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Il condensatore

Il condensatore (a volte detto capacitore) è


uno strumento estremamente utile in
elettronica e nei circuiti elettrici, poiché
consente di immagazzinare e rilasciare
energia elettrica in modo molto rapido. Il
classico esempio è il flash della macchine
fotografiche: l’energia di una normale
batteria non sarebbe erogata abbastanza
rapidamente da consentire l’emissione del
lampo nei tempi brevissimi richiesti
dall’esposizione ottica; si usa dunque
l’energia del condensatore; altro esempio è il
defribrillatore
Il concetto di condensatore si applica in realtà a moltissimi casi: per esempio il
campo elettrico dell’atmosfera terrestre è come un enorme condensatore
sferico carico, che periodicamente sfoga attraverso i fulmini l’eccesso di
energia elettrostatica accumulata nell’atmosfera
Il condensatore
Il condensatore è costituito da due piani conduttori carichi (anche detti piatti o
armature) di carica q e –q; la forma precisa (rettangolare, cilindrica, ecc) in
realtà è inessenziale fintanto che gli effetti di bordo sono trascurabili; vediamo
in figura le linee di campo di un condensatore: al centro il campo è uniforme
all’interno, e nullo all’esterno; vicino ai bordi però il campo può essere
notevolmente distorto

Il condensatore si dice carico se le armature sono caricate da una carica q; si


dice scarico se i piani sono neutri
Capacità del condensatore
La caratteristica più importante del
condensatore è la sua capacità (C); essa
determina la relazione tra la carica
accumulata nel condensatore e la
differenza di potenziale tra i due piatti:

q  C V
La capacità del condensatore corrisponde alla quantità di carica che è
necessario accumulare sui piatti per avere una differenza di potenziale unitaria
L’unità di misura della capacità è il FARAD (F): un Farad è uguale ad un
Coulomb su un Volt
 q  C
C       F
 V  V
Attenzione a non confondere capacità e Coulomb, entrambi si indicano con C !!
Carica del condensatore
Per caricare il condensatore inizialmente scarico
è necessario inserirlo in un circuito elettrico,
ovvero connetterlo ad una batteria.
La batteria genera una d.d.p. tra i suoi poli: a
circuito chiuso, la carica + si trasferisce dal polo
+ della batteria al piatto h del condensatore, e la
carica negativa dal polo - della batteria al piatto
l del conduttore, fino a che poli e piatti non
siano allo stesso potenziale.
A questo punto la corrente si blocca: lungo i fili
del circuito il potenziale è costante in ogni
punto, e la d.d.p. del condensatore si è portata
ad un valore uguale a quello della batteria: il
condensatore è totalmente carico. Se V è la
d.d.p. della batteria e C la capacità del
condensatore, la carica accumulata sui piatti è:
q  C V
Capacità del condensatore piano
Consideriamo un condensatore piano, con carica q, area dei piatti A, e distanza
tra i piatti d; trascuriamo gli effetti di bordo ed assumiamo il campo uniforme
in tutti i punti interni al condensatore. Calcoliamo la d.d.p. tra i piatti
considerando un cammino rettilineo (linea verde) che va dal piatto negativo al
piatto positivo (si noti che campo e spostamento hanno verso opposto):
  q q A
V  V  V    E  ds  E d  d  d C   0
 0 0 A V d

La capacità dipende soltanto da fattori geometrici: aumenta con l’area e si


riduce con la distanza tra i piatti

Si noti che V+-V- è positiva, ovvero


all’interno del condensatore il
potenziale cresce muovendosi verso
il piatto positivo, decresce andando
verso il piatto negativo

