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INTRODUZIONE ALL’ENEIDE, libro II

di Sergio Casali

Raccontare la storia della caduta di Tria e della salvezza di Enea è cosa delicata= è la storia di come un
“eroe” abbia potuto di accettare di sopravvivere alla propria patria.
Il libro si articola in tre blocchi narrativi:

1. IL CAVALLO, SINONE E LAOCOONTE


Problema: giustificare il fatto che i Troiani si siano lasciati ingannare dallo stratagemma del Cavallo.
Inganno del Cavallo
 ODISSEA: NON compaiono né Sinone né Laocoonte.
1. Menelao racconta di Elena che gira attorno ad esso chiamando i Greci ed imitando le voci delle
loro mogli.
2. Odisseo parla all’ombra di Achille del coraggio di Neottolemo nel Cavallo.
3. Il canto di Demodoco: il cavallo è stato costruito da Epeo con l’aiuto di Atena, Odisseo ha un
ruolo. I Troiani portano di loro iniziativa il Cavallo sull’acropoli, poi dibattono su che cosa
farne: pensano che sia un don degli dèi.
 ILIAS PARVA: NON compare Laocoonte.
Sinone vi compariva, ma sembra avere un ruolo marginale; ruolo maggiore secondo fonti derivate
da Ilias Parva abbiamo:
o Sinon, una tragedia,
o Tabula Iliaca Capitolina, dove si vede Sinone legato mentre i Troiani fanno entrare il
Cavallo.
 ILIOUPERSIS:
1. SI Sinone: C’è un dibattito sull’arx, simile a Od.; Sinone dà il segnale con una torcia.
2. SI Laocoonte: Due serpenti appaiono e uccidono Laocoonte e uno dei suoi figli. Turbati Enea e i suoi
scappano e si rifugiano sull’Ida, interpretato come un segno di Apollo della caduta della Città . Pare non
ci sia opposizione Laocoonte al Cavallo. (Cassandra?)
4. Apollodoro
partecipazione di Cassandra + Laocoonte è indovino= sostengono che il cavallo sia pieno di uomini
armati (=ruolo mantico, cfr. I ipotesi L. in Eneide). I serpenti divorano solo i figli di Laocoonte.
Sinone accende il segnale per la lotta greca presso la tomba di Achille.
5. Sofocle, Laocoon
Enea abbandona Troia prima della caduta della città , portando suo padre. Era spinto a farlo da
Anchise stesso: ricorda ordini di Afrodite.
L’Enea di Virgilio NON PUO lasciare Troia prima della notte del massacro:
A) per fornire un resoconto da testimone OCULARE; cfr. VIDI
B) l’eroe deve resistere il più tenacemente possibile nella città in fiamme (=E.= MEDIOCRE= nex.
apologia).
6. Bacchilide: i serpenti vengono dalle isole Calidne e si trasformano in uomini probabilmente per
una colpa sessuale di Laocoonte: si era sposato e aveva avuto figli VS. Apollo (=attestata in
Igino, ma contaminato da Virgilio, credono L. si meriti la morte perché scaglia lancia contro
Cavallo).
7. Eufrione: il sacerdote di Nettuno è lapidato dai Troiani perché non prevede l’arrivo dei Greci.
Laocoonte, sacerdote di Apollo, è estratto a sorte come sacrificio a Nettuno. Ma L. sta con sua
moglie davanti alla statua del dio, che manda dei draghi ad ucciderlo.
In Virgilio, non c’è una colpa specifica di Laocoonte: i serpenti sono inviati da Minerva allo scopo di
far pensare ai Troiani quello che effettivamente pensano: che Sinone dica la Verità .
I più simili ad Eneide, probabilmente per fonte comune ciclica o ellenistica:
8. QS, Posthomerica: i Troiani guardano con meraviglia il Cavallo; appare Sinone: lo interrogano e
lo torturano, ma lui continua a mentire. I Greci sono fuggiti, il Palladio è un dono ad Atena, irata
per il furto del Palladio; Sinone è vittima sacrificale per buona partenza in mare Greci, MA E
RIUSCITO A FUGGIRE.
dibattito sulla credibilità di Sinone: Interviene LAOOCONTE: è da bruciare!, Atena lo acceca, il
Cavallo viene portato in città , Laocoonte insiste, Atena manda i serpenti da Calidna, i due figli di
Laocoonte vengono uccisi. I serpenti si rifugiano nel tempio di Apollo.
9. Trifiodoro, Ilioupersis
NO Laocoonte, ma Sinone ruolo simile a Virgilio: compare nudo e con segni di frustrate che si è
autoinflitto e rivolge, supplice a Priamo, un discorso. Priamo è gentile e chiede notizie del Cavallo,
è persuaso a farlo entrare; i Troiani festeggiano prima della fine.

