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Dello stesso autore Bart D.

Ehrman
nella collezione Oscar
La venta sui Codice da Vinci

Gesu non l'ha mai detto


Millecinquecento anni di errori e manipolazioni
nella traduzione dei vangeli

Traduzione di Francesca Gimelli


OSCARMONDADORI
,
Copyright © 2005 by Bart D. Ehrman Indice
Published by arrangements with Harper Collins Publishers, Inc.
Titolo originale dell'opera: Misquoting Jesus
© 2007 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.) Milano

I edizione Saggi marzo 2007


I edizione Oscar saggi maggio 2008

ISBN 978-88-04-57996-0

Questa volume e stato stampato


presso Mondadori Printing S.p.A.
Stabilimento NSM - Cles (TN)
Stampato in ltaHa. Printed in Italy 3 Introduzione

23 I Le origini dei testi sacri cristiani .


n giudaismo come religione dellibro, 25 - 11 cristianesimo
come religione dellibro, 28 - La formazione del canone cri-
stiano, 38 - I lettori degli scritti cristiani, 45 - Letture pubbli-
che nell' antichita cristiana, 51

53 n I copisti dei primi serilti eristiani


La copiatura nel mondo greco-romano, 55 - La copiatura ne-
gH ambienti del cristianesimo delle origini, 57 - Problemi
nella copiatura dei primi testi cristiani, 61- Modifiche del te-
sto, 65 - Ostacoli alIa conoscenza del «(testa originale», 67-
Esempi dei problemi, 68 - Ricostruire i testi del Nuovo Testa-
mento, 73 - Conclusione, 80

83 III VeTsioni
,
del Nuovo Testamento
Scribi cristiani professionisti, 86 - La Vulgata latina, 88 - La
prima ed.izione a stampa del Nuovo Testamento in greco, 89
- La prima edizione pubblicata del Nuovo Testamento gre-
co, 92 - L'apparato del Nuovo Testamento greco di Mill, 98-
La controversia suscitata da1l'apparato di lVlill, 99 - La situa-
zione attuale, 103 - TIpologie delle modifiche nei manoscrit-
ti, 105 - Conclusione, 114

117 IV La rkerea dei testi originari


www.librimondadori.it Richard Simon, 120 - Richard Bentley, 123 - Johann Albrecht
Bengel, 127 - Johann James Wettstein, 130 - Karl Lachmann,
134 - Lobegott Friedrich Constantin von Tischendorf, 136 -
Brooke Foss Westcott e Fenton John Anthony Hort, 139
145 v Originali che contano Gesu non l'ha mai detto
Metodi moderni di critica testuale~ 147 - Marco e un Gesit
adirato, 153 - Lura e un Cesu imperturbabile, 160 - La Lette-
ra agli ebrei e un Gesu abbandonato, 166 - Conc1usione, 171

173 VI Alterazioni del testa con motivazioni teologiche


II contesto teologico dena trasmissione degli scritti, 176 - Al-
terazioni antiadozioniste, 179 - Alterazioni antidocetiche,
187 - Alterazioni antiseparazioniste, 196 - Conclusione, 201

203 VII II contesto sociale delle Sacre Scritture


A Bruce M. Metzger
Le donne, 206 - Cli ebrei, 215 - I pagani, 224

237 Conclusione
Modificare Ie Sacre Scritture

253 Note
263 Ringraziamenti
267 Indice delle citazioni bibliche
271 [t/dicedei nomi

\
Introduzione

Per Ie citazioni dei vangeli si e falto riferimento alia Bibbia Cei, sal-
vo nei pochi casi in cui !'autore ha volutamente proposto una sua
Iraduzione degli originali.



,

Sono trascorsi ormai trent' anni da quando, verso la fine


dell'adolescenza, iniziai a studiare il Nuovo Testamento.
E da allora che il tema trattato in questa libro mi assilla,
forse pili di qualsiasi altro argomento su cui abbia scritto.
Proprio per tale ragione ho pensato che dovrei cominciare
con 10 spiegare il motivo per cui esso e stato, ed e tuttora,

cosi importante per me .
Quest'opera ha per oggetto gli antichi manoscritti del
Nuovo Testamento e Ie differenze che presentano, nonche
gli scribi che copiarono Ie Sacre Scritture, tal volta modifi-
candole: non sembra una chiave di volta molto promet-
tente per la propria autobiografia, rna cosi stanno Ie cose,
ne mi e possibile cambiarle.
Prima di spiegare corne e perche, sotto il profilo emoti-
vo e intellettuale, quei manoscritti siano stati cosi decisivi
per me, per la comprensione di me stesso e del mondo in
cui vivo e per la mia concezione di Dio e della Bibbia, e
necessario che io spenda due parole sulla rnia formazione.
Sono nato e cresciuto in un luogo e in un periodo conser-
vatori e tradizionalisti, ossia nel Midwest verso la meta de-
gli ~mni Cinquanta. La mia educazione non ebbe nulla di
straordinario. Eravamo una famiglia abbastanza tipica, for-
mata da cinque persone, osservante rna non particolarrnen-
Gli autori dei quattTo vangeli con i simboli che pongono in rHievo un aspetto . te religiosa. All' epoca in cui frequentavo il quinto anno di
della loro rappresentazione di Gesu, ossia in Matteo come uomo: umanita; in
Marco corne leone: maesta; in Luca come hue: mansuetudine; e in Giovanni co- scuola entrammo a far parte della Chiesa episcopale di
me aquila: diviniU.. (Tlfe Pierpont Morgan Library, New York; M. 777, f 3v, f 24v, Lawrence, nel Kansas, retta da un pastore saggio e gentile
f 37vef 58v) che, guarda caso, era anche un vicino di casa e il padre di
6 Gesu non l'ha mai detto Introd"zione 7

uno dei miei amici (con il quale in seguito, aIle medie, mi to: bisognava esserlo la domenica mattina, considerato
misi nei guai per una faccenda che riguardava dei sigari). tutto cio che capitava il sabato sera). Provavo una sorta di
Come molte Chiese episcopali, anche questa era impegnata malinconia legata al falto di essere un adolescente, rna
nel sociale e godeva di una buona reputazione. La !iturgia non mi rendevo certo conto che era una componente na-
veniva presa sul serio e Ie Sacre Scritture ne erano parte. turale dell'eta: pensavo che mi mancasse qualcosa.
Tuttavia, la Bibbia non aveva un ruolo di eccessivo rilievo: Fu allora che cominciai a frequentare gli incontri di
era uno degli elementi di guida alia fede e alia prassi, insie- un'associazione chiamata Campus Life Youth for Christ;
me alia tradizione della Chiesa e al buonsenso. A dire il vero si svolgevano in cas a di vari ragazzi e quando andai al
non se ne parlava spesso ne la leggevamo assiduamente, primo scoprii che si trattava di una festa in cortile nell' abi-
neppure nelle lezioni della scuola domenicale, incentrate tazione di un tipo molto simpatico, il che mi persuase che
pili che altro su questioni pratiche e sociali legate al vivere I'ambiente non dovesse essere male.
quotidiano. n capo del gruppo era un giovane sulla ventina di nome
In casa nostra, pen), aHa Bibbia era riservato un posto d'0- Bruce, che per vivere organizzava i club Youth for Christ a
nore, soprattutto per opera di mia madre, che di tanto in livello locale, tentava di convertire studenti delle superiori
tanto ne leggeva un passo e si assicurava che ne compren- alia «rinascita» e poi di coinvolgerli in seri studi biblici, in-
dessimo il senso e g!i insegnamenti etici (pili che Ia «dottri- contri di preghiera e cose simili. Bruce era una personalita
na»). Fino aIle superiori suppongo di averla considerata un molto accattivante (pili giovane dei nostri genitori, rna pili
!ibro misterioso, di una certa importanza per la religione, vecchio e pili esperto di noi), con un messaggio convincen-
rna sicuramente non qualcosa da studiare e conoscere a fon- te: il vuoto che sentivamo dentro (eravamo adolescenti, sen-
do. Aveva un che di antico ed era, in qualche modo, inestri- tivamo tutti un vuoto!) dipendeva dal falto di non avere
cabilmente legata a Dio, alia Chiesa e a1 culto. Malgrado cio, Cristo nei nostri cuori. Se solo 10 avessimo invitato, Cristo
non vedevo motivo di leggerla per conto mio 0 di studiarla. vi sarebbe entrato e ci avrebbe colmati della gioia e della
AI secondo anno delle superiori la mia situazione subl felicita che soltanto i «salvati» potevano conoscere.
un drastico cambiamento. Fu allora che ebbi un' esperien- Bruce sapeva citare Ie Scritture a suo piacimento e in
za di «rinascita» in un ambiente molto diverso da quello modo straordinario. Considerato iI mio profondo rispetto
della mia Chiesa di appartenenza. Ero il tipico ragazzo per la Bibbia (rna anche la mia ignoranza al riguardo),
«medio>>: bravo stu dente, interessato e attivo negli sport suonava tutto moIto persuasivo. Ed era ben diverso da cio
dell'istituto senza eccellere,·coinvolto nella vita sociale che accadeva in chiesa, dove imperava un vecchio cerimo-
benche non appartenente alia cerchia pili considerata del- niale ufficiale, in apparenza pili adatto a adulti tranquilli
Ia scuola. Ricordo che, dentro di me, sentivo una sorta di che non a ragazzi inquieti in cerca di divertimento e av-
vuoto che nulla sembrava riempire, ne gli amici (aIle feste ventura, rna con iI vuoto dentro.
ci davamo gia a grandi bevute in compagnia) ne Ie ragaz- Per farIa breve, fint che conobbi Bruce, accettai il suo
ze (ero ai primi passi nel mysterium tremendum del mondo messaggio di salvezza, invitai Gesli a entrare nel mio cuo-
del sesso) ne la scuola (Iavoravo sodo e and avo bene, rna re e vissi un' esperienza di autentica rinascita. La mia vera
non ero eccezionale) 0 illavoro (facevo il vendi tore porta nascita risaliva a qllindici anni prima, rna quella che spe-
a porta per una societa che distribuiva prodotti per ciechi) rimentai fu per me una sensazione nuova ed eccitante. Mi
e neanche la Chiesa (ero un chierichetto abbastanza devo- porto a imboccare un cammino di fede lungo una vita, se-
8 Gesu non l'ha mai detto lnfroduzione 9

gnato da grandi svolte e sviluppi imprevisti, terminato in corsi di studio sulle Sacre Scritture e di teologia generale.
un vicolo cieco, che in realta si rivelo un nuovo sentiero su Le lezioni prevedevano un'unica prospettiva, cui aderivano
cui mi sono avviato da aUora, pili di trent'anni or sono. tutti i professori (dovevano firmare una dichiarazione in tal
Chi di noi visse quella rinascita si considerava un «ve- senso) e tutti gli studenti (10 stesso valeva per noi): la Bibbia
ro» cristiano, al contrario di coloro che si limitavano ad e la parola certa di Dio. Non contiene errori. E ispirata da ci-
andare in chiesa in modo automatico, ma non avevano rna a fondo, in ogni sua singola parola: «ispirazione verbale
davvero Cristo nel cuore e dunque finivano per ridurre assoluta». Tutti i corsi che seguivo presupponevano e inse-
tutto a pura esteriorita. Uno degli aspetti che ci distingue- gnavano questa prospettiva, qualunque altra veniva consi-
va da costoro era il nostro zelo nella studio della Bibbia e derata inadeguata 0 perfino eretica. Alcuni, immagino, 10
nella preghiera. Soprattutto nella studio della Bibbia, nel chiamerebbero lavaggio del cervello. Per me era un enOIme
quale Bruce infondeva un impegno particolare: aveva fre- «progresso» rispetto alla concezione incerta del testo sacro
quentato il Moody Bible Institute di Chicago' e sapeva ri- che avevo ricevuto nella prima giovinezza nell'ambito della
spondere con una citazione biblica a qualunque domanda Chiesa episcopale. Era cristianesimo intransigente, per per-
potessimo formulare (e a molte cui non avremmo mai sone disposte a un impegno assoluto.
pensato). Presto divenni invidioso di questa abilita e mi Sostenere che la Bibbia fosse un testa ispirato in ogni sua
dedicai in prima persona a studiare Ie Scritture, imparan- singola parola comportava, tuttavia, un ovvio problema.
do a1cuni testi, comprendendone l'importanza e addirit- Come apprendevamo al Moody in uno dei primi corsi del
tura memorizzandone i versetti principali. programma, gli scritti originaJi del Nuovo Testamento non
Bruce mi convinse che avrei dovuto prendere in consi- sono in nostro possesso. Cio che abbiamo sono delle copie di
derazione !'idea di diventare un cristiano «serio» e dedi- queste opere eseguite anni dopo; nella maggior parte dei ca-
carmi senza riserve alla fede. Cio significava studiare a si, molti anni dopo. Per giunta, nessuna di esse e del tutto
tempo pieno Ie Sacre Scritture presso il Moody Bible Insti- precisa, perche in alcuni punti gli scribi che Ie avevano pro-
tute, i1 che avrebbe implicato, fra Ie altre cose, un drastico dotte Ie avevano modificate, per caso e/o di proposito. L'a-
cambiamento del mio stile di vita. Al Moody esisteva un vevano fatto tutti i copisti. Cosl, invece di disporre delle pa-
«codice» etico cui gli studenti si dovevano attenere: niente role ispirate dei manoscritti autografi (cioe degli originali),
alcol, niente furno, niente balli, niente carte, niente cine- quello che abbiamo sono Ie copie piene di errori di quei ma-
ma. E tanta Bibbia. Come dicevamo sempre: «Moody Bi- noscritti. Uno dei compiti pili urgenti, pertanto, era accerta-
ble Institute, dove Bibbia e il· tuo secondo nome». Credo re quello che dicevano gli originali della Bibbia, consideran-
di averlo considerato una sorta di spartano centro di ad- do che: 1) erano ispirati e 2) non sono in nostro possesso.
destramento cristiano. In ogni caso, decisi di non avere Devo dire che molti dei miei amici al Moody non rite-
mezze misure nella fede: feci domanda al Moody, fui ac-· nevano il compito cosl importante 0 interessante. Si ac-
cettato e vi entrai nell'autunno del 1973. contentavano dell'affermazione che i manoscritti autogra-
L'esperienza al Moody fu intensa. Optai per specializzar- fi erano stati ispirati e prendevano pili 0 meno alia leggera
mi in teologia biblica, che voleva dire frequentare molti il problema che non si fossero conservati. Per me, invece,
si trattava di una questione avvincente. Dio ha ispirato Ie
parole stesse delle Sacre Scritture. Dobbiamo conoscere
.. Rinomato istituto cristiano di educazione superiore. (NdT) queste parole se vogliamo sapere che cosa ci ha comunica-
10 Gesu non l'ha rnai detto Introduzione 11

to: Ie parole testuali sono Ie Sue e averne altre (quelle tra- l'ambiente un po' troppo liberale per i miei gusti. Gli stu-
smesseci per caso 0 di proposito dai copisti) non ci e di denti parlavano di letteratura, storia e filosofia pili che
grande aiuto. dell'ispirazione letterale delle Sacre Scritture. Lo facevano
Ecco cio che, a partire dai diciotto anni, suscito il mio partendo da un' ottica cristiana, e vero, rna non si rendeva-
interesse per i manoscritti del Nuovo Testamento. Al no conto di che cosa fosse davvero importante?
Moody appresi i fondamenti della «critica testuale», un A Wheaton decisi di specializzanni in letteratura ingle-
termine tecnico per indicare la scienza che cerca di recu- se, perche la lettura era da tempo una delle mie passioni e
perare Ie parole «originali» di un testo, partendo da ma- sapevo che per entrare nei circoli culturali sarei dovuto
noscritti in cui esse sono modificate. Ma non ero ancora diventare esperto in un settore di studi che non fosse la
pronto ad affrontare un simile studio: prima dovevo im- Bibbia. Inoltre, decisi di impegnarmi nell' apprendimento
parare il greco, la lingua originale del Nuovo Testamento, del greco. Fu cosi che, durante il mio primo semestre a
e anche lingue antiche come l'ebraico (Ialingua dell' Anti- Wheaton, incontrai il professor Gerald Hawthorne, mio
co Testamento cristiano) e illatino, oltre a lingue europee insegnante in quel corso, una persona che avrebbe influito
moderne come il tedesco e i1 francese, per conoscere cio molto sulla mia vita come studioso, come insegnante e,
che altri studiosi avevano detto sull'argomento. Avevo infine, come amico. Hawthorne era un devoto cristiano
davanti un lungo cammino. evangelico, come la maggioranza dei miei professori a
Completai i miei tre anni al Moody (si trattava di un di- , Wheaton. Tuttavia non esitava a interrogarsi sulla sua fe-
ploma triennale) con un buon profjtto e pili che mai deci- de. All'epoca, considerai il suo atteggiamento un segno di
so a diventare uno studioso del cristianesimo. All' epoca debolezza (a dire il vero pensavo di avere quasi tutte Ie ri-
ero del parere che gli studiosi di livello universitario ab- sposte alle sue domande); in seguito, pero, mi resi conto
bondassero fra i cristiani evangelici, rna che non vi fossero che si trattava di un autentico impegno a favore della ve-
molti evangelici negli ambienti universitari (laici), dunque rita, e della volonta di aprire se stessi alIa possibilita di ri-
desideravo diventare una «voce» evangelica in ambito lai- vedere Ie proprie opinioni alla luce di nuove conoscenze
co laureandomi in materie che mi consentissero di inse- ed esperienze di vita.
gnarvi, mantenendo al con tempo i miei impegni religiosi. Imparare il greco fu entusiasmante. Nel complesso, me
Per prima cosa, tuttavia, dovevo diplomarmi e cosi decisi la cavavo bene con Ie conoscenze di base ed ero ansioso di
di frequentare un college evangelico di alto Iivello. Scelsi il saperne di pili. A un livello piu profondo, pero, quell'ap-
Wheaton College, situato in un sobborgo di Chicago. prendimento creo delle difficolta a me e alla mia concezio-
Al Moody mi avvisarono che a Wheaton avrei avuto ne delle Sacre Scritture. Ben presto mi accorsi che il pieno
difficolta a trovare dei veri cristiani, il che dimostra quan- significato e la sottigliezza del testa greco del Nuovo Te-
to il Moody fosse fondamentalista: Wheaton e solo per stamento potevano essere compresi solo leggendolo e stu-
cristiani evangelici e, tanto per fare un esempio, e I'alma diandolo nella versione originale (10 stesso vale per I' An-
mater di Billy Graham! Da principio, in effetti, trovai tico Testamento, come imparai poi studiando l'ebraico).
Ragione di piu, pensavo, per imparare la lingua alla per-
fezione. Tuttavia, cio mi indusse a cominciare a mettere in
Noto predicatore protestante stahmitense, e stato una sorta di guida spirituale
.of

per i presidenti Eisenhower, Nixon, Ford, Reagan, Bush sr e jr, quest'ultimo af- dubbio il mio modo di intendere Ie Sacre Scritture come
fiancato ora da] figlio di Billy, Franklin Graham. (Nd'I) letteralmente ispirate da Dio. Se il pieno significato delle
12 Gesu non l'ha mai detta Introduzione 13

loro parole pub essere compreso solo studiandole in greco Di nuovo i miei amici evangelici mi consigliarono di
(e in ebraico), questo non significa forse che la maggioran- non andare al semina rio di Princeton, perche, mi dissero,
za dei cristiani, che non legge Ie lingue antiche, non avra laggiu avrei avuto difficolta a trovare anche un solo «au-
mai completo accesso a cib che Dio vuole che sappiamo? tentico» cristiano. Dopo tutto, era un seminario presbite-
E cib non rende forse la dottrina dell'ispirazione una dot- riano, non esattamente un terreno di coltura per cristiani
trina elitaria, riservata agli studiosi che dispongono delle rinati. Tuttavia, gli studi di letteratura inglese, filosofia e
capacitit intellettuali e del tempo per imparare Ie lingue e storia (per non pari are del greco) avevano molto ampliato
studiare i testi leggendoli nella versione originale? Cosa i miei orizzonti e la mia era ora una passione per la cono-
significa affermare che Ie parole sono ispirate da Dio se la scenza in genere, sacra e profana. Se apprendere la «ve-
maggior parte delle persone non ha alcun accesso a tali rita» significava non essere pili in grado di identificarsi
parole, rna solo a interpretazioni pili 0 meno goffe in una con i cristiani rinati che conoscevo ai tempi delle superio-
lingua, come per esempio l'inglese, che non ha nulla ache ri, che COS! fosse. Ero risoluto a perseguire la mia ricerca
spartire con il testa originale?l ovunque potesse condurmi, confidando che qualsiasi ve-
A mano a mano che approfondivo la riflessione sui ma- rita avessi appreso non sarebbe stata meno vera per il fat-
noscritti che tramandavano quelle parole, Ie mie domande to di essere inattesa 0 difficile da inserire nelle categorie
diventavano sempre pili complicate. Pili studiavo il greco, offerte dal mio bagaglio culturale evangelico.
pili mi interessavano i manoscritti che conservavano il Appena giunto al seminario di teologia di Princeton, mi
Nuovo Testamento, e la critica testuale che, si presume, iscrissi subito aile lezioni del primo anno di esegesi ebrai-
possa aiutare a ricostruire quali fossero Ie parole originali. ca e greca e infarcii quanto pili potei il mio programma
Continuavo a tornare al mio interrogativo di fondo: come con corsi di questo tipo. Scoprii che Ie lezioni erano una
pub essere di aiuto affermare che la Bibbia e la parola in- sfida, sia dal punto di vista accademico sia da quello per-
fallibile di Dio quando in realta non abbiamo Ie parole che sonale.
Dio ispirb in modo infallibile, bensi solo quelle copiate da- La sfida accademica era assolutamente bene accetta, rna
gli scribi, talvolta in modo corretto, talaltra (spesso!) in sotto il profilo emotivo Ie difficolta personali che mi tro-
modo errato? A che serve dire che i manoscritti autografi vavo ad affrontare erano una dura prova. Come ho accen-
(cioe gli originali) furono ispirati? Noi non abbiamo gli ori- nato, gia a Wheaton avevo cominciato a mettere in dubbio
ginali! Abbiamo solo delle copie piene di errori, in grande alcuni degli aspetti fond anti della mia dedizione alia Bib-
maggioranza distanti secoli dai primi scritti, da cui si di- bia in quanta parola certa di Dio. Durante i miei studi ap-
scostano in maniera evidente in migliaia di modi. profonditi a Princeton tale dedizione sub! un aspro attac-
Questi dubbi mi tormentavano e al tempo stesso mi co. Resistetti a qualsiasi tentazione di modificare Ie mie
spingevano a scavare sempre pili a fondo per comprende- opinioni e trovai alcuni amici che, come me, provenivano
re che cosa fosse veramente la Bibbia. Mi diplomai a da scuole evangeliche conservatrici e stavano tentando di
Wheaton in due anni e decisi, sotto la guida del professor «conservare la fede» (un buffo modo di esprimersi, a ri-
Hawthorne, di dedicarmi alla critic a testuale del Nuovo pensarci, se si considera che, dopo tutto, seguivamo un
Testamento andando a studiare con il principale esperto programma di teologia cristiana). Ma i miei studi comin-
mondiale del settore, Bruce M. Metzger, che insegnava al ciarono a crearmi dei seri problemi.
seminario di teologia di Princeton. Nel secondo semestre, mentre frequentavo un corso
14 Gesu non I'ha mai detto • lntroduzione 15

con un professore molto riverito e pio di nome Cullen so cristiano: come me, non avrebbe certo mai pensato che
Story, giunsi a una svolta. II corso riguardava l'esegesi del nella Bibbia potesse esistere nulla di simile a un autentico
Vangelo di Marco, all'epoca (e tuttora) il mio vangelo pre- errore. In fondo al mio saggio, tuttavia, il profess ore an-
ferito. Per il corso dovevamo essere in grado di leggere in noto un semplice commento di una riga, che mi colpi nel
greeo quel vangelo da cima a fondo (ne memorizzai l'inte- profondo. Scrisse: «Forse Marco ha soltanto commesso un
ro lessico greeo la settimana prima dell'inizio del seme- errore». Cominciai a riflettere sulla cosa, considerando
stre) e tenere un taccuino di appunti sulle nostre riflessioni tutto illavoro che avevo profuso nel saggio, rendendomi
riguardo all'interpretazione di brani importanti. Discute- conto che ero stato costretto a compiere delle bizzarre
vamo i problemi relativi e dovevamo scrivere un saggio fi- acrobazie esegetiche per aggirare il problema e che la mia
nale su una difficoltaesegetica di nostra scelta. soluzione era di fatto un po' forzata. E alia fine conclusi:
Optai per un pas so in Marco 2, dove Gesu viene apo- «Be' ... forse Marco ha commesso un errore».
strofato dai farisei perche i suoi discepoli, affamati, di sa- Ammetterlo fu come aprire una diga. Infatti, se poteva
bato avevano attraversato un campo di grano, raccoglien- esistere un piccolo, insignificante errore in Marco 2, forse
done Ie spighe. Gesu vuole mostrare agli interlocutori che potevano esistere errori anehe altrove. Forse, quando piu
«il sabato e fatto per l'uomo e non I'uomo per il sabato» e avanti, in Marco 4, Gesu dice che il granello di senapa e
cosi ricorda loro come si era comportato il grande re Davi- «il piu piccolo di tutti i semi che sono sulla terra», non era
de quando lui e i suoi uomini avevano avuto fame: come necessario che io trovassi una spiegazione fantasiosa per
fossero cioe entrati nel tempio «al tempo del sommo sacer- tale affermazione, che sapevo benissimo non corrisponde-
dote Abiatar» e avessero consumato i pani sacri, che solo re alia realta.
ai sacerdoti era lecito mangiare. Uno dei ben noti problemi E forse gli «errori» riguardavano anehe questioni piu im-
di questo brano e che, se si consulta il passo dell' Antico Te- portanti. Quando Marco dice che Gesu fu crocifisso il gior-
stamento citato da Gesu (1 Sam 21,1-6), si scopre che l'epi- no dopo il pranzo della Pasqua ebraica (Me 14,12; 15,25) e
sodio di Davide era avvenuto non quando era sommo sa- Giovanni dice che morl il giomo prima che esso fosse con-
cerdote Abiatar, rna quando 10 era Achimelee, suo padre. sumato (Gv 19(14), forse si tratta di un'autentica diserepan-
In altre parole, quello in questione e uno dei passi che sono za. Oppure quando nel suo resoeonto della nascita di Gesu
stati segnalati per dimostrare che la Bibbia non e affatto in- Luca rivela che Giuseppe e Maria tomarono a Nazareth po-
fallibile, anzi, contiene degli errori. co piu di un mese dopo che erano venuti a Betlemme (e
Nel mio saggio per il professor Story sviluppai un lun- avevano eseguito i riti di purifieazione, Le 2,39), mentre
go e complieato ragionamento per dimostrare che, sebbe- Matteo afferma inveee che fuggirono in Egitto (Mt 2,14-22),
ne Marco collochi il fatto «al tempo del sommo saeerdote forse questa e una differenza. 0 quando Paolo dice ehe do-
Abiatar», cio non significa in realta che Abiatar fosse il po la propria conversione sulla via di Damaseo non ando a
sommo saeerdote, rna che l'evento aveva avuto luogo nel- Gerusalemme per vedere coloro che erano stati apostoli
la parte del testo delle Sacre Seritture che annovera Abia- prima di lui (Ga/1,16-17), mentre gli Atti dicono che fu la
tar fra i suoi personaggi principali. II mio ragionamento prima cosa che feee dopo avere lasciato Damasco (At 9(26),
era basato suI significato delle rispettive parole greche ed anche questa forse e una differenza.
era piuttosto contorto. Ero pero convinto che il professor A tale consapevolezza si aggiunsero i problemi che in-
Story l'avrebbe apprezzato, poiche 10 sapevo buon studio- contravo a mano a mano ehe studiavo piu da vicino i ma-

16 Gesu non l'ha mai delto Introduzione 17

noscritti greci superstiti del Nuovo Testamento. Dire che date (e magari anche in una lingua che tutti potessero
gli originali furono ispirati va bene, rna la realta e che noi comprendere, invece che in greco 0 in ebraico). II fatto che
non ne siamo in possesso, e dunque quell'affermazione non ne siamo in possesso doveva senz' altro significare,
non edi grande aiuto, a meno che non si sia in grado di ri- pensavo, che non Ie aveva conservate per noi. E se non
costruidi. Inoltre, in tutta la storia della Chiesa la maggio- aveva compiuto tale miracolo, sembrava non esservi mo-
ranza dei cristiani non ha avuto accesso agli originali, fatto tivo di pens are che prima avesse compiuto il miracolo di
che ne rende l'ispirazione una questione un po' controver- ispirarle.
sa. Non soltanto non abbiamo gli originali, ma non siamo In breve, 10 studio del Nuovo Testamento in greco e Ie
neppure in possesso delle loro prime copie. Anzi, non ab- mie ricerche sui manoscritti che 10 contengono mi condus-
biamo nemmeno Ie copie delle cop ie, e neppure Ie copie sero a un ripensamento radicale della mia interpretazione
delle copie delle copie. Quello che possediamo sono copie di che cosa sia la Bibbia. Fu un cambiamento rivoluziona-
eseguite pill tardi, molto pill tardio Nella maggior parte dei rio per me. Prima di allora, a partire dall'esperienza di ri-
casi, diversi secoli dopo. E Ie copie sono tutte differenti una nascita aile superiori, fino ai giorni del fondamentalismo
dall'altra, in migliaia di punti. al Moody e al periodo evangelico a Wheaton, la mia fede
Come vedremo pill avanti, i passi divergenti sono cosl si era basata su una certa visione della Bibbia in quanto
tanti che non sappiamo neppure quante siano Ie differen- parola infallibile e pienamente ispirata di Dio.
ze. La cos a pill semplice e forse esprimersi in termini Ora non la vedevo pill in questo modo; essa cominciava
comparativi: fra i tanti manoscritti in nostro possesso esi- ad apparirmi come un libro molto umano. Proprio come
ste un numero di differenze superiore a quello delle paro- degli scribi umani avevano copiato e modificato i testi del-
le del Nuovo Testamento. le Sacre Scritture, cosI, in origine, autori umani li avevano
. La gran parte di esse e, pero, del tutto irrilevante. In ge- scritti. Si trattava di un libro umano dall'inizio alia fine. Era
nere dimostra solo che gli antichi scribi non conoscevano stato scritto da diversi autori in diverse epoche e in diversi
l'ortografia meglio della maggioranza di noi (oltre a non luoghi per rispondere a esigenze diverse.
disporre di dizionari ne, tantomeno, del controllo ortogra- Molti di tali autori sentivano senza dubbio di essere ispi-
fico automatico). In ogni caso, che cosa bisogna dedurre rati da Dio a dire cio che dicevano, ma avevano Ie proprie
da tutte queste differenze? Che senso ha sostenere che Dio prospettive, Ie proprie convinzioni e opinioni, Ie proprie
ha ispirato ogni singola parola delle Sacre Scritture dal esigenze, i propri desideri, Ie proprie interpretazioni e Ie
momenta che noi non Ie abbiamo? In alcuni punti, come proprie teologie. E tali prospettive, convinzioni, opinioni,
vedremo, non possiamo affatto essere sicuri di avere rico- esigenze, desideri, interpretazioni e teologie permeavano
struito il testo originale con precisione. E un po' difficile tutto cio che essi dicevano. Ecco perche erano uno diverso
conoscere il significato delle parole della Bibbia se non dall'altro. E cio significava anche che Marco non diceva la
sappiamo neppure quali esse siano! stessa cosa che diceva Luca perche non intend eva la stessa
Questo, per la mia concezione dell'ispirazione, divento cosa di Luca. Giovanni e diverso da Matteo, non e la stessa
un problema; infatti, mi rendevo conto che, per Dio, sal- cosa. Paolo si differenzia dal Luca degli Atti degli apostoli.
vaguardare Ie parole delle Sacre Scritture non sarebbe sta- E Giacomo e diverso da Paolo. Ciascun autore e un autore
to pill difficile che averle ispirate. Se avesse voluto che il umano e deve essere letto per cia che egli (supponendo che
popolo avesse Ie sue parole, senza dubbio gliele avrebbe fossero tutti uomini) ha da dire, e non partendo dal pre-
18 Gesu non l'ha mai delta lntroduzione 19

supposto che quello che dice sia la stessa cosa 0 quakosa di vando che nella Bibbia ]' «albero di fico» e spesso usato co-
simile 0 di coerente con cio che qualunque altro autore ha me immagine della nazione d'Israele. Che cosa vorrebbe
da dire. La Bibbia, in definitiva, e un libro molto umano. dire per Israele mettere Ie foglie? Significherebbe che la
Questa era per me una prospettiva nuova, diversa da nazione, dopo essere rimasta in letargo per una stagione
quella che avevo quando ero un cristiano evangelico e da (I'invemo), sarebbe tomata a vivere. E quando tomo alIa
quella della maggioranza degli evangelici di oggi. vita Israele? Nel1948, quando ridivenne una nazione so-
Faccio un esempio della differenza che la mia mutata vrana. Gesli dichiara che la fine sarebbe giunta entro la
prospettiva poteva comportare nell'interpretazione della stessa generazione in cui cio fosse accaduto. E quanto
Bibbia. Quando ero al Moody Bible Institute, uno dei testi tempo dura una generazione della Bibbia? Quarant'anni.
pili popolari al campus era I' apocalittico programma di Ecco dunque I'insegnamento di ispirazione divina, diret-
Hal Lindsey; Addio Terra, ultimo pianeta. L'opera di Lindsey tamente dalle labbra di Gesu: la fine del mondo arrivera
non era popolare solo al Moody: di fatto, e state illibro di in un momenta che precede i11988, quarant'anni dopo la
saggistica in lingua inglese piu venduto degli anni Settan- ricomparsa di Israele.
ta (a eccezione della Bibbia e usando il termine saggistica Tale messaggio era per noi assolutamente irrefutabile.
con un certo grado di approssimazione). Lindsey, come Adesso puo sembrare strano (considerato che il1988 e ve-
noi al Moody, era convinto che la Bibbia fosse assoluta- nuto e se n'e andato senza che il mondo finisse); d' altra
mente infallibile in ogni sua singola parola, tanto che era parte, perb, esistono milioni di cristiani che ancora credo-
possibile leggere il Nuovo Testamento e sapere non solo no che la Bibbia possa essere consultata letteralmente, co-
me profezia ispirata di cib che presto dovra verificarsi per
come Dio voleva che si vivesse e cosa voleva che si credes-
porre termine alia storia cosi come la conosdamo. Testi-
se, rna anche cio che Dio stesso programmava di fare nel
monianza ne sia I'attuale mania per la serie romanzesca di
futuro e come l'avrebbe fatto. II mondo stava procedendo
Tim LaHaye e Jerry B. Jenkins Gli esclusi, un'altra visione
verso una crisi apocalittica di proporzioni catastrofiche e si
apocalittica del nostro futuro basata su un'interpretazione
potevano leggere Ie parole delle Sacre Scritture per mo-
letterale della Bibbia, serie che ha venduto piu di sessanta .
strare che cosa sarebbe accaduto, come e quando.
milioni di copie. .
Ero colpito soprattutto dal «quando». Lindsey faceva Dalleggere la Bibbia come un programma infallibile per
riferimento alia parabola di Gesu sull'albero di fico per la nostra fede, la nostra vita e il nostro futuro al considerar-
trarre indicazioni su quando c'era da aspettarsi la futura la un libro umanissimo, con punti di vista molto personaIi,
battaglia finale tra il bene e il male. I discepoIi di Gesu vo- assai diversi uno dall'altro e nessuno in grado di fomire la
gliono sapere quando arrivera la «fine» e Gesli risponde: guida sicura di come dovremmo vivere, il cambiamento e
Dal fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa radicale. Questa e la svolta subita dalle mie convinzioni e
tenero e spuntano Ie foglie, sapete che ['estate e vicina. Cosl anche nella quale sono ormai impegnato anima e corpo. Natural-
voi, quando vedrete tutte queste case, sappiate che it Figlio dell'ua- mente, molti cristiani non hanno mai creduto in una tale
rna e proprio alle porte. In verita vi dico: non passer.. questa gene- concezione letter ale della Bibbia e ai loro occhi essa po-
razione prima che tutto questo accada.
trebbe apparire parziale e priva di sfumature (per non dire
Cosa significa la parabola? Lindsey, ritenendo che si bizzarra e senza alcun rapporto con Ie questioni di fede).
tratti della parola certa di Dio, dedfra il messaggio osser- Eppure esistono moIte persone che vedono ancora la Bib-
20 Gesu non l'ha mai detto Introduzione 21

bia in questa modo. Ogni tanto nota sui paraurti dei veico- di un lavoro avvincente e affascinante, importante non so-
li un adesivo che redta: «L'ha detto Dio, io d credo e que- lo per gli studiosi, rna per chiunque nutra interesse per la
sto e quanto». La mia reazione e sempre: e se Dio non I'a- Bibbia (sia che si attenga a un'interpretazione letterale, sia
vesse detto? E se illibro che si ritiene riveli Ie parole di Dio che se ne stia allontanando 0 che la rifiuti decisamente, 0
contenesse invece Ie parole di altri esseri umani?,E se la anche solo per chiunque nutra un remoto interesse per
Bibbia non desse una risposta skura agli interrogativi del- quel testa come fenomeno storieo e culturale).
I' era modema come aborto, diritti delle donne, diritti degli Cia che colpisce, tuttavia, e che la maggioranza dei let-
omosessuali, supremazia religiosa, democrazia all' occi- tori (anche queIli interessati al cristianesimo, aIle Scritture,
dentale e affini? E se dovessimo riusdre a cap ire come vi- agli studi biblici, convinti 0 no che la Bibbia sia infalIibile)
vere e cosa credere per conto nostro, senza erigere Ie Sacre non sappia quasi nulla di critica testuale. E non e difficile
Scritture a falso idolo 0 a oracolo che offre una linea diretta capire perche. Infatti, sebbene il tema sia statu materia per
di comunicazione con I'Onnipotente? Esistono fondati eruditi da piu di tre secoli ormai, non esiste in pratica un
motivi per pensare che essa non sia questa sorta di guida libro che ne tratti e sia rivolto a un pubblico di profani, va-
infaIlibile per Ie nostre vile: fra I' altro, come ho gia accen- le a dire a coloro che non sanno nulla sull'argomento, non
nato, in molti punti noi (in qualWi di studiosi 0 solo di nor- conoscono il greco ne Ie altre lingue necessarie a un tale
mali lettori) non sappiamo neppure quali fossero Ie parole studio approfondito e non sono neppure consapevoli che
della versione originale. esista una «questione» in relazione al testo, rna che, tutta-
La mia teologia personale muta in maniera radicale a se- via, sarebbero interessati ad apprendere quali sana i pro-
guilo di questa cunsapevolezza, che mi condusse su strade blemi e come gli studiosi abbiano tentato di risolverli.'
molto diverse da quelle che avevo percorso alla fine della Questo e proprio quel tipo di libro: per quanto ne so,

mia adolescenza e intomo ai vent'anni. Continuo a ricono- esso e iI primo nel suo genere. E scritto per coloro che so-
scere iI valore della Bibbia e i molti e diversi messaggi che no digiuni di critica testuale, rna che potrebbero essere in-
essa contiene, cOSI come sono giunto ad apprezzare gIi al- teressati a sapere come gli scribi modificarono Ie Sacre
tri scritti dei primi cristiani risalenti pressappoco alla stes- Scrilture e come ora sia possibile capire dove 10 hanno fat-
sa epoca 0 di poco posteriori, Ie opere di personaggi meno to. Escritto sulla base dei miei trent'anni di riflessioni sul-
noti come Ignazio di Antiochia, Clemente di Roma e Bar- l'argomento e dalla mia prospettiva attuale, successiva ai
naba di Alessandria, gli scritti di persone di altre fedi piu 0 radicali mutamenti verificatisi nel mio modo di intendere
meno di quell' epoca, Ie opere di Flavio Giuseppe, Luciano la Bibbia. E scrilto per chiunque sia interessato a conosce-
di Samosata e Plutarco. Tutti questi autori tentano di com- re come il Nuovo Testamento sia giunto fino a noi; ad ap-
prendere il mondo e quale sia illoro posto in esso. Tutti prendere come, in aIcuni casi, non sappiamo neppure
hanno preziosi insegnamenti da offrirci. E importante sa- quali fossero Ie parole autentiche; a scoprire in quali modi
pere quali furono Ie loro parole per capire che cosa aveva- interessanti tali parole furono di quando in quando modi-
no da dird e poi giudicare da soli che cosa pensare e come ficate e come potremmo, applicando aIcuni rigorosi meto-
vivere alIa luce di tali insegnamenti. di di analisi, ricostruire il testo originale.
Questo mi riporta al mio interesse per i manoscritti del Per diversi aspetti, dunque, e un libro molto personale,
Nuovo Testamento e allo studio di quei manoscritti nel- il risultato finale di un lungo cammino. Anche per i letto-
l'ambito della critica testuale. Sono convinto che si tratti ri, forse, potra essere parte di un cammino personale.
I

Le origini dei testi sacri cristiani


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Per trattare delle copie del Nuovo Testamento in nostro


possesso dobbiamo partire dal principio, cioe da uno de-
gli aspetti peculiari del cristianesimo nel mondo greco-ro-

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... mano: il suo carattere libresco. In realta, per comprender-
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ne tale carattere distintivo, occorre risalire a prima delle
sue origini, alia religione dalla quale esso deriva: il giu-
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daismo. Illegame fra cristianesimo e libro fu infatti, in un
certo senso, anticipato e prefigurato dal giudaismo, la pri-
ma «religione dellibro» nella civilta occidentale.


II giudaismo come religione dellibro
Nel mondo romano il giudaismo, dal quale nacque il cri-
stianesimo, era una religione insolita, ma niente affalto
unica. Come i seguaci di una qualsiasi d elle altre (centi-
naia) di religioni nell' area mediterranea, gli ebrei ammet-
• ) tevano l'esistenza di un regno divino popolato da esseri
sovrumani (angeli, arcangeli, principati e potesta), aderi-
Un' immagine dei famosi Vangeli di Rjlbula, un elegante manoscritto biblico del
VI secolo proveniente dalla Siria. (Biblioteca Lmmmziana, Firenze; Jato: ScalalArt
vano al culto di una divinita altraverso sacrifici di animali
Resource, NY) e di altri prodotti alimentari, sostenevano che esistesse un
particolare luogo sacro dove questo essere divino dimora-
va qui sulla terra (il Tempio di Gerusalemme) e dove i sa-
crifici dovevano essere compiuti. Pregavano it loro Dio
per esigenze collettive e persona Ii. Narravano di come
Egli avesse interagito con gli esseri umani nel passato e ne
preannunciavano l'aiuto all'umanita nel presente. Per tut-
ti questi aspetti, it giudaismo era «familiare » a chi, nel-
l'Impero, credeva in divinita diverse.
26 Gesu non l'ha mai detto Le origini del testi sacrl cristiani 27

Per altri versi, pero, esso era anomalo. Tutte Ie altre reli- cristianesirno, islarnismo) puo essere difficile irnrnaginario,
gioni deIl'Impero erano politeistiche, riconoscevano e ve- rna nelle religioni politeistiche del mondo antico occidenta-
neravano molti dei di ogni sorta e qualita: grandi divinita le i libri non svolgevano in pratica alcun ruolo.
dello Stato, dei minori di luoghi diversi, dei che sovrinten- Queste religioni si occupavano quasi soltanto di onorare
devano ai vari aspetti della nascita, della vita e della morte gli dei trarnite riti sacrificali. Non c'erano libri in cui fossero
degli esseri umani. n giudaismo, invece, era monoteistico; esposte dottrine da apprendere 0 principi etici da seguire.
gli ebrei insistevano nell' adorare solo I'unico Dio dei loro Cio non significa che i seguaci delle varie religioni politei-
avi, il Dio che, sostenevano, aveva creato questa mondo, 10 stiche non avessero delle credenze sui loro dei ne che fosse-
govemava e da solo provvedeva a cio che era necessario al ro privi di principi etici, rna fede ed etica (per quanta strano
suo popolo. Secondo la tradizione ebraica, quest'unico Dio possa suonare a un orecchio modemo) non svolgevano al-
onnipotente aveva chiamato Israele a essere il suo figlio cun ruolo nella religione in se e per se. Erano piuttosto que-
prediletto e aveva promesso di proteggerlo e difenderlo in stioni di filosofia personale e Ie filosofie, come ovvio, pote-
cambio della sua assoluta devozione a lui e a lui sol tanto. vano essere legate a librL Dal momenta che Ie antiche
Si riteneva che il popolo ebraico intrattenesse con questa religioni non richiedevano alcun particolare insieme di
Dio un' «aIIeanza», un accordo secondo il quale esso sareb- «rette dottrine» ne, per la maggior parte, di «codici etici», i
be stato solamente suo e viceversa. libri non vi svolgevano pressoche alcun ruolo.
Solo I'unico Dio doveva essere venerato e obbedito; n giudaismo era unico in quanta enfatizzava Ie proprie
inoltre, esisteva soltanto un unico Tempio, a differenza di tradizioni ancestrali, gli usi e Ie leggi, e sosteneva che essi
cib che prevedevano Ie religioni politeistiche dell' epoca, fossero stati perpetuati in testi sacri, i quali godevano per-
nelle quali, per esempio, era possibile dedicare a un dio co- tanto, per il popolo ebraico, della status di «Sacre Scrittu-
me Zeus un numero qualunque di templi. Certo, gli ebrei re». Durante il periodo che ci interessa, il I secolo dell'era
potevano venerare Dio ovunque vivessero, rna potevano comune; I'epoca in cui venivano scritti i libri del Nuovo
tenere fede ai loro obblighi religiosi di sacrificio a Dio solo Testamento, gli ebrei dispersi in tutto l'Impero romano
nel Tempio di Gerusalemme. Altrove, tuttavia, potevano credevano in particolare che Dio avesse dato istruzioni al -
riunirsi in «sinagoghe» per pregare e per studiare Ie tradi- suo popolo negli scritti di Mose, denominati colletti va-
zioni ancestrali su cui si fondava la loro religione. mente «Torah», iI cui significato letterale e pressappoco
Tali tradizioni comprendevano racconti sull'interazione «Iegge» 0 «guida».
di Dio con gli antenati del popolo di Israele (i patriarchi e La Torah e composta da cinque libri, talvolta chiamati
Ie matriarche della fede, per cosi dire: Abramo, Sara, Isac- Pentateuco (i «cinque rotoli»), l'inizio della Bibbia ebraica
co, Rachele, Giacobbe, Rebecca, Giuseppe, Mose, Davide (I' Antico Testamento cristiano): Genesi, Esodo, Levitico,
e cosi via) e istruzioni dettagliate su come il popolo eletto Numeri e Deuteronomio. Qui si trovano i racconti sulla
dovesse vivere e adorare Dio. Una delle cose che rendeva- creazione del mondo, sulla vocazione di Israele a essere il
no unico il giudaismo fra Ie religioni deIl'Impero romano popolo di Dio, sulle storie dei patriarchi e delle matriar-
era che queste istruzioni, insieme aIle altre tradizioni an- che di Israele e sui rapporti di Dio con loro e per finire,
cestrali, erano scritte in testi sacri. pili importanti (e pili particolareggiate), la legge che Dio
Per quelli di noi che conoscono bene una qualsiasi delle diede a Mose, mostrandogli corne il suo popolo dovesse
principali religioni occidentali contemporanee (giudaismo, rendergli cuIto e iI comportamento che sarebbe stato tenu-
28 Gesu non l'ha mai detta Le origini dei testi sacri cristiani 29

to a adottare nella eomunita. Erano norme saere, doveva- analfabeta. Ma questo non significava che i libri rives tis-
no essere imparate, studiate e seguite, ed erano scritte in sero un ruolo secondario nella religione. In realta, essi era-
una serie di libri. no di importanza fondamentale per aspetti essenziali del-
Gli ebrei possedevano anche altri testi importanti per la Ia vita dei cristiani nelle loro comunita.
loro vita religiosa colletti va, per esempio libri di profeti
(come Isaia, Geremia e Amos), di poesie (i Salmi) e di sto- Prime leltere cristiane
ria (come Giosue e Samuele). Alla fine, qualche tempo do-
po gli inizi del cristianesimo, un gruppo di questi testi Anzitutto e opportuno osservare che per Ie fiorenti co-
ebraici (in tutto ventidue) giunse a essere considerato un munita cristiane del I secolo dopo la morte di Gesu erano
canone sacro di scritture, la Bibbia ebraica di oggi, accetta- importanti diverse tipologie di scritti. La piu antica testi-
ta dai cristiani come la prima parte del canone cristiano 0 monianza che possediamo su tali comunita proviene dalle
«Antico Testamento».' lettere scritte loro da autorevoli personalita religiose.
Questi cenni sugli ebrei e sui loro testi scritti sono im- L' apostolo Paolo e it nostro primo e migliore esempio.
portanti perche rappresentano la preparazione al cristia- Paolo fondo Chiese in tutto il Mediterraneo orientale, so-
nesimo, che, a sua volta, fu fin dal principio una religione prattutto nei centri urbani, convincendo i pagani (cioe i se-
«dellibro». Esso ebbe inizio con Gesu, un rabbino (mae- guaci di qualsiasi religione politeistica dell'Impero) che il
stro) ebreo che accettava l'autorita della Torah e forse di Dio ebraico era I'unico da venerare e che Gesu era suo Fi-
altri testi sacri ebraici, e insegnava ai suoi discepoli la pro- glio, morlo per i peccati del mondo, che sarebbe presto tor-
pria interpretazione di tali libri. 3 Come altri rabbini del nato sulla terra per giudicarci (si veda 1 Ts 1,9-10). Non e
suo tempo, Gesu sosteneva che la volonta di Dio poteva chiaro fino ache punto Paolo si servisse delle Sacre Scrittu-
essere trovata nei testi saeri, in particolare nella legge di re (vale a dire degli scritti della Bibbia ebraica) tentando di
Mose. Leggeva Ie Scritture, Ie studiava, Ie interpretava, vi persuadere i suoi potenziali convertiti della verita del mes-
aderiva e Ie insegnava. All'inizio, i suoi seguaci furono saggio, rna in una delle principali sintesi della sua predica-
ebrei che tenevano in grande considerazione i libri della zione rivela che cio che insegnava era che «Cristo morl T ••

loro tradizione. E cosi, gia agli albori del cristianesimo, i secondo Ie Scritture ... ed e resuscitato ... secondo Ie Scrit-
fedeli di questa nuova religione, i seguaci di Gesu, erano ture» (1 Cor 15,3-4). Ii evidente che Paolo collegava gli
personaggi inconsueti nell'Impero romano: come gli ebrei eventi della morte e della resurrezione di Cristo alia sua
prima di loro (rna a differenza di quasi tutti gli altri), indi- interpretazione di passi fondamentali della Bibbia ebraica
viduavano l'autorita sacra in testi sacri. Fin dagli esordi, it che, essendo lui un ebreo assai istruito, poteva senza dub-
cristianesimo fu una religione dellibro. bio leggere da solo e che interpretava per i suoi ascoltatori
cercando, spesso con successo, di evangelizzarli.
Dopo avere convertito un certo numero di persone in
II cristianesimo corne religione dellibro
un dato luogo, Paolo si spostava altrove e tentava, di soli-
Come vedremo subito, l'importanza dei libri per il cristia- to con successo, di convertirne altre. Ma qualche volta
nesimo delle origini non implica ehe tutti i cristiani sapes- (spes so?) riceveva notizie da una delle comunita di cre-
sero leggere; al contra rio, gran parte di loro, come la mag- denti fondate in precedenza e talvolta (spes so?) non si
gioranza dei sudditi dell'Impero (ebrei compresi!), era trattava di buone nuove: alcuni membri avevano comin-
30 Gesu non l'1m mal delta Le origini dei testi sacri cristiani 31

dato a comportarsi male, erano sorti problemi di immora- sono ventuno) sono soltanto una minima parte di quene
lita, erano arrivati «falsi maestri» che insegnavano teorie scritte. Considerando solo Paolo, possiamo presumere
contrarie alla sua, a1cuni nella congregazione avevano ini- che avesse scritto molte piu lettere di quelle che gli vengo-
ziato a seguire false dottrine e cosi via. no attribuite nel Nuovo Testamento. Di tanto in tanto egli
Dopo averlo appreso, Paolo rispondeva per iscritto alla accenna ad altre missive che sono scomparse; in 1 Cor 5,9,
comunita, affrontando il problema. Queste lettere erano per esempio, accenna a una lettera scritta in precedenza ai
molto importanti per la vita delle congregazioni e nume- corinzi (qualche tempo prima della Prima lettera ai corin-
rose finirono per essere considerate testi sacri. Nel Nuovo zi) e ne menziona un'altra che alcuni di costoro avevano
Testamento rientrano circa tredid lettere scritte in nome inviato a lui (1 Cor 7,1). Altrove allude a epistole in pos-
di Paolo. sesso dei suoi oppositori (2 Cor 3,1). Nessuno di questi
Possiamo intuire il valore di queste lettere nelle fasi ini- scritti si e conservato.
ziali del movimento fin dal primo scritto cristiano in no- Da tempo gli studiosi sospettano che a1cune delle lette-
stro possesso: la Prima lettera di Paolo ai tessalonicesi, da- re del Nuovo Testamento attribuite a Paolo siano state in
tata di solito intomo al49 e.c., una ventina d'anni dopo la reaita vergate da suoi successori e firmate con il suo no-
morte di Gesu e sempre una ventina d'anni prima di qual- me.' Se questa sospetto corrispondesse a verita, rappre-
siasi racconto evangelico della sua vita. Paolo conclude senterebbe un'ulteriore dimostrazione dell'importanza di
l'epistola dicendo: «Salutate tutti i fratelli e Ie sorene con questi testi nel movimento cristiano delle origini: per fare
un santo bacio. Vi scongiuro per il Signore di fare leggere ascoltare Ie proprie opinioni si sarebbe scritta una lettera
questa lettera a tutti i fratelli e a tutte Ie sorelle» (1 Ts 5,26- nel nome dell'apostolo supponendo che cio avrebbe im-
27). Non era una missiva occasionale destinata solo.a es- plicato una notevole autorita. Una delle epistole presurni-
sere letta da chiunque nutrisse un moderato interesse in bilmente pseudonime e quella ai colossesi, che enfatizza
proposito; l'apostolo insiste che venga letta e che sia accet- I'importanza delle lettere e accenna a un' altra epistola an-
tata come un'affermazione autorevole da parte sua, dal data perduta: «E quando questa lettera sara stata letta da
fonda tore della comunita. voi, fate che venga letta anche nella Chiesa dei Laodicesi ~
Le lettere circolarono dunque in tutte Ie congregazioni anche voi leggete quella inviata ai Laodicesi» (Col 4,16). E
cristiane fin dai primi tempi. Esse legarono fra loro comu- evidente che Paolo (lui 0 qualcuno che scriveva in suo no-
nita che vivevano in luoghi diversi, unificando la fede e Ie me) scrisse una lettera alIa vicina citta di Laodicea. Anche
pratiche dei cristiani. Dovevano essere lette ad alta voce questa lettera e andata smarrita. 5
aIle riunioni della comunita perche, come ho detto, la II punto, a mio parere, e che Ie epistole erano importanti
maggioranza dei cristiani (come quasi tutti gli altri) non per la vita delle prime comunita cristiane. Erano docu-
sarebbe stata in grado di leggerle per conto proprio. menti scritti destinati a guidarle nella fede e nella prassi.
Molte di queste lettere finirono per essere incluse nel Univano fra loro queste Chiese e contribuivano a rendere
Nuovo Testamento. Di fatto, esso e in larga misura costi- il cristianesimo ben diverso dalle altre religioni disperse in
tuito da lettere scritte da Paolo e da altri responsabili cri- .tutto l'impero, in quanta Ie varie comunita cristiane, legate
stiani aile rispettive comunita (per esempio ai corinzi e ai da questa comune letteratura condivisa grazie alIa drcola-
galati) e a singoli individui (per esempio a Filemone). zione di missive e risposte (si veda Col 4,16), si attenevano
Inoltre, Ie epistole superstiti (nel Nuovo Testamento ve ne aile istruzioni trovate in documenti scritti 0 «libri».
.
32 Gesu non l'ha mai detto Le origini dei testi sacri cristiani 33

E non erano sol tanto Ie lettere a essere importanti per piuta in Cristo. Nelle prime comunita cristiane copie della
queste comunitit. In realta, esisteva una notevole scelta di Bibbia ebraica, di norma nella traduzione greca (Ia cosid-
letteratura prodotta, divulgata, letta e seguita dai primi detta Bibbia dei Settanta), erano assai diffuse come fonti di
cristiani, un fenomeno assai diverso da tutto cia che il studio e rifiessione.
mondo pagano romano avesse mai visto. Non mi dilun-
ghero in un'estesa descrizione di tutta questa letteratura, Primi Alii degli apastali
e mi limitero a citare alcuni esempi dei tipi di libri che ve-
nivano scritti e distribuiti. Le fiorenti comunita cristiane del I e del II secolo erano
interessate non solo alia vita di Gesu, rna anche a quelle
dei suoi primi discepoli. Non e una sorpresa, quindi, che i
Primi vangeli
racconti degli apostoli (Ie loro avventure e Ie loro imprese
I cristiani, come naturale, erano interessati a saperne di missionarie, specie dopo la morte e la resurrezione di Ge-
piu sulla vita, gli insegnamenti, la marte e la resurrezione su) giungessero a occupare un posto importante agli occhi
delloro Signore, e cosi furono scritti numerosi vangeli che degli adepti interessati a saperne di piu sulla propria reli-
narravano Ie tradizioni legate alia vita di Gesu. Quattro di gione. Una di queste narrazioni, gli Atti degli apostoli, en-
questi testi divennero i piu comuni (quelli di Matteo, Mar- tro alia fine nel Nuovo Testamento. Ma molti altri racconti
co, Luca e Giovanni nel Nuovo Testamento), rna ne furo- furono scritti, per 10 piu riguardanti singoli apostoli, come
no scritti molti aitri, alcuni dei quali ancora in nostro pos- quelli trovati negli Alii di Paolo, negli Atti di Pietro, e negli
sesso. Ne sono un esempio i vangeli attribuiti al discepolo Atti di Tammasa. Di altri Alii, quando non sono andati del
di Gesu Filippo, a suo fratello Giuda Tommaso e alia sua tutto perduti, sono rimasti solo frammenti.
compagna Maria Maddalena.
Altri vangeli, inclusi alcuni fra i piu antichi, sono andati Apacalissi cristiane
perduti. Ne siamo a conoscenza grazie, per esempio, al Van-
gelo di Luca, il cui autore rivela che, per scrivere il suo rac- Come ho affermato, Paolo (insieme ad altri apostoli) in-.
conto, ha consultato «molti» predecessori (Lc 1,1), che senza segnava che Gesu sarebbe presto tomato dal delo a giudi-
dubbio sono scomparsi. Una di queste precedenti narrazio- care gli uomini sulla terra. La pros sima fine di tutte Ie co-
ni puo essere stata la fonte che gli studiosi hanno denomi- se era una fonte di perenne attrazione per i cristiani delle
nato Q, con ogni probabilita un resoconto scritto, per 10 piu origini, che nel complesso si aspettavano che Dio sarebbe
dei detti di Gesu, utilizzato sia da Luca sia da Matteo per intervenuto ben presto negli affari del mondo per rove-
molti degli insegnamenti del Maestro che Ii contraddistin- sciare Ie forze del male e instaurare qui sulla terra il suo
guono (per esempio il Padre nastro e Ie beatitudini).' regno di giustizia sotto la guida di Gesu. Alcuni autori cri-
Come abbiamo visto, la vita di Gesu fu interpretata da stiani produssero narrazioni profetiche su do che sarebbe
Paolo e da altri alia luce delle Scritture ebraiche. Anche ta- accaduto in questa catastrofica fine del mondo come 10
li libri, il Pentateuco e vari scritti ebraici, come i libri pro fe- conosciamo. Esistevano dei precedenti ebraici di questo
tid e i Salmi, erano molto usati fra i cristiani, che Ii studia- tipo di letteratura «apocaiittica», per esempio nellibro di
vano per vedere che cosa potessero rivelare sulla volonta Daniele nell'Antico Testamento, 0 nel Primo libra di Enoch
di Dio, soprattutto riguardo a come essa fosse stata com- negli apocrifi. Delle apocalissi cristiane, una venne infine
34 Gesu non l'ha mai detto

inclusa nel Nuovo Testamento: I' Apocalisse di Giovanni. Apologie cristiane


Ma altre opere, compresa l'Apoca/isse di Pietro e II pastore .