S
Unità di misura della permittività dielettrica del
vuoto
Ricordiamo quanto vale la permittività dielettrica del vuoto:
2
C
 0  8.85 1012
N m2
Dalla relazione:
A
C  0
d
si vede che la permittività deve potersi esprimere più semplicemente in Farad
su metro
F pF
 0  8.85 10 12
 8.85
m m
In effetti:
1C 1C 1C 2
1F   
1V 1 N m 1Nm
C
Condensatore cilindrico
q q In figura è mostrata la sezione di un condensatore
cilindrico di lunghezza L costituito da due cilindri
coassiali di raggi a e b, con carica +q e –q; sia L >>
a,b, così da poter trascurare gli effetti di bordo. Il
campo elettrico (linee blu) ha simmetria cilindrica.
All’interno del condensatore il campo è generato
soltanto dal cilindro interno carico +, ed è
equivalente a quello di un filo carico:
 1  q 1
S E 
2 0 r 2 0 L r
Consideriamo il cammino radiale (linea verde) che va dal cilindro negativo a
quello positivo (lungo il cammino, campo e spostamento sono anti-paralleli):
 b q b 1 q b
V  V  V    E  ds   E dr 
2 0 L a
dr  ln
 a r 2 0 L a
q L
C   2 0
ln b / a 
la capacità è interamente
V
determinata da soli fattori geometrici
q
Condensatore sferico
q Per il condensatore sferico utilizziamo la stessa
figura, immaginando che rappresenti la sezione
di una sfera conduttiva interna di raggio a e
carica +q ed un guscio concentrico di raggio b e
carica –q. Il campo elettrico nel condensatore
(linee blu) è determinato soltanto dalla sfera
interna carica +, ed equivalente al campo della
carica puntiforme posta nell’origine:

S q
Ek 2
r
Consideriamo il cammino radiale (linea verde) che va dal cilindro negativo a
quello positivo (lungo il cammino, campo e spostamento sono anti-paralleli):
b
 b 1
b 1 1 1
V  V  V    E  ds   E dr  kq  2 dr  kq  kq   
 a a r ra a b
q ba q ab
 V     C   4
4 0  ab  V ba
0
Sfera conduttiva isolata
ab
Per il condensatore sferico: C  4 0
ba
Consideriamo una distanza tra le sfere infinita:
ponendo b   si può definire la capacità di un
conduttore sferico isolato.
a
C  4 0  4 0 a
1  ( a / b)
 questo non è un caso privo di significato fisico: le linee di campo uscenti da
una sfera conduttiva carica positivamente prima o poi dovranno andare a
morire su un involucro carico negativamente che neutralizza l’intero sistema
(ad esempio le pareti della stanza). Se il raggio della sfera è piccolo rispetto a
questa distanza si può usare l’espressione per la sfera isolata.
 Il limite di distanza infinita ha senso solo nel caso di condensatore sferico,
poiché la simmetria radiale si conserva nel limite infinito; nel caso cilindrico o
uniforme l’aumento di distanza tra le armature produce effetti di bordo sempre
maggiori, fino a distorcere completamente la simmetria originaria
Problema 25.1
Consideriamo un condensatore piano nei circuiti integrati della RAM di un
calcolatore; sia A=1 mm2 l’area dei piatti, e d=0.1 mm la distanza tra i piatti
1) Calcolare la capacità del condensatore.
2) Carichiamo il condensatore con una tensione V = 4.5 V: quanti elettroni in
eccesso ci sono sulla sua armatura negativa?
A pF 1 mm2 pF
C   0  8.85  8.85 1cm  88.5 103 pF  88.5 fF
d m 0.1 mm m
PICO (p) = 10-12; FEMTO (f) = 10-15

q  C V  88.5 fF  4.5 V  4 1013 C  0.4 pC


Il numero degli elettroni si ottiene dividendo la carica di ciascuna armatura per
la carica dell’elettrone: 13
q 4 10 C
n   2.5  10 6

e 1.6 1019 C
Un accumulo di carica di meno di un pico Coulomb corrisponde a 2.5 milioni
di elettroni in eccesso !!
Condensatori in serie e in parallelo
I circuiti elettrici presentano spesso un gran numero di condensatori, i quali
possono essere combinati in due modalità fondamentali: serie e parallelo.
Possiamo ricavare delle leggi che consentono di ridurre la capacità di molti
condensatori a quella di un solo condensatore equivalente, in modo da
semplificare le leggi che regolano il funzionamento dei circuiti. Studiamo
quindi la capacità equivalente dei condensatori disposti in serie e parallelo.
Condensatori in parallelo
In figura è mostrato un circuito con 3 condensatori in parallelo; per parallelo si
intende che i condensatori sono posti lungo 3 fili paralleli in modo da avere tra
le armature la stessa d.d.p. V; all’equilibrio (ovvero dopo la fase di carica) V
è costante ed uguale alla tensione stabilita dalla batteria (B). Se i condensatori
hanno diversa capacità, anche le rispettive cariche saranno diverse, ovvero:
q1  C1V q2  C2 V q3  C3V

