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Il sistema scolastico italiano

• Il sistema educativo di istruzione e di formazione italiano è organizzato


in base ai principi della sussidiarietà e dell'autonomia delle istituzioni
scolastiche.

• Lo Stato ha competenza legislativa esclusiva per le "norme generali


sull'istruzione" e per la determinazione dei livelli essenziali delle
prestazioni che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale.

• Lo Stato, inoltre, definisce i principi fondamentali che le Regioni devono


rispettare nell'esercizio delle loro specifiche competenze.

• Le Regioni hanno potestà legislativa concorrente in materia di istruzione


ed esclusiva in materia di istruzione e formazione professionale.

• Le istituzioni scolastiche statali hanno autonomia didattica, organizzativa


e di ricerca, sperimentazione e sviluppo (DPR 275/1999).

Il sistema educativo è organizzato come segue:

• scuola dell'infanzia, non obbligatoria, per le bambine e i bambini da 3 a 6


anni;
• primo ciclo di istruzione, obbligatorio, della durata complessiva di 8
anni;
• scuola primaria ̧ di durata quinquennale, per le alunne e gli alunni da 6 a
11 anni;

• scuola secondaria di primo grado, di durata triennale, per le alunne e gli


alunni da 11 a 14 anni;

Secondo ciclo di istruzione articolato in due tipologie di percorsi:

• scuola secondaria di secondo grado, di durata quinquennale, per le


studentesse e gli studenti che hanno concluso positivamente il primo ciclo
di istruzione. Le scuole organizzano percorsi di liceo, di istituti tecnici e di
istituti professionali per le studentesse e gli studenti da 14 a 19 anni;

• percorsi triennali e quadriennali di istruzione e formazione professionale


(IeFP) di competenza regionale, rivolti sempre alle studentesse e agli
studenti che hanno concluso positivamente il primo ciclo di istruzione;

Istruzione superiore offerta dalle Università, dalle istituzioni dell'Alta


Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM) e dagli istituti
tecnici Superiori (ITS) con diverse tipologie di percorsi:

• percorsi di istruzione terziaria offerti dalle Università;

• percorsi di istruzione terziaria offerti dalle istituzioni dell'AFAM (Alta


Formazione Artistica, Musicale e Coreutica);
• percorsi di formazione terziaria professionalizzante offerti dagli ITS
(Istituti Tecnici Superiori).
L'istruzione obbligatoria ha la durata di 10 anni, da 6 a 16 anni di età, e
comprende gli otto anni del primo ciclo di istruzione e i primi due anni del
secondo ciclo (Legge 296 del 2006), che possono essere frequentati nella
scuola secondaria di secondo grado – statale – o nei percorsi di istruzione e
formazione professionale regionale.

Per tutti i giovani si applica il diritto/dovere di istruzione e formazione per


almeno 12 anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica
professionale triennale entro il diciottesimo anno di età in base a quanto
previsto dalla legge N.53/2003.

L'istruzione obbligatoria può essere realizzata nelle scuole statali e nelle


scuole paritarie (legge N.62 del 2000), che costituiscono il sistema
pubblico di istruzione, ma può essere assolta anche nelle scuole non
paritarie (legge N.27 del 2006) o attraverso l'istruzione familiare. In questi
ultimi due casi, però, l'assolvimento dell'obbligo di istruzione deve
sottostare ad una serie di condizioni, quali l'effettuazione di esami di
idoneità.

I genitori delle alunne e degli alunni, o chi esercita la responsabilità


genitoriale, sono responsabili dell'adempimento dell'obbligo di istruzione
dei minori, mentre alla vigilanza sull'adempimento dell'obbligo
provvedono i Comuni di residenza e i dirigenti scolastici delle scuole in
cui sono iscritti le alunne e gli alunni.
A conclusione del periodo di istruzione obbligatoria, solitamente previsto
al termine del secondo anno di scuola secondaria di secondo grado, in caso
lo studente non prosegua gli studi viene rilasciata una certificazione delle
competenze acquisite (Decreto ministeriale 139 del 2007).

Obbligo d’istruzione

È obbligatoria l’istruzione impartita per almeno 10 anni, finalizzata a


consentire il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria
superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro
il diciottesimo anno d’età. Nell’attuale ordinamento l’obbligo di istruzione
riguarda la fascia di età compresa tra i 6 e i 16 anni. L’istruzione
obbligatoria è gratuita.