di Erma, furono letture popolari in numerose comunita Con illoro affennarsi, Ie comunita cristiane si trovarono
cristiane nei primi secoli della Chiesa. talvolta di fronte all' opposizione di ebrei e pagani che consi-
deravano la nuova fede una rninaccia e sospettavano i suoi
seguaci di essere coinvolti in pratiche immorali e socialmen-
Ordini ecclesiastici te deleterie (proprio come i nuovi movimenti religiosi di og-
Le prime comunita eristiane si moltiplicarono e erebbe- gi sono spesso guardati con sospetto). Qualche volta I'oppo-
ro, a cominciare dall'epoca di Paolo e proseguendo nelle sizione sfocia in persecuzioni locali che alla fine divennero
generazioni successive. Potremmo definire Ie Chiese eri- «ufficiali», quando gli amrninistratori romani intervennero
stiane delle origini, almeno quelle fond ate da Paolo, co- per arrestare i cristiani e tentare di costringerli a tomare aile
munita carismatiche. Credevano che ciascun membro del- vea:hie usanze del paganesimo. Crescendo, il cristianesimo
Ia congregazione avesse ricevuto un «dono» (in greeo convert! alia fede alcuni intellettuali, persone in grado di di-
charisma) della Spirito per aiutare la comunita nel corso scutere e respingere Ie accuse di nonna sollevate contro i cri-
della sua vita: esistevano, per esempio, i doni dell'inse- stiani. Gli scritti di questi intellettuali vengono talora definiti
gnamento, dell' amministrazione, delJa carita, della guari- apologie, dal termine greco che significa «difesa» (apologia).
gione e della profezia. In seguito, pen), con I'aspettativa Gli apologeti scrivevano razionali difese della nuova fe-
di un'imminente fine del mondo che cominciava a sfuma- de, cercando di dimostrare che, ben lontana dall'essere una
re, fu chiaro che sarebbe stata necessaria una struttura ee- minaecia per la struttura sociale dell'lmpero, si trattava di
clesiastica piu rigida, specie se la Chiesa avesse dovuto una religione che predicava un eomportamento morale e,
esistere per lungo tempo (1 Cor 11; Mt 16,18). lungi dall'essere una perieolosa superstizione, nel suo culto
Le Chiese nel Mediterraneo, comprese quelle istituite dell'unico vero Dio rappresentava la verita suprema. Le
da Paolo, iniziarono a nominare dei capi cui affidare re- apologie erano importanti per i prirni lettori cristiani, per-
sponsabilita e decisioni (invece di avere ogni membro do- che fornivano loro gli argomenti di cui avevano bisogno
tato di un «uguale» dono dello Spirito); si cominciarono a quando si trovavano ad affrontare persecuzioni in prima
formulare regole riguardo a come la comunita dovesse vi- persona. Questo tipo di difesa era g;a presente nel periodo
vere insieme, praticare i riti sacri (per esempio il battesi- neotestamentario, per esempio nella Prima lettera di Pietro
mo e l'eucaristia), prepararenuovi membri e cosi via. Pre- (3,15: «pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi
sto furono prodotti i primi documenti che illustravano ragione della speranza che e in voi») e negli Atti, dove Paolo
come Ie Chiese dovessero essere ordinate e strutturate. e altri apostoli si difendono dalle accuse solJevate contro di
Nel II e III secolo del cristianesimo questi cosiddetti ordini loro. Entro la seconda meta del II secolo, Ie apologie erano
ecclesiastici divennero sempre piu importanti, rna gia in- diventate una forIILa diffusa di scritto cristiano.
tomo all'anno 100 e.c. il primo (per quanto ne sappiamo)
era stato scritto e godeva di ampia diffusione: si trattava
di un libro denominato La didache [insegnamento] dei dodi- Martirologi cristiani
ci apostoli. Esso ebbe presto numerosi successori. All'incirca nella stesso periodo in cui i cristiani eomin-
ciavano a scrivere apologie, ebbe inizio anche la produ-
36 Gesu non l'ha ma; delto Le origini dei testi sacTi cristiani 37

zione di resoconti delle loro persecuzioni e dei martirii sia») e di combattere coloro che sostenevano falsi insegna-
che ne derivavano. Qualche descrizione di entrambi e gia menti. Questi trattati antieretici divennero un aspetto di-
presente negli Atti nel Nuovo Testamento, dove l'opposi- stintivo nel panorama della prima letteratura cristiana.
zione al movimento cristiano, l'arresto dei capi e l'esecu- II fatto interessante e che perfino alcuni «falsi maestri»
zione di almena uno di loro (Stefano) rappresentano una scrissero trattati contro i «falsi maestri», cosi che iI gruppo
parte significativa del racconto (si veda Atti 7). che stabili una volta per tutte cia in cui i cristiani doveva-
Pili avanti, nel II secolo, cominciarono a diffondersi i no credere (responsabile, per esempio, delle dottrine reli-
martirologi (storie dei martiri), il primo dei quali e it Marti- giose tramandate fino a noi) era talvolta investito da pole-
rio di Policarpo, un'importante personalita cristiana che fu miche di cristiani che prendevano posizioni poi decretate
vescovo della Chiesa di Smime, in Asia Minore, durante false. E quanta abbiamo appreso da scoperte piuttosto re-
quasi tutta la prima meta del II secolo. La narrazione della centi di letteratura «eretica», in cui i cosiddetti eretici so-
morte di Policarpo si trova in una lettera redatta da mem- stengono che Ie loro opinioni sono corrette e quelle dei re-
bri della sua Chiesa e indirizzata a un' altra comunita. Poco sponsabili della Chiesa «ortodossa» errate?
tempo dopo iniziarono a circolare racconti su altri martiri.
Anche questi erano popolari fra i cristiani perche offrivano
Primi commenti cristiani
a coloro che erano a lora volta perseguitati a causa della
propria fede incoraggiamento e consigli su come affronta- Il dibattito su dottrina retta ed errata riguardava in lar-
re Ie estreme minacce di arresto, tortura e morte. ga misura l'interpretazione di testi cristiani, compreso
1'«Antico Testamento», che i cristiani vantavano come
Tratlati antieretici parte della loro Bibbia. Questo dimostra ancora una volta
fino ache punto i testi fossero fondamentali per la vita
I problemi affrontati dai cristiani non erano circoscritti delle comunita di fedeli delle origini. Gli autori cristiani
aile minacce esterne di persecuzione. Fin dai primi tempi, cominciarono a scrivere spiegazioni di questi testi, non
essi furono consapevoli dell'esistenza nelle proprie file di necessariamente con I'immediato scopo di confutare false
una varieta di interpretazioni della «verita» della religio- interpretazioni (sebbene spesso anche a tal fine), rna tal-
ne. Gia l'apostolo Paolo inveisce contro i «falsi maestri», volta solo per chiarirne iI significato e mostrarne la rile-
per esempio nella sua lettera ai galati. Leggendo i reso- vanza per la vita e la prassi del confratelli. E interessante
conti superstiti, risulta evidente che questi oppositori non ricordare che iI primo commento cristiano su un testa delle
erano estranei, bensi cristiani che intendevano la religione Scritture di cui siamo a conoscenza fu redatto da un cosid-
in modi radicalmente differenti. detto eretico, uno gnostico del II secolo di nome Eraclio
Per affrontare il problema, Ie autorita cristiane comincia- che produsse un commento al Vangelo di Giovanni.s Com-
rona a scrivere trattati che si opponevano agli «eretici» (co- menti, glosse esplicative, spiegazioni pratiche e omelie di-
loro che sceglievano il modo sbagliato di intendere la fede); vennero comuni nelle congregazioni cristiane del III e del
in un certo senso, alcune delle lettere di Paolo sono i primi IV secolo.
esempi di questo tipo di trattato. In seguito, tuttavia, i cri-
stiani di ogni credo furono coinvolti nel tentativo di defini- Ho riepilogato Ie diverse tipologie di scritti che furono
re il «vero insegnamento» (significato letterale di «ortodos- importanti per la vita delle prime Chiese cristiane. Come
38 Gesu non l'ha mai detto Le origini dei testi sacri cristiani 39

spero risulti evidente, iI fenomeno della scrittura fu di (che non aveva ancora assunto la forma «canonica» defini-
estremo rilievo per queste comunita e per i cristiani che ne tiva). Per gli autori del Nuovo Testamento, compreso il no-
facevano parte. A differenza di quanto accadeva in altre stro primo autore, Paolo, Ie «Scritture» erano la Bibbia
religioni dell'lmpero, i libri furono fin dal principio al ebraica, la raccolta di libri che Dio aveva dato al suo popolo
centro stesso della religione cristiana. e che profetizzavano l'avvento del messia, Gesu.
Essi raccontavano Ie storie di Gesu e dei suoi apostoli Non trascorse molto tempo, tuttavia, prima che i cri-
(che i cristiani ripetevano sempre), impartivano istruzioni stiani iniziassero ad accettare altri scritti attribuendovi un
su cio in cui credere e come vivere, univano in una Chiesa valore pari a quello delle Scritture ebraiche. Tale accetta-
universale comunita geograficamente separate, sosteneva- zione puo avere avuto Ie sue radid proprio nell'insegna-
no i cristiani in tempi di persecuzione e davano loro mo- mento di Gesu; i suoi diseepoli, infatti, ritenevano la sua
delli di fedelta da emulare di fronte alia tortura e alia mor- interpretazione delle Sacre Scritture autorevole quanto Ie
te. Non offrivano sol tanto buoni consigli, benslla retta parole stesse delle Scritture. Gesu poteva avere incorag-
dottrina, ammonendo contro i falsi insegnamenti di altri giato questo giudizio con il modo in cui esprimeva alcuni
ed esortando ad accettare Ie dottrine ortodosse. Infine, dei suoi insegnamenti. Nel Discorso della montagna, per
permettevano ai cristiani di conoscere iI vero significato di esempio, viene riportato che Gesu enuncia la legge data
altri scritti, fomendo una guida su eosa pensare, come pra- da Dio a Mose per poi offrirne la propria e piu radicale in-
ticare iI eulto e come comportarsi. I libri furono senza al- terpretazione, sottolineandone I'autorevolezza. E questa
cun dubbio essenziali per la vita dei cristiani delle origini. accade nelle cosiddette Antitesi narrate in Matteo, capitolo
5. Gesu dice: «Avete inteso che fu detto agli antichi: Non
La fOI'Jnazione del can one cristiano uccidere [uno dei dieci comandamenti] ... Ma io vi dico:
chiunque si adira con iI proprio fratello, sara sottoposto a
Alcuni di questi Iibri cristiani finirono per essere conside- . giudizio». Cio che Gesu afferma nella sua interpretazione
rati non solo degni di essere letti, rna anche di assoluta au- della legge appare autorevole quanta la stessa legge. Gesu
torevolezza per Ie dottrine e Ie pratiche dei fedeli: diven- diee: «Avete inteso che fu detto: Non commeltere adulterio
tarono Sacre Scritture. [un altro dei died comandamenti]. Ma io vi dieo: chi un-
que gt'tarda una donna per desiderarla ha gia comrnesso
Le origini di un canone cristiano adulterio con lei nel suo cuore». •
• In alcune occasioni queste interpretazioni autorevoli
La formazione del canone cristiano delle Sacre Scritture delle Scritture sembrano in realta annullare Ie norme stes-
fu un processo lungo e complicato e in questa sede non oc- se in esse contenute. Per esempio, Gesu dice: «Fu pure
corre che io tratti I'argomento in dettaglio. 9 Come ho gia os- detto: Chi ripudia fa propria moglie, Ie dia ['alto di ripudio [un
servato, in un certo senso i cristiani ebbero un canone fin dal precetto che si trova in Dt 24,1]. Ma io vi dieD: chiunque ri-
principio, perche il fonda tore stesso della loro religione era pudia sua moglie, eccetto iI easo di concubinato, la espone
un maestro ebreo che accettava la Torah come autorevole all'adulterio e chi un que sposa una ripudiata eommette
scrittura di Dio e ne insegnava ai propri seguaci l'interpre- adulterio». E difficile eomprendere come si possa seguire
tazione. I prirni cristiani erano discepoli di Gesu che accet- il comandamento di Mose di dare un certificato di divor-
tavano come propri testi sacri i libri della Bibbia ebraica zio, se di fatto il ripudio non e un'opzione ammissibile.
40 Gesu non l'ha mai detto Le origini dei testi sacri cristiani 41

In ogni caso, gli insegnamenti di Gesu furono presto passi tratti da questi precedenti scritti (in contrapposizione
considerati autorevoli quanta i pronunciamenti di Mose, ad appena una dozzina di citazioni dalle Sacre Scritture
vale a dire quelli della stessa Torah. Cia risulta ancor pili ebraiche), affermandone l'autorita per la situazione che i fi-
chiaro in seguito, in epoca neotestamentaria, nella Prima lippesi stavano affrontando. In un punto sembra chiamare
lettera a Timoteo, attribuita a Paolo, ma che diversi studio- «Scritture» la lettera di Paolo agli efesini. Pili in generale, si
si presumono scritta in suo nome da un discepolo pili tar- limita a citare oppure ad alludere a scritti precedenti, dan-
do. In 1 Tm 5,18 l'autore sollecita i suoi lettori a pagare i done per scontata l'autorevolezza per la comunita. lO
propri presbiteri e sostiene la sua esortazione citando «Ia
Scrittura». L'interessante e che poi cita due passi, uno della
Torah «<Non metterai la museruola al bue che trebbia», DI
II ruolo della liturgia cristiana nella Jormazione del canone
25,4) e I'altro tratto dalle parole di Gesli «<Illavoratore ha Sappiamo che, qualche tempo prima della lettera di Po-
diritto al suo salario», Lc 10,7). Sembra che per questa au- licarpo, durante Ie funzioni i cristiani ascoltavano la lettu-
tore Ie parole di Gesli valgano gia quanto Ie Seritture. ra delle Sacre Scritture ebraiche. L'autore della Prima let-
Ne gli insegnamenti di Gesli erano i soli eonsiderati sa- tera a Timoteo, per esempio, sollecita iI destinatario della
cri da questi eristiani di seeonda 0 terza generazione. Cia sua missiva: «dedicati alia lettura [pubblica], all'esortazio-
valeva anche per gli scritti dei suoi apostoli. La prova si ha ne e all'insegnamento» (4,13).
nella Seconda lettera di Pietro, l'ultimo testa del Nuovo Come abbiamo visto nel caso dell'epistola ai colossesi,
Testamento in ordine di scrittura, un testa che quasi tutti sembra che Ie lettere dei cristiani venissero lette anehe alla
gil studiosi ritengono non essere state in realta seritto da •
comunita riunita. E ci e nota che, entro la meta del II seeo-
Pietro, bens! da uno dei suoi diseepoli. Nel capitolo 3 l'au- 10, una buona parte delle funzioni cristiane implieava la
tore fa riferimento a falsi maestri che distorcono il signifi- pubblica lettura di brani delle Sacre Scritture. Da un bra-
cato delle lettere di Paolo per far dire loro cia che vogliono, no molto discusso degli scritti dell'intellettuale e apologe-
«al pari delle altre Scritture» (2 PI 3,16). II evidente ehe qui
ta cristiano Giustino martire, per esempio, si ricava un'i-
Ie lettere di Paolo sono intese come Sacre Scritture.
dea di cia che comportava una funzione religiosa nella
Subito dopo iI periodo neotestamentario, a1cuni scritti
sua citta natale, Roma:
cristiani venivano citati come testi autorevoli per la vita e Ie
dottrine della Chiesa. Un esempio notevole e una lettera E nel giomo chiamato «del Sole» ci si raduna tutti insieme, abi~

scritta agli inizi del II secorD da Policarpo, iI vescovo di tanti delle citta 0 delle campagne, e si leggono Ie memorie degli
aposloli 0 gli scrilli dei profeli, finche it tempo 10 consenle. Poi,
Smime gia menzionato. La Chiesa di Filippi gli domando
quando illettore ha terminato, il preposto, con un discorso, ci am-
conSiglio, soprattutto in merito a un caso riguardante uno monisce ed esorla a imitare quesli buoni esempi (1 Apologia, 67).
dei responsabili che era evidentemente implicato in qual-.
che forma di mala amministrazione finanziaria all'intemo Sembra probabile che l'uso liturgico di alcuni testi cri-
della Chiesa (forse appropriazione indebita di fondi eccle- stiani, per esempio <de memorie degli apostoli» (con cui di
siastici). La lettera di Policarpo ai filippesi, giunta fino a noi, solito si intendono i vangeJi), ne aumentasse il prestigio
e interessante per diversi motivi, non ultimo la sua propen- agli occhi di molti fedeli, facendoli considerare autorevoli
sione a citare scritti cristiani precedenti. In appena quattor- quanta Ie Sacre Scritture ebraiche (<<gli scritti dei profeti»).
dici capitoletti, Policarpo menziona pili di un centinaio di
Le origini dei testi sacri cristiani 43

II ruolo di Marcione nella Jormazione del canone di Gesu (e di Paolo) non fosse, pertanto, il Dio dell'Antico
Testamento. Esistevano, in realta, due diversi dei: il Dio
In base aIle testimonianze superstiti siamo in grado di degli ebrei, che aveva creato il mondo e chiamato Israele a
risalire anche pili da vicino alla formazione del canone essere it suo popolo dandogli la sua severa legge, e il Dio
cristiano delle Sacre Scritture. Nella stessa epoca in cui di Gesu, che aveva mandato Cristo nel mondo per salvare
scriveva Giustino, verso la meta del II secolo, a Roma era la gente dall'adirata vendetta del Dio creatore degli ebrei.
attivo anche un altro illustre cristiano, il maestro filosofo Mardone credeva che questa interpretazione di Gesu
Marcione, in seguito dichiarato eretico. l1 Marcione e per fosse insegnata dallo stesso Paolo, e cosi, naturalmente, il
molti aspetti una figura affascinante. Era giunto aRoma suo canone includeva Ie died lettere di Paolo a sua dispo-
dall' Asia Minore, dopo avere fatto fortuna in quella che sizione (tutte quelle comprese nel Nuovo Testamento ec-
era senza dubbio un'attivita nel settore delle costruzioni cetto Ie due epistole pastorali a Timoteo e la lettera a Tito).
navali. Arrivato nella capitale, elargi una cospicua dona- E poiche Paolo qualche volta parlava del suo «vangelo»,
zione alla Chiesa romana, anche, e assai probabile, per ot- Mardone incluse nel canone un vangelo, una forma di
ten erne i favori. Resto a Roma cinque anni, dedicando quello che e ora il Vangelo di Luca. E questo era tutlo. II
gran parte del suo tempo a insegnare la propria interpre- canone diMarcione era composto da undici testi: nessun
tazione della fede cristiana e a elaborame i dettagli in nu- Antico Testamento, solo un vangelo e died epistole. Ma
merosi scritti. La sua produzione letteraria forse pili im- non basta: Mardone era giunto a credere che dei falsi cre-
portante non fu qualcosa che scrisse, bensi qualcosa di cui denti, che non condividevano la sua interpretazione della
curD I'edizione. Marcione fu il primo cristiano del quale fede, avessero diffuso questi undid libri copiandoli e ag~
sappiamo che redasse un vero e proprio «canone» delle giungendo qua e la delle parti per adeguarli aile proprie
Sacre Scritture, vale a dire una raccolta di libri che, come convinzioni, inclusa I'«errata» opinione che il Dio dell' An-
affermava, costituivano i testi sacri della fede. tico Testamento fosse anche it Dio di Gesu. E cosi Marcione
Per comprendere questa iniziale tentativo di fissare il «corresse» gli undid libri del suo canone eliminando i rife-
canone, dobbiamo sapere qualcosa di piu circa I'insegna- rimenti al Dio dell'Antico Testamento 0 alia creazione co-
mento di Marcione. Questi era assorbito dalla vita e dalle me opera del vero Dio, 0 alia legge come qualcosa da os-
dottrine dell'apostolo Paolo, da lui considerato l'unico servare.
«vero» apostolo della Chiesa delle origini. In alcune sue Come vedremo, il tentativo di Marcione di rend ere i
lettere, come quella ai romani e quella ai galati, Paolo ave- suoi testi sacri pili conformi al suo insegnamento modifi-
va insegnato che una buona reputazione al cospetto di Dio candoli non era proprio una novita. Sia prima sia dopo di
derivava solo dalla fede in Cristo, non dal compimento di lui, i copisti della prima letteratura cristiana di tanto in
alcuna delle opere prescritte dalla legge ebraica. Marcione tanto modificarono i loro testi affinche dicessero quello
condusse questa differenziazione fra la legge ebraica e la che gia si pensava dovessero significare.
fede in Cristo a quella che riteneva la sua conclusione logi-
ca, I'esistenza di una distinzione assoluta fra la legge da
II canone «ortodosso» dopo Marcione
una parte e il vangelo dall'altra. Vangelo e legge erano a
dire il vero tanto diversi da non poter essere venuti en- Molti studiosi sono convinti che fu proprio in opposi-
trambi dallo stesso Dio. Marcione ne deduceva che il Dio zione a Marcione che crebbero Ie preoccupazioni di altri
44 Gesu non l'ha mai del to Le origini dei testi sacri cristiani 45
. cristiani di definire i contomi di quello che sarebbe diven- I dibattiti suI profilo del can one proseguirono per molti
tato, il canone del Nuovo Testamento. secoli. Nel complesso, pare che i cristiani fossero preoccu-
E interessante notare che, ai tempi di Marcione, Giusti- pati di conoscere quali testi accettare come autorevoli per
no poteva parlare in modo piuttosto vago delle «memorie sapere: 1) quali libri dovessero essere letti durante Ie fun-
degli apostoli» senza indicare quali di questi testi (presu- zioni e, in relazione a questo, 2) su quali libri si potesse fare
mibilmente i vangeli) fossero accettati nelle Chiese ne per- affidamento come guide attendibili per cib in cui credere e
che, mentre una trentina di anni dopo un altro scrittore su come comportarsi. Le decisioni circa i libri da considera-
cristiano, altrettanto contrario aile idee di Marcione, as- re canonici non furono automatiche ne prive di problerni; Ie
sunse una posizione molto pili perentoria. Si trattava di discussioni furono lente, prolungate e talvolta aspre.
Ireneo, vescovo di Lione, in Gallia (l'attuale Francia), che Oggi molti cristiani possono pensare che il canone del
scrisse un'opera in cinque volumi contro gli eretici come Nuovo Testamento sia semplicemente comparso sulla sce-
Marcione e gli gnostici, e che aveva idee molto chiare in na un giomo, poco dopo la morte di Gesu, rna nulla po-
merito a quali libri dovessero essere considerati fra i van- trebbe essere piu lontano dalla verita. Da quanto risulta
geli canonici. documentato, siamo in grado di indicare con esattezza la
In un passo, spesso citato, della sua opera Contra Ie ere- prima volta in cui un cristiano elencb i ventisette libri del
sie, Ireneo afferma che non soltanto Marcione, rna anche nostro Nuovo Testamento, ne piu ne meno, come i libri .
altri «eretici» avevano supposto erroneamente che solo del Nuovo Testamento. Per quanta possa sembrare sor-
uno 0 l'altro dei vangeli dovesse essere accettato come te- prendente, questo cristiano scriveva nella seconda meta
sto sacro: i giudeocristiani, che sostenevano il valore sem- del IV secolo, quasi trecento anni dopo che tali libri erano
pre attuale della legge, si servivano solo di Matteo; certi stati scritti. L'autore era il potente vescovo di Alessandria
gruppi, secondo i quali Gesli non era davvero il Cristo, ac- di nome Atanasio. Nell' anno 367 e.c., Atanasio scrisse la
cettavano solo il Vangelo di Marco; Marcione e i suoi se- sua annuale lettera pastorale aile Chiese d'Egitto sotto la
guaci ammettevano solo (una versione di) Luca; e un sua giurisdizione e vi incluse dei consigli riguardo a quali
gruppo di gnostici denominati valentiniani accoglievano libri dovessero essere letti come Sacre Scritture. Ne elenca !

soltanto Giovanni. Tutti costoro erano in errore, perche ventisette, escludendo tutti gli altri.
II questa il primo esempio rimastoci di qualcuno che
i vangeli non possono essere ne pill: ne meno di questi. Infatti, identifichi la nostra serie di libri come il Nuovo Testamen-
poiche sono quattro Ie regioni del mondo, nel quale siamo, e quat-
Iro i venti diffusi su tutta 10 terra, e la Chiesa edisseminata su tutta to. Ma neppure Atanasio risolse la questione. I dibattiti
Ia terra, e colonna e sostegno della Chiesa e il vangelo ... e naturale proseguirono per decenni, addirittura per secoli. I libri
(he essa abbio quattro colonne ... (Contro Ie eresie, 3,11,8). che chiamiamo Nuovo Testamento furono riuniti in un ca-
none e considerati una volta per tutte «Sacre Scritture» so-
In altre parole, quattro angoli della terra, quattro venti, lo centinaia di anni dopo la loro prima comparsa.
quattro colonne e dunque, di necessita, quattro vangeli.
E cosi, verso la fine del II secolo, vi erano cristiani che
sostenevano che quelli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni I lettori degli scritti cristiani
fossero i vangeli e che non ne esistessero ne di piu ne di Nel paragrafo precedente, l'analisi e stata impemiata sul-
meno. Ia canonizzazione delle Scritture. Come abbiamo visto,
46 Gesu non l'ha rna; detto I.e origini de; testi sacri crisiiani 47

tuttavia, nei primi secoli i cristiani scrivevano e leggevano tutte Ie societa hanno avuto solo una piccola minoranza di
molti tipi di libri, non solo i libri che infine entrarono nel persone in grado di leggere e scrivere.
Nuovo Testamento. Esistevano altri vangeli, atti, epistole Cio vale anche per societa antiche che potremmo piu fa-
e apocalissi, cronache di persecuzioni, racconti di martiri, cilmente coHegare con la lettura e la scrittura; per esempio
apologie della fede, ordini ecclesiastici, attacchi contro gli Roma durante i primi secoli cristiani, 0 perfino Ia Grecia
eretici, lettere di esortazione e di insegnamento, interpre- durante il periodo classico. II piu autorevole studio sull' al-
tazioni delle Sacre Scritture: tutta una letteratura che con- fabetismo nell'antichita, scritto da William Harris, docente
tribui a definire il cristianesimo e a renderlo la religione alla Columbia University, rivela che nel migliore dei perio-
che arrivo a essere. In questa fase della nostra disamina di e dei luoghi (per esempio, Atene all'apogeo del periodo
sarebbe utile porsi un interrogativo fondamentale riguar- classico, nel V secolo a.e.c.),13 di rado Ie percentuali di aIfa-
do a tutte queste opere. In effetti, chi Ie leggeva? betismo superavano il 10-15 per cento della popolazione.
La domanda sembrerebbe piuttosto stravagante nel Invertendo i dati, cio significa che nelle circostanze piu fa-
mondo moderno. Se alcuni autori scrivono libri per cri- vorevoli 1'85-90 per cento della popolazione non sapeva ne
stiani, e presumibile che chi li legged saranno i cristiani. leggere ne scrivere. Nel I secolo dopo la venuta di Cristo e
Riferita al mondo antico, invece, la domanda e di partico- verosimile ritenere che in tutto l'Impero romano Ie percen-
lare rilevanza, perche aHora la maggioranza delle persone tuali di aifabetismo fossero inferiori. 14
non era in grado di leggere. A conti fatti, anche stabilire cosa significhi leggere e
L' alfabetismo e uno stile di vita per chi, fra noi, vive scrivere e una faccenda assai complessa. Molte persone,
neU'Occidente moderno. Leggiamo sempre, ogni giomo. per esempio, sanno leggere, rna non sono in grado di
Leggiamo giornali, riviste e libri di ogni tipo: biografie, comporre una frase. E che cosa significa leggere? Chi rie-
romanzi, manuali, libri di bricolage, di diete, di religione, sce a capireJ fumetti rna non l'articolo di fondo e capace
di filosofia, di storia, memorie e cosi via. Ma la nostra at- di leggere? E lecito dire che una persona e in grado di scri-
tuale propensione per Ia lingua scritta ha poco ache vede- vere se sa firmare, rna non e capace di copiare una pagina
re con Ie pratiche di lettura e Ie realM. dell'antichita. di testo?
Gli studi al riguardo hanno dimostrato che quella che Questo problema di definizione si fa ancor piu accen-
potremmo definire aifabetizzazione di massa e un feno- tuato per il pas sa to, giacche gli stessi antichi avevano diffi-
meno modemo, apparso solo con l'avvento della Rivolu- colta a definire che cosa significasse essere istruito. Uno
zione industriale)2 Solo quando Ie nazioni hanno potuto dei piu famosi esempi ci viene dall'Egitto nel II secolo del-
considerare un vantaggio economico che quasi tutti fosse- I'era cristiana. Oal momenta che la maggioranza delle per-
ro in grado di leggere sono state disposte a dedicarvi Ie sone non sapeva scrivere, per gran parte dell'antichita vi
imponenti risorse (in particolare tempo, denaro e risorse furono «iettori» e «scrittori» locali che si prestavano a lavo-
umane) necessarie a garantire che tutti ricevessero un'i- rare per coloro che dovevano condurre affari che richie-
struzione di base imparando a leggere e a scrivere. Nelle dessero testi scritti: ricevute di imposte, contratti legali, li-
societa non industriali esisteva un disperato bisogno di cenze, lettere personali e simili. In Egitto esistevano dei
quelle risorse per altri scopi e I' aifabetismo non avrebbe funzionari locali cui era assegnato il compito di sovrinten-
aiutato ne I'economia ne il benessere della societa nel suo dere a determinati incarichi govemativi che richiedevano
complesso. Oi conseguenza, fino all'era moderna, quasi la scrittura. Di solito Ie mansioni di scriba locale {o di vil-
48 Gesu non l'lla mai defto Le origini dei testi sacri cristiani 49

laggio) non erano ambite: come accadeva con molte cari- di scrivere» nell'antichita, quante persone erano in realta

che amministrative «ufficiali», coloro ai quali veniva ri- capaci di leggere dei testi e comprenderli? E impossibile
chiesto di assumerle dovevano pagare di tasca propria per fornire un dato preciso, rna la percentuale non era certo
I'occupazione. In aItre parole, tali impieghi toccavano ai molto elevata. Vi sono motivi di ritenere che all'interno
membri piu ricchi della societa e comportavano una sorta delle comunita cristiane il numero fosse anche inferiore ri-
di prestigio, rna esigevano il dispendio di fondi personali. spetto al complesso della popolazione. Questo perche
L'esempio per illustrare il problema di definizione del- sembra che i cristiani, specie agli esordi del movimento,
I' alfabetismo riguarda uno scriba egiziano di nome Pe- provenissero in maggioranza dalle classi inferiori, non
taus, del villaggio di Karanis, nell' Alto Egitto. Come acca- istruite. Esistevano sempre delle eccezioni, e naturale, co-
deva spesso, Petaus fu assegnato a incarichi in un altro me l' apostolo Paolo e gli altri autori Ie cui opere riusciro-
villaggio, Ptolemais Hormu, dove gli fu affidata la sovrin- no a entrare nel Nuovo Testamento, senza dubbio abili
tendenza degli affari finanziari e agricoli. Nell' anno 184 scrittori; gran parte dei fedeli, tuttavia, proveniva dalle fi-
e.c., Petaus ricevette alcune lamentele riguardanti un altro le degli analfabeti.
scriba di Ptolemais Hormu; un uomo di nome Ischyrion, Cia e senz'altro vero per i primissimi cristiani, che sa-
che era stato assegnato altrove. Gli abitanti del villaggio rebbero diventati i discepoli di Gesu. Nei racconti dei
sotto la sua giurisdizione erano scontenti, perche Ischy- vangeli scopriamo che la maggioranza dei seguaci sana
rion non era in grado di adempiere ai suoi obblighi in . semplici popolani di Galilea, per esempio pescatori ilJette-
quanto, essi dicevano, era dIletterato». Quando si occupo rati. Due di essi, Pietro e Giovanni, sono esplicitamente
della controversia, Petaus sostenne che Ischyrion non £os- definiti «senza istruzione» negli Atti (4,13). L'apostolo
se affatto ilIetterato, giacche aveva firmato con il suo no- Paolo fa notare alIa congregazione di Corinto: «non molti
me una serie di documenti ufficiali. In altre parole, per Pe- tra voi sono stati sapienti secondo il metro umano» (1 Cor
taus «aIfabetismo» significava solo la capacita di firmare 1,26), il che potrebbe significare che solo pochi erano
con il proprio nome. istruiti, non la maggioranza. Se passiamo al II secolo cri-
Lo stesso Petaus aveva difficolta a fare molto di piu. Si stiano, la situazione non sembra cambiare molto. Come
dll il caso che possediamo un frammento di papiro su cui ho osservato, alcuni intellettuali si convertirono alla fede,
si esercitava nella scrittura e suI quale verga, dodici volte, rna quasi tutti i cristiani provenivano dalle classi inferiori
Ie parole (in greco) con cui doveva sottoscrivere i docu- e ilIetterate.
menti ufficiaIi: «10 Petaus, 10 scriba del villaggio, ho pre- Questo e testimoniato da diverse fonti. Una delle piu
sentato questo». II fatto curiosa e che Ie prime quattro vol- interessanti e un avversario pagano della religione cristia-
te copio la frase in modo corretto, rna la quinta tralascio la na di nome Celso, vissuto suI finire del II secolo. Celso
prima lettera delI'ultima parola e per Ie restanti sette volte scrisse un libro intitolato II discorso della verita, nel quale
continuo a tralasciarIa, dimostrando che non stava ver- attaccava il cristianesimo per varie ragioni, sostenendo
gando vocaboIi di cui conosceva la grafia, bensl soltanto che era una religione stolta e pericolosa, che avrebbe do-
copiando la riga precedente. Ii evidente che non era in gra- vuto essere cancellata dalla faccia della terra. Purtroppo,
do di leggere neppure Ie semplici parole che stava trascri- non siamo in possesso del Discorso della veriti:i: tutto cia
vendo. E lui era 10 scriba ufficiale del postO!15 che abbiamo sono citazioni di questa testa negli scritti del
Se annoveriamo Petaus fra quelIi «in grado di leggere e famoso padre della Chiesa Origene, che visse circa set-
50 Gesu non l'ha rnai detto Le origini dei testi sacri cristiani 51

tant'aruti dopo Celso e cui fu chiesto di dare una risposta Origene risponde che i veri credenti cristiani sono in
a quelle accuse. II testa di Origene, Contra Celso, si e con- . realtil. sapienti (alcuni, in effetti, hanno ricevuto una buo-
servato e rappresenta la nostra principale fonte di infor- na istruzione), rna 10 sono in relazione a Dio e non aile co-
mazioni su quanta il colto critico aveva asserito nel suo li- se di questa mondo. In altre parole, non nega che la comu-
bro contro i cristiani. 16 Infatti, una delle caratteristiche ni ta cristiana sia composta in larga misura da membri
importanti del testo di Origene e che cita per esteso la pre- delle classi inferiori, prive di istruzione.
cedente opera di Celso, riga per riga, prima di offrirne la
confutazione. Cia consente di ricostruire con discreta pre- Letture pubbliche nell' antichita cristiana
cisione Ie affermazioni di Celso. Una di queste e che i cri-
stiani sono gente ignorante appartenente aile classi infe- Nel cristianesirno delle origini sernbra dunque esservi
riori. II fatto sorprendente e che nella sua risposta Origene una situazione paradossale. Si trattava di una religione
non 10 nega affatto. Leggete con attenzione Ie seguenti ac- del libra, con scritti di ogni sorta che si rivelavano di
cuse avanzate da Celso: estrema importanza per quasi ogni aspetto della fede.
Tuttavia la maggioranza delle persone non era in grade di
costoro [i cristianij possiedono precetti di tal natura: «Nessuno leggere quegli scritti. Come si puo giustificare un tale pa-
si avanzi, che sia persona istruita, nessuno che sia saggio, nessuno
radosso?
fomito di giudizio! Queste doti da noi son considerate pessime! Ma
se c'e qualcuno ignorante, qualcuno insensato, qualcuno fiducio-' A dire il vero, la faccenda non e poi cosi strana se ricor-
so!» (Contra Celsa, 3,44). diarno quanta accennato in precedenza, ossia che durante
tutta l'antichitil. comunita di ogni tipo erano in genere so-
Ecco che noi vediamo questa gente, la quale nelle piazze va a lite avvalersi dei servigi delle persone istruite a beneficio
esporre gli arcani della sua dottrina e fa la questua, non accostan- degli illetterati. Perche nel mondo antico <<ieggere» un li-
dosi mai a una riunione di uomini avveduti, ne osando mai svelare bro non significava di regola leggerJo per se stessi, rna
in mezzo a essa i loro pili riposti segreti; rna la dove vedono fan- piuttosto leggerlo ad alta voce, per altri. Era possibile dire
ciulli e gran numero di schiavi e folla di uomini stupidi, eS5i vi si che si era letto un libra quando, invece, se ne era ascoltata
precipitano e si pavoneggiano (Contra Celsa, 3,50).
la lettura fatta da altri. Appare inevitabile concludere che
Ecco, noi possiamo vedere aneora neUe abitazioni private lavo-
nel movimento cristiano delle origini i libri, per importan-
ratori di lana e ciabattini e Iavandai e insomma gli uomini piu illet- ti che fossero, venivano quasi sempre letti ad alta voce in
terati e grossolani, i quali non oserebbero aprir bocea davanti ai ambito sociale, per esempio nei luoghi di culto.
maestri piu anziani e avveduti. Ebbene, una volta che essi hanna A questa punto e opportuno ricordare Ie istruzioni di
tratto in dis parte e si sono impadroniti dei ragazzi, e insieme a essi Paolo al suo uditorio di tessalonicesi: la sua lettera deve
di alcune donnicciole ignoranti, allora lanciano delle sentenze stu- essere letta «a tutti i fratelli e a tutte Ie sorelle» (1 Ts 5,27).
pefacenti, come, per esempio, che non si deve star dietro al padre e Cia significava ad alta voce, in comunita. E I'autore della
ai maestri ... dicono che costoro non fanno che danciare e sana stu-
lettera ai colossesi scrisse: «E quando avrete Jette questa
pidi ... Se ne hanno voglia, che piantino pure il padre e i loro mae-
str~ d~ sc.uol~1 e si rechino con Ie donnicciole e con i piccoli compa-
lettera, fate in modo che venga letta nella Chiesa dei Lao-
gnl dl glOchl nella capanna del cardatore 0 del ciabattino 0 nella dicesi e anche voi leggete quella inviata ai Laodicesi» (Col
lavanderia, per poter guadagnare la perfezione: e dicendo queste 4,16). Ricordiarno, inoltre, il racconto di Giustino martire:
eose persuadon la gente! (Cantro Celsa, 3,55). «E nel giorno chiamato "del Sole" ci si raduna tutti insie-
52 Gesu non l'ha mai delta

me, abitanti delle citta 0 delle campagne, e si leggono Ie II


memorie degli apostoli 0 gli scritti dei profeti, finche il
I copisti dei primi scritti cristiani
tempo 10 consente» (1 Apologia, 67). Lo stesso motivo ri-
corre in altri scritti del cristianesimo delle origini. Nell' A-
pocalisse, per esempio, si dice: «Beato chi legge e beati co-
loro che ascoltano Ie parole di questa profezia» (Ap 1,3),
un chiaro riferimento alIa pubblica lettura del testo. In un
libro meno noto della meta del II secolo, denominato Se-
conda lettera di Clemente, in relazione aIle sue parole di
esortazione l'autore spiega: <<Vi leggo una richiesta di pre-
stare attenzione a cio che e stato scritto, affinche possiate
salvare voi stessi e col ui che e il vostro lettore» (2 Clemen-
te, 19,1).
In breve, i libri che erano della massima importanza nel
cristianesimo delle origini venivano in genere letti ad alta
voce da coloro che erano in grado di leggere cos1 che gli il-
letterati potessero ascoltarli, comprenderli e anche stu-
diadi. Sebbene il primo cristianesimo Fosse composto per
10 piu da fedeli ignoranti, era una religione assai legata ai-
le lettere.
,
E tuttavia necessario trattare altre questioni fondamen-
tali. Se i libri erano cosi importanti per i primi cristiani, se
venivano letti alle comunita cristiane in tutto il Mediterra-
neo, in quale modo Ie comunita ottenevano quei libri? Co-
me furono messi in circolazione? AlI'epoca non esistevano
l'editoria elettronica ne mezzi di riproduzione elettronici e
neppure i caratteri mobili. Se Ie comunita dei credenti otte-
nevano copie di diversi libri cristiani in circolazione, come
se Ie procuravano? Chi eseguiva la copiatura? E, cosa della
, .

massima rilevanza per I'argomento primario della nostra


indagine, come possiamo (0 come potevano) sapere che Ie
copie che ricevevano erano precise, che non erano state
modificate durante il processo di riproduzione? •
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Nel mondo antico I'unico modo per riprodurre un libro
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era farlo a mano, lettera per lettera, una parola alia volta .
Era un processo lento e minuzioso, rna non esisteva alter-
nativa. Abituati corne siamo a veder comparire sugli scaf-
Una pagina del Codex VaticallIIs del IV secolo, con una nota a margine (fra la pri. fali delle principali catene di librerie molteplici copie di li-
ma e la second a colonna) in cui uno scriba medievale apostrofa un predecessore
per avere a lterato iI testo: .. $ciocco e canaglia, lascia stare la lezione antica, non bri a distanza di appena pochi giorni dalla pubblicazione,
modificarla! ... (Per gentile concessione di Bart Ehrmal1) oggi diamo per scontato che una copia, per esempio del
Codice da Vinci, sara esattamente uguale all'altra. Nessuna
delle parole subira mai variazioni: qualunque copia leg-
giamo, illibro sara identico. Nel mondo antico la situazio-
ne era diversa. Proprio corne non esisteva la possibilita di
una facile distribuzione in grandi quantita (niente carnion
ne aerei ne ferrovie), COS! non era possibile una produzio-
ne di massa (non esistevano torchi da stampa). E dovendo
essere copiati a mano, uno alia volta, con lentezza e minu-
ziosita, la maggior parte dei libri non era prodotta in serie.
56 Gesu non l'ha mai delta 1 copist; dei primi scritti cristiani 57

I pochi che venivano pubblicati in pili copie non erano tut- «alcune cose che non hanno sensibilita, come illibro che
ti uguali, perche gli scribi che li copiavano vi apportavano spes so abbiamo gettato perchE' scritto in caratteri troppo
inevitabilmente delle modifiche, cambiando Ie parole che piccoli, e abbiamo strappato perche picno d'errori».2 Leg-
trascrivevano, per caso (attraverso errori di scrittura 0 al- . gere un testa traboccante di «refusi» (ossia di errori del
tre negligenze) 0 di proposito (alterandole intenzional- copista) doveva essere un'esperienza frustrante, quanto
mente). Nell'antichita chiunque leggesse un libro non po- basta per dare in escandescenze.
teva mai essere del tutto sicuro di leggere cib che l' autore Un esempio divertente 10 troviamo in uno degli epi-
aveva scritto. I termini potevano essere stati cambiati. Di grammi dell' arguto poeta romano Marziale, che fa sapere
fatto, era probabile che cib fosse accaduto, sia pure in mi- ai suoi lettori:
nima parte. Se in questi epigrammi troverai, 0 lettore, delle espressioni trap-
Al giorno d' oggi, un editore pubblica un determinato po Dscure 0 non schiettamente latine, non dare la colpa a me; Ii ha
numero di libri inviandoli nelle librerie. Nel mondo anti- guastati 10 scrivano nella fretta di copiarli per teo Se poi crederai
co, dal momento che i libri non venivano prodotti in serie che la colpa sia mia e non della scrivano, aHora penserb che non hai
e che non esistevano case editrici ne librerie, la situazione un briciolo d'intelligenza. «Ma questi epigrammi sono brutti.)} Co-
me se io negassi una eosa cosi evidente! Si, sana brutti, rna tu non
era diversa.l Di solito un autore scriveva un libro e magari
ne fai di migliori.'
faceva S1 che un gruppo di amici 10 leggesse 0 ne ascoltas-
se la lettura. Cib avrebbe offerto un' occasione di modifica- Copiare testi implicava la possibilita di errori manuali,
re parte dei contenuti dellibro. Poi, quando l' autore ave- problema che fu ampiamente riconosciuto durante tutta
va finito l' opera, ne faceva produrre delle copie per alcuni I' antichita.
amici e conoscenti. Questo era l' atto della pubblicazione:
illibro non era pili soltanto sotto il controllo dell'autore, La copiatura negli ambienti
era in mano ad altri. Se queste altre persone ne volevano del cristianesimo delle origini
ulteriori copie, da dare ad altri membri della famiglia 0 ad
amici, dovevano organizzarsi per farle eseguire, per e- Nei primi testi cristiani abbiamo numerosi riferimenti aile
sempio, da uno scriba del posto che si guadagnava da vi- pratiche della copiatura.' Uno dei pili interessanti viene
vere in questo modo, oppure da uno schiavo istruito che da un testa popolare dell'inizio del II secolo, denominato
copiava testi come parte dei suoi doveri domestici. II pastore di Erma. Pra il II e il IV secolo questa libro fu una
Sappiamo che il procedimento poteva essere di una len- lettura diffusa; alcuni cristiani ritenevano che dovesse es-,
tezza e di una imprecisione esasperanti e che Ie copie pro- . sere considerato parte del canone delle Sacre Scritture. E
dotle in questo modo potevano finire per essere assai di- anche compreso fra i libri del Nuovo Testamento in uno
verse dagli originali. Ne abbiamo testimonianza dagIi dei rrtanoscritti superstiti pili antichi, il famoso Codex Si-
stessi scrittori classici. In questa sede mi limiterb a citare naiticus del IV secolo.
un paio di interessanti esempi del I secolo e.c. In un famo- Nellibro, un profeta cristiano di nome Erma riceve di-
so saggio suI problema dell'ira, il filosofo romano Seneca verse rivelazioni, alcune riguardanti eventi futuri, altre re-
fa notare che esiste una differenza fra !'ira rivolta contro lative alia vita personale e comune dei cristiani dell'epoca.
cib che ci ha causato un danno e l'ira per cib che non pub Verso l'inizio dellibro (e un testa lungo, pili lungo di qua-
nuocerci. Per illustrare quest' ultima categoria, menziona lunque altro libro entrato nel Nuovo Testamento), Erma
58 Gesu non l'ha mai delta 1copisti dei primi sentti cristiani 59

ha la visione di una donna anziana, una sorta di figura an- vo alIa copiatura. L'anziana donna torna e gli chi~de se ha
gelica simboleggiante la Chiesa cristiana, che legge ad alta gia consegnato illibro che ha copiato ai capi della Chiesa.
voce un libretto. La donna chiede a Erma se pub annun- Lui risponde di non averlo fatto e lei replica:
ciare ai suoi correligionari cib che ha udito. II pastore re- Hai fatto bene, perche ho da aggiungere delle parole. Quando
plica di non riuscire a ricordare tutto quello che lei ha letto dunque avrO terminato Ie parole, sara fatto conoscere per tua tra:
e la prega: «Dammi illibro per fame una copia». Dopo mite a tutti gli eletti. Scriverai pertanto due libretti e ne manderm
averlo ricevuto, lui racconta: uno a Clemente e uno a Grapte. Clemente poi 10 mandera aile citta
straniere, perche cib e affidato a lui. Grapte invece ammonira Ie ve-
La presi e mi allontanai verso un'altra parte del campo, dove co- dove e gli orfani. Tu infine 10 leggerai a questa citta, insieme con i
piai il tutto, lettera per lettera, perche non riuscivo a distinguere fra presbiteri che guidano la Chiesa (II pastore, 8,3).
Ie sillabe. E poi, quando ebbi finilo con Ie lettere dellibro, d'un !ral-
to esso mi fu lolto di mano, rna non vidi da chi (II pastore, 5,4). E COS1, al testo che aveva copiato con lentezza, Erma
doveva apportare alcune aggiunte, e ne doveva eseguire
Pur trattandosi di un libretto, copiarlo una lettera alla due copie, una delle quali era destinata a un uomo di no-
volta doveva essere un'operazione difficile. Quando Erma me Clemente che, secondo quanto apprendiamo da altri
affermadi «non riuscire a distinguere fra Ie sillabe», in- testi, potrebbe essere stato il terzo vescovo della citta di
tende forse di non essere pratico nella lettura, doe di non Roma. Forse si risale a prima che egli diventasse il capo
essere istruito come scriba di professione, in grado di leg- della Chiesa, poiche qui pare che sia un corrispondente
gere con scioltezza. Uno dei problemi dei testi gieci anti- all'estero per la comunita cristiana romana. Era una sorta
chi (che riguarda tutti i primi scritti cristiani, indusi quelli di scriba ufficiale che trascriveva i testi? L'altra copia e
del Nuovo Testamento) e che quando venivano copiati destinata a una donna di nome Grapte, forse a sua volta
non venivano usati segni d'interpunzione, non si faceva . una copista, magari addetla a produrre ulteriori esempla-
distinzione fra lettere minuscole e maiuscole e, cos a ancor ri dei testi per alcuni membri della Chiesa di Roma. Lo
pili stravagante per i lettori moderni, non si usavano spa- stesso Erma deve leggere la sua copia ai cristiani della co-
zi per separare Ie parole. Questo tipo di scrittura continua munita (la maggioranza dei quali sarebbe stata analfabe-
e denominato scriptio continua e senza dubbio poteva tal- ta e dun que inca pace di leggere il testo per proprio con-
volta rend ere ardua la lettura di un testo, per non parlare •
to), per quanta non venga mai sp1egato come S1 possa
• •

della sua comprensione. Per fare un esempio, la frase ilva- pretendere che 10 faccia se non riesce a distinguere Ie sil-
loredellafedeeindubbio sara letta con un significato ben diffe- labe una daIl' altra.
rente da un ateo e da un teista (il valore della fede ein dubbio Qui abbiamo l'opportunita di intravedere come si svol- .
e il valore della fede eindubbio).5 gessero in concreto Ie pratiche di copiatura nella Chiesa
Quando Erma afferma di non riuscire a distinguere Ie delle origini. Si pub presumere che la situazione fosse si-
sillabe, intende senz'altro dire che non sapeva leggere il mile nelle diverse Chiese sparse in tutta I'area mediterra-
testa in modo fIuente, ma era in grado di riconoscere Ie nea, anche se nessun'altra era (forse) grande quanto quella
lettere e quindi Ie copiava una alIa volta. E ovvio che non di Roma. Pochi membri scelti vi svolgevano la funzione di
sapere cosa si sta leggendo moltiplica Ie possibilita di scribi. Alcuni erano pili abili di altri: sembra che fra i dove-
commettere errori nella trascrizione. ri di Clemente vi fosse quello di diffondere la letteratura
Un po' pili avanti nella sua visione, Erma allude di nuo- cristiana; Erma se ne occupa solo perche in questa occasio-
60 Gesu non l'ha mai detto I copisti del primi seritti cristiani 61

ne il compito e stato affidato a lui. Le copie dei testi ripro- ro per vivere, rna solo membri istruiti della congregazione
dotti da questi membri istruiti della congregazione (alcuni cristiana che, grazie alla loro cultura, avevano Ie capacita
pili colti di altri) venivano poi lette all'intera comunita. e la volonta di eseguire delle copie (si veda, appunto, il ci-
Cos' altro possiamo aggiungere su questi scribi delle co- tato Erma).
munita cristiane? Non sappiamo con precisione chi fosse- A!cune di queste persone (la maggioranza?) saranno
ro Clemente e Grapte, anche se abbiamo altre informazio- forse state a capo delle comunita. Abbiamo motivo di rite-
ni su Erma, che parla di se stesso come di un ex schiavo (II nere che Ie prime autorita cristiane fossero fra i membri
pastore, 1,1). Senza dubbio era istruito e dunque piuttosto pili ricchi della Chiesa, visto che Ie tipiche riunioni eccle-
colto. Non era uno dei capi della Chiesa di Roma (non e siali avevano luogo in casa di privati (per quanta ne sap-
incluso fra i «presbiteri»), rna la tradizione posteriore so- piamo, durante i primi due secoli della Chiesa non esistet-
stiene che suo fratello fosse un uomo di nome Pius, che . tero edifici ecclesiastici) e solo Ie case dei membri pili
divento vescovo verso la meta del II secolo.' benestanti della comunita sarebbero state abbastanza
Stando cosi Ie cose, benche un tempo Erma fosse stato grandi da ospitare molte persone, poiche nelle citta anti-
uno schiavo, la sua famiglia aveva forse raggiunto un li- che quasi tutti vivevano in minuscoli appartamenti.
vello di prestigio nella comunita cristiana. Poiche, come Non e irragionevole dedume che chi ospitava si occu-
ovvio, solo Ie persone istruite potevano essere colte, e poi- passe anche della guida della Chiesa, come si desume da
che di norma ricevere un'educazione significava avere il numerose lettere cristiane giunte fino a noi, in cui I'autore
tempo e il denaro necessari (a menD che non si ricevesse sal uta il tal dei tali e «Ia Chiesa che si riunisce nella sua ca-
un'istruzione da schiavo), sembra che i primi scribi cri- sa». E probabile che questi proprietari di case benestanti
stiani fossero i membri pili ricchi e con il pili elevato gra- fossero anche pili colti, quindi non sorprende che talvolta
do d'istruzione delle cornunita in cui vivevano. vengano esortati a «leggere» alia loro congregazione delle
Come abbiamo visto, Juori dalle comunita cristiane, in opere cristiane, come abbiamo vis to, per esempio, nella
tutto il mondo romano, i testi venivano di solito copiati da Prima lettera a Timoteo (4,13): «In attesa della mia venuta,
scribi di professione 0 da schiavi capaci di leggere e scri- dedicati alia lettura [pubblica], all'esortazione e all'inse-
vere cui, nell'ambito domestico, era assegnato questa gnamento». E possibile, dunque, che i capi della Chiesa
compito. Cia significa, fra l'altro, che Ie persone che ripro- siano stati responsabili, almeno per un lungo periodo di
ducevano i testi in tutto l'Impero non erano, di regola, Ie tempo, della copiatura delle opere cristiane che venivano
persone a cui essi erano destinati. In linea di massima i co- lette alla congregazione?
pisti riproducevano Ie opere per terzi. Una delle impor-
tanti recenti scoperte degli studiosi che si interessano ai
Problemi nella copiatura dei primi testi cristiani
primi scribi cristiani, invece, e che nelloro caso avveniva
proprio il contrario. Pare che i cristiani che copiavano i te- Dal momenta che, almeno nei due 0 tre secoli iniziali della
sti fossero coloro che Ii volevano, ossia copiavano i testi Chiesa, i testi cristiani non furono copiati da scribi di pro-
per uso personale e/o comunitario, 0 10 facevano a bene- fessione,' bensl da membri istruiti delle congregazioni in
ficio di altri correligionarU In sintesi: Ie persone che tra- grado di assolvere il compito e disposti a farlo, possiamo
scrissero i primi testi cristiani non erano, almeno per la presumere che, specie nelle primissime copie, venissero
maggior parte, professionisti che eseguivano questo lavo- commessi frequenti errori nella trascrizione. In effetti, ab-
62 Gesu non I'ha mai detto I copisti dei primi scritti cristiani 63
biamo prove concrete che era proprio COS!, visto che cio era ha mutilato anche Ie lettere dell'apostolo Paolo, togliendo tutti i
argomento di occasionali rimostranze da parte dei cristiani passi in cui ]'apostolo parIa chiarissimamente del Dio che ha creato
che leggevano quei testi e tentavano di scoprire Ie parole il mondo, dicendo che questi e il Padre del Signore nostro Gesu
Cristo, e tutto cio che l'apostolo ha insegnato citando i passi prof~
originali dei rispettivi autori. Origene, per esempio, Padre
tid che preannunciano la venuta del SIgnore (Contra Ie eresre,
della Chiesa del III secolo, espresse la seguente lamentela 1,27,2).
circa Ie copie dei vangeli a sua disposizione:
Marcione non era l'unico responsabile. Pressappoco
Le differenze fra i manoscritti sana diventate grandi, per la ne-
gligenza di a!curti copisti 0 per la perversa audacia di altri; dimen-
nello stesso periodo di Ireneo viveva un vescovo ortodos-
tieano di controllare cio che hanno trascritto, oppure, mentre 10 so di Corinto di nome Dionigi, il quale lamentava che fal-
controllano, effettuano aggiunte 0 cancellazioni a lorD piacimento. 9 si credenti avessero modificato senza scrupoli i suoi scrit-
ti, proprio come avevano fatto con testi piu sacri:
Origene non fu I'unico a notare il problema. Era acca-
duto anche una settantina d'anni prima al suo avversario Quando i miei fratelli cristiani mi hanna invitato a scrivere lora
pagano Celso. Nell'attacco al cristianesimo e alia sua let- delle lettere, cos! ho fatto. Questi apostoli del diavolo Ie hanno
riempite di zizzania, togliendo alcune CDse e aggiungendone altre.
teratura, Celso aveva diffamato i copisti cristiani per Ie lo- Guai a loro. Non sorprende dunque che a!curti abbiano osato cor-
ra pratiche di copiatura sovversive: rompere perfino la parola del Signore, quando hanno cospirato per
A!cuni fedeli, come gente che ha bevuto troppo, giungono ad al- mutilare i rniei umili sforzi.
tercare fra loror e alterare it testa originario del vangelo, tre 0 quat-
Accuse di questa genere contra gli «eretici» (ossia che
tro volte 0 piu ancora r e cambiar la sua natura per ~lVcre la possibi-
lim di difendersi dalle accuse (Contra Ce/so, 2,27). alterassero i testi delle Scritture affinche dicessero quello
che loro volevano) sono malta comuni fra i primi autori
Cio che colpisce di questo esempio e che Origene, da- cristiani. E tuttavia degno di nota che studi recenti abbia-
vanti a un esiraneo che sostiene I'esistenza di prassi di co- no dimostrato come Ie testimonianze dei manoscritti su-
piatura inadeguate fra i cristiani, neghi che i copisti cam- perstiti puntino il dito nella direzione opposta. Non di ra-
biassero il testo, pur avendo egli stesso, in altri suoi scritti, do scribi legati alIa tradizione ortodossa modificarono i
deprecato tale circostanza. L'unica eccezione che cita nella loro testi, vuoi per eliminare la possibilita di un «uso im-
sua risposta a Celso riguarda alcuni gruppi di eretici che, proprio» da parte di cristiani che affermavano dottrine
a suo dire, hanno di proposito alterato i testi sacri.1 o eretiche, vuoi per renderli piu riconducibili aile dottrine
Abbiamo gia esaminato- tale denuncia, stando alIa qua- abbracciate da cristiani della propria corrente. l l
Ie gli eretici modificavano i testi che copiavano affinche II pericolo molto concreto che i testi potessero essere
fossero piu conforrni alle loro idee; questa, infatti, era I' ac- modificati a piacere da scribi che non ne approvava~o la
cusa diretta contra il filosofo-teologo del II secolo Marcio- formulazione risulta evidente anche per altri aspetti. E be-
ne, che presento il suo canone di undid testi biblici solo ne tenere sempre presente che i copisti dei primi scritti
dopo averne espunto quelle parti che contraddicevano la cristiani riproducevano i loro testi in un mondo in cui non
sua teoria secondo la quale, per Paolo, il Dio dell' Antico solo non esistevano presse da stampa ne case editrici, rna
Testamento non era il vero Dio. Ireneo, l'antagonista «or- neppure qualcosa di simile alIa legge sul diritto d'autore.
todosso» di Marcione, sosteneva che quest'ultimo avesse Come potevano dunque gli autori garantire che, una volta
fatto quanto segue: messi in circolazione, i loro testi non venissero modificati?
64 Ge,u non l'ha rnai detto

In breve, la risposta e che non potevano. Ecco perche tal- Modifiche del testa
volta gli autori invocavano la maledizione di Dio su qua- Sarebbe tuttavia un errore presumere che Ie uniche modi-
lunque copista modificasse Ie loro parole senza autorizza- fiche effettuate venissero apportate da copisti con un inte-
zione. Troviamo questo tipo di invettiva giit in uno scritto resse personale nella formulazione del testo. In realtit, la
del cristianesimo delle origini che riusci a entrare nel maggioranza dei cambiamenti rilevati nei primi rna no-
Nuovo Testamento, illibro dell'Apocalisse, il cui autore, scritti cristiani non ha nulla ache vedere con la teologia 0
verso la fine del testo, pronuncia un tremendo monito: l'ideologia. La gran parte e il risultato di puri e semplici
Dichiaro a chiunque ascolta Ie parole profetiche di questa !ibro: errori, errori di scrittura, omissioni dovute al caso, ag-
a chi vi aggiungera qualche casa, Dia g!i fara cadere addossa i fla- giunte involontarie, parole dall'ortografia errata, grosso-
gelli descritti in questo !ibro; e chi tagliera qualche parola da que- lani errori di vario tipo. Poteva capitare che gli scribi fos-
sta !ibro prafetica, Dia Ia privera dell' albera della vita e della citta
santa descritti in questo libra (Ap 22,18-19). sero incompetenti: e importante ricordare che nei primi
secoli la maggioranza dei copisti non era preparata per
Non si tratta, corne talvolta inteso, di una minaccia per que~to compito; erano solo i membri istruiti delle loro
costringere illettore ad accettare 0 credere tutto quello che congregazioni, pili 0 meno abili e volonterosi.
e scritto nellibro profetico, quanto piuttosto di una tipica Anche pili tardi, a partire dai secoli IV e V, quando gli
minaccia ai copisti dellibro, perche non aggiungano ne eli- scribi cristiani emersero come classe professionale all'in-
minino alcuna delle sue parole. Maledizioni analoghe si terno della Chiesa," e pili tardi ancora, quando la mag-
trovano sparse in tutlo il repertorio dei prirni scritti cri- gior parte dei manoscritti fu copiata da monaci dediti a
stiani. Basti pensare alle pesanti minacce pronunciate dal- questo tipo di lavoro nei monasteri, alcuni scribi erano
10 studioso cristiano latina Rufinus riguardo alla sua tra- meno competenti di altri. Poteva trattarsi di un dovere in-
duzione di una delle opere di Origene: grato, come segnalano note tal volta aggiunte ai mano-
Su questa davvero, al caspetta di Dia Padre e del Figlia e della scritti, in cui un copista esprimeva una sorta di sospiro di
Spirita Santa, ia mi appello a chiunque intenda trascrivere a Iegge- sollievo, per esempio: «Fine del manoscritto, Dio sia rin-
re questi libri e Ia chiama a rispanderne, in name della fede nel re- graziato!».1 4 Di tanto in tanto gli scribi si distraevano,
gno che verra, del mistero della resurrezione dai marti, e di quel
qualche volta avevano fame 0 sonno, qualche volta pro-
fuaea eterna preparata per il diavola e i suai angeIi - passa egli
non avere in eterna eredita quelluogo dove e pianto e stridore di prio non erano in vena di dare il meglio.
denti e dove il lora fUDeD noli si estinguera e illora verme non Anche a copisti competenti, preparati e attenti poteva
marra -: nan aggiunga nulla a quel rhe e scritto, nan taIga, nan in- capitare di commettere degli errori. Come abbiamo visto,
serisca, non modifichi alcunche, rna confronti la sua trascrizione peri), ogni tanto modificavano il teste perche pensavano
con gli esemplari da cui l'ha rieavata. 12 che dovesse essere modificato. Non solo per determinate ra-
Sono minacce tremende, fuoco degli inferi e zolfo, solo gioni teologiche. Esistevano altri motivi che Ii ind~cevano
per avere cambiato qualche parola di un testo. Alcuni auto- ad apportare cambiamenti intenzionali, come quando si
ri, tuttavia, erano assai determinati ad assicurarsi che Ie Ioro imbattevano in un passo che sembrava racchiudere un er-
parole fossero trasmesse intatte e nessuna rninaccia poteva rore da correggere, magari una contraddizione rilevata nel
essere troppo grave per copisti in grado di modificare i testi testo, oppure un riferimento geografico sbagliato, 0 un'al-
a piacere in un rnondo privo di leggi sui diritti d'autore. lusione scritturale fuori luogo. Quando gli scribi alterava-
66 Cesil non I'ha rnai delto

no di proposito il testo, dunque, a volte i loro motivi erano Ostacoli alia conoscenza del «testo originale»
puri come la neve. Resta il fatto che Ie modifiche venivano
effettuate e, di conseguenza, Ie parole originali dell'autore Gli scribi che copiavano i manoscritti effettuarono dun-
possono essere state cambiate e alIa fine perdute. que ogni tipo di cambiamento. In un capitolo successivo
Un interessante esempio di modifica intenzionale di un esamineremo in maniera piu approfondita Ie tipologie di
testo si trova in uno dei nostri piu bei manoscritti antichi, modifica. Per il momenta e sufficiente sapere che furono
il Codex Vaticanus (chiamato cosi perehe fu rinvenuto nella apportate delle modifiche, e che cib si verificb spesso, so-
Biblioteca vaticana), risalente al IV seeolo. All'inizio della prattutto nei primi duecento anni di copiatura dei testi,
Lettera agli ebrei la maggior parte dei manoscritti riporta quando la maggioranza dei copisti erano dilettanti. Una
un brano dove si dice che Cristo «sostiene [greco: pheron1 delle principali questioni che i critici testuali devono af-
tutto con la potenza della sua parola» (Eb 1,3). Nel Codex frontare e come tornare al testa originale (il testa cosi co-
Vatican us, tuttavia, un primo scriba produsse un testa lie- me fu scritto in principio dall'autore), visto e considerato
vemente diverso, con un verbo che in greeo suonava simi- che i nostri manoscritti sono pieni di errori. II problema e
le; qui il testa recita infatti: Cristo «manifesta [greeo: pha- aggravato dal fatto che, una volta commesso, l'errore po-
neron1tutto con la potenza della sua parola». teva consolidarsi nella tradizione testuale, diventando an-
Alcuni seeoli dopo, un secondo eopista lesse questo che piu radicato dell'originale.
passo del manoseritto e decise di modifieare I'insolito ter- Questo per dire che, dopo che uno scriba ha modificato
mine manifesta tornando al piu comune sostiene; eancellb un testo, non importa se in maniera accidentale 0 intenzio-
una parola e inser! I' altra. Qualche secolo dopo, un terzo nale, tale cambiamento sara permanente nel suo manoscritto
scriba lesse il manoseritto e di nuovo si aecorse dell' altera- (sempre che non arrivi un altro scriba a correggere l'errore).
zione introdotta dal suo predeeessore; eancellb, a sua vol- II prossimo a copiare quel manoscritto copiera quegli errori
ta, la parola sostiene e riscrisse manifesta, aggiungendo poi (pensando che siano cib che diceva il testo), e ne aggiun-
una nota a margine per chiarire db che pensava del prece- gera di suoi. Lo scriba successivo che copia quest'ultimo ma-
dente, secondo scriba. L'appunto redta: «Sciocco e cana- noscritto riprodurra gli errori di entrambi i predecessori e
glial Lasda stare la lezione antica, non modificarla!». ne aggiungera di suoi, e cosi via. Gli errori vengono corretti
Tengo una copia di questa pagina incorniciata e appesa solo quando uno scriba si accorge che un suo predecessore
al muro sopra la mia scrivania come perenne promemoria ha sbagliato e tenta di rimediare. Tuttavia, non esistono ga-
sugli scribi e la lora tendenza a cambiare i testi, anche piu ranzie sulla correttezza del tentativo di rettifica. Modifican-
volte. Certo, e la modifica di un'unica parola: dunque che . do quello che ritiene un errore, il copista potrebbe dunque
conta? Ma e importante, perehe il solo modo per com- introdurre cambiamenti errati, cosl che si giungera a tre
prendere cio che un autore vuole dire e sapere quali fosse- .forme del testa: I'originale, I'errore e il tentativo non corret-
ro Ie sue parole, tutte Ie sue parole. (Basti pensare ai ser- to di rimediarvi. Gli errori si moltiplicano e vengono ripe-
moni pronunciati sulla base di un'unica parola in un tuti, talvolta vengono corretti e talvolta aggravati. E via di
testa: e se fosse una parola che I'autore in realta non scris- questa passo. Per secoli e secoli.
se?) Dire che Cristo manifesta tutto con la sua potente pa- Senza dubbio, ogni tanto pub capitare che uno scriba
rola e assai diverso dal dire che con la sua parola sostiene abbia a disposizione piu di un manoscritto e possa correg-
I'universo! gere gli errori in uno in base aile versioni corrette dell' al-
68 Gesu non l'ha mai detto I copisti dei primi scritti cristiani 69

tro. In effetti, cio comporta un sensibile miglioramento nica diffusa per Ie lettere dettate nell'antichita): «Vedete
della situazione. D' altro canto, e anche possibile che uno con che grossi caratteri vi scrivo, ora, di mia mano» (Gal
scriba emendi il manoscritto corretto alia luce delle parole 6,11). La sua scrittura, in altre parole, era piu grande e pro-
. usate in quello errato. Le possibilita sembrano infinite. babilmente dall' aspetto meno professionale di quella dello
Considerate queste complicazioni, come possiamo spe- scriba cui aveva dettato la lettera)5
rare di tornare a qualcosa di simile al testa
, originale, il te- Ora, se Paolo ha. dettato la lettera, I'ha dettata parola
sto che un .autore scrisse veramente? E un problema di per parola? Oppure ha esposto con chiarezza i punti sa-
enonne portata. Anzi, e di cosi enarme portata che nume- lienti e permesso allo scriba di redigerne il testo? Entram-
rosi critici testuali hanno cominciato a 50S tenere che tanto bi i metodi erano di uso comune per gli scrittori di lettere
vale sospendere qualunque dibattito sui testo «originale», dell'antichita,16 Se e stato 10 scriba a redigere il testo, pos-
perche per noi esso e inaccessibile. Forse e una posizione siamo essere certi che l'abbia fatto proprio come voleva
troppo estrema, rna un paio di esempi concreti tratti dagli Paolo? Se cosi non fosse, abbiamo davvero Ie parole di
scritti del Nuovo Testamento possono servire a illustrare Paolo, oppure sono Ie parole di qualche scriba sconosciu-
la problematica. to? Supponiamo che Paolo abbia dettato la lettera parola
per parola. E possibile che in alcuni punti il segretario ab-
bia preso nota delle parole sbagliate? Sono successe cose
Esempi dei problemi
anche piu strane. In questa caso, I' autografo della lettera
Prendiamo come primo esempio la letlera di Paolo ai ga- (vale a dire I'originale) conterrebbe gia un «errore», cosi
lati. Anche al momenta della sua stesura vi sono diverse che tutte Ie copie successive non riporterebbero (nei punti
difficolta da tenere in considerazione, difficolta che posso- in cui il suo scriba Ie fraintese) Ie parole di Paolo.
no senz'altro indurre a simpatizzare per coloro che sono Supponiamo, tuttavia, che tutte Ie parole siano state in-
pronti a rinunciare all'idea di conoscere il testa «origina- terpretate in maniera corretta al cento per cento. Se la let-
Ie». La Galazia non era un'unica citta con una sola Chiesa, tera fu trasmessa in piu copie, possiamo essere sicuri che
era una regione dell' Asia Minore (Ia moderna Turchia) tutte Ie copie fossero anch'esse corrette al cento per cento?
dove Paolo aveva fonda to delle Chiese. Quando scrive ai E come minimo possibile che, pur essendo state tutte co-
galati, scrive a una delle Chiese 0 a tutte? Poiche non sce- piate alla presenza di Paolo, una 0 due parole qua 0 la sia-
glie alcuna citta in particolare, si puo presumere che in- no state modificate in una copia 0 nell'altra. Se cosi fosse,
tenda rivolgere la lettera a tutle. Cib significa che fece nu- cosa accadrebbe se solo una delle copie fosse servita come
merose copie della stessa lettera, oppure che voleva che base dalla quale eseguire tutte Ie successive, nel I, nel II,
quell'unica lettera circolasse in tutte Ie Chiese della regio- ne! III secolo e cosi via? In questo caso, la copia piu antica,
ne? Non 10 sappiamo. all'origine di tutte Ie successive, non sarebbe stata proprio
Ipotizziamo che ne abbia prodotte piu copie. In quale cio che Paolo scrisse 0 voleva scrivere.
modo? Tanto per caminciare, pare che questa lettera, come Una volta in circolazione, ossia, una volta giunta a de-
altre di Paolo, non sia stata scritta di suo pugno, bensi det- stinazione in una delle citta della Galazia, la copia viene
tata a un segretario. Lo testimonia la chiusa, dove Paolo ha riprodotta e si commettono degli errori. Gli scribi potreb-
aggiunto un poscritto di suo pugno, affincM i destinatari bero cambiare i1 testa di proposito, 0 potrebbero verificar-
sapessero che il responsabile della lettera era lui (una tec- si degli eventi casuali. Le copie piene di errori che ne deri-

