Sei sulla pagina 1di 113

REALIZZAZIONI PRATICHE • TUTORIALS • RADIANTISTICA • COMPUTER HARDWARE • ROBOTICA

N° 216 - GIUGNO 2003 - ANNO 19 € 4,13 - Frs 8,00

ALL’ INTERNO LE PAGINE DI :

Spedizione in A.P. - 45% - ART. 2 COMMA 20/B LEGGE 662/96 - Filiale di Milano. In caso di mancata consegna,
restituire all‘editore che si impegna a pagare la relativa tassa presso il CMP di Roserio - Milano
BASSA FREQUENZA
• FILTRO CROSSOVER ATTIVO 2 VIE
• UN ORIGINALE ANALIZZATORE DI SPETTRO

TUTORIAL
• LA PORTA PARALLELLA SPP

HARDWARE
• GUIDA ALL’USO DEI DISPLAY
LCD INTELLIGENTI (IIIa parte)
• IL BUS I2C (IIIa PARTE):
TERMOMETRO DIGITALE CON LM75

TECNOLOGIE SPERIMENTALI
• MISSILISTICA AMATORIALE (Ia PARTE)
MHz
• RADIOCOMANDO CODIFICATO 433,92 MHz
• ASCOLTARE L’UNIVERSO VIA RADIO

ROBOMANIA
• IRON CLAW (IIa PARTE) IL LETTOR
• REALIZZIAMO UN BEAM ROBOT E PORTAT
ILE DI MP
EVOLUTO: IL SERVOCORE WALKER 3

www.farelettronica.com
redazionale
“TECNOLOGIE SPERIMENTALI”
Parlare di “nuove tecnologie” nel settore elettronico è in realtà un controsenso, quello che è
nuovo la mattina è stato superato nel pomeriggio, per questo, quando ci siamo chiesti in quale
categoria avremmo dovuto inserire il “Carillon” e la nuova rubrica sulla missilistica amatoriale,
siamo arrivati alla conclusione che “tecnologie sperimentali” era più adatta.
In questa neonata rubrica presenteremo articoli che affrontano campi d’applicazione e speri-
mentazione, non necessariamente “elettronici”, ma in ogni caso nuovi ed interessanti. Dalle
numerose email che mi inviate, per le quali vi ringrazio, noto con immenso piacere che l’inte-
resse verso nuovi campi di applicazione è sempre molto alto, per questo siamo sempre alla
ricerca di nuovi argomenti che soddisfino la vostra curiosità.
Quindi questo mese vi diamo qualcosa di nuovo con il quale misurarvi, nuovi spunti per la spe-
rimentazione e l’apprendimento.

Se tra le vostre passioni c’è quella di collezionare brani MP3 (vi ricordo che vanno rispettati i
diritti d’autore) sarete sicuramente interessati a realizzare il progetto di Enzo Brusati: “Carillon”.
Questo articolo non è soltanto finalizzato alla costruzione del lettore portatile MP3, ma affronta
anche la tecnologia che c’è dietro una semplice sigla come MP3.
Andrea Marani aggiunge un nuovo pezzo all’impianto hi-fi della vostra auto: il crossover elet-
tronico a due vie, che può pilotare l’amplificatore 50+50W, presentato nel numero scorso, e
quello per subwoofer di prossima pubblicazione.
Maurizio Del Corso continua la serie di articoli sull’utilizzo dei display LCD intelligenti, articoli
che si sono classificati al primo posto nelle vostre preferenze. Questo mese vi spiega come con-
trollarli utilizzando la porta parallela e seriale del PC.
Anche per il BUS I2C, reso semplice da Mariano Paolizzi e Salvatore Silvestri, nella terza parte si
affronta la costruzione di un termometro digitale che utilizza la sonda di temperatura LM75
appunto su bus I2C.
Diamo il benvenuto a Stefano Innocenti ed Eugenio Cosolo, esperti di missilistica amatoriale
che, a partire da questo numero condivideranno con voi le loro esperienze, guidandovi passo
per passo alla costruzione del vostro primo missile.
Vincenzo Villa continua la serie dei tutorial sulle interfacce per PC, questo mese affronta quella
preferita dagli sperimentatori: la porta parallela SPP.
Da questo numero la rubrica MHz ospita, oltre al radiocomando codificato di Marco Lento, la
prima parte di “Ascoltare l’universo via radio”, un articolo molto interessante che spiega come
ascoltare le emissioni di onde radio naturali extraterrestri. Riccardo Ricci, autore dell’articolo, è
un esperto in questo affascinante campo.
Infine in Robomania si affronta la costruzione di un nuovo robot BEAM (il Servocore Walker),
inoltre ci trovate la seconda parte di Iron Claw. Tenete d’occhio questa rubrica, abbiamo altri
incredibili robot pronti per voi.

Due parole sul sito web. Le numerose visite testimoniano il vostro gradimento, di questo siamo
veramente contenti, continuate a scriverci dandoci consigli, partecipate al forum e alle rubriche
che richiedono anche il vostro intervento, tutta la comunità di “Fare Elettronica On Line” ve ne
sarà grata.

Infine vorrei rispondere a tutti i lettori che mi chiedono come collaborare con Fare Elettronica.
Per cominciare noi non diamo compiti specifici agli autori, ma lasciamo loro libertà di movi-
mento nel campo in cui si sentono più a proprio agio. Per questo, se avere realizzato un pro-
getto interessante o siete esperti in un argomento particolare e desiderate condividere con altri
la vostra esperienza, inviateci una lista dei lavori che vorreste proporre, lavorando insieme sco-
prirete che è molto più semplice di quello che pensate.

Non mi resta che augurarvi buona lettura e rinnovare l’appuntamento al prossimo mese.

Tiziano Galizia
tiziano@farelettronica.com

RUBRICHE 3
DIRETTORE RESPONSABILE:
Angelo Cattaneo (angelo@farelettronica.com)
contatti
Richieste arretrati, libri o abbonamenti:
DIRETTORE TECNICO: stefania@farelettronica.com
Tiziano Galizia (tiziano@farelettronica.com)
Commenti sulla rivista:
REDAZIONE - SEGRETERIA: tiziano@farelettronica.com
Stefania Cucchi (stefania@farelettronica.com)
Segnalazione errori:
GRAFICA E IMPAGINAZIONE: monica@farelettronica.com
Progetto grafico: Graficonsult - Milano (info@graficonsult.com) Richieste di tipo generico:
Impaginazione: Piera Loddo (piera@farelettronica.com)
Monica Ambrogi (monica@farelettronica.com)
redazione@farelettronica.com
Ilaria Borghese (ilaria@farelettronica.com) Richieste telefoniche:
0321-927287
HANNO COLLABORATO:
Andrea Marani, Fabrizio Fazio, Enzo Brusati, Stefano Innocenti, Richieste a mezzo fax:
Eugenio Cosolo, Giampiero Filella, Cristian Randieri, Riccardo Ricci, 0321-927042
Vincenzo Villa, Maurizio Del Corso, Mariano Paolizzi, Salvatore Silvestri, Richieste a mezzo posta:
Marco Lento, Luigi Carnvale, Massimiliano Benvenuti,
Redazione di Fare Elettronica
DIREZIONE - REDAZIONE - SEDE LEGALE DTP Studio Editrice
DTP Studio srl Via Matteotti, 8
Via Matteotti, 8 - 28043 Bellinzago N.se (NO)
Tel. 0321/927287 - Fax 0321/927042 28043 Bellinzago Novarese (NO)
E-mail redazione@farelettronica.com sito internet: www.farelettronica.com

PUBBLICITÀ:
DTP Studio O321/927287 (Redazione) collaborazione
Dimensione inserto pubblicitario
La redazione di Fare Elettronica è alla continua
Spazio B H
Pagina vivo 210 280
ricerca di collaboratori per la stesura di articoli,
Doppia pagina vivo 420 280 progetti, tutorials, rubriche e libri.
1/2 pagina orizzontale gabbia 185 122
1/2 pagina verticale gabbia 90 250
Alla rivista possono collaborare tutti i lettori.
1/4 pagina gabbia 90 122 Gli articoli tecnici riguardanti i progetti realizzati
STAMPA: dovranno essere accompagnati possibilmente con
SATE - Zingonia - Verdellino (BG) foto a colori, schema elettrico, circuito stampato
DISTRIBUZIONE: ed elenco componenti.
Parrini & C. S.r.l. Viale Forlanini, 23 - 20134 Milano.
Il periodico Fare Elettronica è in attesa del numero di Per richieste di collaborazione scrivere a
iscrizione al R.C.O. tiziano@farelettronica.com o telefonare al numero
UFFICIO ABBONAMENTI 0321-927287.
PARRINI & C. S.r.l. Servizio abbonamenti
Via Tucidide, 56/ bis/Torre 1
Per informazioni, sottoscrizione o rinnovo dell’abbonamento:
Telelefono: 02/76119009 - Fax: 02/76119012.
elenco inserzionisti
Artek 13-39
Una copia € 4,13 (arretrati: € Euro 7,50; non vengono evase richieste di numeri arre-
trati antecedenti un anno dal numero in corso). Abbonamento annuo € 33,00 estero Electro Services 106
€ 95,03. Spedizione in abbonamento postale 45% art. 2 comma 20/B legge 662/96 -
Milano. Per sottoscrizione abbonamenti utilizzare il c/c postale 12767281 intestato a Elettroshop 111
DTP Studio Editrice - Casella Postale n° 100 Bellinzago Novarese (NO) Europart 49
Autorizzazione alla pubblicazione del Tribunale di Novara n. 24/97 del 17/6/1997 © Tutti i diritti di riproduzione o Futura 9-43
di traduzione degli articoli pubblicati sono riservati. Manoscritti, disegni e fotografie sono di proprietà
di DTP Studio e non si restituiscono. © Diritti d’autore: La protezione del diritto d’autore è estesa non GPE kit 55
solamente al contenuto redazionale di Fare Elettronica ma anche alle illustrazioni e ai circuiti stam-
pati. Conformemente alla legge sui Brevetti n.1127 del 29-6-39, i circuiti e gli schemi pubblicati su Fare GRIFO II cop.
Elettronica possono essere realizzati solo ed esclusivamente per scopi privati o scientifici e comunque
non commerciali. L'utilizzazione degli schemi non comporta alcuna responsabilità da parte della So- Monacor IV cop
cietà editrice. La Società editrice è in diritto di tradurre e/o fare tradurre un articolo e di utilizzarlo
per le sue diverse edizioni e attività dietro compenso conforme alle tariffe in uso presso la società Idea elettronica 52
stessa. Alcuni circuiti, dispositivi, componenti ecc. descritti in questa rivista possono beneficiare dei
diritti propri ai brevetti: la Società editrice non assume alcuna responsabilità per il fatto che ciò possa Pianeta elettronica 21
non essere menzionato. Domande tecniche: Per ragioni redazionali, non formulare richieste che esu-
lino da argomenti trattati su questa rivista. Per chiarimenti di natura tecnica riguardanti i kit elencati Sandit 97
nel listino generale oppure gli articoli pubblicati, scrivere a: DTP Studio Editrice srl, Via Matteotti, 8 -
28043 Bellinzago N.se (NO). Twintec 27
SOMMARIO
bassa frequenza robomania
Iron Claw: come assemblare il braccio 90
Filtro crossover attivo 2 vie 10
meccanico antropomorfo (seconda parte)
per casa e auto di Massimiliano Benvenuti
di Andrea Marani
Un servo RC speciale per robot 98
Un originale analizzatore di spettro 14
di Fabrizio Fazio
di grande potenza
di Massimiliano Benvenuti

Realizziamo un Beam Robot evoluto: 100


Il Servocore Walker
hardware di Luigi Carnevale

Il BUS I2C (terza parte): 22


Termometro digitale con LM75
di Mariano Paolizzi e Salvatore Silvestri mhz
Convertitore USB-RS232 (UR100) 44 Radiocomando codificato 433,92 Mhz 76
di Giampiero Filella di Marco Lento
Guida all’uso dei display LCD intelligenti 50 Radiopistoia: come nasce un hobby 80
(terza parte) di Pierluigi Bertolini
di Maurizio Del Corso
Ascoltare l’universo via radio: 82
un approcio fai da te
di Riccardo Ricci

tecnologie sperimentali
Carillon (prima parte) 28
di Enzo Brusati

Missilistica amatoriale (prima parte) 36


di Stefano innocenti e Eugenio Cosolo

Iron Claw: come assemblare il


tutorial braccio meccanico antropomorfo

La porta parallela SPP 56


di Vincenzo Villa

automazione
RECS 101: un web server embedded 68
per applicazioni di controllo remoto
tramite TCP/IP (terza parte)
di Cristian Randieri

Un originale analizzatore di spettro


rubriche
News 6
Le fiere e mostre mercato 107
di Settembre 2003
In Vetrina:
Dalla Monacor set per Dj professionisti e non 108
Gestione remota di un PLC con la serie 110
Ialink di Sena Technologies
Ambrogio: la gestione intelligente della casa 112
Electronic Shop 114
Filtro crossover attivo 2 vie per casa e auto
rubriche

applicazione, anche con La cella solare A-300, a Le celle solari A-300 saran-

news alimentazione a batteria.


L'interfaccia per il control-
lo del display è lo standard
universalmente conosciu-
to per gli LCD, l'Hitachi
HD44780, che consente
di collegarlo ad un micro-
singolo cristallo da 125
mm, è in grado di genera-
re una potenza elettrica di
3 W, proponendosi come
la soluzione caratterizzata
dal miglior rapporto
costo/Watt nel comparto
no disponibili, in quantità
limitata, nella seconda
metà del 2003: la produ-
zione in volumi dovrebbe
essere avviata entro il
2004.

Electronic shop 02
controllore facendo uso di dell’industria fotovoltaica.
4 o di 8 linee dati. Oltre a ciò, A-300 è in
grado di erogare un’ener- CRESCE LA FAMIGLIA DI
Electronic shop 01
gia di 3 kW sfruttando MICROCONTROLLORI
un’area inferiore a 17 CLASSE 8051 DELLA
A-300 CELLE SOLARI AD sqm, in modo da consen- STMICROELECTRONICS
ALTA EFFICIENZA E tire agli utilizzatore di rea- La STMicroelectronics
BASSO COSTO lizzare soluzioni ottimizza- ha annunciato di aver
UN DISPLAY LCD 4X20 SunPower Corporation, te dal punto di vista degli accresciuto la recente
CARATTERI NELLE azienda leader nel settore ingombri. La cella solare famiglia µPSD3200 di
DIMENSIONI DI UN delle celle solari, in di SunPower è ideale per microcontrollori a 8-bit
2X16 cooperazione con l’impiego in sistemi foto- con memoria Flash della
Questo display LCD, pro- CYPRESS, ha annunciato voltaici da installare sui classe 8051, così da poter
dotto da Wayton, ha i primi campioni di A- tetti, comunicazioni, siste- offrire una gamma com-
caratteristiche veramente 300, la cella solare più mi fotovoltaici integrati da pleta di microcontrollori
notevoli: nello spazio di economica ed efficiente al utilizzare nelle abitazioni e della classe 8051. I dispo-
60x30x5`mm visualizza 4 momento disponibile sul in numerose altre applica- sitivi µPSD325x dispon-
righe per 20 caratteri cia- mercato. Realizzata sfrut- zioni consumer. gono di una SRAM che
scuna, con una dimensio- tando un innovativo con- Nelle celle solari A-300 non può passare da 8 KBytes a
ne del singolo carattere di tatto posteriore, che per- è presente la metallizzazio- 32 KBytes, mentre i
5x7 punti. Ancora più sor- mette di ottimizzare l’a- ne sulla parte frontale, dispositivi µPSD321x,
prendente è la versione rea di lavoro, nascondere sostituita da un contatto denominati µPSD Lite,
retro-illuminata che ha antiestetici fili e semplifi- sulla parte posteriore che, garantiscono 80 KBytes
esattamente le stesse care l’automazione della oltre a migliorare l’aspetto di memoria Flash e 2
dimensioni, anche nello produzione, la nuova estetico, contribuisce a KBytes di SRAM e sono
spessore! cella raggiunge livelli di ottimizzare la generazione adatti per applicazioni a
efficienza del 20%, ben di energia. Questi prodotti basso costo. I µPSD325x,
superiori rispetto al 12% - sono stati sviluppati su una con un massimo di 288
15% delle celle attual- linea pilota da 2 MW e, in KBytes di memoria Flash
mente presenti sul merca- prossimo futuro, verrà e 32 KBytes di SRAM,
to. Nelle prove effettuate approntato uno stabili- consolidano la posizione
presso i laboratori NREL mento per la produzione di leader della ST per
(National Renewable su larga scala. In questo quanto riguarda la densi-
Energy Laboratory) le modo SunPower potrà rea- tà di memoria delle MCU
celle A-300 hanno rag- lizzare celle solari utilizzan- della famiglia 8051.
Un ottimo contrasto ed un giunto un livello di effi- do una quantità inferiore di
ampio angolo di visuale cienza nella conversione materiale e con una resa
completano le interessan- di potenza pari al 20,4%. decisamente superiore.
tissime caratteristiche di Finora non era stato possi-
questo LCD che, quando bile realizzare celle solari in
non è attiva la retroillumi- grado di assicurare il livello
nazione, ha un consumo di efficienza e la gradevo-
medio di 0,35 mA ed è lezza estetica dei prodotti
quindi adatto per qualsiasi della serie A-300.

6 RUBRICHE
rubriche

I dispositivi µPSD3200, cancellazione e di per la scansione di codi- ampliato la sua gamma


basati sull’architettura aggiornamento dell’altro ce a barre e controllori di compact disc player
PSD (Programmable banco. per macchine distributri- singoli e doppi per uso
System Device, dispositi- La mappatura di memo- ci automatiche. Altre discoteca con un interes-
vi di sistema program- ria è gestita tramite una applicazioni possibili santissimo lettore MP3
mabile) proprietaria PLD integrata di decodi- sono il controllo della professionale, incremen-
della ST, dispongono di fica che è in grado di sicurezza degli edifici, gli tato ancora la produzio-
banchi doppi indipen- assegnare a qualunque allarmi, il controllo di ne di amplificatori P.A. e
denti di memoria Flash segmento di memoria accesso, il controllo disco con potenze sem-
con dimensioni rispetti- Flash o SRAM un qualun- industriale, i telefoni pre maggiori, nel segno,
vamente di 256 KBytes e que indirizzo di una qua- pubblici e la strumenta- però, della massima affi-
32 KBytes, in grado di lunque pagina o banco zione. dabilità.
effettuare operazioni di di memoria. Inoltre, la Molti altri sono i settori
lettura/scrittura concor- memoria Flash può esse- I dispositivi µPSD3200 in cui la ditta tedesca
renti, di SRAM e oltre re allocata allo spazio di sono in produzione di con sede italiana a
3000 gate di logica pro- programma 8032 o allo volume in package TQFP Bologna eccelle, tra cui
grammabile con 16 spazio di dati, in maniera da 52 piedini e 80 piedi- la civetteria e spinotteria
macrocelle. Fra le perife- quasi completamente ni, nella gamma di tem- audio professionale,
riche associate all’unità arbitraria. Questa carat- peratura da –40 a +85°C radiomicrofoni operanti
centrale 8032 vi sono teristica è unica dei e sono in grado di fun- su frequenze WHF, UHF
due canali UART, 5 unità dispositivi µPSD. zionare a 5,0V e 3,3V. da 190 a 800MHz anche
PWM ad 8-bit, 4 canali con l’opzione diversità,
ADC da 8-bit, un’inter- I progettisti possono uti- Electronic shop 03
microfoni da tavolo e dj,
faccia master-slave I2C, lizzare la PLD da 16 illuminotecnica profes-
funzioni di supervisione macrocelle per sostituire IL NUOVO CATALOGO sionale controllata DMX.
e un timer watchdog eventuale logica stan- MONACOR Particolarmente caro a
oltre ad un sistema per la dard esterna implemen- Come tutti gli anni, pun- MONACOR il settore
rilevazione delle basse tata usando componenti tuale come sempre è loudspeaker siano essi
tensioni, e un massimo come le PLD22V10, le uscito il nuovo catalogo per automobile, hi fi , PA
di 46 piedini di I/O per PAL 20L8 e i circuiti inte- MONACOR Italia, ric- o discoteca: molti pro-
utilizzo generale. Tutti i grati di logica discreta chissimo di novità nel dotti delle serie top sono
dispositivi µPSD3200 della serie 74. Le funzio- campo dell’hi fi domesti- da tempo considerati il
dispongono di un’inter- ni più comuni che posso- co e professionale, must in fatto di prezzo e
faccia JTAG per la pro- no essere realizzate con amplificazione P.A., qualità, a questo propo-
grammazione dell’intero la PLD sono macchine a videosorveglianza e sicu- sito possiamo ricordare
dispositivo. I dispositivi stati finiti, registri a scor- rezza, oltre a proporre la serie RAPTOR per
µPSD3200 supportano rimento e contatori, moltissimi articoli per auto, woofers capaci di
inoltre il cosiddetto In- interfacce per tastierine laboratorio, utensileria e accettare potenze supe-
A p p l i c a t i o n e panelli di controllo, utilità. riori al kiloWatt, accop-
Programming (program- segnali di chip-select per piati ai blasonati finali di
mazione diretta del dispositivi esterni, diviso- potenza car della serie
dispositivo già montato ri di clock, multiplexer e Wanted o della serie
sull’applicazione). I circuiti di ritardo e di Digitale PWM mosfet D-
doppi banchi di memo- handshake. REX.
ria Flash e la logica pro- I diffusori per uso pubbli-
grammabile per la deco- I dispositivi µPSD sono co e discoteca uniscono
difica permettono al particolarmente adatti ad un ottimo rapporto
controllore 8032 di ese- per sistemi embedded caratteristiche prezzo
guire il programma con- come periferiche per il Da anni leader nel setto- notevole affidabilità e
tenuto in un banco Flash punto vendita, lettori di re commercializzazione robustezza.
mentre vengono effet- assegni/schede, stam- elettronica, la MONA-
tuate le operazione di panti termiche, sistemi COR ha ulteriormente Electronic shop 04

RUBRICHE 7
rubriche

LA STMICROELECTRONICS gate: possono quindi evitando l’utilizzo di sop- RICONOSCIMENTO


AMPLIA LA PROPRIA essere pilotati diretta- pressori esterni di sovra- VOCALE PER GLI HOBBISTI
GAMMA DI COMMUTA- mente da un microcon- tensione, grazie alle carat- La Sensory, leader mondia-
TORI PER TENSIONI DI trollore e garantiscono teristiche di questi disposi- le nelle soluzioni embed-
LINEA AC PER PICCOLE un basso consumo di tivi. Il progetto dei sistemi ded di riconoscimento
APPARECCHIATURE potenza. verrà inoltre semplificato vocale, ha rilasciato Voice
La STMicroelectronics ha eliminando la necessità di Direct II, un kit a basso
collaborato con i princi- L’elevata tensione di bloc- utilizzare un soppressore costo che consente di
pali produttori di piccoli co (500V) e di clamping di rumore e grazie alla aggiungere il riconosci-
sistemi per lo sviluppo di (fino a 1100V) dei nuovi possibilità di pilotare diret- mento vocale a qualsiasi
una famiglia di commu- dispositivi ACS dà la pos- tamente l’ACS con un apparecchiatura.
tatori di tensioni di linea sibilità di supportare la microcontrollore, che a Il funzionamento di Voice
AC protetti contro le tensione elettromagneti- sua volta sarà protetto Direct II è molto semplice:
sovratensioni. I nuovi ca inversa (back-EMF), contro le tensioni di ritor- il modulo rimane in ascolto
dispositivi sono proget- creata da carichi induttivi no sul gate. Questi fattori continuo attendendo una
tati per controllare pic- pilotati direttamente dalla permetteranno di miglio- parola o frase (fino a tre
cole pompe, ventilatori, rete a 240V. I commuta- rare l’affidabilità dell’appli- secondi) chiamata “trigger
valvole, relay, erogatori, tori inoltre offrono un’ele- cazione. word”; riconosciuta la paro-
sistemi per il blocco vata immunità al rumore, la viene eseguita la proce-
Electronic shop 05
delle porte e micromo- 500V/µs, e rispettano le dura di riconoscimento
tori in apparecchiature caratteristiche di immuni- comandi, fino a 15, che cor-
come lavastoviglie, con- tà agli impulsi di transito- RGM-300 RICEVITORE rispondono ad altrettante
dizionatori d’aria, lava- rio previste dallo standard GPS ULTRA COMPATTO attivazioni. I comandi sono
trici, asciugatrici, refri- IEC61000-4-4. Royalek, distribuita in Italia in tecnologia Speaker
geratori, congelatori, da Inware, presenta RGM- Depended (richiede il trai-
forni ed altre apparec- I prodotti ACS, di recen- 3000, un ricevitore GPS ning) quindi indipendenti
chiature per la distribu- te introduzione, sono ultra compatto embed- dalla lingua. Il modulo può
zione automatica. disponibili nella versione ded, completo di cavetto essere configurato per gesti-
a singolo commutatore adattatore per l'antenna. re fino ad un massimo di 3
(ACS110-7S e ACS120- L'RGM-3000 fornisce un trigger word e 5 comandi
7S) o in blocchi da tre algoritmo di navigazione per ogni gruppo, consen-
commutatori (ACS302- ottimizzato per garantire tendo la creazione di una
5T3). La massima corren- una navigazione stabile ed struttura “ad albero”.
te per ogni commutatore efficace. Sono garantiti Il kit Voice Direct II com-
è di 2A. Questi dispositi- anche consumi ridotti gra- prende il modulo e tutti i
vi permettono agli utenti zie al TricklePower control componenti necessari al
La famiglia di commuta- di ridurre i costi rispar- e le sue ridottissime suo funzionamento, non
tori ACS è realizzata uti- miando spazio sulla dimensioni permettono richiede alcuna program-
lizzando la tecnologia di scheda a circuito stam- l'impiego dell'RGM-3000 mazione ed è subito pronto
processo ASD proprieta- pato e diminuendo il in moltissime applicazioni a funzionare, il che lo rende
ria della ST, che permet- numero complessivo dei embedded. adatto a tutti coloro i quali
te di integrare nei com- componenti, grazie alla desiderano provare questa
mutatori una circuiteria configurazione con pilo- affascinante tecnologia.
di protezione ad alta ten- taggio di gate diretto e
sione che soddisfa le esi- snubberless.
genze dei più recenti
standard EMC per il I progettisti che usano la
risparmio di energia famiglia ACS potranno
negli elettrodomestici: semplificare la struttura
IEC61000-4-5. I commu- delle apparecchiature cen-
tatori inoltre hanno tralizzando la progettazio-
un’elevata sensibilità di ne del commutatore ed Electronic shop 06 Electronic shop 07

8 RUBRICHE
BASSA FREQUENZA

FILTRO CROSSOVER ATTIVO


2 VIE PER CASA E AUTO
di Andrea Marani
a.marea1@libero.it

Questo semplice circuito permette, con poca spesa, di biamplificare, ovvero, utilizzare
due differenti amplificatori in modo che la prima unità piloti un woofer e la seconda
un midrange-tweeter. In questo modo elimineremo il filtro crossover passivo tutto a
vantaggio di fedeltà, risposta in frequenza e pulizia del suono. Il circuito utilizza un
operazionale doppio ed è alimentato a tensione duale. Utilizzabile anche in auto, con
l’inverter pubblicato sulla rivista alcuni numeri orsono, oppure con inverter phantom
dedicato di futura pubblicazione.

Circa un anno fa alcuni amici mi chie-


sero se avessi potuto realizzare per loro
un semplice filtro crossover attivo due
vie per biamplificare un bel paio di
casse home dotate, di fabbrica, di bi-
wiring; beh, subito mi è saltato in
mente di creare un circuito non trop-
po complicato ma che allo stesso
tempo utilizzasse una circuitazione di
classe, che non obbligasse gli amici a
cercare componenti lungo tutta la
penisola e non prosciugasse loro il por-
tafogli.
La scelta cadde su di una circuitazione
non troppo utilizzata, ma tecnicamen-
te valida, per definizione si tratta di un
Foto 1: Prototipo del crossover elettronico
filtro multiplo di ordine superiore a
molti di voi noto come Riley Linkwitz,
altro non è che una cascata di celle r/c banda non è ripida ci troveremo nella dello stadio o dei due stadi per la ver-
passa basso o passa alto, linkate sull’a- situazione in cui sia il tweeter medio sione stereo, se l’utilizzo sarà home
nello reattivo di guadagno dell’opera- che il woofer lavoreranno entrambi a basterà realizzare un comune alimen-
zionale, tutto ottimizzato per tagliare, cavallo dei mille Hertz. Questo non tatore duale da 15+15 Vcc stabilizzato
e per bene, il segnale ad 1KHz. guasta, anzi, nel caso opposto potrem- con i classici integrati di potenza serie
Questo vuol dire che, se all’ingresso mo incorrere nel classico vuoto vicino 78xx e 79xx, oppure alimentare il
porremo un segnale teorico, la cui alla frequenza di taglio, tipico dei cros- tutto con la tensione duale dell’ampli-
banda va da 20 Hz a 20 KHz, in uscita sover passivi economici. Utilizzando ficatore di potenza, infatti, il nostro fil-
avremo per i bassi da 20 Hz a 1 KHz e due unità uguali potremo realizzare un tro può essere alimentato da 12 a 40V
per i medio acuti da 1 KHz a 20 KHz. filtro crossover 2 vie stereo. duali senza alcun problema.
Dato che l’attenuazione ai limiti di Per quanto riguarda l’alimentazione Se l’uso sarà in automobile potremo

10 BASSA FREQUENZA
BASSA FREQUENZA

usare l’inverter dedicato agli amplifica-


tori di potenza, pubblicato qualche
mese fa su questa rivista. Se al contra-
rio voleste realizzare un alimentatore
phantom a tensione duale per hi-fi car
aspettate qualche tempo, perché
anch’esso è in via di pubblicazione.

SCHEMA ELETTRICO
La figura 1, mostra lo schema elettri-
co del filtro crossover due vie 1KHz,
noterete subito la presenza di un limi-
tatore con zener, resistore e conden-
satore su ogni ramo di alimentazione,
ebbene questo circuito permette la
massima flessibilità di alimentazione
dello stadio audio e, filtrando anche
la stessa, evita rumori e ronzii del
motore se l’uso è hi-fi car.
Sono stati utilizzati componenti profes-
sionali come condensatori poliestere
PKP e resistori strato metallico 1% di
tolleranza, infatti questi tipi di resisten-
ze creano meno rumore elettrico al
passaggio della corrente.
L’operazionale scelto è, per motivi di
costo, non troppo blasonato, ma si
comporta molto bene e nulla vieta di
utilizzare un JFET a basso rumore o
componenti selezionati e speciali,
basta che si tratti di un doppio opera-
zionale con piedinatura identica e
caratteristiche elettriche minime del
TL082. Spostandoci un poco a sinistra
vediamo l’ingresso audio di sorgente,
ad esempio un lettore CD o un sinto-
nizzatore, subito il segnale viene indi-
rizzato sul passa basso e passa alto, il
passa basso è composto da R2, R4, R6,
R7, C9, C10, C11 e C12 e fa capo alla
sezione op-amp di IC1, più in alto nel
disegno, al contrario, il passa alto è
composto da C5, C6, C7, C8, R1, R3,
R5, R16. R11 e R13.
R11 e R12 limitano il guadagno degli
stadi amplificatori in modo da mante-
nere ampia la banda passante, limitare
la distorsione e far lavorare l’op-amp in
regime totalmente lineare.
Sulle uscite abbiamo una doppia
Figura 1: Schema elettrico del crossover elettronico
serie R/C di blocco della componen-
te continua, in caso l’offset dell’inte-

BASSA FREQUENZA 11
BASSA FREQUENZA

ELENCO COMPONENTI
SIGLA VALORE
R1 4,7 kΩ 1/2 W 1%
R2 10 kΩ 1/2 W 1%
R3 8,2 kΩ 1/2 W 1%
R4 10 kΩ 1/2 W 1%
R5 22 kΩ 1/2 W 1%
R6, R7 10 kΩ 1/2 W 1%
R8, R9 1,8 kΩ 1 W
R10÷R13 2,2 kΩ 1/2 W 1%
R14, R15 1,8 kΩ 1/2 W 1%
R16 22 kΩ 1/2 W 1% Figura 2: Circuito stampato in scala 1:1 (lato rame)

Trimmer lineare cermet


P1, P2
verticale 22 kΩ
grato fosse perfetto e tale da non in più. I condensatori poliestere utiliz-
Tutti i resistori escluso P1, P2, R8 e R9
incorrere in danni in caso di cortocir- zati, hanno generalmente stampiglia-
sono strato metallico 1/2 W 1%
cuito sulle uscite. to sul corpo sigle tipo 104, 103, 222,
C1, C2 220 µF 16 V elettrolitico Due potenziometri dosano il livello rispettivamente primo e secondo
C3, C4 100 nF poliestere audio disponibile per gli amplificatori numero le cifre iniziali del valore e la
di potenza in modo da poter interfac- terza il numero degli zeri da aggiunge-
C5÷C8 15 nF poliestere
ciare il filtro con diverse apparecchiatu- re, per esempio: 104 = 10.000 pF, 103
C9 18 nF poliestere re le cui sensibilità possono essere = 1000 pF, 222 = 2.200 pF e così via.
C10 33 nF poliestere notevolmente differenti. Attenzione perché la lettera K non
vuole in questo caso dire 1000, ma
C11 12 nF poliestere
ISTRUZIONI DI MONTAGGIO identifica un altro parametro del con-
C12 6,8 nF poliestere Come per tutti i montaggi elettronici densatore.
DZ1, DZ2 Zener 12 V 1 W si raccomanda la massima cura nel sal- Allora monterete, per prima cosa, tutti
dare, nel discernere i valori delle resi- i resistori poi i condensatori quindi i
D1, D2 Diodo 1N4001
stenze, che in questo caso sono a stra- componenti attivi, i trimmer del tipo
IC1 TL082 to metallico bassa tolleranza e quindi cernet verticale, infine, su di un como-
contrassegnate da due righe colorate do zoccolo, IC1.

Figura 3: Posizionamento dei componenti

12 BASSA FREQUENZA
BASSA FREQUENZA

Per motivi di praticità nel prototipo COLLAUDO DEL FILTRO altre frequenze, occorrerà però modifi-
ho utilizzato connessioni rapide a Se avete controllato tutto il circuito, eli- care taluni componenti. Ad esempio
innesto con pin Molex, ma voi minato eventuali errori e scongiurato per ottenere un taglio a 2 KHz basterà
potrete saldare direttamente i la presenza di altre disattenzioni, portare C5, C6, C7, C8 a 6,8 nF e R2,
cavetti alla basetta, ricordando che potrete dare tensione al circuito, con- R4, R6, R7 a 5,6 kΩ. Per l’opposto,
per l’ingresso di segnale e per le nettergli una sorgente audio e provare alzando i valori dei componenti, si
uscite sono necessari cablaggi il funzionamento collegando all’uscita abbasserà la frequenza di taglio.
schermati, ai cui capi porrete dei due amplificatori. Può essere utile ricordare che per l’uso
pin RCA. È sempre preferibile chiu- Generalmente con taglio a 1 KHz, la in automobile è consigliato un filtro di
dere il circuito in una scatoletta potenza dell’unità alti, deve essere alimentazione di tipo bobina/conden-
metallica posta a massa del circuito circa la metà di quella dedicata ai toni satore per il ramo positivo e negativo
o a terra in caso di utilizzo in auto- bassi, ricordate che più alto sarà il di alimentazione. Dopo l’inverter DC-
mobile. Nel caso si creino dei loop taglio e minore dovrà essere la poten- DC, l’amplificatore da 50+50 W e que-
di massa, connettete la parte metal- za dedicata alle note alte, sempre sto crossover elettronico, proseguire-
lica della scatola alla connessione di entro certi limiti s’intende. mo questa serie di articoli con un
massa del circuito tramite un con- Prima di dare tensione regolate P1 e amplificatore per subwoofer ed altri
densatore da 100 nF in serie, ma P2 a circa metà corsa, per non sovrapi- circuiti che completeranno il vostro
ricordate però, di isolare le carcasse lotare amplificatori e casse acustiche al impianto hi-fi.
metalliche dei connettori dal metal- momento dell’accensione. Buon lavoro ma soprattutto buon
lo della scatola. ascolto!
In questo caso potrete eliminare ULTIME CONSIDERAZIONI
ogni rumore determinato da colle- Il filtro, anche se ottimizzato per il taglio
gamento ridondante di massa. Electronic shop 08
a 1 KHz, può egregiamente lavorare ad

www.artek.it

Divertirsi è facile

• 4 ingressi
• 4 Uscite
• 1 Comparatore
• Opera con RTX Aurel
• Opera con telecomandi TV
Distributors Welcome NUTCHIP - PROGRAMMAZIONE ELEMENTARE A STATI LOGICI IN POCHI MINUTI

TOP MAX
Programma Professionale di
Eprom, Micro, Memorie, PLD, FPGA...
Oltre 3000 dispositivi supportati

In Offerta fino ad esaurimento scorte

Risparmi oltre 355 Euro,


680.000 delle vecchie lire!!
in collaborazione con EETOLS USA

Sali a bordo e naviga sul sito WEB ARTEK per informazioni Tel. 0542.55900 - Fax 0542.55488

BASSA FREQUENZA 13
BASSA FREQUENZA

UN ORIGINALE
ANALIZZATORE DI SPETTRO
di Fabrizio Fazio
servizio@pianetaelettronica.it

Vi presentiamo un originale analizzatore di spettro per creare uno spettacolare effetto


luminoso a ritmo di musica. Quattro file di led colorati si accendono in modo che il
suono sembri uscire da un altoparlante riprodotto da 12 led verdi. Le due file esterne
di led, variando la loro lunghezza, indicano il livello dei toni alti, mentre le due file
interne rappresentano i toni bassi. Realizzando due esemplari, e ponendoli in direzioni
opposte, possiamo ottenere un simpatico effetto stereofonico.

Lo schema elettrico del nostro proget-


to (figura 3) a molti potrebbe sem-
brare complesso, ma come sempre
dimostreremo la sua semplicità illu-
strandone il funzionamento. Partiamo
dagli ingressi audio R e L su cui deve
essere applicato il segnale prelevato
dall'uscita dell'impianto stereo (se uti-
lizziamo una sorgente mono, è suffi-
cente collegarla ad un ingresso qual-
siasi). Quindi il segnale è inviato all'in-
gresso dello stadio preamplificatore
costruito attorno ad U3D, dopo esse-
re passato per il trimmer RV1 che per-
mette di regolare la sensibilità d’in-
gresso. Il segnale audio amplificato,
disponibile dunque all'uscita di questo
primo stadio (pin 14 di U3D), viene
inviato contemporaneamente all'in-
gresso di due filtri passa-banda:

• Il primo filtro è progettato per


lasciar passare la banda dei 700 Figura 1: Ecco come appare l’analizzatore di spettro montato

Hz÷16 KHz, ed è formato dai


componenti U3C, R27, R28, C12, Quindi, se in ingresso applichiamo Viceversa, se in ingresso applichia-
C13. un segnale compreso tra 700 Hz e mo un segnale compreso tra 35 e
• Il secondo filtro è progettato per 16 KHz, questo lo ritroveremo all'u- 700 Hz, lo ritroveremo all'uscita del
lasciar passare la banda dei scita del primo filtro (pin 8 di U3C), secondo filtro (pin 7 di U3B), men-
35÷700 Hz, ed è formato dai com- mentre all'uscita del secondo filtro tre all'uscita del primo filtro lo ritro-
ponenti U3B, R29, R30, C14, C15. lo ritroveremo attenuato. veremo attenuato. Ciascun filtro

14 BASSA FREQUENZA
BASSA FREQUENZA

passa-banda è seguito da uno stadio Seconda fase Ebbene:


raddrizzatore, formato da due con- Quando sul pin 1 di U3A è presente
densatori e due diodi. livello "1": T1 va in conduzione, • Nella prima fase, essendo attivo
In questo modo: quindi sul suo collettore è presente U4A, ai capi di R20 sarà presente
una tensione di 0V che permette la tensione continua proporziona-
• Ai capi di C17 avremo una tensio- l'accensione dei led da DL39÷DL44, le al segnale della gamma 35
ne continua proporzionale all'in- mentre T2 resta interdetto abilitan- Hz÷700 Hz (quella ai capi di C19).
tensità del segnale audio in ingres- do U4B. • Nella seconda fase, essendo attivo
so con frequenza compresa tra In questo caso, U4A resta disattivo U4B, ai capi di R20 sarà presente
700 Hz e 16 KHz. (interruttore aperto) e i led la tensione continua proporziona-
• Ai capi di C19 avremo una tensio- DL33÷DL38 restano spenti. le al segnale della gamma 700
ne continua proporzionale all'in- La frequenza con cui si alternano le Hz÷16 KHz (quella ai capi di C17).
tensità del segnale audio in ingres- due fasi (150 Hz) è sufficientemente
so con frequenza compresa tra 35 alta da dare, all'occhio umano, la Quindi, ai capi di R20 avremo per
Hz e 700Hz. sensazione che i led da DL33 a DL44 3,3 ms la tensione relativa ai toni
siano costantemente accesi, e que- alti, e per 3,3 ms quella relativa ai
A supporto di quanto appena sto lo sfruttiamo per fare in modo di toni bassi. Il segnale così ottenuto ai
descritto, vi rimandiamo al riqua- accendere i 12 led suddetti, ma capi di R20 è applicato agli ingressi
dro “I filtri passa-banda” riporta- come vedremo più avanti anche gli non invertenti (+) degli otto amplifi-
to nell’ultima pagina di questo altri 32 led, con un assorbimento di catori operazionali contenuti in U1 e
articolo. corrente pari alla metà di quanto U2. Questi sono montati in configu-
Le tensioni continue presenti ai capi occorrerebbe se i led fossero effetti- razione di semplici comparatori, le
di C17 e C19, sono inviate agli vamente sempre accesi. cui tensioni di riferimento sono defi-
ingressi di due interruttori elettroni- Allo stesso tempo, come abbiamo nite dalle resistenze R9÷R17.
ci contenuti nell'integrato U4 visto, utilizziamo lo stesso segnale a Il livello in uscita ai comparatori, in
(CD4066). 150 Hz per fare in modo che si atti- funzione della tensione ai capi di
Prima di proseguire nel percorso vino alternativamente i due interrut- R20, è illustrato nella tabella sotto,
del segnale audio dopo U4, soffer- tori elettronici U4A e U4B. in cui abbiamo riportato le uscite
miamoci un attimo su U3A. Ora possiamo riprendere il percorso degli operazionali nello stesso
Quest'ultimo, assieme ai compo- del segnale audio: eravamo arrivati ordine in cui sono montati fisica-
nenti esterni, genera un segnale ad agli interruttori elettronici. mente i led a cui sono collegate:
onda quadra di circa 150Hz. Tale
segnale, disponibile al pin 1 di U3A,
viene utilizzato per dividere il fun- Tensione
U1D U1A U1B U1C U2A U2D U2B U2C
zionamento del progetto in due fasi su R20
distinte che si alternano all'infinito <0,35V 0 0 0 0 0 0 0 0
proprio alla frequenza di 150Hz,
ossia 150 volte al secondo, vale a 0,35÷0,70V 1 0 0 0 0 0 0 0
dire che ciascuna fase dura circa 3,3
millisecondi (0,0033 secondi). 0,70÷1,05V 1 1 0 0 0 0 0 0

Prima fase 1,05÷1,40V 1 1 1 0 0 0 0 0


Quando sul pin 1 di U3A è presen-
te livello "0": T1 è interdetto, quin- 1,40÷1,75V 1 1 1 1 0 0 0 0
di sul suo collettore è presente una
1,75÷2,10V 1 1 1 1 1 0 0 0
tensione positiva che abilita U4A e
polarizza T2, il quale andando in
2,10÷2,45V 1 1 1 1 1 1 0 0
conduzione porta a 0V la tensione
sul suo collettore accendendo i led 2,45÷2,80V 1 1 1 1 1 1 1 0
da DL33÷DL38. In questo caso U4B
resta disattivo (interruttore aperto) >2,80V 1 1 1 1 1 1 1 1
e i led DL39÷44 restano spenti.

