Sei sulla pagina 1di 47

Educazione Civica- Costituzione-Sostenibilità

LEGGE 20 agosto 2019, n. 92


Breve excursus
• DPR 585/1958 Introduzione dell’educazione civica nelle scuole
medie e superiori
Integrazione dei programmi di storia (due ore al mese obbligatorie)

• 1979 Programmi per la scuola media (solo classi III)

• 1985 Scuola Primaria (studi sociali con Storia e Geografia)


• Legge 53/2003 - Educazione ai principi fondamentali della
convivenza civile -

• Legge 169/2008
1) Acquisizione di competenze di Cittadinanza e Costituzione
2) Insegnamento nell’area storico - geografica e storico-sociale

NB. Le attività di Cittadinanza e costituzione incidono sulla


valutazione (art.2 D. Lgs. 62/2017) – effetti fino al 1 sett. 2020.
Ancora in seguito, l'art. 1, co. 7, lett. d), della
Legge 107/2015 ha inserito fra gli obiettivi del
potenziamento dell'offerta formativa lo sviluppo
delle competenze in materia di cittadinanza attiva
e democratica attraverso la valorizzazione
dell'educazione interculturale e alla pace, il
rispetto delle differenze e il dialogo tra le culture,
il sostegno dell'assunzione di responsabilità
nonché della solidarietà e della cura dei beni
comuni e della consapevolezza dei diritti e dei
doveri.
L'art. 2, co. 4, del d.lgs. 62/2017 – emanato sulla base dell'art. 1,
co. 180 e 181, lett. i), della stessa L. 107/2015 e recante norme
in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel
primo ciclo ed esami di Stato – ha disposto che nell'ambito del
primo ciclo sono oggetto di valutazione le attività svolte
nell'ambito di Cittadinanza e Costituzione. Ciò si è applicato già
dall'a.s. 2017-2018.
A sua volta, l'art. 17, co. 10, ha disposto che il colloquio previsto
nell'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo accerta anche
le conoscenze e competenze maturate dal candidato nell'ambito
delle attività relative a Cittadinanza e Costituzione. Tale
previsione si applicherà dall'a.s. 2018-2019 in corso.
Legge 92/2019
Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica

D.M. 35/2020
Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, ai sensi dell’articolo 3 della legge 20
agosto 2019, n. 92”

D. M. 9/2021
Collaborazioni scuola-territorio per l’attuazione di esperienze extrascolastiche di educazione civica
Ulteriori Riferimenti normativi

• Legge n. 92/2019
• D.M. n. 35/2020 e D.M. 9/2021

• d.P.R. n. 249/1998
• D.P.R. n. 122/2009 e D. Lgs. 62/2017
7
Entrata in vigore della legge (art. 2, c. 1)

Dal 1° settembre dell’a. s. 2020/2021, nel primo e nel


secondo ciclo di istruzione, è istituito
l'insegnamento trasversale dell'educazione civica
che sviluppa la conoscenza e la comprensione
delle strutture e dei profili sociali, economici,
giuridici, civici e ambientali della società

8
Art. 1
c. 1. L'educazione civica contribuisce a formare cittadini responsabili e
attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita
civica, culturale e sociale delle comunità, nel rispetto delle regole, dei
diritti e dei doveri.

c. 2. L'educazione civica sviluppa nelle istituzioni scolastiche la conoscenza


della Costituzione italiana e delle istituzioni dell'Unione europea per
sostanziare, in particolare, la condivisione e la promozione dei principi di
legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale e diritto
alla salute e al benessere della persona.
9
Art. 2 Istituzione dell'insegnamento dell'educazione civica

