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17/09/18

DIRITTO COSTITUZIONALE

Disciplina che appartiene ad uno dei due rami che caratterizzano

 Materie pubblicistiche (diritto pubblico)

Studia rapporto che intercorre tra cittadino e stato (ente pubblico per eccellenza)

 Discipline privatistiche (diritto privato)

Studia rapporto che intercorre tra privati

Differenza diritto pubblico e diritto costituzionale:

Diritto costituzionale si fonda sullo studio della costituzione (la disamina è fondata sull’ordinamento
costituzionale) ed è inglobato nel diritto pubblico (studio delle leggi)

Il corso è incentrato sul binomio uomo-costituzione

Trasformazione/passaggio da epoche caratterizzate da una fragile individuazione di profili giuridici (diritti)


durante le quali il ruolo del cittadino era un ruolo sacrificato, un ruolo privo di diritti, ad un’epoca (quella
dello stato sociale) nella quale vi è la consacrazione della carta costituzionale, dell’ordinamento giuridico e
dei diritti. La particolarità della costituzione è nel metodo utilizzato dai padri costituenti per poter giungere
ad una stesura condivisa, quello di essere molto attenta al metodo attraverso il quale i diritti avrebbero
trovato consacrazione (non basta la previsione della norma ma occorre avere cura di come deve essere
inserita nell’ordinamento giuridico). Un diritto privo di effettività è un diritto che non ha nessun valore.

Esempio: PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA(Art. 3)

Nella stesura dell’articolo 3 ci si è impegnati sul pensare al profilo attuativo del diritto, prevedendo
un’uguaglianza formale (una parte formale già conosciuta dall’uomo, ma non effettiva a causa di infinite
divisioni tra classi) ed una sostanziale (profilo concreto che possa essere applicato praticamente (Art 3
Comma 2) in modo da non poterne essere impedita l’applicazione del diritto stesso)

“il principio di uguaglianza deve essere un principio che abbia una accezione formale ma anche una
sostanziale. Lo Stato diventa responsabile in caso di inadempienza => NOVITA’: lo Stato deve rimuovere gli
ostacoli che impediscono l’attuazione del diritto”

Abbiamo quindi un Passaggio da una concezione statalista ad una concezione personalista:

La persona è al centro dell’ordinamento giuridico: tutto ruota intorno ai diritti della persona. Ogni
provvedimento giurisdizionale deve considerare anzitutto i diritti della persona.

Quando ci troviamo nell’ordinamento giuridico ci possono essere dei contrasti tra diritti. In questi casi, la
corte costituzionale ha pronunciato che il criterio più idoneo nel nostro ordinamento giuridico per uscire
da tali situazioni è quello di privilegiare la norma che sia più attenta a tutelare la dignità umana.
19/09/18

DIRITTO COSTITUZIONALE

La conoscenza della carta costituzionale tutela la dignità della persona,ed essendo noi cives di una
comunità essa è di fondamentale importanza.

La legge è posta al centro dell’ordinamento giuridico italiano.

- Perché, gli altri ordinamenti su cosa sono fondati?

Non tutti gli ordinamenti sono fondati sulla legge

Possiamo distinguere due tipi di ordinamento: Ordinamento di Common Law ed Ordinamento di Civil Law.

La legge deve essere espressione di una necessità e non manifestazione del proprio ego

L’ordinamento giuridico è un insieme di norme che producono effetti giuridici e pongono quindi delle
regole: consente quindi al popolo di vivere in maniera civile e regolamentata.

L’italia è un paese fondato sulla Civil Law.

LEGGE => PARLAMENTO => POPOLO

Il parlamento svolge un ruolo di piena centralità nell’ordinamento costituzionale, in quanto esso emana le
leggi. Il parlamento è eletto dal popolo: questo vuol dire che anche il popolo ricopre un ruolo determinante.

La legge ha il compito di dare delle regole in modo tale da disciplinare il vivere civile.

Essendo tutti i cittadini diversi e con diverse esigenze, la legge ha il compito di tutelare i diritti individuali
(diritti soggettivi).

Diritto soggettivo: personale necessità/attitudine/interesse. E’ un interesse individuale che può essere


avvertito in qualunque momento della vita.

- E’ sufficiente la legge per tutelare un determinato diritto soggettivo?

No. Serve qualcosa che garantisca alla norma la sua efficacia: in Italia,l’organo tenuto a rispettare la
legge è la magistratura, ma (in un certo senso) questo potere spetta anche ai cittadini.

