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UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA

ANNO ACCADEMICO 2007-2008


LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE E D’IMPRESA

VALUTAZIONE
DI
CAMPAGNE DI COMUNICAZIONE

PASCAL LOREDANA-GEORGIANA

28.01.2008
Iscrizioni in anagrafe di cittadini stranieri
provenienti dalla Romania
al 1° gennaio 2006
Anni 1996-2004

Lo scopo di questa tesina è di individuare il numero di cittadini stranieri provenienti dalla


Romania che, al inizio del 2006, abitavano in Italia, di osservare l’andamento del fenomeno
migratorio tra 1996 – 2004 e di fare eventuali previsioni per futuri periodi.
I dati sotto riportati sono stati presi da uno dei rapporti ISTAT (capitolo 6, “Immigrati e
nuovi cittadini”) che si trovano sul sito ISTAT (www.istat.it).

I principali aspetti analizzati sono:


• La variabilità
• La serie storica
• La regressione

Gli strumenti utilizzati per lo svolgimento dell’analisi sono:


• Media analitica
• Mediana
• Indici di variabilità (devianza, varianza..)
• I numeri indici
• Il metodo dei minimi quadrati

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Dati introduttivi – aspetti generali
Cittadini stranieri residenti al 1.01.2006 297.570
Percentuale sul totale stranieri residenti 11,1
Rapporto di mascolinità della popolazione straniera (M/F*100) 93,0
Dal 1° gennaio 2007 la Romania e la Bulgaria sono paesi dell’Unione europea, che così vanta
oggi 29 milioni di cittadini in più, dei quali più di 21 milioni rumeni. I rumeni residenti in Italia al
1°gennaio 2006 sono circa 300 mila, cioè oltre l’11 per cento del totale degli stranieri iscritti in
anagrafe: essi costituiscono attualmente la terza comunità straniera in Italia, preceduta solo da
albanesi (13,1 per cento dei residenti stranieri) e marocchini (12 per cento).
Se invece si considerano i residenti in anagrafe, i rumeni hanno beneficiato fortemente delle
recenti normative di regolarizzazione (cosiddette leggi Bossi-Fini del 2002) e la loro presenza si è
praticamente triplicata in soli quattro anni. In particolare le due normative di regolarizzazione hanno
dispiegato i loro effetti soprattutto nel corso del 2003 e del 2004, e parzialmente ancora nel 2005,
attraverso la sequenza “concessione del permesso” e successiva “iscrizione nell’anagrafe della
popolazione residente”, il che spiega l’incremento di questa seconda posta anche nel corso del 2005.
(La legge “Bossi-Fini del 2002” ha prodotto importanti cambiamenti sia sull’ammontare sia sulla
composizione della popolazione straniera residente in Italia.)
La comunità rumena è presente in modo significativo in quasi tutte le aree del Paese,
seppure con intensità maggiori in alcune regioni. I rumeni sono una quota consistente dei residenti
stranieri nel Lazio (23,8 per cento). L’incidenza dei cittadini rumeni residenti nel Mezzogiorno, al
contrario, appare molto contenuta (con valori inferiori al due per mille residenti nel complesso).

0
Da 0,01 a 2,00
Da 2,01 a 5,00
Da 5,01 a 10,00
Da 10,01 a
50,00
Oltre 50

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no iscrizioni (val.
Anno assolute)
1996 6.701
1997 6.755
1998 6.818
1999 10.651
2000 19.332
2001 17.286
2002 17.541
2003 74.463
2004 63.410
2005 74.613
totale 297.570

Sulla base di questi dati, in primo luogo, si può calcolare la media aritmetica (cioè quanti
rumeni si sono iscritti, in media, in anagrafe ogni anno). La media aritmetica viene calcolata
secondo la formula: μ = ∑ Xi / N Risulta, secondo la formula sopra, che in media, 29.757
rumeni si sono iscritti annualmente in anagrafe, partendo dal 1996.
Nella tabella sopra il numero delle iscrizioni annuali rappresenta il valore assoluto (oppure
la frequenza assoluta), cioè il numero intero dei cittadini rumeni che presentano la caratteristica
d’interesse. Oltre a questo, una tabella più ampia e complessa può contenere anche le frequenze
relative ( cioè la percentuale), date dal rapporto tra le frequenze assolute e il totale delle unità del
collettivo: f = ni / N
no iscrizioni N (val. ass. F (freq. Rel.
Anno (val. assolute) cumulate) freq. Relativa (f) Cumulate)
1996 6.701 6.701 0,0225 0,0225
1997 6.755 13.456 0,0227 0,0452
1998 6.818 20.274 0,0229 0,0681
1999 10.651 30.925 0,0358 0,1039
2000 19.332 50.257 0,0650 0,1689
2001 17.286 67.543 0,0581 0,2270
2002 17.541 85.084 0,0589 0,2859
2003 74.463 159.547 0,2502 0,5362
2004 63.410 222.957 0,2131 0,7493
2005 74.613 297.570 0,2507 1,0000
totale 297.570 1,0000

