grafici porta a de­ sistenza d’irradiazione e la reattanza al pun­
finire un valore ottimale di spaziatura pari a to di alimentazione sono forniti in modo da
0,15 k circa. illustrare chiaramente il tipo di compromes­
Con tale lunghezza, l’antenna presenta un so da farsi in fase di progetto (fig. 2-9).
guadagno sostanzialmente indipendente dal Su questi grafici si possono fare diverse con­
fatto che il parassita sia montato come riflet­ siderazioni interpretative.
tore o come direttore, ed anche il rapporto Innanzitutto è evidente che la frequenza cen­
avanti-indietro ha un valore pressoché equi­ trale «migliore» va scelta con raziocinio, ed è
valente in ciascuna delle situazioni. coitìunque un compromesso fra guadagno e
Per ottimizzare le prestazioni dell’antenna, rapporto avanti-indietro; come già accenna­
in linea generale la procedura consigliabile è to, il suo valore viene determinato aggiustan­
la seguente: il massimo del guadagno sulla do la lunghezza del parassita. La forte varia­
frequenza centrale di lavoro si ottiene aggiu­ zione della resistenza e della reattanza di ali-

CD
■o
o
z
O
<
G
<
G
CD
90 100 110
FREQUENZA

Fig. 2-9 - Guadagno, rapporto avanti/retro (F /B ), re­


sistenza e reattanza in funzione della fre­
quenza per Yagi a 2 elementi con riflettore
(A) e direttore (B).

8 6
mentazione con la frequenza fa sì che non si
possa realmente parlare di «una» resistenza
(o reattanza) se non riferita ad una singola A
frequenza, come può essere quella centrale di
progetto.
Per regolare la frequenza al valore cui com­
pete reattanza zero, occorre agire sulla lun­
ghezza del radiatore; dalla fig. 2-9 risulta evi­
dente che ì valori ottimizzati di lunghezza so­
no piuttosto diversi nei due casi e che gli stes­
si sono diversi da quello di un dipolo isolato
in spazio libero (il motivo risiede nella reat­
tanza mutua riportata nel radiatore dall’ac­
coppiamento col parassita).
Vediamo ora un vero e proprio esempio di
progetto e realizzazione.
La semplice antenna di fig. 2-10 presenta ca­ S = 0,15 A
ratteristiche che dipendono, come noto dal . 300
diametro degli elementi, dalla spaziatura e
A ~ f
dall’altezza sul suolo, e sono condensate nel­ Fig. 2-10 - Yagi a due elementi con parametri di pro­
le formule ivi riportate. getto.
Cominciamo con l’adottare elementi di dia­
metro compreso fra 15 e 20 mm; dai grafici Tabella 2-2 — Misure per Yagi a 2 elementi
riportati possiamo anche fissare alcune ca­
ratteristiche di massima: frequenze
21.250 28.250 28.750
G =5dB R =270
Spaziatura (s) 2,12 1,59 1,57
rapporto A/I = 10 = 12 dB. Riflettore (L2) 7,06 5,31 5,21
Basandosi sulle formule fornite in fig. 2-10, ot­ Radiatore
teniamo per i 20 m (centrando a 14150 kHz): (L1A + L1B) 6,78 5,10 5,0!
( 0 elementi = 15^- 20 mm)
144
L1A + L1B = -------- = 10,18 m
14,150 Direttiva a 3 elementi
150
L2 = -------- = 10,60 m ■ La combinazione di un elemento radiante con
14,150
uno parassita funzionante dome riflettore e
300
S = 0,15----------= 3,18 m con uno funzionante come direttore costitui­
14,150 sce quella che è forse la versione più classica
Essendo partiti da una stima prudenziale, le e conveniente di antenna direttiva, e cioè la
prestazioni ottenute da un’antenna realizzata Yagi a 3 elementi (fig. 2-11).
Lo studio dell’influenza dei parametri co­
secondo questi dati di calcolo rispettano in li­
struttivi sulle prestazioni finali viene effet­
nea di massima le previsioni; naturalmente,
tuato, per comprensibili motivi di semplicità,
alcuni ritocchi eseguiti secondo le indicazioni
poc’anzi fornite, consentono di ottimizzare fissando uguali fra di loro le due spaziature,
qualche parametro. riflettore-radiatore e radiatore-direttore; in
Allo scopo di facilitare la costruzione di an­ tal modo, il parametro diventa la lunghezza
tenne yagi a 2 elementi nelle varie bande HF, complessiva del boom, ugualmente suddiviso
vengono forniti, già precalcolati in tabella 2, in spaziature uguali S.
i valori di lunghezza e spaziatura basati sui I dati sperimentali ottenuti dal NBS nelle
dati relativi a prestazioni ottimali (i dati per i stesse condizioni della yagi a 2 elementi, poi
estrapolati con altrettanto accurata indagine
20 m sono quelli dell’esempio di calcolo).
al computer, sono riportati nei grafici di fig.
2-12 per un certo numero di spaziature, e

87
quindi di lunghezza del boom; questa indagi­ superiori a quelle di una direttiva a due ele­
ne tiene anche conto di diversi fattori di ac­ menti: e ciò vale in particolare per il rappor­
corciamento ed allungamento, rispettiva­ to avanti-indietro, caratteristica primaria di
mente, di direttore e riflettore, essendo an­ un’antenna di elevate prestazioni. Per
che la lunghezza (e quindi, la risonanza) de­ quanto riguarda il guadagno, esso è crescen­
gli elementi parassiti, determinante sulle ca­ te (anche se leggermente) con l’aumentare
ratteristiche fornite dall’antenna. della lunghezza del boom; il rapporto A/I
Fra i possibili valori, sono state qui scelte cresce invece in modo molto netto fino a cir­
due versioni estreme fra quelle più comune­ ca 0,3 A di boom per poi diminuire nuova­
mente adottate: la À corrisponde al 3% di mente.
differenza fra lunghezza di risonanza di ri­ Per questo tipo di antenna è comunque ab­
flettore e direttore (rispettivamente, in più e bastanza semplice individuare una lunghezza
in meno) e quella di risonanza centrale del di boom ottimale.
radiatore; la B corrisponde ad una differenza Il parametro determinante per la larghezza di
del 6 % . banda entro cui il guadagnò resta elevato è la
Entro questi due valori avviene il normale differenza fra le frequenze di risonanza di
dimensionamento degli elementi; i grafici ri­ direttore e riflettore; e per quanto riguarda il
portati in fig. 2-12/A. esprimono (come già guadagno ottenibile, tale banda può essere
visto per alcuni fra quelli riferiti alla due ele­ piuttosto larga. È invece ben più modesta
menti) l’andamento del guadagno al variare (specie per rapporti elevati) la larghezza di
della frequenza di lavoro attorno a quella banda relativa al rapporto A/I: e ciò è dovu­
centrale di progetto, così da poter ottenere to alla criticità di ottimizzazione per un bas­
contemporaneamente i valori massimi e la so valore dì irradiazione verso il retro
larghezza di banda. . dell’antenna. Quest 'irradiazione infatti può
Analoga impostazione è stata data ai grafici essere mantenuta a basso livello solo quando
di fig. 2-12/B, nei quali è rappresentato il si riesce ad effettuare la completa cancella­
rapporto avanti-indietro ottenibile nelle stes­ zione dei vettori che rappresentano il campo
se condizioni di cui sopra. nella direzione «indietro»: ma questa si può
Da un esame anche superficiale dei vari gra­ ottenere solamente quanto le correnti nei sin­
fici, appare evidente quanto già ben noto, e goli elementi sono in relazioni (di fase) favo­
cioè che (praticamente in tutte le condizioni) revoli.
le prestazioni ottenute e ottenibile sono ben Ed anche quando questo si verìfica, bastano

8 8
Fig. 2-12 - Andam ento del guadagno e del rapporto avanti-indietro in funzione della percentuale
di accorciamento o allungamento al variare della frequenza per la Yagi a 3 elementi.

dB GUADAGNO A) dB R.A.I.

%— 8 6 4 2 f0 2 4 6 8 + % %— 8 6 4 2 f„ 2 4 6 8 +%
GUADAGNO ' A) dB R.A.I. B)

variazioni molto piccole in tali correnti (tipi­ In tab. 2-1 e fig. 2-4 è riportato, come primo
camente provocate da un pur modesto spo­ esempio costruttivo, quello di una 3 elementi
stamento di frequenza) per distruggere, del dimensionata per i 50 MHz; i dati di progetto
tutto o in parte, la suddetta cancellazione. che noi vogliamo ottenere sono invece:
Quindi, per qualsiasi antenna yagi, se si rie­ f0 = 14,150 MHz
sce ad ottenere un valore nettamente favore­ diametro elementi = 40 h- 50 mm.
vole di rapporto avanti-indietro, sarà solo Per effettuare il calcolo delle lunghezze per
per una banda di lavoro molto stretta. qualsiasi versione di Yagi, prima di tutto oc­
Avendo passato in rassegna le prestazioni ot­ corre fissare alcuni dati:
tenibili da una yagi a 3 elementi, si può ora
affrontare un esempio di progetto, avvalen­ x 300
dosi dei dati riportati in grafici e tabella ad = 21,20 m
14,150
opera del citato N.B.S. per operare le neces­
sarie conversioni di misura. d 45
= 0,00215 A
A 21200

90
La lunghezza di boom ottimizzata è prevista menti di 0,0025 A, se si vuol mantenere la
(in tabella e grafici) pari a 0,4 A: lunghezza ottimale.
Quindi il valore finale dei due elementi pa­
2S = 0,4 A = 8,48 m rassiti del nostro esempio di progetto è:
Le lunghezze previste per riflettore e diretto­ riflettore = (0,488 + 0,0025) A = 10,40 m
re sono rispettivamente 0,482 e 0,424 (da no­
direttore = (0,461 + 0,0025) A = 9,83 m
tare però che questi valori si riferiscono ad
un rapporto d/A = 0,0085, e non sono in al­ Sin qui non si è fatta menzione alcuna della
cun modo compensati in base al diametro del lunghezza dell’elemento radiante, e ciò alme­
boom). no per due motivi: innanzitutto, le indicazio­
Sul grafico di fig. 2-4 si identifica allora, sul­ ni sul dimensionamento di un dipolo date
la graduazione orizzontale, il punto d'/A = all’inizio di questo volume hanno validità ge­
0,00215, e da tale punto si traccia la vertica­ nerale, e quindi sono utilizzabili anche in
le, che va ad incontrare le curve (A) di riflet­ questi casi; se invece si desidera un calcolo
tore e direttore in corrispondenza dei valori più preciso e specifico, va anche tenuto pre­
adatti al progetto in corso: sente che la scelta del sistema di alimentazio­
riflettore = 0,488 A ne ed adattamento esercita una certa influen­
direttore = 0,461 A za sul valore di lunghezza. Pertanto questo
dimensionamento può essere affrontato nel
A questo punto, il dimensionamento va com­ modo più semplice, tanto l’aggiustamento fi­
pletato mettendo in conto l’effetto del dia­ ne verrà fatto in fase di messa a punto del re­
metro del boom, che supponiamo essere D lativo adattatore; si adotta cioè la formula
= 8 cm. già citata nel caso della 2 elementi:
Espresso in termini di lunghezza d’onda, ot­
teniamo il relativo parametro: 144
radiatore = —— = 10,17 m

Le misure dell’antenna completa sono per­


tanto riepilogate in fig. 2-13; in essa si è co­
Questo valore, riportato sulla scala orizzon­ munque tenuto conto di un’ultima necessità
tale del grafico di fig. 2-5, consente di deter­ di carattere costruttivo, e cioè l’opportunità
minare che è necessario allungare tuti gli ele­ di realizzare gli elementi a diametro decre-

PIASTRE (ANTERIORE E POSTERIORE)


BLOCCAGGIO ELEMENTI

91
d2 di

333^
Fig. 2-14 - Indicazione schematica di elementi a scalatura di diametro.

scente sia a motivo delle loro lunghezza, sia banda entro cui l’antenna è operativa.
per renderne più semplice l’aggiustaggio del­ Le prestazioni ottenute da un’antenna realiz­
la lunghezza. zata come in fig. 2-13 sono mediamente: 7
Infatti, i dati di progetto sin qui ottenuti si ri­ dB di guadagno, 15 20 dB di rapporto
feriscono ad elementi realizzati interamente avanti-indietro.
con lo stesso diametro dì tubo, mentre la si­ Un aggiustaggio particolarmente curato,
tuazione reale può essere quella di fig. 2-14, mentre influisce relativamente poco sul gua­
cioè ad andamento telescopico. dagno, può migliorare anche nettamente il
Occorre allora fissare questo ulteriore fatto­ rapporto A /I, solo però in una ristretta ban­
re di dimensionamento (ed anche piuttosto da di frequenze.
importante): gli elementi devono avere i dia­
metri poco scalati fra di loro. Anche per il caso della Yagi a 3 elementi, ol­
In pratica, se il rapporto fra diametro massi­ tre all’esempio di calcolo studiato, vengono
mo e diametro minimo fosse superiore ad 1,5 forniti, nella tabella n. 3, i valori precalcolati
(dal centro alla punta), allora occorrerebbe di lunghezza e spaziatura relativi alle bande
introdurre un allungamento dell’elemento HF e riferiti a due diversi valori di spaziatura
stesso rispetto alle dimensioni tabulate. (trattandosi di antenna già leggermente più
È quindi consigliabile, per conservare i van­ complessa ed ingombrante, oltre ai dati rela­
taggi dell 'ottimizzazione del progetto, opera­ tivi a boom di 0,4 A sono riportati anche
re con un raporto d2/dl non superiore ad quelli per un boom di 0,25 A).
1,5; in tal caso, si possono tenere ancora per
buone le misure corrispondenti al progetto Tabella 2-3A — Misure di Yagi a 3 elementi con lun­
ottimale (quindi relative a diametro ghezza del boom = 0,4 K
costante).
Le dimensioni dell’antenna sono sostanzial­ 21250 28250 28750
mente critiche solo dal punto di vista della ri­ 2,82 2,12 2,09
Spaziatura
sonanza, che è determinata in modo preva­ Riflettore 6,93 5,21 5,12
lente dalla lunghezza dell’elemento pilotato. Radiatore 6,77 5,10 5,01
Quindi i normali, piccoli aggiustamenti Direttore 6,55 4,93 4,84
(uguali da ambedue le parti dell’elemento),
che è necessario spesso effettuare per portare
la frequenza di risonanza al punto desiderato Tabella 2-3/B — Idem, per lunghezza del boom = 0,25 À
entro la banda d’impiego, possono essere
eseguiti senza alcuna modifica delle presta­ direttore radiatore riflettore spaziatura
banda LI (min) L2 (mm) L3 (mm) S (mm)
zioni fornite.
Lo stesso dicasi, ove necessario, per variazio­ 20 9478 10113 10875 2617
ni da apportarsi agli elementi parassiti: ac­ 15 6530 6759 7267 1753
corciamenti od allungamenti sino all’1% cir­ 10 (bassa) 4827 5005 5361 1296
10 (alta) 4700 4878 5259 1245
ca della lunghezza dell’elemento non deter­
minano cambiamenti di sorta nelle caratteri­
stiche ottimizzate.
L’influenza del diametro del tubo usato per
costruire gli elementi è piuttosto modesta, e
si ripercuote più che altro sulla larghezza di

92
■Yagi a 4 + 6 elementi struttura di partenza, su un tubo in lega di al­
luminio della lunghezza (standard per gli
Non esìste nessun limite preciso che distin­ USA) di 3,65 m (12’) e diametro sui 30 mm
gua le Yagi cosiddette «corte», (naturalmen­ La quota totale è poi ottenuta aggiungendo
te, in termini di lunghezza d’onda) da quelle tratti di tubo leggermente scalati in diametro
cosiddette «lunghe»; e del resto, la suddivi­ e di lunghezza opportuna; la struttura tele­
sione non riveste importanza rilevante, se scopica consente così oltre all’ovvio miglio­
non per un fattore di comodità e di rapida ramento del rapporto peso/robustezza, un
definizione. più facile aggiustaggio.
Tuttavia, il numero più verosìmile di elemen­ Ciascun elemento è fissato mediante due for­
ti cui si può attribuire questo «compito» si celle ad U ad un angolare a sua volta applica­
aggira attorno al 6; le antenne direttive esa­ to al boom, costituito da tubo (pure in allu­
minate in questo paragrafo appartengono minio) di 6 + 8 cm di diametro.
quindi a quella che si può considerare la zona In figura è anche fornita l’indicazione sul
di confine, e comunque costituiscono le ver­ sistema di adattamento d’impedenza, consi­
sioni più lunghe secondo cui vengono realiz­ stente nel classico gamma-match, la cui rea­
zate le normali direttive per HF. lizzazione e regolazione verrà esaminata
Ecco quindi il motivo per cui concluderemo nell’apposito capitolo.
con questo paragrafo l’attuale trattazione Per quanto concerne le restanti versioni, e
delle Yagi, per poi riprenderla a proposito cioè le Y a g i a 5 ed a 6 elementi, sarebbe or­
delle antenne VHF/UHF, di norma dotate di mai di scarsa utilità (ma in compenso di no­
un numero ben più rilevante di elementi. tevole ingombro) riportare i grafici relativi a
Ad ogni buon conto, versioni HF più lunghe, guadagno e rapporto avanti-indietro; tanto
così come versioni VHF più corte, possono più che ci si può riferire, in linea di massima,
essere ugualmente dimensionate sulla base all’andamento di quelli sin qui riprodotti.
dei dati via via forniti. Più utili invece possono essere le tabelle
Ciò premesso, cominciamo con l’occuparci che ne riportano le varie dimensioni, calcola­
delle versioni a 4 elementi, di cui viene anco­ te sulla base dei dati di progetto N.B.S. già
ra una volta fornito un ampio riepilogo di citati. Comunque, a titolo di esempio e di ve­
caratteristiche sotto forma di grafici, ripor­ rifica, viene eseguito il progetto di una 6 ele­
tati in fig. 2-15. menti per i 10 m, che abbia un guadagno di
Le considerazioni che potrebbero farsi non 10 dB; dalla tab. 1 risulta evidente che si deve
sono altro che ripetizioni dì quanto già detto ricorrere innanzitutto alla spaziatura 1,2 A.
a proposito delle versioni a 2 ed a 3 elementi; I parametri costruttivi siano: diametro ele­
non stiamo quindi a riproporle tanto più che menti 25 mm; boom considerato isolante per
discendono in modo evidente dagli anda­ semplicità; frequenza di lav.oro 28,500 MHz.
menti di figura, cui ci si potrà riferire sia in Dalle formule ben note e dalla tabella citata,
modo diretto sia interpolando i dati per di­ calcoliamo i vari parametri.
versi valori di spaziatura o di lunghezza. Sot­ 300
tolineiamo solamente come, sia il massimo Lunghezza d’onda: ----- = 10,53 m
del guadagno (9 dB) sia il massimo del rap­ 28,5
porto avanti-indietro (30 dB), si possano ot­ Diametro elementi (d/À) = 0,0023
tenere per valori ben precisi di spaziatura e, Spaz. riflettore (0,2À): 2,11 m
ancor di più, di frequenza operativa. Una Spaz. direttori (0,25 À): 2,63 m
precisa soluzione costruttiva è invece riporta­ Lunghezza boom: 12,64 m
ta in fig. 2-16, e deriva da una versione prodot­
ta in piccola serie negli USA; i dati si riferi­ Dalla tabella 1, tenendo conto che i dati si ri­
scono ad una realizzazione per i 15 m e le ca­ feriscono ad un d/À = 0,0085, abbiamo:
ratteristiche ottenute si riassumono molto Lr = 0,482 À
brevemente in guadagno sull’ordine dei 9 LD1 = L d 4 = 0,428 A
dB, rapporto avanti indietro tipicamente LD2 = Ld3 = 0,420 A
20 + 25 dB.
La costruzione degli elementi si basa, come Però il nostro rapporto d/À è 0,0023, e quin-

93
Fig. 2-15 - Andam ento del guadagno e del BÀI per la Yagi a 4 elementi.

I i 1
0,5 A„ 1
t 40 |
__^ v A

b /
/ 7 i
1
30
l
|-----
/

1
/ /
1 20 ----- j-----
A B
/

/
/ a
B/
t
A
'
\
1
A /
1 10
/ / 1'/ li J B

/ 1
% ------ 8 — 6 — 4 — 2
____ i____
f„ 2 4 6
/
8 + % % ----- 8 —6 — 4 —2
i
f, 2
\
'4 6 8 + %

94
GUADAGNO A) R.A.I. B)
10

—8 —6 —4 —2 f0 2 4 6 8 +% %----- 8 —6 —4 —2 f0 2 4 6 8 +%

95
di occorre ritoccare in proporzione le lun­ d’onda è notevole rispetto al diametro scelto
ghezze degli elementi; per questo, si utilizza per il boom scelto (40 -h50 mm), non è ragio­
il grafico di fig. 2-4. nevolmente indispensabile procedere al ritoc­
Si traccia una linea verticale in corrisponden­ co delle lunghezze per la relativa compensa­
za del valore 0,0023 sulla scala orizzontale; zione; in caso contrario basterebbe procede­
questa va ad intersecare le linee relative a ri­ re come nell’esempio visto a suo tempo.
flettore e direttori in corrispondenza dei va­ Si può quindi passare al calcolo delle lun­
lori compensati, ottenendosi così ghezze per i vari elementi:
LR. = 0,488 A riflettore: 0,488 A = 5,14 m
LDj. = Lp4> = 0,450 A 1° direttore: 0,450 A = 4,74 m
2° direttore: 0,446 A = 4,69m
A questo punto, misurata la lunghezza del 3° direttore: 0,446 A = 4,69 m
segmento di curva LD1_4/L D2.3, la si riporta a 4° direttore: 0,450 A = 4,74 m
destra dal punto (sulla stessa curva) e
sì può così individuare: La lunghezza approssimativa del radiatore
può essere calcolata con la formula:
Ld2' = LD3’ = 0.446A
Poiché, almeno in questo caso, la lunghezza

96
Un esemplare rapportato a queste misure sostanzialmente con i dati NBS): larghezza
(costruito cioè per i 50 MHz, con adattatore del fascio a 3 dB, sui 40 4- 45°; lobi laterali
d’impedenza del tipo a gamma match) ha tutti inferiori ad almeno 15 dB; rapporto
fornito i seguenti risultati (che si accordano avanti-indietro 18 dB.

Tabella 2-4 - 5 elem enti Yagi con lunghezza boom = 0,8 A


(diametro boom = 10 -5- 12 cm / diametro elem enti = 40 -h 50 mm)

Spaziatura Riflettore Radiatore 1° dirett. 2° dirett. 3° dirett.

20 4,24 10,41 9,88 9,50 9,43 9,50


15 2,82 6,93 6,57 .6,33 6,28 6,33
10 (bassa) 2,12 5,21 4,95 4,77 4,72 4,77
10 (alta) 2,09 5,12 4,86 4,68 4,64 4,68

Tabella 2-5 - 6 elem enti Yagi con lunghezza boom = 1,2 A


(diametro boom = 10 -s- 12 cm / diametro elem enti = 40 h- 50 m m)

SI S2 Riflettore Radiatore 1° dirett. 2° dirett. 3° dirett. 4° dirett.

20 4,24 5,30 10,41 9,88 9,56 9,43 9,43 9,56


15 2,82 3,53 6,93 6,57 6,37 6,28 6,28 6,37
10 (b.) 2,12 2,66 5,21 4,95 4,79 4,72 4,72 4,79
10 (a.) 2,09 2,61 5,12 4,86 4,71 4,64 4,64 4,71

Dati pratici conclusivi getto a variare con l’altezza dal suolo, e risul­
ta quindi approssimato.
A prescìndere dai vari elementi di progetto Ad ogni buon conto, in queste condizioni l’a­
fomiti nei precedenti paragrafi relativamen­ dattatore più consigliabile è il gamma-match.
te alle diverse versioni di antenna direttiva Per quanto concerne elementi più spiccata-
tipo Yagi, può risultare comodo avere a di­ mente costruttivi, le indicazioni già fornite
sposizione, magari sotto forma grafica, il set sull’opportunità di scalare i diametri dei tubi
complessivo di dimensioni e misure, in grado costituenti i singoli elementi possono concre­
di fornire una prima impostazione realizzati- tizzarsi nell’esempio fornito in fig. 2-18, dove
va globale, anche se con gli stessi requisiti di sono riportate le proporzioni suggerite per le
precisione dei procedimenti già visti. bande HF più classiche.
Per tali motivi, in fig. 2-17 sono riportati tutti E rappresentata solo metà di un elemento, la
i dati relativi alla versione forse più classica di cui altra metà è ovviamente identica e sim­
direttiva, e cioè la Yagi a 3 elementi; le lun­ metrica; la sezione centrale (quella cioè in
ghezze degli elementi risultano sufficiente- tubo più grosso) può essere un unico pezzo
mente precise a patto che gli stessi siano fis­ lungo due volte la quota qui indicata.
sati al boom nel loro centro esatto. La lun­ Le misure sono lasciate in pollici, stante la
ghezza del radiatore (oltre che essere funzio­ permanente reperibilità di tubi di alluminio
ne della spaziatura, prevalentemente verso il in tale standard; comunque nulla vieta di im­
riflettore), può richiedere ritocchi destinati a piegare le misure decimali più vicine sce­
sintonizzare via la reattanza non compensata gliendo opportunamente anche lo spessore
a seconda del sistema di adattamento d’im­ dei vari tubi, così da consentire la più comoda
pedenza adottato. operazione di scalaggio dei diametri, nel sen­
Il valore della resistenza d’irradiazione risul­ so di far combinare i diametri esterni dei trat­
ta utile per orientarsi sul sistema di adatta­ ti più sottili con quelli interni dei tratti più
mento più opportuno da scegliere, ma è sog­ grossi che procedono via via.
X

0,1 0,15 0,2 0,25 0,3


SPAZIATURA DIRETTORE, in A
\

0,1 0,15 0,2 0,25 0,3


SPAZIATURA DIRETTORE, IN A

0,1 0,15 0,2 0,25 0,3


0,1 0,15 0,2 0,25 0,3 SPAZIATURA DIRETTORE, in A
SPAZIATURA RIFLETTORE, in A

Fig. 2-17 - Riepilogo dei dati dimensionali per una Yagi a 3 elementi.

- 1 8 2 ,9 - -152,4- -1 2 1 ,9 - -9 1 ,4 -

20 m
0 3,8 0 2,8 0 2,5 0 2,2

-152,4 — -121,9- -9 1 ,4 -

15 m
0 2,5 0 2,2 0 1,9

-121,9 — -9 1 ,4 - -50,8 h

10 m £
0 2,5 0 1,9 0 1,3

Fig. 2-18 - Esempio di scalatura diametri per le varie bande.

98
ANTENNE YAG1 non trascurabili fra le varie bande, ed oltre­
CON BOBINE DI CARICO tutto le trappole risentono delle condizioni
atmosferiche.
Spesso non è facile ottenere un ROS di valo­
L’ampia trattazione già svolta nel 1° capito­ re soddisfacentemente basso, specie su bande
lo di questo volume a proposito del funzio­ piuttosto larghe; e fuori banda, il ROS di
namento dei dipoli su frequenze diverse da queste antenne ha spesso la tendenza ad im­
quelle di risonanza, dietro inserzione di bobi­ pennarsi nettamente.
ne di allungamento o dì commutazione, ren­ Anche le ripetute interazioni degli elementi
de inutile riprendere qui la trattazióne appro­ per l’inserimento delle varie trappole può
fondita degli elementi di progetto nel caso di complicare le cose, in questo caso, dal punto
antenne ad elementi di tipo Yagi o derivate. divista meccanico più che elettrico.
Verranno quindi direttamente presentate al­ Tutto ciò premesso, in fig. 2-20 è compieta-
cune versioni, fra le più note e classiche, di mente rappresentata una prima, seppur par­
direttive trappolate o caricate, concentrando ziale soluzione del problema di una antenna
la descrizione sui dati più spiccatamente rea­ bibanda (20 e 15 m) a 4 elementi complessivi
lizzativi, senza naturalmente trascurare gli (2 per banda, almeno in prima approssima­
elementi progettuali più esplicativi e speci­ zione); si tratta quindi di una versione cosid­
fici. detta «interallacciata», nella quale cioè sono
ancora ben distinti gli elementi operanti
sull’una e sull’altra banda, tant’è vero che la
Le Yagi trappolate linea di alimentazione è sdoppiata, e quindi
la discesa è costituita da due cavi coassiali se­
La struttura nasce trasportando anche agli parati.
elementi parassiti la tecnica delle trappole ri­ I particolari secondo cui il progetto è stato
sonanti multiple vista a proposito del dipolo impostato sono i seguenti: elementi raccor­
multibanda analogo, ed è presentata in fig. ciati (grazie alla presenza delle trappole), ma
2-19. spaziatura abbastanza ampia da consentire
Nonostante si tratti della tecnica più diffusa un guadagno pressoché ottimale; posiziona­
per realizzare antenne direttive multibanda mento oculato degli elementi stessi in modo
(anzi, per meglio dire, proprio per questo) da minimizzare le reciproche interferenze.
viene tracciata una breve panoramica sugli La struttura infatti consiste di una due ele­
inconvenienti che possono nascere nella loro menti (con riflettore) per i 20 m, e di una due
realizzazione, anche se in genere si tratta di elementi (con direttore) per i 15 m: il radiato­
problemi insolubili o del minore dei mali. re dei 15, essendo l’elemento di testa (cioè il
Le operazioni di sintonia risultano un po’ la­ primo nel senso del lobo di direttività), si tro­
boriose, in quanto si verificano interazioni va cosi a sfruttare, almeno parzialmente, co­
me riflettori anche gli elementi dei 20 m; non
vi sono invece riflettori indesiderati «davan­
ti» né direttori inutili «dietro» gli elementi
853,5 attivi, che potrebbero provocare distorsioni
-ejvo nel lobo d’irradiazione e peggioramento del
DIRETTORE rapporto A /I. L’alimentazione è effettuata
in ambedue i casi, tramite adattatore a gam­
ma match nella versione più classica; l’ele­
428 7 —CffD— mento variabile è un condensatore da 150
pF, del solito tipo da trasmissione, montato
su robusta basetta (o entro scatoletta) isolan­
te.
RIFLETTORE
*P-CP- Le modalità costruttive di quest’antenna so­
no state impostate, alTorigine, in modo da
Fig. 2-19 - Yagi a 3 elementi in versione trappolata. ottenere una struttura piuttosto leggera, cosi
da consentire l’uso di supporto e rotore non

99
Fig. 2-20 - Yagi trappolata bibanda (20e 15 m) ad ele­
f0 = 14,05 MHz menti distinti e discese separate.

particolarmente robusti. Tutti gli elementi ed


il boom sono costruiti con tubo di alluminio
diametro 1 pollice e —, eventualmente so-
4
stituibile con la misura decimale più prossi­
ma. Ove sia necessario aggiuntare spezzoni
di questo tubo, il sistema più semplice è quel­
lo rappresentato in fig. 2-21/A, consistente
nell’infilare a forza, entro le due estremità da
aggiuntare, uno spezzone di 25 -*■ 30 cm del­
lo stesso tubo opportunamente fessurato, COLLARE

oppure di tubo avente diametro inferiore Fig. 2-21 - Particolari costruttivi dell’antenna di
quanto basta per entrare a misura. fig. 2-20.
Le bobine di carico sono realizzate in modo

100
molto semplice; il supporto su cui sono av­ ROS sulle due bande deve portare lo stesso a
volte è barra (tonda) di plexiglass con diame­ valori di poco superiori all’1:1; nel caso non
si riuscisse a far scendere il ROS sotto 1,5:1,
tro 1 pollice e questa misura permette si può intervenire con un piccolo spostamen­
di infilare il tondo di plastica entro i tubi de­ to della barra di corto del gamma-match; va
gli elementi, il tutto poi bloccato con comuni infatti tenuto conto che l’adattatore è nella
fascette a compressione. Viti autofilettanti versione ridotta a metà (cioè un solo braccio
con relativi capicorda in testa ai bordi per banda), talché la messa a punto può esse­
dell’elemento costituiscono i necessari punti re leggermente più critica.
di ancoraggio per i reofori della bobina. Va infine segnalato che le misure fornite so­
Le bobine possono essere realizzate in due no per funzionamento ottimale sulla parte
modi almeno: avvolgendo del cavetto coas­ bassa delle due bande; poiché il ROS sta den­
siale per BF isolato in Teflon (potrebbe an­ tro i limiti ottimali previsti (2:1) per non più
dare benissimo, anche se un po’ sprecato, un di 100 + 150 kHz, si dovranno ritoccare op­
tipo RG 174) con anima e calza collegate fra portunamente le dimensioni (nel caso, accor­
di loro da ambo le parti, oppure usando del ciarle leggermente) in funzione della zona
normale filo di rame smaltato di 2 + 2,2 mm operativa preferita all’interno delle singole
di diametro (specie nel caso del coassiale, bande.
non è necessaria alcuna protezione esterna); L’antenna risulta provata con diverse centi­
in fig. 2-21/B sono riepilogati i dati costrutti­ naia di watt, e non dovrebbero esserci pro­
vi. blemi (per le trappole) fin verso 1 kW.
Il fissaggio degli elementi al boom è risolto Per quanto concerne le prestazioni, il guada­
con le normali forcelle ad U e relative piastri­ gno è più o meno quello che ci si può aspetta­
ne accessorie; per bloccare il boom al palo re da Yagi a 2 elementi.
terminale di sostegno si può ricorrere ad una Sui 20 m, il rapporto avanti-indietro si aggira
robusta piastra (di alluminio o ferro): tutti sui 10 dB (direttore + radiatore); sui 15 m la
questi particolari si possono dedurre anche situazione è migliore, sia perché abbiamo la
da descrizioni precedenti o successive. versione «direttore + riflettore», sia perché
La struttura non è abbastanza leggera da non contribuiscono anche gli elementi dei 20 m:
provocare una leggera flessione del boom; è circa 15 dB.
quindi raccomandabile prolungare di qual­
che metro il palo di supporto sopra l’antenna Dopo questa prima versione semplificata ma
ed applicarvi due tiranti (in cordino di nylon parziale, viene ora descritta quella che è la
di 2 + 3 mm) che vadano ad ancorarsi verso versione più classica, e cioè la trappolata tri-
le due estremità del boom, con opportuna banda originale di W3DZZ. La fig. 2-22 con­
tensione. tiene tutti i dati costruttivi dell’antenna vera
È consigliabile che i variabili in testa al e propria, dei quali è da sottolineare la lun­
gamma-match di ogni sistema d’antenna sia­ ghezza degli elementi, di tutto rispetto per
no protetti entro contenitore di plastica (per una trappolata, e la presenza «extra» di un
esempio, tipo frigorifero); dai variabili par­ direttore e riflettore esclusivamente per i 10
tono direttamente il cavo coassiale da una m (essendo i tre elementi multipli troppo spa­
parte, e la barra del gamma-match (tondino ziati per questa banda).
1 In fig. 2-23 è riportata la realizzazione origina­
da ■—” ) dall’altra.
4 le delle trappole avvolte in aria con filo di ra­
Rispettando le misure e le modalità costrutti­ me smaltato (o alluminio) di diametro 4 mm;
ve fornite la messa in opera dell’antenna do­ le dimensioni delle bobine sono circa 7 ( 0 )
vrebbe consistere nella semplice taratura dei x 8(1) cm.
condensatori variabili, o tutt’al più in qual­ Le spire sono 7 per i 15 m e 5 per i 10.
che modesto ritocco; ad ogni buon conto, La capacità necessaria è sui 20 pF, ed è rea­
tutto quello che serve è un ROS-metro decen­ lizzata come condensatore coassiale che
te (ed eventualmente un GDM per verificare sfrutta unicamente i tubi di alluminio degli
la risonanza dei vari elementi). elementi, con naturalmente interposto un fo­
La regolazione dei variabili per il minimo di glio di plastica quale dielettrico (owiamen-

101
0 2,5
7,6
0 3,8 0 3,5 -v -- 02
-Y.,.— -, Y_- j Y j— , Y DIRETTORE
-L— r — —| _ j----= 3 -jo-15-20 m
-182,9- - A *j^ B—^ j^—0
205,7
0 2,2 0, 2
_Z___ / DIRETTORE
10 m
-182,9- -91,5— |
205,7
ALIMENTAZIONE
ALI
52 0 03,8 0 3 >5 0 2,5 0 2
731,5 / / T10 /T 1 5 /
£ --------------1------f—£■----1— [ - ./ .[ 1 A
--------------- ----- {--------'— I----- 1— J—
RADIATORE
10-15-20 m
--- 182,9----------4 " A— 4 — B—4 - — C -
152,4
0 2,2 0 2
/ / RIFLETTORE
10 m
-182,9- -128-
152,4 -BOOM
0 3,8 0 3,5 0 2,5 0 2
/ / IH /H I / RIFLETTORE
---------- 1-— —— l__ ~ n _ J ......... ........10-15-20 m
7,6 —182,9-
D IM E N S IO N I A P P R O S S IM A T E
(inclusa la lunghezza delle trappole)
Fig. 2-22 - Versione originale della W3DZZ.
ELEM ENTI A B C

D IR . 10-1 5 -2 0 46 51 86

R A D IA T O R E 66 53 94
te, il teflon garantirebbe decine di anni di so­
pravvivenza, mentre altri materiali più sensi­ R IF L . 10-1 5 -2 0 81 61 97

bili alla radiazione ultravioletta, possono Tutte le trappole risuonano con 20 pF In parallelo.
avere durata estremamente più breve).
Il radiatore risulta direttamente collegato al­
la linea di trasmissione (cavo coassiale da 50
fi); essendo la resistenza d ’irradiazione un
po’ più bassa di questo valore, permarrà un
certo ROS sulla linea, di entità comunque
non preoccupante.
Nulla vieta naturalmente di aggiungere un
adattatore d’impedenza fra i tanti tipi ben
noti.
L’accorgimento di avvolgere il cavo di disce-

Fig. 2-23 - Trappola originale di W3DZZ (da QST).

1 0 2
sa in bobina di diverse spire subito sotto il
punto di alimentazione migliora il bilancia­
mento di linea, realizzando una sorta di ba-
lun.

Direttive tipo «mìnìbeam»

Il termine «minibeam», oltre ad avere un si­


gnificato di evidente validità generale, è stato RIFLETTORE
usato come denominazione ben precisa di
u n ’a n te n n a direttiva ad elementi parassiti
sviluppata da G4ZU e da cui ha preso il no­ B O B IN A \ IA
me. P ER 28 MHz

Il funzionamento multibanda è reso possibile


dall’impiego di stubs come commutatori au­
tomatici sensibili alla frequenza, nonché dal­ i • STU BM 4
| | P ER 28 M Hz
la combinazione di questi con bobine di cari­
co opportunamente sintonizzate; ciò in mo­ B O B IN A
do del tutto simile a quanto già visto a pro­ P E R 14 MHz

posito delle varie antenne filari pluribanda


studiate nel 1° capitolo.
Va solo tenuto conto che queste modalità di
« AG G IU ST A R E
SUI 28 M Hz
STU B À/4
funzionamento consentono una banda di II P ER 21 M H z

frequenze operative limitata a non più di 2:1


(praticamente, un’ottava); infatti la spazia­ Fig. 2-24 - Versione tipica di minibeam G4ZU.
tura fra elementi varierebbe troppo, in termi­
ni di lunghezza d’onda, e quindi, una volta
ottimizzata su un valore di frequenza (la
banda centrale), non è opportuno spostarse­ di reattanza contenute, tali comunque da po­
ne molto più del 50%. ter essere ovviate con un sistema di compen­
sazione piuttosto semplice.
Nel caso tipico della tribanda 20-15-10 per Ad ogni modo, il radiatore è tale da risuonare
esempio, una spaziatura di 0,2À a 28 MHz poco sotto i 21 MHz; sui 14 MHz, si compor­
(sensibilmente più alta dell’ottimale), diven­ ta come elemento radiante a mezz’onda rac­
ta di 0,1 a 14 MHz (valore buono ma piutto­ corciata, mentre in 28 come elémento radian­
sto critico per la messa a punto): e queste te a onda intera raccorciata.
considerazioni, valide per qualsiasi tipo di Il direttore è operativo in 15 e 10: a definire
multibanda, diventano ancor più determi­ la risonanza sui 29 è lo stub a quarto d’onda,
nanti per i modi di funzionamento di questa mentre la bobina di carico è sintonizzata in
versione. modo da dare una seconda risonanza un po’
In fig. 2-24 è rappresentata la realizzazione più più alta della banda di lavoro dei 15 m, e cioè
classica, da cui si può subito notare che il ra­ fra 21,5 e 22 MHz.
diatore, proprio allo scopo di eliminare i più Il riflettore, nella sua realizzazione più nor­
grossi problemi di natura sia elettrica che male, è operativo su 20 e 15 m: lo stub deve
meccanica, non è caricato né da stubs né da risuonare a 20 MHz circa, mentre la bobina
bobine: chiaramente, in queste condizioni, le di carico lavora sui 14 MHz.
fluttuazioni d’impedenza passando da una Un ulteriore ritocco permette di migliorare
banda all’altra sono maggiori di quanto ulteriormente le prestazioni anche in 10 m.
compensabile da un normale sistema adatta­ Tenendo conto che a 28 MHz lo stub è più
tore incorporato, ma a questo si troverà so­ lungo di 1/4 d’onda, e quindi si comporta
luzione nel sistema di alimentazione. come induttanza in parallelo alla bobina vera
Qui basta dire che un diametro piuttosto ele­ e propria, aggiungendo una piccola capacità
vato per questo elemento consente variazioni (pochi pF) a cavallo dell’isolamento centrale

103
di questo elemento si può ottenere anche una
risonanza parallelo giusto a 28 MHz: una re­
golazione precisa di questa risonanza prati­
camente consente di isolare fra di loro, a
questa sola frequenza, i due bracci del riflet­
tore, che si comportano quindi come due ri­
flettori separati (per questo, è richiesto co­
munque una diversa regolazione della bobi­
na dei 14 MHz).
Complessivamente quindi quest’antenna si f= 9,2 + 9,8 o 25,9 m (per linea a 300 a)
comporta come una 5 elementi in 28 MHz i=11,6 + 12,2 o 32,3 m (per linea a 400 £2)
(con guadagno conseguentemente elevato),
come una 3 elementi in 21 MHz (con gua­
Fig. 2-25 - Adattatore d’antenna consigliato per la
dagno un poco inferiore a quello di una 3 ele­ G4ZU. .
menti Yagi classica, a causa del radiatore un
po’ lungo), e come una 2 elementi in 20 con
guadagno fra 3 e 4 dB (qui il direttore è inat­ valore della loro impedenza ha sul funziona­
tivo). mento complessivo: valori di impedenza
Come già accennato, l’impedenza di alimen­ troppo elevati restringono la banda passante
tazione di un’antenna simile è piuttosto di­ sulle frequenze più alte; valori troppo bassi
versa da quella di un normale sistema a 3 ele­ provocano un eccessivo carico capacitivo
menti, sia per il radiatore non risonante sia sulle bande basse.
per la diversa influenza dei parassiti sulle va­ Di conseguenza, le misure consigliabili sono
rie bande; la più semplice soluzione consiste le seguenti: per il direttore (lOm), l’impeden­
nell'usare una linea di alimentazione bilan­ za dovrebbe essere sui 75 -h 100f2, con lun­
ciata a 3000 , ma viene anche descritto un si­ ghezza 168 cm; per il riflettore (15 m), l’im­
stema adattatore più complesso e completo, pedenza dovrebbe essere sui 300 0 , con lun­
per ottenere risultati ottimali (lo schema è in ghezza di 290 cm.
fig. 2-25). Per quanto concerne le bobine, i dati costrut­
tivi sono approssimativi, in quanto essi di­
La prima parte costituente il sistema è una pendono dalle singole modalità costruttive, e
sezione di adattamento realizzata in linea bi­ la esatta risonanza delle bobine stesse (verifi­
filare da 300 o 450 0 ; le possibili dimensioni cabile come al solito con un buon GDM) è
sono riportate nello specchietto di figura. piuttosto importante da aggiustare; ciò pre­
Con la linea tagliata secondo queste misure, messo, e ricordando che queste bobine devo­
l’andamento della reattanza alla base è il se­ no avere dimensioni notevoli (come già visto
guente: positiva in 20 m, circa zero in 15, ne­ in altre versioni precedenti) per il massimo
gativa in 10 m. Q, quella dei 15 m (direttore) sarà costruita
La compensazione può avvenire ovviamente con 3-^-4 spire di dimensioni 3 x 4 cm, men­
mediante l’applicazione di una rete la cui tre quella dei 20m (riflettore) avrà 5-^6 spire
reattanza abbia andamento opposto: e que­ con dimensioni 4 x 5 cm. Di questa antenna
sto è il caso di un circuito risonante-serie a 21 sono state realizzate molteplici versioni, con
MHz, la cui reattanza è negativa sui 20 m e varianti specie per quanto riguarda la realiz­
positiva sui 10. Se il rapporto L/C viene op­ zazione delle bobine (sostituite da un doppio
portunamente scelto, si otterrà che la somma boom isolato, con barre regolabili di corto­
delle reattanze su ciascuna banda tende verso circuito) ed il sistema di alimentazione; ne
lo zero; ciò significa che il sistema completo esistono anche alcune versioni commerciali.
si troverà, con buona approssimazione, a ri­ In ogni caso, con una realizzazione e messa a
suonare automaticamente su ciascuna delle punto sufficientemente accurate, i risultati
bande, senza alcun intervento. Al link si po­ sono sempre garantiti e le prestazioni più che
trà così applicare direttamente il cavo coas­ accettabili: per quanto riguarda il guadagno,
siale (di qualsiasi lunghezza). si può contare su almeno 9 dB sui 10 m, 7 h- 8
I dati costruttivi degli stubs, specie in questo dB sui 15, e almeno 4 dB sui 20 m; il rappor­
caso, devono tener conto del riflesso che il to avanti-indietro che ci si può aspettare è di

104
15 + 20 dB su tutte le bande, migliorabile con commutatrici) al centro degli elementi, la cui
l’accuratezza della messa a punto. lunghezza fisica è uguale (il parassita è un di­
rettore).
Complessivamente, le dimensioni non sono
Verrà ora motivatamente presentata una poi tanto superiori a quelle di una normale
struttura meno complessa (specie sotto tre elementi per le bande alte: il boom è poco
l’aspetto elettrico), trattandosi di un’antenna più di 4 m, gli elementi sono un po’ meno di
monobanda. 14 m.
Infatti, ove la «miniaturizzazione» risulta an­ Il boom è in tubo di alluminio di 3” , gli ele­
cor più importante è naturalmente sulle ban­ menti sono montati isolati su opportune staf­
de basse; per tale motivo viene qui presentata fe e piastre, così da potervi ancorare gli ele­
una versione compatta di direttiva Yagi per i menti stessi e le bobine di carico ad alto Q (le
40 m, a due elementi. Su queste frequenze, il estremità centrali degli elementi sono irrobu­
punto saliente è quanto mai il giusto com­ stite infilandovi uno spezzone di barra roton­
promesso fra il grado di miniaturizzazione e da isolante, tipo PVC o nylon).
le prestazioni, che si vorrebbe rimanessero Date le dimensioni, gli elementi sono realiz­
almeno un po’ migliori di un dipolo. zati con tubi di alluminio a diametri scalati,
Altro problema è la resistenza d’irradiazio­ il che consente di ottenere una buona robu­
ne, il cui valore è sui 20 + 30 0 per una ver­ stezza complessiva. I dati costruttivi delle
sione a piena lunghezza, e diventa una fra­ bobine, avvolte in aria, sono qui sotto ripor­
zione di questo con i cospicui accorciamenti tati (è la differenza fra LI ed L2, essendo
necessari, tanto da diventare paragonabile uguali le lunghezze fisiche degli elementi, che
(se non inferiore) alla resistenza complessiva definisce la loro esatta risonanza):
di perdita di conduttori e bobine. LI = 12 spire (1 = 10 cm)
Se quindi l’elevata resistenza parassita delle L2 = 14 spire ( 1 = 1 2 cm);
trappole contribuisce a migliorare l’adatta­ tubo rame 4 + 5 mm;
mento d’impedenza, contribuisce anche a diametro = 6 cm;
trasformare in calore, anziché in campo elet­
tromagnetico, la potenza ceduta dal trasmet­ link = 4 spire (come LI ed L2), possibilmen­
titore. te isolate con tubetto aggiunto.
Questi appena accennati sono i limiti com­
plessivi di progettazione per qualsiasi anten­ In effetti, L2 è costituita da 7 + 7 spire, con
na di questo tipo e quindi (a maggior ragio­ spaziature al centro di circa 3 cm; in tale zo­
ne) per la versione qui presentata in fig. 2-26. na è inserito completamente il link, al quale
Le bobine di carico sono anche qui applicate viene applicato direttamente il cavo coassiale
(non trattandosi di vere e proprie trappole a 50 0 . Il collegamento fra bobine ed ele­
menti è realizzato con bandella in rame di al­
meno 10 mm, lunga 10 + 15 cm.
Fig. 2-26 - Mini-Yagi per i 40 m. Le operazioni di messa a punto si eseguono

1371,6

105
molto facilmente, con antenna ad almeno 10 ANTENNE A TELAIO SINGOLO
m dal suolo (o equivalente), strizzando od al­ O MULTIPLO
largando leggermente le bobine (e ricorrendo
ad un buon GDM); la frequenza di autoriso­
nanza del direttore dovrà essere di circa il Pare che il loop nasca principalmente (alme­
5% più alta della frequenza centrale di lavo­ no, in campo radiantistico) come antenna
ro. La larghezza di banda ottenibile entro un multibanda dotata di maggiore o minóre di­
ROS dì 2:1 è di 100 kHz circa. rettività.
Le prestazioni non possono naturalmente es­ Una struttura quale quella riportata in fig.
sere miracolose, ma un guadagno sui 4 dB ed 2-27 molto schematicamente è in grado, in­
un rapporto A/I sui 10 dB, per i 40 m, non fatti, di funzionare in qualche modo dai 7 ai
sono proprio da buttare. 28 MHz, essendo in risonanza (o ad essa
molto prossima) su tutte le bande ivi compre­
se; vere e proprie caratteristiche di direttività j
si possono ottenere solamente su 14 e 21
MHz. Questa ampia prestazione si verifica in
quanto le frequenze di risonanza dipendono
in qualche modo da quanto filo c’è a costi­
tuire il loop e quanto ce n’è a costituire la li­
nea, che non è altro che un lungo stub; ed an­
che se queste frequenze non sono armoniche
esatte, ciò in prima approssimazione si può
trascurare. j
L’alimentazione può essere effettuata con li­
nea ad alta impedenza (600 0) collegati ai
punti «e», oppure applicando direttamente

Fig. 2-27 - Struttura schematica di antenna a loop.


una linea a bassa impedenza in fondo allo
stub (punti d); in ogni caso, una delle carat­ DIPOLO RIPIEGATO BIFILARE
teristiche di questi loops multibanda è che la
resistenza d’irradiazione (se lo stub ha la giu­
sta lunghezza prevista), specie dalla parte
della bassa impedenza, resta sufficientemen­ >B
A
E1
te costante al variare delle bande. C; [)

Ciononostante, questa versione non è molto


frequentemente usata, preferendosi general­
mente ricorrere ad antenne a telaio singolar­ LINEA

mente funzionanti su un’unica banda, salvo


aumentare il numero dei telai quanto serve.

La quad a telaio singolo

È la più semplice versione, costituente il pun­


to di partenza per tutta la famiglia, ed è pro­
prio per tale motivo che qui ne viene data
sommaria descrizione, oltre al fatto che essa
presenta vantaggi non trascurabili rispetto al
semplice dipolo.
Infatti essa, oltre a fornire un certo guada­
gno rispetto al dipolo singolo, presenta un
ingombro in pianta (o sbraccio) che è solo la
metà, in quanto i lati della quad sono À/4;
inoltre, la struttura può essere più leggera del
dipolo e presentare minor resistenza al ven­ Fig. 2-28 - Derivazione della quad a telaio singolo da
un dipolo ripiegato.
to, richiedendo quindi, per l’orientamento,
un semplice rotore da TV.
Cominciamo comunque col vedere quella
che sembra la derivazione più logica della C’è però da dire che il bambù è il materiale
quad, almeno nella sua forma più classica, meno resistente (al giorno d’oggi) ed anche
rappresentata in fig. 2-28: partendo da un più pesante; il fiberglass sarebbe il materiale
normale dipolo ripiegato a mezz’onda, basta più raccomandabile (per questa versione co­
deformarlo sollevandolo per A. me per le versioni multiple e più complesse),
Intrinsecamente, il dipolo ripiegato possiede con qualche alternativa in tubi di plastica
impedenza di alimentazione piuttosto alta, particolare. Ad ogni modo, i 4 bracci sono
nonché una maggior larghezza di banda del ancorati ad un piattello centrale, in legno o
dipolo semplice; deformandolo in modo da in plastica, mediante le solite forcelle ad U;
ottenere un telaio come in figura, queste ca­ eventuali giunture per ottenere le necessarie
ratteristiche, almeno parzialmente, restano. dimensioni vanno bloccate e protette con
La forma quadrata (comunque sia girata) re­ buon nastro adesivo vinilico. Nel caso che si
sta la più comoda da realizzare, ma non è usi bambù (e legno), è consigliabile protegge­
sostanzialmente vincolante; esso può essere re il materiale con ripetuti strati di vernici ap­
anche rettangolare, circolare o addirittura posite (o anche con la vecchia «coppale» a
triangolare, senza cambiare di molto le ca­ più mani).
ratteristiche (salvo il nome, naturalmente). In testa alle canne vanno eseguiti i fori neces­
sari al passaggio del conduttore d’antenna
La più classica costruzione di quest’antenna vero e proprio; una volta che la crociera sia
prevede l’impiego di una crociera realizzata montata e bloccata, si posizionerà il filo, op­
in canne di bambù, che supportano un filo portunamente teso ed ancorato all’isolatore
conduttore piuttosto sottile, ed è rappresen­ di alimentazione. La resistenza d’irradiazio­
tata in fig. 2-29. ne di una quad a singolo telaio, alimentata al

107
banda l s T

10 264 187 178


15 356 252 239
20 539 381 361
ISOLATORE DI
ALIMENTAZIONE

£
t
LINEA A
PUNTO
t
SPEZZONE
DI GIUNZIONE A 75-r 90 fi
50 fi I
Fig. 2-29 - Caratteristiche costruttive di quad singola.

centro di un lato lungo K/4 è di 120 -p 140 0 dell’antenna è un po’ superiore a 100 fi , va­
(per una distanza da suolo di À/2 circa). lore quindi molto vicino a quello medio della
Di conseguenza, partendo dal solito presup­ resistenza d’irradiazione del loop.
posto di usare, come linea di alimentazione il In fig. 2-29 è riportata, oltre al disegno
classico cavo coassiale a 50 f i, occorrerà in­ dell’adattatore, anche la tabellina dei valori
serire, fra linea e antenna, un qualche siste­ di lunghezza dello stesso cavo (è tenuto conto
ma di adattamento d’impedenza. anche dei 2 m circa nudi per il collegamento)
E il sistema più semplice, trattandosi di an­ assieme alle misure di ogni singolo lato del
tenna monobanda, è il classico quarto d’on­ telaio, nonché (per pura e semplice comodi­
da di linea ad impedenza intermedia fra le tà) a quelle delle stecche isolanti.
due da adottare. Adattamento più che accet­ Ad ogni buon conto, per il dimensionamento
tabile si ottiene realizzando lo spezzone a K/4 dell’elemento radiante su qualsiasi frequen­
con cavo da 90 0 o da 75 0; poiché quest’ul­ za, basta applicare la semplice formula:
timo è di gran lunga più reperibile, il valore ì _ 7658
che se ne ottiene trasferito ai terminali
- ~T~
1 0 8
dove
1: lunghezza di un lato della quad in cm A1

f: frequenza di centro banda in MHz.


