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ARTE

POST-IMPRESSIONISMO
Si tratta di un periodo in cui l’Impressionismo è stato superato e che vedeva protagonisti diversi artisti che non
facevano parte di un gruppo coeso, ma che riuniva diverse tecniche pittoriche che man a mano si erano
sviluppate. Di conseguenza il Post- Impressionismo non ci permette di identificare uno stile pittorico ben
preciso, ma si riferisce ad un periodo ben preciso che raggruppa vari artisti che nel periodo che è susseguito
all’Impressionismo; hanno sviluppato nuove tecniche pittoriche ed hanno introdotto nei loro lavori stili non
conosciuti fino a quel momento.

-Gli artisti Post-Impressionisti partivano dai concetti tipici dell’Impressionismo, ma ognuno elaborava questi
concetti a modo proprio, ottenendo così un esito diverso.

-l periodo del Post-Impressionismo va dalla fine dell’800 agli inizi del ‘900, in un clima di forte sviluppo
dell’industrializzazione successivo alla seconda rivoluzione industriale, di primi scioperi e bombe.
Fra i più celebri post-impressionisti vanno ricordati Georges Seurat, Paul Cézanne, Paul Gauguin, Vincent
Van Gogh, Henri de Toulouse-Lautrec che influenzeranno significativamente tutta l’arte pittorica del
Novecento, ed anche il movimento divisionista italiano.

-durante il periodo del Post- Impressionismo la realtà diventa soggettiva e non più obiettiva, quindi l’artista non
si preoccupa di riprodurre sulla tela la realtà che lo circonda in maniera perfetta ed oggettiva. Nascono dunque
nuovi stili e tra i più importanti c’è il Pointillisme, tecnica innovativa ideata da George Seurat.

-Ogni artista, pur mantenendo le basi dell’Impressionismo sviluppava nuove tecniche, modificava il proprio
modo di creare in base ad un punto di vista personale, quindi in questo periodo gli artisti potevano esprimersi
liberamente, seguendo il loro punto di vista soggettivo.

-ogni artista poteva esprimersi senza limiti

-Nascono nuovi termini che permettono di individuare le tecniche dei pittori, nasce quindi il Simbolismo, il
Modernismo e le influenze di questo periodo hanno aperto la strada anche all’Espressionismo.

- Da questo momento in poi gli artisti non rappresentano ciò che vedono, nè le impressioni e nemmeno la realtà,
ma solo le loro sensazioni. Il simbolo lo costruisce l’artista stesso a cui non interessa far capire all’osservatore il
proprio lavoro.
• Dopo l’impressionismo occorreva un processo di ricerca quasi infinito che divenne sempre più personale.
• Caratteristiche comuni ai post-impressionisti furono: il rifiuto della sola impressione visiva, la tendenza a
cercare la solidità dell’immagine, ripresa la sicurezza del contorno, la certezza e la libertà del colore.
• Importante caratteristica del post-impressionismo è la possibilità di ricondurre i soggetti e oggetti alla
geometria quali i quadrati, i triangoli, i cilindri, i coni, ponendo le basi per le successive avanguardie
storiche.
• (Il nome di questa corrente venne assegnato nel 1910 ad una mostra, nella quale gli ultimi quadri vengono
considerati diversi, slegati dal movimento precedente.)
In una società piena di contraddizioni, dalla quale l’artista cerca di fuggire anche fisicamente è necessaria una
visione con sentimento, in opposizione alla visione ottica impressionista.
Tra coloro che aderirono a questo movimento, non pochi ebbero inizi impressionisti, ma in generale non si arrivò
mai ad una precisa identità del post-impressionismo, né tantomeno ad un manifesto.
• Le caratteristiche fondamentali dunque di questo nuovo movimento sono bidimensionalità ed
antinaturalismo, sottolineando un ritorno all’arte primitiva, una noncuranza nei confronti della tecnica ed
un’arte meno figurativa, che non necessariamente rappresenta la realtà come appare, ma in modo spontaneo,
guardando dentro.

DIFFERENZA TRA IMPRESSIONISMO E PRE IMPRESSIONISMO:

La differenza principale fra il Pre-Impressionismo e l’Impressionismo è la tecnica dell’en plan air, che
consiste nel cogliere e rappresentare le sfumature che la luce produceva su ogni singolo soggetto
rappresentato, ed è per questo che i pittori Impressionisti decidono di dipingere sempre all’aperto, in
modo da catturare al meglio la luce del Sole.

-La tecnica dell’en plan air venne tuttavia utilizzata e ideata da Courbet che intendeva però smorzare la
presenza di colori prevalentemente scuri con alcuni riflessi di luce che conferivano luminosità e
trasparenza all’opera.

-L’Impressionismo si differenzia dal Pre-Impressionismo anche per la scelta dei colori da utilizzare in
quanto la tavolozza degli Impressionisti presenta principalmente colori chiari e luminosi e, soprattutto,
non mescolati tra loro, proprio per dare al dipinto l’effetto di purezza e luminosità.

-Al contrario i Pre-Impressionisti non fanno mai uso di colori chiari, bensì usano solo colori scuri e
mescolati fra loro. Il primo ad usare colori chiari è Manet che collega Pre-Impressionismo e
Impressionismo.

-Inoltre un aspetto fondamentale della pittura Impressionista è la scelta di cogliere l’attimo fuggente in
quanto secondo loro tutto è soggetto allo scorrere del tempo e che quindi bisogna immortalare un
attimo particolare cogliendone i sentimenti e le emozioni che il pittore percepisce in quel momento,
cercando di trasmetterle a colui che guarda l’opera.

-Al contrario i Pre-Impressionisti ragionano di più sull’opera da realizzare, senza farsi trasportare
dall’emozione del momento, ma cercando razionalmente di attribuire all’opera delle caratteristiche nate
da un attento studio del soggetto e dell’ambientazione nella quale esso si trova.

-Infine l’ultima differenza tra il Pre-Impressionismo e l’Impressionismo è la scelta di quest’ultimo di


rappresentare paesaggi, invece di focalizzare la propria attenzione su un soggetto specifico, come
invece facevano i Pre-Impressionisti che, rifacendosi al Romanticismo, tentavano di rappresentarne la
drammaticità.

-Inoltre gli Impressionisti rappresentando paesaggi possono conciliare tutti quegli aspetti che lo
caratterizzano, ovvero i colori chiari e l’uso dell’en plain air, in quanto i paesaggi rappresentati sono
sempre all’aperto. Gli Impressionisti sono i primi veri e propri rappresentatori di paesaggi ed è da loro
che prendono spunto i pittori dei secoli successivi.

- Una delle innovazioni più importanti del Pre-Impressionismo è quella di mettere i colori ad olio
all’interno di tubetti divisi per colore, in modo che l’artista non si trovava più costretto a realizzare le
proprie opere in studio, come invece faceva fino al 1840. Questa innovazione consentì ai pittori di
realizzare le proprie opere anche in ambientazioni diverse da quelle dello studio d’artista dove si
trovava costretto ad inscenare, o talvolta ad immaginare un possibile sfondo da mettere dietro la scena
rappresentata.

-Il Pre-Impressionismo prende come fonti di ispirazione principalmente il Romanticismo e il Realismo.


Il carattere principale che il Pre-Impressionismo riprende dal Romanticismo è la rivalutazione dei
sentimenti e delle passioni, uno dei motivi per cui le opere erano molto spesso buie, in quanto la ricerca
della passione e dei sentimenti comporta che si ricerchi nell’interiorità dell’individuo, nella sua parte
buia. Infatti molte volte i pittori Romantici, ma anche Pre-Impressionisti sono asociali e si comportano
in modo del tutto anticonvenzionale. Tuttavia ci sono degli aspetti che il Pre-Impressionismo rifiuta del
Romanticismo, come la riscoperta del Medioevo, che non viene nemmeno considerato dal Pre-
Impressionismo, o anche cenni sulla religione che non veniva contemplata. La caratteristica invece
ripresa dal Realismo è la rappresentazione della realtà con colori scuri. Tuttavia, a differenza del
Romanticismo, non ci sono aspetti rifiutati da parte del Pre-Impressionismo riguardo il Realismo, ma
sola aggiunte. 

-Utilizzano la pittura, non solo per descrivere la realtà, ma anche per comunicare il proprio stato d’animo.
Tutti i pittori utilizzano in prevalenza il colore puro, intenso, luminoso ma…
- Steso in modo piatto (Gauguin)
- Steso a tratti irregolari (Van Gogh)
- Accostato a macchie per ottenere effetti tridimensionali (Cezane)

DIVISIONISMO
- è un movimento pittorico che si sviluppò in Italia a partire dall'ultimo decennio del XIX secolo, prendendo
parzialmente lo spunto tecnico dal Pointillisme (Puntinismo), che si stava affermando in Francia, ma derivando
principalmente dalla corrente della "Scapigliatura Lombarda" e dal Decadentismo.

-Si sviluppò tra il fine '800 e l’inizio del 900, ed elaborò la tecnica del Puntinismo francese, subendo anche
l'influenza del Simbolismo.

-Uno dei principali protagonisti fu il pittore, teorico e mercante d'arte Vittore Grubicy de Dragon che, grazie alle
conoscenze che aveva del mercato europeo, ne diffuse l'opera all'estero.  
-Il divisionismo, è un fenomeno artistico che non può essere definito movimento poiché nessun artista, ne riportò
mai le caratteristiche principali in un manifesto.

-Il divisionismo è una conseguenza del neo-impressionismo e presenta come elemento principale la divisione,
appunto del colore in puntini o, filamenti.

-L’atto ufficiale che determinò la nascita del divisionismo è la Triennale di Milano, nella quale nel 1891, fu
esposto il quadro “Le due madri” di Giovanni Segantini.

-Formalmente il divisionismo ha origine dal puntinismo francese (Pointillisme), derivato dalla corrente
impressionista. Questa corrente consisteva appunto nella divisione del colore puro in puntini, accostati e non
mescolati tra loro. I maggiori esponenti furono Seurat e Signac.

-In Italia invece, il divisionismo assume altre caratteristiche ed è di carattere più libero: di fatto, il colore è
talvolta impastato e i puntini vengono sostituiti da dei filamenti.
-In ogni caso lo scopo del divisionismo è quello di accostare colori puri e complementari, così che da lontano, la
retina possa compiere un lavoro di ricomposizione del colore diviso, in modo da percepire le varie sfumature e
tonalità.
-Il divisionismo italiano è prevalentemente naturalista e simbolista ed è noto per il forte impegno politico e
sociale caratterizzante i suoi esponenti.

-Il divisionismo si diffuse in Italia grazie al pittore e mercante Vittore Grubicy de Dragon

PUNTINISMO
- nasce dall'Impressionismo ed era legata alla continuità delle studio della luce, propria degli Impressionisti,
utilizzando le nuove scoperte scientifiche relative al tema del colore.

- La tecnica del Pointillisme consentiva di ottenere la massima luminosità accostando i colori complementari,
ma rivelava anche l'interesse scientifico del tempo.