2. LA BATTAGLIA NOTTURNA
L’OBBIETTIVO DI VIRGILIO: presentare la caduta di Troia come fatale + narrare di Enea come un eroe
valoroso, bona mors, anche se poca pietas per famiglia→ V. deve rielaborare delle fonti!!
La notte fatale
 attestata nei poemi del Ciclo
Non si parla mai di Enea
In Ilioupersis Enea lascia Troia prima della notte fatale
In Ilias Parva Enea è preso prigioniero e trasportato su nave da Neottolemo
= poemi poco utilizzabili per Virgilio.
 Licofrone, Alexandra & Varrone, Res Umanae (=è una storia accettabile per i Romani):
Enea si salvava da Troia grazie alla sua pietas: i Greci, che avevano catturato E., lo
lasciavano andare perché impressionati dal fatto che egli volesse portare con sé il padre
e i Penati.
cfr, Aen., 2, 634-36 iterazione di primum: probabilmente un’allusione alla versione
varroniana scartata (Servio Danielino)
= Virgilio DEVE scartare questa versione, è impensabile un Enea catturato o risparmiato dai Greci per
qualche oscura ragione.
 ramo della tradizione ostile ad Enea (tono anti-romano probabilmente causa conflitto
Roma e Pirro):
Menecrate di Xanto (Dionigi di Alicarnasso):
= Enea si è salvato perché ha tradito la patria, diventando uno dei Greci.
→ Gli scrittori filoromani (Sisenna e Alessandro di Efeso) reagiscono biasimando Antenore.
ANCHE SE, Lutazio ancora biasima Enea e Servio sembra vedere un’allusione alla versione
del tradimento di Enea nell’Eneide:
(a) in Aen., 1, 450 Enea nel tempio di Giunone si vede inter hostium.
Ci son due possibili interpretazioni del passo:
1. la più accreditata, Enea si vede in mezzo agli Achei perché combatte in prima linea ed è
circondato dai nemici.
2. Enea tradisce. Non troppo strano; alla fine Enea è nel tempio di Giunone, dea ostile ai
Troiani e può fraintendere le pitture. Il tempio cartaginese potrebbe rappresentare una
versione filogreca del mito.
(b) in Aen. 12, 15, Turno definisce Enea desertorem Asiae.
 a Ellanico forse, spetta la versione più onorevole di Enea.
Estremamente organizzato, porta in salvo tantissimi. è ineccepibile.
Non è utilizzabile= la vittoria sembra dipenda dalle armi e, inoltre, Virgilio, vuole evitare di narrare un
vero e proprio combattimento tra vincitori e vinti! LA CADUTA DI TROIA DEVE AVVENIRE PER LO
SPERGIURO DI SINONE E NON PER LA SPADA DEI NEMICI.
 In Eneide, Ettore compare per giustificare la futura fuga di Enea (N.B.: non c’è rivalità tra i due,
E. è il legittimo ereditiere del regno).
Tuttavia, Enea non presta ascolto e pensa solo a morire in battaglia; pensa subito a raggiungere la
rocca, come in Ellanico, ma nec sat rationis in armis; gli stessi Penati, messi in salvo da Panto,
riappaiono quasi dal nulla al 717.
 INOLTRE, Enea non è a capo di una squadra di compagni organizzata: incontra i socii PER
CASO. In questa squadra c’è Corebo, famoso per la sua insipienza: stando a ciò che dice
Pausania egli è un pretendente di Cassandra che giunge all’ultimo momento per portare il suo
aiuto a Troia, ma viene ucciso da Diomede (o da Neottolemo); come l’Otrioneo omerico,
presumeva con arroganza di essere in grado di cacciare i Greci e, in cambio di ciò , gli era
dovuta Cassandra in sposa→ sciocco.
N.B.: è proprio Corebo ad avere l’idea del travestimento!
Virgilio elide sulla stoltezza di C.= avrebbe screditato Enea, che si giustifica comunque perché AMENS.