Infine, le prestazioni: polarizzazione oriz­
zontale, irradiazione perpendicolare al piano
del loop e bidirezionale, guadagno 1,5 -r- 2 dB
rispetto al dipolo.

La quad a più elementi

L’esame della versione base della quad, e


cioè il loop singolo, oltre a fornire i dati co­
struttivi di un’antenna tutto sommato inte­
ressante, ha costituito il punto di partenza su
cui basare lo studio delle versioni multiele-
menti e multibanda, più complesse ma anche
più interessanti.
A questo scopo, è opportuna ora un’analisi
un po’ approfondita sui, singoli aspetti delle
nuove versioni.
La polarizzazione della quad dipendeva co­
me è girato il telaio e da come esso viene ali­
mentato; prendiamo come riferimento la fig.
2-30.
I terminali di alimentazione possono essere
previsti o al centro di uno dei lati, o su un an­ Fig. 2-30 - Caratteristiche di orientamento ed alimen­
golo; se l’alimentazione viene effettuata in tazione di un loop.
alto o in basso (cioè nelle posizioni A o A’),
la polarizzazione ottenuta è orizzontale; se
l’antenna è alimentata alle estremità centrali sto tipo, il supporto verticale della crociera
(cioè nelle posizioni B o B’) la polarizzazione può essere realizzato con tubo di alluminio
è verticale: tutto ciò, per ambedue le angola­ con notevoli vantaggi meccanici: poiché l’an­
zioni del telaio. Questo parametro risulta tenna è polarizzata orizzontalmente, questa
particolarmente importante con la quad, in struttura metallica verticale (e in posizione
quanto la sua risposta alla polarizzazione di simmetrica) non influisce in modo percettibi­
tipo opposto comporta una perdita di circa le sulle prestazioni.
30 dB, come può essere dimostrato matema­ In secondo luogo, i punti ad elevata corrente
ticamente o verificato sperimentalmente. lungo l’antenna risultano separati da una di­
Naturalmente, nella stragrande maggioranza stanza fisica maggiore.
dei casi, la polarizzazione adottata è quella Infatti, ciascun loop consiste, in questo caso,
orizzontale, stante la diffusione dì antenne di due strutture a mezz’onda in fase dislocate
derivate dal dipolo, e quindi a struttura, verticalmente: maggiore è la separazione fisi­
nonché polarizzazione, orizzontali. ca dei ventri di corrente nelle due mezze on­
Delle due configurazioni di fig. 2-30, la quasi de, più basso risulta l’angolo di massima ir­
universalmente adottata è la prima, con ali­ radiazione nel piano verticale. Il tutto si basa
mentazione al centro dei lati orizzontali, per sull’ipotesi che la distribuzione di corrente
vari motivi legati a comodità costruttiva e lungo un dipolo a mezz’onda sia ad anda­
prestazioni complessive. mento sinusoidale, e che quindi lo sia anche
Ad onor del vero va però detto che esistereb­ nel caso di antenna quad: poiché quest’ipote­
bero alcuni buoni motivi anche per alimenta­ si è vera con approssimazione sufficentemen-
re la quad in un angolo. te buona, il sommarsi delle correnti e dei loro
In primo luogo, con una disposizione di que- effetti fa sì che il fattore di accoppiamento

109
delle due mezze onde in fase per ciascun loop quindi si sceglie la linea o il sistema di adatta­
risulti migliore se si alimenta l’antenna in mento più pertinenti.
uno spigolo piuttosto che in posizione cen­ Come già accennato, il valore della resisten­
trale. za d’irradiazione di una quad a singolo telaio
L ’irradiazione nel piano verticale difficilmen­ si aggira sui 120 h- 150 0; nelle versioni a più
te può essere ottimizzata, come si fa invece elementi (parassiti) tale valore è ovviamente
per quella orizzontale, in quanto i mezzi nor­ destinato a calare, portandosi sui 70-^80 0
malmente a disposizione rendono difficile per la versione a 2 elementi, ed abbassandosi
sperimentare quanto avviene all’onda irra­ ai 50 fl circa per 4 elementi : ciò significa una
diata nel piano verticale. semplificazione automatica dei problemi di
È invece possibile affermare che l’efficenza adattamento linea - antenna, in quanto può
operativa di un’antenna è quasi più legata a essere direttamente collegato, ai punti di ali­
quanto irradiato nel piano verticale che non mentazione, un cavo coassiale ad impedenza
in quello orizzontale. normalizzata. In ogni caso, quando l’adatta­
È comunque fuori di dubbio che, per i colle­ mento d’impedenza è ottimale, il cavo coas­
gamenti a lunga distanza, più basso è l’ango­ siale può essere direttamente applicato ai ter­
lo verticale d’irradiazione, migliori sono i ri­ minali di alimentazione, senza particolari
sultati ottenibili. motivi per l’inserimento di un dispositivo bi­
Ecco quindi che esce fuori un vantaggio della lanciatore.
quad: con le due mezze onde (o quarti d’on­ Infatti, la struttura a circuito chiuso del loop
da, secondo la versione adottata) dislocate contribuisce a fornire un percorso condutto­
più o meno distanziate in verticale su ciascun re di ritorno per la corrente sulla linea di ali­
elemento, il loop presenta un angolo d’irra­ mentazione, tendendo così a realizzare, in
diazione verticale più basso di una Yagi di qualche modo, un miglior bilanciamento del
pari numero di elementi ed alla stessa altezza sistema antenna-linea, rendendo pressoché
sul suolo. inutile un balun, o similare.
Ciò significa, sotto l’aspetto squisitamente La buona simmetria del diagramma d’irra­
operativo, che i segnali emessi o ricevuti da diazione orizzontale (almeno, alla frequenza
una quad risultano più robusti che quelli da centrale di lavoro), che normalmente si ottie­
una Yagi, sempre in condizioni comparabili ne dalle quad, sembra confermare questa
d’installazione. spiegazione un po’ approssimativa.
La larghezza di banda operativa è un altro
dei parametri non sempre tenuti nella dovuta
considerazione: in altre parole, anche otti­ Direttori e riflettori
mizzando il guadagno di una qualsiasi anten­
na al centro della banda, i risultati ottenuti Un’altra importante proprietà della quad a
agli estremi di banda possono essere anche più elementi risiede nella diversa influenza
deludenti. sulle prestazioni generali che ha la funzione
Anche sotto questo aspetto, la quad ad uno o degli elementi parassiti. Occorre infatti tener
più elementi può presentare prestazioni un presente che il predisporre un parassita come
po’ migliori della Yagi. riflettore anziché come direttore può provo­
Le modalità di alimentazione per un’antenna care sensibili differenze nel guadagno e, an­
tipo quad vanno affrontate, più o meno co­ cor di più, nel rapporto A/I: è tipico infatti
me per qualsiasi altra antenna, considerando di una quad a due elementi presentare un
che antenna e linea di alimentazione vanno rapporto avanti-indietro nettamente migliore
sempre inquadrati come due problemi sepa­ quando il parassita è un riflettore, che non
rati e distinti. In primo luogo, l’antenna va quando è un direttore.
dimensionata e sintonizzata secondo le speci­ Una spiegazione veloce di questo comporta­
fiche esigenze o preferenze: massimo guada­ mento risiede nella relativamente ampia spa­
gno o miglior rapporto avanti indietro sulle ziatura fra la parte alta del radiatore e la par­
frequenze di lavoro. te bassa del riflettore: l’affermazione si può
Solo dopo questa fase, si passa a determinare concretizzare in forma matematica introdu­
l’impedenza del punto di alimentazione, e cendo un termine a reattanza negativa

110
nell’impedenza mutua dei due elementi. la versione (a), che prevede il lato di base del
Eseguendo tutto il procedimento di calcolo, loop interrotto e prolungato in uno stub a
si ottiene che la corrente neH’elemento paras­ quart’onda, con ponticello scorrevole di cor­
li: sita risulta aumentata, se si tratta di rifletto­ tocircuito, che appunto consente l’aggiustag­
re, diminuita se si tratta di direttore: la con­ gio più preciso.
seguenza può consistere financo in 10 s- 15 Tale stub può essere come al solito realizzato
dB di differenza nel rapporto avanti- in linea bifilare aperta, del classico valore di
indietro. impedenza sui 300 -e 400 0.
Ciò fra l’altro costituisce una spiegazione, Per un dimensionamento sufficientemente
seppur approssimata, del fatto che un nume­ corretto degli elementi parassiti, valgono le
ro elevato di direttori non porta ad un au­ seguenti formule:
mento di prestazioni considerevole, talché le
più comuni versioni di antenne quad non 7849
l(riflettore) = ——
prevedono più di 2 o 3 direttori (oltre a riflet­
tore e radiatore).
7430
[(direttore) = ——
Taratura dei riflettori
dove 1 è sempre la lunghezza di un lato del
loop quadrato (in cm), ed f la frequenza di
11 sistema costruttivo più normalmente adot­ centro banda in MHz (per il radiatore, la for­
tato nelle cubical-quad prevede una lunghez­
mula resta quella già vista).
za fissa per i loop del radiatore e direttore, e
invece la possibilità di un aggiustaggio fine
della risonanza del riflettore, allo scopo ap­ La cubical-quad a 2 elementi
punto di ottimizzare il rapporto A-I di tutto
il sistema; si può infatti affermare che solo 1 Si tratta della più diffusa versione di antenna
cm in più o in meno di tale aggiustaggio può
quad, ed è forse l’unica «concorrente» della
equivalere alla differenza esistente fra un’an­ Yagi in campo HF; i due loop disegnano
tenna direttiva ed una bidirezionale.
idealmente nello spazio una struttura da cui
I sistemi adottati per sintonizzare alla giusta discende la denominazione di «cubical».
frequenza il riflettore di una quad sono so­ L’elemento parassita aggiunto, per i motivi
stanzialmente 3, riportati in fig. 2-31. precedentemente esaminati, è nella stragran­
In pratica, quello di più comune adozione è de maggioranza dei casi disposto come riflet­
tore, versione che consente il miglior com­
Fig. 2-31 - Sistemi di sintonizzazione del riflettore del­ promesso fra guadagno e rapporto avanti in­
le quad. dietro.

BOBINA
REGOLABILE

111
Fig. 2-32 - Tipica versione di quad a 2 elementi.
RADIATORE

banda 7 14 21 26
riflettore 1100 554 371 275
radiatore 1070 539 361 269
spaziat. , 492 246 164 123
stub 180 92 51 41

La resistenza d’irradiazione della cubical va­ portata ad un’onda intera: ciò non fa che
ria ovviamente (oltre che con l’altezza sul confermare la particolare predisposizione di
suolo) con la spaziatura esistente fra gli ele­ quest’antenna ai collegamenti su lunga di­
menti. stanza.
Riferendosi ad una quota fissa di mezz’onda Per quanto concerne il rapporto A /I, un’ac­
(o, ancor meglio, un’onda intera) sul suolo, curata regolazione della barra di cortocircui­
la resistenza d’irradiazione di una quad a 2 to sullo stub del riflettore consente di ottene­
elementi con riflettore si aggira sui 70 -t- 75 re valori anche superiori ai 20 dB.
fi con spaziatura di 0,15 À, e si avvicina ai 60
0 con spaziatura di 0,1 À. In fig. 2-32 è schematizzata la costruzione di
A prescindere da qualsiasi considerazione di una classica cubical-quad a 2 elementi, corre­
tipo costruttivo, la spaziatura ottimale per il data dalla tabellina con tutte le misure relati­
massimo guadagno dovrebbe essere vicina a ve alle più normali bande d’impiego; si tratta
0,15 A. di una versione a spaziatura medio-bassa,
In tali condizioni d’installazione, il guada­ che consente dimensioni un po’ ridotte, con
gno teorico della cubical sul dipolo è dì 5,5 tutte le semplificazioni del caso.
dB circa; considerando che il vantaggio del La citata tabellina contiene sia le misure ne­
basso angolo d’irradiazione verticale si può cessarie alla versione «loop uguali con riflet­
configurare in circa 1 dB almeno, ecco giu­ tore dotato di stub» sia quella per la versione j
stificato il guadagno sui 7 dB che si attribui­ «riflettore più grande». t
sce in genere alla cubical-quad a 2 elementi, Infatti, nonostante la versione con stub sia
valori che per una Yagi è tipico di una 3 ele­ quella più frequentemente adottata per la
menti. possibilità di aggiustaggio insita, è anche
L’angolo effettivo d’irradiazione dipende possibile realizzare la versione con riflettore
naturalmente dall’altezza dell’antenna; a a lunghezza predeterminata, mediante le for­
mezza lunghezza d’onda dal suolo, l’angolo mule precedentemente fornite, nonché i dati
verticale del lobo principale si aggira sui 250, relativi in tabella: quindi, nella prima versio­
per dimezzare (circa 12°) se l’altezza viene ne, radiatore e riflettore a lati uguali, con

1 1 2
stub su questo; nella seconda versione, nien­ Per ottenere anche le stesse prestazioni già
te stub e riflettore più ampio di circa il 3%. denunciate, occorre che gli elementi siano
Quest’ultima soluzione è in grado di fornire montati concentrici sul boom, cioè che le
spesso prestazioni ugualmente.buone, a pat­ spaziature siano mantenute del valore otti­
to che si tratti di antenna monobanda a due male scaglionando gli elementi lungo il
soli elementi. boom, come è schematizzato in fig. 2-33.
Due parole infine sull’alimentazione: stante Se invece tutti i radiatori sono montati sullo
la spaziatura relativamente bassa, la linea stesso piano, e così dicasi anche per riflettori
può essere normale cavo coassiale da 50 fì di­ (e per eventuali direttori), come si fa spesso
rettamente collegato al radiatore: il ROS che per semplificare i problemi costruttivi, non
discende dal leggero disadattamento è asso­ possono non conseguirne variazioni (e natu­
lutamente trascurabile, essendo contenuto ralmente in peggio) nel guadagno, nella resi­
nel 1,2 -r 1,3:1. stenza d’irradiazione e nel rapporto A/I, a
Il metodo più semplice per effettuare la rego­ causa dell’aumentata spaziatura per la banda
lazione sullo stub del riflettore è quello di più alta o della diminuita spaziatura per la
sintonizzare (col ricevitore) un forte segnale banda più bassa.
proveniente dal retro dell’antenna, e quindi In genere si attua il miglior compromesso
regolare il ponticello scorrevole in modo da (stante che la versione più diffusa è quella
rendere minima l’intensità del segnale ricevu­ tribanda) scegliendo la spaziatura ottimale
to, verificando che il segnale torni a crescere per la banda centrale (tipicamente i 15 m).
sia prima sia dopo la posizione trovata.
In tali condizioni, il guadagno sulle bande
estreme sarà compreso fra i 5 e 6 dB, con un
La cubical-quad multibanda rapporto A/I sui 15 dB, mentre la resistenza
d’irradiazione passerà,, per le stesse bande,
I dati e le valutazioni sin qui fornite si riferi­ sui 100 Q per i 10 m e sui 50 0 per i 20 m, so­
scono a versioni di quad per singola banda; stanzialmente ferme restando tutte le caratte­
ristiche già note per la banda «optimum» dei
naturalmente nulla toglie che si possano co­ 15 m.
struire versioni ugualmente valide per 2 o 3
bande operative contemporaneamente, sem­ Qualche problema viene quindi posto dai va­
lori dell’impedenza di alimentazione, diversi
plicemente montando i vari elementi su un nei tre casi per la versione a spaziatura unica.
unico boom, rispettando le medesime misure Naturalmente, il sistema ottimale di alimen­
(e formule) sin qui fornite. tazione consisterebbe in una linea singola per
ogni banda, con eventuale adattatore di impe­
denza, il che elimina alla base il problema
delle resistenze d’irradiazione diverse fra di
loro, e quindi non giustifica alcuna differen­
za di prestazioni fra cubica! ad elementi con­
centrici e la versione ad elementi scaglionati.
Questa, se costituisce la soluzione ottimale
non è certo la più semplice ed economica;
tant’è vero che molti sono gli esempi, nella
bibliografia degli ultimi 30 anni, di sistemi di
alimentazione a cavo unico, collegato ai ter­
minali di alimentazione dei vari radiatori, a
loro volta collegati in parallelo in questo
punto. Con spaziatura ottimizzata per ogni
banda, essendo i valori della resistenza d’ir­
radiazione sostanzialmente uguali per le va­
rie bande, il compromesso di collegare tutti i
Fig. 2-33 - Quad multibanda a 2 elementi a spaziatura radiatori in parallelo è del tutto accettabile,
ottimale. ed il suo comportamento si giustifica allo
stesso modo già visto, per esempio, per l’an-

113
presupposto che la quad è molto semplice
elettricamente (qualche filo appeso e teso),
ma il problema grosso sta proprio nel come
sospendere e tendere questi fili; questo pro­
blema aumenta quando si vuol realizzare una
cubical tribanda, e diventa ancor più grosso
se si desidera mantenere l’optimum di spa­
ziatura per ciascuna banda.
Esistono soluzioni costruttive consistenti in
un doppio ventaglio di canne che partono un
po’ in tutte le direzioni dalla crociera centra­
le; ma si rischia troppo facilmente di trasfor­
mare il problema... in un groviglio di fili: ec­
co motivato l’approccio un po’ diverso di
questa versione.
Con questo sistema, e con la spaziatura pres­
soché ottimale, il boom risulta lungo 137 cm,
ed è realizzato con tubo quadro di alluminio
di 5 cm di lato (esterno); in testa ai due estre­
mi di questo sono infilate le due crociere,
realizzate saldando, su due spezzoni di tubo
quadro di 5 cm di lato interno, i 4 tubi di 20
mm che servono per la struttura del telaio
più interno, quello che costituisce il «piatto
Fig. 2-34 - Versione pratica di quad tribanda a s p a z ia ­
tura differenziata. del disco».
I bracci di questa crociera, come sarà anche
per quelli esterni inclinati, non devono essere
tenna a dipoli multipli con discesa unica. costituiti da una struttura unica in metallo,
Quando invece radiatori e riflettori sono per limitare il più possibile l’influenza del
montati concentrici sullo stesso piano il com­ conduttore aH’interno del loop; basta per
promesso dell’alimentazione unica fornisce questo intercalare, nella zona centrale dei
risultati meno brillanti, pur se ugualmente bracci, uno spezzone di barra plastica o le­
accettabili, naturalmente nella misura in cui gno, di diametro tale da entrare di misura en­
si accettano valori di ROS attorno al 2:1. tro le due parti in tubo.
Dopo questa breve panoramica sui prò ed i Un cenno sulle possibili soluzioni costruttive
contro di certe soluzioni costruttive, vengo­ è fornito in fig. 2-35.
no forniti i dati realizzativi di alcune classi­ 1 loops sono in trecciola di rame (7 fili di 0,7
che ed interessanti versioni di cubical quad intrecciati) tagliati alla lunghezza prevista
tribanda a 2 elementi, precisando ancora dalla formula per il calcolo del radiatore (il
che l’aggiunta di un direttore per passare alle riflettore ha le stesse dimensioni).
3 elementi può consentire un guadagno ag­ Nello spigolo basso di ciascun riflettore è
giuntivo di 1,2-h 1,5 dB (ed un modesto mi­ collegato lo stub, realizzato con linea bifilare
glioramento nel rapporto A/I), e che l’ag­ spaziata 10 cm e lunga 90 cm; per l’ancorag­
giunta di un 2° direttore per passare alla 4 gio isolato degli stubs, è previsto un opportu­
elementi può consentire un ulteriore guada­ no prolungamento del boom.
gno di 0,6 -^0,8 dB. L’alimentazione, nella versione originale, è
in cavo coassiale separato per ogni banda.
La versione di fig. 2-34 consente di risolvere La risonanza dei vari radiatori può essere
in modo abbastanza semplice e «pulito», il controllata, ed ottimizzata, con la solita tec­
problema della spaziatura ottimale banda nica del controllo mediante GDM (e ricevito­
per banda, ricorrento ad una specie di (profi­ re di controllo).
lo a) doppia scodella, coi fondi affacciati. Gli stubs dei riflettori vanno regolati per un
L’impostazione meccanica parte infatti dal minimo di indicazione dello S-meter del rice-

114
n
Fig. 2-35 - Particolari costruttivi della tribanda di Fig. 2-34.

vitore sintonizzato su una stazione robusta bassa mediante inserzione di una bobina al
che arrivi dal retro dell’antenna, dopo di che centro del lato basso di ciascun loop.
la lunghezza in eccesso può essere tagliata via Come al solito, nel dimensionamento degli
per buona parte. elementi e delle bobine di carico, va tenuto
conto della fetta di banda da preferenziare.
Una versione piuttosto semplice di cubical- Le dimensioni degli elementi sono quelle già
quad a spaziatura unica è presentata in fig. vista precedentemente, e comunque sono ri­
2-36, almeno per quanto concerne la realiz­ cavabili dalla solita formula; le bobine sono
zazione del loop complessivo. avvolte su supporti in barra fenolica di 2 cm,
Quesia realizzazione è particolarmente im­ lunghi 15 cm, con lunghezza di avvolgimento
postata nel senso della maggiore semplicità sugli 11 12 cm e con filo di 3 mm: per i 20
di installazione, il che giustifica i vari com­ m le spire sono 17, per i 15 sono 16 e per i 10
promessi attuati. sono 14.
I bracci dell’antenna sono realizzati in canne Una volta montate ed eventualmente aggiu­
di bambù (8 da quasi 4 m), come al solito fis­ state per la risonanza, le bobine vanno rive­
sate alle due crociere metalliche mediante fa­ stite con abbondante vernice protettiva.
scette stringitubi. Il disegno di fig. 2-36 si riferisce sia ai rifletto­
Gli elementi (radiatore e riflettore uguali) so­ ri che (tratteggiato) ai radiatori; nel caso di
no costruiti con trecciola (di rame o di allu­ questi ultimi, i tre lati bassi convergono tutti
minio) sui 3 mm di diametro; i riflettori sono in un isolatore centrale, cui è collegato anche
sintonizzati alla regolamentare frequenza più l’unico cavo di alimentazione, che quindi è in

115
talché può essere sufficiente tenerne conto,
sintonizzando l’antenna a terra per una fre­
quenza un po’ più bassa di quella di centro
banda operativa.
Il boom è lungo esattamente 260 cm.

Un ultimo esempio di possibile realizzazione


di cubical-quad tribanda riguarda una ver­
sione a tre elementi, i cui problemi costruttivi
possono quindi essere un po’ più gravosi del
solito, specie per quanto riguarda la sezione
20 m; da qui, l’idea guida di questa partico­
lare versione: diminuire l’ingombro degli ele­
menti relativi ai 20 m, con il classico sistema
delle bobine di carico.
La struttura di questa cubical è quindi conge­
gnata in questo modo: su un boom lungo 370
cm sono installate tre serie di elementi con­
centrici, e cioè i riflettori per tutte le bande
Fig. 2-36 - Cubical tribanda a due elementi con spazia­ ad un estremo, i direttori per 21 e 28 ed il ra­
tura unica. diatore per 14 all’estremo opposto, i radiato­
ri per 21 e 28 in zona intermedia, secondo
quanto riportata in fig. 2-37.
parallelo per tutti gli elementi. Le dimensioni dei singoli elementi sono ri­
L’aggiustaggio, se necessario, va eseguito co­ portate nell’apposita tabella: il sensibile ac­
me detto nelle precedenti descrizioni (per ot­ corciamento del loop esterno ha notevolente
timizzare il rapporto A/I ci potrà essere da migliorato la solidità complessiva. Le bobine
ritoccare qualche bobina); può accadere che, sono piazzate nel lato alto di ambedue gli ele­
regolata per il meglio a poca distanza dal menti dei 20 m; esse sono costituite da 14 spi­
suolo, l’antenna denunci uno spostamento re di filo sui 2,5 -h3 mm con dimensioni
della frequenza di miglior rapporto A/I 65 X 65 mm, e protette entro scatole in plasti­
quando è innalzata al punto giusto: in gene­ ca da frigorifero.
re, la frequenza si sposta in modo percettibi­ Il boom è realizzato con tubo di alluminio da
le più che altro sui 20 m, e si alza con la quo­ 6 -p 7 cm ed è lungo 370 cm. La messa a pun­
ta dell’antenna (di qualche decina di kHz), to dell’intera struttura si esegue senza ecces-

R A D IA T O R E P E R 14 M H z
R IF L E T T O R I R A D IA T O R I D IR E T T O R I P E R 21-28 M H z
• C O N C E N T R IC I C O N C E N T R IC I C O N C E N T R IC I
P E R TUT T E P E R 21-26 M H z
LE B A N D E

213,4 152,4

BOOM TU BO LARE
0 =8 L = 366

Fig. 2-37 - Cubica! quad tri-


banda a tre ele­
menti.

116
Banda 28 MHz — — - 21 MHz — ---- ■ 14 MHz —

Elemento Riflett. Rad. Dir, Riflett. Rad. Dir. Riflett. Rad.

(*) Lunghezza x lato 264 234 356 351 341 445 445
264
in cm

Frequenza di ris. 28,8 29,5 20,3 21,3 22 13,6 14,2


28
in MHz

Lunghezza stub 61 91 91 102


61 — — —
in cm

Spaziatura dal radiatore 0,25 A — 0,2A 0,2A — 0,15 A 0,2À

(*) Include la lunghezza delle bobine di carico per gli elementi dei 14 MHz, e gli isolatori da 75 min per l’ancoraggio
degli stub e dei terminali di alimentazione.

sive difficoltà, verificando la frequenza di ri­ sce un «castello in aria» che può destare rea­
sonanza dei vari elementi secondo quanto ri­ zioni negative, a livello psicologico, nel vici­
portato nella tabella dati, usando il solito nato.
GDM calibrato sul ricevitore di stazione. G4ZU si pose a suo tempo questa complessa
Ancora una volta è opportuno ricordare che problematica, dedicandosi al raggiungimen­
le operazioni di aggiustaggio vanno eseguite to di questi scopi:
con l’antenna più alta possibile sul suolo,
specie per quanto riguarda gli elementi più 1) definire una struttura tale da offrire un
esterni, e cioè la banda dei 20 m. aspetto più sicuro e professionale;
2 ) far sì che le posizioni delle tarature per il
Nella versione originale, risultano usate tre
diverse linee di alimentazione, una per ban­ massimo del guadagno e del rapporto
da; successivamente, sono stati collegati in avanti-indietro risultassero il più possibile
parallelo i radiatori dei 15 e 10 m, senza che coincidenti;
il ROS ne risulti peggiorato in modo sensi­ 3) trovare un qualche sistema costruttivo at­
bile. to a spingere il guadagno verso i 10 dB;
La versione definitiva comporta quindi una 4) rendere taratura e risposta più a larga
linea singola in RG8/U per i due radiatori in banda, magari ricorrendo a strutture
parallelo, e cioè per le bande dei 15 e 10, ed (parzialmente) tubolari;
una seconda linea in RG58/U per i 20 m; nel­ 5) verificare infine la possibilità d’impiego
la peggiore delle situazioni operative, il ROS su più di una banda setìza dover interal-
resta entro il 2:1. lacciare tanti loops.

In fig. 2-38 è riportata la nuova versione di


antenna, che prende il nome di birdcage
La «birdcage» di G4ZU (gabbia di uccello); la struttura base resta im­
perniata su due loops a quarto d’onda, però
Questo tipo di antenna si può considerare de­ modificati in modo che i bracci superiore ed
rivato dalla quad, allo scopo dichiarato di inferiore di ciascun telaio sono piegati ad U,
superarne alcune difficoltà costruttive e mi­ montati simmetrici e con i vertici avvicinati.
gliorarne le prestazioni. I terminali di alimentazione, a basso poten­
Il fatto, per esempio, che gli elementi filari ziale, e quelli di applicazione degli stubs sono
siano supportati in punti a tensione RF rela­ ora in posizione centrale rispetto a tutta la
tivamente elevata può giustificare delle per­ «gabbia», e cioè vicini al palo di supporto
dite d’isolamento in condizioni atmosferiche centrale, che ora può essere senza problema
avverse; una versione multibanda va struttu­ alcuno in metallo.
rata in modo che può presentare considere­ I bracci inferiore e superiore ora sono costi­
vole resistenza al vento e comunque costitui­ tuiti da spezzoni di tondino in alluminio lun-

117
I due stubs riportati in testa all’illustrazione
di fig. 2-38 possono anche essere eliminati,
giuntando direttamente ad angolo i due brac­
ci; quello presente sul radiatore tuttavia può
restare utile per sintonizzarne perfettamente
la frequenza di lavoro, mentre il riflettore va
come sempre aggiustato per il miglior rap­
porto A/I.
Quando l’alimentazione viene effettuata col
cavo coassiale a 50 £2 (che è poi il caso più
classico), è opportuno spostare il punto di
alimentazione nella parte alta della crociera,
facendo passare il cavo entro il palo di sup­
porto che, essendo per À/4 immerso nella
struttura dell’antenna, agisce ottimamente
da balun, eliminando così automaticamente
problemi di sbilanciamento; l’impedenza di
alimentazione è comunque compresa fra 40 e
60 0.

Con opportuno dimensionamento dello stub


raffigurato per sola comodità nella versione
Fig. 2-38 - Struttura della «birdcage». monobanda, si può ottenere una antenna
multibanda di prestazioni interessanti; con le
dimensioni citate infatti discrete prestazioni
si possono ottenere anche in 40 m: basta che
ghi 1/8 d’onda, e costituiscono da soli la le misure dello stub siano pari a À/2 in 20 m,
struttura di supporto per la restante parte di e quindi À/4 in 40 m (se lo spezzone di linea è
antenna; infatti gli elementi verticali che di sezione ridotta, può stare anche dentro al
chiudono il loop sono in filo conduttore teso palo centrale).
fra le loro punte. Resta da risolvere il proble­
ma dell’isolamento di questi elementi radiali Un’antenna che può considerarsi derivata
a crociera, rispetto al palo centrale; ma si dalla birdcage è la cosiddetta «X beam»,
tratta ora di punti a basso potenziale a RF, semplicemente costituita da due elementi (un
talché il supporto isolante può essere realiz­ radiatore ed un direttore) opportunamente
zato in materiali convenzionali, di tipo pla­ piegati; lo sviluppo lineare totale di ambedue
stico o anche in legno ben verniciato, senza gli elementi è leggermente più lungo degli ele­
preoécupazioni di perdite atmosferiche. menti di una Yagi.
L’uso di tubo (anziché filo) per i bracci oriz­
zontali dei loops consente di ottenere una La struttura, rappresentata in fig. 2-39/A in
banda passante maggiore che non nella quad versione per i 20 m, può essere vista come
convenzionale; l’aver piegato a V questi metà di una G4ZU a gabbia, con la lunghez­
bracci, oltre a diminuire le dimensioni com­ za dei singoli elementi leggermente aumenta­
plessive e ad aumentare la robustezza della ta in quanto la risonanza risulterebbe sposta­
struttura, consente 1+ 1,5 dB di guadagno in ta dal parziale ripiegamento su se stessi degli
più, portando sui 9 dB almeno il guadagno elementi; ma, ancor più importante, la parte
della birdcage, con qualche miglioramento di lunghezza in eccesso può essere giustifica­
anche nel rapporto avanti-indietro e nell’an­ ta col comportamento come trasformatore
golo verticale d’irradiazione. avente lo scopo di mantenere i punti a cor­
Per lavorare in 20 m, le dimensioni dei bracci rente elevata in corrispondenza della massi­
a À/4 sono sui 520 cm per l’elemento alimen­ ma spaziatura degli elementi (À/4 da punta a
tato; il riflettore è come al solito più lungo punta), elevando al contempo l’impedenza di
del 3 5%, allungamento ottenuto mediante alimentazione.
lo stub. II risultato di tutto ciò si manifesta in 50 0

118
resistivi ai terminali di alimentazione, sem­ il variabile per il massimo segnale ricevuto
plificandone al massimo i problemi. dal davanti; l’operazione può essere ottimiz­
Comunque, la caratteristica forse più inte­ zata girando l’antenna di 180°, e ritoccando
ressante di questa antenna è di tipo dimen­ il variabile per il minimo segnale ricevuto da
sionale: il raggio di rotazione è di soli 3,7 m, dietro.
ben inferiore a quello di una Yagi, e comun­ Le due posizioni dovrebbero essere presso­
que niente male per un’antenna a struttura ché coincidenti; una piccola differenza può
piana; la struttura non è laboriosa, ed a 3 di­ essere accettabile a vantaggio del miglior
mensioni, come invece la birdcage. rapporto A/I, che può aumentare di molti
La fig. 2-39/B indica uno dei possibili siste­ dB contro un sacrificio di 1/2 dB nel guada­
mi per l’attacco dei 4 elementi; la crociera è gno.
completamente metallica, quindi i bracci de­
gli elementi vanno isolati, per esempio, con
un tratto di barra piena incastrata nei tubi La «delta-loop»
(quelli con cui sono costruiti gli elementi, a
struttura telescopica partono da 1 e 1/8). Si tratta di un’ulteriore versione della quad,
Non esisono particolari problemi di isola­ a proposito della quale già fu detto che il
mento, essendo i punti in parola a bassa ten­ loop può assumere svariate forme fra cui,
sione RF. appunto, la triangolare.
Lo stub di sintonia dell’elemento parassita Alcune motivazioni per questa scelta, pre­
(stavolta è un direttore) è sostituito qui da un sentata in fig. 2-40, sono elencate qui di se­
condensatore variabile del tipo da ricezione guito.
(anche qui la tensione è bassa). In primo luogo, l’antenna è tutta sopra il
La regolazione dell’antenna e molto semplice boom, senza quindi problemi di pali o bracci
e, trattandosi di monobanda, il ROS è conte­ che interferiscono col suo funzionamento.
nuto entro 1,5 -M fin oltre gli estremi di ban­ In secondo luogo, gli elementi sono costruiti
da. per 2/3 in tubo, il che produce una miglior so­
In testa, questi elementi hanno una piccola lidità, oltre che una banda operativa più am­
piega per ancorarvi il filo (trecciola di 2 3 pia.
mm) laterale, mantenuto teso da un opportu­ In terzo luogo, la struttura è completamente
no isolatore centrale. collegata a terra, con tutte le garanzie del ca­
La sintonia del direttore va fatta aggiustando so contro i fulmini; con tale costruzione, il
gamma-match provvede ottim am ente
Fig. 2-39 - Antenna X-beam. all’adattamento sulla linea di alimentazione,

119
511

GAMMA
RQD

COASSIALE
50 Q

Fig. 2-40 - Delta-loop in versione monobanda per 15 m.

e la sua presenza rende inutile qualsiasi for­ la terra attraverso la struttura portante; non
ma di balun. sono quindi necessarie particolari crociere,
A proposito degli elementi attivi e passivi, bracci isolanti, ecc.
nonché delle loro spaziature, valgono sostan­ La costruzione prende quindi l’aspetto (nella
zialmente le stesse considerazioni generali già sua versione più classica) di due V (o più, se
viste per la cubical quad, e valgono anche le si tratta di multibanda) le cui basi sono soli­
stesse formule per determinarne la lunghez­ damente montate agli estremi del boom; in
za; in questo caso però essendo la forma del genere il triangolo è realizzato leggermente
loop diversa, è più comodo riferirsi alle for­ aperto (cioè ottuso), in modo da poter mette­
mule che forniscono il valore di tutto il peri­ re in tensione il filo che costituisce il lato
metro del triangolo (e non del solo lato del orizzontale, (che in genere risulta un po’ più
quadrato, come per il caso precedente); corto).
306,3 In ogni modo, le proporzioni in cui stanno i
l(direttore) = -------- tre lati non sono molto importanti (salva na­
turalmente la simmetria). Il boom può essere
realizzato col normale tubo da 50 mm (l’i­
l(ri flettere) = — -— deale per i 20 m, ma può essere anche solo 40
per le bande più alte); vicino alla testa vengo­
dove 1 è in metri ed f in MHz.
no eseguiti i due fori per i bracci della V, sfa­
Un punto particolarmente interessante è co­ sati di circa 75°, sui 20 + 25 mm (tale sarà il
stituito dal fatto che il vertice basso dei due diametro degli elementi).
(o più) triangoli che costituiscono i vari loops Per il fissaggio dei bracci, possono bastare
va sempre collegato direttamente (cioè elet­ dei collari realizzati con la solita fascetta
tricamente) al boom, in quanto si tratta di stringitubi dalla parte alta, e delle normali
punti allo stesso potenziale (e praticamente forcelle dalla parte bassa; i vertici aperti di
nullo), che possono quindi venir collegati al­ questi bracci verranno collegati con la nor-

120
male trecciola di rame da 2,5 - 3 mm, così da lo, con minori variazioni quando l’antenna
chiudere completamente il loop. sale alle quote previste, stante la minor in-
Essendo le misure di figura riferite ad un ver­ fluenzabilità dal suolo stesso della parte bas­
sione di delta-loop per i 15 m, anche i dati sa dell’antenna.
costruttivi del gamma-match vengono forni­
ti per tale banda. La fig. 2-41 sintetizza invece tutte le misure
Il condensatore da 100 pF (piuttosto ben spa­ per realizzare la fatidica versione tribanda,
ziato) è montato entro un contenitore da che assicura 7 -h8 dB di guadagno e 20 - 25 dB
freezer, piazzato su una piastra a sua volta di RAI su tutte le bande, con 4 m di boom e
montata presso la punta del boom, sulla qua­ 30 - 40 kg di peso (a seconda di come vengo­
le è anche il connettore S0239 di ancoraggio. no risolti certi problemi costruttivi); in (A) è
Il braccio del gamma è uno spezzone di allu­ la vista prospettica parziale con le misure de­
minio di 20 mm, lungo 92 cm e distanziato di gli elementi, in (B) la vista laterale con parti­
75 mm dalPelemento, con le opportune fora­ colari costruttivi del boom (la spaziatura è
ture e lavorazioni; la barra di cortocircuito è sui 0,2 K per ogni banda).
larga 25 mm. Un’importante precisazione relativa alla realiz­
Una volta effettuato l’aggiustaggio secondo zazione di un’antenna di questo genere è una
le modalità già viste più volte per questo tipo certa maggior fragilità in condizioni di vento
di antenne, si potrà riscontrare un ROS mi­ forte, per cui è necessaria una costruzione
gliore di 1,2:1 su tutta la banda, un guada­ accurata e sovradimensionata rispetto a
gno trascurabilmente inferiore a quello della quanto abitualmente si fa per una Yagi.
cubical-quad, rapporti avanti-retro e avanti- Quindi, boom ben robusto (non meno di un
fianco leggermente migliori. Oltretutto, la 5° palo TV pesante, tanto per fare un para­
messa a punto può essere fatta vicino al suo­ gone immediato e un raccordo palo-mast-

(A)

A = 7,23 4,95 3,67 0 3 0 -2 0 +10

B '= 7,22 4,50 3,38 0 1 ,4 mm

C= 4,0 2,8 2,0 0 5 0 -5 5

D= 7,5 5,08 3,77 com e A

E = 7,4 4,69 3,47 com e B

F = 1,8 1,4 1 0 1 0 mm

G = 0,8 0,6 0,55 0 1 0 mm


Fig. 2-41 - Dimensioni della delta-loop ed elementi co­ 20 m 15 m 10 m
struttivi.

121
rotore realizzato con un bel giunto «dalmi- gliabile adottare sempre due autofilettanti,
ne» da edilizia; il mast di unione al rotore de­ mai di piccolo diametro.
ve essere corto e robusto, in modo che l’an­ Per i loop, sarebbe consigliabile una costru­
tenna sia a filo di rotore. zione mista alluminio — fibra di vetro, per
Ciò non costituisce problema alcuno per il alleggerire convenientemente il tutto senza
funzionamento, in quanto la massima irra­ rinunciare alla necessaria robustezza.
diazione della delta-loop avviene a oltre due Per quanto concerne l’alimentazione, un so­
terzi del vertice basso, quindi ben sopra la lo cavo (sia esso il normale RG8/U oppure
struttura portante, al contrario di quanto av­ del RG 213) fornisce ottimi risultati, ed il di­
viene per la quad. Per bloccare le V di soste­ saccoppiamento fra le varie bande è buono
gno (esempi operativi sono riportati in fig. almeno quanto nelle classiche Yagi.
42) si adottano viti inox di almeno 6 min con La fig. 2-43 riepiloga un po’ tutte le soluzioni
opportuni fori passanti; una vite può essere costruttive adottate in proposito; la calza
utile anche per bloccare il boom sul giunto schermante del cavo è collegata alla massa
dalmine, al fine di evitare noiose rotazioni comune dell’antenna (e quindi al boom),
sul fianco. mentre il centrale va alla colonnetta di soste­
In ogni caso, per fissare le varie parti è consi­ gno dei tre gamma-match, i quali provvedo-

122
Fig. 2-42 - Esempi di realizzazione delle V di supporto.

Fig. 2-43 - Costruzione dei gamma in a tti ed i particolari realizzativi.

TU BO A L L U M IN IO 0 IN T E R N O A DATTO X A N IM A RG8/U

(B).
»

123
0 25

124
no al perfetto accoppiamento col radiatore piccole, se non addirittura trascurabili, ri­
(unitamente al gamma-rod). spetto alla lunghezza d’onda, e per tale moti­
In altri termini, invece di procedere nel modo vo spesso costituito da più spire.
classico, infilando cioè direttamente l’anima Questo tipo di antenna a telaio è stato molto
del cavo RG8 nei tubi del gamma rod (allora diffuso per la ricezione delle stazioni di ra­
sarebbero necessari tre cavi di discesa separa­ diodiffusione prima della 2* guerra mondia­
ti), l’operazione viene convenientemente le, ma poi questo impiego è sostanzialmente
svolta dal gamma-match, che provvede an­ tramontato, restando solo per applicazioni
che a «mixare» o a «demixare» i segnali a in radiogoniometria.
14,21 e 28 MHz. Ne è comunque giustificata l’adozione nel
L’interferenza tra i tre loops è minima, e co­ campo del radioascolto per le onde medie,
munque gli effetti sono trascurabili; unica nonché sulla banda radiantistica più bassa, e
accortezza, cominciare col tarare l’antenna cioè i 160 m, tutte applicazioni in cui il loop
dai 14 MHz, lasciando sconnessi gli altri due piccolo presenta vantaggi nel ridurre la su­
gamma-match, poi passare a collegare e tara­ scettibilità a certi tipi di disturbo ed a certe
re i 21, e infine i 28. direzioni di provenienza.
Per puntualizzarne sinteticamente le caratte­
ristiche, il comportamento di un loop (sup­
Il loop multi-spire per ricezione posto qui, per semplicità, circolare) viene
(antenna a telaio) schematizzato in fig. 2-44. Il diagramma
d’irradiazione ricalca da vicino quello di un
Al contrario di quanto sin qui visto a propo­ dipolo, essendo rappresentabile con la classi­
sito di quad e versioni più o meno derivate, ci ca figura ad 8 nel piano del loop.
si riferisce ora al loop di dimensioni fisiche Il massimo di risposta si ha cioè lungo il pia-

125
Fig. 2-44 - M odalità d ’irra­
diazione di un ' MAX

no del loop e gli zeri sono ad angolo retto zioni ottimali di orientamento, quando cioè
con tale piano, al contrario di quanto avvie­ il piano formato dalle componenti elettrica e
ne per una quad (loop grande, cioè di dimen­ magnetica dell’onda in arrivo risulta ad an­
sioni paragonabili alla lunghezza d’onda), il golo retto con il piano del loop, ambedue le
cui massimo è invece ad angolo retto col pia­ citate componenti eccitano un passaggio di
no del telaio. La resistenza di alimentazione corrente nelle porzioni verticali del loop stes­
del loop piccolo è molto bassa (appunto in so; le correnti nei due bracci verticali (ci rife­
quanto il loop è piccolo in termini di lun­ riamo ora alla versione più comunemente
ghezza d’onda), sull’ordine di decimi o cen­ impiegata, e cioè a telaio quadrato, come in
tesimi di ohm. fig. 2-42) nelle condizioni citate presentano il
Considerando poi che l’area di cattura del massimo sfasamento, e poiché la tensione di­
loop è piccola rispetto alla lunghezza d’on­ sponibile ai terminali di un loop piccolo è
da, l’efficacia di captazione complessiva ri­ proporzionale alla differenza fra le correnti
sulta fortemente ridotta rispetto a quella di indotte nei due bracci verticali opposti, la ri­
un’antenna normale; è per tali motivi che il sultante ottenutà sarà al suo valore massimo.
loop, usato in ricezione, richiede in genere la Mutando l’angolazione delle componenti
presenza di un preamplificatore in grado di elettrica e magnetica,questa condizione non
elevare il segnale captato di 10 + 20 dB. si presenta più, con tutte le risultanze inter­
Nonostante questo inconveniente, il vantag­ medie, fino all’annullamento completo del
gio del loop risiede nei due minimi marcatis­ segnale quando il piano del telaio risulta per­
simi, che risultano particolarmente utili pendicolare alla direzione dell’onda.
quando si tratta di reiettare disturbi partico­ Questo comportamento conferma ulterior­
lari e robuste interferenze; questo tipo di an­ mente che le modalità d’impiego del loop
tenna può quindi rendere disponibile un rap­ corto multispire consistono non tanto
porto segnale disturbo ottimale in presenza nell’estrarre il massimo segnale dalla direzio­
di disturbi e interferenze locali o vicine, tro­ ne voluta, quanto nell’ottenere il miglior
vando il miglior compromesso direzionale. rapporto segnale - disturbo dall’angolazione
Su segnali DX il loop invece può apparire re­ più opportuna del telaio.
lativamente poco direzionale, a causa della Un’ultima considerazione a proposito di
rotazione casuale di polarizzazione sui se­ questa particolare antenna riguarda il fatto
gnali provenienti dalla riflessione ionosferi- che essa risulta, inevitabilmente, sensibile
ca; i risultati restano invece buoni se il segna­ anche a tutte le sorgenti di segnali elettroma­
le in arrivo è prevalentemente costituito gnetici circostanti, segnatamente l’energia
dall’onda di terra, sempre che non siano pre­ elettrica della rete casalinga ed i disturbi su di
senti riflessioni da ostacoli nelle vicinanze. essa spesso presenti; l’accoppiamento del
Quanto sopra deriva dal fatto che in condi­ loop con rimpianto luce e la relativa capta-

126
qualche forma di schermatura elettrostatica,
che non ne disturba minimamente le presta­
zioni primarie.
Una possible soluzione, in questo caso orien­
tata verso l’utilizzo radiogoniometrico, è ri­
portata in fìg. 2-46.
Da notare infine, negli ultimi esempi citati,
la presenza di un condensatore variabile ai
capi del loop; infatti, essendo esso molto
corto rispetto a A, si provvede alla risonanza
aggiungendovi capacità, oltretutto variabile
per il miglior aggiustaggio.

Quali indicazioni generali costruttive si pos­


sono fornire i seguenti dati: per le bande HF
più basse, questi loops vengono generalmen­
te realizzati con non più di 3 e-10 m di filo
avvolto secondo un telaio quadrato (o circo­
lare) di 30 -e 50 cm di dimensioni massime.
Se si è in condizioni di potere, o dovere,
sfruttare al massimo le prestazioni di
quest’antenna, è chiaro che il guadagno (ri­
spetto ai minimi normali) è tanto più alto
quanto più la lunghezza complessiva del filo
Fig. 2-45 - Antenna a telaio quadrato muìtispire e rela­
tiva area di captazione.
avvolto è vicina alla mezza lunghezza d’onda
ottimale.
Occorre tuttavia tener presente che, per otte-
zione, quando appunto l’antenna è operativa
in zona domestica, si possono evitare abba­
stanza semplicemente applicando al loop una

Fig. 2-46 - Loop con schermatura elettrostatica. Fig. 2-47 - Loop monospira in cavo coassiale.

127
nere una direzionalità molto spinta dal loop coassiale (l’idea di piegare in circolo, o anche
piccolo, la lunghezza totale del conduttore solo in quadrato, con dei distanziatori posi­
non deve superare 0,1 À. zionati all’interno, del tubo di rame è vera­
mente poco entusiasmante!).
Una versione particolarmente semplificata dì Il loop è costituito da 4,5 m di RG58, avvolti
questo tipo di antenna, in grado comunque in 4 spire e con la calza regolarmente inter­
di fornire prestazioni più che buone sui 1800 rotta al centro per un paio di cm.
kHz, è riportata in fig. 2-47; il loop in questo Gli estremi liberi della calza sono invece col­
caso è monospira, essendo la lunghezza tota­ legati assieme così da costituire un punto di
le (6 m) distribuita sui quattro lati di 1,5 m massa comune, mentre ai due conduttori
ciascuno. centrali è collegato un variabile di ricezione
La particolarità di questa versione risiede nel (o un compensatore a compressione) da com­
fatto di essere realizzata in cavo coassiale, plessivi 1000 pF, o poco meno, per portare in
così da consentire facilmente (ed automatica- risonanza il loop alle frequenze volute. Le
mente) la schermatura elettrostatica. spire di cavo sono nastrate fra di loro, ed as­
La lunghezza fisica è pressoché la massima sieme ad un loop monospira di captazione
consentita per questa soluzione costruttiva, (praticamente un link in normale trecciola
in quanto la capacità distribuita del cavo la­ isolata da cablaggi) che, assieme ad un altro
scia poco margine per ottenere la risonanza condensatore analogo al primo, realizza un
del loop, aggiustata qui con il variabile da accoppiamento molto lasco, e dosabile, così
250 pF. Data la dimensione tutt’altro che da realizzare il massimo di selettività in casi
trascurabile del loop, esso è applicato ad una di disturbi molto intensi o nell’uso come in­
struttura a crociera isolante tipo quad; natu­ dicatore di direzione.
ralmente nulla vieta di avvolgere la stessa Naturalmente, la matassa così ottenuta va
lunghezza di cavo in un paio di spire (qua­ fissata ad un qualche telaio rotante, del resto
drate o circolari che siano) con modesto sa­ molto facilmente realizzabile con elementi di
crificio dell’efficenza complessiva (basta ri­ plastica o legno.
cordare di tagliare al centro la calza scher­
mante e isolarne i lembi). In fig. 2-49 è invece riportata una delle più
classiche versioni di loop, tipicamente multi-
Una versione di tipo analogo è quella di fig. spira e di dimensioni medie.
2-48, anch’essa basata sull’impiego di cavo Il loop vero e proprio (fig. 2-49/A) consiste

128
A)

Fig. 2-49 - Versione classica di antenna a telaio multibanda

in 5 spire avvolte su un telaio il cui esempio cevitori e preamplificatori (comunque, un


costruttivo è in fig. 2-49/C, ed è sintonizza­ trasformatore-elevatore a larga banda for­
to da un variabile di almeno 200 pF. É pre­ nirebbe miglioramenti notevoli nell’effi­
visto il solito link monospira, che serve sia cienza complessiva).
per esaltare la selettività del sistema, sia
per non sbilanciare il loop primario colle­ Il particolare di fig. 2-49/B fornisce le
gandolo direttamente al ricevitore; natu­ modalità di attacco alla parte ricevente; è
ralmente (in questo come nel caso prece­ previsto il variabile C2 per dosare il grado
dente) un buon preamplificatore è quanto di accoppiamento complessivo.
mai raccomandabile, senza doversi preoc­
cupare granché dell’enorme disadattamen­
to d’impedenza fra le modestissime frazio­
ne di ohm della resistenza d’irradiazione
del loop ed i 50 Q standard d’ingresso di ri­

129
SISTEMI scretamente ridotte; un guadagno tutto som­
AD ELEMENTI ALIMENTATI mato discreto, sui 4 dB per la versione lunga
K/2; la sostanziale insensibilità all’altezza sul
suolo (contrariamente a quanto avviene per
La «fiat-top» o end-fire W8JK la Yagi, specie per meno di K/2 di altezza).
Come controparte si può segnalare il fatto
Ricordando brevemente quanto già esposto che l’antenna è bidirezionale, e che l’impe­
nel 1° volume, quest’antenna consiste essen­ denza di alimentazione è elevata (sui 300 500
zialmente di due conduttori lineari paralleli, a fi), richiedendo cosi un opportuno
bassa spaziatura, percorsi da correnti uguali trasformatore-adattatore. Nonostante che la
ma opposte. Gli elementi possono essere ali­ W8JK presenti guadagno e direttività su una
mentati al centro o agli estremi; in fig. 2-50 è gamma di frequenza almeno pari a 2,5:1,
riportata la versione più tipica quella cioè ali­ l’impedenza di alimentazione dell’antenna è
mentata al centro: si tratta allora di due di­ funzione della frequenza di lavoro, e quindi
poli, la cui spaziatura S può essere dell’ordi­ l’utilità di adottare un transmatch è ancor
ne di 1/8 di lunghezza d’onda, mentre la lun­ più confermata.
ghezza dei dipoli può andare da À/2 ad alme­
no tre K/2. Una versione costruttiva multibanda presen­
Grazie alla modesta spaziatura, è possibile ta le seguenti dimensioni (se si vuol far fun­
ottenere il necessario sfasamento nella cor­ zionare l’antenna a partire, come banda più
rente di alimentazione incrociando i fili della bassa, da quella dei 10 MHz): lunghezza 1 =
linea di alimentazione in corrispondenza dei 12 m, spaziatura d = 3,6 m.
ventri di tensione (senza cioè ricorrere a Se come banda più bassa, ci si accontenta dei
stubs di sfasamento), il che semplifica netta­ 14 MHz, allora le misure possono essere ri­
mente tutta la struttura. dotte come segue: 1 = 7,3 m, d = 2,4 m, con
Ciò significa che, se 1 è mezza lunghezza ulteriore guadagno nell’ingombro; le misure
d’onda per la banda dei 10 MHz, la stessa in lunghezza appaiono apparentemente mol­
antenna può essere usata per tutte le altre to inferiori a X, sia per la mutua impedenza
bande fino a 30 MHz, consentendo cioè una fra i due dipoli, sia perché contribuiscono
gamma continua di frequenze operative di anche i due bracci centrali che vanno dai
3:1. morsetti di alimentazione alla parte lineare
Oltre a questa caratteristica, evidentemente del dipolo.
allettante, si può aggiungere: la mancanza di La spaziatura centrale fra i due bracci è sui
qualsiasi trappola o bobina di carico; la non 40 cm nel 1° caso e sui 25 cm nel 2° caso.
criticità delle dimensioni; le dimensioni di­

130
La ZL-special sostenuti da adatta struttura portante, sono
possibili ma non giustificano la laboriosità
Si tratta dì un’interessante modifica dell’an­ della costruzione. La versione che supera in
tenna W8JK, costituita da due elementi a di­ modo, abbastanza «pulito» le controindica­
polo ripiegato spaziati di 1/8 d’onda ed ali­ zioni di tipo costruttivo (e che giustifica la
menti sfasati di 135°. Le modalità di ali­ vecchia denominazione di «doppio trombo­
mentazione ne fanno un dispositivo unidire­ ne») è schematizzata in fig. 2-52.
zionale (eliminando così uno dei limiti della
precedente versione); il guadagno si aggira I due elementi sono realizzati in tubo di allu­
sui 6 dB, con ottimi rapporti avanti-indietro minio, e fissati al classico boom centrale,
e avanti-fianco, con ampia banda passante. sotto il quale è lasciata pendere la linea di ri­
Nonostante le caratteristiche interessanti, tardo, realizzata in bifilare a 150 fi, che esiste
questo sistema direttivo non ha avuto la dif­ in commercio (dagli USA) con fattore di ve­
fusione che si merita probabilmente a causa locità pari a 0,8.
di certi problemi in fase di costruzione. In ef­ Questo valore d’impedenza discende dalla
fetti, l’alimentazione dei due dipòli avviene combinazione dei due dipoli: la loro impe­
tramite una linea di ritardo appunto di 1/8 denza caratteristica è infatti compresa fra
d’onda, con l’attorcigliamento necessario al­ 250 e 300 fi; collegati in parallelo ad 1/8 di A,
lo sfasamento di 180°: lo sfasamento fra i l’impedenza risultante sarà compresa fra i
due dipoli è così di 180° (attorcigliamento) 150 ed i 200 fi, giustificando cosi il tipo di li­
meno 45° (ottavo di A) (fig. 2-51). nea adottata.
Però, essendo la misura fisica della spaziatu­ Essendo la linea più lunga di quanto necessa­
ra appunto di 1/8 di A, la linea di ritardo che rio (come già accennato), si dovrà scegliere
collega i due dipoli dovrebbe avere un fattore un punto di alimentazione tale che la distan­
di velocità uguale a 1: non esistendo un cavo za dai terminali di un elemento meno la di­
del genere, la linea dovrebbe essere più corta, stanza dai terminali dell’altro elemento sia
rivoluzionando però la spaziatura. Varie so­ appunto 1/8 di A moltiplicato per il suddetto
luzioni di compromesso, fra cui quella di co­ fattore di velocità.
struire l’antenna con fili (o piattina bifilare) Le quote simboliche di fig. 2-52 sono esplici-

Fig. 2-51 - Struttura schematica


della ZL-special.
A

131
più standard a 52 fi provoca un ROS mode­
sto (entro 1,5:1), talché resta una ottima so­
luzione; consigliabile un balun per mantene­
re la simmetria del lobo d’irradiazione.