70 Gesu non I'ha mai delta I copisti dei primi scritti cristiani 71

vano vengono trascritte e cosl Ie rispettive copie piene di Come secondo esempio di problema, prendiamo iI Van-
errori di queste copie, e via di seguito. A un certo punto, . gelo di Giovanni. Esso eben diverso dagli altri tre del
nel mezzo di tutto questo, la copia originale (0 ciascuna Nuovo Testamento: narra una serie di episodi che se ne
delle copie originali) finisce per andare smarrita, rovinarsi discostano e adopera uno stile di scrittura molto differen-
o distruggersi, per cui confrontare un esemplare con l'ori- teo In Giovanni, i detti di Gesu sono lunghi discorsi piut-
ginale per assicurarsi che sia «corretto» non sara piu pos- tosto che frasi concise e dirette; diversamente dagli altri
sibile, nemrneno nel caso in cui qualcuno avesse la bril- tre vangeli, per esempio, in Giovanni Gesu non racconta
lante idea di farlo. mai una parabola. Inoltre, gli eventi narrati si trovano
Cib che si e conservato oggi, dunque, non e la copia ori- spesso solo in questo vangelo, come accade per Ie conver-
ginale della lettera, ne una delle prime copie che Paolo sazioni di Gesu con Nicodemo (capitolo 3) e con la sama-
stesso aveva steso, ne delle copie che furono eseguite in ritana (capitolo 4), 0 con i miracoli della trasformazione
una delle cittadine della Galazia in cui fu inviata la lettera, dell' acqua in vino (capitolo 2) e della resurrezione di Laz-
ne alcuna delle copie di quelle copie. La prima copia ra- zaro (capitolo 11). Anche il ritratto di Gesu e assai diverso;
gionevolmente completa della lettera ai galati in nostro a differenza degli altri tre vangeli, qui egli trascorre buona
possesso (un manoscritto frammentario, vale a dire con parte del suo tempo a spiegare chi e (colui che e mandato
numerose lacune) e un papiro chiamato p •• (poiche fu il dal cielo) e a fare dei «miracoli» per dimostrare che cio
quarantaseiesimo papiro del Nuovo Testamento a essere che dice di se stesso evero.
catalogato), risalente circa all'anno 200 e.c,17 Sono grosso- Giovanni aveva senza dubbio delle fonti per il suo rac-
modo 150 anni dopo che Paolo aveva scritto la lettera. Era conto, una che narrava forse i miracoli di Gesu, per esem-
stata in circolazione per quindici decadi, trascritta in mo- pio, e altre che ne descrivevano i discorsi. Mise insieme
do ora corretto, ora sbagliato, prima che venisse eseguita queste fonti nella propria scorrevole narrazione della vita
una copia conservata fino al presente. Non siamo in grado di Gesu, del suo ministero, della sua morte e resurrezione.
di ricostruire la copia da cui fu eseguito il papiro p'•. Era E possibile, pero, che abbia prod otto numerose versioni
una copia precisa? Se sl, quanta precisa? Senz' altro conte- del suo vangelo. Da tempo i lettori hanno osservato, per
neva errori di qualche tipo, come la copia dalla quale era esempio, che il capitolo 21 sembra essere un' aggiunta po-
stata tratta e la copia da cui quella copia era stata a sua steriore. Non vi e dubbio che il testa sembri tenninare con
volta copiata, e via di seguito. il versetto 20,30-31 e gli eventi del capitolo 21 appaiano
In sintesi, pariare del testo «originale» della Lettera ai come una sorta di integrazione, forse inserita per comple-
galati e una faccenda molto complessa. Non ne siamo in tare i racconti delle apparizioni dopo la resurrezione di
possesso. II risultato migliore che possiamo ottenere e risa- Gesu e spiegare che la morte del «discepolo prediletto»,
lire a uno stadio iniziale della sua trasmissione e limitarci a responsabile di narrare Ie tradizioni nel vangelo, non era
sperare che cib che ricostruiamo sulle copie effettuate in stata un evento inatteso (Gv 21,22-23).
quella fase, basate sulle copie che si sono conservate (in Anche altri passi non sono del tutto coerenti con il re-
numero via via crescente a mano a mano che si avanza nel st~. Perfillo i versetti iniziali 1,1-18, che formano una sorta
Medioevo), sia un ragionevole riflesso di cio che 10 stesso di prologo, non 10 sono. Questo celeberrimo componi-
Paolo scrisse in realta, 0 quantomeno di cib che intendeva mento poetico parla del «Verbo» di Dio, che fin dal princi-
scrivere quando dettb la lettera. . pio esisteva presso Dio ed era esso stesso Dio, e che «si fe-
72 Gesu non l'ha mai detto I copisti de; primi scritti cristiani 73

ce came» in GesD. Cristo. II brano e scritto in un alto stile che tutti i manoscritti superstiti furono copiati da altri ma-
poetico, assente nel resto del racconto;· inoltre, nonostante noscritti, a loro volta copiati da altri manoscritti, e che e
i suoi temi centrali siano ripetuti altrove nella narrazione, almeno possibile risalire alia fase piu antica e piu primitiva
non e possibile dire altrettanto per parte del suo lessico della tradizione dei manoscritti per ciascuno dei libri del
piD. importante: GesD. e ritratto in tutta la narrazione corne Nuovo Testamento. Tutti i nostri manoscritti della Lettera
colui che e giunto dall'alto, rna non viene mai chiamato ai galati, per esempio, risalgono in modo evidente a un
Verbo altrove nel vangelo. qualche testa che fu copiato, tutti i nostri manoscritti di
Epossibile che questo passo introduttivo provenisse da Giovanni risalgono a una versione di Giovanni che com-
una fonte diversa rispetto al resto e che sia stato aggiunto prendeva Prologo e capitolo 21. E pertanto dobbiamo ac-
dall'autore, dopo che giit aveva avuto luogo una pubbli- contentarci di sapere che risalire alia versione piD. antica
cazione precedente dellibro, perche considerato un esor- che sia possibile ottenere e il meglio che possiamo fare,
dio appropriato? che si sia giunti al testa «originale» 0 no.
Supponiamo per un attimo, solo per interesse accade- Questa forma piD. antica del testo e senza dubbio in rap-
mico, che il capitolo 21 e il branD 1,1-18 non fossero ele- porto stretto (molto stretto) con cio che I'autore scrisse in
menti originari del Vangelo di Giovanni. Che cos a com- origine, e dunque e la base per la nostra interpretazione
porta questo per il critico testuale che desidera ricostruire del suo insegnamento.
il testa «originale»? Quale originale ne deriva? Tutti i no-
stri manoscri tti greci contengono i passi in questione. II Ricostruire i testi del Nuovo Testamento
critko testuale ricostruisce quindi corne testo originale la
forma del vangelo che Ii conteneva in origine? Ma non do- Problemi analoghi, e naturale, riguardano tutti i nostri
vremmo considerare forma «originale» la versione prece- primi scritti cristiani, sia quelli del Nuovo Testamento sia
dente, in cui non erano presenti? E volendo ricostruire quelli che non ne fanno parte, che si tratti di vangeli, atti,
quella forma precedente, e corretto fermarsi a questa pun- epistole, apocalissi, 0 di uno qualunque degli altri generi
to, ricostruendo, si fa per dire, la prima edizione del Van- dei primi scritti religiosi. II compito del critico testuale e
gelo di Giovanni? Perche non andare oltre e tentare di ri- stabilire quale sia la forma piD. antica del testa per tutti
costruire Ie fonti alia base di questo vangelo, corne Ie fonti questi scritti. Per accertarlo esistono, come vedremo, dei
sui miracoli e Ie fonti sui discorsi, 0 addirittura Ie tradizio- principi consolidati, dei modi per decidere quali differen-
ni orali sulle quali si fondarto? ze nei nostri manoscritti siano errori, quali siano delle mo-
Si tralta di interrogativi che assillano i critici testuali e . difiche intenzionali e quali sembrino risalire all'autore
hanno indotto akuni a sostenere che, dal momento che originario. Ma non e un compito facile.
non riusciamo neppure a essere d'accordo su cosa potreb- r risultati, d' altro canto, possono essere assai istruttivi,
be significare parlare di «originale», per esempio della Let- interessanti e perfino entusiasmanti. r critid testuali sono
tera ai galati 0 del Vangelo di Giovanni, dovremmo ab- riusciti a individuare con relativa certezza una serie di
bandonare qualunque ricerca del testa originale. Da parte ., luoghi in cui i manoscritti superstiti non rappresentano il
mia, in ogni caso, continuo a pensare che, anche se non testa originale del Nuovo Testamento. Per col oro che non
possiamo essere sicuri al cento per cento di cio che siamo hanno familiaritit con questa campo, rna che conoscono
in grado di ottenere, quantomeno possiamo essere certi bene il Nuovo Testamento, alcuni dei risultati possono es-
74 Gesu non l'ha mai detta I copisti dei primi scritti cristiani 75

sere sorprendenti. A conclusione del capitolo, prendera in Gesu dice: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condanna-
esame due di questi passi: si tratta di brani dei vangeli di ta?». Ed ella risponde: «Nessuno, Signore». Allora Gesu
cui siamo ormai abbastanza sicuri che non fossero in ori- replica: «Neanch'io ti condanno: va' e d' ora in poi non
gine parte del Nuovo Testamento, benche nel corso dei se- "
peccare PlU».
coli siano diventati per i cristiani brani apprezzati della E una magnifica storia, piena di pathos e con un inge-
Bibbia e 10 siano ancora oggi. gnoso colpo di scena: Gesu sfrutta la propria presenza di
spirito per trarre d'impaccio se stesso, nonche la povera
donna. Agli occhi diun lettore attento, l'episodio solleva
La donna sorpresa in adulterio .
• diversi interrogativi. Se questa donna era stata colta in fla-
L'episodio dell'adultera e forse la storia piu nota su Ge- grante adulterio, per esempio, dov'e l'uomo sorpreso in-
su; senza dubbio e sempre stata una delle preferite nelle sieme a lei? La legge di Mose prevede che siano lapidati
versioni hollywoodiane della sua vita. Compare persino entrambi (si veda Lv 20,10). E ancora: quando Gesu scri-
nella Passione di Cristo di Mel Gibson, nonostante il film sia veva per terra, che cosa scriveva con precisione? (Stando a
incentrato solo sulle ultime ore di Gesu (I'episodio e tratta- un'antica tradizione, scriveva i peccati degli accusatori, i
to in uno dei rari flashback). Malgrado la sua popolarita, il quali, vedendo che Ie proprie trasgressioni erano note, se
race onto si trova soltanto in un brano del Nuovo Testa- ne andavano imbarazzatil) E anche se Gesu insegnava un
mento, Giovanni 8,1-11, e neppure qui pare originale. messaggio d' amore, pensava davvero che la legge di Dio
II contenuto eben noto. Gesu sta insegnando nel Tem- data da Mose non fosse piu in vigore e non dovesse essere
pio e un gruppo di scribi e farisei, suoi nemici giurati, 10 ubbidita? Riteneva che i peccati non dovessero essere af-
avvicina portando con se una donna «che era stata sorpre- fatto puniti?
sa in flagrante adulterio». La conducono dinanzi a Gesu Malgrado la storia sia brillante, suggestiva e intrinseca-
perche vogliono metterlo alia prova. La legge di Mose, co- mente affascinante, essa pone un altro, enorme problema:
me affermano, vuole che una persona simile venga giusti- si da il caso che in origine non rientrasse nel Vangelo di
ziata mediante lapidazione, rna desiderano sapere. quale Giovanni. Anzi, non faceva parte di nessuno dei vangeli.
sia il suo parere. Dovrebbero lapidarla 0 mostrarle pieta? Fu aggiunta da scribi di epoca successiva.
E ovvio che si tratta di un trabocchetto. Se Ii invitera a la- Corne facciamo a saperlo? Di fatto, gli studiosi che la-
sciare andare la donna, Gesu sara accusato di violare la vorano sulla tradizione dei manoscritti non hanno dubbi
legge di Dio; se dira di lapidarla, sara accusato di venire circa questa particolare caso. Piu avanti esamineremo in
meno ai propri insegnamenti di amore, compassione e modo piu approfondito i tipi di prova che gli studiosi ad-
perdono. ducono per giudizi di tal genere. In questa sede mi lirni-
Gesu non risponde subito, si china invece a scrivere per tera a evidenziare alcuni fatti fondarnentali che si sono di-
terra. Poiche continuano a interrogarlo, dice: «Chi di voi e mostrati convincenti per quasi tutti gli studiosi di ogni
senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». Poi confessione: I'episodio non si trova nei nostri migliori e
toma a scrivere per terra, mentre coloro che hanno scorta- "' piu antichi manoscritti del Vangelo di Giovanni,ls 10 stile
to la donna cominciano ad abbandonare la scena, senza in cui e scritto e molto diverso da quello che troviamo al-
dubbio sentendosi condannati per i propri peccati, finche trove nel testo giovanneo (inclusi gli episodi che 10 prece-
non rimane nessuno eccetto l'adultera. Alzando gli occhi, dono e 10 seguono) e comprende un gran nurnero di paro-
76 Gesu 110n l'ha mai detto I copisti del primi scritti crisliani 77

Ie ed espressioni altrimenti estranee a tale vangelo. L'ine- raJ Voi cercate Gesu Nazareno, il crocifisso. E risorto, non e
vitabile deduzione e che il brano, in origine, non ne faces- qui. Ecco illuogo dove I'avevano deposto». Poi ordina aile
se parte. donne di infoIlllare i discepoli che Gesu Ii precede in Gali-
Ma allora come accadde che venisse aggiunto? Esistono lea e che 10 vedrarmo la, «come vi ha detto». Ma Ie donne
diverse teorie in merito. La maggioranza degli studiosi ri-
fuggono dal sepoicro e non dicono niente a nessuno, "per-
tiene probabile che si trattasse di un aneddoto ben noto
che erano piene di timore e di spavento» (16,4-8).
diffuso nella tradizione orale su Gesu, aggiunto un giomo
A questa punto in molte modeme traduzioni vengono
a margine di un manoscritto. Qualche scriba ritenne che
quella nota a margine dovesse essere parte del testa e gli ultimi dodici versetti di Marco, una continuazione della
quindi la inseri sub ito dopo il racconto che termina con storia. Si dice che 10 stesso Gesu appare prima a Maria di
Giovanni 7,53. Si noti che altri copisti hanno inserito il Magdala, che va ad annunziarlo ai discepoIi, senza peri>
racconto in posizioni diverse nel Nuovo Testamento: alcu- essere creduta (vv. 9-11), poi ad altri due (vv. 12-14) e, infi-
ni dopo Giovanni 21,25, per esempio, e altri, strano a dir- ne, agli undici discepoIi (i dodici menD Giuda Iscariota)
si, dopo Luca 21,38. In ogni caso, chiunque 10 abbia scritto riuniti insieme a tavola. Gesu Ii rimprovera per non avere
non, era Giovanni. creduto e quindi Ii incarica di andare e predicare il suo
E naturale che cii> lasci i lettori in un dilemma: se la sto- vangelo «a ogni creatura». Chi credera e sara battezzato
ria in origine non faceva parte di Giovanni, dovrebbe es- «sara salvo», rna chi non credera «sara condannato». Se-
sere considerata parte della Bibbia? Non tutti risponde- guono due dei piu interessanti versetti del brano:
,
ranno nella stesso modo a questa domanda, rna per la
E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credo-
maggioranza dei critici testuali la risposta e no. no: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove,
prenderanno in mana i serpenti e, se berranno qualche veleno, non
Gli ultimi dodici versetti di Marco rechera loro danno; imporranno Ie mani ai malati e questi guari-
ranno (vv. 17-18).
II secondo caso che prenderemo in esame pui> non esse-
re altrettanto familiare a un lettore occasionale della Bib- Gesu viene poi assunto in cielo e siede alia destra di
bia, rna ha avuto un grande rilievo nella storia dell'inter- Dio. I discepoli varmo a predicare il vangelo nel mondo e
pretazione biblica e presenta problemi analoghi per 10 Ie loro parole sana confermate dai miracoli che Ie accom-
studioso
, della tradizione testuale del Nuovo Testamento. pagnano (vv. 19-20).
E un esempio tratto dal Vangelo di Marco e riguarda la E un brano formidabile, misterioso, commovente e po-
sua conclusione. tente. E uno dei passi usati dai cristiani pentecostali per
Secondo il racconto di Marco, Gesu viene crocifisso e poi dimostrare che i seguaci di Gesu sararmo in grado di par-
sepolto da Giuseppe d'Arimatea la vigilia del sabato lare in «lingue sconosciute», come accade nelle lora fun-
(15,42-47). II giomo dopo il sabato, Maria di Magdala e al- zioni, ed e il passo principale cui si richiamano gruppi di
tre due donne tomano alia tomba per imbalsamare il corpo «maneggiatori di serpenti degli Appalachi», che ancor og-
come si conviene (16,1-2). Alloro arrivo, scoprono che la gi prendono in mano serpenti velenosi per dimostrare la
pietra e stata ribaltata. Entrando nel sepoicro, vedo,no un loro fede nelle parole di Gesu, stando aile quali, cosi fa-
giovane vestito di bianco che dice loro: «Non abbiate pau- cendo, non si faranno alcun male.
78 Gesu non l'ha mai detto I copisti dei primi scritti cristiani 79

Ma c'e un problema. II passo in origine non era nel Van- sco. Le donne non informarono nessuno? AUora i discepo-
gelo di Marco. Fu aggiunto in seguito da uno scriba. Ii non seppero mai della resurrezione? E mai Gesu appar-
Questo problema testuale e per certi versi piu contro- ve loro? Come poteva il finale essere quello! Per risolvere il
verso di quello del passo sull' adultera, perche, senza que- problema, gli scribi aggiunsero una conclusione.'9
sti ultimi versetti, il finale di Marco eben diverso e diffici- Alcuni studiosi condividono !'idea degli scribi che il
Ie da comprendere. CiiJ non significa .che gli studiosi siano versetto 16,8 sia un finale troppo improvviso per un van-
propensi ad accettare i versetti, come vedremo fra poco: i gelo. Come ho osservato, non credono che gli ultimi dodi-
motivi per considerarli un' aggiunta sono validi, quasi in- ci versetti nei nostri manoscritti di epoca successiva siano
discutibili. Tuttavia, gli esperti dibattono su quale fosse la il finale originale: sanno che non e cosi, rna ritengono che,
vera conclusione di Marco, considerato che questa, pre- forse, l' ultima pagina del Vangelo di Marco, in cui in effet-
sente in molte traduzioni (anche se di solito segnalata co- ti Gesu incontrava i discepoli in Galilea, sia stata non si sa
me non autentica) e in tardi manoscritti greci, non e I'ori- come smarrita e che tutte Ie nostre copie risalgano a que-
ginale. sto manoscritto tronco, privo dell'ultima pagina.
Le prove che questi versetti non sono originali di Marco Euna spiegazione del tutto plausibile. Secondo il parere
sono di natura analoga a quelle per il passo suIl'adultera e di altri studiosi, tuttavia, e anche possibile che Marco ab-
ancora una volta non e necessario trattarle in dettaglio in bia davvero voluto terminare il suo vangelo con il versetto

questa sede. Questi versetti non figurano nei nostri due 16,8. E senz'altro un finale sconvolgente. I discepoli non
20

piu antichi e migliori manoscritti del Vangelo di Marco e apprendono mai la verita sulla resurrezione di Gesu per-
in altre importanti testimonianze; 10 stile di scrittura varia che Ie donne non ne parlano. Un motivo per ritenere che
rispetto a quello che troviamo altrove in Marco; la transi- questo potrebbe essere il modo in cui Marco concluse il
zione ira questa passo e il precedente e di difficile com- suo vangelo e che un finale simile si accompagna bene ad
prensione (per esempio, nonostante sia citata nei versetti altri motivi dominanti in tutto il suo testo.
precedenti, Maria di Magdala viene presentata nel verset- Come gli esperti di Marco hanno da tempo rilevato, in
to 9 come se non fosse stata gia menzionata; inoltre, un al- questo vangelo (a differenza di quanta accade in altri) gli
tro problema legato al greco rende questo passaggio ancor apostoli non sembrano mai «capire». Piu volte si dice che
piu maldestro) e nel brano compaiono una quantita di pa- non comprendono Gesu (6,51-52, 8,21) e quando, in diver-
role ed espressioni altrimenti assenti in Marco. In sintesi, se occasioni, Egli dice loro che dovra soffrire e morire, mo-
Ie prove sono sufficienti a convincere quasi tutti gli stu- strano di non intendere Ie sue parole (8,31-33, 9,30-32,
diosi dei testi che questi versetti sono un' aggiunta al Van- 10,33-40). Forse, in effetti, non arrivarono mai a capire (a
gelD di Marco. . differenza dei lettori di Marco, che fin dall'inizio possono
Senza di essi, periJ, la storia si conclude in maniera assai comprendere chi fosse davvero Gesu). Inoltre, e interes-
repentina. Osservate cosa succede togliendo questi versetti. , sante osservare che in tutto il testa di Marco, quando qual-
Le donne ricevono I' ordine di coni.unicare ai discepoli che cuno riesce a capire qua\cosa di Gesu, Gesu ordina a costui
Gesu Ii precedera in Galilea e Ii incontrera la, rna fuggono di tacere, benche spesso l'ordine venga ignorato e la noti-
dal sepo\cro e non dicono niente a nessuno, «perche erano zia diffusa (per esempio, 1,43-45). Per ironia, quando al se-
pi~ne di timore e di spavento». E qui finisce il vangelo. po\cro Ie donne ricevono istruzioni non di tacere, bensi di
E ovvio che gli scribi 10 ritennero un finale troppo bru- parlare, a loro volta Ie ignorano e restano in silenzio!
80 Gesil non l'ha mai detto I copisti dei primi scritt; cristiani 81

In breve, con questo inatteso finale Marco avrebbe po- chiunque pensi al Nuovo Testamento come a un libro di
tuto voler interrompere all'improvviso it suo lettore, un ritievo. E, certamente, chiunque sia interessato alia storia,
modo acuto per bloccarlo, fargli prendere fiato, titubante, alia societa e alla cultura della civitta occidentale sara di
e chiedere: e poi? questo parere, perche it Nuovo Testamento e, se non altro,
una colossale opera culturale umana, un libro venera to da
milioni di persone e che e alla base della pili diffusa reli-
Conclusione
gione del mondo attuale.
"
I brani sopra analizzati rappresentano solo due delle mi-
gliaia di passi in cui i manoscritti del Nuovo Testamento
furono modificati dagli scribi. In entrambi gli esempi si
tratta di aggiunte, di considerevole lunghezza, che essi in-
trodussero nel testo. Sebbene la maggior parte delle modi-
fiche non sia di questa importanza e molte siano assai me-
no riIevanti, nei manoscritti neotestamentari superstiti ne
esiste una quantita significativa. Nei prossimi capitoli ve-
dremo come gli studiosi cominciarono a scoprire queste
modifiche e come svilupparono metodi per riuscire a capi-
re quale fosse la forma pili antica del testa (0 it testo «origi-
nale»); in particolare, esamineremo altri esempi di dove iI
testa e stato tambiato e come tali modifiche abbiano influi-
to sulle nostre traduzioni della Bibbia.
Vorrei concludere il capitolo con una semplice conside-
razione sull'ironia assai sottile che abbiamo evidenziato.
Come abbiamo visto nel primo capitolo, fin dal principio
it cristianesimo fu una religione dellibro che esaItava al-
cuni testi come Scritture autorevoli. In questa capitolo,
tuttavia, abbiamo constatato che in realta non siamo in

possesso di questi testi autorevoli. E una religione fondata
su libri, i cui testi sono stati modificati e si sono conservati
solo in copie differenti una dall' altra, tal volta per aspetti
molto significativi. II compito del critico testuale e tentare
di ,ritrovare la loro forma pili antica.
E senza dubbio un compito cruciale, perche non possia-
mo interpretare Ie parole del Nuovo Testamento se non
sappiamo quali fossero. Inoltre, come spero dovrebbe es-
sere ormai chiaro, conoscere Ie parole non e importante
solo per coloro che Ie considerano ispirate da Dio: 10 e per
,
III
Versioni del Nuovo Testamento
Edizioni, manoscritti e differenze



" \A G ") · F..R ,' S .\\I ·KO TER O UA
.\\1 A I!. ' :\tB E R1' O · D V RER O ·Al,)
\ . " .... " . ' t: n ' IGiEN\ - OWNiATA '

TII N KPE ITTn · TA · l:Yrn>Aio\.


. \\AT .·\ · .:t1~E I

. J\ \ U x.. x V I .

Le pratiche di copiatura che abbiamo esaminato finora 50-


no state soprattutto quelle dei primi tre secoli del cristia-
nesimo, quando i copisti dei testi cristiani non erano in
maggioranza professionisti preparati per questo lavoro,
- -

rna soltanto fedeli istruiti appartenenti a questa 0 a quell a
congregazione, in grado di leggere e scrivere e dunque in-
vitati a trascrivere i testi della comunita nelloro tempo li-
bero.' Non avendo ricevuto una buona preparazione per
svolgere questo compito, erano pili inc1ini a commettere
errori rispetto agli scribi professionisti.
Cio spiega perche Ie copie piu antiehe dei primi scritti
cristiani tendano maggiormente a differire una dall 'altra e
da copie di epoca pili tarda di quanto non accada per Ie
copie prodotte tutte in un periodo successivo (per esem-
Incisione di Albrecht Durer dell'inizio del XV I secalo raffigurante Eras mo da
pio, nell'alto Medioevo). Alia fine, una sorta di c1asse di
Rotterdam, iI famoso umanista che pubblico la prima ediz ione del Nuovo Testa- scribi professionisti entro a far parte del paesaggio intel-
mento greco . (Victoria & Albert Mu seum, London; foto : Victoria & Albert Museum , lettuale cristiano e, con iI suo avvento, si ebbero pratiche
Lalldoll/Art Resource, NY) -
di copiatura pili controllate, in cui gli errori venivano
commessi con frequenza assai minore.
Durante i secoli iniziali della Chiesa, prima che cio av-
venisse, i testi cristiani venivano riprodotti ovunque fos-
sero stati scritti 0 portati. Essendo copiati loealmente, non
sorprende che luoghi diversi sviIuppassero tipologie di-
verse di tradizione testuale. Questo significa che aRoma i
manoscritti contenevano molti errori dello stesso genere
perche erano in gran parte documenti «interni », copiati
uno dall'altro; non erano molto influenzati da manoscritti
86 Gesil non l'ha mai dello Versioni del Nuovo Testamento 87

copiati in Palestina; anche in Palestina i testi assumevano aree urbane.> Uno scriptorium, 0 scrittorio, e un centro per
caratteristiche proprie, che non erano Ie medesime di la copiatura professionale di manoscritti. Abbiarno testi-
quelli trovati in un posto come Alessandria d'Egitto. Inol- monianze di scriptoria cristiani funzionanti nella prima
tre, nei primi secoli della Chiesa alcuni luoghi disponeva- parte del IV secolo.
no di scribi migliori di altri. Gli studiosi modemi hanno Nel331 e.c. I'imperatore Costantino volle che delle ma-
riconosduto che gli scribi di Alessandria (importante cen- gnifiche copie della Bibbia fossero messe a disposizione
tro intellettuale del mondo antico) erano particolarmente delle grandi chiese che stava facendo edificare e invio una
scrupolosi, perfino in quei primi secoli, e che Ii, grazie a richiesta in tal senso al vescovo di Cesarea, Eusebio) per-
scribi cristiani devoti e piuttosto abili, fu preservata, deca- che ordinasse la produzione di cinquanta esemplari a spe-
de dopo decade, una forma molto pura del testa dei primi se dell'Impero. Eusebio tratto la richiesta con tuUa la
scritti cristiani. pompa e iI rispetto che meritava e si accerto che Fosse sod-
disfatta. Un'impresa di quella mole richiedeva, come ov-
vio, uno scriptorium professionale, per non parlare dei ma-
Scribi cristiani professionisti
teriali necessari per fabbricare sontuose copie delle Sacre
Quando la Chiesa comindo ad avvalersi di scribi profes- Scritture cristiane. I tempi erano senz' altro cambiati ri-
sionisti per copiare i suoi testi? Vi sono buone ragioni per spetto ad appena un secolo 0 due prima, quando Ie Chie-
ritenere che do sia accaduto in un periodo prossimo all'i- se locali si limitavano a chiedere che uno dei loro membri
nizio del IV secolo. Fino ad allora, nell'Impero romano it trovasse iI tempo di eseguire la copia di un testo.
cristianesimo era una religione piccola, minoritaria, spes- A partire dal IV secolo, dunque, Ie copie delle Sacre
so contrastata e talvolta perseguitata. Ma quando I'impe- Scritture iniziarono a essere opera di professionisti e, come
ratore Costantino si converti alia fede, intomo al 312 e.c., naturale, cio ridusse in modo significativo it numero di er-
si verifico uno sconvolgimento. AII'improvviso it cristia- rori che si insinuavano nel testo. Alla fine, col passare pri-
nesimo si trasformo da religione di reietti della societa, ma dei decenni e poi dei secoli, la copiatura delle Sacre
perseguitati in egual misura dalla plebe e dalle autorita Scritture in greco divenne it compito di monad che lavora-
imperiali, in uno dei protagonisti della scena religiosa del- vano nei monasteri, trascorrendo Ie loro giomate a copiare
l'impero. Le persecuzioni furono fermate e sulla Chiesa i testi sacri con attenzione e coscienziosita. Tale procedura
iniziarono addirittura a riversarsi i favori della piu gran- si protrasse per tutto it Medioevo, fino all'epoca dell'in-
de potenza del mondo occidentale. venzione della stampa a caratteri mobili, nel XV secolo.
Ne derivarono conversioni su larga scala, poiche 'essere Gran parte dei manoscritti in greco che si sono conservati
un seguace di Cristo divenne un fatto popolare in un' era . proviene dalle penne di questi amanuensi medievali cri-
in cui 10 stesso imperatore dichiarava pubblicamente la stiani che vivevano e lavoravano nel vicino Oriente, in
propria devozione al cristianesimo. Un numero crescente quello che era noto come l'Impero bizantino (per esempio
di persone con un grado d'istruzione elevato e una buona nelle attuali Turchia e Grecia). Per questa motivo, i mana-
preparazione si convert! alla fede, ed e naturale che costo- scritti greci risalenti al VII secolo e i successivi vengono
ro fossero i piu idonei a copiare i testi della tradizione cri- talvolta definiti manoscritti «bizantini». .
stiana. E ragionevole ipotizzare che intomo a questa pe- Come ho messo in evidenza, chiunque abbia familiarita
riodo siano sorti degli scriptoria cristiani nelle principali con la tradizione dei manoscritti neotestamentari sa che'

88 Cesu non rha mai detto Versioni del Nuovo Testamento 89

queste copie bizantine tendono a essere molto simili una blemi, a causa della loro quantita e delle grandi differenze
all'altra, mentre Ie copie piu antiche differiscono in ma- che esistevano fra I'una e I' altra. La questione giunse a un
niera significativa sia fra loro sia rispetto alla forma del te- punto critico suI finire del IV secolo, quando papa Dama-
sto di queste copie pili tarde. so commissiono al massimo studioso del momento, Gero-
II motivo dovrebbe ormai essere chiaro: aveva ache ve- lamo, la produzione di una traduzione «ufficiale» che po-
dere con chi eseguiva la copiatura (professionisti) e dove tesse essere accettata da tutti i cristiani di lingua latina, a
lavorava (in un'area piuttosto ristretta). Sarebbe un grave Roma e altrove, come testo autorevole. Gerolamo, consa-
errore, tuttavia, pensare che, poiche i manoscritti piu tardi pevole della pletora di traduzioni circolanti, si accinse a
sana tanto coerenti fra loro, essi siano di conseguenza la risolvere iI problema. Dopo avere scelto una delle migliori
nostra migliore testimonianza del testo «originale» del traduzioni latine disponibili e averne confrontato il testo
Nuovo Testamento. E, infatti, sempre opportuno chieder- con i manoscritti greci di qualita in suo possesso, creo una
si: dove prendevano questi amanuensi medievali i testi che nuova edizione dei vangeli in latino. Epossibile che Gero-
copiavano con tanta professionalita? Disponevano di testi lamo, 0 uno dei suoi seguaci, sia stato anche iI responsabi-
precedenti, che erano copie di testi ancora precedenti, a Ie della nuova edizione degli altri Iibri del Nuovo Testa-
loro volta copie di testi ancora precedenti. Di conseguen- mento in latino.s
za, i testi pili vicini nella forma agli originali sono, forse Questa forma della Bibbia latina (ossia la traduzione di
inaspettatamente, Ie copie pili variabili e amatoriali dei Gerolamo) divenne nota come la «Bibbia Vulgata» (cioe
primi tempi, non Ie copie professionali pili standardizzate comune) del cristianesimo di lingua latina. Fu la Bibbia
delle epuche successive. . della Chiesa occidentale, copiata e ricopiata moltissime
volte, iIlibro che i cristiani lessero, gli eruditi studiarono e
i teologi usarono per secoli, fino al periodo moderno. Og-
La Vulgata latina
gi Ie copie della Vulgata latina sana quasi iI doppio dei
Le pratiche di copiatura che ho riassunto riguardano 50- manoscritti greci del Nuovo Testamento.
prattutto la parte orientale dell'Impero romano, dove iI
greco era, e continuo a essere, la lingua principale. Ben
La prima edizione a stampa
presto, tuttavia, nelle regioni non di lingua greca i cristia- del Nuovo Testamento in greeo
ni vollero i propri testi sacri nell'idioma locale. Illatino
era diffuso in buona parte deU'Occidente imperiale, in Si- Come ho spiegato, iI testa del Nuovo Testamento fu co-
ria si parlava iI siriaco e in Egitto il cop to. In ciascuna di piato in una forma piuttosto standardizzata per tutti i se-
queste aree i Iibri del Nuovo Testamento furono ttadotti coli del Medioevo, in Oriente (testo bizantino) come in
neUe lingue autoctone, probabilmente intorno aUa meta 0 Occidente (Vulgata latina). Fu l'invenzione del torchio ti-
alia fine del II secolo. E queste versioni furono poi esse pografico di Johann Gutenberg (1400-1468) a rivoluziona-
stesse copiate da scribi a IiveUo locale.- re nel XV secolo la riproduzione dei Iibri in generale e del-
Per la storia del testo ebbero particolare rilievo Ie tradu- la Bibbia in particolare. Stampando Iibri con caratteri
zioni in latino, perche in Occidente era questa la lingua mobili era possibile garantire che ogni pagina fosse esat-
principale di moltissimi cristiani. Le traduzioni latine del- tamente uguale all' altra, senza variazioni di alcun tipo
le Sacre Scritture, pero, non tardarono a far emergere pro- neUe parole. Erano finiti i giorni in cui, per alterazioni ca-
90 Ges;; non rha mai detto Version; del Nuovo Testamento 91

sua Ii 0 intenzionali, i trascrittori producevano ciascuno sto in diverse lingue. L'Antico Testamento era riprodotto
copie diverse dello stesso testo. Cio che veniva stampato nell'originale ebraico, nella Vulgata latina e nella versione
era scolpito nella pietra. Inoltre, era possibile produrre i greca dei Settanta in colonne disposte una accanto all'al-
volumi con rapidita molto maggiore: non era piu necessa- tra. (Quello che i curatori pensavano della superioritil. del- .
rio copiarli una lettera alia volta. E di conseguenza pote- la Vulgata risulta evidente dai loro commenti su tale di-
va no essere approntati a un costa assai inferiore. Poche sposizione, contenuti nella prefazione: la paragonavano a
cose hanno avuto suI mondo moderno un impatto pili ri- Cristo, identificato nella Vulgata, crocifisso fra due crimi-
voluzionario della pressa da stampa: cio che pili vi si av- nali, gli infidi ebrei, rappresentati dall'ebraico, e i greci
vicina (e forse potrebbe finire per superarne l'importanza) scismatid rappresentati dalla versione dei Settanta.)
e ]'avvento del personal computer. L'opera fu stampata in una cittadina denominata Al-
La prima grande opera stampata con la pressa di Gu- cala, in latina Complutum. Per questa motivo I'edizione
tenberg fu una magnifica edizione della Bibbia (Vulgata) di Ximenes e nota come «Poliglotta complutense». II Nuo-
latina, la cui produzione richiese qualche anna: dal 1450 vo Testamento fu il primo a essere stampato (quinto volu-
a11456. 6 Nei successivi cinquant'anni uscirono una cin- me, terminato nel 1514); conteneva it testo greeo e inclu-
quantina di edizioni della, Vulgata presso varie case editri- deva un dizionario in tale lingua con gli equivalenti latini.
ci d'Europa. Puo sembrare strano che in quei primi anni Ma pubblieare questa tomo a parte non rientrava nei pia-
di stampa non si sia avuto alcun impulso alia realizzazio- ni: tutti e sei i volumi (il sesto eomprendeva una gramma-
ne di una copia del Nuovo Testamento greco. tica e un dizionario di ebraico per aiutare nella lettura dei
Ma ,non e difficile capire che il motivo e quello giil. ac- primi quattro) dovevano essere pubblieati insieme, it che
cennato: da quasi un millennio gli eruditi di tutta Europa richiese una notevole quantita di tempo.
(studiosi biblici compresi) erano abituati a pensare che la L'intera impresa fu terminata entro il 1517, ma, trattan-
Vulgata di Gerolamo fosse la Bibbia della Chiesa (un po' dosi di una produzione eattolica, prima di poter essere
come alcune Chiese moderne danno per scontato che la pubblicata necessitava della ratifiea del papa, Leone X.
versione di re Giacomo sia la «vera» Bibbia). La Bibbia Quest'ultima fu ottenuta ne11520; tuttavia, a causa di altre
greca era ritenuta estranea per teologia e cultura, rOcci- complicazioni, itlibro non fu distribuito che ne11522, circa
dente latino la attribuiva ai cristiani greci ortodossi, cons i- cinque anni dopo la morte della stesso Ximenes.
derati scismatici che si erano staccati dalla vera Chiesa. In Come abbiamo vis to, a quel tempo Chiese e studiosi cri-
Europa occidentale pochi -studiosi erano in grado anche stiani d'Oriente avevano a disposizione diverse eentinaia
solo di leggere it greco. E cosi, in un primo momento, nes- di manoscritti (ossia copie seritte a mano) greei. In che mo-
suno si senti tenuto a stampare la Bibbia greca. do Stunica e i suoi colleghi curatori decisero quali di questi
II primo studioso occidentale a concepire l'idea di pub- manoscritti adoperare, e quali esemplari avevano di fatto a
blicare una versione del Nuovo Testamento in greco fu un disposizione? Purtroppo, a questi interrogativi gli studiosi
cardinale spagnolo di nome Ximenes de Cisneros (1436- non sono mai stati in grado di rispondere con certezza.
1517). Sotto la sua direzione, un gruppo di esperti, fra i Nella dedica dell' opera, Ximenes esprime la propria grati-
quali uno di nome Diego Lopez de Zuniga (0 Stunica), tudine a papa Leone X per alcune copie in greco prestate
mise mano a un' edizione in pili volumi della Bibbia. Si «dalla Biblioteca apostolica». Dunque, i manoscritti per
trattava di un' edizione poliglotta, che doe riportava il te- I'edizione provenivano forse dal patrimonio vatieano. AI-
,
92 Gesu non l'ha mai dello Versioni del Nuovo Testamento 93 ,
cuni esperti, tuttavia, hanno sospettato che fossero stati complutense era in cantiere, pereia si affrettarono a pub-
usati manoscritti disponibili sui posto. Circa duecentocin- blicare prima possibile un testa greco, benche altri impe- ,
quant'anni dopo la produzione della Poliglotta complu- gni impedissero a Erasmo di dedicarsi con serieta all'in- '.
tense, uno studioso danese di nome Moldenhawer visita carico fino al luglio 1515. In quel periodo egli si reca a i
Alcala per esaminame Ie risorse bibliotecarie e trovare una Basilea alia ricerca di manoscritti adatti a essere utilizzati "
risposta, rna non riusci a rinvenire alcun manoscritto del come base per il suo testo. Non ne reperi molti, rna cia',
Nuovo Testamento greco. Sospettando che la biblioteca che trovo basto allo scopo. Si affido soprattutto a un pu- '
dovesse aveme posseduti alcuni in passato, insistette nelle gno di manoscritti tardomedievali che rivide come se'
sue indagini finche, alia fine, fu informato dal bibliotecario stesse preparando una copia scritta a mano per la stampa;
che in effetti la biblioteca aveva contenuto in precedenza 10 stampatore prese i manoscritti cosi corretti e compose il
antichi manoscritti neotestamentari greci, rna che nel1749 suo carattere tipografico direttameJ;1te sulla loro base.
erano stati venduti tutti a un fabbricante di razzi di nome Sembra che Erasmo abbia fatto molto affidamento su un
Toryo «in quanta inutili pergamene» (adatte pera alia fab- solo manoscritto del XII secolo per i vangeli e su un aitro, •
bricazione di fuochi d'artificio). anch'esso del XII secolo, per gli Atti e Ie epistole, anche se
Studiosi di epoche successive hanno tentato di scredita- fu in grado di consultare diversi altri manoscritti e di ap-
re questo racconto;7 esso, tuttavia, dimostra almeno che portare correzioni in base aile rispettive versioni. Per I' A-
per apprezzare i manoscritti greei del Nuovo Testamento pocalisse dovette prendere in prestito da un suo amico,
non occorre essere dei cervelloni. I'umanista tedesco Johannes Reuchlin, un manoscritto che, '
purtroppo, in alcuni punti era quasi illeggibile e mancava
La prima edizione pubblicata dell'ultima pagina contenente i sei versetti finali dellibro.
del Nuovo Testamento greco Nella fretta di portare a termine illavoro, in questi punti
Erasmo si limita a prendere la Vulgata latina e ritradume il
Pur essendo la prima edizione a stampa del Nuovo Testa- testa in greco, creando cosi alcune lezioni che oggi non so-
mento greco, la Poliglotta complutense non fu la prima no reperibili in nessun manoscritto greco superstite. E que- .i
versione pubblicata. Come abbiamo visto, essa fu stampa- sta, come vedremo, e I'edizione del Nuovo Testamento .
ta entro il1514, rna non vide la pubblicazione che ne11522. greco che, a tutti gli effetti, quasi un secolo dopo, fu utiliz-:,
Nel frattempo, un intraprendente studioso olandese, l'in- zata dai traduttori della Bibbia di re Giacomo. .:
tellettuale umanista Erasmo da Rotterdam, preparo e pub- La stampa dell' edizione di Erasmo ebbe inizio nell' otto-':!, .
blico un'edizione del Nuovo Testamento greco ed ebbe bre 1515 e fu portata a termine in soli cinque mesi. Essad:
dunque I' onore di redigere la cosiddetta editia princeps (os- comprendeva, fianco a fianco, il testa greco, preparato un:, [, .'
sia la prima edizione pubblicata). Da molti anni Erasmo ri- po' di premura, e una versione rived uta della Vulgata lati-L'!
servava parte del suo tempo alia studio del N uovo Testa- na (nella seconda edizione e nelle successive Erasmo in-.':
mento e di altre grandi opere dell' antichita e a un certo cluse la propria traduzione in latino del testo al posto del-: ;
punto penso di curame un'edizione per la stampa. Ma fu la Vulgata, con grande costemazione di numerosi teologi
solo quando visita Basilea, nell' agosto 1514, che un editore dell'epoca, ancora convinti che la Vulgata fosse la Bibbia
di nome Johann Froben 10 convinse a procedere. della Chiesa). Illibro era voluminoso, quasi un rnigliaio di
Erasmo e Froben sapevano entrambi che la Poliglotta pagine. Eppure, come affenno in seguito 10 stesso Erasmo,
94 Gesu non tho. mai detto Versioni del Nuovo Testamento 95

«piu che rivisto per la stampa» fu «pubblicato in gran iret- Cio che intendeva dire era che suo padre «Iavorava
ta» (com'ebbe a esprimersi in latina: praecipitatum verius strada facendo», ossia che inseriva i numeri dei versetti di
quam editum). sera, nelle locande dove alloggiava. Ma, poiche il figlio di-
Riconoscere che I' edizione di Erasmo fu l'editio princeps ce letteralmente che Stephanus apportava queste modifi-
del Nuovo Testamento greco e importante, non solo perche che «a cavallo», alcuni studiosi beffardi hanno insinuato
e l'occasione per un interessante resoconto storieo, rna piu che ave sse in realta svolto il suo lavoro in movimento, per
che altro perche, con l'evolversi della storia del testo, Ie edi- cui, ogni volta che il cavallo sobbalzava in modo imprevi-
zioni di Erasmo (ne produsse cinque, tutte basate, in defini- sto, la penna di Stephanus saltava, dando conto di aIcune
tiva, su questa prima preparata con grande celerita) sareb- delle strane disposizioni dei versetti ancora oggi presenti
bero divenute la fonna standard del testo greco pubblicato nelle nostre traduzioni del Nuovo Testamento.
dagJi stampatori dell'Europa occidentale per oltre tre secoli. La principale questione che mi preme chiarire, tuttavia,
Seguirono numerose edizioni in greco, prodotte da edi- e che tutte queste edizioni successive (inc1use quelle di
tori dai nomi ben noti agli studiosi del settore: Stephanus Stephanus) si rifanno in definitiva alla editio princeps di
(Robert Estienne), Theodor Beza, Bonaventura e Abraham Erasmo, basata su alcuni manoscritti greci piuttosto tardi
Elzevir. Tutti questi testi, tuttavia, si basavano piu 0 menD e non necessariamente affidabiJi: quelIi che gli capito di
sui testi dei loro predecessori, che si rifacevano al testo di reperire a Basilea e quello che prese a prestito dall'arnico
Erasmo, con tutti i suoi difetti, imperniato su un pugno Reuchlin. Non vi sarebbe alcun motivo di ritenere che tali
appena di manoscritti (talvolta solo due 0 perfino uno 0, manoscritti fossero di particolare quaJita. Furono solo
per alcune parti dell'Apocalisse, nessuno!) di epoca tardo- quelIi di cui riusd a entrare in possesso.
medievale. La maggior parte degli stampatori non anda- Essi, in effetti, non erano affatto della migliore qualita:
va alia ricerca di nuovi manoscritti che potessero essere dopotutto, erano stati prodotti circa undici secoli dopo gli
piu antichi 0 migliori per basare su di essi i loro testi. Si Ji- originaIi! Per esempio, iJ manoscritto principale usato da
mitava a stampare e ristampare la stessa versione, appor- Erasmo per i vangeli conteneva sia la storia dell' adultera
tandovi solo piccole modifiche. in Giovanni sia gli ultimi dodici versetti di Marco, brani
Alcune di queste edizioni sono senza dubbio importan- che in origine non costituivano parte dei vangeli, come
ti. Per esempio, la terza edizione di Stephanus, de11550, e abbiamo appreso nel capitolo precedente.
degna di menzione, in quanta e la prima a inc1udere note I manoscritti cui Erasmo attinse come fonti non conte-
che documentano diffeienze fra alcuni dei manoscritti nevano, tuttavia, un brano importante delle Sacre Scrittu-
consultati. La quarta edizione (1551) e forse ancor piu si- reo Si tratta del racconto della Prima lettera di Giovanni
gnificativa, perche e la prima del Nuovo Testamento gre- 5,7-8, denominato dagli studiosi «Comma giovanneo»,
co in cui il testa e diviso in versetti. Fino a quel momenta presente nei manoscritti della Vulgata latina rna non nella
il testa era stato stampato tutto insieme, senza alcuna in- grande maggioranza dei manoscritti greci. Si tratta di un
dicazione di divisione. Esiste un divertente aneddoto le- passo da tempo fra i preferiti dei teologi cristiani, essendo
gato al metodo seguito da Stephanus per questa edizione. I'unieo nell'intera Bibbia a delineare in maniera esplicita
Suo figlio narro in seguito che il padre aveva deciso Ie di- la dottrina della Trinita, secondo cui esistono tre persone
visioni in versetti (gran parte delle quaJi sono conservate nella divinita, rna esse costituiscono tutte un unieo Dio.
nelle traduzioni moderne) durante un viaggio a cavallo. Nella Vulgata il brano in questione recita:
96 Gesu non I'ha mai delto Versioni del Nuovo Testamento 97

Sona in tre a recare testirnonianza in dela: il Padre il Verbo e 10


J nita a Erasmo fu una produzione del XVI secolo, eseguita
Spirito, e questi tre sona una cosa sola; e sona in tre a recare testi- • •
su comm15S1one.
monianza in terra, 10 Spirito, l' acqua e i1 sangue, e questi tre sona Malgrado i dubbi, Erasmo fu di parola e incluse il Com-
una cosa sola.
ma giovanneo nell' edizione seguente e in tutte Ie successi-
E un brano misterioso, rna inequivocabile nel suo ap- ve. Queste, come ho gia osservato, divennero la base per Ie
poggio agli insegnamenti tradizionali della Chiesa sui edizioni del Nuovo Testamento greco poi riprodotte spes-
«Dio uno e trino». Senza questo versetto, la dottrina della so dai vari Stephan us, Beza ed Elzevir. Tali edizioni forni-
Trinita deve essere dedotta da una serie di passi combinac rona il testo utilizzato dai vari traduttori della Bibbia. E co-
ti per dimostrare che Cristoe Dio corne 10 sono 10 Spirito e si, per esempio, fra i passi familiari ai lettori della Bibbia
il Padre e che tuttavia esiste un solo Dio. Questo passo, in- inglese (da quella di re Giacomo del 1611 in avanti, fino ai-
vece, espone la dottrina in modo conciso e diretto. le edizioni moderne del XX secolo) figurano la donna sor-
Nei suoi manoscritti greci, pero, Erasmo non ne trovo presa in adulterio, gli ultimi dodici versetti di Marco e il
traccia, dicevano soltanto: «Tre sono quelli che rendono Comma giovanneo, anche se nei manoscritti piu antichi e
testimonianza: 10 Spirito, l'acqua e il sangue, e questi tre migliori del Nuovo Testamento greco non e possibile tro-
sono una cosa sola». Dov'erano finiti il «Padre, il Verbo e yare nessuno di questi brani. Essi sana entrati nella coscien-
10 Spirito»? Non figuravano nel manoscritto principale di za dei fedeli per un mero caso della storia, a causa dei ma-
Erasmo ne in alcuno degli altri da lui consultati, pertanto noscritti che capitarono sottomano a Erasmo e a uno che fu
non rientrarono nella prima edizione del testo in greco. prodotto a suo beneficio.
Piu di qualunque altra cosa, fu questa a indignare i teo- Le diverse edizioni in greco del XVI e XVII secolo erano
logi del tempo, che accusarono Erasmo di avere alterato il cosi simili che alia fine gli stampatori poterono sostenere
testo nel tentativo di eliminare la dottrina della Trinita e che si trattava del testa accettato da tutti gli studiosi e letto-
di sminuirne il corollario, la dottrina della piena divinita ri del Nuovo Testamento greco, e in effetti COSI era, visto
di Cristo. In particolare Stunica, uno dei principali redat- che non esistevano concorrenti! La rivendicazione piu
tori della Poliglotta complutense, rese pubblica la sua cri- spesso citata compare in un'edizione prodotta nel1633 da
tica a Erasmo e insistette che nelle future edizioni egli re- Abraham e Bonaventura Elzevir (che erano zio e nipote) i
stituisse al versetto la sua legittima collocazione. quali informavano i loro lettori, con parole da allora famose
Si narra che, forse in un momenta di imprudenza, Era- fra gli eruditi: «Ora avete il testa accettato da tutti, in cui
smo avesse accettato di ins~erire il versetto in una futura non abbiamo dato nulla di modificato 0 corrotto».'
edizione del suo Nuovo Testamento greco a una condizio- Da tale dichiarazione, specie dalle parole «testo accetta-
ne: che i suoi oppositori esibissero un manoscritto greeo in to da tutti», deriva l'espressione comune textus receptus
cui 10 si potesse reperire (trovarlo nei manoscritti latini (abbreviata T.R.), utilizzata dai critici testuali per riferirsi
non era sufficiente). E COsl fu esibito un manoscritto greco. a quella forma del testa greco basata non sui manoscritti
A dire il vero, fu prod otto ad hoc. Sembra che qualcuno piu antichi e migliori, bensl sui testa pubblicato in origine
avesse ricopiato il testa in greco delle epistole e, giunto al da Erasmo e tramandato agli stampatori per oltre tre seco-
brano in questione, avesse tradotto in greco il testa latino, Ii, finche gli studiosi cominciarono a insistere che il Nuo-
rendendo il Comma giovanneo nella sua forma conosciuta, vo Testamento greco dovesse essere basato su principi
funzionale alia teologia. In altre parole, il manoscritto for- scientifici imperniati sui nostri manoscritti piu antichi e
98 Gesu non l'ha mai detto Versioni del Nuovo Testamento 99

migliori, e non solo ristampato secondo la consuetudine. un centinaio di manoscritti greci del Nuovo Testamento.
Le primissime traduzioni, compresa quella inglese, vale a Inoltre, esamino con attenzione gli scritti dei primi Padri
dire la Bibbia di re Giacomo, e altre edizioni fin quasi alia della Chiesa per vedere come citavano il testo, ipotizzan-
fine del XIX secolo si rifacevano alia forma testuale meno do che I' esame delle citazioni rendesse possibile ricostrui-
corretta del fextus reeeptus. re i manoscritti a disposizione di quei Padri. Infine, pur
non sapendo leggere molte delle altre lingue antiche, sal-
vo illatino, si servl di un'edizione precedente pubblicata
L'apparato del Nuovo Testamento greeo di Mill
da Walton per verificare dove Ie versioni antiche in lingue
n testo del Nuovo Testamento greco, dunque, pareva godere come il siriaco e il copto differissero dal greco.
di solide fondamenta per la maggioranza degli studiosi che Basandosi su questo intenso sforzo trentennale di raccol-
per tutto il XVI e il XVII secolo poterono avvalersi delle edi- ta di materiali, Mill pubblicc> il suo testa con il rispettivo
zioni a stampa. In definitiva, quasi tutte Ie edizioni usavano apparato critico, in cui segnalava i punti di discrepanza fra
Ie stesse parole. Di tanto in tanto, tuttavia, gli eruditi si dedi- i materiali superstiti a disposizione. Con grande sgomento
cavano a scoprire che i manoscritti greei differivano dal testo e costemazione di molti dei suoi lettori, I'apparato di Mill
loro familiare dell'edizione a stampa. Come abbiamo visto, individuava circa trentarnila variazioni fra Ie testimonianze
nella sua edizione del 1550 Stephanus incluse delle note a superstiti, trentamila punti in cui manoscritti, citazioni pa-
margine che identificavano i punti di discrepanza fra diversi tristiche (cioe dei Padri della Chiesa) e versioni varie ripor-
manoscritti da lui consultati (in tutto quattordici). tavano lezioni diverse dei passi del Nuovo Testamento.
Qualche tempo dopo, ne! XVII secolo, furono stampate Mill non fu esaustivo nella presentazione dei dati che
edizioni di studiosi inglesi come Brian Walton e John Fell, aveva raccolto. In realta, aveva trovato ben pili di trenta-
che prendevano pili sui serio Ie variazioni nei manoscritti mila discrepanze. Non citb tutto cib che aveva scoperto,
superstiti (e disponibili). Quasi nessuno, perC>, si avvide tralasciando, per esempio, Ie modifiche nell' ordine delle
dell'enormita del problema della variazione testuale fino parole. Tuttavia, i punti da lui commentati furono suffi-
all'innovativa pubblicazione, nel 1707, di uno dei classici cienti ad allannare il pubblico dei lettori, scuotendoli dal-
nel campo dell'esegesi neotestamentaria, un libro ehe ebbe l'autocompiacimento in cui si erano cullati per via della
un effetto rivoluzionario sullo studio della trasmissione del perenne ripubblicazione del lextus reeepfus e della naturale
Nuovo Testamento greeo e costrinse gli studiosi a prendere supposizione che esso rappresentasse l'«originale» greco
in seria eonsiderazione la situazione testuale dei manoscrit- del Nuovo Testamento. Lo status del testa originale pote
ti del Nuovo Testamento.. essere fatto oggetto di ampia discussione. Se non si cono-
Si trattava di un'edizione del Nuovo Testamento greeD scevano Ie parole originali del Nuovo Testamento greco,
di John Mill, docente del Queen's College di Oxford. Mill come si poteva usarle per stabilire la retta dottrina e il retto
ave va speso trent'anni di duro lavoro nella raccolta dei insegnamento cristiano?
materiali per la sua edizione. II testa che diede aile stampe
era semplicemente l'edizione del 1550 di Stephanus; per
La eontroversia susdtata dall'apparato di Mill
la pubblieazione di Mill cib che importava non era il testa
di partenza, bensi Ie varianti rispetto a tale testo, da lui ci- L'impatto della pubblieazione si feee sub ito sentire, anche
tate nell'apparato critico. Mill ebbe accesso aile lezioni di se Mill non visse abbastanza per seguire il dramma fino
100 Gesu non l'ha mai delta Versioni del Nuovo Testamenio 101 ,
,
, ,
alla fine. Morl vittima di un colpo apoplettico appena due nessuna discrepanza citata da Mill riguarda articoli di fede: i
settimane dopa la pubblicazione della sua voluminosa a questioni di condotta e che la grande maggioranza delle .,
opera. II suo prematuro decesso (provocato, stando a un varianti da lui messe in luce non ha alcuna pretesa di au- '::
osservatore, dall' «avere bevuto troppi caffe»!) non impedi tenticita. ":
tuttavia ai suoi detrattori di farsi avanti. Whitby aveva forse pensato che la sua confutazione:
L'attacco piu duro giunse tre anni dopa, nel datto volu- avrebbe avuto effetto senza che nessuno la leggesse sui: '
me di un polemista di nome Daniel Whitby, che nel 1710 serio; sono cento pagine ampollose, fitte e poco allettanti .
diede aIle stampe una serie di appunti sull'interpretazio- di minuziosa dialettica, un tentativo di imporsi solo gra- : ,
ne del Nuovo Testamento, cui aggiunse un'appendice di zie alIa mole del discorso.
cento pagine che esaminava, in gran dettaglio, Ie varianti La faccenda avrebbe anche potuto finire Ii se la questione ' '
citate da Mill nel suo apparato critico. Whitby era un teo- non fosse stata ripresa da colora che utilizzarono i trenta-
logo protestante conservatore fermamente convinto che, mila punti di Mill proprio al fine temuto da Whitby, soste-
anche se Dio non avrebbe certamente impedito che gli er- nendo che it testa delle Sacre Scritture non potesse essere
rori si infiltrassero nelle copie degli scribi del Nuovo Te- ritenuto affidabile essendo esso stesso tanto incerto. Pra co-
stamento, Egli non "avrebbe neppure mai permesso che il lora che appoggiavano questa tesi figurava it deista inglese
testa venisse corrotto (vale a dire alterato) al punta di non Anthony Collins, arnica e seguace di John Locke, che nel
pater raggiungere in maniera adeguata il suo scopo e fine 1713 scrisse un opuscolo intitolato Discorso sullibero pensie-
divino. E cosi Whitby lamenta di sentirsi «addolorato e roo l' opera era tipica del pensiero deistico del xvm secolo:
contra ria to per avere trovato nei Prolegomena di Mill cosi insisteva sui primato della logica e dell'evidenza sulla rive-
tanti punti che sembrano molto semplicemente rendere lazione (per esempio nella Bibbia) e sulle affennazioni del
incerta la norma della fede 0, nel migliore dei casi, dare miracoloso. Nella seconda parte dell' opera, che tratta di
agli altri fin troppa occasione di dubitare».1 0 «questioni religiose», Collins osserva, in mezzo a una rni-
Whitby prosegue suggerendo che gli studiosi cattolici riade di altre notazioni, che anche il clero cristiano (cioe
romani, che chiama «i papisti», sarebbero fin troppo con- Mill) ha «riconosciuto e faticato per dimostrare che it testa :
tenti di riuscire a dimostrare, sulla base dell'incerta atten- delle Sacre Scritture e dubbio»: it riferimento e appunto alle 'I,', 'I'
dibilita del testa greco del Nuovo Testamento, che Ie Sacre trentamila varianti di Mill. "
Scritture non sarebbero un'autorita sufficiente per la fede, .
L'opuscolo di Collins, autorevole e malta letto, SUSCltO ,: I:
I

e che quindi l'autorita della Chiesa e della massima impor- una quantita di repliche caustiche, molte delle quali tedio- ' "
tanza. Secondo quanto egli afferma, «Morinus [uno stu- se e pesanti, altre dotte e risentite. II risultato forse piu si- ; :
dioso cattolico] sosteneva una corruzione del testa greco gnificativo fu quello' di attirare nella mischia un filologo ':
che potrebbe rend erne incerta l' autorita per la varieta di di grande reputazione internazionale, it direttore del Tri- :
lezioni che ha trovato nel Testamento greco di R. Stephens nity College di Cambridge, Richard Bentley. Bentleye fa- '
[ossia Stephanus]; che trionfi si godranno allora i papisti moso per il suo lavoro su autori classici come amero, '
sullo stesso testa vedendo Ie variazioni quadruplicate da Orazio e Terenzio. In una risposta indirizzata sia a Whitby
Mill dopa che aveva sudato trent'anni a quest'opera?».ll sia a Collins, scritta satta 10 pseudonimo di Phileleutherus ,
Whitby procede argomentando che, in realta, it testa del Lipsiensis (che significa qualcosa come <<I' amante della li-
Nuovo Testamento e certo, dal momenta che praticamente berta di Lipsia», ovvia allusione all' esortazione di Collins
102 Gesu non rha mai detto Versioni del Nuovo Testamento 103

allibero pensiero), Bentley mise in evidenza che, come alia definizione del testo, un testa molto pili documentato
ovvio, Ie varianti raccolte da Mill non potevano rendere di qualsiasi altro del mondo antico.
incerto il fondamento della fede protestante, dal momen- Come vedremo nel prossimo capitolo, alia fine questa
to che esse esistevano ancora prima che Mill Ie avesse no- controversia sulla pubblicazione di Mill indusse Bentley a
tate. Non Ie aveva inventate: si era limitato a segnalarle! dedicare Ie sue notevoli facolta intellettuali al problema di
scoprire il pili antico testo disponibile del Nuovo Testa-
Se dobbiamo credere non solo a questa saggio autore [Collins],
rna a un piu saggio vostro dottore [Whitby], egli [Mill] avrebbe fati- mento. Prima di trattare l'argornento, tuttavia, sara op-
eato per tutto quel tempo per dimas/rare la precarietil del testa delle Sa- portuno compiere un passo indietro e riflettere sulla si-
ere Scritture ... Ma ache scopo inveisce e contro chi da in escande- tuazione attuale a fronte della stupefacente scoperta di
scenze il vostro Whitbyus? Le fatiche del dottore, dice, rendono Mill di trentamila versioni nella tradizione dei manoscritti
l'intero testo precario, ed espongono la Riforma agli attacchi dei pa- neotestamentari.
pisti e la religione stessa a queIli degli atei. Dio non voglia! Speria-
rna ancora per il meglio. Perche di certo quelle diverse lezioni esiste-
vano in precedenza nei vari esemplari, il dottor Mill non Ie ha La situazione attuale
create ne coniate, Ie ha solo esposte alia nostra vista. Se dunque la
religione era vera prima, nonostante l'esistenza di tali diverse Ie- Se per trovare Ie sue trentamila varianti Mill conobbe 0 esa-
zioni, essa sara aneora altrettanto vera e di conseguenza altrettanto minD un centinaio di manoscritti greci, oggi disponiamo di
cecta malgrado tutti Ie vedano. Fidatevi, nessuna verita, nessun da-
un numero assai superiore di testi. All'ultimo conteggio,
to di faUo bene esposto potra mai sovvertire la vera religione. 12
quelli scoperti e catalogati erano pili di 5700. Sono cinquan-
Bentley, esperto nelle tradizioni testuali dei classici, tasette volte tanti rispetto a quelli noti a Mill ne11707. Que-
prosegue rilevando che egli si aspetterebbe di trovare nu- sti 5700 includono ogni cosa, dai pili piccoli frammenti
merose varianti testuali ogni volta che venisse scoperto (delle dimensioni di una carta di credito) a produzioni mol-
un gran numero di manoscritti. Se esistesse solo un mano- to ampie e sontuose, preservate nella loro interezza. Alcuni
scritto di un'opera, non vi sarebbero varianti testuali. Non contengono solo un libro del Nuovo Testamento, altri una
appena viene individuato un secondo manoscritto, tutta- piccola raccolta (per esempio i quattro vangeli 0 Ie lettere di
via, esso si distinguera dal primo in molti passi, il che non Paolo), pochissimi contengono l'intero Nuovo Testamen-
e perD un fatto negativo; molte di queste discordanze, in- to.13 Inoltre, esistono numerosi manoscritti delle varie ver-
fatti, mostreranno dove il primo manoscritto ha preserva- sioni (cioe traduzioni) antiche del Nuovo Testamento.
to un errore. Si aggiunga Un terzo manoscritto, e si trove- Questi manoscritti spaziano nella datazione dall'inizio
ranno altre varianti, rna anche, di conseguenza, altri punti del II secolo (un piccolo frammento denominato pS2 che ri-
in cui il testa originale e preservato (cioe dove i primi due porta numerosi versetti di Giovanni 18) fino al XVI secolo."
manoscritti concordano in un errore). E cos1 via: pili ma- E variano molto nelle dimensioni: alcuni sono minuscoli
noscritti si scoprono, pili varianti si avranno, rna crescera esemplari che potrebbero stare in una mano, come la copia
anche la probabilita che in quakhe punto fra queste diver- copta del Vangelo di Matteo, denominata Scheide Codex, che
se versioni sia possibile scoprire il testa originale. misura all'indrca 10 x 12 cm; altri sono molto grandi e d'ef-
Pertanto, Ie trentamila varianti rilevate da Mill non tol- fetto, come il gia citato Codex Sinaiticu5, che misura pres-
gono nulla all'integrita del Nuovo Testamento: forniscono sappoco 38 x 34 cm, con un'estensione notevole quando e
solo i dati di cui gli studiosi hanno bisogno per lavorare completamente aperto. Alcuni di questi manoscritti sono
104 Gesu non l'ha mai detta Versioni del Nuovo Testamento 105

