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Il bacino idrografico

Quando si parla di bacino idrografico ci si riferisce principalmente al sistema delle acque nel
territorio, e si collega anche alla pianificazione del territorio, non solo da un punto
idrogeologico, ma anche urbanistico e naturalistico.
Il bacino idrografico è l’unità fisiografica che raccoglie i deflussi superficiali originati dalle
precipitazioni che avvengono nel bacino. All'interno di questa unità possiamo distinguere 2
sistemi:
1. Il reticolo idrografico che è formato da sorgenti, torrenti e fiumi che raccolgono i
deflussi superficiali;
2. I versanti sono tutte le superfici laterali ai rami della rete del reticolo.
Il bacino idrografico può essere composto da sottobacini:

 Il bacino idrografico superficiale che è delimitato dal cosiddetto spartiacque


topografico ovvero una linea immaginaria perpendicolare alle curve di livello.
 Il bacino idrografico sotterraneo che è delimitato dallo spartiacque sotterraneo e
rispetto a quello superficiale la posizione dipende dalla distribuzione dei livelli
permeabili e impermeabili del terreno.
Il bacino idrografico inoltre è delimitato dalla sezione di chiusura ovvero la sezione del
fiume nel punto di uscita dal bacino.
Le caratteristiche di un bacino idrografico sono di tre tipi:
1. Morfologiche: influenzano lo scorrimento superficiale, l’erosione dei versanti, il
trasporto di sedimenti e l’infiltrazione nel terreno;
2. Geologiche: condizionano l’erosione, il trasporto di sedimenti, l’infiltrazione e lo
scorrimento sotterraneo;
3. Vegetazionali: sono quelle caratteristiche che influiscono sulle perdite idrauliche del
bacino, sullo scorrimento superficiale e anche sulla qualità dell’ecosistema.

L'analisi del bacino idrografico


L'analisi delle caratteristiche del bacino è il punto di partenza per la valutazione morfologica
e per lo studio dell’evoluzione dei corsi d’acqua, per fare le analisi si utilizzano dei
parametri:

 Le dimensioni planimetriche: area, perimetro, lunghezza dell’asta fluviale principale,


densità di drenaggio;
 La forma: rapporto di circolarità, rapporto di uniformità;
 Il rilievo: l’andamento altimetrico del bacino;
 La pendenza: la pendenza media del bacino.

L'analisi del reticolo idrografico


Per l’analisi del reticolo idrografico si tiene conto del tempo di corrivazione che è il tempo
necessario a una goccia di pioggia caduta nel punto idraulicamente più sfavorevole per
raggiungere la sezione di chiusura a valle; il tempo di corrivazione rappresenta anche la
durata “critica” delle precipitazioni, ovvero la durata delle precipitazioni in grado di
mettere in crisi la capacità della rete.
A seguito dell’urbanizzazione e delle sue conseguenze, come l’impermeabilizzazione del
terreno, l’acqua scorre molto più velocemente verso valle senza riuscire ad infiltrarsi nel
terreno, questo può comportare la formazione di un’ondata di piena verso valle.

La classificazione degli alvei


L'alveo di un fiume o di un torrente è una cavità del suolo all’interno della quale scorre un
corso d’acqua. Gli alvei possono essere classificati in alvei collinari e di montagna e alvei di
pianura.
Alvei collinari e di montagna, sono quegli alvei della zona superiore del bacino idrografico e
sono caratterizzati da:

 Dimensioni che variano da piccole ad intermedie;


 Pendenze del fondo elevate;
 Presenza di sedimenti grossolani;
 Portate a carattere stagionale;
 Morfologia dell’alveolo irregolare nello spazio e poco variabile nel tempo.
Si possono trovare alvei a fondo fisso (in roccia), o più spesso a fondo mobile (composti da
frammenti).

Alvei di pianura, sono caratterizzati da:

 Dimensioni che variano da intermedie a grandi;


 Pendenze del fondo ridotte;
 Sedimenti trasportati dall’acqua di dimensioni minori;
 Alvei a fondo mobile
Ogni corso d’acqua può essere formato da un canale unico (monocursale) o da più canali
(pluricursale).
Inoltre nell’alveo di un fiume si possono creare anche isole stabili con una vegetazione
pluriennale arborea e arbustiva.

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