• 1. Ai fini di cui all'articolo 1, a decorrere dal 1° settembre del primo anno


scolastico successivo all'entrata in vigore della presente legge, nel primo e nel
secondo ciclo di istruzione e' istituito l'insegnamento trasversale
dell'educazione civica, che sviluppa la conoscenza e la comprensione delle
strutture e dei profili sociali, economici, giuridici, civici e ambientali della
societa'. Iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile sono
avviate dalla scuola dell'infanzia.
• 2. Le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione promuovono
l'insegnamento di cui al comma 1. A tal fine, all'articolo 18, comma 1, lettera
b), del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, le parole: «di competenze
linguistiche» sono sostituite dalle seguenti: «di competenze civiche,
linguistiche».
3. Le istituzioni scolastiche prevedono nel curricolo di istituto
l'insegnamento trasversale dell'educazione civica,
specificandone anche, per ciascun anno di corso, l'orario, che
non puo' essere inferiore a 33 ore annue, da svolgersi
nell'ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli
ordinamenti vigenti. Per raggiungere il predetto orario gli
istituti scolastici possono avvalersi della quota di autonomia
utile per modificare il curricolo.
• 4. Nelle scuole del primo ciclo, l'insegnamento trasversale
dell'educazione civica e' affidato, in contitolarita', a docenti sulla base
del curricolo di cui al comma 3.
• Le istituzioni scolastiche utilizzano le risorse dell'organico
dell'autonomia. Nelle scuole del secondo ciclo, l'insegnamento e'
affidato ai docenti abilitati all'insegnamento delle discipline giuridiche
ed economiche, ove disponibili nell'ambito dell'organico dell'autonomia.
• 5. Per ciascuna classe e' individuato, tra i docenti a cui e' affidato
l'insegnamento dell'educazione civica, un docente con compiti di
coordinamento.
6. L'insegnamento trasversale dell'educazione civica e' oggetto
delle valutazioni periodiche e finali previste dal decreto legislativo
13 aprile 2017, n. 62, e dal regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122.

Il docente coordinatore di cui al comma 5 formula la proposta di


voto espresso in decimi, acquisendo elementi conoscitivi dai
docenti a cui e' affidato l'insegnamento dell'educazione civica.

7. Il dirigente scolastico verifica la piena attuazione e la coerenza


con il Piano triennale dell'offerta formativa.
8. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare incrementi o modifiche
dell'organico del personale scolastico, ne‘ ore d'insegnamento eccedenti rispetto
all'orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti. Per lo svolgimento dei compiti
di coordinamento di cui al comma 5 non sono dovuti compensi, indennita', rimborsi di
spese o altri emolumenti comunque denominati, salvo che la contrattazione d'istituto
stabilisca diversamente con oneri a carico del fondo per il miglioramento dell'offerta
formativa.

9. A decorrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo all'entrata in


vigore della presente legge, sono abrogati l'articolo 1 del decreto-legge 1° settembre 2008,
n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, nonche' il
comma 4 dell'articolo 2 e il comma 10 dell'articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile
2017, n. 62.
Articolo 2
Istituzione dell’insegnamento dell’educazione civica

insegnamento trasversale dell’educazione civica per la conoscenza e la


comprensione delle strutture e dei profili sociali, economici, giuridici, civici e
ambientali della società.

integrare il curricolo prevedendo almeno 33 ore annue

contitolarità ai docenti sulla base del curricolo nel I ciclo, docenti di discipline
giuridiche ed economiche dell’organico dell’autonomia nel II ciclo

docente con compiti di coordinamento per ogni classe

valutazioni periodiche e finali, su proposta del docente coordinatore che


raccoglie elementi dagli altri docenti
Art. 3 Sviluppo delle competenze e obiettivi di apprendimento

1. In attuazione dell'articolo 2, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e


della ricerca sono definite linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica che
individuano, ove non gia' previsti, specifici traguardi per lo sviluppo delle competenze e
obiettivi specifici di apprendimento, in coerenza con le Indicazioni nazionali per il
curricolo delle scuole dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione, nonche' con il
documento Indicazioni nazionali e nuovi scenari e con le Indicazioni nazionali per i licei
e le linee guida per gli istituti tecnici e professionali vigenti, assumendo a riferimento
le seguenti tematiche:
a) Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell'Unione europea e degli organismi
internazionali; storia della bandiera e dell'inno nazionale;
b) Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall'Assemblea generale delle
Nazioni Unite il 25 settembre 2015;
c) educazione alla cittadinanza digitale, secondo le disposizioni dell'articolo 5;
Articolo 3
Sviluppo delle competenze e obiettivi di apprendimento

a) Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell'Unione europea e degli organismi


internazionali; storia della bandiera e dell'inno nazionale;
b) Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni
Unite il 25 settembre 2015;
c) Educazione alla cittadinanza digitale, secondo le disposizioni dell'articolo 5;
d) elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro;
e) educazione ambientale, sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle
identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari;
f) educazione alla legalità e al contrasto delle mafie;
g) educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici
comuni;
h) formazione di base in materia di protezione civile.
Sono promosse anche l'educazione stradale, l'educazione alla salute e al benessere, l'educazione
al volontariato e alla cittadinanza attiva.
Quali sono gli elementi di novità?
▪ Insegnamento trasversale dell’educazione civica
▪ Contitolarità e corresponsabilità educativa
▪ Focus su Costituzione, Sostenibilità, Cittadinanza digitale

opportunità per
➢ potenziare le competenze chiave e di cittadinanza
➢ promuovere una didattica attiva
Azioni da programmare

1. curricolo
2. valutazione
3. percorsi (UDA) PTOF
4. orario
5. coordinamento
Art. 4 Costituzione e cittadinanza

1. A fondamento dell'insegnamento dell'educazione civica e' posta la


conoscenza della Costituzione italiana. Gli alunni devono essere
introdotti alla conoscenza dei contenuti della Carta costituzionale
sia nella scuola dell'infanzia e del primo ciclo, sia in quella del
secondo ciclo, per sviluppare competenze ispirate ai valori della
responsabilita', della legalita', della partecipazione e della
solidarieta'.

1. Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale,


disciplinato dalla Carta costituzionale, sono adottate iniziative per lo
studio degli statuti delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale.
Al fine di promuovere la cittadinanza attiva, possono essere attivate
iniziative per lo studio dei diritti e degli istituti di partecipazione a
livello statale, regionale e locale.
1.La conoscenza della Costituzione italiana rientra tra le
competenze di cittadinanza che tutti gli studenti, di ogni
percorso di istruzione e formazione, devono conseguire.

2.Con particolare riferimento agli articoli 1 e 4 della


Costituzione possono essere promosse attivita' per
sostenere l'avvicinamento responsabile e consapevole
degli studenti al mondo del lavoro.
Art. 5 Educazione alla cittadinanza digitale

1. Nell'ambito dell'insegnamento trasversale dell'educazione civica, di cui all'


articolo 2, e' prevista l'educazione alla cittadinanza digitale.

2. Nel rispetto dell'autonomia scolastica, l'offerta formativa erogata nell'ambito


dell'insegnamento di cui al comma 1 prevede almeno le seguenti abilita' e
conoscenze digitali essenziali, da sviluppare con gradualita' tenendo conto
dell'eta' degli alunni e degli studenti:
a) analizzare, confrontare e valutare criticamente la credibilita' e l'affidabilita'
delle fonti di dati, informazioni e contenuti digitali;
b) interagire attraverso varie tecnologie digitali e individuare i mezzi e le forme
di comunicazione digitali appropriati per un determinato contesto;
c) informarsi e partecipare al dibattito pubblico attraverso l'utilizzo di servizi
digitali pubblici e privati; ricercare opportunita' di crescita personale e di
cittadinanza partecipativa attraverso adeguate tecnologie digitali;
d) conoscere le norme comportamentali da osservare nell'ambito
dell'utilizzo delle tecnologie digitali e dell'interazione in ambienti
digitali, adattare le strategie di comunicazione al pubblico specifico ed
essere consapevoli della diversita' culturale e generazionale negli
ambienti digitali;

e) creare e gestire l'identita' digitale, essere in grado di proteggere la


propria reputazione, gestire e tutelare i dati che si producono
attraverso diversi strumenti digitali, ambienti e servizi, rispettare i dati e
le identita' altrui; utilizzare e condividere informazioni personali
identificabili proteggendo se stessi e gli altri;
f) conoscere le politiche sulla tutela della riservatezza applicate dai servizi
digitali relativamente all'uso dei dati personali;

g) essere in grado di evitare, usando tecnologie digitali, rischi per la salute


e minacce al proprio benessere fisico e psicologico; essere in grado di
proteggere se' e gli altri da eventuali pericoli in ambienti digitali; essere
consapevoli di come le tecnologie digitali possono influire sul benessere
psicofisico e sull'inclusione sociale, con particolare attenzione ai
comportamenti riconducibili al bullismo e al cyberbullismo.
Art. 6