V V V V Se q è la somma delle cariche sui


condensatori e Ceq la somma delle
capacità si ha:

q  q1  q2  q3  (C1  C2  C3 )V  Ceq V


Dall’ultima equazione segue che possiamo
V V sostituire il circuito reale con un circuito fittizio
avente un solo condensatore, con carica uguale alla
somma delle cariche e capacità Ceq (detta capacità
equivalente) uguale alla somma delle capacità
Condensatori in serie
In figura è mostrato un circuito con 3 condensatori in
serie, ovvero allineati lungo un ramo del circuito;
V1
ciascun condensatore ha diversa d.d.p. ma uguale
carica. La batteria carica esclusivamente i piatti
collegati dal filo con i poli, gli altri piatti si caricano per
V V2 induzione. La carica dei condensatori è uguale poiché
in ogni coppia di piatti connessi (come quelli interni
alla curva rossa tratteggiata) viene indotta una carica
V3 uguale ed opposta. La somma delle d.d.p. dei
condensatori è uguale alla d.d.p. della batteria, per cui:
1 1 1 
V  V1  V2  V3  q   
 C1 C2 C3 
V Definiamo capacità equivalente del sistema in serie:
1 1 1 1   q  C V
     eq
Ceq  C1 C2 C3 
Il circuito in serie equivale a quello con un condensatore con stessa carica, e
capacità equivalente il cui inverso è la somma dell’inverso delle capacità
Problema 25.2
Il circuito in figura è collegato ad una batteria
V1 V2 avente d.d.p. V=12 V; i condensatori hanno
capacità C1=12 mF, C2=6 mF, C3=6 mF.
V
1) Calcolare la capacità equivalente
V3 dell’intero circuito
Notiamo che C1 e C2 sono connessi in parallelo, con
differenza di potenziale comune tra i punti A e B.
V12 Dunque possiamo sostituirli con una C12
equivalente data da:
V
V3 C12  C1  C2  18m F
Notiamo ora che C12 e C3 sono connesse in serie:
possiamo quindi sostituirle con una capacità equivalente:
1  1 1  C12C3
     C123   4.5m F
V C123  C12 C3  C12  C3
Problema 25.2
Il circuito in figura è collegato ad una batteria avente
d.d.p. V=12 V; i condensatori hanno capacità C1=12 mF,
V C2=6 mF, C3=6 mF.
2) Calcolare le d.d.p. ai capi dei 3 condensatori
Procediamo a ritroso: calcoliamo la carica ai piatti di C123:
q123  C123V  4.5m F 12V  54mC
V12
Questa carica è la stessa accumulata su C12 e su C3.
V Utilizziamola per calcolare la tensione ai capi di C12 e C3
V3
q12 54mC q3 54mC
V12    3V V3    9V
C12 18m F C3 6m F

V1 V2 Come verifica del risultato notiamo che la


somma di V12 e V3 è uguale alla tensione V
V della batteria; inoltre si ha V12 = V1 = V2
V3 notiamo ; abbiamo quindi calcolato tutte le
d.d.p. ai capi dei condensatori
Problema 25.2
Il circuito in figura è collegato ad una batteria
q2 avente d.d.p. V=12 V; i condensatori hanno
q1
capacità C1=12 mF, C2=6 mF, C3=6 mF.
V 3) Calcolare le cariche sui piatti dei 3
q3 condensatori