BASSA FREQUENZA 15
BASSA FREQUENZA

Poiché nella prima fase (quando mente, i led da DL17 a DL32 (fila mente presente ai capi di C2 è di:
su R20 è presente la tensione rela- esterna) raggiungendo una lun- 5V+0,65V+0,65V=6,3V.
tiva ai toni bassi) è in conduzione ghezza proporzionale ai toni alti.
solo T2, questo collegherà a massa La divisione nelle due fasi che si REALIZZAZIONE
i led DL1÷DL16 (le due file inter- alternano l'una dopo l'altra, non La realizzazione non presenta par-
ne), consentendo l'accensione dei solo ci consente di ridurre l'assor- ticolari difficoltà. Una volta in pos-
led che ricevono tensione positiva bimento di corrente (visto che i sesso del circuito stampato, per la
dai comparatori, lasciando spenti led non sono mai accesi contem- saldatura dei componenti, consi-
tutti i led da DL17 a DL32. poraneamente), ma anche di uti- gliamo di procedere montando per
Poiché nella seconda fase (quando lizzare soltanto otto comparatori primi i ponticelli previsti, poi man
su R20 è presente la tensione rela- (altrimenti ne sarebbero ne sareb- mano i componenti, da quelli più
tiva ai toni alti) è in conduzione bero stati necessari 16). bassi a quelli più alti. Particolare
solo T1, questo collegherà a massa Tutto il funzionamento è riepiloga- attenzione va messa nel montare
i led DL17...DL32 (le due file ester- to nel diagramma esemplificativo tutti i componenti attivi, seguendo
ne), consentendo l'accensione dei riportato in figura 2. la corretta polarità (figura 6), inol-
led che ricevono tensione positiva Concludiamo con una breve nota tre, al fine di ottenere un aspetto
dai comparatori, lasciando spenti sull'alimentazione: poiché il circui- omogeneo del circuito, assicurate-
tutti i led da DL1 a DL16. to va alimentato con una tensione vi che tutti i led siano montati alla
Data la disposizione fisica dei led, fissa di 6,3 V, abbiamo collegato stessa altezza.
il risultato di quanto appena espo- un LM7805 (U5), collegando due
sto è che si accenderanno i led da diodi (D2 e D3) sul pin 2, che nor- La tensione di alimentazione...
DL1 a DL16 (fila interna) raggiun- malmente va a massa. Poiché ogni Deve essere continua e compresa
gendo una lunghezza proporzio- diodo introduce una caduta di tra 9 e 12 V (ideale 10-11 V). Può
nale ai toni bassi e, alternativa- circa 0,65 V, la tensione effettiva- essere anche alimentato in corren-

Figura 2: Diagramma di funzionamento dell’analizzatore di spettro

16 BASSA FREQUENZA
BASSA FREQUENZA

Figura 3: Schema elettrico dell’analizzatore di spettro

BASSA FREQUENZA 17
BASSA FREQUENZA

ELENCO COMPONENTI

SIGLA VALORE

R1÷8 10 W 1/8 W

R9÷16 10 kW 1/8 W

R19 4,7 kW 1/8 W

R20 22 kW 1/8 W

R21, 22 10 kW 1/8 W

R23 22 kW 1/8 W

R24, 25 100 kW 1/8 W

R26 1 MΩ 1/8 W

R27÷34 100 kΩ 1/8 W

R35, 36 4,7 kΩ 1/8 W

RV1 Trimmer 47 kΩ orizzontale

C1 10 µF 16 V elettrolitico

C2 1 µF 16 V elettrolitico
Figura 4: Circuito stampato in scala 1:1 (lato rame) C3÷6 100 nF multistrato

C7÷11 10 µF 16 V elettrolitico

te alternata, mediante un trasfor- Per collegare una capsula micro- C12 2,2 nF ceramico
matore con secondario a 9 V, pur- fonica... C13 100 pF ceramico
ché si sostituisca C1 con un elet- Chi vuole utilizzare una capsula
trolitico da 2.200 µF 25 V. microfonica preamplificata, può C14 47 nF multistrato

C15 2,2 nF ceramico

C16÷19 1 µF 16 V elettrolitico

C20 47 nF multistrato
Diodo 1N 4007
D1÷3
(corpo nero)
Diodo 1N4150
D4÷7
(corpo di vetro)
T1, T2 Transistor BC337

U1÷3 LM324

U4 CD4066

U5 LM7805

DL1÷4 LED rettangolare VERDE

DL5÷10 LED rettangolare GIALLO

DL11÷16 LED rettangolare ROSSO

DL17÷20 LED rettangolare VERDE

DL21÷26 LED rettangolare GIALLO

DL27÷32 LED rettangolare ROSSO


Figura 5: Piano di montaggio DL33÷44 LED rettangolare VERDE

18 BASSA FREQUENZA
BASSA FREQUENZA

Figura 6: Polarizzazione dei componenti principali

farlo collegandola direttamente in accendono soltanto i led delle file accendere l'impianto affinché
uno dei due ingressi audio, rispet- centrali, mentre alle alte frequen- generi un segnale di livello nor-
tando la polarità. Attenzione però, ze si accendono solo i led delle male. Regolare quindi il trim-
saranno necessarie due semplici file esterne mer RV1 al minimo, in modo
modifiche: Soltanto nell'intersezione delle che tutti i led delle quattro file
due frequenze limite, attorno ai restino spenti.
1.Sostituire R23 con una resistenza 700Hz, c'è una sovrapposizione, 2.Infine ruotare lentamente il
da 1 kΩ comunque molto stretta, della trimmer finché non si accende il
2.Collegare una resistenza da 10 risposta in frequenza. secondo led rosso di almeno
kΩ tra l'ingresso audio positivo e Se entrambe le file si accendono a una fila, in corrispondenza di
il piedino 4 di U3. frequenze lontane dai 700Hz, un alto livello sonoro.
significa che il segnale è troppo
Questa resistenza può anche amplificato, quindi deve essere La regolazione è così conclusa,
essere saldata direttamente sul regolato RV1 finché resta accesa non vi resta che collegare il
lato rame del circuito stampato, una sola fila di led. nostro “originale analizzatore di
inserendo dei tubetti isolanti nei spettro” al vostro impianto hi-fi.
terminali, per evitare contatti con FUNZIONAMENTO Buon divertimento.
le altre saldature della scheda. Una volta alimentata la scheda,
La prima modifica serve ad dovremmo vedere accendersi i
aumentare la sensibilità dell'ana- led che simulano la forma dell'al-
lizzatore, adattandola al segnale toparlante, mentre gli altri led
generato dal microfono, più devono restare spenti, ovvia-
debole rispetto all'uscita di un mente in assenza di segnale in
impianto stereo. La seconda ingresso.
modifica serve a fornire alimenta- Per tarare il trimmer non è neces-
zione al circuito preamplificatore sario alcuno strumento, ma è suf-
interno alla capsula microfonica. ficiente procedere in questo
modo:
Con il generatore di funzioni...
Chi dispone di un generatore di 1.Collegare l'uscita di un impian-
funzioni (è sufficiente un sempli- to Hi-Fi (uscita di linea, quindi
ce generatore di onde sinusoidali del preamplificatore, e non
in banda audio) può verificare uscita casse) all'ingresso del
Electronic shop 09
come alle basse frequenze si nostro analizzatore, quindi

BASSA FREQUENZA 19
BASSA FREQUENZA

I FILTRI PASSA-BANDA
I filtri impiegati in questo semplice analizzatore di spettro sono progettati per una larghezza di banda piuttosto larga (ossia
per amplificare una gamma di frequenze piuttosto ampia). Tale scelta dipende ovviamente dal fatto che abbiamo diviso la
gamma audio in due sole bande (alti e bassi).
Il filtro per i toni bassi (U3B) è progettato
per amplificare i segnali con frequenza
compresa nella gamma 35 Hz÷700 Hz
(curva blu nel grafico qui sopra, che si rife-
risce all'amplificazione dei filtri in funzione
della frequenza). Il filtro per i toni alti
(U3C) è invece progettato per amplificare
i segnali con frequenza compresa nella
gamma 700 Hz÷16 KHz (curva rossa nel
grafico qui sopra).

Per modificare le frequenze dei filtri...


I due filtri sono circuitalmente identici, variano soltanto le capacità dei condensatori. I valori di C12 e C14 determinano la fre-
quenza inferiore dei due filtri, mentre i valori di C13 e C15 determinano la frequenza superiore. La formula per stabilire le
capacità dei condensatori, qualora si vogliano modificare le frequenze limite da noi impostate, è la seguente:

C (nF) = 1.000 / (628 x KHz)

Ad esempio, se vogliamo che il filtro dei toni alti (U3C) amplifichi soltanto le frequenze comprese tra 2 e 8 KHz, i valori sono
i seguenti:

C12 = 1.000 / (628 x 2 KHz) = 0,8 nF = 800 pF


C13 = 1.000 / (628 x 8 KHz) = 0,2 nF = 200 pF

Nella pratica utilizzeremo i valori commerciali più prossimi, ossia 820 pF e 220 pF.

Il comportamento dei filtri

20 BASSA FREQUENZA
HARDWARE

2
IL BUS I C: TERMOMETRO
DIGITALE
terza parte
CON LM75
di Mariano Paolizzi e Salvatore Silvestri
mpaoliz@tin.it - salvatore.silvestri@iss.it

Nelle puntate precedenti abbiamo studiato le caratteristiche e il funzionamento del


bus I2C e abbiamo imparato a programmare un microcontrollore PIC affinché lo
gestisca. Da questo mese iniziamo a prendere in considerazione una serie di progetti
pratici che utilizzano dispositivi I2C. In questo numero presentiamo un semplice
termometro digitale a tre cifre basato sul sensore di temperatura LM75 della
National Semiconductor.

IL SENSORE
LM75 è un sensore di temperatura a
semiconduttore la cui peculiarità è
quella di fornire una uscita digitale a
9 bit grazie al convertitore analogi-
co/digitale di tipo sigma-delta di cui
è equipaggiato, ma più importante, è
interrogabile e programmabile attra-
verso l’interfaccia I2C. La sua dotazio-
ne è completata da un’uscita open-
drain, che “scatta” quando la tempe-
ratura misurata eccede un valore di
riferimento programmabile, renden-
dolo particolarmente adatto alla rea-
lizzazione di sistemi con termostata-
zione di tipo on/off o monitoraggio di
temperatura (per esempio applicato ai
microprocessori dei Personal
Computers). L’intervallo di tempera-
tura in cui può essere efficacemente
utilizzato va da –55°C a +125°C, con
una risoluzione di 0.5°C. LM75 si
comporta sul bus I2C come uno slave,
ed in quanto tale richiede la presenza
di un microcontrollore che gli fornisca
l’opportuno segnale di sincronismo Figura 1: Prototipo del termometro digitale
(sul pin SCL). Inoltre, in quanto slave,

22 HARDWARE
HARDWARE

è univocamente identificabile da un stro ha indirizzo 0x01 e può essere • Tos = 80°C


indirizzo a 7 bit di cui solo i tre meno sia letto che scritto. • Thyst = 75°C
significativi A2, A1 e A0, sono pro- • Il Registro Tos SETPOINT. • Uscita open-drain (OD) attiva bassa
grammabili dall’utente poiché accessi- Questo registro deve contenere il • Register Pointer = 0
bili dal package attraverso i pin 5, 6 e valore di temperatura, superato il
7. Questi ultimi andranno collegati quale, si vuole attivare l’uscita open- Come già accennato, il valore di tempe-
all’alimentazione negativa o positiva al drain. È indirizzabile ponendo 0x03 ratura misurato è convertito in un
fine di impostare l’indirizzo desidera- nel pointer register. Può essere sia numero di 9 bit e rappresentato in
to. L’indirizzo completo è riportato letto che scritto. complemento a due con LSB = 0.5°C.
nella tabella seguente. La tabella 1 mostra i valori digitali di
• Il registro Thyst SETPOINT. alcune temperature:
1 0 0 1 A2 A1 A0 Il contenuto di questo registro è il
MSB LSB valore di temperatura al di sotto Come abbiamo visto, vengono impie-
del quale bisogna scendere per far gati 250 (in esadecimale 0xFA) valori
Risulta pertanto che, sullo stesso bus, rientrare l’attivazione dell’uscita numerici per rappresentare la tempera-
possono essere collegati fino a 8 sen- open-drain. tura da 0°C a +125° con una risoluzio-
sori di questo tipo. All’interno del sen- Come suggerito dalla denominazio- ne pari a 125/250 = 0.5°C.
sore sono presenti cinque registri, dei ne, esso consente di aggiungere Vediamo ora come fare per leggere la
quali uno è chiamato, in modo evoca- una certa isteresi alla soglia di tem- temperatura misurata dal sensore.
tivo, POINTER REGISTER, il quale deve peratura da utilizzarsi per un even- Come previsto dalle specifiche I2C della
contenere di volta in volta l’indirizzo tuale controllo, onde evitare una Philips, per poter comunicare con il sen-
del registro, tra i rimanenti quattro, al serie di oscillazioni sull’uscita, quan- sore occorre fornirgli un segnale di
quale si vuole fare accesso. Gli altri do la temperatura misurata fluttua clock sul pin SCL, mentre i dati viagge-
registri sono: attorno al valore di soglia. ranno sul pin SDA. La prima informazio-
ne che occorre mandare è l’indirizzo
• Il registro TEMPERATURE. All’accensione, non appena la tensio- dello slave con il quale si intende comu-
Contenente il valore digitale della ne d’alimentazione supera 1.7 V, nicare, successivamente occorre richie-
temperatura misurata. È individuato LM75 subisce un reset e nei suddetti dere la lettura del registro Temperature.
dall’indirizzo 0x00 nel Pointer registri sono presenti di default i Naturalmente, per la restituzione del
Register. Si tratta di un registro di seguenti valori: valore (9 bit) occorreranno due byte.
sola lettura, ossia il suo valore non
può essere modificato dall’esterno. Temperatura Uscita digitale
• Il registro CONFIGURATION. Valore Binario Valore Esadecimale
Contiene alcuni bit che consentono
+125ºC 0 111 1010 0FA
la personalizzazione del funziona-
+25ºC 1 0011 0010 032
mento del sensore. Ad esempio, si
+0.5ºC 0 0000 0001 001
può stabilire se l’uscita open-drain,
in corrispondenza del superamento +0ºC 0 0000 0000 000
del valore di soglia, debba essere -0.5ºC 1 1111 1111 1FF
alta o bassa. Oppure si può porre -25ºC 1 1100 1110 1CE
l’integrato in una modalità a basso -125ºC 1 1001 0010 192
consumo di potenza, nella quale
Tabella 1: Valori digitali di alcune temperature
assorbe meno di 6 µA. Questo regi-

Figura 2: Diagramma di lettura della temperatura

HARDWARE 23
HARDWARE

Figura 3: schema elettrico

24 HARDWARE
HARDWARE

LO SCHEMA ELETTRICO Questo ci porta al secondo integrato • SSPSTAT. SSP Status register.
Come facilmente constatabile, lo presente nel circuito, l’LM75, che ho Contiene alcuni flag che forniscono
schema elettrico è caratterizzato da utilizzato nella versione con package informazioni sull’andamento della
un’estrema semplicità: gli unici com- SO-8. Esso, oltre al consueto conden- trasmissione. Inoltre consente di
ponenti attivi sono il sensore di tem- satore di bypass (C7) sull’alimentazio- impostare i livelli d’ingresso dei pin
peratura, il microcontrollore ne, richiede solo il collegamento dei in conformità delle specifiche I2C.
PIC16F872 e tre transistor, oltre al suoi pin SDA e SCL, per mezzo di due • SSPBUF. È il buffer di trasmissio-
regolatore di tensione 7805. Il PIC è resistenze di pull-up, al microcontrol- ne/ricezione ossia il registro nel
contornato dalla circuiteria minima lore (in particolare ai pin RC3 e RC5 quale vengono temporaneamente
per il suo funzionamento: R1, C6, D1 configurabili come linee I2C) e l’asse- appoggiati i dati in transito da e
costituiscono il circuito di reset. In par- gnazione dell’indirizzo (in questo caso verso il microcontrollore.
ticolare il diodo D1 non è indispensa- 000). Infine, le resistenze da R5 a R12 Un registro a scorrimento, chiamato
bile, ma è comodo, quando accade di servono per limitare la corrente che SSPSR (il sesto registro non diretta-
rimuovere e ripristinare rapidamente scorre nei led dei display. mente accessibile al quale abbiamo
l’alimentazione. In tal caso, infatti, il L’alimentazione 5 V che serve i due accennato), provvede alla conver-
condensatore si scarica sul diodo, integrati ed i display è fornita dal rego- sione dei dati dal formato parallelo
riproducendo un impulso di reset, alla latore U1 al cui ingresso può essere del microcontrollore a quello seriale
successiva riaccensione del circuito. Il collegata una normale batteria da 9 V del bus.
quarzo XT1 e i due condensatori C4 e o una sorgente in grado di erogare • SSPADD. È il registro in cui è con-
C5 completano il circuito risonante una tensione compresa tra 7.5 V e 20 servato l’indirizzo del dispositivo nel
del PIC dando luogo al segnale di V. L’assorbimento dell’intero circuito è funzionamento da slave o le infor-
clock di frequenza pari a 4 MHz. inferiore a 50 mA. mazioni sulla velocità di trasmissio-
Il microcontrollore ha due compiti: ne nel funzionamento da master.
quello di comunicare con il sensore e IL FIRMWARE
quello di pilotare i display. In merito a Il PIC16F872 è dotato di un’interfaccia Nel nostro caso il PIC deve essere con-
quest’ultimo aspetto, vediamo che seriale, chiamata MSSP (Master figurato come master ed intraprende-
ciascun display (si tratta di led ad Synchronous Serial Port) configurabi- re le seguenti operazioni:
anodo comune) è collegato all’ali- le per funzionare nella modalità I2C
mentazione positiva tramite un transi- utilizzando, in tal caso, i pin 14 e 15 • Asserire una condizione di start.
stor bipolare pnp. Il microcontrollore normalmente assegnati alla porta • Scrivere in SSBUF l’indirizzo dello
accende in sequenza i tre transistor PORTC di I/O come RC3 ed RC4, slave e il bit R/W.
con una frequenza tale da non far per- rispettivamente come SCL ed SDA. Il • Aspettare l’acknowledge dallo slave.
cepire all’occhio lo sfarfallio, dando modulo MSSP, nel suo impiego come • Porsi in ricezione.
così l’impressione che tutti e tre i I2C fa uso di cinque registri (più un • Leggere da SSBUF la temperatura
moduli siano attivi simultaneamente. altro che però non risulta direttamen- inviata dallo slave (due bytes).
Questo accorgimento ha due vantag- te utilizzabile): • Fornire l’acknowledge allo slave.
gi: da un lato riduce il consumo di • Asserire la condizione di stop.
potenza, rispetto al caso in cui tutti i • SSPCON. Synchronous Serial Port
moduli a led siano costantemente ali- Configuration Register. Consente di Pertanto subito dopo aver corretta-
mentati, dall’altro consente di ridurre selezionare il tipo d’interfaccia I2C mente configurato le porte di I/O, il
il numero di linee necessarie al pilo- che si vuole utilizzare (con indirizza- microcontrollore entra in un ciclo in
taggio. Infatti, per pilotare tre display mento delle periferiche a 7 o 10 cui, richiede la temperatura al sensore,
a sette segmenti occorrono 21 linee bit), il ruolo che il microcontrollore la decodifica ottenendo le tre cifre da
(7x3), impiegando invece questa stra- dovrà rivestire sul bus (master o visualizzare e le invia ai display.
tegia di pilotaggio “multiplexata”, slave) e di configurare i pin come Il sensore LM75, come detto, riesce a
sono sufficenti 7 linee in parallelo sui SDA e SCL. misurare temperature che vanno da
tre display più le tre linee di selezione, • SSPCON2. Contiene alcuni bit che –55° C a +125 con una risoluzione di
per mezzo dei transistor, per un totale devono essere impostati per produr- 0.5°C. Avendo a disposizione tre cifre
di 11 linee. re le desiderate sequenze di ackno- da visualizzare, ho dovuto fare una
Lo scopo dei display è la visualizzazio- wledge, start e stop, nonché per scelta: adottare una risoluzione varia-
ne in gradi centigradi della tempera- mettere in ricezione il microcontrol- bile, non solo tra temperature positive
tura misurata dal sensore. lore. e negative ma anche tra positive

HARDWARE 25
HARDWARE

tracce rame riportate in figura 4a e


4b, quindi occorre procedere alla fora-
tura. Se lo stampato è realizzato in
“casa” occorre adottare alcune accor-
tezze supplementari: sulla scheda vi
sono 6 fori passanti o “via” (i fori attra-
verso i quali avviene il cambio di fac-
cia per le piste) che, non essendo
metallizzati, vanno riempiti con brevi
spezzoni di filo di rame nudo (per
esempio del tipo impiegato per il
wire-wrapping) e saldati ad entrambe
le estremità. Inoltre alcuni componen-
ti andranno posizionati leggermente
sollevati rispetto al piano della basetta
onde riuscire a saldare i relativi piedini
da entrambe le parti. Per il resto, il
montaggio non comporta particolari
difficoltà, al solito conviene iniziare
Figura 4a: Circuito stampato scala 1:1 (lato componenti)
dalle resistenze e dal diodo D1 (atten-
zione alla polarità di quest’ultimo),
minori e maggiori di 100°C, oppure più significativa per visualizzare il l’integrato LM75, lo zoccolo del
ridurre l’intervallo di misura. segno. Per estendere l’intervallo di microcontrollore (questo va montato
Pensando all’applicazione per la quale misura positivo fino al fondo scala del leggermente sollevato), i condensato-
mi ero deciso a progettare questo ter- sensore, bastano semplici modifiche ri ceramici, il regolatore, i display (da
mometro, ho preferito misurare le del firmware, al prezzo, tuttavia, del tenere sollevati), i transistor, il conden-
temperature positive, considerando dimezzamento della risoluzione. satore elettrolitico (anche qui atten-
come limite superiore Tmax = 99.5°C zione alla polarità).
con risoluzione di 0.5°C, e le negative REALIZZAZIONE PRATICA
sino a Tmin = -55°C con risoluzione di Come al solito la prima cosa da fare è CONSIDERAZIONI
1°C, utilizzando il display della cifra realizzare la basetta, partendo dalle Va precisato che il sensore misura
effettivamente la temperatura alla
quale si trova il proprio die (il chip rac-
chiuso nel contenitore plastico).
L’accoppiamento termico tra il die e
l’ambiente esterno avviene preferen-
zialmente attraverso gli otto piedini (e
in modo secondario attraverso il pac-
kage), pertanto il sensore fornirà una
misura accurata della temperatura alla
quale si trova la basetta su cui è mon-
tato. Differenze rilevanti tra la tempe-
ratura della basetta e la temperatura
ambiente possono avere qualche
ripercussione sulla qualità della misu-
ra. Ci si potrebbe chiedere quale
possa essere il vantaggio di utilizzare
un dispositivo come l’LM75 rispetto
ad altri più semplici, come LM35 con
uscita analogica. A tal riguardo, dob-
Figura 4b: Circuito stampato scala 1:1 (lato rame)
biamo considerare che questo tipo di
circuito può essere modificato con

26 HARDWARE
HARDWARE

ELENCO COMPONENTI
SIGLA VALORE
R1 10 kΩ 1/4 W
R2÷R4 1 kΩ 1/4 W
R5÷R12 470 Ω 1/4 W
R27, R28 1 kΩ 1/4 W
R29, R30 4,7 kΩ 1/4 W
R31 1 kΩ 1/4 W
C1 47 µF 25 V elettrolitico
C2 100 nF ceramico
C3 330 nF ceramico
C4÷C6 100 nF ceramico
Q1÷Q3 Transistor BC327
D1 Diodo 1N4148
U1 LM7805
U2 PIC16F872 Figura 5: Piano di montaggio

U3 LM75
Display 7 segmenti renti, con trasmissione digitale dei dati
DS1÷DS3
Anodo comune e tutti i vantaggi correlati, senza dover www.farelettronica.com
ricorre a commutatori meccanici.
minimo sforzo per ospitare fino ad Inoltre, con l’aggiunta di un transistor È possibile scaricare dal sito di
otto LM75 (contro i cinque i canali e un relè è possibile trasformare il Fare Elettronica i seguenti files:
analogici del PIC16F872), magari rac- LM75 da semplice sensore a termosta-
chiusi in opportuni contenitori metal- to. Questo senza contare la possibilità •Codice sorgente del programma
lici (collegati allo stampato da fili) a di aggiungere sul bus altri dispositivi, per il PIC16F872
costituire delle sonde di temperatura. come ad esempio Real Time Clock,
In questo modo si possono acquisire per monitorare e archiviare eventi di
Electronic shop 10
le temperature di otto ambienti diffe- temperatura.

HARDWARE 27
TECNOLOGIE
BASSA
SPERIMENTALI
FREQUENZA

CARILLON
prima parte
di Enzo Brusati
enzo_br@virgilio.it

Dimentichiamo il vecchio e pesante walkman a nastro ed anche l’ingombrante lettore


CD portatile, la musica ha da tempo intrapreso il cammino digitale unendosi alla
tecnologia MP3. Così ho pensato di realizzare un semplice ma completo riproduttore
portatile di files MP3, dalle ridotte dimensioni e funzionante con le comuni memory
card di tipo SmartMedia. Il “Carillon”, questo è il nome che ho dato al dispositivo, ha
caratteristiche che mi hanno completamente soddisfatto, per questo lo propongo ai
lettori di Fare Elettronica che desiderano fare esperienza con la musica digitale. In
questa parte iniziale presento lo schema del dispositivo e descrivo i componenti utilizzati.

MP3 è uno standard di compressio-


ne audio che permette di compri-
mere la musica, in formato digitale,
di un fattore 10 senza modificarne o
alterarne la qualità. Questo cono-
sciuto algoritmo di compressione è
nato nel 1993 ed è stato sviluppato
dalla collaborazione dell’Istituto
tedesco Fraunhofer e di Thomson
Multimedia.
Le ricerche sul sistemi di compressio-
ne del suono non sono nulla di
nuovo, sono iniziate nel 1991, ossia
dalla comparsa dei supporti multi-
mediali per PC, grazie agli investi-
menti delle principali case produttri-
ci di software. Il loro lavoro si basa
sulle ricerche della psicoacustica, la
scienza che si occupa di capire come
il nostro cervello riesce ad interpreta-
Figura 1: Foto del Carillon
re i suoni.
Un’importante osservazione fatta dai
ricercatori riguarda lo spettro sonoro del flusso sonoro. Altra osservazione dotte da altre sorgenti. Questo per-
udibile dall’orecchio umano, che riguarda il fenomeno del maschera- mette di effettuare un altro “taglio”
varia grossomodo da 20 Hz a 20 kHz. mento: se una sorgente emette un facendo risparmiare ulteriore spazio.
Su questa base l’algoritmo di com- suono di una determinata frequenza, L’algoritmo MP3 esegue anche altre
pressione MP3 elimina tutto quanto l'udito umano non è in grado di rile- operazioni più sofisticate, come la
è fuori da tale range, consentendo vare frequenze simili, anche se di suddivisione del segnale audio in 32
una riduzione della quantità di dati volume leggermente inferiore, pro- sottobande, la quantizzazione e

28 TECNOLOGIE SPERIMENTALI
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

codifica di segnali in sottobande ed


infine il multiplex e l'incapsulamento
dei frame. È quindi facile intuire la
complessità dell'algoritmo MP3 ed
anche il perché delle sue enormi
capacità di compressione. La musica
compressa con quest’algoritmo è
acusticamente uguale a quella origi-
nale pur utilizzando una quantità di
informazioni notevolmente inferiore,
infatti, un brano della durata di 5
minuti che su un normale CD audio
occupa circa 50 MB, può essere
compresso ad appena 5 MB. Il limi-
tato spazio occupato dai brani musi-
Figura 2: Schema a blocchi di un generico lettore MP3
cali così compressi, ha consentito la
loro diffusione in Internet, anche se
in forme non sempre legali, facendo- cisione e parti meccaniche in movi- più conosciuti, ed anche più usati
lo diventare, rapidamente, il formato mento, comporta vantaggi sia per le dagli hobbisti, sono sicuramente:
più comune per la distribuzione della case costruttrici che per gli utilizzatori.
musica in rete. I nuovi riproduttori “statici” sono più • MAS3507D (Micronas Intermetall)
Inizialmente i files compressi poteva- semplici da costruire, meno costosi e • STA013 (STMicroelectronics)
no essere riprodotti solo sul PC, visto molto più resistenti a colpi e vibrazio- • VS1001 (VLSI Solutions)
che solo queste macchine avevano ni rispetto ai vecchi walkman a nastro
sufficiente potenza per svolgere l’im- ed ai lettori di CD portatili. Interessante anche l’AT89C51SND1,
pegnativo lavoro di decodifica, ma lo prodotto recentemente dalla Atmel.
sviluppo tecnologico dei micropro- CIRCUITI INTEGRATI PER LA Prima di descrivere questi componen-
cessori e la loro sempre crescente DECODIFICA ti, due righe sul nome MP3. “MP3” è
velocità d’elaborazione ha dato vita, Essendo composti in sostanza da sola l’acronimo di MPEG 1 layer 3, il fatto
nel 1998, ai primi chip di decodifica elettronica, i riproduttori di files MP3 che si chiami layer 3 implica che esi-
e alla conseguente comparsa dei sono da tempo diventati alla portata stono anche un layer 1 e un layer 2. La
primi riproduttori portatili. dell’hobbista, soprattutto grazie differenza fra i tre formati sta nel rap-
Questi dispositivi sono composti all’apparizione sul mercato dei primi porto di compressione: circa 1:4 per il
generalmente da una memoria di decoder MP3 integrati. Questi parti- layer 1, da 1:6 a 1:8 per il layer 2 e da
massa rimovibile, nella quale sono colari dispositivi hanno la caratteristica 1:10 ad un massimo di 1:12 per il
memorizzati i brani in formato com- comune di contenere al loro interno layer 3. Esistono poi anche MPEG 2 e
presso, un microcontroller che gesti- un potente DSP (processore di segna- 2.5, estensioni del formato MPEG 1,
sce tutte le principali funzioni del li digitali) e la memoria RAM e ROM che consentono di raggiungere un
dispositivo, una sezione di decodifica necessaria, quest’ultima programma- maggior fattore di compressione,
MP3 (a volte implementata via soft- ta dalla casa costruttrice con un soft- riducendo però la qualità dell’audio in
ware nel caso di riproduttori realizzati ware per la decodifica di bitstream maniera sensibile, non più paragona-
attorno ad un DSP anziché ad un (flussi di dati) MP3. Alcuni di questi bile a quella dei CD.
microcontroller), un convertitore D/A, decoder sono molto grossi (purtroppo La qualità dell’audio dipende, oltre
un piccolo amplificatore, uno stadio di non s’intende come dimensioni del che dal tipo di compressione, anche
alimentazione ed anche, opzional- contenitore, quasi sempre SMD, ma dal bitrate e dalla frequenza di cam-
mente, una interfaccia per il collega- come numero di pin…) e complessi pionamento utilizzati in fase di codifi-
mento al PC, che da la possibilità di poiché integrano microcontroller a ca (ovvero di compressione del
gestire i brani in memoria. 8/16 bit, interfacce USB e IDE e altro brano). Dato che l’orecchio umano
L’interfaccia per il PC è, ovviamente, ancora, altri invece integrano solo il percepisce frequenze fino a 20 kHz,
sempre presente nei riproduttori con DSP con le annesse memorie e sono per ottenere una buona qualità è
memoria di massa non rimovibile. quindi abbastanza semplici da usare. necessario che la frequenza di cam-
L’assenza di componenti ottici di pre- I circuiti integrati di decodifica MP3 pionamento sia, per la legge di

TECNOLOGIE SPERIMENTALI 29
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

Figura 3: Schema a blocchi del MAS3507D

Shannon, almeno il doppio della fre- tanti più bit si usano, tanto più la MAS3507D
quenza massima del segnale da cam- riproduzione sarà fedele all’originale. Il Il MAS3507D è in grado di decodifica-
pionare, ovvero, in questo caso alme- massimo bitrate ammesso dal forma- re, oltre ai bitstream MPEG 1 layer 2 e
no 40 kHz. Il bitrate è invece il nume- to MP3 è di 320 kbit/s (320.000 bit al 3, anche bitstream MPEG 2 e 2.5,
ro di bit per secondo usati per “descri- secondo), ma già a 128 kbit/s si parla estensioni del formato MPEG 1 che,
vere” la forma d’onda da riprodurre, di “qualità CD”. come già detto, permettono di rag-

Figura 4: Schema a blocchi dell’STA013

30 TECNOLOGIE SPERIMENTALI
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

mato molto usato in applicazioni


audio). Questo circuito integrato inte-
gra poi un convertitore DC/DC che lo
rende particolarmente adatto per
apparecchiature portatili.
L’alimentazione del convertitore può
essere ricavata da due batterie da 1,5
o 1,2 V poiché il range ammesso è da
1,6 a 3,6 V. I parametri di funziona-
mento del DSP interno, così come le
impostazioni delle interfacce seriali
d’ingresso e uscita dati ed anche del
convertitore DC/DC, sono gestite per
mezzo di un bus I2C.

STA013
Il decoder della STMicroelectronics
decodifica bitstream MPEG 1 layer 3,
MPEG 2 layer 3 e MPEG 2.5 layer 3.
Figura 5: Schema a blocchi del VS1001 Sue caratteristiche salienti sono: il limi-
tato numero di pin, solo 28, la sempli-
cità d’uso e la versatilità delle interfac-
giungere un maggior fattore di com- decodificare attraverso un’interfaccia ce seriali d’ingresso e uscita, che ne
pressione ma riducendo la qualità seriale, ed è predisposto per funziona- consentono il collegamento alla mag-
dell’audio. re in coppia con un convertitore DAC gior parte dei convertitori DAC stereo
Il MAS3507D riceve il bitstream da che accetti dati in formato I2S (un for- I2S in commercio. L’STA013 può pilo-

Figura 6: Schema a blocchi dell’AT89C51SND1

TECNOLOGIE SPERIMENTALI 31
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

tare anche convertitori DAC a 24 bit (!). fino a 320 kbit/s senza problemi è re interessante sapere che le
Questo componente, come il necessario che funzioni accoppiato ad CompactFlash hanno la particolarità
MAS3507D, è dotato di porta I2C per un quarzo da 28 MHz, non proprio di poter funzionare, fra i tre modi pos-
l’impostazione dei parametri di lavo- facile da reperire. sibili, in “True IDE”, in questa configu-
ro. Unico aspetto negativo descritto in razione “emulano” l’interfaccia IDE
una delle ultime pagine del data- AT89C51SND1 funzionando come dei comuni hard-
sheet, è la necessità di dover caricare Atmel ha recentemente introdotto disk (è anche possibile collegarle al
parte del firmware (scaricabile dal sito questo microcontroller 8051-compa- bus IDE del PC mediante adattatori) e,
della ST, www.st.com), ad ogni accen- tibile, dotato di ben 64K di FLASH navigando un pò in Internet, non è
sione, attraverso il bus I2C. Questo che, tra le caratteristiche, vanta un difficile reperire informazioni comple-
consente l’aggiornamento delle fun- decoder MP3 integrato con uscita I2S, te e dettagliate riguardo il funziona-
zioni del chip, ma impone l’utilizzo di una interfaccia USB 1.1, una interfac- mento di tale interfaccia.
4 KB di memoria esterna che conten- cia per schede di memoria tipo Da dire anche che trovare connettori
ga il firmware stesso. MultiMediaCard e, per completare, per le CompactFlash non è arduo
anche un ADC a 10 bit. quanto reperire quelli per le altre
VS1001 Chi ha un pò di fantasia può immagi- schede di memoria. Svantaggi delle
Il VS1001 decodifica qualsiasi bit- nare quanto semplice possa essere CompactFlash possono essere la
stream MPEG 1 e MPEG 2, e gestisce l’hardware di un player realizzato dimensione ed il consumo. Sono,
anche l’MPEG 2.5 layer 3. Il costrutto- attorno a questo circuito integrato. infatti, le memory card contenenti il
re dichiara il supporto di bitstream maggior numero di componenti
MP3 con VBR (Variable Bit Rate), tec- UN PÒ DI MEMORIA (controller + memorie) e, di conse-
nica che consente di raggiungere un Parte immancabile di ogni lettore guenza, il loro fabbisogno di corrente
più alto fattore di compressione MP3, portatile e non, è la memoria di è più alto rispetto alle altre card. E,
aumentando il bitrate quanto più le massa sulla quale vengono memoriz- seppur sempre limitato a qualche
forme d’onda sono complesse e ridu- zati i brani. Per 15 brani della durata di decina di mA, questo dato può ren-
cendolo negli altri casi, risparmiando 4 minuti e con qualità CD (128 kbit/s) derle inadatte ad equipaggiare alcune
ancora spazio senza alterare la qualità. servono, molto approssimativamente apparecchiature alimentate a batterie.
All’interno del VS1001 trovano posto, 57 MB (15 brani * 240 secondi * 128 Altro punto a sfavore delle
oltre al solito DSP contornato di RAM kb per secondo = 460800 kb. Questo CompactFlash, sempre paragonate
e ROM programmata, anche un DAC dato, più che a componenti elettroni- alle altre schede di memoria, è rap-
stereo a 18 bit ed un piccolo amplifi- ci, fa pensare ai drive dei PC. Molti presentato dal numero elevato di
catore audio capace di pilotare diret- riproduttori sfruttano proprio i norma- segnali di cui necessitano per essere
tamente cuffie o auricolari. li Hard-Disk e drive per CD-Rom dei gestite, questo comporta una mag-
Il VS1001 è disponibile in contenitore computers come supporto, ma gli giore difficoltà nello sbroglio del cir-
BGA a 49 pin (un pò scomodo per apparecchi che ne derivano sono sen- cuito stampato ed anche una mag-
l’hobbista) e in SOIC a 28 pin (passo sibili alle vibrazioni, in genere molto giore complessità dell’hardware che
1,27mm quindi saldabile facilmente ingombranti e hanno consumi abba- le utilizza.
da chi ha un pò di esperienza). stanza elevati. Alternativa ai drive per
Il data-sheet lo si può scaricare dal PC è rappresentata dalle schede di L’IDEA DEL CARILLON
sito www.vlsi.fi, è molto completo e memoria FLASH (per intenderci, quel- In Internet si possono trovare molti
include note di applicazione ed le usate comunemente nelle macchi- players MP3 portatili realizzati da
anche alcuni oscillogrammi che pos- ne fotografiche digitali) oggi reperibili appassionati, ma la maggior parte di
sono rivelarsi molto utili in fase di presso qualsiasi centro commerciale. questi funziona solo con un alimenta-
sviluppo. La tabella 1 riassume, molto breve- tore esterno o ha bisogno di grossi
Il VS1001 dispone di due interfacce mente, le caratteristiche salienti di pacchi batterie per ascoltare qualche
seriali SPI, una composta dai soli ognuna di queste memorie. Se cerca- ora di musica. Avendo in precedenza
segnali di clock e dati per la ricezione te in Internet data-sheet o specifiche realizzato un lettore MP3 “da tavolo”,
del bitstream da decodificare ed una complete, troverete ben poco, per ho voluto questa volta provare a pro-
per la lettura e la scrittura dei para- ottenere della documentazione valida gettarne uno portatile, cercando di
metri di funzionamento. è necessario iscriversi alle relative asso- farlo più piccolo e semplice possibile,
Rovescio della medaglia del ciazioni, pagando anche qualche sfruttando la moderna tecnologia a
VS1001, per decodificare files MP3 migliaio di dollari. Per alcuni può esse- disposizione.