Il travestimento
Sequenza mancante nella tradizione!
- Indicativa sull’atteggiamento di Enea narratore: omette di dire che anche lui diede retta a
Corebo, riprende la terza persona solo a 396: vadimus.
- è una strategia giustificativa! vs chi vede Enea traditore della patria.
Questa sequenza fornisce una giustificazione del perché pot+ nascere questa falsa voce.
La violenza su Cassandra (tradizionalmente ad opera di Aiace di Oileo) innesca la reazione dei Troiani
contro i simili e dei greci che si rendono conto del travestimento (Corebo si slancia contro i nemici per
rabbia stupro Cassandra)→ la strategia di Enea è distruttiva (non lucida vs. ELLANICO).
La morte di Priamo invece è il momento clu della narrazione, ma Enea vi assiste come uno spettatore,
impotente.

LA FUGA

 LA DECISIONE
- Fuga di Enea per un “miracolo”: SI SALVA GRAZIE A VENERE
in Cassio Emina, annalista del II secolo a.C.
ma anche Trifiodoro: Enea e Anchise sono portati via da Afrodite e trasportati in Ausonia per impero
discendenti della dea.
e Quinto Smirneo: Afrodite guida Enea con padre in spalla e figlio (senza nome) per mano durante la
fuga; ne escono illesi anche se passano in mezzo alle fiamme.
=Il motivo è stabilmente attestato dalla tradizione.

- Lacuna dopo 566:


PERCHE?
1. Venere trattiene il figlio: DA COSA?
2. Venere dice ad Enea di pensare ai suoi cari, ma Enea lo stava già facendo a vv. 559-63!
CHE COSA?
1. da cosa Venere trattiene Enea?
O suicidio (come i compagni) O proposito di morire in battaglia.
ANCHE SE, non sembra appropriato che Enea pensi al suicidio dopo aver pensato alla sua
famiglia, a meno che non la creda morta.
2. Cenno ad Elena o Paride
IPOTESI:
probabilmente nella prima stesura del testo non vi era alcuna epifania di Venere e il testo
probabilmente andava direttamente da 566 a 624 o a 634.
= spiegare DEUS a v. 632= V. non pensa subito a Venere come guida di Enea e avrebbe parlato
genericamente di qualche dio.

- 601-603 RIVELAZIONE di Venere che permette ad Enea di vedere con i suoi occhi gli dei che si
accaniscono contro Troia, serve a dimostrare che le azioni umane non hanno più rilevanza;
persino la bona mors. Per questo Enea è autorizzato a fuggire verso Anchise.
+ vs. Ettore= no riferimento a piani provvidenziali: piano privato= salvezza della
famiglia.
+ TRADIZIONI PRECEDENTI
 Laocoonte di Sofocle: ANCHISE dopo il prodigio della morte dei Laocoontidi esortava Enea a
fuggire sul monte Ida ricordando ordini di Afrodite (=Venere non compare).
 Bellum Poenicum di Nevio: Venere ha dato ad Anchise dei libri contenenti il futuro.
 Annales di Ennio: Venere dà ad Anchise poteri profetici, doveva tentare di convincere Enea ad
abbandonare Troia. Enea non si lascia convincere. Allora Venere discende dal cielo e istruisce il
figlio sul viaggio che deve intraprendere, parla dell’Esperia =ITALIA (+ digressione genealogica
sulla storia del Lazio e Saturno).