Conosciamo tutte le d.d.p. ai capi dei condensatori, e le rispettive capacità ;


possiamo quindi calcolare le cariche presenti su ciascun condensatore:

q1  C1V1  12m F  3V  36mC


q2  C2 V2  6m F  3V  18mC
q3  C3V3  6m F  9V  54mC
Come verifica del risultato notiamo che la somma delle cariche q1 e q2 equivale
alla carica precedentemente calcolata del condensatore equivalente C12
Conosciamo ed anche alla carica del condensatore in serie C3
Problema 25.3
Il condensatore C1=5 mF viene caricato con una batteria a potenziale V0=12 V;
la batteria viene poi rimossa e C1 collegato ad un altro condensatore C2=10 mF.
A circuito chiuso una certa quantità di carica si trasferisce da C1 a C2 fino a
raggiungere una condizione di equilibrio con uguale differenza di potenziale ai
capi dei due condensatori; calcoliamo la differenza di potenziale comune V a
circuito chiuso
Se q0 è la carica di C1 ricevuta dalla
batteria, all’equilibrio questa si deve
conservare, per cui le cariche finali sui
condensatori sono tali che

q0  q1  q2

 C1V0  C1V  C2 V

C1 5
 V  V0  12V  4 V
C1  C2 15
Energia immagazzinata nel condensatore
L’energia immagazzinata nel condensatore è quella erogata dalla batteria nel
processo di carica, e corrisponde al lavoro effettuato (dalla batteria) per
trasportare tutta la carica del condensatore da un piatto all’altro, ovvero
l’energia potenziale della carica trasferita tra i piatti. Calcoliamo questa
energia: consideriamo un condensatore piano, sia q’ la carica sui piatti in un
certo istante del processo di carica; consideriamo lo spostamento di una carica
dq’ dal piatto negativo a quello positivo; la variazione di energia potenziale
associata allo spostamento di carica dq’ da un piatto all’altro è
q'
dU  dq ' Vq '  dq '
q' q ' C
Immaginiamo di partire dal condensatore scarico
C dq '
(q’=0) e trasferire carica progressivamente fino ad
un totale di carica q (q’=q); la corrispondente
energia potenziale è data dall’integrale:
d
q q q ' 1 q2
U   dq ' Vq '   dq ' 
0 0 C 2C
Energia immagazzinata nel condensatore
1 q2 1
poiché q  CV U   C V 2
2C 2
Si noti che queste espressioni sono valide in generale, non dipendono dal tipo
di condensatore considerato (piano, cilindrico, sferico)

ATTENZIONE: potevamo essere tentati di scrivere


q q2 saremmo caduti
a) U  qV b) V   U  in errore…
C C
Mai confondere la carica che genera il potenziale con la carica spostata
all’interno del campo! In a) la carica q è all’interno del campo e viene spostata
dalla d.d.p., mentre in b) la carica q è quella che genera il campo e la d.d.p.
Nel procedimento corretto abbiamo distinto la carica spostata dq’ dalla carica
dei piatti q’ che genera il campo. Alla fine del processo di carica (ovvero dopo
l’integrazione in q’) la carica totale q sui piatti coincide con la carica totale
spostata da un piatto all’altro; ma ciò è vero soltanto alla fine, non DURANTE il
processo di carica.
Energia immagazzinata nel condensatore
Consideriamo 2 condensatori piani C1 e C2; la distanza tra
q q i piatti è 2d per C1 e d per C2, mentre l’area A dei piatti e
C1 la carica q sui piatti è la stessa:
A A
 C1   0 ; C2   0  2C1
2d d
2d
q
Avendo stessa q, anche il campo elettrico
E
q q interno ai condensatori è lo stesso: 0 A
C2
Invece la d.d.p. tra i piatti e l’energia immagazzinata da C1
sono il doppio rispetto a quelle di C2:
d 1 q2
V1  2d E  2V2 U1   2U 2
2 C1
A parità di carica, l’energia immagazzinata cresce con la distanza tra i piatti,
ovvero col volume di spazio compreso tra di essi. Dunque l’energia, è come se
fosse immagazzinata nello spazio compreso tra i piatti.
Densità di energia del campo elettrico
1 q2 1
U   C V 2
2C 2
L’energia del condensatore può interpretarsi come energia immagazzinata nel
volume compreso tra i piatti; nel caso di un condensatore piano, poiché il
campo interno al condensatore è uniforme, possiamo facilmente determinare
la densità di energia dividendo l’energia per il volume Ad compreso tra i piatti:
U 1 1 1   A  1  V 2
0 2
u  C V 2
  0
 V 2
 0
 E
Ad 2 Ad 2  d  Ad 2 d 2
2
Questa è un’espressione fondamentale dell’elettromagnetismo, qui ricavata nel
caso semplice di un condensatore piano, ma in realtà VALIDA in GENERALE per
QUALUNQUE CAMPO ELETTRICO: dato un campo elettrico qualsiasi E in un
punto dello spazio, la densità di energia elettrostatica immagazzinata in quel
punto è proporzionale al quadrato del campo elettrico
1
u  0E2
2
Il defibrillatore
Una batteria carica un condensatore ad elevata d.d.p,
immagazzinando una grande quantità di energia in
meno di un secondo. Una volta carico, gli elettrodi
vengono applicati sul petto del paziente ed il circuito
viene chiuso: l’energia si scarica attraverso una corrente
che fluisce tra le due piastre attraverso il corpo umano
(che è un buon conduttore elettrico).
Esempio pratico: un condensatore da C=70 mF può
essere caricato fino a V=5 kV !
Calcoliamo l’energia immagazzinata:
1 1
U  C V  70m F  25 106V 2  875 J
2