Infatti, con tale tecnica l'artista si prefiggeva di applicare la scomposizione e l'acquisizione "naturale" dei colori a
livello retinico secondo le ultime scoperte scientifiche sulla scomposizione dello spettro solare.

Secondo tale principio, sarà la retina dell'osservatore a dover ricomporre tonalità e sfumature derivate dalla
pittura "per punti", come avviene fisiologicamente quando guardiamo un bosco e, le mille tonalità di verde delle
foglie e delle piante ci appaiono distinte da vicino, mentre tenderanno sempre più ad "unificarsi" per tonalità
omogenee se le si osserverà da lontano.
SEURAT

UNA DOMENICA POMERIGGIO ALL’ISOLA DELLA GRANDE JATTE 1883-1885


-DESCRIZIONE: In un parco, sulle rive della Senna, Seurat dipinge la folla domenicale dei parigini. Donne con
abiti tipici dell’epoca e di gran moda che passeggiano riparandosi con graziosi ombrellini. Poi, canottieri che
riposano dopo la competizione e, quindi, bambini che giocano composti. Alcuni animali da compagnia seguono
poi i loro padroni. Una coppia di signori borghesi porta una scimmietta al guinzaglio. La Senna infine scorre a
sinistra e sull’acqua scivolano alcune piccole imbarcazioni.

-Una domenica pomeriggio all’isola della Grande-Jatte inoltre è un dipinto che si basa sulle teorie cromatiche
elaborate in ambito scientifico.

-L’interesse principale di George Seurat era di approfondire la sua conoscenza sul comportamento della luce.
Seurat inoltre è definito un artista Postimpressionista, quindi, interessato anche al recupero delle forme nei
dipinti. Come gli impressionisti fu interessato ad applicare la ricerca scientifica condotta sul comportamento
della luce. Diversamente da loro, invece, attuò il recupero di un preciso contorno per creare forme più definite. Il
puntinismo che caratterizza la sua tecnica si basa sull’accostamento di punti di colore puro sulla tela. Le figure
quindi sono ben circoscritte dalla vicinanza dei puntini.
I colori delle campiture che contengono le forme sono, poi, la risultante dei diversi puntini colorati secondo le
mescolanze indicate dalla teoria cromatica dei primari e dei complementari. Infatti, sulla totalità dei colori
emerge il verde chiaro e brillante del prato illuminato dal sole e il verde scuro delle zone d’ombra. In alto il cielo
è coperto dalla chioma verde scura dei numerosi alberi che ricoprono il parco. La Senna è di un bel blu pieno di
riflessi, mentre gli abiti dei parigini creano macchie di colore sparse tra gli alberi. Le forme vengono messe in
evidenza da contrasti di chiarezza e di complementari.
Lo spazio e la profondità sono costruiti mediante la sovrapposizione delle forme e la progressiva diminuzione
delle dimensioni degli oggetti.

Il quadro presenta numerose persone, tutte appartenenti alla borghesia, nell’atto di svagarsi ed oziare la
domenica pomeriggio lungo la Senna. In primo piano, a destra, si distingue immediatamente una coppia.
Entrambi elegantissimi, lui indossa la tuba ed ha il sigaro in mano, lei ha in testa un cappellino arricchito da
fiori rossi, tiene in mano il parasole e la sua gonna possiede il cul- de- Paris, una speciale imbottitura che serve a
rendere l’abito più voluminoso. Tuttavia in questo contesto Seurat rende grottesca la figura della signora,
probabilmente perché il suo scopo è quello di irridere le manie della classe sociale borghese, vera protagonista
della Belle Époque. La donna porta al guinzaglio una scimmietta, uno dei pochi soggetti del quadro a cui
Seurat ha dedicato numerosi studi dal vero.

Ci sono molti altri individui sdraiati per prendere il sole o semplicemente per oziare, come il fumatore che
indossa la canottiera rossa in primo piano. A sinistra è raffigurata la Senna su cui scorrono alcune barche,
persone che ammirano il panorama tra cui, in fondo e in lontananza, due ufficiali. Tra le figure più interessanti vi
è la donna che pesca. Seurat è convinto che il ruolo della donna non deve essere circoscritto al focolare
domestico. Al contrario deve potersi dedicare ad altre attività, anche ad hobby tipicamente maschili come quello
della pesca. Tuttavia vi è anche un’altra interpretazione in base alla quale la canna da pesca simboleggerebbe
la sete insaziabile degli uomini. Una lettura davvero sconcertante, ma che trae alimento dall’omofonia dei
due verbi francesi pêcher (pescare) e pécher (peccare).

- “Una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte” di George Seurat presenta i soggetti da soli, a coppie o
a gruppi di tre. Sono quasi tutti di spalle, di profilo oppure seduti orizzontalmente o ad angolo retto. Soltanto
due figure si rivolgono verso lo spettatore: la madre con la bambina in mano. In realtà la donna non guarda
lo spettatore perchè assorta nei suoi pensieri, ma la bambina sì, non a caso occupa la parte centrale del quadro.

La rigidità dei soggetti è sottolineata da un’imponente costruzione geometrica. Abbiamo le linee verticali
degli alberi e delle persone in piedi, le linee oblique create dalle ombre e quelle curve scaturite dai capellini e
dagli ombrellini parasole, al contrario non ci sono centri prospettici. Ciò è da ricondurre al fatto che i vari
soggetti sono stati inseriti sulla tela in momenti diversi, considerando che la maggior parte del lavoro si è
svolto nel tempo all’interno dell’atelier. La voluminosità geometrica delle persone è probabilmente un influsso
dell’arte di Piero della Francesca.

La luminosità del puntinismo


Le figure umane esprimono solitudine anche quando sono vicine ad altre persone. Addirittura sono
paragonate a dei manichini per la loro immobilità, ma tutto questo ha lo scopo di valorizzare la tecnica del
puntinismo utilizzata nel quadro. Quando Seurat inizia l’opera riempie la tela con uno strato di colore che viene
poi ricoperto da un insieme di piccoli tocchi di colore simili a dei puntini.

Seurat si rifà alle leggi della complementarietà elaborate dal chimico Eugene Chevreul. Accosta puntini di
colori puri e complementari che visti da lontano si fondono in un unico colore. È così che vengono percepiti
dalla retina dell’occhio umano, in questo modo non sono necessarie mescolature chimiche di colore da parte del
pittore. La tecnica ha il pregio di rendere il quadro luminoso e brillante. È proprio così che appare “Una
domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte” di George Seurat, nonostante l’immobilismo surreale delle
figure umane. Emergono soprattutto la brillantezza del verde chiaro del prato illuminato dai raggi del sole, il
verde più scuro del prato in ombra e il blu ricco di riflessi della Senna.
La derisione borghese
il dipinto, nonostante l’ambientazione lieta, non riesce a trasmettere leggerezza per l’immobilità e la staticità di
tutti i personaggi. Venturi dice bene quando parla di umorismo. I soggetti dell’opera sono in apparenza
assenti o addirittura ridicoli, ma tutto questo avviene perché probabilmente dentro di loro nutrono profondi
malesseri, che provano a mascherare svagandosi o rincorrendo l’ultima moda.

“Una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte” di George Seurat continua a far parlare di sè nel 1886,
quando i marxisti scorgono in quelle figure pietrificate i dubbi e le incertezze della classe sociale borghese
impiegatizia. Nonostante l’apparente benessere della Belle Époque, si percepiscono i primi segni di un mondo
che nei primi anni del Novecento cambierà radicalmente. Il quadro di Seurat è tecnicamente solare, colorato e
luminoso, ma le persone che lo compongono appaiono prive di vitalità, perse dietro le mode e i vizi del tempo.
Può generare una leggera malinconia al guardarlo, ma ciò rende quest’opera d’arte ancora più interessante.

Il Quarto Stato 1901


Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo è un’opera che rappresenta le rivendicazioni dei lavoratori
di fine Ottocento.

DESCRIZIONE: Nel dipinto sono rappresentati un corteo di lavoratori è in cammino. La folla, compatta,


avanza verso il fronte del quadro con grande determinazione. Sui volti, infatti, si leggono fierezza e la volontà di
rivendicare i propri diritti. In primo piano, guidano il corteo a sinistra un uomo anziano, al centro un giovane
mentre a destra una donna con in braccio il suo bambino. Questi tre personaggi rappresentano le componenti
della classe sociale più umile dell’epoca.

-Gli uomini e la donna in primo sono vestiti con abiti poveri ma dignitosi. Il giovane uomo indossa una camicia
con al di sopra un gilet. Sul capo porta un cappello e la giacca è tenuta elegantemente da una mano e pende
dietro la schiena. La sua postura è calma è sicura. Infatti la sua mano destra sorregge la giacca senza affanno
mentre la sinistra è fermamente poggiata sulla tasca.

-La donna, invece, sembra rivolgersi all’uomo per farlo desistere dal condurre la manifestazione. I suoi piedi
sono nudi. Anche il bambino che porta in braccio è nudo e abbandonato nella stretta della madre. Gli uomini che
seguono i tre personaggi gesticolano visivamente come per rivendicare le proprie istanze. A sinistra una donna
segue il corteo, come altre donne sulla destra. Un uomo con una giacca sulle spalle tiene per mano un bambino.
Giovani, maturi e anziani procedono compatti verso il fronte del dipinto.

-L’artista  dipinse questo quadro con l’intenzione di documentare le rivendicazioni sociali della sua epoca. 

-Il titolo dell’opera, Quarto Stato, si riferisce ad un termine utilizzato durante la rivoluzione industriale
ottocentesca.
Si indicava, così, la classe lavoratrice formata da operai contadini e artigiani. Il termine nacque durante la
rivoluzione francese per indicare lo strato più basso della società’, quello dei subalterni al terzo stato cioè la
borghesia. I lavoratori rappresentati nel dipinto manifestano per i propri diritti e sono quindi in sciopero.
La massa dei lavoratori avanza compatta e quindi assume forza e potere per contrattare il proprio giusto salario.
Le figure in primo piano, due uomini e una donna con il bambino hanno un gran significato simbolico. La luce
che colpisce radente gli uomini e illumina in pieno la donna, dà significato alla loro figura. La sua immagine
ricorda quella di una maternità cristiana. Le figure sono più sfocate e oscurate verso il fondo. La luce è più
intensa in testa al corteo, e gli uomini procedono verso la fonte luminosa.

-La tecnica utilizzata consiste nel porre sulla tela piccole linee di colore puro che accostate aumentano
luminosità delle superfici dipinte. 
utilizzò in questo dipinto soprattutto ocra e bruni ottenendo, comunque, un grande effetto di luminosità.

-Da lontano i colori risultano come compatti e derivano dalla fusione dei diversi toni di colore sulla retina
dell’occhio umano. Inoltre, le pennellate sono direzionate diversamente sulle superfici. In questo modo Pellizza
da Volpedo modellò morbidamente i volumi dei corpi dei braccianti che avanzano. 