SITUAZIONI COLLETTIVE

Interessi legittimi: sono gli interessi che accomunano tutti i cittadini. Tuttavia ci sono degli interessi che
diffusamente ma non collettivamente possono essere condivisi: interessi diffusi. Poi ci sono gli interessi
individuali che indicano il bisogno del singolo cittadino.

Queste 3 categorie di interessi le possiamo categorizzare come situazioni giuridiche soggettive.


La situazione è un momento che può essere attribuito all’esistenza di un singolo individuo o di un gruppo.
Giuridiche: significa che il diritto lo regolamenta.
Soggettive: tipiche del soggetto, appartengono alla persona.
Situazioni giuridiche attive/vantaggio (Diritto)e situazioni giuridiche passive/svantaggio (Dovere (es
Obbligazioni))
I diritti e i doveri sono estesi a tutti.

Ogni lesione di situazione giuridica vede correlato un diritto di agire (es. Risarcimento di un danno)

Sinallagma tra legge ed esigenze

La regolamentazione di situazioni giuridiche non avviene soltanto ad opera della legge ma anche di altre
fonti; la fonte è, di conseguenza, la genesi del diritto (lo strumento di produzione di una norma giuridica)
Nel sistema delle fonti, esse a loro volta non sono tutte uguali: la fonte può essere scritta o orale.
es: Educazione. Non è una norma scritta, ma una norma etica, convenzionale.
Le fonti atto sono le regole scritte (Civil Law)
Le fonti fatto sono le regole non scritte (Common Law)

Legge parlamento
Decreto legge

FONTI FATTO

Meno rilevanti rispetto alle fonti atto. Non riconducono ad alcun testo scritto.
Si basa sulla consuetudine: una reiterazione nel tempo di una determinata condotta.

La consuetudine è caratterizzata due peculiarità: un elemento oggettivo e uno soggettivo:


Elemento Oggettivo: il tempo, la situazione nel tempo di una condotta
Elemento Soggettivo: consapevolezza che questa consuetudine deve essere tramandata poiché produttivo
di effetti benevoli (giusto per la società)
I limiti della consuetudine: la consuetudine però ha un limite. Essendo le fonti fatto secondarie rispetto alle
fonti atto, deduciamo che la consuetudine non può essere contrastante con la legge. Nel nostro
ordinamento non è contemplata la consuetudine contra legem. La consuetudine è contra legem se si
oppone alla legge perché non può giustificare qualcosa che è già giustificato dalla legge. E’ ammessa però la
consuetudine secundum legem in piena conformità con la legge, divenendo qualcosa che integra la legge,
va più nel dettaglio. Tutto ciò che è praeter legem va oltre la legge, dove questa non si è espressa.

Consuetudini costituzionali
Sono delle consuetudini (fonti fatto) che regolano i rapporti tra organi costituzionali (governo, magistratura,
parlamento, Ris. Rep., Corte costituzionale, Regioni, province, popolo)

Es) Il presidente del consiglio viene nominato dal presidente della repubblica su richiesta delle camere (è un
atto complesso, (Art. 92)). Una volta che il presidente del consiglio viene convocato dal P della Rep ed il
primo accetta con riserva, deve fare una consultazione, per ottenere la fiducia del parlamento. Per far ciò,
egli deve conoscere la situazione e sapere se c’è un sostegno solido. Quindi, si ripresenta e accetta l’incarico,
rendendo il conferimento pubblico ed operativo. Stando alla costituzione, di tutta questa fase precedente
all’accettazione definitivo dell’incarico non c’è traccia. Evidentemente si tratta di una consuetudine
costituzionale, che si è tramandata per generazioni essendo ritenuta valida.

Es) Il presidente del consiglio viene eletto dal pres della Repubblica. Quando il p della Rep completa il suo
mandato, viene mandato un nuovo p della Rep. Questa scadenza del p della Rep che incidenza ha sul
governo? Se decade il suo mandato e viene un nuovo p della Rep, si crea un rapporto che deve essere
ramificato tra il p del consiglio nominato dal precedente p della Rep col nuovo p della Rep.
In quel caso, il presidente del consiglio fa un passo indietro: va dal p della repubblica presentando ii
mandato con le proprie dimissioni. Tutto questo non è regolamentato dalla costituzione: si tratta di galateo
costituzionale, e non è altro che una consuetudine costituzionale.

Queste consuetudini costituzionali sono quindi delle leggi non scritte che gli organi costituzionali
condividono e tramandano nel tempo. Altrimenti, se così non fosse, si perderebbero nella desuetudine.

Convenzioni costituzionali

Sono anch’esse fonti fatto.

Es) I padri costituenti, quando hanno scritto la costituzione, hanno convenzionalmente statuito un
accordo

La convenzione è frutto di un accordo: come tale, può essere anche revocato in qualunque momento.