La log-periodica (LPDA)

La definizione esatta di questo tipo di anten­


na sarebbe: log-periodic dipole array (ap­
punto abbreviato in LPDA); essd comunque
consiste in un sistema di elementi pilotati
Fig. 2-52 - Modalità costruttive della ZL-special (o nessuno dei quali però è attivo esattamente
doppio trombone).
sulla frequenza degli altri.
Quest’antenna presenta l’interessante carat­
MHz A (cm) B C D E teristica di un guadagno costante (anche se
14 1003 950 265 238 27 non elevatissimo come il numero degli ele­
21 670 641 173 155 18 menti potrebbe far pensare) ed un basso
28 502 476 133 119 14 ROS entro una banda piuttosto ampia di fre­
quenze (usualmente 1:2 — 1:3 almeno).
Anche le altre prestazioni importanti del si­
stema, quali la resistenza d ’irradiazione, il
tate nell’apposita tabella, come al solito con­ rapporto avanti-indietro, ecc., restano so­
tenente le misure relative al centro delle tre stanzialmente costanti, cosa che non si verifi­
bande più classiche dei 20-15 e 10; da queste, ca praticamente per nessun altro tipo delle
per proporzione, si possono ricavare i dati antenne sin qui viste; oltretutto, anche tolle­
per qualsiasi altra frequenza, (purtroppo, ranze di progetto e di costruzione non influi­
versioni multìbanda di questa due elementi, scono in modo rilevante sulle caratteristiche
che funziona quasi come una tre elementi finali.
YagiyTTOn sembrano realizzabili con presta­ Come si può vedere dalla fig. 2-53, la struttu­
zioni decenti). ra radiante della log-periodica consiste in un
certo numero di dipoli la cui lunghezza e la
Da notare che la quota E (e quindi anche la cui spaziatura variano in progressione geo­
D, ad essa legata per differenza rispetto a C) metrica ben precisa.
è stata calcolata, in tabella, per una linea di Ciascun elemento è collegato alla linea di ali­
ritardo avente coefficiente di velocità pari a mentazione in modo alternato; la banda
0,8; poiché questa linea può essere autoco­ operativa dell’antenna è sostanzialmente de­
struita con valore anche sensibilmente diver­ finita dall’elemento più lungo (che è circa
so, è opportuno allora ricorrere alla formula À/2 alla frequenza più bassa) e dall’elemento
che permette di calcolare il punto giusto di più corto (che è circa À/2 alla frequenza più
alimentazione: alta).
„ C ( l- K ) Sono queste modalità costruttive che consen­
2 tono di ottenere le citate caratteristiche dalla
LPDA, che permettono cioè di variare la fre­
dove K è appunto il coefficiente (o rapporto) quenza operativa senza influire sostanzial­
di velocità. Per quanto concerne la linea di mente sul funzionamento elettrico; tutto
alimentazione vera e propria, poiché essa è quello che succede cambiando la frequenza
collegata ad un punto nel quale concorrono di lavoro è una traslazione graduale lungo la
due spezzoni di impedenza sui 150 0 ciascu­ schiera di dipoli della zona realmente opera­
no, in parallelo fra di loro, l’adattamento ot­ tiva: ciò in quanto la potenza addotta agli
timale si avrà se la linea applicata ha impe­ elementi è massima nel settore in cui la loro
denza caratteristica sui 70 4- 75 0. lunghezza è quasi À/2.
Stante l’uso monobanda, l’adozione del cavo Il sistema è in grado di funzionare in qualche

132
modo, cioè continuando a somigliare ad In altre parole, per ciascun valore del fattore
un’antenna, anche per frequenze più basse di di scalatura r, c’è un corrispondente valore
quella relativa all’elemento più lungo (À/2), del fattore di spaziatura 6, che fornisce il
però sia il guadagno sia, in particolare, il guadagno massimo; il grafico di fig. 2-56 for­
rapporto A /I degradano rapidamente. Il nisce i rispettivi valori per un progetto otti­
grafico di fig. 2-54 mostra come varia la poten­ male.
za, e quindi il guadagno, di una realizzazione In linea del tutto generale, ma con buona ap­
ottimizzata di LPDA in funzione della distri­ prossimazione, si può dire che il fattore otti­
buzione degli dementi; la gobba accentuata male di scalatura a è circa 0,19 volte quello di
indica appunto qual’è la zona realmente ope­ spaziatura r; in presenza di spaziatura otti­
rativa (la cosiddetta «power celi»). male, il guadagno ottenibile da una log­
periodica può anche arrivare a superare i 7
Quando la citata progressione geometrica è dB, avendo come controparte una lunghezza
ad esponente elevato, ne consegue che fra i
due elementi estremi ne sono distribuiti molti
intermedi, e quindi il sistema fornisce elevate
prestazioni (a cominciare dal guadagno).
L’esponente citato (t, parametro di progetto
sempre < 1) è anche legato ad altre caratteri­
stiche dell’array, talché il suo valore va accu­
ratamente scelto, in fase di progetto, come
miglior compromesso fra prestazioni e co­
struzione; il grafico di fig. 2-55 fornisce per
esempio la relazione esistente fra la larghezza
di banda della regione attiva, l’angolo al ver­
tice (ideale) a ed il suddetto r.
Questo parametro, che si può identificare co­
me coefficente di scalatura (della lunghezza
dei singoli dipoli), è legato anche ad un altro
importante parametro, il cosiddetto coeffi­ 6 5 4 3 2 1
NUM ERO ELEMENTI
ciente di spaziatura (fra i vari elementi) cr; an­
zi, è proprio il rapporto in cui stanno questi
due parametri che influisce in modo determi­ Fig. 2-54 - Andamento del guadagno di LPDA.
nante sul guadagno dell’array.

133
mento producono uno sfasamento totale di
360°.
Ciò comporta che i campi irradiati dai due
dipoli che così risultano in fase siano diretti
verso la punta: è così che, assieme agli altri
contributi (pur più modesti) dei dipoli re­
stanti (quelli appunti dislocati nella già citata
«power celi» della LPDA), si forma il lobo
unidirezionale di massima irradiazione.
La log periodica, in HF e oltre, viene nor­
malmente alimentata in cavo coassiale, tal­
ché, trattandosi di struttura ben bilanciata, è
necessario applicare un balun per non dete­
riorare sensibilmente le caratteristiche di di­
rettività; ma, ancor prima di questo, occorre
Fig, 2-55 - Relazioni fra larghezza dì banda della zona preoccuparsi di rendere compatibili fra di lo­
attiva e i parametri costruttivi. ro, e con le particolari caratteristiche di ali­
mentazione dei vari elementi, le due diverse
linee presenti in questo sistema: la vera e pro­
notevole del boom: ciò appunto giustifica la pria linea di alimentazione dall’apparecchia­
necessità di scegliere un accettabile compro­ tura ricetrasmittente, e invece la linea d’an­
messo fra guadagno e larghezza di banda. tenna, cioè di distribuzione e sfasamento ai
La direzione d’irradiazione è anch’essa lega­ vari dipoli.
ta alla disposizione dei vari elementi. Poiché L’impedenza caratteristica di quest’ultima
ciascuno di essi è alimentato in fase opposta (Zo) è quella che va definita prima di tutto;
rispetto a quello che segue e precede, i dipoli essa dipende dal valor medio della resistenza
più vicini all’entrata dell’alimentazione (che d’irradiazione (praticamente corrispondente
supponiamo a frequenza intermedia), essen­ all’impedenza di alimentazione degli elemen­
do piuttosto vicini e sfasati, cancellano reci­ ti della zona attiva) e dall’impedenza media
procamente l’irradiazione l’uno con l’altro; caratteristica di ogni singolo dipolo, e quindi
via via che la spaziatura aumenta, ci si avvi­ dalle sue misure.
cina ad un punto, lungo l’array, dove il ritar­ In conclusione, l’impedenza di alimentazio­
do di fase della linea di trasmissione combi­ ne di tutto il sistema LPDA, è funzione
nato con i 180° dell’alternanza di collega­ dell’impedenza specifica dei vari dipoli e dal

Fig. 2^56 - Rapporti ottimali


fra coefficienti di
spaziatura e di
scalatura.

134
A)

<
52
l-O C
o
W~ò
SN
H<
< £
oc _i
q Q
n >
Zh
uj<
Q _i
U J UJ
o_ i r

Fig. 2-57 - Relazioni fra le impedenze degli elementi e della linea interna in funzione delle caratteristiche costruttive.

fattore dì spaziatura <r; questi dati sono rica­ lo, con la spaziatura a come parametro da
vabili, in funzione l’uno dell’altro, dai grafi­ fissarsi.
ci di fig. 2-57, ove da (A) si ricava l’impeden­ In ogni caso, la linea d’antenna va realizzata
za «naturale» del singolo dipolo, e in (B) è ri­ in aria (con isolatori solamente nei punti
portata l’impedenza relativa della linea di strategici) onde prevenire eccessive rotazioni
antenna in funzione dell’impedenza del dipo­ di fase che potrebbero verificarsi con linee a

135
dielettrico solido. 1 (da 1 ad n) = lunghezza dei singoli ele­
Valori tipici secondo cui realizzare tale linea menti
si aggirano sui 400 h- 500 fi; il filo con cui rea­ d (da 1/2 ad n-l/n) = spaziatura fra cop­
lizzarla può essere sui 1,5 2 mm, e la di­ pie di elementi
stanza va definita in proporzione. Per quan­ a = metà dell’àngolo al vertice (formato
to invece riguarda l’impedenza del punto di dalla congiungente le punte degli ele­
alimentazione complessiva del sistema menti)
LPDA (ricordando che il relativo dipolo do­ L = lunghezza complessiva dell’array
vrebbe essere A/4 sulla frequenza più alta), il t = fattore di scalatura (per la lunghezza
valore più normale è sui 200 + 220 fi, talché degli elementi)
l’adozione di un balun con rapporto 4:1 con­
sente anche di adattare molto bène questa
impedenza ai 50 fi del solito cavo coassiale. ln~ l
Essendo stata esaminata, sia pur sintetica­ a = fattore di spaziature (fra gli ele­
menti)
mente, la teoria di base riguardante funzio­
namento e prestazioni dell’antenna log­ = dn ~ 1/n
periodica, non resta che affrontarne la rea­ 21n— 1
lizzazione pratica, e quindi fornire un siste­ fH = frequenza di lavoro più alta (desi­
ma di progetto complessivo, per il quale ven­ derata)
gono forniti alcuni dati già tabulati (median­ fL = frequenza di lavoro più bassa (desi­
te computer) così da semplificare molto il derata)
calcolo. fH
È opportuno a questo punto riepilogare i va­ B = —— = banda passante desiderata
ri parametri che compaiono, oltre che nello
studio sin qui eseguito, anche nelle fasi di g = = banda passante della strut-
progettazione. tura.

Numero di elementi e lunghezza dell’array con scalatura e spaziatura ottimali

N guadagno
1/À r a/X Bs sul dipolo

1B = 1 (monobanda)
4 0.34 0.79 0.142 2.02 5.9
5 0,52 0.88 0.155 1.67 7.0
6 0,73 0.92 0.170 1.52 8.0
7 0.91 0.927 0.175 1.39 8.9
8 1.12 0.963 0.178 1.30 9.7
9 1.33 0.972 0.180 1.26 10.2
10 1.48 0.978 0.181 1.22 10.6
2B = 1.5
6 0.49 0.810 0.142 2.9 6.1
8 0.77 0.875 0.158 2.56 7.0
12 1.35 0.93 0.172 2.21 8.2
15 1.79 0.95 0.175 2.05 9.0
3B = 2
7 0.52 0.795 0.142 4.0 5.9
10 0.87 0.875 0.155 3.39 7.0
14 1.37 0.917 0.170 3.07 8.0
19 1.97 0.943 0.175 2.8 8.9
4B = 3
9 0.59 0.8 0.142 5.93 5.9
15 1.18 0.895 0.155 4.80 7.0
2 1.90 0.932 0.170 4.38 8.0
5B = 4
11 0.65 0.815 0.142 7.64 5.9
17 1.32 0.89 0.160 6.57 7.0
24 2.03 0.925 0.170 5.97 8.3

136
Grazie a questa tabella, il progetto risulta 6) Proseguendo, sarà:
nettamente semplificato, dovendosi sola­ j„-ì = in x t = 10,21 • 0,875 = 8,93 m
mente corredare di alcuni dati rilevabili dai dn-2/n-i = dn-i/n T = 2,78 ■0,875 = 2,43
grafici fomiti. ecc.

Un p r i m o e s e m p i o consiste nel dimensiona­ Tutti i dati costruttivi relativi alla lunghezza


mento di una log-periodica da 14 a 29,5 degli elementi ed alle loro spaziature sono ri­
MHz, la cui lunghezza possa essere di 15 m; portati nella tabella che segue, e che si riferi­
il progetto viene ora eseguito passo-passo. sce alla fig. 2-58.
1) 11 rapporto di frequenze desiderato è:
fu 29,5 Elemento L (in m) S (in m)
B = 2,1
fL 14 LI 10,21
2) La lunghezza d’onda massima è: L2 8,93 2,78
L3 7,81 2.43
300 L4 6,83 2,13
ÀL = = 21,4m; 1,86
14 L5 5,98
5,23 1,63
L6
quindi la lunghezza dell’antenna è: L7 4,58 1.43
L8 4,01 1,25
15 1,09
= 0,71 A L9 3,51
21,4 L10 3,07 0,95
3) Dalla tabella, per B = 2 e N = 10, si rica­ 15,55
va: 1/À = 0,87 (cioè 1 = 0,87 A); (lunghezza totale array)
t = 0,875; u/A = 0,155; guadagno = 7
' dB.
4) Per sfruttare il grafico di fig. 2-56, occor­ Un secondo esempio si riferisce invece al di­
re innanzitutto modificare a (0,155) nel mensionamento di un LPDA in grado di co­
rapporto lunghezza desiderata / lunghez- prire da 10 a 30 MHz, comprendendo cioè
za anche la nuova banda dei 10 MHz; in tal ca­
so, l’antenna risulterà in grado di coprire ben
tabulata: —— = 0,82; il valore reale di 6 bande radiantistiche.
0,87 In questo caso il rapporto frequenze è B = 3,
a dovrà quindi essere, nel caso del dimen­ e la lunghezza viene fissata in 16,5 m, con 9
sionamento scelto: a’ = 0,155 • 0,82 = elementi.
0,13.
Incrociando nel grafico i valori esatti (e La lunghezza d ’onda massima è:
cioè r = 0,875 con a’ = 0,13), si ottiene il
guadagno reale, e cioè 6,7 dB (di soli 0,3
dB inferiore all’optimum).
5) Per il dimensionamento dei dipoli, occor­ quindi la lunghezza dell’antenna è
re come sempre tener conto dell’effetto 17.5
terminazione dei conduttori, il che com­ — - = 0,58 A
porta un valore effettivo della lunghezza 30
d’onda inferiore del 5% rispetto a quello Dalla tabella, per B = 3 ed N = 9, si ricava
che sarebbe in spazio libero; per il dipolo 1/A = 0,59; t = 0,8; a/K = 0,142; guadagno
più lungo avremo quindi: = 5,9 dB.
143 Stavolta la lunghezza desiderata è pratica-
In = ----- = 10,21 m. mente coincidente con il valore tabulato, tal­
ché il valore di a resta quello direttamente ri­
dn-1/n = o’ - K = 0,13-21,4 = 2,78 m cavato; altrettanto dicasi per il guadagno,
coincidente quindi con l’optimum.

137
L2 S1 274
893

Fìg. 2-59 - LPDA per 10 + 30 M Hz


\l (2° esempio).
CELLA L3 \ S2 244
20 m

783 J A
L4
683
213
AL BALUN A LUNGHEZZA
4:1
T O T A L E 1770

L5 L9
601 S8 240

L6 CELLA L8
524 164 15 m S7 113 299

L7
S6 140 375

r s
L6
S5 174
466

S4 219 L5
585

LUNGHEZZA . 1 AL BALUN
L4
T O T A L E 1560 1 4:1
731
|

L3
Fig» 2-58 - L P 0 A per M + M M Hz 914
(1° esempio).

L2
1140

138
La lunghezza dell’elemento maggiore sarà,
come al solito:
143 143
1n 1 4 ,3 0 m
ÌÒ
La spaziatura sarà invece:
dn.1/n = a ■A l = 0,142 • 30 = 4,26 m
Come al solito, il risultato dei calcoli viene
riportato in tabella, cosi da avere tutte assie­
me le varie misure dell’antenna. - ■

Elemento 1 (in m) S (in ni)

LI 14,30
4 ,2 6
L2 11,44
L3 9 ,1 5
3,41
2 .7 3
L4 7,32
2 ,1 8
L5 5,86
1 .7 4
L6 4,69
L7 1,40
3,75
1,12
L8 3,00
0 ,8 9
L9 2,40
17,73
(lunghezza complessiva array)

Anche in questo caso, dell’antenna così di­


mensionata viene data una presentazione
grafica in fig. 2-59; in essa è indicata, seppur
schematicamente, una diversa soluzione co­
struttiva della linea d’antenna: la scelta
dell'una o dell’altra soluzione discende solo
da considerzioni di carattere pratico.
3.
ANTENNE
E SISTEMI
PER
VHF ED UHF

Proprio a cominciare dalle VHF (praticamen­


te, dal limite inferiore della gamma, o poco
di più), determinati parametri funzionali del­
le antenne vengono via via esasperati col
crescere della frequenza, incidendo quindi in
modo sostanziale sulle relative caratteristiche
e soluzioni costruttive; questo è il motivo per
cui si ritiene opportuno dedicare un apposito
capitolo alle antenne operanti su frequenze
molto elevate, anche se molti tipi sono già
stati esaurientemente trattati in riferimento
alle HF.
La priorità fra le prestazioni delle antenne
operanti inVHF/UHF è senzameno il guada­
gno, o comunque le caratteristiche ad esso
connesse, o le altre forme con cui può essere
espresso: direttività, rapporto avanti-
indietro e avanti-fianco.
L’unico modo per ottenere guadagno da
un’antenna (naturalmente, in ben precise di­
rezioni preferenziali), sappiamo che consiste
nel determinare un diagramma d’irradiazio­
ne tale da concentrare remissione di energia
elettromagnetica, o la captazione di segnale
radioelettrico, nelle suddette direzioni, a spe­
se di tutte le altre.
E ciò risulta particolarmente importante per­
ché, diminuendo À, e quindi le dimensioni
(appunto legate a A) su queste frequenze, di­
minuisce anche l’efficacia di captazione
dell’antenna; quindi risulta ancor più impor­
tante che in HF progettare e realizzare i siste­
mi d’antenna in modo da ottenerne guadagni
elevati.
Pertanto è opportuno rivedere meglio questi
concetti, riprendendo, ed approfondendo,

141
quanto già visto nel 1° volume a proposito Un risultato immediato è il seguente: per il
del modo in cui si comporta un’antenna dipolo, poiché ovviamente GD = 1, l’area dì
all’atto della ricezione di un segnale (ferma cattura è approssimativamente A2/8.
restando poi la perfetta dualità con la tra­ Comunque, un esame più ragionato della
smissione). formula ricavata indica che, a parità di lun­
ghezza d’onda (e quindi di frequenza), l’area
di cattura di un’antenna è proporzionale al
Area di cattura suo guadagno; perciò, se un aumento di gua­
dagno corrisponde ad una minore ampiezza
Il comportamento, e quindi le prestazioni, di del fascio d’irradiazione dell’antenna, corri­
un’antenna in condizioni di ricezione, è for­ sponde anche ad una maggiore area di cattu­
temente legato al concetto di area di cattura ra. Ragionando invece a parità di guadagno,
(o di captazione), oppure apertura, concetto l’area di cattura è proporzionale al quadrato
spesso male interpretato, in quanto confuso della lunghezza d’onda, cui sono normal­
con la superficie della sezione frontale del fa­ mente proporzionali le dimensioni fisiche
scio «visto» dall’antenna stessa. reali dell’antenna.
In effetti, si tratta di qualcosa che è correlato Un esempio evidenzia meglio la situazione:
con l’inverso di tale superficie, se non altro un’antenna con guadagno di 10 a 432 MHz
perché un’antenna di alto guadagno ha sem­ non potrà che avere un’area di cattura pari
pre (o quasi) un fascio d’azione nettamente ad un nono di quella di un’altra antenna di
focalizzato, e quindi molto stretto, ma pro­ guadagno simile ma operante a 144 MHz (tre
prio per lo stesso motivo la sua area di cattu­ volte la lunghezza d’onda); quindi, per otte­
ra è ampia: e più ampia è l’area di cattura, nere un ugual valore dell’area di cattura, il
più efficiente risulta l’antenna in esame, pa­ guadagno dell’antenna più piccola (432
ragonata al semplice dipolo. MHz) dovrà essere 9 volte maggiore di quella
Le dimensioni fisiche di un’antenna non for­ per 144 MHz, il che corrisponde a 90 volte
niscono sempre un’indicazione attendibile quello di un dipolo.
della sua area di cattura; in particolare, un In altre parole, un’antenna per 432 MHz,
sistema ad alto guadagno può avere un’area che abbia lo stesso guadagno di una per 144
di cattura nettamente più ampia di quanto le MHz, avrà quasi certamente le dimensioni ri­
dimensioni fisiche della sua superficie fron­ dotte ad 1/3, e quindi sarà in grado di inter­
tale potrebbero far supporre. cettare solamente 1/3 dell’energia.
La relazione fondamentale che lega fra di lo­ Tutto ciò, comunque lo si veda, costituisce
ro i vari parametri in ballo è la seguente: evidentemente un inconveniente per nulla
trascurabile, essendo l’area di cattura di
un’antenna che ne determina effettivamente
4ir l’efficacia nel captare i segnali in arrivo.
dove A è appunto l’area di cattura, A è la Nel caso dell’esempio citato, affinché l’an­
lunghezza d’onda (misurata nella stessa uni­ tenna per 432 MHz abbia la stessa efficacia
tà di misura di À) e G, è il guadagno di poten­ come elemento dell’intero sistema di comu­
za relativo ad un radiatore isotropico. nicazione, dovrà avere dimensioni reali pres­
Poiché un dipolo a mezz’onda presenta un sapoco uguali a quella dei 144, il che signifi­
guadagno dì 3/2 rispetto al radiatore isotro­ ca (a spanna!) almeno tre volte il numero di
pico, risulta più conveniente modificare que­ elementi.
sta formula in modo da ottenerne l’area di Ecco quindi sottolineata l’importanza nel
cattura riferita al dipolo stesso, termine di realizzare antenne a guadagno sempre più
confronto ben più concreto ed utile. elevato via via che si riduce la lunghezza
Inserendo quindi il guadagno del dipolo a d’onda operativa.
mezz’onda, indicato con GD, la formula di­ Queste dichiarate esigenze di elevata diretti­
venta: vità e guadagno portano inevitabilmente
A 3 ■GD • A2 all’adozione di antenne cosiddette a fascio,
prevalentemente del tipo Yagi; occorre però
esaminare ancora alcune caratteristiche che

142
costituiscono gli obiettivi da raggiungere per l’antenna con gli elementi in orizzontale o in
le antenne VHF/UHF. verticale.
E non è che l’esperienza via via succedutasi
abbia del tutto risolto il problema; per esem­
pio, sui percorsi più lunghi non si ottengono
Caratteristiche e finalità consistenti vantaggi dalla scelta di uno o
dell’altro tipo di polarizzazione.
La risposta in frequenza di un’antenna, o per Quello che si può dire è che, su percorsi relati­
meglio dire la sua possibilità di lavorare su vamente corti e con certi tipi di terreno, si ot­
tutta la banda operativa, può costituire un tengono livelli di segnale più robusti col posi­
obiettivo importante per determinate appli­ zionamento orizzontale, a cui corripondono
cazioni . In tal caso, la risposta in frequenza anche interferenze da disturbi artificiali più
dei singoli elementi può essere ampliata au­ modeste.
mentandone il diametro del conduttore con Le verticali sono in genere più semplici da
cui sono realizzati; questo però può essere usare in servizio mobile ed onnidirezionale.
fatto con qualche convenienza solo nei casi È per questi sintetici motivi che, nei primi
in cui l’antenna abbia struttura piuttosto tempi, le radiocomunicazioni in VHF sfrut­
semplice. tavano prevalentemente sistemi d’antenna ver­
Più opportunamente, il problema di un’am­ ticali, ma ben presto guadagnò terreno la po­
pia copertura in frequenza può essere risolto larizzazione orizzontale quando si diffusero
con opportuna scelta del tipo d’antenna, per le strutture direttive.
esempio adottando una collineare anziché La situazione si è quindi assestata prevalen­
una Yagi; tuttavia non è questo uno degli temente sull’orizzontale, salvo che per l’atti­
obiettivi che si presentano più frequentemen­ vità in mobile; occorre in proposito ricordare
te da risolvere. che l’attività con polarizzazione incrociata
Anche la direzione del diagramma d’irradia­ comporta una perdita di circa 20 dB.
zione non è uno dei parametri più critici da
determinare, o per lo meno non pone proble­
mi molto diversi dalle altre bande: come al
solito, l’interesse primario per l’attività DX LA STRUTTURA YAGI IN VHF/UHF
s’identifica col massimo guadagno ed un
basso angolo d’irradiazione. L’elemento radiante di un’antenna Yagi è
normalmente costituito, in VHF ed UHF, da
Più importante, su queste frequenze, è l’al­ dipoli a mezz’onda (e talvolta anche a onda
tezza del sistema d’antenna; qui è vero quan­ intera), la cui effettiva posizione e configura­
to mai che l’installazione migliore è quella zione dipenderà dal tipo, dalla direttività e
più alta: e non si tratta (date le modeste lun­ dal guadagno richiesti, a sèconda cioè delle
ghezze d’onda) di limitare le interferenze col circostanze d ’impiego: partendo da queste
terreno sottostante. ormai ovvie considerazioni, tracciamo un
Se la scelta di una posizione più alta dell’an­ breve riepilogo di quella che è l’impostazione
tenna consente di renderle libera la visuale ri­ della struttura yagi, tenendo particolarmente
spetto ad oggetti circostanti, l’aumento in se­ d’occhio le caratteristiche più pertinenti al
gnale ed in copertura può risultare sensazio­ campo di frequenze cui ci riferiamo.
nale; si può quindi affermare che una mag­
giore altezza, in VHP e oltre, vale sempre il
suo costo. Generalità sul funzionamento
L’unica precauzione consiste nel tenere in
debito conto la perdita della linea di trasmis­ Sappiamo che, piazzando un elemento lungo
sione, che diventa sempre meno trascurabile mezz’onda ad opportuna distanza dal dipo­
via via che ne aumenta la lunghezza (e, natu­ lo (nonché di esso leggermente più lungo) ed
ralmente, la frequenza di lavoro). Ultimo, in posizione opposta a quella verso cui si
ma non in ordine di importanza, è l’argo­ vuole ottenere direttività, si otterrà di concen­
mento polarizzazione; sin dai pionieri delle trare l’irradiazione entro un angolo più stret­
VHF, è stato in discussione se posizionare to: tale elemento prende il nome di riflettore.

143
Se altri elementi vengono piazzati dalla parte o intervenendo sulla posizione del riflettore
opposta (quella cioè preferenziale), e sono oppure regolando opportunamente un dispo­
leggermente più corti del dipolo, prendendo sitivo adattore esterno.
così'il nome di direttori, essi pure contribui­ Tutto ciò premesso, non resta che risolvere il
scono ad accentuare la direttività del siste­ problema del vero e proprio dimensionamen­
ma. to dell’antenna, per il cui progetto si ricorre
È appunto in questo caso, quando cioè l’an­ ancora una volta alle tabelle NBS, natural­
tenna è costituita da un dipolo radiante con mente riferendosi alle versioni cosiddette
un riflettore ed uno o più direttori (elementi lunghe, e sfruttando grafici e tabelle del capi­
che prendono il nome dì parassiti), che essa tolo precedente.
prende il nome di Yagi.
Si tratta dì una struttura che, paragonata ad
altre antenne di dimensioni analoghe, pre­ Progettazione e dimensionamento
senta le migliori caratteristiche di guadagno,
e si presta ad una costruzione •meccanica so- Il primo esempio di progetto è riferito ad
tanzialmente semplice e particolarmente ro­ un’antenna per il canale TV n. 12, e cioè cen­
busta. trata a 205,25 MHz; la versione NBS adotta­
ta è la 12 elementi lunga 2,2 X; i dati di par­
A tal proposito, il fatto che la Yagi si presti tenza sono qui elencati:
particolarmente bene ad essere realizzata con
disposizione complessiva orizzontale, va par­ frequenza 205,25 MHz
ticolarmente d’accordo con le prestazioni lunghezza d ’onda 1,46 m
elettriche del sistema; infatti si è trovato spe­ diametro elementi 1 cm (0,0068 A)
rimentalmente che, almeno in gamma VHF, spaziatura riflettore 29.2 cm (0,2 À)
le onde che viaggiano con polarizzazione spaziatura direttori 29.2 cm (0,2À)
orizzontale sono soggette (specie su lunghe lunghezza totale 321 cm (2,2 À)
distanze) ad una attenuazione leggermente 1) Dalla tabella 2-1 si ricavano le lunghezze
minore: ed è questo quindi il sistema di pola­ dei vari elementi (qui sotto elencate), e si
rizzazione più spesso preferito. riportano sul nomogramma di progetto in
A proposito degli elementi parassiti, si può fig. 2-4 (il tutto, ricordiamolo, riferito al
ricordare che, maggiore è il numero di diret­ tipo lungo 2,2 X, ma anche ad un valore
tori, maggiore è il guadagno ottenibile e più base del rapporto d/X = 0,085):
stretto è il fascio emesso o captato; non c’è
invece alcun vantaggio concreto ad usare più Lr = 0,482 X
di un riflettore, almeno se allineati come i di­ L01 = 0,432 X
rettori: tuttavia il rapporto avanti-indietro LD2 = 0,415 X
può migliorare se i riflettori vengono disposti ^D3 : LD|0 = 0,407 X
a mo’ di schermo (dietro al dipolo), piatto o LD4 = LD9 = 0,398 X
ad angolo. LD5 = LD80,390X
La larghezza di banda, riferita come solito
ad un ROS di 2:1, può essere al massimo del 2) Poiché, per realizzare i vari elementi, è
2% (o spesso anche meno) nel caso di diretti­ stato adottato tubo da 0,0068 X, occorre
ve a spaziatura stretta, e fin verso il 3% mas­ eseguire la conversione relativa a questo
simo per le spaziature più ampie. valore (anziché al 0,0085 del nomogram­
Lo svantaggio più cospicuo delle antenne ma); per far questo, si traccerà una linea
Yagi (almeno, delle versioni più convenzio­ verticale in corrispondenza del nuovo va­
nali) può essere individuato nell’interdipen­ lore di diametro, e si andranno a ricavare
denza strettamente esistente fra l’impedenza le lunghezze compensate per il riflettore
di alimentazione e la lungheza degli elementi, ed il primo direttore:
nonché la loro spaziatura; ciò significa che è
Lr , = 0,483
piuttosto laborioso ottenere il massimo gua­ Ld, = 0,437
dagno sperimentalmente, poiché ogni ritocco
alla lunghezza degli elementi rende necessa­
rio riaggiustare l’adattamento complessivo, 3) Si misuri ora la distanza fra i direttori 1 e

144
2, e si riporti questa quota, sempre lungo Il leggero arrotondamento portato a queste
la curva 2,2 À, verso sinistra del punto misure, nonostante la frequenza già elevata è
Ld;: si troverà il corrispondente valore di ben dentro le tolleranze consentite; il NBS
Ld; (= 0,421 A). Poi si misuri la distanza precisa che occorre stare entro precisioni di
fra DI e D3 e, sempre riportandola allo 0,003 A sulle quote calcolate: e in questo caso
stesso modo sulla curva, si avrà LD,, e così la tolleranza è di almeno 4 mm.
via, seguendo la stessa procedura per gli In ogni caso, è anche opportuno tener conto
altri elementi; tutti i nuovi valori così ot­ di dati sperimentali indicanti che il guadagno
tenuti sono qui sotto riportati: di una Yagi (nonché il suo diagramma d’irra­
Ld, = 0,421 A diazione) peggiorano rapidamente spostan­
Ld! = Ld. = 0,414 A dosi verso la zona più alta rispetto alla fre­
Ld: = Ld,"= 0,405 A quenza di lavoro, mentre il degrado ha anda­
Ld. = L d,'= 0,398 A mento molto più lento verso il lato basso; di
conseguenza, se si deve arrotondare una
Adottando la soluzione di montare gli ele­ quota, è sempre meglio tagliare (sempre
menti ben isolati dal boom, non è necessario stando ben entro le tolleranze) gli elementi
applicare alcun elemento di correzione dovu­ leggermente più corti. Attenzione però: que­
to al cortocircuito da parte del boom stesso, sta regola vale per i direttori (che infatti de­
talché si può passare direttamente al calcolo vono essere più corti del radiatore); il riflet­
della lunghezza di tutti ì vari elementi, secon­ tore invece (che deve essere più lungo del ra­
do i dati precedentemente ottenuti in funzio­ diatore) va «arrotondato» più lungo.
ne di A. Si ottiene così: Il disegno di fig. 3-1 fornisce una rappresen­
riflettore 70,6 cm tazione, seppur schematica, della costituzio­
1° direttore 63,8 ne complessiva della Yagi a 12 elementi per il
2° direttore 61,5 cm canale TV n. 12; contemporaneamente, alcu-
3° e 10° direttore 60,4 cm
4° e 9° direttore 59.1 cm Fig. 3-1 - Struttura e particolari costruttivi di Yagi a 12
5° -e 8° direttore 58.1 cm elementi per 205,25 MHz.

70,6 69,8 63,8 61,4 60,3 59 58,1 58,1 58,1 58,1 59 60,3

Vi____
/

SPAZIATURA 0,2 A = 29,2 cm DIAMETRO ELEMENTI = 10 mm


DELTA

BALUN

145
ne indicazioni sono fornite anche per quanto 11 secondo esempio di progetto si riferisce ad
riguarda le modalità di alimentazione. una Yagi per 432 MHz, di buone prestazioni
La lunghezza del radiatore è ottenuta dalla ma ancora facilmente maneggiabile e tra­
formula sportabile; la versione scelta in questo caso è
quella di massima lunghezza, e cioè 4,2 A con
15 elementi. Vengono qui di seguito elencati
sia i dati di partenza, sia le quote già ricava­
(leggermente diversa da quella fornita per le te, senza stare a ripetere i passi di calcolo già
HF, stante il diverso valore del rapporto visti (e ripetutamente):
d/A). Frequenza 432 MHz
Leggeri ritocchi possono essere poi effettuati lunghezza d’onda 69,4 cm
sulla dimensione del radiatore, allo scopo diametro elementi 2,5 mm (0,0036 A)
evidente di ottimizzare il ROS; del resto, la spaziatura riflettore 13,9 cm (0,2 A)
lunghezza di questo elemento non è eccessi­ spaziatura direttore 21,4 cm (0,308 A)
vamente critica, almeno a patto che essa ri­ lunghezza totale 291,5 cm (4,2 A)
manga leggermente inferiore a quella del ri­
flettore. l r. = 0,480 A
Per la massima semplicità realizzativa, il Ld,’ —LDj> 0,441 A
problema deH’alimentazione è stato risolto l d; = 0,438 A
col sistema dell’adattatore a delta, e relativo Ld, — 0,428 A
balun con rapporto di trasformazione 4:1. Ld; = 0,425 A
0,421 A
LDj = 0,417 A
LDs- Ld;, ~ 0,414A

21,4 21,4

L-------
r-------

34,8 32 32 31,7 31,1 30,9 30,6 30,3 30,1 30,1


34,3

BOOM: 0 20 mm, LUNGO 295 mm ELEMENTI: 0 2,5 mni (ottone)

ALIMENTAZ. 200 0 BILANCIATA

Fig. 3-2 - Yagi a 15 elementi per 432 MHz.

146
Poiché tutti gli elementi sono direttamente pio di progetto, il rapporto d/A non è pe­
montati su boom metallico (dì 2 cm dì .dia­ rò 0,0085 (come lo standard di riferimen­
metro), gli elementi devono essere opportu­ to), bensì 0,013, ed è questo il punto da
namente ritoccati dato l’effetto di accorcia­ tracciare sulla curva e da usare come par­
mento conseguente dal non isolamento dal tenza.
boom. 2) Si possono ora determinare la lunghezza
Si converte allora il diametro del boom in (valori non compensati), dei direttori DI
funzione di A: risulta così 0,028 A = D2 = 0,414 A e del riflettore LR =
Si traccia poi, nel grafico apposito per il fat­ 0,473 A.
tore di correzione (fig. 2-5), una linea verti­ 3) Misurata la distanza fra questi (DI = D2
cale in corrispondenza di 0,028 A, e si potrà e D3), quésta quota viene trasposta sulla
leggere sull’asse verticale il valore di corre­ curva dal punto di riferimento tracciato
zione, pari a 0,2 A circa; è questa quota che relativamente a d/A = 0,013, e se ne ot­
va aggiunta alle lunghezze sopra elencate, ot­ tiene LD3 = 0,409 A; lo stesso si fa con la
tenendosene così le quote definitive: distanza fra DI e D4, e si ottiene LD4 =
riflettore = 0,5 A = 34,7 cm 0,395, nonché, per gli elementi successivi:
1° e 2° direttore = 0,461 A = 32 cm LD5 = 0,391 A, LD6 = 0,385 A, LD7 =
3° direttore = 0,458 A = 31,8 cm 0,381 A, LD8 -s Ld13 = 0,377 A.
4° direttore = 0,448 A = 31,1 cm 5) I valori ora trovati devono ancora essere
5° direttore = 0,445 A = 30,9 cm compensati per il boom non isolato; es­
6° direttore = 0,441 A = 30,6 cm sendo il rapporto D/A = 0,035; il coeffi­
7° direttore = 0,437 A = 30,3 cm ciente di cui ciascun elemento deve essere
8 °-i-13° direttore = 0,434 A = 30,1 cm aumentato, ricavandolo dal grafico già
In fig. 3-2 è illustrata la realizzazione sche­ fornito, di 0,026 A.
matica di quest’antenna; la lunghezza del ra­ Le misure finali degli elementi sono allo­
diatore è riportata nel valore ritoccato in fase ra:
di ottimizzazione (all’aumentare della fre-
quenza, l’influenza di parametri esterni può Lpi = L D2 ==0.414A + 0,026A = 16 cm
farsi sentire in modo più cospicuo, e comun­ 0,409A + 0 ,0 2 6 A = 15,8 cm
que variabile). ^04 = 0,395À + 0,026A = 15,3 cm
Anche in questo caso, un’applicazione prati­ Ld5 = 0,391A + 0,026A = 15,1 cm
ca può essere completata adottando, per L[)6 = 0,385A + 0.026A = 14,9 cm
l’alimentazione, un delta-match con relativo L d7 = ■ 0,381A + 0,026A = 14,8 cm
balun 4:1, secondo quanto riportato in figu­ ^08 ^ L D]3 == 0,377A + 0,026A = 14,6 cm
ra. Lr = 0,473A + 0.026A = 18,2 cm
6) Per quanto concerne il radiatore , a parte
Come ultimo esempio, viene infine il proget­ le formule già riportate (che possono ri­
to di una long yagi (4,2 A con 14,2 dB di gua­ sultare non sufficientemente precise, data
dagno) destinata a funzionare sul canale TV l’elevata frequenza in gioco), esso viene
n. 73 (827 MHz). usualmente calcolato e tagliato pari a
I dati di partenza sono: mezza lunghezza d’onda meno un fattore
frequenza 827 MHz di accorciamento che deve compensare
lunghezza d’onda 36,34 cm l’effetto terminazione, e che viene deter­
diametro elementi 0,5 cm (0,013 A) minato e ottimizzato sperimentalmente.
spaziatura elementi 11,2 cm (0,308 A)
diametro boom 1,27 cm (0,035 A)
lunghezza totale 152 cm (4,2A)

1) La prassi è quella solita, di riportare le Per comodità, le dimensioni degli elementi


lunghezze degli elementi parassiti dalla ta­ che permettono di ottenere il massimo gua­
bella sulla curva corrispondente a 4,2 A dagno in VHF ed UHF sono elencate nella ta­
del grafico di progetto ; per il nostro esem- bella che segue, con tutte le indicazioni di-

147
mensionali del caso riferite alle due frequen­
ze più comuni e importanti, e derivate dalla
nota tecnica NBS.

Frequenza di progetto 144,1 MHz (elementi non isolati)

lunghezza del boom 166,5(0,8À) 249,8(1,2À) 458(2,2A) 666,2(3,2A) 874,4(4,2A)


diametro del boom 2 ,5 (1 ”) 2,5 (1” ) 3 (1 '/„” ) 4 (1% ” ) 4 (l'A ” )
lunghezza riflettore 103,2 103,2 103,7 104,2 102,9
« 1° dirett. 95,3 95,3 96,4 96,4 95,6
« 2° « 94,9 94,3 93 94,9 95,6
« 3° « 95,3 94,3 91,4 93,5 95,1
« 4° « 95,3 89,9 91,9 93,2
« 5° « 89,9 91,4 92,9
« 6° « 89,9 90,5 91,9
« 7° « 89,9 89,9 91,1
« 8° « 89,9 89,9 90,5
« 9» « 91,4 89,9 90,5
« 10° « 93 89,9 90,5
« 11° « 89,9 90,5
« 12° « 89,9 90,5
« 13° « 89,9 90,5
« 14° « 89,9
« 15° « 89,9

dia m etro elem en ti 0,5 ( 3 /1 6 ”)


lu n g h ezza ra diatore 97
(tu tte le m isu re so n o in c m )
Frequenza di progetto 432,1 MHz (elementi non isolati)

lunghezza del boom 83,3 (1.2X) 152,7 (2,2X) 222,1 (3,2A) 291,6 (4,2A)
diametro del boom 2,5 (1” ) 2,5 (1”) 2,5 (1” ) 2 ,5 (1 ” )
lunghezza riflettore 35,4 35,4 35,4 34,9
« 1° dirett. 31,8 32,1 31,9 31,6
« 2° « 31,4 31 31,4 31,6
« 3° « 31,4 30,5 30,5 31,4
« 4° « 31,8 29,8 29,8 30,5
« 5° « 29,3 29,5 30,2
« 6° « 29,3 29,3 29,8
« 7° « 29,3 29 29,5
« 8° « 29,3 29 29,3
« 9° « 29,8 29 29,3
« 10° « 30,5 29 29,3
« ir « 29 29,3
« 12° « 29 29,3
« 13° « 29 29,3
« 14° « 29
« 15° « 29

d iam etro e lem en ti 0 ,5 ( 3 /1 6 ”)


lung h ezza radiatore 32,3

L’accoppiamento di Yagi Tanto più che due Yagi, montate una sopra
l’altra ed alimentate in fase, possono fornire
In VHP ed oltre, le dimensioni degli elementi prestazioni superiori ad una long yagi che ab­
sono tali che due o più antenne (in genere in bia lo stesso guadagno, sia teorico che misu­
numero pari, comunque) possono essere im­ rato.
piegate per costruire un sistema irradiante in Senza contare che la coppia di antenne più
grado di fornire caratteristiche di guadagno e corte richiede un raggio di rotazione molto
di direttività superiori a quelle della singola minore a parità di guadagno, il più basso an­
antenna. golo d’irradiazione che se ne ottiene fornisce

148
risultati senz’altro interessanti; infatti, specie lizzativo, non solo in funzione della frequen­
per lunghi percorsi ionosferici, può verificar­ za, e quindi delle dimensioni, bensì anche del
si un guadagno apparente anche di 2-3 dB, tipo di accoppiamento; se infatti le due an­
data la particolare conformazione del siste­ tenne sono affiancate, comprensibili diffi­
ma d’antenna. coltà costruttive possono consigliare una di­
La spaziatura ottimale dipende dal guadagno stanza (fra le punte affacciate delle due serie
di ognuna della Yagi costituenti il sistema; di elementi) di 3/4 o anche di 1/2 di lunghez­
infatti guadagno significa area di cattura, e za d’onda.
più tale superficie di captazione risulta am­ A parziale consolazione del minor guadagno
pia, tanto maggiore deve essere la spaziatu­ ottenuto da spaziature modeste, va conside­
ra, per assicurare che le rispettive aree dì cat­ rato che il diagramma d’irradiazione corri­
tura non abbiano a sovrapporsi (e quindi ad spondente è più «pulito», vale a dire che i lo­
annullare reciprocamente gli effetti) in modo bi secondari sono nettamente più ridotti (in
troppo pronunciato. numero ed ampiezza) che non nel caso di
In altre parole, e nel caso di due sole anten­ spaziature elevate.
ne, il loro accoppiamento non sempre produ­ Per eseguire un buon dimensionamento dei
ce un aumento di guadagno pari ai 3 dB teo­ sistemi a più di un’antenna, vengono utili i
rici: tutto dipende dalla spaziatura adottata; grafici riportati, rispettivamente in fig. 3-3 e
e comunque il suddetto aumento nella nor­ 3-4; essi forniscono i valori di spaziatura ot­
malità dei casi si aggira sui 2 h- 2,5 dB. timale in funzione dell’angolo d’emissione
La spaziatura va intesa sia in senso verticale delle singole antenne costituenti il sistema,
che orizzontale, almeno quando l’ampiezza rispettivamente per accoppiamenti di 2 e 4.
del fascio irradiato nel piano verticale e quel­ L’ampiezza dell’angolo, sia nel piano oriz­
la nel piano orizzontale sono approssimati­ zontale che verticale, del fascio irradiato vie­
vamente uguali: e ciò avviene per tutte le Ya­ ne a sua volta riportata nel grafico di fig. 3-5
gi ad almeno 4-5 elementi o più. (i valori sono mediati con sufficiente appros­
Là distanza ottimale fra due antenne sovrap­ simazione), in funzione del parametro più
poste o affiancate varia quindi da 0,75 À per importante e rappresentativo cioè il numero
un’antenna a 4 elementi, (e circa 1 A per una degli elementi.
5 elementi) fino a 2À o più per una 8 -p 10 ele­ A titolo d’esempio, viene riportato il dimen­
menti. sionamento di un sistema a due Yagi ad 8 ele­
Naturalmente, la scelta della spaziatura otti­ menti cadauna per i 144 MHz; l’ampiezza del
male è limitata da problemi di carattere rea- fascio è di circa 37° e 39° nel piano orizzon-

Fig. 3-3 - Spaziatura ottima­ o 20° 40° 60° 80° 100° 120° 140° 160° 180”
le per 2 antenne.
FASCIO A META POTENZA, in gradi
Fig. 3-4 - Spaziatura ottima­
le per 4 antenne.

tale e verticale rispettivamente, valori suffi­ con i regolamentari 300 ohm di impedenza
cientemente vicini. teorica, e distanziati di una lunghezza d’on­
Per n = 2, la spaziatura ottimale è di 1 K e da; l’impedènza di alimentazione (prescin­
1/2 circa (che le antenne siano sovrapposte o dendo dall’effetto riducente dell’accoppia­
che siano affiancate)* corrispondente a 3,10 mento mutuo) sarà quindi sui 150 ohm, vaio­
m: qualche cm in più o in meno in questo ca­
so non produce alcun degrado nelle presta­
zioni.
Se le singole antenne del sistema sono ben
progettate e realizzate, e se le spaziature rien­
trano nei dati forniti, la linea di alimentazio­
ne e l’eventuale dispositivo di adattamento
vedranno un’impedenza di carico puramente
resistiva, il cui valore è (in teoria) l’impeden­
za di alimentazione di ognuna delle singole
antenne divisa per il numero delle stesse; in
prima approssimazione si può dire che il va­
lore reale è sempre un po’ più basso, a causa
della inevitabile interazione fra le singole an­
li 2 3 4 6 8 10 12 14 16 18 20
tenne, specie quando la spaziatura è mode­
NUM ERO DI ELEMENTI
sta. Questo comportamento si verifica in
particolare se le linee di alimentazione e fasa­
tura sono di lunghezza pari a mezz’onda o
multiplo, soluzione importante in quanto il
valore di impedenza all’estremità di una li­
nea di trasmissione si ripete sistematicamente
lungo la linea stessa per ogni mezza lunghez­
za d’onda.
A questo proposito, vengono ora esaminate
le modalità di alimentazione in fase per tre ti­
pi diversi di dipoli accoppiati (prescindendo,
per evidenti ragioni di semplicità, da tutta la
2 3 4 6 8 10 12 14 16 18 20
restante congerie di elementi), secondo le so­
luzioni realizzative di fig. 3-6. Fig. 3-5 - Ampiezza (a mezza potenza) dell’angolo d’ir­
Il primo esempio (A) si riferisce a due anten­ radiazione nel piano verticale e orizzontale.
ne rappresentate dai soli due dipoli ripiegati,