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I dati riportati nella tabella iniziale sono rappresentati da caratteri discreti (le modalità sono
espresse da numeri, “quantità distinte, preventivamente individuabili ed elencabili”), per cui, la
rappresentazione grafica più adatta è quella cartesiana. Il grafico sotto riportato (grafico a barre) ha
come ordinate gli anni (1 corrisponde a 1996, 2 a 1997 e così via), e come ascisse le frequenze
corrispondenti (ogni barra corrisponde ad una modalità delle variabili e l’altezza di ogni barra è pari
alla frequenza assoluta)
no iscrizioni (val. assolute)

80.000
70.000
60.000
50.000
40.000 no iscrizioni (val. assolute)
30.000
20.000
10.000
0
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Inoltre, i dati riportati nella tabella iniziali si configurano come una serie storica cioè una
sequenza di osservazioni relative allo stesso fenomeno (gli iscrizioni in anagrafe dei rumeni) a
intervalli di tempo diversi (ogni anno, a partire dal 1996). Questi dati sono utili per vedere come è
evoluto il fenomeno nel tempo e per fare delle supposizioni per periodi futuri (previsioni).
1. l’andamento della serie nel tempo
Per quanto riguarda questo primo aspetto (l’andamento della serie nel tempo), possiamo
trarre una prima conclusione dal grafico della serie dal quale, infatti, si osserva molto bene che si
tratta di un fenomeno in crescita; una crescita maggiore si osserva a partire dal’anno 2003 – quasi
tre volte di più rispetto all’anno precedente – e ciò grazie all’adozione delle leggi “Bossi-Fini del
2002” che, come detto all’inizio, hanno prodotto importanti cambiamenti sull’ammontare della
popolazione straniera residente in Italia.
no iscrizioni (val. assolute)

80.000
70.000
60.000
50.000
no iscrizioni (val.
40.000
assolute)
30.000
20.000
10.000
0
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

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Per meglio analizzare l’andamento del fenomeno si possono usare i numeri indice. Sono
rapporti che servono per comparare i dati (dati che presentano una dimensione temporale o
spaziale). Ci sono due tipi di numeri indice:
• numeri indice a base fissa, con l’aiuto dei quali si può ottenere l’incremento o il decremento
percentuale del fenomeno rispetto all’anno scelto come base fissa (di solito, quando le
situazioni messe a confronto sono tempi, come base fissa si assume solo il primo tempo)
It/b = It / Ib
• numeri indice a base mobile, con l’aiuto dei quali si fa il confronto di ogni anno rispetto
all’anno precedente
it = It / It-1
In questo caso, la tabella riporterà i seguenti dati:
no iscrizioni (val.
Anno assolute) It/1996 it
1996 6.701 1,000
1997 6.755 1,008 1,008
1998 6.818 1,017 1,009
1999 10.651 1,589 1,562
2000 19.332 2,885 1,815
2001 17.286 2,580 0,894
2002 17.541 2,618 1,015
2003 74.463 11,112 4,245
2004 63.410 9,463 0,852
2005 74.613 11,135 1,177

La stessa conclusione di prima viene dedotta anche adesso, e cioè che si tratta di un
fenomeno in crescita. Si osserva che fino al 2002 (cioè fino all’adozione delle leggi Bossi–Fini)
si ha una crescita di quasi 1% ogni anno; nel 2003 si registra una crescita 4 volte più maggiore
rispetto all’anno precedente , dopo di che l’incremento della popolazione rumena torna di nuovo
intorno all’ 1% all’anno (questo per ciò che riguarda l’incremento rispetto all’anno precedente,
perché, per ciò che riguarda l’incremento rispetto al 1996, a partire dal 2003 questo è intorno a
10-11% ).