Obbligo formativo:

• L’obbligo formativo è il diritto/dovere dei giovani che hanno assolto


all’obbligo scolastico, di frequentare attività formative fino all’età di 18
anni. È regolato dalla Legge 144/99 art. 68 il cui obiettivo è quello di
rendere i giovani capaci di definire consapevolmente il proprio progetto di
vita e di muoversi nel mondo del lavoro.

Ogni giovane, potrà scegliere, sulla base dei propri interessi e delle
capacità, uno dei tre percorsi possibili:

• proseguire gli studi nel sistema dell’istruzione scolastica;


• frequentare il sistema della formazione professionale;

• iniziare il percorso di apprendistato.

Apprendistato

L’apprendistato è un contratto di lavoro che prevede contemporaneamente


lavoro e formazione. Si rivolge ai giovani di età compresa tra 15 e 24 anni
non compiuti. La durata minima del contratto di apprendistato è di 18
mesi, la massima di 4 anni (5 anni nel settore artigiano). Per i giovani in
obbligo formativo le ore di formazione annue sono 240 finalizzate
all’acquisizione di conoscenze tecnico - professionali e di competenze
organizzative, relazionali, gestionali e sulla sicurezza nel luogo di lavoro.

Al termine dell’addestramento pratico e della formazione complementare,


l’apprendista sostiene la prova di idoneità all’esercizio del mestiere
oggetto dell’apprendistato. Il giovane che supera la prova riceve un
attestato sulle competenze professionali acquisite. Dopo il superamento
dell'esame di Stato conclusivo dell'istruzione secondaria di secondo grado,
lo studente può accedere ai corsi di istruzione terziaria (università, Afam e
ITS). Alcuni corsi universitari sono a numero chiuso e gli studenti devono
superare un test di accesso.

L'articolo 33 della Costituzione italiana stabilisce due principi


fondamentali: l'obbligo, per lo Stato, di offrire un sistema scolastico statale
a tutti i giovani e il diritto, per le persone fisiche e giuridiche, di creare
scuole e istituti di educazione senza oneri per lo Stato.
Le scuole paritarie sono abilitate a rilasciare titoli di studio aventi lo stesso
valore legale di quelli delle corrispondenti scuole statali; hanno piena
libertà per quanto concerne l'orientamento culturale e l'indirizzo
pedagogico-didattico e usufruiscono di un più favorevole trattamento
fiscale se non hanno fini di lucro.

La scuola dell’infanzia

La scuola dell’infanzia è aperta a tutti i bambini, italiani e stranieri, con


un'età compresa fra i tre e i cinque anni. Ha durata triennale e non è
obbligatoria. Questo primo segmento del percorso di istruzione concorre
all’educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale,
religioso e sociale dei bambini, stimola le potenzialità di relazione,
autonomia, creatività, apprendimento, e mira ad assicurare un’effettiva
eguaglianza delle opportunità educative.

La scuola dell’infanzia, nel rispetto del ruolo educativo dei genitori,


contribuisce alla formazione integrale dei bambini e, nella sua autonomia e
unitarietà didattica e pedagogica, realizza la continuità educativa con la
scuola primaria (articolo 2, legge 53 del 28 marzo 2003).

Il Decreto del Presidente della Repubblica 89 del 2009 ha disciplinato il


riordino della scuola dell’infanzia (e del primo ciclo) e recentemente il
Dlgs 65/2017, attuativo della legge 107/2015, ha introdotto il Sistema
integrato di educazione e istruzione 0-6 anni.
Possono iscriversi alla scuola dell’infanzia i bambini che compiono tre
anni di età entro il 31 dicembre. Su richiesta delle famiglie possono essere
iscritti alla scuola dell'infanzia le bambine e i bambini che compiono tre
anni di età entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento. Tale
possibilità è subordinata alle seguenti condizioni previste dal Regolamento
(Decreto del Presidente della Repubblica 89 del 2009, articolo 2):
• a) disponibilità dei posti;
• b) accertamento dell'avvenuto esaurimento di eventuali liste di attesa;
• c) disponibilità di locali e dotazioni idonei sotto il profilo dell'agibilità e
funzionalità, tali da rispondere alle diverse esigenze dei bambini di età
inferiore a tre anni;
• d) valutazione pedagogica e didattica, da parte del collegio dei docenti,
dei tempi e delle modalità dell'accoglienza.

L'orario di funzionamento della scuola dell'infanzia è stabilito in 40 ore


settimanali, con possibilità di estensione fino a 50 ore. Le famiglie
possono richiedere un tempo scuola ridotto, limitato alla sola fascia del
mattino, per complessive 25 ore settimanali (articolo 2, Decreto del
Presidente della Repubblica 89 del 2009).