-dipinse Il Quarto Stato con colori caldi. Gli abiti dei lavoratori, riuniti in corteo, sono risolti con vari toni di
marrone, ocra e grigio caldo. Il suolo, invece, è grigio chiaro mentre lo sfondo molto scuro. Infatti, il paesaggio
che si intravede emerge appena dal grigio scuro molto offuscato. I toni dei colori perdono saturazione in
prossimità dei lati del dipinto. Nella parte centrale, invece, e in primo piano, prevalgono colori saturi e brillanti.
La scena è illuminata frontalmente ed è proprio verso questo punto luminoso che si muove la massa di
manifestanti. La fonte di luce rappresenta, quindi, un momento di riscatto e di speranza degli operai.

-La profondità della scena rappresentata nel Quarto Stato è percepibile grazie alla luce che aumenta in primo
piano e lascia lo sfondo in ombra. Inoltre, la grandezza dei corpi dei manifestanti rende la distanza che separa il
primo piano dalle ultime file dei lavoratori

-Il dipinto ha un formato panoramico. In tal modo viene sottolineata la grande partecipazione dei manifestanti al
corteo che occupa interamente la larghezza del dipinto. Il primo piano è occupato dai tre personaggi che guidano
la marcia. In secondo piano si trova il fronte della manifestazione. Infine, sullo sfondo si intravede un paesaggio
di campagna. Il punto di vista dell’opera è leggermente rialzato. In questo modo l’occhio dell’osservatore può
agevolmente vedere anche le ultime file dei lavoratori. I lavoratori che si spostano in avanti creano un
movimento apparente verso l’osservatore.

-L’opera è simmetrica e quindi assume un aspetto monumentale.

GAUGAIN
-Paul Gauguin (Parigi 1848 – Hiva Oa 1903) è uno dei più grandi pittori francesi dell'ottocento.

- È un artista particolare perché la sua vita si può definire un moto perpetuo tra Europa, sud America e Oceania.

-Fin da piccolo, per motivi familiari, è costretto a trasferirsi più volte.

-Nel 1875 entra a far parte degli impressionisti.

-A Parigi intorno agli anni 80 si sposa con una donna Olandese e ha dei figli.
-In questi anni inizia anche a dipingere come autodidatta. Nel 1875 ci fu l'incontro con Camille Pissarro e grazie
a lui si avvicina agli impressionisti. Il crollo della borsa di Parigi del 1883 segna una svolta nella vita di
Gauguin. Rimasto senza lavoro, l’artista inizia a girare la Francia, l’Inghilterra, Panama, la Martinica, la
Bretagna (perché la individua come una terra non ancora intaccata dalla civiltà e ritrovava una sorte di
dimensione primitiva).

-Inoltre sempre nello stesso anno conosce Van Gogh con il quale sarà una vita molto impicciata.

-Nell'88 torna a Port Even fonda una scuola dove formula il Sintetismo. Il suo slogan è “sintetizza per
semplificare” si ispira alle stampe giapponesi (semplificano le forme), arte medievale ( ispirati alle vetrate,
tecnica adottata nel cloisonne: disegno scomposto con rifiniture in metallo, all'interno dei quali vengono inserite
vetrate colorate).

L'ONDA DEL 1888


L'onda, è un olio su tela, dipinto da Gauguin nel 1888.

-L'artista ha reso con immediatezza l'effetto della corrente  attraverso le pennellate lineari, che disegnano gorghi
e movimenti dell'acqua.

- Si evince l'ispirazione alle stampe giapponesi (viene influenzato dall'arte egiziana e indolesiana) perché vista
dall'alto e per i colori antinaturalistici (non esiste una spiaggia rossa) qui abbiamo proprio la libertà del colore
(utilizzato in maniera espressiva, non si da più cromatismo oggettivo ma soggettivo), con ciò si contraddistingue
l'arte di Gaugain, VanGogh e Munch.
- egli utilizza grandi zone piatte e colori contrastanti e innaturali: acqua verde e gialla, spiaggia rossa.

- Le due figure in alto, sono solo una citazione e sembrano delle cifre.

- Gauguin non trasmette un'immagine realistica, ma un'immagine emozionale, come un sogno o un ricordo, in
cui la realtà è stravolta dal sentimento dell'artista.

• Qui la protagonista è l'acqua, ma anziché offrire una sensazione di serenità, suscita un'idea di forza immensa,
incontenibile e violenta.
• L'acqua rappresentata in questo dipinto di Gauguin racchiude la simbologia della forza degli elementi, visti
come potenze misteriose e un'ammirazione mista a un timore primitivo.
Il simbolismo è un altro aspetto fondamentale della pittura di Gauguin.

CRISTO GIALLO 1889


• Il Cristo giallo di Paul Gauguin fu dipinto in Bretagna durante una prima fuga dell’artista dalla civiltà. Pare
che il soggetto sia stato ispirato da un crocifisso di devozione popolare esposto in un villaggio di pescatori
bretoni a Trémalo.

• È una delle opere più famose;

• DESCRIZIONE: questo quadro rappresenta un crocifisso con la figura di Cristo e il paesaggio della
campagna bretone. La croce è costruita con semplici assi squadrate. La figura di Cristo è essenziale, legnosa
e realizzata con forme semplici e un po incerte. I suoi piedi sono sovrapposti e posano su di una piccola
mensola fermati da un grosso chiodo metallico. Ai piedi della croce vi sono alcune contadine bretoni in abito
tipico, con cuffia bianca, ampio abito scuro e grembiule. Le donne pregano il crocifisso durante l’Angelus,
recitato ogni giorno. Un prato in discesa viene interrotto da un muretto a secco scavalcato da un uomo.
Alcuni alberi punteggiano i confini dei campi e in lontananza si alzano le colline dai profili ondulati. Tra gli
alberi si intravedono alcune abitazioni sparse sul declivio. Il cielo azzurro è sgombro di nubi.

- Gauguin nei dipinti realizzati a Pont-Aven rappresentò la semplice religiosità della tradizione contadina delle
genti bretone, a nord di Parigi.
- Con il giallo che colora il corpo di Cristo, Gauguin vuole simboleggiare il dolore umano.
(Inoltre il giallo è lo stesso colore utilizzato per descrivere i campi di grano che possedeva un profondo
significato religioso. Il ciclo di crescita del grano, fonte di vita, era paragonato al ciclo religioso della vita di un
cristiano. Cristo partecipa quindi tramite questo riferimento cromatico alla vita quotidiana dei contadini.)

• Gauguin si ispirò alla tecnica utilizzata nelle vetrate medievali detta poisonnisme. Il chiaroscuro sopravvive
con alcune tracce di ombra di colore verde e molto chiare sul corpo di Cristo e sui volti delle contadine.
• Colline gialle, alberi con chiome fiammeggianti, il Cristo è contornato da una linea nera a volte verde, di
colore giallo per rappresentare l'intimo religioso dei bravi.

• Abbiamo l’antinaturalismo del colore (utilizzo di un colore non esistente, utilizzato in risonanza con il
proprio sostire) l'artista vuole trasmettere un messaggio (post impressionismo e simbolismo si mischiano).
Abbiamo una forte valenza simbolica che si riconduce alla religione.

• Troviamo l'essenzialità del paesaggio e delle figure (sono sintetiche, tendenza alla bidimensionalità).

Sono infatti colori simbolici utilizzati per rappresentare lo stato d’animo dell’artista più che per descrivere
obiettivamente la realtà. Lo stesso colore del Cristo è quanto di più lontano ad un corpo crocifisso. Il giallo
acceso infatti è distribuito su tutta la pelle e si estende abbondantemente nel paesaggio sui campi e sulle colline.
Le chiome degli alberi sono color arancione e solo qualche porzione di collina è colorata di verde.
Le donne indossano il costume tradizionale, nero, bianco e dai grembiuli colorati.

-Gauguin non costruisce la scena utilizzando il chiaroscuro e quindi un’illuminazione realistica. Le figure e le
varie parti del paesaggio sono rivelate attraverso contrasti di colore e linee di contorno. Sui corpi delle donne,
soprattutto in primo piano, rimane qualche accenno a zone di ombra e di luce che sembra provenire da destra.

DA DOVE VENIAMO? CHI SIAMO? DOVE


ANDIAMO? 1898
• è un testamento spirituale dell’artista che dipinse il ciclo della vita ambientandolo all’interno di un paradiso
polinesiano.

- DESCRIZIONE: vi sono dodici figure umane e numerosi animali. A partire da destra in basso un bambino di
pochi anni dorme tranquillo sull’erba. Accanto a lui poi tre giovani donne sedute sorvegliano il suo sonno. Due
di loro guardano centralmente verso lo spettatore mentre la terza è seduta di schiena con il volto di profilo.
Dietro il gruppo, verso il centro due figure femminili in ombra avanzano lentamente. Indossano lunghe tuniche.
Quasi al centro un giovane polinesiano in piedi raccoglie dei frutti. Indossa solo un panno intorno ai fianchi e ha
le mani alzate verso le fronde in alto. Verso sinistra un adolescente seduto a terra di profilo addenta un frutto.
Accanto a lui infine giocano due gatti e una capra attende seduta e tranquilla.
In prossimità dell’angolo di sinistra è seduta una giovane con il corpo coperto solo da un panno stretto intorno ai
fianchi. È rivolta verso una donna molto anziana seduta e raccolta. Ha le mani strette intorno al volto e gli occhi
chiusi. Ai suoi piedi un uccello bianco trattiene una lucertola tra le zampe. Una donna infine è raffigurata in
secondo piano in piedi e di profilo. Alla sua sinistra si trova una grande statua di un idolo posta su di una base
naturale. Il terreno è disseminato di vegetazione e piccoli animali. Sul fondo si intravede la superficie del mare e
a sinistra una grande isola montuosa.

• è un grande fregio concepito per rappresentare le diverse età della vita e la condizione esistenziale che
esprimono.
• Il titolo indica bene lo stato d’animo tormentato che lo spinse a rappresentare così la propria condizione.
• Le 12 figure simboliche sono disposte all’interno di un paesaggio magico-religioso.
• La lettura condotta da destra a sinistra propone una riflessione sull’esistenza umana. Il primo dei dodici
personaggi è infatti un bambino abbandonato in un sonno innocente e spensierato. Lo proteggono due giovani
donne dall’espressione serena. L’ultimo personaggio a destra è invece una donna anziana che stringe tra le
mani il viso. Il suo colore scuro e spento si riferisce probabilmente alla sua condizione psicologica.
• -L’uccello che è raffigurato ai suoi piedi è bianco, come il colore del lutto, secondo la cultura polinesiana.
Accanto dell’anziana una giovane ricorda il passare del tempo. Al centro si trova la figura illuminata di un
ragazzo nel pieno della forza e della giovinezza. Il giovane coglie il frutto della vita dai rami alti di un albero.
Il suo corpo è forte e pare un idolo antico. Inoltre si trova simbolicamente al centro della tela e sembra così
rappresentare una figura dal significato importante nel contesto dell’opera.

