Sei sulla pagina 1di 12

A MUNDZUKU KA YINA

na poça de lama
como no divino ceu
também passa a lua

nella pozza di fango


come nel divino cielo
ugualmente passa la luna

[Afrânio Peixoto]
Il progetto
A Mundzuku Ka Yina è un laboratorio di comunicazione dedicato ai
ragazzi di Hulene, il quartiere sorto intorno alla discarica di Maputo,
Mozambico.

Ideato e condotto da Roberto Galante, A Mundzuku Ka Yina ha


inizio nel giugno 2008 grazie al sostegno dell’Associazione
Basilicata Mozambico di Matera. Esso s’inserisce nel progetto
Mamma Discarica che l’associazione materana porta avanti da
diversi anni ad Hulene.

Partecipano e collaborano al progetto come docenti, fotografi,


videomaker, grafici provenienti da diverse città italiane, che hanno
messo a disposizione del laboratorio la loro dedizione, conoscenza
e sensibilità.

Il nome del laboratorio è stato scelto dai ragazzi e in lingua shangan


significa il “Il nostro domani”.

Nel laboratorio s’insegna fotografia, video ed elaborazione digitale


delle immagini, ma di più si cerca d’intercettare l’intensa, a volte
caotica, vitalità che i ragazzi esprimono.

Attraverso le foto, i video ed i racconti, i ragazzi riportano storie della


loro vita, descrivono i personaggi che popolano la discarica e
parlano del loro mondo unico, degradato, strano, ma intenso.
Uno sguardo che va oltre il pietismo e ci restituisce l’immagine di un
popolo, quello della Lixiera che esprime una sua propria vitalità, una
sua propria gioia e voglia di vita.
La Lixiera
Il Bairro di Hulene, periferia di Maputo, è un
agglomerato di baracche e casupole sorte attorno alla
discarica della città, la Lixiera.

La Lixiera è il centro di questo universo, il fulcro


intorno al quale gira la vita della gente di Hulene.
Un inerme ed esteso cumulo di rifiuti continuamente
attraversato dal popolo della Lixiera.
Uomini, donne e bambini in cerca di tutto ciò che sia
ancora riciclabile, ferro, plastica, alluminio, e di tutto
ciò che sia ancora minimamente commestibile.

La Lixiera è risorsa per la sopravvivenza, ma anche


spazio dell’esistenza, rifugio e abitazione, luogo
d’incontro e scambio, di amicizie e passioni, di scontro
e sopruso.

Il luogo dove le cose vanno a morire è il paradossale


inizio di un’altra vita, fatta non solo di disperata
sopravvivenza ma anche di pulsante inesauribile
vitalità.
Il laboratorio
Attualmente il laboratorio è ospitato presso la Escola Primaria Completa
da Imaculada nel quartiere di Hulene a poche centinaia di metri
dall’ingresso della discarica.

I ragazzi che partecipano hanno un età compresa tra i 18 e i 28 anni,


risiedono per la maggior parte ad Hulene.
Molti di loro raccattano la sopravvivenza all’interno della discarica e
sospendono per alcune ore il lavoro quotidiano per partecipare alle
attività del laboratorio.

Nel laboratorio si tengono lezioni di fotografia, video, grafica ,


alfabetizzazione digitale.
Si raccolgono racconti sulla vita del quartiere, spaccati di altra
quotidianità, testimonianze dirette della vita del Bairro e della Lixiera.

Il metodo d’insegnamento privilegia una forma di apprendimento non


logico-lineare, come nelle scuole tradizionali, ma circolare.
Come nei laboratori artigiani si parte dalla pratica sul campo gomito a
gomito con i maestri, per poi eventualmente desumere gli elementi teorici
dall’analisi dei lavori realizzati.

Il laboratorio è soprattutto opportunità di scambio e relazione, dialogo tra


due realtà lontane, ad ognuna della quali viene riconosciuta pari dignità.

Attraverso il continuo confronto e la sospensione del giudizio, si cerca di


sviluppare negli allievi quelle capacità di ascolto e osservazione
indispensabili per comprendere e interpretare la realtà per poi restituirla
attraverso l’immagine.
Obiettivi
Attraverso il laboratorio si vogliono perseguire
principalmente tre obiettivi:

 Dare la possibilità ai ragazzi di acquisire una


serie di competenze e capacità nel settore della
comunicazione per un futuro inserimento
lavorativo in un settore in fase di sviluppo in
Mozambico

 Contribuire allo sviluppo culturale di un


luogo dove l’emergenza “culturale” non è meno
prioritaria rispetto a quella sanitaria ed alimentare

 Costruire una letteratura dal basso


attraverso l’immagine, dove i ragazzi
acquisiscano le capacità e i mezzi per
rappresentare la realtà che li circonda divenendo
gli artefici della narrazione
Primi risultati
A maggio 2009 il più diffuso giornale a distribuzione gratuita del Mozambico, @Verdade di
Maputo, ha pubblicato in prima pagina le foto realizzate dai ragazzi nella Lixiera insieme ad
un servizio sul laboratorio.

