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Zona gialla in Veneto e Liguria a


Natale. Lombardia e Marche
rischiano a Capodanno. Lazio in
bilico
Diodato Pirone

5-6 minuti

I ricoveri da Covid nel Lazio crescono da oltre un mese ma, con


ogni probabilità, il picco sarà raggiunto fra due settimane e poi,
finalmente, dovrebbero cominciare a diminuire. Questa almeno
è la tendenza che emerge dal modello matematico del Ceds
Digital per Il Messaggero. Il Sars CoV-2 ci ha abituato ai suoi
comportamenti anomali e dunque le previsioni vanno sempre
prese con una buona dose di grani di sale, e tuttavia questa
elaborazione è figlia di una somma complessa di vari elementi
fra i quali ne spicca uno: il fattore terza dose.

Covid, il virus dilaga tra i bambini: 1 malato su 4 in età


scolastica. Rischio di morte più alto per i non vaccinati

IL FATTORE TERZA DOSE


I quasi sei milioni di abitanti del Lazio, infatti, si stanno
vaccinando in massa con il richiamo. A “botte” di 50.000
iniezioni al giorno, ieri avevano fatto la terza somministrazione
ben 1.102.220 laziali, pari al 19,6% di tutta la popolazione
regionale compresi gli under 12, ancora (per poco) esclusi.
Questa corsa alla terza dose colloca il Lazio sul podio delle
prime tre Regioni italiane per richiami effettuati. L’alta
percentuale di popolazione che si sta proteggendo e si
proteggerà renderà sempre più difficile la circolazione del virus
e dunque piano piano i ricoveri dovrebbero diminuire.

Questo – ovviamente – non vuol dire che bisogna abbassare la


guardia. Il Lazio infatti ad oggi registra ben 780 ricoverati in
ospedale per Covid, 112 dei quali in terapia intensiva. In
percentuale sia i letti ospedalieri di pazienti non critici sia quelli
delle rianimazioni sono occupati al 12% delle possibilità totali
della Regione. Si tratta di cifre che collocano il Lazio fra le
Regioni papabili alla zona gialla che scatta quando vengono
contemporaneamente superati tre criteri: contagi oltre quota 50
su 100.000 abitanti; terapie normali occupate oltre il 15% e
rianimazioni oltre il 10%. Il Lazio, in sintesi, resta in zona bianca
per via dei ricoveri non critici sotto la soglia del 15% e, a quanto
pare, complici l’abbondanza di terze dosi, dovrebbe dribblare il
passaggio al giallo.

I DATI ITALIANI
Ma torniamo ai dati che “fotografano” la tendenza dei ricoveri
italiani. E anche qui, tutto sommato, arrivano buone notizie
perché i casi da ospedale non dovrebbero aumentare di molto
rispetto agli attuali 6.500 circa. Come mai? Perché oltre al Lazio
anche altre Regioni popolose come la Lombardia e la Puglia
dovrebbero vedere nel giro di poche settimane un
alleggerimento della pressione sugli ospedali. Ma andiamo con
ordine. Secondo le elaborazioni la circolazione del virus nel
prossimo mese dovrebbe assumerà tre velocità diverse per
altrettanti gruppi di Regioni.

LE DIVERSE AREE
Alcune aree vedranno un aumento dei ricoveri nei prossimi 28
giorni, fino all’8 gennaio, in alcuni casi piuttosto pesante. Sei le
Regioni con un Rt ospedaliero nettamente superiore a “1” dove
la pressione sui nosocomi dovrebbe aumentare: Valle d’Aosta,
Sardegna, Marche, Liguria, Veneto e Calabria. Ma gli effetti
dell’incremento dei ricoveri saranno diversi da zona a zona. In
Sardegna infatti, al momento sono in ospedale per Covid
appena 96 persone contro le 803 del Veneto (che ha 4,8 milioni
di abitanti) e le 1.100 della Lombardia (che di abitanti ne conta
quasi 10 milioni). Secondo le stime Ceds Digital per Il
Messaggero c’è poi un secondo gruppo di Regioni che fino
all’Epifania vedranno una sostanziale stazionarietà: Abruzzo,
Piemonte, Emilia-Romagna, Molise, Bolzano, Campania e
Toscana. Come accennato c’è infine un tergo gruppo di Regioni
che - grazie a un Rt ospedalieri inferiore a “1” - dovrebbero
entrare in una fase di contrazione della pandemia: Lazio,
Lombardia, Puglia, Trento, Friuli, Basilicata, Sicilia e Umbria.

I dati Ceds Digital, infine, rispondono anche a qualche


domanda. Come mai alcune Regioni, nonostante l’alto livello di
infezioni, non sono in zona gialla? La risposta sta anche nella
decisione di alcuni presidenti di Regione di aumentare il
numero dei posti letto disponibili. L’Emilia, ad esempio nella
settimana dal 28 novembre al 5 dicembre ha aumentato i posti
Covid nei propri ospedali del 27%, il Veneto del 21%, la
Lombardia del 19% e Trento del 14%. La Calabria ne aveva
173 a disposizione e a quota 173 è rimasta e così da oggi è
tutta colorata di giallo.

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