32 TECNOLOGIE SPERIMENTALI
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

Memoria CompactFlash (CF) Memory Stick MultiMediaCard Secure Digital SmartMedia (SM)
(MMC) (SD)

Descrizione Contiene le memorie e il Formato proprietario Accesso seriale, Informazioni Contiene un solo
controller. Accesso della Sony. Accesso solo tre fili più difficili da reperire. chip (memoria).
parallelo. seriale. alimentazione. Accesso parallelo.

Informazioni www.compactflash.org www.memorystick.org www.mmca.org www.sdcard.org www.ssfdc.or.jp

Massima capacità 4 GB 256 MB 128 MB 1 GB 128 MB


(04/2003)

Immagine

Tabella 1: Alcune informazioni riguardanti le memorie FLASH

SCELTA DEI COMPONENTI In seguito, reperito un connettore dischi utilizzata da Windows. Nella
Il primo passo è stato quello di sceglie- adatto, montai su una millefori il prossima puntata, spazio permetten-
re i componenti più “critici” da usare microcontrollore PIC16LF877 (fortuna do, fornirò un pò di notizie a riguardo.
o reperire, quali la memoria FLASH ed volle nel cassetto ne avevo un paio, Secondo passo il decoder. Qui l’atten-
il decoder MP3. In merito alla memo- tutti gli altri micro potevano funziona- zione è caduta subito sul VS1001K (K
ria, a suo tempo vidi che già molti pla- re solo a 5 V) ed una SmartMedia da = contenitore SO-28, l’alternativa è il
yer MP3 “home-made” usavano le 16 MB, a suo tempo la meno capien- BGA49, direi impossibile da saldare
CompactFlash, così decisi di cercare te in commercio. Questa memory senza una stazione ad aria calda). La
una alternativa. A suo tempo, le card richiede segnali a 3,3 V quindi scelta è stata condizionata particolar-
SmartMedia erano memory card più PIC16LF877 era l’unico, in mio pos- mente dal fatto che il VS1001 integra
facili da reperire e le loro caratteristi- sesso, a funzionare con questa tensio- tutta la parte audio analogica, questo
che, tra le quali le contenute dimen- ne. Successivamente iniziai gli esperi- significa avere un numero limitato di
sioni (37x45x0,8 mm) e la semplicità menti scrivendo nella memory card piste sul circuito, risparmiare spazio ed
di interfacciamento hardware, mi un file, utilizzando un comune rea- evitare quei problemi dovuti a distor-
convinsero a provarle. Così dopo der/writer USB, cercando successiva- sione e rumori di fondo degli stadi di
essermi messo alla ricerca di qualche mente di rileggerlo utilizzando il PIC, amplificazione analogici. Non per ulti-
informazione su Internet, trovai, dopo collegato al PC mediante l’emulatore mo il costo che si aggira intorno ai 20-
qualche ora, parte delle specifiche MPLAB-ICD. Per comprendere l’orga- 25 dollari, è minore degli di altri deco-
delle SmartMedia da 1, 2, 4 e 8 MB nizzazione dei dati usata dalle der ai quali va sommato il costo del
nel sito web dell’SSFDC Forum SmartMedia mi sono servite molte ore convertitore DAC e dell’amplificatore
(www.ssfdc.or.jp), l’organizzazione di lavoro, ma posso dire che n’è valsa audio. Acquistato e saldato anche il
che le promuove. la pena; alla fine ho risparmiato l’ac- VS1001K sulla millefori, servirono
SSFDC è l’acronimo di Solid State quisto delle costose specifiche! alcune migliaia di righe assembler per
Floppy Disk Card, “Floppy Disk Card” Preferisco non raccontare adesso dar vita al tutto. A questo punto,
perché si pensa che in un prossimo come avviene la lettura dei files, poi- l’hardware era in grado di riprodurre
futuro questa memory card rimpiaz- ché è un argomento piuttosto lungo perfettamente tutti i brani presenti
zerà gli oramai datati floppy disk. che si aggancia all’organizzazione dei sulla SmartMedia, in successione,

TECNOLOGIE SPERIMENTALI 33
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

Figura 7: Schema elettrico del dispositivo

mancavano ancora i pulsanti, che per re le limitazioni costruttive, dalla batte- ta di un convertitore DC/DC di tipo
gestire tutte le funzioni del dispositivo ria o dalle batterie dimensionalmente Boost progettato appositamente per
non potevano essere meno di sei, e lo più piccole possibili. Da scartare l’idea alimentare apparecchiature portatili.
stadio d’alimentazione. Quest’ultimo di usare un regolatore di tensione linea- Questo componente funziona con la
doveva essere in grado di fornire in re (tipo 7805 ma con uscita a 3,3 V), tensione fornita da una singola batte-
uscita una tensione di 3,3 V (con la tol- soprattutto per il basso rendimento di ria da 1,5 V o 1,2 V, e può fornire in
leranza massima di ±0.3 V, dettata dal questi dispositivi. Ho risolto utilizzano uscita qualsiasi tensione compresa tra
VS1001K) con una corrente di almeno il LTC3400, prodotto dalla Linear 2,5 e 5 V, impostabile per mezzo di
70 mA, partendo, sempre per rispetta- Technology (www.linear.com), si trat- due resistenze, con una corrente mas-

34 TECNOLOGIE SPERIMENTALI
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

sima di 100 mA. L’alta frequenza di Da qui la scelta di non usare linguag- Ultimo componente attivo è U5
switching da 1,2 MHz, gli permette di gi di alto livello ma di scrivere il soft- che, nonostante il suo nome, non è
lavorare con induttanze di valori piut- ware direttamente in assembler, in un circuito integrato bensì un dop-
tosto bassi e quindi di piccole dimen- modo da poter ridurre al massimo (o pio fet FDC6321C prodotto dalla
sioni, ed il rendimento elevato (secon- quasi, dipende dall’abilità di ognu- Fairchild. Per capire la sua utilità è
do il costruttore fino al 92%) assicura no…) i tempi d’esecuzione delle rou- sufficiente guardare un po’ lo sta-
una buona autonomia al dispositivo tines. Ma ora torniamo allo schema. dio d’alimentazione. Quando U4 è
che andrà ad alimentare. Il LTC3400 Descritti microcontroller, decoder, spento, la tensione positiva della
ha poi un ingresso di Shutdown che memory card e alimentatore, di que- batteria passa attraverso l’induttan-
offre la possibilità di controllare l’ali- sto schema non rimane molto. Si za L3 ed il diodo D1, arrivando sul
mentazione digitalmente. Una volta noterà però che, oltre questi, sono pin Vout sempre di U4. Questa è
procuratomi anche questo compo- presenti altri componenti attivi. una caratteristica dei convertitori
nente, ho potuto completare il mon- Andando per ordine, il primo è il fet DC/DC di tipo Boost. Sul pin Vout,
taggio del prototipo su millefori e, Q1, un FDV304P, che ha il compito di quindi, è sempre presente tensio-
dopo aver testato la funzionalità di far giungere l’alimentazione a J1, il ne, per questo motivo non può
tutte le parti, ho disegnato lo schema connettore per SmartMedia, solo essere direttamente collegato ai pin
elettrico definitivo, illustrato in figura 7. quando lo switch posto tra i pin 23 e d’alimentazione dei rimanenti cir-
24 è aperto, segno che la memory cuiti integrati.
IL CIRCUITO card è completamente inserita. Ho Da qui l’esigenza di aggiungere dei
Alcuni, guardando questo schema, portato il segnale dello switch anche fet che provvedono a scollegare
penseranno magari che non sia com- su un pin del microcontroller, in modo l’uscita di U4 dal resto del circuito
pleto, ma di fatto lo è, sono sufficienti da avere la possibilità di “sentire” e quando il dispositivo è spento,
solo quattro circuiti integrati ed una gestire anche dal software la rimozio- ossia quando il pin /SHDN (sempre
memoria per realizzare questo com- ne, voluta o meno, della scheda di U4) è a livello basso. Da notare che
pleto player MP3 portatile! memoria. Nonostante la presenza di questo pin è collegato anche ad un
Cuore del sistema è il PIC16LF877 che queste protezioni è sempre bene spe- pulsante (premendo il quale si
ha il compito di leggere, un byte alla gnere il player prima di inserire o accende il dispositivo) e ad un pin
volta, i files presenti nella SmartMedia, rimuovere la SmartMedia. del microcontroller, mediante il
attraverso il PORTD (RD0÷RD7), per U3 è una memoria EEPROM con diodo D2. Quest’ultimo accorgi-
poi inviarli bit per bit a U2 mediante la interfaccia SPI (un’interfaccia seria- mento rende possibile lo spegni-
USART interna (pin RC6 ed RC7). le sincrona che chi mastica un pò di mento del dispositivo via software,
Questa periferica è di valido aiuto in elettronica digitale conoscerà sicu- che avviene portando a livello alto
quanto risparmia il lungo lavoro di ramente) usata, in questo caso, per il pin RA0.
serializzare i dati via software. Da non gestire la lettura dei files nella Infine sul circuito è presente una
dimenticare, un buon player MP3 SmartMedia (più precisamente per serie di piazzole nominato J2 che
deve poter riprodurre brani compressi la conversione degli indirizzi logici offre la possibilità di programmare
con qualsiasi bitrate, il microcontroller in indirizzi fisici, ma parlerò di que- in-circuit il microcontroller, ossia di
deve quindi trasferire i dati, dalla sto più avanti). programmarlo quando anche
memoria di massa al decoder, alla Può essere curioso sapere che la quando è montato sul circuito. J2 è
velocità massima di 320 mila bit al capacità massima gestibile della servito anche per lo sviluppo del
secondo (il massimo bitrate ammes- SmartMedia dipende linearmente software consentendo il collega-
so), pari a 40 KB/s. Un software “snel- dalla capacità di questa piccola mento del riproduttore con l’emu-
lo” e veloce da eseguire consente il memoria; per gestire 128 MB serve latore MPLAB-ICD.
raggiungimento di questa condizione, una EEPROM da 128 Kb e, l’utilizzo Con questo penso di aver dato un’i-
senza richiedere troppi MIPS (milioni di EEPROM da 256/512/1024 Kb, dea del funzionamento dell’hard-
di istruzioni per secondo) al microcon- rende probabilmente il Carillon ware del Carillon che, nonostante la
troller e consentendo anche un rispar- adatto a funzionare (previo aggior- sua semplicità concettuale, contie-
mio d’energia (come molti sapranno, namento software…) anche con le ne una buona dose di tecnologia.
maggiore velocità di elaborazione cor- future SmartMedia da 256 e 512 Alla prossima puntata.
risponde a maggiore consumo di cor- MB che a quanto pare saranno
rente), cosa molto importante nei prodotte a partire da Giugno di
Electronic shop 11
riproduttori portatili. quest’anno.

TECNOLOGIE SPERIMENTALI 35
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

MISSILISTICA
prima parte AMATORIALE
di Stefano Innocenti e Eugenio Cosolo
info@missilistica.it

Inizia in questo numero una serie di articoli tecnici che andranno a spiegare cos’è la
missilistica amatoriale, detta anche missilistica sperimentale. Si tratta di un hobby che
ha le radici ben salde risalenti ai tempi dei primi anni della corsa allo spazio, più di 40
anni fa. Per rendere questa serie più in tema con gli altri articoli di Fare Elettronica,
molti argomenti saranno imperniati sull’utilizzo dell’elettronica come carico utile o
payload del razzo. Altimetri, centrali telemetriche, trasmettitori video ed altro, che
saranno utili anche per alte applicazioni.

È molto probabile che nella bibliote- scientifico per esperimenti meteoro-


ca dei nostri lettori ci siano, magari logici ed astronautici.
ingiallite, forse rovinate, alcune rivi- Il corpo in acciaio, la costruzione
ste tecniche degli anni 60-70 che robusta ed il motore a propellente
vengono addirittura ancora consul- solido con combustibile ricavato da
tate, o collezionate con accortezza. una miscela di polvere di zinco e
I nomi erano simili tra loro, o alme- zolfo, ne facevano manufatti abba-
no connotavano una caratteristica stanza pericolosi, ma potenti, così
comune, ovvero l’autocostruzione da raggiungere altezze considerevo-
di tutto ciò che era autocostruibile, li. Inoltre non c’era una bibliografia
ed anche di più. che potesse aiutare gli sperimenta-
Si chiamavano “Sistema A”, tori nei loro programmi, che il più
“Sistema Pratico”, “Tecnica Pratica”. delle volte applicavano le regole
Al loro interno gli articoli spaziavano della fisica studiate sui banchi di
da come costruire una canna da scuola, a volte aiutati dai loro pro-
pesca, all’amplificatore a valvole, al fessori. Avete visto il film “October
contatore Geiger con pezzi di recu- Sky” tradotto in Italia con “Cielo
pero, alle radio surplus, alla barchet- d’ottobre”? A parte il melodrammo-
ta a pedali, a come effettuare sem- ne romantico e lo scontro genera-
plici esperimenti di chimica etc. zionale che traspariva dalla sceneg-
A quei tempi non c’era il consumi- giatura, era la storia di un ragazzo
smo che persiste ai nostri giorni. I che, colpito nel 1957 dal lancio
radioamatori si costruivano le radio dello Sputnik, il primo satellite russo
con poche valvole tolte ai televisori, (come d’altronde tutto il mondo
oppure modificavano gli ottimi rice- occidentale, essendo in quel perio-
vitori militari americani. Ogni tanto do in piena guerra fredda), si mise in
tra i vari articoli figuravano i razzi. testa di costruire artigianalmente i
Non quelli pirotecnici a base di pol- suoi razzi. Gli esperimenti ed i tenta-
Figura 1: Riproduzione del missile aria-aria
vere da sparo. Ma modelli in scala tivi infruttuosi prima, coronati da AIM9 Sidewinder
minore di quelli usati dal mondo successo poi, costellano tutto lo

36 TECNOLOGIE SPERIMENTALI
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

spaziali americane nei tempi d’oro, ca è praticamente nato in Germania


pionieristici, quando un lancio era nel 1927 con la formazione di un
un rischioso tentativo di sollevarsi da gruppo che comprendeva Willy Ley,
terra, di oltrepassare le barriere Max Valier e Johannes Winkler. Nel
atmosferiche naturali. Magari 1931 i dilettanti tedeschi avevano
sognavano di costruire missili di una già costruito un razzo a combustio-
certa importanza, ma rimanevano ne liquida che poteva raggiungere
frustrati dal fatto di essere nati in la quota di 1500 metri. Wernher von
una nazione non impegnata nella Braun, Hermann Oberth e molti altri
corsa allo spazio e potevano assiste- entrarono nel gruppo, che in un
re alle imprese spaziali solamente certo periodo giunse ad avere circa
tramite il televisore in bianco-nero... 1000 membri. Quando i nazisti
E sempre con la fantasia, sono stati giunsero al potere, l’associazione fu
nella stessa capsula di Gagarin, sciolta ed i risultati sperimentali
hanno pianto per la cagnetta Laika e requisiti.
per Komarov, ma sono anche stati Un altro gruppo di sperimentatori
sulla Luna ed a spasso nel cosmo dilettanti (possiamo però dire che
con la sonda Voyager. Sono appas- sperimentatori professionisti in que-
sionati di astronautica e di viaggi sto campo non ce n’erano…) era
spaziali, ma c’è un momento che li rappresentato dalla Società
vede assorti, fissi al teleschermo ad Interplanetaria Americana, fondata
osservare il decollo, quelle maestose nel 1930 da sette persone a New
fiammate con tanto fumo che fanno York. I primi anni di vita del gruppo
si che i motori del razzo facciano il furono pieni di difficoltà causate
loro dovere portandoli in alto, sem- dalla loro scarsa esperienza. Ma con
pre più in alto. Razzi enormi come il il passare del tempo, con l’impiego
Figura 2: Decollo di un vettore da 3 metri spinto
Saturno 5 o piccoli come un Arcas, di piattaforme per prove statiche,
da un motore composito non fa troppa differenza per loro. James H. Wyld realizzò un motore
Nel loro piccolo, magari dopo aver per razzo che funzionava abbastan-
pasticciato con il “piccolo chimico” za bene. Fu l’inizio della costituzione
svolgimento della storia, fino all’epi- da bambini, incuranti degli avverti- di una ditta costruttrice che si chia-
logo in cui si viene a sapere che il menti dei genitori o degli insegnan- mò Reaction Motors Inc.
ragazzo diventerà uno dei protago- ti, si cimentavano nel miscelare pol- Parallelamente, sempre negli USA
nisti del riscatto americano, come verine con lo scopo di creare un un paio di intraprendenti esperti ini-
ingegnere alla Nasa a lavorare allo composto che messo in un tubicino ziarono quella che col tempo si
sviluppo dello Shuttle. di cartone, somigliasse anche lonta- distinse come una fiorente attività,
Con la fine di queste riviste, anche namente al motore di un razzo. destinata a far sviluppare il razzomo-
quest’attività è andata a terminare, In seguito, accortisi che quella biz- dellismo: venne iniziata la produzio-
almeno con quel gran numero di zarra polverina non si accendeva, ne e la vendita di piccoli motori
appassionati attivi, riuniti allora nella passavano al secondo stadio, quello razzo commerciali.
“Federazione Missilistica Europea” di aprire miccette e raudi e con il Questa attività, sicurissima, conti-
che faceva riferimento ad una bellis- contenuto, riprovare con il risultato nua ancora oggi.
sima rivista di cose astronautiche di aver, nel migliore dei casi, costrui- E partendo da qui, ma differendosi
chiamata “Oltre il Cielo”, che pub- to una candela romana o, nel peg- chiaramente, molti di questi model-
blicò a puntate il primo libro che giore, fatto un bel botto. listi, non contenti, ma desiderosi di
spiegava i segreti di questa affasci- Molti di loro, i più anziani dalla fine fare qualche altra cosa, più impor-
nante tecnologia, il libro del Col. degli anni 50 si accorsero che anche tante anche se più difficile, di sicura
Brinley che si intitolava “Manuale in altre parti del mondo, tanti emuli soddisfazione, ancora oggi preten-
del razzomodellista”. di Von Braun in un modo più serio dono di autocostruirsi proprio tutto,
Ma chi sono queste persone? utilizzavano propellenti di vario perfino il motore.
Questi appassionati di solito hanno genere con esiti strabilianti. Se andiamo indietro nel tempo, sco-
iniziato con il seguire le missioni Il “moderno” hobby della missilisti- priremmo che proprio in Italia, non-

TECNOLOGIE SPERIMENTALI 37
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

lanci di vettori ben più importanti e


maestosi. Nel 1957, infatti, in con-
temporanea con il lancio dello
Sputnik, in Italia viene edita la rivista
“Oltre il cielo” che riuscirà ad essere
presente nelle edicole ogni due set-
timane, e poi via via diradandosi
ogni mese, fino alla fine del decen-
nio successivo per terminare con
uscite sporadiche proprio dopo che
l’uomo pose piede sulla Luna.
Da questa rivista prese il via una
campagna di sperimentazione ad
opera di dilettanti, che si unirono
per fondare la Federazione
Missilistica Europea, sotto la quale
impararono le basi della missilistica,
con in più quelle nozioni di sicurez-
Figura 3: Componenti vari in carbonio e vetroresina
za che, però non furono seguite da
tutti.
Infatti alcuni incidenti rallentarono
ostante ciò che si pensi, c’è stata gibili e palloni frenati. l’evoluzione naturale di questa atti-
una grande attività sperimentale. Dopo però gli esperimenti di Von vità, ed in mancanza di normative
Spesso questi sperimentatori aveva- Opel con la sua automobile razzo, certe, costrinsero gli sperimentatori
no in mente l’utilizzo delle loro che faceva bella mostra di sé nei ad effettuare i lanci di nascosto.
invenzioni come armi. Infatti i primi tabelloni pubblicitari della Opel in Altre riviste tecniche, come “Sistema
razzi degni di questo nome, furono Italia, iniziarono gli emulatori che Pratico” o “Tecnica pratica” raccol-
impiegati durante le guerre di indi- montarono razzi a propellente soli- sero questo scomodo ma importan-
pendenza nelle truppe Piemontesi, do costituito da polvere pirica, in te testimone, pubblicando per
che avevano come fornitori i unione ad alianti. ancora una decina di anni i progetti
Francesi, costruttori di alcuni tipi di Il primo fu Ettore Cattaneo a Milano dei lettori sparsi nello stivale. Alcuni
razzi trasformati dall’ideatore ingle- nel 1931, seguito da Alberto di questi progetti si possono osser-
se Colonnello William Congreve. Fenoglio nel 1933. vare su http://utenti.lycos.it/missili-
Citiamo solamente quello che su Quest’ultimo fu senza dubbio la per- stica.
tutti i libri di storia fu la prima appli- sona che sperimentò più di tutti. E così arriviamo ai nostri giorni,
cazione delle “rocchette” nell’asse- Oltre a progettare razzi come arma, dopo una ingombrante assenza di
dio di Chioggia nel medioevo, dato si volle dedicare anche all’astronau- una associazione che evitasse la
che probabilmente si trattava di tica, con interessanti tentativi di dispersione di quanti abbiano avuta
frecce incendiarie. missili stratosferici. la voglia di non rimanere isolati e
Alla fine dell’800 si narra che alcuni Nel secondo dopoguerra si distinse distribuire le proprie esperienze
sperimentatori, tra cui un certo Aurelio Robotti che fu il primo a pro- verso altri. Lo sviluppo di Internet ha
Gaetano Arnoldi di Modena nel gettare, costruire e lanciare un razzo permesso a questi di riunirsi di
1853 avessero iniziato esperimenti a propellenti liquidi in Italia, nel nuovo e sentirsi uniti in una passio-
clamorosi, con i lancio di alcuni ani- 1952. ne come tra vecchi amici che già si
mali domestici e da cortile. A lui si devono anche i migliori libri conoscevano e si erano persi di
I primi razzi seri, però vennero tecnici divulgativi con argomento la vista.
impiegati durante la prima guerra missilistica, negli anni 60. Quindi la vecchia Federazione
mondiale da tutti i belligeranti, Ed è emblematico come nella nostra Missilistica Europea (FME) è ritorna-
come razzi traccianti, che inviavano nazione ci si cominciasse a dedicare ta, con il permesso di chi l’aveva
messaggi propagandistici dall’altra ai primi esperimenti con razzi auto- fondata più di 40 anni prima, il gior-
parte delle trincee, o addirittura costruiti proprio nel momento in cui nalista e presidente onorario della
imbarcati su aerei per abbattere diri- le grandi nazioni si dedicavano a UGAI (Unione Giornalisti

38 TECNOLOGIE SPERIMENTALI
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

Aerospaziali Italiani) Cesare Falessi, nella camera di combustione si spri-


ed è ora pronta per nuove entusia- gionano i gas ad alta pressione che
smanti avventure. permetteranno il decollo.
Il suo sito si trova all’indirizzo Questo tipo di motore nel prossi-
http://digilander.libero.it/fme. mo futuro sarà il più usato in que-
Ma a cosa si dedicano i soci FME? sto ambito, sia per la sicurezza che
Innanzitutto si scambiano opinioni e per il basso costo per ogni lancio
consigli dalle pagine della loro effettuato.
Mailing List (missilistica-amatoria- Un altro importante settore in cui la
le@yahoogroups.com), e poi pro- FME si sta prodigando è quello della
gettano con l’utilizzo di motori auto- sicurezza.
costruiti che sono ben differenti da Oltre a diffondere i codici usati in
quelli usati nei decenni precedenti. tutto il mondo, cerca di far com-
Il primo progetto di motore ibrido prendere a tutti, affiliati e non, che
interamente progettato, costruito e l’attività sperimentale è imprescin-
lanciato in Italia da Eugenio Cosolo, dibile proprio dagli indispensabili
(http://laserteam.supereva.it) ormai criteri che tendono ad eliminare i
fa parte della storia recente. pericoli. L’associazione oltre a
Si tratta di un motore razzo che bru- vivere intorno alla mailing list, fa
cia innocui tubi di gomma che ven- perno intorno al sito Federazione
gono messi a contatto con il protos- Missilistica Europea che vuole
sido d’azoto tramite una semplice mettere a disposizione di tutti gli
Figura 4: Missile amatoriale motorizzato con pirovalvola che si apre al momento interessati le risorse indispensabili
motore ibrido
dell’accensione. Da questa unione per vivere appieno questo bellissi-
www.artek.it
NUTCHIP IL TODDLER TAOS LU - LA
divertirsi un ROBOT che cammina Sensore di colore Logic Analyzer USB
è facile per voi IN KIT 200 MHz
Discrimina 100 colori
• 4 Ingressi Divertirsi è facile
per Basic Stamp o 16 canali su porta USB
• 4 Uscite Microcontroller 1 MByte di memoria per canale
• 1 Comparatore
• Opera con RTX Aurel
• Opera con telecomandi TV
Programmabile in 5 minuti
Rivenditori Welcome

STARTER KIT KIT08 HS3 QV502 MINI TELECAMERA CCD


per Micro MOTOROLA 50 MHZ 12 BIT USB PLAYER MP3 A COLORI
MC68HC908 GP32 • Oscilloscopio con Compact Flash con Microfono completa di
• Analizzatore di Spettro controllato via RS232 Trasmettitore e
• Registratore Transitori Ricevitore a 2,4 GHz
• Voltmetro
• Generatore Forme onda

Sali a bordo e naviga sul sito WEB ARTEK per informazioni Tel. 0542.55900 - Fax 0542.55488

TECNOLOGIE SPERIMENTALI 39
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

astronautico. sulla Rete, magari esposte in un


Vorremmo avere lo scopo di colle- modo di per sé potenzialmente peri-
gare tutti gli interessati fornendo coloso. Noi, invece, queste informa-
elementi di studio, informazioni e zioni vogliamo porgerle in modo
suggerimenti, consigli sulla sicurez- costruttivo e corretto. Se durante un
za, e per consentire lo scambio di esperimento si incontra la necessità
esperienze tra quegli sperimentatori di una consulenza, non c’è niente di
della prima guardia ed il ragazzo meglio che chiedere, magari tramite
che di queste cose ha solo sentito la mailing list, per chiarire ogni dub-
parlare. A coloro che dicono si tratti bio. Senza scambio d’informazioni
di una passione pericolosa, rispon- non può esserci l’evoluzione perso-
diamo che il pericolo risiede nella nale in un campo tecnologico.
non conoscenza della materia. Sapere che un problema può essere
Pasticciare con sostanze potenzial- risolto, o che anzi è già stato risolto
mente pericolose può portare ad da qualcun altro, sgrava dal poten-
esiti gravi se non c’è un controllo ziale pericolo. Non è proibendo che
continuo del lavoro da parte di chi si eliminano i problemi, che vanno
queste sostanze le conosce bene. affrontati fino alla loro risoluzione.
Tra noi ci sono professionisti che A partire da questo numero, Fare
conoscono queste materie, sia per Elettronica ospiterà una rubrica fissa
averle studiate a livello universitario, tenuta dalla nostra associazione che
sia per averne sperimentati i fonda- oltre a spiegare i fondamenti tecnici
menti, sia perché è il loro campo di e scientifici della missilistica amato-
Figura 5: Lo stesso installato sulla rampa
lavoro, ed infine perché ne sono sin- riale, per essere più in tema con gli
altri argomenti proposti su queste
mo hobby. pagine, presenterà quelli che sono i
Per il prossimo futuro stiamo prepa- “carichi utili” o “payloads” quali
rando un meeting nazionale ed un altimetri, capsule telemetriche,
vettore per razzo sonda ben fornito timers, trasmettitori per telecamere
di apparecchiature elettroniche a ed i più svariati sistemi elettronici
microprocessori, come un sistema di usati nei nostri esperimenti.
telemetria che presenteremo su In pratica verranno trattati gli argo-
queste pagine, oltre a diffondere il menti che riguardano la progettazio-
più possibile le nostre attività presso ne e la costruzione di modelli di razzi
i media e le istituzioni militari ed amatoriali. Per quanto riguarda la pro-
accademiche, magari per attingere gettazione, saranno illustrati semplici
ad infrastrutture che la nostra asso- metodi e formule per poter realizzare
ciazione non può permettersi. Figura 6: Componenti di un motore ibrido le parti basilari del razzo, come l’ugel-
La Federazione è aperta a chiunque, lo, le alette, il motore, in modo che chi
non solo ai giovani, ma anche a ceramente appassionati. si accosta per la prima volta a questa
coloro che hanno vissuto già molti Il proibizionismo o l’occultamento interessantissima branca, possa lavo-
anni fa la prima avventura con la delle conoscenze relative a queste rare su basi non empiriche, ma su dati
missilistica amatoriale, spinti dalle materie, con la motivazione della di effettivo valore scientifico.
conquiste della nuova frontiera insita pericolosità non porta a nulla I consigli che risalteranno tra le
astronautica, quando i voli spaziali e non risolve il problema, ma lo righe, scaturiranno dall’esperienza
non erano routine, per riunire colo- nasconde e lo pospone, chiudendo- sul campo, per risolvere a priori i
ro che si dedicano allo studio sia si gli occhi ed aspettare che a qual- problemi che possono uscir fuori
teorico che pratico, a livello dilettan- cun altro tocchi di sbrogliare la durante le realizzazioni.
tistico, ma anche professionale. È matassa. Consideriamo comunque Abbiamo compreso come, nonostan-
aperta a tutti gli appassionati di che tutti coloro che, impreparati, te i tempi non siano troppo favore-
tutte le discipline a sfondo aerospa- vogliano accedere ad informazioni voli per la diffusione della missilistica
ziale, missilistico, modellistico e di qualsiasi tipo, potranno trovarle tra i giovani, come al contrario fu

40 TECNOLOGIE SPERIMENTALI
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

mondo. Queste attività, a cavallo tra


il modellismo dinamico e la speri-
mentazione scientifica vanta infatti
moltissimi appassionati, ovunque,
collegati dalla rete delle reti,
Internet. È proprio per la diffusione
globale delle informazioni che avvie-
ne quello scambio culturale che
consente agi sperimentatori posti ai
quattro angoli del pianeta, di con-
vergere in risultati simili un pò dap-
Figura 7: Dispositivi elettronici della capsula pertutto. Non esistono quindi gran-
telemetrica
di differenze dai materiali usati in
America o qui da noi. Alcuni di noi
negli anni d’oro della corsa allo spa- costruiscono razzi in fibra di carbo-
zio negli anni 60 del secolo scorso, nio e motori in titanio, mentre 30
sempre maggiore interesse si forma, anni fa si usava l’acciaio e cartone.
seppur larvatamente tra le masse di Come propellente altri usano il poli- Figura 8: Razzi pronti al lancio
giovani con interessi scientifici. Chi è butadiene, al posto di pericolose
già pratico di costruzioni di modelli miscele di parecchi lustri fa. In prati-
di razzi, sa che l’impresa di costruire ca c’è stata una evoluzione che ha ste: quelle che dicono: "Attento stu-
e lanciare con esito positivo le pro- permesso di raggiungere mete più pido! Salterai in aria!", e colui che
prie creazioni, può riuscire attraver- elevate, accrescendo contempora- invece dice: "Non c’è alcun pericolo,
so difficoltà di ordine teorico e pra- neamente la sicurezza nella speri- fai tutti gli esperimenti che vuoi…".
tico. Chi invece non ha mai costrui- mentazione. Sono decenni che non Come la maggior parte dei punti di
to un razzo tende a ritenere la sua avvengono più gli incidenti che ave- vista diametralmente opposti, nes-
costruzione praticamente impossibi- vano come protagonisti i ragazzi suno di questi è corretto, come
le. Occorre infatti un tirocinio speci- appassionati di una volta, che trop- quelli che hanno l’esperienza,
fico, composto da una serie di prove po spesso mancavano in conoscen- sanno.
e controprove, di esperienze positi- za specifica dei problemi, abbinata Riguardo il secondo punto, nessun
ve e negative (il più delle volte). ad una scarsa cultura antinfortunisti- propellente è sicuro. L’energia
Alla missilistica si possono accostare ca. Il detto americano “SAFETY potenziale è pericolosa. L’energia
altre discipline scientifiche che pos- FIRST”, ovvero, per prima cosa la del potenziale chimico in pochi
sono completarla. Queste discipline Sicurezza, deve essere sempre tenu- grammi di un propellente composi-
appartenenti ai campi della scienza to in mente da chiunque vada a to per razzi è abbastanza per solle-
fisica, biologica, chimica, elettroni- manipolare certe sostanze. vare il propellente stesso, il motore
ca, meteorologica etc. possono Durante gli ultimi 40 anni abbiamo che lo contiene ed un chilo di razzo
accompagnare la vita dei giovani imparato abbastanza. C’è molta per quasi un migliaio di metri. È
completandoli nel loro cammino di buona letteratura sui razzi ed i loro pericoloso, non c’è che dire.
formazione scolastica, preparandoli propellenti. Ora sappiamo che sem- Tuttavia, alcuni propellenti sono
anche al mondo del lavoro, nel caso plicemente non dobbiamo usare meno pericolosi di altri. Propellenti
si sia deciso di intraprendere un propellenti a base di clorato di compositi formati da perclorato di
cammino tecnologico. potassio od altri clorati nei propel- ammonio sono generalmente consi-
La missilistica amatoriale, in pratica lenti per razzi, non si deve pressare derati modestamente pericolosi se
è una disciplina in cui gli sperimen- capocchie di fiammiferi in bombo- confrontati con altre sostanze. La
tatori progettano ed autocostruisco- lette vuote di anidride carbonica, mistura di nitrato di potassio, se
no completamente il razzo, senza non si devono mischiare sostanze fatta come si deve, non è pericolosa.
tralasciare la parte più importante, il chimiche pericolose giusto per I motori ibridi non lo sono assoluta-
motore, usando materiali sempre vedere cosa accade… mente.
aggiornati e distribuendo le nuove Sembrano esserci due gruppi di per- Ma cos’è un razzo? Quali parti lo
conoscenze tra gli altri componenti sone nel mondo della missilistica, compongono e perché funziona?
delle associazioni simili in tutto il con posizioni diametralmente oppo- Si tratta di un veicolo dotato di pro-

TECNOLOGIE SPERIMENTALI 41
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

pulsione propria, impiegato per tra- fica il valore della pressione interna. bile liquido il propellente viene man-
sportare un carico utile nello spazio. A questo punto, l’ugello, ovvero il tenuto in serbatoi da cui, tramite un
Può essere composto da vari stadi in foro di uscita sagomato in un modo sistema di alimentazione viene porta-
parallelo o in serie, calcolati per por- particolare, comporta lievi modifi- to alla pressione di funzionamento
tare un satellite, o una sonda, o che. Il teorema della quantità di necessaria fino alla camera di combu-
un’astronave, su un’orbita determi- moto esprime esattamente la forza stione e poi verso l’ugello. Questi
nata, o per un viaggio balistico di propulsione in una forma molto hanno un impulso specifico superiore
all’interno dell’atmosfera terrestre, o semplice. Il razzo viene spinto in a quelli con combustibile solido (230-
per raggiungere altri corpi celesti. avanti da una forza uguale e contra- 270 s), con maggiori durate. Inoltre la
Spesso si usa il termine “missile” al ria alla quantità di moto, diretta spinta può essere controllata, ed il
posto di “razzo”. In pratica il missile all’indietro, dei gas espulsi in un motore può essere perfino spento e
non è altri che un razzo guidato secondo, ossia al prodotto della riacceso più volte.
nella sua traiettoria mediante l’utiliz- massa uscente in un secondo per la I razzi ibridi invece sono formati da un
zo di pinne o di deflettori del getto velocità di fuoriuscita. In tutto que- combustibile solido che viene brucia-
o di ugelli mobili, di solito automati- sto, non interviene la velocità del to con l’aiuto di un gas che funziona
camente tramite un sistema di giro- razzo, per cui la spinta resta indi- da ossidante (in missilistica amatoria-
scopi. Il cuore del sistema è il moto- pendente da questa, ed è la stessa a le di solito si usa il protossido d’azoto,
re razzo o endoreattore, ovvero un razzo fermo oppure in moto. un gas abbastanza economico e sicu-
motore a combustione interna con- I razzi si suddividono principalmente ro). La camera di combustione e l’u-
tinua, che produce una spinta pro- in razzi a propulsione chimica, gello accuratamente calcolato com-
pulsiva mediante l’eiezione ad alta nucleare e ionica (o elettrica). I razzi pongono il resto del motore. I razzi
velocità, rispetto al corpo del razzo, chimici sono quelli usati esclusiva- nucleari utilizzano il calore sviluppato
di sostanze portate dal razzo stesso. mente al giorno d’oggi, in essi si ha la nella reazione nucleare che viene
La spinta prodotta è pertanto indi- combustione di propellenti atta a ceduto attraverso uno scambiatore di
pendente dall’ambiente in cui l’en- produrre gas ad alta temperatura ed calore al propellente ad alta pressio-
doreattore agisce, per cui può esse- alta pressione, che vengono espulsi ne, che viene poi espulso attraverso
re indifferentemente l’atmosfera ter- attraverso un ugello convergente- l’ugello. Questi razzi, che non sono
restre o lo spazio vuoto senza ossi- divergente posto ad una estremità mai andati oltre le prove statiche,
geno. La particolarità del razzo risie- della camera di combustione. Il pro- possono raggiungere un impulso spe-
de nel fatto che la massa di gas caldi pellente è composto da un combu- cifico tra i 700 ed i 1000 s, ben oltre,
formati al suo interno passano ad rente ed un ossidante. Il secondo in comunque, ai razzi chimici che non
alta velocità attraverso l’ugello pratica contiene ossigeno (o è esclusi- potranno mai superare i 500 s. I razzi
facendo spostare il razzo in avanti, vamente ossigeno) per la reazione elettrici o ionici, si basano sull’accele-
ma non perché l’efflusso si appoggi chimica: per questo non c’è bisogno razione di particelle ionizzate tramite
all’aria circostante, anzi le cose dell’atmosfera, in quanto l’ossigeno campi elettrici e magnetici. Le spinte
vanno meglio in mancanza di aria… viene trasportato da terra. Si suddivi- ottenute sono molto piccole, ma gli
Per cui la forza che lo fa procedere dono in razzi a propellente solido, impulsi specifici altissimi (10.000-
va ricercata al suo interno. liquido ed ibrido. I primi sono costi- 100.000 s) rendendoli adattissimi per
Mettendo in pressione un corpo di tuiti essenzialmente da una camera di la propulsione di veicoli spaziali viag-
un razzo chiuso da ogni lato, la risul- combustione cilindrica che contiene gianti al di fuori dei campi gravitazio-
tante generale delle forze in pressio- al suo interno una massa di combusti- nali dei pianeti, dove sono necessarie
ne è nulla, ma se apriamo un foro bile di forma adatta ad ottenere spinte molto piccole per tempi molto
nella parte posteriore, non ci sarà la durante la combustione gas a pressio- lunghi. Per questa volta è tutto, dalla
compensazione della pressione nella ne costante, e dall’ugello che accele- prossima puntata entreremo più nello
parte anteriore. Per questo, la forza ra questi gas e li estromette causando specifico approfondendo alcune que-
che farà procedere il razzo sarà pro- la spinta per reazione. Questo è rela- stioni con esempi pratici.
prio la pressione interna non equili- tivamente semplice e sicuro, ma ha
brata che si verifica. Ad essere preci- un Impulso specifico (kg di combusti-
si, la pressione nel getto di gas non bile al secondo per kg di spinta) com-
cade esattamente al livello della preso tra 170 e 260 s, inferiore a quel-
pressione esterna, ed in prossimità lo raggiungibile con altri sistemi con
Electronic shop 12
del foro la fuoriuscita del gas modi- la stessa durata. Nei razzi a combusti-

42 TECNOLOGIE SPERIMENTALI
HARDWARE

CONVERTITORE USB-RS232
(UR100)
di Giampiero Filella
filella@tin.it

La porta RS-232 è ampiamente utilizzata tanto nell’ambito delle misurazioni e dei calcoli
quanto nelle comunicazioni, così risulta essere molto utile se impiegata in combinazione
con numerose tipologie di apparecchi. Tuttavia, proprio i moderni computer portatili,
spesso non dispongono di questa porta, ma sono provvisti delle più moderne porte USB.
Grazie al convertitore descritto in quest’articolo è possibile convertire una porta USB in
una porta RS-232 funzionale ed efficiente che interagisce senza problemi con quasi tutti
gli apparecchi compatibili con questo tipo di connessione.