Le sezioni di scuola dell'infanzia sono costituite, di norma, con un numero


minimo di 18 bambini e un numero massimo di 26. È comunque possibile
arrivare fino a 29 bambini (articolo 9, Decreto del Presidente della
Repubblica 81 del 2009).

Se accolgono alunni con disabilità in situazione di gravità, le sezioni di


scuola dell'infanzia sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni
(articolo 5, Decreto del Presidente della Repubblica 81 del 2009).
•Dal 2007/2008 (legge 296 del 2006, articolo 1, comma 630) è previsto
anche il funzionamento sperimentale di “sezioni primavera” per bambini
di età compresa tra i 24 e i 36 mesi.

Le attività educative per i bambini di scuola dell’infanzia sono suddivise in


cinque “campi di esperienza”, individuati dal decreto ministeriale 254 del
2012 che reca le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola
dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione.

La scuola primaria

La scuola primaria fa parte del primo ciclo di istruzione, articolato in due


percorsi scolastici consecutivi e obbligatori: la scuola primaria che dura
cinque anni e la scuola secondaria di primo grado che dura tre anni.

La Scuola primaria promuove, nel rispetto delle diversità individuali, lo


sviluppo della personalità permettendo di acquisire e sviluppare le
conoscenze e le abilità di base fino alle prime sistemazioni logico-critiche.
Favorisce l’apprendimento dei mezzi espressivi, inclusa l’alfabetizzazione
in almeno una lingua dell’Unione europea (inglese) oltre alla lingua
italiana ponendo le basi per l’utilizzazione di metodologie scientifiche
nello studio del mondo naturale, dei suoi fenomeni e delle sue leggi.
Valorizza le capacità relazionali e di orientamento nello spazio e nel tempo
educando i giovani cittadini ai principi fondamentali della convivenza
civile (Legge 53 del 2003). Il passaggio alla scuola secondaria di primo
grado, al termine della quinta classe, non prevede più che gli alunni
sostengano un esame.
Il Decreto del Presidente della Repubblica 89 del 2009 ha disciplinato il
riordino del primo ciclo (e della scuola dell’infanzia). Il Dlgs 62/2017,
attuativo della Legge 107/2015 ha introdotto le nuove norme per la
valutazione degli alunni del primo ciclo di istruzione abrogando quelle
contenute nel DPR 122/2009 (che rimane in vigore per la valutazione del
secondo ciclo).

La frequenza alla scuola primaria è obbligatoria per tutti i ragazzi italiani e


stranieri che abbiano compiuto sei anni di età entro il 31 dicembre. È
possibile posticipare di un anno l’iscrizione alla scuola primaria per motivi
di salute, o per altri impedimenti gravi (articolo 114, decreto legislativo
297 del 1994). Possono, inoltre, essere iscritti alla scuola primaria, su
richiesta delle famiglie, le bambine e i bambini che compiono sei anni di
età entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento. L’orario
settimanale delle lezioni nella scuola primaria può variare in base alla
prevalenza delle scelte delle famiglie da 24 a 27 ore, estendendosi anche
fino a 30 ore (articolo 4, Decreto del Presidente della Repubblica 89 del
2009). Per attivare una classe a 24 ore, comunque, si deve raggiungere il
numero minimo di 15 iscritti. Invece, per attivare una classe fino a 30 ore,
deve esserci la disponibilità di organico dei docenti. In alternativa a tali
orari normali, le famiglie, in base alla disponibilità dei posti, dell’organico
dei docenti e dei servizi attivati, possono chiedere il tempo pieno di 40 ore
settimanali (articolo 4, Decreto del Presidente della Repubblica 89 del
2009).

Le singole istituzioni scolastiche, sulla base della delibera del proprio


consiglio di istituto, definiscono l’organizzazione dell’orario scolastico in
sei o cinque giorni settimanali, con o senza rientri pomeridiani per le classi
a 24, 27 e 30 ore.
Le classi di scuola primaria sono costituite, di norma, con un numero
minimo di 15 bambini e un numero massimo di 26 (ma possono diventare
27 se si costituisce una sola classe o non è possibile trasferire l’iscrizione
ad altra scuola).