copie economiche, prodotte di fretta su pagine riciclate (un Con una tale abbondanza di prove, me possiamo dire
documento venne cancellato e il testo del Nuovo Testamen- del numero complessivo delle varianti note al giomo d'og-
to scritto sopra Ie pagine cancellate), altri sono copie dal co- gi? Gli studiosi propongono stime assai diverse: a1cuni ac-
sto e dall' eleganza colossali, come quelle scritte con inchio- cennano a duecentomila varianti conosciute, alcuni a tre-
stro d'argento 0 d'oro su pergamena tinta di porpora. centomila, altri ancora a quattrocentomila 0 pili! Non
Di norma gli studiosi parlano di quattro tipi di mano- esiste certezza perche, maIgrado gli straordinari progressi
scritti greci: 15 della tecnologia informatica, nessuno e ancora stato in gra-
1) I pili antichi sono manoscritti in papiro, redatti su ma- do di contarle tutte. Forse, come ho osservato in preceden-
teriale ricavato dalla pianta del papiro, un materiale da za, e meglio limitarsi a considerare la questione in tel mini
scrittura del mondo antico molto utile, poco costoso ed ef- comparativi: vi sono pili variazioni fra i nostri manoscritti
ficace; risalgono al periodo fra il II e il VII secolo. che parole nel Nuovo Testamento.
2) I manoscritti rnaiuseoli sono fatti di pergamena (doe
di pelle animale, chiamata talvolta cartapecora) e prendo-
Tipologie delle modifiche nei manoscritti
no il nome dalle lettere grandi utilizzate, un po' simili aile
nostre maiuscole; risalgono, per la maggior parte, ai secoli Se abbiamo difficolta a parlare del nurnero di modifiche che
compresi tra il IV e il IX. abbiamo di fronte, cosa possiamo dire delle lipologie delle
3) I manoscritti rninuseoli sono anch'essi in pergamena, modifiche rilevate in questi manoscritti? La tipica differen-
rna scritti in caratteri pili piccoli e spesso legati (senza che la ziazione applicata dagli studiosi odierni e quella fra modi-
penna si stacchi dal foglio) in quello che ha l'aspetto dell'e- fiche che sembrano essere state effettuate per caso, in segui-
quivalente greco del corsivo; datano dal IX secolo in avanti. to a errori degli scribi, e modifime apportate di proposito,
4) I lezionari sono anch'essi, di solito, in forma minusco- con una qualche premeditazione. Non si tratta certo di li-
la, rna invece di consistere in libri del Nuovo Testamento, nee di demarcazione rigide e fisse, rna sembrano ancora
contengono, in un ordine prestabilito, «Ietture» tratte dal adeguate: si pub capire che durante la copiatura di un testa
Nuovo Testamento per essere usate in chiesa ogni settima- uno scriba potesse tralasciare senza volere una parola (mo-
na 0 nei giorni di festa (come i lezionari odierni). difica accidentale), tuttavia e diffidle comprendere come
Oltre a questi manoscritti greci, siamo a conoscenza di gli ultimi dodici versetti di Marco avrebbero potuto essere
circa diecimila manoscritti della Vulgata latina, per non par- un'aggiunta dovuta a un errore di scrittura.
lare dei mahoscritti di altre versioni, come quelli in siriaco, Potrebbe quindi essere utile concludere questo capitolo
cop to, amleno, antico georgiano, quelli della Chiesa slava e con alcuni esempi di dascun tipo di modifica. Comincerb
affini (si ricordi che Mill ebbe accesso solo ad alcune delle con il richiamare ]' attenzione su alcuni casi di varianti
. versioni antiche, e che Ie conosceva soltanto attraverso Ie re- «non intenzionali».
lative traduzioni in latino). Inoltre, abbiamo gli scritti di Pa-
dri della Chiesa come Clemente di Alessandria, Origene e
Modifiehe non inlenzionali
Atanasio fra i greci e Tertulliano, Gerolamo e Agostino fra i
latini, me in alcuni luoghi citano tutti testi neotestamentari, Gli involontari errori di scrittura16 furono senza dubbio
consentendo di ricostruire I' aspetto che dovevano avere i aggravati, come abbiamo visto, dal fatto che i manoscritti
manoscritti in loro possesso (ora in gran parte perduti). greci erano tutti redatti in seriplio continua, quasi sempre
106 Gesu non {,ha mai delto Versioni del Nuovo Testamento 107

senza alcuna punteggiatura ne spazi fra Ie parole. Cio si- tezzati «per formare un solo corpo» e che tutti ci siamo
gnifica che i vocaboli che si somigliavano venivano spesso «abbeverati a un solo Spirito». La parola «Spirito» (Pneu-
confusi l'uno con l'altro. Per esempio, nella Prima lettera ai ma) nella maggior parte dei manoscritti sarebbe stata ab-
corinzi (5,8) Paolo incita i suoi lettori a sentirsi parte di Cri- breviata in pma (sonnontata da un tratto orizzontale), che
sto, l' Agnello pasquale, e a non celebrare la festa con il comprensibilmente avrebbe potuto essere (e fu) fraintesa
«lievito vecchio, ne con lievito di malizia e di perversWI». da alcuni scribi, che la lessero come it vocabolo greco per
Quest'ultima parola, perversita, in greco si scrive poneras, «bevanda» (poma), e cosi in queste testimonianze si dice
che, a quanto risulta, somiglia molto alla parola porneias, che Paolo dichiara che tutti hanno «bevuto una sola be-
immoralita sessuale. La differenza di significato puo non yanda»~.
essere cosi profonda, rna e degno di nota che in un paio di Un tipo di errore diffuso nei manoscritti greci si verifi-
manoscritti superstiti Paolo ammonisca non contro il male cava quando due righe del testa che veniva copiato termi-
in generale, bensl contro la depravazione sessuale in parti- . navano con Ie stesse lettere 0 Ie stesse parole. Poteva capi-
colare. tare che uno scriba copiasse la prima riga del testo e poi,
Questo tipo di errore di ortografia era reso ancora pili quando il suo occhio tomava aHa pagina, riprendesse dal-
probabile dalla circostanza che talvolta, per risparrniare Ie stesse parole della riga success iva invece che della riga
tempo 0 spazio, gli scribi abbreviavano alcune parole. La appena copiata e proseguisse la copiatura da que! punto
parola greca per «e», per esempio, e kai, che alcuni scribi si tralasciando, di conseguenza, Ie parole e I 0 Ie righe inter-
limitavano a sostituire con la lettera iniziale k, con una medie. Questo tipo di errore viene chiamato parablepsis
sorta di tratto discendente alla fine a indicare che si tratta- (guardare a fianco) causato da un omeoteleuto (stesse de-
va di un'abbreviazione. • sinenze). Ai miei studenti insegno che possono rivendica-
Altre abbreviazioni comuni erano usate per quelli che re un'istruzione universitaria quando riescono a parlare
gli studiosi hanno chiamato nomina sacra (nomi sacri), un con cognizione di causa di parablepsis provocato da omeo-
gruppo di parole come Dio, Cristo, Signore, Gesil e Spirito, teleuto.
che venivano abbreviate perche ricorrevano con grande n meccanismo puo essere illustrato dal testa di Luca
frequenza 0 per mostrare che vi si prestava particolare at- 12,8-9, che redta:
tenzione. Talvolta Ie varie abbreviazioni confusero scribi
di epoche successive, che Ie scambiarono l'una con l'altra 8Chiunque mi riconoseera davanti agli uomini, anche iI Figlio del-
l'uomo 10 riconoscera davanti agli angeli di Dio; 9ma chi mi rinne-
o Ie interpretarono in man:iera sbagliata prendendole per ghera davanti agli uomini sara rinnegato davanti agli angeli di Dio.
una parola intera. Cosi, per esempio, nella Lettera ai ro-
mani 12,11, Paolo esorta i suoi lettori a «servire il Signo- n nostro pili antico manoscritto in papiro di questo bra-
re». Nei manoscritti, tuttavia, era tipico indicare la parola no tralascia I'intero versetto 9 e non e difficile rendersi
«Signore», Kurios, con un'abbreviazione che alcuni scribi conto di come sia avvenuto l'errore. Lo scriba copio Ie pa-
antichi confusero con quella usata per kairos, che significa role «davanti agli angeli di Dio» del versetto 8 e, tomando
«tempo». In quei manoscritti, dunque, Paolo esorta i suoi con I'occhio alia pagina, trovo Ie stesse parole ne! versetto
lettori a «servire il tempo». 9, suppose che fossero queUe appena scritte e prosegul co-
In maniera analoga, nella Prima lettera ai corinzi 12,13, piando il versetto 10 e tralasciando l'intero versetto 9.
Paolo mette in evidenza che in Cristo tutti siamo stati bat- Talvolta questa tipologia di errore puo avere effetti an-
108 Gesu non ['ha mai detto Versioni del Nuovo Testamento 109

cora pili disastrosi sui significato di un testo. In Giovanni del testo, anche se comprensibile, risulta priva di senso.
17,15, per esempio, nella sua preghiera a Dio Gesli dice ri- Cio accade di frequente, spesso per alcune delle ragioni
guardo ai suoi seguaci: che abbiamo analizzato. In Giovanni 5,39, per esempio,
non chiedo che tu Ii guardi dal mondo, rna che tu Ii guardi dal Gesu dice ai suoi oppositori «scrutate Ie Scritture ... sono
maligno. proprio esse che mi rendono testimonianza». In un mano-
scritto antico quest'ultimo verbo fu modificato in uno dal
Tuttavia, in uno dei nostri migIiori manoscritti (il Codex suono simile, rna privo di senso nel contesto. In quel ma-
Vaticanus del N secolo), Ie parole «dal mondo, rna che tu Ii noscritto Gesu dice: «scrutate Ie Scritture ... sono proprio
guardi» sono omesse, cosl che Gesli pronuncia l'infeIice esse che stanno peccando contro di me»! Un secondo
preghiera: «non chiedo che tu Ii guardi dal maIigno>,! esempio e tratto dallibro dell'Apocalisse, dove il profeta
Alcuni errori venivano commessi perche Era Ie parole ha una visione del trono di Dio, intomo al quale c'era «un
esisteva una somiglianza non di tipo visivo, rna di tipo udi- arcobaleno simile a smeraldo» (4,3). Alcuni dei nostri piu
tivo. Questo poteva capitare, per esempio, quando un testo antichi manoscritti riportano una modifica e, per strano
veniva trascritto sotto dettatura, ossia quando uno scriba che possa sembrare, viene detto che intomo al trono c' era-
leggeva da un manoscritto e uno 0 pili colleghi copiavano no «dei sacerdoti simili a smeraldo»!
Ie sue parole in nuovi manoscritti, come accadde qualche Di tutte Ie molte migliaia di errori non intenzionali com-
volta negli scriptoria dopo il IV secolo. Se due termini si messi, e probabile che il piu curioso sia quello presente in
pronunciavano in maniera uguale, chi eseguiva la copiatu- un minuscolo manoscritto dei quattro vangeIi, secondo 1a
ra poteva scrivere senza volere quello sbagliato, specie se numerazione ufficiale il Codice 109, risalente al XIV secolo.'8
esso aveva un senso (benche errato) nel contesto. II singolare errore si trova in Luca 3, nel racconto della ge-
Pare che cio si sia verificato, per esempio, in Apocalisse nealogia' di Gesu. E evidente che 10 scriba aveva copiato un
1,5, dove I'autore prega «colui che ci ha liberati dai nostri manoscritto che esponeva la genealogia su due colonne. Per
peccati». La parola per «liberati» (in greco: lusanti) ha 10 stes- un motivo 0 per l'altro, non copio una colonna per volta,
so identico suono della parola «Iavati» (lousanti); dunque bensl, procedendo in orizzontale, una riga di entrambe Ie
non sorprende che in un certo numero di manoscritti medie- colonne. Ne risulta che i nomi della genealogia sono com-
vali I' autore preghi colui «che ci ha lavati dai nostri peccati». pletamente scombinati e quasi tutti i personaggi sono chia-
Un altro esempio si ha nella Lettera di Paolo ai romani, mati figIi del padre sbagliato. Peggio ancora: la seconda co-
dove l'apostolo afferma che'«giustificati dunque per la fede, lonna del testo da cui 10 scriba stava copiando non aveva 10
noi siamo in pace con Dio» (5,1). Equesto che disse? La pa- stesso numero di righe della prima, per cui alia fine, nella
rola per ,inoi siamo in pace», una dichiarazione di fatto, ave- nuova copia, il padre della razza umana (cioe l'ultimo men-
va 10 stesso identico suono di «fa' che siamo in pace», un'e- zionato) non e Dio, rna un israelita di nome Fares, mentre
sortazione. E cosi, in numerosi manoscritti, compresi alcuni Dio stesso e detto figIio di un uomo di nome Aram!
dei piu antichi, Paolo non afferma sicuro che lui e i suoi se-
guaci sono in pace con Dio, bensi sollecita se stesso e gli altri
a cercare la pace. Per questa passo gli studiosi dei testi han- Modifiche inlenzionali
no difficolta a decidere quale sia la versione corretta.17 Per alcuni aspetti, Ie modifiche che abbiamo osservato
In altri casi non sussiste ambiguita, percM la variazione sono Ie piu sempIici da individuare ed eliminare quando
110 Gesu non l'ha mai detta Versioni del Nuovo Testamento 111
.
si tenta di definire la forma piu antica del testo. Le modifi- sa, neanche gli angeli del cielo, e neppure il Figlio, rna so-
che intenzionali sono invece un po' piu complesse. Pro- lo il Padre». Gli scribi trovarono difficile questa brano: il
prio perche furono effettuati (evidentemente) di proposi- Figlio di Dio, Gesu stesso, non sa quando verra la fine?
to, questi cambiamenti tendono ad avere senso. E poiche Come poteva essere? Non e onnisciente? Per risolvere il
hanno senso, vi saranno sempre alcuni critici stando ai problema, alcuni si li!flitarono a cambiare il testa trala-
quali sono migliori, vale a dire originali. Non si tratta di sciando Ie parole «neppure il Figlio». Cosl gli angeli pos-
una controversia fra eruditi, una parte dei quali sostiene sono essere ignari, ma non il Figlio di Dio.'9
che il testa e state alterato e altri che affermano il contra- In altri casi i copisti modificavano un testa non perche
rio. Tutti sanno che il passo e stato modificato, la sola que- ritenevano che contenesse un errore, rna perche volevano
stione e quale versione rappresenti l'alterazione e quale la impedire che venisse frainteso. Un esempio e Matteo
forma piu antica. Su questo gli studiosi possono essere in 17,12-13, dove Gesu identifica Giovanni Battista con Elia,
disaccordo.
il profeta che sarebbe venuto alla fine del tempo:
In un considerevole numero di casi (la maggioranza, in
effetti) gli studiosi sono nel complesso concordi. A questa «Ma io vi dieD: Elia e gia venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi
punto sara forse utile esaminare alcune delle tipologie di J'hanno trattato come hanno voluto. Cosi anche il Figlio dell'uomo
dovra soffrire per opera lOrD.» Allora i discepoli compresero che
modifiche intenzionali presenti nei nostri manoscritti per- egli parlava di Giovanni Battista.
che cio ci consentira di capire i motivi che spinsero gli
. scribi ad alterare un passo. II potenziale problema e che, stando alle parole, si po-
Talvolta i copisti modificavano il testa perche pensava- Irebbe interpretare il testa non nel senso che Giovanni Bat-
no che contenesse un errore di fatto. Questo sembra essere tista era Elia, bensl che egli era il Figlio dell'uomo. Gli
proprio il caso all'inizio di Marco, dove l'autore introduce scribi erano ben consapevoli che non era cosl, percio alcu-
il suo vangelo dicendo: «Come e scritto nel profeta Isaia: ni invertirono il testo facendo comparire prima l' asserzio-
"Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te ... rad- ne «AlIora i discepoli capirono che parlava di Giovanni
drizzate i suoi sentieri"". II problema e che l'inizio della Battista» e poi I'affermazione sui Figlio dell'uomo.
citazione non e affatto tratto da Isaia, bensl rappresenta Talvolta i copisti cambiavano illoro testa per ragioni piu
una combinazione di un passo di Esodo 23,20 con uno di palesemente teologiche, per essere certi che non potesse
Malachia 3,1. Gli scribi riconobbero che questa era una essere usato da «eretici» 0 per garantire che dicesse cio che
difficolta e modificarono il testa: "Come sta scritto nei pro- gia si riteneva (che gli scribi gia ritenevano) che significas-
feli...». Cosl il problema di un'attribuzione errata della ci- se. Esistono numerosi casi di questa tipo di modifica, cui
tazione non esiste piu. Tuttavia non vi sono dubbi circa dedicheremo piu spazio in un capitolo successivo. Per ora
cio che Marco scrisse in origine: l'attribuzione a Isaia e mi limitero a indicare un paio di brevi esempi.
presente nei nostri manoscritti piu antichi e migliori. Nel II secolo •molti cristiani erano fermamente convinti
Qualche volta I'«errore» che un copista tentava di cor- che la salvezza portata da Cristo fosse un'assoluta novita,
reggere non era un vero e proprio errore, ma piuttosto superiore a qualunque cosa il mondo avesse mai visto e
una cattiva interpretazione. Un esempio famoso si ha in senza dubbio superiore al giudaismo, dal quale era nato il
Matteo 24,36, dove Gesu predice la fine dei tempi dicen- cristianesimo. Alcuni arrivarono perfino a sostenere che il
do: "Quanto a quel giorno e a quell'ora, pero, nessuno 10 giudaismo, l'antica religione degli ebrei, era state comple-

112 Gesu non l'ha mai delta VeTsioni del Nuovo Testamento 113

tamente superato dalla comparsa di Cristo. Per certi scribi incapaci di scalzare, Gesu dice loro: «Questa specie di de-
di questa parere, la parabola che Gesu narra sui vino nuo- moni non si puo scacciare in alcun modo, se non con la
vo e gli otri vecchi poteva apparire problematica: preghiera» (Marco 9,29). Copisti di epoca successiva pro-
dussero l'aggiunta appropriata, considerate Ie usanze del ,
E nessuno mette vine nuovo in otri vecchi ,., 11 vina nuovo biso-
gna metterlo in otri nuovi. E ness uno che beve vino vecchio deside- loro tempo, facendo spiegare a Gesu che: «Questa specie
ra il nuovo, perche dice: "II vecchio e migliore» (Lc 5,38-39). di demoni non si puo scacciare in alcun modo, se non con
la preghiera e il digiuno».
Come poteva Gesu dire che il vecchio e migliore del nuo- Uno dei piu noti cambiamenti del testo di carattere li-
yo? La salvezza che Egli porta non era forse superiore a qua- turgico si trova nella versione di Luca del Padre Nostro. La
lunque cosa il giudaismo (0 qualsiasi altra religione) avesse ,
preghiera e presente, come noto, anche in Matteo, ed e in
da offrire? Gli scribi che trovarono sconcertante l'espressione tale forma estesa che e piu faritiliare ai cristiani. 20 In con-
si limitarono a espungere l'ultima frase, in modo che Gesu fronto, la versione di Luca suona desolatamente monca:
non dicesse nulla circa il vecchio migliore del nuovo.
A volte i copisti alteravano il loro testa per accertarsi Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tua regno, dacci ogni
giorno il nostro pane quotidiano, e perdonaci i nostri peccati, per-
che una dottrina preferita fosse enfatizzata a dovere. Que- che anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore, e non ci indurre
sto, per esempio, accade nel racconto della genealogia di in tentazione (Lc 11,2-4).
Gesu nel Vangelo di Matteo, che parte dal patriarca degli
ebrei, Abramo, ripercorrendo la linea di discendenza di Gli scribi risolsero il problema della versione abbreviata
Gesu di padre in figlio fino a: «Giacobbe genero Giusep- di Luca aggiungendo Ie suppliche che conoscevano dal
pe, 10 sposo di Maria, dalla quale e nato Gesu, chiamato branD parallelo di Matteo 6,9-13, in modo che, come in
Cristo» (Matteo 1,16). COS! com'e, la genealogia tratta giii. Matteo, la preghiera fosse:
Gesu come un caso eccezionale, infatti non si dice che e il Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato it tuo nome, venga il
«figlio» di Giuseppe. tua regno, sia fatta la tua valonta, come in dele cosl in terra. Dacd
Per alcuni scribi, tuttavia, cio non era sufficiente, e oggi it nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti, come
noi Ii rimettiamo ai nostri debitori, e non ci inclurre in tentazione,
quindi modificarono il passo percM recitasse: «Giacobbe
rna liberaci dal male.
genero Giuseppe, cui, essendogli promessa, la vergine ,
Maria partor! Gesu, detto CristO». A questa punto Giusep- Questa tendenza degli scribi ad «armonizzare» i passi
pe non viene neppure chiamato sposo di Maria, bensl solo dei vangeli si manifesta ovunque. Ogni volta che 10 stesso
il suo promesso, e viene dichiarato senza mezzi termini episodio viene narrato in vangeli diversi, e probabile che
che lei e vergine, una questione di rilievo per molti scribi qualche scriba si sia accertato che Ie narrazioni fossero in
dell'antichitii.! perfetta armonia, eliminando Ie differenze a colpi di penna.
Qualche volta i copisti modificavano i loro testi per mo- Talvolta i copisti erano influenzati non da brani paralle-
tivi non teologici, rna liturgici. Con il rafforzarsi della tra- Ii, rna da tradizioni orali su Gesu che circolavano all' epo-
dizione ascetica del primo cristianesimo, non sorprende ca e dagli aneddoti narrati su di lui. L'abbiamo giii. visto in
che questa aspetto abbia avuto ripercussioni sulle modifi- maniera assai chiara nel caso della donna sorpresa in
che apportate al testa dagli scribi. In Marco 9, per esem- adulterio e degli ultimi dodici versetti di Marco. Anche in
pio, scacciando un demone che i suoi discepoli sono stati casi menD importanti e possibile notare come Ie tradizioni
114 Gesu non l'ha mai detto Versioni del Nuovo Testamento 115

orali influissero sui testi scritti dei vangeli. Un esempio tali e intenzionali gli scribi fossero soggetti a introdurre e
straordinario e il memorabile episodio in Giovanni 5 di importante, perche rendera piil. semplice individuare Ie
Gesil. che guarisce un paralitico alia piscina di Betzata. AI- modifiche ed eliminare parte delle congetture necessarie
l'inizio veniamo informati che diverse persone (infermi, per stabilire quale forma del testa rappresenti un'altera-
ciechi, zoppi e paralitici) stanno accanto alla piscina e che zione e quale sia la forma piil. antica. E importante anche
Gesil. ha scelto di guarire un uomo che era n da trentotto capire come gli studiosi moderni abbiano individuato dei
anni. Quando gli chiede se vuole essere guarito, l'uomo metodi per dirimere tali questioni. Nel prossimo capitolo
risponde che non ha nessuno che 10 metta nella piscina, ripercorreremo parte di questa storia, a cominciare dall' e-
per cui «quando I' acqua si agita» qualcuno vi entra sem- poca di John Mill fino al presente, esaminando i metodi
pre prima di lui. sviluppati per ricostruire iI testa del Nuovo Testamento e
Nei nostri piil. antichi e migliori manoscritti non' esiste per riconoscere Ie modalita con cui fu modificato nel cor-
spiegazione suI perche quest'uomo volesse scendere nella so della sua divulgazione.
piscina quando Ie acque diventavano agitate, rna la tradi-
zione orale ha rimediato a tale mancanza con un'integra-
zione nei versetti 3-4 presente in molti dei nostri mano-
scritti piil. tardi. Qui apprendiamo che: «Un angelo del
Signore, infatti, di tempo in tempo scendeva nella piscina
e agitava ]'acqua, e il primo che vi si tuffava dopo il moto
dell'acqua era guarito».21 Un bel ritocco a una storia gia
interessante.

Conclusione
Potremmo andare avanti quasi all'infinito a parlare di spe-
cifid punti in cui i testi del Nuovo Testamento subirono
modifiche di natura accidentale 0 intenzionale. Come ho
segnalato, gli esempi non sono nell'ordine delle centinaia,
rna delle rnigliaia. I casi illustrati sono tuttavia sufficienti a
chiarirne il senso generale: vi sono moltissime differenze
fra i nostri manoscritti, differenze create dai copisti che ri-
producevano i testi sacri, Nei primi secoli del cristianesi-
mo gli scribi erano dilettanti e, come tali, piil. inclini a mo-
dificare i testi che copiavano (0 piil. portati ad alterarli in
maniera non intenzionale) di quanta 10 furono i trascrittori
di epoche successive, che a partire dal N secolo comincia-
rono a essere professionisti.
Comprendere quali tipologie di cambiamenti acciden-
IV
La ricerca dei testi originari
Metodi e scoperte

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"'1M' Come abbiamo visto, molto tempo prima che Mill pubbli-
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.., COS! preoccupato dalla varieta dei manoscritti latini che in-
caricava Gerolamo di produrre una traduzione standardiz-
zata, e costui dovette confrontare numerose copie, sia gre-
L'ultima pagina del Vangelo di Giovanni neJ famoso Codex Sinaitiells. rinvenuto
nel XIX secolo da Constantin von TIschendorf, instancabile ricercatore d i mano- che sia latine, per decidere quale fosse a suo giudizio la
scritti, neJ monastero di Santa Caterina, suI Monte Sinai. (British Ubrary, London; versione scritta in origine dai rispett,ivi autori.
foto: HlP/Art Resource, NY)
II problema, tuttavia, rimase latente per tutto il Medioe-
vo e fino al XVII secolo, quando Mill e altri cominciarono
a occuparsene in modo approfondito,1 Mentre Mill racco-
glieva i dati per la sua edizione storica del 1707, anche un
altro studioso lavorava con alacrita al problema del testa
-
neotestamentario; questo erudito, pero, non era inglese,
bens! francese, e non era protestante, rna cattolico.
Inoltre, la sua opinione era proprio quella che molti

protestanti inglesi temevano sarebbe emersa come conse-
guenza di un'attenta analisi del testa del Nuovo Testa- -
mento, vale a dire che, essendo esso incerto e inaffidabile,
Ie estese varianti della tradizione dimostravano che la fe-
de cristiana non poteva essere basata solo sulla scrittura
(Ia dottrina della sola scriptura della Riforma protestante),
Stando a questa opinione, i cattolici erano nel giusto quan-
120 Gesu non l'ha mai detta La ricerca dei testi ariginari 121

do sostenevano che la fede aveva bisogno della tradizione Si tratta, in fondo, di un ragionamento ingegnoso, che
apostolica salvaguardata nella Chiesa (cattolica). L'autore incontreremo ancora: i pili antichi manoscritti gred sono
francese che propugno queste idee in una serie di impor- inaffidabili perche sono proprio Ie copie corrotte che Ge-
tanti pubblicazioni era Richard Simon (1638-1712). rolamo dovette rivedere per confermare il testa preminen-

te; gli esemplari greci superstiti antecedenti ai tempi di

Gerolamo non devono essere considerati attendibili, pur
Richard Simon
essendo forse Ie nostre copie pili antiche.
Pur essendo soprattutto uno studioso dell'ebraico, Simon Per quanto sottile, I'argomento non ha mai trovato am-
lavoro sulla tradizione testuale di entrambi i Testamenti, pio consenso fra i critici testuali. In realta, non e che una
l'Antico e il Nuovo. La sua magistrale opera, Histoire criti- . dichiarazione secondo la quale i nostri manoscritti super-
que du texte du Nouveau Testament, fu pubblicata nel 1689, stiti pili antichi non possono essere considerati affidabili,
quando Mill stava ancora faticando per scoprire varianti mentre 10 sarebbe il risultato della loro revisione. Ma in
nella tradizione testuale. Mill ebbe accesso all'opera del base ache cosa Gerolamo corresse il suo testo? In base ai
francese, e nel preambolo all' edizione del 1707 ne ricono- manoscritti precedenti. Perfino lui si affidava alia docu-
see I' erudizione e la rilevanza per Ie proprie indagini, pur mentazione pili antica del testo. Se noi ci comportassimo
non condividendone Ie conclusioni teologiche. in modo diverso compiremmo un gigantesco passo indie-
L'opera di Simon mira non tanto a individuare ogni va- tro, anche tenendo conto della varieta della tradizione te-
riante disponibile, quanta piuttosto ad analizzare Ie diffe- stuale nei primi secoli.
renze testuali nella tradizione per dimostrare I'incertezza Nel sostenere la sua causa, comunque, Simon afferma
del testa in alcuni punti e sostenere, a volte, la superiorita che tutti i manoscritti contengono alterazioni testuali, ma
della Bibbia latina, ancora ritenuta dai teologi cattolici it soprattutto quelli greci (qui abbiamo forse un'ulteriore
testo pili autorevole. L'autore ha grande familiarita con i polemic a contro i «gred sdsmatid» nei confronti della
problemi testuali fondamentali. Si dilunga, per esempio, «vera» Chiesa):
su alcuni di quelli che noi stessi abbiamo finora esamina-
A oggi non esisterebbe una copia, nemmeno del Nuovo Testa-
to: la donna sorpresa in adulterio, gli ultirni dodici verset-
mento, sia esso greco, latino, siriaco 0 arabo, che potesse davvero
ti di Marco e il Comma giovanneo (che, come detto, affer- essere definita autentica perche non ne esiste una, in qualunque
f

rna in modo esplidto la dottrina della Trinita). Nel corso lingua scritta, che sia del tutto priva di aggiunte. Polrei inoltre di-
della sua analisi il francese si sforza di dimostrare che fu chiarare che i trascrittori gred si sono presi grandissima liberta nel-
Gerolamo a fomire alla Chiesa un testo in grado di funge- la scrivere Ie loro copie, come verra dimostrato altrove. 3
re da base per la riflessione teologica. Come asserisce nel-
II programma teologico di Simon per simili osservazio-
la prefazione alla prima parte della sua opera:
. ni echiaro nel corso di tutto il suo lungo trattato. A un cer-
san Gerolamo ha reso aUa Chiesa un favore di non poco canto, to punto l'autore formula una domanda retorica:
correggendo e rivedendo Ie antiche copie latine secondo Ie piu ri-
gorose regale della critica. In quest' opera tentiamo di dimostrare E possibile ... che Dio abbia data aUa sua Chiesa dei libri che Ie
questo e altresl che i piu antichi esemplari greci del Nuovo Testa- servissero corne regola e che, nella stesso tempo, abbia permesso
mento non sono i migliori, poiche sono giusti per queUe copie lati- che i primi originali di questi libri andassero perduti fin dagli inizi
ne che san Gerolamo trovQ cosl carroUe da necessitare rnodifiche.2 deUa religione cristiana?'
122 Gesu non l'ha rnai detto La ricerca dei testi originari 123

La sua risposta, come ovvio, e negativa. Le Sacre Scrittu- ro dimostrarsi ancora una volta salde. Fu questo iI pro-
re offrono i fondamenti della fede, ma alla fine cib che con- gramma teologico sotteso a gran parte degli sforzi compiu-
ta non sono i libri (poiche, dopotutto, sono stati modificati ti, specie in Inghilterra e in Gennania, al fine di escogitare
nel tempo), quanto piuttosto la loro interpretazione, come metodi idonei e attendibili per ricostruire Ie parole originali
la si trova nella tradizione apostolica tramandata dalla del Nuovo Testamento partendo dalle numerose copie pie-
Chiesa (cattolica): ne di errori che iI caso aveva salvato dalla scomparsa.
Sebbene Ie Sacre Scritture siano una regola skura su cui si fonda
la nastra fede, nondimeno tale regola non basta a se stessa; e neces- Richard Bentley
saria conoscere, al di Ia di questa, Ie tradizioni apostoliche, e non
possiarno apprenderle che dalle Chiese apostoliche, che hanno sal- Come abbiamo visto, Richard Bentley, studioso dei classici
vaguardato 11 vero sensa delle Sacre Scritture. 5 e direttore del Trinity College di Cambridge, dedicb la sua
Le conclusioni antiprotestanti di Simon emergono con brillante mente ai problemi della tradizione testuale neote-
ancora maggiore chiarezza in alcuni dei suoi altri scritti. stamentaria in' risposta alle reazioni negative suscitate dal-
Per esempio, in un'operache tratta dei «principali com- la pubblicazione del Nuovo Testamento greco di Mill con
mentatori del N uovo Testamento» egli affenlla senza mez- la sua imponente raccolta di varianti.7
zi termini: La replica di Bentley al deista Collins, A Reply to a Treati-
• se of Free-Thinking, si rivelb molto popolare ed ebbe ben ot-
Le considerevoli divergenze riscontrate nei manoscritti della
Bibbia ... dal momento che gli originali del testo biblico sono anda-
to edizioni. L' opinione di Bentley era che trentamila va-
ti perduti, {anno cadere il principio fondamentale dei protestanti ... rianti nel Nuovo Testamento greeo non erano poi troppe
che possano basarsi unicamente su questi manoscritti e, per giWlta, per una tradizione testuale con un cosl ricco patrimonio di
cosl come essi sana oggi. Se la verita religiosa non si trovasse ne1Ia documentazione e che Mill non poteva certo essere accu-
Chiesa, mancherebbe la sicurezza di poterla rintracdare in libri che sato di minare la verita della religione cristiana dal mo-
sono andati soggetti a COSI grandi mutamenti e che, in molti punti,
mento che non aveva inventato queste varianti, ma si era
sono stati alia rneree dei copisti.6
limitato a rilevarle.
Questo tipo di attacco rigorosamente razionale contro Lo stesso Bentley fini per interessarsi allavoro sulla tra-
l'interpretazione protestante delle Sacre Scritture fu preso dizione testuale neotestamentaria e, rivolta I'attenzione al-
molto sul serio in ambito accademico. Dopo la pubblicazio- I'argomento, ritenne anzi di poter compiere importanti
ne delI'edizione di Mill nel1707, gli studiosi biblici prote- progressi nella definizione del testo originale per la mag-
stanti furono indotti dalla natura dei loro materiali a ricon- gior parte dei passi in cui esistevano delle varianti. In una
siderare e a difendere la lora interpretazione della fede. lettera del 1716 a un sostenitore, l'arcivescovo Wake, espo-
Non potevano certo eliminare la nozione di sola scriptura. se la premessa alia sua proposta di una nuova edizione del
Per loro Ie parole della Bibbia continuavano a essere porta- Nuovo Testamento: grazie a un'attenta analisi avrebbe po-
trici dell'autorita del Verbo di Dio. Ma come venire a patti tuto restituire iI testa del Nuovo Testamento allo stato in
con il fatto che in molti casi non sappiamo quali fossero cui era all' epoca del concilio di Nicea (inizio del Trecento),
quelle parole? Una soluzione fu di sviluppare metodi di cri- ovvero alia forma promulgata nei secoli precedenti dal
tica testuale che consentissero agli studiosi moderni di rico- grande studioso delle opere dell'antichita Origene, molto
struire Ie parole originali, cosi che Ie basi della fede potesse- tempo prima (Bentley ne era convinto) che la grande rnag-
124 Gesu non I'ha mai detto La ricerca dei testi originari 125

gioranza delle varianti testuali giungesse a corrompere la di un millennio di trasmissione testuale durante il quale
tradizione. I'opera aveva subito ripetute modifiche. Inoltre, dal mo-
Bentley non peccava di falsa modestia. Come afferma mento che la versione di Gerolamo avrebbe coinciso con
nella sua lettera: quella del suo predecessore Origene, sarebbe state possibi-
Mi rendo conto di essere in grade (cosa che alcuni ritenevano Ie essere certi che si trattasse davvero del miglior testo di-
impossibile) di offrire un'edizione del Testamento greco proprio sponibile nei primi secoli del cristianesimo. E Bentley ne
cosl come era nei migliori esemplari al tempo del condUo di Nicea, trae quella che era per lui I'ineluttabile conseguenza:
tanto che non vi saranno venti parole, ne particel1e, di differenza ...
cosl che quellibro che, per il sistema presente, e ritenuto il piu in- Eliminando duemila errori dalla Vulgata del papa e altrettanti
certo, avra una testimonianza di certezza al di sopra di ogni altro li- da quella del papa protestante Stefano [ossia dall'edizione di
bra e si porra subita fine a tutte Ie varie lezioni [cioe lezioni diver- Stephanus, il T.R.] posso approntare, senza usare tesli che abbiano
genti] ora e in seguito. 8 meno di novecento anni, un'edizione di ciascuna di queste Sil co-
Ionne che coindderanno in maniera cosl predsa, parola per parola
La metodologia di Bentley era piuttosto lineare. Aveva e, cosa che in un primo tempo mi ha meravigliato, successione per
deciso di collazionare (vale a dire confrontare in dettaglio) sllccessione, come rneglio non potrebbero due tacche 0 due intagli.9
il teste del piu importante manoscritto greco del Nuovo L'ulteriore tempo trascorso a collazionare manoscritti e
Testamento in Inghilterra, il Codex Alexandrinus del V se- a esaminare Ie collazioni effettuate da altri servi solo ad
colo, con Ie piu antiche copie disponibili della Vulgata la- accrescere la fiducia di Bentley nella propria capacita di
tina. Scopri un'ampia gamma di lezioni coincidenti, in assolvere il compito in modo corretto e definitivo. Con
cui, cioe, questi manoscritti concordavano l'uno con I'al- I'intento di guadagnare sostegno al suo progetto median-
tro, ,differendo perc da gran parte dei manoscritti greci te l'acquisizione di numerosi sottoscrittori, nel 1720 pub-
trascritti nel Medioevo. Le concordanze si estendevano blicc un opuscolo intitolato Proposals for Printing, in cui
perfino a questioni come l'ordine delle parole, nei passi in espose il metodo da lui proposto per ricostruire il testo, ri-
cui gli altri manoscritti divergevano. badendone I'incomparabile accuratezza:
Bentley era dunque convinto di potere rived ere sia la
Vulgata latina che il Nuovo Testamento greco per risalire L'autore riliene di avere recuperato (salvo'che in pochissimi luo-
ghi) il vero esemplare di Origene ... Ed e sicuro che, venendosi in
alle forme pill antiche di questi testi, in modo che non sus-
mutuo soccorso, i manoscritti greci e latini definiscana il testa ori-
sistessero dubbi sulla rispettiva versione pill antica. Le ginale fin nel minimo dettaglio, un risultato impossibile da realiz-
trentamila varianti di Mill sarebbero quindi diventate zare per qualunque autore classica: e questa partendo da un labi-
pressoche irrilevanti per chi si preoccupava dell'autorita rinto di trentamila varianti che affollano Ie pagine delle nostre
del testo. La logica sottesa al metodo era semplice: se, in- migliori edizioni attuali, tutte ugualmente accreditate con scandalo
fatti, Gerolamo aveva usato i migliori manoscritti greci a di molte brave persone; questa chiave d guida e d toglie d'impac-
cio in modo tale che di tante migliaia [di varianti] non ne rimarran- .
disposizione per redigere la sua versione, confrontando i
no neppure duecento che meritino la minima consideraziane.1o
piu antichi manoscritti della Vulgata (per accertare il teste
originale di Gerolamo) con i piu antichi manoscritti del Ridurre Ie varianti di rilievo dalle trentamila di Mill a
Nuovo Testamento greco (per appurare quali fossero quel- duecento appena e senza dubbio un grande progresso.
Ii da lui utilizzati) sarebbe state possibile stabilire il conte- Non tutti, perc, erano sicuri che Bentley potesse ottenere
nuto dei testi migliori dell'epoca di Gerolamo e saltare pill tali risultati. In un anonimo trattato scritto in risposta al
126 Gesu non l'ho rnai delta La ricerca del testi originari 127

suo Proposals (era un'epoca di polemisti e libellisti), che vi rotti (come quelli alia base del textus receptus), rna con
veniva analizzato paragrafo per paragrafo, Bentley fu at- quello piu antico cui fosse possibile risalire, non approda-
taccato per il suo programma: il suo anonimo avversario rona a nulla. Dopo la sua morte, il nipote fu costretto a re-
10 aeeuso di non avere «ne Ie eapacita ne i documenti ne- stituire Ie somme che erano state raccolte mediante sotto-
eessari per l'opera che aveva intrapreso».l1 scrizione, mettendo cosi fine all'intera vicenda.
Bentley, come si puo ben immaginare, 10 cOI1sidero un
affronto al grande talento che si attribuiva e rispose per Ie
Johann Albrecht Bengel
rime. Purtroppo, fraintese I'identita del suo antagonista,
uno studioso di Cambridge di nome Conyers Middleton, Dalla Francia (Simon) all'Inghiiterra (Mill, Bentley) e alia
confondendolo con un altro, John Colbatch, e scrisse una Germania, i problemi legati ai testi neotestamentari tenne-
replica al vetriolo menzionando Colbatch e insultandolo ro occupati i piu illustri studiosi biblici dell'epoca in vaste
come usava a quei tempi. aree del cristianesimo europeo. II professor Johann Al-
Per la nostra epoca di polemiche sottili questi libelli sono brecht Bengel (1687-1752) era un devoto pastore luterano
un vero spasso: di sottile nei contrasti personali di quei gior- che, fin da giovane, era rimasto assai sconcertato per la
ni non c' era proprio nulla. Bentley osserva: «Non occorre presenza di una cosi imponente congerie di varianti testua-
spingersi oltre questa paragrafo per avere un saggio della Ii nella tradizione dei manoscritti del Nuovo Testamento; a
profonda malvagita e impudenza affidate alia carta da uno vent' anni fu particolarmente turbato dalla pubblicazione
scribacchino qualunque spuntato dal nulla»)' E infarcisce la dell' edizione di Mill e dei suoi trentamila punti controver-
sua risposta di una gamma di epiteti ingiuriosi piuttosto si, punti che rappresentavano una grande sfida alia fede di
espliciti, chiamando Colbatch (che in realta non aveva nulla Bengel, tanto radicata nelle precise parole delle Sacre Scrit-
a che fare con I'opuscolo in questione) imbecille, insetto, ture. Se queste parole non erano certe, che dire della fede
verme, larva, parassita, lurido ratto, cane ringhioso, ladro basa ta su di esse?
ignorante e ciarlatano.13 Quelli sl che erano tempi! Bengel trascorse buona parte della sua carriera accade-
Una volta infonnato della vera identita del suo antago- mica a lavorare su questa problema e, come vedremo,
nista, Bentley fu naturalmente piuttosto imbarazzato per compi importanti progressi nella ricerca di soluzioni. Per
avere sbagliato bersaglio, tuttavia prosegul nella sua au- prima cosa, tuttavia, sara opportuno esaminare in breve il
todifesa, anche perche entrambe Ie parti avevano ancora suo approccio alia Bibbia. 14
piu di una freccia al proprio arco. Illavoro vero e proprio Gli impegni religiosi di Bengel permeavano la sua vita
risentl pero in modo negativo di queste controversie e di e il suo pensiero. La serieta con cui si accostava alia fede
diversi altri fattori, come i pesanti impegni di Bentley traspare dal titolo della lettura inaugurale che tenne
quale amministratore del college a Cambridge, gli altri quando fu nominato assistente al nuovo seminario di teo-
suoi progetti come autore, e certe demoralizzanti seccatu- logia di Denkendorf: De certissima ad veram eruditionem
re di ordine pratico, incluso il fatto di non riuscire a otte- perveniendi ratione per studium pietatis (II perseguimento
nere l'esenzione dalle tasse d'importazione gravanti sulla coscienzioso della devozione e il metoda piu sicuro per
carta che voleva utilizzare per l'edizione. aceedere a una valida dottrinal.
Alia fine, Ie sue proposte di stampare il Nuovo Testa- Bengel aveva una formazione classica ed era un inter-
mento greco con il teste non di tardi manoscritti greci cor- prete assai attento del testo biblieo. Forse e piu eonosciuto
128 Gesu non l'ha mai dettD La ricerca dei testi originari 129

come commentatore: scrisse glosse approfondite su ogni pianeta, e Tim LaHaye, coautore della serie Gli esclusi) han-
libro del Nuovo Testamento, indagando nel dettaglio su no avuto i loro precursori, proprio come certo avranno i
questioni grammaticali, storiche e interpretative con espo- loro successori.
sizioni chiare e convincenti, tuttora meritevoli di lettura. Le bizzarre interpretazioni di Bengel rivestono un inte-
La sua opera di esegesi era incentrata sulla fiducia nelle resse in questa contesto perche radicate nella conoscenza
parole delle Sacre Scritture, una fiducia tale da spingere delle esatte parole delle Sacre Scritture. Se il numero del-
Bengel in direzioni che oggi potrebbero apparire un po' l' Anticristo non fosse state 666, rna, per ipotesi, 616, cio
stravaganti. Ritenendo che tutte Ie parole delle Sacre Scrit- avrebbe avuto notevoli conseguenze. Poiche Ie parole con-
ture fossero ispirate, comprese quelle dei profeti e del Ii- tano, e importante conoscerle. E cosi Bengel investi gran
bro dell' Apocalisse, Bengel giunse a convincersi che il parte del tempo che dedicava alia ricerca a esaminare Ie
grande coinvolgimento di Dio nelle vicende umane era molte migliaia di varianti disponibili nei nostri manoscritti
prossimo a un culmine e che la profezia biblica indica sse e compi diversi passi avanti nella metodologia per tentare
che la sua stessa generazione stava vivendo il periodo im- di risalire ai testi originali degli autori al di lit delle aItera-
mediatamente precedente la fine dei giomi. Credette anzi zioni introdotte a posteriori dagli scribi.
di sapere quando sarebbe giunta la fine: sarebbe stata cir- II primo e un criterio da lui concepito, e che sintetizzava
ca un secolo piu tardi, ne11836. grossomodo il suo approccio per definire il testa originale
Bengel non era sorpreso da versetti come Matteo 24,36: tutte Ie volte che Ie parole usate erano in dubbio. In prece-
«Quanto a quel giomo e a quell' ora, pen:" nessuno 10 sa, denza, studiosi come Simon e Bentley avevano tentato di
neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, rna solo il stabilire principi di valutazione per Ie lezioni diverse. Altri,
Padre». Da attento interprete quale era, Bengel osserva. che non abbiamo nominato in questa sede, escogitarono lun-
che qui Gesu pari a al tempo presente: ai suoi tempi, Gesu ghi elenchi di criteri ill potenziale utilitit.
poteva dire: «ness uno 10 sa», rna cio non significa che in Dopo avere approfondito la questione, Bengel (che era so-
futuro nessuno avrebbe saputo. Studiando Ie profezie bi- lito analizzare con rigore ogni cosa) ritenne di poter riassu-
bliche, in effetti, i cristiani di epoche successive sarebbero mere la quasi totalitit dei principi proposti in una semplice
potuti arrivare a sapere. II papato era I' Anticristo, i mas- frase di quattro parole: «Proclivi scriptioni praestat ardua», la
soni potevano rappresentare il falso «profeta» dell' Apoca- versione difficile deve essere preferita a quella semplice. La
lisse e alia fine non mancava che un secolo (erano gli anni logica e la seguente: quando gli scribi modificavano i testi,
Trenta del XVIII secolo): . era probabile che volessero migliorarli. Se vedevano quello
La Grande Tribolazione, che la Chiesa primitiva si aspettava dal che ritenevano un errore, 10 correggevano; se vedevano due
futuro Anticristo, non e arrivata, rna e assai prossima, perche Ie racconti dello stesso episodio narrati in maniera diversa, Ii
previsioni dell' Apocalisse, dal decimo al quattordicesimo capitolo, annonizzavano e, se incontravano un testa in conflitto con Ie
si slanno compiendo da molti secoli e iI punto fondamentale si sta- loro opinioni teologiche, 10 cambiavano. In ogni caso, per sa-
gHa sempre piu chiaro aLIa vista, entra altri cent'anni potra avere pere cio che illceva il testo piu antico (0 persino «originale»),
luogo iI grande e atteso mutamento delle cose ... Tuttavia, si lasci
stare iI reslo, soprattutto la grande fine, che prevedo per i11836.15
era opportuno preferire non la lezione che aveva corretto
, I'errore, armonizzato il racconto 0 perfezionato la teologia,
E evidente che i profeti del giudizio universale della rna proprio quella opposta, la lezione <<piu ard ua» da spiega-
nostra epoca (i giit citati Hal Lindsey di Addio terra, ultimo reo La lezione piu difficile deve sempre essere preferita.16
130 Gesu non l'ha rnai delto La ricerca dd testi originari 131

L'altro progresso compiuto da Bengel non riguarda tan- sono minare I' affidabilita 0 l'integrita delle Sacre Scrittu-
to la grande quantita di lezioni di cui disponiamo, quanta re». Questo perche Dio ha «concesso questo libro al mon-
la massa dei documenti che Ie contengono. Egli si accorse do una volta per sempre, come strumento per perfeziona-
che i documenti copiati uno dalI'altro mostrano, come ov- re il earattere umano. Esso contiene tutto cie che neeessita
vio, una stretta somiglianza con gli esemplari da cui sono alIa salvezza sia per la fede sia per la condotta». Le va-
stati copiati e con altre co pie eseguite da quegli stessi rianti possono pertanto concernere punti secondari delle
esemplari. Certi manoscritti somigliano pili ad alcuni che Sacre Scritture, rna il messaggio di fondo resta intatto,
ad aItri. Tutti i documenti superstiti possono dunque esse- quale che sia la lezione osservata.17
re organizzati in una sorta di relazione genealogica in cui Nel 1715 Wettstein si reee in Inghilterra (per un tour let-
alcuni gruppi intrattengono fra loro un rapporto pili stret- terario) ed ebbe la possibilita di accedere al Codex Alexan-
to rispetto ad altri. Saperlo e utile, perche in teoria sarebbe drinus, che abbiamo gia menzionato a proposito di Ben-
possibile comporre una sorta di albero genealogico e ri- tley. L'attenzione di Wettstein fu catturata soprattutto da
percorrere la discendenza dei documenti risalendo aIle ri- una parte del manoscritto: era una di quene piccole que-
spettive origini. Eun po' come scoprire un antenato in co- stioni dane implieazioni notevoli e riguardava il testa di
mune con una persona in un' aItra nazi one che porti il un passo fondarnentale della Prima lettera a Timoteo.
vostro stesso cognome. Da tempo i propugnatori dena teologia ortodossa si av-
Pili avanti vedremo meglio come il raggruppare Ie testi-· valevano del brano in questione, 1 Tm 3,16, a sostegno del-
monianze in famiglie divenne un principio metodologico la loro opinione secondo la quale il Nuovo Testamento
pili formale, utile per aiutare il critico testuale a definire il stesso definisce Gesli «Dio». Nella maggior parte dei ma-
testa originale. Per il momenta basti osservare che la pa- noscritti, infatti, il testa si riferisce a Cristo come a «Dio re-
ternita di quest'idea spetta a Bengel. Nel 1734 egli pub- so manifesto nella came e giustificato nello Spirito».
blico la sua grande edizione del Nuovo Testamento greco Come ho notato nel III capitolo, nei manoscritti i nomina
stampando quasi per intero il textus reeeptus, rna indican- sacra sono spesso abbreviati, e COS! sembra essere anche in
do i punti in cui riteneva di avere scoperto lezioni pili cor- questo easo, dove la parola theos, «Dio» (ElEOL in caratteri
rette rispetto a quest' ultimo. greci) viene abbreviata con due lettere, theta e sigma (ElL),
con una linea tracciata al di sopra per indicare che si tratta
di un'abbreviazione. Esaminando il Codex Alexandrinus
Johann James Wettstein
Wettstein si accorse che la linea sovrastante era tracciata
Una delle figure pili controverse nelle file degli studiosi con un inchiostro diverso da quello delle parole circostanti '
biblici del XVIII secolo fu Johann James Wettstein (1693- e sembrava quindi dovuta a una mano posteriore (ossia ap-
1754). Fin da giovane, Wettstein fu affascinato dalla que- posta da uno scriba in un secondo momento). Inoltre, la li-
stione del testa del Nuovo Testamento e delle molteplici neetta orizzontale a meta della theta, El, non era in realtii.
varianti, di cui si occupo nei suoi primi studio II giorno parte della lettera, bensl era fiItrata dall'altro lata della
dopo avere compiuto vent'anni, il 17 marzo 1713, pre- vecchia cartapecora. In altri termini, invece di essere I'ab-
sento all'universita di Basilea una tesi sulle varieta di le- breviazione per «Dio» (ElL), la parola era composta da un
zioni nel testa del Nuovo Testamento. Fra Ie altre cose, omicron e da un sigma (OL), ed era quindi un vocabolo del
Wettstein, protestante, sosteneva che Ie varianti «non pos- tutto diverso, che significa soltanto «chi» (il quale). La le-
132 Gesu 110n tha mai detto La ricerca dei testi originari 133

zione originale del manoscritto non tratta dunque di Cri- passi presi in esame figuravano alcuni dei testi discussi,
sto corne di «Dio reso manifesto nella carne», bensi di Cri- di cui iteologi si erano avvalsi per definire il fondamento
sto «il quale fu reso manifesto nella carne». Secondo l'anti- biblico della dottrina della divinita di Cristo. Secondo
ca testimonianza del Codex Alexandrinus, in questo passo Wettstein quei testi erano stati in rea Ita modificati proprio
Cristo non e chiamato in modo esplicito Dio. per costituire tale prospettiva: non era possibile servirsi
Proseguendo nelle sue indagini Wettstein scopri altri dei testi originali per sostenerla.
passi di norma adottati per affermare la dottrina della di- La vicenda suscitb grande scalpore fra i colleghi, molti
vinita di Cristo che in realta presentavano problemi te- dei quali diventarono suoi oppositori; essi si rivolsero al
stuali. Risolvendo questi problemi in base ai principi della Consiglio della citta di Basilea insistendo affinche 10 stu-
critica testuale, nella maggior parte dei casi i riferimenti dioso non ricevesse i1 permesso di pubblicare il suo Nuovo
alla divinita di Gesu vengono rimossi. Questo accade, per Testamento greco, che bollarono come «opera inutile, fuori
, esempio, eliminando dal testo il famoso Comma giovan- luogo e addirittura pericolosa», e sostennero che il «diaco-
neo (1 Gv 5,7-8). E accade in Atti 20,28, un brano che in no Wettstein sta predicando cose non ortodosse, facendo
molti manoscritti recita: <<la Chiesa di Dio, che egli si e ac- nelle sue lezioni affermazioni contrarie all'insegnamento
quistata col suo sangue». Anche qui, sembra che si parli di della Chiesa riformata, e ha fra Ie mani la stampa di un
Gesu corne di Dio. Ma nel Codex Alexandrinus e in alcuni Nuovo Testamento greco in cui compariranno alcune peri-
aItri scritti, il testo menziona invece la «Chiesa del Signo- colose innovazioni assai sospette di socinianesimo [una
re, che egli si e acquistata col proprio sangue». Qui Gesu dottrina antitrinitariaj».18 Chiamato a rendere conto delle
viene chiamato il Signore, rna non identificato in modo proprie opinioni al cospetto del senato dell'universita,
esplicito corne Dio. Wettstein fu ritenuto portatore di idee «razionaliste», che
Attento a questa genere di difficolta, Wettstein avvib negavano la completa ispirazione delle Sacre Scritture e l'e-
una seria riflessione sulle proprie convinzioni teologiche e sistenza del diavolo e dei demoni, e che concentravano I'at-
divenne sensibile al problema che il Nuovo Testamento, tenzione su passi scritturali di significato oscuro.
se mai capita, di rado chiama Gesu «Dio». Comincib cosi a Destituito dalla carica di diacono cristiano e costretto a
confutare i suoi colleghi pastori e insegnanti della citta na- lasciare BasiIea, 10 studioso si stabili ad Amsterdam, dove
tale di Basilea, che tal volta confondevano i termini riguar- prosegui la sua opera. In seguito affermb che la lunga
danti Dio e Cristo, parlando per esempio del Figlio di Dio controversia aveva provocato un ritardo di vent'anni nel-
come se Fosse il Padre, o' invocando nella preghiera Dio la pubblicazione della sua edizione del Nuovo Testamen-
Padre e accennando alle «tue sacre ferite». Wettstein rite- to greco (1751-52).
neva che Fosse necessaria una maggiore precisione nel Ciononostante, si trattb di una splendida edizione, an-
parlare del Padre e del Figlio, dal momenta che non erano cora preziosa per gli studiosi dei nostri giorni, oltre due-
la stessa cosa. . centocinquant' anni dopo. Wettstein stampa il text us recep-
L' enfasi da lui posta su tali questioni inizib a des tare so- tus, rna raccoglie anche uno sbalorditivo apparato di testi
spetti fra i colleghi, sospetti che trovarono conferma ai 10- greci, romani ed ebraici paralleli a passi neotestamentari e
ro occhi quando, ne11730, Wettstein pubblicb un'analisi in grado di aiutare a illustrarne il significato. InoItre, cita
dei problemi del Nuovo Testamento greco corne anticipa- un gran numero di varianti, adducendo come testimo-
zione di una nuova edizione cui stava lavorando. Fra i

nianza circa venticinque manoscritti maiuscoli e duecen-
134 Gesu non l'ha mai detto La ricerca dei testi originari 13S

tocinquanta minuscoli (quasi il triplo di quelli a disposi- Fin dal principio del suo lavoro, Lachmann decise che la
zione di Mill) organizzati con chiarezza: ciascun mano- testimonianza testuale non era idonea a determinare cio
scritto maiuscolo e rappresentato da una lettera maiuseo- che avevano seritto gli autori originali. I pili antichi mano-
la diversa, mentre i manoseritti minuscoli sono indieati scrilti cui ebbe accesso risalivano al IV e al V secolo, eenti-
con numeri arabi; tale sistema di riferimento divenne la naia di anni dopo la produzione degli originali. Chi poteva
norma per secoli ed e aneora oggi, nella sua essenza, lar- immaginare Ie vicissitudini della trasmissione intereorse
gamente diffuso. fra la stesura degli autografi e la fabbricazione delle pili an-
Malgrado l'enorme valore dell' edizione di Wettstein, la tiche testimonianze superstiti a1cuni seeoli pili tardi? Lach-
teoria testuale su cui si fonda e di norma considerata del mann si propose, pertanto, un compito pili semplice.
tutto superata. Lo studioso ignoro i progressi metodologi- Sapeva che it textus receptus era fondato sulla tradizione
ci eompiuti da Bentley (per il quale aveva lavorato un dei manoseritti del XII secolo. Poteva rielaborarlo portan-
tempo eollazionando manoseritti) e da Bengel (ehe consi- dolo a ottocenlo anni prima e produeendo un'edizione
derava un nemico) e asseri ehe gli antichi manoseritti gre- del Nuovo Testamento come sarebbe apparsa verso la fine
ci del Nuovo Testamento non potevano essere ritenuti af- del IV secolo. Tale risultato sarebbe stato it minimo che i
fidabili in quanto, a suo avviso, erano stati tutti modificati manoscritti greci superstiti, insieme a quelli della Vulgata
in conformita con Ie testimonianze latine. Non esiste, tut- di Gerolamo e aile citazioni di testi di serittori come Ire-
tavia, alcuna prova ehe cio sia avvenuto e, servendosene neo, Origene e Cipriano avrebbero permesso di ottenere.
come di un criterio superiore di valutazione per giudieare E questo fu cio ehe feee. Affidandosi a un pugno di antichi
una variante testuale, si finisee per adottare come miglio- manoscritti maiuseoli, ai pili antichi manoscritti latini e
re proeedura presunta non la verifica di cio ehe dicono Ie aIle citazioni patristiche, Lachmann scelse non solo di ri-
pili antiche testimonianze (queste, secondo tale leoria, sa- vedere it textus receptus ovunque neeessario (linea d'azio-
rebbero Ie pili lontane dagli originali!), berisi Ie pili recenti ne seguita dai suoi predeeessori insoddisfatti del T.R.),
(i manoscritti greci del Medioevo). Nessun valido esperto bensi di staccarsene del tutto e di definire it testo ex novo
si trova d' aeeordo con questa stravagante teo ria. sulla base delle proprie teorie.
Nel 1831 presento dunque una nuova versione, non
Karl Lachmann fondata sui T.R. Era la prima volta che qua1cuno osava
tanto; erano occorsi pili di trecento anni, rna alia fine il
Dopo Wettstein molti furono gli studiosi, come J. Semler e J.J. mondo aveva un'edizione del Nuovo Testamento greco
Griesbach, che diedero contributi di vario spessore alla me- basata sol tanto sulle testimonianze antiche.
todologia per determinare la fonna pili antiea del testo bibli- Non sempre 10 scopo di Laehmann nel produrre un te-
co, a fronle di un ereseente numero di manoscritti (che via sto nella forma ehe avrebbe avuto verso la fine del IV seco-
via venivano seoperti) attestanti variazioni. Per certi aspelti, 10 fu eompreso e, quando 10 fu, non sempre fu apprezzato.
pero, per la principale eonquista in questo ambito si dovette- Molti lettori ritenevano ehe it filologo avesse la pretesa di
ro attendere aneora ottant'anni: essa avvenne con la pubbli- produrre il testa «originale» e obiettavano ehe, per farlo,
cazione, in apparenza nefasta rna in realta rivoluzionaria, di aveva per principio evitato quasi lutte Ie testimonianze (Ia
un'edizione piuttosto snella del Nuovo Testamento greeo da tradizione testuale sueeessiva, eontenente manoseritti a
parte del filologo tedeseo Karl Lachmann (1793-1851),19 profusione). Altri rilevarono la somiglianza del suo ap-
136 Gesu non l'ha mai detto La ricerca dei testi originari 137

proccio con quello di Bentley, che aveva a sua volta conce- re, Compi diversi viaggi in Europa e in «Oriente» (quello
pito l'idea di confrontare i manoscritti greci e latini pili an- che noi chiamerernrno il Medio Oriente), scovando, trascri-
tichi per definire il testa del IV secolo (che Bentley conside- venda e pubblicando manoscritti ovunque andasse.
rava pero il testo noto a Origene all'inizio del III secolo), Uno dei suoi primi e pili famosi successi riguardo un
con la conseguenza che a Lachrnann capito di essere chia- manoscritto gia noto, rna che nessuno era riuscito a leggere.
mato «scirnrniottatore di Bentley». Si tratta del Codex Ephraemi Rescriptus, conservato presso la
In reaita egli aveva, invece, superato l'inutile usanza, Biblioteca nazionale di Parigi. In origine il cod ice era un
diffusa in egual misura fra stampatori ed eruditi, di attri- manoscritto greco del Nuovo Testamento del V secolo; nel
buire uno status privilegiato al T.R., status che di sicuro es- XII secolo, tuttavia, era stato cancellato COS! da riutiJizzame
so non meritava, dal momenta che veniva stampato e ri- Ie pagine di cartapecora per riportarvi alcuni sermoni del
stampato non perche 10 si ritenesse fondato su una base Padre della Chiesa siriaca Efrem. Poiche Ie pagine non era-
, testuale certa, bensi solo perch", era consueto e familiare. no state ripuIite del tutto, cia che era scritto satto era ancora
in parte visibile, anche se quasi mai in modo abbastanza
chiaro da consentire di decifrare Ie parole (benche vari otti-
Lobegott Friedrich Constantin von Tischendorf
mi studiosi avessero fatto del loro meglio). Ai tempi di 11-
Mentre studiosi corne Bentley, Bengel e Lachrnann raffina- schendorf, pero, erano stati scoperti dei reagenti chirnici in
vano Ie metodologie da utilizzare nell'esame delle varian- grado di fare affiorare Ie scritte sottostanti. Applicando con
ti dei manoscritti neotestamentari, in vecchie biblioteche e attenzione questi reagenti e procedendo con lentezza e fati-
monasteri d'Oriente e d'Occidente si verificavano con re- ca, 11schendorf riusci a distinguere Ie parole del testa e a
golarita nuove scoperte. Lo studio so del XIX secolo pili darne la prima trascrizione, guadagnandosi una certa re-
instancabile nella scoperta di manoscritti biblici e nella putazione fra i lettori interessati all' argomento.
pubblicazione del rispettivo testo aveva l'interessante no- Alcuni di costoro furono persuasi a offrire sostegno fi-
me di Lobegott Friedrich Constantin von 11schendorf nanziario ai viaggi di Tischendorf in altri paesi in Europa e
(1815-1874). Si chiamava Lobegott (in tedesco «lode a in Medio Oriente alla ricerca di altri manoscritti. A conti
Dio») perche, prima della sua nascita, la madre aveva vi- fatti, la sua pili famosa scoperta riguarda il Codex Sinaiti-
sto un cieco, ragione per cui credeva, secondo la supersti- cus, uno dei principali manoscritti biblici ancora disponibi-
zione, che anche suo figJio 10 sarebbe stato. Quando il Ii. II racconto della sua scoperta e diventato leggendario,
bimbo era venuto alIa luce sano, 10 aveva consacrato al Si- anche se ne abbiamo il resoconto di pugno dello stesso 11-
gnore, dandogii quell'insolito nome di battesimo. schendorf.
Tischendorf nutriva un'insaziabile passione per 10 studio Nel 1844, non ancora trentenne, Tischendorf aveva
e considerava il proprio lavoro sui testa del Nuovo Testa- compiuto un viaggio in Egitto ed era giunto in sella a un
mento un compito sacro, comandato da Dio. Corne scrisse cammello al monastero di Santa Caterina, nel deserto. La
un giorno, poco pili che ventenne, aHa fidanzata: «Ho di rnigliore descrizione di cia che accadde quel 24 maggio e
fronte una rnissione sacra, la lotta per riguadagnare la for- proprio la sua:
ma originale del Nuovo Testamento».'O Tento di adempiere La perla deJle mie scoperte si trovo al pie del Sinai. Nel maggio
questo sacro compito individuando ogni manoscritto na- 1844, rovistando la biblioteca del monastero di Santa Caterina, io
scosto in tutte Ie biblioteche e monasteri che riusci a visita- vidi nel mezzo di queJla spaziosa camera una grande e larga cesta,
138 Gesu non l'ha mai detto La ricerca dei testi originari 139

piena di vecchie pergamene; e il bihliotecario, llomo ben istruito, occupato per ben vent'anni». Dopo complesse e prolunga-
mi disse che due altre ceste pari a quella, e piene di carte logore dal te negoziazioni, durante Ie quali non traseuro di rammen-
tempo, eransi gettate nel fuoco, Qual non fu il mio stupore nello tare ai monaci ehe it suo protettore, 10 zar Alessandro II di
seoprire, framezzo a quegli avanzi, gran numero di fogH di una
Russia, sarebbe stato sopraffatto dal dono di un cos1 raro
Bibbia greca dell' Antico Testamento, che mi parve esser una delle
pill antiche ch'io avessi mai veduto. Con sommo mio piacere potei manoscritto e senza dubbio 10 avrebbe ricambiato aceor-
ottenerne quarantatre, il terzo all'incirca, e tanto piu facilmente, dando al monastero benefici finanziari, Tischendorf fini
che si era deciso di bruciare il tutto, Tuttavia, malgrado Ie mie per ottenere il permesso di tornare con il manoseritto a Li-
istanze, non vollero concedermi altri fogH: la mia soddisfazione, psia, dove a spese dello zar ne allestl un' edizione sontuo-
ch'io non avea celato, destb in essi sospetti suI valore ignoto di quel sa in quattro volumi pubblicata ne11862, in occasione del
manoscritto. 10 trascrissi una pagina del testa d'Isaia e di Geremia,
millesimo anniversario della fondazione dell'Impero di
e raccomandai il rimanente, e tutti i frammenti simili che potrebbe-
TO trovarsi/ aIle cure dei frati.21 Russia,23
Dopo la Rivoluzione d'ottobre, il nuovo governo, che
Tischendorf tento di recuperare il resto di questa prezio- aveva bisogno di denaro e non nutriva interesse per i ma-
so manoseritto, rna non riusci a convineere i monaci a se- noscritti della Bibbia, vendette il Codex Sinaiticus al British
pararsene. Circa nove anni pili tardi torno e non ne trovo Museum per centomila sterline: ora fa parte della colle-
pili traccia. Poi, nel 1859, parti ancora, sotto l'egida della zione permanente della British Library, esposto in bella
zar Alessandro II, interessato a qualunque cosa riguardas- vista nella sala dei manoscritti.
se il cristianesimo e l'antichita cristiana in particolare. Questo fu solo uno dei tanti contributi di Tisehendorf al .
N eppure questa vol ta Tischendorf trovo traccia del mano- campo degli studi testuali.24 Egli pubblico in tutto venti-
seritto. Solo i'ultimo giorno della sua visita, invitato nella due edizioni di antichi testi eristiani e otto distinte edizioni
stanza dell'amministratore del convento, discusse con lui del Nuovo Testamento greco, l'ottava delle quali e aneor
della Bibbia dei Settanta (I' Antico Testamento greco) e oggi una miniera di preziose informazioni sull'attestazio-
questi gli disse: «Anch'io ... mi trovo qui una "Septuagin- ne delle testimonianze greche e di versioni per questa 0
ta"». E da un angolo della stanza tiro fuori un volume av- quella variante, La sua produttivita di studioso puo essere
volto in un panno rosso. Tischendorf prosegue: giudicata dal saggio bibliografico curato per lui da un col-
Apro; e veggo davanti agli occhi miei, atlonili oltremodo, la Bib- lega di nome Caspar Rene Gregory: l'elenco delle pubbli-
bia del Sinai; non solo quei frammenti trovati nel convento quindici cazioni di Tischendorf oceupa ben undid pagine.25
anni prima, rna molte altre parti dell'Antico Testamento; il Nuovo
Testamento per intero, poi l'Epistola di Barnaba, e una parte del Pa-
store di Erma ... Feci in modo che ne I'economo ne alcun altro potes- Brooke Foss Westcott e Fenton John Anthony Hort
se indovinare la mia emozione; rna chiesi semplicemente il permes-
Pili che a qualunque altro personaggio del XVIII e XIX se-
so di portare il panna con il suo contenuto nella mia stanza. 22
colo, e a due studiosi di Cambridge, Brooke Foss Westcott
Lo studioso riconobbe subito il manoscritto per quello (1825-1901) e Fenton John Anthony Hort (1828-1892), ehe i
che era, vale a dire la pili antica testimonianza superstite critici testuali moderni devono essere grati per la messa a
del testa del Nuovo Testamento: «il maggior tesoro della punto di metodi di analisi che ci aiutano ad affrontare la
sdenza biblica, un documento superiore, quanta all' anti- tradizione manoscritta neotestamentaria, A partire dalla
chita e al valore, a tutti i manoscritti esistenti di cui mi ero loro famosa opera del 1881, The New Testament in the Origi-
,
140 Gesu non l'ha rnai delto, La ricerca dei testi originari 141

nal Greek, sono questi i nomi con cui tutti gli studiosi si de- mento. In un'altra lettera a Ellerton, il19 aprile 1853, Hort
vono confrontare per affermare Ie proprie intuizioni, giusti- racconta:
ficare in dettaglio Ie proprie teorie 0 mettere a punto ap- Non ho vista nessuno di mia conoscenza tranne Westcott, cui ...
procci altemativi rispetto al sistema di analisi, convincente ho fatto visita per qualche ora. Tanto vale che ti accenni a un esito
eben definito, di Westcott e Hort. La solidita della loro ana- della nostra conversazione. Lui e io intendiarno curare l'edizione di
lisi deve non poco soprattutto al genio di Hort. un testa greeD del N.T. entro i prossimi due a tre anni, se possibile.
La pubblicazione di Westcott e Hort constava di due vo- Lachmarm e Tischendorf fomiscono una ricca documentazione, rna
lumi; il primo era una vera e propria edizione del Nuovo non abbastanza ... II nostro obiettivo e offrire agli ecclesiastici in ge-
nerale, aile scuole ecc. un Testamento greco tollerabile, che non sia
Testamento basata sui loro ventotto anni di collaborazione sfigurato da corruzioni bizantine [vale a dire medievali].27
finalizzata a decidere quale fosse il testo origin ale ogni-
qualvolta la tradizione presentasse delle varianti, il secon- La fiducia di Hort secondo cui la produzione di questa
do era un'esposizione dei principi critici cui si erano ispi- edizione non avrebbe richiesto lungo tempo e ancora evi-
rati nella loro opera. Questo secondo volume Eu scritto da dente nel novembre di quell'anno, quando egli afferma di
Hort e rappresenta una relazione di straordinario rigore, sperare che lui e Westcott saranno in grado di varare la 10-
ragionata e persuasiva, circa la documentazione e i metodi ro edizione «in poco pili di un anno».2"
a disposizione degli studiosi desiderosi di dedicarsi alla Appena si misero allavoro, tuttavia, Ie loro previsioni di
critica testuale. Lo scritto e ricco di contenuti, asciutto, e la tempi brevi si rivelarono fallaci. Nove anni dopo circa, in
logica e stringente: non viene trascurata alcuna angolazio- una lettera scritta per rincuorare Westcott, titubante alIa
ne. Eun grande libro, per molti aspetti il classico in questo prospettiva di quanta ancora Ii aspettava, Hort incalzava:
.
campo. Non lascio mai che i miei specializzandi concluda- Illavoro va fatto, e non potra mai essere fatto in modo soddisfa-
no i propri studi senza conoscerlo a fondo. cente ... senza un immenso travaglio, cesa di cui quasi nessuno in
Si pub dire che i problemi del testa neotestamentario as- Europa sembra essere consapevole eccetto noL Per una grande
sorbirono gli interessi di Westcott e Hort durante la mag- quantita di lezioni, se nel pensiero Ie separiamo dal resto, la fatiea e
gior parte della loro vita di autori. Cia a ventitre anni Hort, del tuUo sproporzionata. Ma nella convinzione che sia assoluta-
che aveva studiato i classici e in un primo tempo non era mente impossibile tracciare una linea di spartiacque fra lezioni im-
portanti e non, esiterei a dire che I'intera fatica sia sproporzionata
stato consapevole della situazione testuale del Nuovo Te-
al valore di stabilire !'intero testa nella misura massima ora realiz-
stamento, scriveva in una lettera all'amico John Ellerton: zabile. Ritengo che sarebbe davvero imperdonabile se venissimo