Lo standard USB (Universal Serial


Bus) è diventato negli ultimi anni
la porta più importante ed utiliz-
zata nei PC; conseguentemente
la porta RS-232 e la porta paralle-
la sono finite in ombra e quasi
tutti gli attuali computer portati-
li, presentano al loro posto una o
più connessioni USB. Com’è pos-
sibile dunque collegare queste
ultime con strumenti che possie-
dono una connessione RS-232?
Semplice, è necessario un con-
vertitore USB/RS-232, come
quello presentato in queste pagi-
ne. Esso sarà connesso da un lato
ad una porta USB e disporrà dal-
l’altro di una porta RS-232 a 9
poli che potrà essere utilizzata
per il collegamento di apparec-
chiature che richiedono questo Figura 3: Ecco come si presenta il convertitore UR100

tipo di connessione. Dopo aver


installato il driver del convertito- recchio periferico RS-232 dall’al- logica RS-232, il secondo driver
re (installazione che è compiuta tra. In realtà l’installazione preve- mette a disposizione una cosid-
una sola volta) i preparativi per il de l’impiego di due driver che detta “Porta COM virtuale” che
suo utilizzo si limiteranno al col- comunicano tra loro all’interno funziona come una convenziona-
legamento al computer da una del sistema operativo. Il primo le unità RS-232, cosicché anche i
parte ed al corrispondente appa- driver serve per creare un’unità software più datati riconoscono

44 HARDWARE
HARDWARE

Figura 2: Schema elettrico del convertitore

HARDWARE 45
HARDWARE

correttamente la porta RS-232 in FTDI (www.ftdi.co.uk). Questo resistenze (R1 e R2) con cui si
presenza dell’UR100. I driver circuito integrato funge da chiudono sul Controller IC1.
sono disponibili per tutti i sistemi microcontrollore la cui temporiz- All’accensione del UR100 la resi-
operativi in commercio e posso- zazione è assicurata da un oscilla- stenza R2, che funge da resisten-
no essere scaricati dal sito tore interno, costituito dal quar- za di pull-up e si trova sul colle-
www.ftdi.co.uk. zo Q1 e dai condensatori C10 e gamento D+, permette la condu-
C11, che fissa la frequenza di zione dei dati provenienti da
SCHEMA ELETTRICO clock a 6 MHz. Affinché il conver- apparecchiature esterne, in
Il convertitore UR100 è costituito titore UR100 abbia sempre, al modo da poterne segnalare e
da pochi e semplici blocchi logi- momento dell’accensione, uno registrare la connessione.
ci. L’alimentazione di corrente è stato ben definito è necessario Inoltre, la resistenza R2 serve per
fornita attraverso l’USB che rende che sia presente un sistema di definire la velocità di funziona-
disponibile una tensione di 5 V. reset, in questo caso costituito mento dell’apparecchio che sarà
Tale tensione è riportata fino alle dai componenti T1, R7, R11, R12 connesso all’USB: se R2 si trova
connessioni ST1 e ST4. I conden- e C12. su D+ lo strumento comunicherà
satori C1-C7, così come le indut- L’inserimento dei dati tecnici in modalità “Full-Speed”, se inve-
tanze L1 e L2, servono per stabi- (come, ad esempio, il Vendor ID, ce è posta sul collegamento D-
lizzare la tensione o, in alternati- il Product ID o il numero di serie) l’apparecchio sarà definito “Low-
va, per filtrare i disturbi ad alta avviene collegando una EEPROM Speed-Device”. Il componente
frequenza. del tipo 93C46 (componente IC2 funge sostanzialmente da
L’elemento centrale del converti- IC3) all’unità “Microwire” di IC1. convertitore delle misurazioni e
tore è il componente IC1 L’USB può trasmettere dati in dispone di oltre 4 canali per la
(FT8U232AM), sviluppato appo- entrambe le direzioni attraverso ricezione e di 5 canali per l’invio
sitamente per l’adattamento tra due collegamenti (D+ e D-) allac- dei dati.
USB e RS-232 e prodotto dalla ciati a ST2 e ST3 e dotati di due I diodi luminosi D1 e D2 sono

Figura 4: Piano di montaggio (lato superiore) Figura 6: Piano di montaggio (lato inferiore)

46 HARDWARE
HARDWARE

ELENCO COMPONENTI

SIGLA VALORE

R1, R3 22 W - SMD

R2 1.5 kW - SMD

R4, R5 220 W - SMD

R6÷R8, R12 100 kW - SMD

R9 10 kW - SMD

R10 2.2 kW - SMD


Figura 3: Circuito stampato scala 1:1 R11 470 kW - SMD
(lato superiore)
R13 470 W - SMD

C1, C4, C6, C16 1 nF - SMD ceramico

C10, C11 33 pF - SMD ceramico

C18, C20, C22, C12 10 nF - SMD ceramico

C8 33 nF - SMD ceramico

C2, C5, C7, C9 100 nF - SMD ceramico

C13-C15, C17, C19 10 mF 16V - SMD elettrolitico


C21, C23÷C26, C3

IC1 FT8U232AM - SMD

IC2 SP213EHCA - SMD


Figura 5: Circuito stampato scala 1:1
(lato inferiore)
IC3 ELV02304 - SMD (93C46)

T1 BC858C

D1 LED 3mm verde


impiegati per controllare lo stato
D2 LED 3mm rosso
delle trasmissioni sull’unità RS-
232: il LED verde D1 indica l’in- Q1 Quarzo 6MHz HC49U70/U4
vio di dati mentre il LED rosso D2
L1, L2 Induttanze SMD 22mH
la ricezione degli stessi.
1 custodia + cavo di collegamento USB
MONTAGGIO 1 incollatore per UR 100
Il montaggio dei componenti
avviene su una basetta doppia 1 dischetto 3.5 pollici contenente il software driver per UR 100
faccia di dimensione 38x31mm. I 2 cm di filo, colore bianco lucido-argentato
componenti sono quasi esclusiva-
mente di tipo SMD (Surface
Mount Devices), sono quindi satore C3; durante la saldatura cura vista la piccola distanza che
necessari un saldatore con punta dei condensatori prestate atten- separa i singoli pin.
molto fine, una pasta saldante zione alla loro polarità, un’even- Ogni componente IC viene dap-
per componenti SMD, una pin- tuale inversione potrebbe creare prima saldato ad un ben preciso
zetta ed un taglierino. dei problemi. pad prestagnato presente sulla
L’assemblaggio inizia con il posi- Successivamente viene montato basetta dopodiché, una volta
zionamento e la saldatura delle il transistore T1, seguito dai com- verificato che l’integrato si trova
resistenze e dei condensatori ponenti IC-SMD, la cui saldatura nell’esatta posizione assegnata-
SMD, ad eccezione del conden- deve essere eseguita con estrema gli, tutti i suoi pin vengono sal-

HARDWARE 47
HARDWARE

dati ordinatamente ai corrispon- ma operativo,` Windows in que- e LPT)” la corrispondente porta


denti pad. sto esempio, visualizzerà il mes- COM, identificata dal sistema
Dopo aver saldato le induttanze saggio: con la sigla UR100.
L1 e L2 è possibile montare Il convertitore è in grado di gesti-
anche il condensatore elettroliti- “Trovato nuovo hardware - re la trasmissione o ricezione di
co C3 facendo ancora una volta Convertitore USB/RS-232”. dati su porta seriale fino ad un
attenzione alla polarità (infatti, in massimo di 115.2 kbit/s.
caso d’inversione dei poli, tali Parallelamente partirà in modo A titolo informativo bisogna
condensatori potrebbero addirit- automatico l’“Assistente per la tener presente che durante l’in-
tura esplodere!), segue quindi il ricerca del nuovo hardware” che vio o la ricezione di dati ad alta
montaggio di Q1. Il materiale di seguirà l’utente passo per passo velocità, potrebbero essere visua-
saldatura in eccesso deve essere durante l’installazione del driver. lizzati errori di vario genere,
eliminato per mezzo della taglie- Tale assistente chiederà innanzi- come il seguente: “Il convertitore
rina. tutto se il software debba essere IC non è in grado di elaborare
Ponete attenzione anche alla installato automaticamente o questa trasmissione nel modo
polarità dei led D1 e D2 (l’anodo manualmente da una certa sor- corrispondente”.
ha il pin di collegamento di lun- gente.
ghezza maggiore) e montateli Nella finestra che apparirà sce- A questo punto, grazie al nostro
mantenendoli ad un’altezza, glierete l’ultima opzione e la con- convertitore, avrete una nuova
dalla superficie della scheda, pari fermerete premendo il tasto porta RS-232 disponibile, da uti-
a circa 8mm. Prima di collegare “Avanti”. lizzare con qualsiasi periferica o
la connessione USB controllate Nella finestra di dialogo successi- software.
l’intera scheda per verificare che va dovrà essere dichiarato dove si
non vi siano errori di posiziona- trova il driver, prima di prosegui-
mento o di saldatura dei vari re cliccando nuovamente su
componenti. “Avanti”.
L’ultima fase riguarda il collega- Durante l’installazione del driver
mento del cavo USB alla scheda apparirà una finestra che mostra
che avviene seguendo questo come questo driver non sia firma-
schema: to digitalmente, ignorate il mes-
saggio e proseguite l’installazio-
• ST1: filo rosso (alimentazione + ne dando conferma. Un’ultima
5V) finestra comunicherà la fine del-
• ST2: filo verde (D+) l’installazione.
• ST3: filo bianco (D-) La medesima procedura fin qui
• ST4: filo nero (massa) descritta per l’installazione del
• ST5: protezione driver dovrà essere ripetuta
anche per installare la Porta COM
Dopo aver inserito la scheda mon- virtuale, designata all’interno del
tata nell’apposita custodia, aven- sistema come “Porta seriale
do avuto cura che i LED fuoriesca- USB”. Una volta che entrambi i
no dai fori appositi, il convertitore driver saranno stati installati con
sarà pronto per l’utilizzo. successo, l’apparecchio sarà
pronto per l’utilizzo.
UTILIZZARE IL CONVERTITORE Dal punto di vista hardware, il
Per il corretto funzionamento del convertitore è trattato come un
UR100 è necessaria l’installazione normale dispositivo USB ed appa-
di due driver, procedura che re al qualsiasi programma come
avviene nel modo seguente. una normale porta RS-232. Nel
Il convertitore USB/RS-232 va Program Manager di Windows,
collegato ad una porta USB libe- per esempio, si potrà trovare
Electronic shop 13
ra. Dopo qualche istante il siste- sotto la voce “Connessioni (COM

48 HARDWARE
HARDWARE

GUIDA ALL’USO DEI


DISPLAY
terza parte LCD INTELLIGENTI
di Maurizio Del Corso
mauriziodc@interfree.com

Nelle puntate precedenti ne abbiamo affrontato il funzionamento ed il controllo con


un microcontrollore, resta da analizzare, il pilotaggio dei display LCD intelligenti,
direttamente da PC. In questo articolo vedremo come interfacciare un display al vostro
PC tramite la porta seriale o parallela e come gestire la comunicazione tra i dispositivi
utilizzando strumenti software.

INTERFACCIAMENTO CON
LA PORTA PARALLELA
Analizziamo per primo il collega-
mento tra PC e display mediante la
porta parallela, cioè, quella a cui
normalmente è collegata la stam-
pante. Lo schema elettrico è quello
di figura 1 e, come si può notare,
non richiede l’uso di molti elementi
aggiuntivi oltre al display.
Il modo di pilotaggio del display è
quello ad 8 bit pertanto i bit dati
D0÷D7 del display, sono connessi ai
rispettivi pin dati della porta paral-
lela. Gli ingressi RS ed E del display
sono invece pilotati rispettivamente
dalle uscite Select Printer e Strobe.

ELENCO COMPONENTI

SIGLA VALORE

R1, R2 10 kΩ 1/4W

P1 Trimmer 2,2 kΩ

C1 100nF 50V ceramico

CON1 Connettore DB25 maschio

IC1 LM7805 Figura 1: Connessione del display alla porta parallela

50 HARDWARE
HARDWARE

Queste due uscite della porta sono Pin (DB25) Segnale Direzione (I/O) Registro
di tipo open collector (o open 1 Strobe In/Out CONTROL
drain) cioè fanno capo al collettore
2 Data0 Out DATA
(o al drain) di un transistore BJT (o
MOS) pertanto devono essere col- 3 Data1 Out DATA
legate all’alimentazione tramite 4 Data2 Out DATA
una resistenza da 10 kΩ detta di 5 Data3 Out DATA
pull-up (R1 ed R2 nello schema). 6 Data4 Out DATA
Nei PC più moderni le resistenze di 7 Data5 Out DATA
pull-up sono già inserite all’interno
8 Data6 Out DATA
della porta, tuttavia la nostra solu-
9 Data7 Out DATA
zione circuitale garantisce il funzio-
namento anche con PC meno 10 Ack In STATUS
recenti. Il circuito può essere ali- 11 Busy In STATUS
mentato con una batteria da 9V 12 Paper Out – Paper End In STATUS
che, il regolatore di tensione IC1, 13 Select In STATUS
regola a 5V per alimentare il
14 Auto-Linefeed In/ Out CONTROL
display. Il potenziometro P1 con-
15 Error-Fault In STATUS
sente la regolazione del contrasto.
CON1 è un connettore DB25 16 Initialize In/ Out CONTROL
maschio collegato al circuito 17 Select Printer In/ Out CONTROL
mediante un cavo a 10 fili più il 18-25 Ground - -
conduttore di schermatura (calza)
Tabella 1: Segnali presenti sulla porta parallela (connettore DB25)
che dovrà essere connesso a
massa. È sconsigliato utilizzare un
cavo di lunghezza superiore ai 2
metri.
Offset Nome Lettura/Scrittura N. bit Funzione
Base +0 DATA Scrittura 7 Data7
GESTIONE SOFTWARE
6 Data6
Il software per la gestione del
5 Data5
display è stato scritto in Visual
4 Data4
Basic 6 ed è scaricabile dal sito di
3 Data3
Fare Elettronica, anche in forma di
2 Data2
codice sorgente, in modo che pos-
1 Data1
siate modificarlo a vostro piaci-
0 Data0
mento.
Base+1 STATUS Lettura 7 Busy
Purtroppo il Visual Basic non con-
6 Ack
sente la gestione diretta della
5 Paper Out
porta parallela, pertanto si è
4 Select In
dovuto ricorrere ad una libreria
3 Error
DLL che fornisce due funzioni inp
2 IRQ (not)
e out tramite le quali è possibile
1 Reserved
leggere e scrivere dati sulla porta
0 Reserved
parallela. In particolare, la funzio-
Base+2 CONTROL Lettura/Scrittura 7 Non usato
ne inp deve essere chiamata pas-
6 Non usato
sandogli l’indirizzo della porta
5 Enable bi-dir. Port
come parametro, ad esempio inp
4 Enable IRQ via Ack Line
(&H378), restituendo come risul-
3 Select Printer
tato, un byte contenente il valore.
2 Initialize Printer (reset)
La funzione out, invece, deve
1 Auto Linefeed
essere chiamata passandogli sia
0 Strobe
l’indirizzo della porta che il byte

HARDWARE 51
HARDWARE

ELENCO COMPONENTI

SIGLA VALORE

R1 10 kΩ 1/4 W

P1 Trimmer 2,2 kΩ

C1 100nF 50 V ceramico

C2, C3 22pF 50 V ceramico

C4÷C7 10µF 16 V elettrolitico

C8 100µF 50 V elettrolitico

IC1 MAX232
Figura 2: Interfaccia grafica del software di gestione LCD
IC2 PIC16F84
da inviare, ad esempio out I segnali presenti sui 25 pin del
(&H378, 127). connettore della porta parallela, IC3 LM7805
Il software funziona solamente in sono riportati in tabella 1. Alla
XTAL Quarzo 4 MHz
ambiente Windows 95/98/ME e porta parallela è solitamente riser-
non su Windows 2000/NT/XP, in vato l’intervallo d’indirizzi da 378H SW1 Pulsante NA
quanto, la tecnologia NT non con- a 37FH per LPT1 e da 278H a 27FH
sente l’accesso diretto alle porte I/O per LPT2. Nella versione compilata CON1 Connettore DB9 femmina
se non tramite opportuni driver. del software è utilizzato il primo

52 HARDWARE
HARDWARE

Figura 3: Connessione del display alla linea seriale RS232 del PC

intervallo. L’estremo inferiore del- accede al registro CONTROL che è


l’intervallo d’indirizzi è detto indi- di lettura/scrittura le cui informa-
rizzo base e vale dunque 378H per zioni reperibili sono riportate in
LPT1 e 278H per LPT2. All’indirizzo tabella 2. Tutte queste informazio-
base si trovano i bit Data. Pertanto, ni sono sufficienti per la lettura del
scrivere un byte all’indirizzo base, codice, che è ampiamente com-
equivale ad impostare i valori dei mentato, per facilitarne la com-
bit Data della porta. All’indirizzo prensione. L’interfaccia grafica si
base + 1 si accede al registro STA- presenta come in figura 2.
TUS che è di sola lettura e contie- Dalla figura si evince che è possibi-
Figura 4: Cavo seriale per il collegamento con il PC
ne le informazioni riassunte in le scegliere il tipo di comunicazio-
tabella 2. All’indirizzo base + 2 si ne con il display: parallela o seria-

HARDWARE 53
HARDWARE

le. Per la comunicazione parallela è che fornisce i 5 V di alimentazione di cancellazione al display) o al


mostrato l’indirizzo base della al circuito. Il connettore per il col- codice 0CH (in tal caso invia al
porta, per default è 378H, mentre legamento al PC è un DB9 femmi- display un comando di “nuova
per la comunicazione seriale si può na ed il cavo da utilizzare è del tipo linea”). Se il carattere ricevuto non
scegliere la porta COM alla quale è utilizzato per il collegamento tra corrisponde a nessuno dei codici
connesso il display. Ciccando sul PC e modem esterno. precedenti, è inviato al display
tasto “Inizializza LCD” si avvia la Questo tipo di cavo può anche come dato (e non come istruzio-
procedura che inizializza il display essere autocostruito collegando i ne). Per il corretto funzionamento,
per il funzionamento a 16 caratteri pin corrispondenti dei due connet- la porta seriale del PC (COM1 o
su due linee senza scorrimento. tori come mostrato in figura 4. COM2) è impostata dal program-
Se avete scaricato i codici sorgen- ma in: 9600 Baud, 8 bit dati, 1 bit
ti, potete cambiare la procedura GESTIONE SOFTWARE di stop, nessuna parità, nessun
d’inizializzazione e far funzionare Poiché il display è pilotato dal PIC, controllo di flusso. Nel caso in cui
il display anche in modalità 16x1 quando dal PC si sceglie la connes- si prema il tasto “Clear LCD” o
con o senza scorrimento, seguen- sione seriale si disabilita automati- “Invia Testo” senza prima aver
do quanto già illustrato nel camente il pulsante “Inizializza scelto una porta di comunicazio-
numero scorso. Una volta inizia- LCD” in quanto la procedura d’ini- ne, il programma visualizzerà un
lizzato il display, automaticamen- zializzazione viene eseguita dal PIC messaggio di errore che invita a
te saranno abilitati anche gli altri all’accensione. sceglie la porta COM opportuna.
due pulsanti. Alla pressione del tasto “Invia
Il pulsante “Clear LCD” invia l’ap- Testo”, il testo scritto nelle due CONCLUDENDO…
posito comando di cancellazione, apposite caselle, è inviato al circui- A questo punto sta alla vostra fan-
mentre il pulsante “Invia Testo” to tramite la porta seriale scelta. È tasia trovare applicazioni per i
manda al display il testo contenuto compito del PIC riconoscere i display intelligenti. Potete ad
nelle apposite righe contrassegna- caratteri che arrivano ed inviarli al esempio inserirne uno nel vostro
te con le etichette “Linea1” e display in maniera opportuna. Alla PC per visualizzare la temperatura
“Linea2”. pressione del pulsante “Clear della CPU, l’orario, la data, ecc.
In tali caselle di testo è consentito LCD” è inviato sulla seriale il codi- Oppure utilizzare il display per
inserire al massimo 16 caratteri che ce ASCII ‘01H’ che comporta la visualizzare messaggi d’errore o
possono essere numeri o lettere: cancellazione del display. pubblicitari. Vi ricordo è che i
caratteri speciali possono non esse- Analizziamo più in dettaglio il soft- display sono molto fragili, per cui
re riconosciuti dal display. ware per il PIC scritto nel file assicuratevi sempre di reperire il
“LCD_232.asm” che potete scari- relativo data-sheet per non dan-
INTERFACCIAMENTO CON care dal sito di Fare Elettronica neggiare irreparabilmente il vostro
LA PORTA SERIALE anche nella versione già compilata dispositivo!
Per gestire la comunicazione seria- “LCD_232.hex”. Oltre alle routi-
le è necessario utilizzare un micro nes di gestione del display (ampia-
che interpreti i segnali che arrivano mente analizzate nel numero scor- www.farelettronica.com
dalla porta e li invii al display in so) è presente la routine Ricevi232
modo opportuno. Il circuito per il che riceve un dato dalla seriale e È possibile scaricare dal sito di
pilotaggio del display via RS-232 è lo memorizza nella variabile buf- Fare Elettronica i seguenti files:
riportato in figura 3. fer. All’accensione, il programma
inizializza il display e si mette in •Il codice sorgente da programmare
Il display è pilotato dal PIC16F84 attesa dello “start bit”’. Questo bit nel PIC16F84 per l’utilizzo della
nel modo a 4 bit pertanto è possi- arriva dalla linea RX e, quando connessione di tipo seriale.
bile utilizzare tutte le routines illu- vale 1, significa che sta iniziando •Il programma completo per
strate nel numero scorso. una trasmissione dati per cui l’invio dei dati dal PC al display
IC1 è un MAX232 ed ha il compito seguiranno sicuramente gli 8 bit sia in formato compilato che
di convertire i livelli logici generati dati ed il bit di stop. Una volta sorgente.
dal PIC (0/5 V), in livelli adatti alla ricevuto il carattere, il programma
trasmissione seriale (±12 V) e vice- controlla se corrisponde al codice
Electronic shop 14
versa. IC3 è l’oramai noto 7805 01H (in tal caso invia un comando

54 HARDWARE
TUTORIAL

LA PORTA PARALLELA SPP


di Vincenzo Villa
scrivimi@vincenzov.net

La porta parallela è, tra le interfacce disponibili sul personal computer,


certamente la più popolare presso gli hobbisti elettronici grazie al fatto che
presenta un discreto numero d’ingressi ed uscite direttamente compatibili con gli
usuali circuiti digitali. Inoltre il suo uso è particolarmente semplice.
Questo tutorial presenta gli aspetti hardware e software che è necessario conoscere
per poterla usare nella modalità SPP.

Il comune PC possiede una sola si uno a uno (cioè il pin uno di un


porta stampante a cui possono Nella fotografia si vede, in alto, il connettore connesso all'uno dell'al-
essere connesse la stampante ed connettore della porta parallela tro connettore, il due al due e così
altri dispositivi "paralleli" (ZIP, scan- ed i connettori delle due porte via), al fine di poter comodamente
ner, ecc.). La porta parallela è facil- seriali, un DB25 ed un DB9 (in lavorare senza spostarsi continua-
mente riconoscibile guardando il basso). mente sul retro del PC. Molto utile
computer all'esterno: appare come Qualora s’intenda usare la LPT per anche un gender changer femmina-
un connettore a 25 poli DB25 fem- circuiti autocostruiti, è cosa quan- femmina e, eventualmente, il meno
mina (cioè con i fori), posto nor- to mai opportuna installare una necessario maschio-maschio.
malmente sul retro del PC. Non va seconda porta. Questo evita da Il connettore in genere installato
confusa con la porta seriale che, nei una parte la necessità di sconnet- sulle stampanti (centronics) è inve-
vecchi PC, è costituita da un con- tere la stampante ogni volta che si ce a 36 pin ed ha una diversa
nettore DB25 maschio (cioè con gli lavora e dall'altra, nel caso di erro- forma, pur avendo sostanzialmente
"spilli"), come in figura 1. Alcuni ri, non si rischia la rottura dei chip la stessa funzione; in genere è sco-
PC, particolarmente ricchi di perife- montati sulla scheda madre. modo da utilizzarsi in quanto ha
riche e non particolarmente recenti, Un altro consiglio è quello di procu- troppi pin "inutili".
hanno anche altri connettori fem- rarvi un cavo, lungo al massimo un
mina a 25 poli, per esempio quello paio di metri, con doppio connetto- I TIPI DI PORTA PARALLELA
di alcune porte SCSI per scanner. re DB25 maschio e tutti i fili connes- Nel tempo la porta parallela mon-
tata nel PC si è evoluta e, anche se
con qualche eccezione, si è mante-
nuta la compatibilità con i primi
modelli. Molti costruttori hanno in
passato apportato modifiche e
miglioramenti allo standard origi-
nario purtroppo con scarsa compa-
tibilità tra modelli diversi rendendo
di fatto inutilizzabile, sulla generali-
tà dei PC, le caratteristiche avanza-
te disponibili solo per alcune porte
parallele. Le categorie che com-
Figura 1: La porta parallela per PC (in alto a sinistra)
prendono tutte le porte attuali,
sono sostanzialmente tre:

56 TUTORIAL
TUTORIAL

• SPP (Standard Parallel Port). Sopra una foto della classica scheda
È il modello originario di porta parallela aggiuntiva su bus ISA, un
parallela, installato sul primo PC XT. investimento di una decina di Euro di
Pensata originariamente solo per la cui non ci si pentirà. Purtroppo molti
connessione alle stampanti, con PC recenti non dispongono di tale
qualche accorgimento permette bus, sostituito dal più performante
una certa flessibilità anche in altri PCI. Sono comunque disponibili
usi. Tutti gli altri tipi di porta paralle- anche schede per PCI, in genere
la sono compatibili con questo e sono più costose e, a volte, più velo-
quindi il software e l'hardware svi- ci. La scheda va installata in uno slot
luppati per questa porta sono prati- libero, previa configurazione di alcu-
camente universali. ni jumper:
• EPP (Enhanced Parallel Port). Figura 2: Scheda per porta parallela aggiuntiva
Permette lo scambio bidirezionale • LPT1, LPT2 o, in alcuni casi, LPT3.
dei dati fornendo un supporto hard- Ovviamente occorre evitare la
ware per l'hand shaking. È possibile il PC è piuttosto vecchio (diciamo fino prima opzione se è già presente la
raggiungere alte velocità di trasferi- ad un 486 del 1994) e la porta paral- porta parallela principale (cosa
mento, circa 10 volte maggiori della lela è installata su una scheda connes- quasi sempre vera).
SPP. Questa modalità sarà descritta sa al bus ISA o VL-bus, molto probabil- • IR5 o IRQ7. Se non sapete cosa fare
nel prossimo numero. mente la porta è una SPP e quindi non è opportuno non selezionare nes-
• ECP (Extended Capabilities Port). necessita di alcuna configurazione. suno questi jumper perché, in PC
Permette la maggiore flessibilità di In genere la stessa scheda che ospita il normalmente configurati vi è
utilizzo, ha il supporto del DMA ed connettore stampante ha anche la penuria di interrupt.
una grande varietà di modalità di funzione di controller per i dischi e le • Modo SPP o EPP o ancora (più rara-
funzionamento. Come controparti- porte seriali o, in macchine molto vec- mente) ECP, quando disponibili. Il
ta è piuttosto difficile progettare chie, di scheda video. modo EPP è più generale e quindi
hardware capace di usarla. Se la porta è costituita da un chip vi consiglio di attivarlo anche nel
installato sulla scheda madre, in caso in cui vogliate realizzare circui-
Tutti questi modi di funzionamento genere, è configurabile per alcuni o ti basati sulle idee presentate in
sono stati normalizzati nello standard tutti i modi previsti dalla norma IEEE questo tutorial.
IEEE 1284 del 1994, accanto al Nibble 1284. Per fare questo è necessario,
Mode ed al Byte mode. In questo prima della fase di boot, accedere al DA LEGGERE PER LA
tutorial tratterò solo della SPP. In menu di configurazione dei parametri SICUREZZA DEL PC
seguito farò riferimento, più che alle del BIOS (in genere premendo il tasto Nei PC moderni la porta parallela è
norme, al comportamento reale delle DEL o F1 durante la verifica della gestita da un chip che controlla
porte installate nei PC attuali e passa- memoria) e cercare alla voce integra- anche altre interfacce (seriali,
ti. Nel caso di comportamenti diffe- ted peripherals o simili. Per gli scopi dischi...). In caso di errori nell'uso
renti o legati a situazioni particolari che si vogliono raggiungere con que- dell'interfaccia si possono causare
evidenzierò la cosa, al fine di mante- sto tutorial, la porta va configurata guasti che si ripercuotono sul fun-
nere la massima compatibilità, anche come normal oppure centronics zionamento di tutto il PC, fino a
a rischio di non ottimizzare le presta- oppure default oppure ancora printer causarne il blocco. Il chip non è in
zioni, sconsigliando in particolare l'uso mode, tutti termini sostanzialmente genere sostituibile e ciò causa la
di alcune tecniche che rischierebbero equivalenti. necessità di dover cambiare tutta la
di danneggiare il PC. Se previsto, è anche possibile utilizza- scheda madre, con costi e seccature
re il modo bi-directional. Prima di facilmente immaginabili. Per questo
CONFIGURARE LA PORTA procedere, vi consiglio però di legge- vi consiglio vivamente di comprare
PARALLELA re l'avvertenza riguardante la sicurez- una schedina parallela da installare
Prima di procedere alla descrizione za, riportata al termine del paragrafo. su uno slot libero (anzi compratene
delle porte, mi sembra opportuno Se la porta è installata su una schedi- due, perché in genere si rompono
indicare come configurare la porta nei na aggiuntiva, è spesso disponibile un l'ultima domenica prima delle ferie
diversi modi di funzionamento, quan- jumper che permette di configurare estive…) figura 2. Se possibile, pren-
do la cosa è ovviamente possibile. Se la porta come SPP o EPP. detene una che supporti anche la

TUTORIAL 57
TUTORIAL

modalità EPP, certamente più flessibi- Due sono i modi per conoscere gli In TurboPascal© l'indirizzo di LPT1 si
le e dallo stesso costo. L'unica difficol- indirizzi effettivi: ricava con il seguente codice.
tà potrebbe essere quella di reperirla
nel negozio sotto casa. Var addr:word; {Indirizzo di LPT1}
Ovviamente la sicurezza non è assolu- Begin
ta ma mi sembra un buon compro- addr := MemW[$0000:$0408];
messo: io non ho mai perso una sche- writeln("LPT1 base address is", addr);
da madre in questo modo, e ne ho End
usate e fatte usare tante... Comunque
non è una bella idea usare per esperi- • Durante la fase di boot del PC Per le altre porte, il codice è lo stesso,
menti il P4 nuovo di zecca su cui gira occorre avere l'occhio sveglio e leg- cambiando ovviamente l'area della
la contabilità aziendale o altre applica- gere sulla prima schermata gli indi- configurazione del BIOS da cui legge-
zioni critiche. rizzi delle porte parallele che il BIOS re. Il sistema operativo Linux© utilizza
L'attenzione è una cosa che non deve individua, almeno nei PC che convenzioni diverse, assegnando il
mai mancare; gli americani dicono mostrano questa informazione. nome di lpt1, lpt2 ed lpt3 rispettiva-
"check and double-check". • Nei sistemi che utilizzano il BIOS del mente alle porte che individua agli
PC (per esempio i vari DOS e indirizzi 0x378, 0x278 e 0x3BC.
QUANTE PORTE PARALLELE? Windows), leggere il contenuto
Come già detto i PC hanno normal- delle locazioni di memoria 0x408 e I REGISTRI E L'ASSEGNAZIONE
mente una sola porta parallela, indica- seguenti ed interpretare secondo la DEI PIN
ta come LPT1 oppure PRN. Il BIOS tabella seguente (gli indirizzi di Complessivamente sono disponibili,
permette però di estenderne il nume- memoria sono in esadecimale, nella sul connettore della porta parallela, 12
ro fino a tre (su alcune macchine, sintassi segmento:offset): bit per l'output e 5 per l'input.
soprattutto vecchie, fino a quattro). Le
porte aggiuntive sono indicate come Indirizzo di memoria Contenuto (2 byte)
LPT2 e LPT3. Se è indispensabile e a 0000:0408 Indirizzo di base di LPT1
condizione di trovare schede adatte, il
0000:040A Indirizzo di base di LPT2
numero potrebbe essere ulteriormen-
te elevato. Ciascuna porta parallela è 0000:040C Indirizzo di base di LPT3
indirizzabile attraverso una serie d’in- 0000:040E Indirizzo di base di LPT4
dirizzi nello spazio di I/O, occupando
un minimo di quattro indirizzi conse- Su macchine moderne, in linea di Gli ingressi e le uscite sono TTL com-
cutivi; il primo di questi è chiamato massima successive agli IBM PS2 patibili (alcuni possono essere a collet-
indirizzo di base. prima serie, l'indirizzo corrispon- tore aperto, in genere con resistore di
In genere LPT1 ha indirizzo di base dente alla LPT4 è usato per altri pull-up integrato all'interno del PC)
0x378 (usando la sintassi C, con scopi e quindi ne sconsiglio l'uso anche se le tensioni e le correnti effet-
0x378 s’intende il numero esadecima- raccomandando una particolare tivamente disponibili sono piuttosto
le 387, indicato con 378h oppure attenzione nell'interpretazione dei variabili in funzione delle tecnologie
$378 se si usano altri linguaggi; in dati letti. impiegate per la costruzione della
decimale l'indirizzo corrispondente è porta. Su molti PC un uno logico
888), LPT2 ha indirizzo 0x278 ed Di seguito un frammento di codice appare come una tensione molto vici-
LPT3 0x3BC. che legge l'indirizzo di LPT1 in na ai 5V, uno zero come 0V (a vuoto).
Gli indirizzi di tali porte non sono Turbo C© in ambiente DOS. Le correnti disponibili sono in genere
però fissi ma dipendono dall'hard-
ware installato e da come il BIOS (o unsigned int far *pAddr; // Puntatore ai vettori
il sistema operativo) effettua la ricer- // di indirizzo
ca, causando spesso problemi nel- unsigned int IOaddr; // Indirizzo di LPT1
{
l'interpretazione corretta delle infor-
pAddr = (unsigned int far *) 0x408;
mazioni.
IOaddr = *pAddr;
Per esempio, la porta con indirizzo printf("LPT1 base address is 0x%X\n", IOaddr);
0x3BC, è indicato sulle vecchie mac- }
chine come LPT1.

58 TUTORIAL
TUTORIAL

di almeno 5 mA sia di sink che di sour- I pin di uscita evidenziati da un * Verificate con attenzione la corri-
ce ma spesso molto di più (anche 20 sono utilizzabili anche come ingres- spondenza dei pin leggendo sul
mA e più). Non si tratta però di una so ma solo su alcune porte, come connettore stesso la numerazione (è
regola: in genere deve essere interpre- descritto più avanti. In questo caso sempre presente, almeno per i 4 pin
tato come uno logico qualunque ten- si tratta di un’uscita a collettore agli angoli), soprattutto se si usano
sione superiore ai 2V e come zero logi- aperto. Alcuni dei pin del connetto- prolunghe o simili.
co qualunque tensione inferiore a re Centronics a 36 pin non sono Attenzione in particolare al fatto che,
0.8V. Inoltre si potrebbe ritenere che presenti sul connettore a 25 pin. utilizzando un adattatore maschio la
la corrente assorbita da un'uscita Realizzando un circuito connesso corrispondenza dei pin è ovviamen-
(Isink) sia maggiore, anche di molto, alla porta parallela è opportuno col- te simmetrica, dato che deve inca-
di quella erogata (Isource). È quindi legare tutti i fili di massa, sia per strarsi in un connettore femmina.
buona norma progettare circuiti che semplificare il layout del circuito Analogamente se si guarda un con-
riescano a gestire correttamente stampato sia per diminuire gli even- nettore da dietro (cioè dal lato su cui
segnali che rappresentano l'uno logi- tuali disturbi. L'immagine seguente si eseguono le saldature) i pin
co sia con i 2V sia con i 5 V (quali per evidenzia i pin di uscita con l'indica- appaiono, ovviamente, simmetrici.
esempio i TTL, gli HCT o gli HC con zione dei relativi registri, visti dal
resistore di pull-up). È anche opportu- connettore del PC. I pin non indica- I registri di base
no evitare correnti in ingresso o uscita ti sono tutti connessi a massa. Ciascuna porta parallela configurata
superiori a qualche mA. La seguente come SPP è controllabile attraverso
tabella riporta l'assegnazione dei pin tre registri consecutivi nello spazio di
(sia sul connettore DB25 che su quel- I/O del processore, chiamati data
lo Centronics), il loro nome, la direzio- register, status register e control regi-
ne (Out significa che il PC invia il bit ster, ciascuno di 8 bit.
alla periferica) ed il nome del registro Per scrivere un byte in questi registri
utilizzato per controllarli. è necessario eseguire un’istruzione
di output verso l'indirizzo interessa-
to. Per leggere un byte è necessario
Pin DB25 Pin centronics effettuare un’istruzione di input.
Nome Direzione Registro
(lato PC) (lato stampante) Non è possibile leggere o scrivere
1 1 Strobe Out * Control un solo bit alla volta, indipendente-
2 2 Data 0 Out Data mente dal linguaggio adottato;
inoltre non è in genere possibile uti-
3 3 Data 1 Out Data
lizzare le istruzioni corrispondenti
4 4 Data 2 Out Data
alle SET dell'assembler.
5 5 Data 3 Out Data Infine non è possibile leggere un dato
6 6 Data 4 Out Data da un registro di sola scrittura o scri-
7 7 Data 5 Out Data vere in una porta a sola lettura (l'ope-
8 8 Data 6 Out Data razione non genera nessun errore ma
9 9 Data 7 Out Data il dato letto o scritto è inconsistente).
10 10 Ack In Status Una precisazione: quanto detto vale
solo in ambiente MS-DOS o derivati.
11 11 Busy In Status
Usando il BorlandC o il TurboC la
12 12 Paper Out In Status
sintassi è la seguente (tale sintassi
13 13 Select In Status verrà adottata nel seguito del tuto-
14 14 Linefeed Out * Control rial):
15 32 Error In Status
16 31 Inizialize Out * Control unsigned char dato;
17 36 Select-in Out * Control unsigned int addr;
18÷25 19÷30,33 Massa - - outportb (addr, dato);
dato = inportb (addr);
- 18,35 + 5V (Rpu) - -
- 14,34 Non usato - -
Dove dato è il byte da leggere o da

TUTORIAL 59
TUTORIAL

scrivere (una variabile di otto bit, utente) sono in teoria possibili la funzione C:
senza segno: normalmente di tipo istruzioni d’ingresso e uscita solo
unsigned char) e addr è l'indirizzo su particolari indirizzi, attraverso ioperm(from, num,on_or_off)
del registro (una variabile o una la manipolazione della cosiddetta
costante a 16 bit, senza segno). I/O permission table, purtroppo Questa rende accessibile in
Altri compilatori C usano una sintas- modificabile solo all'interno del lettura/scrittura una serie di registri
si simile, ma non è prevista nell'ANSI ring0. ad una applicazione qualunque. Per
C la scrittura diretta su dispositivi Eseguendo un’applicazione DOS è usare un programma che invoca
hardware: occorre quindi verificare automaticamente generata da questa funzione occorre però essere
sul manuale del proprio compilato- Windows NT una macchina virtuale l'utente root.
re. Usando la sintassi TurboPascal le (la NTVDM: NT virtual dos machi- In alternativa occorre scrivere appli-
stesse istruzioni diventano: ne) che emula le periferiche stan- cazioni in kernel mode; per questo
dard ed in particolare la parallela, potrebbe essere utile per esempio il
Port[addr] := dato; permettendo in qualche caso il cor- pacchetto GPL short.
dato := Port[addr]; retto funzionamento dei program-
mi anche se con notevolissimi ral- Il data register
Dove Port è una matrice predefinita lentamenti. Nei compilatori nativi Il data register è un registro di sola
di 65k elementi il cui l'indice corri- in ambiente Windows normalmente scrittura direttamente connesso agli
sponde all'indirizzo della porta da le istruzioni di IN e OUT non sono otto pin di dato presenti sul connetto-
utilizzare. neppure implementate: ciò è vero re esterno della parallela.
Usando la sintassi GW-Basic o altri in particolare per VisualBasic, L'indirizzo è quello di base della porta.
basic per DOS: BorlandC 5 e Delphi. La soluzione a Per impostare un pin alto o basso
questi problemi è quella di scrivere basta scrivere nel bit corrispondente di
OUT addr,dato un device driver che, essendo ese- questo registro rispettivamente 1
dato = INP (addr) guito nel ring0, permette la gestio- oppure 0. Il bit meno significativo del
ne diretta dell'hardware; purtroppo registro corrisponde al pin Data0. Se
Usando la sintassi assembler: l'uso della DDK (driver development per esempio si vogliono impostare i
kit) di Microsoft è tutt'altro che sem- pin in modo tale che i pin 2 (bit 0) e 7
MOV DX,ADDR plice... Forse potrebbe esservi utile (bit 5) siano alti ed i pin 3, 4, 5, 6, 8 e
MOV AL,DATO WinDriver disponibile in versione 9 bassi, occorre eseguire la seguente
OUT DX,AL demo su http://www.jungo.com riga di codice (la costante DATA indica
In alternativa è possibile usare dri- l'indirizzo del registro dei dati della
MOV DX,ADDR ver generici che mettono a disposi- porta interessata, per esempio 0x278):
IN AL,DX zione apposite funzioni contenute
MOV DATO,AL in DLL; spesso questi prodotti sono #define DATA 0x278
disponibili gratuitamente su inter- outportb (DATA, 0x21);
Usando sistemi operativi diversi dal net: posso citare DriverLINX, per // 0x21=00100001 in binario
DOS le cose cambiano in quanto ai Win9x, WinNT e PortTalk (quest'ul-
programmi utente è impedito l'ac- timo disponibile sia come sorgente Occorre infine notare che, una volta
cesso diretto alle risorse hardware. che come eseguibile su scritto, il byte nel registro, i pin di
La descrizione approfondita va oltre http://www.beyondlogic.com) uscita non cambiano più il loro valo-
lo scopo di questo tutorial e mi limi- Analoghe considerazioni valgono re fino alla scrittura successiva in
terò quindi ad un breve accenno. anche in Win95/98/Me, anche se quanto il circuito di uscita della
questi OS sono molto più laschi porta è formato da otto flip-flop.
Windows NT/2000/XP nella protezione dell'hardware.
Questo sistema operativo imple- Lo status register
menta due modalità operative: il Linux Questo registro è di sola lettura ed
ring0 ed il ring3. Le istruzioni di Anche in ambiente Linux l'I/O ha indirizzo BASE + 1. Quando il
I/O sono possibili senza limitazioni diretto a livello di applicazione processore effettua la lettura di que-
solo nel ring0, quello del kernel utente non è possibile. Chi voles- sto registro, sono riportati i valori
del sistema operativo. Nel ring3 (il se fare esperimenti con questo dei cinque pin in ingresso, secondo
livello delle normali applicazioni sistema operativo deve utilizzare la tabella di seguito riportata.

