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Karl Rahner, Uditore della Parola

Il testo più profondo di filosofia della religione.


Sviluppo di un’antropologia teologica fondamentale.
La filosofia è veramente cristiana quando dimostra che l´uomo deve essere in ascolto della Parola.

1. Impostazione del Problema


A. Elaborazione della problematica; la filosofia della religione come ontologia della
«potentia oboedientialis» di fronte alla Rivelazione.

(Potentia oboedentialis designa la potenza (possibilità) che l´uomo ha di ricevere una determinazione che di per sé non
possiede, ma che solo può obbedenzialmente accogliere come dono).

o Che cosa è la filosofia della religione?


I. Rapporto della scienza della filosofia della religione con la teologia?
o Tutte le scienze hanno un principium, come fondamento teoretico – scientifico: La
Metafisica! Anche, ogni scienza è un´agire umano.
 Il rapporto tra le scienze è una questione metafisica. La metafisica determina il loro oggetto
formale e la loro necessità, dà i principi basilari per le scienze.
 Il problema della natura dell´uomo esiste in quanto lui si occupa delle scienze.
o La filosofia della religione è la conoscenza che l´uomo può raggiungere sul suo esatto
rapporto con Dio, L´Assoluto.
 Problema: Dio non può essere oggetto di una scienza!
 Dio è il principium dell´ente e della conoscenza, non il subiectum di una scienza.
 Quindi: Il fondamento della filosofia della religione è lo stesso fondamento della metafisica e
della sua stessa costituzione.
o La teologia (originariamente intessa) è per sé l´ascolto della Rivelazione che Dio ha fatto di
se stesso mediante la Sua Parola, un discorso fatto da Dio stesso all´uomo.
o La teologia positiva è questo discorso presso dall´uomo come oggetto del suo pensiero, che
viene indagato, sistematizzato e classificato.
 Problema: fondazione della teologia positiva nei suoi a priori: capacità umana di accogliere la
Parola. Se lo deve fondare!
 Due modi diversi di affrontarlo:
 Dall’alto al basso: dall´uomo credente a un´analisi metafisica dell´uomo
“naturale”.
 Dal basso all’alto: dalle conoscenze naturali dell´uomo analizziamo la sua idoneità
ad ascoltare la Rivelazione.

II. Qual è l´unico principio metafisica che costituisce il rapporta fra filosofia della religione e
teologia?
o La filosofia della religione è la metafisica stessa.
 È perciò «meta - temporale»?
o La Rivelazione è imprescindibilmente legata alla storicità.

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 Problema nel rapporto delle due scienze!
o La fdr deve indirizzare l´uomo a un’eventuale rivelazione storica di Dio.
o L´uomo è un ente essenzialmente storico. Dio è l´Essere sconosciuto, che è Libero è può
rivelarsi all´uomo .
o Quindi, la fdr diventa il fondamento dell´unica teologia possibile (teol“dal basso”!).
 Si risponde cosí: l´uomo è spirito (capax Dei solo per dono) ed è storico.
 Il fondamento sta nell´antropologia metafisica.
B. Problematiche analoghe
o Possibilità e necessità di fondare razionalmente la fede?
 Com’è possibile la conoscenza per l´uomo su Dio e sulla Rivelazione? (critica della
meta_epistemologia). Partendo dall´uomo!
 Giustificare come l´uomo sarebbe ordinato ad acogliere una Rivelazione: è stato costituito
(ordinato) così da Dio? Questo suppone un Imperativo ricevuto da Dio?
 Quindi si deve dimostrare il dovere nell´uomo di occuparsi di una Riv. Storica (metafisca della
Morale cristiana).
o L’ontologia della potentia obodentialis è la concezione metafisica dell´uomo qual essere che
nella sua storia sta in ascolto di una possibile Rivelazione di Dio.
o Possibilità di una filosofia Cristiana?
o Il carattere cristiano si manifesta nel superare se stessa (filosofia) e porre l´uomo come
capace essenzialmente della Rivelazione (= “antropologia metafisica”) ---» così la filosofia
xtiana diventa una preparazione del Vangelo.
 Ma mantenendo la distinzione fra Filosofia xtiana e Teologia.
o La filosofia è cristiana quando costituisce con mezzi propri se stessa, all´uomo in quanto
battezzabile e giunge da se al punto in cui si dispone a essere superata da la Teologia
fondata da Dio.
 Superata significa: che essa non esaurisce la Risposta Ultima.
o Filosofia cristiana = ontologia antropologica di una potentia oboedientialis rispetto alla
Rivelazione e il suo rapporto originario con la teologia.