FONTI ATTO

L’ordinamento giuridico è fatto di fonti atto che si rivolgono a tutti. Deve essere quindi letta e conosciuta da
tutti, quindi rispettata da tutti.

“tutti” ricorda esempio con art. 24 e 107

Disposizione: frase di senso compiuto in un comma. Tuttavia, è possibile trovare più disposizioni in un
unico comma.

Es) art 24 è formato da più comma intrisi di più disposizioni.


Es) art 107 comma 1 è formato da 2 disposizioni

Individuazione Estensiva o Restrittiva

Interpretazione estensiva o riduttiva di una norma, che va al di là di un’interpretazione alla lettera.


Quando il legislatore in una parola esprime minore o maggiore significato

Individuazione Analogica: vuol dire utilizzare un parametro analogo. Prendiamo il significato di una norma
analoga per analizzare un’altra norma, tramite una sorta di trasposizione del significato

Es) Art 14 “Il domicilio […] per tutelare la libertà personale”. La libertà personale è disciplinata
dall’art 13. L’articolo 14 si richiama quindi analogicamente all’articolo 13”

Il criterio analogico non si può applicare alle leggi del diritto penale, perché nel diritto penale per ogni
azione deve esserci una legge specifica che la disciplina e non da una legge analoga. Se non c’è una legge
nel diritto penale che determina uno specifico comportamento illecito allora non si può essere imputati.

Interpretazione sistematica: Avere una capacità di lettura sistematica significa leggere tutto l’apparato e
desumere un significato, quindi significa leggere tutto quello che la circonda.

Es) Nella carta costituzionale non è presente alcun articolo che garantisca esplicitamente il diritto
alla vita. E’ tuttavia individuabile mediante una interpretazione sistematica degli art. 2, 13, 32 …

Lavorando sistematicamente si possono trovare profili giuridici che la norma non ha previsto ma che sono
vigenti con l’ordinamento attuale.
24/09/18

DIRITTO COSTITUZIONALE

Condizioni attive = diritti


Condizioni passive= doveri

Fonti atto= leggi scritte


Fonti fatto=non hanno trasposizione in testo scritto: consuetudine è la tipica fonte fatto (pur avendo alcuni
limiti come quello di essere subordinata alla legge)

La legge è il fulcro dell’ordinamento politico e per questo è di tipo civil law contrapposto a quello di
common law (caratterizzato non solo dalle leggi ma da una serie di fonti fatto (es: sistema anglosassone)).

Giurisprudenza
Il termine giurisprudenza comprende la raccolta delle decisioni di tutti gli organi costituzionali.
La corte costituzionale ha il ruolo di offrirci la sua giurisprudenza, ossia la raccolta di tutti i provvedimenti
che vengono emanate per dirimere le controversie che sono affidate alla stessa corte. Quindi la corte con
queste decisioni svolge i nodi interpretative e svolge i processi. La raccolta di queste decisioni viene
chiamata giurisprudenza. La giurisprudenza è quindi una raccolta di sentenze.
Questa raccolta di provvedimenti ha una particolarità: i criteri interpretativi possono inglobare anche un
altro criterio, ossia quello evolutivo.

Giurisprudenza costituzionale
La corte costituzionale ha una propria giurisprudenza: la giurisprudenza costituzionale, dalla quale la Corte
Costituzionale non può prescindere.

Corte costituzionale
Ha il compito di interpretare le norme costituzionali e fa in quello “giurisprudenza”. Reinterpretando la
carta costituzionale, spesso ci si imbatte in una esigenza di evolversi nel significato e darci un taglio quanto
più attuale.

Es) C’è una norma che parla del “buon costume”. Il buon costume è un atteggiamento che va ad
inglobare numerosi aspetti comportamentali ed attitudinali che la persona deve possedere nella
società attuale. Ovviamente, questa norma cambia in base ai tempi, rendendo attuale la
Costituzione.

Dunque, un principio deve essere letto in maniera reinterpretativa ed evolutiva, anche scrivendo nuove
leggi.

Qual è l’obiettivo da perseguire quando si legge una legge?


1) Cercare di capirla […]

Se è vero che il nostro argomento è fondato sulla centralità della legge, e il nostro ordinamento è di tipo
democratico, vuol dire che la prima deve essere totalmente asservita, in perfetta sintonia con la seconda. Il
popolo è un organo costituzionale: si evince quindi il principio personalista (e non statale) caratteristico del
nostro ordinamento.

Può essere che vi sia in Italia una legge incostituzionale?