Virgilio rivolta questa tradizione:
o Venere appare SOLO ad Enea (non tutta la famiglia)
o Venere’s discorso non incita alla fuga da Troia ma alla fuga dalla battaglia per
raggiungere la famiglia in pericolo.
o Rovesciamento della situazione a casa: è Anchise che non vuole lasciare la città .
o Anchise riacquista i poteri profetici con il prenuncio della futura regalità di Ascanio= è
l’unico che si avvede della natura prodigiosa del fuoco sulla testa del piccolo e chiede
conferma a Giove (dal quale era odiato).
o Il ruolo profetico di Venere verrà trasferito all’ombra di Creusa.
o L’intervento “miracoloso” di Venere è limitato al percorso dalla casa di Priamo alla casa
di Anchise, non l’intera fuga, altrimenti Creusa non si sarebbe potuta perdere
 Varrone: Enea sarebbe stato costantemente accompagnato nel suo viaggio da Troia al Lazio
dalla stella di Venere.
→ In Virgilio Venere non interviene più .
Servio nota 5 passaggi in cui Virgilio sembra alludere per transitum alla versione di Varrone.
(1) matre dea monstrantem viam,
(2) eripe, nate, fugam: l’esortazione alla fuga (allusione da Troia ≠ Priamo);
(3) nusquam abero: allusione alla guida costante della stella di Venere da Troia al Lazio, cfr. (4)
ducente deo v. 632; Lucifero v. 801
(5) patrio te limine sistam: la dea si riferisce alla dimora del padre, ma il lettore può intendere l’Italia
(antiqua mater patria di Dardano, progenitore dei Troiani).

 LA SCOMPARSA DI CREUSA E L’APPARIZIONE DELLA SUA OMBRA


Fatale; la moglie di Enea non poteva accompagnarlo nel suo vagare perché altrimenti no Didone, no
Lavinia; durante il viaggio muore Anchise= V. non poteva duplicare la sua morte.
- una moglie di Enea compare in: Ennio (Euridice), Ellanico (moglie senza nome con E. sull’Ida),
Sofocle (forse c’è ma non è menzionata), Nevio (moglie Anchise e Enea lasciavano Troia col
capo coperto). In Dionigi, inizialmente la moglie c’è, poi E. la perde come in Virgilio.
- vedi anche Tabula Iliaca Capitolina (anche se potrebbe essere stata realizzata anche dopo
l’Eneide), sembra appaia la moglie ma poi scompare quando E. sta per imbarcarsi.
- vedi Pausania; Afrodite e Cibele la salvano da una schiavitù greca perché era la moglie di Enea.
SEMBRA CHE: quando è salvata, C. è nelle mani dei greci ≠ andare via con Enea; MA forse in questa
versione non c’è l’apparizione.
Virgilio ha creato una rete di corrispondenze tra l’episodio della perdita di Creusa da parte di Enea e
quello della perdita di Euridice nelle Georgiche, giocando sul fatto che in Ennio la moglie di Enea viene
chiamata Euridice.
ANTITESI:
Orfeo perde Euridice perché respexit per troppo amore
Enea perde Creusa perché non si volta= non la ama (cfr. anche longe, nonostante ogni tipo di strategia
cfr. anche Ecuba almeno moriremo insieme)
→ Creusa si perde PER COLPA di Enea
→ l’apparizione dell’ombra scagiona Enea da ogni colpa, come Venere aveva mostrato a Enea che
Giove infieriva su Troia che cadeva, così Creusa rivela a Enea che la sua perdita è secondo volontà di
Giove.

N.B.: Virgilio avrebbe potuto strutturare il racconto così che Enea non ha colpe= Cibele sarebbe potuta
apparire spontaneamente, MA (a) fiacco; (b) no disperata ricerca della moglie.
Nel racconto di Virgilio si fondono in maniera disarmonica il piano umano e il piano divino: Creusa
nello stesso tempo si perde umanamente (e per colpa di Enea) ma, divinamente, viene salvata da
Cibele.
E. dice: (1) incertum se C. si è persa a causa del fato; (2) male numen amicum= V. poteva già dire che è
volontà di Giove. Invece. le modalità della scomparsa restano umane
NON LO FA, PERCHE: suspence + V. vuole mettere in discussione l’appropriatezza delle scelte di E.
riguardo la perdita di Creusa, nonostante lo scioglimento divino della trama.

ANALOGIA
dulcis coniunx
In Proteo, le parole con cui Orfeo cantava l’amata morta= viene ristabilito il parallellismo, perfetto
amore coniugale.

nella morte
a. con la prima scomparsa di Euridice
b. con la scomparsa di Euridice da ombra (già morta) =
1. quando Enea perde la viva Creusa
2. quando Enea grida il nome di Creusa per le vie di Troia allo scopo di ritrovarla.
= L’identificazione tra Creusa e l’ombra di Euridice prepara alla sua epifania come ombra
Il volere divino! Orfeo commette un nefas.

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