Fino a queste ultirne seUimane non avevo idea deH'importanza meno aHa nostra missione. 29
dei testi, perche avevo letto cosi poco del Testamento greeo e tiravo
avanti con l'abominevole textus receptus ... Tante modifiche sull'au- Non sarebbero venuti menD alIa loro missione, rna con
torita di un buon MS [manoscritto] hanno chiarito Ie cose non in un il passare del tempo essa si fece sempre pili complessa e
modo grosso]ano, astratto, rna eonferendo un significato pili intricata. AlIa fine, ai due studiosi di Cambridge occorse-
profondo e pili pieno ... Pensare a quell'ignobile textus receptus che ro ventotto anni di lavoro pressoche costante per produr-
poggia interamente su tardi MSS [manoscritti] ... euna benedizione re illoro testo, corredato di un'introduzione scritta di pu-
ehe ve ne siano di cosi antichi. 26
gno da Hort.
Appena un paio d'anni dopo, Westcott e Hort avevano Ne valse la pena. II testo greco di Westcott e Hort e assai
deciso di pubblicare una nuova edizione del Nuovo Testa- . simile a quello ancora ampiamente usa to dagli studiosi

142 Gcsu non l'ha mai detta La ricerca dei testi originari 143

odiemi, pill di un secolo dopo. Non che dai tempi di West- piatura disardinate degli scribi di quel periodo, quando la
cott e Hart non siano stati scoperti nuovi manoscritti e trascrizione dei testi non era ancora affidata a professioni-
compiuti pragressi tearici, e nemmeno sono mancate di- sti); 3) il testa alessandrino, praveniente da Alessandria
vergenze di opinione. Tuttavia, a dispetto dei nostri pro- d'Egitto, dove gli scribi erano attenti e preparati, rna di
gressi tecnologid e metodologici e della mole incompara- tanto in tanto modificavano i testi per renderli pili accetta-
bilmente maggiore di manoscritti a nostra disposizione, i bili sotto il profilo grammaticale e stilistico, cambiando
testi gred di oggi denotano una sorprendente sorniglianza cosi la formulazione degli originali, e 4) il testa neutrale,
con illoro testo greco.
, .
che consisteva in manoscritti che non erano stati soggetti
Non sarebbe opportuno addentrarmi in questa sede in ad alcuna modifica 0 revisione importante nel corso della
un'analisi dettagliata dei progressi metodologici ottenuti lora trasmissione e riportavano quindi in modo molto ac-
da Westcott e Hort nella definizione del testo neotesta- curato i testi degli originali.
mentario greco.3D L' ambito in cui illoro lavoro si e forse Le due principali testimonianze di quest' ultima fami-
dimostrato pill significativo e quello del raggruppamento glia erano, secondo Westcott e Hort, il Codex Sinaiticus (il
dei manoscritti. Da quando Bengel per primo aveva com- manoscritto scoperto da Tischendorf) e, ancor pill, il Co-
preso che i manoscritti potevano essere raggruppati per dex Vaticanus, rinvenuto nella Biblioteca vaticana. Erano i
«famiglie» (un po' corne quando si tracciano Ie genealogie due manoscritti pili antichi a disposizione di Westcott e
familiari), gli studiosi avevano tentato di distinguere i va- Hort e, a loro avviso, erano di gran lunga superiori a qua-
ri gruppi di testimonianze. Anche Westcott e Hort si ci- lunque altro manoscritto, perche rappresentavano il co-
mentarono nell'impresa. A loro avviso valeva il principio siddetto «testo neutrale».
che i manoscritti appartengono alia stessa linea familiare Dall' epoca di. Westcott e Hort la nomenclatura e assai
ogni volta che concordino fra lora nella formulazione. Se mutata: gli studiosi non parlano pill di un testa neutrale e
dunque in due manoscritti un versetto e riportato in mo- quasi tutti si rendono conto che testa occidentale e un ter-
do identico, deve essere perche essi risalgono in ultima mine impraprio, dal momento che pratiche di copiatura
analisi alia stessa fonte: 0 il manoscritto ariginale 0 una disordinate furono scoperte in Oriente come in Occidente.
sua copia. Corne talvolta viene espresso questo principio, Inoltre, il sistema di Westcott e Hort e stato superato da
ridentita di lezione implica ridentita di origine. altri studiosi venuti dopo. La maggioranza dei ricercatori
Pertanto e possibile definire i gruppi familiari in base a moderni, per esempio, ritiene che i testi neutrale e ales-
concordanze testuali fra i vari manoscritti superstiti. Per sandrino siano la stessa cosa: e solo che alcuni manoscritti
Westcott e Hort esistevano quattro grandi famiglie di te- sono meglio rappresentativi di questo testo rispetto ad al-
stimonianze: 1) il testa siriaco (quello che altri studiosi trio Infine, dai loro tempi sono state effettuate importanti
hanno chiamato il testa bizantino), che include la maggior scoperte di manoscritti, soprattutto papiri. 31 Ciononostan-
parte dei manoscritti tardomedievali (numerosi, rna non te, la metodologia di base di Westcott e Hort continua ad
particolarmente vicini nella formulazione al testo origina- avere un peso per gli eruditi che tentano di stabilire dove,
Ie); 2) il testa occidentale, costituito da manoscritti che po- nei nostri manoscritti superstiti, abbiamo modifiche ese-
trebbero risalire a tempi molto antichi: gli archetipi devo- guite a posteriori e dove invece possiamo trovare 10 stadio
no essere stati in circolazione nel II secolo al pill tardi pili primitivo del testo.
(questi manoscritti, tuttavia, riflettono Ie pratiche di co- Come vedremo nel prossimo capitolo, questa metodo-
,,
,
144 Gesu non l'ha mai detto

logia di base e piuttosto semplice da capire se viene espo- v


sta con chiarezza. Applicarla ai problemi testuali pUO es- Originali che contano
sere interessante e perfino divertente, oltre che utile per
scoprire quali varianti nei nostri manoscritti rappresenti-
no Ie parole del testa cosl come e stato prodotto dai rispet-
tivi autori e quali rappresentino cambiamenti introdotti
dagli scribi in un secondo momento.

- ,
I

I,


In questo capitolo esamineremo in modo pili particolareg-
giato i metodi escogitati dagli studiosi per identificare la
forma «originale» del testa (0 quanto meno la forma «pili
antica cui si possa accedere») e quella che rappresenta una
modifica posteriore introdotta dagli scribi. Dopo avere
esposto questi metodi, spiegherb come possano essere uti-
lizzati concentrandomi su tre varianti testuali presenti
nella nostra tradizione di manoscritti neotestamentari.
Ho scelto queste tre perche ciascuna e cruciale per I'in-
terpretazione dellibro che la contiene; inoltre, ness una di
esse figura nella maggior parte delle nostre modeme tradu-
zioni del Nuovo Testamento. In altre parole, a mio avviso Ie
traduzioni disponibili per la maggioranza dei lettori sono
basate sul testa sbagliato e avere il testa sbagliato fa davvero
la differenza nell'interpretazione di questi libri.
Per prima cosa, tuttavia, sara opportuno prendere in
esame i metodi elaborati dagli studiosi per stabilire quali
lezioni testuali siano originali e quali rappresentino modi-
fiche posteriori eseguite da copisti. Come vedremo, defi-
nire la forma pili antica del testa non e sempre facile, pub
anzi essere un esercizio assai impegnativo.

Metodi modemi di critica testuale


Immagine di Cristo in croce risa lente all'XI secolo. Nei quattro angoli Ie rappre·
sen ta zioni si mboliche d egli auto ri d ei vangeli: un uo mo (Matteo), un 'aquila
Quando si tratta di prendere decisioni sulla forma pili an-
(G iovanni), un leone (Marco) e un hue (Luca). (On/ Salterio di Willchester, British tica del testo, i critici del giomo d'oggi amerebbero per la
Libmry, LOlldon; foto: HlP/Art Resource, NY) maggior parte definirsi eclettici razionali, nel senso che
148 Gesu non l'ha mai detto Originali che contano 149

«scelgono» (signifieato della radiee di eclettico) da una va- rose. In realta, la differenza massima a sostegno di quella
rieta di lezioni quella che meglio rappresenta la forma piu lezione non e di cinquanta manoscritti a uno, bensi di uno
antica avvalendosi di una serie di argomentazioni testuali a uno (A contro B). II mero numero di manoscritti a sup-
(razionali). Tali argomentazioni si fondano su prove di porto di una lezione rispetto a un' altra non e pertanto di
norma c1assificate come esterne 0 interne.' partieolare rilievo agli effetti di quale lezione nei nostri
manoscritti superstiti rappresenti la forma origin ale (0
piu antica) del testo.2 . .
Prove esterne Nel complesso, gli studiosi sono convinti che altre con-
Le argomentazioni basate su prove esterne hanno ache siderazioni siano assai piu importanti per determinare
vedere can iI sostegno fornito da manoscritti superstiti a . quale lezione sia meglio ritenere la forma piu antica del
questa 0 a quella lezione. Quali la documentano? Sono af- testo. Un secondo aspetto riguarda la datazione dei mano-
fidabili? Perche 10 sono 0 non 10 sono? scritti che sostengono una lezione. Partendo dal presup-
Riflettendo sui supporto fornito dai manoscritti a una posto che piu tempo e trascorso piu e verosimile che il te-
variante a scapito di un' altra, la tentazione potrebbe essere sto abbia subito delle modi fiche, e molto piu probabile
quella di limitarsi a fare, per cosi dire, la conta per verifica- che.la .forma p.iu antica si trovi nei nostri manoscritti piu
re quale lezione si trovi nella maggioranza delle testimo- antIchL Tuttavla, questo non vuol dire che sia sempre pos-
nianze superstiti. Ormai, pero, quasi tutti gli studiosi non sibile accettare senza riserve tale versione. Per due ragio-
sono affatto persuasi che la maggioranza dei manoscritti ni, la prima di ordine logieo e la seconda di ordine storieo.
offra necessariamente il migliore testo a disposizione. II In termini di logica, ipotizziamo che un manoscritto del V
motivo e semplice da spiegare. Lo faremo con I'aiuto di un secolo riporti una lezione e uno dell'VIII secolo ne riporti
esempio. una diversa. La lezione del manoscritto del V secolo e ne-
Ipotizziamo che dal manoscritto originale di un testa cessariamente la forma piu antiea del testo? No, non ne-
siano state fatte due copie, che chiameremo A e B. Come e cessariamente. E se il manoscritto del V secolo fosse stato
naturale, queste due copie differiranno I'una dall'altra per fabbricato da una copia del IV e I'esemplare dell'VIII seco-
alcuni aspetti, potenzialmente rilevanti e probabilmente 10 da una risalente al III? In tal caso il manoscritto dell'VIII
secondari. secolo conserverebbe la lezione piu antica.
Supponiamo ora che Asia stata copiata da uno scriba, B La seconda ragione, di carattere storieo, che impedisce
invece da cinquanta scribi. II manoscritto originale e poi di limitarsi a esaminare il manoscritto piu antico, senza
andato perduto insieme aile prime copie A e B, per cui alcuna ulteriore considerazione, e che, come abbiamo vi-
tutto do che resta nella tradizione testuale sono Ie cin- sto, il primo periodo della trasmissione testuale fu anche
quantuno copie di seconda generazione, una eseguita il meno controllato. A quell'epoca i nostri testi erano quasi
partendo da A e cinquanta da B. Se una lezione presente sempre copiati da scribi non professionisti, che infarciva-
nei cinquanta manoscritti (ricavati da B) e discordante da no Ie loro copie di errori.
una lezione dell'altra copia (ricavata da A), la prima deve Di conseguenza, la datazione conta, rna non puo costitui-
forse avere maggiori probabilitll di essere la lezione origi- re un criterio assoluto. Ecco percll!~ la maggioranza dei cri-
nale? Niente affatto, anche se dal punto di vista quantita- tici testuali e composta da eclettici razionali, che ritengono
tivo si trova in testimonianze cinquanta volte piu nume- di dover esaminare una serie di argomentazioni a favore
150 Gesu non l'ha mai delto Originali che contano 151
dell'una 0 dell' altra lezione e di non potersi limitare a conta- sara possibile fidarsene anche quando afferma quakosa
re i manoscritti 0 a prendere in considerazione solo i piu an- che non si e in grado di verifieare altrimenti.
tichi a disposizione. In fin dei conti, pero, se la maggioranza Lo stesso vale per i gruppi di testimonianze. Nel IV capi-
dei nostri manoscritti pili antichi sostiene una lezione a sca- tolo abbiamo visto che Westcott e Hort approfondirono I'i-
pito di un' altra, tale combinazione di fattori dovrebbe essere dea di Bengel che i manoscritti potessero essere riuniti in
reputata di un quakhe peso nel preferire un testo. famiglie di testi. A quanta risulta, alcuni di questi raggrup-
Un altro tratto distintivo delle prove esterne e la distri- pamenti sono piu attendibili di altri, poiche eonservano Ie
buzione geografica dei manoscritti a supporto di questa 0 testimonianze superstiti piu antiche e migliori e, quando
di quella lezione.Ipotizziamo che una lezione si trovi in esaminati, risultano offrire una migliore lezione. In partico-
un certo numero di manoscritti, di cui sia pero dimostra- lare, quasi tutti gli eclettici razionali ritengono che il cosid-
bile I' origine romana, mentre numerosi altri manoscritti detto testo «alessandrino» (includendo il testa «neutrale»
provenienti, per esempio, da Egitto, Palestina, Asia Mind- di Hort), associato in origine con Ie attente pratiche di co-
re e Gallia portino tutti una lezione differente. In tal caso il piatura degli scribi cristiani di Alessandria d'Egitto, sia la
critico testuale dovrebbe sospettare che la prima sia una forma di testa piu fedele disponibile, e nella maggior parte
variante «locale» (Ie copie di Roma contengono infatti tut- dei casi offra il testa piu antico 0 «originale» ovunque esista
te 10 stesso errore) e che l'altra sia la piu antica, con mag- una variante.
giori probabilita di conservare il testa originale. D' altro canto, e menD probabile che i testi «bizantini» e
II criterio esterno forse piu importante seguito dagli stu- «occidentali» presentin~ Ie lezioni migliori quando queste
diosi e che di norma una lezione, per essere considerata non sono supportate anche dai manoscritti alessandrini.
«originale», dovrebbe trovarsi nei migliori manoscritti e
nei migliori gruppi di manoscritti. Euna valutazione assai
delicata, e tuttavia e possibile dimostrare che alcuni mana- Prove interne
scritti sono superiori ad altri sulla base di una molteplicita I critici testuali che si considerano eclettid razionali
di motivi. Per esempio, ogni volta che Ie prove interne (che scelgono fra una varieta di lezioni basandosi su diverse
analizzeremo piu avanti) sono tutte decisamente a favore prove. Oltre a quelle esterne offerte dai manoscritti, due
di una lezione, questi manoscritti riportano quasi sempre sono i tipi di prova interna usati di soli to. II primo implica
tale versione, mentre gli altri (di solito manoscritti piu tar- Ie cosiddette probabilita intrinseche, fondate su do che e
di) propongono la lezione altemativa. piu verosimile che I' autore abbia scritto. Lo stile di scrittu-
II principio in questione prevede inoltre che, se alcuni ra, il vocabolario e la teologia di un autore possono essere
manoscritti sono noti per essere superiori in base a lezioni studiati. Quando i nostri manoseritti conservano due 0
dalla forma evidentemente piu antica, sara piu probabile piu varianti e in una di queste compaiono parole 0 tratti
che siano superiori anche nelle lezioni per Ie quali Ie pro- stilistici non rinvenuti altrove nell'opera dell'autore, 0 nel
ve interne non sono altrettanto palesi. In un certo senso, e caso in cui essa rappresenti un punto di vista non in ar-
come avere dei testimoni in tribunale 0 conoscere amici la monia con quello da lui di consueto abbracciato, sara im-
cui parola e degna di fiducia. Quando sia noto che una probabile che I' autore si sia davvero espresso con queste
persona e portata a mentire, non sara mai possibile essere parole, soprattutto se un'altra lezione documentata coin-
certi della sua affidabilita; rna se la si ritiene affidabile, cide invece alia perfezione con gli altri suoi scritti.
152 Gesu non l'ha mai detta Originali che contano 153

n secondo tipo di prova interna e denominato probabilita l' ordine delle parole in greco che non e neppure possibile
trascrizionale. In questa caso non ci si domanda quale lezio- riprodurre nelle traduzioni), rna anche su questioni di
ne sia piu probabile che l'autore abbia formulato, rna quale grande rilievo, che influiscono sull'interpretazione di un
lezione epiu probabile che uno scriba abbia modificato. intero libro del Nuovo Testamento.
In definitiva, questa tipo di prova si ricollega all'idea di Per illustrare l'importanza di alcune di queste decisio-
Bengel che piu una lezione e «difficile», pili e probabile ni, tratterb ora tre varianti testuali dell'ultimo tipo, dove
che sia I' originale e cib partendo dal presu pposto che e la determinazione del testa originale ha un rapporto si-
piu facile che gli scribi tentassero di correggere quelti che gnificativo con l'interpretazione del messaggio di alcuni
consideravano errori, di armonizzare passi che ritenevano degli autori neotestamentari.4 In fin dei conti, in ciascuno
contraddittori e di conformare la teologia di un testo alla di questi casi ritengo che la maggioranza dei traduttori
propria. Rispetto a lezioni «pili semplici», sono proprio Ie abbia scelto la lezione errata e presenti dunque una ver-
lezioni che a prima vista potrebbero dare l'impressione di sione non del testo originale, rna di quello introdotto dagli
contenere un «errore», una mancanza di armonia 0 una scribi quando alterarono I'originale. It primo di questi te-
teologia singolare che hanno maggiori probabilita di esse- sti e tratto da Marco e riguarda Gesli che va in coller a
re state modificate da uno scriba. Questo criterio pub es- quando un povero lebbroso 10 supplica di guarirlo.
sere espresso anche come segue: la lezione che spiega meglio
l'esistenza delle altre ha piu probabilitii di essere originale. 3
Marco e un Gesu adirato
Ho esposto Ie diverse forme di prove esterne e interne II problema testuale di Marco 1,41 si presenta nell'episo-
prese in considerazione dai critici testuali non perche mi dio in cui Gesu guarisce un uomo affetto da una malattia
aspetti che chiunque legga queste pagine padroneggi tali della pelle. s I manoscritti superstiti conservano il versetto
principi e inizi ad applicarli alla tradizione dei manoscritti 41 in due forme diverse. Fra parentesi quadre ho riportato
neotestamentari, rna perch€' e importante comprendere
entrambe Ie lezioni:
che, quando tentiamo di decidere quale sia il testo origina- .
Ie, e necessario tenere conto di numerosi elementi e ricor- 39E ando per tutta la Galilea, predicando nelle lora sinagoghe e
rere a molti giudizi ponderati. Talvolta Ie diverse prove 50- scacciando i demoni. 4OAllora venne a lui unlebbroso: 10 supplicava
in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi/ puoi guarirmh>. 41[Mosso a com-
no in contrasto fra loro, per esempio quando la lezione piu passione (in greco: splagnislheis) / adirandosi (in greco: orgistheis)], ste-
difficile (probabilita trascrizionali) non eben documentata se la mano, 10 toeco e gli disse: «Lo voglio, guarisci». 42Subito la leb-
nei manoscritti antichi (prova esterna), 0 quando la lezione bra scomparve ed egli guarl. 43E ammonendolo severamente, 10
piu difficile non coincide con 10 stile di scrittura abituale rimando e gli disse: 44«Guarda di non dir niente a nessW1O, rna va',
dell'autore (probabilita intrinseche). presentati al sacerdote e offri, per la tua purificazione, quello che
In breve, stabilire il testa origin ale non e un processo Mose ha ordinato, a testimonianza per lora». <SMa quegJi, allontana-
tosi, comincio a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesu
semplice ne lineare. Richiede molta rifiessione e un atten-
non poteva piu entrare pubblicamente in una citta.
to esame delle prove; studiosi diversi approdano invaria-
bilmente a conclusioni diverse, non solo su questioni se- La maggior parte delle traduzioni rende l'inizio del ver-
condarie, prive di attinenza con il significato di un brano setto 41 in un modo che enfatizza l'amore di Gesu per que-
(come l'ortografia di una parola 0 un cambiamento nel- sto povero lebbroso reietto: «Mosso a compassione» (i1 ter-
154 Gesu non l'ha mai detta Originali che contana 155

mine potrebbe essere tradotto anche «mosso da pieta») nei questi ultimi, bens! da altre copie, assai piu tarde. Una vol-
suoi eonfronti. Cosi facendo, Ie traduzioni seguono il testo ta che si fosse fatto strada nella tradizione dei manoscritti,
greeo rinvenuto nella maggioranza dei nostri manoseritti. un cambiamento poteva essere perpetuato fino a essere es-
Non e difficile capire perehe, in questa situazione, pos- so stesso trasmesso con maggiore frequenza della formula-
sa essere invocata la compassione. Non conosciamo l'esat- zione originale. Nel caso in questione, entrambe Ie lezioni
ta natura della malattia dell'uomo, molti commentatori sembrano essere molto antiehe. Qual e originale?
preferiscono pensare che si trattasse di un dis turbo di de- . Se oggi i lettori cristiani potessero scegliere fra Ie due Ie-
squamazione piuttosto che della carne in putrefazione di zioni, senza dubbio opterebbero quasi tutti per quella piu
solito associata alia lebbra. In ogni caso, era senz'altro . eomunemente documentata nei nostri manoscritti: Gesu

possibile che fosse soggetto aile disposizioni della Torah provava pieta per quest'uomo e cosi 10 guari. L'alternativa
che vietavano ai <<iebbrosi» di ogni sorta di vivere una vita e di difficile comprensione: che cosa vorrebbe dire che Ge-
norma Ie; essi dovevano essere isolati, emarginati dalla su e andato in collera? Non e forse questa un motivo suffi-
popolazione, considerati impuri (Lv 13-14). Impietosito, dente per presumere che Marco abbia scritto che Gesu
Gesu stende una mano amorevole, tocca la sua pelle ma- provava compassione?
lata e 10 guarisce. Al contrario, il fatto che una delle due lezioni sia tanto
II sempliee pathos e la eomprensibile emozione della sensata e facile da capire e proprio l'elemento che induce
seena possono senza dubbio spiegare perche traduttori e gli studiosi a sospettare che sia errata. Come abbiamo vi-
interpreti non prendano, di regola, in considerazione il te- sto, infatti, anche gli scribi preferivano che il testo non fos-
sto alternativo scoperto in alcuni manoscritti. se problematico e che fosse semplice comprenderlo. Biso-
A tutta prima, infatti, la formulazione di una delle no- gna dunque domandarsi: e piu probabile che uno scriba
stre piu antiche testimonianze, il Codex Bezae, confennata che copiava questo testa 10 modificasse per dire che Gesu
da tre manoscritti latini, e sconcertante e bizzarra. Qui non ando in collera invece di provare compassione, oppure
viene detto che Gesu prova compassione per l'uomo, bensi per dire che Gesu provo compassione invece di adirarsi?
che si adira. In greco si tratta della differenza fra Ie parole Quale lezione spiega meglio I'esistenza dell'altra? Vista in
splagnistheis e orgistheis. Data la sua attestazione in testimo- questa ottica, e senz' altro pili probabile la seconda. La le-
nianze sia greche sia latine, la seconda lezione e in genere zione indicante un Gesu adirato e la «piu diffidle» e per-
riconosciuta dagli specialisti testuali come risalente alme- tanto ha maggiori probabilita di essere «originale».
no al II secolo. Ma epossibile che sia proprio cia che Marco Esistono prove anche migliori della domanda ipotetica
scrisse? su quale lezione era piu probabile che gli scribi inventasse-
Come abbiamo gia visto, non si puo affermare con asso- roo Non abbiamo manoscritti greci di Marco che contenga-
luta certezza che, quando la grande maggioranza dei ma- no questo passo fino alia fine del IV secolo, quasi trecento
)'1oscritti riporta una lezione e solo un paio ne presentano anni dopo la stesura del suo seritto. In compenso, abbiamo
un' altra, la maggioranza sia nel giusto. Qualche volta alcu- due autori che copiarono l'episodio entro vent'anni dalla
ni manoscritti sembrano essere corretti anche se tutti gli al- sua prima produzione.
tri sono discordanti. Cia accade in parte perche la grande Gli studiosi hanno da tempo riconosciuto che quello di
maggioranza dei nostri manoseritti e stata prodotta centi- Marco fu il primo vangelo e che sia Matteo sia Luca si ser-
naia e eentinaia di anni dopo gli originali, trascritta non da virono del suo racconto come fonte per Ie loro storie su
Originali ehe contano 157
156 Gesu non l'lla mai detta

Gesu. E dunque possibile esaminare Matteo e Luca per


6 vere Gesu come compassionevole, rna non 10 ritraggono
vedere come abbiano modificato Marco narrando 10 stes- mai adirato. Ogni volta che do si verifica in una delle loro
so episodio, sia pure in modo (piu 0 meno) differente. Co- fonti (Marco), entrambi, in maniera indipendente, rielabo-
S! facendo, scopriamo che Matteo e Luca hanno entrambi rano l'episodio sopprimendo il termine. E dunque diffici-
ripreso la storia da Marco, la loro fonte comune. Colpisce Ie comprendere perche avrebbero eliminato «mosso a
il fatto che illoro racconto corrisponda quasi parola per compassione» dal racconto della guarigione dellebbroso
parola a quello di Marco per quanto riguarda la richiesta da parte di Gesu, mentre e assai facile capire perche po-
dellebbroso e la risposta di Gesu nei versetti 40-41. E qua- tessero voler espungere «adirandosi». Se poi a do si ag-
Ie parola usano quindi per descrivere la reazione di Gesu? giunge la circostanza dell'attestazione di quest'ultimo vo-
Prova compassione 0 si adira? Stranamente, Matteo e Lu- cabala in un filone molto antico della nostra tradizione di
ca omettono entrambi il termine. manoscritti e la scarsa probabilita che gli scribi 10 adope-
Se il testo di Marco a disposizione di Matteo e Luca rassero sostituendolo al molto piu comprensibile e imme-
avesse descritto un Gesu compassionevole, perche essi diato «mosso a compassione», emerge con sempre mag-
avrebbero entrambi omesso il termine? Altrove, sia Mat- gior chiarezza che Marco, in realta, descrisse Gesu adirato
teo sia Luca descrivono un Gesu pieno di compassione e, quando illebbroso 10 avvicinb per essere guarito.
ogni volta che Marco racconta un episodio in cui viene Prima di passare ad altro sara opportuno mettere in luce
menzionata in maniera esplicita la compassione di Gesu, una seconda questione. Ho segnalato che, laddove Matteo
almeno uno dei due conserva questa descrizione nella e Luca hanno difficolta ad attribuire a Gesu sentimenti di
propria narrazione. 7 collera, Marco non ha remore in tal senso. Anche nell'epi-
E I' altra opzione? E se Matteo e Luca avessero letto nel sodio in esame, al di Iii del problema testuale del versetto
Vangelo di Marco che Gesu si adiro? Sarcbbero stati pro- , 41, Gesu non tratta con molti riguardi questa povero leb-
pensi a eliminare quella emozione? Di fatto, in Marco sono broso. Dopo averlo guarito, «ammonendolo severamente,
presenti altri momenti in cui Gesu va in collera. In tutti 10 cacdo via». Questa e l'interpretazione letterale delle pa-
questi passi, Matteo e Luca modificano il racconto. In role greche, di solito addolcite nella traduzione. Sono ter-
Marco 3,5 Gesu volge «con indignazione» 10 sguardo a co- mini aspri, che altrove in Marco si trovano sempre in con-
loro che nella sinagoga stanno a vedere se guarira l'uomo testi di violento conflitto e aggressivita (per esempio,
dalla mano rattrappita. Luca riporta un versetto quasi quando Gesu scaccia i demoni). E diffidle comprendere
uguale a quello di Marco, rna elimina il riferimento alia perche Gesu redarguirebbe con durezza quest'uomo man-
collera di Gesu. Matteo riscrive per intero questa parte dandolo via, se provasse compassione per lui; se invece
dcll'episodio e non accenna al mota d'ira. In maniera ana- fosse adirato, tutto do avrebbe forse piu senso.
loga, in Marco 10,14 Gesu si irrita con i suoi discepoli (vie- Ma per quale motivo Gesu sarebbe adirato? A questa
ne usata una parola greca differente) perche non permet- ,
,,
punto il rapporto fra testa e interpretazione diventa cru-
tono alia gente di portargli i bambini affinche vengano dale. Alcuni studiosi, che hanno preferito il testa secondo
benedetti. Matteo e Luca dtano l'episodio, spesso con Ie il quale Gesu «si adiro», hanno proposto interpretazioni
stesse parole, rna eliminano entrambi il riferimento alla assai improbabili. n loro obiettivo sembra essere quello di
collera di Gesu (Mt 19,14; Lc 18,16). liquidare tale emozione, rendendo Gesu compassionevole,
In sintesi, Matteo e Luca non hanno difficolta a descri- sebbene siano consapevoli che il testo dice che si adiro.8

158 Gesu non I'ha mai detto Originali che contano 159

Un commentatore sostiene, per esempio, che Gesu e adira- glie, travolge i suoi ascoltatori con la sua autorita, respin-
to con il mondo, che e pieno di malattie; in altre parole, ge evince forze demoniache in grade di sottomettere del
amerebbe il malato, rna odierebbe la malattia. Questa in- tutto i comuni mortali, rifiuta di cedere aile richieste del
terpretazione non si fonda su alcuna base testuale, ma ha il popolo, ignorando coloro che 10 supplicano di avere
merito di fare apparire buono Gesu. Un altro interprete so- udienza.
stiene che Gesu e in collera perche questa lebbroso e state In questa capitolo iniziale di Marco, il solo episodio in
emarginato dalla societa, trascurando il fatto che il testa cui si accenni alia compassione personale e la guarigione
non accenna nulla sui suo essere emarginato e che, anche della suocera di Simone Pietro, che giace malata a letto. Ma
presumendo che 10 fosse, la colpa non sarebbe stata della anche questa interpretazione compassionevole rimane
societa del tempo, bens! della legge di Dio (in particolare aperta al dubbio. Alcuni osservatori disincantati hanno no-
del Levitico). Una terza interpretazione sostiene che, in tato che, dopo che Gesu ha scacciato la sua febbre, la donna
realtll, sia proprio questa a provocare la collera di Gesu, che si alza per servire,probabilmente portando la cena.
cioe la legge di Mose imponga questo tipo di emarginazio- E possibile che Gesu sia ritratto nelle scene di apertura
ne. Una simile spiegazione trascura il fatto che alIa fine del del Vangelo di Marco come una figura potente, dotata di
brano (v. 44) Gesu conferma la legge di Mose e sollecita una forte volonta e di un suo programma, un' autorita ca-
I' ex lebbroso a osservarla. rismatica che non ama essere disturbata? Cia darebbe sen-
Tutte queste interpretazioni sono accomunate dal desi- za dubbio ragione della sua risposta allebbroso guarito,
derio di liquidare la collera di Gesu e dalla decisione di che rimprovera con asprezza per poi allontanarlo.
scavalcare a questo scopo il testo. Se scegliessimo una so- Esiste pero un'altra spiegazione. Come ho gia segnala-
luzione diversa, che cos a potremmo concluderne? Mi to, Gesu si adira anche altrove nel Vangelo di Marco. Ca-
sembra che esistano due opzioni, una incentrata sull'im- pita ancora nel capitolo 3, che riguarda, strano a dirsi, un
mediato contesto letterale del passo e I'altra suI contesto altro episodio di guarigione. Qui, in modo esplicito, Gesu
., .
plU amplO. viene descritto in collera con i farisei, che pensano non ab-
In primo luogo, per quanto riguarda il contesto piu im- bia I'autorita di guarire di sabato l'uomo con la mano rat-
mediato, che impressione suscita il ritratto di Gesu nella trappita.
parte iniziale del Vangelo di Marco? Mettendo per un atti- Per certi aspetti, un' ancor piu stretta corrispondenza si
mo da parte cia che pensiamo dell'identita di Gesu e limi- ha in un episodio in cui la collera di Gesu non e menziona-
tandod a leggere questa particolare testo, dobbiamo am- ta in maniera esplicita, pur essendo evidente. In Marco 9,
mettere che la figura che ne traspare non e quella del quando Gesu scende dal monte della trasfigurazione con
buon pastore delle vetrate delle chiese, molto mite e bene- Pietro, Giacomo e Giovanni, trova intorno ai suoi discepoli
volo. Marco comincia il suo vangelo dipingendo Gesu co- una folla con al centro un uomo disperato: suo figlio e pos-
me un'autorita potente in senso fisico e carismatico, con la seduto da un demone. L'uomo spiega la situazione a Gesu
quale non si scherza. Epresentato da un sel vaggio profeta e termina supplicandolo: «Se tu puoi qualcosa, abbi pieta
nel deserto, si allontana dalla societa per combattere nel di noi e aiutaci». Gesu replica adirato: «Se tu puoi?! Tutto e
deserto contro Satana e Ie bestie feroci, torna per invocare possibile per chi crede». L'uomo si fa ancora piu disperato
con urgenza il pentimento dinanzi all'irnminente avvento e imp lora: «Credo! Aiutami nella mia increduIita!». Allora
del giudizio di Dio, strappa i suoi seguaci aIle loro fami- Gesu scaccia il demone.
160 G,sil non rim rnai detto Originali che contano 161

In questi episodi e palese che la collera di Gesu esplode addormentati. Ripete quindi iI suo monito iniziale: «Pre-
quando qualcuno dubita della sua volonta, capacita, 0 au- gate, per non entrare in tentazione».
torita divina di guarire. Forse questa vale anche nel caso Una delle caratteristiche interessanti del dibattito intor-
dellebbroso. Come nel racconto di Marco 9, uno si avvici- no a questa brano e l'equilibrio delle argomentazioni fa-
na a Gesu e chiede cauto: «5e vuoi, puoi guarinni». Gesu si vorevoli 0 contrarie alia possibilita che i versetti esaminati
adira: ma certa che vuole, e puo e ne ha l'autorita. Guarisce (vv. 43-44) siano stati scritti da Luca oppure inseriti da
l'uomo e, ancora un po' seccato, 10 rimprovera con durez- uno scriba a posteriori. I manoscritti noti come piu antichi
za e 10 manda via. e in genere riconosciuti come migl!ori (it testo «alessan-
Letto in questa modo, l'episodio suscita un'impressio- drino») di regola non Ii includono E quindi possibile che
ne del tutto diversa, un'interpretazione basata sui testa siano un'aggiunta successiva dovuta ai copisti. D'altra
cosl come pare che Marco 10 abbia scritto. Marco, a volte, parte, questi versetti figurano in numerose altre testimo-
descrive un Gesu adirato.' nianze e, nel complesso, sono una presenza ampiamente
distribuita nell'intera tradizione manoscritta. Furono
Luca e un Gesu imperturbabile dunque aggiunti da scribi che Ii volevano introdurre , 0
cancellati da scribi che Ii volevano eliminare? E difficile
A differenza di quello di Marco, il Vangelo di Luca non af- stabilirlo solo in base ai manoscritti stessi.
ferma mai in maniera esplicita che Gesu va in collera. An- Per dirimere la questione, alcuni studiosi hanno propo-
zi, qui non appare mai turbato in alcun modo. AI posto di sto di prendere in considerazione altre caratteristiche dei
un Gesu adirato, Luca ne raffigura uno imperturbabile. versetti. Qualcuno, per esempio, ha sostenuto che sono
Esiste un solo passo in questo vangelo in cui Gesu sembra molto simili per vocabolario e stile a quanta si trova altro-
perdere la sua compostezza. Ed e interessante notare che ve in Luca (argomentazione basata su «probabilita intrin-
si tratta di un brano oggetto di acceso dibattito fra gli stu- seche»): Ie apparizioni di angeli sono comuni in Luca e nu-
diosi dei testi.1O merose parole ed espressioni del brano ricorrono in altri
II passo in questione si colloca nel contesto della pre- luoghi del suo vangelo, ma non in altre parti del Nuovo
ghiera di Gesu sui monte degli Ulivi poco prima che ven- Testamento (come il verbo usato per «confortarlo»).
ga tradito e arrestato (Le 22,39-46). Dopo avere ingiunto ai Tale argomentazione, tuttavia, non si e rivelata convin-
suoi discepoli: «Pregate, per non entrare in tentazione», cente per tutti, poiche la maggior parte di queste idee, co-
Gesu si allontana, si inginocchia e prega: «Padre, se vuoi, struzioni e frasi «caratteristiche di Luca» sono formulate in
allontana da me questa calice. Tuttavia non sia falta la modi nan caratteristici per Luca (per esempio, mai altrove in
mia, rna la tua volonta!». In molti manoscritti, la preghiera Luca accade che gli angeli appaiano senza parlare) oppure
e seguita dal racconto, assente altrove nei nostri vangeli, sono comuni in testi ebraici e cristiani estranei al Nuovo Te-
dell'accresciuta sofferenza di Gesu e del cosiddetto sudo- stamento. Inoltre, in questi versetti la concentrazione di pa-
re di sangue: «GIi apparve aHora un angelo dal cielo a role ed espressioni insolite e perfino esagerata: tre delle pa-
confortarlo. In preda all'angoscia, pregava piu intensa- role chiave (angascia, sudore e goece), per esenipio, non si
mente; e il suo sudore divento come gocce di sangue che trovano altrove in Luca ne negli Atti (l'altro testa scritto
cadevano a terra» (vv. 43-44). La scena si conclude con Ge- dallo stesso autore). In definitiva, pronunciarsi su questi
su che dopo la preghiera si alza, va dai discepoli e Ii trova versetti basandosi sui vocabolario e sullo stile e difficile.
162 Gesu non l'ha mai -detto Originali che contano 163

Un'altra argomentazione adottata dagli studiosi riguar- Gesu ad affrontare da solo il suo destino. E Gesit, che ha
da la struttura letteraria del brano. In poche parole, il pas- pregato prima dell'avvento della sua prova? Quando arci-
so sembra strutturato di proposito corne cio che gIi studio- va la folia, si sottomette sereno alla volonta del Padre, ar-
si definiscono un chiasma. In una struttura chiastica, la rendendosi al martirio preparato per lui.
prima frase del brano corrisponde all'ultima, la seconda Corne da tempo riconosciuto, il racconto della Passione
alla penultima, la terza alla terz'ultima, e cosi via. In altri di Luca e una storia del martirio di Gesu, un martirio che, al
termini, si tratta di un disegno intenzionale, il cui scopo e pari di molti altri, serve a dare ai fedeli un esernpio di corne
focaIizzare l'attenzione suI centro del passo in quanta ful- mantenersi risoluti dinanzi alia marte. II martirologio eli Lu-
cro dello stesso. E cosi in questo caso: Gesit (a) dice ai suoi . ca mostra che solo la preghiera puo preparare a morire.
discepoIi: "Pregate, per non entrare in tentazione» (v. 40). Che cosa succede, tuttavia, se si inseriscono ne! branD i
Poi (b) si allontana da loro e (c) si inginocchia a pregare (v. versetti contestati (vv. 43-44)? A livello letterario, i1 chia-
41). II centro del brano e (d) la preghiera stessa di Gesit, smo che pone al centro la preghiera di Gesu risulta del
una preghiera messa corne fra parentesi dalla sua richiesta tutto rovinato. II centro del brano, e dunque il suo punto
che sia latta la volonta di Dio (v. 42). Dopo la preghiera Ge- focale, diventa l'angoscia di Gesu, un' angoscia tanto tre-
su (e) si alza e (b) toma dai suoi discepoIi (v. 45). Trovando- menda da richiedere un consolatore, soprannaturale per
Ii addarmentati, (a) ancora una volta si rivolge loro con Ie avere la forza di sopportarla. E significativo che in questa
stesse parole dicendo: "Pregate, per non entrare in tenta- versione piu estesa dell'episodio, la preghiera di Gesu
zione» (v. 46). non generi la calma sicurezza che emana dal resto del rac-
Cib che conta non e la mera presenza di questa chiara conto, anzi, e solo dopo avere pregato «ancar piit intensa-
struttura letteraria, bensi il fatto che il chiasma contribui- mente» che il suo sudore assume la parvenza di grandi
sea al significato del passo. L'episodio inizia e finisce con gocce di sangue che cadono a terra. A mio avviso non si
l'esortazione ai discepoli di pregare per evitare di cadere tratta soltanto della perdita di una bella struttura lettera-
in tentazione. Da tempo la preghiera e stata riconosciuta ria: il centro dell'attenzione si sposta, infatti, su Gesit in
come un tema irnportante nel Vangelo di Luca (piu che ne- pro fonda e straziante agonia e bisognoso di un intervento
gIi a1tri vangeIi): qui essa assume particolare risalto, per- miracoloso.
che la preghiera di Gesit e proprio al centro del brano ed Puo non apparire di per se corne un problema insor-
esprime i1 suo desiderio, compreso come fra parentesi nel- montabile, fino a quando si comprende che in nessun al-
la sua pili vasta aspirazione che sia fatta la volonta del Pa- tro punto nel Vangelo di Luca Gesu viene descritto in que-
dre (v. 42). sto modo. Al contrario, l'evangelista si e impegnato molto
. In quanta centro della struttura chiastica, questa pre- per contrastare proprio la visione di Gesit inclusa in que-
ghiera rappresenta il punto focale del passo,, e, di conse- sti versetti. Invece di affrontare la sua Passione con paura
guenza, la chiave della sua interpretazione. E una lezione e ansia, angosciato dal suo imminente destino, il Gesit di
sull'importanza della preghiera di fronte alla tentazione. I Luca va verso la morte sereno e controllato, sicura della
discepoli, nonostante Gesu chieda loro piu volte di prega- volonta del Padre suo fino alIa fine. Eun fatto notevole, di
re, si addormentano. Subito la folla arriva per arrestare Ge- particolare rilevanza per il nostro problema testuale, che
sU. E che cosa succede? I discepoIi, che non hanno pregato, Luca abbia potuto delineare questa immagine di Gesit so-
cadono <dn tentazione»: abbandonano il posto, lasciando l 10 eliminando dalle sue fonti (per esempio, il Vangelo di
164 Gesu non l'ha mai detio Originali che contuno 165

Marco) Ie tradizioni in conlraddizione con essa. Sollanto il baetani?» (Mio Dio, mio Dio perche mi hai abbandonato?).
testa piu esteso di Luca 22,43-44 spicca come anomalo. Dopo di che emette un alto grido e muore.
A questo riguardo e istruttivo un semplice confronto Ancora una volta, questo .ritratto e in netlo contrasto
dell' episodio nella versione di Marco (si tenga presente con cia che troviamo in Luca. Nel racconto di quest'ulti-
che quest' ultimo era la fonte di Luca, da questi modificata mo, Gesu e tutt'altro che silenzioso e, quando parla, di-
per porre in risalto aspetti che 10 caratterizzano). Luca, in- mostra di essere ancora controllato, fiducioso in Dio suo
fatti, ha omesso completamente la dichiarazione di Marco I• Padre, sicuro del proprio destino, preoccupato per quello
secondo cui Gesu «comincio a sentire paura e angoscia» degli altri. Secondo Luca, in cammino verso illuogo della
(Me 14,33), nonche il commento di Gesu ai suoi discepoli: sua crocifissione Gesu, vedendo un gruppo di donne che
«La mia anima e triste fino alia morte» (Me 14,34). Invece piangono la sua disgrazia, Ie invita a non piangere per lui,
di cadere a terra angosciato (Me 14,35), il Gesu di Luca si rna per se stesse e i loro figli, per il disastro che presto Ii
inginocchia (Le 22,41). In Luca, Gesu non chiede che quel- colpira (23,27-31).
rora si allontani (si veda Me 14,35) e invece di pregare tre Mentre 10 inchiodano alia croce, invece di restare in si-
volte che il calice sia allontanato da lui (Me 14,36.39.41), 10 lenzio prega Dio: «Padre, perdona loro, perche non sanna
chiede solo una volta (Lc 22,42), premettendo alia sua pre- quello che fanno» (23,34). In croce, nell' agonia della sua
ghiera, solo in Luca, I'importante condizione "se vuoi». Passione, Gesu intrattiene una conversazione con uno dei
E cosl, mentre la fonte di Luca, il Vangelo di Marco, ri- malfattori crocifissi accanto a lui, assicurandogli che quel
trae Gesu sofferente mentre prega nel giardino, Luca con- giomo saranno insieme in paradiso (23,43). II "{atto piu si-
ferisce alia scena una forma del tutto nuova, mostrando gnificativo e che alia fine, nell'assolula certezza della pro-
Gesu in pace davanti alia morte. L'unica eccezione eil rac- pria posizione al cospetto di Dio, il Gesu di Luca, invece
conto del «sudore come gocce di sangue», che non com- di emettere il suo drammatico grido di abbandono, raceD-
pare nelle nostre prime e migliori testimonianze. Perche manda la propria anima al Padre amorevole: "Padre, nelle
Luca sarebbe arrivato a tanto pur di eliminare il ritratto di tue mani consegno il mio spirito!» (23,46).
un Gesu tormentato fatto da Marco, se poi quest'angoscia Sarebbe difficile esagerare l'importanza delle modifiche
era il punto essenziale della sua storia? che Luca apporto alia sua fonte (Marco) ai fini della com-
II chiaro che Luca non con divide l'interpretazione di prensione del nostro problema testuale. In nessun mo-
Marco, secondo il quale Gesu era angosciato, quasi alia mento del racconto della Passione, il Gesu di Luca perde
disperazione. Nei loro successivi racconti della crocifissio- il controllo, non e mai, in profonda e prostrante angoscia
ne cia e piu evidente che maio Marco descrive un Gesu si- per la propria sorle. E padrone del proprio destino, consa-
lenzioso lungo il percorso verso il Golgota. I suoi discepo- pevole di cia che
, deve fare e di quanta gli accadra qu:ando
Ii sono fuggiti, anche Ie donne fedeli guardano solo «da 10 avra fatto. E un uomo in pace con se stesso e sereno da-
lontano». Tutti i presenti 10 schemiscono, i passanti, Ie au- vanti alia morte.
torita ebraiche ed enlrambi i ladroni. II Gesu di Marco e Che cosa dobbiamo dire dunque dei nostri contestati
stato picchiato, deriso, abbandonato e dimenlicato, non versetti? Sono gli unici nell'intero Vangelo di Luca a infi-
solo dai propri seguaci, rna alia fine da Dio stesso. Le sue ciare questa limpido ritratto. Solo qui Gesu si tarmenta per
uniche parole durante I'intera vicenda vengono proprio la sua sorte imminente, solo qui appare fuari controllo, in-
alia fine, quando esclama a gran voce: «Elol, Elol, lema sa- capace di sopportare il peso del suo destino. Perche Luca
166 Gesu non l'ha rnai delto Originali ehe contano 167

avrebbe completamente eliminato ogni traccia dell'ango- per dire che, nonostante compaia in appena due documen-
sda di Gesli altrove, se intendeva metterla in risalto con ti del X secolo, si sa che uno di questi (Ms. 1739) fu prodot-
ancor maggiore intensitil in questa passo? Perche elimina- to da una copia antica almeno quanto i nostri pili antichi
re materia Ie compatibile della sua fonte, sia prima sia do- manoscritti. E, fatto ancor pili interessante, Origene, 10 stu-
po i versetti in questione? Pare dunque che il resoconto del dioso dell'inizio del III secolo, ci informa che questa era la
«sudore ... come gocce di sangue», assente dai nostri primi lezione della maggioranza dei manoscritti della sua epoca.
e migliori manoscritti, non sia originale per Luca, bens! Anche altre prove ne suggeriscono I' antica diffusione: si
un' aggiunta introdotta nel vangelo dagli scribi. l l . trovava nei manoscritti noti ad Ambrogio e Gerolamo nel-
I'Occidente latina ed e citata da una serie di autori eccle-
siastici fino all'XI secolo. COS!, malgrado non sia molto do-
La LeUera agli ebrei e un Gesu abbandonato cumentata nei nostri manoscritti superstiti, in passato
II ritratto di Gesli delineato nel Vangelo di Luca e in con- questa lezione era supportata da solide prove esterne.
trasto non sol tanto con quello del Vangelo di Marco, rna Passando dalle prove esterne a quelle interne, non pos-
anche con quello di altri autori neotestamentari, compre- sono sussistere dubbi sulla superioritii. di questa variante
so 10 sconosciuto autore della Lettera agli ebrei, che sem- poco documentata. Abbiamo giii. visto come fosse pili pro-
bra presupporre la conoscenza di tradizioni della Passio- babile che gli scribi semplificassero una lezione difficile
ne in cui Gesli era terrorizzato dinanzi alia fine e e moriva da 'comprendere, piuttosto che complicarne una facile.
senza il soccorso ne il sostegno divino, come si puo notare Questa variante e un perfetto esempio di tale fenomeno.
nella soIuzione di uno dei pili interessanti problemi te- In genere i cristiani dei primi secoH consideravano Ia mor-
stuali del Nuovo Testamento. 12 te di Gesli come la manifestazione suprema della grazia
II contesto in cui si presenta il problema descrive la sot- di Dio. Affermare che Gesli morl «senza Dio» potrebbe
tomissione finale di ogni cosa a Gesli, il Figlio dell'uomo. comportare diverse interpretazioni, quasi sempre difficili
Anche in questa caso, ho messo fra parentesi Ie varianti da accettare. Dal momenta che gli scribi devono avere
testuali in questione. creato una di queste lezioni partendo daWaltra, non sussi-
stono molti dubbi riguardo a quale delle due rappresenti
Avendogli [Dio] assoggettato ogni cosa, nulla ha lasciato che non
gli fosse sottornesso. Tuttavia a1 presente non vediamo ancora che ! con maggiore probabilita la corruzione.
ogni cosa sia a lui soUomessa. Pero queI Gesv., che fu fatto di poco Ma I'alterazione fu intenzionale? Gli assertori del testo
inferiore agli angeli, 10 vediamo ora coronato di gloria e di onore a I
••
pili documentato «<per grazia di Dio») hanno natural-
causa della morte che ha sofferto, perche [per grazia di Dio/senza Dio]
egli sperimentasse la morte a vantaggio di tutti (Eb 2,8-9). I
,

mente dovuto sostenere che il cambiamento non fu intro-
dotto di proposito (altrimenti il testa da loro privilegiato

Anche se quasi tutti i manoscritti superstiti indicano che ,I sarebbe stato quasi certamente la modifica). Facendo di
Gesli morl per tutti «per grazia di Dio» (chariti theou), un ! necessitii. virtU, dunque, hanno escogitato scenari altema-
paio affermano, invece, che morl «senza Dio» (choris tivi per spiegare l'origine accidentale della lezione pili dif-
theou). Vi sono buoni motivi per pensare che quest'ultima ficile. II pili comune ela semplice supposizione che, consi-
lezione, tuttavia, fosse quella originale della Lettera agli derata la somiglianza formale fra Ie parole in questione
ebrei. Non e necessario che mi addentri nei meandri del (chariti/ charis), uno scriba abbia confuso senza volere i1
supporto dei manoscritti alia lezione «senza Dio» se non termine grazia con la preposizione senza.
168 Gesu non l'ha mai delta Originali che contano 169
,
Questa tesi, tuttavia, sembra poco probabile. E pili vero- Per quanto popolare, la soluzione e fin troppo sofistica-
simile che uno scriba negligente 0 distratto modificasse il ta e presuppone un eccesso di fasi diseutibili per funzio-
suo testo scrivendo una parola usata con minore frequenza nare. Non esiste alcun manoscritto che documenti entram-
nel Nuovo Testamento «<senza») oppure una ricorrente be Ie lezioni (doe la correzione a margine 0 nel testa del
con maggiore frequenza «<grazia», quattro volte pili comu- versetto 8, dove dovrebbe essere, e il testo originale del
ne)? E pili verosimile che abbia coniato un'espressione al- versetto 9). Inoltre, se uno seriba aveva pensato che la no-
trimenti assente dal Nuovo Testamento (<<senza DiD») 0 ta fosse una correzione a margine, perche I' aveva trovata
una che si presenta pili di venti volte «<per grazia di DiD»)? a margine del versetto 8 e non del versetto 97 E infine, se
Epili verosimile che abbia prodotto, anche per errore, una 10 scriba autore della nota I'aveva ideata in riferimento al-
frase bizzarra e problematica, 0 invece una familiare e faci- Ia Prima lettera ai corinzi, non avrebbe seritto «eccetto
• Ie? Senza dubbio quest'ultima: e tipico dei lettori scambia- Dio» (ektos theou, I'espressione che ricorre nel brano della
" re parole inconsuete per altre comuni e semplificare do che Prima lettera ai corinzi) invece di «senza Dio» (choris
· e complesso, specie quando Ie loro menti si sono in parte theou, espressione che non si trova nella Prima lettera ai
: distratte. Di conseguenza, anche la teoria della disattenzio- corinzi)?
ne indurrebbe a propendere per la lezione meno documen- In sintesi, se I' espressione per grazia di Dio fosse la ver-
tata (<<senza Dio») come originale. sione originale di Ebrei 2,9, sarebbe assai difficile dar con-
· La teoria pili diffusa fra coloro che ritengono che I'e- to delI'espressione senza Dio. Nello stesso tempo, mentre
i , spressione senza Dio non sia originale e che la lezione sia appare difficile che uno scriba possa aver detto che Cristo
· "nata come nota a margine: uno scriba avrebbe letto in mOrl «senza Dio», vi sono tutte Ie ragioni di ritenere che
Ebrei 2,8 che «tutte Ie cose» devono essere soggette alla si- fosse proprio questa do che scrisse I'autore del testo.
gnoria di Cristo, e avrebbe subito pensato alla Prima lette- Questa lezione meno documentata e infatti anche pili coe-
· ' ra ai corinzi 15,27: rente con la teologia della Lettera agli ebrei «<probabilita
intrinseche»). Mai, in tutta I'epistola, la parola grazia (cha-
perch" agni casa ha posta satta i suai piedi [di Cristal. Pero
· quando dice che agni casa e stata sattapasta, e chiaro che significa ris) e riferita alIa morte di Gesu 0 ai benefici della salvezza
tutta eccetto Calui che gli ha sattomessa agni casa [ciae, Dia stessa che aumentano in conseguenza di essa; al contrario, e col-
non e campresa fra Ie cose aUa fine assaggettate a Cristal. legata con coerenza al dono della salvezza ancora da con-
cedere al credente dalla benevolenza di Dio (si veda in
Stando a questa ipotesi, 10 scriba che copiava Ebrei 2 vole-
particolare Eb 4,16; 10,29; 12,15 e 13,24).
va fosse chiaro anche qui che, quando il testa indica che
Dal punto di vista storieo, senza dubbio i cristiani sono
ogni cosa viene assoggettata a Cristo, do non include Dio
stati piu influenzati da altri autori neotestamentari, so-
· Padre. Per evitare fraintendimenti, il copista avrebbe qUindi
prattutto Paolo, che consideravano il sacrifido di Gesu
" inserito una nota esplicativa a margine di Ebrei 2,8 (una sor- sulla croce la manifestazione suprema della grazia di Dio.
. ;. ta di riferimento incrociato a 1 Cor 15,27), spedficando che Ma nella Lettera agli ebrei il termine non e impiegato in
· ! non viene lasciato nulla che non sia assoggettato a Cristo
questa accezione, benche gli scribi, che ritenevano Paolo
· «eccetto Dio». Questa nota sarebbe poi stata trasferita da un I'autore, non se ne siano forse resi conto .
,
• ,' altro scriba successivo, poco attento, nel testa del versetto L'affermazione che Gesli mOrl «senza Dio», enigmatica
, : seguente, Ebrei 2,9, di cui aveva pensato dovesse far parte. se considerata a se stante, assume un senso con vincente
, ;
170 Gesu non l'ha mai detto Originali che contana 171

nel piu ampio contesto letterario dell'epistola. Premesso in contrasto sia con cio che I'epistola dice della morte di
che I'autore non si riferisce mai alia morte di Gesu corne a Cristo sia con il modo in cui 10 dice? Sembra proprio che
una manifestazione di «grazia», piu volte mette in risalto in origine Ebrei 2,9 narrasse che Gesu morl «senza Dio»,
che essa e stata del tutto umana, ignominiosa, lontana sot- abbandonato, appunto corne viene ritratto nel racconto
to ogni aspetto dal regno da cui era venuto, il regno di della Passione del Vangelo di Marco.
Dio; di conseguenza, il suo sacrificio e stato accettato co-
rne la perfetta espiazione dei peccati. Per giunta, Dio non
Conclusione
e intervenuto nella Passione di Gesu ne ha fatto nulla per
ridurre il suo dolore. In ciascuno dei tre casi che abbiamo preso in esame
Cosi, per esempio, ai versetti 5,7l'autore descrive Gesu un'importante variante testuale svolge un ruolo significa-
dinanzi alia morte, che implora Dio con alte grida e lacri- tiva nel modo in cui il brano in questione viene interpre-

me. Nel versetto 12,2 si dice che sopporto I'«ignominia» tatoo E senz'altro rilevante sapere se in Marco 1,41 Gesu
della sua morte, non perche Dio 10 sostenesse, rna perche provasse compassione 0 collera, se in Luca 22,43-44 Fosse
sperava nella rivincita. In tutta I'epistola si dice che Gesu calmo e sereno oppure molto angosciato, e se in Ebrei 2,9
vive il dolore e la morte corne gli al tri esseri umani <<in 10 si descrivesse morire «per grazia di Dio» oppure «senza
ogni senso». La sua non fu un'agonia attenuata da una Dio». Potremmo facilmente analizzare altri brani per capi-
particolare dispensa divina. re quanto sia importante conoscere Ie parole di un autore
Questo, dato ancor piu significativo, e il tema principa- al fine di interpretarne il messaggio.
Ie dell'immediato contesto di Ebrei 2,9, che pone in rilievo Ma la tradizione testuale del Nuovo Testamento imp li-
corne Cristo si sia abbassato al di sotto degli angeli per ca molto di piu della mera definizione di cib che di fatto
condividere appieno sangue e carne, vivere Ie sofferenze scrissero i suoi autori. Esiste anche la questione del perche
dell'umanita e morire una morte umana. La sua morte e furono modificate queste parole e di come questi cambia-
senz' altro conosciuta corne porta trice di salvezza, rna il menti influiscono sui significato dei rispettivi scritti. II te-
brano non accenna alla grazia di Dio corne manifesta nel- rna della modi fica delle Sacre Scritture nel cristianesimo
I'opera di espiazione di Cristo, concentrandosi piuttosto delle origini sara trattato nei prossimi due capitoli, nei
sulla cristologia, sulla condiscendenza di Cristo nel regno quali tentero di mostrare come scribi non del tutto soddi-
transitorio della sofferenza e della morte. Gesu vive la sua sfatti di cio che dicevano i libri del Nuovo Testamento ne
Passione da essere umana fino in fondo, senza alcun soc- cambiarono Ie parole affinche sostenessero con maggiore
corso che sarebbe potuto appartenergli in virtU della sua chiarezza la cristianita ortodossa contrastando con piu vi-
posizione elevata. L' opera che ha iniziato con la sua con- gore eretici, donne, ebrei e pagani.
discendenza viene portata a termine nella sua morte, una
morte che doveva essere «senza Dio».
Corne mai la lezione «senza Dio», difficile da spiegare
corne alterazione introdotta dagli scribi, e conforme aile
preferenze linguistiche, allo stile e alia teologia della Let-
tera agli Ebrei, mentre la lezione alternativa «per grazia di
Dio», che non avrebbe creato alcuna difficolta agli scribi, e
VI
Alterazioni del testa con motivazioni teologiche