Formazione dei docenti

1. Nell'ambito delle risorse di cui all'articolo 1, comma 125, della legge 13


luglio 2015, n. 107, una quota parte pari a 4 milioni di euro annui a decorrere
dall'anno 2020 e' destinata alla formazione dei docenti sulle tematiche afferenti
all'insegnamento trasversale dell'educazione civica.
Il Piano nazionale della formazione dei docenti, di cui all'articolo 1, comma
124, della legge 13 luglio 2015, n. 107, e' aggiornato al fine di comprendervi
le attivita' di cui al primo periodo.
Art. 7 Scuola e famiglia

1. Al fine di valorizzare l'insegnamento trasversale


dell'educazione civica e di sensibilizzare gli studenti alla
cittadinanza responsabile, la scuola rafforza la collaborazione
con le famiglie, anche integrando il Patto educativo di
corresponsabilita' di cui all'articolo 5-bis del regolamento di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n.
249, estendendolo alla scuola primaria.
Scuola e territorio (art. 8)

«1. L'insegnamento trasversale dell'educazione civica è integrato con


esperienze extra-scolastiche, a partire dalla costituzione di reti anche di
durata pluriennale con altri soggetti istituzionali, con il mondo del volontariato
e del Terzo settore, con particolare riguardo a quelli impegnati nella
promozione della cittadinanza attiva. Con decreto del Ministro dell'istruzione,
dell'università e della ricerca, da adottare entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità attuative del
presente comma e sono stabiliti i criteri e i requisiti, tra cui la comprovata e
riconosciuta esperienza nelle aree tematiche di cui all'articolo 3, comma 1, per
l'individuazione dei soggetti con cui le istituzioni scolastiche possono
collaborare ai fini del primo periodo.
2. I Comuni possono promuovere ulteriori iniziative in collaborazione con le
scuole, con particolare riguardo alla conoscenza del funzionamento delle
amministrazioni locali e dei loro organi, alla conoscenza storica del territorio e
alla fruizione stabile di spazi verdi e spazi culturali».
Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica,
ai sensi dell’articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92
Articolo 1
1. Sono adottati i seguenti allegati, parte integrante del presente
decreto:

• Allegato A: Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica;


• Allegato B: Integrazione al Profilo delle competenze al termine del
primo ciclo, di cui alle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola
dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione vigenti;
• Allegato C: Integrazione al Profilo educativo, culturale e professionale
di cui all’Allegato A al decreto legislativo n. 226/2005.
La valutazione

La Legge dispone che l'insegnamento trasversale dell'Educazione civica sia


oggetto delle valutazioni periodiche e finali previste dal D. Lgs. 13 aprile 2017, n.
62 per il primo ciclo e dal DPR 22 giugno 2009, n. 122 per il secondo ciclo.
I criteri di valutazione deliberati dal collegio dei docenti per le singole discipline e
già inseriti nel PTOF dovranno essere integrati in modo da ricomprendere anche la
valutazione dell’insegnamento dell’educazione civica.
In sede di scrutinio il docente coordinatore dell’insegnamento formula la proposta
di valutazione, espressa ai sensi della normativa vigente, da inserire nel
documento di valutazione, acquisendo elementi conoscitivi dai docenti del team o
del Consiglio di Classe cui è affidato l'insegnamento dell'educazione civica. Tali
elementi conoscitivi sono raccolti dall’intero team e dal Consiglio di Classe nella
realizzazione di percorsi interdisciplinari.
Elementi da considerare per la
progettazione didattica

- curricolo di istituto
- progettualità propria della scuola
- organico dell’autonomia

30
curricolo di istituto

• cosa contiene già magari da recuperare/integrare?