60 TUTORIAL
TUTORIAL

Indirizzo Bit Nome Pin (DB25) Invertito sibilità prevista nell'originaria porta
BASE +1 Status 7 Busy 11 SI del PC XT ma non in tutte le porte
parallele moderne, soprattutto se
Status 6 Ack 10 NO
configurate come EPP o ECP. Per
Status 5 Paper Out 12 NO verificare se la porta funziona secon-
Status 4 Select In 13 NO do questa modalità, provate a colle-
Status 3 Error 15 NO gare una resistenza da 1 kΩ tra uno
dei pin associati al registro di con-
Status 2 IRQ -
trollo e massa: se viene letto uno 0
Status 1 Riservato - le uscite sono open-collector e quin-
Status 0 Riservato - di possono essere usate come
ingressi. Personalmente sconsiglio
l'uso di tale modalità, anche se fun-
L'ultima colonna indica se è pre- Ho accennato al fatto che i quattro zionante, in quanto potrebbe porta-
sente una porta not all'ingresso segnali connessi al registro di con- re alla distruzione della porta nel
della porta parallela: nel caso ci sia trollo possono essere in alcuni casi caso di porte senza uscita a colletto-
un SI, vuol dire che un livello logi- utilizzati anche per l'input. Per fare re aperto, cioè in pratica per tutte le
co alto è letto come 0 logico. ciò è necessario porre prima tutti i bit porte dei PC moderni correttamente
Se invece si trova scritto NO, un di uscita a livello logico alto e quindi configurati.
livello logico alto è letto come 1 leggere il byte: Il bit 5 del registro di controllo, per-
logico. Se voglio conoscere il valo-
re dei pin 11 e 12 devo eseguire il outportb (CONTROL, 0x04); // tutti i pin alti
seguente codice: data = inportb (CONTROL) & 0x0F;

#define STATUS (DATA+1)


unsigned char data, busy, po // Tre variabili ad 8 bit, senza segno
data = inportb (STATUS); // Leggo gli 8 bit di stato
data = data ^ 0x80; // Inverto il bit più significativo con uno xor
busy = (data & 0x80) >> 7; // Estraggo il valore di busy (bit 7)
po = (data & 0x20) >> 5; // Estraggo il valore di Paper Out (bit 5)

Il bit IRQ è resettato dall'hardware in Indirizzo Bit Nome Pin (DB25) Invertito
caso di interrupt attivato dalla linea BASE + 2 Control 7 Riservato - -
Ack. Vale invece 1 qualora non si sia Control 6 Riservato - -
attivato nessun interrupt.
Control 5 Bidirezionale - -

Il control register Control4 Abilitazione interrupt - -


Questo registro è, in primo luogo, un Control 3 Select-in 17 SI
registro di scrittura, anche se in alcuni Control 2 Inizialize 16 NO
casi è possibile l'utilizzo in lettura. Control 1 Linefeed 14 SI
L'indirizzo è BASE + 2. Il processore
Control 0 Strobe 1 SI
può scrivere in questo registro per
impostare il valore di quattro pin di Questa possibilità è subordinata al mette l’attivazione della modalità
uscita, secondo la seguente tabella. fatto che queste uscite siano a col- bidirezionale, nelle porte che ne
Altri due bit sono per usi interni. lettore aperto (open collector), pos- sono provviste: ponendo a 1 questo
Nel caso dei tre bit invertiti, la scrittu-
ra di un 1 causa sull'uscita una tensio- #define CONTROL (DATA+2)
ne di 0V. Per esempio per portare tutti outportb (CONTROL, 0x04);
i quattro pin della LPT2 ad un livello // 0x04 = 00000100, cioè ricordando che 3 bit
logico alto bisogna eseguire la // sono invertiti, 00001111
seguente istruzione:

TUTORIAL 61
TUTORIAL

bit è possibile leggere i dati presenti rupt alla ricezione di un fronte sul esperienze con la porta parallela.
sugli otto pin 2÷9, attraverso la let- pin Ack. Ho già detto del rischio di danni al
tura del registro dei dati, come di Se l'interrupt è abilitato e la porta PC e quindi v’invito nuovamente
seguito mostrato: stampante connessa ad una linea prestare la massima attenzione alla
realizzazione del circuito e ad evita-
outportb (CONTROL, 0x20); // 0x20 = 0010 000 setto re di effettuare modifiche al circuito
// in ingresso con il PC acceso.
data = inportb (DATA);
Accensione di un led (schema 1)
Se il bit vale 0, è possibile scrivere del controllore d’interrupt (per Un paio di circuiti veramente sem-
nel registro dati, come precedente- esempio attraverso l'apposito pon- plici per accendere un led, permet-
mente descritto. ticello presente su molte schede), tono di vedere come usare la paral-
Non tutte le porte hanno questa una transizione sul pin Ack causa lela.
possibilità ed alcune funzionano un'interrupt. Il fronte attivo può È necessario disporre di una resisten-
con modalità diverse. cambiare da scheda a scheda. za di circa 3,3 kΩ ed ovviamente di
Dalla mia esperienza posso dire che L'uso di tale possibilità richiede la un led e, limitatamente al secondo
le tutte le porte configurate come conoscenza delle problematiche circuito, di una batteria o un alimen-
EPP hanno questo funzionamento. correlate alla gestione delle inter- tatore da 5 V (ma va bene anche
Non l'hanno invece le porte del PC
XT originale ed in genere le vecchie
macchine. Per effettuare il test che
verifica se la propria porta parallela
è bidirezionale o meno è possibile
usare la seguente procedura:

• Collegare una resistenza da 1kΩ


tra il pin D0 e la massa.
• Scrivere un byte qualunque nel
registro dati, possibilmente
mischiando alcuni 0 ed alcuni 1
(personalmente uso il byte 0xAA
oppure 0x55, formati entrambi
dall'alternarsi di 0 e 1).
• Configurare la porta in ingresso
settando il bit bidirezionale del
registro di controllo.
• Leggere il contenuto del registro
data.
schema 1
Se viene letto il numero binario
11111110 (0xFE) la porta supporta ruzioni, argomento che va oltre lo una batteria da 4,5V).
la modalità bidirezionale. scopo di questo tutorial. Il primo schema non necessita di
Se viene letto il dato preventiva- particolari spiegazioni: quando il pin
mente scritto, la porta non suppor- CIRCUITI APPLICATIVI 2 è posto alto, il led si accende,
ta la modalità bidirezionale, perlo- Presento ora qualche piccolo circui- quando è posto basso, si spegne.
meno secondo lo schema che ho to applicativo utile per fare le prime Il codice relativo è banale:
descritto: molte schede parallele
hanno infatti capacità bidirezionali // accendo il led collegato al pin 2 (D0)
di tipo proprietario e quindi outportb (DATA, 0x01);
incompatibili con la procedura // altre righe di codice non legate all’uso della SPP
descritta. outportb (DATA, 0x00); // spengo tutti il led
Il bit 4 permette di abilitare l’inter-

62 TUTORIAL
TUTORIAL

Ho sottointeso la dichiarazione delle


varabili utilizzate, peraltro già inserire
nelle righe di codice sopra presentate.
Occorre ricordare che, una volta acce-
so, il led rimane tale fino allo spegni-
mento del PC o finché viene esplicita-
mente spento, indipendentemente dal
fatto che il programma sia o meno in
esecuzione: lo stato del LED è infatti
memorizzato dall'hardware. La con-
nessione utilizzata in questo primo cir-
cuito (il led è acceso dalla corrente
uscente dal pin della porta parallela)
ha il vantaggio di non richiedere nes-
suna alimentazione esterna ma il difet-
to che su alcune porte parallele (in par-
ticolare vecchie o di PC portatili)
potrebbe non funzionare a causa del
fatto che la corrente disponibile è trop-
po piccola. Il secondo circuito utilizza
una sorgente di alimentazione esterna
e dovrebbe funzionare con tutte le
porte parallele. In questo caso è lo zero
che accende il led. Per aumentare la
luminosità del led è possibile diminuire
schema 2
il valore della resistenza, per esempio
330 Ω. Ovviamente i due circuiti pos-
sono essere ampliati connettendo altri Lo schema mostra la connessione parallela mettendo a rischio non
sette led ai pin di dato. di un relè (osservate il diodo di solo la porta parallela ma anche l'in-
Simile il discorso per i pin connessi al ricircolo, che deve essere di tipo tero PC; nel caso di tensioni elevate,
registro di controllo. L'unica nota è veloce) e di una lampadina. La Vcc vi è rischio anche per l'incolumità
riferita al fatto che, nel caso di uscite è la tensione continua richiesta per delle persone e quindi sconsiglio
a collettore aperto potrebbe essere il funzionamento della lampadina e questi circuiti a persone non ade-
necessario, per il primo circuito, della bobina del relè. Eventuali cari- guatamente qualificate.
diminuire il valore della resistenza o chi in AC richiedono sempre la pre-
addirittura toglierla (quest'ultima è senza di un relè o di un altro inter- L'uso d’interruttori (schema 3)
un'operazione rischiosa e che perso- ruttore adeguato. Nello schema seguente sono illu-
nalmente sconsiglio in quanto non è Ovviamente nel dimensionamento strati tre modi per connettere un
una configurazione adatta alla gene- del transistor e della resistenza di interruttore alla porta parallela. In
ralità delle LPT). base occorre tenere conto delle tutte e tre i casi, l’interruttore
effettive tensioni e correnti in gioco chiuso è letto come tensione di 0
Collegamento a grossi carichi (in particolare, nel caso di grossi volt, l'interruttore aperto come
(schema 2) teleruttori o lampade ad elevato tensione di circa 5 V.
Il precedente circuito è utile solo se assorbimento, si rende necessario Lo schema utilizzato con S1 richie-
sono richieste correnti molto picco- l'uso di transistor darlington) ma, de la presenza di una batteria
le (pochi mA al massimo) e una ten- con le dovute cautele, è possibile esterna da 5 V.
sione di 5V massimo. gestire lampade a bassa tensione da Per conoscere lo stato dell'inter-
In altri casi, quale l'accensione di diverse decine di watt. ruttore è sufficiente leggere lo
una lampadina da 12 V o di un relè, Attenzione: nel caso di rottura del stato del bit Error nel registro di
è necessario l'utilizzo di un transistor transistor o errori di connessione è controllo (oppure di un altro bit
di adeguata potenza e di un'alimen- possibile che la tensione di batteria dello stesso registro se connesso
tazione esterna. si presenti alle uscite della porta ad un altro pin).

TUTORIAL 63
TUTORIAL

cede in molte parallele moderne)


si rischia la distruzione della porta.
Pertanto sconsiglio l'uso di questo
metodo.

Lettura di otto bit (schema 4)


Il seguente schema permette di
leggere otto bit anche da porte
non bidirezionali o senza uscite
open collector. Viene utilizzato un
multiplexer comandato dall'uscita
di strobe, leggendo quattro bit
alla volta. Il difetto di tale metodo
deriva dalla relativa lentezza
(richiede due letture e due scrittu-
re della porta) e dal fatto che è
ovviamente richiesta un'alimenta-
zione esterna per l'integrato (non
schema 3 disegnata nello schema).
Il vantaggio è che funziona con
È possibile la connessione con uno il bit nello stesso registro. qualunque tipo di porta senza
qualunque dei bit gestiti attraver- Attenzione: qualora la porta non modifiche. Il codice da eseguire è
so il registro di controllo. sia a collettore aperto (come suc- il seguente:
In certi casi questo circuito funzio-
na anche senza batteria e senza outportb(CONTROL, 0x01); // Seleziono il nibble basso
resistenza ma l'estrema semplicità dataLow = inportb(STATUS) & 0xF0; // Leggo il nibble basso
si paga con errori di lettura occa- dataLow = dataLow >> 4; // Allineo i quattro bit
sionali, soprattutto in ambiente outportb(CONTROL, 0x00); // Seleziono il nibble alto
rumoroso. dataHigh = inportb(STATUS) & 0xF0; // Leggo il nibble alto
Lo schema usato per S2 è simile al data = dataHigh | dataLow; // Unisco i due nibble
precedente, con la differenza che data = data ^ 0x88; // Sistemo i due bit invertiti
la tensione non viene prelevata da
una batteria ma da uno dei pin
della porta dati, posto preventiva-
mente a uno logico.
Lo svantaggio è quello di richiede-
re per ciascun interruttore due pin
della porta parallela, oltre la
massa. Lo schema utilizzato per S3
è il più semplice e funziona con i
pin associati al registro di control-
lo; non richiede nessun compo-
nente oltre l'interruttore ma fun-
ziona esclusivamente a condizione
che il pin a cui è connesso l'inter-
ruttore sia a collettore aperto e
che la resistenza di pull-up sia
montata internamente alla sche-
da. In questo caso, per leggere lo
stato dell'interruttore occorre
impostare a 1 il pin scrivendo nel
schema 4
registro di controllo e poi leggere

64 TUTORIAL
TUTORIAL

Ovviamente se la porta è bidireziona- È ovviamente possibile scrivere da sé il pante in genere è ignorata dal PC
le oppure se è possibile usare in software per la gestione, magari da (almeno in ambiente DOS e
ingresso i quattro bit associati al regi- usare su un microcontrollore. Windows). Alcuni documenti riporta-
stro di controllo vi sono meno proble- In rosso ho indicato i segnali che no la linea Ack ritardata rispetto al
mi, pagati con una minore compatibi- vanno dal PC alla stampante, in verde Busy (il fronte di discesa di Ack coinci-
lità. La soluzione più razionale nel caso quelli che hanno percorso inverso. dente con quello di Busy) ma non mi
in cui serve l'input di una quantità Non ho indicato i segnali non coinvol- risulta che ciò sia corretto.
significativa di dati è però quella di ti nella comunicazione.
adottare una porta EPP, sicuramente RISORSE IN RETE
più standardizzata e veloce. • Per prima cosa il PC deve scrivere i Un altro tutorial sulla SPP che potreb-
dati nel registro dei dati. be esservi utile è quello di Craig
Collegare una stampante • Quindi è verificata la linea Busy pro- Peacock, disponibile sul sito
Questo non è un circuito applicativo veniente dalla stampante: se è bassa http://www.beyondlogic.org, dove
ma la schematizzazione dei segnali la stampante è pronta a ricevere i sono presenti anche documenti sui
presenti sulla parallela durante il suo dati, se è alta tutta l'operazione device driver in ambiente Windows e
funzionamento più "naturale", cioè viene interrotta. la gestione delle interruzioni in
collegata ad una stampante, secon- • Il PC pone bassa la linea di Strobe, ambiente MS-DOS. Un'introduzione
do l'handshake centronics.(figura 3) per almeno 1 microsecondo. (in italiano) alla programmazione
Una premessa: le temporizzazioni Durante questo periodo i dati devo- della LPT in ambiente Linux, la potete
mostrate sono solo indicative in quanto no essere stabili (alcuni documenti trovare all'indirizzo http://linux.nuvo-
non ho trovato uno standard al quale citano tempi di hold e setup di qual- li.to.it/pj/pj9703/parallela.html.
riferirmi e le varie pubblicazioni riporta- che centinaio di microsecondi). Un software per il debug della LPT,
no dettagli differenti; forse tale standard • La stampante risponde ponendo utile per i primi esperimenti, lo trova-
neppure esiste e quello mostrato è solo altra la linea di Busy per tutto il te sul mio sito www.vincenzov.net.
una consuetudine più o meno rispetta- tempo che le serve per acquisire il
ta. Il controllo è completamente effet- dato.
tuato dal software, in genere dalla rou- • Il ciclo termina sul fronte di discesa
tine del BIOS o del sistema operativo del segnale Busy.
Electronic shop 15
invocata per la stampa. La linea Ack, proveniente dalla stam-

Figura 3: schematizzazione dei segnali presenti sulla parallela durante il suo funzionamento

TUTORIAL 65
CAMPAGNA ABBONAMENTI 2003-2004

1 ANNO - 11 RIVISTE

SCONTO 30% )( invece che € 47,50 a soli

€ 33

Abbonarsi a Fare Elettronica significa ricevere comodamente ogni mese


a casa tua, tante idee e consigli per rendere il tuo hobby una
vera passione. Perché Fare
Elettronica
si diverte solo quando
ti diverti tu.
Abbonandoti potrai
ricevere la rivista
ad un prezzo molto
interessante, con uno
sconto del 30% rispetto
a quello di copertina.
Pagherai infatti solo
€ 33,00 invece di € 47,50 con un
risparmio di ben € 14,50, oltre a
ricevere in omaggio il CD-ROM n°
3 di Fare Elettronica e il 10%
di sconto sui libri della
nostra collana.
Abbonarsi a Fare Elettronica conviene.
Abbonarsi subito conviene ancora di più.
Perchè? Oltre al prezzo di copertina scontato del 30%, riceverai il CD N° 3
di Fare Elettronica e potrai partecipare all’estrazione di 20 abbonamenti omaggio.
Infine, fino ad esaurimento scorte, potrai ricevere anche il kit per realizzare
il Vu Meter più piccolo del mondo!

SCONTO 30%
invece che € 47,50 a soli

€ 33 )
( Inoltre (esibendo il codice abbonamento) avrete il

10%
di sconto sui libri della nostra collana

IN OMAGGIO
)
Contenuto del CD:

la versione completa (schemi elettrici e sbroglio dei cir-


cuiti stampati) del potente CAD elettronico.

ACOUSTIC BOX 3.0


La nuovissima versione (demo), del famoso software dedicato alla progettazione di impianto audio HI-FI.
SOFTWARE
I migliori programmi dedicati all’elettronica.
DATA-SHEET
I data-sheet aggiornati dei circuiti integrati più importanti.
CIRCUITI STAMPATI
Due annate dei circuiti stampati di Fare Elettronica.
UTILITIES
I programmi più utili per il vostro hobby.
AUTOMAZIONE

RECS 101: UN WEB SERVER


EMBEDDED PER APPLICAZIONI
DI CONTROLLO
REMOTO
terza parte TRAMITE TCP/IP di Cristian Randieri
randieri@intellisystem.it

In questa terza parte della presentazione del dispositivo RECS 101 vengono affrontati
i seguenti argomenti: il protocollo di comunicazione implementato in RECS 101 ed
esempi di metodologie per la progettazione di applicazioni personalizzate mediante
l’implementazione di socket Internet in C e in Java.

PROTOCOLLO DI COMUNICAZIO- IP impostato su RECS 101 e la relativa • I/O Get Command: È il comando
NE IMPLEMENTATO IN RECS 101 porta fissata alla 6001.RECS 101 si mediante il quale l’interfaccia socket
RECS 101 effettua il controllo delle occuperà dell’interpretazione dei interroga RECS 101 sullo stato delle
sue porte digitali mediante un inter- comandi di controllo ricevuti o tra- proprie porte.
faccia basata sui socket di Internet. smessi dal dispositivo elettronico da • I/O Get Command Responce: È il
Per ottenere il controllo remoto delle controllare ad esso connesso. comando di risposta mediante il
porte di I/O attraverso Internet, è I comandi di controllo si suddividono quale RECS 101 comunica all’inter-
necessario che l’interfaccia che gesti- in due categorie che identificano due faccia socket lo stato delle sue porte
sce i socket venga implementata nel operazioni diverse: di I/O.
PC dell’utente che intende collegarsi
a RECS 101 attraverso il protocollo Monitor Stato I/O Controllo dell’Output
TCP/IP. Tramite quest’operazione è possibile Questo tipo di operazione, gestita
La potenzialità di RECS 101 consiste avere informazioni inerenti lo stato di unicamente dal comando Output Set
nel fatto che tale interfaccia può esse- tutte le linee di I/O contenute nelle Command è utilizzata dall’interfaccia
re implementata indifferentemente due porte a 16 bit di RECS 101. I socket per settare i valori della porta
mediante un’ Applet Java (che viene comandi relativi a quest’operazione d’Output di RECS 101. La tabella 1
eseguita all’interno del Web Browser sono essenzialmente due: riassume i comandi relativi alla comu-
che si collega al dispositivo RECS 101)
o un’applicazione C/Java che utilizzi i
socket di Internet (figura 1).
Ovviamente per fare ciò occorre pro-
gettarle adeguatamente aderendo
allo standard fissato dalle regole della
suite di protocolli TCP/IP. Tali interfac-
ce si occuperanno quindi di inviare e
ricevere i comandi per il controllo Figura 1: Possibili scenari d’implementazione dell’interfaccia di comunicazione socket di RECS 101
delle porte di I/O attraverso l’indirizzo

68 AUTOMAZIONE
AUTOMAZIONE

una parola di 16 bytes.


Di conseguenza l’utente dovrà inter-
pretare solamente i primi 4 bytes del
pacchetto ricevuto.
Ciò è dovuto al fatto che, come detto
Figura 2: Schema funzionale per la gestione di un dispositivo elettronico tramite RECS 101 in precedenza, la trasmissione di que-
ste informazioni avviene mediante i
socket che operano tramite il protocol-
lo TCP/IP che a sua volta opera sullo
standard Ethernet.
Poiché lo standard Ethernet impone
una lunghezza minima del pacchetto
di 64 bytes (inclusi i gli headers IP e
TCP) [1], e considerando il fatto che
nel caso in cui venga generato un pac-
Figura 3: Comandi di controllo di RECS 101 chetto la cui lunghezza minima è infe-
riore ai 64 bytes questi viene scartato,
bisogna arrivare alla conclusione che
anche se RECS ne avrebbe di bisogno
solamente 4 si è costretti ad usarne16,
di conseguenza, l’utente dovrà inter-
pretare solamente i primi 4 bytes del
pacchetto ricevuto (tabella 4).
Figura 4: Comando di controllo della porta di Output di RECS 101

Controllo dei comandi di Output


nicazione e i tipi di messaggi che ven- sia acceso quando a quest’ultima viene Questo tipo di comando viene utilizza-
gono scambiati tra l’interfaccia socket inviato uno zero logico. Se adesso con- to in tutti quei casi in cui si vuole modi-
ed il dispositivo RECS 101. sideriamo il caso in cui i bit 0,2,4 e 10 ficare il valore di un bit della porta di
della porta di Output siano nello stato Output di RECS 101 senza che venga
Monitor dello stato di I/O logico alto e i bit 1,3 e 5 della porta di generato un messaggio di conferma.
Lo stato della porta di I/O di RECS 101 Input siano anch’essi nello stato logico La tabella 5 riporta il formato del rela-
è controllato mediante comandi gesti- alto, RECS 101 alla ricezione del tivo comando “0x76” che si compone
ti tramite l’interfaccia socket che prov- comando “0x75” risponderà come di 4 bytes di cui il primo contiene il
vede a far dialogare il PC utente con descritto nella tabella 3. comando vero e proprio e gli altri due
RECS 101. A questo punto l’interfaccia socket tra rappresentano il nuovo stato che la
Più esattamente il comando che il PC RECS 101 ed il PC utente si occuperà porta d’Output dovrà assumere.
utente deve inviare per ricevere da parte dell’interpretazione di questo valore Per esempio, supponiamo il caso in cui
di RECS 101 lo stato delle porte di I/O è visualizzandolo sul PC utente. si voglia modificare lo stato della porta
lo “0x75”, che si compone di un byte. d’Output di RECS 101 settando allo
Quando RECS 101 riceverà tale Anche se i dati relativi allo stato delle stato logico “alto” i bit 0,1,2 e 3
comando provvederà a comunicare lo porte di I/O sono contenuti in 4 byte, lasciando tutti gli altri nello stato logi-
stato delle porte di I/O utilizzando 4 RECS 101 invierà all’interfaccia socket co “basso”. Allora poiché il corrispon-
byte come riportato in tabella 2.
Appare evidente che lo stato delle Tipo di operazione Comando Direzione
porte di I/O dipenderà dalla logica PC Utente RECS 101
implementata dall’utilizzatore di RECS
Monitor Stato I/O I/O Get Command
101. Per esempio, supponendo che il
circuito da interfacciare a RECS 101 sia I/O Get Command Response
stato progettato per lavorare secondo Controllo dell’Output Output Set Command
la tecnica “Active LOW” ciò equivale a
Tabella 1: Comandi relativi alla comunicazione e i tipi di messaggi che vengono scambiati tra l’interfaccia
dire che un ipotetico diodo Led colle- socket ed il dispositivo RECS 101
gato ad un’uscita della porta di Output

AUTOMAZIONE 69
AUTOMAZIONE

Tipo Numero di Byte


1 2 3 4
Comando per monitorare lo stato delle porte di I/O 0x75
Risposta contenete lo stato delle porte di I/O Stato della porta di Input Stato della porta di Output
Byte 1 Byte 2 Byte 3 Byte 4
MSB LSB MSB LSB
Stato della porta di Input Stato della porta di Output

Tabella 2: Controllo dello stato delle porte di I/O di RECS 101

15 14 13 12 11 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 15 14 13 12 11 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0
1 1 1 1 1 0 1 1 1 1 1 0 1 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 1 0 1 0
1111 | 1011 | 1110 | 1010 = 0xFBEA 0000 | 0000 | 0010 | 1010 = 0x002A
Stato della porta di Input Stato della porta di Output

Tabella 3: Esempio di codifica dello stato della porta di I/O

dente valore in esadecimale è 0x000F, rebbe essere utili per tutte quelle esi- Definite le variabili occorre inizializzare
occorrerà inviare a RECS 101 il valore genze di protezione e di riservatezza il Socket TCP mediante la chiamata alla
esadecimale 76:00:0F come mostrato che escludano l’utilizzo di una procedura TCPSocketInit() che per
nella tabella 6. tale interfaccia. brevità non viene riportata. Si passa
Come primo esempio si riporta la pro- quindi ad inizializzare il buffer che con-
COMUNICARE CON RECS 101: cedura IOMonitor che si occupa di terà il comando utilizzando la costante
L’INTERFACCIA SOCKET IN C monitorare lo stato delle porte di Input IOGet, che definita altrove, è uguale a
Si riporta, di seguito, un esempio di e di Output di RECS 101. 0x75 che rappresenta il codice esade-
codice sorgente scritto nel linguaggio Per poter gestire tale operazione cimale del comando Monitor Stato
C, il quale rappresenta l’implementa- occorre per prima cosa definire due I/O.
zione di un’interfaccia socket basata buffer rispettivamente commandBuf A questo punto utilizzando l’istruzione
sulle API dei socket di Berkely. I fram- che conterrà il codice relativo al sendto s’invia l’istruzione Monitor
menti di codice riportati di seguito, si comando da inviare a RECS 101 e Stato I/O a RECS 101, inviando come
occupano di gestire rispettivamente il ResponseBuf che conterrà il valore parametri il valore del buffer e altre
“Monitor Stato I/O “ e il “Controllo letto nella porta di I/O. Occorrerà inol- informazioni riguardanti l’indirizzo IP
dell’Output” descritti precedentemen- tre definire delle variabili di ausilio di RECS 101.
te. quali: Poiché la funzione sendto restituisce
Prendendo spunto da questi esempi un valore che è uguale a -1 in caso
l’utente oltre a capire i meccanismi di • commandLen: è un intero che con- d’errore, al verificarsi di quest’evento
funzionamento descritti potrà essere tiene la lunghezza del comando rela- sarà visualizzato un opportuno mes-
capace di costruire una propria inter- tivo a commandBuf. saggio d’errore indicante un problema
faccia personalizzata che funzionerà • lenReceived: intero che conterrà la riscontrato durante la comunicazione
come applicazione, ovvero permetterà lunghezza del buffer di ricezione con il dispositivo.
di gestire RECS 101 attraverso il proto- ResponseBuf. Inviato il comando Monitor Stato I/O
collo TCP/IP ma senza il supporto di • i: variabile intera da utilizzare per i bisogna predisporre l’interfaccia socket
un Web Browser. cicli iterativi. a ricevere le informazioni che scaturi-
Un’applicazione di questo tipo pote- scono dall’interrogazione fatta.
Per prima cosa bisogna allocare i buffer
2 bytes 2 bytes 60 bytes
di ricezione ResponseBuf, dopodiché
Stato della porta di Input Stato della porta d’Output Dati non utilizzati mediante l’istruzione recvfrom (che è la
Tabella 4: Formato del pacchetto ricevuto dall’interfaccia socket.
corrispondente dell’istruzione sendto
nel caso della ricezione) si riceveranno

70 AUTOMAZIONE
AUTOMAZIONE

Tipo Numero di Bytes la parola relativa alla porta di


Output.
Comando di controllo della porta d’Output 1 2 3 La prima operazione da svolgere è
0x76 Stato della porta di Output quella di richiedere quale bit all’in-
terno della parole che compone la
Tabella 5: Formato del commando di controllo della porta di Output
porta di Output si vuole modificare.
Comando di controllo della porta d’Output MSB Porta Output LSB Porta Output
15 14 13 12 11 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0
0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 1 1 1
0x76 0x00 0x0F
15 14 13 12 11 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0
0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 1 1 1
0000|0000|0010|1111 = 0x000F
Stato della porta d’output
Tabella 6: Esempio di modifica dello stato della porta d’uscita di RECS 101

le informazioni relative allo stato della l’istruzione Output Set Command. Tale valore è quindi memorizzato
porta di I/O di RECS 101. Poiché l’istru- • outbit: è un intero inizializzato al nella variabile outbit. Richiamiamo
zione recvform restituisce un valore valore zero che conterrà la posi- la procedura IOMonitor() per legge-
uguale a -1, in caso d’errore, è possibi- zione del bit della porta di Output re lo stato della porta di I/O che
le implementare delle istruzioni che che si vuole modificare. verrà memorizzato all’interno del-
avvertano nel caso in cui ci siano stati • outdata: è un intero inizializzato l’array IOStatus.
degli errori di comunicazione. al valore 0x0001 che viene utiliz- Da notare che IOStatus [2] conterrà
Supponendo che non ci sono stati zato come maschera per la modi- la parte MSB della porta di Output e
errori durante la comunicazione, si può fica del singolo bit che compone IOStatus [3] conterrà la parte LSB.
passare alla visualizzazione dello stato
delle porte di I/O mediante la lettura
del buffer di ricezione Response Buf.
La procedura può terminare chiudendo
il Socket TCP e rilasciando le locazioni di
memoria allocate per la gestione dei
buffer (vedi listato 1) Il secondo esem-
pio che si riporta serve a variare lo stato
della porta di Otuput di RECS 101.
In particolare si riporta come esempio
la procedura per modificare un solo bit
della porta di Output che una volta
selezionato verrà portato a livello logi-
co alto. Per tale scopo adopereremo la
procedura SetOutput(). Come nel
caso precedente iniziamo con le
dichiarazioni delle variabili locali:

• commandBuf: è un array di carat-


teri che conterrà i tre byte che
compongono il comando Output
Set Command.
• commandLen: è un intero che
Figura 5: Esempio che illustra l’algoritmo per settare a livello logico “alto” il 5° bit della porta di Output di RECS 101
contiene la lunghezza in byte del-

AUTOMAZIONE 71
AUTOMAZIONE

A questo punto occorre ristabilire una LISTATO 1


connessione con RECS 101 pertanto //-------------------------------------------
reinizializziamo il Socket tramite la // RECS 101: Esempio di programmazione di
// un interfaccia socket in C
procedura TCPSocketInit(). Poiché in // Procedura IOMonitor
C quando si definisce una variabile di // By Intellisystem Technologies
tipo int questa viene allocata all’inter- // http://www.intellisystem.it
no di una cella di memoria di 16 bit //-------------------------------------------
void IOMonitor()
sia IOStatus [2] che IOStatus [3] saran-
{
no contenuti in due celle da 16 bit. char commandBuf, *ResponseBuf ;
Occorre quindi fare in modo che que- int commandLen, lenReceived ;
ste siano compattate come unico int i ;
valore a 16 bit, tale operazione viene
// Inizializzazione del Socket TCP
svolta eseguendo l’operazione logica TCPSocketInit() ;
sui bit di IOStatus [2] e IOStauts [3]:
// Esegui I comandi TCP
outdata=(Shift di 8 posizioni verso commandBuf = IOGet ;
commandLen = 1 ;
sinistra di IOStatus[2]) OR (IOStatus
[3]) // Invia I comandi a RECS 101
err = sendto (sock,&commandBuf,commandLen,0,
Quanto appena detto viene espleta- (struct sockaddr*)&clientAddr,sizeof(clientAddr));
if (err == -1)
to da un unica istruzione riportata {
nel listato: perror("\n Errore nell’invio dei dati !! \n");
exit (1);
outdata|=((IOStatus[2]<<8) | }
IOStatus[3]); // Allocazione di un buffer per I pacchetti
// in ingresso, 1 pacchetto = 16 bytes
Essendo il nostro obiettivo portare a ResponseBuf = calloc(0x10, sizeof(char)) ;
livello logico alto solamente il bit sele-
// Ricezione dei pacchetti entranti
zionato tramite la variabile outbit, l’o-
lenReceived = recvfrom (sock,ResponseBuf,0x10,0,
perazione necessaria da fare è quella (struct sockaddr*)&clientAddr,&clientLen);
di utilizzare la variabile outdata prece- if (lenReceived < 0)
dentemente inizializzata ad 1 e farla {
perror("\n Errore nella ricezione dei dati??? \n") ;
shiftare (a livello di bit) di tante posi-
exit(0) ;
zioni verso la sinistra rispetto al valore }
di outdata, in questo modo il bit posto
inizialmente uguale ad i in outdata si // Visualizza la dimensione dei pacchetti entranti
posizionerà alla relativa posizione printf("\n%d N. di bytes ricevuti -> \n", lenReceived);

lasciando tutti gli altri bit uguali a zero. // Memorizza lo stato delle porte di I/O
Quanto detto si riassume nella // per usi futuri nell’array IOStatus
seguente pseudo istruzione: for (i=0; i<4; i++)
IOStatus[i] = ResponseBuf[i];
outdata= outdata OR (1 Shift di out-
bit posizioni verso sinistra) // Visualizza lo stato delle porte di I/O
printf("\n\n* Stato delle porte di I/O di RECS 101 *\n") ;
printf("Porta di Input : %x:%x\t\t Porta di Output : %x:%x",
Che si traduce nella seguente istru- IOStatus[0], IOStatus[1], IOStatus[2], IOStatus[3]) ;
zione C: printf("***** Intellisystem Technologies *****\n") ;

// Rilascia le allocazioni di memoria allocate per il buffer


outdata |= (int) (1 << outbit); free(ResponseBuf) ;
A questo punto la variabile outdata
conterrà il nuovo valore dello stato // Chiude il Socket TCP
della porta di Out con il bit seleziona- TCPSocketClose() ;
}
to portato a livello logico alto. Occorre

72 AUTOMAZIONE
AUTOMAZIONE

adesso prepararsi per eseguire il com-


mando Output Set Command. Per LISTATO 2
fare ciò dobbiamo riempire il buffer
//-------------------------------------------
commandBuf di tre byte rispettiva- // RECS 101: Esempio di programmazione di
mente, uno per il codice istruzione // un interfaccia socket in C
0x76 e i rimanenti che conterranno la // Procedura SetOutput
parte MSB e LSB del nuovo stato della // By Intellisystem Technologies
porta di Output. Adoperando le // http://www.intellisystem.it
//-------------------------------------------
seguenti istruzioni:
void SetOutput ()
{
IOStatus[2]=(outdata&0xff00)>> 8; char commandBuf[3] ;
IOStatus[3] = (outdata & 0x00ff) ; int commandLen ;
int outbit=0, outdata=0x0000 ;
Facciamo in modo che IOStatus [2] int err ;
contenga la parte MSB del nuovo // Richiede quale bit si vuole portare a livello logico
stato della porta di Output, il ché si // alto della porta di Output
ottiene eseguendo la seguente ope- printf(" Prego selezionare il bit della porta d’Output
razione logica sui bit di outdata: di cui si vuole invertire lo stato logico “alto”(0-15) :");
scanf("%d", &outbit) ;
IOStatus[2]= Shift di 8 posizioni verso destra
// Legge lo stato corrente delle porte di I/O
(outdata AND 11111111|00000000) IOMonitor() ;

Per il secondo caso sarà sufficiente // Re-Initializza il Socket TCP


eseguire solamente la seguente ope- TCPSocketInit() ;
razione logica sui bit di outdata:
// Determina il nuovo valore della porta d’Output a partire
// dallo stato attuale delle uscite
IOStatus[3]= outdata AND outdata = ((IOStatus[2]<<8) | IOStatus[3]) ;
11111111|00000000 outdata |= (int) (1 << outbit);
// Or operation with currentle selected Bit
Riempito il buffer che conterrà il // Memorizza il nuovo stato della porta di Output
IOStatus[2] = (outdata & 0xff00)>> 8 ;
comando da inviare a RECS 101, non
IOStatus[3] = (outdata & 0x00ff) ;
ci rimane che adoperare l’istruzione
sendto per rendere tale comando ope- // Costruisci il buffer che conterrà Il comando
rativo. // Output Set Command
Si ricorda che tale istruzione restituisce // 1) Command ID IOSet=0x76
un valore che nel caso sia -1 indica che commandBuf[0] = IOSet ;
l’informazione non è stata trasmessa // 2) Output status set
correttamente. commandBuf[1] = (BYTE) ((outdata & 0xff00) >> 8) ;
Per concludere, l’ultima operazione da commandBuf[2] = (BYTE) (outdata & 0x00ff) ;
fare è quella di chiudere il socket commandLen = 3 ;
mediante la chiamata alla procedura
// Invia I comandi a RECS 101
TCPSocketClose.(vedi listato 2)
err = sendto (sock,&commandBuf,commandLen,0,

Per maggiore chiarezza la figura 5 (struct sockaddr*)&clientAddr,sizeof(clientAddr)) ;


if (err == -1 )
riporta un esempio pratico di quanto {
descritto precedentemente, pertanto perror("\n Errore nell’invio dei dati !! \n");
si supporrà quanto segue: exit (1);
}
• Lo stato della porta di Output di
// Chiude il Socket TCP
RECS 101 è uguale a
TCPSocketClose() ;
00000000|10001001. }
• Si vuole portare a livello logico “alto”

AUTOMAZIONE 73
AUTOMAZIONE

LISTATO 3 il quinto bit della porta di Output a


partire dalla destra.
//------------------------------------------
// RECS 101: Esempio di programmazione di un interfaccia
// socket in Java COMUNICARE CON RECS 101:
// Procedura readIOport L’INTERFACCIA SOCKET IN
// By Intellisystem Technologies JAVA
//------------------------------------------
Come detto in precedenza per supera-
public int readIOport() re tutte le limitazioni dovute alla
{ gestione di RECS 101 mediante un
Socket socketTCP = null; software applicativo la soluzione pro-
int tmp = 0; posta da Intellisystem Technologies
int inputData = 0; utilizza la tecnologia Java che prevede
byte rxData[] = new byte[16];
la creazione di un’Applet di controllo,
byte data[] = {COMMAND_GET};
gestita mediante un interfaccia brow-
try { ser. Come ben noto, le Applet sono dei
socketTCP=new Socket(InetAddress.getByName(m_host), m_port); programmi autonomi, scritti in Java,
socketTCP.setTcpNoDelay(true); eseguibili mediante un comune brow-
socketTCP.getOutputStream().write(data, 0, data.length);
ser. La potenzialità di un software scrit-
instream=new DataInputStream(socketTCP.getInputStream());
tmp = instream.read(rxData, 0, rxData.length); to in Java, consente di essere totalmen-
if (tmp != -1) te indipendenti dalla piattaforma HW
{ su cui si esegue l’applicazione. Senza
inputData = (int) (rxData[2] << 8 | (rxData[3] & 0x00ff)); entrare troppo nei dettagli della pro-
inputData &= 0xffff; grammazione in Java riportiamo di
}
seguito un frammento di codice Java
socketTCP.close();
instream.close(); riguardante un esempio d’implemen-
} tazione dell’interfaccia socket basata
catch (Exception e) su Applet che permette la ricezione e
{ trasmissione di degnali di I/O, attraver-
System.out.println("Err : " + e);
so il protocollo TCP. Il lettore più atten-
}
return inputData; to può paragonare i codici seguenti
} con quelli scritti in C ed evidenziare
quindi le analogie in termini di funzio-
//------------------------------------------- nalità. (listato 3)
// Procedura writeOutputPort
//------------------------------------------- BIBLIOGRAFIA

public void writeOutputPort(int outdata) [1]Introduzione allo stack TCP/


{ IP,IntellisystemTechnologie,
Socket socketTCP = null; http://www.intellisystem.it/
byte[] data = new byte[4]; download.htm
data[0] = COMMAND_SET;
[2]Netid Managed Services,
data[1] = (byte) ((outdata >> 8) & 0x000000ff);
data[2] = (byte) (outdata & 0x000000ff); Information technology,
// Initialize socket Northwestern Technology,
try { http://gradeswww.acns.nw
socketTCP=new Socket(InetAddress.getByName(m_host), m_port); u.edu/ist/snap/doc/snif-
socketTCP.setTcpNoDelay(trujhe); fing.html.
socketTCP.getOutputStream().write(data, 0, data.length);
socketTCP.close(); [3]Internet spoofing reference
} page, http:// www.brd.ie /
catch (Exception e) paper/ sslpaper / hyper-
{
System.out.println("Err: " + e);
lin.html.
}
} Electronic shop 16

74 AUTOMAZIONE
Radiocomando
codificato 433,92 MHz

Radiopistoia:
come nasce un hobby

Ascoltare l’universo
via radio: un approcio
fai da te (prima parte)
MHz

RADIOCOMANDO
CODIFICATO 433,92 MHz
di Marco Lento
sglent@tin.it

In più di una situazione può essere utile comandare a distanza un determinato carico;
si pensi ai casi in cui sia difficile, se non impossibile, allestire la linea di alimentazione
od alla comodità di accendere un apparato senza la stesura di fili, rimanendo
tranquillamente seduti. In ogni caso, per evitare sgradite sorprese, è consigliabile
servirsi di un radiocomando codificato con un buon numero di combinazioni; quello
qui proposto si distingue per l’elevata portata e l’ottima affidabilità di funzionamento.