- Il paesaggio che fa da sfondo al fregio ricorda un eden, il paradiso primitivo


• Si individuano riferimenti ad opere precedenti provenienti da diverse culture come: l’immagine di un idolo
dell’isola di Giava di colore blu visto da Gauguin durante la visita ad una mostra etnografica e riferimenti
biblici.

• I corpi sono dipinti senza l’uso del chiaroscuro e le forme sono evidenziate da una solida ed elegante linea di
contorno.
• Le pennellate sono sovrapposte sulla tela a formare campiture uniformi dalle minime variazioni di toni. Solo
sui corpi dei personaggi si coglie ancora un accenno di debole ombreggiatura. Il paesaggio, la vegetazione le
montagne sembrano costruiti con semplici campiture ad incastro. Lo stile felice e gioioso dei primi dipinti
tahitiani ha lasciato il posto ad atmosfere cupe e intellettuali.

Bidimensionalità meno accentuata rispetto al cristo giallo, contenuti onirici. Negli alberi si riconoscono le
giungle. L'oceano perché aveva visto tutto antinaturalistico, linea di contorno molto espressiva.

- Rappresenta la sintesi tra credenze CRISTIANE, EBRAICHE E ORIENTALI.

VANGOGH
-Nasce nel 1853 in Olanda e muore verso 1850.

-è un uomo istintivo ed è un’artista che ha sempre avuto la percezione di essere incompreso e ha sempre avuto
l'ansia di mostrare le sue opere. Il fratello Teo si è preso cura di lui visto che non era autosufficiente
economicamente.

-Lui dipinse un brevissimo tempo solo 10 anni e solo un suo quadro fu venduto quando era in vita.

- Van Gogh non solo aveva crisi perché perdeva la concezione con la realtà ma aveva anche crisi di lucidità che
lo portavano a stare ancora più male.

- È un po' il prototipo di artista maledetto ( come artisti romantici ma era una ribellione sociale) per i suoi
problemi psichici.

- Era figlio di un pastore protestante e cominciò anche lui a rivendicare i diritti di questi lavoratori e fu licenziato
perché visto con paura che appoggiò i loro scioperi.

- La sua malattia si incrociava con il suo carattere ipersensibile. A causa di questo licenziamento cominciò a
dipingere per 10 anni. 10 anni di tormento composti da vari avvenimenti come l'innamoramento per una
prostituta, lo scontro con Gaugain.
MANGIATORI DI PATATE 1885
- I mangiatori di patate di Vincent van Gogh è considerato dagli storici il primo importante dipinto
dell’artista caratterizzato da uno stile espressionista.

- DESCRIZIONE: Una modesta famiglia di contadini è riunita intorno al tavolo di sera. Una debole luce
proviene dalla lanterna appesa al soffitto. Illumina i loro volti e il cibo sul tavolo di legno. Le loro
fisionomie sono rocciose e quasi deformi. Anche le mani sono nodose. Le nocche descrivono il peso
delle loro fatiche. Infine, un’espressione stanca e priva di speranza è dipinta sui loro volti.

- Le figure dipinte da Van Gogh ne I mangiatori di patate appaiano deformi e grossolane. I volti, infatti
hanno una fisionomia quasi grottesca e le mani sono nodose e sgraziate. Le superfici sono dipinte con
pennellate amalgamate molto diverse da quelle che l’artista utilizzerà qualche anno dopo.

- Sull’opera domina un tono bruno scuro, terroso. I colori sono tendenti al grigio e al nero. Solo i volti e le
mani dei contadini sono ravvivate da un leggero tono di ocra. L’utilizzo della luce rivela la conoscenza
dei pittori fiamminghi che l’ispirazione agli artisti del realismo quali Gustave Courbet. Nella scena vi
sono alcuni contrasti di luminosità molto deboli che permettono di evidenziare le figure colpite dalla
luce proveniente dalla lampada in alto.
- La scena inoltre è illuminata dalla debole luce che proviene dall’alto, sul tavolo. Infatti l’unica fonte
luminosa è rappresentata dalla lanterna apposta sul soffitto che illumina debolmente e con luce radente i
volti dei contadini. Invece le stoviglie e il cibo sulla tavola sono illuminati con la luce riflessa dal piatto
chiaro della lampada posto sopra la fiamma.
- Le parti colpite dalla luce sono quindi molto chiare mentre il resto dei volti e degli abiti sono fortemente
in ombra e scuri. Anche l’ambiente è costruito con zone illuminate più chiare e ombre profonde come
nella parte centrale dietro le due contadine. Infine la bambina rappresentata al centro è in controluce e di
lei si nota solo la sagoma scura.

- (sente forte l'esigenza di descrivere la situazione dei contadini)

-Utilizza il colore dall'ocra al marrone al verde scuro e non c'è cromatismo. Van Gogh era attento alle tematiche
sociali perché vuole raccontare la vista aspra dei contadini, della povertà messa a nudo con un criterio di bellezza
diverso. Vuole aderire alla realtà psicologica che vuole esprimere ( campo dell'espressionismo); si vuole
esprimere la realtà interiore del soggetto rappresentato e a volte dell'artista.

-Accentua la deformazione della forma.

-Nel 1886 si trasferisce a Parigi con il fratello ed entrata in contatto con gli impressionisti e scopre la potenzialità
del colore vivacizzandola tavolozza. Dal 1886 comincia a fare ritratti fatti per terapia, per vedersi dentro e per
reagire alla solitudine.

AUTORITRATTO COL CAPPELLO DI FELTRO GRIGIO 1887-1888


L'Autoritratto con cappello di feltro grigio è stato realizzato nell'estate 1887, è uno dei venti autoritratti che Van
Gogh dipinse nel suo breve soggiorno parigino (avvenuto tra il 1886 e il 1887).

(-L'autoritratto, per qualunque artista, dal Rinascimento in poi ha sempre un valore particolare. Funziona come
una specie di autopresentazione, indica una presa di coscienza di sè e del proprio ruolo di artista. E' un modo di
porsi verso l'esterno, di fronte agli altri. )

-Qui Van Gogh si ritrae con uno sguardo severo e attento, sembra concentrato su qualcosa che si trova davanti a
sè e mostra una certa sicurezza.

-Il quadro è di piccole dimensioni, dipinto a olio su cartone, ed è uno dei lavori in cui si colgono meglio i
risultati degli insegnamenti della pittura impressionista. 
-I colpi di pennello sono molto veloci e sicuri, buttati giù uno accanto all'altro. Ma accanto alla volontà
di  sperimentare la tecnica impressionista c'è anche un tratto distintivo molto personale: quelle
pennellate energiche, piene di tensione e gli accostamenti decisi del colore.

-Le pennellate di Van Gogh sembrano dotate di vita propria, sono tutte direzionate  in maniera diversa,
sembrano muoversi come sciami di pesci. Sul viso le pennellate, molto più diluite e chiare, sono disposte
a raggio, partono dal centro della fronte e si irradiano verso l'esterno. Sullo sfondo le pennellate si
allungano e fuggono via in diagonale. Sulla giacca il colore è più denso e si formano dei rilievi, le
pennellate sembrano crepitare, creano un effetto di consistenza ruvida e la superficie è animata e
vibrante. Fra i tratti azzurri, verdi,  marroni e violetti si intravvede il cartone sottostante.

Sulla camicia  Van Gogh gioca con i colori complementari, come si nota nella decisa pennellata rossa tra
i riflessi verdi e azzurri. La fissità dello sguardo e l'apparente calma dell'esprssione pensosa contrasta con
la dinamica agitazione delle pennellate.

-La rappresentazione degli occhi fissi e il volto scavato mostrano l’inquietudine dell’artista

riesce a far uscire la sua interiorità. Comunica energia che sembra provenire dagli occhi. Volto studiato dalle
varie linguette in cui Van Gogh pone il colore come se la costruzione del volto parte dagli occhi.

-Colori molto intensi e abbiamo l'utilizzo dei colori complementari. Nel 1888 si trasferisce ad Arles, lui chiama
Gaugain per farlo venire con lui. Ma il progetto naufraga dopo 7 mesi perchè Gaugain se ne va dopo una litigata
con Vangogh (si attaccano molto sul campo artistico). Qui Vangogh in un tentativo per ferire Gaugan, con un
rasoio si lesiona il lobo dell'orecchio destro dopo ciò si convince di farsi ricoverare in una clinica privata, dove
realizza molte opere eccezionali, le più famose e in una notte di maggio realizza

LA NOTTE STELLATA 1889


- Realizzato dal pittore olandese Vincent Van Gogh nel 1889, La Notte Stellata è la raffigurazione di un
paesaggio visto dalla stanza dell’istituto di salute mentale a Saint-Remy, dove il pittore fu ricoverato a
causa della sua malattia e della sua amputazione all’orecchio.

-DESCRIZIONE: Un paesaggio di campagna nella notte. Le finestre sono illuminate dalle luci domestiche
mentre la luna illumina un cielo nel quale si agitano turbini inquietanti. Sotto ad un cielo costellato di stelle, con
la luna in alto a destra, Vincent van Gogh dipinge un paesaggio di campagna. Al centro, in basso, si trova una
chiesetta con un alto campanile. Intorno ad essa vi sono delle semplici case di campagna con le finestre
illuminate. Un grande cipresso interrompe il paesaggio a sinistra sotto la Notte stellata. Oltre il villaggio, a
destra, si nota, invece, un fitto bosco che sembra abbattersi sul villaggio come un maremoto. Infine, all’orizzonte
colline e montagne lontane, sembrano onde gigantesche in corsa verso le case.
- ha utilizzato brevi pennellate modellanti di colore materico. La direzione dei segni colorati segue, infatti, la
forma delle figure. Nei tetti le linee sono oblique, i cespugli e gli alberi lontani sono rappresentati con pennellate
curve. Le montagne, invece, sono modellate con linee ondulate. Il grande cipresso, invece, sembra una grande
fiammata scura. Il cielo, infine, è animato da vortici di nubi e vento che creano aloni luminosi intorno alle luci
delle stelle e della luna. La matrice pittorica, con l’approssimarsi della crisi finale, diventa progressivamente più
tormentata.

- La luce notturna è rappresentata dal blu oltremare, mentre la vegetazione diventa quasi nera. Le luci artificiali
brillano gialle dalle finestre delle case. Nel cielo la luna e le stelle spiccano grazie al contrasto di complementari,
infatti, il giallo-arancio è complementare al blu. Tutta la superficie del dipinto è invasa dalla materia pittorica blu
che crea un’atmosfera in bilico tra sogno e solitaria freddezza. Dalle finestre filtrano deboli luci gialle mentre la
luna trasmette la sua luce alle pennellate azzurre che la circondano. La luce atmosferica non è prodotta da quella
della luna. L’illuminazione del dipinto è prodotta dalle gradazioni di blu, amalgamato col bianco-giallo che
creano luminescenze fosforescente e catodiche.