• quanto tiene conto degli obiettivi di apprendimento e dei traguardi di competenza
dell’educazione civica (Profili delle competenze/PECUP delineati dalle Linee guida - All. B e C)?
• cosa va eventualmente integrato?

progettualità della scuola

• qual è la dimensione progettuale della scuola che si evince dal PTOF?


• è applicabile al nuovo insegnamento?
• esistono già reti utilizzabili?

31
L’ organico dell’autonomia
Quali discipline sono coperte dai docenti in organico?

È possibile fare aggiustamenti all’organico assegnato,


se necessario?
Di quali risorse umane deve avvalersi la scuola?
• FF.SS. (PTOF e/o Curricolo)
• gruppi di lavoro (commissione curricolo, NIV…)
• dipartimenti
• referenti di progetti relativi a temi propri dell’educazione civica

33
e di quali strumenti?
Occorre individuare e utilizzare gli strumenti che meglio possano supportare
l’inserimento del nuovo insegnamento (analisi disciplinare, temporizzazione
dei temi, applicazione di principi di gradualità, progressività e
consolidamento delle competenze o successione di fasi distinte…)

quali metodologie utilizzare?


È necessario servirsi di quelle che permettano di curvare i temi
dell’educazione civica sulla didattica per competenze
Ruolo decisivo del Collegio
1. provvede ad integrare nel curricolo di Istituto gli
obiettivi specifici di apprendimento/risultati di
apprendimento delle singole discipline con gli
obiettivi/risultati e traguardi specifici per
l’educazione civica utilizzando per la loro
attuazione l’organico dell’autonomia
2. definisce i criteri di valutazione degli
apprendimenti e del comportamento
D.P.R. 275/1996 - ART. 6
Autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo
Comma 1
a) la progettazione formativa e la ricerca valutativa;
b) la formazione e l'aggiornamento culturale e professionale del
personale scolastico;
c) l'innovazione metodologica e disciplinare;
d) la ricerca didattica sulle diverse valenze delle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione e sulla loro integrazione
nei processi formativi;
e) la documentazione educativa e la sua diffusione all'interno della
scuola
36
Scuole del primo ciclo (art. 2, cc. 4, 5 e 8)

Chi è il titolare dell'insegnamento trasversale dell'educazione civica?


L’insegnamento è affidato, in contitolarità, a docenti sulla base del curricolo,
avvalendosi delle risorse dell'organico dell'autonomia

Chi coordina?
Per ciascuna classe la scuola individua, tra i docenti a cui è affidato
l'insegnamento dell'educazione civica, un docente con compiti di
coordinamento. Per lo svolgimento dei compiti di coordinamento di cui al
comma 5 non sono dovuti compensi, indennità, rimborsi di spese o altri
emolumenti comunque denominati, salvo che la contrattazione d'istituto
stabilisca diversamente con oneri a carico del fondo per il miglioramento
dell'offerta formativa

37
Scuole del secondo ciclo (art. 2, cc. 4 e 5)
Chi è il titolare dell'insegnamento trasversale
dell'educazione civica?

L'insegnamento è affidato ai docenti abilitati


all'insegnamento delle discipline giuridiche ed
economiche, ove disponibili nell'ambito
dell'organico dell'autonomia.
In assenza di tali docenti, è la scuola, nella sua
autonomia, ad affidare l’insegnamento, in contitolarità,
a docenti sulla base del curricolo, avvalendosi delle
risorse dell'organico dell'autonomia.

38
Chi coordina?

Anche nelle scuole del secondo ciclo, per ciascuna classe,


la scuola individua, tra i docenti a cui è affidato
l'insegnamento dell'educazione civica, un docente
con compiti di coordinamento.