2 2
Scaricare questa energia nel tempo di un
U 875 J
millisecondo equivale a scaricare sul P  3  875 kW
corpo del paziente una POTENZA (energia t 10 s
per unità di tempo):
Condensatore con dielettrico
Il concetto di capacità si deve al
grande Michael Faraday, uno dei padri
dell’elettromagnetismo classico (in
Figura sono riportati sfere e gusci in
ottone usati da Faraday come
condensatori sferici). Nel 1837 Faraday
fece un’altra scoperta
importantissima:

Inserendo un materiale isolante (DIELETTRICO) come olio minerale o plastica


tra i piatti del condensatore, la capacità può aumentare enormemente.
Rispetto al condensatore vuoto (chiamiamo Cvuoto la sua capacità), dopo
l’inserimento del dielettrico la capacità aumenta di un fattore moltiplicativo
adimensionale che dipende dalla sostanza, detto COSTANTE DIELETTRICA
RELATIVA r
NB: la formula è valido sole se
C   r Cvuoto Il dielettrico riempie
TOTALMENTE il condensatore
Condensatore con dielettrico
Possiamo quindi scrivere la formula GENERALE della capacità come:

C   r 0L  A/ d piano

L  2 L / ln(b / a) cilindrico
 4 ab / (b  a) sferico
col vuoto: r  1 col dielettrico: r  1 
L è il fattore geometrico, ed ha la dimensione fisica dimensione di lunghezza
Condensatore con dielettrico
Caso di potenziale costante: inseriamo il dielettrico nel condensatore quando
il condensatore è scarico, e poi connettiamo il condensatore ad una batteria
avente d.d.p. V; ai piatti del condensatore si genera la stessa V che si ha per
il condensatore vuoto; poiché l’inserimento del dielettrico aumenta la capacità
del condensatore, ne segue che la carica ai piatti q e l’energia immagazzinata
U aumentano anch’esse dello stesso fattore di proporzionalità r :
Lo stesso accade inserendo il
condensatore vuoto:
dielettrico nel condensatore carico
q  CvuotoV mentre è connesso con la batteria:
la d.d.p. ai piatti è fissata dal valore
1 della batteria, mentre q e U
U  CvuotoV 2
aumentano; questo surplus di carica
2
condensatore con dielettrico: ed energia è fornito dalla batteria