IL TRASMETTITORE
È costruito attorno al TXBOOST433,
il più potente modulo trasmitten-
te per radiocomandi prodotto
dalla Aurel (www.aurel.it). Su un
supporto in allumina di mm
37x15, 4 transistori ed un risona-
tore ad onda superficiale, forma-

Figura 1: Schema elettrico del trasmettitore

no un completo TX, adatto ad zione 12V, 600 mW con 15 V e,


emissioni ON-OFF keying (modu- per brevi periodi, 1 W RF con 18 V.
lazione con spegnimento della Per codificare l’emissione del tra-
portante). smettitore occorre applicare sul
Interessanti i dati di potenza che terminale 2 del modulo, il treno
lo stadio finale, dotato di un tran- d’impulsi generato dall’integrato
Foto 1: Il trasmettitore
sistor BFG135, riesce ad erogare in encoder IC1, un M145026.
antenna: 400 mW con alimenta- In questo componente, la codifica

76 MHz
MHz

si ottiene agendo sui piedini 1÷5 e sensibilità analoga al preceden-


che potremo collegare al positivo te; questo modulo si distingue per
di alimentazione, a massa o lascia- la presenza di un filtro ceramico
re scollegati, secondo una sequen- che restringe la banda passante a
za che andrà rispettata anche sugli 300 KHz e per lo schermo metalli-
analoghi piedini del decoder co che racchiude il lato compo-
M145027 utilizzato nel ricevitore. nenti, rendendo il ricevitore
Inoltre, perché il codice trasmesso rispondente alle normative euro-
dal TX sia ritenuto valido dal RX, la pee in fatto di compatibilità elet-
frequenza del clock interno ai due tromagnetica. L’utilizzo di questo
IC deve essere la stessa; con i valo- secondo RX dal costo doppio è
ri scelti per R2-R3-C3 la frequenza consigliabile in zone ricche d’in-
è di 1,7 KHz , ovvero quella più terferenze radio. Sul terminale 14
spesso utilizzata per queste appli- di questi ricevitori è disponibile il
cazioni. Approntato il circuito treno d’impulsi già squadrati che
Figura 2: Circuito stampato scala 1:1 stampato, la costruzione di questa possiamo applicare al piedino 9
(lato rame) del trasmettitore unità è davvero alla portata di del decoder M145027. Con i valo-
tutti; con corti spezzoni di filo si ri scelti per R1 e C7, il clock inter-
possono realizzare i ponticelli rela- no dell’integrato funziona alla fre-
tivi al codice personalizzato. Per quenza di 1,7 khz, compatibile
l’antenna irradiante è consigliabile con quella scelta nel TX. A codice
uno stilo rigido da 1/4l (cm 16,5) riconosciuto il piedino 11 si porta
o da 3/4l (cm 49,5); l’antenna più a livello logico 1 (DL1 acceso), il
lunga garantisce una portata sen- RELÈ1 si eccita rimanendo in que-
sibilmente maggiore, mentre l’as- sto stato finché terremo premuto
sorbimento del TX varia da 60 mA il pulsante del TX (funzionamento
a 12 V a 80 mA a 18 V. monostabile); C9 dona al circuito
una certa inerzia, impedendo che i
RICEVITORE contatti del relè possano vibrare,
Anche la sezione ricevente utilizza quando il segnale ricevuto è molto
un modulo SMD prodotto dalla debole. Per gli azionamenti di tipo
Aurel, il modello RF290-433, il più bistabile potremo usare i contatti
diffuso tra gli RX superreattivi pro- del RELÈ1 per azionare la bobina a
Figura 3: Posizionamento componenti dotti da questa casa, presenta una 220 V di un normale relè rotativo
del trasmettitore
sensibilità di 2,24 mV con banda per impianti elettrici come quello
passante di 2 Mhz ed un costo visibile nella foto 3; il comporta-
Elenco componenti trasmettitore contenuto. In alternativa è possibi- mento bistabile di questo tipo di
Sigla Valore le utilizzare il modello NBCE/433, relè semplifica il nostro circuito,
R1 2,7 kΩ 1/2 W dotato di piedinatura compatibile consentendo anche di comandare
R2 100 kΩ 1/4 W
R3 47 kΩ 1/4 W
C1 220mF 25 V elettrolitico
C2 100nF 50 V ceramico
C3 4,7nF 50 V ceramico
D1 Diodo 1N4007
DL1 LED 3 mm
S1 Pulsante N.A.
ANT1 vedi testo
IC1 M145026
Foto 2: Il ricevitore
IC2 Aurel TX433 BOOST

MHz 77
MHz

Figura 5: Circuito stampato scala 1:1 Figura 6: Posizionamento componenti


(lato rame) del ricevitore del ricevitore

Figura 4: Schema elettrico del ricevitore

apparati quali gli amplificatori


audio che sarebbe sconveniente
alimentare con dei TRIAC, a causa
del rumore elettrico generato da
questo tipo di semiconduttore.
Lo schema è completato da un ali-
mentatore stabilizzato a 6 V, ten-
sione che i diodi a bassa soglia D1
e D2 riducono a circa 5 V per il Foto 3: Il relè rotativo bistabile

78 MHz
MHz

Elenco componenti ricevitore solo modulo IC2. Anche la costru-


zione del ricevitore non pone par-
Sigla Valore Sigla Valore
ticolari difficoltà; riguardo all’an-
R1 220 kΩ 1/4 W C9 100 mF 16 V elettrolitico tenna ricevente, se non vi sono
problemi d’ingombro, conviene
R2 47 kΩ 1/4 W D1÷D3 Diodo BA159
servirsi di uno stilo rigido da 3/4l
R3 470 kΩ 1/4 W DL1 LED 3 mm (cm 49,5). Non essendo necessa-
ria alcuna operazione di taratura, il
R4 270 kΩ 1/4 W TR1 Transistor BD139
funzionamento del nostro radio-
R5 18 kΩ 1/4 W B1 Ponte 1,5A comando deve essere immediato.
Le prime esperienze, condotte ali-
C1 470 mF 25 V elettrolitico TP1 Test Point Audio mentando il trasmettitore con una
C2 100 nF 50 V ceramico ANT1 vedi testo tensione di 12 V, hanno evidenzia-
to l’elevata portata del sistema,
C3 100 mF 16 V elettrolitico IC1 LM7806 mai inferiore ai 400-500 metri,
dato che può facilmente raddop-
C4 100 nF 50 V ceramico IC2 Aurel RF290-433 o NBCE/433
piare in assenza di ostacoli quali
C5 47 mF 16 V elettrolitico IC3 M145027 edifici, rilievi montuosi, vegetazio-
ne ed impedimenti metallici in
C6÷C7 100 nF 50 V ceramico T1 Trasformatore 9 V 300 mA genere.

C8 22 nF 50 V ceramico RELÈ1 Relè ad uno scambio


Electronic shop 17

Volumi
i
... per sapere di più

IL PLC G. FILELLA I DIODI LASER G. LUONI


Al volume è allegato un software, sviluppato in ambiente Il diodo laser è un componente elettronico che va maneggia-
Windows, che trasforma il vostro PC in un PLC virtuale, per to con cura, il suo assorbimento è influenzato dalle variazio-
apprendere la logica Ladder attraverso l’animazione di alcu- ni termiche e pochi mA in più possono danneggiarlo irrepa-
ni automatismi. Nel testo vengono messi a confronto i PLC rabilmente. Questo volume, oltre a rispondere a quanto
di più recente diffusione prodotti da Siemens, Omron e GE. sopra, sopperisce alla mancanza di documentazione che
Il volume tratta: possa essere di valido aiuto sia al progettista che all’hobbi-
• i principi di funzionamento del PLC; sta. Gli argomenti trattati, oltre a spiegare cosa sia e come è
• le memorie; fatto un diodo laser, spaziano dagli alimentatori ai dissipatori
• i moduli di ingresso e di uscita; di calore fino alle ottiche necessarie per costruire un modulo
• l’elaborazione di un programma all’interno del PLC; laser. Al volume è allegato un floppy per calcolare la densità
• le tecniche di programmazione e la Normativa IEC1131-3; ottica dei filtri di protezione oculari da utilizzare in abbinamen-
• unità didattiche per la progettazione, realizzazione e to ai sistemi laser. Il dischetto richiede un PC IBM (o compatibi-
simulazione di automatismi, corredate da schede e tabelle le) 486 o superiore, un drive da 3,5”, disco rigido e Windows 95
guida. o superiore.

cod. 20-1007-07 - € 18,02 cod. 99-1010-02 - € 14,20

Tutti i libri possono essere ordinati sul nostro sito Internet www.farelettronica.com
o chiamando la redazione al numero 0321/927287.

MHz 79
MHz

RADIOPISTOIA:
COME NASCE UN HOBBY
di Pierluigi Bertolini
info@radiopistoia.com

La creazione delle pagine contenute nel sito Internet www.radiopistoia.com


risale al 1999 circa, anno in cui ho deciso di condividere con altri appassionati
un hobby che coltivo da anni, ovvero collezionare, riparare e restaurare vecchi
apparecchi radio a valvole. Ho scelto questo nome semplicemente perché Pistoia
è la città in cui vivo, poi negli anni a seguire ho reso raggiungibile il sito anche
tramite www.radiocorriere.it, questo per rendere omaggio al settimanale che,
negli anni ’50, la RAI pubblicava per fare conoscere ai suoi radioascoltatori la
programmazione.

nostalgia, componente sempre nenti, insomma il piacere di risco-


presente in chi colleziona oggetti prire la tranquillità dei nostri pre-
antichi. decessori nell’ascoltare, seduti in
Per immaginare com’era vissuta poltrona mentre si legge un buon
una volta la Radio, cercando di libro, una voce calda provenire da
provare le stesse emozioni, basta una “scatola di legno”.
accendere un ricevitore a valvole, La sensazione di tornare ad altri
attendere pazientemente l’im- ritmi di vita, un più lento scorrere
mancabile manciata di secondi del tempo.
Sebbene ai giorni nostri i transi- per permettere ai tubi di riscaldar- La sonorità che riesce a restituire
stor, o meglio, i circuiti integrati si ed ascoltare quindi, in tutta un ricevitore a valvole e la pienez-
siano oramai universalmente uti- rilassatezza, i suoni e le voci che, za del suono diffuso nella stanza,
lizzati per la realizzazione di appa- anche se attuali, sembrano come con tutte le sue sfumature, è diffi-
recchi radio, le valvole, pur appar- provenire dal passato. cilmente riscontrabile in un qual-
tenendo ad un passato nemmeno siasi altro apparecchio realizzato a
troppo remoto, mantengono transistor.
sempre un certo fascino, spesso
legato anche ad un pizzico di

La ricerca sapiente di stazioni lon-


tane tramite la manopola di sinto-
nia ed il commutatore di gamma
d’onda, la debole illuminazione
della scala parlante con tutti i Esistono principi fisici, che qui vi
nomi di città anche di altri conti- risparmio, legati alla generazione

80 MHz
MHz

di armoniche durante l’amplifica-


zione di un segnale audio che
fanno sì che ciò accada.
La realizzazione del mobile, spes-
so in legno realizzato a mano da
artigiani e dotato di fregi ed
abbellimenti, fa sì che il nostro
oggetto “parlante” si possa consi-
derare, a tutti gli effetti, parte
integrante dell’arredamento casa- descritto come avventurarsi in
lingo. questo affascinante mondo,
Purtroppo molti apparecchi, ponendo le basi per affinare in
anche di un certo valore, sono seguito la tecnica e riuscire ad
stati o sono tuttora maltrattati e effettuare anche una ricerca dei
conservati in locali inadatti, soffit- guasti più comuni. ingegneri progettisti di apparec-
te, cantine, alla mercé di umidità, Di particolare interesse è la sezio- chi a valvole si siano spesso sbiz-
sbalzi di temperatura quando ne che ho dedicato ai “compo- zarriti andando a cercare soluzioni
addirittura non aggrediti da nenti dal passato”, ovvero, una tecniche alquanto bizzare ma
radio… roditori carrellata fotografica corredata di indubbiamente efficaci.
una breve spiegazione di compo- Non va dimenticato che riuscire a
nenti elettronici oggi desueti e far “cantare” nuovamente una
radio, dopo averla restaurata e
riparata con le proprie mani, è
una gran bella soddisfazione e, se
non in casi eccezionali, non è
nemmeno richiesta una grossa
strumentazione da laboratorio.
Un buon tester ed un generatore
di segnali AF/BF, anche economi-
Gli stessi componenti elettronici, co, bastano.
quali condensatori elettrolitici, Per concludere questa breve pre-
con il passare degli anni mutano sentazione vi rimando alla visita
le loro caratteristiche o si danneg- completa del sito, contattandomi
giano, quindi un restauro conser- eventualmente, per richiedere
vativo dell’apparecchio è sempre consigli tecnici od inviarmi i vostri
da prendere in considerazione. preziosi commenti sui contenuti
Nella parte del sito dedicata al delle pagine.
restauro, suddivisa in sotto-sezio-
ni (parte elettronica, mobile, scala
parlante e sostituzioni) viene

non più utilizzati ma che per inte-


resse personale è piacevole cono-
scere o riscoprire.
Nella sezione dedicata alla mia
piccola collezione, sono invece
visibili, gli apparecchi che ho rite-
nuto più idonei ad essere presen-
tati sia per il loro aspetto estetico
che per le soluzioni tecniche
impiegate.
Electronic shop 18
E’ curioso notare come gli allora

MHz 81
MHz

ASCOLTARE L’UNIVERSO
VIA RADIO:
UN APPROCCIO FAI DA TE!
prima parte
di Riccardo Ricci
riccardo_ricci_ps@yahoo.com

Karl G. Jansky era un ingegnere americano che nel 1931 lavorava per la Bell Telephone
Laboratories, una grande azienda di telecomunicazioni. Il giovane ingegnere fu
incaricato di condurre uno studio per cercare di comprendere le cause di alcuni disturbi
che affliggevano i servizi della compagnia. Nel corso delle proprie ricerche Jansky scoprì
che a provocare tali disturbi erano interferenze radio di origine non terrestre e grazie
ad un sistema di antenne direzionali ne identificò l’esatta provenienza: il centro della
via Lattea, la nostra galassia… Si scoprì così per la prima volta, quasi casualmente,
l'esistenza di onde radio naturali extraterrestri e l'interesse verso questo fenomeno
diede vita all'attività di studio e di ricerca che prese il nome di radioastronomia.

La radioastronomia ufficiale utilizza Tutte le informazioni e i dati raccolti non risolti del nostro Universo.
oggi strumenti e mezzi di enormi pro- dalle grandi antenne vengono analiz- Oltre alla ricerca compiuta dagli scien-
porzioni per riuscire ad "ascoltare" i zati e studiati per contribuire alla ricer- ziati e dagli enti di ricerca esistono
diversi fenomeni di emissione radio ca e per cercare di offrire ulteriori però anche alcuni interessanti aspetti
provenienti molte regioni del cosmo. risposte ai numerosi enigmi ancora minori della radioastronomia che pos-
sono essere affrontati a livello amato-
riale: è, infatti, possibile intraprendere
una semplice attività sperimentale di
esplorazione anche in modo "casalin-
go” e scoprire che tanti appassionati
sparsi per il mondo già da anni otten-
gono grandi soddisfazioni con econo-
mici apparecchi autocostruiti.
Il settore della radio-esplorazione spa-
ziale "fai da te" è sicuramente affasci-
nante e oltre ad offre notevoli emozio-
ni è anche una utile esperienza didat-
tica.
Prima di iniziare distinguiamo subito
Figura 1-2: Karl G.Jansky con l’antenna che gli consentì di individuare la provenienza delle onde radio
extraterrestri. Si noti come il sistema di antenne poteva essere orientato girando su ruote
la possibile attività amatoriale in tre
distinti settori:

82 MHz
MHz

3. Il terzo esperimento sarà anch’esso creti, in breve tempo il Seti si è visto


pratico e permetterà con pochi ridimensionare o addirittura togliere
sforzi costruttivi e alcuni mezzi molti finanziamenti e supporti che ne
“casalinghi” di rilevare le centinaia consentivano il funzionamento.
di piccole meteore (note come Ma prima di arrivare al lieto fine di
“stelle cadenti”) che entrano nel- questa avventura e capire come par-
l’atmosfera terrestre ogni giorno, tecipare è necessario comprenderne
24 ore su 24. la base di funzionamento: tutti i
segnali captati dall’enorme antenna
Figura 3: Le antenne del Radiotelescopio di Se almeno una di queste possibilità vi vengono archiviati per una successiva
Medicina (Bologna) occupano una vasta area
ha incuriosito, siete pronti per la lettu- elaborazione computerizzata che usa
ra di tutti i misteriosi dettagli di que- diversi algoritmi per individuare auto-
sto nuovo mondo! maticamente i possibili segnali di ori-
gine artificiale distinguendoli dalle
1. IL PROGETTO SETI@HOME emissioni naturali e dai rumori di
Il progetto SETI è un programma fondo dell’universo. Vengono inoltre
scientifico nato negli anni 60 per considerati numerosi parametri per
mano della Nasa e basato sull’attività riportare il segnale alla sua forma ori-
di ascolto di due tra i più potenti ginale, tenendo conto che questo
radiotelescopi del mondo situati ad verrebbe inviato da corpi in moto
Arecibo (Porto Rico) ed a Goldstone accelerato rispetto al nostro punto di
(California). Come si evince dalla stes- ascolto e risente quindi dell’effetto
Figura 4: Le grandi antenne a parabola di un sa sigla del progetto, (Search for…) lo ”doppler” con un conseguente spo-
altro imponente impianto di ascolto.
Questa immagine notturna ripresa con scopo della ricerca è quello di cercare stamento della frequenza portante
un lungo tempo di esposizione mostra
la strisciata luminosa lasciata dalle stelle
forme di vita intelligente al di fuori del rispetto al tempo.
a causa della rotazione terrestre nostro pianeta, e per farlo si scruta il Nonostante le velocità dei moderni
cosmo nel tentativo di riuscire a cap- computer, l’elaborazione di tutti i
1. Il primo settore è quello meno elet- tare qualche segnale di origine artifi- segnali richiederebbe diverse centi-
tronico e meno “pratico” dal ciale (o “non naturale”) che ne possa naia di anni per poter essere comple-
punto di vista della costruzione, in testimoniare l’esistenza. tamente eseguita e proprio grazie a
quanto lo studio che si propone questo ostacolo apparentemente
richiede esclusivamente l’utilizzo di insormontabile è nata l’idea che oggi
un PC collegato ad internet. rende vivo l’intero progetto di ricerca:
Stiamo parlando del progetto di l’Università di Berkeley (in Inghilterra)
ricerca SETI (Search for Figura 5: Il logo ufficiale del programma ha pensato di farsi inviare quotidiana-
Seti@home.
ExtraTerrestrial Intelligence), l’ini- mente tutti i dati raccolti dalla grande
ziativa inizialmente sponsorizzata antenna e di dividerli in migliaia di
dalla Nasa con la quale si scruta il L'intero programma di ricerca si basa piccoli “pacchetti” la cui singola ela-
cosmo nella speranza di captare sull’ipotesi che eventuali intelligenze
segnali radio di natura “intelligen- extraterrestri utilizzino trasmissioni
te” trasmessi da altri mondi. radio esattamente come facciamo
E se avete visto il film “Contact”, noi, cioè con segnali portanti modu-
sapete di cosa stiamo parlando! lati che possano emergere dal natura-
2. Il secondo settore è invece costituito le rumore di fondo del cosmo.
da un paio di esperienze pratiche, Pur non essendo una tradizionale atti-
che richiederanno la costruzione di vità di ricerca correlata alle emissioni
un’antenna e l’impiego di un ricevi- naturali dell’Universo, questo proget-
tore radio per “ascoltare” le radio- to è stato per lungo tempo finanziato
tempeste del pianeta Giove e i da enti governativi e da privati che ne Figura 5b: l grande radiotelescopio di Arecibo
“burst” solari, cioè le emissioni della hanno intravisto possibili ritorni scien- (Porto Rico) è formato da un’enorme
antenna a parabola ricavata all’interno
nostra vicina e potente stella legate a tifici nonché pubblicitari. di un cratere di oltre 300 metri di diametro
fenomeni della sua superficie. Non avendo prodotto risultati con-

MHz 83
MHz

borazione richiede solo alcune ore di Il software di elaborazione (denomi- degli utenti più prolifici, singoli o rag-
lavoro per un comune PC. L’idea era nato “Client”) è disponibile per i prin- gruppati in nazionalità. Una classifica
quindi quella di mettere a disposizio- cipali sistemi operativi e può essere che stupisce per quantità di paesi e
ne su Internet, i “pacchetti” e un sfruttato in modalità “screen-saver” numero di utenti coinvolti. Da non
completo (e gratuito) software di ela- per lavorare solo nei momenti di non perdere.
borazione per consentire a chiunque utilizzo del proprio computer, oppure Nel momento in cui state leggendo
di collaborare all’elaborazione, da può essere impostato per rimanere queste righe, il progetto SETI sta
casa con il proprio PC. Il software da sempre attivo ed elaborare comun- subendo un cambiamento e verran-
installare sul PC si occupa di scaricare que i dati anche mentre si sta usando no introdotte alcune novità di cui
automaticamente (via Internet, in il computer per altre applicazioni. ancora non conosciamo i particolari.
pochi secondi) il primo dei pacchetti Questo progetto conta oggi diversi Per ogni aggiornamento vi consiglia-
disponibili dal sito di Berkeley, di ela- milioni di appassionati che quotidia- mo vivamente di accedere al sito di
borare i segnali e, al termine, di invia- namente scaricano ed elaborano l’in- riferimento dell’Università di Berkeley.
re i risultati dell’analisi allo stesso sito. credibile quantità di dati che permet-
Inviata la risposta, il programma rice- te al progetto Seti di sopravvivere. I SITI WEB DI RIFERIMENTO
ve quindi un nuovo pacchetto da ela- Oltre a poter visualizzare graficamen- PER SETI@HOME
borare e può proseguire nell’opera di te (e in tempo reale) l’elaborazione in • Il sito di riferimento del Seti@home
collaborazione. corso, è anche possibile ascoltare le con informazioni e download del CLI:
Chiaramente ogni utente iscritto rice- poche emozionanti decine di secondi http://setiathome.berkeley.edu
ve un diverso pacchetto e solo se corrispondenti al segnale ricevuto dal • SetiSpy: per monitorare il lavoro
questo non risulta essere restituito per cosmo. Inoltre, un contatore interno del CLI:
molti giorni, viene riproposto ad altri e altri programmi di contorno al http://cox-internet.com/setispy/
utenti. Client permettono di avere sempre • Sito del SetiStash, programma per
In questo modo, una gigantesca sotto controllo la quantità di pacchet- aumentare le prestazioni dell'ela-
mole di dati viene ripartita ed ela- ti elaborati e diversi dati statistici rela- borazione:
borata da tanti entusiasti appassio- tivi alla velocità di elaborazione, alle http://www.hereintown.net/~win
nati, potenzialmente scopritori di medie e ai tempi totali e parziali di k/setistash.html
segnali che potrebbero rivoluziona- ogni analisi. Dati che vengono • Il sito del Wu2Wav per trasforma-
re totalmente la storia e il futuro anch’essi conteggiati da Berkely per re in file audio (.wav) i pacchetti
dell’umanità. pubblicare una dettagliata classifica ricevuti:
http://netti.nic.fi/~jknutar/wu2wav/
• Newsgroup di riferimento:
it.scienza.astronomia.seti

2.UNA BREVE INTRODUZIONE


ALL’ASCOLTO
Le stelle, le galassie e tutti gli
oggetti celesti in genere emettono
naturalmente onde radio; alcune di
queste emissioni possono essere
facilmente ricevute dalla Terra con
strumenti e dispositivi anche arti-
gianali. In base alla potenza delle
onde radio e alla capacità del pro-
prio strumento si potranno rilevare
i deboli vagiti provenienti da galas-
sie e stelle lontane o i più forti e
nitidi segnali emessi dagli oggetti a
Figura 6: La schermata di lavoro del Client grafico Seti@home: nel riquadro “Data Info” (sulla destra) sono
noi più vicini.
riportati tutti i dati relativi al pacchetto (WU) che si sta elaborando: le coordinate celesti della Captare un’onda radio significa rice-
provenienza del segnale (ascensione retta e declinazione), la data di registrazione, il radiotelescopio
usato (Arecibo) e la frequenza base di ascolto in GHz
vere un suono, o meglio, un rumore
che può essere improvviso o conti-

84 MHz
MHz

nuo, d’intensità variabile con periodi ricevitore e relativa antenna dedicata.


di secondi o di minuti, di suggestive (ne parleremo poco più avanti).
pulsazioni o di autentiche “mitraglia- In funzione degli obiettivi di ascolto e
te”. Il rumore e la sua variazione di della propria esperienza, si potrà
intensità nel tempo rappresentano quindi scegliere un adeguato livello di
l’oggetto di studio della radioastrono- partenza per dare inizio all’attività
mia amatoriale. Il segnale è spesso radioastronomica.
udibile dall’orecchio umano ma in L'antenna radio è il secondo elemen-
alcuni casi la ricezione può anche to principale del sistema di ascolto;
avvenire su frequenze che solo gli la sua forma e dimensione deve esse-
strumenti possono raggiungere. re appositamente calcolata in base
Figura 7: Particolare di Giove con a fianco “Io”,
L’ascolto può essere effettuato per alla frequenza che si intende ricevere uno dei suoi satelliti naturali. In questa
mezzo di un radiotelescopio, cioè di ed è quindi necessario definire in immagine Io proietta la propria ombra
sulla superficie del “gigante gassoso”
un sistema composto essenzialmente anticipo i propri obiettivi. Esistono
da due elementi principali: una tanti tipi di antenne, diverse per
antenna e un ricevitore radio. forma, dimensioni, tipologia di derare che per determinate frequenze
Normalmente è presente anche un costruzione ed efficacia e alcune di il Sole emette onde radio quantifica-
terzo elemento, cioè un computer, esse, come vedremo, sono veramen- bili in più di un 1 milione di Janskys
al quale è affidato il compito di regi- te semplici da realizzare. (questa è l'unità di misura, scelta in
strare i segnali rilevati ed eventual- Ci sono, ad esempio, le classiche onore di Karl Jansky), il secondo
mente trasformare gli stessi in dati antenne a parabola (quelle con cui oggetto della lista Cassiopea - a - ne
comprensibili. riceviamo i canali della TV satellita- emette quasi 5000 (cioè con potenza
Per la ricerca radioastronomica ufficia- re), quelle formate da metri di filo 200 volte inferiore) per arrivare all’ul-
le vengono utilizzate grandi antenne “appeso” (i “dipoli”) o quelle dire- tima voce della lista con 44 Janskys!
direzionali o addirittura serie di anten- zionali costituite da semplici tubi in Gli oggetti raggiungibili sono un pò
ne disposte in aree che possono alluminio (Yagi). Le dimensioni mini- pochi rispetto all'universo visibile... e,
coprire anche molti km quadrati. I me accettabili di un’antenna utile considerando che la metà di questi
ricevitori sono poi disposti in centri variano indicativamente da qualche non sono poi così immediati da rice-
nei quali si raccolgono e si elaborano metro per le antenne a filo, ad alme- vere, possiamo affermare che la lista si
i dati provenienti da tutte le antenne. no un metro e mezzo di diametro ferma alle prime 6/7 voci per quanti
Avvicinarsi alla radioastronomia ama- per le parabole, ai 2/3 metri di alcu- vogliono iniziare a dedicarsi seria-
toriale è fortunatamente molto meno ne antenne direzionali. mente all’ascolto, mentre per chi
dispendioso in termini di km. e In funzione delle caratteristiche del- desidera muovere i primi passi in que-
soprattutto molto meno costoso l'antenna e del ricevitore ci si potrà sto settore possiamo considerare utili
rispetto ai sistemi professionali. spingere verso la ricezione di oggetti solamente il Sole, la Luna, Giove e la
Indipendentemente dall’esistenza di più o meno distanti e "potenti" dal rilevazione delle meteore.
enormi strutture dedicate, la speri- punto di vista dell'emissione radio. Questo limite non rappresenta
mentazione amatoriale è infatti in comunque un problema in quanto
grado di offre molte soddisfazioni. Cosa si può ascoltare l’attività radioamatoriale risulterà
Il nostro strumento di ascolto potrà Nella tabella 1 è riportata la lista dei essere già ben ricca e intensa anche e
essere acquistato, recuperato o principali oggetti responsabili di emis- solo con 2 o 3 oggetti di studio. È
costruito, sempre che non sia già pre- sioni radio captabili dalla Terra. Gli bene ricordare, poi, che l’ascolto
sente in casa: anche una normale oggetti sono ordinati per potenza e radioastronomico può essere effettua-
radio FM potrebbe infatti essere già quindi per facilità di ascolto. Oltre agli to indistintamente di giorno e di
adatta per alcuni tipi di applicazione, oggetti indicati, anche la Luna, le notte e in qualunque condizione
così come le più complete radio mul- tempeste di Giove e le meteore che metereologica.
tibanda, gli scanner o i ricevitori utiliz- entrano in contatto con l’atmosfera
zati dai radioamatori. Una ulteriore terrestre sono alcuni tra gli oggetti IL PROGETTO DI ASCOLTO
opportunità è inoltre offerta dalla più facilmente rilevabili con un radio- DEL SOLE E DI GIOVE
Nasa, che mette a disposizione uno telescopio amatoriale. Per avere un'i- La prima radio-sorgente più facilmen-
schema di montaggio a basso costo dea più precisa sulla potenza dei te rilevabile con strumenti amatoriali
che permette la costruzione di un segnali captabili, è necessario consi- è sicuramente il Sole. Grazie alla rela-

MHz 85
MHz

Oggetto Flusso indicativo in Jansky (Jy)

Sole > 1.000.000

Cassiopea – a 5.000

Cygnus – a 3.000

Centaurus – a 2.200
Figura 9: Il ricevitore in Kit del progetto “RadioJove”.
Via Lattea (Sagitarius - a) 1.250 È dotato di una manopola di sintonia fine
che consente di spostare la ricezione di
Taurus – a 1.000 qualche KHz rispetto alla frequenza fissa
di lavoro (20 MHz). Tale accorgimento
permette l’uso dell’apparecchio anche in
Virgo – a 400 caso di eventuali interferenze terrestri sulla
frequenza base
Quasar 172 380
del suo satellite naturale “Io”. Tale
4C 503 340 fenomeno si presenta con autentiche
tempeste radio (burst) la cui forma,
Fronax – a 150
durata e intensità è legata ai processi
Pictor – a 130 atmosferici del grande pianeta.
Il più semplice radiotelescopio utile
Galassia 3C 353 100
per rilevare e studiare l’evolversi di
3C 218 100 entrambi questi fenomeni (Sole +
Giove), è formato da una apposita
Galassia 3C 123 90 antenna e da un ricevitore radio capa-
ce di ricevere frequenze AM (in
3C 38 65
modulazione di ampiezza) comprese
3C 273 55 nell’intorno dei 20 MHz. Le emissioni
radio interessano normalmente
3C 295 44 gamme più ampie ma quella riporta-
Tabella 1: Lista di alcune tra le principali radiosorgenti captabili da radiotelescopi amatoriali ta è una frequenza particolarmente
indicata per la relativa facilità di ascol-
tiva vicinanza la radiazione emessa modo, anche Giove è un ulteriore to e per la diffusione di apparecchi
dalla nostra stella giunge con grande primo potenziale soggetto alla porta- ricevitori HF (High Frequency) che ne
potenza e ci offre la possibilità di stu- ta dello sperimentatore dilettante. In permettono la ricezione.
diare la sua notevole variazione di questo caso la variazione d’intensità In ogni caso, potranno essere impie-
intensità normalmente legata a feno- dell’emissione radio, anch’essa di gate anche alcune radio multibanda,
meni superficiali (relativi alla “corona” grande potenza, è dovuta all’intera- ricevitori scanner o apparati autoco-
e alle “macchie solari”). Allo stesso zione tra lo stesso pianeta e l’orbita struiti a patto che tali apparecchi pre-
sentino caratteristiche di elevata sen-
sibilità e che non dispongano di
“AGC” (Automatic Gain Control),
dispositivo che mantiene costante il
livello audio di uscita. Quest’ultimo
accorgimento si rende necessario in
quanto la presenza dell’AGC livelle-
rebbe le variazioni del segnale capta-
to, funzione molto utile per aumenta-
re la qualità di ascolto delle normali
stazioni radio, ma che nel nostro caso
distruggerebbe l’unica informazione
Figura 8: Esempio di antenna a dipolo per la ricezione di frequenze intorno ai 20MHz
radioastronomica utile.
L’antenna è il secondo elemento fon-

86 MHz
MHz

Come avrete certamente notato l’in- re davvero minime. Non è infatti


gombro dell’antenna è notevole ed necessaria nessuna particolare poten-
essendo necessario posizionarla con za di calcolo ed è quindi possibile uti-
le estremità in direzione EST – OVEST lizzare vecchi PC o altri tipi di compu-
e ad un’altezza da terra pari a un ter ormai obsoleti e reperibili a bassis-
quarto di onda (Lunghezza d’onda / simo costo o addirittura gratis.
4) sarà bene scegliere con cura il
luogo di radio-osservazione.
Figura 10: Due esempi di segnali solari ricevuti Chiaramente, sia il luogo scelto che la
sulla frequenza di 20.1 MHz.
frequenza di lavoro dovranno essere
al riparo da possibili interferenze di
damentale per la costruzione della origine artificiale.
propria stazione di ricezione: la sua Un interessante punto di riferimento
costruzione è piuttosto semplice, ma (in lingua inglese) è il sito ufficiale del
è necessario rispettare i delicati para- progetto RadioJove, una rilevante ini-
metri che ne determinano la dimen- ziativa didattica promossa e supporta-
sione, l’altezza dal suolo e l’orienta- ta dalla Nasa.
mento. Ogni antenna viene sempre (http://radiojove.gsfc.nasa.gov) Il
realizzata in funzione della frequenza sito offre tutte le informazioni neces-
prescelta per l’ascolto e la capacità di sarie per apprendere i principi di fun- Figura 11: Fotografia del Sole realizzata per
mezzo di un apposito filtro. Le
ricezione dell’intero sistema dipende- zionamento della radioastronomia e macchie solari appaiono ben evidenti
rà dalla precisione e la cura con la per costruire un completo sistema di in molte regioni
quale questa verrà realizzata e posi- ascolto semplice ed efficace. Uno
zionata. È possibile scegliere tra diver- degli aspetti più significativi del pro- La funzione svolta dal PC sarà quella
si schemi, ciascuno dei quali offre getto è senza dubbio la possibilità di di rilevare ad intervalli regolari l’inten-
diverse caratteristiche di direzionalità, ricevere direttamente a casa propria sità del segnale ricevuto, di memoriz-
sensibilità e, fattore non meno impor- tutti i componenti necessari alla zarne il corrispondente valore per
tante, di ingombro L’antenna più costruzione e al montaggio del ricevi- mostrare successivamente (o in
economica e maggiormente indicata tore e dell’antenna. Con una spesa di tempo reale) il grafico relativo all’an-
per la ricezione radio del Sole e di soli 125 $ (+15 $ di spedizione) e una damento della radiazione captata.
Giove è composta da un elemento ventina di ore di montaggio si dispor- Su internet sono disponibili diversi tipi
sensibile (dipolo) realizzato con del rà di un collaudato sistema di ricezio- di software per analizzare le informa-
semplice filo conduttore di lunghezza ne pronto per captare le emissioni di zioni ricevute e per comprendere in
pari alla metà della lunghezza d’onda Giove e del Sole. Il sito, inoltre, è un modo più semplice tutti i fenomeni e
della frequenza scelta. Decidendo di punto di riferimento per il confronto gli aspetti meno apparenti dell’emis-
tarare l’antenna per i 20MHz, la lun- e la raccolta dei dati ricevuti da tutti i sione. Alcuni tra questi programmi
ghezza del dipolo risulterà di circa 7,5 radioastrofili del mondo operativi in (disponibili anche sul sito del proget-
metri. questo progetto. Inutile dire che il sito to RadioJove) utilizzano l’ingresso
abbonda di indicazioni utili e che della scheda audio del PC ma è possi-
Lunghezza d’onda = 300 / frequenza spiega in modo semplice e con una bile sfruttare altre soluzioni costruen-
da ricevere in MHz = 300 / 20 = 15 ricca serie di esempi il modo in cui do semplici circuiti convertitori analo-
metri interpretare ed analizzare i dati rac- gico/digitale da interporre tra l’uscita
Lunghezza del dipolo = Lunghezza colti. Il servizio di supporto e assisten- audio del ricevitore e una delle porte
d’onda / 2 = 15 / 2 = 7,5 metri za via e-mail completa l’offerta. di ingresso (seriale o parallela) del PC.
Qualunque sia il sistema scelto per l’a- Con quest’ultimo metodo potranno
In realtà la lunghezza del dipolo è scolto, per poterne valorizzare l’im- quindi essere impiegati anche vecchi
sempre inferiore di qualche cm rispet- piego si dovrà ricorrere all’utilizzo di computer e con qualche minima
to al valore ricavato. La misura preci- un PC con cui acquisire automatica- competenza di programmazione sarà
sa si ottiene considerando anche la mente i dati provenienti dal ricevito- estremamente facile realizzare sem-
velocità di propagazione delle onde re. Esistono diverse possibilità di colle- plici programmi per acquisire e
radio e l’attenuazione prodotta dal gamento tra ricevitore e PC, molte memorizzare i dati.
cavo del dipolo. delle quali richiedono risorse hardwa- Le tempeste ricevute da Giove sono

MHz 87
MHz

divise in Long-burst o Slow-Burst: tà di studio e di ricerca potrà • I diversi tipi di burst solari:
le prime, di durata compresa entro essere intrapresa con uguali sod- www.draco.scsu.edu/rsp.html
alcune decine di secondi, emerge- disfazioni con l’unico possibile • Esempi audio di diversi tipi di burst:
ranno dal rumore di fondo del rice- inconveniente di dover spendere http://radiosky.com/suncentral.html
vitore producendo suoni simili a qualcosa in più per acquistare • Report di attività solare:
quelli delle onde che si infrangono prodotti e attrezzature già mon- http://www.spaceweather.com/-
sulla spiaggia. Gli Slow-Burst di tate e pronte all’uso. gopher://solar.sec.noaa.gov/-
durata compresa tra alcuni millesi- http://dxlc.com/solar/
mi e qualche centesimo di secondo Nella prossima puntata affrontere-
si presenteranno invece come mo il terzo interessante argomento Varie
scoppiettanti pop-corn in rapida anticipato in apertura e scopriremo • Italian Amateur Radio Astronomy
sequenza. com’è possibile, con una semplice group (in italiano): http://radioa-
Le emissioni di Giove non sono sempre radio FM, rilevare le numerose stronomia.astrofili.org
continue e potranno essere intervallate meteore che entrano continuamen- • Altro punto di riferimento per
anche da diverse ore di inattività te nell’atmosfera terrestre. Giove e Sole: www.radiosky.com
(esempi audio delle emissioni di Giove: • Esempi di "suoni" emessi da Pulsar:
www.astro.ufl.edu/radioobs.html). SITI INTERNET DI RIFERIMENTO www.zeta.org.au/~ollaneg/radio_a
Il Sole presenta fenomeni di maggio- (TUTTI IN INGLESE SALVO DOVE stro/puls_snd.htm -
re durata che possono arrivare fino a SPECIFICATO) www.JupiterRadio.com
qualche minuto. La loro presenza si • Webring di siti amatoriali:
rileva con un graduale aumento del- Teoria, corsi e tutorial www.radiosky.com/webring.html e
l’intensità del segnale il cui volume • Introduzione alla radioastronomia: www.webring.org/cgibin/webring?
complessivo supera quello delle www.jpl.nasa.gov/radioastronomy/ ring=radioastro;list
emissioni di Giove. Il segnale solare, • Corso di radioastronomia: • Altri:
rimarrà al massimo dell’attività per http://fourier.haystack.mit.edu/ur • Society of Amateur Radio
tutta la sua durata per poi scendere ei/tutorial.html Astronomers (SARA):
gradualmente e tornare al livello di • Tutorial sulle RadioPulsar: www.bambi.net/sara.html
partenza. Le "tempeste solari" rice- www.jb.man.ac.uk/~pulsar/tuto- • Rivenditore di apparecchiature per
vute possono essere confrontate con rial/tut/tut.html radioastronomia:
i dati disponibili sul sito del progetto www.nitehawk.com/rasmit/
RadioJove e su quello dei principali Giove jml0.html
radio-osservatori solari ufficiali. • Riferimenti: • Radiotelescopi amatoriali:
I dati solari hanno un notevole http://radiojove.gsfc.nasa.gov/ http://my.integritynet.com.au/
interesse pratico in quanto le • Radio-Osservatori: purdic/radio-telescope.htm
tempeste influiscono su tutte le http://jupiter.wcc.hawaii.edu/ • Indice dei maggiori radiotelescopi:
comunicazioni radio, provocano • Ascoltare Giove: www.nro.nao.ac.jp/~kotaro/RTs/
problemi alla distribuzione elettri- www.astro.ufl.edu/radioobs.html rts.html
ca (spesso dovuti al serio danneg- www.astro.ufl.edu/~fsgc/jove/dec-
giamento di cabine di smistamen- frame.htm
to o di centrali elettriche) e costi- • Attività radio di Giove e previsioni:
tuiscono un grave pericolo per gli www.astro.ufl.edu/juptables.html -
astronauti impegnati in missioni www.kochi-ct.ac.jp/~imai/jup/
spaziali. L'attività solare influenza • Antenne & C.
inoltre anche la vita sulla Terra, il www.radiosky.com/jupant1.html
clima e l'ambiente. • Software:
Risulta chiaro che un minimo di http://radiojove.gsfc.nasa.gov/dal/
nozioni elettroniche, radiantisti- software.htm
che e informatiche rappresentano
un vantaggio per chi si avvicina Sole
alla radioastronomia. Anche se • Riferimenti:
consigliate, tali competenze non http://radiojove.gsfc.nasa.gov/
Electronic shop 19
sono però determinanti e l’attivi- • Teoria ed esempi:

88 MHz
Iron claw: come assemblare
il braccio meccanico
antropomorfo (seconda parte)

Un servo RC speciale per


robot di grande potenza

Realizziamo un Beam
Robot evoluto: il servocore
Walker
ROBOMANIA

IRON CLAW: COME


ASSEMBLARE IL BRACCIO
MECCANICO
seconda parte
ANTROPOMORFO
di Massimiliano Benvenuti
massimiliano@benvenuti-trading.it

Riprendiamo il discorso lasciato in sospeso nel numero scorso ed occupiamoci della


meccanica e del montaggio di Iron Claw, il nostro primo robot realizzato in lega
leggera. Nonostante il grande numero di servo RC, ben 9, che fanno parte del sistema
di movimentazione, l’assemblaggio del robot è molto semplice e soprattutto non
necessita di strumenti professionali ma soltanto di cacciavite e pinze a becco,
abbiamo cercato di rendere un progetto complicato veramente alla portata di tutti.

