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ATTUALITÀ

Sull’onda di una
richiesta che, anche nel
nostro paese, inizia ad
evidenziare segnali di
interesse, la nuova UNI
sulle coperture a verde
mette per la prima
volta a disposizione di
progettisti e imprese
informazioni oggettive
e strutturate su questa
tecnica che ha riscosso
successo in altre realtà
europee.
I principi, gli schemi
funzionali, le modalità
esecutive.

Matteo Fiori
NORMATIVA COPERTURE

TETTI VERDI:
IL CODICE DI PRATICA
I
l 30 agosto scorso il codice di pratica UNI sulle coper- cio sia nel suo intorno (fenomeno dell’isola di calore), di com-
ture a verde ha superato la fase di inchiesta pubblica. pensazione, mitigazione e miglioramento ambientale, sia a
Era da tempo che tutti gli operatori del settore atten- livello puntuale sia su scala territoriale. Sono infatti evidenti
devano questo documento, e non a caso negli ultimi anni i vantaggi compensativi delle coperture a verde laddove il
si è riscontrato un continuo e progressivo interesse per la costruito utilizza una parte di territorio, modificandolo
realizzazione di coperture a verde, in quanto le stesse permanentemente; così come la copertura a verde certa-
sono risultate un valido strumento per raggiungere obiet- mente ottiene un effetto di mitigazione dell’impatto ambien-
tivi di controllo delle temperature sia all’interno dell’edifi- tale conseguente alla costruzione di un edificio.

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A livello internazionale esistono linee guida che, pur
costituendo una base di riferimento, non sono totalmente
II CAPITOLI DELLA NORMA
applicabili in Italia per differenti situazioni culturali, di con- La norma definisce le regole di progettazione, esecuzione, manu-
tenzione e collaudo di coperture a verde, con elemento di tenu-
testo climatico, di tecnologie costruttive. Di conseguenza la ta realizzato con membrane in bitume polimero, in poliolefine o
norma UNI, partendo dalla raccolta di linee guida di altre in polivinilcloruro, in funzione delle particolari situazioni di desti-
nazioni e di esperienze italiane, in coerenza con la norma- nazione d’uso, di contesto climatico e di contesto edilizio.
Ecco l’indice:
tiva EN esistente e, in particolare, con quella che si riferi- • scopo e campo di applicazione
sce alle coperture continue, vuole mettere a disposizione • termini e definizioni
• agenti e requisiti
informazioni oggettive e strutturate. • istruzioni per la progettazione
• schemi funzionali e classificazione del sistema
Come si può vedere dal titolo e dall’indice, esso svol- • documentazione di progetto
• materiali e componenti
ge le funzioni di un vero e proprio codice di pratica o, se • istruzioni per l’esecuzione e l’installazione
vogliamo, di una serie di regole dell’arte che si spera pos- • collaudi
• manutenzione
sano costituire la base per la realizzazione delle coperture
a verde, valevoli anche in caso di contenzioso.
Vediamo, nel seguito, quali sono le parti maggior-
mente significative. • controllo della curva di ritenzione idrica;
• controllo della fitotossicità.
Istruzioni per la progettazione Sono state anche date indicazioni sugli spessori mini-
In questo capitolo della norma si sono sia voluti indi- mi dello strato colturale al fine di evitare realizzazioni di coper-
care i possibili obiettivi, sia dare indicazioni molto specifiche ture a verde non efficienti.
su elementi, strati e impianti componenti il sistema. Molto, inoltre, si è discusso sulle parti riguardanti l’e-
Per quanto riguarda gli obiettivi, si è cercato di inse- lemento di tenuta e l’elemento di protezione all’azione
rire quelli di maggiore interesse, come: delle radici: in particolare sulla necessità di una comparti-
• fruibilità della copertura: realizzazione di uno spazio atto mentazione di tali elementi al fine di limitare i danni legati
allo svolgimento di attività all’aperto; ad eventuali infiltrazioni.Tale elemento progettuale, attual-
• fruibilità visiva: realizzazione di uno elemento avente valen- mente poco “sentito” dai progettisti, è molto importante e
za puramente architettonica e paesaggistica; ha un costo, rapportato all’intero organismo edilizio, ridot-
• variazione delle prestazioni ambientali interne dell’edificio; tissimo. La realizzazione di una compartimentazione non è,
• variazioni delle condizioni di contesto ambientale esterno all’e- inoltre, affatto complessa.
dificio: in relazione alla capacità della copertura a verde di Il capitolo dedicato agli schemi funzionali ed alla clas-
assorbire polveri, di costituire un eventuale elemento di assor- sificazione del sistema vuole cercare di fornire un aiuto a
bimento acustico e di regimazione idrica e mitigazione differenziare le tipologie funzionali con le quali può essere
della temperatura;
• la compensazione ambientale: capacità della copertura a
verde e del sistema architettonico di restituire integral-
mente o parzialmente le valenze che il sistema ambienta-
le originario conferiva al contesto.
Per quanto riguarda la progettazione di elementi e stra-
ti, si è optato per fornire al progettista una serie di indica-
zioni, il più complete possibili, sia sulla scelta della tipologia,
sia sulle caratteristiche.
A titolo di esempio, per quanto riguarda lo strato col-
turale si sono date indicazioni su:
• il controllo del PH;
• la conducibilità elettrica;
• controllo della permeabilità;
• controllo della capacità di ritenzione idrica;