q'   r Cvuoto V   r q
1
U '   r Cvuoto V 2   r U
2
Condensatore con dielettrico
Caso di carica costante: introduciamo il dielettrico nel condensatore quando
esso è CARICO di carica q, ed isolato (staccato dalla batteria); in tal caso la
carica sui piatti del condensatore non può variare; poiché l’inserimento del
dielettrico aumenta la capacità del condensatore, ne segue che dopo
l’inserimento del dielettrico la d.d.p. V ai piatti del condensatore e l’energia
immagazzinata U devono diminuire di un fattore r :
q
V  Con l’inserimento del dielettrico
Cvuoto il condensatore ha perso d.d.p,
1 q2 ed energia; ma l’energia non può
U  scomparire, dov’è finita ? A dopo
2 Cvuoto la soluzione…
q V
V '  
 r Cvuoto  r
1 q2
U '
2  r Cvuoto
Problema 25.6
Un condensatore carico a piatti paralleli con capacità a vuoto Cv=20 pF , non
connesso alla batteria, presenta una Vi=10 V. Si inserisce tra i piatti una lastra
di porcellana con r =5; calcolare l’energia immagazzinata dal condensatore
senza e con dielettrico. In questa situazione la carica si conserva (in figura il
condensatore è connesso ad un voltmetro che misura la d.d.p. ai piatti del
condensatore; la resistenza del voltmetro è grande per cui il condensatore è
isolato (il circuito è aperto)

senza dielettrico:
1 20 pF  (10 V ) 2
U i  Cv Vi 2   109 FV 2  1 nJ
2 2

con dielettrico:
U i
U f   0.2 nJ
r
Risposta dielettrica e polarizzazione
In un conduttore il campo elettrico non può penetrare: per induzione elettrica,
si formano cariche sulla superficie che SCHERMANO il campo esterno. In un
materiale isolante all’interno di un campo elettrico, gli elettroni del materiale
non sono liberi di muoversi; si verifica comunque un effetto di polarizzazione:
le cariche negative (elettroni) e positive (nucleo) di ogni atomo si divaricano
leggermente, formando dipoli elettrici di dimensione atomica. Questi dipoli
generano un loro campo elettrico che si oppone fortemente a quello esterno,
riducendolo di molto (effetto di schermo dielettrico, o risposta dielettrica)

Atomo non polarizzato: la nuvola elettronica (giallo) è


centrosimmetrica rispetto al nucleo positivo

In presenza di campo elettrico E (blu) l’atomo si


E polarizza: elettroni e nucleo si spostano in verso
opposto formando un dipolo microscopico p (verde); il
campo elettrico E’ del dipolo (rosso) è orientato in
E' verso opposto, ovvero si oppone, al campo esterno
Risposta dielettrica e polarizzazione
La costante dielettrica relativa r rappresenta la ‘risposta dielettrica’ del
materiale all’azione del campo esterno: in presenza di campo, la materia
isolante si polarizza, dando lungo ad un campo indotto che scherma (riduce) il
campo elettrico esterno; la riduzione del campo dovuta alla risposta
dielettrica è quantificata da r : all’interno di un materiale dielettrico bisogna
sostituire:
 0   0 r q
E  k 2 rˆ
r

Consideriamo la carica q (blu), vicina


r
alla superficie di una sfera isolante; in q r'
un punto a distanza r nel vuoto (o
nell’aria) il campo elettrico è quello
dato dalla legge di Coulomb; in un k q
E rˆ '
punto r’ interno alla sfera (con r=r’) il r r 2

campo è ridotto di un fattore r, e


dunque molto più piccolo che nel vuoto
Leggi dell’elettrostatica all’interno di un
materiale dielettrico
All’interno di un materiale dielettrico, tutte le relazioni dell’elettrostatica viste
per il caso del vuoto restano valide se si moltiplica la permittività dielettrica del
vuoto per la costante dielettrica del materiale:

Esempi:
 0   0 r
potenziale e campo generati dalla carica puntiforme in un punto distante r
dalla carica:
k q 1 q 1 k q 1 q 1
V   V0 E   E0
 r r 4 r  0 r  r r r 2
4 r  0 r 2
r
potenziale e campo generati dallo strato conduttore in un punto distante z dal
piano:
 1  1
V  z  V0 E  E0
 r 0 r  r 0  r
Risposta dielettrica nel condensatore
Consideriamo un dielettrico in Figura (a); i cerchi indicano atomi neutri.
Inseriamo il dielettrico in un condensatore che genera un campo E0; gli atomi
si polarizzano (Figura (b)) formando catene di dipoli parallele al campo del
condensatore.
Ogni catena di dipoli corrisponde ad un dipolo unico avente stessa carica del
singolo dipolo, ma lunghezza uguale a quella dell’intera catena.
 La risposta dipolare del dielettrico equivale alla creazione di un doppio
strato isolante di segno opposto rispetto al doppio strato del condensatore
In altre parole, la risposta del dielettrico genera un campo indotto E’
opposto in verso e minore in modulo di E0; il campo netto è E (vedi Fig.(c))
Legge di gauss nei dielettrici
il dielettrico tra i piatti del condensatore sviluppa, come risposta al campo
generato dai piatti, un doppio strato carico che si OPPONE a quello dei piatti;
sia q’ la carica di questo doppio strato; applichiamo la legge di Gauss alla
superficie Gaussiana disegnata in rosso:
q q'
 E  dA  EA  0
(1)
nel vuoto:
q E q q'
 E0  dA  E0 A  0

