Sei sulla pagina 1di 4

IL TERZO PERIODO DI PLATONE

IL TEETETO
Il terzo periodo di Platone è il periodo della maturità e degli scritti della vecchiaia.

Nel Teeteto Platone parla della conoscenza e lo fa attraverso un giovane chiamato


Teeteto che è d’accordo con Protagora e gli eraclitei e ritiene che la conoscenza
sia una sensazione. Platone mette in luce un problema su questa convinzione del
giovane perché se la conoscenza fosse una sensazione sarebbe tutto vero perché
la conoscenza diventerebbe soggettiva poiché ognuno di noi conosce il mondo in
modo diverso e ha sensazioni diverse anche rispetto alle stesse cose, quindi tutto
sarebbe vero come sostenevano i so sti o bisognerebbe determinare ciò che è
vero in base alla maggioranza, cioè il vero è ciò che la maggioranza ritiene tale.
Platone però non appoggia queste a ermazioni infatti secondo lui doveva esistere
qualcosa di vero di per sé che non dipendesse dal giudizio del singolo o della
maggioranza, in ciò Platone si oppone al relativismo so stico secondo cui tutto è
soggettivo e sostiene che i sensi sono un mezzo tramite il quale l’anima conosce le
cose, la conoscenza è quindi per Platone opinione vera. Per cercare di de nire ciò
che è vero Platone de nisce ciò che è falso. Il faldo è un errore in un insieme di
elementi e per Platone l’origine di questo errore può essere la nostra memoria che
può ricordare male le cose e siccome noi per conoscere usiamo la memoria per
rievocare dei ricordi possiamo commettere degli errori. Alla ne del Teeteto Platone
torna sulla domanda di cosa sia la conoscenza e il quesito dell’errore porta
Platone ad a rontare il problema del non essere sia nel Parmenide che nel So sta.

IL PARMENIDE
Per Parmenide solo l’essere è mentre il non essere non è e ciò signi ca che per
Parmenide è solo ciò che può essere pensabile. Per Platone questo a ermazione
di Parmenide sancirebbe la morte della teoria delle idee perché anche se le idee
hanno un rapporto reciproco ognuna è autonoma e svincolata dalle altre perché
rappresenta una speci ca idea non è un altra e quindi non sarebbe logico
accettare la teoria di Parmenide secondo cui il non essere non è perché io dico
che l’idea di giustizia non è l’idea di bellezza si ha la presenza del non essere.
Parmedie sostiene anche che l’essere è unico mentre nella teoria delle idee
esistono diverse idee e infatti Platone nel Parmenide si focalizza nel dire che le
idee sono fondamentali per ordinare e dare un senso logico alle cose che ci sono
nel mondo e sono fondamentali nel losofare.

IL SOFISTA
Nel So sta Platone continua la sua critica nei confronti della loso a di Parmenide
sostenendo la sua teoria delle idee. Nel so sta Platone cerca di spiegare come
possano esistere più idee in relazione tra loro e lo fa attraverso la teoria dei generi
sommi dell’essere , i generi sommi sono gli attribuiti fondamentali delle idee e
secondo Platone sono cinque:

1. L’essere

2. L’identico

3. Il diverso

4. La quiete

5. Il movimento

fi
ff
fi
fi
fi
ff
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
ff
fi
fi
Per l’essere ogni idea esiste e quindi è inoltre un’idea è identica a se stessa e allo
stesso tempo è diversa dalle altre, proprio sul terzo attributo Platone cerca di
smontare la teoria di Parmenide, infatti A non è B, con questa frase non si sta
dicendo che A non esiste o che B non esiste ma solo che sono diversi ed esistono
entrambi, in questo senso l’unico modo secondo cui può esistere il non essere è la
diversità, in questo modo Platone riesce a giusti care l’errore perché secondo lui
l’errore consiste nel dire o nel fare le cose in modo diverso rispetto alla realtà. Per il
quarto e quinto punto, ogni idea può vivere nella quiete del suo sé quindi stare con
sé stesso oppure stare in relazione, cioè stare in interazione con le altre idee.
Platone sottolinea anche che l’essere è possibilità ed è sia nelle cose materiali che
in quelle immateriali.

LA DIALETTICA
Nel so sta Platone riesce a delineare meglio le caratteristiche della dialettica. Il
presupposto fondamentale della dialettica è che questa riesca a mettere in
connessione cioè far comunicare le idee tra loro. Invece l’arte della dialettica è
quella di delineare quali discorsi sono veri da quali sono falsi e quindi tutte le idee
non possono comunicare tra di loro ma tanto meno nessun idea può comunicare
con le altre, questo perché se nessuna idea comunicasse con le altre resterebbe
un unico discorso. Platone giunge alla tesi secondo cui alcune idee sono
combinabili tra loro mentre altre non lo sono, questo è il presupposto della
dialettica quindi il processo di identi cazione e diversi cazione delle idee è un
processo dicotomico, perché si prende un’idea, si identi ca con altre idee e si
diversi ca da altre idee. Prendendo la loso a verrà identi cata con l’attività
intellettuale quindi diverse da un’attività manuale, però all’interno dell’attività
intellettuali ci sono attività che hanno come studio le cose siche e altre le idee, si
andrà avanti così a delineare la loso a tramite tutte le sue identi cazioni e
diversi cazioni