Con questo articolo iniziamo vera- per gli schemi dei circuiti elettronici.
mente a fare sul serio, nel numero di Comincio con lo schema a blocchi
maggio abbiamo introdotto il relativo alla meccanica (figura 2).
nostro primo robot in alluminio, un
braccio meccanico antropomorfo
dal nome Iron Claw (Artiglio
D’acciaio), adesso illustreremo tutte
le parti che ne compongono lo
“scheletro” e, cosa molto importan-
te, spiegheremo come assemblarlo.
Rimandiamo lo studio della pro-
grammazione e della scheda elettro-
nica, ovvero il cervello del robot, alla
prossima puntata.

Figura 2: Quattro assiemi compongono Iron Claw


SCHEMA A BLOCCHI DELLA
MECCANICA
Cercando di essere il più chiaro pos- Come potete notare dall’imma-
sibile nella descrizione del montag- gine 3D di figura 2, il robot è
gio ho pensato di inserire nell’artico- stato scomposto in quattro assie-
lo, oltre alla spiegazione scritta, mi (blocchi) identificati da un
anche un buon numero di disegni colore ed un numero diverso,
Figura 1: Ecco una foto del braccio meccanico
tridimensionali, seguendo la falsa in movimento
ogni gruppo è un sistema mec-
riga descrittiva che si usa di solito canico composto di attuatori

90 ROBOMANIA
ROBOMANIA

1 Assieme base trapezioidale


Descrizione componenti di figura 3
semovente con ponte fisso
(colore rosso).
A O-ring di gomma di diametro 70 mm (1Pz) 2 Assieme torretta rotante con
sistema di leve basculanti (colo-
B Corona in materiale plastico del pignone servo RC Futaba (1Pz) re azzurro tenue).
3 Assieme avambraccio con fulcro
C Disco esterno D. 70 mm in alluminio con foro per vite (1Pz) del polso (colore verde).
4 Assieme pinza con polso (colore
D Disco interno D. 70 mm in alluminio con foro per corona (1Pz azzurro).

E Viti autofilettanti diam. 2,2 mm (4 Pz) ASSEMBLAGGIO DELL’ASSIEME


N° 1, LA BASE TRAPEZIOIDALE
SEMOVENTE CON PONTE FISSO
Partiamo con la descrizione del
Descrizione componenti di figura 4 piano di montaggio dell’assieme
base semovente, contrassegnato in
A Disco esterno D. 70 mm in alluminio con foro per vite (1 Pz) figura 2 con il colore rosso ed il
numero 1.
B Disco interno di alluminio di D. 65 mm con foro per vite (1 Pz)
Le ruote anteriori
C O-ring di gomma di D. 70 mm (1 Pz) Dall’esploso di figura 3 vediamo che
ci sono quattro tipologie di compo-
D Disco esterno in alluminio con in asse foro per vite (1 Pz) nenti che compongono le due ruote
anteriori.
E Viti autofilettanti diam. 2,2 mm ( 4 Pz) Le ruote devono essere assemblate
come evidenziato dal disegno, serran-
do i due dischi, interno ed esterno,
con le quattro viti autofilettanti (E)
formando una specie di sandwich,
all’interno, sul fulcro della ruota, si
trova la corona in plastica del pigno-
ne del servo RC (B), mentre l’Oring di
gomma (A) è posizionato lungo la
circonferenza della ruota, formando
una specie di pneumatico liscio.

La ruota posteriore piroettante


(figura4)
Figura 3: Esploso di una delle due ruote anteriori
Ecco la ruota posteriore piroettan-
che compongono la base semovente Figura 4: Esploso della ruota piroettante posteriore te che è un pò diversa dalle prece-
denti, in quanto non ha bisogno di
essere calettata sul servo perché ha
(servo RC) che permettono al lasciando per ultima la non meno soltanto la funzione di timone con-
robot di muoversi su assi carte- importante fase del centraggio dotto e non trasferisce nessuna
siani diversi (X-Y-Z), da parti in dei motori, operazione che deve forza motrice.
alluminio che compongono la essere fatta prima di avvitare i Stesso identico flusso di assem-
struttura del braccio ed elementi Futaba alla meccanica, altrimenti blaggio delle ruote precedenti, con
di fissaggio, quali viti, rondelle e si rischia di vedere, in fase di l’unica differenza del disco interno,
dadi autoserranti. movimentazione, attorcigliarsi il che funge da spessore e da appog-
Illustrerò come assemblare i tutto come un ammasso di mec- gio dell’Oring che si trova sulla cir-
servo RC sulla meccanica, canica informe. conferenza.

ROBOMANIA 91
ROBOMANIA

vare in situazioni scomode per l’as-


Descrizione componenti di figura 5
semblaggio con pinze e cacciavite,
inutile dire che dobbiamo ripetere
A Viti metriche M3 con intaglio a croce (8 Pz) la stessa operazione anche per il
gruppo motrice sinistro, non evi-
B Piatto ottagonale in alluminio della torretta fissa (1 Pz) denziato con disegni.
Fare attenzione alla vite autofi-
C Distanziali cilindrici filettati alle due estremità M 3 (4 Pz) lettante (E), va serrata bene e
con cautela, senza forzare ecces-
D Base trapezioidale in alluminio (1 Pz) sivamente così da spanare il foro
della corona già fissata ai dischi
E Distanziali di sicurezza M 3 (3 Pz) di alluminio, praticamente la vite
consente alla corona del pignone
F Viti M3 Testa a croce – corte (3 Pz) motore di non staccarsi durante
il moto.
Bloccare le viti che fissano i servo alla
staffa motori della base, con due dadi
Descrizione componenti di figura 6
autoserranti M3 (A), avvitando fino
A Dadi autoserranti M 3 (2 Pz) in fondo ciascun dado.
Per far passare il motore attraverso lo
B Servo RC Futaba (1 Pz) scasso rettangolare della staffa di fis-
saggio, bisogna inclinarlo un pò dalla
C Viti metriche testa a croce M 3 (2 Pz) – medie parte dei cavetti tripolari, di modo
che possa passare lo scalino che si
D Ruota anteriore assemblata con la corona del servo RC (1 Pz) trova alla base dei cavetti (di colore
rosso nel disegno) ed il cavo stesso.
E Vite Autofilettante 2,2 blocco corona (1 Pz)

Il timone della nostra base,


il gruppo ruota piroettante
Ultimo gruppo ruota della nostra
base mobile da esaminare, quello
che permette al robot di girare.
La staffa piegata a Z di colore verde
(H), sostiene tutto il gruppo ruota
piroettante, mentre la forcella (C)
sostiene la ruota gommata vera e
propria (F).
Le tre viti da M 4 (G) bloccano la
staffa (H) alla base ( I ) con l’ausilio
dei tre dadi autoserranti (A).
Figura 5: Esploso dello chassy di base ed il Figura 6: Esploso del piano di montaggio delle
relativo ponte fisso ruote anteriori motorizzate
Formando un’appendice sollevata
sull’unico foro superiore della staffa
(H), dobbiamo avvitare la forcella
Il piatto di base Assemblaggio della ruota anteriore (C) con la relativa vite M 4, rondella
Sul piatto trapezioidale sono fis- destra alla base e dado (A-B-E).
sati i quattro distanziali cilindrici Dal disegno in figura 6 possiamo Per far diventare il fulcro della for-
(C) con viti metriche (A) a soste- vedere il flusso di assemblaggio, cella e quello della ruota piroettan-
gno del piccolo piatto a forma delle ruote anteriori con la base ed te dei veri e propri assi girevoli,
ottagonale (B) del ponte fisso, uno dei servo Futaba S3003, rac- dobbiamo effettuare un serraggio
anch’esso serrato nella parte comando di seguire l’ordine alfa- particolare della vite e del dado
superiore con le stesse viti metri- betico degli elementi per il mon- durante il montaggio.
che con passo M 3 (A). taggio, altrimenti ci potremo tro- Avvitare fino in fondo il dado con

92 ROBOMANIA
ROBOMANIA

Descrizione componenti di figura 7

A Dadi autoserranti M 4 (5 Pz)

B Rondella metallica di rasamento (3 Pz)

C Forcella in alluminio (1 Pz)

D Vite del fulcro ruota M 4 (1 Pz)

E Vite del fulcro forcella M 4 (1 Pz)


Figura 9: Esploso del piano di montaggio della
F Ruota posteriore assemblata (1 Pz) torretta rotante

G Viti metriche M 4 serraggio staffa a z (3 Pz)


remo fa parte dell’assieme N° 2,
H Staffa a “Z” di alluminio (1 Pz) di colore azzurro tenue, eviden-
ziato in figura 2, per fare un
paragone con il corpo umano, il
gomito del braccio.
Per quanto riguarda la torretta
rotante, possiamo dire che la sua
funzione è quella di far ruotare il
robot orizzontalmente (in gergo
tecnico PAN) di un cono d’ango-
lo di massimo 160 gradi. Essa si
trova fissata, per mezzo di 5 viti
autofilettanti (E), direttamente
sulla corona dell’asse principale
Figura 7: Esploso del piano di montaggio della Figura 8: Ecco come si presenta la base di un servo posto sotto alla tor-
ruota posteriore semovente montata
retta (F), nei due lembi piegati
laterali della torretta devono
delle pinze e poi svitarlo, appena zione della torretta, in pratica il punto essere assemblati gli altri due
per un 1/4 di giro, di modo che ci d’appoggio di tutto il nostro braccio, servo (B), che compongono il
sia un pò di gioco da permettere la come si presenta lo vediamo nella sistema di motorizzazione verti-
rotazione della forcella e della ruota. figura 8. cale, a cui verranno fissate le leve
Inoltre, per diminuire gli attriti (que- Come potete notare ci sono tre di TILT (termine tecnico che
sto vale per tutte le parti in movi- distanziali evidenziati in rosso (A), identifica il brandeggio sull’asse
mento), consiglio di inserire una servono ad evitare sollecitazioni Y verticale).
goccia d’olio leggero all’interno di eccessive dirette sull’asse motore
ciascun fulcro di rotazione. del servo che si trova sotto la tor- La torretta rotante
retta rotante (B), appena il peso Come potete notare dalla figura 9
COMPLETATO L’ASSEMBLAGGIO del braccio supera una certa soglia ci sono gli stessi dadi autoserranti
DEL PRIMO ASSIEME queste fungono da appoggio, di M3 (D) e le viti metriche M3
Siamo arrivati alla fine del montaggio diciamo così, di emergenza per (A) con i quali avviene il fissaggio
del primo assieme, faticaccia? Non evitare la rottura della corona del- degli attuatori (B), alle pareti dei
sembra vero? Per lo meno non sono l’attuatore. lembi piegati a 90 gradi della tor-
entrati in ballo strumenti termosal- retta (C).
danti, necessari nei Kit dei “robot-gio- PASSIAMO AL MONTAGGIO
cattolini” in commercio. DELL’ASSIEME N° 2, LA Le leve di TILT
Adesso la nostra base mobile è corre- TORRETTA ROTANTE E IL Il sistema di leve di Tilt trasferisce
data delle tre ruote e del ponte fisso SISTEMA DI LEVE BASCULANTI il movimento sull’asse verticale Y
centrale che ospiterà il sistema di rota- Il gruppo meccanico che illustre- alla velocità di 90°/sec, limitata

ROBOMANIA 93
ROBOMANIA

ovviamente dai servo, per un cono


Descrizione componenti di figura 9
d’angolo di circa 100 gradi. Il
A Viti testa a croce M 3 (4 Pz) sistema si presenta come una
grande “H” dove alle due estremità
B Servo RC senza corona in plastica (2 Pz) delle leve (C) saranno fissati il gomi-
to (la torretta rotante) e l’avam-
C Torretta in alluminio (1 Pz)
braccio (corpo avambraccio) che
D Dadi autoserranti M 3 (4Pz) compongono il nostro braccio.

E Viti autofilettanti 2,2 mm per materiale plastico (5 Pz) IL SECONDO ASSIEME ULTIMATO
L’oggetto in figura 11 altri non è che
F Corona in plastica di un servo RC (1 Pz)
il nostro assieme meccanico N° 2
montato, dobbiamo assemblarlo alla
Descrizione componenti di figura 10 base semovente, come fare?
Prendiamo come al solito pinze a
A Viti testa a croce M 3 (4 Pz) becco e cacciavite a croce, avvicinia-
mo il gruppo 2 al gruppo 1 e poggia-
B Viti autofilettanti 2,2 (8 Pz)
mo delicatamente la corona plastica,
C Leve in alluminio (2 Pz) che si trova avvitata sotto la torretta,
sull’ingranaggio del pignone del
D Dadi autoserranti M 3 (4Pz)
servo RC, che si trova fissato sul ponte
E Corone dei servo rc in materiale plastico (2 Pz) fisso inferiore ed orientato verso l’alto,
particolare (B) di figura 8.
F Staffa distanziale in alluminio (1 Pz)
VEDIAMO COME COSTRUIRE
L’ASSIEME N° 3, L’AVAMBRACCIO
Con questa fase arriviamo a 3/4
nel montaggio della struttura
meccanica di IC (abbreviazione di
Iron Claw).

Il corpo dell’avambraccio
Anche se il montaggio dell’avan-
braggio sembra un po’ complica-
to, di fatto, non lo è.
La prima cosa da fare è inserire
Figura 10: Esploso del piano di montaggio del tutti i servo (A) nelle loro rispetti-
sistema di leve di Tilt Figura 11: Immagine virtuale dell’assieme N° 2 ve sedi, all’interno degli scassi dei
lembi di fissaggio del corpo in

Figura 12: Posizionamento dell assieme N° 2


sull’assieme N° 1 Figura 13: Esploso del corpo avambraccio Figura 14: Il corpo avambraccio assemblato

94 ROBOMANIA
ROBOMANIA

Descrizione componenti di figura 13 snodi, quello destro e quello sini-


stro. Le viti sono autofilettanti come
A Servo rc Futaba senza corona (4 Pz) evidenziato in figura 14 (A), come
B Viti metriche M 3 (8 Pz) abbiamo fatto in precedenza, le
quattro viti esterne servono a bloc-
C Dadi autoserranti M 3 (8 Pz) care la corona plastica del servo alla
leva in lega leggera (celeste) men-
D Corpo avambraccio in alluminio (1 Pz)
tre la vite centrale serve a bloccare la
calettatura della corona sul pignone
Descrizione componenti di figura 17
del servo. Per posizionare entrambe
A Viti Metriche M4 con relativo Dado autobl. e rondelle (8 Pz) le leve su i pignoni degli attuatori,
dobbiamo esercitare una leggera
B Puntali in gomma (2 Pz) forza di divaricamento verso l’ester-
C Levette inferiori in alluminio (4 Pz) no, flettendo leggermente le leve
d’alluminio, ma facendo attenzione
D Finger in alluminio (2 Pz) a non piegarle, in modo da mettere
in asse la corona plastica fissata alla
E Staffa del polso in alluminio leva con il pignone del servo.
F Levette superiori in alluminio (4 Pz)
ULTIMO ASSIEME IL N° 4,
LA PINZA
Terminiamo il montaggio della
struttura meccanica di IC con la
spiegazione dell’ultimo assieme, la
pinza prensile.
Le viti metriche (A) con relative
rondelle di rasamento e dadi auto-
serranti, operano da snodo mobi-
le, quindi vanno avvitate bene ma
lasciando sempre quel quarto di
Figura 15: Viti di fissaggio del corpo avambraccio giro del dado, in modo che ci sia
in evidenza Figura 16: Il nostro robot senza il gruppo pinza
un pò di gioco per far ruotare le
levette inferiori e superiori (C-F).
Una volta montata la pinza si pre-
senta come in figura 18.
I finger (dita) sono le levette di
contatto utilizzate per afferrare gli
oggetti, devono essere protette da
puntali di gomma anti-scivolo (B)
Avvicinare il gruppo pinza all’a-

Figura 17: Esploso del gruppo pinza Figura 18: La pinza del robot

alluminio (D), come vediamo in ECCO COME SI PRESENTA IL


figura 13, ed eseguire il bloccag- ROBOT CON IL TERZO ASSIEME
gio con viti (B) e dadi (C). Ecco il Una volta completato il montaggio
gioco è fatto, abbiamo tutti i del corpo avambraccio, dobbiamo
servo al loro posto ed il corpo collegarlo alle leve del brandeggio
avambraccio si presenta come in di Tilt, l’operazione è molto sempli- Figura 19: Il montaggio della pinza sull’avambraccio
figura 14. ce, basta serrare le viti dei due

ROBOMANIA 95
ROBOMANIA

Figura 20: Interfaccia seriale Pololu che può


controllare 16 servo RC in multitasking

vambraccio e calettare i pignoni


dei due servo, facenti parte della
movimentazione del polso, alle
due corone già fissate sulla staffa
polso del gruppo pinza, figura 18.
Avvitare delicatamente le viti auto-
filettanti, relative al fissaggio delle
Figura 21: Foto del collegamento dell’interfaccio Pololu con i servo del braccio
corone dei servo, agli ingranaggi
dei pignoni, le viti centrali per
intendersi.

PER CONCLUDERE, PARLIAMO


DEL CENTRAGGIO DEI SERVO RC
Un’operazione molto importante è
quella del centraggio dei servo RC,
il modo più semplice per calibrare
la bellezza dei 9 servo che opera-
no nel nostro robot è quello di
realizzare un programma per PC
con degli slider virtuali e collega-
re tutti i servo all’interfaccia seria-
le Pololu, analizzata nel numero
scorso, figura 19.
Gli slider, mossi delicatamente con
il mouse, hanno la funzione di cali-
brare l’angolazione di ogni servo.
La figura 20, mostra l’interfaccia
grafica del “muovi IC”, software
studiato appositamente per Iron
Claw e realizzato in Visual Basic 6.
Il nostro braccio come per magia
si muove lentamente ed assume Figura 22: Interfaccia del programma in Visual Basic 6 di nome “Muovi IC”

tutte le posizioni che vogliamo,


grazie al software, creato su misu-
ra, per rilevare le posizioni neces- usare il linguaggio Basic. ti anche troppo. Nel prossimo arti-
sarie e soprattutto le angolazioni Analizzeremo a fondo la program- colo descriveremo anche il sistema
dei servo da inserire all’interno del mazione e gli algoritmi, per la rea- di apertura e chiusura della pinza
firmware per microcontroller, sia lizzazione della scheda di controllo, prensile.
esso BX24 o Picmicro, con un nel prossimo numero.
In questa puntata ci siamo dilunga- Electronic shop 20
unico comune denominatore,

96 ROBOMANIA
ELETTRONICA SAPERE ELETTRONICA DIGITALE PIC BOOK Con dischetto allegato PIC BOOK 2 - Con CD allegato IL PLC Nella gestione dei LABVIEW - Nella gestione dei
E SAPER FARE SAPERE E SAPER FARE G. Galletti G. Galletti controlli e nell’automazione controlli e dei sistemi
G. Filella PICBOARD: Un circuito mille fori un po’ speciale - Naturale proseguimento del primo volume, questo G. Filella M. Ferrari - G. Filella
Dopo il volume dedicato all’Elettronica di base TIMEPIC: Timer per conteggi alla rovescia - BLINK: libro completa la panoramica sui PIC. Andremo ad Al volume è allegato un software, sviluppato in LabVIEW è un rivoluzionario ambiente di programma-
Questo libro é dedicato a chi ha un’innata pas-
è disponibile il nuovo volume dedicato Lampeggiatore per motociclo - SEMAPIC: Piccolo utilizzare sempre il 16F84 ma anche il 16F876, il ambiente Windows, che trasforma il vostro PC in un zione la cui struttura grafica ad oggetti consente di con-
sione per questa scienza. Molti gli argomenti trat-
all’Elettronica digitale. Come per il suo gemello semaforo per modellisti - BELL: Campanello apri porta 12C508 ed il 12CE674 due 4+4 pin dalle caratteristi- PLC virtuale, per apprendere la logica Ladder attra- trollare dei dispositivi esterni, siano essi strumenti com-
tati, dalla saldatura, circuiti stampati, filtri oscilla-
è possibile abbinare teoria e pratica con i kit - ALARMPIC: Piccola barriera per i ladri di apparta- che a dir poco sorprendenti. La novità principale è che verso l’animazione di alcuni automatismi. Nel testo merciali o schede interfaccia. Questo volume propone
tori, amplificatori. Pagine 228 vengono messi a confronto i PLC di più recente dif-
dimostrativi. Pagine 160 mento - PICMUSIC: Carillon programmabile - VIDEO- quì parleremo di esperimenti oltre che di progetti. Nel una serie di moduli che consentono di approfondire gli
fusione prodotti da Siemens, Omron e GE. I principi
cod. 1005 Euro 12.80 cod. 2089 Euro 12,80 PIC: Commutatore video con scanner - GESTIONE CD accluso il lettore troverà tutto quello che gli serve,
di funzionamento del PLC. Le memorie. I moduli di aspetti teorici e applicativi correlati all’utilizzo di
LCD: HITACHI 44780 a 4 bit - Macro - Le tempistiche compresi i vari programmi nonchè tutti i listati presen- ingresso e di uscita. L’elaborazione di un programma LabVIEW. Per questo motivo tutti gli argomenti trattati
del Micro - Interfacciare il PIC 16x84 - Alcuni siti WEB ti in cartaceo nel volume. Pagine 170 all’interno del PLC. Le tecniche di programmazione e sono corredati da esempi ed esercizi che hanno anche
che trattano i PIC - ARIANNA: Come tessere circuiti la Normativa IEC1131-3. Unità didattiche per la pro- lo scopo di evidenziare i possibili tranelli legati ad un tipo
stampati - Set istruzioni PIC 16C84. Pagine 96 cod. 3079/2 Euro 23,50 gettazione e schede guida Pagine 122 di programmazione non tradizionale. Pagine 121
cod. 3079 Euro 18,00 cod. 3215 Euro 18,00 cod. 3216 Euro 17,50

SURPLUS E DINTORNI Volume 1 SURPLUS E DINTORNI Volume 2


Giancarmelo Moroni Giancarmelo Moroni SMD COMPONENTI E ORCAD PER WINDOWS LA CORRETTA REALIZZAZIONE CAVI CONNETTORI E
TABELLE DI CONFRONTO P. Guidi DEI SISTEMI FOTOVOLTAICI ADATTATORI. La più
A.R. 18 piccolo grande ricevitore. Conversione del BC 357 in relè a capacità. Il ricevitore
Frequenziometro etorodina BC 221. professionale CR 100. L’unità ricetrasmittente Giancarmelo Moroni Questa edizione aggiornata del testo, dedicata alla G. Rodolfi completa banca dati PC le
Apparecchiature complementari per BC 221. canadese N. 52. Il ricetrasmettitore portatile mod. Componenti SMD. Contenitori e utilizzo. versione per Windows, si propone come supporto Nozioni di elettrotecnica generale. Nozioni di connessioni PC-audio-video
FELDFU. Il radioricevitore Collins “51J”. Il radioricevi- Resistenze SMD. Lettura. Codifica. Trimmer SMD. per un rapido apprendimento delle nozioni fonda- impiantistica applicata. Sistemi fotovoltaici, pannelli A. Casappa
Ricevitori del tempo di guerra: il Mark I. Il rice-
tore professionale “Super Defiant” Mod. SX25 Condensatori SMD. Ceramici. Film. Poliestere. mentali per l’utilizzo dei vari pacchetti Capture (per fotovoltaici, dimensionamento, installazione, orien-
trasmettitore Bendix VHF SCR 522. Il ricevitore la realizzazione di schemi elettrici), Layout (per lo Il manuale comprende le connessioni per computer
Hallicrafters. OCM 208: radioricevitore professionale. Elettrolitici. Filtri rete. Connettori SMD. Fusibili. tamento, collegamenti el, note di manutenzione dei
BC348 o AC224. Il ricevitore professionale R sbroglio delle schede), Simulate e Pspice (per la di vari tipi come AMIGA, C64, Spectrum, IBM
Il BC221 modulato di ampiezza a frequenza variabile. Interruttori. Zoccoli. Led. Transistor. Tabella com- pannelli, batterie di accumulatoti, centralina di con-
107 per OC. Il ricevitore per VHF R 1132A. Dal simulazione). Il CD allegato al libro contiene i dise- Compatibili, Audio-Video, IDE, SCSI, ETHERNET,
Radiotelefoni portatili: storia, cenni, dati, schemi e parativa. Pagine 111 trollo, macchine statiche di conversione elettrica.
radioricevitore tedesco Torn E.B. un oscillatore gni presentati nel corso del testo. Pagine 156 PCMCI, monitor, modem e quant’altro sono riuscito
considerazioni su questi moderni mezzi di telecomu- Quadro di controllo. Dispositivi utilizzatori, corpi illu-
modulato. Il Beacon Receiver BC 1206A. Il rice- cod. 3426 Euro 9,00 a reperire. Per una migliore consultazione, ho suddi-
nicazione a breve distanza. L’apparato di bordo minanti, frigoriferi e congelatori. Sollevamento
vitore professionale UKW. Trasmettitore di “Funksprecher f” . TX80: un semplice, economico cod. 3418 Euro 18,00 acqua, elettropompe. Pagine 96
viso il volume in tre parti; • Adattatori • Connettori
• Cavi di collegamento Pagine 80
potenza per stazioni autotrasportate BC610. Il trasmettitore radiantistico con quattro tubi unificati.
preamplificatore BC614E. Il complesso riceven- Amplificatori a RF per la QB 3/300 con o senza neu- cod. 3218 Euro 11,50 cod. 2099 Euro 10,33
te trasmittente SCR-506A. Il ricetrasmettitore B tralizzazione della capacità anodo-griglia.Il radioricevi-
30 MT. Il complesso ricevente e trasmittente tore “Ukw E. e”. “Ukw E.g.”: un interessante radiorice-
canadese n.9 mk 1. Pagine 235 vitore professionale per onde metriche. La stazione
radio 610 (SCR-609-A, SCR-610A, B). La stazione
cod. 3424 Euro 15,00 mobile n° 19 MK III. Il trasmettitore Bendix: TA-12-B
dal Surplus all’amatore. Un trasmettitore completo
per licenze di prima classe.Il radiotelefono portatile
Telekit IV. Ricetrasmettitore per VHF Telekit VII. Geloso
G 207 TR e G 210 TR. Un interessante Surplus: il
telegrafo da campo TG-5-A. Pagine 215

cod. 3425 Euro 15,00

RIPARARE MONITOR PER PC IMPIANTI D’ANTENNA PER LA LA RIPARAZIONE PARABOLE E SATELLITI


ALIMENTATORI A COMMU- TV ANALOGICA E DIGITALE DEI VIDEOREGISTRATORI C. Perretta
TAZIONE GRUPPI DI V. Servodidio R. Salerno - A. Deotto Cenni storici sui satelliti. Parametri operativi dei
CONTINUITÀ Manuale pratico per realizzare a regola d’arte Generalità sul VCR. Il front-end. La sezione video, satelliti. Mappa di copertura e tipi di fasci.
E. Fico - A. Deotto impianti di ricezione TV singoli e collettivi. Questo percorso dei segnali di luminanza e crominanza in Allocazione delle frequenze. Polarizzazione del
nuovo manuale affronta da un punto di vista pra- registrazione. La sezione audio. L’alimentatore. La segnale e tipologia dei “transponder”. La struttura
Guida pratica per capire il funzionamento e impa- delle parabole. Le componenti degli impianti satel-
rare i trucchi, le scorciatoie, le tecniche indispensa- tico i diversi problemi tecnici e normativi, fornen- gestione della parte meccanica. Il sistema di con-
do all’installatore le corrette risposte in modo sem- trollo. I circuiti servo. La meccanica. Dalla bobina litari. Tipi di antenne. I ricevitori satellitari. Sintonia
bili per una rapida riparazione. Pagine 159 dei canali e parametri di ricezione. Puntamento e
plice e immediato attraverso un gran numero di datrice al perno guidanastro di sinistra. Drum testi-
cod.3162 Euro 16,60 schemi e figure. Pagine 208 ne video e perni guidanastro. Dal perno capstan fissaggio della parabola. Pagine 198
alla bobina di raccolta. Indice dei guasti proposti e
cod. 3321 Euro 17,60 commentati. Pagine 173 cod. 3350 Euro 20,00

LA RIPARAZIONE DEI LA RIPARAZIONE DEI cod. 3427 Euro 16,60


CIRCUITI SWITCHING TELEVISORI A COLORI
R. Salerno - A. Deotto
Una guida per risolvere rapidamente
Generalità sul TVC. Sezione RF e FI. sintonia e
tutti i problemi di riparazione degli ali-

Catalogo 2003
memoria. Il microcomputer. Teletext. Audio FI e
mentatori switched-mode di qualunque
Finale BF. Sezione colore, finali colore. Sezione sin-
apparec-chiatura (TVC, monitor, compu-
cronismi e deplessione verticale. Deflessione di
ter, fax, stampanti ecc.) e gli stadi di
riga, generazione AT e EAT. Correzione E-O.
deflessione di riga e di quadro a SCR di
Alimentatore. Varie. Appendice. Indice dei guasti
TVC e monitor.

cod. 1180
Pag. 144

Euro 15,60
proposti e commentati.

cod. 3264
Pagine 207

Euro 17,60
Disponibile
dal mese di Aprile
* 96 pagine * 600 titoli
ALIMENTATORI SWITCHING CIRCUITI STAMPATI
Software di Progettazione Software + manuale
2003 2003 Documentazione.
Un tutorial sulle tecnologie degli alimentatori a com-
In questo CD-ROM trovate: EAGLE - software che
consente di disegnare o importare lo schema elettrico
ELETTRONICA
mutazione ed un completo manuale in lingua italia- ed automatizzare la tracciatura delle piste sul circuito

Tabella Comparativa dei semiconduttori


na. Il supporto indispensabile per conoscere tutti i
comandi e le opzioni del programma. Delle eserci-
stampato con l’ausilio dell’Autorouter Integrato.
Funzioni avanzate, per la gestione di ogni fase di lavo-
razione. Librerie di componenti, possibilità di sceglie-
ELETTROTECNICA
tazioni guidate vi condurranno ad un graduale
Edizione Aggiornata 2003 re tra migliaia di componenti di ogni categoria, ana-
Oltre100.000 tipi di transistor diodi tyristori integrati.
180.000 equivalenze caratteristiche piedinature.
apprendimento delle funzioni primarie per un utiliz-
zo immediato del simulatore. Programma.
Software di simulazione SPICE su piattaforma
logica o digitale, con tipologia convenzionale oppure
SDM. Manuale in lingua italiana, per apprendere ad
RADIO-TELECOMUNICAZIONI
SwitcherCAD. Il programma funziona in ambiente usare EAGLE con facilità senza che vi sia richiesta una
VRT. Volume 1 VRT. Volume 2 PC, si richiede Windows 95/98/2000NT, consigliati
64 Mb RAM liberi sull’Hard Disk. CD-ROM
precedente esperienza. Requisiti consigliati e installa-
zione. Il programma funziona in ambiente PC, si
richiede Windows 95/98/2000 ME, un browser tipo
AUDIO - VIDEO
A...z Americani europei Pagine 1073 1N...60.000 µ Pagine 700
cod. 3423 Euro 25,49 Explorer nella versione 5 o superiore, se non possede-
Band 1
Cod. 1217 Euro 15,50
Band 2
Cod. 1218 Euro 15,50
te quest’ultimo potete installare Explorer per
Windows presente nel CD-ROM. CD-ROM
ENERGIE RINNOVABILI
cod. 3270 Euro 25,49

SANDIT MARKET - Via Quarenghi, 42/c - 24122 Bergamo - Tel. e Fax 035/321637
E-mail: info@sandit.it - Internet:www.sandit.it - SPESE DI SPEDIZIONE + CONTRASSEGNO Euro 2,70
ROBOMANIA

UN SERVO RC SPECIALE PER


ROBOT DI GRANDE POTENZA
di Massimiliano Benvenuti
massimiliano@benvenuti-trading.it

Una delle problematiche principali della scienza robotica è quella di vincere le forze
inerziali dovute al peso della struttura di cui è composto il corpo del robot. Molti
appassionati rinunciano a costruire bracci meccanici o ragni in metallo proprio per
paura dell’eventuale sforzo degli attuatori. Abbiamo scelto per voi un servo RC con
una coppia torcente di 11,5 Kg*cm, alimentato ad una tensione di soli 4,8V.
Semplicemente un mostro di potenza.

Nel numero scorso abbiamo intro- demoltiplica realizzati in alluminio, bronzo, oppure, un pignone d’acciaio
dotto il servo FUTABA S3003, uno acciaio e bronzo dalla lavorazione con un ingranaggio di bronzo. Tutto
dei più diffusi servo RC, spiegando il finissima su centri di lavoro a CNC. La questo per evitare il grippaggio che, a
suo funzionamento e gli eventuali precisione nella costruzione si ricono- lungo andare, si avrebbe utilizzando
dispositivi di pilotaggio; in questo sce dal fatto che ogni accoppiamento corone d’ingranaggi composte dallo
numero parleremo del servo HITEC tra ingranaggi è costituito da materia- stesso materiale. Anche l’ingrassaggio
HS-705 MG un vero “mostro” di li diversi tra loro come, ad esempio, delle parti è particolarmente curato
potenza per applicazioni in cui il l’accoppiamento tra un ingranaggio con grassi siliconici specifici. Il cusci-
peso è il problema. d’alluminio con un ingranaggio di netto a sfera calettato sull'asse princi-

Figura 1: Ecco il nostro servo Hitec HS-705 MG

Come potete vedere dalla figura 1, il


servo HITEC si presenta molto com-
patto e dalle dimensioni non eccessi-
vamente ingombranti, considerando
che possiede all’interno del suo cover, Figura 2: Vediamo gli ingranaggi interni
un sistema d’ngranaggi paralleli di

98 ROBOMANIA
ROBOMANIA

pale, anch'esso in acciaio legato, derare il Pulse Train come un segna- COLORI CHE
garantisce ulteriormente un movi- le Periodico, dove, trascorso un CONTRADDISTINGUONO
mento fluido e di lunga durata del periodo di tempo prestabilito, il IL CAVO D’ALIMENTAZIONE
nostro servo. segnale si ripete in modo del tutto A differenza dei servo RC Futaba, gli
La rotazione del pignone dell’asse identico (figura 3). Hitec, hanno un cavetto tripolare
principale è di circa 200 gradi, prima contraddistinto da un colore diverso,
di incontrare il perno di fermo, inutile il cavo segnali di colore giallo anziché
dire che è molto semplice asportarlo bianco. Nella figura 4 si nota la otti-
per consentire la rotazione continua, ma Twistatura (compattamento dei
operazione non consigliabile in quan- cavetti tramite elicoide) dei cavetti,
to, a causa del grande assorbimento altra nota positiva di questo servo
di corrente, potrebbe surriscaldare che denota una estrema cura dei par-
eccessivamente i circuiti di controllo ticolari.
Figura 3: Rappresentazione grafica della forma
interni e fondere letteralmente il d’onda quadra del segnale PWM
cablaggio esterno di controllo.

Cuscinetti 1

Coppia Kg*cm 11.5 (4.8Vdc) - 13.5 (6Vdc)

Velocita' sec/60° 0.27 (4.8Vdc) - 0.22 (6Vdc)

Peso 115.0 gr

Tipo Ingranaggi Metallo (alluminio/bronzo/acciaio) Figura 4: Foto del cavetto Twistato e del connettore

Dimensioni ingombro 59x29x52 mm


CONCLUSIONI
Caratteristiche Tecniche HS-705 MG Come tutti i servo RC da modellismo,
anche il nostro HS-750 MG è correda-
DATI D’IMPULSO DI Il periodo di un treno d’impulsi può to da una serie di accessori che per-
UN SEGNALE DI CONTROLLO essere rappresentato anche matema- mettono l’adattamento a molte auto-
Tutti i servo RC richiedono un treno di ticamente tramite la somma di un mazioni specifiche, come leveraggi
impulsi (il cosiddetto Pulse Train), intervallo di tempo High in cui il fabbricati in materiale termoplastico o
compreso tra 3-5V picco-picco, di un segnale si porta e si mantiene per viti di fissaggio con relative boccole in
onda quadra tipica del segnale PWM, alcuni mS ad un livello di tensione ottone.
la durata del treno d’impulsi, per que- Alto, con un secondo intervallo di Non c’è dubbio, i particolari che ren-
sto servo in particolare, va da 0.9 mS tempo Low in cui il segnale si porta dono unico questo servo RC, fanno si
a 2,1 mS, considerando il centro della ad un livello di tensione Basso. Il rap- che sia un prodotto con un buon rap-
rotazione del pignone ad un treno di porto tra tempo di tensione Alto ed porto qualità-prezzo.
impulsi di 1.5 mS. il cosiddetto Periodo, invece, è chia- D’ora in poi, non ci lamenteremo più
Un impulso elettrico non è altro che mato Duty Cycle (ciclo di lavoro) e di della bassa potenza degli attuatori, il
una brusca variazione della tensione di solito è espresso sotto forma di per- “mostro” ci consente molte automa-
un segnale da uno stato all’altro (alto- centuale. Nell’esempio in figura 3 il zioni dal peso inerziale notevole.
basso o viceversa), i parametri di Duty Cycle può essere calcolato ad Prossimamente faremo degli esempi
dipendenza del suddetto segnale una percentuale del 65% circa (il pratici di utilizzo con l’HS-705 MG.
sono essenzialmente due: la durata tempo High è di circa 2 terzi del
dell’intervallo di tempo in cui il segna- Low), in pratica, è calcolata nel duty
le rimane ad un certo livello di tensio- cycle la percentuale di tempo in cui
ne e il valore stesso di quest’ultima. la tensione del segnale rimane alta.
La stessa cosa vale per un treno d’im- Infatti, il segnale “utile” della forma
pulsi in cui si alternano valori di tensio- d’onda PWM è il livello alto in quan-
ni alti e bassi ad intervalli ciclici di to, il servo RC, esegue il “lavoro”
tempo, per questo possiamo consi- durante questo tempo d’impulso. Electronic shop 21

ROBOMANIA 99
ROBOMANIA

REALIZZIAMO UN BEAM
ROBOT EVOLUTO:
IL SERVOCORE WALKER
di Luigi Carnevale
luigi@robot-italy.com

Questa volta realizzeremo un BEAM evoluto in grado di camminare sulle quattro


zampe e reagire alla presenza di ostacoli. Un Walker, infatti, è un Robot che usa le
gambe per muoversi, cammina, appunto. Tutto in purissima tecnologia BEAM!