-
La critica testuale comporta qualcosa di pili della sempli-
ce definizione del testa originale; consiste anche nell' os-
servare come esso sia giunto a subire modifiche nel corso
del tempo, sia per errori degli scribi sia per modifiche che
costoro introdussero di proposito. Queste ultime, Ie alte-
razioni intenzionali, possono rivestire grande importan-
za, non perche contribuiscano a fard comprendere do che
gli autori intendevano dire, rna perche possono fomire
informazioni su come i loro testi venivano interpretati da
coloro che Ii trascrivevano. Osservando come gli scribi
modificavano i testi, possiamo ricavame indizi su do che
essi ritenevano importante e, di conseguenza, imparare a
conoscere meglio la storia di scritti che furono copiati e ri-
copiati per secoli.
La tesi illustrata in questo capitolo e che tal volta i pas-
si del Nuovo Testamento furono modificati per motivi di
ordine teologico. Questo avvenne ogni volta che i copisti
si preoccuparono di garantire che i libri dicessero quello
che essi volevano. Qualche volta cio si veri fico a causa
Una pagina del Vangelo di Giovanni tratta da uno dei piu preziosi manoscritti delle dispute teologiche che infuriavano all' epoca. Per
biblici del X secolo: scritto su pergamena color porpora con inchiostro d 'argen.
to . (Va1'geli d'oro di Enrico VIIl, Abbazia di San Mass imino, Trier. The Pierpon t comprendere questo tipo di modifica e necessario sapere
Morgan Library, NY; The Pierpont Morgan Library/Art Resource, NY) qualcosa delle controversie teologiche dei primi secoli
del cristianesimo, i secoli in cui nelle Sacre Scritture fu
introdotta la maggior parte delle alterazioni, prima che
gli scribi «professionisti» diventassero una presenza dif-
fusa e costante.
Alterazioni del testa con motivazioni teologiche 177
II contesto teologico della trasmissione
emerse da questi conflitti su Dio (0 sugH dei) perche un
degIi scritti
gruppo di credenti acquisi piu proseliti di tutti gli altri e
Sappiamo molte cose suI cristianesimo del II e del III seco- decise quali libri dovessero esservi inclusi. Durante iJ II e
10, pressappoco l'epoca fra il completamento della stesura il III secolo, invece, non esisteva alcun canone ne una teo-
de~ libri del ~uovo Testamento e la conversione a questa logia condivisa. Esisteva, al contrario, una grande varieta:
rehglOne delllmperatore romano Costantino che, come ab- gruppi diversi che rivendicavano teologie diverse fondate
biamo visto, cambia tutto. 1 In questi primi due secoli Ie dif- su testi diversi, tutti attribuiti ad apostoli di Gesu.
ferenze teologiche fra i primi cristiani erano assai spiccate. Alcune comunita cristiane sostenevano che Dio avesse
Anzi, a dire il vero erano tali che gruppi che si definivano creato questo mondo, altri che iI vero Dio non 10 avesse
• ,cristiani aderivano a credenze e pratiche che oggi quasi tut- creato (dopotutto e un luogo nefasto), che esso fosse anzi
'ti i fedeli considererebbero senz'altro illegittime.2 il risultato di un disaslro cosmico. Cerano gruppi secon-
N el II e III secolo c' erano cristiani che credevano in un do i quali Ie Sacre Scritture ebraiche erano state date dal
~co Dio, ~l ~re~tore di tutto cia che e. Altri, che pure si de- solo vero Dio, altri che sostenevano che esse apparteneva-
finlvano cnstiaru, sostenevano invece l'esistenza di due di- no al Dio inferiore degli ebrei, che non era il vero Dio.
'versi dei, uno dell'Antico Testamento (il Dio dell'ira) e uno Cerli gruppi affermavano che Gesu Cristo era l'unico Fi-
del Nuovo (iJ Dio di amore e misericordia). Non si trattava glio di Dio, al tempo stesso del tutto umana e del tutto di-
di due diversi aspetti dello stesso Dio: erano proprio due vino, altri proclamavano che Cristo era del tutto umano e
?ivinita ~i~tinte. Si noti che i gruppi in questione, compresi per nulla divino, 0 del tutto divino e per nulla umano, e
1 seguacl dl MarClOne (che abbiamo gia incontrato), asseri- altri ancora che in Gesu Cristo sussistevano due persone
vano che la loro fede era I'autentico insegnamento di Gesu distinte: un essere divino (Cristo) e un essere umano (Ge-
e dei suoi apostoli. Altri gruppi, per esempio i cristiani su). Alcune di queste comunitil credevano che la morte di
gnostici, propugnavano I'esistenza non di due dei soltanto, Cristo avesse portato la salvezza al mondo, altre che la
bensi di dodici. Altri parlavano di trenta, altri ancora di tre- sua morte non avesse nulla ache vedere con la salvezza di
centosessantacinque. Tutte queste comunitil affermavano questo mondo e, infine, altre ancora asserivano che in
di essere cristiane, sostenendo la veridicitil delle proprie realtil Cristo non era mai morto.
· .dottrine, attribuite agli insegnamenti di Gesu e dei suoi se- Nei primi secoli della Chiesa ogni gruppo tentava di

guacl. . convincere gli altri della veritil delle proprie affermazioni
· Come mai questi gruppi non si limitavano a leggere il e ogni punto di vista fu quindi argomento di costante ana-
lisi, dialogo e scambio. Alla fine soltanto una comunitil «si
·Nuovo Testamento per verificare se Ie loro opinioni fosse-
impose» in questi dibattiti e decise quale sarebbe stata la
ro errate? Perche non esisleva alcun Nuovo Testamento. A
fede cristiana; il credo avrebbe affermato che esiste un
quell'epoca tutti i libri che ne fanno parte erano di certo
unico Dio, iI creatore, che suo Figlio Gesu e sia umano che
giil stati scritti, rna ne circolavano molti altri anch'essi at-
. ' divino e che la salvezza e venuta grazie alia sua morte e
tribuiti ad apostoli di Gesu: diversi vangeli, atti, epistole e
resurrezione. Fu questa gruppo a decidere quali libri sa-
· apocalissi contenenti punti di vista assai lontani da quelli
rebbero stati compresi nel canone delle Sacre Scritture.
· •reperibili nei libri che finirono per entrare a far parte del.
Entro la fine del IV secolo la maggioranza dei cristiani
, ,canone neotestamentario. Lo stesso Nuovo Testamento
convenne che iJ canone dovesse inc1udere i quattro vange-
178 Gesu non l'ha mai detto AIterazioni del testa con motivazioni teologiche 179

Ii, gli Atti degli apostoli, Ie lettere di Paolo e un gruppo di benintenzionati, che li modificarono di proposito per ren-
altre lettere come la Prima lettera di Giovanni e la Prima dedi piu assirnilabili alle proprie concezioni teologiche e
lettera di Pietro, insieme all'Apocalisse di Giovanni. E chi meno a quelle dei rispettivi avversari. II primo aspetto di
aveva copiato questi testi? Cristiani delle stesse congrega- cui mi occupero riguarda la tesi, avanzata da alcuni cri-
zioni, cristiani intimamente consapevoli e perfino coin- stiani, che Gesu fosse tanto profondamente umano da non
volti nei dibattiti sull'identita di Dio, sulla posizione delle potere essere divino. Era l'opinione di un gruppo di fedeli
Scritture ebraiche, sulla natura di Cristo e sugli effetti del- che gli studiosi odierni chiamano «adozionisti». II mio as-
Ia sua morte. sunto e che gli scribi cristiani che si opponevano alle idee
II gruppo che si affermo come «ortodosso» (che cioe adozionistiche modificarono i testi in alcuni passaggi per
possedeva quella che considerava «Ia retta dottrina») sta- porre in evidenza che Gesu non era soltanto umano, bensl
bill quindi cosa avrebbero creduto e letto come Sacre anche divino. Potremmo definire queste modifiche «alte-
Scritture le'generazioni cristiane future. Come dovremmo razioni antiadozioniste» delle Sacre Scritture.
chiamare Ie opinioni «ortodosse» prima che diventassero
l'opinione maggioritaria dei cristiani? La scelta migliore e Alterazioni antiadozioniste
forse chiamarle proto-ortodosse, per significare che rap-
presentavano Ie idee dei cristiani «ortodossi» prima che Sappiamo che nel II e nel III secolo diversi gruppi cristiani
questo gruppo si imponesse nelle dispute, piu 0 meno avevano una concezione «adozionista» di Cristo. La dot-
verso I'inizio del IV secolo. trina e definita adozionista perche, secondo i suoi sosteni-
Queste controversie influenzarono gli scribi mentre ri- tori, Gesu non era divino, bensl un essere del tutto uma-
producevano Ie Sacre Scritture? In questa capitolo sosten- no, che Dio aveva «adottato» come figlio al momento del
go appunto tale tesi. Per dimostrarla mi limitero a un uni- suo battesimo. 4
co aspetto delle controversie teologiche del II e del III
secolo, la questione della natura di Cristo. Era umano?
Gli adozionisli del primo cristianesimo
Era divino? Era entrambe Ie cose? Se era entrambe Ie cose,
era due esseri distinti, uno divino e uno umano? Oppure Uno dei gruppi piu conosciuti del cristianesimo primi-
era un unico essere al tempo stesso umano e divino? Si tivo che propugnava una cristologia adozionista fu la set-
tratta di interrogativi che furono alla fine risolti nei credo ta giudeocristiana i cui membri erano noti come «ebioni-
formulati e quindi tramandati fino ai nostri giorni, credo ti». Non sappiamo con certezza perche fossero chiamati
che propugnano I'esistenza di «un unico Signore Gesu cosl. L'origine del nome potrebbe essere stata un'autode-
Cristo», interamente sia Dio sia uomo. Prima che si giun- signazione basata sui termine ebraico ebyon, che significa
gesse a questa formulazione, vi era un dissenso assai dif- «povero». Questi seguaci di Gesu imitavano forse i prirni
fuso e Ie dispute al riguardo ebbero ripercussioni sui no- discepoli rinunciando a ogni cosa per la loro fede e diven-
stri testi delle Sacre Scritture.3 tando volontariamente poveri per amore degli altri.
Per illustrare I' argomento prendero in esame tre aspetti Qualunque fosse I' origine del loro nome, Ie tesi del
della controversia sulla natura di Cristo, analizzando i gruppo sono riferite con chiarezza nelle nostre antiche te-
modi in cui i testi dei libri che sarebbero diventati il Nuo- stimonianze, scritte soprattutto dai loro nemici, che Ii con-
vo Testamento furono cambiati da scribi (senza dubbio) sideravano eretici. Questi seguaci di Gesu erano, come

180 Gesu non tha mai delto Alterazioni del testa con motivazioni tcologiche 181

lui, ebrei; a distinguerli dagli altri cristiani era la loro con- ere Scritture in circolazione nel II e nel III seeolo, testi co-
vinzione che, per seguire Gesu, fosse necessaria essere piati da scribi non professionisti, coinvolti essi stessi in
ebrei. Per gli uomini cia comportava la cireoncisione. Per maggiore 0 minore misura in tali controversie?
uomini e donne significava rispettare la legge ebraica data Le varianti che sembrano essere state introdotte da co-
da Mose, indusi i precetti sull'alimentazione kasher e l'os- pisti che promuovevano un punto di vista adozionista, se
servanza del sabato e delle festivita ebraiche. esistono, sono rare. Tale mancanza di testimonianze non
In particolare, gli ebioniti si distinguevano dagli altri dovrebbe stupire. Se un cristiano adozionista avesse inseri-
eristiani perehe consideravano Gesu il messia ebraico. Es- to Ie proprie teorie nei testi delle Saere Seritture, di eerto
sendo rigorosamente monoteisti, credevano che Dio po- . trascrittori di epoca sueeessiva, ehe seguivano una linea
tesse essere soltanto uno, sostenevano che Gesu non fosse r piu ortodossa, Ie avrebbero corrette. Cia che troviamo, in-
divino, bensl un essere umano non diverse nella sua «na- ! vece, sono esempi in cui i testi sono stati modificati al fine
tura» dal resto di noi. Nato dall'unione sessuale dei suoi I, di contrastare una eristologia adozionista. Tali modifiche
genitori, Giuseppe e Maria, partorito come chiunque altro enfatizzano il fatto ehe Gesu nacque da una vergine, che
(sua madre non era vergine) e poi allevato in una casa non fu adottato al battesimo e che era egli stesso Dio.
ebraica. A renderlo diverse da tutti gli altri era il suo esse-
re piu retto nel seguire la legge ebraica; a causa della sua
Madifiche antiadazianiste del testa
grande rettitudine, Dio 10 aveva adottato come figlio al
suo battesimo, quando una voce era giunta dal delo an- In effetti, abbiamo gia visto una variazione testuale col-
nunciando che egli era il figlio di Dio. Da quel momento, legata a questa controversia eristologica nella disamina
Gesu si era sentito chiamato a compiere la missione cui fatta nel IV capitolo circa Ie ricerche testuali di J.J. Wett-
Dio 10 aveva destinato: morire sulla croce, come giusto sa- stein. Wettstein esamino il Cadex Alexandrinus, ora presso
crificio per i peccati degli altri. In fedele obbedienza alla la British Library, e stabili ehe nella Prima lettera a Tuno-
sua voeazione 10 feee e Dio onoro il suo sacrificio resusci- teo 3,16, nel punto in cui la maggior parte dei manoseritti
tandolo dai morti e innalzandolo al cielo, dove si trova di epoca piu tarda parla di Cristo come di «Dio reso mani-
ancora in attesa di tornare come giudice sulla terra. festo nella carne», il manoscritto antico parlava, invece, di
Secondo gli ebioniti, dunque, Gesu non era preesisten- Cristo «il quale fu reso manifesto nella carne». In greco il
te, non era nato da una vergine, non era egli stesso divino. cambiamento e minimo: si tratta della differenza fra un
Era un uomo giusto, eecezionale, che Dio aveva seelto e theta e un omicron, che si somigliano molto (ElL e OL).
posto in un rapporto particolare con se stesso. Uno seriba aveva modificato la lezione originale, in modo
In risposta alle teorie adozioniste, i eristiani proto-orto- tale che non si leggesse piu «il quale», bensl «Dio» (reso
dossi sostenevano ehe Gesu non era «meramente» uma- manifesto nella carne).
no, bensl era divino, in un certo senso Dio stesso. Era nato In altre parole, questo correttore, in un secondo mo-
da una vergine, era piu giusto di chiunque altro perche mento, modifieo il testa per sottolineare la divinita di Cri-
era diverse per natura e al suo battesimo Dio non 10 aveva sto. Sorprende notare che la stessa correzione ebbe luogo
resa suo figlio (per adozione), rna aveva soltanto afferma- in quattro altri antichi manoscritti della Prima lettera a Ti-
to ehe era suo figlio, come 10 era dall'eternita. moteo, che furono tutti modificati dai rispettivi correttori
In che modo queste dispute influirono sui testi delle Sa- nella stesso modo, cosl da chiamare esplicitamente Gesu

182 Gesu non l'ha mai detto Alterazioni del testa con motivazioni teologiche 183

«Dio». Questo divenne il testo base di gran parte dei ma- sperata ricerca di Gesll, Maria 10 trova nel Tempio, tre
noscritti bizantini pill tardi (cioe medievali) e quindi di giomi pill tardi, e 10 rimprovera: «tu~ padre e io, ango-
gran parte delle prime traduzioni. sciati, ti cercavamo!». Ancora una volta, alcuni scribi eli-
I nostri pill antichi e migliori manoscritti, tuttavia, par- minarono il problema, questa volta limitandosi ad altera-
lana di Cristo «che» si manifesto nella came, senza defini- re il testa in modo che recitasse: «Noi ti cercavamo!» (Le
re Gesll Dio a ehiare lettere. II cambiamento che giunse a 2,41-48).
dominare i manoscritti medievali, dunque, fu attuato per
enfatizzare la divinitit di Gesll in un testa che, al riguardo, Nei nostri manoscritti una delle varianti antiadozioniste
era nel migliore dei casi ambiguo. Questo sarebbe un pill interessanti si presenta proprio dove sarebbe prevedi-
, esempio di modifica antiadozionista, un'alterazione del bile, ossia nel racconto del battesimo di Gesll in Giovanni,
testo introdotta per contrastare la tesi che la natura di Ge- nel punto in cui molti adozionisti sostenevano che Gesll
Sll fosse in tutto e per tutto umana, non divina. fosse stato scelto da Dio come figlio adottivo. Nel Vangelo
Altri cambiamenti in senso antiadozionista ebbero luo- di Luca, come in quello di Marco, quando Gesll viene bat-
go nei manoscritti che testimoniano la gioventll di Gesu tezzato il cielo si apre, 10 Spirito discende su di lui sotto for-
nel Vangelo di Luca. In un punto si dice ehe quando Giu- ma di una colomb a e dall'alto viene una voce. I manoscritti
seppe e Maria portarono Gesll al Tempio e il pio Simeone del Vangelo di Luca, tuttavia, sono in contrasto tra loro ri-
10 benedisse, «il padre suo e la madre si stupivano delle guardo aile precise parole di questa voce. Stando alia mag-
cose che si dicevano di lui» (Le 2,33). II padre suo? Come gior parte dei testi, essa pronuncia Ie stesse parole che si
poteva il testa definire Giuseppe padre di Gesu, se Gesu trovano nel racconto di Marco: «Tu sei il Figlio mio predi-
era nato da una vergine? Non meraviglia che un gran nu- letto, in te mi sono compiaciuto» (Me 1,11; Le 3,22).
mero di scribi abbia modificato il passo eliminando que- In un antico manoseritto greeo e in diversi manoscritti
sto potenziale problema: «Giuseppe e sua madre si stupi- latini, invece, la voce dice qualcosa di assai diverso: «Tu
vano ... ». In tal modo il testo non avrebbe potuto essere sei mio Figlio, oggi ti ho generato». Oggi ti ho generato!
usato da un cristiano adozionista per sostenere che Giu- Questo non suggerisce forse che il giomo del suo battesi-
seppe era il padre del bambino. mo e il giomo in cui Gesll e diventato il Figlio di Dio? Un
Un fenomeno analogo si verifica qualche versetto pill cristiano adozionista non potrebbe forse servirsene per
avanti, nel raeconto di Gesu dodicenne nel Tempio. L' epi- sostenere che Gesll divenne il Figlio di Dio in quel mo-
sodio e noto: Giuseppe, Maria e Gesll partecipano a una men to? Dato il particolare interesse di questa variante, Ie
festa a Gerusalemme, rna quando il resto della famigliola dedicheremo un esame pill approfondito, a ulteriore illu-
si dirige a casa insieme alia comitiva, Gesu, all'insaputa strazione della complessitit dei problemi affrontati dai cri-
dei genitori, rimane indietro. Come diee il testo: «senza tici tes tuali.
che i genitori se ne accorgessero». Ma perche il testo parJa La prima questione da risolvere e la seguente: quale·
dei suoi genitori quando Giuseppe non e davvero suo pa- delle due forme del testo di Luca e originale e quale rap-
dre? Numerose testimonianze testuali «risolvono» il pro- presenta l'alterazione? Quasi tutti i manoscritti greci ri-
blema riformulando il testa: «Giuseppe e sua madre non portano la prima lezione «<Tu sei il Figlio mio prediletto,
10 sapevano». E qualche versetto pill oltre accade di nuo- in te rni sono compiaciuto»), per cui si sarebbe tentati di
yo, quando, dopo illoro ritomo a Gerusalernme alla di- considerare l'altra come l'alterazione. In questa caso il
184 Gesu non l'ha mai detto Alteraziani del testo con motivazioni teologiche 185

problema e che il versetto fu molto citato dai Padri della era nato come «il Cristo», rna in uno dei discorsi degli Atti
Chiesa nel periodo antecedente aIIa produzione deIIa si dice che e diventato il Cristo al suo battesimo (At 10,37-
maggior parte dei nostri manoscritti. Nel II e III secolo 38) e in un altro passo che Gesu divenne il Cristo alIa sua
viene menzionato ovunque, a Roma, ad Alessandria, in resurrezione (At 2).
Nordafrica, in Palestina, in Gallia e in Spagna. Ed e quasi Come possono essere vere tutte queste cose? Sembra
sempre l' altra forma del testo a essere citata: «Oggi ti ho che per Luca fosse importante porre in evidenza i mo-
generato». . menti fondamentali deII'esistenza di Gesu ed enfatizzarne
Per giunta, questa forma e la piu diversa da cio che si il carattere vitale per la sua identita (per esempio come
trova nel brano parallelo di Marco. Come abbiamo vis to, Cristo). Lo stesso vale per I'interpretazione che l'evangeli-
gli scribi tendevano ad armonizzare i testi piuttosto che a sta fa di Gesu come «Signore». In Luca 2,11 viene detto
turbarne I' armonia, dunque e piu probabile che la forma che egli e nato come Signore e, in Luca 10,1, viene chiama-
del testo che si discosta da Marco sia I' originale di Luca. to «il Signore» durante la sua vita, mentre in Atti 2,29-38 si
Queste argomentazioni suggeriscono che la lezione meno rivela che divenne il Signore alIa sua resurrezione.
documentata (<<Oggi ti ho generato») sia in realtil I'origi- Per Luca e importante I'identita di Gesu come Signore,
nale, modificata da scribi che ne temevano Ie sfumature Cristo e Figlio di Dio, rna, a quanta pare, non 10 e I' ora in
adozioniste. cui essa e stata assunta. Gesu e tutte queste cose in mo-
Alcuni studiosi, tuttavia, sono di parere opposto e affer- menti cruciali della sua vita, per esempio nascita, battesi-
manu che Luca non poteva aver fatto dire alIa voce du- •
mo e resurreZlOne.
rante il batte,imu: «Oggi ti ho genera to» perche gia prima Sembra, dunque, che in origine nel racconto di Luca del
di questo punto nel racconto di Luca e chiaro che Gesu e il battesimo di Gesu la voce venisse dal delo per dichiarare:
Figlio di Dio. In Luca 1,35, prima deIIa nascita di Gesu, «Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato»: E probabile che
I'arcangelo Gabriele annuncia alIa madre Maria: «Lo Spi- Luca non volesse dare adito a un'interpretazione adozio-
rito Santo scendera su di te, su di te stendera la sua ombra nista perche, dopo tutlo, aveva gia fornito (nei capitoli 1-
la potenza deII'Altissimo. Colui che nascera sara dunque 2) un resoconto deIIa nascita verginale di Gesu. In seguilo,
santo e chiamato Figlio di Dio». In altre parole: per Luca, pero, i cristiani che leggevano Luca 3,22 rimasero forse
Gesu era gia il Figlio di Dio alla sua nascita. Secondo que- colpiti daIIe sue potenziali implicazioni, data I' apparente
sto ragionamento non era possibile dire che Gesu fosse di- apertura a un'interpretazione adozionista. Per evitare che
ventato Figlio di Dio al suo battesimo, dunque la lezione qualcuno intendesse it testa in tal senso, alcuni copisti
piu documentata, «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te rni proto-ortodossi 10 modificarono rendendolo del tutto
sono compiaciuto», sarebbe l'originale. conforme a Marco 1,11. Cosi, invece di dire che Gesu era
11 guaio di questa linea di pensiero e che, per quanta a stato generato da Dio, la voce dice soltanto: «Tu sei il Fi-
prima vista convincente, non tiene conto di quale sia in glio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto». Si tratta,
generale l' uso delle designazioni di Gesu in tutta l' opera in aItri termini, di una modifica antiadozionista del testo.
di Luca (non solo nel vangelo, rna anche neII'altro suo ,
scritto, gli Atti). Consideriamo, per esempio, queIIo che Concludiamo questa parte deII' analisi rilevando un'al-
Luca dice di Gesu come «messia» (che e la parola ebraica tra modifica di tal genere. Come per la Prima lettera a Ti-
per il termine greco «Cristo»). Stando a Luca 2,11, Gesu moteo 3,16, essa riguarda un testo alterato da uno scriba
,
186 Gesu non l'ha mai detto Alterazioni del testa con motivazioni teologiche 187
,
per affermare con forza che Gesu deve essere considerato zione sia, in realtit, quella corretta. II Vangelo di Giovanni
a tutti gli effetti Dio. II brano si presenta nel Vangelo di usa l'espressione «unico Figlio» (talvolta tradotta erronea-
Giovanni, vangelo che piu degli altri del Nuovo Testamen- mente come «Figlio unigenito») in diverse altre occasioni
to giit compie notevoli passi verso l'identificazione di Ge- (si veda Gv 3,16.18), rna in nessun altro luogo parla di Cri-
su come divino (si veda, per esempio, Giovanni 8,58; 10,30; . sto come dell' «unico Dio».· Inoltre, cosa significherebbe
20(28). Tale identificazione e di particolare effetto in un chiamare cosi Cristo? II termine unico in greco significa
brano il cui testa originale e oggetto di un'accesa disputa. «solo nel suo genere». Puo esservi solo uno che sia «solo
I primi diciotto, versetti di Giovanni sono chiamati tal- nel suo genere». II termine unico Dio deve riferirsi a Dio
volta «Prologo». E qui che Giovanni parla del <Nerbo di Padre stesso, altrimenti non sarebbe unico. Se tuttavia il
Dio» che era «in principio presso Dio» e che «era Dio» (vv. termine e riferito al Padre, come pub essere usato per il Fi-
1-3). Questo Verbo di Dio creo tutto do che esiste. II la for- glio? Considerato che l'espressione piu comune (e com-
ma di comunicazione di Dio con il mondo, il Verbo e il prensibile) nel Vangelo di Giovanni e «!'unico Figlio»,
modo in cui Dio manifesta se stesso ad altri. E a un certo sembra che , queUo fosse il testa in origine scritto in Gio-
punto leggiamo: «II Verbo si fece came e venne ad abitare vanni 1,18. E ancora una visione assai esaltata di Cristo: e
in mezzo a noi». In altre parole, il Verbo di Dio divenne «l'unico Figlio nel seno del Padre». Ed e colui che spiega
un essere umano (v. 14). Questo essere umano era «Gesu Dio a tutti gli altri.
Cristo» (v. 17). Secondo tale interpretazione, dunque, Ge- Ciononostante, pare che alcuni scribi, forse localizzati
su Cristo rappresenta I' <dncarnazione» del Verbo di Dio, ad Alessandria, non fossero soddisfatti neppure di questa
che in principio era presso Dio ed era Dio stesso, tramite il visione esaltata di Cristo, e COS1 la resero ancora piu esal-
quale Dio ha creato tutte Ie cose. tata, trasformando il testo. Cristo non e piu soltanto I'uni-
II Prologo si conclude poi con alcune parole sorpren- co Figlio di Dio: e 10 stesso unico Dio! Anche questa, dun-
denti, attestate in due forme diverse: «Dio nessuno I'ha que, sembra essere una modifica antiadozionista del testo
mai visto, rna l'unico Figlio /l'unico Dio, che e nel seno del introdotta da scribi proto-ortodossi del II secolo.
Padre, egli 10 ha rivelato» (v. 18).
II problema testuale riguarda I'identificazione di questa
Alterazioni antidocetiche
«unico»: deve essere identificato come I' «unico Dio nel se-
no del Padre» oppure come I' «unico Figlio nel seno del Pa- AU'estremo teologico opposto rispetto agli ebioniti giu-
dre»? La prima lezione, biSogna ammetterlo, e quella pre- deocristiani e alia loro cristologia adozionista si trovava-
sente nei manoscritti piu antichi e considerati in genere i no gruppi di cristiani noti come docetisti.5 II nome deriva
migliori, quelli della famiglia testuale alessandrina. Tutta- dalla parola greca dokeo, che significa «sembrare» oppure
via si nota che di rado si trova in manoscritti non associati «apparire». I docetisti sostenevano che Gesu non fosse un
con Alessandria. II possibile che sia una variante testuale essere di natura umana, rna solo (e soltanto) di natura di-
creata da uno scriba ad Alessandria e divulgata nell' area? vina; la sua umanitit era solo una «sembianza» 0 «appa-
Cio spiegherebbe perche la grande maggioranza dei ma-
noscritti di ogni altro luogo riporti I' altra versione, in cui
Gesu non e definito l'unico Dio, bensi I'unico Figlio. La traduzione di norma reperibile neUe Sibbie italiane e proprio {{tmigenito~) e
It

Esistono altre ragioni per pensare che quest' ultima le- non «uniCOI), (Nd1)
188 ,
Gesu non l'ha mai detto Alterazioni del testa con motivazioni teologiche 189

renza», dava l'impressione di sentire fame, sete e dolore, Tutte queste cose non erano che apparenza. Tuttavia, poi-
di sanguinare, di morire, Dal momenta che Gesu era Dio, che Gesu sembrava morire (un sacrificio in apparenza
non poteva essere veramente uomo, Era solo sceso sulla perfetto), il Dio degli ebrei accettava la sua morte come
terra con «sembianze» umane. ammenda per i peccati. Tutti coioro che 10 credono saran-
no salvati da questo Dio.
Gli autori proto-ortodossi come Tertulliano confutaIO-
I docetisti del primo cristianesimo
no con energia questa teologia, asserendo che, se Cristo
II docetista forse piu famoso dei primi secoli del cristia- non fosse stato un vero essere umano, non avrebbe potuto
nesimo e il filosofo e maestro Marcione. Sappiamo molte salvare altri esseri umani, che se non avesse davvero spar-
cose su Marcione perchE' Padri della Chiesa proto-ortodos- so il suo sangue, esso non avrebbe potu to portare salvez-
si, come Ireneo e Tertulliano, consideravano Ie sue dottrine za, che se non fosse morto davveIO, questa morte «appa-
un' autentica minaccia e per questo ne scrissero in maniera rente» non avrebbe giovato a nessuno. Tertulliano e altri
diffusa. In particolare, conserviamo ancora un' opera in presero dunque posizione sostenendo con forza che Gesu,
cinque volumi di Tertulliano, intitolata Contra Marcione, in pur essendo di natura divina (a dispetto di cia che affer-
cui la sua interpretazione della fede e spiegata e attaccata mavano gli ebioniti e altri adozionisti) era anche umano,
in dettaglio. Questo trattato polemico consente di distin- Era fatto di carne e sangue e poteva sentire dolore; san-
gue~e Ie linee principali del pensiero di Marcione. guina e morl davveIO, fu davveIO, fisicamente, resuscitato
Come abbiamo vis to,. Marcione sembrava essersi ispi- dai morti, e davveIO, fisicamente, saIl al cielo, dove ora si
rato all'apostolo Paolo, che considerava l'unico vero se- trova in attesa di tornare, fisicamente, in gloria.
guace di Gesu. In alcune delle sue lettere, Paolo distingue
fra la legge e il vangelo, sostenendo che una persona vie-
Modifiche antidocetiche del testa
ne resa accetta a Dio per la fede in Cristo (il vangelo) e
non per il compimento delle opere prescritte daUa legge II dibattito sulle cristologie docetiche influenza i copisti
ebraica, Per Marcione questa contrapposizione fra il van- dei libri che alia fine diventarono il Nuovo Testamento.
gelo di Cristo e la legge di Mose era assoluta, al punto che Per illustrare la questione prendero in esame quattro va-
il Dio che aveva da to la legge non poteva certo essere 10 rianti testuali negli ultimi capitoli del Vangelo di Luca,
stesso che aveva dato la salvezza del Cristo. che, come abbiamo visto, era l'unico vangelo accettato da
In altre parole, erano due divinita diverse. II Dio del- , Marcione come scrittura canonica.'
I' Antico Testamento era quello che aveva creato il mondo,
scelto Israele come suo popolo, cui aveva dato la sua leg-
I La prima riguarda il brano del raccorito di Gesu «che
suda sangue», analizzato anche nel V capitolo, dove si e
ge severa. Quando esso la violava (come accadeva), 10 pu- constatato che probabilmente i versetti citati non erano
niva con la morte, Gesu veniva da un Dio superiore, in- originali del Vangelo di Luca. Ricordiamo che il passo de- '
viato a salvare gli uomini dal Dio irato degli ebrei. Non scrive eventi che hanno luogo subito prima dell' arresto di
appartenendo a questo altro Dio, creatore del mondo fisi- Gesu, quando Egli lascia i suoi discepoli per andare a pre-
co, Gesu stesso non poteva essere parte di questa mondo gare da solo, implorando che il calice della sofferenza sia
fisico, Di conseguenza, non poteva essere stato partorito allontanato da lui, rna chiedendo che sia fatta la «volonta»
ne avere un corpo fisico, sanguinare 0 morire veramente. di Dio, Poi, in alcuni manoscritti, leggiamo i versetti con-
190 Gesu non l'ha mal detto Alterazioni del testa con motivazioni teologiche 191

troversi: «Gli apparve allora un angelo dal cielo a confor- Gesil. non si limitava a «sembrare» un essere umano, rna
tarlo. In preda all'angoscia, pregava piil. intensamente; e il 10 era davvero, sotto ogni aspetto. Dal momenta che, co-
suo sud ore divento corne gocce di sangue che cadevano a rne abbiamo visto, tali versetti in origine non facevano
terra» (vv. 43-44). parte del Vangelo di Luca, appare dunque probabile che
Nel V capitolo ho sostenuto che i versetti 43-44 distur- siano stati aggiunti in funzione antidocetica, giacche de-
bane la struttura del brano, che senza di essi risulta essere scrivevano cosl bene la vera umanita di Gesil..
un chiasmo con l'attenzione incentrata sulla preghiera di
Gesil. affinche sia fatta la volonta di Dio. Inoltre, ho sugge- Per i cristiani proto-ortodossi enfatizzare che Cristo era
rito che tali versetti contengono una teologia del tutto di- un vero uomo in came e ossa era importante in quanto
versa da quella altrimenti tipica della narrazione di Luca erano proprio it sacrificio della sua came e il versamento
della Passione. Altrove Gesil. e sempre sereno e padrone del suo sangue a portare la salvezza: non in apparenza,
della propria situazione. In effetti, Luca ha fatto di tutto bens! in realti\. Nel racconto di Luca delle ultime ore del
per eliminare dal racconto ogni traccia dell'angoscia di Ge- Maestro c'e un'altra variante testuale che pone in rilievo
sil.. Non soltanto questi versetti non figurano in testimo- questa realta. Si presenta nell'episodio dell'ultima cena di
nianze importanti e antiche, rna sono in contrasto con il ri- Gesil. con i suoi discepoli. Uno dei nostri piil. antichi ma-
tratto di Gesil. di fronte alla morte delineato altrove nel noscritti greci e diverse testimonianze latine
.
recitano:
,
vangelo dell' apostolo.
E preSQ un calice, rese grazie e disse: «Prendete e distribuitelo
Corne mai gli scribi Ii aggiunsero al racconto? Ora sia- fra vail poiche vi dieo che d/ora in poi non berra piu del frutto del-
mo in grade di rispondere a questa domanda. Si ricordi la vite, finche non venga il regno di Dio». Poi, presQ un pane, rese
che questi versetti sono citati tre volte da autori proto-or- grazie, 10 spezzo e 10 diede loro dicendo: «Questo e il mio corpo.
todossi della meta e del tardo II secolo (Giustino martire, Ma eecD, la mano di colui che mi tradisce e con me sulla mensa» (Lc
22,17-19).
Ireneo di Gallia e Ippolito di Roma) e, fatto ancor piil. inte-
ressante, ogni volta che vengono menzionati e per respin- Nella maggioranza dei manoscritti, tuttavia, c'e un'ag-
gere la tesi che Gesil. non fosse un vero essere umano. In giunta al testo, aggiunta che suonera familiare a molti let-
altri termini, il profondo tormento secondo questi versetti tori della Bibbia, poiche e approdata in gran parte delle
sperimentato da Gesil. fu assunto a dimostrazione deIl'au- traduzioni modeme. Nel passo, dopo avere affermato:
tenticita della sua natura umana e della sua capacita di «Questo e il mio corpo», Gesil prosegue con Ie parole:
soffrire corne il resto di noi. Cosl, per esempio, I' antico , «che e dato per voi; fate questo in memoria di me»; e in
apologeta cristiano Giustino, dopo avere osservato che , ,,
,
modo analogo, con i1 calice in mano, dopo avere cenato
<<10 copriva un sudore corne di gocce di sangue mentre dice: «Questo e il calice della nuova alleanza nel mio san-
pregava», sostiene che cia dimostrava «che il Padre aveva gue, che viene versa to per voi».
voluto che il Figlio suo patisse veramente queste sofferen- Sono Ie familiari parole dell' «istituzione» della mensa
ze per causa nostra», affinche «non dicessimo che lui, Fi- eucaristica, conosciute in una forma assai simile anche
glio di Dio qual era, non percepiva nulla di quanto gli ca- tramite la Prima lettera di Paolo ai corinzi (1 Cor 11,23-25).
pitava».8 . A dispetto della familiarita, vi sono buoni motivi per rite-
In sintesi, Giustino e i suoi colleghi proto-ortodossi rite- nere che in origine questi versetti non fossero nel Vangelo
nevano che questi versetti illustrassero con chiarezza che di Luca e che vi siano stati aggiunti per sottolineare che
192 Gesu non l'ha mai detto Alterazioni del testa con molivazioni teologiche 193
erano il corpo spezzato di Gesu e il suo sangue versato a In altre parole, per Luca la morte di Gesu induce al pen-
portare la salvezza «per voi»_ E- difficile spiegare perche timento ed e questo pentimento a portare la salvezza. Ma
uno scriba avrebbe omesso questi versetti se fossero stati non e questo che traspare dai controversi versetti as senti
originali di Luca (non vi e alcun omeoteleuto, per esem- da a!cune delle nostre prime testimonianze: qui la morte
pio, che spieghi un'omissione), specie se si considera che, di Gesu e descritta come una espiazione «per vok
aggiungendoli, il senso risulta tanto chiaro e semplice. Pare che in origine tali versetti non facessero parte del
Eliminandoli, anzi, l'impressione generale e che il testo Vangelo di Luca. Perche dunque vi furono aggiunti? In
suoni un po' mutilo. La scarsa familiaritii. della versione una disputa successiva con Marcione, Tertulliano rilevava:
breve (cioe priva dei versetti) potrebbe essere stata la ra-
Percio Cristo, che gettava luce sulle case del passato, definendo
gione che indusse gli scribi a introdurre I'aggiunta. «pane)) it suo corpo spiego con chiarezza che cosa aveva voluto al-
Va inoltre detto che, per quanto familiari all' orecchio, lora che significasse il pane. COS! anche, parlando del calice, stabili
qucsti versetti non rappresentano I'interpretazione di Lu- il patto suggellato col suo sangue e conferm" la sua sostanza cor-
ca della morte di Gesu. Un tratto evidente della sua de- porea. Che it sangue puo appartenere solo a un corpo di came ... E
scrizione della morte di Cristo, infatti, e che, per quanta a cosl1a dimostrazione dell'esistenza del corpo si basera. sulla testi-
prima vista possa sembrare strano, mai, in nessun altro monianza della carne, e 1a dimostrazione del1' esistenza dena came
si basera sulla testimonianza del sangue (Conlro Marcione, 4,40).
punto, egli afferma che sia la morte a portare la salvezza
dal peccato. In nessun altro luogo dell'intera opera in due Sembra che questi versetti siano stati aggiunti per met-
volumi di Luca (Vangelo e Atti) la morte di Gesu e defini- tere in evidenza la reaitii. del corpo e della carne di Gesu,
ta «per voh. Di falto, nei due casi in cui la fonle di Luca realmente sacrificato per la salvezza di altri. Puo non esse-
(Marco) spiega che fu con la morte di Gesu che giunse la re stata un'enfasi posta da Luca, rna quella di scribi proto-
salvezza (Me 10,45; 15,39), Luca modifieo Ie parole del testo ortodossi che ne alterarono il testa per contrastare Ie cri-
(oppure Ie elimino). In breve, rispetto a Marco (e a Paolo e stologie docetiche come quella di Marcione.9
ad altri scrittori del primo cristianesimo) Luca offre un'in-
terpretazione di versa del modo in cui la morte di Gesu Un altro versetto che pare essere stato aggiunto al Van-
conduce alia salvezza. gelD di Luca da scribi proto-ortodossi e Luca 24,12, che
II punto di vista che contraddistingue Luca non e diffici- narra gli eventi accaduti subito dopo che Gesu e stato re-
Ie da comprendere se si considera cib che scrive negli Atti, suscitato dai morti. Alcune delle donne del suo seguito si,
dove gli apostoli tengono una serie di discorsi per converti- recano al sepolcro, scoprono che egli non e n e vengono
re i non credenti alia fede. In nessuno di questi discorsi (per informate che e stato resuscitato. Tomano indietro per co-
esempio nei capitoli 3, 4 e 13) gli apostoli affennano che la municarlo ai discepoli, che rifiutano di prestar loro fede
,
morte di Gesu porti I' espiazione dei peccati. Non che la I perche la considerano «un'allucinazione». Poi, in molti
morte di Gesu non sia importante. Per Luca e estremamente I, manoscritti, si trova il passo del versetto 24,12: «Pietro
importante, ma non in quanto espiazione. La morte di Ge- tuttavia corse al sepolcro e chinatosi vide solo Ie bende. E
su ecia che permette ai credenti di rendersi conto della pro- tomb a casa pieno di stupore per I'accaduto».
pria colpa davanti a Dio (poiche egli morl pur essendo in- Esistono ottime ragioni per pensare che in origine questa
nocente). Riconosciuta la propria colpa, essi si rivolgono a versetto non rientrasse nel Vangelo di Luca. Vi figura un
Dio nel pentimento ed Egli perdona i lora peccati. gran numero di tratti stilistici altrove assenti in Luca, com-
194 Gesil non tha rnai detto Alterazioni del testa con rnotivazioni teologiche 195

presa la maggior parte delle parole chiave del testo, come Non solo Gesli soffr! e morl fisicamente, e fu resuscitato
«chinatosi» e «bende» (in precedenza nel racconto era statu fisicamente: per i proto-ortodossi fu anche fisicamente in-
usato un termine diverso per illenzuolo funebre di Gesli). nalzato al cielo. Un'ultima variante testuale da prendere
Inoltre, e difficile capire perclH~ qualcuno dovrebbe aver eli- in considerazione si ha alla fine del Vangelo di Luca, dopo
minato questa versetto, se davvero costituiva parte del Ia resurrezione (rna 10 stesso giorno). Gesli ha parlato per
vangelo (anche in questo caso, non esiste alcun omeoteleu- l'ultima volta ai suoi diseepoli, poi si a!lontana da Ioro:
to 0 altro che possa rendere conto di un'omissioneacciden-
Mentre Ii benediceva si staeco da lora, ed essi tornarono a Geru-
tale). Corne hanno osservato numerasi Iettori, it versetto salemme con grande gioia (Lc 24,51-52).
suona molto simile a un riassunto eli un episodio ·del Van-
gelo di Giovanni (20,3-10), dove Pietro e il «discepolo pre- E interessante osservare, tuttavia, ehe in a!cune de!le
diletto» corrono al sepolcro e 10 trovano vuoto. Potrebbe es- nostre testimonianze pili antiche, compreso it Codex Sinai-
sere che qua!cuno abbia aggiunto al Vangelo di Luca un ticus di Alessandria, esiste un' aggiunta al testo.lO Dopo
episodio analogo in forIlla pili sintetica? avere rivelato che «si staceD da Ioro», in questi manoscritti

In questa caso, si tratterebbe di un'aggiunta di eccezio- si afferma «e fu innalzato al cielo». E un' aggiunta pre-
nale utilita per confermare la posizione proto-ortodossa gnante perehe sottolinea Ia fisicita del distacco di Gesli al-
secondo cui Gesli non fu soltanto una sorta di spirito, Ia sua ascensione (invece del blando «si stacco»). Questa
bensl ebbe un autentico corpo fisico. Inoltre, cia veniva ri- variante e interessante anehe perche 10 stesso autore, Lu-
conosciuto proprio da Pietro, it capo degli apostoli. Cosl, ca, nel suo altro volume, gli Atti, narra di nuovo l' ascensio-
invece di Iasciare che I'episodio del sepolcro VUOlO rima- ne di GesiL al cielo, rna dichiara in modo esplicito che ebbe
nesse un' «allucinazione» di qualche donna non degna di luogo «quaranta giorni» dopo la resurrezione (At 1,1-11).
fede, it testa dimostrava ora che la storia non era solo cre- t
I
Cia rende difficile credere che avesse scritto la frase in
dibite, rna vera: l'aveva verificata addirittura Pietro (un ! questione in Luea 24,51, poiche di sicura non pensava che
uomo, si potrebbe supporre, degno di fiducia). E, fatto an- GesiL aseese al cielo nel giorno della sua resurrezione se
cor pili importante, questo versetto enfatizza Ia natura fi- all'inizio del suo secondo volume rivela ehe questa aeead-
sica della resurrezione, perche I'unica cosa rimasta nel se- de quaranta giorni piiL tardi. Ne va dimenticato ehe altro-
po!cra e Ia prova fisica del fatto: Ie bende che avevano ve nel suo vangelo e negli Atti la parola chiave (<<fu innaI-
coperto it corpo di Gesli. Si trattava della resurrezione zato») non compare maL
corporea di una vera persona. Ancora una volta, Tertullia- Perche qualcuno avrebbe aggiunto queste parole? Sap-
no evidenzia quanto cia sia ritevante: piamo che i cristiani proto-ortodossi desideravano porre
Negata pero la morte [di Cristo], in quanta si nega la carne, nep- in rilievo Ia natura reale, fisica dell' allontanamento di Ge-
pure la resurrezione sara certa. Infatti, Cristo non risorse, cosl come su dalla terra: GesiL se ne ando fisicamente e fisicamente
non e marlo, cioe perche non ebbe la soslanza del carpo, alia quale tomera, portando con se Ia salvezza fisica. Questa era Ia
come appartiene la morte, cosl appartiene anche la resurrezione. loro tesi contro i docetisti, che sostenevano trattarsi solo
Inoltre, posta in dubbio la resurrezione di Cristo, anche la nostra
perisee (Contro Marcione, 3,8). di apparenza. E possibile che uno scriba coinvolto in tali
controversie abbia modificato it suo testa al fine di chiari-
Cristo deve avere avuto un corpo di vera carne, che fu re l'argomento.
davvero, fisicamente, resuscitato dai morti.
I

Alterazioni del testa con motivazioni teologiche 197

AIterazioni antiseparazioniste Si tratta di una verit!! falta di dottrine segrete, «cono-


scenza» (gnosis) esoterica, che puo essere impartita solo da
Un terzo ambito di interesse per i cristiani proto-ortodossi un essere divino del regno dei cieli. Per gli gnostici cristia-
del II e III secolo riguardava i gruppi che consideravano ni, Cristo e questa essere divino che rivela Ie verit!! della
Cristo non unicamente umano (come gli adozionisti) ne salvezza; in molte concezioni gnostiche il Cristo entro nel-
unicamente divino.(come i docetisti), bensi riconoscevano l'uomo Gesu al suo battesimo, gli conferl i poteri del suo
in lui due esseri, uno del tulto umano e l'altro del tutto di- ministero e poi, alia fine, 10 lascit'l morire sulla croce. Per
vino. ll Potremmo definirla una cristologia «separazioni- questa Gesu esclamb: «Mio Dio, mio Dio, perche mi hai
sta» perche divideva in due Gesu Cristo: I'uomo Gesu (so- abbandonato?». Agli occhi di questi gnostici, il Cristo ave-
lo umano) e il Cristo divino (solo divino). va letteralmente abbandonato Gesu (0 10 aveva «lasciato
,
Quasi tutti i fautori di questa concezione sostenevano dietro di se»), rna dopo la sua morte 10 aveva resuscitato
che I'uomo Gesu era state temporaneamente abitato dal- dai morti corne ricompensa per la sua fedelta, e per suo
l'essere divino Cristo, che gli aveva permesso di compiere tramite aveva continuato a insegnare ai suoi discepoli Ie
miracoli e impartire insegnamenti rna, prima delJa sua verita segrete che possono condurre alia salvezza.
morte, 10 aveva abbandonato, costringendolo ad affronta- I cristiani proto-ortodossi trovavano questa dottrina
re da solo la crocifissione. falsa sotto ogni aspetto. II mondo fisico, infatti, non e un
luogo malvagio derivato da un disastro cosmico, benslla
I separazionisti del cristianesimo antico buona creazione dell'unico vero Dio. La salvezza viene
dalla fede nella morte e nella resurrezione di Cristo, non
In genere la cristologia separazionista era propugnata dall' apprendimento della segreta gnosis che pub chiarire
da gruppi di cristiani che gli studiosi hanno denominato la verita della condizione umana. E, cib che piu importa ai
gnostici.1 2 II termine «gnosticismo» deriva dalla parol a nostri fini in questa sede, per i proto-ortodossi Gesu Cri-
greca gnosis, conoscenza, e si riferisce a un'ampia gamma sto non e due, bens! un unico essere, divino e umano a un
di gruppi di cristiani primitivi che enfatizzavano l'impor- tempo.
tanza della conoscenza segreta per la salvezza.
La maggior parte di questi gruppi riteneva che il mon- ..
do fisico in cui viviamo non fosse la creazione dell'unico Modifiche antiseparazioniste del testo
vero Dio, bensl la conseguenza di un disastro nel regno Le controversie sulle cristologie separazioniste svoIsero
divino, in cui uno fra i (molti) esseri divini era state escIu- un loro ruolo nella trasmissione dei testi destinati a diven-
so per qualche misteriosa ragione dai luoghi celesti. Dopo tare il Nuovo Testamento. Nel V capitolo abbiamo giil. esa-
la sua caduta dalla divinita, questo dio minore aveva crea- rninato una variante di Ebrei 2,9, in cui, nel testo originale,
to il mondo fisico e aveva catturato e imprigionato in cor- si diceva che Gesu era morto «senza Dio». In quell'analisi
pi umani qui sulla terra la scintilla divina che alcuni esseri abbiamo visto che la maggioranza dei copisti aveva accet-
umani hanno dentro di se. Essi hanno bisogno di venire a tato la lezione secondo cui Cristo era morto «per grazia di
sapere la verit!! su chi sono, da dove provengono, come Dio», nonostante cib non rispecchiasse quello che l'autore
sono arrivati qui e come possono tornare. Apprendere aveva scritto in origine. Ma non abbiamo dedicato spazio
questa verita Ii condurra alia salvezza. al motivo per cui gli scribi potevano avere ritenuto che il
198 Gesil non l'ha rna; detto Alterazioni del testa con motivazioni teologiche 199

testo originale fosse potenzialmente pericoloso e pertanto versa: «Mio potere, 0 potere, mi hai abbandonato!». Ancor
valesse la pena modificarlo. Avendo illustrato in breve iI piu sorprendente e il testa gnostico noto come Vangelo di
contesto delIe interpretazioni gnostiche di Cristo, la modi- Filippo, in cui il versetto viene citato e poi interpretato in
fica assume ora un senso piu chiaro. Secondo Ie cristologie senso separazionista:
separazioniste, infatti, Cristo era proprio morto «senza
Dio», poiche presso la sua croce I'elemento divino che 10 «Dio mio, Dio mia, perche 0 Signore, mi hai abbandonato?»
J

Perche fu sulla croce che pronuncio queste parole, fu infatti lit che
aveva abitato 10 aveva abbandonato, lasciando Gesu a mo- venne diviso.
rire da solo. Consci che il testo poteva essere usato a soste-
gno di questa tesi, i copisti cristiani avevano introdotto un I cristiani proto-ortodossi conoscevano sia questi van-
cambiamento semplice, rna profondo. Invece di rivelare geli che Ie rispettive interpretazioni del momenta culmi-
che la sua morte era avvenuta senza Dio, il testa sosteneva nante della crocifissione di Gesu. Percio non desta forse
ora che la morte di Cristo era stata «per grazia di Dio». Si grande meraviglia che il testa del Vangelo di Marco sia
tratta dunque di un'alterazione antiseparazionista. state modificato da alcuni scribi in modo da eludere la
Un secondo interessante esempio del fenomeno si pre- spiegazione gnostica. In tm manoscritto greco e in diverse
senta piu 0 meno dove sarebbe prevedibile trovarlo: in un testimonianze latine Gesu non pronuncia il tradizionale
racconto evangelico delIa crocifissione di Gesu. Come ho «grido di abbandono» del Salmo 22, bensl chiede a gran
gia accennato, nel Vangelo di Marco Gesu e silenzioso du- voce: «Dio mio, Dio mio, perche mi hai beffato?».
rante tutta la crocifissione. I sol dati 10 crocifiggono, gli Questo cambiamento del testo offre una lezione interes-
astanti e Ie autorita ebraiche 10 schenliscono, curne pure i sante e particolarmente adatta al contesto letterario. Co-
due malfattori che vengono crocifissi insieme a lui, rna egli me gia osservato, infatti, a questo ptmto del racconto qua-
non dice una parola, fino alI'ultimo momento, quando la
I
I• si tutti hanno deriso Gesu: Ie autorita ebraiche, i presenti
morte e vicina e Gesu grida Ie parole del Salmo 22: «Elol, i ed entrambi i ladroni. Con questa variante, anche Dio stes-
EloI, lema sabactani», che tradotte significano: «Dio mio, I so si sarebbe preso gioco di Gesu. Disperato, questi lancia
Dio mio, perche mi hai abbandonato?» (Me 15,34). . dtmque tm alto grido e muore. E una scena potente, piena
E interessante notare che, stando alIo scrittore proto-or- t
• di pathos .
todosso Ireneo, Marco era iI vangelo preferito da coloro . Questa lezione, tuttavia, non e originale, come dimo-
«che separavano Gesu da Cristo» i vale a dire dagli gnosti- stra la circostanza delIa sua assenza in quasi tutte Ie no-
ci che abbracciavano tma cristologia separazionista.13 Vali- stre testimonianze piu antiche e migliori (incluse quelle
de prove indicano che alcuni gnostici interpretavano in del testa alessandrino) nonche il fatto che non corrispon-
modo letterale quest' ultima frase del crocifisso, spiegan- de aile parole che Gesu pronuncia in aramaico (lema sabac-
do che, in quel momento, il Cristo divino si separava da tani, che significa: «perche mi hai abbandonato», non
Gesu (poiche la divinita non puo sperimentare la morta- «perche mi hai beffato»).
Iita e la morte). La testimonianza proviene da documenti I, Ma alIora perche gli scribi cambiarono il testo? Data la
gnostici che riflettono sull'importanza di questo momen- ,
sua utilita per coloro che sostenevano tma cristologia se-
to nelIa vita di Gesu. Cosl, per esempio, il Vangelo apoerifo parazionista, non e difficile comprendeme il motivo. I co-
di Pietro, sospettato da alcuni di contenere tma cristologia pisti proto-ortodossi temevano che il testa potesse essere
separazionista, cita la frase in una forma Iievemente di- usato contro di loro dagli avversari gnostici. Introdussero

I
200 Gesu non l'ha mat delto Alterazioni del testa con motivazioni teologiche 201

un cambiamento importante e adeguato al contesto, per il E probabile che tale variante non possa essere accettata
quale si leggesse che Dio, invece di abbandonare Gesu, 10 come testa «originale» perche e poco documentata: non fi-
aveva beffato. gura, per esempio, in nessuno dei nostri piu antichi e mi-
Come ultimo esempio di una variante di questo genere, gliori manoscritti (anzi, in nessun manoscritto greeo se si
fatta per contrastare una cristologia separazionista, po- . eccettua quest'unica nota a margine).
tremmo prendere in esame un passo che si trova nella Pri- Ma perche un copista cristiano l'avrebbe prodotta? Sem-
ma lettera di Giovanni. Nella forma piu antica del testo bra essere stata creata per consentire un attacco «biblico»
(4,2-3) si legge: aile cristologie separazioniste, nelle quali Gesu e Cristo so-
no separati I'uno dall'altro in entita distinte, oppure, come
Da questa potete riconoscere 10 spirito di Dio: ogni spirito che ri-
conosce in Gesu il Cristo venuto nella came e da Dio; rna ogni spi- proporrebbe questa variante, in cui Gesu viene «liberato»,
rito che non riconosce Gesu, non e da Dio. Questa e Lo spirito del- sciolto dal Cristo. Chiunque sostenga una simile tesi, sug-
l' anticristo. gerisce la variante testuale, non e da Dio, anzi, e un anticri-
st~. Ancora una volta, dunque, abbiamo una variante ge-
E un brano chiaro, diretto: solo coloro che riconoscono nerata nel contesto delle dispute cristologiche del II e del
che Gesu venne nella carne (al contra rio, per esempio,
III secolo.
dell'accettazione della tesi docetista) appartengono a Dio;
coloro che non 10 riconoscono sono contro Cristo (anticri-
sti). Tuttavia, nella seconda meta del brano si ha un'inte- Conclusione
I
ressante variante testuale. Invece di richiamarsi a co lui •

Uno dei fattori che influivano sulle alterazioni dei testi da


«che non riconosce Gesu», diverse testimonianze si riferi- I
• parte degli scribi era il contesto storieo. I copisti cristiani
scono a colui che <<lib era Gesu». Che cosa significa, libera del II e del III secolo erano coinvolti nei dibattiti e nelle
Gesu, e perche questa variante si fece strada in alcuni ma- controversie del proprio tempo e di tanto in tanto Ie loro
noscritti? dispute influenzavano la riproduzione dei testi oggetto di
Per cominciare, vorrei sottolineare che i manoscritti in accesi dibattiti. In aItri termini: qualche volta gli scribi al-
cui compare non sono poi molti. In realta, nelle testimo- •
teravano i testi affinche dicessero cio che gia si credeva si-
nianze greche figura solo a margine di un manoscritto del gnificassero. .
X seeolo (Ms. 1739). Tuttavia, come abbiamo visto, si tratta Non si tratta necessariamente di un fatto negativo, poi-
di un manoscritto interessante, perche pare fosse stato co- che possiamo presumere che la maggioranza degli scribi
piato da un esemplare del IV secolo, e Ie sue note a margine che modificarono i testi 10 abbia spesso fatto senza esser-
riportano i nomi di Padri della Chiesa che disponevano di ne del tutto consapevoIe 0 armata di buone intenzioni.
diverse lezioni per detenninate parti del testo. In questo Tuttavia, la reaIta e che, una volta modificati i testi, Ie pa-
particolare caso, la nota a margine indiea che la lezione «li- role diventavano letteralmente parole diverse, e queste
bera Gesu» era nota a diversi Padri della Chiesa della fine parole modificate influirono necessariamente sull'inter-
del II e III secolo: Ireneo, Clemente e Origene. Inoltre, risul- pretazione che lettori successivi ne diedero.
ta nella Vulgata latina. Fra l'altro, cio dimostra che la va- Fra i motivi di queste alterazioni figuravano Ie dispute
riante era diffusa neI periodo in cui i cristiani proto-orto- teoIogiche del II e del III secolo, poiche talvolta i copisti
dossi discutevano con gli gnostici questioni di cristoIogia. modificarono i testi alia luce delle cristologie adozioniste,
202 Gesu non l'ha rnai detto

docetiste e separazioniste che in quel periodo si contende- VII


vano l'attenzione generale.
11 contesto sociale delle Sacre Scritture
Erano in gioco anche altri fattori storici, fattori legati
meno aile controversie teologiche e pili ai conflitti sociali
dell' epoca, riguardanti argomenti come il ruolo delle don-
ne nelle prime Chiese cristiane, I'opposizione agli ebrei e
la difesa dagli attacchi degli avversari pagani. Nel prossi-
mo capitolo vedremo come questi altri conflitti abbiano
influito sui primi scribi che riproducevano i testi delle Sa-
cre Scritture nei secoli in cui la copiatura dei testi non era
ancora competenza di professionisti.



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" "".i!:6 j' f. l' . ;..' "y,
,'j r· "" 'i't' Si pub dire con ragionevole certezza che la copiatura dei
testi del primo cristianesimo fu nel complesso un procedi-
t1'1'-:..;~ . .
· ',,; ' :.a y~~u~~:)· men to «conservativo». Gli scribi, sia i non professionisti
r.!'·~·.L·.--·
q l HQ).\I\1I1nrl' .)t'i" dei primi secoli sia gli amanuensi professionisti del Me-
dioevo, erano decisi a «salvaguardare» la tradizione te-
~ I 'I·Ot??p.,H::.:.fi, . stuale che trasmettevano. La loro principale preoccupa-

• ! I til Hl),f ,.tt .. zione non era quella di modificare la tradizione, bensi di
:~F"j' tift • preservarla per se stessi e per coloro che sarebbero venuti
..f. r':
,~ ~"!.,. • .): M· dopo. La maggioranza tentava senza dubbio di lavorare
. I . in modo Fedele accertandosi che l' opera riprodotta Fosse
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, I uguale a quell a ereditata.

