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Villa

Nella scuola di Cantoni chi seguì in modo specifico l’orientamento


culturale neocriticista e della psicologia di Cantoni fu Villa che gli
successe nella cattedra di Filosofia Teoretica a Pavia che tenne
dal 1907 al 1937. Villa si dedicò in maniera costante alla
psicologia così come è testimoniato dalla sua opera sulla
psicologia contemporanea pubblicata dai fratelli bocca di Torino.
Con Villa si va oltre certe posizioni che vogliono la psicologia
legata alla filosofia seppure distinta e disgiunta nei suoi metodi di
indagine da quelli speculativi della filosofia intesa in senso
tradizionale. Nelle intenzioni di Villa si evince la tesi della
centralità della psicologia nell’ambito della cultura
contemporanea senza con ciò confonderla con le scienze
biologiche da un lato e con le scienze sociali dall’altro. La
psicologia pur essendo considerata come scienza positiva e
sperimentale non può più essere considerata una disciplina
specifica e particolare cioè limitata allo studio della psiche, ma
deve essere considerata una disciplina di carattere generale con
ramificazioni profonde nei vari campi del sapere. Il 1903 è l’anno
in cui villa si occupa pure del positivismo di Spencer ma il 1905 è
l’anno più significativo per villa e per tutta la psicologia italiana; è
l’anno in cui si organizza il V congresso internazionale di
psicologia a Roma sotto la presidenza di Sante De Santis. Il
rapporto però tra Villa e il suo maestro Cantoni è testimoniato
dalle lettere che l’allievo gli scrisse. Le lettere di Villa a Cantoni
fanno parte dell’archivio Cantoni conservato presso l’istituto
italiano per gli studi storici di Napoli. Si tratta di 37 lettere scritte
tra il 1894 e il 1908. Quella del 1908 è indirizzata a Cristina
Magenta che aveva appena finito di curare il volume in memoria
di Carlo Cantoni cioè del marito e Vila scrive alla vedova per
ringraziarla per il volume. Le altre 36 lettere risultano scritte
quando il giovane Villa si rivolgeva al maestro dalle sedi di Lugano
e Livorno dove aveva iniziato ad insegnare filosofia nei licei.
Alcune lettere per la verità sono scritte da altre località italiana o
svizzere dove Villa si trovava per vari motivi, ma soprattutto le
lettere di Lugano nel 1894 testimoniano la posizione del giovane
laureato che per trovare un’occupazione è costretto ad andare
all’estero prima di trovare spazio al suo paese. Continuando nella
sua attività di studioso di filosofia dopo la morte di Cantoni gli
succede nella cattedra di filosofia a Pavia fino al 1937. Cantoni era
stato uno dei maggiori rappresentanti del neokantismo italiano e
aveva consolidato con il suo insegnamento questa tradizione
assieme a un gruppo di allievi tra cui Villa, ma ci soffermiamo su
Vila perché continua sul filone del rapporto filosofia psicologia. La
prima opera significativa di Villa è dedicata alla psicologia
scientifica che verso la fine del 19esimo secolo si andava
affermando in Italia. A tal proposito sarebbe interessante qualche
lettera che Villa manda a Cantoni. Per esempio nella lettera del 4
giugno del 1897 villa anticipa a Cantoni l’indice del volume che
intende scrivere sulla psicologia contemporanea mentre in
un’altra lettera del 18 novembre 1897 scrive delle difficoltà che
incontra nel trovare un editore disposte a sostenere l’onere della
pubblicazione di questo volume cioè l’opera “La psicologia
contemporanea” che poi pubblicherà nel 1898 con l’editore
Bocca di Torino ma intanto aveva contattato l’editore Sandrom di
Palermo, aveva contattato Hoepli ma nessuno si prendeva
l’impegno di pubblicare quest’opera e villa scriveva al maestro di
queste difficoltà. L’opera sarà pubblicata dall’editore Bocca di
Torino, ma le difficoltà incontrate sono state tante. Quindi Villa va
ricordato non solo nell’ambito del neokantismo italiano e della
scuola di Pavia, ma va ricordato pure nell’alveo dell’anti
idealismo, considerando l’idealismo fortemente critico nei
confronti del neokantismo e di qualunque altra corrente filosofica
aperta alle istanze delle scienze naturali e della psicologia. Non si
può dire che Villa sia sta to un grande della cultura filosofica
italiana. Indubbiamente si tratta di un autore minore che però
contribuisce ad arricchire il panorama della nostra tradizione e
del periodo storico durante il quale si registra il predominio
dell’idealismo, cioè di fronte al predominio del neoidealismo Villa
si inserisce con le sue idee anti idealiste e non è roba da poco.
Villa può rappresentare la conferma di una cultura minoritaria
che si svolge in parallelo ad una cultura egemone. Cantoni aveva
svolto questo ruolo tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, Villa lo
svolse nel corso della prima metà del ‘900. Le lettere che Villa
scrive a Cantoni contribuiscono ad approfondire il ruolo di Villa e
dello stesso Cantoni che sarebbe interessante leggere. Quindi
oltre alle lettere che Villa invia a Cantoni sarebbe interessante
leggere le lettere di risposta cioè quelle di Cantoni per Villa.
Questa corrispondenza potrebbe contribuire ad approfondire
ulteriormente il ruolo del maestro e dell’allievo ne contesto
culturale e storico nel quale operarono. Villa non fu solo allievo
ed erede del patrimonio culturale di Cantoni in un periodo in cui
l’idealismo segna la supremazia nell’ambito della cultura
filosofica nella prima parte del ‘900, ma fu anche rappresentate
significativo del neocriticismo. Di Villa risulta più interessante la
sua prima produzione che si colloca tra la fine del secolo 19esimo
e l’inizio del secolo 20esimo quale testimonianza di una filosofia
che intende dialogare con le scienze naturali e con la psicologia.
Questo tipo di filosofia consentirà la nascita della psicologia sino
al punto di conseguire uno statuto autonomo ed indipendente
dalla stessa filosofia che l’aveva concepita. Gli autori citati nelle
sue lettere ci consentono di ricordare la ricca bibliografia che si
sviluppa in Europa negli anni in cui il giovane Villa si trovava ad
insegnare nel liceo di Lugano. Il suo punto di riferimento risulta
soprattutto Wundt senza trascurare la bibliografia che si va
sviluppando oltre che in Germania, in Inghilterra, in Francia e
persino in Italia. “La psicologia contemporanea” che pubblica nel
1898 mentre si trova a Lugano e pubblica con il conforto di
Cantoni è la prova di questo fermento culturale che dalla
Germania e dall’Inghilterra si andava sviluppando in tutta Europa.
D’altra parte Cantoni pure lui da giovane nel 1860 aveva
contribuito a segnare l’avvio di questa nuova cultura filosofica
che trova conferma nel fedele allievo che lo sostituirà a Pavia
dopo la sua morte. Per concludere dobbiamo dire che la lunga
permanenza di villa a Pavia dal 1903 al 1937 avverrà in un clima
meno favorevole per questo tipo di filosofia perché osteggiata
dall’incalzare dell’idealismo. Il caso ha voluto che le lettere che
Villa invia a Cantoni nel 1999 a 50 anni dalla morte di Villa. Villa è
un personaggio non maggioritario è un filosofo minore, ma è
degno di essere ricordato per il contributo che ha dato alla
filosofia neokantiana e alla nuova psicologia sperimentale che si
andava affermando in quegli anni in Italia.

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