Quando una legge viene ritenuta incostituzionale viene chiamata in causa la Corte costituzionale;
Può la Corte costituzionale prendere “di ufficio” (autonomamente) un provvedimento?
No. La Corte costituzionale viene infatti chiamata in causa da chi prende l’iniziativa.
Interpretazione autentica
Indirizzata verso l’interpretazione della finalità e dell’autenticità

Lo stesso legislatore può essere chiamato in causa: egli quindi interviene per dare l’interpretazione
autentica.

Suddivisione della podestà governativa


L’organo titolare della podestà governativa è il Parlamento: ragion per cui, nel nostro ordinamento si parla
di “centralità del Parlamento”. Il Parlamento introduce la legge e viene eletto dal popolo. Tuttavia, non tutti
i provvedimenti legislativi vengono espressi dal parlamento: ce ne sono altri espressi dal governo. Il
governo ha anche la facoltà di scrivere atti governativi in parte equiparabili alla legge. Questa potestà
normativa del governo i padri costituenti vollero attribuirla per diverse ragioni: 1) perché con la scrittura
della carta costituzionale doveva cambiare il modo di scrivere ed approvare le leggi (in passato veniva
scritta in maniera orientata e la fase esecutiva era poco democratica); 2) l’iter legis(procedimento di
formazione di una legge) è molto complesso ed articolato; pensando ciò, e pensando che l’entrata in vigore
della costituzione avrebbe portato all’annullamento delle leggi del passato, il panorama legislativo che si
andava a modificare necessitava di nuove leggi. Con la capacità prognostica (ossia di prevedere il futuro
individuando i potenziali pro e contro) i padri costituenti previdero le naturali difficoltà nella scrittura delle
nuove leggi. Non potendo modificare l’iter legis (magari semplificandolo) i padri costituenti decisero quindi
di dare questa potestà legislativa anche al Parlamento (il quale scrive normamenti (atti normativi equiparati
alla legge, con un iter meno elaborato rispetto a quello delle leggi)).

Che vuol dire “delegificazione”?


Il termine delegificazione viene identificato per identificare uno strumento attraverso il quale si cerca di
evitare che il Parlamento vada ad arrestare la sua attività produttiva di norme. Delegificare significa quindi
“togliere” del lavoro al Parlamento per delegarlo al Governo. Questa attività viene delegata al Governo in
maniera ovviamente del tutto regolare.

La riserva di legge è una tecnica dei padri costituenti utilizzata nella costituzione per risolvere alcune
formule procedurali attraverso un criterio di semplificazione.
[E’ importante fare degli esempi di riserva di legge nella costituzione]

Riserva di legge
E’ una tecnica legislativa adottata dai padri costituenti per garantire al popolo che viga una legge ordinaria,
decisa quindi collegialmente. Riservare la disciplina di una determinata materia legislativa (ambiente,
università, sicurezza…) alla legge del Parlamento. Quindi, la riserva di legge nasce dall’esigenza di riservare
una podestà normativa ad un organo che ci rappresenta.

Su quali materie vige una riserva di legge totale?


Essa vige sulle materie legislative più importanti

Gran parte delle norme (quindi dei principi) costituzionali risentono dell’epoca in cui furono scritti in
termini di conseguenza/reazione/necessità di superamento rispetto ai problemi presenti in epoca
precostituzionali: tra i principali problemi vi era quello di non garantire la tutela giurisdizionale del popolo, i
diritti non erano effettivi.

26/09/18

DIRITTO COSTITUZIONALE
Riserva di legge
Ha una funzione garantista: garantisce che sia la legge ordinaria a disciplinare le materie più importanti. La
riserva di legge non è altro che uno strumento attraverso il quale si riserva la disciplina di determinate
materie alla legge del Parlamento (la costituzione rinvia alla legge del Palamento).

La legge scritta dal Parlamento ai sensi dell’art.70-71-72 viene chiamata legge formale nella sua fase di
formazione. Viene chiamata anche legge ordinaria (legge che segue un procedimento di formazione
ordinario) contrapponendosi alle leggi straordinarie.

La riserva di legge che troviamo nell’art.13 è una riserva che viene denominata come “riserva assoluta”
(non permette alcuna deroga).

Nell’art. 13 vi è un esempio di riserva di legge assoluta dove si indicano i limiti al godimento della
libertà personale. Quali sono questi casi previsti dalla legge che possono comportare una
limitazione di questa libertà? La libertà personale per quanto sia una libertà inviolabile, può trovare
un proprio limite attuativo/applicativo solo nei casi espressamente previsti dalla legge. Questa
legge è una legge “formale” del Parlamento.