2. L´apertura dell´essere e dell´uomo


 La trasparenza dell´essere
o Che cos´è la metafisica?
 È una scienza umana, costruita dall´uomo, sta essenzialmente legata alla sua condizione
contingente.
 La metafisica che ci interessa è quella riflessa, in quanto sistematizzazione scientifico
concettuale dell´essere umano capace della Fede.
o Questo problema metafisico = ontologia dell´uomo: Metafisica dell´essere umano.
o La metafisica è il problema della natura dell´ente in quanto ente (suo significato).
 Sapere le cause ultime e la causa unica di ogni realtà!
o O si cerca un essere vuoto di significato, oscuro; o si cerca un essere assoluto,
determinato, che sia il centro di ciò che circonda l´uomo, e tutta il resto è solo una
manifestazione di quell´unica realtà.

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o Necessità di un principium della ricerca della metafisica dell´essere, che non si trova nel
problema stesso.
o Ma in questa ricerca, l´unica partida è il problema del significato dell´essere di tutta la
realtà esistente, posto necessariamente dall´uomo.
o Il problema dell´essere fa parte necessariamente dell´esistenza umana, perché
contiene tutto ciò che l´uomo pensa e dice (tutto si riferisce a un ente).
o Come c´è già una conoscenza implicita dell´essere nell´uomo, la conoscenza metafisica
è una conoscenza riflessa, all´essere, e perciò il problema dell´essere si pone nell
´esistenza umana. = un´analisi dell´uomo! Le due: costituiscono un´Unità Originaria!
o Il problema dell´essere ha tre aspetti:
1a. L´essere in genere, in quanto essere: conoscere l´essere in genere vuole dire che:
L´essenza dell´essere è conoscere ed essere conosciuto in un´unità
originaria (la coscienza o trasparenza dell´essere di ogni ente) --» l
´essenza dell´uomo è l´assoluta apertura all´essere in genere = L´uomo è spirito.
L´essere dell´ente e il conoscere sono per se tutt´uno, in originaria unità, che è la
coscienza di sé (coscienza che l´essere ha di se stesso ) = l´autotrasparenza fa
parte della costituzione essenziale.
«Il conoscere è la coscienza che ha l´ente del suo essere e perciò un oggetto è conosciuto
in quanto esso si mostra ontologicamente identico con il conoscente» (72).
2a. Lo si deve porre necessariamente.
3a. Notare la differenza tra essere ed ente.

 L´analogia del possesso dell´essere (aspetto: L´essere in genere, in quanto essere)


o Problema: Perché indagare sull´essere, se esso è già cosciente e riflette su se stesso?
 L´ente che indaga non s´identifica con l´“essere stesso”.
o Ma l´ente possiede l´essere, possiede un grado di valore dell´essere che corrisponde
al gradi di coscienza e di autotrasparenza dell´ente (capax reditionis).
o Che l´ente è cosciente di sé: rappresenta un´unità di conoscere e di essere
conosciuto nel grado in cui appartiene l´essere.
o Cioè: l´essere è un concetto analogo: a un grado di autocoscienza appartiene il
grado di possesso dell´essere. «L´essere illumina l´autotrasparenza dell´ente!» (78).
o Anche “coscienza” è analogo: ogni ente tende a se stesso, vuol prendere conoscenza
e possesso di sé. Questo autopossesso, ha una doppia fase:
1) Un emanatio: effondere estrinsecamente la propria essenza.
2) E un riaccettare in sé questa essenza “rivelata” e posta fuori dal suo principio.
 Quindi: quanto le 2 fassi sono intrinseche all´ente, tanto così possiede
coscienza.
o L´essere è conoscere, ma nella misura in cui l´ente «possiede l´essere»!
o Si può pensare un Ente che possiede l´essere e la coscienza in perfetta identità: L
´Essere Puro. È Noesis noeseos = il pensiero che se pensa sé stesso. Cf. Metaf.

