Sei sulla pagina 1di 2

Romanticismo

Il romanticismo è una corrente letteraria e filosofica, nasce in Germania alla fine del 700.

Il termine romanticismo deriva da romantik, si diffuse inizialmente tramite i circoli di Madame destel, i vari
intellettuali si incontravano in dei salotti e discutevano delle problematiche di quel periodo e le
caratteristiche che doveva assumere il romanticismo.

Il romanticismo doveva essere differente dalle altre correnti per questo si parla di strung un drang, ovvero
impeto e assalto, quindi una corrente che esaltasse i sentimenti forti e tempestosi.

Con il romanticismo si ha una visione diversa della vita e della morte, la morte viene vista come il mezzo per
liberarsi dai mali terreni, quindi:

 C’è chi non riesce a risollevarsi dai mali della vita, e cade nell’oblio della morte attraverso il suicidio

 Altri trovano via d’uscite nell’arte, colei che permette di essere saggi e mezzo con cui si coglie la
realtà

 Altri attraverso la religione intesa come mezzo per raggiungere dio (ricerca dell’infinito), fino a
cogliere l’infinito.

Il romanticismo riconosce la presenza dell’infinito nel finito, quindi sono in molti a isolarsi e cercare
posti per stare in contatto con la natura trascendente (la natura è Dio, panteismo naturalistico di
stampo spinoziano)

Temi

I Temi del romanticismo sono:

 Il desiderio dell’uomo finito di cercare l’assoluto o l’infinito

 L’interpretazione della vita come desiderio insoddisfatto, da cui derivano la percezione


dell’insufficienze del finito rispetto all’infinito, e l’atteggiamento di sfida di chi si getta oltre i propri
limiti anche se destinato a morire

Il tema centrale è il sentimento, nei circoli si affermò il strung un drang, ovvero impeto e assalto, il tema
centrale del romanticismo era quindi l’esaltazione del sentimento.

Per Kant quindi l’Io è finito, perché limitato dalla cosa in sé; l’Io kantiano è il principio formale del
conoscere. Per Kant l’Io sarà il soggetto individuale conoscitivo, ha un’attività limitata, il noumeno sarà
inconoscibile. Per Fiche l’Io è infinito in quanto tutto esiste nell’Io e per l’Io; l’Io fichtiano è il principio
formale e materiale a cui si deve non solo la forma della realtà, ma la realtà stessa, per conoscere il
noumeno bisogna rendere l’Io infinito. Tutto deriva dall’Io, l’Io crea se stesso e crea la realtà. Non avremo
più una distinzione tra noumeno e fenomeno perché entrambi fanno parte dell’Io.

FILOSOFIA DI FICHTE: RIASSUNTO LA DOTTRINA DELLA SCIENZA E I TRE PRINCIPI

Il concetto della Dottrina della scienza si basa su 3 principi. Il principio della dottrina della scienza è l’Io o
L’Autocoscienza. Noi possiamo dire che qualcosa esiste solo in rapporto alla nostra coscienza. La coscienza
è tale solo in quanto è coscienza di se medesima, ossia autocoscienza. La coscienza è il fondamento
dell’essere e l’autocoscienza è il fondamento della coscienza. Il primo principio di questa deduzione è
ricavato dalla legge d’identità (A=A). Quindi il primo principio (Tesi) sostiene che l’Io pone e stesso, si
identifica come attività infinita ed autocreatrice. Il secondo (Antitesi) stabilisce che l’Io pone il non-io (l’Io,
oltre ad opporre se stesso, oppone qualcosa che gli è opposto, e che comunque, dato che è posto da lui, è
in se stesso). Il terzo principio (Sintesi) l’Io oppone nell’Io, all’io divisibile (molteplice e finito) un non-io
divisibile (molteplice e finito).

LA SCELTA FRA IDEALISMO E DOGMATISMO Fichte, dopo aver affermato che idealismo e dogmatismo sono
gli unici due sistemi filosofici possibili, illustra i motivi della scelta. La filosofia non è una costruzione astratta
ma una riflessione sull'esperienza. L'idealismo consiste nel partire dall'Io o dal soggetto, per poi spiegare la
cosa o l'oggetto. Il dogmatismo invece consiste nel partire dalla cosa in sé o dall'oggetto, per poi spiegare
l'io o il soggetto. Secondo Fichte, nessuno di questi due sistemi riesce a confutare direttamente quello
apposto.

LA MISSIONE SOCIALE DELL'UOMO E DEL DOTTO Il dovere morale può essere realizzato dall'io finito solo
insieme agli altri io finiti. Fiche arriva anche a dedurre l'esistenza degli altri io in base al principio per cui la
sollecitazione e l'invito al dovere possono venire soltanto da esseri fuori di me, che siano come me nature
intelligenti. Io sono obbligato a riconoscere ad essi lo scopo della mia esistenza, la libertà. Quindi ogni io
finito non è solo costretto a porre dei limiti alla sua libertà ma anche ad agire in modo tale che l'umanità nel
suo complesso risulti sempre più libera. Il senso dello sforzo sociale dell'Io è farsi liberi e rendere liberi gli
altri. Per realizzare questo scopo si richiede la mobilitazione degli intellettuali, che non devono essere
individui isolati ma persone pubbliche e con precise responsabilità sociali. Essi esistono mediante e per la
società e devono essere maestri ed educatori del genere umano. Il fine supremo di ogni singolo uomo,
come della società intera, è il perfezionamento morale di tutto l'uomo.

Potrebbero piacerti anche