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La rivoluzione scientifica

Dal ‘500 in poi la natura inizia ad essere vista in modo differente, cambio di prospettiva.
Nel ‘600 si afferma la nozione di causa sufficiente (presupposto per la quale
l’affermazione sussiste). La sperimentazione è il paradigma di questo periodo, si studiano i
fenomeni naturali e si cerca di riprodurli. Per la scienza nulla avviene a caso, ma per
conseguenza di cause ben precise, di quelle individuate da Aristotele persiste solo la
causa efficiente (logica), la scienza non indaga l’essenza, ma le cause, l’insieme di
relazioni che producono un fatto.
La scienza è:
❖ Sperimentale: basata sull’esperienza empirica sensitiva
❖ Matematica: basata sulla quantificazione della realtà, fondata sulle leggi
matematiche
❖ Intersoggettiva: basata sulla condivisione di informazioni oggettive per più
individui, perché verificabili tramite il linguaggio matematico. (rimando alla
rivoluzione filosofica della grecia del 700, circolazione delle informazioni che dava
vita ad un confronto).
Mutazione delle condizioni sociali: con l’affermazione progressiva della media borghesia si
afferma anche l’idea che la tecnica serva per governare il mondo, se lo si può
comprendere lo si può dominare; la saldatura tra scienza e società moderna passa
attraverso i nuovi bisogni che si traducono nelle nuove esigenze tecniche, le quali
stimolano la creazione di un sapere oggettivo.

Bacone
Egli ragiona ancora mediante un pensiero scientifico rinascimentale perché non accenna
mai alla matematizzazione della realtà, ciononostante è un profeta della tecnica: egli
ritiene che le conoscenze senza alcuna applicazione pratica non hanno utilità. Bacone non
faceva esperimenti. Ha una concezione tassonomica del sapere che si origina dalle
maggiori 3 facoltà intellettuali: memoria= storia, fantasia= letteratura, ragione= filosofia. La
sua idea era quella di creare un’enciclopedia del nuovo sapere, “instauratio magna”, di
quest’opera è stato completato solamente il “novum organum”.
Promotore di un nuovo progetto gnoseologico: con il nuovo organo Bacone teorizza una
nuova logica che si contrappone al sillogismo aristotelico, additato come deduttivo e che
quindi si basa su un’anticipazione. Il nuovo pensiero logico abbracciato da Bacone è
quello induttivo, che si propone come interpretazione della realtà. Egli vuole eliminare in
tutti i modi i pregiudizi= idola: pregiudizi che impediscono una retta comprensione della
realtà.
Galileo Galilei
Galileo era cattolico, aveva amici cardinali, ciò spiega perché non si schiera mai
apertamente contro la chiesa, ma cerca di conciliare fede e scienza: “la bibbia insegna
come si va in cielo, la scienza come varia il cielo”, quindi egli si pone in maniera molto più
compromissoria davanti alla chiesa nonostante sia un grandissimo rivoluzionario del
sistema occidentale; nel suo gesto di puntare il cannocchiale verso il cielo è implicito un
cambiamento di prospettiva. Per non far scontrare religione e scienza egli li analizza
sullo stesso piano ma in modo parallelo, distinguendo due linguaggi differenti: quello della
bibbia inteso come allegoria di concetti più alti, trattati con un linguaggio quasi
pedagogico/allusivo simbolico per essere di facile comprensione a tutti; e quello della
scienza che è il linguaggio della natura, esplicitato tramite la matematica. (svolta nel
pensiero occidentale: il pensiero scientifico filosofico si esprime attraverso la matematica).
Ciononostante egli pensa che il linguaggio matematico provenga sempre da Dio.
Egli muove le sue critiche contro il sillogismo aristotelico perché vede in esso il simbolo
della scolastica intesa come dogma “ipse dixit”, il sillogismo non contribuisce alla ricerca
della verità.
Opere: -il saggiatore: disputa con un gesuita sugli eventi astronomici; -dialogo tra i
massimi sistemi: confronto sistema copernicano (eliocentrico) e tolemaico (geocentrico);
-sidereuu nuncius: opera filosofica letteraria, diario di osservazione del cielo; -matematica
e fisica.
Osservando il cielo egli si rende conto che la scolastica si è sempre sbagliata sugli astri: i
fenomeni dell’universo sono simili ai fenomeni terrestri, l’universo non è formato dall’etere
perfetto, è mutabile e governato da leggi fisiche.
Nonostante Galileo sia l’inventore del metodo scientifico, egli non lo scrive mai
espressamente perché per lui questo è l’insieme di pratica e teoria: metodo sia induttivo
(esperimento) che deduttivo (matematica, teoria) “sensate esperienze, necessarie
dimostrazioni”. Cimento= esperimento, esperienza di riproduzione dei fenomeni fisici in
laboratorio. Galilei afferma che non ci si può fidare solo dell’esperienza sensitiva, le teorie
sono parte fondamentale e devono essere verificabili.
Rifiuto del finalismo: la causa finale è un concetto prettamente religioso, il pensiero
scientifico individua come funziona un fenomeno e non il suo scopo.
Egli distingue le proprietà oggettive (misure ecc.) da quelle soggettive (gusto, colore…) e
con le proprietà oggettive definisce un’uniformità della natura: la natura è governata da
leggi matematiche uniformi perché valide ovunque. Galileo interpreta il rapporto tra
scienza e realtà in termini di riproduzione o rispecchiamento, ciò presuppone un realismo
intrinseco in questo rapporto.
Galileo viene messo sotto accusa per il dialogo tra i massimi sistemi dove sostiene
indirettamente il sistema eliocentrico, egli non vuole cambiare il sistema radicalmente e
perciò abiurerà tramite la sconfessione delle teorie. Egli è molto più improntato alla
scienza che alla politica come Bruno e Campanella.

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