Nelle scuole ubicate nelle piccole isole, nei comuni di montagna e nelle
zone abitate da minoranze linguistiche è possibile costituire classi con
almeno 10 alunni. Se il numero delle iscrizioni non consente di formare
una classe di 15 alunni, è possibile attivare le pluriclassi (sezioni con
alunni che frequentano differenti anni di corso) che devono accogliere tra
gli 8 e i 18 alunni.
Le classi di scuola primaria che accolgono alunni con disabilità in
situazione di gravità sono costituite, di norma, da non più di 20 alunni
(articolo 5, Decreto Presidente della Repubblica 81 del 2009). Il decreto
ministeriale 254 del 2012 ha individuato le discipline di studio per gli
alunni delle scuole primarie (obbligatorie dall’anno scolastico 2013/2014):
• - Italiano
• - Lingua inglese
• - Storia
• - Geografia
• - Matematica
• - Scienze
• - Musica
• - Arte e immagine
• - Educazione fisica
• - Tecnologia.
• A queste discipline si aggiunge l’insegnamento di Cittadinanza e
Costituzione, introdotto con la legge 169 del 2008.

Per gli alunni che se ne avvalgano, è previsto l’insegnamento della


religione cattolica per due ore settimanali. Gli alunni che non si avvalgono
di tale insegnamento possono scegliere tra lo studio di una materia
alternativa, lo studio individuale assistito o possono richiedere l’ingresso
posticipato o l’uscita anticipata.

La scuola secondaria di primo grado

La scuola secondaria di primo grado fa parte del primo ciclo di istruzione,


articolato in due percorsi scolastici consecutivi e obbligatori: la scuola
primaria che dura cinque anni, e la scuola secondaria di primo grado che
dura tre anni.

Gli obiettivi della scuola secondaria di primo grado sono i seguenti:

• stimolare la crescita delle capacità autonome di studio e di interazione


sociale;

• organizzare e accrescere, anche attraverso l'alfabetizzazione e


l'approfondimento nelle tecnologie informatiche, le conoscenze e le abilità,
anche in relazione alla tradizione culturale e all’evoluzione sociale,
culturale e scientifica della realtà contemporanea;
• sviluppare progressivamente le competenze e le capacità di scelta
corrispondenti alle attitudini e vocazioni degli allievi;

• fornire gli strumenti adeguati alla prosecuzione delle attività di istruzione


e formazione;

• approfondire lo studio di una seconda lingua dell'Unione europea;

• aiutare ad orientarsi per la successiva scelta di istruzione e formazione


(Legge 53 del 2003).
Si ricorda che la frequenza alla scuola secondaria di primo grado è
obbligatoria per tutti i ragazzi italiani e stranieri che abbiano concluso il
percorso della scuola primaria ed il primo ciclo di istruzione si conclude
con un esame di Stato, il cui superamento costituisce titolo di accesso al
secondo ciclo di istruzione (l’esame di Stato è regolamentato dal Dlgs
62/2017).

L’orario settimanale delle lezioni nella scuola secondaria di primo grado,


organizzato per discipline, è pari a 30 ore (articolo 5, Decreto del
Presidente della Repubblica 89 del 2009). In base alla disponibilità dei
posti e dei servizi attivati, possono essere organizzate classi a tempo
prolungato. Esse funzionano per 36 ore settimanali di attività didattiche e
insegnamenti con obbligo di due - tre rientri pomeridiani, con o senza
mensa. Su richiesta della maggioranza delle famiglie, il tempo prolungato
può essere esteso a 40 ore. Le classi prime di scuola secondaria di primo
grado sono costituite, di norma, con un minimo di 18 alunni e un massimo
di 27 (ma possono diventare 28 se ci sono resti). Qualora si formi una sola
classe prima, gli alunni possono essere 30.
Nelle scuole ubicate nelle piccole isole, nei comuni di montagna e nelle
zone abitate da minoranze linguistiche è possibile costituire classi con
almeno 10 alunni. Nelle stesse zone, se non si raggiungono i numeri per
formare classi distinte di prime, seconde e terze, è possibile attivare classi
con alunni dei diversi anni di corso, che però non devono accogliere più di
18 alunni.

Le classi di scuola secondaria di primo grado che accolgono alunni con


disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni, qualora gli
alunni disabili siano in situazione di gravità. (articolo 5 Decreto del
Presidente della Repubblica 81 del 2009).
Il decreto ministeriale 254 del 2012 ha individuato le discipline di studio
per gli alunni delle scuole secondarie di primo grado, obbligatorie
dall’anno scolastico 2013-2014:
• - Italiano
• - Lingua inglese e seconda lingua comunitaria
• - Storia
• - Geografia
• - Matematica
• - Scienze
• - Musica
• - Arte e immagine
• - Educazione fisica
• - Tecnologia.
• A queste discipline si aggiunge l’insegnamento di Cittadinanza e
Costituzione (introdotto con la legge 169 del 2008).
Per gli alunni che se ne avvalgono, è previsto l’insegnamento della
religione cattolica per un’ora settimanale. Gli alunni che non se ne
avvalgono possono optare per lo studio di una materia alternativa, lo studio
individuale assistito o possono richiedere l’ingresso posticipato o l’uscita
anticipata.