-Le case del villaggio sono dipinte in modo sommario e non creano uno spazio geometrico lineare. La profondità
è, quindi, descritta dal contrasto tra il grande cipresso in primo piano e il paesaggio con le case e gli alberi che si
sovrappongono e diventano più piccoli in lontananza.

- L’orizzonte è molto basso e la maggior parte della composizione è occupata dal cielo che rappresenta lo
schermo emotivo e drammatico degli ultimi giorni di vita di van Gogh.

- realizza al manicomio una tela di vitalità drammatica famosa per il senso di poesia che la persuade. –
- Raccontava alle lettere che mandava a Teo che passava delle notti insonni al manicomio e guardava il
cielo stellato dicendo che aveva bisogno di Dio.
- È una visione immaginaria, prende le mosse di ciò che vedeva e le riportava.
- È una composizione realizzata al sovrapporsi delle fasce tradizionali: fascia inferiore villaggio, fascia
superiore cielo. Queste due fasce sono separate dalla fascia diagonale luminosa. Questa struttura è rotta
dal sole.
- Elementi verticali: il cipresso sulla sinistra e il campanile che sta al centro,
- le varie parti del dipinto sono trattate in maniera diversa: le case sono dipinte con tratti rettilinei mentre
il cielo, il cipresso sono dipinti con tratti curvi.
- Distingue ciò che è natura (pennellate ondulate che danno vitalità) da ciò che è animato.
- Il colore è pastoso. Il protagonista è il cielo che sembra parlare il linguaggio romantico di Friedrick:
cielo che sovrasta tutto, realizzato attraverso tratti soggettivi, come se Vangogh avesse guardato fuori
trasportando l'abisso che aveva dentro, anticipo dell'espressionismo. Il modo tradizionale e mischiato di
ciò che sente. Il cipresso diventa animatoda una forza interiore, le colline sembrano il mare, le stelle
sono delle palle di fuoco che all'interno sembra che sia un fiume: è l'infinito che vede l'artista.
CAMPO DI GRANO CON VOLO DI CORVI
1890
-Campo di grano con volo di corvi è considerato il testamento spirituale di Vincent van Gogh morto suicida
all’età di 37 anni.
- È l'opera più efficace della rappresentazione del dramma interiore che stava vivendo Van Gogh perché riversa
su questa tela tutta la rabbia e il rancore attraverso il tratto della pennellata.

-DESCRIZIONE: Su un campo di grano ormai maturo vola uno stormo di corvi neri. Dal primo piano una
stradina fende gli steli dorati e si perde nel campo in lontananza. I bordi del sentiero sono popolati da erba verde.
A destra invece, il campo confina con il terreno argilloso. Nel cielo scuro vorticano nubi nere che si confondono
con il volo dei corvi.

-grazie alla sua potente forza evocativa di uno stato d’animo tormentato, il dipinto è spesso indicato come il
testamento spirituale dell’artista. I tre sentieri che fendono il grano, secondo gli studiosi, simboleggiano le
alternative professionali e umane che hanno pesato drammaticamente nella vita di Vincent van Gogh. Inoltre,
probabilmente, anche il contrasto tra il giallo dorato e il blu scuro del cielo rappresenta la lotta tra luce e
oscurità, vita e morte.

- uno stile materico e veloce. Il grano si piega sotto l’effetto del vento e crea delle onde riprodotte con pennellate
dense di colore e inclinate verso destra. La superficie del grano, invece, è dipinta con segni orizzontali più brevi.
Le tre stradine sono costruite con le pennellate che seguono la loro direzione come anche l’erba che cresce sul
bordo. Il cielo, inoltre, è animato da segni neri che si sovrappongono a quelli blu scuro. Alcuni tratti più chiari,
invece, segnano le circolarità delle nubi. I corvi, infine, sono delineati da semplici pennellate che descrivono il
corpo e le ali degli uccelli.

- è di forma rettangolare con orientamento orizzontale. La sua inquadratura ampia permette una vista panoramica
e lo sviluppo dei tre sentieri al centro e ai lati. Il campo di grano occupa poco più della metà inferiore del
dipinto. Invece, al cielo è riservata la rimanente porzione in alto. Il sentiero centrale sembra interrompersi in
prossimità dell’incrocio delle diagonali del dipinto. Questo scelta compositiva crea una certa forza visiva e
àncora a sé tutto il resto della composizione. Il profilo leggermente ondulato ma orizzontale del campo è
movimentato dalle oblique dei sentieri. Le linee si sviluppano con orientamento opposto in prossimità degli
angoli. Il sentiero centrale è allineato con il volo dei corvi che sale verso destra. Infine, rappresenta un potente
asse visivo che stabilizza la drammatica composizione di van Gogh .

-Abbiamo il campo di grano reso dalle pennellate che sembrano frustrate di giallo: sono spesse e identificabili, e
hanno un valore di per se poiché si tratta di pennellate espressive e la sua arte ormai è diventata di espressione
perché esprime dal punto di vista formale e materico.

-Non c'è un personaggio reale, ciò che vede è trasfigurato. È una metafora dell'anima di Van Gogh. Usa un giallo
molto profondo ma sembra ferito da: 3 sentieri che hanno un marrone e del verde ai lati. Il giallo che per lui era
vita viene squarciato dai sentieri.
Il cielo: dal celeste chiaro al blu profondo, abbiamo anche tratti neri che stanno a significare il tormento.
Abbiamo il grano e il cielo che sembrano un trionfo di libertà ma il nero da senso di cambiamento.I corvi segno
di un destino funesto: è l'ultimo disperato appello alla vita, non rinuncia a mostrare la vitalità.

maggio 1890 si trasferisce dove viveva il medico dei pittori, che è lo stesso posto dove poi lui si uccide.

MUNCH
-è l'artista che più di tutti ha anticipato l'espressionismo.

-Nasce nel 1863 in Norvegia e muore nel 1944, conosce l'impressionismo come Van Gogh.

Vive il paesaggio del 900 ma anche la prima e la seconda guerra mondiale e sarà perseguitato dai nazisti. A 17
anni si trasferisce ad Oslo per studiare arte, la sua vita è stata invasa da lutti perché muoiono quasi tutti i fratelli e
la madre quando era piccolo. Una morte che lo colpì molto fu quella della sorella a cui ha fatto anche un quadro
(fanciulla malata 1885-1886). Soggiornò a Parigi nel 1895 e nel 1896 diventò amico di Latrec. (attraversa
l'impressionismo)

- il periodo più importante dell’attività di Munch è compreso nel decennio 1892-1902, nel corso del quale
l’artista definì e rivelò, attraverso una serie di capolavori, le qualità del suo linguaggio pittorico, che si
arricchisce degli apporti del simbolismo, secondo i modi che divennero propri dell’espressionismo tedesco.

-Nel 1892 organizza una mostra personale a Berlino ma fu un fallimento perché i suoi quadri non vennero capiti.
-Come tutti i pittori espressionisti fu perseguitato dai regimi nazisti per la sua arte, alcune opere vennero
vendute, altre per fare la mostra “dell'arte degenerata” in cui vennero messe tutte le opere degli artisti
contemporanei, la cui arte era degenerata e non celebravano la razza ariana.

In questa mostra ci furono opere affiancate da disegni presi dai manicomi per denigrarli, in realtà questa mostra
essendo gratuita fu un successo perché fu visitata da più di un milione di persone e così ha pubblicizzato
quest'arte.

-Dopo il soggiorno a Berlino (dove fu soggetto ad una grave depressione nervosa ) tornò in Francia dove iniziò
la tecnica di incisione del legno

-Nella sua pittura si trovano anticipati tutti i temi del 900: -angoscia esistenziale -solitudine umana -incombere
della notte -incertezza del futuro -disumanizzazione della società borghese

-Munch influenzato da un autore teatrale affronta dei temi moderni come la condizione della donna, l’amore, la
morte e la vita

-Freud influisce Munch, nei suoi quadri c'è inquietudine, ma non si tratta di uno spirito esaltato: era l'uomo meno
moderno quindi le problematiche che emergono sono dell'uomo comune.

ARTE DI MUNCH:

• il tratto che caratterizza la sua pittura che è la linea curva dell'Art Nouveau;

• nei dipinti di Munch i segni offrono descrizioni esatte e crude della realtà. Il dramma psichico che
caratterizza i suoi personaggi non è solo individuale, ma un «sentire» cosmico del dolore; l'espressione
cupa del volto, gli occhi fissi, le guance smunte, le figure spettrali rappresentano la realtà per simboli
universali.

• Dieci anni dopo, realizza un gruppo compatto di opere, singole e autosufficienti, dedicate al ciclo di vita,
morte e amore(Il grido, Il bacio, Vampiro, Attrazione,Separazione) che espose come Fregio della vita.

VAMPIRO 1893
-La Donna Vampiro di Munch è stato realizzato nel 1895 in olio su tela ed è oggi conservato a Oslo
nella Nasionalgalleriet.

-La donna per il pittore rappresenta tematiche forti e notevoli che si rivelano splendenti come il piacere e
l’inizio della vita, per trasformarsi in qualcosa di straziante e malinconico come il dolore e il sopraggiungere
della fine di tutto attraverso la morte. La Donna Vampiro esprime in tutta la sua cupezza questi concetti
agghiaccianti.

La DESCRIZIONE del dipinto mostra una dolce ragazza dai capelli rossi che abbraccia un uomo nella sua
completa totalità. Questo gesto colpisce particolarmente agli occhi dello spettatore perché è in grado di
trasmettere un grande senso di amorevolezza e consolazione. L’uomo tra le sue braccia, coperto dalla sua rossa
chioma fluente, sembra sentirsi al riparo da qualsiasi amarezza che possa colpire l’intera umanità.

-lo sfondo buio e cupo del dipinto sottolinea la trappola mortale in cui l’uomo sta per essere trascinato.

-La donna, a primo impatto, manifesta dolcezza e beatitudine, ma osservando con più attenzione si scorge
un’ondata di mistero capace di ammaliare con un fascino al limite del demoniaco. Quella che sembrerebbe una
fanciulla attenta al bene dell’altro, in realtà è una figura enigmatica, il volto nascosto nell’incavo del collo e le
labbra nascoste preannunciano il morso.

La donna, ritratta in un’immagine vampiresca, viene colta in un gesto fatale e non amorevole, un morso
anziché un bacio. Quel che sembrerebbe un gesto tenero e premuroso come quello di un abbraccio consolatorio,
in verità mostra una scena fredda e raccapricciante. L’uomo, stretto nell’abbraccio pericoloso si
lascia travolgere dal potere della donna vampiro, sapientemente evocato da Munch mediante la cascata di
capelli rossi che avvolge l’intera composizione e cola sul capo di lui come gocce di vivido sangue.

-Lo sfondo cupo suggerisce un’idea di soffocamento e oppressione.