Ciononostante, ai primi testi cristiani furono apportate
Una delle pili antiche cop ie del Vangelo di Matteo, risalente al VI seco lo, scritta delle modifiche. Talvolta (spesso) gli scribi comrnettevano
in caratteri greci s u papiro. (The Pierpont Morgan Library;foto: Tile Pierpont Morgml errori, sbagliando l' ortografia di una parol a, tralasciando
Library/Art Resollrce, NY) una riga 0 anche solo confondendo Ie frasi che avrebbero
dovuto copiare. E di tanto in tanto modificavano il testa
di proposito, introducendovi una «correzione» che in
• realtil finiva per essere un'alterazione di cib che aveva
scritto in origine l'autore .
. Nel capitolo precedente abbiamo esaminato un tipo di
modifica intenzionale, quella legata ad alcune controversie
teologiche che infuriavano nel II e nel III secolo, quando si
verificb la maggior parte dei carnbiamenti della nostra tra-
dizione testuale. Non vorrei destare la falsa impressione
che questo tipo di modifica di ordine teologico si verificas-
se ogni volta che uno scriba si metteva a copiare un brano.
206 Gesu non l'ha rnai detta II contesto sociale delle Sacre Scritture 207

Accadde in modo sporadico. E quando accadde ebbe trattiene in pubblico dialogo con a1cune donne e Ie assiste
profonde ripercussioni sui testo. (Me 7,24-30; Cv 4,1-42). In particolare, Ie donne 10 accom-
In questa capitolo, prenderemo in considerazione altri pagnarono durante il suo ultimo viaggio a Gerusalemme,
fattori contestuali che qualche volta partarono all'alterazio- dove furano presenti alIa crocifissione e dove esse sole gli
ne del testo. In particolare, esamineremo tre tipi di dispute rimasero fedeli fino alla fine, quando i discepoli uomini
evidenti nelle prime comunita cristiane: una disputa di ca- erano fuggiti (MI 27,55; Me 15,40-41). Ma il fatto pill im-
rattere interne suI ruolo delle donne nella Chiesa e due di partante e che ciascuno dei nostri vangeli rivela che fura-
carattere esterno, Ia prima con ebrei non cristiani e Ia secon- no delle donne, Maria di Magdala da sola 0 insieme a di-
da con antagonisti pagani. In ciascun caso vedremo che, in verse compagne, a scoprire il sepolcra vuoto e dunque a
rare occasioni, questi dibattiti svoIsera anche un ruolo nella essere Ie prime a sap ere della resurrezione di Gesll dai
trasrnissione dei testi che gli scribi (essi stessi coinvolti neI- morti e a esserne testimoni (Mf 28,1-10; Me 16,1-8; Le 23,55-
Ie dispute) riproducevano per Ie lora comunita. 24,10; Cv 20,1-2).
E interessante chiededi che cosa nel messaggio di Gesu
attirasse in particolare Ie donne. Quasi tutti gli studiosi ri-
Ledonne
tengono che egli annunciasse l'imminente regno di Dio, in
I dibattiti suI ruoIo delle donne nella Chiesa non rivestira- cui non vi sarebbero pill stati ingiustizia, sofferema e male,
no grande impartanza nella trasmissione dei testi neote- in cui tutti, cicchi e poveri, schiavi e liberi, uomini e donne
stamentari, tuttavia ebbero illoro peso in brani interes- sarebbero stati su un piano di parita. Era un messaggio di
santi e di rilievo. Per comprendere il senso delle tipoJogie speranza che esercitava particoJare fascino sugli emarginati
delle modifiche testuali effettuate e necessaria qualche del tempo: i poveri, i malati, i reietti. E Ie donne.2
infonnazione di base sulla natura di questi dibattiti.! In ogni caso, e chiaro che anche dopo la sua morte il
messaggio di Gesll continuo ad attirare Ie donne. Alcuni
dei primi avversari del cristianesimo fra i pagani, compre-
Le donne nella Chiesa prinzitiva
So per esempio Celso, il critico del II secolo che abbiamo
Gli studiosi moderni hanno ormai riconosciuto che Ie •
incontrato in precedenza, denigravano questa religione
dispute suI ruolo delle donne nella Chiesa primitiva si col pretesto che era seguita soprattutto da bambini, schia-
presentarono proprio perche Ie donne rivestivano un ruo- vi e donne (cioe da coloro che nel complesso , della societa
10, spesso significativ~ e di alto prafilo pubblico. E per di non godevano di una posizione di rilievo). E degno di no-
pill fu cosl fin, dall'inizio, a cominciare dal ministera della ta che Origene, autore della risposta cristiana a Celso, non
stesso Gesll. E vera che i pill stretti seguaci di Gesll, i do- negasse I' accusa, tentando piuttosto di rivoltarla contro
dici apostoli, erano tutti uomini, com'era prevedibile per Celso per dimostrare che Dio puo prendere cia che e de-
un maestro ebreo nella Palestina del I secolo. Ma i nostri bole e investirlo di forza.
pill antichi vangeli rivelano che nei suoi viaggi Gesll era Tuttavia,non e necessario aspettare fino alla fine del II
accompagnato anche da donne e che alcune di esse prav- secolo per scoprire che nelle prime C!tiese cristiane Ie don-
vedevano finanziariamente a lui e ai suoi discepoli, patra- ne svolgevano un ruolo di rilievo. E la netta sensazione
cinando il suo ministero di predicazione itinerante (vedi che ricaviamo gia dall'apostolo Paolo, il primo autore cri-
Me 15,40-41; Le 8,1-3). Gesll viene descritto mentre si in-

stiano Ie cui opere ci siano pervenute. Le sue Iettere conte-
208 Gesu non l'ha rnai detto II contesto sociale delle Sacre Scritture 209

nute nel Nuovo Testamento offrono prove piu che suffi- L'uguaglianza in Cristo puo essersi manifestata nelle
cienti della posizione di preminenza che fin dagli esordi Ie . vere e proprie funzioni di culto delle comunita paoline.
donne detennero nelle comunita cristiane emergenti. Come Invece di essere silenziose «ascoltatrici della parola», Ie
esempio potremmo prendere in considerazione la Lettera donne sembrano essere state attivamente coinvolte nei
di Paolo ai romani, al teI1l1.ine della quale l'apostolo invia i settimanali incontri religiosi, partecipando, per esempio,
suoi saluti a diversi membri della congregazione (capitolo con preghiere e profezie proprio come facevano gli uomi-
16). Benche Paolo vi nomini piu uomini che donne, e chlaro ni (1 Cor 11).
che Ie donne non erano ritenute in alcun modo inferiori aIle Nello stesso tempo, gli interpreti moderni possono ave-
rispettive controparti maschlli nella Chlesa. re I'impressione che Paolo non abbia porta to la sua conce-
Paolo menziona Febe, per esempio, che e diaconessa (0 zione del rapporto fra uomini e donne in Cristo a quella
ministro) nella Chiesa di Cencre e patrona dello stesso che poteva essere considerata la sua conclusione logica.
Paolo, cui egli affida il compito di portare la sua lettera a Per esempio, esigeva che quando Ie donne pregavano e
Roma (vv. 1-2). E Prisca, che insieme al marito Aquila e re- profetizzavano in chiesa 10 facessero a capo coperto, per
sponsabile dell'opera missionaria fra i gentili e ospita la dimostrare di avere sui capo il «segno della potesta» (1
congregazione cristiana nella sua casa (vv. 3-4: si noti che Cor 11,3-16, specie v. 10). In altre parole, Paolo non inco-
viene citata per prima, precedendo il marito). Poi vi sono raggiava una rivoluzione sociale nella relazione fra uomi-
Maria, una collaboratrice di Paolo che lavora ira i romani ni e donne, proprio come non incoraggiava l'abolizione
(v. 6), e Trifena e Triiosa, e Perside, donne che Paolo deiini- della schiavitu pur sostenendo che in Cristo non esiste
see «collaboratrici» nel vangelo (vv. 6-12). E ancora Giulia, «schlavo ne libero». Affermava invece che, poiche «il tem-
la madre di Rufo e la sorella di Nereo; tutte, a quanto pare, po e vicino» (all'avvento del regno), tutti avrebbero dovu-
go dono di un alto profilo nella comunita (vv. 13,15). II caso to essere soddisfatti dei ruoli loro assegnati e nessuno
piu notevole e quello di Giunia, una donna che Paolo defi- avrebbe dovuto tentare di cambiare la propria condizione,
nisce «insigne Era gli apostoli» (v. 7). II gruppo degli apo- fosse essa di schiavo, libera, sposato, nubile, celibe, ma-
stoli era senz'altro piu numeroso dell'elenco dei dodici uo- schio 0 femmina (1 Cor 7,17-24).
mini nota pressoche a tutti. Nel migliore dei casi, il suo puo essere dunque ritenuto
In sintesi, Ie donne sembrano avere svolto un ruolo im- un atteggiamento ambivalente nei confronti del ruolo del-
portante nelle Chlese dell'epoca di Paolo. Entro certi limiti, le donne: erano uguali in Cristo ed erano ammesse a parte-
questa alto profilo era inconsueto nel mondo greco-roma- cipare alia vita della comunita, rna in quanto donne, non in
no. E forse, come ho sostenuto, era fondato sulla proclama- quanto uomini (per esempio, non dovevano togliersi il velo
zione di Gesu che nel regno futuro vi sarebbe stata ugua- e quindi mostrarsi come uomini, senza un segno della
glianza Era uomini e donne. Questo pare essere stato anche «potesta» sulloro capo).
il messaggio di Paolo, come si puo constatare,per esempio, Tale ambivalenza da parte di Paolo ebbe un'interessante
nella sua famosa dichlarazione della Lettera ai galati: ripercussione suI ruolo delle donne nelle Chlese di epoca
Paiche, quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di
successiva. In alcune fu l'uguaglianza in Cristo a essere en-
Cristo. Non e'e piu giudeo ne greeo; non c/e pili schiavo ne libero; fatizzata, in altre la necessitii. che Ie donne restassero subor-
non e'e piu lloma ne dOIUla, poiche tutti voi siete uno in Cristo Ge- dinate agli uomini. Di conseguenza, in alcune Chiese Ie
sil (Gal 3,27-28). donne svolsero ruoli di guida di grande rilievo, in altre, la
210 Gesu non I'lta trUli detto II contesto sociale delle Sacre Scritture 211

loro veste fu ridimensionata e Ie loro voci fatte tacere. Leg- Gli scribi, che copiavano i testi che sarebbero poi dive-
gendo documenti successivi legati aile Chiese di Paolo, pos- nuti Ie Sacre Scritture, furono senza dubbio coinvolti in
siamo vedere che dopo la sua morte nacquero delle dispute questi dibattiti. E talvolta Ie dispute ebbero ripercussioni
sui moli che Ie donne avrebbero dovuto svolgere e alia fine sui testo che veniva copiato, perche alcuni passi furono
si giunse al tentativo di cancellarli del tutto. modificati al fine di riflettere Ie idee di coloro che Ii copia-
Una lettera scritta a nome di Paolo 10 rende evidente. vano. In presenza di un cambiamento di questo tipo, qua-
Nel complesso gli studiosi sono oggi convinti che la Pri- si sempre il testo viene modificato per limitare it ruolo
ma lettera a Timoteo non fu scritta da Paolo, bensl da uno delle donne e ridurre al minimo la loro importanza per il
dei suoi seguaci di seconda generazione. 3 Qui, in uno dei movimento cristiano. In questa sede possiamo esaminare
famosi (famigerati) brani neotestamentari riguardanti Ie solo alcuni esempi.
donne, leggiamo che a loro non deve essere permesso di
insegnare agli uomini, perche furono create inferiori, co- Alteraziani testuali riguardanti Ie danne
me rivelato da Dio stesso nella legge; Dio creb Eva per se-
conda, per l'uomo, e una donna (discendente di Eva) non Uno dei brani piu importanti nella discussione contem-
deve pertanto dettar legge all'uomo (discendente di Ada- poranea suI molo della donna nella Chiesa si trova nella
mo) tramite il suo insegnamento. Inoltre, secondo questa Prima lettera ai corinzi, capitolo 14. Come esposto in qua-
autore, tutti sanno cosa succede quando una donna assu- si tutte Ie nostre modeme traduzioni, il brano recita quan-
me il molo di insegnante: e facile preda dell'inganno (da to segue:
parte del diavolo) e allontana l'uomo dalla retta via. Le 33perche Dio non e un Dio di disordine, ma di pace. "Come in
donne devono dunque stare a casa e mantenere Ie virtu tutte Ie cornunita dei fedeli, Ie donne neUe assemblee tacciano, per-
loro proprie, partorire figli per i loro mariti e conservare la che non e loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come di-
propria modestia. Come redta il brano: ce anche la legge. "Se vogliono imparare qualche cosa, interroghi-
no a casa i lorc rnariti~ perche e sconveniente per una donna parlare
La dOIU1a imparl in silenzio, con tutta sottomissione. Non conce- in assemblea. "Forse la parola di Dio e partita da voi? 0 e giunta
do a nessuna donna di insegnare rie di dettare legge aU'uomo; piut- soltanto a voi?
tosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perch" prima e stato

formata Adamo e poi Eva; e non fu Adamo a essere ingannato, rna Sembra una chiara e semplice ingiunzione alle donne di
lu la donna che, ingannata, si !ese colpevole di trasgressione. Essa non parlare (figuriamoci insegnare!) in chiesa, assai somi-
patra essere salvata partorendo figH, a condizione di perseverare gliante al passo della Prima lettera a Timoteo, capitolo 2.
nella fede, neUa carita e nella santificazione, can modestia (1 Tm
2,11-15). ' Come abbiamo vis to, tuttavia, la maggioranza degli stu-
diosi e convinta che Paolo non abbia scritto quest'ultimo
Sembra una posizione assai distante dalla tesi di Paolo brano, perche si presenta in una lettera che sembra essere
che «in Cristo ... non c'e ... uomo ne donna». Con I'inizio stata vergata a suo nome da un seguace di seconda gene-
del II secolo, Ie strategie sono ormai ben delineate. Alcune razione. Al contrario, nessuno dubita che Paolo abbia
comunita cristiane mettono in rilievo I'importanza delle scritto la Prima lettera ai corinzi. Ma esistana dubbi riguar-
donne e permettono loro di svolgere ruoli significativi do a questo passo. Risulta infatti che in alcune delle nostre
nella Chiesa, altre credono che esse debbano stare in silen- testimonianze testuali fondamentali i versetti in questione
zio, sottomesse agli uomini della comunita. (vv. 34-35) siano cambiati di posto. In tre manoscritti greci
212 Gesu non {'lIa mai delto II eonleslo sociale delle Saere Serillure 213

e in un paio di testimonianze latine, essi non figurano do- permetteva aile donne di parlare (a capo coperto, capitolo
po il versetto 33, rna piu avanti, dopo il versetto 40. Cio ha 11) oppure non 10 permetteva (capitolo 14). Dal momenta
indotto alcuni studiosi a ipotizzare che non siano stati che sembra irragionevole pensare che I' apostolo si con-
scritti da Paolo, bensi traggano origine da una sorta di no- traddica a tal punto nel breve spazio di tre capitoli, e pale-
ta a margine aggiunta da uno scriba, magari sotto l'influs- se che i versetti in questione non provengono da lui.
so della Prima lettera a Timoteo, capitolo 2. La nota sareb- E cosi, in base a una combinazione di prove (diversi
be poi stata inserita da copisti diversi in punti diversi del manoscritti con i versetti collocati in punti diversi, l'im-
testo: alcuni l'avrebbero collocata dopo it versetto 33·e al- mediato contesto letterario e quello della Prima lettera ai
tri dopo it versetto 40. corinzi nel suo complesso), sembra che Paolo non abbia
Vi sono buoni motivi di ritenere che in origine Paolo seritto 1 Cor 14,34-35. Si dovrebbe dedurne, dunque, che
non ave sse scritto questa passo. Tanto per cominciare, II questi versetti siano un' alterazione del testa introdotta
non si accorda bene con il rispettivo contesto. In questa I dai copisti, nata forse come nota a margine e poi, alia fine,
parte della Prima lettera ai corinzi, capitolo 14, Paolo af- collocata all'interno del testa stesso in una fase iniziale
fronta la questione della profezia nella Chiesa e imparti- della copiatura della Prima lettera ai corinzi. L' alterazione
sce ai profeti cristiani istruzioni in merito a come compor- fu senz' altro opera di uno scriba preoccupato di enfatizza-
tarsi durante Ie funzioni di culto. Questo e il tema dei re la norma che Ie donne non avrebbero dovuto rivestire
versetti 26-33 e torna a essere quello dei versetti 36-40. Eli- un ruolo pubblico nella Chiesa, che sarebbero dovute re-
minando i versetti 34-35 dal rispettivo contesto, it brano stare in sitenzio e subordinate ai mariti. L' opinione fini
sembra scorrere senza soluzione di continuita come un'a- per essere inserita nellibro stesso mediante un'alterazio-
nalisi del ruolo dei profeti cristiani. L' argomento delle ne del testo.'
donne appare quindi inopportuno nel suo immediato Potremmo dedicare un breve esame a numerose altre
contesto, poiche interrompe Ie istruzioni di Paolo su una modifiche testuali di tipo analogo. Una si presenta in un
questione diversa. brano cui ho giil accennato, it capitolo 16 della Lettera ai
Nel contesto del capitolo 14, i versetti non solo sembra- romani, in cui Paolo parla di una donna, Giunia, e di un
I.
no inopportuni, rna anche contraddittori rispetto a cio che uomo che presumibitmente ne era it marito, Andronico,,
Paolo dice in modo esplicito altrove nella Prima lettera ai definiti entrambi <dnsigni fra gli apostoli» (v. 7). E un ver-
corinzi. Come gia osservato, infatti, in quell'epistola Paolo setto importante, perche e l'unico punto del Nuovo Testa-
impartisce istruzioni aile donne che parlano in chiesa: mento in cui si definisce una donna «apostolo».
stando al capitolo 11, quando parlano e profetizzano (atti- . II passo ha molto colpito gli interpreti, numerosi dei
vita che veniva sempre svoIta ad alta voce nelle funzioni quali hanno sostenuto che il suo significato dovesse esse-
di culto cristiane) devono accertarsi di indossare un vela re diverso e cosi hanno tradotto it versetto non come riferi-
sui capo (11,2-16). In questa brano, che nessuno dub ita sia to a una donna di nome Giunia, bensi a un uomo di nome
stato scritto da Paolo, risulta chiaro che l'apostolo intende Giunio che, insieme al suo compagno Andronico, viene
che Ie donne possono parlare in chiesa e che cosi fanno. lodato come apostolo. La difficoltil di questa traduzione e
Nel controverso brano del capitolo 14, tuttavia, e altret- che, mentre Giunia e un nome comune per una donna,
. tanto chiaro,
che «Paolo» proibisce aIle donne di parlare in per «Giunio» come nome maschile non esistono testimo-
assoluto, E difficile conciliare Ie due concezioni: 0 Paolo nianze nel mondo antico. Paolo fa riferimento a una don-
214 Gesu non l'ha rnai delta II contesto socinle delle Sacre Scritture 215
I
na di nome Giunia, pur se in alcune moderne Bibbie in-
glesi i traduttori continuano a riferirsi a questa apostolo
I biano invertito, in modo che l'uomo avesse cib che gli
spettava essendo menzionato per primo: Aquila e Priscilla
donna come se Fosse un uomo di nome Giunio. 5 invece di Priscilla e Aquila.'
Anche alcuni scribi avevano difficolta ad attribuire I'a- In breve, nei primi secoli della Chiesa il ruolo delle
postolato a questa donna altrimenti sconosciuta, cosi inse- donne fu oggetto di dibattiti che talvolta si estesero al-
rirono una lievissima modifica nel testo per eludere il pro- l' ambito della trasmissione dei libri neotestamentari stes-
blema. In alcuni dei nostri manoscritti, invece di: «Salutate si, poiche alcuni copisti Ii modificarono al fine di renderli
Andronico e Giunia, miei parenti e compagni di prigionia, piu adeguati alia propria convinzione del (limitato) ruolo
che sono insigni fra gli apostoli», il testa e modificato in delle donne nella Chiesa.
modo da consentire di essere tradotto con maggiore faci-
lita come: «Salutate Andronico e Giunia, miei parenti, e sa-
Gli ebrei
lutate anche i miei compagni di prigionia che sono insigni
fra gli apostoli». II cambiamento apportato elimina la ne- Finora abbiamo esarninato diverse controversie interne al
cessita di preoccuparsi che una donna sia citata nel gruppo primo cristianesimo (dispute su questioni cristologiche e
maschile degli apostoli! suI ruolo delle donne nella Chiesa) valutandone Ie riper-
Una modifica analoga fu effettuata da alcuni scribi che co- cussioni sugli scribi che riproducevano i testi sacri. I cri-
piarono illibro degli Atti. Nel capitolo 17 apprendiarno che I
stiani, pero, furono coinvolti anche in altri tipi di contro-
Paolo e il suo compagno missionario Sila trascorsero un pe- versie. Ugualmente intensi per gJi interessati e significativi
riodo a Tessalonica predicando il vangelo di Cristo agli ebrei per Ie nostre riflessioni in questa sede furono i conflitti con
della locale sinagoga. Nel versetlo 4 si legge che la coppia fe- persone al di fuori della fede, ebrei e pagani che avversava-
ce alcuni importanti proseliti: «A1cuni eli loro furono convin- no i cristiani ed erano impegnati in polemiche con loro.
ti e aderirono a Paolo e a Sila, come anche un buon numero Anche questi contrasti influirono in qualche modo sulla
di greci credenti in Dio e non poche donne illustri». Per certi trasmissione dei testi delle Sacre Scritture. Possiamo ini-
scribi !'idea di donne importanti (per non parlare eli illustri ziare con il considerare Ie dispute che i cristiani dei primi
proseliti eli sesso femminile) era troppo e cosi in alcuni ma- secoli ingaggiarono con gli ebrei non cristiani.
noscritti il testa venne modificato come segue: «A1cuni di 10-
ro furono convinti e aderirono a Paolo e a SiJa, come anche
Ebrei e cristiani in conflitto
un buon numero di greci credenti in Dio e non poche mogli
eli uomini illustri». A questa punto sono gli uomini a essere
I Una delle ironie del cristianesimo antico e che Gesu
importanti, non Ie mogli che si convertirono. stesso era un ebreo che venerava il Dio degli ebrei, osser-
Tra i compagni di Paolo negli Atti figuravano un uomo vava usanze ebraiche, interpretava la legge ebraica e ac-
e sua moglie, chiamati Aquila e Priscilla; qualche volta, quisi discepoli ebrei, che 10 accettarono come il messia
quando vengono citati, l'autore da prima il nome della ebraico. Tuttavia, a qualche decennio appena dalla sua
moglie, come se avesse particolare importanza nel rap- morte, i suoi seguaci avevano costituito una religione con-
porto 0 nella missione cristiana (come succede anche in trapposta al giudaismo. Come accadde che il cristianesi-
romani 16,3, dove viene chiamata Prisca). Non stupisce mo si trasformasse cosi in fretta da setta giudaica a religio-
che alcuni scribi si siano risentiti di questa ordine e l'ab- ne antigiudaica?
216 Gesu non l'ha mai detto II contesto sociale delle Sacre Scritture 217

Eun interrogativo difficile e dare una risposta soddisfa- m.Juera piu umiliante e dolorosa escogitata da coloro che
cente richiederebbe un libro a parte? In questa sede, mi li- detenevano iI vero potere, i romani. I cristiani, invece, so-
mitera a delineare un profilo storico dell'ascesa dell' anti- stenevano che Gesu [osse il messia, che la sua morte non
giudaismo nel cristianesimo primitivo per fomire un fosse un errore giudiziario ne un evento imprevisto, bensi
contesto plausibile agli scribi cristiani che talvolta altera- un alto di Dio, mediante il quale veniva portata la salvezza
rono i loro testi in senso antigiudaico. al mondo.
Gli ultirni vent' anni hanno visto un' espansione della ri- Come dovevano comportarsi i cristiani date Ie difficolta
cerca suI Gesli storieo. Di conseguenza, esistono ormai nel convincere la maggioranza degli ebrei delle loro riven-
molteplici opinioni su come interpretarlo nel modo mi- dicazioni su Gesu? Non potevano certo ammettere di es-
gliore; maestro, rivoluzionario sociale, ribelle politico, fi- sere loro a sbagliare. E se a sbagliare non erano lora, chi
losofo cinico, profeta apocaliltico: Ie possibilita sono infi- era? Dovevano essere gli ebrei. Agli inizi della loro storia,
nite. L'unico punto condiviso da quasi tutti gli studiosi, i cristiani cominciarono ad affermare che gli ebrei che con-
tuttavia, e che in qual un que maniera si interpreti iI signifi- futavano illoro credo erano ribelli e ciechi che, ricusando
cato principale della sua missione, occorre collocare Gesli iI messaggio su Gesu, rifiutavano la salvezza offerta dallo
nel suo contesto di ebreo palestinese del I secolo. Qualun- stesso Dio degli ebrei. Alcune dichiarazioni in tal senso
que altra cosa fosse, egli era profondamente ebreo, sotto furono avanzate gia dal pili antico autore cristiano, I'apo-
ogni aspetto, e cia vale anche per i suoi discepoli. A un stolo Paolo. Nella sua prima lettera superstite, scritta ai fe-
certo punto, magari prima della sua morte, rna senza dub- deli di Tessalonica, Paolo afferma:
bio dopo, costoro arrivarono a pensare a lui come al «mes- Infatti voi, fratelli, siete divenuti imitatori delle Chiese di DiD in
sia» ebraico. Gesu Cristo, che sono nella Giudea, perche avete sofferto anche voi
Nel I secolo iI termine veniva interpretato in modi di- da parte dei VQstri connazionali come lora da parte dei Giudei, i
versi dagli ebrei; quando pensavano al messia, tuttavia, quali hanna perfino messo a morte il Signore Gesu e i profeti, e
su un elemento pare fossero tutti concordi e cioe che do- haIUlo perseguitato anche noi; essi non piacciono a Dio e sana ne-
mici di tutti gli uomini (1 Ts 2,14-15).
vesse essere una figura maestosa e potente, che in qualche
modo (per esempio radunando un esercito ebraico 0 alia .! Paolo arrivo a credere che gli ebrei rifiutassero Gesu
I
guida degli angeli celesti) avrebbe sopraffatto i nemici e perche ritenevano che la lora particolare posizione rispet-
istituito Israele come Stato SOVrano govemato da Dio stes- to a Dio fosse legata al falto di possedere e osservare la
so (forse attraverso la mediazione umana). I cristiani che legge che Dio aveva dato lora (Rm 10,3-4). Per lui, invece,
chiamavano Gesli «il messia» ebbero senza dubbio diffi- la salvezza veniva agli ebrei, come ai gentili, non attraver-
colta a convincere altri di questa rivendicazione, poiehe so la legge, bens! attraverso la fede nella morte e resurre-
invece di essere un guerriero potente 0 un giudice celeste, zione di Gesu (Rm 3,21-22). Di conseguenza, osservare la
Gesli era ben noto per essere statu un predicatore itine- legge non poteva rivestire alcun ruolo nella salvezza; i
rante che si era trovato dalla parte sbagliata della legge ed gentili che diventavano discepoli di Gesu venivano per-
era stato crocifisso come un criminale di bassa lega. tanto istruiti a non pensare di poter migliorare la prapria
Per la maggioranza degli ebrei chiamare Gesli «il mes- posizione dinanzi a Dio osservando la legge. Dovevano
sia» era del tutto ridicolo. Egli non era il potente capo degli rimanere quali erano e non convertirsi per diventare ebrei
ebrei. Era una nullita debole e impotente, giustiziato nella (Ga/2,15-16).
218 Gesu non l'ha mai detto Il contesto sociale delle Sacre Scritture 219

All' epoca altri cristiani avevano teorie diverse, come su, in accordo con autori del II secolo come Giustino mar-
accadeva per quasi ogni argomento! Matteo, per esempio, tire, secondo il quale il motive per cui Dio ordino agli
sembra presupporre che, sebbene siano la morte e la re- ebrei di essere circoncisi era segnarli come popolo partico-
surrezione di Gesu a port are la salvezza, i suoi seguaci lare che meritava di essere perseguitato. E abbiamo anche
debbano senza dubbio rispettare la legge, proprio come autori come Tertulliano e Origene che asseriscono che Ge-
feee Gesu stesso (si veda Mt 5,17-20). Alla fine, tuttavia, rusalemme fu distrutta dagli eserciti di Roma nel 70 e.c.
divenne opinione comune che i eristiani fossero diversi per punire gli ebrei che uccisero il messia, e altri, come
dagli ebrei, che seguire la legge ebraica non potesse avere Melitone di Sardi, che sostenevano che con l'uccisione di
alcun rapporto con la salvezza e che unirsi al popolo Cristo gli ebrei fossero in effetti colpevoli di deicidio:
ebraico avrebbe significato identificarsi con coloro che
Ascoltate, 0 famiglie dei popali, e guardate: una uccisione inau-
avevano respinto il proprio messia, che avevano, di fatto, dita c'e slata nel mezzo di Gerusalemme, nella citta della legge,
rifiutato il proprio Dio. nella dtt" degli ebrei, nella dtt" dei proleli, nella citta che ha lama
N el II secolo scopriamo che cristianesimo e giudaismo di essere giusta. Chi e state ucciso? Chi e l'uccisore? Mi vergogno
erano diventati due religioni distinte, pur avendo molto da di dirlo e sono coslrelto a dirlo ... Colui che sospese la terra e stalo
dire l'una all'altra. In verita, i cristiani si trovavano un po' in sospeso, Colui che fisso i deli e state fissato, Colui che rese salda
difficolta. Riconoscevano che Gesu era il messia preannun- ogni cosa e stato saldato a un legno. II Signore e slalo oltraggialo. II
Dio e state ucciso. II re d'Israele e stato soppresso da una mano
ciato dalle Sacre Scritture ebraiche e, per acquisire credibi- israelila (La Pasqua, 94-96).9

lita in un mondo che arnava cia che era antico rna sospetta-
va di qualunque cosa «recente» in quanto discutibile novita, Siamo senz' altro assai distanti da Gesu, un ebreo pale-
continuavano a indicare Ie Sacre Scritture (quegli antichi te- stinese che rispettava Ie usanze del suo popolo, predicava
sti degli ebrei) come fondamento della propria fede. Cia si- ai compatrioti e insegnava ai suoi discepoli ebrei il vero
gnificava che i cristiani rivendicavano la Bibbia ebraica co- significato della legge di Mose. Nel II secolo, infatti, quan-
me propria. Ma la Bibbia ebraica non era per gli ebrei? do gli scribi riproducevano i testi che alla fine entrarono a
I cristiani cominciarono a sostenere che non solo gli far parte del Nuovo Testamento, i cristiani erano in mag-
ebrei avevano respinto il messia e con cia rifiutato il pro- gioranza ex pagani, gentili convertiti i quali ritenevano
prio Dio, rna avevano anche interpretato male Ie proprie . che, nonostante questa religione fosse in ultima analisi
Scritture. E cosl troviamo alcuni testi cristiani come, per fondata sulla fede nel Dio descritto nella Bibbia ebraica,
esempio, la eosiddetta Lettrra di Barnaba (un testo che al- era pur sempre completamente antigiudaica nel suo 0-
cuni dei primi cristiani consideravano parte del canone rientamento.
del Nuovo Testamento), che affermano che il giudaismo e,
ed e sempre stato, una falsa religione e che gli ebrei furo-
Alterazioni antigiudaiche del testa
no indotti da un angelo del male a interpretare la legge
data a Mose come una serie di prescrizioni letterali su co- II carattere antigiudaico di alcuni scritti del II e del III
rne vivere, quando in realta avrebbe dovuto essere intesa secolo influl suI modo in cui furono tramandati i testi del-
in senso allegorico. 8 le Sacre Scritture. Se ne trova un esempio fra i piu ehiari
Infine, troviamo cristiani ehe criticavano gli ebrei nei nel racconto di Luca della crocifissione, in cui Gesu pro-
termini piu aspri possibili per avere rifiutato il messia Ge- nuncia una preghiera per coloro che ne sono responsabili:
220 Gesu 110n l'ha mai dctto II contesto sociale delle Sacre Scritture 221

Quando giunsero alluogo detto Cranio, lit crocifissero lui e i due non si hanno Ie stesse parole, ma solo una somiglianza nel
malfattori, uno a destra e I'altro a sinistra. Gesu diceva: «Padre, tipo di preghiera. Non e il tipieo caso di «armonizzazio-
perdonaii, perche non sanno queUo che fanno» (Lc 23,33-34).
ne» a opera dei copisti.
Da quanto risulta, pero, questa preghiera di Gesll non e A questo proposito colpisce anche il fatto che, in una se-
presente in tutti i nostri manoscritti: non figura nella no- rie di occasioni, I'autore faccia tutto il possibile per mo-
stra pill antiea testimonianza greca (un papiro denomina- strare Ie analogie fra cio che accadde a GeSll nel suo Van-
to P75, risalente al 200 e.c. circa) e in diverse altre testimo- gelo e cio che accadde ai discepoli negli Atti: sia il Maestro
nianze di qualita affidabile del IV secolo e di epoca piu che i suoi seguaci vengono battezzati, tutti ricevono in
tarda; d'altra parte si puo trovare nel Codex Sinaiticus e in quel momento 10 Spirito, annunciano la buona novella, a
un'ampia gamma di manoscritti, compresa la maggioran- causa della quale finiscono per essere respinti, soffrono
za di quelli prodotti nel Medioevo. Percio la domanda e: per mana delle autorita ebraiehe, e cosi via. Quello che
uno scriba cancello (0 alcuni scribi cancellarono) la pre- succede a Gesll nel Vangelo capita ai suoi discepoli negli
ghiera da un manoscritto che in origine la includeva? Op- Atti. E cosi non sarebbe sorprendente, ma anzi prevedibi-
pure uno scriba I'aggiunse (a1cuni scribi l'aggiunsero) a Ie, che uno dei seguaci del Maestro, come lui giustiziato
un manoscritto che in origine ne era privo? da autorita adirate, pregasse a sua volta Dio di perdonare
Le opinioni degli studiosi sono da lungo tempo divise i suoi camefici.
al riguardo. Poiehe la preghiera non figura in diverse te- Esistono altre ragioni per sospettare che la riehiesta di
stimonianze antiche e di alto livello qualitativo, non pochi perdono sia originale in Luca 23. In tutto questa vangelo e
studiosi hanno diehiarato che in origine non faceva parte negli Atti, per esempio, viene messo in luce che, sebbene
del testo. Talvolta ricorrono a un ragionamento basato Gesll Fosse innocente (come 10 erano i suoi seguaci), colo-
sulla testimonianza intema. Come ho rilevato, l'autore del ro che agirono contro di lui 10 fecero nell'ignoranza. Come
Vangelo di Luca scrisse anche gli Atti degli apostoli, dove diee Pietro in Atti 3: «10 so che voi avete agito per igno-
si puo trovare un brano simile a questo nel racconto del ranza» (v. 17); 0 come dice Paolo in Atti 17: Dio «dopo es-
primo martire cristiano, Stefano, l'uniea persona negli At- sere passato sopra ai tempi dell'ignoranza» (v. 30). E que-
ti la cui esecuzione venga descritta in dettaglio. Accusato sto e proprio il tasto toccato nella preghiera di Gesll:
di blasfemia, Stefano fu lapidato a morte da una folia di «perche non sanno quello che fanno» .
ebrei inferociti e, prima di spirare, prego: «Signore, non .Sembra dunque che Luca 23,34 facesse parte del testa
imputar loro questo peccato» (At 7,60). originale di questa vangelo. Ma perche uno scriba, (0 a1cu-
A1cuni studiosi hanno affermato che, non volendo che ni scribi) avrebbe voluto eliminare tale versetto? E qui che
Gesll apparisse menD clemente del suo primo martire, la comprensione del contesto storieo in cui lavoravano i
Stefano, uno scriba aggiunse la preghiera al Vangelo di copisti diventa di importanza cruciale. Oggi i lettori pos-
Luca, cosi che anche Gesu chiede che i suoi camefici siano sono chiedersi per chi Gesll stesse pregando. Per i romani
perdonati. E un argomento ingegnoso, ma non del tutto che 10 giustiziavano nell'ignoranza? 0 per gli ebrei, re-
convincente per diversi motivi, il pill interessante dei sponsabili in primo luogo di averlo consegnato ai romani?
quali e il seguente: ogni volta che gli scribi cercano di ar- Qualunque possa essere la nostra risposta tentando di in-
monizzare dei testi fra loro, tendono a farlo ripetendo Ie terpretare questo passo oggi, e chiaro come esso fu inter-
stesse parole in entrambi i brani. In questa caso, invece, pretato nella Chiesa primitiva. In quasi tutti i casi in cui la



222 Gesu non l'ha mai detto II contesto sociale delle Sacre Scritture 223

preghiera viene analizzata negli scritti dei Padri della che: «Non sono responsabile di questa sangue ... Vedeteve-
Chiesa, e evidente che la ritenevano espressa non nell'in- la voi!». Poi la folia degli ebrei lancia un grido che avrebbe
teresse dei romani, bensl degli ebrei. lO Gesll chiedeva di svolto un ruolo tanto spaventoso nella violenza antisemita
perdonare il popolo ebraico (0 Ie autorita ebraiche) che fino al Medioevo, grido con cui essi sembrano rivendicare
erano responsabili della sua morte. la responsabilita per la morte di Gesu: «II suo sangue rica-
A questa punto diventa evidente il motivo per il quale da sopra di noi e sopra i nostri figli!» (Mt 27,24-25).
alcuni scribi avrebbero voluto omettere il versetto. Gesll La variante testuale che ci interessa si presenta nel ver-
pregava per it perdono degli ebrei? Come poteva essere? Ai setto successivo. Si narra che Pilato £ece flagellare Gesu e
cristiani primitivi, infatti, il versetto, letto in questo senso, poi «10 consegno perche fosse crocifisso». Chiunque legga
presentava due problerni. Anzitutto, ragionavano, perche il testo presume senz'altro che abbia consegnato Gesll ai
Gesll avrebbe pregato per il perdono di questo popolo re- propri soldati (romani) per la crocifissione. Questo rende
calcitrante che aveva rifiutato Dio stesso con ostinazione? ancor piu sorprendente che in alcune testimonianze anti- .
Era quasi inconcepibile per molti cristiani. E, fatto ancor che (compresa una delle correzioni a opera degli scribi nel
pill significativo, nel II secolo molti cristiani erano convin- Codex Sinaiticus) il testa sia modificato per aumentare ul-
ti che Dio non avesse perdonato gli ebrei perche, come ac- teriormente la colpevolezza degli ebrei nella morte di Ge-
cennato in precedenza, credevano che avesse pennesso la su. Stando a questi manoscritti, Pilato «10 consegno a loro
distruzione di Gerusalemme per castigarli per l'uccisione [doe agli ebrei] affinche essi potessero crocifiggerlo». Cosi
di Gesll. Come diceva il padre della Chiesa Origene: «Per la responsabilita ebraica per I'esecuzione di Gesll e asso-
questa era necessario che quella citta, dove Gesll sofferse . luta, un cambiamento indotto dal clima antigiudaico dif-
queste pene, fosse distrutta dalle fondamenta, e la nazio- fuso fra i primi cristiani.
ne dei giudei fosse completamente annientata» (Contro Qualche volta Ie varianti antigiudaiche sono di lieve en-
Celso,4,22).11 tita e non vengono notate finche non vi si dedica qualche
Gli ebrei sapevano benissimo quello che facevano ed riflessione. Nel racconto della nascita, nel Vangelo di Mat-
era palese che Dio non li aveva perdonati. Da questo pun- teo, per esempio, Giuseppe riceve l'ordine di chiamare il
to di vista non aveva molto senso che Gesll chiedesse il futuro figlio di Maria Gesu (che significa «salvezza»),
perdono per loro quando non era imminente alcuna cle- . «perche , egli salvera il suo popolo dai suoi peccati» (Mt
menza. Cosa dovevano fare dunque i copisti di questo te- 1,21). E degno di nota che in un manoscritto conservato
sto in cui Gesu pregava: «Padre, perdonali, perche non nella traduzione siriaca, il testa reciti invece: «perche sal-
sanno quello che fanno»? Risolsero il problema con la vera il mondo dai suoi peccati». Di nuovo si ha l'impressio-
semplice eliminazione del versetto, cosi Gesu non chiede- ne che uno scriba fosse a disagio all'idea che it popolo
va piu che fossero perdonati. ebraico sarebbe stato salvato.
II sentimento antigiudaico dei primi scribi cristiani ebbe Una modifica dello stesso tenore figura nel Vangelo di
ripercussioni anche su altri passi dei testi che venivano co- Giovanni. Nel capitolo 4 Gesu parla con la donna samari-
piati. Uno dei brani piu importanti per la futura affenna- tana e Ie dice: «Voi adorate quel che non conoscete, noi
zione dell'antisemitismo e la scena del processo di Gesu adoriamo quello che conosciamo, perche la salvezza viene
nel Vangelo di Matteo. Secondo questo racconto, Pilato di- dai giudei» (v. 22). In alcuni manoscritti siriaci e latini, tut-
chiara Gesu senza colpa lavandosi Ie mani per mostrare tavia, il testa e stato cambiato, cosl che Gesu dichiara ora
224· Gesu non rha mai dello II contesto sociale delle Sacre Scritture 225
.
che <<Ia salvezza viene dalla Giudea». In altre parole: non e affrontare gli eretici al loro interno e gli ebrei esterni aile 10-
it popolo ebraico ad avere portato la salvezza al mondo, ro comunita, rna si videro anche in difficoIta nel mondo in-
rna e stata la morte di Gesu nel paese di Giudea. Aneora tero, mondo in gran parte composto da pagani.
una volta potremmo sospettare che sia stato il clima anti- In questo contesto il termine pagano, quando e usato da-
giudaico a indurre i copisti a quest'alterazione. gli storici, non comporta connotazioni negative. Si riferi-
II mio ultimo esempio in questa breve rassegna proviene see soltanto a chiunque nel mondo antico aderisse a una
dal Codex Bezae, un manoscritto del V seeolo eontenente delle numerose religioni politeistiche dell' epoca. Poiche
forse piu lezioni interessanti e singolari di qualunque altro. cib comprendeva tutti coloro che non erano ne ebrei ne
In Luca 6, dove i farisei accusano Gesu e i suoi diseepoli di cristiani, stiamo parIando di qualcosa come il 90-93 per
violare it sabato (6,1-4), nel Codex Bezae troviamo un episo- cento della popolazione dell'Impero. A volte i cristiani
dio aggiuntivo composto da un solo versetto: «Lo stesso erano altaccati dai pagani a causa della loro singolare for-
giorno, vide un uomo che lavorava di sabato e gli disse: "0 ma di culto e della loro accettazione di Gesu come unico
uomo, se sai db che stai facendo, tu sei benedetto, rna se Figlio di Dio, la cui morte sulla croce era porta trice di sal-
non 10 sai sei maledetto e trasgressore della legge"». vezza, e di tanto in tanto questa opposizione giungeva a
Un'interpretazione completa di questo brano inatteso e influire sugli scribi cristiani che riproducevano i testi delle
inconsueto richiederebbe moIte ricerche. 12 Ai nostri fini e Sacre Scritture.
sufficiente osservare che in questa passo Gesu e assai
esplidto, in un modo in cui altrove nei vangeli non 10 e
L'opposizione pagana al cristianesimo
maio In allri casi, accusatu di violare il sabato, Gesu difen- •

de Ie proprie attivita, rna non sostiene mai che la legge del Le nostre piu antiche testimonianze rivelano che i cri-
sabato debba essere violata. In questa versetto, al contra- stiani incontrarono tal volta una violenta opposizione da
rio, Gesu dichiara senza reticenze che chiupque sappia parte delle folie pagane e/o delle autorita. 13 In un elenco
perche e legittimo violare il sabato e benedetto per averlo delle molteplici sofferenze patite per amore di Cristo, l'a-
falto, soltanto coloro che non capiscono perche sia legitti- postolo Paolo racconta, per esempio, di essere stato in tre
mo sbagliano. Si tratta di nuovo di una variante che sem- occasioni «battuto con Ie verghe» (2 Cor 11(25), una forma
bra legata alla crescente corrente antigiudaica nella Chie- . I di castigo inflitta dalle autorita municipali romane ai cri-
sa antica. minali ritenuti socialmente pericolosi. E come abbiamo vi-
- sto, nella sua prima lettera superstite Paolo scrive alla
congregazione di cristiani gentili di Tessalonica: «siete di-
I pagani
ventati imitatori delle Chiese di Dio in Gesu Cristo che so-
Finora abbiamo visto che Ie dispute interne sulla relta dot- no nella Giudea, perche avete sofferto anche voi da parte
trina e la gestione ecclesiastica (il ruolo delle donne) inte- dei vostri connazionali come loro da parte dei giudei» (1
ressarono gli scribi del cristianesimo antico, e che 10 stesso Ts 2,14). In quest'ultimo casu sembra trattarsi non di una
accadde per i conflitti fra Chiesa e Sinagoga, perche il senti- persecuzione «ufficiale», bensi del risultato di una sorta di
mento antigiudaico influi sulla maniera in cui alcuni copi- violenza di piazza.
sti tramandarono i testi alia fine dichiarati neotestamentari .. Durante i primi due secoli della Chiesa I'opposizione
Nei primi secoli della Chiesa i cristiani non solo doveltero pagana ai cristiani fu piu un fatto popolare che non la
226 Gesu non l'ha mai detto Il contesto sociale delle Sacre Scritture 227

conseguenza di una persecuzione romana ufficiale e orga- dei non erano soddisfatti di come venivano onorati. In
nizzata. In quei primi anni, al eontrario di cio ehe molti momenti simili, chi sarebbe stato biasimato per non averli
sembrano pensare, non vi era nulla di «illegale» nel cri- rispettati? Senza dubbio coloro che si rifiutavano di vene-
stianesimo in se. La religione cristiana non era stata messa rarh. Vale a dire i cristiani.
al bando e in genere i suoi adepti non avevano bisogno di E vero che neppure gli ebrei rendevano culto agli dei
entrare in clandestinita. L'idea che dovessero rimanere pagani, rna in genere essi erano considerati un' eccezione
nelle catacombe romane per evitare Ie persecuzioni e salu- alIa necessita che tutti venerassero Ie divinita, poiche era-
tarsi con segni segreti, come il sirnbolo del pesce, non e al- no un popolo particolare, che seguiva fedelmente Ie pro-
tro che leggenda. Non era illegale seguire Gesu, non era prie tradizioni ancestrali.1 4 Quando i cristiani apparvero
illegale venerare il Dio giudaico, non era illegale chiamare sulla scena, invece, non furono riconosciuti corne un po-
Gesu Dio, non era illegale (nella maggior parte dei luoghi) polo caratteristico: erano convertiti dal giudaismo e da
tenere riunioni indipendenti di confraternita e di cui to, una serie di religioni pagane, privi di legami di sangue fra
non era illegale convincere altri della propria fede in Cri- loro e di altri rapporti eccetto l'insieme di credenze e pra-
sto corne Figlio di Dio. tiche religiose che li caratterizzava. Inoltre, erano noti per
Eppure i cristiani subirono qualche persecuzione. Per- essere antisociali, si riunivano nelle proprie comunita, ab-
che? Per comprendere Ie persecuzioni cristiane e impor- bandonando Ie proprie famiglie e gli ex amici, e non par-
tante sapere qualcosa dei culti pagani dell'Impero roma- tecipavano aile festivita di culto municipali.
no. Tutte queste religioni (e ne esistevano a centinaia) I cristiani furono dunque perseguitati perche conside-
erano politeistiche, veneravano molti dei, e tutte enfatiz- rati daruwsi per la salute della societa, dato che si astene-
zavano la necessita di rendere eulto a queste divinita con vano dal venerare gli dei che la proteggevano e vivevano
atti di preghiera e di sacrificio. In genere la devozione non insieme in modi che sembravano antisociali. Quando i di-
era finalizzata ad assicurarsi una felice vita dopo la morte; sastri colpivano 0 quando la gente temeva che avrebbero
nel complesso, la gente era piu interessata alla vita presen- colpito, chi poteva essere ritenuto un responsabile piu cre-
Ie, quasi sempre dura, e precaria nel migliore dei casi. Gli dibile dei cristiani?
dei potevano offrire cio che era impossibile assieurarsi da Solo di rado i governatori romani delle varie province,
soli: la crescita dei raccolti, il sostentamento del bestiame, per non parlare dell'imperatore, rimanevano coinvolti in
la caduta di piogge sufficienti, la salute e il benessere delle simili vieende locah. Quando accadde, in ogni caso, si li-
persone, la capacita di riprodursi, la vittoria in guerra e la mitarono ad affrontare i cristiani come un perieoloso
prosperita in pace. Gli dei proteggevano 10 Stato e 10 ren- gruppo sociale da schiacciare. Di solito si offriva loro la
devana grande e potevano intervenire nella vita per ren- possibilita di redimersi venerando gli dei nelle modalita
derla vivibile, lunga e felice. Lo facevano in cambio di richieste (per esempio, offrendo dell'incenso a un dio); se
semplici atti di culto: culto a livello statale durante Ie ceri- rifiutavano, venivano considerati sobillatori recalcitranti e
monie civiche in onore degli dei e culto a livello locale trattati di conseguenza.
nelle comunita e nelle famiglie. Entro la meta del II secolo, gli intellettuali pagani co-
Quando Ie cose non andavano bene, quando si presen- minciarono a prestare attenzione ai cristiani e ad attaccar-
tavano rninacce di guerra, di siccita, di carestia 0 di malat- li in trattati scritti contro di loro. Queste opere non solo ne
tia, cio poteva essere interpretato come un segno che gli offrivano un ritratto negativo, rna ne contestavano anche
228 Gesu non I'ha mai detta 11 contesto sociale delle Sacre Scritture 229
,

Ie credenze perche risibili (sostenevano di venerare it Dio Gli evangelisti furona gl'inventori, non i tes~moni.ocul~ri, d~gli
avvenimenti che riguardano Gesu. CiaSClU10 dl lora, ~at~f scns e
degli ebrei, per esempio, eppure rifiutavano di rispettare
il racconto della passione in maniera discordante dagh altn, non m
7
la legge ebraica!) e ne diffamavano Ie pratiche definendo-
maniera corrispondente (Contro i cristiani, 2,12-15).16
Ie scandalose. A questa proposito fu osservato che i cristia-
ni si riunivano con it favore delle tenebre, chiamandosi I'un In risposta a questa genere di attacchi, sostiene it paga-
l'altro «fratello» e «sorella» e salutandosi con dei baci; si di- no Celso, gli scribi cristiani alteravano i loro testi per libe-
ceva che rendessero culto alloro Dio mangiando la carne e rarli dai problemi COS1 ovvi agli occhi di estranei ben pre-
bevendo iJ sangue del Figlio di Dio. Che cosa si doveva parati:
pensare di queste pratiche? Immaginate it peggio e non sa- AJcuni fedeli, come gente che ha bevuto troppo, giungono ad al-
rete lontani dalla verita. tereare fra loro, e alterare il testa originario del vangelo, Ire 0 quat-
Gli oppositori pagani asserivano che i cristiani partecipa- tro volte 0 piu aneora, e cambiar la sua natura per avere la possibi-
vano ad atti di incesto rituale (rapporti sessuali con fratelli e lita di difendersi dalle accuse (Contra Celso, 2,27).
sorelle), infanticidio (uccisione del Figlio) e cannibalismo A conti fatti non abbiamo bisogno di affidarci ad avver-
(mangiare la sua came e berne it sangue). Oggi simili accuse sari pagani della religione cristiana per trovare prove del
sembrano incredibili, rna, in una societa franca e rispettosa fatto che gli scribi di tanto in tanto modificassero i testi alIa
delle convenienze sociali, esse furono largamente accolte. I luce dell' opposizione pagana alla fede. Alcuni passi all'in-
cristiani venivano percepiti come una perversa combriccola. temo della nostra tradizione di manoscritti neotestamenta-
Negli attacchi intellettuali contra di loro, si presto gran- ri mostrano questo tipo di tendenza dei copisti all'opera.!7
de attenzione al fonda tore di questa nuova fede social- Prima di prendere in considerazione alcuni dei brani
mente sconveniente, Gesu.1 5 Gli autori pagani ne misero pertinenti, dovrei puntualizzare che Ie accu~e pagane con-
in rilievo Ie origini povere e la condizione di appartenente tro it cristianesimo e it suo fonda tore non nmasero senza
aile c1assi inferiori schernendo i suoi fedeli perche pensa- risposta da parte cristiana. Al contrario, con Ie prime con-
vano Fosse degno di venerazione come un essere divino. versioni di intellettuali alla fede, a partire dalla meta del II
Si diceva che i cristiani rendessero culto a un criminale secolo penne cristiane approntarono numerose difese ra-
crocifisso e avanzassero l'assurda rivendicazione che fos-
gionate, denominate «apologie».
se, non si sa come, divino.
Alcuni di questi autori sono ben noti agli studenti del
A par tire dalla fine del II secolo circa, alcuni di questi cristianesimo antico, comprese personalita come Giustino
autori arrivarono a leggeni gli scritti cristiani per svitup-
martire, Tertulliano e Origene; altri sana meno conosciuti,
pare meglio i propri argomenti. Come ebbe a dire it critico
rna non menD notevoli nella loro difesa della fede, compre-
pagano Celso riguardo alla base del suo attacco contro Ie
si autori come Atenagora, Aristide e I'anonimo autore del-
dottrine cristiane:
la Lettera a Diogneto.l 8 Collettivamente, questi studiosi cri-
Queste cose ve Ie ahbiamo tratte dai vostri scritti: noi non abbia~ stiani si impegnarono per dimostrare la fallacia degli
rna bisogno di nessun'altra prava, perche voi vi confutate da voi, argomenti dei rispettivi avversari pagani, sostenendo che,
stessi (Contro Celso, 2,74).
lungi dal costituire un pericolo sociale, i cristiani erano it
. Talvolta questi scritti venivano ridicolizzati, come nelle collante che teneva insieme la societa, e affermando non
parole del pagano Porfirio: solo che la fede cristiana era ragionevole, rna che era I'uni-
230 Gesu non l'ha rnai delta Il contesto sociale delle Sacre Scritture 231

ca vera religione che il mondo avesse mai visto, rivendi- All'epoca, fra i pagani era ormai opinione diffusa che
cando che Gesu era proprio il vero Figlio di Dio, la cui gli dei non fossero soggetti aile futili emozioni e ai caprie-
morte era portatrice di salvezza, e tentando di difendere la d dei comuni mortali, che fossero, di fatto, superiori a
natura dei primi scritti cristiani, definita ispirata e giusta. queste cose.'" Corn' era possibile, dun<Lue, stabilire se un
In quale modo questo movimento «apologetico» del individuo fosse 0 no un essere divino? E ovvio che avreb-
cristianesimo antieo influi sugli scribi del II e III secolo be dovuto esibire poteri (intellettuali 0 fisid) sovrumani,
che copiavano i testi della fede? rna avrebbe anche dovuto comportarsi in un modo com-
patibile con la pretesa di provenire dal regno divino.
Abbiamo diversi autori di questa periodo che sostengo-
Alterazioni apologetiche del testa
no che gli dei non «si adirano», perche questa e un'emo-
Abbiamo gia esaminato, malgrado al momenta non l'a- zione umana provocata da frustrazione nei confronti degli
vessi accennato, un testa che sembra essere state modifi- altri, dalla sensazione di avere ricevuto un torto, 0 da qual-
cato dai copisti per preoccupazioni di carattere apologeti- che altro futile motivo. I cristiani potevano senz'altro affer-
co. Come abbiamo visto nel V capitolo, in origine Marco mare che Dio si era «adirato» con il suo popolo per la sua
1,41 rivelava che, avvicinato da un lebbroso che voleva es- cattiva condotta. Ma anche il Dio cristiano era superiore a
sere guarito, Gesll si adiro, stese la mana per toccarlo e qualunque mota d'irritazione. Nell'episodio su Gesu e il
disse: «Guarisci». Gli scribi avevano difficolta ad attribui- lebbroso, pero, non esiste alcun motive evidente per cui
re I' emozione della coller a a Gesu in questo contesto e Gesu debba adirarsi. Data la circostanza che il testo fu alte-
quindi modificarono il testo per affermare, invece, che rato durante il periodo in cui pagani e cristiani discuteva-
Gesu provava «compassione» per quell'uomo. . no se Gesll si comportasse nella maniera appropriata alia

E possibile che a indurre gli scribi a modificare il testa fos- sua divinita, tutto somma to e possibile che uno scriba 10
se qualcosa di pill del semplice desiderio di rendere pill abbia modificato aHa luce di tale controversia. In altre pa-
comprensibile un brano difficile. Uno dei punti fermi del di- role: potrebbe trattarsi di una variazione a fini apologetici.
battito fra i detrattori pagani del cristianesimo e i suoi difen- Un'altra alterazione di questo genere figura diversi ca-
sori intelleUuali riguardava la condotta d.i. Gesll e se si fosse 0 pitoli pill avanti nel Vangelo di Marco, in un famoso epi-
no comportato in un modo degno di colui che sosteneva di. sodio nel quale i compatrioti di Gesu si meravigliano che
essere il Figlio di Dio. egli potesse impartire insegnamenti tanto straordinari e
Vorrei fare notare che la disputa non verteva sulla possibi- compiere atti tanto eccezionali. Nelloro stupore si chiede-
lita di concepire che un essere umano potesse essere anche in van~: «Non e costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fra-
qualche modo divino. A questo proposito pagani e cristiani tello di Giacomo, di Joses, di Giuda, di Simone? E Ie sue
erano in assoluto accordo, poiche anche i pagani conosceva- sorelle non stanno qui da noi?» (Me 6,3). Com'era possibi-
no episodi in cui un essere divino era diventato umano e Ie, si meravigliavano, che qualcuno cresciuto come uno di
aveva interagito con altri sulla terra. La questione era piutto- loro, la cui famiglia tutti conoscevano, fosse in grado di
sto se Gesll si comportasse in maniera tale da giustificare il fare cose simili?
fatto di ritenerlo un esempio di questa tipo, 0 se, invece, i Questo el'unico brano del Nuovo Testamento in cui Ge-
suoi atteggiamenti e comportamenti escludessero la possibi- Sll viene definito carpentiere. II termine usato, tekton, in al-
lita che fosse il Figlio d.i. Dio.'9 tri testi gred viene di solito adoperato per indicare chiun-
232 Gesu non l'ha mai detto Il contesto sociale delle Sacre Scritture 233

que fabbrichi oggetti con Ie sue mani; in scritti cristiani una versione del testa che non rivelava che Gesll era un
pill tardi, per esempio, si dice che GeSll avesse costruito semplice artigiano. Si da il caso che abbiamo dei mano-
«aratri e gioghh. 21 Non dovremmo pensare che produces- scritti proprio con una versione alternativa di questa tipo.
se mobili di pregiata fattura. Forse il modo migliore per Nel nostro pill antico manoscritto del Vangelo di Marco,
avere I'esatta «percezione» di questa termine e parago- denominato P45 e risalente all'inizio del III secolo (l'epoca
narlo a qualcosa di pill vicino alia nostra esperienza; sa- di Origene), e in diverse testimonianze pill tarde il verset-
rebbe come definire Gesll un semplice legnaiolo, un arti- to e diverso. Qui i compatrioti di Gesll chiedono: «Non e
giano del legno. Come potrebbe qualcuno con origini costui il figlio del falegname?». Invece di essere un falegna-
simili essere il Figlio di Dio? me, qui Gesll e soltanto il figlio del falegname. 22
Era una domanda che gli avversari pagani del cristiane- Cosi come Origene aveva motivi di ordine apologetico
simo prendevano molto sui serio, anzi, la consideravano per negare che Gesll fosse mai stato definito falegname, e
una domanda retorica: e ovvio che Gesll non potesse esse- plausibile che uno scriba avesse modificato il testa (ren-
re il figlio di Dio se era soltanto un tekton. Soprattutto il dendolo pill conforme a quello parallelo in Mt 13,55) per
critico pagano Celso scherni i cristiani a questo proposito, contrastare I'accusa pagana secondo cui Gesll non poteva
collegando I' affennazione che Gesll fosse un povero fale- essere il Figlio di Dio perche, dopotutto, era soltanto un
gname al fatto che fu crocifisso (su un palo di legno) e alia tekton dei ceti inferiori.
fede cristiana nell' «albero» della vita. Un altro versetto che sembra essere stato modificato
per ragioni apologetiche e Luca 23,32, che tratta della cro-
Dappertutto compare Ia [nei loro scritti] l'albcro della vita ... for-
se perche a mio parere illora maestro estate inchiodato aHa croce,
cifissione. La traduzione del versetto nella New Revised
ed era falegname di professione. Cosicche tirando Ie somme, se per Standard Version, la Nuova Versione Standard Riveduta
combinazione costui fosse stato scaraventato da una rupe, 0 gettato del Nuovo Testamento, dice: «Anche altri due, che erano
in un burrone, 0 strangolato da una corda, oppure se egli fosse sta- malfattori, venivano condotti per essere giustiziati insie-
to scalpellino a lavoratore in ferro, vi sarebbe stato quaggiu al di me con lui». Ma per il modo in cui e formulato in greco, il
sotto del dela una rure della vita, un burrone di resurrezione, una versetto potrebbe anche essere tradotto: «Altri due, an-
corda d'irnmortalita, una pietra di beatitudine, un ferro di carita,
una pelle santa! Ora, quale vecchia intenta a cantare una favola per
ch' essi malfattori, venivano condotti per essere giustiziati
addormentare un bimbo non avrebbe vergogna di bisbigliare simili . insieme con lui». Data l'ambiguita del greco, non sorpren-
panzane? (Contro Celso, 6,34). de che alcuni copisti abbiano ritenuto necessario, per mo-
- tivi di carattere apologetico, risistemare I' ordine delle pa-
L'avversario cristiano di Celso, Origene, dovette pren- role per indicare senza possibilita d' errore che i criminali
dere in seria considerazione l'accusa che Gesll fosse un erano gli altri due, e non anche Gesll.
mero tekton, rna, stranamente, non l'affronto fornendo Esistono altre modifiche nella tradizione testuale che
delle spiegazioni (la sua consueta procedura); bens! ne- sembrano essere determinate dal desiderio di most rare
gandola del tutto: Celso «non vede neanche che in nessun che Gesll, essendo il vero Figlio di Dio, non avrebbe potu-
luogo dei vangeli accettati nelle Chiese sta scritto che Ge- to «sbagliarsi» in una delle sue affermazioni, specie ri-
Sll stesso era un falegname» (Contro Celso, 6,36). guardo al futuro (poiche, dopotutto, il Figlio di Dio avreb-
Come dobbiamo interpretare questa smentita? Origene be saputo cio che doveva accadere).
aveva dimenticato Marco 6,3, oppure era in possesso di Potrebbe essere stato questa a condurre alia modifica
234 Gesu non l'}uz mai delta Ii contesto socia Ie delle Sacre Scritture 235

gia analizzata in Matteo 24,36, dove Gesu dichiara in mo- La risposta storica potrebbe benissimo essere che Gesu
do esplicito che nessuno sa il giomo ne I' ora in cui verra riteneva in effetti che il sommo sacerdote ]'avrebbe visto,
la fine, <<neanche gli angeli del cielo, e neppure il Figlio, ossia che cio sarebbe accaduto nell'arco della sua vita. Nel
rna solo il Padre». Un numero significativo dei nostri ma- contesto dell' apologetica del II secolo, pero, questa avreb-
noscritti omette «neppure il Figlio». Non e difficile imma- be senza dubbio potuto essere interpretata come una pre-
giname la ragione: se Gesu non conosce il futuro, la riven- visione errata. Non meraviglia che una delle nostre piu
dicazione cristiana secondo la quale e un essere divino antiche testimonianze di Marco modifichi il versetto eli-
risultera non poco compromessa. minandone Ie parole incriminate, cosi che Gesu dica sol-
Un esempio meno ovvio si presenta tre capitoli dopo, in tanto che il sommo sacerdote vedra il Figlio dell'uomo se-
Matteo, nella scena della crocifissione (27,34), dove si leg- duto alia destra dell'Onnipotente sulle nuvole del cielo.
ge che, sulla croce, Gesu ricevette da bere del vino misto a Non resta menzione dell'imminente comparsa di colui
fiele. Numerosi manoscritti riportano invece che non gli che, di fatto, non venne mal.
fu dato del vino, rna dell' aceto. II cambiamento potrebbe In sintesi, molti brani dei nostri manoscritti superstiti
essere stato effettuato per uniform are meglio il testa al sembrano esprimere Ie preoccupazioni apologetiche dei
brano dell' Antico Testamento citato per spiegare questa primi cristiani, soprattutto in relazione al fonda tore della
atto, il Salrno 69,22. Tuttavia sarebbe lecito chiedersi se gli loro fede, Gesu. Proprio come con i conflitti teologici nella

scribi avessero avuto anche altri motivi. E interessante ri- Chiesa primitiva, con la questione del ruolo delle donne e
cordare che nell'ultima cena, in Matteo 26,29, dopo avere con Ie dispute con gli ebrei, COS! accadde anche con Ie po-
passato it calice di vino ai suoi discepoli, Gesu afferma in lemiche che infuriavano fra i cristiani e i loro colli spregia-
modo esplicito che non berra piu vino finche non sara nel tori fra i pagani: tutte queste controversie influirono sui
regno del Padre. La modifica del vino in aceto del versetto testi che alia fine sarebbero diventati parte di quello che
27,34 era forse intesa a salvaguardia di quella previsione, ora chiamiamo Nuovo Testamento, poiche questa libro (0
COS! che di fatto non gustasse vino dopo avere sostenuto meglio questa serie di libri) fu copiato da scribi non pro-
che non sarebbe successo? . fessionisti nel II e nel III secolo e di tanto in tanto fu altera-
o ancora potremmo prendere in esame l'alterazione to alia luce del contesto sociale di quei tempi.
della previsione di Gesu al sommo sacerdote ebreo nel
suo processo in Marco 14,62. Alia domanda se egli sia il
Cristo, Figlio del Dio benedetto, Gesu risponde:<<Io 10 so-
no! E vedrete il Figlio dell'uomo seduto alia destra della
Potenza e venire sulle nubi del cielo». Considerate in ge-
nere da molti studiosi moderni I'espressione 0 I'approssi-
mazione di un autentico detto di Gesu, queste parole si
sono rivelate causa di disagio per molti cristiani a partire
dal periodo intomo alia fine del I secolo. Perche il Figlio
dell'uomo non arrivo mai sulle nubi del cielo. Ma aHora ,
perche Gesu predisse che il sommo sacerdote stesso I'a-
vrebbe visto arrivare?
Conclusione
Modificare Ie Sacre Scritture
Scribi, autori e lettori


-
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,
-
"
Ho iniziato questo libro con una nota personale, descri-
vendo il percorso che mi ha portato a occuparmi del Nuo-
vo Testamento e spiegando perche tale testo abbia assunto
tanta importanza per me. Credo che a tenere vivo il mio
interesse nel corso degli anni sia stato il mistero che 10 cir-
conda. Per molti aspetti, fare il critico testuale e come fare
l'investigatore. Ci sono un enigma da risolvere e delle
prove da scoprire. Le prove sono spesso ambigue, passibi-
Ii di essere interpretate in modi diversi, e occorre motivare
la fondatezza di una soluzione del problema rispetto a
un'altra.
Via via che studiavo la tradizione manoscritta neotesta-
mentaria, mi rendevo sempre piu conto di come, nel corso
degli anni, Ie alterazioni del testo per mano degli scribi,
intenti non solo a conservare Ie Sacre Scritture, ma anche a
modifkarle, fossero state radicali. Oi tutte Ie centinaia di
migliaia di cambiamenti del testo individuati nei nostri

manoscritti, la maggior parte e senz'altro insignificante,
irrilevante, priva di una vera importanza se non per di-
Una delle pagine manoscritte piu famose e decorate, il frontespizio del Vangelo
d i Giovanni nell'Evangeliario latino di Lindisfame (un'isola allargo della costa mostrare che i copisti non conoscevano l'ortografia ne riu-
no rdorientale del Northumberland , in Inghilterra). (British Library; Cotto Nero. scivano a mantenere la concentrazione meglio di noi. Tut- •