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ATTUALITÀ

A titolo di esempio, in riferimento allo strato colturale,


sono state ritenute importanti le seguenti caratteristiche:
■ densità apparente > 350 g/l < 1000 g/l, secondo la
Elemento filtrante
Strato colturale norma UNI EN 13041;
Strato di protezione
meccanica Elemento drenante
■ distribuzione granulometrica;
Elemento di tenuta Strato di collegamento ■ grado di riduzione del volume alla compressione,
Strato per il controllo Elemento termoisolante
della diffusione del vapore Strato di pendenza LK 100, secondo la DIN 18035;
Strato di imprimitura ■ volume commerciale, secondo la EN 12580;
Elemento portante
■ permeabilità, secondo la norma DIN 18035:
• per coperture intensive (LK 100)> 0,3 mm/min;
• per coperture estensive (LK 100)> 0,6 mm/min.
■ assorbimento d’acqua, secondo la norma DIN 18035;
■ capacità di ritenzione idrica, secondo la norma UNI EN
13041;
Elemento filtrante ■ porosità totale ≥ 75%, secondo la norma UNI EN 13041;
■ volume d’aria a pf 1 ≥ 18 %, secondo la norma UNI EN
Strato colturale
Strato di protezione
meccanica Elemento drenante
Elemento di tenuta
Strato di separazione
13041;
Elemento termoisolante
■ volume d’acqua a pf 1, secondo la norma UNI EN 13041:
• per coperture intensive ≥ 40 %
Strato di pendenza
Strato per il controllo

• per coperture estensive ≥ 30 %


della diffusione del vapore

Primo elemento Secondo elemento


portante portante ■ curva di ritenzione idrica (a pF1, pF 1.7, pF 2) secondo
la norma UNI EN 13041;
■ conducibilità elettrica < 50 mS/m, secondo la norma
Nei disegni sopra, due realizzata una copertura a verde (con o senza accumulo idri- UNI EN 13038;
esempi di copertura a
verde con elemento ter- co) e, soprattutto, a classificare le coperture in base alla loro ■ contenuto di macroelementi, secondo la UNI 13652*:


moisolante posto sotto efficacia rispetto a: ■ valori di pH:
l’elemento di tenuta.
Sopra, con impermeabi- ✓ fruibilità; • piante acidofile: 4 pH <5,5 determinabile secondo la


lizzazione bitume ✓ pendenza superficiale; norma UNI EN 13037;
polimero, sotto con
elemento di tenuta in ✓ manutenzione del sistema a verde; • piante non acidofile, negli intensivi, 5,5 pH <8,0
pvc. ✓ controllo delle condizioni ambientali interne; determinabile secondo la norma UNI EN 13037;
Disegni tratti dal
Manuale Sistemi di ✓ mitigazione ambientale per l’intorno territoriale. • piante non acidofile, negli estensivi, da > 6,5 agli 8,0 deter-
Impermeabilizzazione - Soprattutto per quanto riguarda gli ultimi tre punti, una minabile secondo la norma UNI EN 13037.
Guida alla Progettazione
- BE-MA editrice - classificazione è importante soprattutto per garantire gli uten- ■ fitotossicità, secondo la delibera Giunta Regionale 16
Assimp Italia.
ti: non tutte le coperture a verde sono ugualmente effica- Aprile 2003 n° 7/12764 pubblicata sul Bollettino ufficia-
ci rispetto alla mitigazione ambientale ed al controllo delle le della Regione Lombardia – Serie Ordinaria n° 22 del
condizioni ambientali. 26 Maggio 2003;
Sarà soprattutto utile nel caso in cui amministrazioni ■ sostanza organica, in massa determinabile secondo la
pubbliche decidano di dare incentivi diretti o indiretti: in que- norma EN 13039:

≤ ≤
sto modo sarà possibile graduare tali incentivi e fornirli a • coperture estensive:


chi realizza coperture efficaci per esempio rispetto alla • substrati con densità 0,8 g/cm3: 8%;
riduzione delle temperature esterne (isola di calore) o • substrati con densità > 0.8 g/cm3: 6%.