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o Proprio perché l´uomo non è coscienza assoluta ha bisogno della metafisica, ha una
«coscienza trascendentale».
o Quindi:
 perché ci sia una Rivelazione si deve presupporre che l´ente possa inserirsi in un
«vero» discorso e comunicazione (di una verità nascosta in Dio) rivolta allo spirito.
 L´essere dell´ente è per sua natura «logos».

 L´uomo come spirito (L´essere in genere, in quanto essere)


o Problema: l´uomo deve essere aperto a ricevere la comunicazione che l´Essere
Assoluto fa di se stesso attraverso la Sua Parola.
o La trascendenza sull´essere in genere è costitutivo essenziale dell´uomo. Quindi l
´uomo è spirituale. Comprovazione:
1) Nel processo della conoscenza:
i. L´uomo ha reditio completa subiecti in seipsum, come soggetto confrontato e
distinto dall´oggetto.
ii. L’astrazione: cogliere l´universale nel particolare, grazie all´intellectus agens.
La conoscenza coglie la quiddità già da la «percezione previa» dell´essere, nell
´apertura illimitata dell´esse.
o La percezione previa è la presa di coscienza dell´ambito del quale l´uomo conosce il
singolo oggetto.
o È la condizione trascendentale perché si possa dare un oggetto come diverso dal
soggetto, quindi, l´autonomia dell´uomo, riguarda l´essere per sé illimitato.
o È condizione necessaria d´ogni conoscenza e azione libera!
o Fa parte della costituzione fondamentale dell´esistenza umana.
o Si porta sull´Essere Assoluto di Dio in quanto si afferma l´esse absolutum sempre e
fondamentalmente insieme con la vastità per sé infinita della percezione previa.
o Con questa pp si può postulare l´esistenza d´un Esse Abs! ≈ STA: l´idea di Dio è l
´ultimum di ogni conoscenza!
2) Nel giudizio: il soggetto pone l´oggetto come diverso a sé, così si coglie come
soggetto autonomo, coglie la sua soggettività. (Suppone l´abstratio)
3) Nell´azione umana: l´agire umano è libero, perché agisce sul mondo
indipendentemente da esso.
o Quindi: l´uomo è spirituale, cioè vive la sua vita in continua tensione e in apertura
a DIO.

3. La misteriosità dell´essere
 Impostazione del problema e preliminari della soluzione (Il problema dell essere: lo si
deve porre necessariamente?)
o Problema: lo spirito dell´♂ sta aperto all´essere, sembra che tutto l´essere è per lui
conoscibile e cadere nella sfera dell’apertura trascendentale. La Rivelazione non
rivelerebbe nulla, perché tutto è già rivelato al ♂. La Riv. si deriverebbe dalla struttura

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essenziale del ♂ o almeno a lui dovuta. Anche: Dio sarebbe l´essere sempre aperto e
rivelatore, e la Riv non sarebbe un atto libero di Dio.
o Però: l´uomo è un essere spirituale finito. La vastità della percezione previa non
rappresenta l´infinito nell’essenza ♂na, bensì il termine di quel movimento illimitato
dello spirito. Anche: la pp è condizione per la conoscenza dell´essere degli enti finiti,
quindi l´infinità di Dio si rivela in qualche modo negli enti finiti, restando sconosciuta all
´♂.
o C´è una misteriosità essenziale del contenuto positivo dell´esse infinitum.
o Però da questo detto, non si può dedurre che una riv mistica sia il termine.
o La pp è una condizione di possibilità, non una facoltà in se e per sé un telos. È condizione
della conoscenza umana, che per attuarsi ci deve esse l´oggetto finito.
o Quindi: l´♂ si trova di fronte a Dio che è Infinito e sconosciuto, e solo se Lui nega e
trascende ogni finitezza, l´♂ lo può conoscere. Essa è più cecità dell´♂ che chiusura di
Dio.