Ci sono delle riserve di legge opposte a quella assoluta, chiamate riserve di legge relativa. La costituzione
riserva la disciplina di una determinata materia anche a fonti diverse dalla legge formale. Essa ammette
deroghe, quindi ha una maggiore apertura verso altre forme di produzione normativa. La riserva di legge
relativa è quindi una sorta di eccezione alla regola assoluta che non consente su determinate materie.

La riserva di legge può essere implicita ed esplicita.

Es) Art. 16 fa riferimento a un istituto che limita la libertà di soggiorno. Strumenti che limitano la
circolazione, nonché la libertà personale.

Riserva di legge rafforzata


Molto simile alla riserva di legge esplicita però più evidente/chiara/facile da individuarsi come tale.

Es) Art 102 “La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle
norme sull’ordinamento giudiziario.
C’è una riserva di legge nel primo comma “sull’ordinamento giudiziario”
Es) Art 35, 41, 45 ci sono diversi rinvii alla legge che non sono delimitate alla legge del Parlamento.
Sono materie che sono aperte alla legislazione extra ordinaria.

Riserva di legge costituzionale


La costituzione rinvia la funzione a se stessa, una sorta di rinvio interno, ovvero dice che il limite è
espressamente previsto dalla carta costituzionale in altri articoli.

Es) Art 1 “L’Italia […] che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” l’esempio di riserva di
legge è “che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
Questa riserva rinvia a tutti gli strumenti di democrazia diretta del popolo, Art. 41, 71,75

Fattori di proficuità della riserva di legge


1) Garantismo
2) Dinamismo(la riserva di legge conferisce attualità alla costituzione tramite il rinvio alla legge, che non
smette mai di evolversi)
3) Il rinvio alla legge diventa un metodo per arricchire i contenuti e i principi che desume dalla legge.

Disposizioni transitorie e finali


Sono disposizioni inserite alla parte finale della costituzione e che hanno un’efficacia transitoria. L’avvento
della Carta Costituzionale provocò delle evidenti trasformazioni dell’ordinamento giuridico: se lo spirito
della costituzione doveva essere fortemente innovativo

Art 83 (ELEZIONE DEL CAPO DELLO STATO) il Presidente della Repubblica viene eletto dal Palamento e
partecipano all’elezione anche dei delegati che sono nominati dai Consigli Regionali. Ciò significa che
all’occorrenza dovendo eleggere il capo dello Stato e mancando i consigli regionali quella componente di
estrazione regionale non avrebbe potuto partecipare all’elezione del Presidente Della Repubblica e avrebbe
partecipato soltanto il Parlamento fino a quando non si sarebbero eletti i Consigli Regionali.

1. VII disposizione transitoria e finale La Corte Costituzionale, in quanto organo nuovo, necessitava
del tempo tecnico per entrare in vigore. Prevedendo questo, i padri costituenti asseriscono che “la
decisione delle controversie indicate nell’articolo 134 ha luogo nelle forme e nei limiti delle norme
preesistenti all’entrata in vigore della Costituzione”. La Corte Costituzione, tra i suoi vari compiti, si
occupa del controllo della legittimità costituzionale delle leggi: la Costituzione è la fonte primaria,
nessuna legge può contrastarla.
Chi vigeva questo controllo sulla legittimità delle leggi?
(attenzione: non parliamo di legittimità costituzionale (ovviamente, dato che non esisteva ancora la
costituzione) ma che fossero giuste/eque)
Questo compito era svolto dai giudici, nel momento in cui dovevano svolgere i processi.
Per evitare che vi fossero delle interferenze o degli organi con troppi poteri si decise di istituire un
organo “ad hoc”: la corte costituzionale. Quindi: se prima del 1948 il controllo delle leggi era di
natura diffusa, dal 1948 diventa di natura accentrata.

Un’altra particolare scelta attuata dai padri costituenti è quella di rispettare le singole attribuzioni
dividendole in base agli organi di appartenenza, in pratica continuare a lasciare indigente il principio di
separazione dei poteri, già attuato dai francesi ma che i padri costituenti rielaborarono in base al nostro
ordinamento, con una particolarità: gli organi rappresentativi dei poteri fondamentali: legislativo,
esecutivo, giudiziario, non avrebbero trovato una linea di demarcazione/varco insuperabile l’uno rispetto
all’altro ma avrebbero trovato una forma di collaborazione tra loro. Parliamo un principio della separazione
dei poteri non particolarmente rigido ma individuato in una logica di collaborazione tra organi. Questo
perché tutti tendevano a un obiettivo: quello della crescita. In questo quadro si collocano tutti quei
particolari istituti che vedono organi appartenenti ad un potere svolgere funzioni/attività di poteri altrui
(che non rientrano nel potere di appartenenza).