-I colori, scuri e tetri, si alternano a linee circolari dal colore più chiaro sottolineando il dramma dell’umanità
per precipitare nel rosso intenso e profondo. Fanno da contrasto il magnetico e caldo colore dei capelli simili
al sangue, soggetto non mostrato della tela, e il bianco e smorto pallore del braccio della donna.

(si chiama “amore e dolore”. Quadro che affronta un argomento attraverso una poetica del simbolismo. Quadro
parla dell'amore che si trasforma al dolore. C'è la figura della donna che porta l'uomo alla morte. La donna si
configura come un vampiro. La dimensione è scura e l'uomo è chino sul grembo della donna. Abbandonato lei lo
abbraccia e ciò che sembra un bacio può sembrare un morso perchè sottrae vitalità. L'ombra aumenta il senso
inquietante.)

PASSEGGIATA SUL CORSO KARL JOHANN 1892


fa parte della serie di quadri imperniati sulla “paura di vivere” e viene esposta per la prima volta a Berlino nel
1902 con il titolo “Strada” suscitando critiche e stroncature.

è una di quelle opere della mostra di Berlino. Interpreta la passeggiata borghese ma la rappresenta come una
processione e come se rappresentassero un conformismo vuoto. L'unico personaggio (ombra sulla destra) sembra
passeggiare contro corrente e sembra un artista che riesce a guardare oltre al finto benessere borghese.
L'atmosfera che ricrea è quasi gradevole con la luce nel municipio che creano una sorte di
intimità però mettendo in primo piano le persone che sembrano degli zombi e da senso di inquietudine.

Elemento pre impressionista, utilizzo antinaturalistico del colore (lingua viola).

-Personaggi dipinti in nero con facce bianche cadenti si riversano come dei fantasmi, inarrestabili, verso lo
spettatore.

La solitudine incomunicabile dell’uomo e la sua paura di vivere sono i temi centrale di quest’opera, dietro cui si
cela anche un attacco feroce alla borghesia. Edvard Munch ha creato con questo dipinto un potente ritratto di
solitudine e paura. C'è una crudezza in questo dipinto , la minaccia viene dall'esterno, dalla società, piuttosto che
dalla mente dell'artista.
Per Edvard Munch la città incarna gli orrori della vita moderna, la folla senza volto è ostile e fa emergere
nell’uomo sentimenti di solitudine e paura.

-Tagliando la vista per non mostrare i corpi dei personaggi, Munch crea un senso di minaccia; le teste sono ancor
più da incubo e sembrano più vicine allo spettatore, quasi scoppiando fuori dal quadro. Le tecniche di ritaglio di
Degas, le stampe giapponesi e la fotografia, forniscono a Munch un metodo di intimidazione della minaccia e
dei disordini, mentre il vuoto e lo sguardo inflessibile dei borghesi, passeggiando, calano sullo spettatore, come
ad evidenziare le maschere che queste persone sono costrette, dalle loro regole e dalle loro convenzioni,
ad indossare.

L'URLO 1893
- Con questo Grido Munch, ha dato voce e colore al rantolo muto del Novecento. Questo volto è una
vera e propria sorgente sonora nella quale si riflettono la ribellione e la pena di vivere.

-Il viso della figura principale è associabile sia al triangolo (come il ponte e le figure che lo percorrono)
che all’ellisse, come nel paesaggio. Esprime dunque una dualità.

- In basso c’è il ponte che prende i due terzi del dipinto. Sia la figura, che il ponte sono formati da
dei triangoli, che sono in contrapposizione con l’andamento curvilineo del resto del dipinto.

-A destra della diagonale c’è un paesaggio collinare cupo, in cui si incastona un lago o un braccio di
mare chiaro. L’unica zona che, anche avendo un aspetto malinconico, trasmette quiete. Da un’attenta
osservazione si vedono anche due piccole barche.

-Queste due figurine maschili, i suoi due amici, si scorgono sul ponte in alto,come degli spettatori che
osservano da lontano la sofferenza e il dolore che prova la persona in primo piano,quasi meravigliati,
freddi e distaccati

-Il dipinto raffigura un ponte che attraversa, in diagonale, i due terzi inferiori dello spazio. Una figura
centrale vestita di scuro è dipinta da metà coscia in su in primo piano, con un andamento ondulatorio.
Due uomini si scorgono sul ponte in alto, dove la diagonale si stacca dal margine sinistro, quasi come
punto di unione tra il ponte stesso e il cielo sovrastante.
• -Il ponte è tratto da un fascio di linee rette che hanno origine nell’angolo a sinistra e si aprono
su tutta la base. Esse rappresentano l’unica stabilità della tavola.
• -Il cielo è formato da nastri ondulati che vanno alternandosi dal giallo spento, al rosso acceso
contrastandosi con i colori freddi del paesaggio sottostante.
• I toni caldi come il rosso, l’arancio ed il giallo sono qui contrapposti a quelli freddi come il
verde e il blu. Vi è una associazione di colori complementari (rosso- verde, azzurro-arancio) che
mette in risalto i toni cromatici ottenendo un forte effetto espressivo. Quest’uso del colore fu
ripreso dagli espressionisti che mirarono a creare, attraverso la violenza cromatica,
composizioni di forte valenza espressiva.
• Le linee curve si contrappongono alle linee diagonali che raffigurano il ponte e che spezzano
l’andamento curvilineo dello sfondo. Le linee del cielo e del paesaggio sottostante, si ripetono
con lo stesso andamento nella figura principale, mentre le due figure lontane ripetono le linee
rette del ponte. La figura in primo piano è associato al cielo e al paesaggio, quasi volesse essere
un tutt’uno con il dolore cosmico, mentre le due figure sul ponte, fanno parte della dimensione
concreta della realtà, indifferenti al dolore del mondo.
• La funzione presente nell’opera è quella ESPRESSIVA; l’uso del colore con gli accostamenti
cromatici associati a lunghe pennellate tese a deformare i soggetti rappresentati, suggeriscono
uno stato di angoscia. L’associazione delle linee curve con le linee diagonali crea un senso di
dinamicità che provoca tensione nell’osservatore. L’uso della luce contribuisce a far scaturire
un senso di inquietudine, poiché conferisce il senso dell’immediatezza dell’evento
rappresentato, colpendo la figura principale frontalmente come se venisse illuminata dalla luce
di un flash.  Anche la composizione degli elementi costitutivi del quadro è orientata a
sottolineare l’aspetto espressivo dell’opera mettendo in primo piano il soggetto che emette
l’urlo, staccandolo dallo sfondo attraverso il ponte.

-- è tra le più inquietanti opere del 900.

-fa parte del ciclo “il fregio della vita” tra il 1893 e il 1918 ha realizzato una serie di tele che ha diviso in 4
gruppi:

1. nascita dell'amore

2. fioritura e dissoluzione dell'amore

3. paura di vivere o angoscia

4. dedicato alla morte

-l'urlo appartiene al terzo gruppo e sono 4 temi con riferimenti psicologici. Questo quadro fa parte di un
miniciclo e lui fa più versioni, la prima nel 1893 e l'ultima nel 1910. Il senso del quadro è descritto da Munch
stesso ed esprime tutta la solitudine dell'individualità ma anche un angoscia collettiva, perché rappresenta la
disillusione dei rapporti umani.

La forma si piega al forte contenuto espressionista, la forma perde ogni residuo naturalistico e diventa
espressione delle angosce più profonde. Nel quadro viene rappresentato il mare che sembra oleoso e il cranio del
protagonista è senza capelli, gli occhi sono sbarrati, le labbra sono nere e aperte dove si vede che sta urlando.
L'urlo si propaga come un onda intorno a lui deformando anche il paesaggio ed è l'urlo che si è perso dentro se
stesso perché il vuoto che si trova dentro lo trova anche fuori quindi l'angoscia fa parte dell'individuo. Ma fa
parte anche della collettività perché i valori della società sono falsi. È un esplosione di energia ma nel quadro
non c'è niente che ci fa credere che sia un urlo laboratorio ma è un urlo sordo, si può notare anche dalle persone
dietro che camminano come se nessuno stesse urlando. Le linee curve sembrano che formino delle correnti che
crea un ingorgo per tornare alla bocca: metafora della disperazione.

-Tecnica: linee parallele con cui definisce il ponte che convergono in un punto di fuga al di fuori del quadro a
sinistra a forma di imbuto, al punto tale che il disegno è tagliato e ciò porta la figura più schiacciata creando
questo effetto castrofobico.

-Scelta cromatica: cielo sembra intriso di sangue e il mare una massa oleosa tutto utilizzato per accentuare i
valori espressivi. Tutto finalizzato alla rappresentazione espressiva di uno stato emotivo di angoscia.
PUBERTA' 1894-1895
- La pubertà è un dipinto ad olio su tela realizzato da Edvard Munch tra il 1894-95,

-Protagonista della raffigurazione è una giovane donna, adolescente, seduta su un letto spoglio posto in primo
piano, catturata, dall’artista, nuda nell’atto di coprirsi il pube con le braccia.

La scena è essenziale: la ragazza, la sua ombra proiettata sul muro e il letto con le lenzuola bianche per
simboleggiare la purezza e l’innocenza.
I colori della parete sono piuttosto scuri che evidenziano il senso di inquietudine e angoscia. Il quadro segna il
passaggio fondamentale dallo stato di fanciullezza a quello di maturità, responsabilità e coscienza.

-La chiave di lettura di tutto il dipinto è l’ombra nera sulla sinistra: procreare e accudire i figli, secondo Munch,
è l’unico ruolo che la donna deve svolgere, quindi l’ombra rappresenterebbe il presagio della morte dell’anima;
la ragazza, dunque, è in procinto di diventare donna, smette così di essere libera come lo era stata fino a quel
momento e adesso deve rassegnarsi a dover condurre una vita dedita a nessun altra attività se non quella di
accudire i propri figli, compiendo così piccoli passi verso la morte.

-L’adolescente è terrorizzata, non esprime altro che paura, si ritrova così abbandonata a se stessa nella
propria camera da letto, unico luogo sicuro e rassicurante, almeno fino a quel momento.

- appartiene alla “NASCITA dell'amore”. Il volto mostra l'angoscia per la maturità: materializzato
dall'ombra cupa alle spalle perché sembra indipendente e rappresenta la parte oscura della vita. Affronta
temi moderni come il disagio adolescienziale (tema dell'opera)

KLIMT
Nacque il 14 luglio 1862 a Baumgarten, un sobborgo di Vienna.
-Nel 1876 si iscrisse alla scuola di Arti e Mestieri e presto iniziò la sua carriera come artista ufficiale,
realizzando decorazioni pittoriche del Teatro di Vienna e del Museo di Storia dell’Arte della città.
- egli provocò aspre critiche da parte delle autorità viennesi, che gli contestarono il contenuto erotico e l’inedita
impostazione compositiva dei dipinti.
Allo stesso modo, fu considerato osceno il grande fregio decorativo realizzato nel 1902 per la sala che ospitava il
monumento a Beethoven, opera di Max Klinger. Tali scandali segnarono la fine della carriera ufficiale di Klimt.
Nel 1897, Klimt fu tra i fondatori e primo presidente della Wiener Secession (Secessione Viennese), divenendo,
così, il rappresentante simbolico dello Jugendstil austriaco.
-Fra il 1900 e il 1903 l’artista cominciò a spaziare oltre le conoscenze accademiche, arricchendo e
personalizzando il suo stile; questa fase è nota come il “periodo aureo”, contraddistinto da forte astrazione
simbolica, dall’uso massiccio dell’oro puro in foglia e carta dorata, e più tardi dalla tecnica del mosaici di
ispirazione bizantina, tutti elementi riuniti in Giuditta I, una delle opere più suggestive e brillanti di Klimt.