≤ ≤
* Il contenuto di macroele-
della riduzione degli apporti idrici ai collettori pubblici. • coperture intensive:


menti in un substrato a Il capitolo dedicato a materiali e componenti fornisce • substrati con densità 0,8 g/cm3: 12%;
valori prossimi a quelli indi-
cati può innalzare il conte- informazioni specifiche sui materiali maggiormente utilizzati • substrati con densità > 0,8 g/cm3: 6%.
nuto di Sali solubili oltre il
limite soglia indicato per la per tutti i vari elementi e strati di una copertura a verde. ■ capacità di scambio cationico strati per coperture inten-
salinità; tale valore Si è cercato, ove possibile, di inserire i valori limite delle sive > 12 meq/100 g;
(0,5 mS/m) rimane
tuttavia a tutti gli effetti varie caratteristiche di ciascun materiale, supportate da un ■ capacità di scambio cationico strati per coperture esten-
vincolante per il substrato
utilizzato. riferimento normativo. sive > 8 meq/100 g;

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determinabile secondo D.M. 13 settembre 1999 – Ministero
delle politiche agricole e forestali “Approvazione metodo
ufficiale analisi chimiche dei suoli”.
Come si può notare, i terreni naturali difficilmente
potranno soddisfare i requisiti necessari per il corretto fun-
zionamento di una copertura a verde. In genere essi
dovranno essere ammendati e corretti chimicamente. Lo
stesso livello di dettaglio è stato assunto anche per gli altri
elementi. Naturalmente vi è stata molta difficoltà nel for-
nire i valori limite sia per la mancanza di sperimentazio-
ne in merito sia, in alcuni casi, per l’assenza di normative
di descrizione di metodi di prova.

La fase esecutiva
Il capitolo 9 è dedicato alle “istruzione per l’ese-
cuzione e l’installazione“: si è sottolineata l’importanza
del controllo anche in fase di esecuzione: un buon pro-
getto, dei buoni materiali, non sono sufficienti per garan-
tire un buon risultato.
Il capitolo è quasi interamente dedicato all’elemento
di tenuta ed allo strato colturale: sono molte le “attenzio-
ni” indicate che tengono in conto del particolare rappor-
to fra un elemento “vivo”, la vegetazione, e gli altri elementi.
L’ultimo capitolo è dedicato alla manutenzione delle opere ■ manutenzione straordinaria.
a verde. Per ognuna di queste tipologie sono state indicate le più
Anche in questo caso si è voluto dettagliare le varie significative lavorazioni agronomiche;sempre a titolo di esem-
azioni; la suddivisione è stata la seguente: pio sono state indicati:
■ manutenzione di avviamento per il collaudo; ■ il controllo dello spessore dello strato colturale con suc-
■ manutenzione di avviamento a regime (solo per estensivo); cessiva eventuale integrazione;
■ manutenzione ordinaria; ■ il controllo del costipamento a seguito di gelate con suc-
cessiva eventuale operazione di arieggiamento ed integrazione;
■ la rincalzatura di piante erbacee, arbustive ed arboree;
I COLLAUDI ■ la risemina fallanze (coperture vegetali con semina);
Il capitolo 10 indica i collaudi previsti: essi dovranno assicurare ■ il reimpianto fallanze (coperture vegetali con messa a
che gli interventi edili ed agronomici rispondano alle prescrizio- dimora di piante e arbusti);
ni di progetto: ■ il controllo dell’efficienza degli ancoraggi con eventuale
■ collaudo dello strato di supporto dell’elemento di tenuta;
■ collaudo iniziale dell’elemento di tenuta; ripristino;
■ collaudo finale della tenuta all’acqua del sistema, effettua- ■ il controllo dell’efficienza dell’impianti di irrigazione;
to al termine dei lavori relativi alla copertura a verde, prima
della posa dello strato di vegetazione; ■ il controllo dell’impianti di irrigazioni (pozzetti,filtri,elementi
■ collaudo delle stratigrafie e degli impianti accessori (idrico, di distribuzione) ed eventuale pulizia.
elettrico); Il documento normativo è nato dopo un lungo lavo-
■ collaudo delle opere a verde, effettuato entro un anno dal ter-
mine dei lavori. ro ad parte di molti esperti del settore, nell’ambito del
Come si vede dal lungo elenco, si è data una grande importan- gruppo di lavoro “coperture continue ed impermeabi-
za al “sistema collaudo”: la suddivisione è stata pensata per chia-
rire doveri e responsabilità di ogni attore del processo: dall’im- lizzazioni”, della commissione “Prodotti e sistemi per l’or-
presa generale agli impermeabilizzatori, agli applicatori del verde ganismo edilizio” dell’UNI.
pensile. Ci si augura che tale strumento sia utile sia per i
Seguendo questo iter i guasti dovrebbero essere totalmente
assenti o insignificanti. progettisti sia per gli applicatori e possa incentivare
l’uso delle coperture a verde in Italia.

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