150
Fìg, 3-6 - Tre sistemi per alimentare antenne VHF ac­
300 n coppiate.

52 fi
300 Sì

re che, in queste condizioni, è sempre tale a soluzione si presta in modo particolare per
prescindere dal valore di impedenza delle li­ alimentare antenne originariamente previste
nee di trasmissione usate. In altre parole, per linea a 52 ohm. La spaziatura di 5/8
adottando questo valore di spaziatura, si può d’onda si presta ottimamente per Yagi a bas­
adottare qualsiasi tipo di lìnea, a patto natu­ so numero di elementi, ed equivale (con buo­
ralmente che venga rispettata la necessaria na precisione) alla lunghezza elettrica di
lunghezza elettrica, che venga cioè tenuto un’onda intera in cavo coassiale.
conto del fattore di velocità in modo da ren­ Se i due tratti di linea sono rispettivamente
dere la linea perfettamente risonante (magari un quarto e tre quarti d’onda, uno dei radia­
curandone anche la verifica sperimentale e tori dovrà essere disposto inversamente
strumentale). all’altro (come appunto in figura), in modo
Se invece si adotta una linea di alimentazione da mantenere in fase le singole correnti a RF
a quarto d’onda, lo si fa per sfruttarne la ca­ che vanno appunto ad alimentare le antenne;
ratteristica di trasformazione d’impedenza, se invece il numero di À/4 fosse lo stesso per
per usarla cioè contemporaneamente come ambedue gli spezzoni, i due elementi andreb­
elemento adattatore e di fasatura fra i dipoli. bero disposti allo stesso modo (e non inverti­
È la soluzione di fig. B, ove due antenne ti come in C).
spaziate di mezz’onda sono alimentate ed Comunque sia, l’ultima soluzione costruttiva
adattate da una linea (bilanciata come la A) a presenta l’evidente vantaggio che le linee in
400 ohm; tale linea si comporta come una cavo possono essere disposte in qualsiasi po­
doppia sezione adattatrice Q, cosicché la li­ sizione dentro o fuori il palo di supporto, te­
nea principale di alimentazione a 300 ohm ri­ se od avvolte a seconda delle necessità di spa­
sulti adattata alle due antenne da 300 ohm. ziatura fra le antenne.
Naturalmente le lunghezze di ciascuna delle
due parti del tratto di linea di fasatura posso­ Una soluzione di questo tipo viene meglio
no essere anche diverse, purché differiscano esaminata in riferimento all’esempio prece­
di À/4; possono cioè essere indifferentemen­ dentemente studiato delle due Yagi ad 8 ele­
te 3/4 o 5/4, se tali quote servono per esigen­ menti per 144, come riportato in fig. 3-7, e
ze costruttive: e infatti l’accoppiamento di nell’ipotesi che le antenne siano realizzate in
due Yagi richiede una spaziatura ottimale su­ modo da presentare 450 ohm di impedenza
periore al À/4 previsto nelPesempio B). di alimentazione.
Nel caso A la spaziatura è quella ottimale (1À
Una doppia sezione Q è impiegata anche nel e mezzo), mentre quella in B è leggermente
caso di fig. C, però in cavo coassiale; questa ridotta per consentire l’esatto adattamento

151
Fig. 3-7 - Due Vagì ad 8 elementi BALUN I
accoppiate con spaziatura 69 era 52 0
(ROS = 1,1)
ottimale (A) o con spazia­
tura ridotta (B).

d’impedenza. In A, la linea è di tipo aperto no ad un valore abbastanza vicino ai 52 ohm


bilanciato, con qualsiasi valore d’impedenza dei cavi standard, o ancor più vicino ai 37,5
disponibile; ciascuna metà è pari ad una lun­ di due cavi parallelati da 75 ohm.
ghezza d’onda elettrica, il ché significa (con
un fattore di velocità di 0,97) 202 cm per par­
te. Accoppiamenti di Yagi diverse
L’impedenza al punto centrale è metà di
quella delle singole antenne, e cioè 225 ohm, Quando si tratta di montare antenne di tipo
cosicché sarà necessario un balun 4:1 per tra­ Yagi orizzontali una sopra l’altra, ma realiz­
sformare questo valore a 52 ohm del cavo zate per frequenze diverse, su un unico palo
coassiale. di supporto, le considerazioni da farsi sono
La versione B, sostanzialmente similare, usa completamente diverse da quelle del prece­
tutte linee in cavo coassiale, ricorrendo a 2 dente paragrafo.
balun bilanciatori - adattatori, uno per ogni Esiste comunque una regola generale, secon­
dipolo; i 450 ohm bilanciati vengono trasfor­ do la quale la spaziatura minima fra due an­
mati a 112 sbilanciati, e i due balun, attraver­ tenne sovrapposte è la metà della lunghezza
so i due spezzoni di cavo lunghi un’onda elet­ del boom, se le due antenne sono previste per
trica intera (precisamente 136,4 cm, avendo la stessa banda, oppure la metà della lun-
assunto 0,66 come fattore di velocità), fini­
scono ad un punto comune assieme al cavo
vero e proprio di alimentazione a 52 ohm.
Un ultimo esempio applicativo è riportato in
fig. 3-8, e si riferisce a 2 Yagi a 5 elementi,
disposte con polarizzazione verticale ed ac­
coppiate in orizzontale, quotate e spaziate
per 108 MHz.
L’ampiezza del fascio d’irradiazione (dal
diagramma precedentemente fornito) si aggi­
ra per questo tipo di antenna sui 54°, talché
la spaziatura ottimale si sceglie pari a 1,125 K
(cioè 312,5 cm).
Ciascun dipolo è alimentato con un tratto di
linea bifilare a 300 lì lunga un’onda intera
(227,8 cm, avendo fissato un fattore di velo­
cità pari a 0,82); i due spezzoni sono collegati
in parallelo fra di loro, con impedenza risul­ Fig. 3-8 - Accoppiamento verticale di 2 Yagi per
tante pari a 150 ohm, ed il solito balun 4:1 108 MHz.
abbassa l’impedenza di questo punto media­

152
Antenne incrociate

Quando si ha a che fare con radiocomunica­


zioni di tipo spaziale (da e con satelliti, per
riflessione lunare, o similari), occorre una
particolare considerazione degli effetti sulla
polarizzazione delle ónde che attraversano lo
spazio.
Normalmente, per quanto concerne le bande
HF non sono necessarie particolari precau­
zioni e previsioni sulla polarizzazione: la di­
rezione originale del piano di vibrazione
dell’onda risulta completamente (e senza re­
Fig. 3-9 - Accoppiamento di Vagì diverse.
gola fissa) modificato dopo che il segnale è
passato attraverso la ionosfera e ne ha subito
i del resto utilissimi effetti.
ghezza di boom dell’antenna a frequenza più Di conseguenza un’antenna verticale è in
alta, se il sistema è previsto per due bande, grado di ricevere ottimamente un segnale ori­
come è il caso della fig. 3-9. ginariamente trasmesso con polarizzazione
Si tratta di un sistema supposto operante su orizzontale, e viceversa, essendo oltretutto
due bande, per esempio i 28 MHz per la sot­ possibili le più varie situazioni intermedie.
tostante 4 elementi ed i 144 per la 7 elementi Quando invece si ha a che fare con comuni­
posta sopra. cazioni spaziali in VHF e oltre, la ionosfera
La 4 elementi è destinata ad apparire (date le non contribuisce più a sparpagliare le dire­
dimensioni rilevanti) pressapoco come un zioni di polarizzazione, che invece varia in
piano di terra, ed è ormai ben noto che l’im­ funzione dei movimenti del satellite o della
pedenza di un’antenna varia con la sua altez­ forma del corpo riflettente, cosicché un se­
za sul piano di terra (reale o fittizio che sia). gnale può sovrastare il rumore di alcune de­
Ad un quarto di lunghezza d’onda (cioè per cine di dB o confondersi con esso a seconda
S = À/4), e per tutti i multipli dispari, il ter­ che lo si riceva con un’antenna disposta se­
reno si comporta come un riflettore, provo­ condo uno o l’altro dei modi classici di pola­
cando una considerevole riflessione verso rizzazione.
l’alto; quest’effetto risulta invece minimo Ecco quindi la necessità di ricorrere a strut­
per distanze pari a mezza lunghezza d’onda ture d’antenna sostanzialmente insensibili al­
(e multipli), in corrispondenza delle quali la direzione di propagazione, che presentino
l’impedenza di alimentazione si approssima cioè un diagramma d’irradiazione circolare.
ai valori di spazio libero. Evidentemente, Uno dei sistemi più comunemente usati per
quindi, è preferibile che la spaziatura S sia ottenere ciò consiste nel montare due anten­
pari a metà della lunghezza d’onda più pic­ ne Yagi incrociate, cioè disposte in modo che
cola, oppure a multipli della stessa. i rispettivi piani su cui sono gli elementi risul­
Nel caso in esame, la spaziatura minima ac­ tino perpendicolari.
cettabile è sul metro, ma 2 m risulterebbero Un cenno sul funzionamento di tale sistema
più soddisfacenti. deve partire dal comportamento più classico
Se invece ci si deve accontentare di distanze ed elementare di un dipolo, che irradia un se­
più modeste della mezza lunghezza d’onda o gnale polarizzato linearmente la cui direzio­
di boom, la cosa che è più importante tener ne dipende dall’orientamento dell’antenna.
d’occhio è la variazione nell’impedenza di
In fig. 3-10 sono riportati i diagrammi d’irra­
alimentazione dell’antenna più piccola; di­
venta quindi indispensabile che tale antenna diazione, cioè le distribuzioni del campo elet­
trico di un dipolo orizzontale (A) e di uno
disponga di un dispositivo di adattamento
verticale (B); se le uscite dei due dipoli ven­
d’impedenza opportunamente regolabile. gono combinate con la fase corretta (e cioè
90°), ne risulta un’onda a polarizzazione cir­
colare, e quindi il diagramma raffigurante il

153
quello più semplice) è quello di ricorrere ad
uno spezzone di cavo coassiale lungo À/4,
ovviamente tenendo conto del fattore di ve­
locità; si tratta cioè di usare due linee di ali­
mentazione, una delle quali sia un quarto
d’onda più lunga dell’altra: la disposizione
complessiva è quella di fig. 3-11.
L’essere inserito, lo spezzone di sfasamento,
in serie ad una o all’altra delle due linee di
alimentazione fa sì che il segnale irradiato sia
ruotato secondo una polarizzazione in senso
orario oppure antiorario; basta quindi intro­
durre una qualche forma di commutazione
in merito per poter scegliere l’uno o l’altro
dei due modi.
Fig. 3-10 - Diagramma d’irradiazione ottenuto da 2 di­ Un altro sistema per ottenere la polarizzazio­
poli incrociati. ne circolare è quello di usare linee di alimen­
tazione di uguale lunghezza, piazzando
un’antenna ad un quarto di lunghezza d’on­
campo elettrico complessivo è quello riporta­ da dall’altra; in tal caso le linee di alimenta­
to in (C). zione sono di uguale lunghezza: il vantaggio
Poiché fra le due antenne deve esistere, an­ che così se ne ottiene è che la linea di alimen­
che dal punto di vista elettrico, uno sfasa­ tazione comune di tutto il sistema «vede» im­
mento dì 90°, un sistema adatto (ed anche pedenze di carico identiche, e la combinazio­
ne in parallelo dei due spezzoni produce
un’impedenza metà di una qualunque delle
due singole, senza particolari influenze o in­
terazioni.
Con la sezione-serie di sfasamento invece,
ogni leggero disadattamento su un’antenna
viene «amplificato» appunto da questo quar­
to d’onda extra di linea di alimentazione (se­
condo il rapporto di trasformazione d’impe-

LINEA /
VERTIC. /
/ LINEA
7 ORlZZONT.

Fig. 3-11 - Struttura generale di un sistema di Yagi in­


crociate, con particolare dell'alimentazione.

154
denza); ciò provoca una perdita di bilancia­
mento fra le correnti delle due antenne, e di
conseguenza una perdita della caratteristica
di polarizzazione circolare.
Un possibile sistema per realizzare questa
versione di Yagi a polarizzazione incrociata è
riportato, a titolo d’esempio, in fig. 3-12,
consistente in due singole antenne montate
su un palo di supporto-distanziatore lungo
K/4.

La «skeleton-slot»

Per superare il già citato inconveniente delle


Yagi classiche, il fatto cioè che ogni variazio­
ne della lunghezza degli elementi rende ne­
cessario riaggiustare l’adattamento d’impe­
denza al radiatore, sì può ricorrere all’uso dì
un elemento radiante di forma particolare,
appunto indicato come skeleton-slot; la sua
caratteristica è di essere molto meno suscetti­
bile a quanto appena citato.
La spiegazione del funzionamento potrà in
Fig. 3-12 - Sistema di antenne incrociate a K/4.
qualche modo motivare il nome un po’ parti­
colare, che potrebbe essere tradotto come:
fessura-scheletro.
Un’antenna vera e propria a fessura consiste simile ad un radiatore a dipolo. L’unica dif­
in un’opportuna fessura ricavata in una la­ ferenza sostanziale è che il campo elettrico ir­
stra di metallo di dimensioni infinite, o co­ radiato, per esempio, da una fessura vertica­
munque estremamente grandi rispetto alla le è orizzontale, e quindi orizzontale è anche
lunghezza d’onda; tale fessura, quando è la polarizzazione dell’onda prodotta da una
lunga circa mezz’onda, si comporta in modo fessura verticale (e viceversa).

155
Riducendo via via le dimensioni delia lastra È importante aggiungere che la struttura di
attorno alla fessura, si è arrivati a prestazioni un’antenna di questo tipo richiede sempre
soddisfacenti anche quando di tale lastra re­ due serie di elementi parassiti, praticamente
sta solo lo «scheletro», cioè una cornice ret­ come fosse costituita da due antenne sovrap­
tangolare, purché di opportune dimensioni. posto e con i radiatori interconnessi; la costi­
Infatti proprietà simili a quella di una vera tuzione è riportata nell’esempio di fig. 3-14.
«fessura» si ottengono piegando un sottile Un’altra caratteristica interessante di questa
tubo a rettangolo di lati pari a circa 5À/24 x particolare versione di Yagi è che la sua lar­
5À/8. ghezza di banda è intrinsecamente un po’
Per spiegare come funziona la skeleton-slot, maggiore di quella di un paio di Yagi con­
ci si può aiutare con l’evoluzione di questo venzionali accoppiate.
elemento radiante rappresentata in fìg. 3-13. Naturalmente, anche le skeleton-slot posso­
Si cominci col considerare due dipoli a no essere accoppiate per ottenere guadagni
mezz’onda spaziati 5À/8; poiché la maggior più elevati, ed altrettanto naturalmente oc­
parte dell’irradiazione da ciascuno dei dipoli corre tenere presenti le stesse considerazioni
ha luogo nel ventre di corrente, e cioè dal già viste per attuare la spaziatura ottimale.
centro dei dipoli, le parti più esterne possono Infatti la distanza centro-centro di un paio di
essere ripiegate senza ottenerne seri effetti di queste antenne può variare fra 1 e 3À, secon­
deterioramento nelle prestazioni. do il numero di elementi presente in ogni sin­
Le estremità possono ora venir collegate fra gola antenna.
di loro con una linea ad alta impedenza, co­ Ciascuna skeleton-slot può essere alimentata
stituita appunto dagli spezzoni di chiusura; a con normale cavo coassiale a 72 ohm, usan­
questi verrà applicata l’alimentazione per i do spezzoni di uguale lunghezza per un qual­
dipoli veri e propri, e affinché l’irradiazione che punto comune di alimentazione, e sareb­
avvenga in fase, la potenza da irradiare sarà be naturalmente desiderabile usare un balun
immessa nei punti di mezzaria. nel punto ove il cavo è applicato a
L’alta impedenza fra questi punti può essere ciascun’antenna. Un trasformatore coassiale
trasformata ad un qualsiasi valore opportu­ a quarto d’onda può essere usato per trasfor­
namente più basso, tale da adattarsi alla li­ mare l’impedenza al valore di quella della li­
nea di alimentazione impiegata, mediante nea principale di alimentazione.
una qualche sezione adattatrice, sul tipo, per
esempio, del delta-match raffigurato.

Fig. 3-14 - Tipica versione di skeleton-slot a 2x6 el.

156
ANTENNE QUAD

L’antenna a telaio multiplo, più semplice-


mente nota come quad multjelementi, in
VHF e oltre ha una diffusione minore che in
HF, nonostante che le sue prestazioni siano
sempre interessanti.
Essa risulta di particolare utilità per quelle
installazioni in cui le dimensioni della Yagi
possono apparire eccessivamente ingom­
branti.
Dalla versione base a due elementi, nono­
stante le modeste dimensioni d’ingombro,
sappiamo che si può ottenere un guadagno di
circa 5 + 6 dB, con un buon rapporto avanti
- indietro; stante la ridotta lunghezza d’on­
da, risulta più conveniente che non in HF ag­
giungere alcuni direttori; l’aumento delle
prestazioni, anche se non significativo e pro­ Fig. 3-T5 - Quad a 2 elementi per 144 MHz.
porzionale come per le Yagi, è pur sempre di
entità interessante. riflettore radiatore direttore stub
La versione base a 2 elementi è indicata, in (se usato) (se usato)
una possibile versione costruttiva, in fig.
3-15; il telaio di supporto può essere in qua­ 2 1 3 ,4 2 0 3 ,2 1 9 3 ,1 _
drello di legno con 20-e 25 mm di lato, oppu­ 2 0 3 ,2 2 0 3 ,2 2 0 3 ,2 1 0 ,2
re di normale tubo di plastica per impianti
con diametro analogo. Il radiatore è lungo
all’incirca un’onda intera, mentre il riflettore
è più lungo del 5%; le dimensioni non sono compresa fra 0,1 e 0,2 À, e comunque può
critiche, in quanto la quad è caratterizzata da venir regolata per il miglior adattamento
una risposta in frequenza piuttosto ampia; d’impedenza antenna-linea; una misura me­
gli elementi possono essere realizzati con al­ dia da cui partire può aggirarsi sui 20 + 30
luminio di diametro compreso fra 3 e 6 mm, cm, e Io strumento da usarsi è il ROS metro.
preferibilmente in tondino pieno cosi da po­ Nella tabellina di figura, sono raccolte tutte
terlo piegare agevolmente a 90°. le misure (complessive) necessarie per co­
Il radiatore è aperto in basso, con le estremi­ struire una classica versione di quad a due
tà fissate ad una piastrina di plastica, a sua elementi per i 144 MHz.
volta montato in fondo al traversino vertica­
le anteriore; l’alimentazione è effettuata di­
rettamente con cavo coassiale da 52 ohm.
Il riflettore è, in questa versione, un loop Quad accoppiate
chiuso applicato al secondo traversino verti­
cale e bloccato con apposite viti; i due estre­ Le antenne quad possono essere montate
mi del conduttore sono avvitati o ribattuti fianco a fianco, oppure una sopra l’altra, o
l’uno sull’altro. combinate in ambedue i modi, analogamente
a quanto già visto per le Yagi; la spaziatura
Tutto ciò significa che gli elementi non sono raccomandata è almeno mezza lunghezza
qui regolabili; ma volendo, la cosa può esse­ d’onda.
re facilmente ovviabile mediante l’applica­ Una versione piuttosto interessante di
zione di uno stub: basterà prevedere il riflet­ cubical-quad combinate è quella di fig. 3-16,
tore leggermente più corto, ed aggiustare lo consistente in quattro antenne disposte se­
stub per il massimo guadagno (oppure per il condo gli spigoli dì un quadrato. La loro di-
miglior rapporto avanti-indietro). sposizioneè determinata dalla facilità con cui
La spaziatura fra i due elementi può essere il cavo di alimentazione può essere disposto

157
Per quanto concerne le distanze fra le quat­
Fig. 3-16 - Accoppiamento di 4 quad (per 144 MHz). tro antenne, la spaziatura in verticale (da
centro a centro) va tenuta pari a 165 cm,
mentre quella orizzontale (sempre centro-
centro) è di 217 cm, praticamente una lun­
ghezza d’onda.
Tutto il sistema di alimentazione di questo si­
stema d’antenna completo con le varie quo­
te, è riportato in fig. 3-17; l’impedenza del
progetto originario è riferita a 72 ohm, ma lo
spezzone finale a 52 ohm può essere conti­
nuato come vera e propria discesa, con un
modesto disadattamento finale.
Il guadagno del sistema è sui 13 dB, con un
rapporto avanti-indietro sui 18 dB, con due
lobi secondari (pur’essi sui 18 dB) a circa 80°
dal lobo principale: tutto il resto è a -35 dB.
L’angolo del lobo principale d’irradiazione è
di 24° circa.
all’interno della struttura, nonché dalla sem­
plicità realizzativa del singolo supporto cen­ Quad multielementi
trale.
La spaziatura fra i due elementi di ogni sin­ L’adozione di un numero di elementi discre­
gola quad va tenuta di 23 cm, in modo da tamente elevato (comunque, non oltre i 5 o 6
non far troppo cadere il valore d’impedenza
complessivi) diventa abbastanza giustificata
a causa della mutua induttanza fra le an­
solo nel campo delle VHF/UHF, essendo le
tenne. prestazioni ancora un po’ migliori di quelle
Fig. 3-17 - Particolari costruttivi e dimensionali del si­ delle Yagi di pari numero di elementi, oltre
stema di fig. 3-16.
72 0

158
tutto con lobi spurii ridotti rispetto alle Yagi. Le proporzioni costruttive dei singoli ele­
Le dimensioni (centro-centro) dì una tipica menti sono state adottate come descritto allo
realizzazione fino a 5 elementi sono fornite scopo di semplificarne al massimo la costru­
nella tabella che segue. zione, ma non sono vincolanti (quella che
La struttura costruttiva è esemplificata in importa è la lunghezza totale del loop): qui si
fig. 3-18, e può venire realizzata in tubo di è scelto di costruire tutti gli elementi con la
alluminio (o meglio in tondo pieno, per sem­ stessa altezza, variandone solo la larghezza
plificare i problemi di piegatura) con diame­ per ottenere le opportune misure.
tro 8+10 mm; serve un solo isolatore, ed è Se ci si vuol meglio cautelare contro le inevi­
quello sui terminali di alimentazione dell’ele­ tabili tolleranze di costruzione, il riflettore
mento pilotato. può essere realizzato sintonizzabile: basta
La linea di trasmissione può essere pressoché per questo costruirlo con le stesse misure del
indifferentemente cavo coassiale da 52 o 75 radiatore, ed applicare al lato orizzontale in­
ohm. feriore un classico stub regolabile.
Il fissaggio degli elementi al doppio boom
altezza (h) 53,3 53,3 53,3 53,3 cm può essere eseguito con attacchi standard di
la to rifeltt. (Ir) 62,2 62,2 62,2 62,2 « tipo TV, ma anche con blocchetti variamente
lato rad. (Ip) 52,1 52,1 52,1 52,1 «
lato 1° dir. (ld,) — 45,7 45,7 45,7 « autocostruiti.
lato 2° dir, (ld,) — — 40,1 40,1 «
lato 3° dir. (ld,) — — — 35,6 «

Spaziatura:
riflett - radiat. 17,8 48,3 51 51 «
rad - 1° dir. ■__ 30,5 36,8 36,8 «
1° dir - 2° dir. — — 36,8 36,8 »
2° dir - 3° dir. — — — 36,8 «
guadagno 5 7,5 10,5 12,5 dB

159
QUAGI PER VHF/UHF fase realìzzativa vera e propria di questo in­
teressante tipo di antenna; i dati relativi ad
Come suggerisce il nome questo tipo piutto­ alcune versioni ampiamente sperimentate, ri­
sto nuovo di antenna ha lo, scopo di combi­ ferite alle bande VHF/UHF più popolari,
nare le migliori prestazioni della cubical (144 - 432 - 1296 MHz) sono riportati nella
quad e della Yagi, eliminandone il più possi­ tabella che segue.
bile i difetti congeniti.
Come molti costruttori di antenne hanno im­
parato a loro spese, alimentare ed adattare Quagi ad 8 elementi 144,5 M Hz 432 M Hz
una Yagi (o, più precisamente, un dipolo) in
VHF e, ancor più, in UHF, non è cosa tanto lunghezza
semplice. Il gamma-match (e similari) tende riflettore 220 71,1 cm
a diventare meno efficiente a queste frequen­ radiatore 208,3 67,6 cm
direttori da 91,3 a da 29,8 a cm
ze, e si rendono necessari sistemi più sofisti­ 89 in passi 29 in passi
cati (delta con balun, o stub universale) che di 5 mm di 1 mm
però risultano ben più critici e delicati, specie
se in condizioni logistiche ed atmosferiche spaziatura
difficili. rifl. - rad. 53,3 17,8 cm
rad. -1° dir. 40 13,3 cm
D’altro canto, la cubical quad, pur risolven­ 1° dir. - 2° dir. 83,8 27,9 cm
do ampiamente tutti i problemi di alimenta­ 2° dir. - 3° dir. 44,5 14,8 cm
zione, non risulta conveniente a realizzarsi 3° dir. - 4° dir. 66,3 22,2 cm
con un elevato numero di elementi, essendo 4° dir. - 5° dir. 66,3 22,2 cm
il suo guadagno non più proporzionato ed 5° dir. - 6° dir. 66,3 22,2 cm
invece risultando critiche le operazioni di sin­ d ista n za p e r even tu a le a c c o p p ia m e n to
tonia. 335 109 cm
Ecco quindi dei validi motivi per realizzare
un ibrido fra le due antenne, cosi concepito:
nulla da eccepire sulla struttura di tipo Yagi
per versioni ad alto numero di elementi, sal­
vo che il miglior modo per risolvere i proble­ Quagi a 15 elem enti per 432 M H z (in cm)
mi di alimentazione di un dipolo è quello di
sostituirlo con il loop quadrato della quad; lunghezza spaziatura
rifle tt. 71,1 rifl. - ra d . 17,8
ed assieme ad esso, anche il riflettore. 67,6 r a d . - 1° dir. 13,3
ra d ia t.
Del resto, dopo la divulgazione dei primi 1° dir. 29,8 1° dir.. - 2° d ir. 27,9
progetti e delle relative realizzazioni pratiche 2° » 29,7 2° ì> 3° » 14,8
da parte di W. Overbeck, un’analisi sotto il 3° » 29,5 3° » 4° » 22,2
profilo scientifico dei vari problemi connessi 4° » 29,4 4° » 5° » 22,2
ha indicato (a conferma teorica del tutto) 5° » 29,2 5° » 6° » 22,2
6° » 29,1 6° » 7° » 30,5
che, mentre il loop quadrato è in grado di 7° »
fornire eccellenti soluzioni come elemento 7° » 28,9 8° » 30,5
8° » 28,8 9° » 9° » 28,6
pilotato e riflettore, la struttura a barre cilin­ 9° » 28,7 10° » 10° » 29,2
driche sembra essere la miglior soluzione per 10° » 28,6 ir » 11° » 23,3
i direttori. 11° » 28,4 12° » 12° » 31,4
12° » 28,3 13° » 34,9
La struttura della quagi in definitiva consiste 13° » 28,1
in un’antenna avente radiatore e riflettore in
forma di loop quadrati ad onda intera e tutti
i direttori in forma di elementi rettilinei a
mezz’onda; in tal modo, l’antenna può essere
alimentata collegando direttamente ai suoi
morsetti il cavo coassiale a 52 o 75 ohm
(l’impedenza caratteristica del loop si aggira
sui 60 ohm, infatti).
A questo punto, non resta che passare alla

160
Quagi per 1296 MHz (in mm)

Versione a 15 e!
lu nghezza spaziatura
riflett. 242,9 rifl. - rad.- 60,3
radiat. 234,9 rad. 1° dir. 50,8
1° dir. 99,3 1° dir. 2° dir. 93,2
2° » 98,6 2° » 3» » 49,8
3° » 98 3° » 4° » 74,2
4° » 97,3 4° » 5° » 74,2
5° » 96,5 5° » 6° » 74,2
6° » 96 6° » 7° » 120,6
7° » 95,3 7° » 8° » 100
8° »
9° »
10° »
94,5
94
93,2

8° »

10° »
»

10°
11°
»
»
»
95,2
97,3
77,7
11° » 92,5 11° » 12° » 104,7
12° » 91,9 12° » 13° » 116,3
13° » 91,2
Fig. 3-19 - Soluzione costruttiva della quagi.
Versione a 25 el.
Ai primi 15 elementi, i cui dati restano identici, si ag­
giungono 10 elementi uniformemente spaziati di 76 mm
e di lunghezza via via decrescente di 0,5 mm (l’ultimo è mente saldato un connettore coassiale che
86 mm).
per i 144 va bene di tipo S0239.
I direttori sono inseriti passanti attraverso il
I principi costruttivi sono pochi ma fonda- boom, e possono essere realizzati pratica-
mentali; innanzitutto, il boom deve essere in mente con qualsiasi metallo di circa 3 mm di
materiale isolante, senza particolari prefe­ diametro.
renze: legno, fiberglass, plexiglass e simili. La versione a 432 MHz (sempre riferendoci
Naturalmente, non è che il boom metallico alla 8 elementi) non presenta sostanziali va­
sia vietato in linea di principio; semplicemen­ rianti, salvo per piccoli adeguamenti: il
te, tutta la struttura va ricalcolata per quanto boom nettamente più corto, può essere pro­
riguarda la lunghezza degli elementi, e si pos­ porzionalmente più leggero; i loops vengono
sono oltretutto evidenziare peggioramenti costruiti con filo di 1,5 2 mm, ed il connet­
nelle prestazioni dovuti a dissimmetria di po­ tore saldato al centro del radiatore è meglio
sizionamento degli elementi stessi, specie sia di tipo N.
quando questi sono molto corti e lo spessore II guadagno ottenibile si aggira sui 12 h- 13
del boom (metallico) risulta nient’affatto dB sul dipolo.
trascurabile. La versione lunga (15 elementi) per i 432
È in particolare la versione per 144 che si pre­ MHz permette di ottenere circa 15 dB di gua­
sta, date le dimensioni, all’adozione di un dagno; la lunghezza del boom è di 351 cm,
boom in legno (opportunamente verniciato che può essere realizzato in asta di legno da
con copale o simile); le dimensioni traversali, 25 X 50 mm.
essendo la lunghezza di 427 cm, possono es­ Gli elementi si costruiscono allo stesso modo
sere di circa 25 x 75 mm. già visto nel caso precedente: filo da 2 mm
I due primi elementi, di tipo quad, vengono per i loops, tondino da 3 mm per i direttori,
supportati e isolati, in corrispondenza di due connettore N direttamente saldato al centro
ventri di corrente (rispettivamente al centro del radiatore, massima cura nel rispettare le
del lato orizzontale inferiore e superiore), misure (entro 1 mm o meno), linea in cavo
con altre assicelle di legno o, ancor meglio, coassiale a 52 ohm; realizzazione sul tipo di
con lastre di plexiglass; una possibile soluzio­ fig. 3-19.
ne è riportata in fig. 3-19. Per la versione a 15 o 25 elementi su 1296
I loops sono realizzati in filo di rame da 2 MHz la prima cosa da ricordare è una più ri­
mm; anche filo un po’ più grosso si presta gorosa necessità di rispettare le quote e le
bene, salvo dover leggermente ritoccare la ri­ modalità costruttive; naturalmente, una vol­
sonanza. ta che tutto è stato eseguito in modo perfet­
Al centro del loop radiatore viene diretta­ tamente analogo, si può partire con ritocchi

161
e sperimentazioni varie, per ottimizzarne le gli esempi descritti, abbiamo a che fare con
prestazioni. un’antenna intrisecamente bilanciata alimen­
Il boom è realizzato con lastra in plexiglass tata con linea sbilanciata; d ’altra parte, la
di 6 + 7 mm di spessore, tagliata alta 4 + 5 sperimentazione condotta sulla quagi ha
cm, lunga 122 cm per la 15 elementi e 214 cm quasi sempre dimostrato che l’inserimento di
per la 25 el. un qualsiasi tipo di balun ha provocato per­
Una piastra dello stesso plexiglass, con 8x8 dite superiori a quello che era il recupero nel­
cm dì lato, opportunamente fissata sul le prestazioni per l’avvenuto bilanciamento.
boom, serve a supportare i loops che costi­ Resta quindi consigliabile l’alimentazione di­
tuiscono riflettore e radiatore, e che sono co­ retta, avendo sempre cura di tenere la linea
struiti con filo da 1,2, meglio se in ottone; la ad angolo retto con l’antenna e procurando
loro forma è sostanzialmente quadrata. che il cavo sia rigidamente fissato al palo dì
supporto.
La precisione nelle misure dei loops è, data la
Infine, allo stesso modo degli altri tipi di an­
frequenza, molto importante (entro 1 +2 tenna, le quagi possono essere accoppiate per
mm), in particolare per quanto riguarda il
radiatore; il connettore da usare per questa ottenere Un guadagno particolarmente eleva­
versione è il piccolo BNC, al cui reoforo cen­ to; in applicazioni tipo le comunicazioni spa­
ziali, schiere da 2 a 16 antenne sono state po­
trale si salda un estremo del tondino lungo
234,9 mm (più 2+3 mm per la sovrapposi­ sitivamente sperimentate.
zione di saldatura). Quando si deve provvedere all’alimentazione
in fase di due o più quagi, occorre assicurarsi
Una volta fatto passare lo stesso tondino ne­ che ognuna sia alimentata nello stesso senso:
gli appositi fori sulla lastra di supporto ed ciò significa che ogni singola antenna deve
opportunamente piegato, l’altro estremo vie­ avere il suo elemento radiante nella stessa
ne appena inserito in uno dei quattro fori di
posizione relativa e deve essere alimentata
fissaggio della presa BNC ed ivi saldato.
Tentando qualche leggera deformazione del col conduttore centrale che va sempre dalla
loop-radiatore, si può ottenere l’optimum stessa parte.
del R.O.S.

Considerazioni conclusive

Avendo già sufficientemente sottolineato la


necessità di rispettare scrupolosamente misu­
re e modalità di montaggio, specié per le ver­
sioni a più alta frequenza ed a più elevato nu­
mero di elementi, va ancora precisato che le
misure relative al perimetro completo del
loop vanno in pratica allungate di alcuni mil­
limetri che serviranno per la precisa sovrap­
posizione dei due lembi terminali, in modo
che ne sia consentita una robusta saldatura.
Per quanto concerne la polarizzazione, i mo­
delli qui descritti s’intendono per polarizza­
zione rigorosamente orizzontale; nel caso la
si desideri verticale, innanzitutto i direttori
devono essere posti in verticale, ed il punto
di alimentazione deve essere su un lato del
loop radiatore: infatti, nonostante la sua for­
ma quadrata e simmetrica, un quad-loop
non è dotato di polarizzazione universale,
bensì questa dipende da dove esso è alimen­
tato. Occorre ancora ricordare che, in tutti

162
LOOP - YAGI Occorre scegliere un appropriato rapporto
fra spaziatura e raggio dei loops (d/b), oppu­
re ricavare questo dato dal valore di larghez­
La struttura dell’antenna Yagi pur restando za di banda ottenuta dalla lunghezza dell’an­
inalterata, gli elementi che la costituiscono tenna, dopo di ché si ricorre alla tabella che
possono assumere forme diverse dalla bar­ segue (sempre ricavata dalla fonte sopracita­
retta rettilinea: e non ci si riferisce, qui, ai so­ ta, autori Shen e Raffoul) per ottenere le va­
li radiatore e riflettore, come nella quagi, rie quote (qui espresse in funzione di À),
bensì a tutti e quanti gli elementi presenti. Il numero degli elementi si ricava molto sem­
Una delle forme forse meno diffuse, ma cer­ plicemente dividendo la lunghezza (approssi­
tamente assai interessanti per la gamma di mata) del boom per la distanza d. Va tenuto
frequenze cui ci si riferisce in questo capito­ conto che la banda passante diminuisce
lo, è quella a loop circolare, generalmente di all’aumentare delle dimensioni d’antenna;
circonferenza pari ad una lunghezza d’onda; tuttavia, anche con una versione molto lun­
la loop-yagi quindi potrebbe anche definirsi ga, la larghezza di banda resta sempre netta­
come una quad a molti elementi, circolari mente elevata.
anziché quadrati.
Se ne ottiene un guadagno superiore a quello Tabella di progetto per loop-Yagi
(il rapporto a/b è 0,01; L è la lunghezza)
della Yagi classica ad elementi lineari ed una
maggiore larghezza di banda. Forse perché si
tratta di un’antenna che combina tecniche d/b = 1.0 d/b = 0.5 d/b = 0.25
L/A b/A L/A b/A L/A b/A
costruttive diverse, anche le modalità di pro­
0.73-0.87 0.146 0.78-0.98 0.142 0.81-1.00 0.140
getto, nonché la conseguente realizzazione, 0.88-1.44 0.145 0.99-1.45 0.140 1.01-1.40 0.138
risultano affrontabili con diverse imposta­ 1.45-2.55 0.143 1.41-1.99 0.138 1.41-1.80 0.137
zioni. 2.56-3.36 0.142 2.00-2.51 0.137 1.81-2.18 0.135
Il metodo di progettazione più semplice ed 3.37-4.03 0.140 2.52-3.28 0.135 2.19-2.55 0.135
3.29-3.92 0.134 2.56-3.17 0.132
affidabile comporta l’adozione di uguale 3.18-3.65 0.131
spaziatura fra gli elementi ed ugual diametro 3.66-3.84 0.129
degli stessi; solamente la distanza riflettore-
radiatore deve essere nettamente superiore,
se si vuol ottenere un buon rapporto avanti -
retro. Per meglio illustrare la procedura, viene
La forma generica e schematizzata di quella ora eseguito, a titolo d’esempio, il dimensio­
namento di una loop - Yagi per 433 MHz,
struttura è riportata in fig. 3-20; per eseguir­
ne il dimensionamento si ricorre al grafico di corrispondenti a 671 mm.
La lunghezza viene scelta pari a 3 A; dal gra­
fig. 3-21 (tratto dall’«IEEE transaction of
Antennas and Propagation 6-74). fico, si ricava una larghezza di banda del
Si comincia in genere col fissare il guadagno 13% (circa 56 MHz) ed un guadagno di 15
desiderato, oppure la lunghezza accettabile; dB.
il grafico di progetto fornisce questi due pa­ Per un rapporto d/b = 1, si trova: b/À =
0,142, dopodiché si calcolano le varie quote
rametri in funzione della banda passante ot­
come segue:
tenibile.

Fig. 3-20 - R a p p r e s e n ta z io n e
schematica di loop-
Yagi.
RIFLETT. DIRETTORI

163
raggio del loop = 0,142x671 = 95 mm nei punti di alimentazione).
circonferenza del loop = 600 mm Adottando per il boom materiale isolante ti­
spessore del loop 2a = 0,02,95 = 2 mm po PVC o fiberglass, si possono semplificare
spaziatura fra loops = 95 mm i problemi di fissaggio, salvo però tener conto
numero di elementi N = lunghezza / d = 21 del loro effetto sulla frequenza di risonanza
lunghezza del boom = 202 cm (naturalmente, in modo sperimentale).
Un’analoga procedura di calcolo per una
versione più corta fornisce i seguenti elemen­ In fig. 3-22 è riportata una versione dimen­
ti costruttivi: sionata secondo una diversa impostazione di
lunghezza = 1,7 K - 1056 mm calcolo, e relativa alla frequenza di 1296
numero elementi = 12 MHz; le quote vi sono tutte contenute.
guadagno = 11 dB Gli elementi sono fatti di piattina di allumi­
raggio loop = 96mm nio, salvo il radiatore che è in striscia di rame
spessore loop = 2 mm piegata secondo una circonferenza un po’
spaziatura = 96mm appiattita (la larghezza e 6 mm maggiore
banda passante = 65 MHz dell’altezza), talché il loop è montato su un
circonferenza loop = 603 mm distanziale in modo che il suo centro sia alli­
neato con quello degli altri elementi.
Per quanto concerne la vera e propria costru­ La linea di alimentazione coassiale a 50 ohm
zione di questo tipo d’antenna, si può innan­ ha l’esterno in rame e l’isolamento in teflon;
zitutto sottolineare che l’ampia banda pas­ il balun è realizzato saldando l’esterno alla
sante costituisce un vantaggio, in quanto le parte del radiatore più vicina al boom.
tolleranze dimensionali sono più rilassate. E importante che il cavo di alimentazione
Gli elementi possono essere realizzati in tu­ passi attraverso il boom; se girasse da un lato
bo, tondino o anche lamiera, purché siano ri­ il guadagno sarebbe sensibilmente inferiore.
spettati il diametro medio e lo spessore; pos­ Scalando proporzionalmente le dimensioni si
sono essere supportati anche da un boom può realizzare un’analoga versione per 2300
metallico passante per il centro dei loops, MHz; in ogni caso, il guadagno di questa 24
usando bracci isolanti a raggiera. elementi si aggira sui 22 dB.
Alternativamente, gli elementi si possono fis­
sare in corrispondenza dei ventri di corrente,
ove c’è il minimo della tensione (in pratica,

164
Fìg. 3-22 - Versione «lunga» di loop-Yagi per 1296 MHz.

C O A X 50 n A T T R A V E R SO IL B O O M
V IST A P O S T E R IO R E RIF LET TO RE
C A V O C O A S S IA L E
S E M IR IG ID O
50 (i - 0 3,6 m m
(A T T R A V E R S O
IL B O O M A D U N A
E S T R E M IT À )

S P A Z IA T O R E 3 m m
(D A D O 4 M A)

I
19
» E LE M E N T O 2 = 234 mm
M ATER IALE = band, fame 5 x 0,9 rr
H » 6 mm m eno della larghezza

ANTENNE AD ELICA Kraus W8JK ed è opportuno darne un breve


cenno.
L’antenna ad elica rappresenta quello che
L’antenna a elica non gode forse della popo­ può chiamarsi il punto di transizione fra le
larità che meriterebbe, probabilmente in antenne ad elementi lineari e quelle a loop.
quanto il suo funzionamento spesso non è Essa consente diversi modi di funzionamen­
ben capito; si tratta comunque di un sistema to, che dipendono strettamente dalla sua
relativamente semplice (anche se ancora un geometria; può infatti irradiare in modo as­
po’ ingombrante in VHF) per ottenere gua­ siale cioè lungo l’asse dell’elica, oppure in
dagno elevato su bande di frequenza piutto­ modo «broadside», cioè perpendicolarmente
sto ampie. a questo asse.
Quando l’elica è realizzata con circonferenza Una volta fissato che il modo di gran lunga
dell’ordine di una lunghezza d’onda, l’irra­ più interessante per questa trattazione è quel­
diazione avviene assialmente alle spire, con lo assiale, e quindi è stata definita la relativa
polarizzazione che può essere lineare, ellitti­ geometria, si può notare che, mediante de­
ca o circolare ed il cui senso dipende dal sen­ terminate varianti apportate a detta geome­
so di avvolgimento dell’elica. tria, se ne può scegliere l’uno o l’altro dei
Ciò significa che, usando un piccolo dipolo due modi di polarizzazione lineare, cioè oriz­
di prova per misurare il campo irradiato da zontale o verticale, oppure quella ellittica o
un’antenna di questo tipo, il segnale ricevuto (come già ripetuto) circolare, la quale può es­
nella direzione di massima irradiazione non sere destrorsa o sinistrorsa.
mostrerà alcuna variazione di livello ruotan­ L’elica è intrinsecamente un’antenna a larga
do il captatore di misura per 360°, dimo­ banda, il che elimina drasticamente problemi
strando così una polarizzazione effettiva­ di ROS; la gamma operativa può infatti rag­
mente circolare. giungere un rapporto di 1,7 a 1 in frequenza,
Lo studio approfondito di questa antenna, con valori di ROS obiettivamente trascurabi­
oltre che la sua invenzione, si deve a J.D. li. Entro questi limiti l’impedenza di alimen­

165
tazione varia fra 120 e 160 ohm, da cui il va­
lore mediamente definito per questa antenna
di 140 ohm; forse è proprio in questo valore
di impedenza diverso dagli standard più abi­
tuali per le linee di trasmissione, e quindi
nell’inevitabile necessità di adattamento, che
risiede lo scarso successo di questo tipo d’an­
tenna.
11 diagramma d’irradiazione è un lobo ben
definito sia nel piano verticale che in quello
orizzontale, almeno in buona parte della Fig. 3-23.
banda passante; in corrispondenza delle fre­ Rappresentazione schematica di antenna ad elica
quenze più alte il lobo diventa nettamente
più acuto.
Le proprietà dell’antenna ad elica sono de­ banda D R P S d
terminate dal diametro della spirale D e dal 144 64,8 162,6 45,1 22,2 0,5 - 1 cm
suo passo P (i dati si riferiscono alla rappre­ 433 22,2 55,9 15,2 7,6 1 cm
sentazione schematica di fig. 3-23), e dipen­ 1296 7,6 17,8 5,1 2,9 0 ,3 - cm
0,6
dono dagli effetti risultanti dalla radiazione
che ha luogo lungo tutto il conduttore che n. spire 6 8 10 12 20
costituisce l’elica; il guadagno dipende so- guadagno 12 14 15 16 17 dB
tanzialmente dal numero di spire. larghezza
47 41 36 31 24 O
Il diametro R del riflettore (o il suo lato, se fascio
esso è quadrato) dovrebbe almeno essere pari
a mezza lunghezza d’onda, il diametro
dell’elica all'incirca À/3 ed il passo circa A/4. Particolari costruttivi
È comunque preferibile raccogliere tutti i da­
ti riguardanti gli elementi costruttivi in una I maggiori problemi costruttivi per le anten­
tabella completa e precisa, naturalmente de­ ne ad elica si hanno quando esse sono previ­
rivata dal testo di W8JK. ste per la banda dei 144 MHz (anche se ciò
avviene abbastanza raramente), dato il note­
D = 0,32 A vole diametro dell’elica unito allo sbraccio
R = 0,8 X (o più) tutt’altro che trascurabile, anche se si adotta
P = 0 ,2 2 A una versione a poche spire.
S = 0,12 A In fig. 3-24 è indicata, seppure in modo sche­
banda passante = da 0,75 a 1,3 A matico, una possibile soluzione di questo
circonferenza problema, la quale prevede un unico boom
impedenza = 140----------------- che sostiene ogni singola spira mediante 3
À
inclinazione spire = 12,5°--------------- supporti radiali.
12.300 Un’altra costruzione tipica è riportata in fig.
larghezza del fascio = A ----------------- 3-25, e si riferisce ad una versione per 430
> numero spire MHz. La struttura è basata su due spezzoni
(da cui: 10 sp. = 36°; 8 sp. = 41°; 6 sp. = di tubo in fiberglass 0 25 mm lunghi circa 1
47°) m (ma andrebbe bene anche legno opportu­
Il massimo guadagno si ottiene quando cia­ namente sagomato) che servono come lon­
scuna spira è lunga 1,2 A. gheroni per supportare l’elica vera e propria.
Da questi elementi di progetto sono tratte le Ma vediamo ora alcune considerazioni circa
dimensioni elencate qui di seguito, relative le modalità costruttive.
alle tre bande tipiche in VHF/UHF. L’elica può essere realizzata pressoché indif­
ferentemente con tubo o tondino in rame, ot­
tone, alluminio, o addirittura con cavo coas­
siale; quest'ultima alternativa (piuttosto in­
teressante, essendo il conduttore ben protet­
to) comporta che il conduttore interno venga

166
ben saldato alla calza esterna ad ambedue le
estremità. Il riflettore, collocato alla prevista
distanza dal punto d’inizjo della prima spira,
viene supportato in genere con una crociera
direttamente fissata al boom o al palo di sup­
porto. Il materiale con cui esso va realizzato
può essere qualsiasi tipo di rete metallica,
specie se opportunamente protetta contro gli
agenti atmosferici.
Il boom centrale (che può anche essere multi­
plo) deve essere sufficientemente rigido per
supportare adeguatamente tutta la struttura,
ma non deve essere assolutamente metallico:
il materiale ideale è il tubo in fiberglass, ma
anche normale tubo in plastica o asticelle di
legno si prestano bene. Fig. 3-24 - Soluzione costruttiva di elica a 5 spire.

Poiché l’impedenza di un’antenna ad elica è


mediamente sui 130^-140 0, mentre il cavo
di alimentazione è normalmente del tipo dia geometrica dei due valori dichiarati) che
standard da 50 0, occorre realizzare un è circa 80 fi. Il conduttore interno della sezio­
qualche sistema di adattamento fra questi ne di adattamento può essere la continuazio­
due valori; il metodo più semplice consiste ne di quello dell’elica; in tal caso, supponen­
nell’ìnserire il tradizionale quarto d’onda, do che si tratti di tubo di 6 mm, la parte
indicato anche Q-section, realizzato per esterna dell’adattatore sarà un tubo di 25
un’impedenza intermedia (anzi, pari alla me- mm, il tutto lungo 60 mm: ci si riferisce in-

167
zione che se un’antenna ad elica funziona be­
ne, due (opportunamente adattate e fasate)
funzionano quasi 3 dB meglio, e quattro altri
3 dB meglio ancora.
Una vista generale di una possibile soluzione
costruttiva è riportata in fig. 3-27, e si riferi­
sce ad un esempio costruttivo di sistema
d’antenna a 4'eliche per 432 MHz; si tratta di
versioni a 6 spire, da cui (complessivamente)
60 mm
ci si può aspettare un guadagno di 16 -s 17 dB
ed una copertura da 400 a 700 MHz circa.
Ogni singola elica è supportata da due tubi di
Fig. 3-26 - Adattatore a quarto d ’onda 140-50 0. fiberglass lunghi circa 120 cm, che sostan­
zialmente servono come longheroni per la
bobina vera e pròpria, realizzata con tubo (di
fatti, in questo esempio, ad una tipica versio­ alluminio o rame) da 3 mm di diametro.
ne per 1296 MHz (fig. 3-26). Naturalmente, L’estremo di alimentazione di ogni elica par­
la Q-section può anche essere costruita sepa­ te da una presa coassiale N fissata al centro
ratamente e montata in posizione sul retro di una piastra quadrata di alluminio con 30
del riflettore. cm di lato; una mezza spira (pari a circa 9
Qualche indicazione approfondita è oppor­ cm) costituisce il tratto di raccordo fra tale
tuna anche sull’argomento della polarizza­ presa e l’inizio vero e proprio delle 6 spire,
zione. avvolte con passo 17,8 cm e diametro 23,8
L’elica può essere avvolta in qualsiasi dire­ cm (ricordarsi di rispettare il senso giusto, in
zione, a patto che questa sia standardizzata
fra le stazioni che devono collegarsi fra di lo­
ro.
Infatti, se l’elica è avvolta in senso orario, la
polarizzazione avrà la stessa direzione, cioè
verso destra; se l’elica è avvolta in senso an­
tiorario, anche la polarizzazione lo sarà, cioè
verso sinistra. Nell’uno e nell’altro caso, è
possibile lavorare con polarizzazione oriz­
zontale o verticale, ottenendone risultati suf­
ficientemente buoni: infatti, la perdita, para­
gonata al collegamento bilaterale con pola­
rizzazione adottata, è limitata a 3 dB (o an­
che meno, stanti le rotazioni subite lungo il
percorso).
Se invece il collegamento avviene fra due an­
tenne ambedue a polarizzazione circolare,
ma con le bobine avvolte in senso opposto
Luna all’altra, la situazione è ben peggiore:
la perdita infatti può raggiungere i 23 dB, e
anche più.

Eliche accoppiate

Esattamente come per gli altri tipi di antenna


direttiva sin qui esaminati, anche quelle ad Fig. 3-27 - Disegno di massima per accoppiamento di
elica possono essere variamente accoppiate 4 eliche.
se non altro in ossequio alla ovvia considera­

168
questo caso, orario).
E sempre opportuno costruire l’elica lunga
qualche cm in più, per perfezionare l’aggiu­
staggio in modo da ottenerne, il ROS mini­
mo.
Alla piastra di alluminio è poi fissato lo
schermo vero e proprio, in reticella, con lati
di 60x60 cm; la costruzione complessiva
può essere del tipo illustrato in fig. 3-25.
La distanza centro-centro fra le 4 antenne è
di 150 cm, il ché significa 89 cm da bordo a
bordo dei riflettori; la crociera di supporto
ha i bracci lunghi 107 cm circa, possibilmen­
te regolabili.
Le quattro linee di alimentazione possono es­
sere realizzate con 114 cm di cavo tipo RG62
e mandate ad un opportuno accoppiatore a 4
porte, oppure può essere inserita una
Q-section dietro ognuna delle antenne, con
ulteriore accoppiatore.
Un modello analogo, ma con soluzioni prati­
che diverse, è quello di fig. 3-28, realizzato Fig. 3-29 - Particolari costruttivi dalia fig. 3-28.
per la banda dei 1200 MHz. Stavolta (data la
più elevata frequenza in gioco) le spire di
ogni singola elica sono 10 e sono praticamen­
mm; il conduttore usato è filo di rame da 2,5
te appoggiate ad un boom in legno di 25 x 50 mm (fig. 3-29). I quattro boom sono oppor­
tunamente ancorati ad un telaio realizzato
con lo stesso materiale, salvo interporre lo
schermo riflettore, realizzato con lamiera fo-
rellata di alluminio.
L’alimentazione, come intuibile dalle figure,
è realizzata mediante 4 linee (costruite con lo
stesso conduttore delle eliche), la cui geome­
tria è tale da trasformare i circa 140 ohm di
impedenza prevista a circa. 200 ohm; colle­
gando assieme tutte le «uscite» a 200 ohm, il
punto comune di alimentazione assume una
impedenza sui 50 ohm, cosicché vi si può di­
rettamente collegare una linea standard in
cavo coassiale.
La spaziatura centro-centro delle eliche è pa­
ri a 34,8 cm, mentre il riflettore è un quadra­
to di circa 75 cm di lato; il guadagno otteni­
bile da questa versione si aggira sui 20 dB,
valore di tutto rispetto.