 L´ignoto libero
o Problema: La Rivelazione per essere tale deve essere una libera manifestazione da Dio di
sé stesso, e quindi non immediatamente conoscibile per l´uomo.
o L´uomo ammette la problematicità dell´essere in ogni sua azione e pensiero l
´indagabilità e la trasparenza dell´essere. La ammette in tanto ammette la sua esistenza
concreta, cioè è ineludibile.
o Questo è allo stesso tempo l´affermazione della propria contingenza, che si fa nel fatto
di dover indagare l´essere.
o Nella necessaria affermazione della contingenza si svela proprio questa assolutezza: l
´ineluttabilità con cui il contingente esige da sé la sua affermazione.
o Questo porre necessario e assoluto, che conferma la sua esistenza di fronte alla sua
contingenza è un atto di volizione.
o Nell´intimo dell´esistenza si ha l´atto del volere, che implica la libertà dell´ente
contingente.
o Questa posizione libera, voluta e originaria dell´uomo, può essere effetto solo di Un
Principio, che è l´essere assoluto, Dio. Cioè, l´uomo nel rapporto con la sua contingenza,
rapporto che è assoluto, necessario ed implica la trasparenza dell´essere, si afferma
come effetto di un atto libero di Dio, che chiamiamo creazione.
o La creazione che è una risposta a una Parola libera di Dio, quindi lo spirito finito si coglie
fondato sull´Assoluto.
o L´uomo essendo intelligente, nel conoscere in quanto tale l´essere assoluto, si trova di
fronte a lui come di fronte a una persona libera.
o L´incontro conoscitivo di una persona libera è in quanto tale un lasciare libero il
conosciuto nella sua misteriosità. La persona libera si apre all´altro che la deve
conoscere solo attraverso la sua libera volontà.

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o La trascendenza dell´uomo si porre davanti a Dio, in quanto è libero di agire sull´uomo,
per cui l´uomo ha ancora possibilità di ulteriori conoscenze, e che è il misterium
imperscrutabile.
o Quindi, la conoscenza umana di Dio è possibile solo per azione Sua. Lo spirito umano è
per essenza in ascolto della Riv di Dio, sia la Sua Parola o il Suo Silenzio, questi due
rivelano che Dio o si apre o si chiude. La natura spirituale dell´uomo implica
essenzialmente e sempre l´ascolto a una Rivelazione divina, che è essenzialmente Libera.
o Conclusione: L´essere assoluto di Dio, originariamente scoperto come termine ultimo
della trascendenza assoluta dell´uomo, è insieme anche potenza volitiva libera, che
sostiene l´ente finito e non ha esaurito la sua libera personale auto apertura, quando ha
creato liberamente lo spirito finito.

 L´ascoltante libero (Il problema dell’essere lo si deve porre necessariamente?)


o Problema: il momento volitivo della conoscenza in quanto tale.
o Allo spirito l´essere è aperto mediante un rapporto voluto con se stesso, e non che la
conoscenza dell´essere sia preceduta da un impulso e volontà cieca.
o L´esse è sempre verum et bonum: è nella propria essenza conoscere e volizione.
o L’esistenza dell´ente contingente non la può prescindere, è qualcosa di assoluto,
sottratta alla sua decisione e alla sua conoscenza.
o La conoscenza è in fondo coscienza che l´ente ha del proprio essere.
o L´atto libero è una pressa di possesso di se e del reale potere creativo anche nei riguardi
di se stessi. L´atto libero fa parte del significato più intimo dell´essere sussistente, è
intimamente trasparente all´ente libero ed è oscuro a un altro ente.
o Ma può diventare trasparente e comprensibile se si realizza liberamente e si ama!
o Il finito ha il suo fondamento nell´atto libero e trasparente di DIO, e l´atto libero e
trasparente a se stesso è l´amore!
o L´amore è tendere a una persona, che Dio manifesta questa volontà nel porre l´ente
finito: Dio si vuole si stesso, liberamente, e dona l´essere ad altro. Perciò il contingente è
trasparente nell´amore libero:
 L´essenza della conoscenza è la luce dell´amore, che le è intrinseco,
condizione e principio.
o Perciò nel cuore della trascendenza dello spirito finito dell´♂ sta l´amore verso Dio, un
volere se stesso, che nel fondo è un tendere verso Dio.
 Il finito che si afferma, lo può fare perché sta posto nell´esistenza da Dio.
o Ens-verum-bonum-convertuntur = Ens-intellectus-voluntas convertuntur!
o L´uomo quando prende una libera decisione su un singolo bene, in fondo dispone di se
stesso, ritorna su se stesso e dispone dei criteri dell´amore che determinano la sua
essenza. In ogni atto costituisce una leggo di tutto il suo agire e vita!
 Perciò in ogni azione diventa o più buono o più cattivo!
o Questo amore nell´uomo non sta in stato puro e per sé solo, ma sta in una sintesi storica
orientata secondo l´ordine dell´amore che l´uomo stesso si pone.