Es) Il governo (organo non legislativo) esercita […]

Questa è la prova che la scelta dei p. cost. era quella di voler creare una sorta di collaborazione diffusa.
Di qui ci colleghiamo al termine “delegificazione”, evitare che il governo potesse ingolfarsi.

Ci sono degli Art (76 e 77) che parlano della potestà normativa del governo.
Attenzione: il governo non ha un potere legislativo. Il governo non assume un potere giuridico di vantaggio
ma solo una attribuzione di funzioni (un “collaboratore” di quelle funzioni)

Es) Art 90 Il parlamento può accusare il capo dello stato e portarlo di fronte alla corte costituzionale

1/10/18
DIRITTO COSTITUZIONALE

La sovranità dello Stato


L’Italia non era tutta uguale nel suo territorio. Si ritenne che si dovesse quindi riservare l’unitarietà con
l’istituzione degli enti governativi (Art. 5): alle regioni sarebbe stata riconosciuta l’autonomia sotto il profilo
governativo, esecutivo, amministrativo, finanziario. Le nazioni diventano quindi un ente come lo stato
fuorché l’autonomia giudiziaria. I padri costituenti vollero porre la differenza tra le regioni e lo stato. Le
regioni avevano le proprie autonomie politiche ed esecutivi, i propri organi legislativi ed esecutivi ma c’è un
elemento che non consentirà mai la sovrapposizione tra regioni e Stato: la sovranità. Altrimenti, si
parlerebbe di federalismo, ovvero la presenza di stati all’interno di uno stato. La sovranità è un principio
che appartiene solo allo stato e non agli enti territoriali. Questa attribuzione di esclusività allo stato nasce
dal fatto che le regioni sono enti derivati dallo stato.

Es) Alcune regioni ritenevano di poter istituire un proprio parlamento, ma la corte costituzionale
non permettedi creare altri parlamenti, altrimenti si parlerebbe di duplicità di sovranità statale.

Principio di unitarietà
Riconoscimento da parte dello stato dell’indipendenza governativa, esecutiva, amministrativa e finanziaria
alle regioni.

Non si può parlare di indipendenza giudiziaria poiché i padri costituenti conformarono la carta
costituzionale in principio di unicità della giurisdizione, ovvero un principio che andasse a consacrare
un’unica giurisdizione. Lo stato riconosce quindi un’unica magistratura (organizzata per sedi e funzioni, ma
non può essere scissa in più organismi giudiziari).

Sotto il profilo giurisdizionale vi è un’altra importante scelta dei padri costituenti: il principio di doppio
binario della giurisdizione.Il nostro ordinamento giudiziario doveva conformarsi alla duplicità dei gradi di
giurisdizione e non un unico grado. In passato vi erano delle forme di giurisdizione esclusiva, quindi con un
unico grado.

Principio di doppio binario della giurisdizione


Possibilità di avere due distinti grado di giudizio nelle corti d’appello un’alternativa al giudizio di primo
grado

Es) se un soggetto subisce una lesione di un diritto e si rivolge ad un organo giudiziario che prende
una decisione, essa può essere impugnata da un altro organo in modo tale da garantirne l’equità.

Che tipo di vantaggio comporta il principio di doppio binario?


E’ un principio garantista: garantisce il popolo da un eventuale errore decisionale.

Esiste tuttavia un “terzo” grado, non di merito come i primi due, ma di legittimità: la Corte di cassazione.
Essa non studia le prove (testimonianze e perizie) ma si occupa della verifica della conformità ai principi di
legittimità:

Un soggetto che ha subito un torto dall’organo giudiziario può vedere quella sentenza annullata
dalla corte di cassazione

La corte di cassazione è così importante che si può ricorrere ad essa per preservare il diritto più importante
di tutti, la libertà:

L’ultima parte dell’Art 111 presenta la possibilità di ricorrere alla corte di cassazione (presentando
un istanza) nei confronti di tutti i provvedimenti che riguardano la libertà personale. Quel
provvedimento di restrittività della libertà personale deve essere valutato in termini di legittimità,
ovvero se stia stato reso o meno in conformità con la legge.

