Sei sulla pagina 1di 1

l'Unità.it http://www.unita.it/index.php?

section=news&idNotizia=73132

HOME IN EDICOLA ARCHIVIO BLOG FOTO PUBBLICITÀ VIDEO

Inchieste Interviste Opinioni Cultura Cinema La striscia rossa

Avvocato di strada, pronto soccorso per chi finisce nei Cerca nel sito TROVA

guai
di Davide Madeddu

È una sorta di pronto soccorso giudiziario per chi non ha


neppure un tetto sotto cui dormire. L’ultima ancora per poter
difendere i propri diritti o farsi difendere in nome della legge.
Un punto di riferimento diventato ora anche più prezioso per
chi non ha più né una casa né altre persone cui chiedere
aiuto e sostegno. Si chiama Avvocato di strada, ed è
l’associazione che, fondata a Bologna nel 2001 dall’avvocato
Antonio Mumolo ora assicura assistenza legale ai senza
dimora, nella maggior parte italiani, in una quindicina di città
d’Italia.

Solo a Bologna, nell’ultimo anno sono stati mille coloro che


hanno chiesto e ottenuto aiuto e assistenza. «Qualcuno
bussa e chiede aiuto e assistenza perché ha subito una
violenza, qualche altro perché, dopo un intervento chirurgico
che gli ha salvato la vita in extremis si è visto recapitare
dall’ospedale il conto di duemila euro con i carabinieri -
racconta Jacopo Fiorentini, portavoce dell’associazione -
qualche altro ancora perché cerca di ricostruire la sua vita e non sa come muoversi tra tribunali e uffici giudiziari e una
pioggia di multe che, continuano ad arrivare senza sosta».

Storie di vita, molto spesso distrutta e disperata che sono diventate quasi l’ordinarietà. «L'esperienza nasceva dalla
necessità, sentita da più parti, di poter garantire un apporto giuridico qualificato a quei cittadini oggettivamente privati dei
loro diritti fondamentali - spiega il presidente Antonio Mumolo -. Gli sportelli legali di Avvocato di strada sono legati
dall'Associazione Avvocato di strada Onlus per cercare di favorire una crescita comune delle esperienze, condividere,
attraverso il confronto di esperienze, un’idea comune sugli obiettivi e le modalità di intervento del progetto».

Un’attività nata in maniera quasi pionieristica con poche persone disposte a sacrificare buona parte del proprio tempo libero
per dedicarsi agli altri. «E garantire i diritti degli altri, anche dei più deboli - chiarisce Antonio Mumolo - Abbiamo iniziato nel
2001 come costola dell’associazione Piazza Grande ed eravamo in due, io che sono giuslavorista e un’avvocatessa che si
occupava del penale aprendo uno sportello di assistenza». Subito poi si è aggiunta una seconda fase, quella di andare a
dare assistenza cercando le persone. «Dopo l’attivazione dello sportello siamo andati a cercare le persone nei dormitori -
prosegue l’avvocato - Oggi solo a Bologna siamo 50, in tutta Italia a prestare servizio gratuito per Avvocato di strada ci
sono 500 avvocati». Legali che cercano di dare assistenza e aiuto al mezzo milione di persone che, senza un tetto e una
casa vive sotto i ponti o nelle stazioni ferroviarie. «La nostra attività, che è bene precisarlo è gratuita sempre, è finalizzata
a far garantire i diritti di chi non ha la forza e gli strumenti per difendersi, noi seguiamo solo chi è senza casa - spiega
Mumolo - quando si vince una causa ogni avvocato che fa parte dell’associazione versa il suo compenso allo sportello di
appartenenza. Ossia alla struttura che ha avviato la procedura di assistenza per la persona senzatetto».

Non c’è solo l’attività giudiziaria che molto spesso «vede i senza casa parte lesa in processi penali perché vittime di
pestaggi, aggressioni» ma anche quella che viene definita la seconda possibilità. Ossia i programmi perché chi è finito in
strada possa ricostruirsi una nuova esistenza. «Oggi è molto facile finire in strada - aggiunge Mumolo - basta che un
matrimonio naufraghi o che chi, magari vive solo, perda il lavoro e il passo per trovarsi poi in mezzo alla strada è breve».
Anche perché «l’essere poveri viene vissuto quasi come una colpa e una vergogna e quindi crea una condizione psicologica
che alla fine fa precipitare chi si trova in questa situazione».

Per questo motivo, e far sì che la tutela dei diritti venga garantita sempre l’associazione Avvocato di strada ha deciso di
estendere la sua attività in altri centri d’Italia. «Si opera con associazioni tanto laiche quanto religiose che già esistono -
aggiunge ancora il presidente- perché l’obiettivo è quello di far rispettare i diritti delle persone. Non è una questione di
favore ma di diritti che tutti hanno. Anche chi è povero e non ha la forza di gridare».

Mihai, quando a finire all'ospedale è un clandestino

© 2008 L'Unità.it Nuova Iniziativa Editoriale Spa p.iva 13199630156 | Scriveteci | Note legali

1 di 1