-Nelle sua opere realizza dipinti erotici e simbolici che rappresentarono i sogni, le speranze, le paure e le
passioni dell’uomo. L’ideale di bellezza per Klimt fu la donna giovane, erotica e seducente nei confronti
dell’uomo, che però denotava, soprattutto nei disegni, malinconia e solitudine. Dipinse anche paesaggi; di
particolare valore quelli realizzati nell’ultima parte della sua attività. Morì il 6 febbraio del 1918, a séguito di un
attacco apoplettico.

(-è un post impressionista ma elabora un stile personale carico delle valenze simboliste.

-La sua esperienza è legata alla Vienna di fine secolo: ricca di cultura e intellettuali, rappresenta l’apoteosi di un
mondo che sta per cambiare. Klimt è il capofila di questo gruppo di artisti, perché sta decidendo di staccarsi
dall'ambiente accademico, loro danno vita alle secessioni (per loro era fondamentale l'arte totale ovvero l'opera
doveva essere completa in tutti i sensi), quella di Vienna fu la più importante e ci fu anche a Berlino. Questi
gruppi fanno nascere anche una nuova rivista che aveva in copertina un albero che spaccava un vaso. Prima di
arrivare al suo stile è un artista che si forma secondo criteri accademici: come “l'Idillo” del 1884 e a partire dal
1890 la sua pittura prende una svolta, ovvero l'arte per cui lui è diventato famoso.)

ARTE DI KLIMT:

• molto influenzato dei grandi pittori storici come Hans Makart.

• Nei suoi primi affreschi, per il teatro e il museo ricorre a diverse epoche della storia (Egitto, antichità,
medioevo, bizantino), raffigurandole nel gusto del fine secolo: le immagini come simboli di un passato
sempre più lontano e sempre più desiderato = un mondo di sogni storici.

• Caratteristico per il suo stile è l’accostamento di ornamenti piatti di piccole misure, quasi mosaici e una
fisicità quasi classica nei ritratti e negli studi di nudo.

• Sia nel ritratto sia nel nudo esprime comunque rassegnazione e melanconia tipiche dell’epoca

• Con l’inserimento di elementi artigianali nei suoi quadri aumenta la decoratività dell’opera: opulenti
cornici d’oro, fogli d’oro incollati nei quadri, il contrasto tra la carnagione chiara e le brillanti forme del
decoro.

L’ART NOUVEAU si affermò rapidamente in tutta Europa e negli Stati Uniti, in un arco di tempo compreso tra
il 1890 e la prima guerra mondiale. I protagonisti di questo movimento intendono creare un’arte realmente
“nuova”, indipendente dai modelli tradizionali e dagli stili antichi ampiamente ripresi e imitati ovunque durante
l’Ottocento. La principale fonte di ispirazione degli artisti dell’art nouveau è la natura: motivi floreali, volute,
arabeschi, animali stilizzati, in particolare la linea serpentina, contraddistinguono infatti le loro opere. Essi
intendono superare la distinzione qualitativa tra arti maggiori e arti minori, per affermare il concetto di “arte
totale” e il principio della progettazione globale, che si estende dall’oggetto d’uso quotidiano al piano
urbanistico

La SECCESSIONE VIENNESE
Secessione Viennese, da lui fondata insieme ad altri diciannove artisti esponenti dell’Art Nouveau. Si tratta di un
movimento artistico  che nasce in risposta alla rivoluzione industriale, che enfatizza la personalità del produttore
e la qualità del prodotto piuttosto che la quantità. Le opere dei membri della secessione sono perciò
contraddistinte da una grande originalità, che sfocia nel distacco dai canoni accademici per avvicinarsi ad un’arte
più libera anche nello stile. Lo stile viene pertanto chiamato Liberty.

BELLA EPOQUE
Il periodo che va dal 1880 circa al 1914, e che precede lo scoppio della prima guerra mondiale, viene chiamato
solitamente Belle Èpoque (letteralmente: i bei tempi) perché si caratterizzò per la borghesia del tempo come
un periodo di fiducia, benessere economico e spensieratezza. 

L’arte che meglio caratterizzò la Belle Èpoque viene chiamata Art Nouveau. Questa ebbe una diffusione
internazionale e in ogni paese prese un nome diverso: Liberty in Italia, Modern Style nel Regno Unito,
Modernismo in Spagna, Sezession in Austria, Jugendstil in Germania. Le caratteristiche della belle epoque in
arte si basano sulla predominanza della linea curva, spesso di ispirazione floreale, sugli arabeschi e sulla
decorazione. Questi elementi vennero applicati ovunque, non solo alle opere di arte visiva ma
all’arredamento, ai gioielli, alle tappezzerie e alla pubblicità! Gli oggetti quotidiani di fattura industriale, che
prima erano banali, adesso iniziano ad essere visti con occhi nuovi e subiscono un netto miglioramento dal punto
di vista estetico.

Col passare del tempo, l’Art Nouveau iniziò a ripetere gli stessi temi fino a trasformarsi in qualcosa di
superficiale. Del resto, la prima guerra mondiale era alle porte e di lì a poco il mondo avrebbe radicalmente
cambiato il proprio volto.

FREGIO DI BEETHOVEN SECCESSIONE VIENNA


- edificio Pensato ed esposto per la prima volta nel 1902 nel Palazzo della Secessione Viennese in occasione
della XIV mostra di questo gruppo di artisti visionari, il Fregio di Beethoven di Gustav Klim è un grande dipinto
murale (si sviluppa per ben 34 metri lineari) destinato a fare scalpore e ad attirare ammiratori e ferventi critici.

-il fregio è suddiviso in tre parti, con l’intento di ricreare una sequenza: L’anelito alla felicità, le Forze
ostili e infine il celeberrimo Inno alla gioia, caratterizzato da un coro femminile e da un bacio che
vuole essere dedicato al mondo intero. 

-sulla parete di sinistra possiamo individuare la prima scena, dove un cavaliere dall’armatura dorata
parte per affrontare il suo destino, benedetto da figure propiziatrici e guidato da spiriti femminili che ci
conducono verso il centro della sala. Qui, il cavaliere deve fronteggiare e oltrepassare tutta una serie di
creature più o meno immaginarie, mostruose o mitologiche, caratterizzate da tinte fosche e
simboleggianti l’eterna e mai superata lotta tra il bene e il male. Infine, la terza scena si apre con i soliti
spiriti volanti che portano verso il ricongiungimento del cavaliere alla donna amata, una sorta di trionfo
dell’amore enfatizzato da un coro femminile e dalla scelta di tonalità dorate e luminose.

della successione viennese: l'architettura doveva rispondere alla funzione a cui doveva rispondere. All'interno è
un punto vuoto, all'esterno fregio a foglia d'oro e le 3 arti d'oro ai lati realizzate da Klimt e in alto la cupola di
rame ricoperta d'oro. Qui fu organizzata la quattordicesima ad aprile giugno dedicata alla celebrazione della
musica di Bethoven. Chi entrava nel palazzo poteva ascoltare la canzone di Bethoven dove al centro c'era una
scultura in onore del musicista e dei suoi parenti. Il fregio fatto da Klimt rappresenta la nona sinfonia di
Bethoven. Il fregio è la narrazione del viaggio dell'individuo alla ricerca della felicità che metaforicamente può
riguardare l'artista ma di fatto riguarda ognuno di noi (perchè nella vita bisogna bombattere le forze del male
prese dalla filosofia di Shopenahuer).

Prima sezione: l’anelito alla felicità


▪ Catena di figure flessuose e fluttuanti che si muovono nello spazio seguendo un andamento ritmico.
▪ Il protagonista è il Cavaliere eroe vestito con l’armatura dorata. Ascolta, appoggiato alla sua spada, le
invocazioni e le preghiere di un’umanità flebile e sofferente.
▪ Alle spalle di quest’ultimo vi è la rappresentazione di due allegorie: la compassione, con il capo chino
e le mani unite, e l’ambizione, che porta in mano la corona d’alloro: sono due forze interne.
▪ Le suppliche costituiscono le forze esterne.

Seconda sezione: le forze ostili


▪ Qui Klimt ci fa vedere le forze contro cui deve combattere il cavaliere: sono le forze del male. La scimmia
rappresenta Tifeo ovvero il materialismo, poi le 3 gorboni che rappresentano la malattia la follia e la morte che
sono le tre grandi paure dell'uomo.
▪ Tifeo è affiancato sul lato destro dalle figure della lussuria, dell’impudicizia e dell’incontinenza.
▪ Più isolata è rappresentata la figura, magra e rannicchiata, dell’angoscia, e le sue tre figlie, le
Gorgoni. Esse sono ornate di gioielli e serpenti. Le Gorgoni raffigurano esseri vampireschi, simbolo
della malattia, della pazzia e della morte.

Terza sezione: l’inno alla gioia


▪ Vengono raccontate la contrapposizione tra bene e male e l’aspirazione al riscatto attraverso l’arte nel
rapporto tra uomo e donna, concluso grazie all’estasi amorosa.
▪ Il Fregio termina con “Questo bacio a tutto il mondo” (dalla Nona Sinfonia).
▪ L’uomo dovrà affrontare un viaggio agli Inferi per raggiungere la Poesia, protagonista femminile del
dipinto che simboleggia il raggiungimento del regno ideale e il momento della liberazione.
▪ Al termine del suo viaggio l’eroe, ormai privo della propria corazza, visto di spalle, si abbandona al
dolce abbraccio della figura femminile, coperti dalle fronde dell’albero della vita e dai medaglioni
cosmici del Sole e della Luna.

(Klimt esprime il concetto che solo le arti possono condurre l'uomo al mondo ideale. Tutto il fregio si conclude
con

3. L'Abbraccio di un corpo di angeli che rappresenta la trascendenza di un mondo ideale. Si abbracciano il


cavaliere che si è tolto l'armatura e la poesia che sarebbe l'amore puro è rappresentato da una donna. Le figure
sono sovrastate da 2 medaglioni del sole e della luna. L'umomo può arrivare al mondo ideale solo grazie alla
forza dell'arte e dell'amore. )

STILE:

▪ Rappresentazione stilizzata e bidimensionale.