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o La trascendenza dell´uomo verso Dio nasconde sempre in sé una decisione libera. La
conoscenza concreta di Dio è a priori determinata sempre dal modo in cui l´uomo ama e
valuta gli oggetti offertigli.
o L´apertura a Dio è un problema della autodeterminazione morale/religiosa dell´♂.
o L´uomo è in ascolto di DIO nella misura in cui si apre, amando liberamente, alla Riv!

4. Il luogo del messaggio libero


 Il problema (Notare la differenza tra essere e ente?)
o Problema: dove sta il punto in cui l´atto libero della RIv di DIO incontra l´uomo, perché
egli lo riconosca liberamente?
o Indaghiamo sul luogo dell´incontro con Dio che si rivela: esso è la trascendenza dell´uomo
nella sua caratteristica specificamente umana.
o «Tutte le fdr sono tentativi di stabilire dove sta il luogo!» (150).
o Anzitutto non si può determinare il luogo di modo da delimitare a priori la Riv!
o La Riv non è della essenza di Dio, ma la Sua Comunicazione mediante Parole, e solo ciò
che l´uomo può ascoltare.
o Inoltre, l´uomo è spirito storico, perciò il luogo deve essere sempre e necessariamente la
storia dell´uomo.
 L´agire libero ha essenzialmente carattere storico (non si prevede ciò che si fará),
e questa storia si intende come storicità (elem. costitutivo dell´♂).
o Differenza fra essere e ente. A un ente compete l´essere nella misura in cui lo possiede. E
su questo presupposto segue che l´uomo è un soggetto che conosce in maniera recettiva:
l´uomo, a priori, non possiede nessuna conoscenza, la acquista solo dopo l´oggetto si
presenta da se stesso, e dopo questo «esodo nel mondo» prende coscienza di se. E dal
grado di coscienza di se dipende il grado dell´essere.

 L´uomo, essere materiale


o La spiritualità dell´uomo è recettiva (l´esse cosciente dell´uomo è possibile solo in quanto
recettiva, dopo il suo esodo nel mondo), ha bisogno di una facoltà sensibile, un mezzo
specifico, necessario e da essa prodotto, attraverso cui tende al suo proprio fine: la
percezione dell´essere in genere.
o L´uomo è spirito e per diventare spirito entra, e ontologicamente è di per se già entrato,
nell´alterità, nella materia e quindi nel mondo.
 Questo «altro» è la possibilità soggettiva del possesso dell´essere, che da una
parte è reale e diversa dall´essere (in quanto attualità), e dall´altra non è un
“ente”, cioè è indeterminata, vuota. Quindi, è : la materia!
 Noi percepiamo l´essere di un ente particolare, quindi distinguiamo nell´ente un
´entità che sussiste in qualcosa, = una forma e un subiectum (la materia).
 La materia è la possibilità del possesso dell´essere.
o L´anima intellettiva (= lo spirito) è essenzialmente ciò che informa il corpo. La materia
signata (particolare) é il principio d’individuazione. Anima forma materiae!

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o L´uomo è spiritualità sensibile.

 L´uomo, spirito nella storia


o La materia è principio della spazialità e della temporalità:
 La materia è principio della ripetizione dell´identico (la quiddità), è quindi
principio del numero (= di quantità). E la ripetizione della quidditas nell´ambito di
un singolo ente è la sua spazialità.
 La materia è la possibilità indeterminata di un´entità. La quidditas determinata
dalla materia non esaurisce la sua vastità. Perciò l´ente materiale, in forza della
vastità e l´inesauribilità crescente, è sempre aperto a nuove determinazioni
ontologiche e in movimento verso il futuro. Ciò significa che l´ente sta nel
tempo!
o Essendo la materia un elemento essenziale dell´uomo, lo spazio e il tempo saranno
intrinseci alla sua esistenza. Quindi che l´uomo è intrinsecamente storico, nel senso
concreto di una storia umana. Anche: solo se c´è libertà si parla di storicità.
o Solo un essere materiale ha moto, può muovere ed essere mosso.
o Solo dove c´è la materia, il motus può essere nello stesso tempo actus di un movens e di
un motum, anche una conoscenza recettiva è possibile solo nell´essere materiale.
 In questa conoscenza, una è la determinazione dell´oggetto determinante, che muove e
può essere a sua volta conosciuto da se stesso, perché essa è anche la determinazione del
conoscente, in quanto ente mosso dal conosciuto.
o La storicità dell´uomo risulta da una deduzione trascendentale, fatta da una caratteristica
specifica della spiritualità umana, quindi la storicità fa parte della sua natura.