D.l. V. Folio 11. 211; fo to: HlP/Art Resollrce, NY) tavia, sarebbe sbagliato affermare, come si fa talvolta, che
Ie modifiche del testo non abbiano alcuna attinenza reale
con cio che esso significa 0 con Ie conclusioni teologiche
che se ne traggono.
Di fatto, abbiamo visto che e vero il contrario. In alcuni
casi, dalla soluzione di un problema testuale dipende il si-
240 Gesu non l'ha mai delta • Conclusione 241

gnificato stesso del messaggio: Gesll andava in collera? Luca 22,43-44? e COSI via), e I'ha tradotto nelle lingue attuali.
Davanti alla marte era sconvolto? Disse ai suoi discepoli Quello che non soltanto voi, rna milioni di persone come voi
che potevano bere veleno senza subime Ie conseguenze? leggono e la traduzione delle Sacre Scritture nella propria
Lascio che un'adultera se la cavasse con nient'altro che un lingua.
blando ammonimento? La dottrina della Trinita viene in- Come sanno questi milioni di persone che cosa e scritto
segnata in modo esplicito nel Nuovo Testamento? In esso -Ilel Nuovo Testamento? Lo «sanno» perche degli studiosi, di
Gesll viene davvero chiamato I' «unico Dio»? Vi si dice che cui ignorano nome, identita, origini, qualifiche, preferenze,
10 stesso Figlio di Dio non sa quando verra la fine di ogni tfologie e opinioni personali, hanno riferito loro do che vi e
cosa? Gli interrogativi si accumulano, e tutti sono legati a contenuto. E se i traduttori avessero lavorato su un testa
come si risolvono Ie difficolta contenute nella tradizione spurio? E gia accaduto in passato. La versione inglese nota
manoscritta a noi pervenuta. come la «Bibbia di re Giacomo» e piena di passi ricavati da
Vale la pena ribadire che Ie decisioni in un senso 0 neI- un testa greeo derivato in ultima analisi dall'edizione di Era-
l'altro non sono affatto scontate e che studiosi competenti, smo da Rotterdam, edizione basata su un unico manoscritto
acuti e in buona fede giungono spesso a conclusioni op-. del XII secolo che e uno dei peggiari fra quelli oggi disponi-
poste esaminando Ie stesse prove. Costoro non sono un bili! Non sorprende che Ie modeme Bibbie inglesi si discosti-
gruppo di eccentrici accademici in la con gli anni e, in fon- no spesso da quella di re Giacomo, ne che alcuni cristiani,
do, di nessun peso, rintanati nelle biblioteche; a!cuni go- che si affidano all'infallibilita della Bibbia, preferiscano fin-
dono, e hanno sempre goduto, di un grande ascendente gere che tale problema non sia mai esistito e credere che Dio
sulla societa e sulla cultura. abbia ispirato la versione divenuta la Bibbia di re Giacomo
La Bibbia e illibro pill importante nella storia della ci- (invece del testa greeo originale). Un vecchio adagio anglo-
vilta occidentale, e, tuttavia, che accesso abbiamo al suo te- sassone afferma perentorio: se la Bibbia di re Giacomo era
sto? Quasi nessuno di noi la legge nella lingua originale e, _ buona per san Paolo, ebuona anche per me!
anche fra coloro che 10 fanno, pochissimi arrivano a esa- La realta, tuttavia, non e mai COSI netta ein questo caso
minare un manoscritto, figuriamoci poi un gruppo di ma- contano i fatti: la Bibbia di re Giacomo non e stata dettata
noscritti. Come sappiamo dunque che cosa in origine fos- da Dio; e una traduzione eseguita da un gruppo di studio-
se detto nella Bibbia? si all'inizio del XVII secolo, i quali si basarono su un testa
Alcuni si sono impegnati nello studio delle lingue antiche greco lacunoso. 1 Traduttori di epoca successiva utilizzaro-
(greco, ebraico, latino, siriaco, copto eccetera) e hanno tra- no testi greci migliori, rna non perfetti. Anche la versione
scorso la vita a studiare i manoscritti giunti fino a noi, per che avete in mana e interessata dai problemi testuali che
deeidere che cosa dicessero esattamente gli autori del Nuo- abbiamo analizzato, sia che si tratti della Nuova versione
vo Testamento. In altri termini, quaicuno si e preso la briga internazionale, della Versione standard riveduta, della
di svolgere un'opera di critica testuale, ricostruendo il testo Nuova versione standard rived uta, della Nuova versione
«originale» sulla base dell' ampia raccolta di manoscritti che standard americana, della Nuova Bibbia di re Giacomo,
differiscono I'uno dall'altro in migliaia di punti. QUalctm al- della Bibbia di Gerusalemme, della Bibbia della buona no-
tro, poi, ha preso quel testo greco ricostruito, nel quale sono vella 0 altra ancora: tutte si fondano su testi che sono stati
state adottate delle decisioni testuali (qual era la fOlIna ori- qua e la modificati. E vi sono a!cuni passi in cui Ie tradu-
ginale di Marco 1,2? di Matteo 24,36? di Giovanni 1,18? di zioni modeme continuano a tramandare quello che pro-
242 -Gesu non l'ha mai detto Conclusione 243

babilmente non eil testo originale (e quanta ho sostenuto, cia che essi stessi credevano, per esempio circa la natura
per esempio, per Marco 1,41; Luca 22,43-44; ed Ebrei 2,9, di Cristo, 0 il ruolo delle donne nella Chiesa, 0 il carattere
rna esistono anche altri casi). malvagio dei lora antagonisti ebrei.
Vi sono brani di cui non sappiamo neppure quale fosse A mano a mano che approfondivo 10 studio del testo, la
il testo originale, brani tuttora oggetto di dibattito fra cri- convinzione che i copisti avessero modificato Ie Sacre
tici testuali di grande acutezza e formidabile preparazio- Scritture divenne per me sempre pili una certezza. E que-
ne. Per i motivi che abbiamo visto nel II capitolo, molti sta certezza cambia sotto diversi aspetti il mio modo di in-
studiosi hanno addirittura rinunciato a pensare che parla- terpretare il testo.
re del testa «originale» abbia senso, In particolare, come ho accennato all'inizio, cominciai a
Personalmente, ritengo che questa sia un' opinione trop- considerare il Nuovo Testamento un libro molto umano.
po intransigente. Non intendo negare che la ricostruzione Sapevo che, cosi come ci e pervenuto, esso era il prodotto
degli originali possa comportare difficolta quasi ins or- di mani umane, Ie mani degli scribi che 10 trarnandarono.
montabili: per esempio, se Paolo detta la sua Lettera ai ga- Poi iniziai a capire che non solo il testa dei copisti, rna an-
lati e 10 scriba segretario che prendeva nota di quello che che 10 stesso testo originale era un libro molto umano. Cia
egli dice va avesse capito male una parola perche nella era in forte contraddizione con la maniera in cui l'avevo
stanza qualcuno aveva tossito, la copia «originale» conter- considerato da adolescente, da cristiano appena «rinato»,
rebbe gia un errore! Nel corso del tempo sono successe co- convinto che la Bibbia fosse l'esatta parola di Dio giunta a
se assai peggiori. E tuttavia, malgrado Ie difficoIta impon- noi per ispirazione della Spirito Santo.
derabili, possediamo manoscritti di ogni libro del Nuovo Come compresi giii. alle superiori, anche se Dio avesse
Testamento, tutti copiati da altri manoscritti precedenti, a ispirato Ie parole originali, noi non ne siamo in possesso.
lora volta copiati da manoscritti piu antichi, e la sequenza La dottrina dell'ispirazione, in un certo senso, era quindi
della trasmissione deve terminare da qualche parte con un estranea alla Bibbia cosi come ci epervenuta, poiche Ie pa-
manoscritto frutto di un autore 0 di un segretario che pro- role che, secondo quel che si dice, Dio aveva ispirato erano
duceva l'«autografo», il primo nella lunga fila di mano- state modificate e talvolta smarrite. Inoltre, giunsi a ritene-
scritti che furono copiati per quasi quindici secoli, fino al- re che Ie mie precedenti opinioni sulYispirazione non fos-
l'invenzione della stampa. Percio, non e un' assurdita sero solo irrilevanti, rna probabilmente sbagliate. Infatti,
parlare di un testa originale. l'unico motivo (finii per pensare) per il quale Dio avrebbe
- ispirato la Bibbia sarebbe stato quello di fare avere al suo
Quando era studente e cominciavo appena a riflettere popolo Ie sue esatte parole; tuttavia, se proprio avesse vo-
su quei quindici secoli di copiatura e sulle vicissitudini luto che ci giungessero tali e quali, Ie avrebbe senz' altro
del testo, continuavo a tornare al fatto che, qualunque co- salvaguardate per rniracolo, proprio come Ie aveva ispira-
sa si possa dire degJi scribi cristiani (dei primi secoli 0 del te per miracolo in quel primo momento. Visto e considera-
Medioevo), dobbiamo ammettere che, oltre a copiare Ie to che non 10 aveva fatto, mi pareva inevitabile dedurne
Sacre Scritture, Ie modificavano. A volte non intendevano che non si fosse preso il disturbo di ispirarle.
farlo: erano solo stanchi 0 distratti 0 magari inetti. In altri Pili riflettevo su questi argomenti, piu cominciavo a
casi, pera, introducevano dei cambiamenti di proposito, comprendere che gli autori del Nuovo Testamento erano
corne quando volevano che il testa enfatizzasse proprio molto simili ai copisti che ne avrebbero poi tramandato
244 Gesii. non l'ha mai delta Conclusione 245
.
gli scritti. Anche gli autori erano esseri umani con esigen- casione di rilevare in precedenza, fin dal XIX seeolo e sta-
ze, convinzioni, visioni del mondo, opinioni, amori, odii, to chiaro alia maggioranza degli.studiosi che quello di
brame, desideri, problemi, e tutte queste cose influivano Marco fu it primo vangelo scritto e che Matteo e Luca se
senza dubbio su do che scrivevano. Inoltre, esisteva un'a- ne servirono entrambi come una delle fonti per i loro rac-
nalogia ancora pili stretta fra questi autori e gli scribi suc- conti su Gesli. Arnmetterlo non comporta nulla di radica-
cessivi. Infatti, erano anch'essi cristiani che avevano ere- Ie. Gli autori devono attingere da quakhe parte Ie loro
ditato tradizioni su Gesli e sui suoi insegnamenti, che storie, e 10 stesso Luca spiega di avere letto e usato reso-
avevano appreso it messaggio cristiano della salvezza, conti precedenti per scrivere it suo (1,1-4). D'altra parte,
che erano giunti a credere nella verita del vangelo, e che do significa che e possibite confrontare quello che dice
diffondevano quelle tradizioni nei loro scritti. Marco con quello che dicono Matteo e/o Luca in ognuno
Cio che emerge chiaramente, una volta che Ii si conside- degli episodi condivisi e vedere come Marco fu modificato
ri quali erano, esseri umani con Ie proprie convinzioni, Ie dai due autori successivi.
proprie visioni del mondo, la propria storia e via dicendo, Impegnarsi in questo genere di indagine puo essere in-
e che tutti questi autori diffusero con parole diverse Ie tra- teressante e illuminante. Perche a volte gli autori successi-
dizioni ereditate. Matteo, infatti, non e certo simile a Mar- vi riprendevano Ie frasi di Marco cosi corn' erano, rna in
co, Marco non e uguale a Luca, ne Luca e come Giovanni, altre occasioni intervenivano con cambiamenti anche
ne Giovanni come Paolo, 0 Paolo come Giacomo. Proprio profondi. In tal senso, come gli scribi, modificavano Ie Sa-
come gli scribi modificarono Ie parole della tradizione, cre Scritture.
esprirnendola talvolta «con altre parole», cosi avevano fat- Abbiamo esaminato alcuni di questi casi nel corso del
to gli autori del Nuovo Testamento nel raccontare Ie loro nostro studio. Marco, per esempio, ritrae Gesli in profon-
storie, neU'impartire i loro insegnamenti e nel registrare i da angoscia dinanzi al sacrificio di se: dice ai discepoli che
loro ricordi usando Ie proprie parole (non solo quelle che l'anima sua e «triste fino alia morte», cade a terra e prega
avevano ascoltato), parole trovate per diffondere it mes- implorando tre volte Dio di allontanare da lui it calice del-
saggio nei modi che sembravano loro pili appropriati all'e- Ia sofferenza. Nel cammino verso it Goigota e sempre si-
poca, alluogo e all'uditorio per it quale scrivevano. lenzioso; sulla croce, quando viene deriso da tutti, com-
E cosi cominciai a capire che, poiche ciascuno di questi presi i due ladroni, non dice nulla fino alia fine, quando
autori e diverso, non era corretto pensare che intendessero esclama angosciato: «Dio mio, Dio mio, perche mi hai ab-
dire Ie stesse cose, non pili di quanto sarebbe giusto ritene- bandonato?». Poi emette un alto grido e muore.
re che cio che intendo dire in questo libro sia uguale a cio Luca aveva a disposizione questa versione dell'episo-
che intende dire un altro autore che tratti I'argomento del- dio, rna la modifico profondamente. Elimino it commento
Ia critica testuale. Potrernmo voler dire cose diverse. Come di Marco suI grande turbamento di Gesli e anche la sua
si puo saperlo? Solo leggendo ciascuno dei nostri testi con affermazione di essere triste fino alia morte. Invece di ca-
attenzione e tenendo conto di cio che ognuno di noi ha da dere a terra, Gesli si inginocchia e invece di implorare tre
dire; e non certo pretendendo che stiamo affermando la volte che it calice venga allontanato da lui, 10 chiede una
medesima cosa. Spesso diciamo cose molto diverse. volta sola, premettendo alia sua preghiera Ie parole «se
Lo stesso vale per gli autori del Nuovo Testamento. Lo vuoi». Inoltre, non resta affatto in sitenzio lungo it percor-
si puo vedere in modo assai concreto. Come ho avuto oc- so della via crucis: si rivolge a un gruppo di donne che si
246 Gesu non l'ha rnai detto Conclusione 247

affliggono e dice loro di non piangere per lui, rna per il ereditato. Se non riescono a rendersene conto, i lettori in-
destino che Ie colpir!\. Durante la crocifissione non rimane terpretano Luca in modo errato, come accade, per esem-
muto, bensi chiede a Dio di perdonare i responsabili, pia, quando presumono che Marco e Luca dicano la stessa
«perche non sanno quello che fanno». Neppure sulla cro- cosa di Gesu. Se i due evangelisti non 10 fanno, non elecito
ce tace: quando uno dei due ladroni 10 schernisce (non en- ignorarlo, prendendo, per esempio, quello che scrive Mar-
trambi, come in Marco), l'altro chiede il suo aiuto e Gesu co e quello che scrive Luca, poi cio che affermano Matteo e
risponde con serena consapevolezza: «In verita ti dico: og- Giovanni e, mescolando Ie quattro versioni, far fare e dire
gi sarai con me nel paradiso». E alia fine, invece di chiede- a Gesu tutte Ie cose narrate da ciascuno degli autori dei
re a Dio perche 10 ha abbandonato (qui non vi e alcun gri- vangeli. Chiunque interpreti quei testi in tal modo non sta
do di abbandono) prega, pieno di fiducia nell'aiuto e lasdando che ciascuno degli autori diea la sua, non sta cer-
nell' assistenza di Dio:«Padre, nelle tue mani consegnoil cando di capire do che ogni singolo autore scrisse, non sta
mio spirito». ,leggendo i vangeli, rna sta inventandone uno nuovo com-
Luca ha modificato il racconto e per comprendere cio posto dai quattro del N uovo Testamento, un nuovo vange-
che desiderava enfatizzare non dobbiamo prendere questi 10 diverso da ognuno di quelli giunti fino a noi.
cambiamenti alia leggera. Mi sono reso conto che la gente L'idea che Luca abbia modificato il testo che aveva da-
non Ii considera importanti, quando pretende che Luca vanti, in questo caso il racconto di Marco, non 10 pone in
stia dicendo Ie stesse cose di Marco. Marco voleva porre in una situazione eccezionale fra gli autori del cristianesirno
rilievo I'estremo abbandono e 10 stato di quasi disperazio- antico. In realta e cio che fecero tutti gli au tori neotestamen-
ne di Gesu davanti alia morte. Gli interpreti non sono con- tari, COS! come tutti gli scrittori di tutta la letteratura cristia-
cordi nello spiegare perche questa sia cio che Marco voleva na al di la del Nuovo Testamehto, anzi tutti gli scrittori di
enfatizzare: secondo alcuni I' evangelista intendeva sottoli- ogni tipo e di ogni luogo: modificarono la tradizione e la
neare che Dio opera in modi assai misteriosi e che una sof- riformularono con parole proprie. II Vangelo di Giovanni e
ferenza in apparenza inspiegabile (alia fine Gesu sembra molto diverso dagli altri tre (Gesu, per esempio, non rac-
essere in preda al dubbio: «Perche rni hai abbandonato?») conta mai una parabola ne scaccia un demone; e nel rac-
puo in realta essere il cammino della redenzione. conto giovanneo, a differenza degli altri, Gesu tiene lunghi
Luca voleva trasmettere un messaggio diverso. Per lui discorsi sulla sua identita e compie «miracoli;' per dimo-
Gesu non era disperato. Era sereno e controllato, sapeva strare che quello che dice di se stesso e vero).
cio che gli stava succedendo, perche stava succedendo e II messaggio di Paolo e al tempo stesso simile e diverso
cosa sarebbe accaduto in seguito «<oggi sarai con me nel da quello che troviamo nei vangeli (non si dilunga sulle
paradiso»). Anche in questa caso gli interpreti non con- parole e sulle azioni di Gesu, per esempio, rna si concentra
cordano suI motivo per cui Luca ritrasse in questo modo su cio che per lui erano gli argomenti cruciali: che Cristo
Gesu davanti alia morte, rna forse I'autore voleva dare un morl sulla croce e che fu resuscitato). II messaggio di Gia-
esempio ai cristiani perseguitati di come essi stessi doves- como e diverso da quello di Paolo, quest'ultimo si diffe-
sero affrontare la morte, nell'assoluta sicurezza che Dio renzia da quello degli Atti, quello dell'Apocalisse di Gio-
era dalla loro parte malgrado il tormento che stavano su- vanni e diverso da quello del Vangelo di Giovanni, e cosi
bendo «<nelle tue mani consegno il mio spirito»). via. Ognuno di questi autori era umano, ognuno aveva un
II punta e che Luca modifieo la tradizione che aveva suo messaggio, ognuno esprimeva con parole sue la tradi-
248 Gesit non l'ha mai delta Conclusione 249
zione che aveva ricevuto: ognuno stava, in un certo senso, Piu studiavo, infatti, piu capivo che leggere un testa
modificando i «testh che aveva ereditato. , implica sempre interpretarlo. All'inizio credo di avere
Senza dubbio 10 facevano anche gli scribi. E forse un'i- avuto un'idea piuttosto ingenua della lettura, secondo la
ronia, rna da un certo punto di vista gli scribi modificaro- quale 10 scopo di leggere un testa e unicamente di lasdare
no Ie Sacre Scritture in maniera molto meno radicale degli che esso «parli da se», scoprendo il significato inerente aI-
au tori stessi del Nuovo Testamento. Quando Luca pre- le sue parole. La realta, ne ho preso atto, e che il significa-
paro il suo vangelo e si servl di Marco come fonte, non era to non e inerente e i testi non parlano da se. Se 10 facesse-
sua intenzione limitarsi a copiare Marco per i posteri. Si ro, chiunque leggesse un testa in modo onesto e aperto
proponeva di alterare Marco alIa luce di altre tradizioni su concorderebbe su do che esso dice. Ma Ie interpretazioni
Gesu che aveva letto e ascoltato. . diverse abbondano e i lettori non sono d'accordo su cia
Gli scribi di epoca successiva, che produssero i nostri che uno stesso testa significa.
manoscritti, erano invece interessati soprattutto alIa co- Questo e senza dubbio vero nel caso delle Sacre Scrittu-
piatura dei testi che avevano davanti. Non si considerava- re: basta osservare Ie centinaia 0 addirittura migliaia di
no autori che scrivevano nuovi libri, rna quasi sempre co- modi in cui la gente interpreta illibro dell' Apocalisse, 0
pisti che riproducevano libri antichi. Le modifiche che considerare tutte Ie varie denominazioni cristiane, compo-
introducevano, quanto meno quelle intenzionali,.erano ste di fedeli intelligenti e benintenzionati che fondano sul-
senz'altro viste come correzioni del testo, forse effettuate la Bibbia Ie loro opinioni a proposito di come la Chiesa do-
perche gli scribi erano convinti che coloro che Ii avevano vrebbe essere organizzata e funzionare, giungendo pero
preceduti ne avessero per errore mutato Ie parole. L'inten- tutti a condusioni radicalmente diverse (battisti, penteco-
zione era, in genere, di salvaguardare la tradizione, non di stali, presbiteriani, cattolid romani, maneggiatori di ser-
cambiarla. penti degli Appalachi, greci ortodossi eccetera).
Di fatto, pero, la modificarono, a volte per caso e a volte E pensate all'ultima volta in cui siete stati coinvolti in
di proposito. In numerosi punti alterarono la tradizione una discussione avente per oggetto la Bibbia e qualcuno ha
che avevano ereditato e ogni tanto 10 fecero affinche il te- offerto un'interpretazione di un versetto delle Sacre Scrittu-
sto dicesse do che gia si presumeva dovesse significare. re che vi ha lasdato meravigliati. Come gli e venuta in
mente una cosa simile, vi sarete chiesti. Ascoltiamo di conti-
Con iI passare degli anni e il proseguire dei miei studi nuo dibattiti su omosessuaIita, ruolo dene donne nella
sugli scritti neotestamentari, a poco a poco iI mio giudizio Chiesa, aborto, divorzio e perfino politica, in cui entrambe
nei confronti degli scribi che modificarono Ie Sacre Scritture Ie parti citano la stessa Bibbia (talvolta addirittura gli stessi
mentre Ie copiavano si e fatto meno severo. Agli inizi credo versetti) a sostegno della propria tesi. Forse che alcuni sono
di essere rimasto stupefatto, forse persino scandalizzato piu rigidi 0 menD intelligenti di altri e non riescono a capire
dal numero di cambiamenti introdotti durante la trascrizio- quello che il testo dice con chiarezza? No di certo.
ne da questi amanuensi anonimi, che usavano parole pro- I testi del Nuovo Testamento non sono semplici raccolte
prie al posto di quelle degli autori originali. Tuttavia, ho di parole il cui significato e palese per qualsiasi lettore.
smussato i miei giudizi su di loro quando (col tempo) mi Devono, invece, essere interpretati per avere senso; non
sono reso conto che do che facevano non era affatto diverso basta leggerii come se potessero rivelare il proprio signifi-
da do che fa ciascuno di noi ogni volta che legge qualcosa. cato senza il procedimento dell'interpretazione. Com'e
250 Gesu non I'ha mai detta Conclusione 251

ovvio, cib non vale solo per i documenti neotestamentari, Sotto questa aspetto, gli scribi alterarono Ie Scritture in
rna per testi di qualsiasi genere. Altrimenti perche esiste- maniera diversa dalla nostra. Ma, in un senso piu elemen-
rebbero spiegazioni cosl radicalmente diverse della Costi- tare, Ie modificarono come tutti noi facciamo ogni volta
tuzione americana, de! Capitale 0 di Middlemarch? I testi che Ie leggiamo. Perche essi, come noi, tentavano di com-
non si limitano a rive!are il proprio significato a chi Ii stu- prendere cib che gli autori avevano scritto e ne! contempo
dia cononesta, rna vengono interpretati, e interpretati da volevano capire come Ie parole di quei testi avrebbero po-
esseri umani che (proprio come i loro autori) vivono e re- tuto aiutarli a dare un sensa alia loro situazione e alia loro
spirano, e possono trovarvi un senso solo spiegandoli a1la stessa vita. ,
luce di altre conoscenze, chiarendone il significato e illu-
strandone Ie parole «con altre parole».
Cosl facendo, tuttavia, i lettori modificano Ie parole ori-
ginali. Durante la lettura si e obbligati a farlo. Non si trat-
ta di un processo che si possa decidere di fare 0 non fare,
quando si scorre un testo: per comprenderne il significato
occorre leggerlo, per leggerlo oecorre esprimerlo con altre
parole, per esprimerlo con altre parole occorre disporre di
altre parole con cui esprimerlo, per avere altre parole con
cui esprimerlo occorre avere una vita propria, per avere
una vita propria occorre avere desideri, brame, esigenze,
mancanze, eonvinzioni, prospettive, visioni del mondo,
opinioni, simpatie e antipatie e tutte Ie altre cose che ren-
dono umani gli esseri umani. Perci<) leggere un testo si-
gnifica necessariamente modificarlo.
Questo e cib che aecadde agli scribi del Nuovo Testa-
mento: lessero i testi a loro disposizione esprimendoli nel-
la mente con altri termini.
A volte, perc, Ii espressero letteralmente con altre parole.
Dunque, non fecero solo cib che facciamo tutti ogni volta
che leggiamo un testo, rna anche qualcosa di assai diverso.
Perche quando noi esprimiamo con altre parole un testa
nella nostra mente, in realtii. non modifichiamo cib che e
scritto fisicamente sulla pagina. Invece, in qualche occa-
sione gli scribi fecero proprio questo: modificarono cib che
era scritto in modo che Ie parole che i lettori successivi
avrebbero avuto dinanzi fossero parole diverse, che avreb-
bero poi dovuto, per essere comprese, essere espresse con
altre parole ancora.
Note

Introduzione
,.
1 Il mia arnica Jeff Siker dice che leggere it Nuovo Testamento in greco e co-
me vederIo a colori, mentre leggerIo in traduziane e come vederla in bian-
co e nero: si afferra il sensa, rna si perdono molte sfumature.
2 Illibra che piu si avvicina a questa modeHo e: David C. Parker, The Living
Text of the Gospels, Cambridge, The University Press, 1997.

I. I.e origini dei testi sacri cristiani


1 Oggi gli studiosi usano la designazione (.era comune.) (abbreviato e.e.) al
poste del1a piu antica Anno Domini (= AD., ovvero <mell'anno del Signo-
re>.), in quanto la prima e piu comprensiva di tutte Ie fedi.
2 Per una sintesi riguardo aHa formazione del canone ebraico delle Sacre
Scritture si veda James Sander, Canon, Hebrew Bible, in Anchor Bible Dictio-
nary, a cura di David Noel Freedman, New York, Doubleday, 1992, I, pp.
838-52.
3 Definendo Gesu un rabbino non intendo affermare che rivestisse una
qualche posizione ufficiale nel giudaismo, rna 501tanto che era un maestro.
Naturalmente, non era solo un maestro, forse la defmizione migliore e
«profeta». Per un'analisi piu approfondita, si veda Bart D. Ehnnan, Jesus:
Apocalyptic Prophet of the New Millennium, New York, Oxford University

Press, 1999.
4 Fra queste figurerebbero Ie tre lettere «deuteropaoline) ai Colossesi, agli
Efesini e Ia Seconda Iettera ai Tessalonicesi e, in particolare, Ie tre Iettere
«pastorali»),Ia Prima e Ia Second a Iettera a Timoteo e quella a Tito. Circa Ie
motivaziani a causa delle quali gli studiosi dubitano che queste lettere sia-
no di Paolo, si veda Bart D. Ehrman, The New Testament: A Historical Intro-
duction to Early Christian Writings, New York, Oxford University Press,
2004', cap. 23.
5 In epoca piu tarda, vi furono numerose Iettere false spacciate per Ja Jettefa
ai Laodicesi. Se ne e conservata una, di solita compresa nei cosiddetti apo-
crifi del Nuova Testamento. E poco piu di un miscuglio di espressioni e fra-
si paoline, messe insieme alla meglio per apparire come una delle Iettere di
254 Gesu non l'ha mai detto Note 255

Paolo. Un'altra lettera chiamata Ai IAodicesi e ormai scomparsa fu senza 4 L'analisi piu completa si trova in Kim Haines-Eitzen, Guardians of Letters:
dubbio fabbricata da Marcione, l' «eretico» del II seeola, Literacy, Power, and the Transmitters of Early Christian Literature, New York,
6 Sebbene ovviamente Q non esista piu, vi sono buoni motivi per ritenere Oxford University Press, 2000.
che fasse un documento autentlco, anche se non possiamo conosceme con 5 Mutuo questo esempio da Bruce M. Metzger e Bart D. Ehrman, 11 testo del
certezza tutti i contenuti. Si veda Bart D. Ehnnan, The New Testament ... , cit., Nuovo Testamento: trasmissione, corruzione e restituzione, ed. it. a cura di Do-
cap. 6. La lettera Q e l'abbreviazione del1a parola tedesca QueUe, che signifi- natella Zoroddu, Brescia, Paideia, 1996, p. 22.
ca <dante») (vale a dire la fonte di buona parte del materiale del detti di Mat- 6 Cib viene affermato nel famosa Canane muratoriano, il piu antico elenco
teo e di Luca). dei libri accettati come «canonici" dal suo anonimo autore. Si veda Bart D.
7 Per esempio, nei trattati noti come l'Apocalisse di Pietro e i1 Secondo tmttato Ehrman, I Cristianesimi perduti. Apocrift, sette ed eretici nella battaglia per Ie Sa-
del grande Seth, entrambi scoperti nel1945 in un nascondiglio di documenti ere Scritture, trad. it., Roma, Caracci, 2005, pp. 269-73.
«gnostich> nei pressi del vi1laggio di Nag Hanunadi, in Egitto. Per Ie tradu- 7 Questa e una delle fondamentali conc1usioni di Kim Haines-Eitzen, Guar-
zioni, si veda James M. Robinson (a cura di), The Nag Hammadi Library in dians of Letters ... , cit.
English, San Francisco, HarperSanFrancisco, 19883, pp. 362-78. S Con professionisti intendo scribi che venivano appositamente preparati
8 n tennine ((gnostiCO') viene dalla parola greca gnosis, che significa ((cono- e/o pagati per copiare testi come parte della loro attivita. [n un periodo
scenza». Lo gnosticismo riguarda un gruppo di religioni che, a partire dal successivo, nei manasteri, i monad venivano di solito preparat~ rna non
1I secola, enfatizzo }'importanza di ricevere conoscenze segrete per la sal- pagati; io propenderei per includerli fra gli scribi di professione.
vezza da questa malvagio mondo fisico. , 9 Commentary on Matthew 15.14, come citato in Bruce M. Metzger, Explicit
9 Per un'analisi piu eompleta, si veda Bart D. Ehrman, I Cristianesimi perdu- References in the Works of Origen to Variant Readings in Ne-w Testament Manu-
ti. Apocrifi-, sette ed eretid nella battaglia per Ie Sacre Scritture, trad. it., Roma, scripts, in Biblical and Patristic Studies in Memory of Robert Pierce Casey, a cu-
Carocci, 2005, soprattutto i1 cap. 11. Ulteriori informazioni sull'intero pro- ra di J. Neville Birdsall e Robert W. Thomson, Freiburg, Herder, 1968, pp.
cesso sono reperibili in Harry Gamble, The New Testament Canon: Its Making 78-79.
and Meaning, Philadelphia, Fortress Press, 1985. Per la versione autorevole 10 Origene, Contra Celso, a cura di Aristide Colonna, Torino, U ) El, 1989, 2,27.
standard degli accademici si veda Bruce M. Metzger, II canone del Nuovo Te- 11 Si veda Bart D. Ehrman, The Orthodox Corruption of Scripture: The Effects of
stnme1TtD~ origine, sviluppo e sigmficato, trad. it., Brescia, Paideia, 1997. Early Christologren] Controversies on the Text of the NeuJ Testament, New York,
10 Per una traduzione recente della 1ettera di Policarpo, si veda Bart D. Ehr- Oxford University Press, 1993.
man, The Apostolic Fathers, Loeb Classical Library, Cambridge, Harvard 12 Origene, I principi, prefazione di Rufinus, come citato in Harry Y. Gam-
University Press, 2003, vol. 1. ble, Libri e leftori nella Chiesa antico ... , cit., pp. 169.
11 Per ulteriori informazioni su Marcione e i suoi insegnamenti, si veda 13 Si veda la precedente nota 8.
Bart D. Ehrman, 1 Cristianesirni perduti ... , cit., pp. 137-44. 14 Per altre note aggiunte a manoscritti da scribi stanchi 0 annoiati, si veda-
12 Si veda soprattutto William V Harris, Lettura e istruzione nel mondo antico, no gli esempi cita:ti in Bruce M. Metzger e Bart D. Ehrman, II testa del Nuovo
trad. it., Bari, Laterza, 1991. Testamento ... , cit., cap. 1, par. 3.
13 L'abbreviazione a.e.c. corrispnde alia didtura ante era comune. 15 Solo in Wla occasione WlO degli 5cribi segretari di Paolo si identifica; eun
14 Per i tassi di alfabetismo fra gli ebrei nell'antichita, si veda Catherine uomo di nome Terzo, al quale Paolo detta la sua Lettera ai Romani. Si veda
Hezser, Jewish Literacy in Roman Palestine, Tiibingen, Mohr /Siebeck, 2001. Rm 16,22.
15 Si veda 10 studio di Kim Haines-Eitzen, Guardians of Letters: Literacy, 16 Si veda, in particolare, E. Randolph Richards, The Secretary in the Letters of
Power and the Transmitters of Early £hristian Literature, New York, Oxford Paul, TUbingen, Mohr/Siebeck, 1991.
University Press, 2000, pp. 27-28, e gli articoli di H.C. Youtie ivi dtati. 17 Anche il Nuovo Testamento rivela che gli autori dei vangeli avevano del-
16 La traduzione dei brani citati e tratta da Origene, Contra Celso, a cura di le (<tonti» per Ie loro narrazioni. In Luca 1,1-4, per esempio, l'autore dichia-
Aristide Colonna, Torino, UIEl, 1989. ra che ((molti» predeeessori avevano seritto un raceonto delle cose che Ge-
su aveva detta e fatta e che, dopa averle lette ed essersi eonsu1tato con
«restimoni oculari e ministri della parolal>, ha deciso di produrre il proprio
II. 1 copisti dei primi scritti cristiani
racconto che, a differenza degli altri, segue «diligenti>; ricerche. In altri ter-
1Per ulteriori argomentazioni, si veda Harry Y. Gamble, Libri e lettQ1'i nella mini: Luca disponeva di fonti sia araB che scritte per gli eventi che narra;
Chiesa antica: storia dei prif!li testi cristiani, trad. it., Brescia, Paideia, 2006, non era un osservatore di prima mano della vita terrena di Gesu. E proba-
cap. 3. bile che 10 stesso valesse anche per gli altri autori dei vangeli. Sulle fanti di
2 Lucio Anneo Seneca, L'ira, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 1998, GiovaruU, 5i veda Bart D. Ehrman, The New Testament: A Historical Introduc-
p. 127. tion to Early Christian Writings, New York, Oxford University Press, 20043,
3 Marziale, Epigrammi, a eura di Giuseppe Norcio, Torino, UTET, 1980, p. 191. pp.164-67.
256 Gesu non l'ha mai detto Note 257

18 Pili avanti vedremo come alcuni manoscritti possano essere riconosciuti dopo l'mvenzione della stampa, proprio corne alcuni oggi continuan? ~
come «migliorb> Tispe-tto ad altri. usare Ie macchine per scrivere, nonostante siano disponibili i programmt dJ
19 In realta vi furona diversi finali aggiunti da scribi diversi, non solo gli ul- videoscrittura.
timi dodici versetti noti ai lettari del1a Bibbia inglese. Per una illustrazione 15 5i noter~ che Ie quattro categorie di manoscritti non sana ordinate in ba-
di tutti i nnali, si veda Bruce M. Metzger, A Textual Commentary on the Greek se agH stessi principi. I papiri sono scritti in grafia maiuscola, come i mano-
New Testament, New York, United Bible Society, 19942, pp. 102-06. scritti rnaiuscoli, rna su una superHcie di scrittura diversa, i rninuscoli sono
20 Si veda Bart D. Ehrman, The New Testament .. " cit., cap. 5, speciahnente Ie scritti sullo stesso tipo di superficie dei rnaiuscoli (pergarnena), rna in Wla
pp.79·80. grafia di tipo diverso. '
16 Per ulteriori esempi di modifiche non intenzionali, si veda Bruce M.
III. Versioni del Nuovo Testamento Metzger e Bart D. Ehrman, II testo del Nuovo Testamento ... , cit., cap. 7, par. I.
17 A colora che siano interessati a vedere come gli srudiosi dibattano in con-
1 Per la mia interpretazione del termine «scriba professionista», si veda la tinuazione sui pregi di una lezione rispetto a un' altra si consiglia di consul-
nota 8 del cap. 2. tare Bruce M. Metzger, A Textual Commentary on the Greek New Testament, cit.
2 Per un ragionamento sull'assenza di prove di scriptoria nei primi secoli, si 18 Devo questo esempio, come molti dei precedenti, a Bruce M. Metzger. Si
veda Kim Haines-Eitzen, Guardians oj Letters: Literacy, Power, and the Tran- veda Bruce M. Metzger e Bart D. Ehrman, Ii testo del Nuova Testamento ... ,
smitters of Early Christian Literature, New York, Oxford University Press, cit., pp. 187·88.
2000, pp. 83·91. 19 Per un'ulteriore analisi di questa variante, si veda il cap. 7.
3 Oggi Eusebio e noto come il padre della storia ecclesiastica grazie aHa sua 20 Per un'analisi piit completa sune varianti neHe tradizioni del Padre No-
narrazione in died volumi dei primi trecento anni della storia della Chiesa. stro, si veda David C. Parker, The Living Text oj the Gospels, Cambridge, The
4 Per una descrizione di queste prime «versioni.) (cioe traduzioni) del Nuo- University Press, 1997, pp. 49-74.
vo Testamento, si veda Bruce M. Metzger e Bart D. Ehrman, 11 testo del Nuo- 21 Esistono numerose varianti testuali fra Ie testimonianze che documenta-
vo Testamento: trasmissione, corruzione e restituzione, ed. it. a cura di Donatel- no questa forma pili lunga del brano.
la Zoroddu, Brescia, Paideia, 1996, cap. 2, par. II.
5 Sulle versioni latine del Nuovo Testamento, compresa l'opera di Gerola-
mo, si veda Bruce M. Metzger e Bart D. Ehrman, II testa del Nuovo Testamen- IV. La ricerca de; testi originari
to ... , cit., cap. 2, par. 11.2. 1 Per uno studio classico su come la Bibbia era intesa e trattata nel Medioe-
6 Per maggiori informazioni su questa e su altre edizioni a stampa trattate vo, si veda Beryl Smalley, Lo studio della Bibbia nel Medioeva, trad. it., Bolo-
nelle pagine successive, si veda Bruce M. Metzger e Bart D. Ehrman, II testa gna, il Mulino, 1972.
del Nuovo Testamento ... , cit., cap. 3. 2 Richard Simon, Histoire critique du texte du Nouveau Testament, Rotterdam,
7 5i veda soprattutto l'istruttiva esposizione in Samuel P. Tregel1es, An Ac- Reinier Leers, 1689 (trad. ing!.: A Critical History of the Text of the New Testa·
count oj the Printed Text of the Greek New Testament, London, Samuel Bagster ment, prefazione, London, R. Taylor, 1689). .
& Sons, 1854, pp. 3-11. . 3 Richard Simon, A Critical History of the Text of the New Testament cit., parte
B Illatino recita: «(Textum ergo habes, nunc ab omnibus receptum: in quo nihil I, p. 65.
immutatum aut corruptum damus). 4 Idem, parte I, pp. 30·31.
9 Si veda Bruce M. Metzger e Bart D. Eruman, 11 testa del Nuovo Testamen- 'Idem, parte I, p. 31.
to ... , cit., cap. 3, par. I I . . . 6 Citato in Georg Werner Kiimmel, Il Nuovo Testamento: storia dell'indagine
10 L'espressione enfatica di VVhitby e citata in Adam Fox, John Mill and Ri- scientifica suI problema neotestamentario, trad. it., Bologna, il Mulino, 1976,
cluzrd Bentley: A Study of Textual Criticism of the New Testament, 1675·1729, p.49.
Oxford, Blackwell, 1954, p. 106. 7 La biografia pili completa e ancora quella di James Henry Monk, The Life
11 Ibidem, of Richard Bentley, D.o., 2 vol!., London, Rivington, 1833.
12 Phileleutherus Lipsiensis, Remarks upon a Late Discourse of Free Thinking, 8 Citato in idem, I, p. 398.
London, W. Thurboum, 1737', pp. 93-94. 9 Idem, p. 399.
13 nmio arnica Michael Holmes mi ha fatta notare che, delle settemila co- 10 Richard Bentley, Proposals for Printing a New Edition of the Greek New Testa-
pie della Bibbia greea (sia Nuovo Testamento greco che Antico Testamento ment and St. Hieroms Latin Version, London, Jolm Morphew, 1721, p. 3.
greco), menD di dieci, a quanto sappiamo, hanna mai contenuto l'intera 11 Si veda James Henry Monk, The Life of Richard Bentley, D.o., cit., 2, pp.
Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, Tutte sono incomplete (qua e la. man- 130·33.
cano delle pagine) e sol tanto quattro risalgono a prima del X secoIo. 12 Idem, p. 136.
14 I manoscritti (copie scritte a mana) continuarono a essere p.r:odotti anche 13 Idem, pp. 135·37.
258 Gesu non l'ha mai detto Note 259

]4 Per una biografia completa, si veda John c.F. Burk, A Memoir of the Life me dice un vecchio adagio di critiea testuale, tuttavia, i manoscritti devono
and Writings of Johann Albrecht Bengel, London, R. Gladding, 1842. essere soppesati, non contati.
]S Idem, p. 316.
3 AIcuni. studiosi 10 considerano il principio di critica testuale piu elemen-
16 Abbiarno gia osservato questa principia alI'opera, si vedano gH esempi tare e affidabile fra tutti.
di Marco 1,2 e Matteo 24,36 trattati nel III capitola. 4 Molto di quanto segue e tratto dal mio articolo Text and Tradition: The Role
]7 c.L. Hulbert Powell, Johann James Wettstein, 1693-1754: An Account of His of New Testament Manuscn'pts in Early Christian Studies, in «TC: A Journal of
Life, Work, and Some oj His Contemporaries, London, SPCK, 1938, pp. 15 e 17. Textual Criticism» [http://rosetta.reltech.org/TC/Tc.htmll,5,2000.
18 Idem, p. 43. .
5 Per un'analisi piu compIeta di questa variante e della sua importanza per
19 Negh annali della cultura Lachmann spicea corne colui che, piu di chiun- l'interpretazione, si veda it miD articolo, A Sinner in the Hands of an Angry
que altro, concepl un metoda per definire il rapporto genealogico fra i ma- Jesus, in New Testament Greek and Exegesis: Essays in Honour of Gerald F.
noscritti nella tradizione testuale degli autori classici. In effetti, it suo prin- Hawthorne, a cura di Amy M. Donaldson e Timothy B. Sailors, Grand Ra-
cipale interesse professionale non verteva SligH scritti neotestamentari, che pids, Eerdmans, 2003. Mi sana basato su questa articolo per gran parte del-
tuttavia riteneva rappresentassero per gH studiosi una sfida unka e interes-
sante. la successiva analisi.
6 Si veda Bart D. Ehrman, The New Testament: A Historical Introduction to
20 Citato in Bruce M. Metzger e Bart D. Ehrman, Il testo del Nuovo Testamen-
Early Christian Writings, New York, Oxford University Press, 20043, cap. 6.
to: trasmissione, corruzione e restituzione, ed. it. a cura di Donatella Zoroddu,
7 Nel Vangelo di Marco, Gesu viene definito eompassionevole in modo
Brescia, Paideia, 1996, p. 127.
esplicito solo in altre due occasioni: in Marco 6,34, quando nutre i cinque-
21 Costantino Tischendorf, Gli evangeli, quando furono 5critti?, trad. it., Firen-
ze, Tipografia Claudiana, 1868, pp. 12·13. mila uomini, e in Marco 8,2, quando da da mangiare a quattrornila perso-
22 Idem, pp. 16-17. ne. Luca racconta it primo episodio in maniera del tutto diversa e non ac-
23 Ancor oggi i monad del monastero di Santa Caterina sostengono che Ti-
cenna al secondo. Matteo, invece, riporta entrambi gli episodi e mantiene
schendorf non (~abbia ricevuto» i1 manoscritto, bensi 10 abbia trafugato. la descrizione di un Gesu compassionevole in tutte e due Ie occasioni (Mt
24 Dai tempi di TIschendorf sono stati scopero manoscritti aneor piu impor-
14,14; 15,32, e in piu 9,30). In altri tre casi in Matteo, e in un altro ancora in
tanH. In particolare, nel corso del:XX sccolo gli archeologi hanno partato al- Luca, Gesu viene descritto in modo esplicito come compassionevole. E
]a luce numerosi manoscritti su papiro, antecedenti al Codex Sinaiticus per- dunque difficile imrnaginare perche entrambi, in maniera indipendente
fino di centocinquant'anni. La maggior parte di tali papiri e frammentaria, uno daIl'altro, avrebbero omesso tale termine dalla narrazione che stiamo
rna alcuni sana di notevo]e lunghezza. A tutt'oggi sono conOSciuti e catalo- analizzando pur avendola presa da Marco.
gati circa centosedici papiri, contenenti parti di quasi tutti i Iibri del Nuovo a Per queste diverse interpretazioni, si veda Bart D. Ehrman, A Sinner in the
Testamento. Hands of an Angry Jesus, cit.
25 Caspar R. Gregory, «Tischendorf», Bibliotheca Sacra, 33, 1876, pp. 153.93. 9 Per Wl'analisi piu particolareggiata dei motivi per cui gli scribi cambiaro-
26 Arthur Fenton Hort (a cura di), Life and Letters oj Fenton John Anthony no it racconto iniziale, si veda il cap. 7, pill avanti.
Hort, London, Macmillan, 1896, p. 211. 10 Per un'analisi pill completa di questa variante, si veda Bart D. Ehrman,
27 Idem, p. 250. The Orthodox Corruption of Scripture: The Effects of Early Christological Contro-
28 Idem, p. 264. versies on the Text of the New Testament, New York, Oxford University Press,
29 Idem, p. 455. 1993, pp. 187-94. La mia prima trattazione di questa passo e stata scritta in
30 Per Wla sintesi dei principi di critica testuale usati da Westcott e Hort per collaborazione con Mark Plunkett.
definire illora testa, si veda Bruce M. Metzger e Bart D. Ehrman, Il testa del 11 Per un'analisi sui motivi che spinsero gli scribi ad aggiungere i versetti al
NUOVD Testamento ... , cit., pp. 129-36. resoconto di Luca, si veda il cap. 6, piti avanti.
31 Si veda la preeedente nota 24. 12 Per un'analisi pill completa di questa variante, si veda Bart D. Ehrman,
The Orthodox Corruption of Scripture ... , cit., pp. 146-50.
V. Originali che contano

1 Per un'ulteriore spicgazione di questi metodi, si veda Bruce M. Metzger e VI. Alterazioni del testo con motivazioni teologiche

Bart D. Ehrman, 11 testo del Nuovo Testamento: trasmissione, corruzione e restitu- 1 Per testi fondamentali di questa periodo, si veda Bart D. Ehnnan, After the
zio/le, ed. it. a cura di Donatella Zoroddu, Brescia, Paideia, 1996, pp. 199-210. Ne'W Testament: A Reader in Early Christianity, New York, Oxford University
2 Cio significa, fra l'aItro, che Ie lezioni nel testo «(bizantino» prevalente non e
Press, 1999. Una bella introduzione al periodo reperibile in Henry
devono per forza essere Ie lezioni migliori. Sono soltanto queUe che trova- Chadwick, The Early Church, New York, Penguin, 1967.
no piu supporto nei manoscritti in termini di puca quantita numeriea. Co- 2 Per un'analisi piu completa del materiale trattato nei paragrafi successivi,
260 Cesu non l'lul mai detto Note 261

si veda soprattutto Bart D. Ehrman, I Cristianesimi perduti. Apocri/i. sette ed se i versetti 34-35, si veda soprattutto il commento di Gordon D. Fee, The
erelici nella battaglia per Ie Sacre Scritture, trad. it., Rama, Carocd, 2005, cap. 1. First Epistle to the Corinthians, Grand Rapids, Eerdmans, 1987.
3 Per ~'analisi completa, si veda Bart D. Ehrman, The Orthodox Corruption 5 L'analisi recente piu completa Eo di Eldon Jay Epp, Text-criticat Exegetical,
of SCTlpture: The Effects of Early Christological Controversies on the Text of the and Sociocultural Factors Affecting the lunia/Junias Variation in Rom 16:7, in A.
New Testament, New York, Oxford University Press, 1993. Denaux, New Testament Textual Criticism and Exegesis, Leuven, University
4 Per un'analisi piu esauriente delle concezioni adozioniste e di coloro che Press, 2002, pp. 227-92.
Ie sostenevano, si veda Bart D. Ehrman, The Orthodox Corruption of Scriptu- 6 Per altre modifiche di questo tipo negli Atti, si veda Ben Witherington,
re ... , cit., pp. 47-54. The Anti-Feminist Tendencies of the «Western» Text of Acts, in «Journal of Bi-
5,Per tm'analisi piu esauriente del docetismo e delle cristologie docetiste, blical Literature», 103, 1984, pp. 82-84.
51 veda Bart D. Ehrman, The Orthodox Corruption oj Scripture .. " cit., pp. 7 Per due interpretazioni classiche in questo ambito, si veda Rosemary
181-87. Ruether, Faith and Fratricide: The Theological Roots of Anti-Semitism, New
6 5i veda il precedente cap. 1. York, Seabury, 1974; e John Gager, The Origins of Anti-Semitism: Attitudes
7 Marcione accettava inoltre, corne Sacre Scritture, dieci lettere di Paolo Toward Judaism in Pagan and Christian Antiquity, New York, Oxford Univer-
(tutte quelle del Nuovo Testamento eccetto la Prima e 1a Seconda lettera a sity Press, 1983. Uno studio piu recente e queUo di Miriam Taylor, Anti-Ju-
Tunoteo e a Tito) e rifiutava l'intero Antico Testamento in quanto era illi- daism and Early Christian Identity: A Critique of the Scholarly Consensus, Lei-
bro del Dio creatore, non del Dio di Gesu. den, Brill, 1995.
8 Le citazioni sono tratte da Iustinus, Dialogo con Trifone, Milano, Edizioni· B Si veda Bart D. Ehrman, The Apostolic Fathers, Loeb Classical Library,
Paoline, 1988, 103.8, p. 308. Cambridge, Harvard University Press, 2003, vol. 2, pp. 3-83.
9 A ulteriore dimostrazione che questi versetti non erano originaU di Luca, 9 Melitone di Sardi, La Pasqua, a cura di Roberto Vignola e Maria Luisa
rna furono aggiunti a titolo di polemica antidocetica, si veda Bart D. Ehr- Giardini Morra, Fossano, Esperienze, 1972, pp. 80-81.
man, The Ortlwdox Corruption of Scripture ... , cit., pp. 198-209. 10 Si veda soprattutto David Daube, For They Know Not What They Do, in
10 Per un'altra interpolazione e un'analisi piu esauriente di questa, si veda «Studia Patristica», vol. 41 a cura di EL. Cross, Berlin, Akademie-Verlag,
Bart D. Ehrman, The Orthodox Corruption of Scripture ... , cit., pp. 227-32. 1961, pp. 58-70, e Kim Haines-Eitzen, Guardians of Letters: Literacy, Power,
11 Per ulteriori informazioni sulle cristologie separazioniste e sui gruppi and the Transmitters of Early Christian Literature, New York, Oxford Univer-
gnostici che Ie sostenevano, 5i veda Bart D. Ehrm~ The Orthodox COrrl'(P- sity Press, 2000, pp. 119-23:
tion of Scripture ... , cit., pp. 119-24. 11 Origene, Contro Celso, a cura di Aristide Colonna, Torino, UTET, 1989,4,22.
12 Per un'ulteriore analisi della gnosticismo, 5i veda Bart D. Ehrman, I Cri- 12 Si veda Ernst Bammel, The Cambridge Periscope: The Addition to Luke 6.4 in
stianesimi perduti... , cit., cap. 6. Codex Bezae, in «(New Testament Studies», 32, 1986, pp. 404-26.
13 Irenaeus, Contro Ie eresie e altri scritti, Milano, Jaca Book, 1981, 3,11,7, p. 241. 13 Lo studio classico sulla prima persecuzione dei cristiani e quello redatto
da W.H.C. Frend, Martyrdom and Persecution in the Early Church, Oxford,
, Blackwell, 1965. Si veda anche Robert Wilken, The Christians as the Romans
VII. Il contesto sociale delle Sacre Scritture Saw Them, New Haven, Yale University Press, 1984.
1 Si veda Bart D. Ehrman, The New Testament: A Historical Introduction to 14 Inoltre, prima del 70 e.c. (quando fu distrutto iI Tempio), si sapeva che gli
Ea!,ly ChristIan Writings, New.York, Oxford University Press, 20043, cap. 24. ebrei compivano sacrifici in onore dell'imperatore, un segno della loro
Ml sono affldato a questo capltolo per buona parte dena trattazione succes- lealta verso 10 Stato.
siva. Per un'ana1isi e una documentazione piu completa, si veda Ross 15 Per un'analisi piu completa, si veda il recente libro di Wayne Kannaday,
Kraemer e Mary Rose D'Angelo, Women and Christian Origins, New York, Apologetic Discourse of the Scribal Tradition, Atlanta, Society of Biblical Lite-
Oxford University Press, 1999. Si veda anche Ross Kraemer, Her Share of the rature Press, 2004, specie il cap. 2.
Blessings: Women's Religions Among Jews, Pagans, and Christians in the Graeco- 16 Portirio, Discorsi contro i cristianj, a cura di Claudio Mutti, Pad ova, Edi-
Roman World, New York, Oxford University Press, 1992; e Karen J. Torjesen, zioni diAr, 1977, p. 49.
When Women Were Priests: Women's Leadership in the Early Church and the 17 Lo studio piu completo in proposito e queUo di Wayne Karmaday, citato
Scandal of Their Subordination in the Rise of Christianity, San Francisco, Har- nella precedente nota 15.
perSanFrancisco,1993. 18 Si veda Robert M. Crant, Greek Apologists of the Second Century, Phila-
2 Per un'ulteriore elaborazione, si veda Bart D. Ehrman, Jesus: Apocalyptic delphia, Westminster Press, 1988.
Prophet of the New Millennium, New York, Oxford University Press, 1999, 19 Si veda, in particolare, Eugene Gallagher, Divine Man of Magician: Celsus
pp.188-9J. and Origen 011 Jesus, Chico, Ca, Scholars Press, 1982.
3 Si veda Bart D. Ehrman, The New Testament ... , cit., cap. 23. 20 Si veda Dale B. Martin, Inventing Superstition, Cambridge, Harvard Uni-
4 Per un'analisi piu completa a dimostrazione del fatto che Paolo non scris- versity Press, 2005.
262 Gesu non rha rna; delta

21 Iustinus, Dialogo con Trifone, Milano, Edizioni Paoline, 1988, 88.8, p. 280. Ringraziamenti .
22 Nel manoscritto p45 questa punta presenta una lacuna, rna contando il
numero delle lettere in grada di colmarla risulta evidente che questa era la
rispettiva lezione originale.

Couclusione
1Per un'analisi recente, si veda Adam Nicolson, God's Secretaries: The
Making of the King James Bible, New York, HarperColllns, 2003.

Ho un debito di gratitudine nei confronti di quattro studiosi appas-


sionali e attenli che hanna letto i1 mio manoscritto e suggerito (tal-
volta sollecitato e raccomandato) modifiche: Kim Haines-Eitzen
della Cornell University, Michael W. Holmes del Bethel College in
Minnesota, Jeffrey Siker della Loyola Marymount University e mia
moglie, Sarah Beckwith, studiosa del Meclioevo alia Duke Univer-
sity. II mondo accademico sarebbe un luogo piu felice se tutti gli
autori avessero dei lettori come lorD.
Meritano un ringraziamento anche i redattori di HarperSan-
Francisco: John Loudon, per avere incoraggiato il progetto e averla
approvato, Mickey Maudlin per averlo portato a compirnento e, so-
prattutto, Roger Freet per I'attenta lettura del testa e gli utili com-
menti.
Ho dedicato questa libra al mio mentore e relatore della tesi di
dottorato Bruce M. Metzger, che tanto mi ha insegnato in questo
campo e continua a ispirare il mio lavoro.

-
Abbreviazioni Indice delle citazioni bibliche

ANTICO TESTAMENTO

Dt Deuteronomio Dt 7:36
Es Esoda 24,1: 39 7,60: 220
25,4: 40 9,26: 15
Lv Levitico
10,37-38: 185
Mal Malachia
Es 13: 192
Sal Salmi
23,20: 110 17,4: 214
1 Sam 1 Samuele 17,30: 221
Lv 20,28: 132
13-14: 154
NUOVO TESTAMENTO 20,10: 75 Col
4,16: 31, 51
Ap Apocalisse
Mal
At Atti degli apostoli I Car
3,1: 110
Col Lettera ai colossesi 1,26: 49
1 Cor Prima lettera ai corinzi Sal 5,8: 106
2 COT Seconda lettera ai corinzi 22: 198-199 5,9: 31
Eb Lettera agli ebrei 69,22: 234 7,1: 31
Gal Lettera ai galati 7,17-24: 209
Gv Giovanni l'sam 11: 34, 209, 212-213
1 Gv Prima lettera di Giovanni 21,1-6: 14 11,2-16: 212
11,3-16: 209
Lc Lura
11,23-25: 191
~c ~arco
Ap 12,13: 106
Mt Matteo - 1,3: 52 14: 212-213
1 Pt Prima lettera di Pietro 14,26-33: 212
1,5: 108
2 PI Seconda lettera di Pietro 4,3: 109 14,33: 212
Rm Lettera ai romani 22,18-19: 64 14,33-36: 211
1 Tm Prima lettera a Timoteo 14,34-35: 212-213
1 Ts Prima lettera ai tessalonicesi At 14,36-40: 212
• 1,1-11: 195 14,40: 212
2:185 15,3-4: 29
2,29-38: 185 15,27: 168
3: 192
3,17: 221 2 Cor
4: 192 3,1: 31
4,13: 49 . 11,25: 225
268 Gesu non I'ha rnai detto Indice delle <itazioni bibliche 269

Eb 21,25: 76 24,10: 207 2,14-22: 15


1,3: 66 24,12: 193 5,17-20: 218
2: 168 1 Gv 24,51-52: 195 6,9-13: 113
2,8: 16&-169 4,2-3: 200 13,55: 233
2,9: 168-171, 197, 242 5,7-8: 95, 132 Me 16,18: 34
2,8-9: 166 1,2: 110,240 17,12-13: 111
Le 1.11: 183, 185 19,14: 156
4,16: 169
1: 185 1,40-41: 156 21,1: 39
5,7: 170
1,1: 32 1,41: 153,157,171,230,242 24,36: 110, 128,233-234,240
10,29: 169
1,1-4: 245 1,43-45: 79 26,29: 234
12,2: 170
1,35: 184 1,44: 158 27,24-25: 223
12,15: 169
2: 185 2:14-15 27,34: 234
13,24: 169
2,11: 184-185 3: 159 27,55: 207
Gal 2,33: 182 3,5: 156 28,1-10: 207
1,16-17: 15 2,39: 15 4: 15
2,15-16: 217 2,41·48: 183 6,3: 231-232 1 Pt
3,27-28: 208 3: 109 6,51-52: 79 3,15: 35
6,11: 69 3,22: 183,185 7,24-30: 207
5,38-39: 112 8,21: 79 2 Pt
Gv 6,1-4: 224 8,31-33: 79 3,16: 40
1,1-3: 186 8,1-3: 206 9: 112, 159-160
1,1-18: 71-73 9,29: 113 Rm
10,1: 185
1,14: 186 9,30-32: 79 3,21-22: 217
10,7: 40
10,14: 156 5,1: 108
1,17: 186 11,2·4: 113
10,33-40: 79 10,3-4: 217
1,18: 186-187, 240 12,8-9: 107
10,45: 192 12,11: 106
2: 71 18,16: 156
14,12: 15 16:208
3: 71 21,38: 76
14,33-35: 164 16,1-2: 208
3,16.18: 187 22,17-19: 191
14,36.39.41: 164 16,3: 214
4: 71 22,39-46: 160
14,62: 234 16,3-4: 208
4,1-42: 207 22,40: 162
15,25: 15 16,6: 208
4,22: 223 22,41: 164
15,34: )98 16,6-12: 208
5: 114 22,41.: 162
15,39: 192 16,7: 208, 213
5,3-4: 114 22,41b: 162 16,13-15: 208
5,39: 109 15,40-41: 206-207
22,41<-42: 162
7,53: 76 15,42-47: 76
22,42: 162, 164 1 Tm
8,1-11: 74 16,1-2: 76
• 22,43-44: 160-161, 163-164, 171, 190, 2: 211-212
8,58: 186 16,1-8: 207
241-242 2,11-15: 210
10,30: 186 16,4-8: 77
22,45.: 162 3,16: 131, 181, 185
11:71 16,8: 79
22,45b: 162 4,13: 41, 61
17,15: 108 16,9: 78
22,45c-46: 162 5,18: 40
18:103 16,9-11: 77
23:221
16,12-14: 77 1 T,
19,14: 15 23,27-31: 165
16,17-18: 77 1,9-10: 29
20,1-2: 207 23,32: 233 16,19-20: 77
20,3-10: 194 23,33-34: 220 2,14: 225
20,28: 186 23,34: 165,221 2,14-15: 217
Mt
20,30-31: 71 23,43: 165 5,26-27: 30
1,16: 112
21: 71-73 23,46: 165 5,27: 51
1,21: 223
21,22-23: 71 23,55: 207


Indice dei nomi

Abiatar,14 Davide, re d'Israele, 14,26


Abramo, 26, 112 Diogneto, 229
Achimelec, 14 Dionigi,63
Agostino di Ippona, 104 DUrer, Albrecht, 84
Alessandro II, zar di Russia, 138-139
Ambrogio, santo, 167 Efrem,137
Amos, 28 Eisenhower, Dwight David, Ian
Andronico,213-214 Elia, profeta, 111
Aquila, 208, 214-215 Ellerton, John, 140-141·
Aram,l09 Elzevir, Abraham, 94, 97
Aristide di Atene, 229 Elzevir, Bonaventura, 94, 97
Atanasio, 45, 104 Enoch,33
Atenagora, 229 Enrico VIII, re d'Inghilterra e lrlanda,
174
Bamaba, 138,218 Erac1io,37
Bamaba di Alessandria, 20 ErasIDo da Rotterdam, 84, 92-97, 241
Bengel, Johann Albrecht, 127·130, 134, Erma, 34, 57-61, 138
136,142,151·152 Estienne, Robert (Stephan us), 94-95,
Bentley, Richard, 101-103, 123-127, 97-98, 100, 125
129,131,134, 136 Eusebio,87
Beza, Theodof, 94, 97
Bush, George, Ian Fares, 109
• Bush, George W., IOn Febe,208
Fell, John, 98
Cel,o, 49·50, 62, 119,207,228-229,232 Filemone, 30
Cipriano, 135 Filippo, 32, 199
Clemente Alessandrino, 104, 200 Flavio Giuseppe, 20
Clemente di Rama, 20, 52, 59-60 Ford, Gerald, IOn
Colbatch, John, 126
Collins, Anthony, 101·102, 123 Geremia, 28, 138
Costantino [ il Grande, imperatore, Gerolarno, 89-90, 104, 119-121, 124·
86-87,176 125,135,167
Ge,iI, 4, 7·8, 14-15, 18-19, 28·30, 32·33,
Damaso I, papa, 89, 119 38-40,42-45,49, 63, 66, 71-72, 74-77,
Daniele, 33 79,86,91, %, 106, 108-114, 128, 131·
272 Gesu n011 fha mai detto Indice dei nomi 273

133,146,153-160,162-171,176-201, Joses (<<[ratello), di Gesu), 231 Omero,101 Samuele,28


206-210,214-226,228-235,240,243- Orazio Fiacco, Quinto, 101 Sara, 26
248 Lachmann,Karl, 134-136,141 Origene, 49-51, 62, 64, 104,119, 123, Seneca, Lucio Anneo, 56
Giacobbe, 26, 112 LaHaye, Tim, 19, 129 125,135-136,167,200,207,219,222, Sila, 214
Giacomo (<<{ratel/o» di Gesu), 231 Lazzaro di Betania, santo, 71 229,232-233 Simeone, 182
Giacomo, apostalo e santo, 17, 159, Leone X (Giovanni de' Medici), papa, Simon, Richard, 120-122, 127, 129
244,247 91 Paolo di Tarso, aposto]o e santo, 15, 17, Simone (<<fratello,> di Gesu), 231
Giacomo I, re d'lnghilterra, 90, 93, 97- Lindsey, Hal, 18, 128 29-36,39-43,49,51,62-63.68-70,103, Stefano, santo, 36, 220
98,241 Locke, Jolm, 101 106-108,169,178,188,191-192,207- Stephanus, v' EstielUle, Robert
Gibson, Mel, 74 Lopez de ZufUga, Diego (Stunica), 90- 214,217,221,225,241-242,244,247 Story, Cullen, 14
Giosue,28 91,96 Perside, 208 Shmica, v. Lopez de Zufiiga, Diego
Giovanni Battista, santo. 111 Luca, evangelista e santo, 4, 15, 17,32, Petaus, scriba egiziano, 48
Giovaruti, evangelista, apostolo e san- 43-44,76,107,109,112-113,146,155- Pietro, apostoto e primo papa, santo, Terenzio Afro, Publio, 101
to, 4, 15, 17,32,34,37,44,49,71-73, 157,160-166,182-185,189-195,206- 33-34,40,49,159,178,193-194,199, TertuIliano, Quinto Settimio Fiorente,
75-76,95,103,108-109,114,118,146, 207,219-221,224,233,241-242,244- 221 104,188-189,193-194,219,229
159,174,178,183,186-187,194,200, 248 Pilato, Ponzio, 222-223 Timoteo, 40-41, 43, 61, 131, 181, 185,
207,223,238,240,244,247 Luciano di Samosata, 20 Plutarco,20 210-212
Giuda (<<frateHo» di Gesu), 231 Policarpo, 36, 40-41 Tischendorf, Lobegott Friedrich Con-
Giuda Iscariota, apostelo, 77 Maddalena, v. Maria di Magdala Porfirio di Tiro, 228 , stantin von, 118, 136-139, 141, 143
Giuda Tommaso, 32 Malachia,110 Prisea, 208, 214-215 Tito,43
GiuHat 208 Marcione, 42-44, 62-63,176,188-189, Priscilla, v, Prisca Tommaso, apostolo e santo, 33
Giunia, 208, 213-214 193 Trifena, 208
Giuseppe, santo, 15, 26, 112, 180, 182.. Marco, evangelista e santo, 4, 14-15, Rabula,24 Trifosa, 208
223 17, 32, 44, 76-80, 95, 97, 105, 110, Rachele,26
Giuseppe d'Arimatea, apostolo e san- 112-113, 120, 146, 153-160, 164-166, Reag~ Ronald Wilson, IOn Walton, Brian, 98-99
to, 76 171,183-185,192,198-199,206-207, Rebecca, 26 Westcott, Brooke Foss, 139-143, 151
Giustino, 41-42, 44, 51, 190,219,229 230-235,240,242,244-248 Reuchlin, Johannes, 93, 95 Wettstein, Joharm James, 130-134, 181
Graham, Billy, 10 Maria, madre di Gesu Cristo, 15, 112, ,,, Rufino Tirannio (Rufino di Aquileia), Whitby, Daniel, 100-102
Graham, Franklin, IOn 180,182-184,223,231 64
Grapte, 59-60 Maria di Magdala, 32, 76-78, 207 Rufo, 208 Ximenes de Cisneros, Francisco, 90-91
Gregory, Caspar Rent~, 139 Marziale, Marco Valerio, 57
Griesbach, Johann Jakob, 134 Matteo, evangeJista e apostolo, 4, 15,
Gutenberg, Johann, 89-90 17,32,34,39,44,103,110-113,128,
146,155-157,204,20,,218,222-223,
Harris, William, 47 233-234,240,244-245,247
Hawthorne, Gerald, 11-12 . Melitone di Sardi, 219
Hort, Fenton John Anthony, 139-143, Metzger, Bruce M., 12
151 Middleton, Conyers, 126
Mill, john, 98-104, 115, 119-120,122-
Ignazio di Antiochia, 20 125,127,134
Ippolito di Rama, 190 Moldenhawer, Daniel Gotthitf, 92
Ireneo, 44, 62-63, 135, 188, 190, 198, Morinus, studioso cattotico, 100
200 Mos., 26-28, 39·40, 74-75, 153, 158,
Isacco,26 180,188,218-219
baja, profeta, 28, 110, 138
Ischyrion, scriba egiziano, 48 Nereo, 208
Nicodemo,71
jenkins, jerry B., 19 Nixon, Richard, IOn

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