▪ La linea di contorno si impone come primario elemento espressivo.
▪ Uso dell’intonaco per scandire con ampi spazi vuoti gli spazi pieni occupati dalle figure.
▪ Dalla pittura egizia: la parete come fascia narrativa.
▪ Dalle stampe giapponesi: il segno incisivo della linea.
▪ Dalla scultura africana: le orribili maschere dei personaggi degli Inferi.
▪ Dal bizantinismo ravennese: l’uso dell’oro per illuminare e astrarre la scena.
▪ Dall’arte micenea: il decorativismo a spirali che circonda la Poesia.

SIGNIFICATO:
▪ Non solo la contrapposizione tra il bene e il male: il fregio rappresenta l’aspirazione dell’uomo al
riscatto ideale attraverso l’arte.
▪ Alla figura maschile del Cavaliere, nella prima parete, corrisponde nella parete di fronte la figura
femminile della Poesia.
▪ Il momento della liberazione è identificato con il raggiungimento dell'estasi amorosa, e il regno ideale
con l'abbraccio di una donna.

IL FREGIO DELLA VITA


▪ Un ciclo pittorico composto da quattro sezioni che costituiscono una sorta di racconto della vita
dell’autore.
▪ La raccolta non giunge mai a una versione definitiva, perché Munch continua a rielaborarla: l’idea di
creare un fregio, dunque una raccolta visiva di immagini, era comunque molto cara all’artista.
▪ Indagare l’intera esperienza umana attraverso l’esperienza personale, già vissuta, da rielaborare per
ritrovarne gli stati d’animo.
▪ Le tematiche trattate sono quelle esistenziali dell’amore, dell’angoscia, l’ansia e la morte: la pittura
per Munch era come una sorta di autoanalisi.

Le prime due sezioni: l’amore e la sua dissoluzione


▪ Munch rappresenta l’amore attraverso figure umane e naturali.
▪ Propone un’interpretazione del sentimento amoroso estremamente sofferta e intima, che parte da una
visione malinconica, ma ancora speranzosa nelle prime due serie.
▪ I primi tre quadri riflettono l’inizio della storia d’amore: la donna quasi rifiuta il corteggiamento
dell’uomo.
▪ Successivamente inizia la battaglia con Il bacio e la donna acquista le sembianze di un’irresistibile
Madonna agli occhi dell’uomo che le è sempre più debole.

Dalla seconda sezione: Malinconia


Data: 1892.
▪ Oggi intesa come la rappresentazione universale della tristezza.
▪ È un episodio autobiografico: Munch vede in lontananza una ragazza che gli ricorda una relazione
passata finita male.
▪ Le linee ondulate e il cielo sereno trasmettono comunque un’atmosfera serena.
▪ Grazie alla presenza di pochi elementi, il quadro riesce a dare la sensazione di vuoto e incompletezza.

Le ultime due sezioni: l’angoscia e la morte


▪ Si conclude la parabola amorosa discendente.
▪ Il percorso ci porta infine al tema della morte, che viene raccontata con dipinti come “La morte nella
stanza della malata” e “La madre morta e la bambina“.
▪ Munch amore vive solo di momenti passeggeri, come i baci e i balli della prima serie, e che prima o
poi finisce irrimediabilmente male e si trascina dietro solo angoscia e morte.

Dalla terza sezione: Sera sul viale Karl Johann


▪ Data: 1892.
▪ Esempio di Espressionismo.
▪ I personaggi sembrano scheletri vuoti dagli sguardi angosciati.
▪ La loro umanità è data solo dagli indumenti tipici dell’alta borghesia che stanno ad indicare una
ricchezza apparente, a cui si oppone la vuota ritualità rappresentata da Munch.
▪ L’unico elemento in disarmonia è l’autore, che si ritrae controcorrente mentre cammina svagato,
noncurante del consenso della massa.
LA GIUDITTA 1901
Giuditta rappresenta un’anticipazione del periodo aureo: precede infatti di pochi anni la visita di Klimt a
Ravenna (1903).

-L’aspetto che salta all’occhio è l’estrema luminescenza,  data in primo luogo dalla foglia oro, che costituisce le
decorazioni dell’abito della protagonista e la quasi totalità dello sfondo, costituito da un paesaggio arcaico,
ispirato ad un fregio assiro di Ninive, in cui sono rappresentati su una base nera degli alberi di fico e di vite.
Viene così conferita bidimensionalità all’intero ritratto, escludendo l’elemento prospettico dello sfondo. La
questione è diversa per il soggetto in primo piano, la cui tridimensionalità è in contrasto con lo spazio
retrostante piatto. La foglia d’oro è utilizzata anche per la decorazione del panno e per il grosso gioiello in
stile liberty che Giuditta indossa. Ulteriore elemento che rende il quadro luminescente è la cornice. Prodotta dal
fratello dell’artista, Georg Klimt, è realizzata in legno scabro, ma nella parte superiore è decorata da uno strato di
rame sbalzato, in cui, racchiusa in un intreccio capriccioso di linee curve è presente la scritta Judith und
Holofernes (Giuditta ed Oloferne).

-Il quadro rappresenta infatti Giuditta, un’eroina biblica del popolo ebraico: personaggio che grazie alla sua
bellezza riesce a conquistare il generale dell’esercito assiro, Oloferne. Una volta sedotto, mentre era
completamente ubriaco, Giuditta gli taglia la testa con la sua stessa spada e poi ritorna nella città. È grazie a lei
che i giudei riescono a sconfiggere l’esercito avversario.

-Si tratta di un personaggio molto rappresentato anche dai più grandi artisti, ad esempio nell’opera Giuditta e
Oloferne di Caravaggio, seppur trattato con approccio completamente diverso.

-Il volto a cui Klimt si ispira è quello di una sua contemporanea, Adele Bloch-Bauer, nobile viennese. Non
emerge di certo, in questo quadro, l’idea di una figura eroica: della protagonista sono piuttosto esaltati
l’erotismo e il potere seduttivo.

-Klimt sfrutta quindi le vicende dell’eroina come pretesto per riprendere l’elemento della femme fatale,
ponendola in subalternità. 
-Giuditta è rappresentata in una posa molto sensuale. Il soggetto è visto in perfetta frontalità, immobile, con gli
occhi e le labbra socchiusi e il braccio destro è piegato per sorreggere la testa mozzata di Oloferne. Questa serie
di elementi forniscono l’immagine di una donna in atteggiamento di sfida, e la sua imponenza rafforza tale
immagine. È proprio questo lo scopo di Klimt: rappresentare la femme fatale come donna dalla personalità
seducente, forte e dominatrice (quasi crudele), collegandosi al mito biblico.

-Giuditta è quindi metafora della femminilità assassina.

-Klimt ha la fascinazione per l'arte egizia, per l'arte bizantina espressa grazie al bidimensionalismo,
decorazioni, suggestioni per l'arte cretese: lui spesso utilizza la spirale. Altro elemento importante che ci parla
della preparazione che ha avuto è la cornice dorata su cui c'è anche il titolo dell'opera.

RITRATTO DI ADELE BLOCH 1907


-L'opera è uno dei più famosi capolavori di Klimt del cosiddetto periodo “d’oro”(1905-09).

-Raffigura Adele Bloch-Bauer, moglie di un industriale dello zucchero di origini ebraiche.

-La figura della donna spicca su una sorta di prato dorato (finemente cesellato di tasselli colorati). Una
fitta decorazione a foglia d’oro avvolge e ricopre tutto il suo corpo. il suo volto riassume l'ambiguo
contrasto tra erotismo e caducità della vita, comune ai migliori ritratti di Klimt.

-Il naturalismo è presente nel volto e nelle mani della donna, ma essi appaiono come ritagliati nel
prezioso vestito dei motivi ornamentali, quadrati, spirali, triangoli, occhi, in cui si confondono i
contorni della figura, della poltrona e lo sfondo.

-L’effetto di astrazione decorativa è accentuato dall’uso abbondante dell’oro.


-
Per disegnare i motivi simbolici, Klimt fa riferimento all’arte bizantina, ma anche egiziana, da cui
deriva “l’Ugiat”, occhio sacro e fonte di fluido magico, di cui è composto l’abito di Adele.
-In questo modo Klimt celebra, a un passo dall’arte astratta, la funzione magica e assoluta
dell’ornamento. Uno stile personalissimo.
DESCRIZIONE: Nel ritratto è raffigurata Adele Bloch-Bauer figlia dell’imprenditore Maurice Bauer. La donna
sposò il figlio del Barone Bloch al tempo un importante industriale dello zucchero. La protagonista è in piedi
vestita con uno splendente abito dorato e iper decorato. Le campiture sono bidimensionali e ricavate dal fondo
dorato ricoperto da decorazioni di vario tipo. La profondità spaziale è inesistente e la figura di Adele Bloch-
Bauer si confonde parzialmente con lo sfondo in foglia d’oro. In basso si scorge una parte di decorazione
parietale di colore verde.

L’abito di Adele Bloch-Bauer è aderente e lascia scoperte le spalle. Il suo tessuto è decorato con forme che
riproducono un occhio frontale di colore arancione nero e bianco. Le mani sono intrecciate in una posizione
forzata. Infatti la mano destra forma un angolo quasi a 90 gradi con l’avambraccio. Adele Bloch-Bauer è seduta
su di una poltrona anch’essa decorata con fondo d’oro e decorazioni a spirale. La poltrona che avvolge il corpo
della protagonista diventa una sorta di cascata dorata. Questa forma morbida e sinuosa si fonde con un’aura
dorata e il fondo dallo stesso colore.

-Questo dipinto è stato realizzato da Klimt nel 1907

-Si tratta di uno dei migliori esempi del periodo d’oro di Klimt, quel momento in cui le sue tele sono
caratterizzate proprio dall’uso dell’oro, in una sorta di omaggio ai mosaici bizantini e agli idoli antichi.
-fa parte del suo periodo aureo

La figura di Adele Bloch-Bauer è l’unico elemento figurativo dell’opera e si trova come incastonata nello sfondo
piatto e ornato da simboli ispirati anche alla mitologia egizia. L’espressione misteriosa e le labbra rosse, piene e
seducenti, contribuiscono a darci l’idea di una sorta di divinità senza tempo, resa immortale dalla sua
riproduzione su tela.

-È il ritratto della moglie di un ricco industriale collezionista.

-Il dipinto è stato realizzato attraverso la foglia d'oro perché l'oro satura. Nella parete di fondo sembra un
polvisculo d'orato e il resto è un mosaico bizantino. Viso, braccia e decolté sono elementi naturalistici, li
amalgama con questo decoro bidimensionale, sembra vera solo per i 3 elementi del resto sembra
smaterializzarsi. C'è una poltrona con gli spirali ai lati e la spalliera con altre decorazioni.
Vestito: c'è una linea che divide 2 decorazioni diversi, una parte con gli occhi (egizi) e l'altro con motivi
decorativi diversi.Si ha il dubbio che sia seduta perchè con queste decorazioni sembra un tutt'uno. È una figura
molto elegante, l'artista gioca con l'inganno dell'occhio.

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