Fig, 3-28 - Sistema di accoppiamento per 4 eliche a


1296 MHz.

169
CORNER - REFLECTOR

Questo tipo di antenna può considerarsi deri­


vata da un’antenna collineare, di cui ricor­
diamo la struttura riportandola, in forma
schematica, in fig. 3-30; l’esempio si riferisce
ad una tipica versione a 16 elementi, con
l’alimentazione opportunamente disposta
r rispettare le singole fasi,
qui rappresentata solo la cortina degli ele­
menti pilotati, ma frequentemente viene ag­
giunta anche una schiera di riflettori, nor­
malmente distanziati di 0,2 A dai radiatori; se
ne ottiene così un guadagno maggiore e irra­
diazione sostanzialmente unidirezionale.
Al posto dei singoli riflettori parassiti, può
essere usato un vero e proprio piano riflet­
tente, sotto forma di schermo realizzato con Fig. 3-30 - Schematizzazione di collineare a 16 ele­
menti.
lastra piena, o più comunemente con lamiera
forellata o rete, oppure con una struttura in
tubi paralleli e vicini a mo’ di rastrelliera.
Per essere veramente efficace, il piano riflet­ 90°, 60° o anche 45°; occorre tuttavia au­
tente deve estendersi, su tutti i lati, per alme­ mentare la lunghezza dei lati via via che l’an­
no un quarto d’onda al di fuori del profilo golo si stringe. Con un’apertura di 90°, la
segnato dagli elementi pilotati. spaziatura fra dipolo e schermo può essere
Con tale soluzione, sì possono ottenere presta­ compresa fra 0,25 e 0,7 A; con 60°, la spazia­
zioni ancora migliori sotto l’aspetto del rap­ tura sarà fra 0,35 e 0,75 A; con 45°, si dovrà
porto avanti-indietro e dei lobi secondari, e scegliere fra 0,5 e 0,8 A.
magari anche del guadagno. In ogni caso, la variazione di guadagno che si
In conclusione, la struttura di una antenna ottiene fra le misure estreme non supera 1,5
collineare si basa su una cortina di elementi dB; quindi, non essendo la spaziatura molto
opportunamente pilotati e su uno schermo crìtica sotto l’aspetto del guadagno, essa può
sufficientemente più largo, posto dietro a essere opportunamente scelta per ottenere in­
circa 0,2 A. vece il miglior adattamento d’impedenza.
Va ricordato-che, con spaziature molto bas­
Se gli elementi radianti vengono ridotti ad se, la resistenza d’irradiazione è pure bassa,
uno solo, si ottiene un ulteriore migliora­ ma può essere eventualmente rialzata a valo­
mento nel diagramma d’irradiazione e nel ri pratici mediante l’adozione di un dipolo ri­
guadagno qualora il riflettore venga oppor­ piegato.
tunamente piegato ad angolo; questa varian­ L’andamento della resistenza d’irradiazione
te è appunto quella che prende il nome di al variare della spaziatura dipolo-schermo è
corner-reflector (e cioè: riflettore ad angolo). riportato in fig. 3-32.
Le dimensioni sono tali che un’antenna di L’elemento principale di cui tener conto in
questo tipo comincia a risultare interessante fase di progettazione è il massimo guadagno
sopra i 400 MHz e consigliabile sopra i 1200 col minimo di spaziatura, per evitare che le
MHz; si tratta infatti di una soluzione con dimensioni laterali nelle bande più basse di­
guadagno discretamente elevato (10-v 15 dB) ventino eccessive.
secondo l’angolo di apertura), larghezza di A titolo di esempio, con un angolo di 90° la
banda, piuttosto ampia, e buona semplicità lunghezza laterale S dovrebbe essere uguale
costruttiva. al doppio della spaziatura (1A se D ha il valo­
In fig. 3-31 è rappresentata una tipica versio­ re medio di 0,5 A); in ogni caso, la quota
ne costruttiva della corner-reflector; il telaio ideale per S è 2 A o più.
portante può essere indifferentemente iso­ 11 guadagno che ci si può aspettare da anten­
lante o metallico. L’angolo può essere di ne con angoli di 60° o 90° e con lunghezza la-

170
Fig. 3-31 - Costruzione di antenna a corner-reflector.

te ra le di 1A si a g g ira su i 10 dB; si p a s s a a 12
d B c o n a n g o lo di 6 0 ° e d S = 2A, e su i 13 d B
con a n g o lo di 4 5 ° e d S = 3 A.
L a lu n g h e z z a d el r if l e tt o r e d o v r e b b e e s se re ,
al m in im o , dì 0 ,6 A; c o n q u o te in f e r io r i, a u ­
m e n ta l ’ir r a d ia z io n e ai la ti e all’indietro, c o n
c o n s e g u e n te d im in u z io n e d e l g u a d a g n o .
P e r q u a n t o r ig u a r d a in v e c e la s p a z ia tu r a f r a i
singoli elementi del riflettore, essa non deve
s u p e r a r e 0 ,6 A; in c o r r is p o n d e n z a d ì q u e s to
valore, il lobo d ’ir r a d ia z io n e posteriore non
è più sotto di 12 dB di quello anteriore.
Alle frequenze più elevate è quindi preferibi­
le ricorrere a lamiera f o r e lla ta oppure a reti­
cella opportunamente fitta; così facendo si
ottiene la miglior efficienza ed un più elevato
rapporto avanti-indietro, oltre che una co­
struzione più semplice: basta infatti conside­
rare che, a 1296 MHz per esempio, una spa­
ziatura di 0 ,0 5 A significa montare le barrette
del riflettore a poco più di 1 cm L u n a dall’al­
tra.
Le d im e n s io n i costruttive e le relative carat­
teristiche son compendiate, per alcune gam­ 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5
me VHF/UHF, nella tabella che se g u e . D, in A

Fig. 3-32 - Impedenza di alimentazione del radiatore di


una corner-reflector.

171
lunghezza distanza lunghezza spaz. angolo impedenza
banda laterale dipolo-vertice . riflettore riflettore corner alimentazione
o
(MHz) S (cm) D (cm) L (cm) G (min) n

144 165 69,8 122 197 90 70


144 203 102 122 102 90 150
430 68,5 22,2 41,3 66 90 70
430 137 34,3 41,3 (maglia) 60 70
1296 45,7 11,4 69,8 13 90 70
1296 122 29,8 69,8 (maglia) 60 65
1296 183 46,4 69,8 (maglia) 45 70
2304 39,4 6,3 52,1 6 90 70
2304 102 17,1 52,1 (maglia) 60 65
2304 155 26 52,1 (maglia) 45 70

Per le bande fra 144 e 420 MHz, la lunghezza


laterale prevista va da 2 a 4 volte la spaziatu­
ra dipolo-schermo; l’antenna per 900 MHz
prevede S = 3 À, quella per i 1296 MHz S =
4 A, e quella per i 2300 MHz S = 6 A.
Le lunghezze dei riflettori per le versioni a
900, 1200 e 2300 MHz sono rispettivamente
pari a 2, 3 e 4 A; occorre tener presente che
un riflettore di dimensioni 4 x 6 A approssi­
ma già molto bene uno schermo infinito, con
conseguenti prestazioni pressoché ottimali.
Una corner può essere usata per più bande (e
non solo nel settore radioamatori ma anche
per la ricezione TV-UHF); in questo caso, la
lunghezza laterale e quella del riflettore van­
no dimensionate per la più bassa frequenza
di lavoro, mentre la spaziatura del riflettore
va scelta per la frequenza di lavoro più alta.
Nella determinazione della larghezza di ban­ a s G T
da giocano un ruolo fondamentale sia il tipo (per G max)
di elemento radiante sia la sua distanza dal 90° 1,5 A 13 dB 1 -i-1,25 A
vertice. Un elemento tozzo, cioè caratterizza­ 60° 1,25 A 15 dB 1 A
45° 2 A 17 dB 1,9 A
to da un basso rapporto lunghezza d’onda
-diametro, come pure un dipolo triangolare Fig. 3-33 - Corner a riflettore tronco.
consentono una banda passante ben più am­
pia che un dipolo sottile; lo stesso si ottiene
aumentando la distanza fra elemento pilota­ lizzare il riflettore in forma tronco, fornisce
to ed angolo al vertice. prestazioni sostanzialmente simili alla versio­
ne originale, naturalmente a patto che le di­
mensioni del piano di fondo rispettino i limi­
Riflettore tronco ti indicati; in compenso la nuova soluzione
presenta problemi meccanici più modesti: la
Poiché il problema comune a molti sistemi porzione piana verticale risulta molto facile
d’antenna, siano pure per UHF, è costituito da fissare sul mast di sostegno e ì lati sono
dalle dimensioni, la loro riduzione nel caso considerevolmente più corti.
della corner-reflector si può ottenere elimi­ La fig. 3.34 comprende: un esempio costrut­
nando il vertice e la parte ad esso adiacente, tivo di dipolo per 1296 MHz, completo di
chiudendo poi il fondo con un piano rifletto­ stub di adattamento; la forma schematica
re; la cosa è schematizzata in fig. 3-33. dell’antenna, con i simboli relativi alle quo­
Questa variante, appunto consistente nel rea- te; una tabellina completa dei dati costruttivi

172
Fig. 3-34 - Esempio costruttivo di dipolo per 1296 h
MHz completo di stub di adattamento.

. S T A F F E DI O T T O N E

’irnrr/,

7V7T
w V ~Gr~ I>±mu S P A Z IA T O R I
CONNETTORE
C O A S S IA L E IN T E F L O N
D IS C H I DI O T T O N E
SA LD A T I
A L L A L IN E A C O A S S IA L E
\ T O N D IN O
OTTONE
V IT E DI B L O C C O

1 0 (ub o 2° tubo gua­


banda A P q r W I u V
V ' ini. (/' est. dagno

432 305 254 127 19 152 16,5 0 ,6 32,4 3 ,8 1 ,6 17 dB


1296 114 91 24 6 .2 51 5 ,4 0 ,3 1 0,8 1,9 0,95 15 dB

per versioni di riflettore tronco per 432 e di alluminio, oppure in rete metallica.
1296 MHz. Per ambedue i tipi di riflettore, sia quello ad
Con le dimensioni qui riportate, ci si può angolo che quello tronco, è ovviamente pos­
aspettare un guadagno rispettivamente di 15 sibile aumentare il guadagno accoppiando
e 17 dB. due o più antenne ed alimentandole in op­
Occorre prevedere una opportuna realizza­ portuna fase; tuttavia è meglio che il numero
zione del dipolo allo scopo di permettere il di singole antenne non sia più di 2 o 3, ché al­
supporto dei suoi elementi costitutivi, non­ trimenti la complessità necessaria nel sistema
ché per poterlo muovere avanti e indietro di alimentazione diventerebbe un serio in­
lungo l’asse del riflettore, per ottenerne il mi­ conveniente.
nimo di ROS oppure il massimo di guada­
gno.
Il riflettore è opportuno costruirlo in lamiera

173
ANTENNE ONNIDIREZIONALI

Non sempre la direttività è la dota precipua


di un’antenna; anche in VHF ed UHF esisto­
no casi in cui è richiesta una copertura molto
ampia, se non addirittura l’irradiazione, o la
captazione, uniforme in tutte le direzioni. In
quei casi in cui la polarizzazione adottata è
verticale (tipicamente nell’attività portatile e,
ancor più, mobile), come generalmente av­
viene in FM, la più semplice soluzione consi­
ste nello stilo verticale, cui è quindi dedicato
il paragrafo che segue.

La ground-piane

Tipica, su queste frequenze, per l’attività in


FM (specialmente fra stazioni mobili e ponti
ripetitori), l’antenna ground-piane rappre­
senta la soluzione più facile a costruirsi e più
economica, garantendo altresì una copertura
assolutamente totale.
Stanti le dimensioni assunte sulle frequenze
cui ci si riferisce, ci si può maggiormente
sbizzarrire nella scelta del tipo di costruzio­
ne, in funzione dei materiali che si hanno a
portata di mano e delle forme più adatte alla
personale installazione.
Una possibile versione per 144 MHz è ripor­
tata in fig. 3-35 (A), la cui struttura si basa tutta
su una piastra quadrata in alluminio: ad essa
infatti sono fissati i radiali (mediante una co­
pia di viti ciascuno) ed un connettore coas­
siale di tipo S0239.
I radiali sono piegati a 45° (nel punto indica­
to sulla figura, un po’ discosto dal bordo del­
la piastra) per ottenerne (oltre appunto
all’effetto «ground piane») il previsto rialzo
d’impedenza attorno ai 50 Q.
II connettore coassiale è fissato al centro del­
la piastra, con il collare filettato sporgente
verso il basso, in modo che lo stilo d’antenna
vero e proprio venga saldato entro il suo reo­
foro centrale.
Un metodo costruttivo ancora più semplice è
quello in fig. 3-35 (B), ove è il solo connettore
S0239 che costituisce la base portante; i ra­
diali infatti, regolarmente piegati a 45°, pre­
sentano nella parte alta un piccolo occhiello
che serve per avvitarli direttamente ai fori di
Fig. 3-35 - Soluzioni semplificate di antenna ground-
piane per 144 e 432 MHz.

174
fissaggio del connettore. si verticali) fra trasmissione e ricezione.
Se si desidera la massima sicurezza per que­ Si può tranquillamente affermare che questa
sto contatto, è opportuno procedere a salda­ antenna è in realtà una 3/4 À, dove un À/8
re occhiello e vite al connettore (occorre na­ nella parte bassa è realizzato sotto forma di
turalmente un saldatore piuttosto grosso); in bobina. Ed è proprio la costruzione meccani­
ogni caso, lo stilo a quarto d’onda è accura­ ca di questa bobina che costituisce in genere
tamente saldato al pin centrale. il maggior problema, per ottenerne una ver­
È sempre consigliabile proteggere con masti­ sione solida ed al contempo semplice.
ce plastico il reoforo centrale, cosi da evitare Nel caso sì debbano usare i radiali (per esem­
infiltrazioni d’acqua nel connettore e quindi pio, in stazioni base e per installazioni fisse),
nel cavo ad esso sottostante. i soliti quattro radiali sono indipensabili, e
Le versioni qui sopra descrìtte e raffigurate devono essere lunghi il solito À/4.
prevedono evidentemente un montaggio «in Una versione pressoché ottimale, almeno per
aria libera», indipendente cioè da altri piani quanto riguarda la bobina di base, è indicata
conduttori; le cose vanno in modo diverso in fig. 3-36; bobina e parte inferiore dello sti­
quando l’antenna va fissata, per esempio, sul lo sono inserite e cementate entro due pezzi
tetto di un’automobile. di tubo in plastica (per esempio, PVC) realiz­
Del resto, un’antenna verticale ideale do­ zati a coppia.
In cima alla barretta che protende dal mon­
vrebbe venire installata, per principio, su un
taggio di base va applicata l’antenna vera e
piano perfettamente conduttore: solo così
l’impedenza è perfettamente resistiva e ha il propria, che potrebbe essere uno stilo tele-
valore previsto, e inoltre l’irradiazione è re­
golarmente onnidirezionale.
Accontentandosi comunque del tetto dell’au­
to, l’antenna dovrebbe almeno esservi instal­
lata al centro, con foro per il fissaggio ed il
passaggio dell’alimentazione, il tutto ottenu­
to con un robusto isolatore passante, oppure
col solito S0239.
Occorre comunque ricordare che la resisten­
za d’irradiazione di uno stilo verticale a
quarto d’onda, su piano di terra orizzontale
(dato e non concesso che non siano presenti
anche reattanze) si aggira sui 20 -r- 30 0, tal­
ché è necessario un dispositivo adattatore
d’impedenza: tipicamente, un À/4 (elettrico)
di coassiale a 52 fi con linea vera e propria a
75 fi, oppure un À/4 di coassiale a 37 fi (2
spezzoni di 75 fi parallelati sia nella calza che
nel centrale) con linea a 52 fi.

Verticale a 5/8 A

Questo tipo di antenna gareggia in popolari­


tà con la ground-piane a À/4 nel servizio FM,
sia mobile che fisso; notoriamente la 5/8 À,
oltre a presentare un guadagno leggermente
maggiore, risulta anche molto meno affetta
dalla classica ondulazione del segnale (QSB
rapido, anzi, veri e propri «buchi») che si ve­ Fig. 3-36 - Struttura di base di una verticale a 5/8 X
rifica su mezzi in movimento, per la inevita­ per 144.
bile e frequente presenza di ostacoli (anch’es­

175
scopico lungo 120 cm, oppure un filo d’ac­
ciaio di 3-4 mm della stessa lunghezza. Una
diversa soluzione costruttiva è riportata in
28 cm
fig. 3-37, più semplice della precedente; la FIL O 2,5 mm

bobina, ad autotrasformatore, è avvolta su


un cilindro di materiale plastico a bassa per­
dita, di tipo fenolico o in plexiglass.
Lo stilo può essere in ottone o altro materiale
dotato di una certa elasticità, magari in due
diametri diversi, per complessivi 120 cm.
T O N D IN O
È previsto un montaggio di base in angolare OTTONE
3 mm
di alluminio, la cui sagoma va scelta la più
adatta al tipo di auto su cui l’antenna deve
installarsi. B A R R A FILETT.
•LUNGA 25 mm “

La J - antenna

Fondamentalmente, si tratta di un radiatore


verticale a mezz’onda, alimentato e adattato
tramite una sezione a quarto d’onda.
Questa soluzione esemplificata in fig. 3-38,
presenta diversi vantaggi rispetto alla norma­
le ground-piane, primo di tutti il fatto che la
1 -antenna non ha bisogno di alcun piano di
terra, risultando cosi particolarmente adatta
per funzionare in servizio mobile o portatile.
In secondo luogo, la base dell’antenna può
essere direttamente fissata alla struttura di
supporto, e quindi'collegata a massa (in ap­
plicazioni di stazione base), in quanto l’an­
tenna risulta quasi completamente disaccop­
piata dagli dementi di alimentazione e soste­
gno.
Infine, se viene montata su un piano di terra
(sia esso il tetto di un veicolo o una vera e
propria superficie conduttrice in caso di in­
stallazioni fisse), l’estremo basso del radiato­
re risulta un quarto d’onda sopra questo pia­
no di terra: l’antenna più la sua immagine si
comportano quindi come una struttura colli­ AUTO
neare che offre 2-v3 dB di guadagno sulla
ground-piane, anche se con angolo d’irradia­
zione più elevato.
La struttura complessiva della J-antenna può
considerarsi costituita da uno stilo a
mezz’onda posto sopra un braccio di una li­
nea di trasmissione a quarto d’onda collega­
ta ad un balun coassiale che consente la tra­
sformazione dai 50 fi sbilanciati di linea ai
200 ohm bilanciati.
Le dimensioni della linea a quarto d’onda si Fig. 3-37 - Dettagli costruttivi di una diversa soluzione
per 5 /8 A a 144 MHz.
possono ottenere dalla formula:

176
7310
19 m m

mentre quelle del radiatore a mezz’onda si


J 14996 K
ottengono d a :----- ------cm, (r e espresso m
MHz); dove K è il fattore di cui va diminuita
la lunghezza fisica dell’antenna (per il ben
noto effetto di terminazione e per tener con­
to del diametro dello stilo).
Per elementi di diametro di circa 1,5 mm, k
vale 0,907.
Dalle semplici formule sopra citate si otten­
gono le dimensioni (in mm) riportate nella
seguente tabella per una f = 145 MHz.

an ten n a A B C

t u b o A l 16 m m 8 ,4 55 15 6 ,6
stilo te le sc o p ic o 11 56 1 5 8,3

In figura, è anche riportata in grafico la lar­


ghezza di banda (legata, oltre che all’anten­
na, anche alla soluzione adottata come siste­
ma di adattamento), che si aggira su ± 5
MHz. 11 classico balun a mezz’onda si può
dimensionare mediante la formula
9898
1 = -------- cm

Fig. 3-38 - Dati teorici e funzionali di J-antenna. Fig. 3-39 - Versione costruttiva di J-antenna per
144 MHz.

177
(tale formula deriva dall’aver assunto, nel
calcolo della linea a mezz’onda, un K =
0 , 66).
Quando l’antenna è stata installata nella sua
posizione operativa nelle dimensioni riporta­
te (o analoghe opportunamente calcolate),
l’aggiustaggio finale si può effettuare varian­
do il punto di presa del balun e ritoccando la
lunghezza dello stilo.
La presa va regolata in modo da ottenere il
più basso valore di R.O.S. sulla linea di tra­
smissione alla frequenza di lavoro, poi si ri­
tocca la lunghezza dello stilo per diminuire
ulteriormente il ROS; è meglio ripetere alme­
no un paio di volte la serie di aggiustaggi.
Un’altra soluzione costruttiva è indicata in D
fig. 3-39; a C corrisponde una barretta me­ (B)
tallica che costituisce il braccio orizzontale M359
della sezione di adattamento, mentre D è un
blocchetto d'irrobustimento in materiale iso­
lante.

La «halo»

Si tratta di un tipo di antenna piuttosto adat­


ta all’uso mobile, essendo costituita da una
struttura robusta, leggera, facile a costruirsi
e sostanzialmente onnidirezionale (il dia­
gramma d’irradiazione è pressoché circolare,
salvo un minimo nella direzione opposta alla
spaziatura fra gli estremi). Fig. 3-40 - Particolari costruttivi di halo per 144 MHz.
Quest’antenna non è altro che un loop oriz­
zontale, e più precisamente un dipolo, a
mezz’onda o ad onda intera, ripiegato in for­ mobile, che, oltre a consigliare questa sem­
ma circolare e con gli estremi leggermente di­ plificazione, la rende anche accettabile; in
stanziati . questi impieghi l’antenna viene inevitabil­
In fig. 3-40 è riportata la versione ad onda mente alimentata con uno spezzone di cavo
intera per 144 MHz nella sua costruzione ge­ piuttosto corto, talché il leggero aumento di
nerale; anche per offrire una buona rigidità ROS che deriva dal residuo di reattanza dello
meccanica in quello che sarebbe il punto più stub non introduce perdite apprezzabili nel
debole dell’elemento radiante, e cioè il cen­ livello di energia irradiata.
tro, si è adottato l’adattamento a gamma Il dipolo vero e proprio è realizzato con tubo
per 70 Q d’impedenza, il che consente appun­ di alluminio od ottone ricotto di 6 mm, lun­
to di realizzare il dipolo a piena lunghezza go 991 mm, e piegato a formare un cerchio di
d’onda. 30,5 cm di diametro; la piegatura sarà op­
In realtà, si tratta di una versione un po’ portuno eseguirla sfruttando una adatta
semplificata di gamma-match (il condensato- forma cilindrica: ad operazione ultimata, i
re normalmente presente in serie al braccio due estremi liberi disteranno circa 5 mm, e
dello stub di adattamento è qui stato omesso dovranno essere mantenuti rigidamente in
per maggior semplicità costruttiva); ma è posizione con un qualche supporto tubolare
proprio l’uso particolare per cui quest’anten­ isolante.
na viene normalmente adottata, e cioè quello A questo scopo, si potrà ricorrere ad un pez-

178
zetto di isolante interno di cavo coassiale L’antenna a D.D.R.R.
grosso, allargando il foro centrale (ovvia­
mente liberato del conduttore originale) a 6 L’abbreviazione che rappresenta il nome di
mm. quest’antenna sta per «directional disconti-
Il supporto principale è invece costituito da un nuity ring radiator», cioè radiatore direzio­
blocco di ottone o alluminio, forato di piatto nale ad anello a discontinuità; si tratta co­
per alloggiarvi un connettore coassiale tipo munque di un’antenna a basso profilo costi­
PL 259, e nei due lati stretti per inserirvi il tu­ tuita da un elemento a À/4 collegato a massa
bo del dipolo; esso va quindi tagliato in posi­ ad un estremo e ripiegato a spira singola po­
zione diametralmente opposta all’isolatore chi diametri di conduttore sopra il piano di
in polietilene, e le due estremità vengono for­ terra.
zate nei due fori opposti del blocco centrale. La frequenza di risonanza è determinata dal
Anche la barra di cortocircuito del gamma- raggio dell’anello, dalla distanza sul piano di
match è in alluminio o bronzo ed è posizionata terra, dalla distanza fra le estremità e dal dia­
a 115 mm dal centro del dipolo (cioè, del metro del conduttore, talché l’ottimizzazione
connettore); tale posizione può essere aggiu­ va fatta, per quanto concerne l’alimentazio­
stata per il minimo di ROS, ma in realtà non ne, in modo nettamente sperimentale.
è granché critica. Nata, a quanto pare, per risolvere il proble­
Il braccio dell’adattatore è posizionato, nel ma di un’antenna per frequenze anche piut­
suo tratto parallelo al dipolo, a 45 mm (inte­ tosto basse da installare sul tetto di barche e
rasse) dallo stesso, ed è ripiegato ad angolo battelli, essa si presta particolarmente per le
per andare saldato (o schiacciato) attorno al VHP ed oltre (specie, ovviamente, per uso su
reoforo centrale del connettore coassiale. mezzi mobili).
Il particolare di fig. 3-40 (B) suggerisce un In fig. 3-41 è schematizzata la struttura di
possibile sistema per montare la halo sull’au­ questo tipo di antenna, e sono alt resi indicate
to, ricorrendo a vari tipi di raccordi coassiali le misure di massima, con le relative valuta­
di normale reperibilità; in tal modo si può fa­ zioni.
cilmente e solidamente installare il paletto di Le vere e proprie dimensioni di una tipica
supporto in modo che l’antenna risulti suffi­ versione per 144 MHz sono qui elencate:
cientemente distanziata dal corpo della vet­
tura, secondo le considerazioni più volte ri­ punto-presa dì alimentazione (FP) 12 mm
portate trattando di dipoli, yagi, ecc. spaziatura terminale (G) 25 mm

RD = 0,078 A
SP = 0,11 D
FP = 0,25 h (dimensioni da otti­
mizzare sperimentalmente)
C = valore che faccia risuonare
l’antenna a f0
D = da 12 mm in su (più alto è D,
maggiore è l’efficienza); per
esempio, 12 mm per 10 m, 15 cm
per 160 m
G = vedere tabella
Fig. 3-41 - Dati costruttivi e di progetto per antenna
D .D .R.R .

179
altezza sul piano (SP) 12mm di trasmissione a bassa impedenza al valore
diametro tubo (D) 6mm ben più alto di impedenza dello spazio libe­
diametro anello (RD) 15mm ro.
capacità (C) 5 pF Le onde si formano al punto di alimentazio­
ne, che è all’apice del cono, e viaggiano sulla
Uno studio matematico dell’antenna DDRR superficie dell’antenna arrivando ai bordi del
ne indica chiaramente gli inconvenienti: effi- cono e del disco; le dimensioni e la geometria
cenza d’irradiazione piuttosto scarsa (anche vanno quindi scelte in modo che l’impedenza
pochi per cento) e banda passante molto mo­ ai bordi sia simile a quella di spazio libero,
desta, così che l’irradiazione dell’antenna sia massi­
L’efficenza è bassa perché molto bassa è la ma.
resistenza d’irradiazione (frazioni di ohm) Sostanzialmente, si può dire che la discone si
talché le perdite ohmiche proprie del condut­ comporta come un filtro passa-alto: sotto la
tore consumano la maggior parte della po­ frequenza alla quale la lunghezza del cono è
tenza disponibile. uguale ad 1/4 d ’onda in spazio libero, il ROS
La stretta banda passante rende necessario aumenta rapidamente (e questa è la frequen­
ricorrere alla sintonia variabile, per portare il za di taglio); sopra questa frequenza, il ROS
sistema a valori accettabili del fattore di po­ rimane basso e costante fino ad un valore
tenza. 8-^10 volte più alto, naturalmente in funzio­
L’efficenza di questo sistema radiante può ne delle modalità costruttive.
essere nettamente migliorata aumentando Per quanto concerne le norme di progetto, le
l’altezza del breve tratto verticale, in quanto dimensioni più importanti sono: il diametro
la resistenza d’irradiazione varia, per radia­ di base del cono e la spaziatura di questo dal
tori verticali di breve lunghezza, col quadra­ disco, così che l’impedenza di terminazione
to dell’altezza. abbia il valore previsto (tipicamente, 50 0).
Aumentando di tre volte il tratto verticale Il dimensionamento va effettuato tenendo
(cioè la quota SP), la resistenza d’irradiazio­ conto delle seguenti indicazioni :
ne aumenta di circa 9 volte, arrivando a circa 1) la lunghezza del cono deve essere À/4 alla
1 ohm, talché l’efficenza può raggiungere il più basssa frequenza di lavoro, vale a di-
25%.

La «discone»

L’antenna «discone» consiste (come ovvio


dalla sua denominazione) in un disco monta­
to sopra un cono; ne nasce un radiatore a po­
larizzazione verticale, con un diagramma
d’irradiazione simile a quello di un’antenna
verticale a quarto d’onda su un piano di ter­
ra, quindi onnidirezionale.
Inoltre, essa presenta pronunziate caratteri­
stiche di funzionamento a banda larga, con
impedenza di alimentazione sostanzialmente
uniforme su frequenze in rapporto di 1 a 10,
o quasi, e proprio per quest’ultimo motivo
essa è diventata popolare in questi ultimi an­
ni, particolarmente a coprire diverse delle
bande scaglionate fra VHF e UHF (fig.
3-42).
In pratica, l’antenna discone funziona come
un trasformatore-adattatore d’impedenza a Fig. 3-42 - Struttura base di antenna «discone».
banda larga, in grado di accoppiare una linea

180
7498 144 ai 1300 MHz; il ROS è contenuto entro
re L = -------- cm; 2:1 dai 140 ai 450 MHz, mentre a 1300 sale a
f
5:1.
2) il diametro del disco deve essere il 70% Per la costruzione sia del disco che del cono,
della lunghezza d’onda, cioè D = 0,7 L; si può ricorrere a lastra o a rete metallica,
3) il diametro della «punta» del cono in pra­ oppure a 12 o più stecche disposte a venta­
tica è fissato da quello del cavo coassiale glio: se si usa schermo a reticella, è necessa­
impiegato, e in genere è compreso fra 10 e rio ricorrere ad un telaio di supporto in ton­
15 mm; ' dino o tubolare; se si usano le stecche, esse
4) la spaziatura fra centro del disco e apice dovranno essere terminate su una cintura ad
del cono va tenuta circa il 20%, per avere anello per dare rigidità meccanica.
50 il di impedenza di alimentazione; è Nel caso che l’antenna sia di modeste dimen­
cioè sioni, tipo appunto quella di fig. 3-43, quello
S = 0,2 d che è il problema più gravoso da risolvere, e
cioè il sostegno isolato per il disco di testa, è
(in pratica, si aggira sui 2 + 3 mm). superato mediante un connettore coassiale
Una versione costruttiva che parte dai 27 S0239 sistemato come in figura: il disco viene
MHz e «prende dentro» le bande dei 28 e 144 supportato circa 15 mm sopra la punta del
MHz (oltre, ovviamente, ai 50 MHz ed anche cono.
ai 220 MHz, per chi lì ha) p/evede le seguenti Poiché il bordo basso del cono è allo stesso
dimensioni: potenziale in tutti i suoi punti, l’antenna può
D = 1829 mm L = R = 3475 mm
essere montata su una superficie metallica
S = 10 mm H = 2515 mm (per esempio, fissandola direttamente sul tet­
to dell’auto), anche se ciò cambia leggermen­
La versione riprodotta schematicamente in te le modalità d’irradiazione.
fig. 3-43 è invece prevista per funzionare dai Un palo di supporto che arrivi sin dentro al
cono ha effetti modesti sulle prestazioni
dell’antenna.

Fig. 3-43 - Particolari costruitivi di antenna «discone».


4.
ANTENNE
E LINEE
PER
MICROONDE

Le microonde appartengono ad una zona di


transizione fra le cosiddette onde hertziane,
di lunghezza ancora considerevole rispetto
alle dimensioni dei componenti del sistema
ricetrasmittente, e le regioni dell’ottica, ove
le lunghezze d’onda sono veramente molto
modeste.
Ciò è sufficiente per modificare, a volte an­
che radicalmente, le tecniche realizzatìve e dì
progettazione sin qui viste, e permette altresì
l’adozione di strutture d’antenna anche mol­
to complesse, grazie all’impiego di principi e
comportamenti tipici di una o dell’altra fra le
regioni succitate.
Non staremo qui a sottilizzare su quale sia la
frequenza di confine fra le RF classiche e le
microonde (una volta fissata a 300 MHz, poi
passata a 1000 MHz, ed ora in fase di trasla­
zione verso i 3000 MHz); le antenne ed i di­
spositivi accessori qui descritti saranno esclu­
sivamente rappresentati dai tipi prevalente­
mente realizzati per queste frequenze, anche
se poi la loro adozione può verificarsi a fre­
quenze più basse (come, del resto, vale esat-
taente per il criterio opposto).

183
LINEE DI TRASMISSIONE me un contenitore che mantiene confinate le
A GUIDA D’ONDA onde entro lo spazio interno.
L’effetto pelle è quello che impedisce che
Al crescere della frequenza, anche verso va­ una qualsiasi conseguenza dell’onda elettro-
lori ben inferiori a .quelli pertinenti alla re­ magnetica interna risulti palese all’esterno
gione delle microonde, la classica linea bifi­ della guida.
lare manifesta, come ormai ben noto, l’in­ L’energia vi viene iniettata ad un estremo,
conveniente di irradiare una parte sempre mediante accoppiamento capacitivo o indut­
più cospicua della potenza convogliata; e ciò tivo, oppure per irradiazione, e viene ricevu­
accade per il fatto che il campo generato at­ ta all’estremo opposto. Le caratteristiche
torno ai due conduttori si estende a distanze comportamentali di una guida d’onda posso­
anche rilevanti rispetto alla lunghezza'd’on­ no essere così sintetizzate nei punti che se­
da, non risultando più trascurabile la distan­ guono.
za fra i conduttori stessi.
Per tali motivi, si è preferito ormai da lungo — La guida d’onda presenta perdite sostan­
tempo, specie nel caso di lunghi percorsi che zialmente più basse del cavo coassiale,
esigono bassa attenuazione effettiva, la linea normalmente uno o due ordini di gran­
in cavo coassiale, che ha il pregio di non dis­ dezza in meno a parità di frequenza.
sipare energia per irradiazione, poiché in es­ — La sezione trasversale di una guida d’on­
sa il campo è confinato entro un cilindro da deve essere in relazione con la fre­
conduttore. quenza di lavoro, e va tenuta sull’ordine
Tuttavia, al crescere della frequenza oltre i di una lunghezza d’onda. Quindi una
1000 MHz circa, anche il cavo coassiale co­ particolare dimensione di guida non può
mincia a presentare perdite rilevanti, tali da essere usata sotto un certo valore dì fre­
renderne via via sconsigliabile e proibitivo, quenza (critica), e normalmente non vie­
l’impiego su distanze considerevoli; la causa ne usata oltre il doppio di questa frequen­
principale di ciò deriva dal fatto che Pisolan­ za (questo non avviene per i cavi coassia­
te interposto fra i due conduttori coassiali, li, la cui gamma d’impiego è virtualmente
per mantenerli equidistanti ed isolati, dissipa infinita).
potenza in entità crescente con la frequenza. — Dimensioni e forme delle guide d’onda
Si è quindi posto il problema di convogliare sono tali che molte di esse possono essere
energia nel modo meno dispersivo possibile, «impacchettate» e fatte viaggiare assieme
ed in particolare all’interno dì un tubo con­ (cosa assai meno abituale per i cavi coas­
duttore di opportuna sezione e senza bisogno siali).
di alcun filo.
Fortunatamente lo stesso valore molto eleva­ La trasmissione in guida d’onda
to di frequenza, che pone i problemi citati,
comporta anche una lunghezza d’onda suffi­ Le modalità di trasmissione in una guida
cientemente modesta da consentire un effica­ d’onda occupano una posizione che si può
ce sistema di trasferimento d’energia, com­ dire intermedia fra quelle che si verificano
pletamente diverso da quello delle linee sin sulle linee classiche a due conduttori e quelle
qui viste. in spazio libero; in comune con le prime c’è
Si tratta appunto della guida d ’onda, un tu­ la necessità di un «supporto», cioè di qualco­
bo conduttore attraverso cui l’energia viene sa che incanali il flusso di energia; in comune
convogliata sotto forma di vera e propria on­ con le seconde il modo con cui tale energia si
da elettromagnetica, e la cui funzione princi­ trasmette; come per la vera e propria propa­
pale è quella di trasportare segnali a radio- gazione di radioonde, si ha il mutuo concate­
frequenza da una parte all’altra di un sistema narsi di linee di forza elettriche con linee di
d’antenna virtualmente senza perdite di po­ forza magnetiche, e/o viceversa.
tenza. Si è già detto che tale propagazione si ha im­
In effetti, il tubo non va considerato come prigionando le radioonde in un tubo metalli­
conduttore di corrente nello stesso modo dei co; perché la cosa sia possibile nel migliore
due fili di una linea classica, ma piuttosto co­ dei modi, s’intuisce però come sia necessario

184
che l’onda possa ben adattarsi entro il tubo, di vista abbastanza comodo è quello di consi­
in funzione della sua lunghezza, e quindi .ab­ derarla come il risultato dell’interferenza di
bia a modificarsi rispetto alla struttura che più onde elementari piane, che si propagano
essa avrebbe in spazio libero. riflettendosi a zig-zag contro le pareti.
È quindi opportuno riassumere alcune pro­ L’interferenza di tali onde deve comunque
prietà fondamentali della propagazione di essere tale che, in corrispondenza delle pare­
un’onda elettromagnetica in condizioni di ti, siano soddisfatte le condizioni viste al ter­
spazio libero. mine del paragrafo precedente, e cioè il vet­
1) Ad una certa distanza dalla sorgente, e tore elettrico sia sempre ad esse perpendico­
per una piccola estensione rispetto alla di­ lare e quello magnetico tangente.
stanza suddetta, le onde si possono consi­ Per analizzare un po’ da vicino il funziona­
derare piane. mento di una guida d’onda, ci si deve innan­
2) L’onda elettromagnetica è un fenomeno zitutto basare sull’assunto che il materiale
puramente trasversale, cioè le direzioni con cui essa è realizzata sia un conduttore
dei vettori elettrico e magnetico sono or­ perfetto.
togonali tra loro ed alla direzione di pro­ Poi, ci si riferisce al caso più comune di gui­
pagazione. da d’onda, costituita da un tubo cavo a se­
3) Le superfici del fronte d’onda si spostano zione rettangolare, che in genere è di ottone,
con la velocità della luce, indipendente materiale discretamente conduttore (e poi,
dalla frequenza. può essere facilmente trattato galvanicamen­
4) Se un’onda incontra una superficie per­ te) e di buone caratteristiche meccaniche e di
fettamente conduttrice, e s s a viene riflessa lavorabilità.
secondo le leggi dell’ottica, in quanto nel­ In ogni guida esiste teoricamente un numero
la superficie metallica s’induce u n a cor­ infinito di modi secondo cui i campi elettrico
rente che genera una seconda onda, ap­ e magnetico possono disporsi; queste confi­
punto riflessa. L’onda diretta e quella ri­ gurazioni, chiamate modi di propagazione,
flessa danno luogo ad un campo risultan­ possono risaltare di foggia più o meno com­
te, le cui componenti tangenziale elettrica plicata, fino ad una notevole sofisticazione.
e normale magnetica, nei punti adiacenti Tutti questi modi possono essere separati in
alla superficie, sono nulle. due diversi gruppi: il TM (transverse magne-
tic), in cui il campo magnetico è interamente
È quest’ultima condizione che determina la trasversale rispetto alla direzione di propaga­
forma del campo elettromagnetico vicino al­ zione (che quindi coincide con quella del
le pareti metalliche. campo elettrico); il TE (transverse electric) in
Da tutto ciò s’intuisce come un’onda, propa- cui è il campo elettrico ad essere trasversale,
gantesi entro un tubo a pareti metalliche e quello magnetico a coincidere con la dire­
buone conduttrici, debba avere una disposi­ zione della propagazione.
zione delle linee del campo elettromagnetico
ben diversa da q u e lla di un’onda piana nello Il particolare modo di trasmissione è con­
trassegnato dai citati gruppi di lettere, seguiti
spazio libero, e ciò proprio per le condizioni da una combinazione di due numeri per con­
imposte d a lle pareti che, essendo conduttrici, traddistinguere ulteriormente la configura­
annullano le componenti tangenziali del zione.
campo elettrico e perpendicolari del campo
magnetico; cosicché, le linee del campo elet­ Fortunatamente, si dà il caso che il modo di
trico dovranno essere perpendicolari alle pa­ propagazione più comunemente adottato
reti e quelle del campo magnetico tangenzia­ corrisponda ad una delle configurazioni più
li. semplici; e visto che esso corrisponde alla
frequenza più bassa cui la guida d’onda può
propagare energia a RF, viene indicato come
Guida d’onda rettangolare modo dominante.
Visto sotto l’aspetto più pratico, questo è il
Per una più facile comprensione del mecca­ «modo» che richiede la guida di dimensioni
nismo e delle caratteristiche di propagazione più piccole di qualsiasi altro a parità di fre­
di un’onda guidata entro un tubo, un punto quenza dell’onda da propagare; viene anche

185
tzzzz.
_
znzz 2Z

r 1
;
-
azM M Z Z Z zzzzzzzfazzfczz

r 7 / /7//7//7/77777777777777y//7//7/ / 7 7 T 7 7 7 7 7 / 7 7 / / / / / 7 / T 7 7.

== r_T O \ / '
' ' ' /' , ;n n ,/V
\ ' /' f campo elettrico
r i I I I .
ii ii ii I I l l I i i i i campo magnetico
I I i i I i i i i
i l I i i
i ì [ V V V ì / \ V
/ v' "

Ag

Fig. 4-1 - Distribuzione dei campi elettrico e magnetico d’onda corrispondente alla frequenza di la­
in -guida rettangolare. voro.
Affinché la propagazione avvenga secondo il
indicato, in modo più sintetico, con la sigla modo dominante TE,0, il valore minimo di a
TE,o. non deve assolutamente scendere sotto 0,5 À,
La tipica distribuzione dei campi elettrico e. in modo che ci sia, in guida, spazio sufficien­
magnetico in una guida rettangolare è indica­ te per farci stare integralmente almeno
ta in fig. 4-1: il campo elettrico risulta tra­ mezz’onda.
sversale alla guida e si estende fra le due pa­ E infatti occorre subito precisare che basta,
reti più vicine; la sua intensità è massima al per a, una dimensione anche leggermente in­
centro e diminuisce con legge sostanzialmen­ feriore a K/2 perché se ne abbia un’attenua­
te sinusoidale sino a raggiungere lo zero in zione sensibile.
corrispondenza delle pareti.
Quest'ultima è, in ogni caso, una condizione È appunto la frequenza alla quale 0,5 K è
irrinunciabile, in quanto resistenza di un uguale ad a che è indicata come (la già citata)
qualsiasi campo elettrico residuo parallelo frequenza critica, o di taglio della guida; ciò
alle superfici interne vi farebbe nascere una può anche essere interpretato nel senso che la
corrente infinitamente grande, trattandosi lunghezza d ’onda di taglio è ovviamente
(almeno, in prima approssimazione) di un uguale a 2a.
conduttore perfetto: e ciò rappresenta chia­ Per quanto invece concerne il valore massi­
ramente una situazione insostenibile. mo di a (e cioè una lunghezza d’onda), se
questo risultasse maggiore di À, diventerebbe
Il campo magnetico si sviluppa sotto forma possibile allocarvi più due mezz’onde, col ri­
di loops disposti concentricamente in piani schio di dar luogo ad una distribuzione elet­
paralleli al lato più largo della guida. Il piano tromagnetica sostanzialmente diversa, con­
di polarizzazione è assunto parallelo come dizione che viene indicata col termine sovra-
sempre al campo elettrico; quindi, per lavo­ modo. Ed è importante evitare questa condi­
rare in guida, e ancor di più per ottenerne zione, in quanto le modalità d’irradiazione
l’uscita, con polarizzazione orizzontale, le elettromagnetica risulterebbe diverse fra in­
faccie larghe del tubo devono essere disposte gresso ed uscita della guida, ed i dispositivi
verticali. che vanno per forza dimensionati in modo
Nella guida rettangolare, la dimensione criti­ da adattarsi ad un particolare modo, potreb­
ca è quella indicata con a in fig. 4-1, in quan­ bero poi non funzionare più regolarmente.
to già si è detto che le dimensioni interne del Indicazioni pratiche riguardanti le dimensio­
tubo sono direttamente legate alla lunghezza ni ottimali di guida d’onda funzionanti nel

186
modo dominante possono essere le seguenti: Non si intende affrontare il problema sotto
— lunghezza d’onda massima trasmessa con l’aspetto quantitativo, ché il calcolo è piutto­
piccola attenuazione = 1,6 a; sto complesso; vengono invece esaminate le
— lunghezza d’onda minima prima che di­ cause che provocano perdita di energia, rag­
venti possibile un altro modo = 1,1 a. gruppabili in 3 settori:
Poiché le guide sono disponibili in una di­ 1) perdite in seno al dielettrico che occupa lo
screta gamma di dimensioni standard per co­ spazio interno (trascurabili se esso è costi­
prire un po’ tutto il campo delle microonde, tuito, come in genere avviene, da aria sec­
è opportuno fornire un elenco relativo ai tipi ca);
adatti per le gamme radiantistiche; tale elen­ 2) perdite dovute alla resistività del condut­
co è disponibile nella tabella che segue, te­ tore che forma le pareti della guida (se è
nendo conto che la massima frequenza di la­ in rame, si può aggirare su 0,02-^0,05
voro corrisponde normalmente a qualcosa in dB/m);
meno del doppio della frequenza di taglio. 3) perdite dovute a discontinuità della gui­
da.
Occorre infatti tener conto che la guida d’on­
numero dimensioni frequenza
della guida (ext. e int) mm taglio MHz
da è un dispositivo di precisione, le cui di­
mensioni devono essere controllate nell’ordi­
169,2x86,6
908
ne dei millesimi, o meglio, decimillesimi di
6
165,1x 82,6 mm; ciò in quanto essa nasce per possibili
113,3x58,7
applicazioni (tipo radar) in cui la potenza di
8
109,2x54,6
1372 trasmissione coinvolta è molto alta, e quindi
le perdite dovute a discontinuità o irregolari­
9A
90,4 x 4 7 ,2
1736 tà costruttive lungo la guida diventano rile­
86,4x43,2 vanti, e quindi pericolose.
76,2x38,1 Questa caratteristica naturalmente non gua­
10 2078 sta nel settore radiantistico, anche se le po­
72,1 x 34
tenze in gioco sono molto più ridotte.
50,1x25 3152 Regola base di cui tener conto è che, per pro­
12
47,6x22,1
vocare effetti trascurabili sulle prestazioni,
38,1 x 19 4301
una guida d’onda deve presentare disconti­
14
34,8x 15,8 nuità inferiori ad 1/20 di À, il ché consente an­
che la possibilità di autocostruzione, avendo
31,8x15,9
15
28,5 x 12,6
5259 sempre cura di provvedere ad un’accurata
pulizia delle pareti interne, nonché di evitarvi
Old English
2 7 , 9 x 1 5 ,2
5901 l’entrata di umidità ed il deposito di polveri o
25,4x12,7 altro.
25,4 x 12,7 In ogni caso, le discontinuità presenti nella
16 6557 guida determinano riflessioni d’energia, che
22,9 x 10,2
viene respinta in direzione opposta, determi­
1 2 ,7x6,3 nando onde stazionarie per interferenza con
20 14047
10,7 x 4,3
l’onda incidente, come avviene negli altri tipi
9.1 x 5,6 21075
noti di linea di trasmissione.
22
7.1 x 3,6

Accoppiamenti in guida
Aspetti pratici
L’energia elettromagnetica può essere intro­
La trasmissione di energia elettromagnetica dotta o estratta da una guida d’onda sia
lungo una guida d’onda a frequenze superio­ sfruttando il campo elettrico che quello ma­
ri alla critica, pur avvenendo notoriamente gnetico; va altresì tenuto conto che i disposi­
con basse perdite non ne è priva. tivi di eccitazione e di prelievo sono general­

187
mente reversibili. notevole, quello principale.
11 trasferimento di energia avviene spesso Se una guida d’onda viene lasciata aperta ad
tramite un cavo coassiale, che termina in una delle estremità, essa irradia energia allo
probe di tipo particolare, sostanzialmente spazio circostante; e l’irradiazione può essere
equivalente ad un antenna (a stilo) oppure fortemente ampliata sagomando l’estremità
consìstente in una spira. Ciascuno dei modi della guida in modo da realizzare un tronco
di propagazione con cui s’intende «eccitare» di piramide, che agisce così da dispositivo dì
la guida richiede un’adatta disposizione ed transizione fra guida e spazio libero.
orientamento del probe percorso dalla cor­ Si è così introdotta, nel sistema, una vera e
rente a RF: se, per esempio, si tratta di un propria antenna, che verrà esaminata
modo TE, l’antenna dovrà essere ortogona­ nell’apposito capitolo.
le, oppure la spira dovrà essere parallela,
all’asse della guida; viceversa, se si tratta di
un modo TM, l’antenna dovrà essere paralle­
la, oppure la spira perpendicolare, all’asse
della guida.
La fìg. 4-2 rappresenta queste quattro condi­
zioni, riferendosi ai due modi fondamentali
di una guida rettangolare; il risultato previ­
sto è l’accoppiamento massimo.
Tuttavia, il grado di accoppiamento può es­
sere variato girando il probe o il loop attra­
verso un angolo di 90°: quando il probe è
perpendicolare alle linee di campo elettrico,
si ha il minimo, cosi come avviene quando il
piano del loop è parallelo alle linee magneti­
che.
Tutti i dispositivi di eccitazione in genere de­
terminano, oltre alla principale, eccitazioni
parassite secondo modi diversi da quello per
cui sono costruiti.
Tali eccitazioni parassite possono essere eli­
minate sia ricorrendo ad una guida di dimen­
sioni tali da consentire il passaggio ad un so­
lo modo, sia collocando, subito dopo il punto
di iniezione, opportune griglie o fili o altri di­
spositivi in grado di cortocircuitare il campo
parassita senza alterare, almeno in misura

Fig. 4-2 - Modi di accoppiamento in guida.

188
ANTENNE A TROMBA del dimensionamento viene qui riferito al ti­
po tronco-piramidale, trattandosi della ver­
Un’antenna a tromba può essere considerata sione più comunemente adottata nel settore
come l’espansione naturale di una guida di attività cui principalmente qui ci si riferi­
d’onda, con dimensioni dell’apertura anche sce. ■
piuttosto notevoli.
Diverse sono le versioni di antenne per mi­
croonde che possono essere classificate come Antenna tronco piramidale
antenne a tromba, ed una prima suddivisione
sommaria consiste in trombe rettangolari e Si tratta di uno dei più interessanti tipi di an­
trombe coniche. tenna per operare nella zona alta delle SHF,
Genericamente si può affermare che questi ed i motivi sono i seguenti.
tipi di antenne sono di uso comune in quei Innanzitutto esse sono abbastanza semplici
casi in cui servano caratteristiche di direttivi­ da progettare, ed ancor più da costruire, in
tà e guadagno medie, non eccessiva criticità quanto le dimensioni non risultano eccessi­
delle misure geometriche, larghezze di banda vamente critiche e non richiedono ritocchi di
piuttosto ampie. sorta.
Svariati modi di propagazione vengono ecci­ Si tratta infatti dì dispositivi a banda abba­
tati nella gola della tromba, a causa della stanza larga, che presentano intrinsecamente
giunzione fra la guida d’onda vera e propria un adattamento ottimale su un’ampia gam­
e la parte piramidale; tuttavia, se l’angolo ma di frequenze.
d’inclinazione non è troppo accentuato, i
modi più alti risultano attenuati fino a livelli Strettamente pertinente con questa dote,
trascurabili, cosi che la loro propagazione l’antenna piramidale presenta anche il van­
nello spazio libero risulta modestissima. taggio di avere un guadagno estremamente
Molti sono i tipi che possono essere classifi­ preciso, che può essere previsto entro 1 dB ri­
cati come antenne a tromba; alcuni fra i più spetto ai valori di progetto cosicché essa si
importanti sono rappresentati in fig. 4-3. presta anche come dispositivo di prova e di
riferimento.
Le trombe settoriali e piramidali presentano Premesse queste indicazioni di carattere ge­
sezioni trasversali rettangolari e sono alimen­ nerale, passiamo ad esaminare più da vicino i
tate da una guida d’onda essa pure rettango­ parametri di progetto.
lare funzionante nel modo dominante TE,0. Per aperture angolari abbastanza modeste,
La tromba conica ha sezione circolare ed è la situazione dell’intensità di campo alla boc­
alimentata con guida circolare in cui si pro­ ca di una tromba rettangolare è tale che il
paga il modo TE,, ; le trombe biconiche sono campo risulta essenzialmente uniforme nel
realizzate con due coni contrapposti a larga piano E (verticale) ed a distribuzione sinusoi­
apertura, e producono irradiazione onnidire­ dale nel piano H (orizzontale); secondo la
zionale nel piano perpendicolare agli assi dei terminologia in uso nella tecnica delle guide
coni; anche la discone può essere classificata d’onda, si potrebbe dire che le variazioni del
come un tipo particolare di tromba biconica. campo nell’apertura della tromba sono simili
Poiché questi tipi di antenna sono tutti non all’andamento del modo TEI0 della guida
risonanti, essi presentano una terminazione d’onda rettangolare che alimenta la tromba
piuttosto buona per le guide d’onda su una stessa.
banda abbastanza ampia di frequenze. Il dimensionamento di una tromba (come
Se la tromba viene usata in un sistema di co­ spesso avviene) è basato sul compromesso
municazioni, le considerazioni più importan­ fra diversi parametri.
ti normalmente fatte consistono nella massi­ Elevata direttività si ottiene facendo la trom­
ma direttività e nel minimo ingombro; se in­ ba molto lunga, e cioè con bassa angolatura.
vece la tromba va usata come dispositivo pri­ Ma questo è un inconveniente, in quanto la
mario di alimentazione, l’efficenza di illumi­ tromba ottimale è quella che presenta la mas­
nazione del riflettore o della lente sarà l’ele­ sima direttività per una certa lunghezza: e ciò
mento più importante, e non la direttività. significa avere la massima apertura di bocca.
Fra i vari tipi di antenna a tromba, lo studio D’altra parte, l’eccesso di apertura oltre un

189
T R O MB E RETTANGOLARI T R O M B E CI RCOLARI

(e) SAGOMATA ESPONENZIALE


A SAGOMATURA
ESPONENZIALE

(b) SETTORIALE
A PIANO H

(h) TE», BICONICA

Fig. 4-3 - Panoramica sulle antenne a tromba.