 Spirito e storicità, essere e fenomeno


o La conoscenza sensibile è una capacità a priori dello spirito ordinata alla perfezione della
sua essenza, questo spirito ha l´apertura all´esse in genere penetrando nella materia e
realizzando così un incontro con l´ente materiale nello spazio e tempo.
 Lo spirito finito e recettivo dell´uomo ha accesso a Dio solo in un ingresso nel
mondo.
 Il mondo comprende: tutto ciò che si presenta a una conoscenza recettiva (le
cose sensibili e l´uomo stesso).
 Queste cose li chiameremo Fenomeni!
o Fenomeno è ciò che appare nella sua propria realtà, sono oggetti immediati alla
conoscenza recettiva.
o Problema: come è possibile il rapporto fra Fenomeno e l´apertura all´esse, giacché nella
conoscenza recettiva il mondo appare nella sua essenza e fa apparire il suo essere, che è
più grande dell´entità del mondo.
o Nella conoscenza abbiamo tre momenti:
1a. Il fenomeno sensibile in quanto tale che si presenta.
2a. La conoscenza dell´essere, nella percezione previa, che è la forma o orizzonte
entro cui viene “visto” il fenomeno.

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3a. L´ente come sintesi di: fenomeno sensibile e conoscenza dell´esse in generale.
o Già abbiamo detto che l´essere è colto come entità di un ente in un rapporto separante e
collegante dell´essere ad un soggetto diverso da lui, di cui è l´entità.
o La vastità illimitata a priori della percezione previa supera sempre il fenomeno,
ugualmente la conoscenza spirituale, a chi corrisponde per la sua sussistenza ontologica
della stessa realtà dell´essere (forma) che attua la materia.
o L´essere in genere è aperto all´uomo solo nel fenomeno, noi non rappresentarci l
´essere sussistente, l´ente in sé. Un ente non materiale (e non nel mondo del
fenomeno) no può essere percepito senza un riferimento a un fenomeno, e perciò
avendo caratteri spazio-temporali, nella storia.
o Così, la questione è: un ente immateriale e non fenomenizzabile: DIO, in quanto
non dato necessariamente nel fenomeno stesso perché non dipende da ciò, può
manifestarsi per mezzo del fenomeno in quelle proprietà del Suo Essere e Agire,
che por loro natura non si mostrano necessariamente nel fenomeno.
o Però Dio non è un oggetto di una scienza, ma si presenta come principium degli
oggetti di una scienza.

 La storicità umana di una possibile Rivelazione


o Problema: è possibile che da parte di DIO, e sempre attraverso il fenomeno, un ente
Sopramundano possa essere svelato nella sua concretezza usando un fenomeno o deve
svelarsi in un altro modo dal normale per la conoscenza ♂na?
o Ci sono enti che non possono divenire nella sua essenza dato di una conoscenza recettiva.
Questio sono conosciuti con la negazione. Anzi, l´essere degli enti mondani viene colto
anche per la negazione.
o Una negazione ha infatti la sua unica sede possibile nella parola! La parola è un segno
concettuale escogitato dallo spirito e a lui dato immediatamente. Nella parola si può
cogliere ogni ente extramondano e extrafenomenico. Solo mediante la parola,
depositaria del concetto di un ente sopramondano acquisito attraverso la negazione,
questo ente può aprirsi all´uomo.
o La Rivelazione si da in una parola umana nella storia.
o Da altra parte, l´uomo per essere spirito è orientato, a priori, alla storia essenzialmente in
forza della sua natura.
o L´atto libero creatore che crea l´uomo, fatto da DIO, è un atto per sé storico. Quindi una
rivelazione libera di Dio sarà anche storica, perché non può coesistere con l´uomo da
sempre o come un necessario che appartiene alla sua natura.
o Egli si trova di fronte al Dio di una libera rivelazione che deve inserisi nella storia umana,
se si realizza.
o Perciò l´uomo è l´ente che fin nella sua realtà più intima è in grado di ascoltare una
possibile Riv di Dio nella storia umana attraverso la Parola.
o Solo faccendo questo si è veramente ciò che per sé si deve essere: UOMO. «L´uomo è l
´ente che dotato di una spiritualità recettiva aperta sempre alla storia e nella sua libertà,