In passato l’attività della corte costituzionale veniva svolta in via diffusa dai giudici, i padri costituenti
volevano costituire un organo che funzionasse secondo determinate regole: si ritenne di dare alla corte
costituzionale un potere analogo a quello dei giudici: la corte costituzionale non è altro che un organo
titolare di poteri affini/analoghi ai magistrati, un organo che esercita una funzione giurisdizionale. Parliamo
quindi di uno stato che fondato sulle garanzie costituzionali, cioè tutti quei benefici (in termini di tutela) che
ritroviamo disciplinati dall’articolo 134 in poi e che vediamo poi la corte impegnata nella tutela di questi
principi.
Art 134) “La corte costituzionale giudica: […]”

Un giudice esercita la propria professione secondo delle regole, all’interno di essi vi sono dei principi: allo
stesso modo opera la corte costituzionale.
Sempre nell’ambito delle garanzie abbiamo l’attestazione scritta dell’impegno della corte costituzionale
nella tutela dei diritti della persona: parliamo delle norme processuali costituzionali.
Norme processuali costituzionali
Sono norme (639 disposizioni, transitorie e finali) processuali (attenti ai processi) costituzionali (scritte nella
costituzione) scritte dai padri costituenti per sancire delle discipline giuridiche/norme che integravano il
sistema di garanzie della persona nell’ambito del processo. Questo sistema di garanzie è di vitale
importanza: tutti i processi in Italia si reggono sulle norme processuali costituzionali.

03/10/18

DIRITTO COSTITUZIONALE

Lo stato sociale è caratterizzato dal riconoscimento dei diritti sociali (sono i diritti scritti per regolamentare
lo stato sociale quindi l’uomo/individuo (il popolo)). Va a consacrare il riconoscimento della centralità della
persona. Lo Stato Sociale si concentra quindi sul principio personalista.

Ciò che la carta costituzionale decise di salvaguardare sono stati quei principi (come l’Art 3) che dovevano
essere introitati da una nuova Carta Costituzionale, poiché erano già utili nella loro accezione, quindi
principi che uno Stato Sociale doveva esprimere. Si ritenne di conservare il principio di rispettare diritti e
doveri (già presenti nello Statuto Albertino o nella Magna Carta) ma di rimodularli dandogli un’accezione
più consona alle esigenze/criteri di effettività (quindi meno previsione letterale, astratta non
concretamente riconducibile alla capacità della norma di tutelare il popolo)

Questa nuova Carta Costituzionale dava a diritti e doveri una nuova veste di effettività.

Qual era la previsione dei Padri Costituenti?


Quella di vedere in perfetta sintonia la parte istituzionale dello Stato (il cosiddetto “Stato apparato” (ovvero
gli Stati che lo compongono)): quindi la perfetta coesione tra lo Stato e la Carta Costituzionale.

La carta costituzionale fu scritta proprio per il disegno di Stato Repubblicano:

Art. 139) è l’unica norma che esplicitamente limita la possibilità di sottoporre a revisione la Carta
Costituzionale, nella parte in cui riguarda il riconoscimento della forma di stato repubblicano
(perché modificare il riconoscimento della repubblica (frutto di un voto referendario del 1946)
significherebbe annullare tutto l’ordinamento istituzionale (quindi potenzialmente sovvertibile solo
tramite un colpo di stato)).
Che cosa determinerebbero eventuali modifiche della Costituzione?
Determinerebbero una trasformazione della Costituzione formale (e quindi dei limiti dei confini dalla quale
essa è caratterizzata), cambiando le norme/principi la perfetta aderenza e coesione tra Stato e Carta
Costituzionale entrerebbe in contrasto.

Il profilo di attualità della carta costituzionale previene dalla riserva di legge. Non è possibile sottoporre a
revisione la parte in cui riguarda il riconoscimento della forma di stato repubblicano (Art. 139) ma è
possibile revisionare le altre norme

Carta costituzionale rigida aggravata


Ammette la revisione, ma tramite una procedura disciplinata da precise regole e frutto di una volontà
unanime.

Es) Carta Costituzionale francese) ammette la revisione, ma non come procedura aggravata. Quindi
non richiede come “conditio” per cambiare una norma la gravosità di una […]: essa può infatti
essere modificata come una legge ordinaria, tramite un processo legislativo ordinario.

L’accesso alla revisione nella Carta Costituzionale francese è quindi molto più fattibile: ma questo
cosa comporta?
In termini pratici, l’ordinamento costituzionale flessibile è un ordinamento che consente una
maggiore trasformazione e quindi maggiore attualità rispetto alla carta costituzionale rigida.

Per quanto riguarda invece i benefici di una carta costituzionale rigida rispetto a quella flessibile, possiamo
dire che è una costituzione che da maggiore stabilità, quindi consente al popolo di poter condividere un
principio nel tempo senza che esso vada ad essere trasformato: va a radicare nel popolo dei principi che
diventano perfettamente recepiti e che per esso costituiscono un punto saldo in qualsiasi situazione di
tutela correlata.