190
certo valore annulla i vantaggi a seguito degli 7T ■GE - GH
errori di fase che vi si verificano, essendo
l’apertura una superficie piana e quella
dell’onda uscente una superficie sferica.
La direttività di un’antenna tronco-
piramidale può essere determinata con l’aiu­ I dati tabulati e le formule qui riportate con­
to di apposite tabelle, legate alle formule: sentono, è vero, calcoli sia di verifica sia di
progetto piuttosto precisi ed un po’ sofisticati;
qui però, partendo dal presupposto di dover
dimensionare l’antenna semplicemente sulla
dove, in riferimento alla fig. 4-4; base del guadagno che si vuol ottenere, si
adotterà un sistema semplificato, basato cioè
a = dimensione dell’apertura nel piano H su formule e dati già parzialmente precalco­
(in lunghezze d’onda) lati.
b = dimensione dell’apertura nel piano E
(in lunghezze d’onda)
IH = lunghezza di superficie obliqua nel
Calcolo di progetto
piano H/mm
1E = lunghezza di superficie obliqua nel La procedura ottimale di calcolo di un’an­
piano E/mm tenna tronco-piramidale prevede innanzitut­
Trovati i corrispondenti valori di Gpj e GE, to che venga fissato il guadagno desiderato.
si, può calcolare la direttività mediante la for­ Questo tipo di antenna presenta un buon
mula: compromesso fra prestazioni più che affida­

A Qa A Ga A Gb .4 Gb A Ga A Ga A Ga

2 0 20 370 4 6 46 635 7 2 71 291 9 8 90 633 12 4 99 019 15 0 92 591 17 6 75 416


2 I 21 387 4 7 47 628 7 3 72 164 9 9 91 195 12 5 99 052 15 1 92 066 17 7 74 701
2 2 22 402 4 8 48 019 7 4 73 031 10 0 91 740 12 6 99 062 15 2 91 528 17 8 73 991
2 3 23 422 4 9 49 609 7 5 73 889 10 92 270 12 7 99 051 15 3 90 972 17 9 73 282
2 4 24 439 5 0 50 595 7 6 74 739 10 2 92 781 12 8 99 012 15 4 90 400 18 0 72 581

2 5 25 452 5 51 578 7 7 75 580 10 3 93 274 12 9 98 953 15 5 89 822 18 1 71 886


2 6 26 471 6 2 52 559 7 8 76 413 10 4 93 751 13 0 98 871 15 6 89 214 18 2 71 199
2 7 27 488 5 3 53 536 7 9 77 236 10 5 94 208 13 98 763 15 7 88 601 18 3 .70 516
2 8 28 501 5 4 54 512 8 0 78 049 IO 6 94 646 13 2 98 638 15 8 87 976 18 4 69 847
2 9 29 518 5 5 55 475 8 1 78 854 10 7 95 067 13 3 98 486 15 9 87 337 18 5 69 183

3 0 30 532 5 6 56 449 8 2 79 644 10 8 95 470 13 4 98 309 16 0 86 688 18 6 68 534


3 1 31 545 5 7 57 418 8 3 80 427 10 9 95 848 13 5 98 114 16 1 86 026 18 7 67 891
3 2 32 560 5 8 58 377 8 4 81 196 11 0 96 207 13 6 97 894 16 2 85 355 18 8 67 262
3 3 33 573 5 9 59 334 8 5 81 956: 11 1 96 547 13 7 97 654 16 3 84 677 18 9 66 643
3 4 34 579 6 0 60 286 8 6 82 703 11 2 96 869 13 S 97 387 16 4 83 990 19 0 66 038

3 5 35 595 6 1 61 232 8 7 83 440 11 3 97 168 13 e 97 101 16 5 83 319 19 ì 65 447


3 6 36 605 6 2 62 176 8 8 84 164 11 4 97 446 14 0 96 793 16 6 82 594 19 2 64 871
3 7 37 612 6 3 63 115 8 9 84 875 11 5 97 702 14 i 96 464 16 7 81 888 19 3 64 305
3 8 38 622 6 4 64 046 9 0 85 567 il 6 97 938 14 2 96 113 16 8 81 179 19 4 63 758
3 9 39 629 6 5 64 975 9 1 86 250 n 7 98 149 14 3 95 740 16 9 80 461 19 5 63 222

4 0 40 633 6 6 65 896 9 2 86 923 11 8 98 342 14 4 95 348 17 0 79 742 19 6 62 703


4 1 41 637 6 7 66 810 9 3 87 579 11 9 98 510 14 5 94 936 17 1 79 023 19 7 62 201
4 2 42 645 6 8 67 720 9 4 88 221 12 0 98 658 14 6 94 504 17 2 78 301 19 8 61 714
4 3 43 C39 6 9 68 623 9 5 88 844 12 1 98 783 14 7 94 054 17 3 77 578 19 9 61 243
4 4 44 641 7 0 69 518 9 6 89 460 12 2 98 . 882 14 8 93 586 17 4 76 854 20 0 60 788

4 5 45 639 7 1 70 407 6 7 90 053 12 3 98 965 14 9 93 095 17 5 76 134

c i in funzione della dimensione A dell’apertura nel piano H

191
0 Gl B Gì B Gl B Gm B Gm B Gm B Gs

2 .0 20.362 4 .6 4 6 .3 9 7 7 , .2 69,123 9 . 8 81.301 12.4 73.784 15.0 46.499 17.6 19.910


2 1 21.381 4.7 4 7 . 3 6 2 7.3 69.847 9.9 81 . 42G 12.5 73.041 15.1 45.268 17.7 19.316
2-2 22.395 4.8 4 8 . 3 2 6 7:4 70,665 10.0 81.518 12.6 72.265 15.2 44.040 17.8 18.767
2 .3 23.410 4 .9 4 9 .2 8 3 7.5 71.248 10.1 81.581 12.7 71.459 15.3 42.813 17.9 18.264
2.* 24.425 5.0 5 0 . 2 3 3 7.6 71.923 10.2 81.611 12.8 70.621 15.4 41.693 18.0 17.805

2 .5 2 5 . 440 5.15 1 . 1 8 1 7.7 72.586 10,3 -8 1 .6 0 9 12.9 69.753 15.6 40.379 18.1 17.395
2 .6 20.456 5.2 5 2 . 1 2 3 7.8 73.219 10.4 81.575 13.0 68.850 15.6
. 18.2 17.030
3 9 .1 7 4
2 .7 27.472 5 .353.057 7.9 73.841 10.5 81.510 13.1 87.931 15.7 37.982 , 18.3 16.714
2.8 28.481 £.4 5 3 . 9 8 5 8.0 74.441 10.6 81.408 13.2 66.980 15.8 3e ; 80l 18.4 16.445
2 .» 29.490 5.6 5 4 . 9 0 8 8.1 75.025 10.7 81.277 13.3 66.001 15,9 35.636 18.5 16.223

3 .0 30.503 5 .6 55.821 8.2 75.585 10.8 81.110 13.4 64.997 16.0 34.488 18.6 16.048
3 .1 31.511 5.7 66.728 8.3 76.127 1 0 .9 8 0 .9 0 9
13.5 63.969 16.1 33.359 18 7 15.921
3 .2 32.518 5 .8 57.626 a .4 76.645 11.0 80.670 13.6 62.917 . 16.2 32.250 18.8 15.839
3 .3 33.527 5.9 58.517 8.6 77.142 11.1 80.405 13.7 61.844 16.3 31.164 18.9 15.804
3 .4 34.530 6 .0 59.401 8 .6 77.616 11.2 8 0 . 1 0 4 13.8 60.748 16.4 30.104 1 9 . 0 15.814

3 .5 35.534 6,1 60.272 8.7 78.065 11.3 79.765 13.9 59.635 16.5 29.069 19.1 15.870
3 .8 36.534 6 .2 61.134 8 .8 78.492 11.4 79.393 14.0 58.501 16.6 28.063 19.2 15.967
3 .7 37.531 6 .3 61.987 8.9 78.892 11.5 78.987 14.1 57.351 16.7 27.086 19.3 16.108
3 .8 38.530 6.4 62.828 9 .0 79.269 11.6 78.545 14.2 56.188 16.8 26.142 19.4 16.289
3 .8 39.524 6 .5 63.659 9.1 79.619 11.7 78.068 14.3 55.008 16.9 25.232 19.5 16.521

4 .0 40.515 6 .6 64.477 9 .2 79.944 11.8 77.559 14.4 63.816 17.0 24.355 19.6 16.769
4.1 41.504 6 .7 65.285 9 .3 80.240 11.9 77.014 14.5 52.614 17.1 23.615 19.7 17.064
4 .2 42.490 6 .8 66.080 9.4 80.510 12.0 76.435 14.6 61.402 17.2 22.713 19.8 17.394
4 .3 43.472 6 .9 66.862 9.5 80.752 12.1 75.822 14.7 60.183 17.3 21.951 19.9 17.755
4 .4 44.450 7 .0 67.630 9 .6 80.964 12.2 75.176 14.8 48.959 17.4 21.228 20.0 18.147

4 .5 45.425 7.1 68.385 9.7 81.146 12.3 74.497 14.9 47.731 17.5 20.548

He in funzione della dimensione B dell’apertura nel piano E

bili e misure contenute se previsto per fornire sa il secondo, che consiste nella lunghezza
guadagno compreso fra 20 e 30 dB. d’onda relativa, alla frequenza di centro
Fissando di dimensionare l’antenna per la banda, e che si ricava dalla ben nota formu­
banda dei 10 GHz, un valore ragionevole dì la:
guadagno può essere assunto pari a 26 dB, t 300.000
cui corrisponde una direttività (g) di 400. A = ——;-----(con f in MHz)
Le formule che servono per il calcolo com­ I
pleto del tronco di piramide sono: Il valore che si ricava per À è 28,7 mm.
Si ricorda altresì- che le dimensioni standard
a = 0,468 -A-Jjjì per una guida d’onda adatta a questa banda
b = 0,346-A - S dì frequenze (la 16) sono 22,9 x 10,2 mm.
Le = 0,0576 • A ■ g Iniziamo allora il calcolo delle dimensioni

a b-wE ! 2 a-wH 2
Ih
a - wH b _ 2

b - wE b 2
L 2

Tutte le misure (riferite alla fig. 4-4) sono in vere e proprie, partendo da quelle dell’aper-
mm. tura:
Essendo noto il primo dato (g = 400), si fis-

192
a = 0,468 • 28,7 • J4Ò0 = 269 mm e propria; ciò significa che l’irradiazione av­
b = 0,346 -28,7 J4Ò0 = 199 mm viene come se la RF partisse da quel punto
Le lunghezze degli spigoli, proiettate sui due (che rappresenta praticamente il fuoco), al­
piani, sono: largandosi a ventaglio secondo gli angoli di
apertura della tromba .
1E = 0,0576 - 28,7 • 400 = 661 mm Nel caso di installazioni in cui non sia previ-

269- 199 ' 199-10 " 269-22,9'


6612 - 2+ = 691 mm
269-22,9 199 2

199-10
6612 621 mm
199 „

Riferendoci ancora alla fig. 4-4, occorre no­ sta un’alimentazione in guida, occorre quin­
tare che il punto d’incontro degli spigoli obli­ di inserire, fra l’imboccatura dell’antenna
qui è inevitabilmente fuori dalla tromba vera vera e propria e la flangia d’attacco della gui-
da d’onda, un tratto supplementare di guida
entro cui possa completarsi lo sviluppo di
questo fascio, facendo così in modo che il
«punto focale» risulti immediatamente da­
vanti ad eventuali apparati trasmittenti (o ri­
ceventi).
In altre parole, la lunghezza complessiva
dell’antenna deve prevedere anche un tratto
di guida in modo da essere pari, come mini­
mo, alla proiezione assiale di 1E o 1H.
Riferendoci allora alla lunghezza totale del
fascio nel piano E, si applica semplicemente
il teorema di Pitagora:
Fig. 4-5 - Antenna tronco-piramidale per 10 GHz.

nalmente inferiore al valore previsto; se inve­


Quindi, la lunghezza minima della guida che ce l’antenna si usa a frequenze molto più al­
deve per forza precedere la tromba sarà: te, si può verificare una notevole distorsione
653 - 621 = 32 mm. del diagramma d’irradiazione, con conse­
guenti ampie perdite nel guadagno.
Una volta rispettata tale quota minima, la Per quanto concerne la scelta del materiale,
lunghezza adottata per la guida d’onda non le soluzioni comuni impiegano lamiera di ot­
ha più importanza alcuna, trattandosi di una tone, rame o latta zincata (l’alluminio pre­
linea di trasmissione. senta le ben note difficoltà di saldatura); nul­
In fig. 4-5 è indicata la rappresentazione la vieta di usare lastra forata o addirittura re­
completa dell’antenna tronco-piramidale, te metallica, purché le dimensioni dei fori o
con le relative misure. delle maglie non superi 1/10 della lunghezza
Allo scopo evidente di semplificare tutta la d’onda.
procedura di calcolo qui sopra esemplificata, A seconda della scelta operata, diversi posso­
tutti i dati relativi alle dimensioni fondamen­ no essere i sistemi di messa in opera della
tali di un’antenna tronco-piramidale sono struttura tronco-piramidale, dalla saldatura,
condensati nel grafico multiplo di fig. 4-6; alla chiodatura, alla piegatura multipla, sia
tali dimensioni sono fornite in termini di lun­ sfruttando i bordi delle singole lastre, sia so­
ghezza d’onda, e possono se non altro con­ vrapponendo degli angolari di tenuta in cor­
sentire una verifica dei c a lc o li più complessi rispondenza dei 4 spigoli; ad ogni modo, è
già visti, che consentono indubbiamente di necessario cautelarsi che non ci sia alcun ac­
ottenere una miglior precisione. cessorio di montaggio che sporge verso l’in­
Il grafico fornisce anche la larghezza del fa­ terno (ciò vale anche per grumi di stagno o
scio (a —3 dB) in funzione sempre del guada­ teste di viti, specie se la frequenza di lavoro è
gno desiderato; nel caso del progetto descrit­ molto elevata), ed è altresì importante che,
to, essa si aggira sugli 8 h- 9°. qualunque sia la soluzione costruttiva adot­
tata, il contatto elettrico fra le varie parti co­
stituenti la tromba sia (e resti) ottimo.
Considerazioni pratiche

Innanzitutto va fatto notare che, per una da­


ta apertura, la lunghezza ottimale L varia in­
versamente alla frequenza.
Se una tromba viene usata a frequenze leg­
germente più alte di quella per cui è stata
progettata, il suo guadagno diventa margi-

194
100
80
70
, F A SC IO A 3 dB, in gradi

15 20 25 30
G U A D A G N O DELLA TROMBA, in dB

Fig. 4-6 -
ANTENNE A DISCO PARABOLICO

Quando, nelle bande di frequenza comprese


nel «regno» delle microonde, è richiesta
un’antenna molto direttiva, o ad alto guada­
gno, oppure (in termini più esatti) a fascio
molto stretto, la scelta va a cadere quasi ine­
vitabilmente su quello che è senza dubbio
uno dei più importanti (nonché spettacolari)
tipi di antenna, e cioè il riflettore parabolico.
L’esigenza di fascio stretto richiama infatti
la presenza di un’apertura effettivamente ir­
radiante che sia molto grande rispetto alla

195
lunghezza d’onda del segnale da irradiare: e fuoco O, si ottiene l’espressione standard
l’antenna a riflettore parabolico è una solu­ dell’antenna parabolica:
zione abbastanza semplice e conveniente per y2 = 4 f x
realizzare lo scopo.
I vantaggi principali di questo tipo di anten­ Da questa formula, fissando, per esempio, la
na consistono nella possibilità di ottenere quota y, si trovano i vari valori di x, che defi­
guadagno perfettamente dosabile e teorica­ niscono via via la curvatura.
mente illimitato su qualsiasi frequenza, sen­
za particolari punti critici, e con una larghez­
za di banda piuttosto ampia, determinata so­ L ’«alimentazione»
stanzialmente dalle caratteristiche di alimen­
tazione e dalle riflessioni che la superficie ri­ Per ottenere, da un’antenna a paraboloide,.
manda all’illuminatore. alta direttività e buona efficenza, uno dei
Naturalmente, come ogni medaglia, anche il punti maggiormente da curare è il modo con
riflettore parabolico ha il suo «rovescio»: gli cui la sorgente di energia irradia e va ad illu­
svantaggi di questo tipo di antenna risiedono minare la superficie del riflettore.
soprattutto in una certa difficoltà di realizza­ Va innanzitutto ricordato che la sorgente di
zione, nonché di montaggio e sostentamen­ alimentazione deve essere piccola, produrre
to, data l’elevata superficie. fronti d’onda sferici, illuminare adeguata-
La proprietà fondamentale di un’antenna a mente l’intera superficie del riflettore senza
riflettore parabolico è quella di convertire «traboccare», e produrre infine un campo di
un’onda sferica, proveniente da una sorgente tipo tale che, dopo la riflessione, le onde ri­
pressoché puntiforme collocata nel suo fuo­ sultino polarizzate nel modo opportuno e de­
co, in un fronte di onda piana (e viceversa). siderato.
Perché dalla superficie riflettente venga pro­ Alcuni di questi requisiti sono in netta con-
dotta un’onda piana (fig. 4-7), la distanza
elettrica fra la sorgente puntiforme ed un
piano pèrpendicolare all’asse del riflettore
lungo due qualsiasi percorsi di andata e ritor­
no deve essere uguale.
In altre parole, se un raggio parte dal fuoco
F in direzione di O, e da O ritorna in direzio­
ne perpendicolare alla traccia p, esso deve ri­
fare lo stesso percorso aH’indietro, percor­
rendo cioè una tratta 2 f.
Se il raggio in partenza dal fuoco F va in di­
rezione di A, per tornare perpendicolare alla
traccia p farà ora il percorso AB; la tratta
complessiva è quindi FA + AB.
La condizione affinché il profilo sia parabo­
lico è appunto che:
2 f = FA + AB
Trasformando i segmenti FA ed AB con
semplici passaggi trigonometrici, la formula
diventa:
2 f = r(l +cos9)
Questa è l’equazione classica di una parabo­
la, riferita al fuoco come origine delle coor­ p
dinate e con f definita lunghezza focale.
Dalla formula precedente, prendendo invece Fig. 4-7 - Parametri geometrici di un disco parabolico.
come origine di riferimento coordinate il

196
traddizione fra di loro, talché ci occupiamo il diametro del paraboloide.
ora del fatto che, per l’uso più efficace
dell’apertura di un’antenna a riflettore para­
bolico (in altre parole, per ottenere il massi­ Geometria del paraboloide
mo della direttività), l’energia irradiata dalla
sorgente di alimentazione deve risultare uni­ Da un punto di vista squisitamente geometri­
formemente distribuita sulla superficie. co, un paraboloide si ottiene facendo ruotare
Questo, naturalmente, è in pratica impossi­ una parabola attorno ad una linea che unisca
bile senza che una parte di energia venga per­ la sua origine al fuoco.
duta in quanto sfugge dai bordi; e l’energia Per ottenere in pratica il profilo che poi ser­
non intercettata dal riflettore, oltre a contri­ virà a costruire veramente il paraboloide, si
buire alla distribuzione di lobi laterali di irra­ può procedere in due diversi sistemi.
diazione, riduce la direttività del sistema di
antenna. Calcolo algebrico. La formula standard del
Dall’altra parte, la direttività dell’antenna profilo parabolico enunciata all’inizio, poi­
diminuisce pure se l’apertura di illuminazio­ ché in pratica si fissa una serie di valori di y
ne viene ridotta in ampiezza in corrisponden­ per trovare poi gli x corrispondenti, può es­
za del bordo, allo scopo di ridurre l’energia sere modificata come segue:
dispersa.
Dovrà quindi essere fissato un compromesso
ottimale nella distribuzione in ampiezza, fra
l’illuminazione uniforme del disco e la ridu­ Può far comodo inserire in questa formula il
zione a zero della stessa al bordo. rapporto focale/diametro (e cioè f/D), per la
È stato trovato sperimentalmente che la mas­ qual cosa semplicemente si moltiplica e divi­
sima direttività per un paraboloide circolare de f per D, cosicché la formula diventa:
si ottiene quando la larghezza del fascio nei
punti a —10 dB nel lobo d’irradiazione
deH’illuminatore coincide con l’angolo sotte­ 4D (f/D)
so dal riflettore al fuoco. Con questa formula, una volta fissato il dia­
Da questo fatto, che d’altra parte (come già metro della parabola che si vuol costruire, e
a suo tempo fu sottolineato) non è critico, si fissato anche il rapporto focale/diametro
ottiene che, per un’antenna ben progettata, (normalmente compreso fra 0,5 e 0,7), basta
la massima direttività è circa il 65% di quella dare tutti i valori intermedi che si vuole ad y
che ' si otterrebbe da un’apertura circolare (più sono e più precisa verrà la curvatura) e
uniformemente illuminata (senza, cioè, il se ne otterranno via via le quote di profon­
compromesso cui sopra si è accennato). dità.
Queste considerazioni permettono di ricava­
re dati sulla direttività del paraboloide con il­ Metodo grafico. Partendo dal presupposto
luminazione ottimale, sia mediante formule che, a porre in relazione i parametri dimen­
che abachi; noi qui riportiamo solo alcuni sionali della parabola, esiste anche la formu­
dati sperimentali (garantiti con precisioni del la:
10%). Esempi di ampiezza di fascio per ri­
flettori parabolici di medie dimensioni pos­
sono essere:
si metta innanzitutto in evidenza il valore di
A
10 dB (ampiezza di fascio) = 130 —
— D
d
A C ~ 16 (f/D)
6 dB (ampiezza di fascio) = 100 —
d partendo dal quale si può anche procedere ad
A un tracciamento grafico del profilo parabo­
3 dB (ampiezza di fascio) = 70 — lico.
d
Riferendoci alla fig. 4-8, si suddividono gli
dove A è la lunghézza d’onda del segnale e d è assi verticale ed orizzontale in un certo nu-

197
un certo valore di frequenza, sia (più o meno
di conseguenza) la larghezza del fascio che se
ne ottiene.
Per esprimere il guadagno reale di un’anten­
na a riflettore parabolico, esiste la formula:

dove A è la superficie proiettata sul piano,


oppure

dove d è il diametro.
Il fattore t; che va a moltiplicare l’espressio­
ne fra parentesi (corrispondente al guadagno
teorico dell’antenna ideale) è quel rendimen­
to di cui si è già parlato, che però tiene conto
non solo dell’effettiva illuminazione della su­
perficie da parte della sorgente di energia,
ma anche di altri fattori pratici dei quali sarà
fatto cenno un po’ più avanti.
L’equazione normalmente usata quando si
vuole determinare il guadagno direttamente
in dB è invece la seguente:
G = 17,8 + 20 log D + 20 log F
dove evidentemente D è il diametro del riflet­
tore (in metri) ed F è la frequenza (in giga-
Fig. 4-8 - Tracciamento grafico del profilo parabolico. hertz).
È anche possibile calcolare, con una certa fa­
cilità, la larghezza di fascio del lobo princi­
mero di segmenti uguali (anche qui, più alto pale, applicando la formula approssimata
è il numero, più preciso risulterà il profilo): e
questo è possibile in quanto il diametro è fis­
sato in partenza e c è noto dalla formula
data. dove D e F sono le stesse della formula prece­
Ora, dal punto O si tracciano tutte le rette dente, e <t> è la larghezza del fascio a 3 dB
oblique che lo congiungono con i punti nu­ (cioè a mezza potenza). Questa equazione si
merati sui due assi orizzontali; dai punti nu­ riferisce al caso, abbastanza tipico, che l’an­
merati sull’asse verticale (D) sì tracciano tut­ tenna presenti un rendimento sull’ordine del
te le rette orizzontali corrispondenti. 55% e che l’illuminazione al bordo del disco
Tutti ì punti d’incontro delle tracce che par­ sia 10 dB sotto quella centrale.
tono dai punti aventi lo stesso numero costi­ Ancora una volta però è possibile, nonché
tuiscono il profilo della parabola. più comodo, riportare le misure ottenibili
dalle suddette formule sotto forma di tabelle
o grafici, che permettono, oltre ad una più
Le dimensioni del paraboloide rapida e semplice effettuazione dei calcoli,
anche una valutazione visiva dell’andamento
1 diametro. La superficie del paraboloide (e generale dei dati in esame.
quindi il suo diametro) è certamente il fatto­ Ed infatti, in fig. 4-9, è riportata la soluzione
re più importante nel determinare sia il mas­ grafica delle equazioni precedenti, sotto for­
simo guadagno che l’antenna può fornire ad ma di abaco multiplo.

198
F ig . 4 - 9 - A ndam ento
del guadagno
di un disco
parabolico in
funzione del
suo diametro
(e della fre­
quenza).

Comunque, anche a prescìndere dai dati for­ dB sui 1296 MHz, il suo diametro dovrà esse­
niti graficamente, alcune considerazioni pra­ re circa 10 m, e ciò crea non pochi problemi
tiche possono essere fatte, con semplici de­ costruttivi.
duzioni dalle formule, su casi particolari che Alle frequenze più elevate, quello che può di­
portiamo come esempio. ventare un elemento limitativo è l’eccessiva
Ogni qualvolta il diametro di un disco viene «strettezza» del fascio; per esempio con un
raddoppiato, il suo guadagno viene evidente­ diametro di 1 m adottato per i 24 GHz, il fa­
mente quadruplicato o, se preferiamo, au­ scio che si ottiene è circa 1°, talché possono
mentato di 6 dB. sorgere notevoli problemi di criticità nel pun­
Se il raddoppio viene effettuato da ambedue tamento.
le parti, i segnali ricevuti potranno aumenta­
re di 12 dB, entità nient’affatto trascurabile. D rapporto focale/diametro. Il rapporto fra
Analogamente, se un certo disco viene usato la lunghezza focale del disco parabolico ed il
a frequenza doppia, e se non intervengono suo diametro è fattore determinante nel pro­
altri fattori, il guadagno quadruplica, e cosi getto deH’illuminatore per il disco stesso.
via. Tale rapporto si riflette direttamente sull’an­
Occorre comunque tener presente, quando si golo sotteso fra bordo e fuoco, talché lo stes­
fa funzionare un paraboloide a frequenze di­ so illuminatore può essere usato per dischi di
verse da quella per la quale è stato previsto, diametro diverso, ma a patto che essi abbia­
che il rendimento si abbassa notevolmente se no ugual valore di f/D.
il diametro è inferiore a 10 À. Al contrario, dischi che abbiano lo stesso
Esistono almeno un paio di fattori che limi­ diametro ma lunghezze focali differenti ri­
tano il guadagno massimo ottenibile da un chiedono, per essere illuminati in modo sod­
paraboloide, anche se, in questi due casi, le disfacente, illuminatori diversi.
considerazioni qualitative sono di carattere Esistono numerosi fattori che influenzano in
opposto. vario modo la scelta del rapporto f/D , e di
Nella zona delle microonde a frequenze più conseguenza l’angolo sotto il quale l’illumi­
basse, sono le dimensioni fisiche dell’anten­ natore deve vedere la superficie del parabo­
na a costituire il fattore limitativo; per esem­ loide; comunque, nella stragrande maggio­
pio, se si vuole un’antenna che guadagni 30 ranza dei casi (e almeno, per quanto concer­

199
ne l’attività radiantìstìca) il rapporto ottimale perdite dovute alla frequente differenza di
f/D è compreso fra 0,5 e 0,7, ma ciò natural­ posizione dei due centri di fase nei piani ver­
mente non significa che prestazioni soddisfa­ ticale ed orizzontale.
centi non si possano ottenere con rapporti di­ Infine, un disco a focale corta comporta una
versi. «perdita di spazio» relativamente più eleva­
I parametri che si riflettono sulla determina­ ta.
zione del rapporto focale/diametro sono an­ Per esempio, per un disco parabolico a piano
che: livello dei lobi laterali d’irradiazione e focale, è solamente la potenza cohtenuta en­
rapporto avanti/indietro; ma per le esigenze tro un fascio a 4 dB che viene riflessa; invece,
radiantistiche l’importanza maggiore viene per un disco con un rapporto f/D di 0,7, la
comprensibilmente riservata al guadagno ed potenza riflessa è quella contenuta in un fa­
all’efficienza, oltre a considerazioni costrut­ scio a 9 dB, e tale situazione rispecchia un’ef-
tive. ficenza ben più elevata.
A proposito delle quali, il rapporto f/D può Tutte le motivazioni qui elencate giustificano
essere determinante: infatti, il fattore che quindi la scelta di un rapporto f/D piuttosto
principalmente giustificherebbe l’uso di un elevato, cioè di una focale preferenzialmente
basso rapporto è proprio la compattezza che lunga, il che conferma il miglior valore di
ne consegue per l’antenna. compromesso fra le opposte esigenze, che già
Poiché l’illuminatore è piazzato nel fuoco o
ad esso immediatamente vicino, più basso è
il rapporto f/D, minore è la lunghezza focale
e quindi meno ingombrante risulta il com­
plesso.
Viceversa, un fattore altrettanto importante,
e che giustificherebbe un rapporto
focale/diametro elevato, risiede nella mag­
giore facilità di costruzione del riflettore.
Poiché, infatti, è abbastanza ovvio che l’er­
rore che si può commettere nel realizzare una
superficie curva è direttamente proporziona­
le al grado di curvatura, più piatto è il disco
(cosa che appunto consegue da un elevato
rapporto f/D) e più dovrebbe essere facile
realizzarlo con buona precisione.
Oltretutto, più lunga è la focale percentual­
mente, meno critico risulta il posizionamen­
to dell’illuminatore; ed a proposito di
quest’ultimo aspetto, si aggancia subito il se­
condo fattore di scelta, e cioè la facilità di
alimentazione (o di illuminazione).
Come si può rilevare dal grafico di fig. 4-10,
la larghezza del fascio necessaria per illumi­
nare con buona efficenza un riflettore para­
bolico aumenta rapidamente con la diminu­
zione del rapporto f/D , e realizzare un fascio
molto largo (quale serve per focali corte) è
senza dubbio più critico. 0,2 0,4 0,7 0,8 1 1.2
Su questa base, il grafico cui ci stiamo rife­
rendo dimostra che la zona di operazione più
rapporto —
vantaggiosa è quella corrispondente a rap­ D
porti f/D uguali o superiori a 0,5 0,6. Fig. 4-10 - Rapporto fra larghezza di fascio per illumi­
Altro elemento di cui tener conto è che, con nazione ottimale e rapporto f/D .
una focale lunga, si possono minimizzare le

200
. abbiamo d ic h ia r a t o essere c o m p re s o fra 0,5 e b o le si aggirano su 1 -e 2 m, esse vengono
0,7. normalmente realizzate con materiale p ie n o ,
e in particolare con lastra di alluminio.
Aumentando le dimensioni, i problemi di so­
L a p re c is io n e d elle m is u re . U n a domanda stegno e resistenza al vento diventano sempre
che viene istintivo porsi quando ci si accinge più gravi, talché può essere consigliabile
alla non facile impresa di costruire un’anten­ l’uso della lamiera forata o della rete metalli­
na a parabola è certamente la seguente: ca, a patto però che vengano rispettate certe
«Con quanta accuratezza va realizzato il precauzioni.
profilo della superficie parabolica?». Chiaramente, più larghi sono i fori o le ma­
Infatti, è naturale aspettarsi che le irregolari­ glie, più bassa sarà la resistenza opposta al
tà della superficie producano delle riduzioni vento; ma fori o maglie larghe significano
di guadagno, più o meno sensibili: e almeno anche possibilità di perdite non indifferenti.
un paio di fattori sono responsabili di dette In linea di larga massima, si può dire che la
riduzioni. perdita provocata dall’adozione di una su­
In primo luogo, ci riferiamo all’entità di cui perficie non piena può essere contenuta en­
la superficie reale si scosta da quella teorica tro 1 dB se le dimensioni massime delle aper­
di u n paraboloide ideale. ture (intese perpendicolarmente al piano di
In secondo luogo, ha importanza la dimen­ polarizzazione) sono inferiori a circa À/10.
sione delle zone di deformazione localizzata Comunque la fig. 4-11 riporta, con dati mol­
(dimensione che va riferita alla lunghezza to più ampi e precisi, la perdita di guadagno
d’onda). in funzione delle dimensioni della maglia.
Esiste quindi una distinzione fra le irregolari­ Va infine ricordato che, ove la struttura del
tà in piccola scala, che si riferiscono ad un riflettore parabolico sia a rete, il contatto
paraboloide di curvatura perfetta ma con elettrico fra i fili perpendicolari delle varie
bozze e buche, e quelle a vasto raggio, p e r le maglie non è tanto importante.
quali la superficie risulta ondulata con perio­ Infatti, i fili orizzontali contribuiscono so­
dicità e dimensioni superiori ad una lunghez­ stanzialmente a riflettere l’onda, orizzontale,
za d ’onda. Prove fatte con cura ed attendibi­ ed altrettanto fanno i fili verticali con l’onda
lità, indicano che la perdita per tolleranza verticale; sono quindi le componenti della
può essere contenuta entro 1 dB se l’errore di polarizzazione a determinare la riflessione da
superficie (vale a dire la dimensione delle ir­ parte dei fili corrispondenti che costituiscono
regolarità) è inferiore ad 1/8 di lunghezza il riflettore.
d’onda, e pressapoco la stessa condizione va­
le per la periodicità; se poi la periodicità su­
pera una lunghezza d’onda, la massima de­ «L’ombra» deli’illuminatofe. Il tipo di ali­
viazione per 1 dB di perdita si riduce notevol­ mentazione che prevede la presenza dell’illu-
mente. minatore di fronte al disco riflettore costitui­
In ogni caso, questo tipo di perdita si aggira sce un ostacolo che inevitabilmente ostrui­
fra la frazione di dB e pochissimi dB. sce, e quindi oscura, una parte del disco pro­
Naturalmente, il caso peggiore di distorsione vocando perciò una certa perdita di guada­
di superficie si verifica quando la curva non è gno.
esattamente parabolica, bensì si sposta dol­ L’effetto però è piuttosto modesto, e ciò non
cemente ma gradualmente dal corretto pro­ costituirà sorpresa in quanto la sezione
filo. deH’illuminatore, immersa nel fascio di onde
In tal caso, la perdita di guadagno può anche piane che partono dalla superficie riflettente,
essere elevata in quanto viene coinvolta nella costituisce ostacolo di dimensioni molto mo­
distorsione una larga zona del riflettore. deste rispetto ad essa, ed oltretutto viene, al­
meno in parte, aggirato dalle onde (che non
sempre e non tutte sono perfettamente piane
Modalità costruttive e parallele), senza contare una certa diffra­
zione ai bordi.
II materiale. Finché le dimensioni delle para­ In conclusione, anche con diametri

201
ILLUMINATOMI
P E I ANTENNE PARABOLICHE
- - 0,30 Considerazioni generali
a
- - 5
-- 0,25
- ì - 25 In un perfetto sistema di alimentazione per
3 - - 20 antenne paraboliche, tutta l’energia dovreb­
- - 2 -- 15 be irradiarsi da una sorgente puntiforme
0,20 -.1 2 ,5 piazzata nel fuoco, e dovrebbe altresì risulta­
-- 1 re contenuta entro un cono che lambisce con
- - 10 precisione il bordo del disco parabolico..
--0 ,5
In tali condizioni, tutta l’energia verrebbe
-- 0,15
quindi riflessa dal disco sotto forma dì
- - 0,2
- - 7,5 un’onda piana, come in fig. 4-12.
Naturalmente, questa situazione ideale viene
ridimensionata da diversi fattori di carattere
- - 0,1 -- 6 inevitabilmente pratico, cui già è stato fatto
- - 0,1 .E
--0 ,0 5
cenno.
0,09 -- 5 A) In realtà, gli illuminatori non possono
- - 0,08 ra presentare un taglio così netto nella loro area
- - 4,5 di irradiazione.
0 ,0 7 In genere, la densità dì potenza presenta un
4 massimo sull’asse dell’illuminatore, per poi
-- 0,05 attenuarsi da ambo le parti; non può quindi
--3 ,5
esistere in assoluto un valore della larghezza
- - 0,06 di fascio, e tutto quanto può essere fissato in
modo specifico è la larghezza del fascio in
corrispondenza della quale la densità di po­
- - 0 ,0 4 - - 3 tenza è, per esempio, ridotta a metà, o ad un
decimo, del suo valore massimo.
Occorre perciò fissare un elemento dì giudi­
--2 ,7 5
zio su quella che è la larghezza di fascio otti­
0,03
male per un disco di dimensioni date.
Se esso è troppo stretto, come nel caso di fig.
Fig. 4-11 - Perdita di guadagno in funzione dei para­ 4-13/A, la maggior parte dell’energia irra­
metri costruttivi.
diata daH’illuminatore viene riflessa dal di­
sco; ma, poiché l’energìa è sostanzialmente
concentrata attorno all’asse ne soffre il gua­
dell’illuminatore/sorgente ben superiori a dagno complessivo dell’antenna, in quanto è
quelli normalmente usati, la perdita provo­ solo una parte della superficie del catino ad
cata da tale ostacolo è tranquillamente con­ essere sfruttata.
tenuta entro 1 dB in quanto, la superficie in­
teressata è sempre ben minore di quella del Se viceversa il fascio è troppo ampio, come
riflettore. in 4-13/B, molta dell’energia irradiata
dalPilluminatore trabocca fuori dai bordi del
disco, non viene cioè riflessa e risulta quindi
perduta.
Fra questi due casi limite ci sarà evidente­
mente un’ampiezza di fascio che (almeno co­
me buon compromesso) si può considerare
ottimale, nel senso che essa consente un’illu­
minazione sostanzialmente uniforme del di­
sco, con perdite piuttosto limitate al bordo
dello stesso.

202
all’angolo d’illuminazione di questo disco,
che è 88°.
C) Per ottenere dal sistema d’antenna un’al­
ta efficienza, il disco deve essere illuminato
uniformemente su tutta la sua superficie; è
quindi opportuno controllare la larghezza
del fascio sia nella direzione orizzontale che
in quella verticale. Disgraziatamente, certi ti­
IL L U M IN A T O R E pi di illuminatore (per esempio, quello a di­
'A FU O C O
polo) non offrono mai risultati molto soddi­
sfacenti sotto questo aspetto,per il quale in­
vece doti positive presentano le trombe pira­
midali.
D) Il centro di fase, definito come il punto
dal quale l’energia appare irradiata, nei casi
pratici raramente è proprio un punto.
E questo, se non altro perché l’illuminatore,
per quanto piccolo, è sempre una frazione
non trascurabile di lunghezza d’onda. In ag­
Fig. 4 -1 2 - Illuminazione di p a r a b o l o i d e in c o n d i z io n i giunta a ciò, a complicare ulteriormente le
ideali»
cose c’è il fatto che non sempre il centro di
fase nel piano orizzontale (E) coincide con
Questa situazione con buona approssimazio­ quello nel piano verticale (V).
ne si ottiene quando l’illuminazione al bordo Infine, se l’antenna dovesse operare su una
risulta approssimativamente 10 dB più bassa
che al centro; è proprio questo valore che
verrà assunto come standard per tutta la trat­
tazione che seguirà, se non altro per avere un
riferimento comodo e comune.
B) Poiché il profilo parabolico è tale che il
bordo di un qualsiasi disco di questo tipo è
più lontano daH’ilIuminatore che non il suo
centro, ecco che già si presenta un fattore di
perdita intrinseco al sistema. Questa perdita,
chiamata perdita di spazio, varia a seconda
del rapporto f/D del disco.
Per un disco a piano focale, essa è uguale a 6
dB. Perciò, per produrre al bordo della para­
bola un’illuminazione di 10 dB inferiore a
quella del centro, l’illuminatore dovrà pre­
sentare un fascio a 10 dB meno la perdita di
spazio, e quindi un fascio a 4 dB, di ampiez­
za uguale all’angolo sotteso fra il bordo del
disco ed il suo fuoco, che nel caso in esempio
è di 180°; ciò, almeno a stretto rigore: in pra­
tica, la situazione è meno preoccupante.
Tanto più che, per un disco di maggior lun­
ghezza focale, la perdita di spazio è inferio­
re; per esempio, con un rapporto f/D uguale
a 0,6, la perdita di spazio è limitata ad 1,5
dB. Fig. 4-13 - Condizioni pratiche di illuminazione del
In tal caso l’illuminatore che fa allo scopo disco.
avrà una larghezza di fascio a 8,5 dB uguale

203
gamma di frequenze piuttosto ampia, il cen­ la trombina) e sorgente di segnale.
tro di fase si sposterebbe al variare della ban­ Infine, dati di progetto alla portata di tutti
da di lavoro. permettono facilmente di ottenere le specifi­
A conclusione di queste diverse situazioni, la che prestazioni che si presentino necessarie
perdita di guadagno del sistema di antenna caso per caso.
dovuta a variazioni di posizione del centro di I dati di calcolo. Tutto quanto è stato detto
fase sarà evidentemente più forte con distan­ nell’articolo precedente resterebbe natural­
ze focali brevi, in quanto l’effetto risulterà mente più che valido per ottenere un comple­
percentualmente maggiore. to progetto di illuminatore; ma trattandosi di
Questo costituisce un altro elemento in favo­ un caso particolare, anche le modalità di cal­
re dell’adozione di dischi aventi un rapporto colo possono essere notevolmente semplifi­
f/D piuttosto elevato, cioè una focale piutto­ cate, fornendo formule empiriche ben più
sto lunga. elementari, che però permettono una buona
Teniamo a chiarire che tutte le considerazio­ approssimazione.
ni qui svolte si riferiscono a realizzazioni di Riferendoci quindi alla precedente trattazio­
carattere sostanzialmente professionale, o ne (e relativa simbologia), le formule che
quantomeno che presentano esigenze piutto­ permettono di dimensionare le piccole trom­
sto rigorose. be, riferendosi alla caratteristica prestazione
Nel caso specifico al quale noi intendiamo ri­ del diagramma d’irradiazione attenuato di
ferirci, cioè per apparecchiature radiantisti- 10 dB ai bordi, sono le seguenti:
che operanti su banda singola e stretta, e già
in partenza realizzate con mezzi semplificati e (fascio a — 10 dB nel piano) H = 31 + 79 a
con materiali e tecniche non troppo sofistica­ (fascio a — 10 dB nel piano) E = 88/b
ti, tutti i parametri di cui abbiamo dato noti­ dove la larghezza del fascio si ottiene in gra­
zia, per completezza di documentazione, ai di, — a — è la dimensione dell’apertura nel
paragrafi A, B e D, non vanno presi in modo piano H, — b — idem nel piano E (a e b sono
troppo drastico; ciò diciamo, affinché il let­ espresse in lunghezza d’onda).
tore non tragga l’impressione che questi pro­ Occorre infine precisare che queste formulet-
blemi siano più gravi ed importanti di quan­ te valgono intanto che a < 3 e b < 2,5; ma le
to in effetti risultano essere. normali dimensioni di questi illuminatori
stanno tranquillamente dentro a tali condi­
zioni.
ILLUMINATORI A TROMBA PIRAMIDALE Grazie a questo «snellimento» di alcune for­
Le prestazioni mule, si può così passare al dimensionamen­
to deH’illuminatore sulla falsariga di quanto
La scelta, del resto diffusissima, di questo ti­ precedentemente visto.
po di illuminatore è già stata preannunciata Ma è possibile semplificare ulteriormente
nel precedente capitolo, e le motivazioni so­ questo procedimento, usufruendo di dati già
no sostanzialmente le stesse delle vere e pro­ in buona parte tabulati e messi sotto forma
prie antenne a tromba; ad ogni buon conto, è di grafico.
preferibile ripetere e meglio chiarire i motivi Infatti, in fig. 4-14 sono riportate in dia­
di tale scelta, citando i vantaggi, anche signi­ gramma le dimensioni dell’illuminatore a
ficativi, che questa struttura presenta rispet­ tromba tronco-piramidale per dischi parabo­
to ad altre. lici in funzione del rapporto lunghezza
In primo luogo, gli illuminatori a trombina focale/diametro; con questa figura si posso­
presentano un adattamento pressoché perfet­ no ottenere tutte le dimensioni della trombi­
to su una gamma piuttosto ampia di frequen­ na in modo abbastanza semplice e rapido: in
ze, e ciò rende il dispositivo nient’affatto cri­ ogni caso, i valori non sono affatto critici e
tico sia come progettazione che come realiz­ «intoccabili».
zazione. Le dimensioni sono, evidentemente, date in
La presenza dell’inevitabile tratto di guida funzione della lunghezza d’onda in spazio li­
d’onda permette di realizzare un buon adat­ bero.
tamento fra illuminatore vero e proprio (cioè Si può notare come l’apertura della tromba

204
A B
A T

Fig. 4-14 - Grafico per il di­


mensionamento di
illuminatori a
tromba tro n co -
piramidale.
0

diminuisca se il rapporto f/D viene ridotto; è dB inferiore a quella nel centro.


infatti ovvio che, se ia focale diminuisce, e Questo valore (ricordiamolo) è stato fissato
cioè rilluminatore risulta più vicino al disco, per avere un riferimento di comodo, quindi
allora questa trombina deve presentare una utile, ma non fondamentale; in effetti, si
minor direttività (in quanto, essendo più tratterà di avere i lobi secondari d’irradiazio­
«sotto» all’antenna, deve «sparpagliare» di ne più o meno accentuati di qualche dB.
più il suo fascio), e questo si ottiene riducen­
done bocca e dimensioni.
In fig. 4-15 è disegnata una tipica versione di Un esempio di progetto
trombina usata come illuminatore per 10
GHz, con le relative misure riferite ad una I dati sin qui riportati sono quelli normal­
parabola avente rapporto f/D = 0,53. mente reperibili ed utilizzati per il dimensio­
Questa versione pratica non fa altro che con­ namento dell’illuminatore a tromba.
fermare le considerazioni iniziali sulla realiz­ All’atto della vera e propria progettazione, ci
zazione normale di questi dispositivi, consi­ si può però ritrovare con dei risultati un po’
stente in un tratto di guida d’onda standard diversi applicando l’uno o l’altro dei due si­
che viene poi, per un altro tratto, «espansa» stemi di calcolo, senza contare che qualche
in ambedue le sue dimensioni fino a raggiun­ parametro resta non ben determinato.
gere la richiesta larghezza di fascio; nel no­ E perciò consigliabile un prezioso grafico che
stro caso ci si basa sempre su un’illuminazio­ illustra le dimensioni ottimali della bocca del
ne ai bordi della parabola avente intensità 10 trombino in funzione del rapporto f/D e per

205
varie lunghezze (e che viene qui riportato in­ spondenza di tale rapporto, e andare a legge­
tegralmente in fig, 4-16). re sulla scala quote, i numeri in corrispon­
Occorre tener presente che, a livello indu­ denza; si ottiene 0,87 e 1,25 (come al solito,
striale e professionale, le parabole vengono lunghezze d’onda).
realizzate con dimensioni ben superiori a I lati della bocca del trombino saranno:
quelle abituali nelle attività radìantistiche;
ciò giustifica l’ampia escursione dei rapporti A = 1,25 • 28,7 = 36 rara
f/D e il fatto che la lunghezza minima previ­ B = 0,87 • 28,7 = 25 mm
sta per il trombino sia pari a 2A. Poiché inve­ (basta solo ricordare che queste sono le misu­
ce può far comodo (anche per i motivi accen­ re in te r n e ) .
nati inizialmente) non spostarsi troppo da Si fissano ora le quote in lunghezza: pren­
rapporti focale/diametro diversi da 0,4 -v dendo come lunghezza (sull’asse) del trombi­
no una lunghezza d’onda, e arrotondando
0, 6 , in questa zona tutte le curve per le varie
tale quota a 30 mm, con un po’ di trigono­
lunghezze di trombino coincidono assoluta­
metria o, ancor meglio, con un semplice dise­
mente, e ciò vale anche per lunghezza pari ad
1 A.
gno, si vedrà che il tronco di guida da appli­
carsi al trombino deve essere lungo, affinché
In conclusione, con le curve di tale grafico, si i due lati obliqui si incontrino in un punto
possono trovare le dimensioni ottimali dì sullo stesso tronco, circa 50 mm, talché, come
una tromba per illuminare riflettori di qual­ lunghezza del tratto di guida, si fisseranno 60
siasi rapporto f/D fra quelli adottati nella mm. Basta ora verificare (sempre mediante
pratica e, per interpolazione, per qualsiasi formule trigonometriche o disegnando) che
lunghezza della tromba stessa. l’angolo sotteso dai lati obliqui del trombino
Per un progetto di verifica, si adotta un rap­ (il «flare») non si discosti troppo dalla media
porto f/D = 0,45 (ciò in quanto un tipo di dei 20° ottimali; nel nostro caso, sono circa
parabola facilmente reperibile in commercio 24°, valore più che soddisfacente.
ha appunto un diametro di 1 m con una foca­ Con un sistema insieme semplice ed elastico
le di 45 cm). si possono così soddisfare tutte le esigenze di
Basta allora tracciare la verticale in corri­ calcolo per illuminatori di questo tipo;

206
2.8

Fig. 4-16 - Dimensionamento


della «bocca» del | 0,50 0,75
trombino.
RAPPORTO F/D

l’esempio progettato è riportato in fig. 4-17). forma facilmente, mentre è necessaria una
buona regolarità delle superfici), oltre che
miglior conduttore e meglio lavorabile del
Alcune indicazioni ferro; infine, la sua saldabilità lo fa preferire
di carattere costruttivo e pratico all’alluminio.
Lo spessore del lamierino sarà attorno al mil­
Dopo tutta la trattazione ed impostazione limetro, e sarà opportuno controllare che le
teorica sin qui svolta possono ora tornare superfici che restano all’interno non abbiano
utili alcune considerazioni sulle varie modali­ irregolarità di rilievo, e cioè solchi profondi
tà e precauzioni da adottare nella fase co­
struttiva di questo piccolo, ma importante
«pezzo» di tutta la catena che costituisce una
stazione a microonde. \ 7

Innanzitutto, la flangia di collegamento,


36
quella che va all’estremità libera del tratto di
guida d’onda (anche se non è stata raffigura­
ta negli esempi realizzativi), viene normal­ z \

mente realizzata in robusto «piatto» di otto­ - — 25— ► ------ 30------ - ----------------60 ------------- -
ne, di spessore compreso fra 2 e 3 mm.
Per la costruzione del tromboncino vero e Fig. 4-17 - Esempio di (rombino realizzato per
proprio, il materiale più adatto resta sempre 10 GHz.
l’ottone: è ben più rigido del rame (che si de­

207
o gobbe pronunciate. La verniciatura non avrebbe sostanziali con­
È consigliabile che la finestra rettangolare troindicazioni (salvo mantenere pulita la su­
venga fatta larga quanto basta per far entra­ perfìcie lìbera della flangia), a patto però che
re di misura il tubo che costituisce la guida; la vernice usata costituisca riporto di spesso­
la saldatura verrà poi fatta a riempire l’even­ re modesto, e assolutamente non rugoso, in­
tuale fessura, con un certo riporto di stagno crespato o irregolare.
dal lato guida, per ulteriore irrobustimento. Non ha quindi importanza il tipo e la costitu­
Passando alla realizzazione della parte tron­ zione dell’eventuale vernice usata, ma posso­
copiramidale, essa si potrà effettuare ta­ no averlo le sue caratteristiche di dielettrico.
gliando 4 lastrine trapezoidali di opportuna Considerando che i vari pezzi base costituen­
misura; va ricordato che le misure date sono ti il trombino vanno saldati fra di loro, biso­
quelle interne, talché per una coppia delle sud­ gna ricordare che le operazioni di saldatura
dette lastrine, uno dei bordi dovrà essere non devono assolutamente lasciare (sempre
maggiorato dello spessore del lamierino (cir­ all’interno, naturalmente) alcun grumo, ri­
ca 1 mm per parte). gonfio o irregolarità di sorta; in altre parole,
In tal modo le lastrine maggiorate andranno dopo la saldatura, occorre passare sul ripor­
a poggiare sul bordo delle altre, ricoprendo­ to di stagno una piccola lima che ricostitui­
lo; la saldatura non dovrà cosi essere fatta in sca spigoli e piani secondo le dimensioni in­
testa, cioè di spigolo, ma riportando stagno terne previste.
dentro e fuori il bordo d’appoggio (per poi Particolare attenzione va fatta al piano di
ripulirla con cura, come già detto). appoggio (esterno) della flangia, che deve es­
Volendo curare al massimo le prestazioni di sere assolutamente liscio e spianato; e ciò si
questo dispositivo, occorre ricordare che può ottenere o lavorandolo con le apposite
l’ottone non è un gran buon conduttore elet­ macchine, o con un paziente lavoro di
trico, talché un trattamento galvanico (di ar­ «avanti e indietro» su un nastro abrasivo fi­
gentatura, o magari anche solo di stagnatu- nissimo e ben disteso (rettifica «manuale»).
ra) può permettere di guadagnare qualcosa,
anche se in misura pressoché impercettibile.

208
LA PROPAGAZIONE DELLE MICROONDE

Stante la gamma di frequenze cui ci si riferi­ La fig. 4-18 riporta invece l’andamento della
sce qui (sostanzialmente, dai 3 ai 30 GHz), i temperatura media dell’atmosfera in funzio­
comportamenti delle microonde durante la ne della quota e la relativa pressione, il tutto
loro propagazione nello spazio assumono riferito naturalmente alle condizioni di at­
modalità piuttosto particolari, che giustifica­ mosfera standard.
no comunque una trattazione specificamente Nelle gamme di frequenze che stiamo stu­
dedicata a questo argomento. diando, solo il vapor d’acqua e l’ossigeno
Quindi ci si riferirà principalmente alla pro­ provocano apprezzabile assorbimento delle
pagazione di onde radio attraverso l’atmo­ onde radio.
sfera nelle varie condizioni meteorologiche, La distribuzione del vapore acqueo ed i cam­
senza peraltro trascurare un’occhiata agli ef­ biamenti di densità e pressione dell’atmosfe­
fetti che nascono quando le microonde van­ ra in funzione dell’altitudine (indotti dalla
no ad interessare la ionosfera. gravità) contribuiscono ad un sistematico ri-
piegamento del raggio dell’onda, a causa del­
le variazioni deH’indiee di rifrazione.
Condizioni di cielo sereno Inoltre, poiché l’atmosfera dà spesso origine
a disomogeneità locali che producono cam­
Per tutte le più normali installazioni di an­ biamenti nell’indice di rifrazione, ne posso­
tenne riceventi e trasmittenti a microonde la, no nascere aspetti peggiorativi per la propa­
maggior parte del percorso fra due antenne a gazione delle microonde; citiamo fra questi i
portata ottica sarà occupata dall’atmosfera condotti, le fluttuazioni dell’angolo d’arri-
ed avverrà in condizioni di spazio libero, o
almeno così verrà considerata, cioè in assen­
za di ostruzioni, nubi, pioggia, polvere o al­
tre particolarità del genere.
L’atmosfera gassosa standard è costituita da
due componenti fondamentali, e cioè azoto e
ossigeno, in proporzioni fisse e con effetti
ben precisi e costanti su ogni singola tratta.
Esiste tuttavia un terzo componente, la cui
proporzione varia causando peggioramenti
anche notevoli nelle condizioni ideali di spa­
zio libero, e la cui presenza quindi assume
particolare importanza alle frequenze cui ci
si riferisce: si tratta del vapore acqueo.
La tabella che segue riporta le percentuali dei
vari componenti dell’atmosfera in normali
condizioni di aria secca (s’intende allora che
il vapore acqueo sia in percentuale minore
del 4% vicino al suolo, e minore del 0,01%
sopra i 15 km):

g as p e rc e n tu a le in v o lu m e

azoto 7 8 ,1
ossigeno 2 0 ,9
argon 0 ,9
altri * 0 ,1 Fig. 4-18 - Andamento della temperatura e della pres-
sione atmosferica.
* Il biossido di carbonio da solo è pari allo 0,03% circa.