E0

q
E 1 q
   q  q ' (2)
E0  r r
r esprime la riduzione di carica dovuta alla polarizzazione del dielettrico;
sostituendo la relazione (2) nella (1) si ottiene la legge di Gauss all’interno del
dielettrico:
q
 E  dA 
 r 0
E è il campo totale (campo dei piatti
più campo di polarizzazione), q è la
carica sui piatti
Riduzione di energia potenziale nel condensatore con
dielettrico
Abbiamo visto che nel condensatore carico
isolato l’energia è diminuita dopo
l’inserimento del dielettrico

1 q2 U 0
U  
2  r Cvuoto r

Adesso capiamo dove finisce l’energia


persa dal condensatore: a causa
dell’interazione tra carica del condensatore
e carica di dipolo indotta nel dielettrico, il
dielettrico viene ‘risucchiato’ all’interno
del condensatore. Dunque l’energia
potenziale è spesa dal campo del
condensatore per attrarre a sé il dielettrico
Problema 25.7
La figura mostra un condensatore piano con
piatti di area A=(10 cm)2 distanti d=2 cm; si
carica il condensatore a vuoto con una
tensione V0=100 V; a condensatore isolato
si inserisce tra i piatti una lamina dielettrica di
spessore b=1 cm e r =2; calcolare:
1) La capacità C0 a vuoto
2) La carica sui piatti
3) Il campo elettrico E0 nell’intercapedine
vuota tra piatti e lastra

A pF 102 m2
1) C0   0  8.85 2
 4.42 pF
d m 2 10 m

2) q  C0 V0  4.42 pF 100V  0.442 nC


V0 V NB: nell’intercapedine il campo è uguale
3) E0   5000 a quello del condensatore a vuoto
d m
Problema 25.7
La figura mostra un condensatore piano con
piatti di area A=(10 cm)2 distanti d=2 cm; si
carica il condensatore a vuoto con una
tensione V0=100 V; a condensatore isolato
si inserisce tra i piatti una lamina dielettrica di
spessore b=1 cm e r=2; calcolare:
4) Il campo elettrico E dentro la lastra
5) La d.d.p. tra i piatti V dopo
l’introduzione della piastra
6) La capacità C con la lastra inserita
E0 V
4) E   2500
r m
5) V  E0 (d  b)  E b  E0 (d  b  (b /  r ))  75V

q 4.42 1010 C NB : C   r C0  8.85 pF


6) C    5.9 pF
V 0.75 10 V
2 Il dielettrico NON riempie
totalmente il condensatore !!
Problema 25.5: sfera conduttiva isolata
Su una sfera conduttiva di raggio R=10 cm è collocata una carica q=1 nC;
calcoliamo:
La capacità della sfera carica:
pF
C  4 0 R  4  8.85  0.1m  11.1 pF
m
L’energia immagazzinata nel campo elettrico all’esterno della sfera:
1 q 2 1 (nC )2
U    0.45 107 J
2 C 2 11.1 pF
Il campo elettrico sulla superficie della sfera:
2
1 q 9 Nm 1nC 2 N 2 V
E  9 10  9 10  9 10
4 0 R 2 2
C (10 cm) 2
C m
La densità di energia sulla superficie della sfera
2
1 1 pF 4 V  5 J
u   0 E  8.85
2
 8110    0.36 10
 
3
2 2 m m m

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