In seguito 5 ragazzi del laboratorio, 3 fotogiornalisti e 2 grafici, sono stati assunti presso le
testate @Verdade e Savana.

Una consistente documentazione fotografica e video è stata realizzata dai ragazzi sulla vita nel
Barrio e nella Lixiera, con reportages sui gruppi di danza nella Lixiera, sulla vita dei bambini di
strada a Maputo.

Altrettanto consistente è la raccolta di testimonianze e racconti, memoria storica del Barrio e della
Lixiera da cui poter attingere in futuro per nuovi progetti e sceneggiature.

Il documentario “L’ora di pranzo”, girato dai ragazzi, che ha come soggetto la ricerca e il
consumo del pasto in Lixiera, è stato presentato in diversi festival italiani, rischiando di vincere il
Terra di Tutti Film Festival edizione 2009.

Il nostro progetto per un documentario sui gruppi di danza della discarica è rientrato tra i 6
selezionati da Rai 3 per il format DOC 3, su 450 candidati.

Il video “Metamorfosi africane” verrà presentato a Roma nell’ambito di Festarte Video Art
Festival nella sezione Off

Dalla sinergia tra il gruppo di grafica e quello di fotografia sono nati i lavori “All'inizio fu una
mela”, il calendario “Anche nelle condizioni più difficili i bambini sono...”, “Nella poça di
lama come no divino ceu tamben passa a lua” con poesie di autori mozambicani associate ad
immagini realizzate nella Lixiera, di prossima pubblicazione.

Diverse testate hanno dedicato servizi al laboratorio: La Stampa, Il Mattino, La Gazzetta del
Mezzogiorno, Reflex, ARTapp, Nigrizia.

RTP, Radio Televisione Portogallo ha realizzato e mandato in onda un lungo servizio sul
laboratorio a Maputo.

Mostre con i lavori dei ragazzi sono state organizzate a Maputo, a Roma presso Officine
Fotografiche, a San Casciano e a San Severino Lucano.

Il senato cittadino di Maputo ci ha chiamati per illustrare le nostre metodiche ed il nostro approccio
didattico, mettendoci a disposizione il palazzo del municipio ed il più importante centro culturale
cittadino per organizzare mostre e allestimenti.
Come collaborare
E’ possibile contribuire e collaborare al progetto in varie forme:

Promozione del progetto e dei contenuti prodotti nel laboratorio

Associazioni, organizzazioni, festival, scuole, riviste tradizionali e online che siano


interessate a presentare la nostra esperienza, a esporre o proiettare foto e video
prodotti dai ragazzi del laboratorio, nell’ambito di eventi, mostre, manifestazioni,
workshop.

Volontariato

 Collaborazione con fotografi, video maker, grafici, sceneggiatori, scrittori che


vogliano partecipare alle attività del laboratorio a Maputo portando il loro contributo
professionale e umano.

 Qualsiasi persona che voglia contribuire nella promozione del progetto, nella
ricerca dei fondi, nell’elaborazione e/o catalogazione del materiale prodotto nel
laboratorio.

Donazioni

E’ possibile contribuire al progetto attraverso donazioni in denaro o di dispositivi


tecnologici come computer portatili, software per l’editing fotografico e video,
macchinette fotografiche digitali, obiettivi fotografici, videocamere, proiettori
e dispositivi per la didattica.

Collaborazione con altre associazioni

Siamo interessati a collaborare, fare sinergia, ad apportare e ricevere contributi in


termini di esperienza, con realtà che portano avanti progetti simili al nostro.
L’Associazione Basilicata Mozambico
è una piccola Onlus che svolge la propria opera in Mozambico.
Essa si adopera prevalentemente nei campi della nutrizione, sanitario, della formazione, dell’assistenza e dello sviluppo.
I nostri referenti in loco, generalmente missionari, ci segnalano le emergenze ed i bisogni che devono affrontare nelle aree di loro
competenza e l’associazione si adopera per reperire i fondi ed eventualmente il personale specializzato per fronteggiare tali bisogni.

Associazione Basilicata Mozambico Onlus Per sostenere l’associazione


“Padre Prosperino Gallipoli”
cc postale n 48056733
Via Lucana, 249 • 75100 Matera IBAN: IT88 UO76 0116 1000 0004 8056 733
Tel. (+39) 0835 310050 • (+39) 333 5468387 cc bancario n 000000155535
email : antonio.tricase@tiscali.it / galarob@yahoo.it c/o Banca Popolare di Bari, filiale di Matera
web : http://promozambico.altervista.org/ IBAN: IT34 F054 2416 1010 0000 0155 535
C.F. 93033590774
Contatti
Web : http://www.amundzukukayina.org
Email : info@amundzukukayina.org
Tel. : +39 333 5468387 (Roberto Galante)