2. le previsioni

6
Per poter fare le previsioni viene utilizzato come strumento la regressione (metodo utile per
misurare il livello di dipendenza tra due caratteri, nel nostro caso l’anno e il numero di rumeni
iscritti in anagrafe). Questo metodo ci permette di rispondere alla domanda emergente: “come varia
il numero di rumeni iscritti in anagrafe al passare degli anni?”. La risposta può essere riassunta
utilizzando un’equazione lineare di tipo: Y = f(X), dove Y rappresenta il numero della
popolazione rumena e X rappresenta l’anno in cui viene osservato tale numero.

numero rumeni

80.000
70.000
60.000
50.000
40.000 numero rumeni
30.000
20.000
10.000
0
1994 1996 1998 2000 2002 2004 2006

Dal grafico si osserva che, nella maggior parte, al passare del tempo, il numero dei rumeni
cresce.
Dato che ogni equazione lineare si può scrivere come Y = αX + β ( =f(X) ), la stessa

formula la possiamo scrivere anche come Y = β0 +β1X, dove:

• β0 è il valore di Y quando X = 0 INTERCETTA


• β1 è l’incremento di Y se X aumenta di 1 COEFFICIENTE ANGOLARE
Per avvicinarci alla realtà con le previsioni, ci servono i dati nella tabella sotto:

X Y X^2 Y^2 x*y


1 6.701 1 44.903.401 6701
2 6.755 4 45.630.025 13510
3 6.818 9 46.485.124 20454
4 10.651 16 113.443.801 42604
5 19.332 25 373.726.224 96660
6 17.286 36 298.805.796 103716
7 17.541 49 307.686.681 122787
8 74.463 64 5.544.738.369 595704
9 63.410 81 4.020.828.100 570690
10 74.613 100 5.567.099.769 746130
55 297.570 385 16.363.347.290 2318956
7
Per calcolare β1 e β0 dobbiamo calcolare prima le seguenti quantità: media di X, media di
Y, devianza di X, devianza di Y, codevianza tra X e Y (dobbiamo precisare che X, che rappresenta
gli anni, è stato ottenuto, per semplificare i calcoli, sottraendo la stessa quantità – 1995 nel nostro
caso – a tutti gli anni presi in considerazione)
β1 = Cxy / Dx dove
̅
Cxy = ∑ (X – X)(Y - Ῡ) e Dx = ∑ (X - X)̅
Calcolando queste quantità, si ottiene: X̅ = 5,5 Ῡ = 29.757 Cxy = 682.321 Dx = 82,5
Dy = 7.508.556.800, e quindi β1 = 8270,56
β0 = Ῡ - β1*X̅ e quindi β0 = -15731,067
Se vogliamo fare le previsioni per 2008, dobbiamo prima sottrarre 1995 all’anno in causa, e
poi applicare la formula Y´ = β0 + β1*X´; si ottiene in questo caso 91786,18182 (cioè, per
l’anno 2008 si aspetta che un numero di 91786,18182 rumeni si iscrivano in anagrafe).
Per vedere se il modello sopra è attendibile o non lo è, viene utilizzato l’indice di
determinazione r² = C²xy / DxDy (r² = 0,7516). Dato che r² è uguale (o quasi) a 0,75 possiamo
dire che il modello è adeguato.
Inoltre, per vedere che tipo di correlazione esiste tra X e Y si utilizza l’indice di correlazione
r = Cxy / (√DxDy), che è pari a 0,867. dato che l’indice assume un valore positivo, possiamo
dire che abbiamo una correlazione positiva, cioè al crescere della X (al passare del tempo), cresce la
Y (il numero dei rumeni iscritti in anagrafe).

Conclusioni
Dall’analisi dei dati forniti dall’ISTAT, si osserva che il fenomeno preso in considerazione
(cioè il numero di iscrizioni dei rumeni in anagrafe) va crescendo con ogni ano che passa. La
comunità rumena si presenta come molto dinamica e vivace, soprattutto a partire dal 2003 (dopo
l’adozione delle leggi Bossi-Fini). Comunque, “non è facile prevedere quanto e per quanto tempo
potrà aumentarne lo stock, in ragione dell’incertezza sulle prospettive economiche e di convergenza
dell’economia rumena alla media Ue”.