Per questo Robot utilizzeremo un zione Bicore è uno dei fondamenti


prodotto della Solarbotics, la BEP della tecnologia BEAM, è una Nv
ovvero Bicore Experimenters Pcb, si Net (rete nervosa detta anche core)
tratta di un enorme circuito stampa- che si basa su una coppia di Nv
to, è grande come un foglio A4 ed è Neurons (neuroni nervosi) uniti in
di qualità eccellente. La BEP è com- modo da formare un circolo, in
posta di molti piccoli circuiti stam- modo da ottenere un circuito oscil-
pati (PCB) che possono essere sepa- lante che è usato in centinaia di
rati per costruire le più comuni applicazioni. Il circuito Bicore gene-
Figura 2: Schema di un circuito Grounded Bicore
applicazioni BEAM. La separazione ralmente è di due tipi Grounded
degli stampati è facilitata dalle inci- Bicore e Suspended Bicore, nel
sioni, è sufficiente spezzare le parti primo tipo i resistori di bias sono
che ci interessano per ottenere un connessi a massa, nel secondo sono
taglio netto e preciso. connessi tra loro formando, in prati-
ca, un unico resistore. È il prefisso
del nome a definire il numero di
Neuroni utilizzati nella Nv Net:
Bicore, Tricore e Quadcore sono le
più diffuse.
Figura 3: Schema di un circuito Suspended Bicore

Un aspetto molto interessante di


questo Robot è rappresentato dalla
Figura 0: Questa è la Bicore Experimenters PCB
presenza di alcuni punti di controllo
che sono facilmente interfacciabili
con un Microcontrollore (PICmicro,
COS’È UN SERVOCORE WALKER BasicX, BasicStamp, ecc) per ottene-
È un Robot camminatore che utiliz- re funzionalità e comportamenti più
za la circuitazione Bicore applicata ai evoluti. In pratica: la tecnologia
Figura 1: Schema di un Neurone Nv
servi R/C (Servo – core). La circuita- BEAM si occupa della gestione della

100 ROBOMANIA
ROBOMANIA

meccanica, quindi sincronismo e ali- 2- 40 cm di filo di rame rigido per le


mentazione dei motori; la tecnolo- gambe.
gia a Microcontrollore si occupa 8- Zoccoli Sip (per cambiare
esclusivamente della parte compor- facilmente i resistori).
tamentale mediante interfacciamen- 2- Servi (futaba S3003, Ok)
to di sensori anche di tipo evoluto non modificati.
(sonar, infrarosso, accelerometri, 2- Sensori Tattili.
ecc). Niente male, vero? 1- Interruttore di potenza.
1- Presa da 1.3 mm per la carica
TEORIA DELL’OPERAZIONE: delle batterie.
COME FUNZIONA? 4- Trimmer Cermet da 20 kΩ (per
Il Servocore è stato creato per com- settare i limiti dei servi).
portarsi come un Bicore standard 8- Resistori da 1 kΩ.
ma, invece di controllare un norma- 6- Resistori da 100 kΩ.
le motore CC, controlla un servo. 2- Resistori da 10 kΩ.
Un servo standard lavora con una 2- Resistori da 47 kΩ.
base PWM (Pulse Width Modulation) 2- Resistori da 1.5 MΩ
ovvero una serie d’impulsi inviati al (resistori Slave).
servo. Maggiore è la lunghezza degli 2- Resistori da 100 Ω
impulsi, maggiore è la rotazione che (per il caricabatteria, limitano la
il servo cerca di raggiungere. corrente di carica).
Quando le pulsazioni si accorciano, 1- Resistore da 470 Ω.
Figura 4: Lo schema elettrico del Servocore Walker
in durata, il servo ruota nell'altra 1- Resistore da 1 MΩ
direzione. (per settare il tempo di backup).
Il Servocore lavora usando 3 Bicores; 1- CHG BEP board. 1- Resistore da 2.4 MΩ
due per settare i limiti della rotazio- 1- 25c BB1 BEP board. (resistori per regolare la frequenza
ne destra-sinistra, e uno per regola- 2- BEP Leg mounting pads incluse 6 del Master Bicore).
re l'intervallo tra le rotazioni tra i viti di montaggio (tutto questo,
due limiti destro/sinistro. Sulla sche- tranne le viti, lo trovate nella
da del Servocore ci sono due trim- scheda BEP).
mer da 20 KΩ che controllano la 2- Fogli di PVC espanso tagliati
fine della corsa. R8 controlla quanto come in figura, per tenere i servi a
tempo deve passare per andare tra 45°, potete modificare la forma
queste posizioni. Il segnale che con- per variare l'assetto del Walker.
trolla il tempo tra le posizioni sini- 2- 74HCT240 per i Servocores.
stra/destra del servo anteriore, è Questi DEVONO essere la versio-
inviato, anch'esso, tramite un IMx ne HCT per funzionare corretta- Figura 5: Ecco il materiale occorrente per la
reverser (invertitore) al servocore mente. realizzazione del Walker.
posteriore. 1- 74AC240 per l'IMx.
Quando il sensore tattile del Walker 4- Transistors 2N3906 o 2N2907.
viene attivato lo IMx inverte il 4- Condensatori da 0.47 µF. 2. Preparare la scheda BEP
segnale, in questo modo la fase tra i 8- Condensatori da 0.1 µF. Separate le schede necessarie per
servo anteriore e posteriore è spo- 2- Condensatori da 22 µF per il fil- costruire il Walker. La parte di sche-
stata facendo indietreggiare il traggio della potenza. da necessaria per questo progetto è
Walker. 4- Batterie AAA (oppure AA) al situata al centro della scheda BEP.
Ni-Cad. Posizionate la linea incisa sullo spi-
PROCEDURA DI COSTRUZIONE 2- Portabatteria da 2 AAA golo di un tavolo e fate pressione
(oppure AA) cadauno. fino alla rottura della scheda. Fate
1.Reperire seguenti componenti: 1- Condensatore da 6.8 µF questo per separare una colonna
(Backup timer cap). intera che consiste in un IMx, un
2- Sc1 BEP boards. 6- LEDs, dello stesso colore o di BC1, un altro IMx seguito da un
1- IMx BEP board. colori differenti, decidete voi. paio di Sc1 e in basso ci sono un

ROBOMANIA 101
ROBOMANIA

BB1 e un CHG (caricabatterie). Per si sensore sarà innescato, il funzio-


costruire questo progetto, tutto il namento sarà identico. Sono stati
necessario consiste nello IMx, un inseriti degli zoccoli ad 1 pin nelle
paio di Sc1 e il BB1 con il CHG. posizioni seguenti: R4 sull'IMx, R8
La parte alta delle due schede può su entrambi gli Sc1 e 2 pins sulla
essere tolta. Non dimenticate di scheda BB1. Seguono le immagini
includere un paio di schede per il della basetta vista dal lato inferio-
montaggio delle gambe, incluse re e quindi dal lato superiore.
nella BEP.
Tutte queste sigle, apparentemente
6. Costruzione del Corpo
incomprensibili sono i singoli circui-
Il supporto di PVC è tagliato con un
ti stampati contenuti nella BEP e
angolo di 45 gradi e i servi sono incol-
sono tutti ben distinguibili.
lati con del collante cianoacrilato o
epossidica bicomponente. L'angolo di
45 gradi è stato scelto per dare al
Walker una buona abilità nelle arram-
picate combinato con una decente
velocità. Volete una maggiore veloci-
tà? Riducete l'angolo al punto di met-
tere i servi quasi sullo stesso piano.
Volete maggiori doti di arrampicata?
Aumentate l'angolo fino a 90 gradi!
Quella che vedete raffigurata è la solu-
zione a 45°.

3. Montaggio dei componenti sui


moduli BEP
Ora cominciamo a popolare la 4. Dettaglio del montaggio del
scheda. Se volete potete usare Servocore
degli zoccoli invece di montare gli Quello che vedete di seguito è un
integrati direttamente sulla sche- ingrandimento della scheda Sc1.
da.
Fate bene attenzione che i chip
7. Il Cervello si unisce al Corpo!
usati sono i 74HCT240, NON i
La parte anteriore della scheda IMx
74AC240 (tranne che per l'IMx se
dovrà essere angolata a 45 gradi per
volete). Gli Sc1 Servocores non
copiare l'angolo del motore anteriore.
funzioneranno correttamente con
Questo si ottiene spezzando la scheda
i 74AC240! Questo è dovuto al
sulla linea incisa e rinforzando, poi, il
cablaggio interno del chip AC.
taglio saldando delle connessioni tra le
Non potete far funzionare i
due schede. Aspettate ad incollare le
Bicores a frequenze differenti
schede, dobbiamo ancora saldare
usando lo stesso 74AC240 senza
alcuni fili sotto la scheda. Prendete
che questi interferiscano tra loro. 5. Dettaglio del montaggio
nota che c'è un jumper, al centro, che
Questo non è un problema con gli dell'IMx
connette la linea +Vcc da un modulo
HCT, sebbene questo non abbia la Questo è un ingrandimento
all'altro ed un ponte di saldatura che
stessa potenza di uscita dell'AC. dell'IMx. Prendete nota che soltanto
connette le aree di massa agli angoli.
Soltanto la metà della scheda IMx una metà dell'IMx è stata usata dal
Queste sono necessarie per connette-
è popolata, e il sensore tattile sarà momento che stiamo usando due
re elettricamente e meccanicamente
connesso in parallelo, così qualsia- linee di segnale, non quattro.
le due schede. Un altro jumper deve

102 ROBOMANIA
ROBOMANIA

andare tra le linee +Vcc delle due 10. Interruttore/Caricabatterie


schede Sc1. La maggior parte delle L'ultimo filo (bianco) collega l'inter-
schede già condividono una massa ruttore al CHG (caricabatterie), que-
comune, ma per garantire il positivo a sto permette di spegnere il Walker.
tutte le schede, un jumper deve esse- Questo filo va dal +Vcc centrale
re collegato a tutti i positivi (+) insie- dello Sc1 posteriore alla piazzola
me. Nelle immagini: vista laterale del- destra al lato della piazzola marcata
l’elettronica assemblata al corpo e Batt +.
dettaglio della parte piegata della
basetta.
9. Connessione dei moduli
La successiva coppia di fili (verdi)
vanno dalle uscite dell'IMx ai pin del
BB1. Qui è dove monteremo il resi-
store di taratura Master/Slave dallo
Sc1 anteriore (attraverso l'IMx) al
Servocore posteriore. L'immagine in
alto mostra le connessioni all'uscita
dell'IMx.
L'immagine centrale mostra le con-
11. Test iniziale del Servocore
nessioni ai pins del BB1. L'immagine in
È buona abitudine testare i moduli
basso mostra i quattro fili già installati.
prima che sia troppo tardi per ripa-
rarli. Soltanto per il test, inserite un
connettore a 3 pin al collegamento
del servo sulla scheda Sc1.
Questo connettore non necessita di
essere saldato, una leggera pressio-
ne dovrebbe essere sufficiente per
ottenere il contatto elettrico.
Scegliete un valore qualsiasi per le
8. Connessione dei moduli oscillazioni avanti/indietro (2 MΩ
Sc1 anteriore all'IMx. Una volta che vanno bene), installate quindi i resi-
la scheda è piegata ad angolo per stori sui piedini marcati R8. Occorre
copiare il motore anteriore, dobbia- collegare l'alimentazione per poter
mo connettere 5 fili tra le schede. Il testare il circuito, collegate un pacco
primo paio di fili blu connettono l'u- di 4 batterie AAA o un alimentatore
scita del Bicore Master all'entrata da 5 Vcc che portino la corrente al
dell'IMx. Dalle figure potete notare +Vcc centrale e la massa (-ground).
connessioni alle uscite dello Sc1 Se il test ha successo, i servi si agite-
Master e di seguito le connessioni ranno e ruoteranno in una posizio-
agli ingressi dell'Imx. ne, aspetteranno un po' e poi ruote-
ranno nella direzione opposta.
Mentre state testando, provate ad
innescare l'IMx per essere sicuri che
esso scambia i segnali dell'Sc1. È suf-
ficiente cortocircuitare la grande
piazzola rettangolare in alto a sini-
stra e la piccola piazzola vicino al
centro.
Se non succede nulla, andate diret-
tamente alla sezione della soluzione

ROBOMANIA 103
ROBOMANIA

dei problemi, in fondo all’articolo. È 14. Connessione del motore ante-


meglio che non proseguiate il mon- riore al Servocore
taggio senza che tutti i moduli fun- Saldate il motore anteriore nello
zionino come dovrebbero! stesso modo del servo posteriore.
L’immagine che segue raffigura la L'immagine mostra anche la con-
fase di test. nessione di massa dalla batteria al
circuito stampato (descritta nel
prossimo passo).

12. Montaggio del cervello sul


corpo
Se tutto sembra funzionare a dovere 15. Connettere il negativo del 17. Connettere il positivo del
con il cervello, potete attaccarlo al pacco batteria pacco batteria
corpo. Connettete il negativo del pacco L’ immagine mostra il filo rosso dal
batteria alla massa della scheda pacco batteria alla piazzola sulla
BEP, al punto più vicino possibile. scheda CHG marcata Batt +. A que-
Meno filo usato significa più volts sto punto, tutte le connessioni elet-
disponibili al circuito, poiché, triche sono state eseguite e azionan-
minore è la dispersione attraverso do l'interruttore si dovrebbero vede-
i fili. re muovere i motori. Accertatevi che
Nell’immagine il collegamento del le batterie abbiano una sufficiente
negativo del pacco batteria. carica e che i resistori di taratura
siano al loro posto. Come valori di
default provate 1 MΩ per l'IMx, 2.4
MΩ per il Master e 1.5 MΩ per lo
13. Connessione del motore Slave.
posteriore al Servocore
Connettete il motore posteriore al
Servocore posteriore. Il filo bianco va
sulla piazzola quadrata, il filo rosso al
centro, il filo nero alla piazzola a sini-
stra. In caso di dubbio, le connessio-
ni sono segnate sulla scheda.

16. Conettere i pacchi batteria in


serie
Collegate un filo tra i due pacchi 18. Le gambe, al Walker, manca ora,
batteria, collegandoli in serie. soltanto un componente vitale...
Questo trasforma una coppia di Le GAMBE! Cominciate spellando
pacchi da 2.4 V in uno più grande una zona centrale di circa 4 cm del
da 4.8 V. Le immagini mostrano il filo rigido per le gambe e saldatelo
collegamento dei pacchi batteria da sull'apposita basetta della BEP.
un lato e dall’altro. Come si evince dalla foto, sono stati

104 ROBOMANIA
ROBOMANIA

usati dei reofori di resistori recupera- della corsa tramite i trimmers. mostra che il filo di ottone è posizio-
ti dal precedente montaggio, per Quando cammina diritto, provate a nato al centro della molla. In qual-
tenere il filo sul posto durante l'ope- cambiare il resistore del Master sullo siasi direzione la molla si flette pro-
razione di saldatura. A causa della Sc1 anteriore per rendere la durata voca il contatto facendo indietreg-
grande massa metallica del filo di della rotazione destra/sinistra più giare il Walker! Fate attenzione alle
rame delle gambe, si raccomanda veloce o più lenta. Sarete sorpresi immagini che seguono: un partico-
un saldatore potente per questa nel vedere la differenza nelle presta- lare del sensore tattile e nella figura
operazione. Dopo aver saldato la zioni che provocherà! Sperimentate seguente notare la posizione del filo
gamba, avvitate la basetta sulla e divertitevi nella messa a punto. di ottone centrale.
squadretta del servo, quindi posizio- Aiutatevi con le immagini che
nate la squadretta sul servo. Cercate seguono per la modellazione delle
di posizionare la squadretta in modo gambe.
che sia circa alla metà dell'intera
corsa destra/sinistra.

19. Formare le gambe del


Walker/setup del Servocore
La formatura delle gambe dei
Walker è un'arte, più sperimentate
migliori saranno i risultati che otter-
rete. Per questo Walker abbiamo uti-
lizzato la seguente procedura:
gambe anteriori, prima piega a 2,5
cm dal servo, seconda piega a 9 cm,
ultima piega verso terra 7,5 cm.
Gambe posteriori, piegate a 8 cm 20. Sensori Tattili
dalla scheda di montaggio del Ora cammina alla grande, ma tenta 21. Dopo l'installazione dei
servo, la piega verso terra è di 11 di attraversare le pareti invece di tor- sensori è finito!
cm. Sono stati aggiunti dei gommi- nare indietro... abbiamo bisogno di Finalmente il nostro Walker è ter-
ni nel punto di contatto per avere qualche sensore tattile! Questo è minato, ora potete eseguire una
una migliore trazione. Con questa uno dei modi di fare dei sensori tat- messa a punto ottimale, e speri-
formatura iniziale delle gambe, tili: la molla è la parte che va salda- mentare vari tipi di percorsi e
accendete il Walker e guardatelo. ta sulla grande piazzola di massa e il ostacoli.
Usando i trimmer, tarate i limiti della filo di ottone è saldato sulla piazzola È possibile aggiungere ulteriori sen-
rotazione destra/sinistra di ogni di attivazione. Quando la piazzola di sori ma anche un microcontrollore
motore in modo da ottenere abilitazione è connessa a massa o altri circuiti di condizionamento
approssimativamente la stessa l'IMx è attivato e invertirà la polarità comportamentale.
corsa. Quando otterrete la stessa del segnale al Servocore posteriore. Come avrete capito, questo Walker
corsa il vostro Walker sarà in grado Per regolare la sensibilità dei sensori è un’ottima base per fare esperi-
di camminare in linea retta. In caso tattili e per prevenire falsi contatti menti le soluzioni sono quasi infini-
contrario provate a modificare la viene usata della guaina termore- te! Nella foto il nostro Walker come
geometria delle gambe ed i limiti stringente. L'immagine in basso appare quando è pronto.

ROBOMANIA 105
ROBOMANIA

parte opposta per 3 giri. che questi Robot sanno essere


Il trimmer di sinistra adesso dovrebbe anche complessi e svolgere azioni
regolare il limite sinistro e il trimmer che metterebbero in crisi molti
di destra il limite destro. Robot dotati di microcontrollore.
Se il Walker fa soltanto piccoli passi a C’è un settore, della robotica, che,
prescindere dalla regolazione dei nato in Giappone e immediata-
trimmers, provate ad incrementare il mente propagatosi in tutto il
valore del resistore Master. mondo, si sta ora diffondendo
velocemente in Italia: il Mini
SUGGERIMENTI, TRUCCHI E Sumo.
SOLUZIONE DEI PROBLEMI: NOTIZIE UTILI Questa disciplina vede due Robot
Se nessun LED si accende quando Provate a tarare il Walker per fare i affrontarsi su un ring di 70 cm di
date corrente controllate le polarità passi più lunghi possibile, questo diametro, il Robot che riesce a
delle batterie o dell'alimentatore. incrementerà l'altezza dei passi. spingere fuori dal ring l’avversario
Il Servocore è settato per avere una Provate a tarare il Walker per la vince.
certa corsa tra i due limiti destra/sini- velocità, facendo passi rapidi e Si vedono Robot di ogni tipo,
stra. I trimmers dovrebbero essere brevi. dotati di Microcontrollori e sensori
in grado di far toccare ai servi le Regolate la rotazione sinistra/destra potentissimi e complicatissimi.
estremità. di soli 20/30 gradi e abbassate il Può un Sumo Robot in tecnologia
Se questo non accade provate ad valore del Master Sc1 in modo da BEAM competere con questi mostri
invertire regolando il trimmer dalla aumentare la frequenza dei cicli. su un Sumo Ring?
parte opposta. Il voltaggio verso il caricabatteria Ne parleremo il prossimamente…
Proviamo ancora. Ogni trimmer può dovrebbe essere intorno ai 7.2 V,
controllare il limite sinistro o destro, ma può essere anche fino a 12 V. Si ringrazia la Solarbotics per la continua colla-
borazione e per aver autorizzato la pubblicazio-
questo dipende da quanto è stato Voltaggi più elevati potrebbero
ne delle immagini. Tutte le immagini sono
ruotato. danneggiare i resistori del carica- Copyright Solarbotics Ltd.
Provate a regolare il trimmer di sini- batteria.
stra ruotando la vite tutta a sinistra
(antiorario) 20 giri, quindi dalla parte CONCLUSIONI
opposta per 3 giri. Regolate il trim- Speriamo di avervi affascinato,
mer di destra ruotando la vite tutta a anche questo mese, con la tecno-
Electronic shop 22
destra (orario) 20 giri, quindi dalla logia BEAM, abbiamo dimostrato

106 ROBOMANIA
Le fiere di Settembre
21° MOSTRA NAZIONALE MERCATO BRESCIA Fiera di Montichiari
RADIANTISTICO Come si arriva Autostrada A4 uscita BRESCIA EST-
statale 236 Brescia-Mantova
6 - 7 Settembre 2003 Orari Sabato e Domenica dalle 9.00 alle 18.00

Organizzazione CENTRO FIERA DEL GARDA


Tel 030.961148 - Fax 030.9961966

30° MOSTRA MERCATO NAZIONALE PIACENZA Nuovo quartiere fieristico Loc. Le Mose - S.S. 10
TELERADIO Come si arriva A1 uscita Piacenza Sud/Est
A21 uscita Piacenza Est
13 - 14 Settembre 2003
Orari Sabato dalle 8.30 alle 19.00 - Domenica dalle 8.30 alle 18.00

Organizzazione PIACENZA EXPO


Tel 0523.602711 - Fax 0523.602702 - www.piacenzafiere.it

17° MOSTRA MERCATO NAZIONALE MACERATA quartiere Fieristico Villa Potenza

DELL’ELETTRONICA Come si arriva A14 uscita Porto Recanati - s.s. 571


Orari Sabato e Domenica dalle 9.00 alle 12.30
20 - 21 Settembre 2003 e dalle 15.00 alle 19.30

Organizzazione C.B. CLUB MACERATESE


Tel 0733.493067 - Fax 0733.968945 - e-mail radmaceratese@tin.it

EXPORADIO ELETTRONICA RIMINI RIMINI pad. G Palacongressi della Riviera di Rimini in via della Fiera, 52
Come si arriva A14 uscita Rimini sud
MOSTRA MERCATO DEL RADIOAMATORE,
Orari Sabato e Domenica dalle 9.00 alle 18.00
CB, ELETTRONICA E COMPUTER
Organizzazione Blu Nautilus
20 - 21 Settembre 2003 Tel 0541.439573 - Fax 0541.50094
e-mail e.fontemaggi@blunautilus.it

13°FIERA DELRADIOAMATORE MONTEROTONDO (Roma) presso Palazzetto dello Sport


ELETTRONICA E INFORMATICA Come si arriva A1 uscita Fiano Romano
oppure Via Salaria - Via Tibertina - Via Nomentana
20 - 21 Settembre 2003 Orari Sabato e Domenica dalle 9.00 alle 13.00
e dalle 15.00 alle 19.00
Organizzazione GEDIT
Tel 075.5991028/348.3307007

FIERA DELL’ELETTRONICA E DEL GONZAGA (Mantova) presso Parco Fiera Millenaria


RADIOAMATORE Come si arriva autostrada Brennero-Modena uscita Pegognaga - Reggiolo

Orari Sabato e Domenica dalle 8.30 alle 18.00


27 - 28 Settembre 2003
Organizzazione Fiera Millenaria Gonzaga srl
Tel 0376.58098 - 0376.528153
rubriche

in vetrina DALLA MONACOR


SET PER DJ
PROFESSIONISTI E NON
Con tutta sincerità vi debbo dire che poco tempo fa sono stato
invitato ad un matrimonio di amici, che potrei definire “bello ed
elegante” con tanto di DJ ed impianto di diffusione sonora tale da
rallegrare la serata con musica e performance microfoniche;
ebbene, dalla prima occhiata all’impianto, subito ci si poteva
rendere conto che si trattava di apparecchiature, anche costose
ma proprio buttate li, male in armonia tra loro e dal pessimo
suono, talchè molti invitati hanno convinto il maldestro DJ ad
abbassare il volume limitando distorsione e quant’altro di fastidioso.

compatto hi-fi con un di qualità interessanti


mixer esterno può anda- quali professionalità e
re bene, anche suonare affidabilità.
bene ma non altrettanto Il set si compone di un
farà con la voce, i diffu- radiomicrofono comple-
sori potranno resistere to di micro a cravatta
agli urti del trasporto? tipo levalier e a cuffia,
Ed i lettori CD? Queste
sono tutte cose da valu-
tare. Vi propongo in
Figura 1: Giradischi MONACOR DJP350SI queste righe un impian-

Al momento del taglio tamente necessario


della torta, accompa- spendere un patrimonio
gnato da un fastidiosissi- perché un impianto fun-
mo rumore di fondo un zioni bene, ma scegliere Figura 3: Cuffia stereo
MONACOR MD6100
“viva gli sposi” tuonò per il meglio, apparecchi
nel giardino più come equilibrati tra loro, ergo-
un lugubre auspicio, nomicamente ottimali Figura 2: Contenitori flight case per trasmettitore pocket e
pieno zeppo di echi ed ma soprattutto utilizzare dischi, cd ed apparecchi ricevitore. Il modello è il
audio di differenti dimensioni
inneschi quale era. apparati nati per l’uso TXS 133 della MONA-
Questa corto aneddoto professionale, workma- COR, è full diversity
cui ho assistito, purtrop- de come dicono gli ame- to completo, un vero e ovvero il ricevitore utiliz-
po si ripete troppo spes- ricani. proprio SET che oltre al za front end sdoppiati
so; infatti non è assolu- Certo, anche un comune prezzo accessibile gode per non perdere mai il

108 RUBRICHE
rubriche

segnale, anche in avver- autoprotetti con limita-


se condizioni. tore compressore, woo-
La frequenza è 197,10 fer 12 pollici, a due vie.
MHz. Sono disponibili Tutto potrà essere allog-
tre canali differenti per giato in flight case in
l’utilizzo simultaneo. alluminio rendendo age-
Due piatti giradischi non vole e sicuro il trasporto.
possono assolutamente Come dotazione non è
male, consigliabile a
professionisti ma anche
Figura 6: Particolare crossfader intercambiabile tipico dei mixer MONACOR
a coloro che vogliono
rendere indimenticabili i
disco possono essere dal fatto che tale model- propri ritrovi.
inserite oltre 100 brani lo dispone di quattro Dimenticavo, Monacor
Figura 4: Radiomicrofono distribuisce apparecchi
MONACOR TXS133 SET
musicali, la riproduzione
è buona perciò con solo audio, videosecurity,
una decina di CD è pos- amplificazione pubblica,
mancare, i dischi in vini- sibile suonare per ore hi-fi car, cavetteria e
le sono ancora tanti, operando scelte notevoli connessioni.
specie se si suonano sui brani. Allora perché
dischi vintage o revival, Figura 8a: Particolare display
ricordate i dischi mix? I CD190DJ

DJP350SI uniscono alla


tecnologia classica dei canali di ingresso com-
giradischi le innovazioni mutabili in phono/linea
quali il contabattute, il – micro/linea e dispone
di crossfader sostituibile
in caso di deterioramen-
to per usura. Altra parti-
colarità è la curva di
crossfader regolabile
essendo il controllo in
Figura 7: Pannello di controllo
diffusore amplificato tecnologia VGA.
MONACOR PAK12 GRF Abbiamo quasi concluso

non dotare il nostro set


Figura 5a: Frontale mixer
MONACOR MPX460 di due lettori professio-
nali mp3? Il CD190DJ
Monacor legge compact
dual start, pitch brake classici, mp3 a differenti
speed control e molte compressioni mantenen-
altre novità. do tutti gli effetti tipici
Sempre più DJ utilizzano di un lettore professio-
dischi CD in standard nale CD per DJ, autocue,
Figura 8b: Particolare telecomando
mp3, infatti, in un solo loop and pitch control MONACOR CD190DJ
oltre a poter disporre di
un comodo telecomando.
Il mixer è il cuore del la presentazione ma non
sistema è deve essere dimenticheremo i diffuso-
all’altezza, la scelta ri amplificati PAK12GRF,
Figura 5b: Connessioni posteriori
mixer MONACOR MPX460
dell’MPX460 Monacor è sempre più di moda, da
pienamente giustificata oltre 100W per canale, Electronic shop 23

RUBRICHE 109
rubriche

in vetrina GESTIONE REMOTA


DI UN PLC CON LA
SERIE IALINK DI
SENA TECHNOLOGIES
I sistemi informativi odierni diventano sempre più sofisticati e la
gestione dei dispositivi industriali, legati invece ad apparati che
si evolvono con una velocità minore, sta creando problematiche
sempre più frequenti.

L'ottimizzazione della di visualizzare e controlla-


catena di produzione re i dati della produzione
richiede applicazioni IT utilizzando il protocollo
intelligenti e soluzioni che MODBUS.
abilitino al networking.
I PLC di prima generazio-
La necessità di catturare ne venivano gestiti
ed analizzare i dati che mediante la porta RS 232
derivano dalle apparec- e le limitazioni di questo
chiature di produzione e sistema erano rappresen-
l'integrazione di questi tate dalle lunghezze del
macchinari con la rete cablaggio, frequenti pro-
aziendale, sta sempre di blemi tecnici e alti costi di
più diventando una manutenzione. In consi-
necessità attuale. derazione della crescente
tendenza all'impiego del-
Lo standard Ethernet o l'infrastruttura Ethernet e,
più precisamente, il pro- con l'obiettivo di semplifi-
tocollo TCP/IP, sta rapida- care il trasferimento dei
mente diventando la solu- dati tra i dispositivi indu-
zione preferita per la striali attraverso la rete,
gestione remota dei Sena Technologies ha
dispositivi industriali quali, ampliato la sua gamma di il modello 'IALink-Modbus', vità Ethernet al PLC,
ad esempio, i PLC. Con prodotti Serial-Ethernet il nuovo device server l'IALink-Modbus semplifi-
l'obiettivo di collegare il per coprire le applicazioni industriale destinato alla ca l'accesso ad importanti
cosiddetto 'factory floor' industriali. gestione dei PLC attra- informazioni di produzio-
al resto dell'azienda, si verso la rete. ne che permettono l'atti-
aprono nuove possibilità E' stato quindi introdotto Aggiungendo la connetti- vazione di strategie atte

110 RUBRICHE
rubriche

all'ottimizzazione dell'in- IALink-Modbus collega: dard economici quali cata allo sviluppo di affida-
tero processo. dispositivi seriali Modbus sono le technologie bili prodotti nell'ambito
Vengono fornite, inoltre, alle reti Ethernet 10Base- Ethernet; riduzione dei dell'Ethernet Industriale,
la gestione di funzioni T; supporto del protocollo costi di produzione incre- che garantiscano un'otti-
quali il monitor di stato, seriale per Modbus mentando l'efficienza del male continuità con le
il reset remoto, il log RTU/ASCII; supporto della sistema mediante il con- attuali applicazioni indu-
degli errori e l'aggiorna- modalità trollo remoto; l'utilizzo striali. I produttori, integra-
mento del firmware Modbus Master/Slave; delle diverse technologie tori di sistemi e gli stessi
mediante Telnet e/o la supporta i dispositivi seriali IT quali Internet, Web e utenti finali, potranno
porta console seriale con basati su RS 232/422/485 Database semplificano l'o- avvantaggiarsi con le solu-
password di protezione. collegabili mediante mor- peratività; riduzione dei zioni Sena Technologies
settiera; velocità di trasferi- costi grazie all'uso del per il controllo e la gestio-
Le aree di applicazione mento dei dati fino a 115 TCP/IP, che semplifica la ne remota dei propri appa-
comprendono: controllo Kbps; possibilità di mon- gerarchia della rete; inte- rati, in un modo che è
remoto di svariate appa- taggio a barra DIN; confi- grazione semplificata col stato fino a ieri impossibile.
recchiature di produzio- gurazione via Telnet o sistema ERP (Enterprise
ne; trasferimento remo- porta console seriale; soft- Resource Planning) azien-
to del programma per il ware di configurazione ed dale, integrando grazie
PLC ed il robot diretta- amministrazione basato su alla comune piattaforma
mente in produzione; Windows. TCP/IP il business con il
acquisizione dati e manufacturing.
monitoraggio, ed altro Vantaggi: riduzione dei
ancora. costi grazie all'uso di stan- Sena Technologies è dedi- Electronic shop 24

RUBRICHE 111
rubriche

in vetrina AMBROGIO:
LA GESTIONE
INTELLIGENTE
DELLA CASA
Ambrogio V4-POWER è uno strumento destinato a cambiare
sensibilmente il modo di gestire la casa durante la nostra
assenza. Si tratta di un dispositivo in grado di controllare
autonomamente le apparecchiature elettroniche, gli
elettrodomestici, i sistemi di comunicazione e di allarme
presenti all’interno dell’abitazione

CON AMBROGIO ARRIVA molto importante per


NELLE NOSTRE CASE LA modificare l’opinione del
DOMOTICA mercato nei confronti dei
Un sistema semplice ed sistemi legati alla domoti-
intuitivo che può essere ca, permettendo una
facilmente installato futura maggiore diffusio-
senza spendere cifre esor- ne di questa tecnologia.
bitanti. La domotica pen- Integrando attraverso l’in-
sata dai grandi gruppi formatica tutti gli appa-
necessita di infrastrutture recchi elettronici della
pubbliche di una certa casa, raggiungiamo un
rilevanza e ancora non più sicuro funzionamento
presenti, inoltre già in degli elettrodomestici ed
TELEGESTIRE LA NOSTRA un comunissimo telefo- fase di progettazione l’e- il monitoraggio di even-
CASA INVIANDO E no cellulare. Lo scenario dificio deve essere pensa- tuali funzioni vitali all’
RICEVENDO SMS o l’automatismo che to in termini adeguati. interno della costruzione.
Per comunicare all’e- desideriamo entri in Una cultura del progetto Da un punto di vista tec-
sterno i dati relativi agli funzione può essere che in Italia non si è anco- nico l’utilizzazione dei
apparecchi controllati attivato digitando una ra sufficientemente svi- satelliti ad onde convo-
da Ambrogio viene uti- serie di istruzioni che luppata. L’automazione gliate rappresenta non
lizzata la rete GSM vengono ricevute dal- domestica, come quella solo una novità ma anche
900/1800 Mhz. l’apparato e quindi tra- attuata tramite una caratteristica peculia-
Qualsiasi comunicazio- sferite ai dispositivi Ambrogio, è rivolta pre- re di questo prodotto. Si
ne viene quindi como- coinvolti nel processo valentemente all’esecu- parla da tempo di utilizza-
damente effettuata (controllo caldaia, irri- zione di alcune funzioni re la Rete Elettrica per tra-
attraverso sms inviati da gazione, ecc). casalinghe, ciò risulta sportare segnali, fonia,

112 RUBRICHE
rubriche

dati; il Modem ad Onde na “SIGNALPLUS” per


Convogliate di Ambrogio migliorare il segnale
è una applicazione tangi- GSM in zone d’ombra.
bile della potenzialità di
questo mezzo di traspor- CARATTERISTICHE
to dati. Occorre tenere TECNICHE GENERALI
presente, nell’installazio- • Funzionamento con
ne dei satelliti, che questi, batterie Li-Ion (4.2 V).
per essere comandabili da • Interfaccia seriale verso
Ambrogio, debbono esse- PC sempre gestita.
re collegati a prese facenti • 2 sensori di temperatu-
parte dello stesso impian- vere una risposta o essere tre l’ingresso 1 è collega- ra + 2 ingressi analogici
to elettrico (non possiamo avvertiti di un allarme to al contatto “allarme” (range 0-3 V risoluzione
comandare le luci o la cal- attivato in casa. della centrale antifurto. In 12 bit).
daia del vicino o il nostro questo modo, quando • 4 ingressi optoisolati.
pozzo, se è alimentato a ESEMPI DI UTILIZZO l’antifurto è allarmato, • Indicazione di mancan-
corrente trifase) DI AMBROGIO viene anche mandato un za rete.
Ambrogio dispone inoltre Utilizzo come termosta- SMS a tutti i numeri inse- • Indicazione di bassa
della funzione “monitor to: con il collegamento riti nella lista. carica batteria.
presenza rete”,molto illustrato, si può ottenere Il kit di espansione: sono • Espansione di memoria.
utile per essere sicuri che la temperatura disponibili alcuni compo- • Clock calendar (sincro-
tutte le apparecchiature desiderata, inviando un nenti opzionali per inte- nizzato con gli SMS).
domestiche, quali il frigo- SMS con l’istruzione grare Ambrogio e render-
rifero o il congelatore, “TEMPxx”. lo sempre più utile alla OPZIONALMENTE POS-
siano sempre in funzione, Il termostato esistente gestione della nostra SONO ESSERE MONTATI:
anche quando si lascia la può essere lasciato su una casa. •Power line modem.
propria abitazione per un temperatura minima • Microfono esterno per •Modulo di comunicazio-
certo periodo di tempo. “antigelo”, per la funzio- ottenere la funzione di ne wireless.
Sono inoltre disponibili ne INVERNO. “ascolto ambientale”. •4 ingressi optoisolati (per
una serie di altri comandi • Sonda di UMIDITA’ un totale di 8 ingressi).
evoluti per l’utente più Abbinamento con anti- atmosferica. •Modulo interno per l'e-
esigente, quali l’imposta- furto: attraverso un • Sonda di PRESSIONE spansione degli ingressi
zione di comandi tempo- comune combinatore tele- atmosferica. digitali.
rizzati (ad esempio per fonico GSM, Ambrogio • Sonda di TEMPERATURA •Interfaccia multifunzio-
simulare la presenza in può gestire anche il siste- esterna. nale che aggiunge le
casa di persone durante le ma di allarme. • Espansione a 4 ingressi. funzioni di: stampante
ferie), la funzione “apri- L’uscita 3 è utilizzata per • Espansione “onde con- seriale, modulo con LCD
cancello” senza addebito comandare un apparec- vogliate” per il pilotag- e tastierino (opzional-
di nessun SMS. chio che necessita dell’ali- gio di SATELLITI. mente tastiera PC),
Quest’ultima opzione mentazione a 12 V men- • Amplificatore di anten- visualizzare le tempera-
verifica che il numero del ture, i valori analogici,
chiamante sia nell’elenco l'orologio od altro anco-
dei numeri abilitati, ra, modulo wireless,
dopodiché senza rispon- Web server, porta
dere attua il comando per Infrarossi o IrDa.
un secondo, dando il
tempo necessario per l’a-
zionamento del pulsante
dell’apricancello.
Con Ambrogio può essere
mandato un comando,
ma è anche possibile rice- Electronic shop 25

RUBRICHE 113
rubriche

elctronic shop 04
IL NUOVO CATALOGO MONACOR
Per ulteriori informazioni visitare il sito
Monacor Italia
Via Serenari 33 40050 Castelmaggiore Italia
Tel. 051-713656 Fax 051-719757
www.monacor.it
Per poter avere il catalogo MONACOR’03 è
12
MISSILISTICA AMATORIALE
Per ulteriori informazioni contattare:
Stefano Innocenti - Eugenio Cosolo
info@missilistica.it

13
CONVERTITORE USB-RS232 (UR100)
19
ASCOLTARE L’UNIVERSO VIA RADIO:
UN APPROCIO FAI DA TE! (PRIMA PARTE)
Per ulteriori informazioni contattare:
Riccardo Ricci - riccardo_ricci_ps@yahoo.com

20
IRON CLAW: COME ASSEMBLARE IL
facile, basta richiederlo alla stessa ditta alle- Per ulteriori informazioni contattare: BRACCIO MECANICO ANTROPOMORFO
gando 10,00 € in francobolli, come contribu- Europart (SECONDA PARTE)
to spese postali, oppure è possibile visitare il Viale Allea, 39 - 27049 Stradella (PV) Per ulteriori informazioni contattare:
sito http://www.monacor.it o informarsi pres- Tel. 0385-42192 Fax 0385-24077 Benvenuti Massimiliano
so: info@monacor.it. info@europartnet.com
massimiliano@benvenuti-trading.it
www.europartnet.com
Benvenuti Trading srl
05 Via Dei Tigli, 6
LA STMICROELECTRONICS AMPLIA LA 14 50010 Campi Bisenzio (FI)
PROPRIA GAMMA DI COMMUTATORI PER GUIDA ALL’USO DEI DISLPAY Tel. 055.8974469 Fax 055.9877209
TENSIONI DI LINEA AC PER PICCOLE LCD INTELLIGENTI
APPARECCHIATURE Per ulteriori informazioni contattare:
21
Per ulteriori informazioni visitare il sito Maurizio Del Corso - mauriziodc@interfree.it
http://www.st.com UN SERVO RC SPECIALE PER ROBOT DI
15 GRANDE POTENZA
06 Per ulteriori informazioni contattare:
LA PORTA PARALLELA SPP
Benvenuti Massimiliano
RGM-300 RICEVITORE GPS ULTRA COMPATTO Per ulteriori informazioni contattare:
massimiliano@benvenuti-trading.it
Per ulteriori informazioni visitare il sito Vincenzo Villa - scrivimi@vincenzov.net
Benvenuti Trading srl
http://www.elettroshop.com http://www.vincenzov.net
La porta parallela Versione 2.1d Luglio 2001 Via Dei Tigli, 6
50010 Campi Bisenzio (FI)
07 Copyright © 2001-2003, Vincenzo Villa
Permission is granted to copy, distribute Tel. 055.8974469 Fax 055.9877209
RICONOSCIMENTO VOCALE PER GLI HOBBISTI
and/or modify this document under the
Per ulteriori informazioni visitare il sito 22
terms of the GNU Free Documentation
http://www.sensoryinc.com
License, Version 1.1 or any later version REALIZZIAMO UN BEAM ROBOT EVOLUTO:
Questa rubrica contiene tutte published by the Free Software IL SERVOCORE WALKER
08 Foundation; with no Invariant Sections, La scheda BEP della Solarbotics, i compo-
le informazioni necessarie per FILTRO CROSSOVER ATTIVO DUE VIE PER with no Front-Cover Texts and with no nenti e gli accessori per gli appassionati di
contattare gli autori degli CASA E AUTO Back-Cover Texts. A copy of the license is BEAM e di robotica, li potete trovare da:
articoli ed eventualmente Per ulteriori informazioni contattare: included in the section entitled "GNU Free Robot Italy
acquistare i kit proposti. Marani Andrea - a.marea1@libero.it Documentation License". www.robot-italy.com
GNU Free Documentation License
Fate riferimento al numero 09
info@robot-italy.com
Il documento GNU FDL, disponibile sul sito
riportato alla fine di ogni Tel 329.6168972 - Fax 06.233243440
UN ORIGINALE ANALIZZATORE DI SPETTRO http://www.gnu.org anche in versione ita-
articolo. Disponibile in scatola di montaggio, liana, è parte integrante di questo docu-
mento e ne contiene i termini di utilizzo.
23
completa di tutti i componenti necessa-
DALLA MONACOR SET PER DJ
ri, inclusi il circuito stampato.
01 Può essere ordinata al prezzo di €
16 PROFESSIONISTI E NON
Per ulteriori informazioni contattare:
UN DISPLAY LCD 4X20 CARATTERI NELLE 21,90 sul sito www.pianetaelettronica.it, RECS 101: UN WEB SERVER EMBEDDED
Monacor Italia
DIMENSIONI DI UN 2X16 oppure inviando un Fax allo PER APPLICAZIONI DI CONTROLLO REMOTO
Via Serenari 33 40050 Castelmaggiore Italia
Per ulteriori informazioni contattare: 06.5327.3063. Il kit sarà consegnato tra- TRAMITE TCP/IP (TERZA PARTE)
Tel. 051-713656 Fax 051-719757
Area SX srl mite i servizi postali, entro 5/10 giorni Per ulteriori informazioni contattare:
www.monacor.it
Via L. Robecchi Brichetti, 13 - 00154 Roma dall'ordine. L'importo dell'ordine, più la Cristian randieri
Tel. 06-57172690 - Fax 06-57172695 cifra di € 4,50 per le spese di invio, Intellisystem Technologies
info@areasx.com - www.areasx.com Via Francicanava, 13 - 96100 Siracusa 24
dovranno essere pagati direttamente al
postino. Tel/Fax 0931-703312 GESTIONE REMOTA DI UN PLC CON LA SERIE
02 info@intellisystem.it - www.intellisystem.it IALINK DI SENA TECHNOLOGIES
10 Per ulteriori informazioni visitare il sito
A-300 CELLE SOLARI AD ALTA EFFICIENZA E
BASSO COSTO
17 http://www.elettroshop.com
IL BUS I2C: TERMOMETRO DIGITALE
Per ulteriori informazioni visitare il sito CON LM75 RADIOCOMANDO CODIFICATO 433,92 MHz
http://www.sunpowercorp.com Per ulteriori informazioni contattare: Per ulteriori informazioni o per l’acquisto dei 25
Mariano Paolizzi - mpaoliz@tin.it circuiti stampati forati e stagnati, contattare: AMBROGIO: LA GESTIONE
03 Salvatore Silvestri - salvatore.silvestri@iss.it Marco Lento - sglent@tin.it INTELLIGENTE DELLA CASA
CRESCE LA FAMIGLIA DI MICROCONTROLLORI Per ulteriori informazioni contattare:
DELLA CALSSE 8051 DELLA 11 18 Area SX srl
STMICROELECTRONICS CARILLON RADIOPISTOIA: COME NASCE UN HOBBY Via L. Robecchi Brichetti, 13 - 00154 Roma
Per ulteriori informazioni visitare il sito Per ulteriori informazioni contattare: Per ulteriori informazioni contattare: Tel. 06-57172690 - Fax 06-57172695
http://www.st.com Enzo Brusati - enzo_br@virgilio.it Pierluigi Bertolini - info@radiopistoia.com info@areasx.com - www.areasx.com

114 RUBRICHE

Potrebbero piacerti anche