209
vo, dell’ampiezza e della fase, le perdite di stimata equivalente a 7 -e 10 km di attenua­
fecalizzazione, zione su percorso orizzontale. L’assorbimen­
L’assorbimento poi si porta dietro, come ef­ to da parte del vapor d’acqua è nettamente
fetto conseguente, un aumento della tempe­ più complesso, risentendo delle variazioni
ratura di rumore. diurne, stagionali e geografiche, oltre che
Comunque, più lungo è il percorso attraver­ dell’altitudine.
so l’atmosfera, più severi saranno i peggiora­ L’inclinazione progressiva dei raggi si verìfi­
menti citati, come per esempio nel caso di ca a causa delle variazioni nell’indice di rifra­
percorsi pressoché orizzontali a bassi angoli zione dell’atmosfera rispetto alle onde radio.
di elevazione. Per percorsi in prossimità del suolo (cioè
La situazione risulta ulteriormente complica­ obliqui), questa piegatura, in genere verso il
ta dal fatto che le proprietà trasmissive basso, richiede un aumento nell’angolo di
dell’atmosfera variano lungo la giornata, puntamento dell’antenna.
con le stagioni e con la posizione geografica.
I coefficienti di assorbimento relativi ad ossi­
geno e vapor d’acqua in condizioni standard Gli effetti della pioggia
di atmosfera serena sono riportate in forma
grafica nella fig. 4-19; al variare dell’altezza Per le microonde, la pioggia è certamente il
e della pressione, cambia anche l’attenuazio­ maggior fattore di deterioramento nelle con­
ne in quanto varia la concentrazione dei due dizioni di propagazione, in quanto a queste
componenti. Gli effetti dell’ossigeno sull’as­ frequenze assorbe le onde radio e le sparpa­
sorbimento nei percorsi obliqui variano in glia.
modo sostanzialmente lineare, in quanto la Ambedue gli effetti sottraggono energia
distribuzione dell’ossigeno non è una funzio­ all’onda che viaggia in queste situazioni me­
ne molto rilevante del clima ed allo zenith è teorologiche, il che significa attenuazione del
segnale.
Ambedue gli effetti producono pure una va­
riazione nelle modalità di polarizzazione
dell’onda incidente, provocando di conse­
guenza la depolarizzazione del segnale.
In conclusione, ambedue gli effetti possono
provocare un netto aumento nella tempera­
tura di rumore del sistema ricevente, costrin­
gendo così ad adottare antenne di guadagno
più elevato.
Per determinare l’attenuazione complessiva,
è necessario possedere i dati sulle precipita­
zioni caratteristiche delle zone interessate,
conosciute le quali, si può ricorrere al grafico
di fig. 4-20, che compendia tutti i parametri
in discussione; occorre però tenere presente
che i valori del grafico si riferiscono alla ca­
duta di goccie sferiche, mentre in pratica non
tutte le goccie lo sono.
Quando il raggio di una goccia è superiore a
0,5 -e 1 mm, la forma si evolve in sferoidale (o
ovoidale), col lato basso che si appiattisce se
la goccia è più di 2 mm; ne risulta che l’atte­
2 3 5 10 20 30 50
nuazione dovuta alla pioggia è sensibile alla
FREQUENZA, in GHz polarizzazione dell’onda, talché l’attenua­
Fig. 4-19 - Coefficiente d’attenuazione atmosferica per zione perpendicolare all’asse maggiore della
l’ossigeno ed il vapor d’acqua. goccia è minore di quella ad esso parallela.
In pratica, ciò significa che un’onda radio

210
Altri effetti

Esìstono molti altri meccanismi che influi­


scono lungo il percorso di propagazione delle
microonde, come nubi, pulviscolo e sabbia;
ma senza dubbio i meccanismi più importan­
ti si riscontrano nel caso di propagazione io-
nosferica.
Oltre il GHz, gli effetti più importanti posso­
no identificarsi nella rotazione di Faraday
(che cala progressivamente e vistosamente al
crescere della frequenza, ed esattamente con
legge 1/P) e nel ritardo del tempo di propa­
gazione (che varia esattamente con la stessa
legge), nonché nella scintillazione ionosferi-
ca, consistente in variazioni su piccola scala
dell’indice di rifrazione. Quest’ultima s’in­
contra sui percorsi terra-spazio tipicamente
attorno agli equinozi di primavera e autun­
no, e può variare da 1 dB p.p. nei periodi di
bassa attività solare fino a 14 dB p.p. nei pe­
riodi di massima attività solare.
Le nuvole ottenuano le radioonde secondo il
loro contenuto di acqua (allo stato liquido).
Fig. 4-20 - Attenuazione specifica prodotta dalla piog­
gia.
Le nubi di ghiaccio, come cirri e cirro-strati,
producono livelli di attenuazione che sono
circa due ordini di grandezza più piccoli di
che viaggi con polarizzazione verticale subirà quelle costituite con goccie d’acqua, a causa
minor attenuazione di una che viaggi con po­ della differenza fra le rispettive caratteristi­
larizzazione orizzontale. che dielettriche.
Altri parametri che incidono sull’attenuazio­
ne atmosferica delle microonde sono il ritmo
(disuniforme) con cui cadono le goccie di
pioggia, e la già citata, depolarizzazione, ma
l’argomento richiederebbe una trattazione
estremamente approfondita e specializzata.
5 .

ANTENNE,
LINEE
ED ACCESSORI:
DATI
PRATICO-
COSTRUTTIVI
RIEPILOGO DELLE
CARATTERISTICHE DI
ANTENNE PER
VHF-UHF E MICROONDE
Yagi-Uda

Si tratta di antenne dì uso generale per fre­


quenze almeno fino a 900 MHz, abbastanza
economiche e semplici da costruire, con di­
screta larghezza di banda, e in grado di rea­
lizzare un guadagno di circa 15 dB (d).
A frequenze piuttosto basse, il guadagno è
naturalmente limitato dalle dimensioni fisi­
che, mentre in UHF i fattori di limitazione
risiedono piuttosto nella precisione con cui si
riescono a costruire gli elementi pilotati e le
strutture accessorie di alimentazione.
La Yagi presenta un diagramma d’irradia­
zione sostanzialmente unidirezionale, con lo­
bi laterali e posteriori di modesta entità.
La versione base, qualunque sìa il numero dì
elementi, può essere variamente combinata
assieme ad altre unità, per realizzare struttu­
re ad elevate prestazioni con disposizione in
linea o su un piano. Quando le singole anten­
ne sono disposte con spaziatura corretta, un
«array» di N antenne presenta un guadagno in
potenza N volte quello di una sola antenna,
salva naturalmente una piccola perdita nel si­
stema di distribuzione dell’alimentazione.
Il rapporto avanti indietro, o meglio la lar­
ghezza di banda entro la quale mantenerne
un certo valore, si può aumentare sostituen­
do, al riflettore unico, un riflettore multiplo

213
costituito da 2 o più elementi disposti sul pia­ ciata di alimentazione) che possono essere ri­
no perpendicolare al boom, così da realizza­ cavate sulle superfici opposte del normale
re una struttura che assomiglia ad un vero e supporto isolante.
proprio schermo; in queste ultime condizio­
ni, si può raggiungere un rapporto A/I fi­
nanche di 40 dB. Elica
Con la Yagi si può anche ottenere la polariz­
zazione circolare usando due antenne incro­ L’antenna ad elica è una struttura piuttosto
ciate, per esempio montate sullo stesso boom semplice, che possiede alcune interessanti ca­
ma con le due serie di elementi disposte ad ratteristiche quali l’ampia banda passante e
angolo retto; poiché le due antenne debbono l’irradiazione polarizzata circolarmente, ri­
irradiare in quadratura di fase, esse devono chiedendo altresì un modesto dispositivo di
essere alimentate pure in quadratura, oppure adattamento d’impedenza per l’alimentazio­
possono venire alimentate in fase ma distan­ ne. Quest’antenna può produrre sia polariz­
ziate fra di loro di un quarto d’onda lungo il zazione destrorsa che sinistrorsa; in partico­
boom. lare, un’elica avvolta secondo il normale sen­
so di avvitamento irradia o riceve con pola­
rizzazione destrorsa, mentre un’elica avvolta
Log-periodica secondo il normale senso di svitamento irra­
dia o riceve con polarizzazione sinistròrsa.
Si tratta della tipica antenna da adattarsi in Le antenne ad elica in genere sono costruite
quelle applicazioni in cui è necessario opera­ con un conduttore tubolare, pieno o piatto di
re su bande notevolmente ampie. diametro uniforme, e comunque sono corre­
Il guadagno di una tìpica versione date di un piano di terra (o schermo rifletto­
VHF/UHF può raggiungere i 10 dB; valori re) posteriore.
più alti si possono ovviamente ottenere acco- Il conduttore ad elica può essere supportato
piando due o più antenne. Lo svantaggio da un cilindro leggero in plastica espansa o
maggiore di questa struttura può essere iden­ mediante radiali isolanti; il supporto mecca­
tificato nelle notevoli dimensioni, rapportate nico centrale può essere costruito sia con ma­
ad un guadagno piuttosto modesto, e ciò è teriale conduttore che isolante, secondo le
notoriamente dovuto al fatto che solo una esigenze di robustezza. Questo tipo d’anten­
piccola parte di tutti gli elementi presenti è na, specie in versione sufficientemente lun­
attiva ad una particolare frequenza. ga, ha prestazione sempre molto simili a
L’impostazione costruttiva ideale sarebbe quelle previste dalla teoria e si riesce a co­
quella di adottare, sia per gli elementi che per struire ed adattare con buona semplicità; un
il boom, una sezione continuamente e rego­ R.O.S. di 1,2:1 si può ottenere su una banda
larmente scalata lungo la struttura comples­ passante pari al 20% della frequenza centra­
siva; in pratica, si può risolvere il problema le. Naturalmente le dimensioni, ed i relativi
con l’accettabile compromesso dì realizzare problemi costruttivi, ne fanno preferire l’im­
gli elementi in gruppi di 2 + 3, scalandone il piego sulle bande UHF. Anche le antenne ad
diametro gruppo per gruppo, e variare la se­ elica possono essere accoppiate per guadagni
zione del boom innestando un tubo entro molto elevati; per ottenere la corretta fase di
l’altro in 2 + 3 tratti. alimentazione, la posizione di partenza di
ciascuna elica deve essere identica.
Il sistema di alimentazione può recare qual­
che problema dovuto ad induttanze e capaci­
tà parassite, specialmente in UHF, e la solu­
zione può consistere solo in qualche ritocco Antenne a pannello
sperimentale.
Nella zona alta delle UHF, la log-periodica Si definisce antenna a pannello una struttura
può essere favorevolmente realizzata me­ comprendente uno schermo riflettente con
diante la tecnica dei circuiti stampati; l’an­ elementi radianti più o meno semplici posti
tenna infatti consiste in due strutture separa­ davanti ad esso, in configurazione «broadsi-
te (gli elementi veri e propri e la linea incro­ de».

214
Normalmente, come elementi radianti ven­ Paraboloide
gono usati dipoli a mezz’onda o a onda inte­
ra, oppure a fessura. Le antenne a pannello con riflettore parabo­
I vantaggi che un’antenna a pannello può lico, pur presentando elevatissime caratteri­
presentare, per esempio, su una Yagi, sono i stiche di guadagno, sono dotate di una parti­
seguenti: colarità molto interessante: la loro progetta­
1) maggior costanza di guadagno, R.O.S. e zione si riduce sostanzialmente al problema
diagramma d’irradiazione su banda piut­ di illuminare l’apertura necessaria a svilup­
tosto ampia (tipicamente, fino ad un’ot­ pare le specifiche esigenze d’irradiazione e di
tava); guadagno.
2) costruzione meccanica più compatta; Infatti, il vero e proprio riflettore paraboli­
3) trascurabile accoppiamento con la strut­ co, nonché il paraboloide, sono figure geo­
tura di sostegno; metriche ben definite che presentano esclusi­
4) lobi laterali e posteriori molto bassi. vamente problemi grafici e tecnologici all’at­
to della costruzione, senza cioè dover attuare
Le antenne a pannello per bande UHF più al­ particolari tecniche di progettazione.
te si prestano alla realizzazione col sistema I problemi di illuminazione comportano di
del circuito stampato, in quanto sia gli ele­ determinare le dimensioni dell’apertura, co­
menti radianti, che le linee di alimentazione sa che discende unicamente dal guadagno ri­
ed il sistema adattatore possono venire ben chiesto, qualsiasi tipo di elemento radiante
costruiti con la tecnica stripline. sia adottato.
A frequenze più basse, gli elementi radianti Se l’apertura dell’antenna non viene comple­
vengono in genere piazzati in punti di mini­ tamente illuminata, o lo è in modo disunifor­
ma tensione usando supporti in materiale me, ne conseguirà semplicemente un diminu­
conduttore, per motivi di maggior robustez­ zione del guadagno.
za. Nelle bande VHF ed UHF, un riflettore pa­
rabolico può essere costruito con lastra con­
tinua, lastra perforata, maglia metallica, op­
Corner reflector ■ pure con una serie di tubi (o tondini) paralleli
opportunamente sagomati.
Questo tipo di antenna può esser considerata Se la lunghezza d’onda è notevole le tolleran­
una variante della famìglia delle antenne a ze meccaniche della superficie riflettente non
pannello, essendo costituita tipicamente da sono molto critiche, e sono così possibili vari
due riflettori piani opportunamente angolati metodi costruttivi per approssimare la vera
da un dipolo in posizione focale. • curvatura parabolica.
Antenne a corner-reflector ben progettate II limite fondamentale dei paraboloidi a gri­
possono fornire guadagni dì almeno 12 dB glia è la dispersione di energìa attraverso le
con bassi lobi laterali; questo però a frequen­ maglie, diminuendo così il rapporto A /I ot­
ze ben superiori ai 100 MHz, per evidenti tenibile, specialmente se la griglia non è a
problemi meccanico-dimensionali maglie fitte e in particolare è ad elementi cur­
Nelle bande UHF, la corner-reflector può es­ vi allineati; in questi casi, ben difficilmente si
sere realizzata con notevole semplicità ricor­ ottiene un valore migliore di —30 dB.
rendo a lamiera perforata (o anche piena); Per le miglior prestazioni in questo senso, si
l’angolo può essere in certi casi eliminato e deve ricorrere a lamiera piena, tenendo però
sostituito da un terzo pannello, e la presenza presente la molto maggiore resistenza al ven­
di più dipoli allineati estende l’apertura to.
dell’antenna e ne aumenta il guadagno.
In VHF invece, prima di adottare questo tipo
di antenna, è consigliabile accertarsi che, con Discone
la stessa quantità di materiale, non si riesca a
realizzare una Yagi, indubbiamente più effi- L’antenna «discone», con le possibili varian­
cente a queste frequenze. ti, costituisce un tipico esempio di antenna a
larga banda, ma a basso guadagno.
La più bassa frequenza utile corrisponde alla
situazione in cui il cono è alto un po’ meno di LA COSTRUZIONE DELLE
h/4, mentre il limite superiore di frequenza è
determinato quasi estivam ente dalla preci­
ANTENNE FILARI
sione con cui è mantenuta la geometria del
cono vicino al punto di alimentazione sul
vertice del cono stesso.
Le varianti della versione base consistono in La scelta del conduttore
una struttura biconica, col disco sostituito
con un cono ad angolo molto largo. Il primo elemento cui capita di pensare quan­
Nel funzionamento sulla parte più bassa del­ do si tratta di realizzare un’antenna filare è il
le VHF, l’antenna può essere montata a livel­ diametro del filo da usare, non tanto (e non
lo di suolo. solo) per motivi di robustezza bensì per limi­
tare resistenza e perdite; è infatti ben noto
che la resistenza a RF di un filo aumenta col
diminuire del suo diametro.
Tuttavia, per la maggior parte delle antenne
che può capitare di costruire, la resistenza a
RF non risulta tanto elevata, anche per fili
molto sottili, rispetto alla resistenza d’irra­
diazione da comprometterne in modo grave
l’efficenza.
Ecco quindi che i criteri di scelta del diame­
tro del filo da usarsi si basano più che altro
sulle caratteristiche meccaniche che si voglio­
no ottenere.
Per quanto concerne il tipo di conduttore, è
preferibile adottare, piuttosto che filo nudo,
del filo smaltato (da trasformatori, per in­
tenderci), che chiaramente resiste molto me­
glio alla corrosione ed all’ossidazione.
Ideale sarebbe l’acciaio ramato, per il suo
modestissimo allungamento sotto tensione
meccanica.

Gli isolatori

I punti più critici sotto l’aspetto delle possi­


bili perdite di potenza di un’antenna sono le
sue estremità «libere»; qui infatti è normal­
mente presente una tensione a RF piuttosto
elevata, e va quindi previsto un isolamento
più che buono, per evitare perdite di poten­
za.
Tutti gli isolatori quindi, ma in particolare
quelli agli estremi, devono essere di materiale
che non assorba umidità; l’ideale sarebbe na­
turalmente la porcellana (smaltata) o il ve­
tro, ma anche plastiche opportunamente
scelte possono comportarsi egregiamente.
Le caratteristiche d’isolamento di un acces­
sorio di questo tipo sono anche legate alla
lunghezza dell’isolatore in proporzione alla
sua superficie (e quindi alla sua dimensione

216
FORO NELL'

trasversale); infatti un isolatore lungo e sotti­


ISOLATORE
le presenterà una corrente di perdita minore
di quella di un isolatore corto e grosso.
Da notare a tal proposito che molti isolatori,
specie quelli previsti per tensioni molto alte,
sono profondamente ondulati, in modo che
il percorso per la corrente di fuga risulti ben
più lungo, senza per questo aumentarne la Fig. 5.2 - Modalità d’impiego di isolatore a uovo.
lunghezza fisica.
Tensione a RF piuttosto elevata può essere il filo è avvolto attorno a quasi tutto l’isola­
presente anche al punto centrale di alimenta­ tore, il percorso per eventuali correnti di per­
zione, quando il tipo di antenna è tale da pre­ dita risulta nettamente ridotto, e oltretutto la
sentare resistenza d’irradiazione elevata. capacità inevitabilmente presente fra le due
Per quanto concerne l’isolamento alle estre­ spire di filo costituisce un ulteriore motivo
mità, si può risolvere anche ricorrendo a per un passaggio di corrente.
tratti piuttosto lunghi di cordina dì nylon, Questi motivi limitano fortemente l’impiego
naturalmente tenendo nel dovuto conto i li­ di tale isolatore.
miti di resistenza e stabilità meccanica. Una soluzione di facile realizzazione è sugge­
Nel caso di un normale isolatore a rita in fig. 5-3, il materiale usabile può essere
«biscotto», il filo dell’antenna si ancora nel bakelite, PVC, plexiglas o simili, di 6-v 7 mm
modo consigliato in fig. 5-1; la parte intrec­ di spessore.
ciata andrà accuratamente pulita e quindi
ben stagnata con un grosso saldatore.
Nel classico isolatore «a noce» in porcellana La linea di alimentazione
o vetro, essendo i fori ad angolo retto uno ri­
spetto all’altro, il filo va posizionato e bloc­ Molteplici sono i sistemi per risolvere il pro­
cato come indicato in fig. 5-2. Questo tipo di blema dell’ancoraggio isolante tipicamente
isolatore presenta doti di robustezza ed affi­ presente al centro di un dipolo, sul quale de­
dabilità veramente notevoli; tuttavia, poiché ve essere opportunamente scaricato il peso

25 mm 25 25 25 20

AD UN NORMALE
ISOLATORE

SALDARE IL FILO
Fig. 5.3 - Soluzione autocostruita di isolatore. ALLA VITE

217
. COASSIALE RIPIEGATO

della linea di alimentazione. denza caratteristica. L’entrata della linea bi­


In fig. 5-4 è indicato, a tìtolo di esempio, un filare richiede una piastra opportunamente
sistema per risolvere nel modo migliore i vari isolante, a meno che il passaggio non avven­
problemi in presenza di linea in cavo coassia­ ga attraverso i vetri, sempre rispettando il
le. «passo» dei conduttori.
Quest’ultimo è fatto girare attorno all’isola­
tore centrale (in una delle sue gole) e fascet-
tato molto vicino ad esso, prima del collega­
mento all’antenna: in tal modo antenna e li­
nea non provocano reciproche tensioni mec­
caniche l’una sull’altra.
Nel caso la linea sia del vecchio tipo «a sca­
letta», tutti i conduttori vengono fatti passa­
re (due o tre volte) attraverso i fori dell’isola­
tore a biscotto adottato e arrotolati indietro;
una volta arrotolati anche i ponticelli di con­
tinuità, una buona saldatura completerà il IS O L A T O R E

montaggio robusto e sicuro (fig. 5-5).


Per quanto concerne il percorso che la linea
deve seguire per collegare antenna e stazione,
non è necessaria alcuna particolare precau­ B A R R A DI
zione quando si ha a che fare con cavo coas­ L U C IT E
6 mm
siale, salvo assicurare un minimo di robu­
stezza meccanica al complesso. Se l’antenna,
come normalmente capita in questi casi, non
è supportata al centro, è opportuno ancorare (= 1
la linea ad un punto sottostante ed il più pos­
sibile sulla verticale, lasciandola sufficente-
mente lasca.
Le linee aperte vanno invece posizionate con
una certa cura, tenendole innanzitutto ragio­
nevolmente spaziate da altri oggetti condut­ tz
tori, specialmente se questi viaggiano paral­
leli per lunghi tratti. Occorrono poi supporti
od ancoraggi piuttosto frequenti,per evitare
che la linea ruoti, cortocircuitandone i con­ R g . 5 - 5 - Soluzione P«rllnea 8 sca,etta-
duttori, o comunque modificandone l’impe­

218
LE TRAPPOLE La classica soluzione L-C

Considerando che le normali antenne che vai


più la pena di accorciare sono quelle per le
Uno sguardo panoramico sui parametri di bande dei 40 e 80 m, e che un’antenna di que­
cui tenere conto nell’impostazione realizzati- sto tipo può essere usata poi su tutte le ban­
va delle trappole per antenne multibanda de, ci riferiamo qui ai problemi costruttivi
porta a definire i seguenti punti fondamenta­ inerenti la trappola classica costituita da una
li: bobina da 10 pH e da un condensatore da 50
1) le trappole sono circuiti a risonanza­ pF.
parallelo, che equivalgono effettivamente In certi paesi, per esempio in USA, non esi­
ad un circuito aperto solo alla risonanza e stono problemi costruttivi: uno spezzone di
nelle immediate vicinanze; bobina commerciale B.W. o simile, un bel
2) le trappole diventano un’induttanza - se­ condensatore da trasmissione della Centra-
rie alle frequenze più basse di quella di ri­ lab, e il gioco è fatto.
sonanza, contribuendo così ad un allun­ Da noi (e non solo da noi, in questo caso) la
gamento elettrico dell’antenna; ciò impli­ soluzione è meno immediata.
ca che la lunghezza fisica dell’antenna va Per la bobina non esistono (salvo il surplus)
tenuta inferiore al previsto, appunto a soluzioni commerciali: ma questo non è un
causa di detta induttanza; problema, trattandosi di un componente che
3) le trappole devono avere Q elevato, talché si può autocostruire abbastanza facilmente.
si devono usare condensatori di alta qua­ Il problema esiste per il condensatore; abbia­
lità e bobina di grosse dimensioni; mo parlato di tipo per trasmissione: ciò si­
4) i migliori risultati si ottengono con capa­ gnifica che questo condensatore, oltre a do­
cità ed induttanze che presentino 200 -r- ver reggere una notevole tensione ai suoi ca­
300 0 di reattanza; pi, deve anche sopportare una discreta cor­
5) la risonanza delle trappole va accurata­ rente.
mente predisposta al centro della banda S’impone quindi una scelta ben precisa; e i ti­
di lavoro. pi citati già alcune volte (per esempio, i Cen-
L’elemento determinante nella esecuzione tralab) sono di difficile reperibilità, e (stante
delle trappole è senza dubbio quello indicato la provenienza, i passaggi di mano e lo scarso
al punto 3, e cioè il Q complessivo, a propo­ mercato) costano molte migliaia di lire.
sito del quale sono necessari alcuni chiari­ A questo punto, non resta che esaminare ed
menti. Innanzitutto, il concetto di Q elevato approfondire le soluzioni alternative, fermo
si applica, in questo caso, alla necessità di restando il fatto che (naturalmente) esistono
basse perdite localizzate: infatti, circuiti riso­ anche in Italia ditte che vendono le trappole
nanti con basso Q a vuoto comportano la sfuse già pronte.
perdita di una porzione apprezzabile Per la bobina, è molto difficile realizzarne
dell’energia a RF fornita all’antenna. una perfettamente autoportante; l’unico
Del resto, un Q troppo elevato comportereb­ problema che qui si pone è quindi quello del
be che le trappole sono di qualche utilità ef­ supporto, che sarà ovviamente un tubo iso­
fettiva' solo alla frequenza di risonanza (o lante, da scegliere fra i vari materiali disponi­
poco oltre), talché il risultato di banda pas­ bili.
sante zero non risolverebbe alcun problema Si potrebbe pensare al plexiglass, ma, trat­
, pratico. tandosi di materiale piuttosto fragile (specie
; Quindi il dato di partenza va ridimensionato se esposto alle intemperie), si dovrebbe repe­
nel senso di avere componenti tali da ridurre rire di spessore troppo più grosso del norma­
al minimo accettabile le perdite a RF, e co­ le, e nòn è facile.
munque tali che la trappola presenti un valo­ Più facile è invece il tubo da impianti usato
re sufficientemente alto di impedenza, possi­ in edilizia, in PVC o materiali simili, che si
bilmente di poco inferiore ai 10 kfi. trova anche in spessori di qualche millime­
Dopo questa breve analisi, passiamo ad esa­ tro. Due fori diametrali, a 10 20 mm dai
minare i vari modi per risolvere il problema. bordi estremi, permettono di farvi passare

219
una trecciola di 2 + 3 mm di d ia m e tr o , a lla c ­ piuttosto difficile inserire un altro foglio o
ciata e saldata all’esterno in m o d o d a a n c o ­ tubo isolante per aumentare la costante die­
rarvi il. conduttore dell’antenna v e ra e p r o ­ lettrica), operiamo con la solita formula vali­
pria. da per il calcolo della capacità di un conden­
Alla stessa trecciola, nel tratto rettilineo in­ satore (in pF):
terno, si potranno saldare ì reofori del con­
densatore che, comunque realizzato, sarà al­ S
C = 8,85 -IO-2 —
logato dentro al tubo. d
All’esterno, d o v e tale « c a p p io » esce dal tu­ dove:
b o , si salderanno invece i terminali della bo­ S è la superficie in cm2
bina, ripiegati a gancetto c h e p a s si sotto la d è la distanza in cm.
trecciola. '
Diamo qui di seguito i dati costruttivi della Scegliamo due tubi di alluminio (o ottone)
bobina da 10 (JH per due diametri di tubo di diametro 50 e 40 mm rispettivamente, con
possibili; naturalmente, il pezzo di tubo sarà spessore 2 mm; le misure dei diametri sono
molto più lungo della sola bobina. quelle esterne, e quindi le superfici affacciate
0 50 : 20 spire - filo 1,5 -r 2 mm - lunghezza saranno quella esterna del tubo interno (0
avvolg. 80 mm 40 mm) e quella interna del tubo esterno
0 40: 24 spire -f ilo 1,2-e 1,5 mm - lunghez­ (0 46 mm), talché la distanza fra le armature
za avvolg. 80mm. - d - è uguale a 6 mm : 2 = 3 mm.
In fig. 5-6 è schematizzata la possibile solu­ Come superficie di riferimento prendiamo per
zione pratica, molto simile a quanto fatto da semplicità un valore intermedio (riferendoci
qualche ditta costruttrice USA. cioè ad u n diametro medio di 43 mm) e
Per l’esecuzione dell’avvolgimento, il siste­ tagliamo i due tubi lunghi 12,5 cm; avremo:
ma ideale sarebbe quello di effettuarlo in S = 4,3 x 3,14 x 12,5 = 169 cm2
modo bifilare, cioè avvolgendo assieme due
fili del diametro giusto per raggiungere la 8,85- IO'2- 169
Allora C = 50 pF.
lunghezza prevista; a bobina conclusa, se ne 0,3
toglie via uno dei due, cosicché l’altro resta
con spaziatura di un diametro. Facciamo un altro esempio con due tubi di­
Per risolvere il problema della capacità, oc­ versi, e in particolare aventi diametro 50 e
corre spesso a d a tta r s i a rimediarne delle 60 mm, lunghi 20 cm (lo spessore sarà ora
combinazioni serie-parallelo. Esaurito que­ 2 mm). L’intercapedine è così 6 mm e il
sto semplice (ma accettabile) compromesso, diametro medio è di 54 mm; calcoliamo allora
passiamo alle versioni più «scientifiche»! la superficie:
Quella dei tubi coassiali è la versione adotta­ S = 5,4-3,14-20= 399 cm2
ta da molti costruttori per le loro antenne di­
rettive, già costruite in struttura tubolare;
ma anche per antenne filari ne sono venduti
dei modelli sfusi sul mercato USA.
Se posizioniamo, uno dentro l’altro, due tubi
di materiale conduttore aventi uno diametro
di pochi millimetri inferiore all’altro, avre­
mo realizzato un condensatore coassiale di
ottime caratteristiche; si tratterà solo di man­
tenere saldamente allineati e centrati i due tu­
bi, in modo che risultino perfettamente isola­
ti.
Facciamo ora un paio di esempi basati su tu­
bi di alluminio di misure commerciali; par­
tendo dal presupposto di lasciare libera l’in­ Fig. 5-6 - Classica soluzione costruttiva di bobina per
tercapedine fra i due tubi, e cioè che il dielet­ trappola.
trico sia l’aria, come in effetti è (sarebbe

220
8,85-IO-2*339 piastrina in oggetto; o ancor meglio, verifi­
c = _!-------------- = 50 pF. care quelle da noi già calcolate, sulla base di
0,6
un rettangolo di 2 X 10 cm di lati, cioè con
In ambedue i casi, si ottiene il richiesto valo­ 20 cm2 di superficie.
re di capacità senza eccessivi ingombri. La capacità sarà allora (tenendo conto che la
Resta qualcosa da dire sulle modalità co­ formula precedentemente data va moltiplica­
struttive, e in particolare, evidentemente, sul ta per la costante dielettrica relativa, non es­
fissaggio reciproco dei tubi; il sistema più sendovi più l’aria come isolante):
semplice è quello di usare 3 o 4 viti in nylon
per parte, poste a circa 10 mm dal bordo, 4,6*8,85' IO-2-20
S = ------ —---------- - = 50 pF
con uno o due dadi usati come spessore di di- 0,16 F
stanziatura.
Per i collegamenti, basta in questo caso sal­
Un robusto capocorda sul tubo esterno (que­ dare due pezzetti di conduttore nudo (e suffi­
sto, fissato con normale vite metallica) da un cientemente robusto) sui due bordi estremi,
lato e quello interno dall’altro (idem) risol­ uno su una faccia ed uno sull’altra, ed il con­
vono il problema dell’attacco d’antenna. densatore, realizzato con una semplicità
Per un più comodo fissaggio della bobina, estrema, è così pronto (come raffigurato in
all’esterno o aH’interno che sia, sarebbe op­
fig. 5-8).
portuno montare i due tubi sfalsati l’uno ri­
spetto all’altro nel senso della lunghezza (e C’è solo una cosa cui è ancora opportuno
quindi dovranno essere tagliati un po’ più provvedere: il foglio di rame si ossida molto
lunghi); in fig. 5-7 è indicata la soluzione facilmente e rapidamente, con qualche possi­
bile deterioramento. Si può ovviare a questo
suggerita.
spruzzando la piastrina con i tanti spray pro­
tettivi, o, ancor più semplicemente, verni­
Pensare alla tipica schematizzazione di un ciandola con collante per alta frequenza (ma­
condensatore (due superfici affacciate e vici­ le che vada, il solito polistirolo disciolto in
ne, con interposto un dielettrico), e farsi ve­ acetone).
nire in mente il noto supporto da circuito Non abbiamo fatto alcun cenno alla tensione
stampato del tipo bifacciale è cosa abbastan­ di isolamento, ma non ci sono problemi: la
za immediata. rigidità dielettrica di questo materiale è ele­
E infatti una modesta piastrina da circuito vatissima (29 kV/mm), permettendo quindi
stampato, in vetronite, col rame su ambedue notevoli margini.
le facce, si presta ottimamente a risolvere il Consigliamo semplicemente di arrotondare
problema, specie a frequenze di questo tipo. leggermente gli spigoli, passando i quattro
Il laminato standard con 1,6 mm di spessore ( X 2) lati tenuti obliqui su un foglio di carta

(FR4) presenta una costante dielettrica di 4,6 smeriglio: si evitano anche pericoli di arco
circa. lungo i bordi. .
Possiamo allora calcolare le dimensioni della Eventualmente, esiste anche il laminato con
- 100

Fig. 5 -8 - C o n d e n sa to r e
realizzato con la­
minato p e r c ir c u i­
ti s ta m p a ti.

spessore doppio, cioè 3,2 mm, che presenta tanza presenta una migliore evidenza fisica.
margini ben più elevati di tensione; in. questo Un trappola realizzata in questo sistema pre­
caso, ia superficie, per ottenere lo stesso va­ senta un Q molto elevato esattamente nel
lore di capacità, va raddoppiata, per esempio senso che è stato precisato più importante:
portando le dimensioni della piastrina a 30 scarse perdite di potenza ed alta impedenza;
X 134 mm. e per ottenere ciò, basta usare del normale
Va però tenuto presente che questo tipo di RG58.
spessore è molto raro da trovare. I dati costruttivi per le trappole realizzate in
cavo coassiale sono riepilogati nella tabella
che segue.
Le trappole
in cavo coassiale

Un ulteriore, validissimo sistema per costrui­


re condensatori (e, perché no, induttanze) di
ottime caratteristiche consiste nel ricorrere L
ad uno spezzone in cavo coassiale di oppor­
tuna lunghezza; in fig. 5-9 è rappresentata la
metamorfosi del sistema.
La soluzione di partenza (A) è piuttosto co­
mune: un’induttanza L, localizzata come
una vera e propria bobina, è sintonizzata alla
risonanza per mezzo di un condensatore co­
stituito da un pezzo di cavo coassiale, dotato
di una ben precisa capacità fra l’anima cen­
trale e lo schermo esterno. Facendo un passo
avanti (fig. 5-9/B) sia la capacità che l’indut­
tanza possono essere ottenute dallo stesso
spezzone di cavo coassiale, ripiegato a mo’ di B)
bobina, e collegato come indica la fig. 5-10:
il conduttore interno da un estremo è colle­
gato alla calza esterna dalla parte opposta.
Per meglio comprendere il modo di funzio­
nare di questa versione, cioè per visualizzare
l’induttore ed il condensatore derivanti da
questo tipo di collegamento, ci si riferisce al­
la fig. 5-9/c, dove conduttore interno e ma­
glia esterna sono indicati separati.
Il condensatore indicato a tratteggio equivale Fig. 5-9 - Funzionamento di uno spezzone di cavo
coassiale come trappola.
alla capacità distribuita fra i due punti corri­
spondenti delle due bobine, mentre l’indut­

222
IRRADIAZIONE DI
CAVO COASSIALE
ARMONICHE DA ANTENNE
MULTIBANDA

Un’antenna multibanda è intenzionalmen­


te progettata e realizzata per funzionare (in
genere, automaticamente) su un certo nume­
ro di diverse bande di frequenza; è quindi
inevitabile che qualsiasi armonica o spuria,
la cui frequenza abbia a coincidere con una
delle frequenze di risonanza dell’antenna, ne
venga irradiata con attenuazione trascurabi­
le, se non nulla. In questi casi è perciò indi­
(CALZA) (CENTRALE) spensabile esercitare una cura particolare per
evitare che queste armoniche possano rag­
giungere l’antenna.
Fig. 5-10 - Trappola realizzata in cavo coassiale. Un certo grado di protezione automatica
contro queste irradiazioni lo possiedono le
antenne multibanda equipaggiate con lìnee
banda di su supporto su supporto di alimentazione accordate: infatti, in questi
risonanza 0 38 miti 0 22 mm casi, è quasi sempre necessario ricorrere a
(in m ) circuiti di accoppiamento risonanti da inserire
numero lunghezza sp ire lu n g h e z z a fra trasmettitore e linea, e ciò aggiunge selet­
sp ire (in min) (EG58) (in m m )
(RG58) tività al sistema, consentendo una certa di­
scriminazione contro tutte le frequenze di­
10 37« 30 6% 50 verse da quella prevista.
12 4% 30 7% 55 I dipoli multipli e le antenne trappolate non
15 5 35 8 '/ 4 55 presentano questo comportamento, in quan­
17 574 35 9% 60 to la loro filosofia di progetto consiste nel
20 6V 4 45 12 80 far sì che l’antenna mostri un’impedenza re­
30 974 60 17 100 sistiva la più costante possibile su tutte le
40 1 2 3/ 4 75 bande di frequenza che l’antenna è destinata
a coprire.
Quando si costruisce una trappola di questo Con questi tipi di antenna, e con gli altri ana­
tipo, occorre ricordare che si sta realizzando loghi, è consigliabile eseguire un’accurata se­
sia la capacità che l’induttanza; il cavo deve rie di prove per determinare l’entità con cui
quindi venir maneggiato con cura, special- le armoniche inevitabilmente presenti
mente per quanto riguarda eventuali modifi­ all’uscita di qualsiasi trasmettitore possono
cazioni del dielettrico interno, in particolare essere rilevate a distanza (ci si riferisce, in ge­
per quanto riguarda le deformazioni da ec­ nere, a qualche chilometro), e per provvede­
cessivo riscaldamento in fase di saldatura. re all’inconveniente trovando modo di inseri­
Le lunghezze dei cavi in tabella sono quelle re una qualche forma di selettività aggiunti­
misurate fra i due fori di ancoraggio sul sup­ va.
porto tubolare; in effetti serve circa 1 cm in
più per parte.
Le trappole così realizzate possono essere
sintonizzate sulla frequenza esatta spostando
leggermente le spire; qualche percento di
spostamento si può così ottenere facilmente.

223
IL BALUN ratore; 12 invece ne proviene ed ha quindi fa­
se opposta.
Quando 12 raggiunge il punto di giunzione
fra linea e braccio del dipolo, si divide secon­
Certi aspetti del collegamento fra una linea do due percorsi ben precisi e separati: 13, che
coassiale (intrinsecamente sbilanciata) ed un torna indietro viaggiando però lungo l’ester­
dipolo o altra antenna bilanciata risultano no della calza schermante, ed 14 ( = 12-13) che
piuttosto trascurati, o comunque non ben percorre l’altro braccio del dipolo.
chiariti, nella più comune letteratura tecnica; L’ampiezza di 13 dipende ovviamente dalla
probabilmente da ciò nascono certe incom­ impedenza che la superficie esterna della cal­
prensioni ancora esistenti a proposito del ba­ za schermante presenta verso terra.
lun e delle sue funzioni, spesso confuse con Se la lunghezza effettiva di questo percorso è
quelle di trasformazione d’impedenza, men­ un multiplo dispari di quarti d ’onda, l’impe­
tre la sua funzione fondamentale è quella di denza non potrà che essere molto alta, ren­
fornire gli opportuni percorsi alle correnti dendo quindi 13 sostanzialmente trascurabi­
pertinenti alle configurazioni bilanciata e le; in tal caso, Il ed 14 sono praticamente
sbilanciata. uguali.
Se invece il percorso della corrente a RF ver­
so terra è un multiplo pari di quarti d ’onda,
La distribuzione delle correnti la sua impedenza risulta estremamente bas­
sa, e quindi la corrente 13 può essere di inten­
Per intendere sino in fondo le funzioni di un sità rilevante; ne consegue quindi una note­
balun, è essenziale esaminare da vicino il vole diversità fra i valori di II e 14: il dipolo
comportamento delle correnti su di esso, ri­ irradia in modo asimmetro, e ad irradiare
ferendoci in particolare alla fig. 5-11. energia ci si mette in qualche modo anche la
I due bracci del dipolo, a causa della loro si­ calza esterna del cavo coassiale.
tuazione di simmetria, si accoppiano con la Naturalmente, in tutti i casi di lunghezza di
linea di alimentazione trasferendovi energìa linea intermedia, anche la ripartizione della
dì uguale ampiezza e fasi opposte; il flusso di corrente fra 13 ed 14 avverrà in misura pro­
corrente indotto sull’esterno della lìnea viene porzionale.
così cancellato. In ogni caso, può capitare facilmente che il
Ma non basta; quello che effettivamente di­ percorso a RF verso terra vada ad includere
sturba è la constatazione che esistono tre per­
corsi attraverso cui passa corrente nella linea
coassiale, e non solamente due; la «colpa» è D IP O L O
dell’effetto pelle, che divide la corrente che
interessa la calza schermante in due percorsi
differenziati.
Caratteristico di quest’effetto è il fatto di
confinare la corrente a RF sulla superficie
esterna del conduttore, cosicché la corrente
che scorre sulla superficie interna del «tubo»
conduttore non interagisce mìnimamente
con quella che scorre sulla superficie più
esterna, e viceversa.
All’interno della linea coassiale, la situazione
delle correnti è dunque la seguente: una (II)
che scorre lungo il conduttore centrale e l’al­
tra (12) che scorre sulla superfìcie interna del­
la calza esterna.
La corrente II proveniente dal braccio di si­ Fig. 5-11 - Ripartizione delle correnti di alimentazione
nistra del dipolo, nell’istante «fotografato» su un sistema dipolo/linea coassiale.
viaggia da sinistra a destra e ritorna al gene­

224
il cavo-rete del trasmettitore e qualche altro
sistema dì fili casalinghi o nei pressi.
DIPOLO
Tutto quanto sopra contribuisce comunque,
ed è ormai ben noto, a far variare l’ampiezza
di 13 al variare della lunghezza della linea di
alimentazione.
Tornando alla nostra antenna, abbiamo con­
statato che 13 non può che produrre un cam­
po a RF, cioè irradia analogamente ai due
bracci del dipolo, comportandosi cosi come
un terzo braccio alimentato in parallelo al se­
condo; ricordiamo infatti che le correnti II Fig. 5-12 - Schematizzazione del circuito di fig. 5-11.
ed 12, strettamente pertinenti alla linea di
trasmissione, non producono alcuna irradia­
zione in quanto i campi che ne derivano non Addirittura, nel caso in cui la lunghezza del
solo sono di uguale ampiezza e di fase oppo­ braccio fittizio sìa un multiplo di À/2, esso si
sta, ma risultano anche confinati entro la comporta come un circuito risonante-serie,
calza schermante esterna. con valore di resistenza piuttosto basso (solo
Il circuito può ora essere semplificato nella quella d’irradiazione); di conseguenza, spe­
versione di fig. 5-12; poiché II e 12 non pos­ cialmente in queste condizioni, l’impedenza
sono interagire con alcuna altra corrente, si complessiva del dipolo risulta non poco di­
può anche rappresentare il generatore a RF versa dal suo valore tipico.
direttamente applicato ai terminali di ali­ Tornando infine alla fig. 5-11, ci si può ren­
mentazione dell’antenna, e la superficie dere conto come, senza l’inserzione di un ba-
esterna della calza diventa il terzo conduttore lun, cambiare la lunghezza della linea di ali­
collegato a terra. mentazione significhi anche modificare (in
Occupiamoci ora dell’impedenza del dipolo, certa misura) la lunghezza dell’antenna vera
o meglio della sua resistenza d’irradiazione, e propria, oltre che la sua impedenza ed il
che (alla risonanza) è compresa fra 50 e 70 ti diagramma d’irradiazione: ciò significa (se
a seconda dell’altezza dal suolo, a frequenze non si elimina 13) che il ROS misurato all’in­
più alte aumenta gradualmente e acquisisce gresso della linea cambia al cambiare della
una componente induttiva, mentre a fre­ sua lunghezza.
quenze più basse diminuisce e compare una E ciò spiega anche perché capita spesso di
componente capacitiva. L’impedenza di cia­ dover ritoccare la risonanza (e cioè aggiusta­
scun braccio del dipolo è evidentemente la re la lunghezza) di un dipolo ogni volta che
metà dell’impedenza totale; ma questo vale se ne cambia la linea di alimentazione (sem­
per i bracci 1 e 2, mentre per il 3 l’impedenza pre, naturalmente, se non c’è balun).
si comporta inevitabilmente come quella di Dovrebbe essere finalmente evidente che, ac­
una linea di trasmissione in cortocircuito ad coppiando una linea sbilanciata ad un carico
un estremo. bilanciato (quale è intrinsecamente un dipo­
Quindi, nei casi in cui la lunghezza del brac­ lo), la funzione primaria del balun consiste
cio 3 è un multiplo dispari di quarti d’onda, nel bloccare alla corrente a RF il percorso fra
esso si comporta come un circuito risonante le superfici interna ed esterna della calza
-parallelo, con valore d’impedenza pari a schermante.
2000 3000 12. Un valore così elevato posto Con un balun inserito in testa alla linea di
in parallelo ai 25 -f- 35 12del braccio 2, ha ef­ trasmissione, 12 non si suddivide più, ma
fetto chiaramente trascurabile sia su di esso fluisce completamente nel braccio 2; abbia­
che sulla resistenza complessiva del dipolo. mo così 14 = II, ottemperando alle condi­
Quando invece la lunghezza effettiva di tale zioni di simmetria o bilanciamento, pertinen­
braccio non coincide con le misure citate ti al tipo di antenna. Per quanto riguarda i ri­
(À/4 o multiplo dispari), la resistenza del flessi della presenza o meno di un balun sulla
braccio 3 diminuisce, e inoltre vi compare forma del diagramma d’irradiazione, la mi­
una reattanza in serie. glior indicazione si può avere dall’analisi dei

225
relativi grafici rilevati da una serie dì prove
piuttosto rigorose eseguite nei laboratori del­
la A.R.R.L. e riportati in fìg. 5-13.
Il primo diagramma d’irradiazione è quello
classico attribuibile ad un dipolo ideale in
spazio libero, cioè la versione teorica; il se­
condo è quanto si riesce ad ottenere da un di­
polo a mezz’onda alimentato attraverso ba-
lun in camera anecoìca, ed è molto vicino al
primo: il terzo è lo stesso dispolo, nelle stesse
condizioni di misura, salvo che manca il ba-
lun: il cambiamento è veramente drammati­
co, anche se nei casi pratici si può ottenere
un andamento completamente diverso volta
per volta, in meglio o, naturalmente, in peg­
gio.
Dopo aver riepilogato ed approfondito le
motivazioni che possono portare all’adozio­
ne di un balun, vediamone le possibili solu­
zioni costruttive.

I balun a «choke»

II sistema più semplice per realizzare un’in­


duttanza di blocco in serie alla corrente ester­
na della linea consiste nel!'avvolgere la lìnea
stessa in alcune spire, partendo proprio da
dove essa si collega all’antenna. Con il cavo
avvolto in 6 -e 8 spire di 20 -e 30 cm di diame­
tro, si ottiene una reattanza serie sufficiente
per minimizzare 13 in una gamma di frequen­
ze senz’altro compresa fra 14 e 30 MHz.
Sfortunatamente, questa soluzione (bobina
in aria) non si presta per applicazioni prati­
che sotto i 14 MHz, in quanto la lìnea, avvol­
ta in bobina per realizzare reattanza suffi­
ciente sulle bande più basse, dovrebbe essere
eccessivamente lunga; occorre quindi, se si
vuol restare al balun in cavo coassiale, però a
banda molto larga, ricorrere al trasformato-
re a linea di trasmissione, come vedremo in
apposito paragrafo.
Una soluzione alternativa può essere quella
di realizzare il choke-balun con un tratto di
cavo coassiale attorno al quale sono infilati
tanti anelli di ferrite ad alta permeabilità, che
riescono ad aumentare sia la reattanza che la
resistenza del conduttore interessato. In ge­
nerale, si può dire che l’impedenza della calza

Fig. 5-13 - Diagramma d’irradiazione di un dipolo con


e senza balun.

226
esterna di un cavo coassiale aumenta presso­
ché proporzionalmente col numero degli B IL A N C IA T O
anelli infilativi sopra. Una pratica versione
dì un balun di questo tipo (lunga meno di 30
cm, tutto compreso, e adatta a funzionare da
1,8 a 30 MHz) si può realizzare infilando 50
anelli in ferrite quali, per esempio, gli Ami-
don FB-73-2401, su un cavo coassiale RG-
303 (o RG141-U, con la copertura esterna
tolta).
Da 30 a 250 MHz, si possono adottare invece
25 anelli tipo FB-43-2401.
La lunghezza dello spezzone di cavo coassia­
le basta sia sufficiente a portare tutti gli anel­
li di ferrite e ad applicare alle estremità gli
inevitabili connettori coassiali.
La semplicità costruttiva di questo balun va
di pari passo con le ottime caratteristiche
possedute: l’impedenza è compresa fra 750 e
1500 0 per il tipo HF e fra 500 e 100 fi per il
tipo VHF; non esistono sostanziali limitazio­
ni di potenza.
La gamma di frequenze operative di un
choke-balun può essere estesa ben sotto i 2
MHz usando un nucleo ferromagnetico ad
alta permeabilità come supporto, anziché av­
S B IL A N C IA T O
volgerlo in aria; così facendo si riesce a far
aumentare molto nettamente l’induttanza,
Fig. 5-14 - Balun a choke in cavo su toroide.
riducendo a valori modesti la corrente di sbi­
lanciamento 13. Fra l’altro, la corrente che
produce il flusso che va ad interessare il nu­
cleo è solo la citata 13 (e non già l’elevata nella tabella che segue.
corrente che va ad alimentare l’antenna), tal­
ché i problemi di saturazione non sono tali frequenza induttanza spire spire
da impensierire particolarmente. La struttu­ (T200-2) • (F568-1/QI)
ra si basa sempre su una bobina di cavo coas­
siale, ora però avvolta su un toroide a per­ 3, 5 MHz 22,7 uH 40 12
m eabilità piuttosto elevata (almeno 7 » 11,4 » 28 10
100-r 125) e di dimensioni notevoli (almeno 14 » 5,7 » 20 6
un T200 Amidon, ma meglio un F568-1 In­ 21 » 3,8 » 16 4
diana G.); con quest’ultimo tipo bastano 28 » 2,8 » 14 4
1 2 1 4 spire per arrivare a coprire i 3,5
MHz. Il balun a «linea di trasmissione»
Come cavo, il solito RG58 pone come limite
la potenza massima, non oltre i 200 -l- 300 Il tipo di balun cosiddetto «a bobina» basa il
W; se si vuole raggiungere il fatidico kilowatt suo funzionamento né più né meno che sui
(del resto ben tollerato dal toroide citato), principi della linea di trasmissione, o dei tra­
occorre ricorrere al RG 141 (dielettrico Te­ sformatori lineari.
flon) o RG 303. Fondamentalmente, un trasformatore a linea
La struttura è riportata in fig. 5-14, mentre il di trasmissione consiste in due (o più) linee di
numero minimo di spire in funzione della più uguale lunghezza ed impedenza caratteristi­
bassa frequenza dì lavoro richiesta (definito ca, collegate fra di loro in serie ad un estre­
sulla base di 500 fi di reattanza) è indicato mo ed in parallelo all’altro estremo.

227
A = 2Z,
A) ■O

Z, = 4Z,

Zo = 2Z,

Fig. 5-15 - Evoluzione del balun a linea di trasmissione.