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deve tendere l´orecchio a un eventuale rivelazione storica e libera di Dio attraverso la
parola umana» (208).
o Un´Antropologia metafisica diventa Ontologia della potentia oboedentialis rispetto a una
possibile rivelazione libera.
o La Filosofia della Religione è l´analisi dell´ascolto, da parte dell´uomo, di una eventuale
Rivelazione.
o Altri problemi:
o Come sapere che quella parola umana è di Dio? Risposta: mediante il concetto metafisico
del miracolo, inteso come segno del Dio rivelatore in una conessione intrinseca con la
verità da credere. Un segno che, attraverso la negazione della connessione assoluta della
natura, indica l´oggettività e la positività della negazione che si ha nella parola della
rivelazione.

5. Conclusione
 Filosofia della religione e teologia

Distinzione nella Teologia: in quanto Kerigma stesso, puro ascolto della parola di Dio, accettazione
nella fede. In quanto riflessione metafisica sul contenuto ascoltato. Esiste quindi un’antropologia
«teologica»: un’autocoscienza dell´uomo che condiziona la possibilità della teologia stessa. L
´ascolto di una Rivelazione suppone una costituzione essenziale dell´uomo che liberamente può
ascoltarla.

La teologia presupporre un’antropologia teologica, che la chiamiamo: antropologia teologica


fondamentale, che abbraccia e mette in moto tutta la metafisica.

L´antropologia teologica fondamentale è la filosofia della religione. Un´antropologia in quanto


trattava dell´uomo, è un´antropologia teologica, perché l´uomo è l´essere che liberamente deve
ascoltare nella sua storia il messaggio possibile del Dio libero. Ed è un’antropologia teologica
fondamentale, in quanto questa concezione che l´uomo ha di sé è il presupposto che lo mette in
grado di ascoltare la teologia di fatto avvenuta.

La filosofia della religione è una filosofia, perché lavora con i mezzi conoscitivi di una filosofia:
determina la religione partendo da un punto che le è sempre fondamentalmente accessibile e a
priori, cioè dall´essenza dell´uomo, dal modo come lui sta nel mondo, dai principi evidenti e
necessari del pensiero. E con questo, cerca determinare l´essenza della religione, deve dunque
comunque giungere alla conoscenza di DIO trascendente, assoluto e personale, e ammettere così
la religione come legame esistenziale di tutto l´uomo con Dio.

Quindi la fdr include in sé un´antropologia metafisica e theologia naturalis: come deve


determinare la essenza del legame fra i due. L´antropologia metafisica diventa così antropologia
teologica fondamentale.

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In breve: la fdr sarà sempre un’antropologia teologica fondamentale, la cui ultima parola è la
tematizzazione dell´imperativo di ascoltare la parola di Dio, e poiché la parola è stata realmente
pronunciata, una fdr non deve fare altro che tracciare tale antropologia teologica fondamentale.

La fdr non s´identifica con la teologia, si distingue, ma è la costituzione della disponibilità per la
teologia e il suo presupposto necessario. È la costituzione della potentia oboedientialis rispetto alla
Riv, costituzione realizzata con severità scientifica.

I problemi della teologia fondamentale sono risposti dalla fdr: uomo come capax rivelationis.

Tutte le scienza sono un´antropologia. Scienze fatte dall´uomo, con le sue capacità.

La filosofia autentica è cristiana, quando si supera nella teologia: l´uomo è l´essere in ascolto di
una possibile Rivelazione di Dio.

Così raggiungiamo alla fede cristiana della Chiesa Cattolica: l´uomo sa che deve contare su una
religione storica, che non si può raggiungere solo accettando e rivolgendosi a un determinato
momento a un determinato luogo, non si risolvono in affermazioni razionali, né sentimentali, né
esperienziali religiose, se infine sa che questa religione, giungendo proprio come rivelazione di Dio
nella storicità umana, riconosce questo nella Chiesa Cattolica (Chiesa Cattolica è signum elevatum
in nationibus), che attraverso si stessa si attesta sede della Riv di Dio, che si attua essenzialmente
nella storia umana e in forma umana.

Conclusione: la fdr partendo dalla teologia e dalla sua autoconoscenza, diventa una f cristiana dr!

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