IL FILEBO E IL BENE

Il Filebo si occupa del bene. Platone aveva già parlato del bene nella Repubblica,
de nendolo l’oggetto supremo del pensiero e lo pone all’apice della piramide delle
idee. Questa concezione non può essere sostenuta anche nel terzo periodo,
poiché Platone ha capito che il mondo dell’essere include anche la soggettività e
quindi deve rivedere il concetto de bene secondo questa soggettività. Per Platone
il bene è la forma di vita che ci caratterizza come esseri umani che sono seri che
vivono tra la ricerca del piacere e l’esercizio della ragione ed è importante che ci
sia un giusto equilibrio tra piacere e intelletto, il piacere è illimitato, se non fosse
che l’intelletto dà un limite al piacere, per Platone infatti non tutti i piaceri sono
ammessi, infatti possono essere ammessi solo i piaceri puri cioè quei piaceri che
consentono di contemplare le idee e non solo di soddisfare un bisogno. Per
Platone esiste un tavolo dei valori al primo posto c’è l’ordine, la misura, il giusto
mezzo, al secondo posto c’è ciò che è bello, proporzionato e compiuto, al terzo
posto l’intelligenza, al quarto posto la scienza e l’opinione e al quarto posto i
piaceri

fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
IL TIMEO, IL MITO DEL DEMIURGO, LA MATEMATICA, L’ARTE E LA STORIA
Nel Timeo Platone ci fornisce la sua visione cosmologica cercando di risolvere il
problema dell origine del mondo.

Platone cerca di rispondere alla domanda se c’è un contatto tra le idee e le cose e
come avviene. Per Platone esiste un mediatore tra le idee e le cose ed è il
demiurgo che è il personaggio a limite tra loso a e mito, è un personaggio divino
dotato di volontà e intelligenza, che fa da mediatore tra il mondo delle idee ed il
mondo delle cose. Per spiegare ciò bisogna tornare all’origine del mondo che per
Platone è avvenuta dal caos senza forma e qui si inserisce il ruolo del demiurgo
che amando il bene decise di ordinare il mondo delle cose e toglierlo dal caos,
decise quindi di ordinare il mondo delle cose a immagine e somiglianza delle idee,
trasmettendo così una parte della perfezione dalle idee alle cose generando anche
il tempo, che è considerato immagine nobile dell’eternità. L’unico problema in tutta
la bontà del demiurgo è dato dalla materia che è ribelle e per Platone è causa di
tutti gli errori e le imperfezioni del mondo. Quindi tutto ciò che è positivo è
attribuito al demiurgo mentre tutto ciò che è negativo è attribuito alla materia. Nel
Timeo Platone si avvicina ai Pitagorici sostenendo che la matematica sta alla base
dell’origine del mondo perché le cose sono costituite dai numeri, per interpretare il
mondo è quindi necessario usare la matematica. Nel Timeo Platone fa un passo
indietro riguardo alla sua concezione dell’arte, rivalutando teatro e poesia
considerandola una mimesi delle cose reali, cioè una tecnica produttiva della
realtà. Platone vede il cosmo come una vera e propria opera d’arte che viene
ordinata dal demiurgo sulla base di principi mentali ed è qui che si crea una
proporzione, perché se da un lato abbiamo il demiurgo che crea la sua opera
d’arte del cosmo, dall’altra abbiamo gli artisti che creano un’opera d’arte
ispirandosi alle idee.

La storia è per Platone un modo per regredire ad un’età primordiale che era felice
proprio perché era precedente la formazione di una civiltà che porta, per una sua
natura, alla corruzione e quindi nel tempo all’infelicità.

PENSIERO POLITICO NEL POLITICO E NELLE LEGGI


Nel “Politico” e nelle “Leggi” Platone rimodula il suo pensiero politico. Secondo
Platone l’arte fondamentale dei governanti deve essere l’arte della misura cioè la
capacità di essere equilibrati nelle scelte senza esagerare e senza andare per
difetto, la giusta via di mezzo è la migliore a nché il governatore possa adempiere
il suo compito in modo virtuoso. Per poter sviluppare quest arte sarebbe meglio
che i governanti non facessero le leggi perché le leggi sono poste in modo
generale mentre ci sarebbe bisogno di una legge per ogni situazione speci ca per
poter essere ancora più precisi e virtuosi. Ciò non è possibile ecco perché Platone
rivaluta il suo pensiero considerando la natura umana di cui nella sua vecchiaia era
sempre più consapevole. Le leggi sono fondamentali per il funzionamento di uno
stato ideale lontano dalle forme patologiche. Il punto è quello di trovare le leggi
giuste per uno stato perfetto e virtuoso inoltre la legge deve avere anche una
funzione educativa fondamentale che è quello di indirizzare il comportamento dei
cittadini perché questo sia virtuoso. La funzione educativa primaria nello stato di
Platone è ricoperta dalla religione che rappresenta un modo per seguire le leggi ed
essere virtuosi, infatti Platone condanna gli atei perché sostiene che questi
debbano essere mandati in esilio o addirittura condannati a morte perché non
fi
ffi
fi
fi
riconoscono la divinità. La religione che sostiene Platone è una religione cosmica
che vede nell’ordine matematico del cosmo la manifestazione concreta della
divinità. Platone nella vecchiaia capisce che lo stato ideale deve essere rimodulato
sulla base della natura umana che è corrotta e poco virtuosa per natura. Nelle leggi
Platone non distingue più nettamente le tre classi sociali, i loso non sono più
identi cati come reggitori, il governo proposto si trova tra la democrazia e
l’aristocrazia. Platone rivede anche la comunanza delle donne rivalutando il
matrimonio monogamico. Viene rivista anche la comunanza dei beni con la
reintroduzione della proprietà privata, seppur controllata dallo stato. Nonostante
questa di erenza l’idea platonica porta comunque avanti una forma comunista con
una forma di statalismo che non dà molta libertà alla singola persona e alle
famiglie anche perché l’educazione è sempre controllata dallo stato.
fi
ff
fi
fi

Potrebbero piacerti anche