Per lo svolgimento dei compiti di coordinamento di cui al


comma 5 non sono dovuti compensi, indennità, rimborsi
di spese o altri emolumenti comunque denominati,
salvo che la contrattazione d'istituto stabilisca
diversamente con oneri a carico del fondo per il
miglioramento dell'offerta formativa.
Un elemento di integrazione per il Secondo ciclo
contenuto nelle Linee Guida

Qualora il docente abilitato nelle discipline giuridico-economiche sia


presente in organico dell’autonomia ma non sia già contitolare del
Consiglio di Classe, egli potrà assumere il coordinamento della disciplina
per una o più classi, fatta salva la necessità che in esse si crei uno spazio
settimanale in cui, anche in compresenza con altri docenti, possa
procedere alla didattica dell’educazione civica all’interno della quota oraria
settimanale, o all’interno della quota di autonomia eventualmente attivata,
nelle modalità approvate dal Collegio dei docenti.
Ne deriva che in questo caso il coordinatore dell’educazione civica, in
quanto titolare di un insegnamento aggiuntivo, entra a far parte a
pieno titolo del Consiglio o dei Consigli di Classe in cui opera.

40
La valutazione dell’educazione civica (art. 2, c. 6)

L'insegnamento trasversale dell'educazione civica è oggetto


delle valutazioni periodiche e finali previste dal D. Lgs. 13
aprile 2017, n. 62, e dal d.P.R. del 22 giugno 2009, n. 122.
Il docente coordinatore formula la proposta di voto espresso
in decimi, acquisendo elementi conoscitivi dai docenti a cui è
affidato l'insegnamento dell'educazione civica (primo e secondo
ciclo, con esclusione della scuola primaria)

41
La valutazione deve essere coerente con le competenze,
abilità e conoscenze indicate nella programmazione per
l’insegnamento dell’educazione civica e affrontate durante
l’attività didattica

I docenti della classe e il Consiglio di Classe possono avvalersi


di strumenti condivisi, quali rubriche e griglie di
osservazione, che possono essere applicati ai percorsi
interdisciplinari, finalizzati a rendere conto del conseguimento
da parte degli alunni delle conoscenze e abilità e del
progressivo sviluppo delle competenze previste nella sezione
del curricolo dedicata all’educazione civica
42
Il voto (o giudizio) di educazione civica concorre all’ammissione
alla classe successiva e/o all’esame di Stato del primo e secondo
ciclo di istruzione e, per le classi terze, quarte e quinte degli
Istituti secondari di secondo grado, all'attribuzione del credito
scolastico

43
Educazione civica e
valutazione del comportamento
Il combinato disposto dell’articolo 2, comma 5 e dell’articolo 1, comma 3
del D. Lgs. 62/2017, relativamente al primo ciclo di istruzione, prevede che
la valutazione del comportamento «si riferisce allo sviluppo delle
competenze di cittadinanza. Lo Statuto delle studentesse e degli studenti, il
Patto educativo di corresponsabilità e i Regolamenti approvati dalle
istituzioni scolastiche, ne costituiscono i riferimenti essenziali»
Alla luce di ciò si ritiene che, in sede di valutazione del comportamento
dell’alunno da parte del Consiglio di classe, si possa tener conto anche
delle competenze conseguite nell’ambito del nuovo insegnamento di
educazione civica, così come introdotto dalla Legge, tanto nel primo
quanto nel secondo ciclo di istruzione, per il quale il D. lgs. n. 62/2017
nulla ha aggiunto a quanto già previsto dal D.P.R. n. 122/2009

44
Un punto di partenza per costruire i moduli
formativi
a) approfondire l’esame dei tre nuclei concettuali
1. Conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell’Unione
europea, per sostanziare in particolare la condivisione e la promozione dei
principi di legalità;
2. Cittadinanza attiva e digitale;
3. Sostenibilità ambientale e diritto alla salute e al benessere della
persona;
e la loro interconnessione e trasversalità rispetto alle discipline

45
b) prevedere esempi concreti di elaborazione di curricoli in
raccordo con i Profili di cui agli Allegati B e C delle Linee
Guida, con indicazione degli obiettivi specifici di
apprendimento per anno e dei traguardi di sviluppo delle
competenze per periodi didattici

c) proporre esempi di griglie di valutazione, in itinere e finali,


applicative dei criteri deliberati dal Collegio dei docenti e
inseriti nel Piano triennale dell’offerta formativa;

d) promuovere modalità organizzative adeguate ai differenti


percorsi ordinamentali
Grazie per l’attenzione

Claudio Naddeo

Potrebbero piacerti anche