Nelle condizioni riportate in fig. 5-15, le li­ da un paio di bobine avvolte con linea bifila­
nee risultano bilanciate verso terra alle estre­ re, le opportune varianti della versione clas­
mità collegate in serie, ove sono adattate ad sica già vista in fig. 5-15 consentono di otte­
un’impedenza pari a 2Zo; agli estremi colle­ nere soluzioni differenziate particolarmente
gati in parallelo le linee vedono invece un ca­ adatte ai diversi impieghi.
rico adattato se uguale a Zo/2. In questa po­ In fig. 5-16 è riportato un tipo di balun in aria
sizione, uno degli estremi può essere collega­ (senza cioè essere avvolto sul classico sup­
to a terra, a condizione che le due linee ab­ porto ferromagnetico) in cui gli avvolgimenti
biano lunghezza tale che, considerando ogni centrali della figg. 5-15 sono ridotti ad uno
linea come filo a sé stante, l’estremità bilan­
ciata risulti effettivamente disaccoppiata
dall'estremità-parallelo: e perché ciò avven­
ga, è necessaria una lunghezza che sia un
multiplo dispari di quarti d’onda.
Una ben precisa lunghezza di linea è richiesta
solamente nella misura in cui essa risponde
agli scopi di disaccoppiamento, e se questo è
sufficiente il sistema si comporta come tra­
sformatore d’impedenza con rapporti 4:1,
senza più essere legato alla lunghezza.
Se ciascuna linea è avvolta a mo’ di bobina
(come visto nei paragrafi precedenti, e come
indicato in figura B), l’induttanza che se ne
ottiene si comporta come blocco a RF, con­
tribuendo cosi ad isolare l’estremo collegato
in serie da qualsiasi collegamento verso terra
che possa risultare presente sugli estremi col­
legati in parallelo; comunque, la lunghezza
di linea in ciascuna bobina dovrà essere circa
uguale ad un quarto d’onda alla più bassa
frequenza di lavoro. Confermato quindi che,
per operare sulle lunghezze d’onda maggiori, Fig. 5-16 - Balun a linea in aria.
la forma più conveniente di balun è costituita

228
solo.
I punti contrassegnano la polarità dei singoli
avvolgimenti, o per meglio dire il loro inizio;
il rapporto dì trasformazione in questo caso
è 1:1.
Una risposta sufficientemente costante su
una banda compresa fra 3,5 e 30 MHz si ot­
tiene semplicemente avvolgendo 12 spire tri-
filari di filo da 1,5 -e 2 mm su un supporto di
25 mm di diametro, possibilmente in resina
fenolica o fiberglass.
Per operare sulle bande più basse, cioè dai
160 ai 40 m, il balun va realizzato con 13 spi­
re trifilari di filo da 1 mm, su un tubo di dia­
metro 50 mm e per una lunghezza di 130 B IL A N C .
mm; questa versione non è adatta per le ban­
de alte, data la sua eccessiva capacità ed in­
duttanza distribuita, tant’è vero che già sui
40 m il rendimento è poco soddisfacente.
Ambedue le versioni citate possono tollerare
livelli di potenza pari ad almeno 500 -h 600
W. Stanti le limitazioni (in banda passante
ed ingombro) che incontrano i balun realiz­
zati con spire avvolte in aria per le HF, è più
abituale e conveniente ricorrere a trasforma­
tori a larga banda avvolti su nuclei toroidali;
due possibili soluzioni sono riportate in fig. T2 b
5-17.
La versione A consiste in un balun con rap­
porto 1:1, sostanzialmente adatto per impe­
denze comprese fra 50 e 75 0, da riportare
allo stesso valore.
In B è invece raffigurato un balun con rap­
porto di trasformazione 4:1, utile quindi per
riportare 200 300 0 bilanciati a 50^75 sbi­
lanciati. Ambedue le versioni sono in grado
di sopportare fino a 1000 W e di fornire ri­
sultati regolamentari da 1,8 a 60 MHz circa.
II materiale magnetico è ferrite di tipo Q2;
esattamente si tratta, sia per TI che per T 2 ,
di un toroide CF123, con diametro esterno
60 mm, diametro interno 35 mm, spessore
12,7 mm, e permeabilità 40.
TI ha 10 spire trifilari di filo da 1,6 mm; T2
ha pure 10 spire bifilari, dello stesso tipo.
L’avvolgimento va uniformemente distribui­
to su tutta la circonferenza del toroide, ed è
consigliabile curare bene l’isolamento
filo/ferro, perché negli spigoli del toroide
possono verificarsi perdite o scariche con il so nu-
conduttore messo a nudo da screpolature Fig. 5-17 - Balun a trasformatore a banda larga
nello smalto. eleo toroidale.
Un’altra versione è realizzabile nella forma
229
r i p o r t a t a in fig . 5-18, ove in A è riproposto il Il «bazooka»
c la ssic o s c h e m a equivalente, ed in B è indica­
ta la s o lu z io n e costruttiva da e sso derivata, si N o n è n ie n te di n u o v o (n e t a n to m e n o di peri­
tratta dì u n balun con rapporto 1:1, atto a c o lo s o ); si tratta s e m p lic e m e n te d el nome di
sopportare fino a 1000 W, con impedenza g e rg o d a t o alla più s e m p lic e v e rs io n e di ba­
caratteristica tipica di 65 0± 15 fi (talché può lun, quello cioè cui ci si può riferire diretta-
essere indifferentemente usato per linee a 50 mente dalla fig. 5-11, con funzione base di
come a 75fì), perdita d’inserzione contenuta manicotto dissintonizzante o isolante. Si
in 0,1 -e 0,2 dB, e bilanciamento migliore del tratta in effetti di un conduttore tubolare po­
10% entro la gamma 1,5 -e 30 MHz, sto esternamente al cavo coassiale con di­
Il supporto magnetico è realizzo con due to­ mensioni tali da formare una linea a quarto
roidi tipo FX 1588 Mullard, ben fasciati con d’onda cortocircuitata in basso con la calza
nastro adesivo in poliestere; il primario (LI) schermante del cavo stesso (fig. 5 - 19).
è di 10 spire, mentre il secondario comprende Questa semplice versione di «convertitore»
due avvolgimenti di 5 spire cadauno. di bilanciamento è in grado di fornire l’opti­
Per gli avvolgimenti è usata bandellina di ra­ mum delle prestazioni solo su una banda
me larga 2,5 3 mm e spessa 1 mm, e gli stes­ piuttosto ristretta di frequenze, talché qualo­
si sono opportunamente distribuiti ed inter­ ra siano richieste caratteristiche di banda lar­
vallati; in figura C è infine riportato un esem­ ga, occorre ricorrere ad altri tipi di balun; il
pio di installazione del balun (che va oppor­ rapporto di trasformazione ottenibile è in­
tunamente protetto con vernici adatte), che trinsecamente di 1:1.
poi non è altro che un vero e proprio centro- Quando il bazooka si adotta in HF, la forma
dipolo, in plexiglass o materiali isolanti simi­ costruttiva più abituale consiste nel «fascia­
lari. re» la parte alta della linea con foglio con-

Fig. 5-18 - Altra versione

230
duttore (tipo stagnola) per la quota prevista
sotto il punto dì alimentazione, e collegarlo CARICO BILANCIATO
alla calza schermante con uno spillo che at­
traversi solo la guaina esterna-del cavo, cor­ NESSUN
tocircuitando così ì due conduttori tubolari. COLLEGAMENTO
La lunghezza elettrica del quarto d’onda in
questi casi è circa il 95% di quella fisica.
Quando invece si tratta di realizzare un ba­ À/4
zooka per VHP, ed ancor meglio per UHF, è
consigliabile ricorrere alla completa costru­
zione della parte terminale della lìnea, per ri­
durre al minimo perdite e sbilanciamento.
In questo caso, è opportuno riferirsi alla so­
luzione di fig. 5-20, che comprende sìa le in­ _ LINEA
CO ASSIALE
dicazioni costruttive pratiche sia gli elementi
per calcolare e realizzare questo dispositivo in '"■f'V
modo sufficientemente semplice.
Fig. 5-19 - Balun di tipo «bazooka».
Balun VHF in cavo
2 ,= ^ '
La versione più semplice di balun con tra­
,
sformazione d’impedenza (4:1) è quella che L_ 73152
f
fa uso dello stesso cavo coassiale di linea, di­
sposto come in fig. 5-21, e naturalmente già L, = L — 12
introdotto nel 1° volume. (L in rum, f in MHz)
L’unico demento costruttivo di cui tener
conto è la dimensione L, cioè la lunghezza Diametro del conduttore centrale
del tratto aggiuntivo, di cavo, che va dimensio­ ZouJ
nato esattamente pari a mezza lunghezza ZlN
200 300 450 600

52 Si 4 2,6 1,6 0,9


Fig. 5-20 - Bazooka realizzato specificamente per VH F/ 75 Sì 2,6 1,6 0,9 0,6
'UHF.

231
LUNGHEZZA E
4Zj BILANC. IMPEDENZA DELLA LINEA
DI ALIMENTAZIONE

Cosa significa che, per esempio, il cavo coas­


siale tipo RG-8/U ha impedenza caratteristi­
ca di 50 fi?
Cominciamo con l’esaminare il caso di figi
5-22: un breve tratto del cavo in questione
con una resistenza da 50 fi collegata a d ,
un’estremità come carico. Se si applica allo­
ra, all’altro estremo dello spezzone, uno
strumento in grado di misurare l’impedenza
(tipicamente, un ponte), la misura ottenuta
sarà appunto di 50 fi: e ciò appare la cosa più
logica e prevedibile.
Riferiamoci ora alla fig. 5-23, nella quale lo
stesso pezzo di cavo coassiale (cioè da 50 fi di
impedenza caratteristica) è terminato su una
resistenza da 100 fi: che risultato otterremo
ora da una misura d’impedenza? Per rispon­
Fig. 5-21 - Ballun per VHF con rapporto 4:1, in cavo. dere a questa domanda, occorre avere un da­
to in più: occorre cioè conoscere la lunghezza
effettiva, o meglio elettrica, della linea. In al­
d’onda elettrica; ciò comporta la esatta co­ tre parole, ora bisogna conoscere anche la
noscenza del fattore di velocità del tipo di ca­ frequenza in ballo e la lunghezza fisica della
vo adottato (normalmente, uguale a 0,66 per linea, oltre alla sua costante dielettrica: tutto
il cavo in politene compatto e 0,82 per quello ciò, in quanto su una linea da 50 fi terminata
in politene espanso). con 100 avvengono alcune cose strane ed in­
Il valore di L sarà quindi 68 cm nel 1° caso, e teressanti.
85 cm nel 2°, quando si debba realizzare un
balun per i 145 MHz.
Per i 435, basterà dividere queste misure per
3, e procedere alla costruzione con maggior
cura; tuttavia, già su queste frequenze è pre­
feribile il tipo coassiale visto nel precedente
paragrafo.

Fig. 5-23 - Cavo con carico disadattato.

232
Fra i vari casi possibili, riferiti cioè a diverse
lunghezze dello spezzone, si scelgono i due
rappresentati in fig. 5-24: se la linea è lunga
un quarto d’onda, il ponte d’impedenza for­
nirà una misura di circa 25 fi; se la linea è
lunga mezz’onda, la misura risulterà invece
100 fi, pari cioè alla resistenza di termina­
zione. La cosa diventa un po’ più complessa
con lunghezze intermedie; per esempio, con
linea di 1/8 d’onda, la misura fornirà una re­
sistenza da 40 fi con in serie una certa capaci­
tà, mentre con linea lunga 3/8 d’ondà, la mi­
sura indicherà 40 fi di resistenza con in serie
Fig. 5-24 - Carico disadattato con diverse lunghezze di
una certa induttanza. cavo.
La sequenza dei valori per un tratto di linea
opportunamente lungo viene riportata in fig.
5-25/A. stica di una linea di trasmissione, come cioè
Nel caso in cui la resistenza di terminazione quel valore di resistenza che, applicato alla
di linea sia più bassa, per esempio 25 fi, l’an­ linea come terminazione, fa sì che l’impeden­
damento dei valori misurati sarà invece quel­ za d’ingresso della linea stessa risulti indi-
lo di fig. 5-25/B. pendente dalla sua lunghezza (questo, alme­
Ecco quindi che può essere giustificata una no nel caso di linea senza perdite, o comun­
diversa definizione dell’impedenza caratteri- que con perdite sufficientemente basse).

Fig. 5-25 - Comportamento di una linea alle varie lunghezze con carichi disadattati.

233
Misura dell’impedenza d’antenna lo così, al trasmettitore verrà presentato un
carico resistivo, in grado quindi di assorbire
Esaminiamo ora, a titolo d’esempio, un ipo­ potenza; questo circuito non è altro che il
tetico impianto d’antenna, nel quale un di­ ben noto adattatore o accoppiatore d ’anten­
polo sia collegato alla stazione ricetrasmit­ na.
tente con un tratto dì lìnea a 300 0; non pos­ Allora, visto che solo la resistenza può assor­
siamo certo aspettarci che tale linea si com­ bire potenza, che differenza fa se l’antenna
porti come una pura e semplice linea di tra­ cui ci riferiamo è risonante o no?
smissione, trasportando cioè energia senza Quando l’antenna non risuona, solo la parte
aggiungere di suo alcun effetto collaterale. resistiva della sua impedenza complessa as­
Alla frequenza di risonanza (che coinciderà sorbe potenza; quindi, se si parte (come al
più o meno con quella dì lavoro), il dipolo solito) dal presupposto di adottare una linea
apparirà come una resistenza da 60 fi circa, di trasmissione non risonante e di impedenza
mentre a frequenze diverse l’antenna diventa caratteristica uguale a quella dell’antenna,
una terminazione complessa, nella quale è dovrà essere l’antenna a risuonare.
cioè presente una parte resistiva ed una reat­ Solo in questo caso, non c’è bisogno di
tiva. preoccuparsi minimamente della lunghezza
D’altra parte, si è già visto come una lìnea di linea (salvo per le normali perdite), e nem­
(nel nostro caso da 300 fi, terminata su un meno della presenza di un qualsiasi adattato­
carico diverso da questo valore) equivale a re.
valori diversi di resistenza e reattanza, a se­
conda di quanto è lunga.
Di conseguenza, la frequenza di risonanza I R.O.S.
(controllata, per esempio, con un G.D.M.),
quella frequenza cioè in corrispondenza delle II fatto che l’impedenza d’ingresso di una li­
quali all’estremo d’entrata della lìnea appa­ nea varia con la terminazione della stessa
re resistenza pura, non ha qui alcun peso comporta automaticamente la presenza di
sulla frequenza dì risonanza vera e propria onde stazionarie: poiché la potenza a RF è
del sistema, Cambiando la lunghezza fisica costante in ogni punto della linea, se lungo la
della linea è infatti possibile azzeccare un va­ stessa varia l’impedenza, anche tensione e
lore cui corrisponde una risonanza esatta­ corrente non possono che fare lo stesso.
mente uguale alla frequenza prevista per il Supponiamo che nella linea dell’esempio
funzionamento, ma tutto ciò significa sem­ vengano immessi 100 W; essendo il carico di
plicemente che la lunghezza elettrica della li­ 100 fi, la corrente nello stesso sarà di 1A e la
nea alla frequenza di risonanza è ora un mul­ tensione presente ai suoi capi sarà 100 V.
tiplo di quarto d’onda: è infatti in corrispon­ Ad un quarto d’onda dal carico, la linea pre­
denza dì queste lunghezze che la linea presen­ senta 25 fi d’impedenza, talché i 100 W da­
ta, ai terminali d’ingresso, una resistenza pu­ ranno luogo ad una tensione di 50 V, con 2A
ra (naturalmente, a patto che anche il carico di corrente. In un punto a mezz’onda, le con­
sia costituito, o quanto meno rappresentabi­ dizioni torneranno a 100 V e 1 A, e così via.
le, da una pura e semplice resistenza). Il ROS quindi, essendo il rapporto fra valori
Ad ogni modo, tutto ciò fa capire che non è massimi e mìnimi di tensione o corrente lun­
poi così facile misurare la frequenza di riso­ go la linea, varrà in questo caso 2:1.
nanza di un’antenna. Nel caso assunto come Risulta comunque evidente che tutti quelli
esempio, avendo «terminato» la linea con un che sì danno da fare a cambiare il ROS modi­
carico diverso dall’impedenza caratteristica, ficando la lunghezza della linea, ottengono sì
il tipo ed il valore di impedenza che appare ai che all’estremità d’entrata la linea sembri
terminali d’ingresso della linea dipende dalla una resistenza, e quindi risulti più semplice
sua lunghezza. l’accoppiamento con il trasmettitore, cioè il
Per far assorbire potenza da un’antenna, la trasferimento della potenza.
linea dovrà allora essere collegata al trasmet­ Ma, lungo la linea, non cambia assolutamen­
titore tramite un circuito in grado di com­ te niente: il R.O.S. è determinato esclusiva-
pensare qualsiasi reattanza che vi appaia: so­ mente dal carico.

234
' Precauzioni nella misura del R.O.S. terra, anche se, da qualche punto sia il ROS-
metro che il TX sono collegati al terreno.
Le informazioni che un R.O.S.metro può L’esterno della linea è così diventato parte
dare sulle caratteristiche di un’antenna sono del sistema d’antenna vera e propria (quasi
senz’altro utili e significative, a patto natu­ ne fosse un elemento parassita), e quindi ne
ralmente che esso sia usato ed inserito in mo­ costituisce anche (parzialmente) il carico, che
do appropriato; ciò va detto in quanto esi­ va ad aggiungersi a quello effettivo dell’an­
stono altri motivi per cui, cambiando la lun­ tenna. Il ROS lungo la linea risulta quindi
ghezza o la posizione di una linea di trasmis­ determinato dal carico complessivamente ri­
sione, cambi la lettura dello strumento. sultante; ecco spiegato il motivo per cui, va­
Esaminiamo allora le possibili condizioni di riando la lunghezza della linea di trasmissio­
installazione e misura. ne, cambia in genere la lettura del ROS: è
È noto che qualsiasi conduttore presente nel cambiata la porzione di carico costituita
campo di un’antenna, anche ad una certa di­ dall’accoppiamento indesiderato !
stanza, risulta accoppiato induttivamente ad Come conseguenza di tutto ciò, se la lettura
essa. del nostro ROS-metro deve essere accurata
Il grado di accoppiamento dipende ovvia­ ed attendibile, è evidentemente necessario di­
mente dalla posizione del conduttore di linea saccoppiare la linea dall’antenna, o almeno
rispetto all’antenna vera e propria, nonché evitarne possibili risonanze conseguenti. Può
dalla loro distanza; l’esempio più evidente è infatti capitare che certe lunghezze comples­
quello di un elemento parassita in un’anten­ sive di linea, misurate fra un estremo dell’an­
na direttiva, strettamente accoppiato al com­ tenna ed il punto d’inserzione del ROS-
plesso della struttura e risonante all’incirca metro, risultino proprio risonanti per conto
alla stessa frequenza. loro, su qualcuna delle bande radiantistiche.
Altri conduttori inevitabilmente accoppiati È allora consigliabile prevedere la linea di
all’antenna trasmittente sono le linee casalin­ trasmissione, ove possibile, di lunghezza pari
ghe di energia elettrica, i cavi telefonici, ecc. ad una delle quote indicate in fig. 5-27, ove è
E naturalmente, come indica la fig. 5-26, la riepilogata tutta la situazione.
vostra linea di trasmissione: in questo caso è
la calza esterna del cavo coassiale ad essere S’intende che questa è una cautela che può
accoppiata induttivamente all’antenna, che risultare molto comoda, ma non è una cura
corre più o meno nelle vicinanze. globale del problema. Altrettanto importan­
Ecco allora che la corrente indotta dall’an­ te è la precauzione di non far correre la linea
tenna nella calza esterna della linea va ad in­ vicina e parallela all’antenna, bensì perfetta­
fluire la lettura del ROS lungo la linea stessa; mente perpendicolare ad essa, almeno per il
infatti lo schermo non è più a potenziale di tratto più lungo possibile, e alla base, la linea

ANTENNA

235
problema. Una prima soluzione, facile e red­
ditizia, consiste nell’avvolgere in un certo
ANTENNA numero di spire la linea alla base del palo, in
modo da realizzare una bobina (indicativa­
mente, 4 -r- 5 spire di circa 30 cm di diametro,
tenute assieme da qualche giro di nastro ade­
sivo) che aiuta a mantenere la linea «fredda»
in quel punto.
Un’altra analoga bobina all’estremità che va
in stazione può migliorare la situazione fina­
le; naturalmente, queste «bobine» aggiuntive
possono essere realizzate con spezzoni di ca­
9 m vo appositamente inseriti.
13 m Una volta effettuate queste inserzioni, si pro­
• 14,1 m cederà ad un’altra serie di misure di ROS
■18,9 m (con e senza bobine): se le curve sono ragio­
■24,3 m nevolmente paragonabili, è segno che la linea
■27 m con l’ultima modifica è sostanzialmente di­
■29,1 m saccoppiata e, le misure di ROS sono ora
- 33,6 m sufficientemente attendibili
-44,1 m

Fig. 5-27 - Lunghezze non risonanti.

dovrà correre parallela al terreno, ma non al


tetto.
Nel caso in cui le «cure» ora consigliate non
siano di pratica attuazione, quale affidabilità
può essere attribuita alle indicazioni di un
ROSmetro, anche se tali indicazioni coinci­
dono sostanzialmente con le prestazioni tipi­
che dell’antenna in prova?
Il sistema più semplice e veloce di controllare
la misura è quello di aggiungere un tratto di
1 2 m dì linea coassiale fra ROS-metro ed
antenna, e rifare le letture.
Se la curva del ROS, entro le singole bande,
varia di ampiezza e di forma in modo sensi­
bile, allora è segno che esiste accoppiamento
non trascurabile fra antenna e linea; natural­
mente, la riprova è valida se il ROS-metro è
di buona qualità ed il collegamento antenna-
linea è ben adattato e bilanciato: se, per
esempio, si ha a che fare con dipolo e cavo
coassiale, la mancanza di un balun è suffi­
ciente per giustificare la presenza di corrente
a RF sull’esterno della calza esterna.
Una volta constatato che esiste interazione
fra linea ed antenna, e nel caso che non esista
alcuna possibilità di modificarne le posizioni
relative, occorre evidentemente escogitare
qualche sistema alternativo per risolvere il

236
TABELLONE CAVI

CAVI COASSIALI RG/U

Im pedenza Capacità 0 esterno A ttenuazione in dB/30 m Tensione


RG fti Tipo di sch erm atu ra
in ohm p e r m (in p f ) in mm (frequenza/attenuazione) m ax (in V)

4 50 99 5,7 rame nudo/doppia calza 1900

5 52 94 8,4 rame nudo/doppia calza 100/2,6 300/4,7 1000/9,5 3000/18 3000


5A-5B 50 94 8,3 rame argentato/doppia calza 10/0,7 100/2,4 1000/8,8 3000/16,7 3000

6-6A 76-75 66 8,4 doppia calza (nuda/argentata) 100/2,8 300/5,3 1000/11 3000/21 2700

7 95 40 9,4 rame nudo/calza singola 100/2 300/3,8 1000/7,8 1000

8-8A 52 97 10,3 rame nudo/calza singola 100/2,1 300/4,2 1000/9 3000/18 4000-5000

9 -9 A 51 99 10,7 doppia calza (nuda/argentata) 100/2,3 300/4,2 1000/8,6 3000/17,9 4000

9B 50 99 10,7 rame argentato/doppia calza 100/2,3 300/4,2 1000/8,6 3000/17,8 5000

10-IOA 52 97 12 rame nudo/calza singola 100/2,1 300/4,2 1000/9 3000/18 4000-5000

11-11A 75 67 10,3 rame nudo/calza singola 100/2,1 300/3,8 1000/7,8 3000/16 4000-5000

12-12A 75 67 12 rame nudo/calza singola 100/2,1 300/3,8 1000/7,8 30)0/16 4000-5000

13-13A 74 67 10,7 rame nudo/doppia calza 100/2,1 300/3,8 1000/7,8 3000/16 4000-5000

14-14A 52 97 13,8 rame nudo/doppia calza 100/1,4 300/2,8 1000/6,2 3000/12 5500-7000

15 76 66 13,8 rame nudo/doppia calza 10/0,3 100/1,6 1000/6,5 3000/15 5000

16 52 97 16 rame nudo/calza singola 100/1,2 300/2,8 1000/6,7 3000/16 6000

17-17A 52 97 22 rame nudo/calza singola 100/0,8 300/1,8 1000/4,2 3000/10 11000

18-18A 52 97 24 rame nudo/calza singola 100/0,8 300/1,8 10)0/4,2 3000/10 11000

19-19A 52 97 28,4 rame nudo/calza singola 100/0,7 300/1,5 10)0/3,5 3 0 » / 7,7 14000

20-20A 52 97 30,4 rame nudo/calza singolo 100/0,7 300/1,5 1000/3,5 3000/ 7,7 14000

21-21A 53 95 8,4 rame argentato/doppia calza 100/14 300/25 1000/46 / 2700

22 95 52 10,3 rame stagnato/calza singola 30/1,7 100/3,6 200/5,3 300/ 7 1000

22A-22B 95 52 10,3 rame stagnato/calza singola 400/10,5 max/ 1000

23-23A 125 39 16x24 doppio cavo/rame nudo 10/0,4 100/1,7 30/0,8 300/ 3,5 3000

24-24A 125 39 18x26 doppio cavo/rame nudo 10/0,4 100/1,7 30/0,8 300/ 3,5 3000

29 53 94 4,7 ra m e s ta g n a to /c a lz a singola 10/1,3 100/4,8 1000/18 3000/35 1900

34 71 70 15,8 rame nudo/calza singola 30/0,9 100/1,8 200/2,7 300/3,5 5200

34B 75 70 16 rame nudo/calza singola 400/3,8 max 6500

35 71 70 24 rame nudo/calza singola 100/0,7 300/1,8 1000/4,2 3 0 0 0 / 9 ,2 10000

35B 75 70 24 rame nudo/calza singola 400/2,8 max 10000

36 69 72 30 rame nudo/calza singola 13000

237
Im p e d e n z a C a p a c ità 0 e s te rn o A tte n u a z io n e in dB /30 in T en sio n e
EGRI T ip o d i s c h e r m a tu r a
in ohm p e r m (in pF ) in ram ( fr e q u e n z a /a tte n u a z io n e ) m ax (io V)

42 ■ 78 66 8 ,7 r a m e a r g e n t a t o / d o p p i a c a lz a 1 / 1 ,8 1 0 /5 ,6 1 0 0 /1 7 1 0 ) 0 /5 4 2700

54 58 89 7 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 2500

54A 58 87 6 ,3 r a m e s t a g n a t o / c a l z a s in g o la 1 0 / 0 ,8 1 0 0 /3 ,1 1 0 0 0 /1 2 3 0 0 0 /2 1 3000

55 53 94 5 ,2 r a m e s t a g n a t o / d o p p i a c a lz a 10 /1 1 0 0 / 4 ,2 1 0 0 0 /1 6 3 0 0 0 /3 2 1900

55A 50 99 5 ,5 r a m e a r g e n t a t o / d o p p i a c a lz a 3 0 0 0 /4 0 m a x 1900

55B 53 - 5 ,2 r a m e s t a g n a t o / d o p p i a c a lz a 4 0 0 / 1 1 ,7 m a x 1900

5 7 -5 7 A 95 56 15,8 r a m e s t a g n a t o / c a l z a s in g o la 3 0 / 1 ,4 1 0 0 /3 2 0 0 / 4 ,6 300/ 6 3000

5 8 -5 8 B 53 94 5 r a m e s t a g n a t o / c a l z a s in g o la 1 0 /1 1 0 0 / 4 ,2 3 0 0 / 7 ,9 I O » / 16 1900

5 8 A -5 8 C 52 94 5 r a m e s t a g n a t o / c a l z a s in g o la 1 0 /1 ,3 1 0 0 /5 ,3 3 0 0 / 9 ,6 1 0 0 0 /2 2 1900

59 73 69 6,1 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 10 /1 1 0 0 /3 ,8 3 0 0 /7 1 0 0 0 /1 4 2300

5 9 A -5 9 B 75 71 6,1 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 4 0 0 /9 m ax 2300

6 2 -6 2 A 6 2 B 93 44 6,1 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 1 0 /1 1 0 0 /3 ,1 3 0 0 / 5 ,5 1 0 0 0 /1 0 750

6 3 -A -B 125 33 10,3 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 1 0 / 0 ,6 1 0 0 /2 3 0 0 / 3 ,6 1 0 0 0 /7 io p o

6 5 -6 5 A 950 145 10,3 r a m e n u d o / c a l z a s in g o l a 1 / 5 ,5 3 /1 0 1 0 /2 1 ,5 3 0 /4 0 1000

7 1 -A -B 93 44 6 ,4 r a m e s t a g n a t o / d o p p i a c a lz a 1 0 /1 1 0 0 /3 3 0 0 / 5 ,5 1 0 0 1 /1 0 75 0

72 3 50 - 16 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la -

73 25 - 7 r a m e n u d o / d o p p i a calza. -

7 4 -7 4 A 52 98 1 5,6 r a m e n u d o / d o p p i a c a lz a 1 0 0 / 1 ,4 3 0 0 / 2 ,8 1 0 0 0 /6 ,3 3 0 0 0 /1 3 5 5 0 0 -7 0 0 )

7 9 -7 9 B 125 3 3 -3 6 12 r a m e n u d o / d o p p i a c a lz a 1 0 / 0 ,6 1 0 0 /2 1 0 0 0 /7 3 0 0 0 /1 2 1000

83 35 145 10,3 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 1 0 / 0 ,8 1 0 0 /2 ,8 1 0 0 0 /9 ,6 3 0 0 0 /2 3 2000

84A 75 70 25 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 4 0 0 / 2 ,8 m a x 10000

85A 75 70 39,5 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 4 0 0 / 2 ,8 m a x 10000

86 200 25 7 ,2 x 1 7 1 0 0 / 0 ,5 6 m a x -

87 A 50 98 10,8 r a m e a r g e n t a t o / d o p p i a c a lz a 4 0 0 /5 m ax 5000

89 125 33 16 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 1 0 0 /2 1 0 0 0 /7 1000

93 50 95 18 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 10000

9 4 -9 4 A 50 95 1 1 ,3 -1 2 ,7 r a m e n u d o / d o p p i a c a lz a 4 0 0 / 3 ,8 3 0 0 0 /1 4 7000

100 35 145 6,1 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 200)

1 0 8 -1 0 8 A 78 80 6 (2 c o n d u t t o r i ) 1000

i 1 1 -1 1 1A 95 48 12,5 (2 c o n d u t t o r i ) 4 0 0 / 1 0 ,4 m a x 1000

1 1 4 -1 1 4 A 185 22 10 r a m e n u d o / c a l z a s in g o l a 1000

115 50 97 9 ,5 r a m e a r g e n t a t o / d o p p i a c a lz a 4 0 0 / 5 ,6 m a x 5000

1 15A 50 97 10,5 r a m e a r g e n t a t o / d o p p i a c a lz a 4 0 0 / 4 ,2 m a x 4000

116 50 97 10 r a m e a r g e n t a t o / d o p p i a c a lz a 4 0 0 /5 m a x 5000

238
Im p e d e n z a C a p a c ità 0 e s te rn o A tte n u a z io n e in d B /3 0 m T en sio n e
R G /U T ip o d i s c h e r m a tu r a m a x (in V)
in ohm p e r m (in pF ) in m m (fre q u e n z a /a tte n u a z io n e )

1 1 7 -1 J 7 A 50 % 18 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 4 0 0 / 2 ,3 m a x 70»

1 1 8 -U 8 A 50 96 20 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 4 0 0 / 2 ,3 m a x 7000

119 50 96 12 r a m e n u d o / d o p p i a c a lz a 4 0 0 / 3 ,8 3 0 0 0 / 1 7 6000

120 50 96 13 r a m e n u d o / d o p p i a c a lz a 4 0 0 / 3 ,8 3 0 0 0 /1 7 «X »

122 50 97 4,1 r a m e s t a g n a t o / c a l z a s in g o la 4 0 0 /1 8 m a x 1900

124 73 67 6,1 r a m e s t a g n a t o / c a l z a s in g o la 2300

125 150 26 15 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 20»

126 50 96 7,1 K a r m a / c a i z a s in g o la 1 0 0 0 /7 0 3000

130 95 56 16 r a m e s t a g n a t o / c a l z a s in g o la 4 0 0 / 8 ,8 8000

131 95 56 18 r a m e s t a g n a t o / c a l z a s in g o la 4 0 0 / 8 ,8 8000

133 95 53 10 ram e n u d o /c a lz a 4000

140 75 66 5 ,9 r a m e a r g e n t a t o / c a l z a s in g o la 4 0 0 /8 2300

1 4 1 -1 4 1 A 50 94 4 ,8 r a m e a r g e n t a t o / c a l z a s in g o la 4 0 0 /9 1900

1 4 2 -1 4 2 A 50 94 5 ,2 r a m e a r g e n t a t o / d o p p i a c a lz a 4 0 0 /9 1900

1 4 3 -1 4 3 A 50 94 S ,2 r a m e a r g e n t a t o / d o p p i a c a lz a 4 0 0 /6 30»

144 75 67 10 A r a m e a r g e n t a t o / c a l z a s in g o la 4 0 0 / 4 ,5 5000

146 190 20 9 ,5 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 1000

147 52 97 49 r a m e n u d o c a lz a / c a l z a s in g o la 1 0 0 / 0 ,7 3 0 0 /1 ,/ 1 0 0 0 /3 ,5 3 0 0 0 / 7 ,7 1 4 000

148 52 97 20 ra m e n u d o /c a lz a s in g o la 1 0 0 /2 ,1 3 0 0 / 4 ,2 1 0 0 0 /9 3 0 0 0 /1 8 40»

149 75 10

150 75 - -

156 50 99 13,7 t r i p la c a lz a 10000

157 50 114 1 8 ,4 t r i p l a c a lz a 150 0 0

158 25 234 1 8 ,4 t r i p la c a lz a 1 5 000

159 50 95 5 c a lz a r a m e a r g e n t a t a

160 125 40 2 6 ,8 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 3000

161 , 70 66 2 ,3 c a lz a r a m e a r g e n t a t a 1000

164 75 - 22 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 4 0 0 / 2 ,8 10000

165 50 - 10,4 c a lz a r a m e a r g e n t a t a 4 0 0 /5 5000

166 50 - 11,7 r a m e a r g e n t a t o / c a l z a s in g o la 4 0 0 /5 5000

174 50 100 2 ,6 c a lz a s t a g n a t a 4 0 0 /1 9 1500

176 2240 162 10,3 e lic a s u s u p p . m a g n e t ic o ( lin e a r i t a r d o ) 2000

177 50 - 2 2 ,8 r a m e a r g e n t a t o / d o p p i a c a lz a 4 0 0 / 2 ,8 3 0 0 /1 1 1 1 000

178 50 92 2 r a m e a r g e n t a t o / c a l z a s in g o la 4 0 0 /2 9 1000

239
Im p e d e n z a C a p a c ità 0 e s te rn o a tte n u a z io u e in dB /30 m T en sio n e
R G /U T ip o d i s c h e r m a tu r a
in ohm p e r n i (in pF ) in m m (frc tju e u W a tt equazione) m a x (in V)

1 7 9 -I7 9 A 75 - 2 ,7 r a m e a r g e n t a t o / c a l z a s in g o la 4 0 0 /2 1 1200

I8 0 -I8 0 A -B 95 49 3 ,7 r a m e a r g e n t a t o / c a l z a s in g o la 4 0 0 /1 7 1500

181 125 ■- 16,3 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 3500

187 75 - 2 ,8 r a m e a r g e n t a t o / c a l z a s in g o l a 4 0 0 /2 1 1200

188 50 - 2 ,8 r a m e a r g e n t a t o / c a l z a s in g o la 4 0 0 /2 0 1200

195 95 - 4 r a m e a r g e n t a t o / c a l z a s in g o l a 4 0 0 /1 7 1500

195 50 - 2 r a m e a r g e n t a t o / c a l z a s in g o la 4 0 0 /2 9 1000

209 50 - 19 r a m e a r g e n t a t o / d o p p i a c a lz a 3 0 0 0 /1 1 320)

210 93 48 6 ,2 r a m e a r g e n t a t o / c a l z a s in g o la 750

2 1 1 - 2 1 1A 50 - 1 8 ,6 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la 4 0 0 / 2 ,3 3 0 0 0 /1 0 7000

212 50 - 8 ,4 r a m e a r g e n t a t o / d o p p i a c a lz a (s o s t. R G 5 8 ) 3000

213 50 - 1 0,2 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la (s o s t. R G 8 ) 5000

214 50 - 10,8 r a m e a r g e n t a t o / d o p p i a c a lz a ( s o s t. R G 9 8 ) 5000

215 50 - 12 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la ( s o s t. R G 1 0 ) 5000

216 75 - 10,8 r a m e n u d o / c a l z a s in g o l a (so st. R G B ) 50»

217 50 - 13,8 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la ( s o s t. R G 1 4 ) 7000

21 8 50 - 22 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la ( s o s t. R G 1 7 ) 11000

219 50 - 25 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la ( s o s t. R G 1 8 ) 110»

220 50 2 8 ,5 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la ( s o s t. R G 1 9 ) 14000

221 50 — 30 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la ( s o s t. R G 2 0 ) 14000

222 50 - 8 ,4 r a m e a r g e n t a t o / d o p p i a c a lz a ( s o s t. R G 2 1 ) 7000

223 50 - 5 ,3 r a m e a r g e n t a t o / d o p p i a c a lz a (s o s t. R G 5 5 ) 1900

22 4 50 - 1 5 ,6 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la (s o s t. R G 7 4 ) 7000

22 5 50 - 1 0,8 r a m e a r g e n t a t o / d o p p i a c a lz a (s o s t. R G 8 7 ) 5000

226 50 - 1 2,7 r a m e n u d o / c a l z a s in g o la ( s o s t. R G 9 4 ) 7000

227 '50 - 12,5 r a m e a r g e n t a t o / d o p p i a c a lz a (so st. R G 1 Ì6 ) 5000

2 2 8 -2 2 8 À 50 - 20 r a m e n u d o / s i n g o ì a c a lz a ( s o s t. R G l 18) 7000

23 5 50 - 12 r a m e a r g e n t a t o / d o p p i a c a lz a ( s o s t. R G l 15) 5000

264 40 140 18 (4 c o a s s ia li a s s ie m e ) 4 0 0 /1 0

240
A T T E N U A Z IO N E IN dB P E R 30 m
241

1 2 3 4 5 ? 10 20 30 40 50 70 100 200 300 500 700

F R E Q U E N Z A IN M Hz
20

FR E Q U EN Z A IN MHz

242
DIZIONARIO-GLOSSARIO
dei termini più usati

ARRAY: schiera di antenne singole, che co­ LOOP: antenna a telaio, formato da una o
stituisce una struttura dotata di partico­ più spire di varia forma.
lari caratteristiche di direttività e guada­ MAST: palo portante di un sistema d’an­
gno. tenna.
BALUN: dispositivo di bilanciamento, tipi­ OMEGA MATCH: adattatore ad omega
camente usato per alimentare un’anten­ (vedi BETA M.).
na bilanciata con linea sbilanciata, :
PROBE: sonda di captazione (tipicamente
BAZOOKA: dispositivo bilanciatore realiz­ per guide d’onda) o testina di misura
zato con struttura coassiale. (per oscilloscopi o voltmetri).
BEAM ANTENNA: antenna a fascio, o di­ Q-SECTION: tratto di linea a quarto d’on­
rettiva. da usato come trasformatore d’impe­
BETA MATCH: adattatore a beta, disposi­ denza fra linea ed antenna.
tivo che trasforma l’impedenza dell’ele­ QUAD: il termine si riferisce tipicamente
mento radiante al valore di quella della ad un’antenna a telaio quadrato monofi­
linea di alimentazione. lare.
BOOM: boma, palo di sostegno dei vari
elementi che costituiscono un’antenna QUAGI: antenna costituita contempora­
direttiva. neamente di loop a onda intera (cioè
quad) e di elementi Yagi.
CUBICAL (QUAD): il termine si riferisce
tipicamente ad una antenna a due o più RANDOM: antenna filare di lunghezza ca­
' elementi a telaio quadrato monofilare. suale, in genere alimentata ad una estre­
DELTA MATCH: adattatore a delta (vedi mità.
BETA M.). S.W.R.: rapporto d’onda stazionaria
DOUBLET: significato analogo a dipolo. (ROS).
DUPLEXER: dispositivo che consente la STACKING: il sistema di piazzare antenne
simultanea trasmissione e ricezione di direttive uguali una sopra l’altra o una di
segnali sulla stessa frequenza (o banda) fianco all’altra (formando così un array),
usando un’unica antenna. in modo da ottenere maggior guadagno
e direttività.
EIRP: potenza effettivamente irradiata da
un sistema d’antenna, tenendo conto del STRIPLINE: linea di trasmissione a stri­
guadagno d’antenna (riferito all’isotro­ scia, normalmente realizzata con la tec­
pia) e delle perdite di linea. nica dei circuiti stampati.
ERP: come sopra, riferito al dipolo. STUB: sezione di adattamento d’impeden­
za che equivale ad opportuni valori (e
FRONT-to-BACK (FB) RATIO: rapporto segni) di reattanza a seconda della lun­
avanti-indietro ghezza.
GROUND-PLANE: antenna a piano di ter­ T-MATCH: adattatore d’impedenza, di
ra riportato (o artificiale). . struttura derivata dal dipolo ripiegato
HAIRPIN MATCH: adattatore a spilla (v. BETA M.).
(vedi BETA M.). TRAN SMATCH: dispositivo adattatore di
LINK: spira di accoppiamento. impedenza di tipo LC, detto anche ac­
LONG WIRE: antenna orizzontale ad ele­ cordatore d’antenna.
mento radiante lungo a piacere (purché TONER: accordatore (antenna)
maggiore di A), senza alcuna relazione (v. TRANSMATCH).
con la lunghezza d’onda operativa.

243
11 radiotelescopio di Lake Traverse, Ontarl (Canada).

244
IN D IC F 1* ANTENNE'FILAMI
E ONNIDIREZIONALI
P R E L IM IN A R I S U L L E A N T E N N E A D IP O L O p. 7
L’ANTENNA LINEARE SOTTILE ........................................ » 7
L’ANTENNA C IL IN D R IC A .................................................. » 8
ANTENNE ORIZZONTALI E V ERTICALI........................ » 9

I L D I P O L O O R I Z Z O N T A L E ........................ » 12

L E V E R S I O N I M O N O B A N D A ................................ » 12
IL DIPOLO A MEZZ’ONDA . . . . .......................................... » 12
Elementi di p ro g e tto ..................................................... » 12
Considerazioni d’impiego .................... » 15
IL DIPOLO RACCORCIATO................................. » 16
Resistenza d ’irradiazione............................................ » 16
Reattanza ...................... » 17
IL DIPOLO «CARICATO».................................. » 18
IL DIPOLO A V IN VERTITA ............................................... » 19
Elementi di p ro g etto ................................... » 19
Considerazioni d ’impiego .......................................................... » 22
IL DIPOLO RIPIEGATO ................ ..................... » 22
Elementi di p ro g etto ................................................................ » 22
Considerazioni d ’im piego............................. » 23
L E V A R IA N T I M U L T I B A N D A ............................ » 25
IL DIPOLO M U LTIPLO ......................... » 25
IL DIPOLO TRAPPOLATO............... » 26

L E A N T E N N E « L O N G W I R E » .................. » 31

G E N E R A L I T À .................................................................. » 31
A N T E N N E M O N O B A N D A ........................................ » 31
IL DIPOLO A ONDA IN T ER A ........................'..................... » 31
IL DIPOLO A 3/2 A . . . . . . . . . . .................... » 33
IL DIPOLO A V INVERTITA ................................................ » 33
IL DIPOLO ALLUNGATO (2 x 5/8 A) . . . . . . ...................... » 35
A N T E N N E M U L T I B A N D A ....................................... » 37
LA Z E P P E L IN ......................... » 37
LA «ZEPP» ALIMENTATA AL CENTRO .......................... » 38
LA «MULTEE» ANTENNA................. » 41
COLLINEARE A 4 ELEM EN TI............................................. » 42
LA «G 5R V »............................................................................... » 42

L E A N T E N N E V E R T I C A L I .......................... » 45

E S A M E P R E L I M I N A R E ............................................. » 45
D I P O L I E M O N O P O L I ................................................ » 47
IL DIPOLO A MEZZ’O N D A ................................................. » 47
IL QUARTO D ’ONDA V ERTICALE.................................... » 48

245
VERTICALI CORTE .......................................................... p. 48
La bobina di c a r ic o ......................................................................... » 49
L ’adattam ento d ’im pedenza.......................................................... » 51
Il sistema di terra . ................................ •........................................ » 52
LA VERTICALE A M EZZ’O N D A ........................................... » 55
LA V ERTICALE A 5/8 A .............................................................. » 57
LA «GROUND P L A N E » .............................................................. » 57
LE VERSIONI M U L T IB A N D A ................................................. »> 60
IL PIA N O DI TERRA R ID O T T O ............................................. » 62

A N T E N N E F I L A R I V A R I E .............................. » 63
A N T E N N E A L I N E A A P E R T A .................................. » 63
AN TENNA « R A N D O M » ................................................... » 63
«END FED H E R T Z » .................................... » 63
LA «PRESA C A L C O L A T A » ............. ........................................ » 65
COM BINAZION I VERTICALE-ORIZZONTALE . . . . . . . . » 66
ANTENNE PE R SWL-BCL .......................................................... » 68
LE ANTENNE « S L O P E R » ............................................ » 69
La «sloper» a A / 4 ............................................................................. » 70
A N T E N N E A D O N D A P R O G R E S S I V A ............... » 71
LA BEVERAGE .................................... » 71
ANTENNA ROM BICA (O R IZ Z O N T A L E )........................... » 74

2, .ANTENNE DIRETTIVE («BEÀMS»)


E ELEMENTI M^JIsìO l i PER HF
A N T E N N A U N ID IR E Z IO N A L E
A D E L E M E N T I P A R A S S IT I, O Y A G I . . . . . . . p. il
Il fu n zio n am en to ..........................................................................................» 77
L ’elem ento p a rassita .................................... » 78
Il d im e n s io n a m e n to ........................................................................... . » 80
D irettiva a 2 e le m e n ti........................................................................... » 84
D irettiva a 3 e le m e n ti........................................................................ » 87
Yagi a 4 -e 6 e le m e n ti...................... » 93
D ati p ratici c o n c lu s iv i........................................................ » 97
A N T E N N E Y A G I C O N B O B IN E D I C A R IC O . » 99
Yagi t r a p p o l a t e ................................. » 99
D irettive tip o m in ib e a m ...................................................................... » 103
A N T E N N E A T E L A IO S IN G O L O
O M U L T I P L O ......................................................................... » 106
L a q u a d a telaio s in g o lo ...................................................................... » 107
L a q u a d a più e le m e n ti......................................................................... » 109
D iretto ri e r i f l e t t o r i ............................................................................. » 110
T a ra tu ra dei r i f le t to r i ........................................................................... » 111
L a « cu b ical-quad» a 2 e le m e n ti...................................................... » 111
La cubical-quad m u ltib a n d a .......................................................... p. 113,
La «birdcage» di G 4 Z U .................................................................. » 117
La « d e lta -lo o p » ............................................................................... » 119
Il loop multi-spire per ricezione (antenna a te la io )................... » 125
SISTEMI AD ELEMENTI ALIMENTATI........... » 130
La fiat-top o end-fire (W 8 JK )........................................................ » 130
La Z L -sp ec ia l.................................................................................... » 131
La log-periodica (L P D A ).............................................................. » 132

3.ANTENNE E SISTEMI
PER VHF/UHF
Area di c a ttu ra ........................................................................... p. 142
Caratteristiche e fin a lità........................................................... » 143
L A S T R U T T U R A Y A G I IN V H F / U H F ................ » 143
Generalità sul funzionamento .................... » 143
Progettazione e dimensionamento........................................... » 144
L’accoppiamento di Y a g i........................... » 148
Accoppiamento di Yagi diverse............................................... » 152
Antenne incrociate ................ » 153
La «Skeleton-Slot» » 155
A N T E N N E Q U A D ........ ................................................... » 157
Quad accoppiate ......................................................................... » 157
Quad multielem enti..................... » 158
Q U A G I P E R V H F / U H F ___■........................................ » 160
Considerazioni conclusive , ................................. » 162
L O O P - Y A G I ......................................... » 163
A N T E N N E A D E L I C A ............................. .........."........ » 165
Particolari costruttivi..................... » 166
Eliche accoppiate....................................................................... » 168
C O R N E R - R E F L E C T O R ............................................... » 170
Riflettore tro n c o ......................................................................... » 172
A N T E N N E O N N I D I R E Z I O N A L I .......................... » 174
La ground-piane......................................................................... » 174
Verticale a 5/8 À ....................................... » 175
La J-antenna............................................................................... » 176
La « h a lo » ................................................................................... » 178
L’antenna a D .D .R .R ................................................................. » 179
La «discone»............................................................................... » 180

247
4. ANTENNE E LINEE
PER MICROONDE
L I N E E D I T R A S M I S S I O N E A G U I D A D ’O N D A p. 184
L a t r a s m i s s i o n e in g u i d a d ’o n d a ............................................................... » 184
G u i d a d ’o n d a r e t t a n g o l a r e ................................................................. » 185
A s p e t t i p r a t i c i ..................................................................................................... » 187
A c c o p p i a m e n t i in g u i d a ................................................................................. » 187

A N T E N N E A T R O M B A .................................... » 189
A n t e n n a t r o n c o - p i r a m i d a l e .......................... » 189
C a l c o l o d i p r o g e t t o ............................................... » 191
C o n s i d e r a z i o n i p r a t i c h e .................................................................................. » 194

A N T E N N E A D I S C O P A R A B O L I C O ........................ » 195
L ’a l i m e n t a z i o n e .................................................. » 196
G e o m e t r i a d e l p a r a b o l o i d e ............................ » 197
L e d im e n s i o n i d e l p a r a b o l o i d e .......................... » 198
M o d a l i t à c o s t r u t t i v e ............................. » 201

IL L U M IN A T O R I P E R A N T E N N E
P A R A B O L I C H E .................. » 202
C o n s i d e r a z i o n i g e n e r a l i .......................................................... » 202
I L L U M I N A T O R I A T R O M B A P I R A M I D A L E ........................... » 204
L e p r e s t a z i o n i ............................................................................ » 204
U n e s e m p io d i p r o g e t t o ....................................................................... » 205
A lc u n e i n d i c a z i o n i d i c a r a t t e r e c o s t r u t t i v o e p r a t i c o ............. » 207

L A P R O P A G A Z IO N E D E L L E M IC R O O N D E . » 209
C o n d i z i o n i d i c ie lo s e r e n o .................................................................. » 209
G li e f f e t t i d e l l a p i o g g i a ............... » 210
A l t r i e f f e t t i .......................... » 211

5. ANTENNE, LINEE ED ACCESSORI:


D A T I PRATICO-COSTRUTTIVI
RIEPILOGO DELLE CARATTERISTICHE DI
ANTENNE PER VHF/UHF E MICROONDE p. 213
Yagi-Uda............................................. » 213
Log periodica............................................................................. » 214
E lic a ..................................................................................................... » 214
Antenne a pannello................................................................... » 214
Corner reflector......................................................................... » 215
Paraboloide ................................................. » 215
Discone ......... » 215
L A C O S T R U Z IO N E D E L L E A N T E N N E F IL A R I p.216
La scelta del conduttore............................................................. » 216
Gli iso lato ri................................................................................. » 216
La linea di alimentazione................... '...................................... » 217
L E T R A P P O L E .................................................................. » 219
La classica soluzione L-C .................................. » 219
Le trappole in cavo coassiale...................................................... » 222
IR R A D IA Z IO N E D I A R M O N IC H E
D A A N T E N N E M U L T I B A N D A .......................... » 223

I L B A L U N ............................................................................. » 224
La distribuzione delle co rren ti.................................................. » 224
Il balun a «choke»..................................................................... » 226
Il balun a linea di trasmissione.................................................. » 227
Il «bazooka»............................................................................... » 230
Balun VHP in cav o ................................. » 231
L U N G H E Z Z A E IM P E D E N Z A D E L L A L IN E A
D I A L I M E N T A Z I O N E ......................................... » 232
Misure dell’impedenza d ’a n te n n a ........................... » 234
Il R .C .S.................■
...................................................................... » 234
Precauzioni nella misura del R .C .S.......................................... » 235
T A B E L L O N E C A V I ................................. » 237

249
ANTENNE, linee e propagazione
1° volume: Funzionamento e progetto
di Nerio Neri

Tutto quanto ser­


ve a comprendere
la fenomenolo­
gia delle 3 grandi
«zone» che risul­
tano interessate
dal viaggio delle
radioonde: l’irra-
' diazione nell’an­
tenna, la propa­
gazione nello
spazio, il percor­
so nelle linee. In
questo modo si
sono potuti trat­
tare in maniera
approfondita
questi 3 capisal­
di ed in partico­
lare il capitolo
sulla propaga­
zione.
248 pagine riccamente documentate con disegni,
grafici e tabelle.

250
COSTRUIAMO LEI ANTENNE;
FILARI
di R. Briatta e N Neri

U n’ampia ed esau­
stiva panoramica
sui vari tipi di an­
tenne che è possi­
bile costruire pre­
valentemente con
conduttori filari e
con buone garan­
zie di risultati, ba­
sandoci su esem­
plari costruiti e
provati. Eaggiun-
ta in appendice
di una panora­
mica spicciola e
sintetica su tutti
quei tipi di an­
tenne di cui non
si è ritenuto di
I IP
dilungarsi con
ampie e prati­
che descrizioni, ne completa il quadro
specifico. La pubblicazione comprende anche capitoli su MI­
SURE E STRUMENTI, BALUN E TRAPPOLE, MATE­
RIALI DI SUPPORTO. 192 pagine

251
COSTRUIAMO LE ANTENNE
DIRETTIVE E VERTICALI
di R. Briatta e N Neri

Descrizioni prati­
che di antenne di
vari tipi e per va­
rie frequenze tut­
te rigorosamente
sperimentate e
che non richie­
dono quindi altre
prove ma solo la
riedizione. La
parte iniziale è
basata sulle de­
scrizioni delle
parti meccaniche
ed elettriche che
accompagna­
no l’impianto
d’antenna quali
i materiali con j
cui sono costru- 1
ite, gli accessori
relativi, le informazioni utili al corretto utilizzo di tralicci e
supporti, i consigli per ridurre al minimo i danni da fulmini
nonché i sistemi per ottenere il massimo della resa da anten­
ne di ridotte dimensioni. 192 pagine

252
ANTENNE
PROGETTAZIONE E COSTRUZIONE (2° VOLUME)
Dopo i «come» ed i «perché» sul funzionamento delle
antenne esaminati nel 1° volume (ANTENNE, LINEE E
PROPAGAZIONE), in questo 2°, di carattere essenzial­
mente pratico-progettuale, vengono torniti: tutti gli
elementi per calcolare i vari tipi di antenne per
ricetrasmissione (e similari) dalle frequenze più basse
alle microonde, sia mediante le formule più classiche (e
semplici) che con dati già pronti e opportunamente
tabulati; le necessarie indicazioni e comparazioni sulle
prestazioni vere e presunte, in funzione delle possibili
soluzioni da adottare; esempi ed elementi costruttivi, con
ampia documentazione illustrativa, per la migliore
realizzazione pratica.
La trattazione consente così un approfondimento
accessibile e concreto non solo per chi vuole cimentarsi
in questa che è una delle «ultime spiagge» dell'auto-
costruzione, ma anche per chi è semplicemente
interessato alle scelte ed installazioni più opportune
delle tante versioni disponibili sul mercato,