Qual è il pregio della Carta Costituzionale?


Le leggi che vennero scritte in precedenza erano influenzate da quelle che erano le esigenze di un potere
accentrato; Lo Statuto albertino non era caratterizzato dai canoni di ampia democraticità, di stabilità e di
tutela diffusa nei confronti della persona: con questa antitesi con il passato, la carta costituzionale nasce
come una carta “donata” al popolo, e non come una carta circostanziale/parziale del popolo. In questi
criteri di scelta la massima espressione di civiltà fu nel voler regalare una carta aperta.

Carta aperta
Carta che ammette in maniera evidente una sua trasformazione: non si pone con una sorta di approccio
autoritario/dispotico, ma con un approccio aperto (proprio poiché fu donata al popolo e non imposta).
Quindi, il beneficiario della CC era, ed è, il popolo. La costituzione è rivolta a tutti, anche agli stranieri: in
linea con l’Art. 3 chi è sul suolo italiano deve beneficiarne delle garanzie. Questa apertura ne arricchisce dal
punto di vista civico e sociale tutti i suoi contenuti.

La Carta Costituzionale non fu una accordo ma una convenzione (?), frutto di una condivisione totale
caratterizzata da un denominatore comune, ovvero la tutela della persona. L’ottimismo dei Padri
Costituenti nel riporre grandi aspettative per il popolo scaturisce probabilmente dal culmine di un periodo
bellico critico che ha senza dubbio determinato un’esigenza di rinascita.

Il protagonismo del popolo nasce dai poteri che gli sono stati conferiti dalla Carta Costituzionale, tali da
poterlo definire “organo costituzionale”. Ma se il popolo non esercita i propri poteri, se l’organo
costituzionale non si allinea con le regole scritti dalla costituzione, accade che quella costituzione formale
non va più ad identificarsi con la costituzione materiale, determinando inevitabilmente un progressivo
distacco del cittadino dalle istituzioni.
Come mai esistono delle parti della Carta Costituzionale intangibili, che non posso essere revisionati?
La parte intangibile è quella che viene ritenuta contenente i principi fondamentali, ovvero i primi 12
Articoli. Essa non può essere revisionata poiché i primi 12 Articoli non sono solo articoli ma espressioni di
valori (non tutte le norme hanno dei valori sottesi alle stesse). Quindi l’intangibilità non scritta ma implicita
degli Art 1-12. nasce dal fatto che esprimono i valori della persona, più di tutti gli altri articoli costituzionali
(parliamo del “sublime”, oltre il quale la norma non può dire nulla)

Chi dice che queste norme costituzionali non devono essere sottoposte a revisione?
La consuetudine:

Vi è un’impossibilità oggettiva di modificarli?


No, non c’è un limite esplicito espresso. Si potrebbe quindi, per assurdo, procedere ad una revisione delle
norme costituzionali fondamentali (ma non avrebbe senso, sarebbe immediatamente bloccata)

Es) il Federalismo) anni fa fu proposta l’idea di trasformazione dell’identità statale in uno stato
federale. Allora molti costituzionalisti chiamati al consulto asserirono che non si poteva fare. Si
potrebbe fare un federalismo fiscale, ma non territoriale, in quanto questo costituirebbe una
violazione aperta dell’Art. 5.
Tuttavia tra il 1999 e il 2001 c’è stata una parziale riforma dell’Art. 5 della Costituzione, con
l’obiettivo di dare maggior potere alle regioni.

Anche la parte successiva della Costituzione diventa difficilmente attaccabile in termini di revisione (Art. 13-
54), perché in questa parte della Costituzione i Padri Costituenti disciplinarono e regolamentarono i diritti e
i doveri dei cittadini (le cosiddette “libertà”), con un minore indice di restrizione rispetto agli articoli
fondamentali.
La terza parte della Costituzione è quella che è stata più sottoposta a revisioni nel corso del tempo, ovvero
la parte che riguarda l’ordinamento costituzionale (insieme di regole che disciplinano il funzionamento
degli organi costituzionali).

L’Art 138 ha una particolare regola interna: quando si parla di procedura aggravata si fa riferimento ad un
procedimento che ha una natura straordinaria per il quale occorre necessariamente che il Parlamento
raggiunga un quorum della sua votazione prossimo alla sua unanimità; questo quorum deve essere
raggiunto a distanza di tempo per due volte (occorre che ci sia un intervallo temporale tra la prima e la
seconda votazione, poiché questo approccio condiviso sia condiviso anche nel tempo)

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