Il Decreto del Presidente della Repubblica 89 del 2009 (articolo 5) ha


individuato anche gli orari di insegnamento per ogni disciplina o gruppi di
discipline, sia per le classi a tempo ordinario sia per quelle a tempo
prolungato. Su richiesta delle famiglie, le due ore di seconda lingua
comunitaria possono essere destinate al potenziamento della lingua
inglese. Per gli alunni stranieri di recente immigrazione le ore destinate
all’insegnamento della seconda lingua comunitaria possono essere
dedicate all’insegnamento della lingua italiana.

I corsi a indirizzo musicale (attivati con Decreto ministeriale 6 agosto


1999) prevedono lo studio dello strumento musicale e della pratica
musicale. Le ore di insegnamento sono destinate alla pratica strumentale
individuale e/o per piccoli gruppi, all'ascolto partecipativo, alle attività di
musica di insieme, nonché alla teoria e lettura della musica: quest'ultimo
insegnamento - un'ora settimanale per classe - può essere impartito anche
per gruppi strumentali. Il collegio dei docenti sceglie le specialità
strumentali da insegnare tra quelle indicate nei programmi allegati nel
Decreto ministeriale 6 agosto 1999, tenendo conto del rilevante significato
formativo e didattico della musica d'insieme.
L’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione verifica,
nell'ambito del colloquio pluridisciplinare, anche la competenza musicale
raggiunta sia per la pratica esecutiva, individuale e/o d'insieme, sia per la
teoria.

I licei

I licei sono finalizzati al conseguimento di un diploma di istruzione


secondaria superiore e costituiscono parte del sistema dell'istruzione
secondaria superiore quale articolazione del secondo ciclo del sistema di
istruzione e formazione di cui all'articolo 1 del D.Lgs. 17 ottobre 2005,
N.226 e successive modifiche. I licei adottano il profilo educativo,
culturale e professionale dello studente a conclusione del secondo ciclo del
sistema educativo di istruzione e di formazione.
I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e
metodologici per una comprensione approfondita della realtà affinché egli
si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di
fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi, ed acquisisca conoscenze,
abilità e competenze coerenti con le capacità e le scelte personali e
adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore, all'inserimento
nella vita sociale e nel mondo del lavoro.

I percorsi liceali hanno durata quinquennale. Si sviluppano in due periodi


biennali e in un quinto anno che completa il percorso disciplinare. I
percorsi realizzano il profilo educativo, culturale e professionale dello
studente a conclusione del secondo ciclo del sistema educativo di
istruzione e di formazione per il sistema dei licei.
1. Liceo artistico
2. Liceo classico
3. Liceo linguistico
4. Liceo musicale e coreutico
5. Liceo scientifico opzione scienze applicate
6. Liceo delle scienze umane opzione economico-sociale

Gli istituti tecnici

Formano non soltanto dal punto di vista tecnico ma anche da quello pratico
mettendo in grado lo studente di realizzare quello che ha studiato. Con i
laboratori e la possibilità di fare esperienze di tirocinio in azienda gli
istituti tecnici preparano al meglio per il mondo del lavoro. Offrono 11
indirizzi divisi in due settori, settore economico e settore tecnologico,
pensati anche per l'occupabilità e prevedono la possibilità di personalizzare
le discipline dell'area di indirizzo del 30% nel secondo biennio e del 35%
nel quinto anno.

Settore Economico
1. Amministrazione, Finanza e Marketing
2. Turismo

Settore Tecnologico
1. Meccanica, Meccatronica ed Energia
2. Trasporti e Logistica
3. Elettronica ed Elettrotecnica
4. Informatica e Telecomunicazioni
5. Grafica e Comunicazione
6. Chimica, Materiali e Biotecnologie
7. Sistema Moda
8. Agraria, Agroalimentare e Agroindustria
9. Costruzioni, Ambiente e Territorio

Gli istituti professionali

Gli istituti professionali formano non solo dal punto di vista tecnico ma
anche da quello pratico. Permettono di entrare immediatamente nel
mercato del lavoro, di proseguire con gli studi universitari, di scegliere un
percorso nel sistema di istruzione e formazione tecnica superiore Sono
stati oggetto di due radicali riforme nel giro di pochi anni:
• Il DPR 87/2010
• Il Dlgs 61/2017 (attuativo della Legge 107/2015 ovvero la Legge sulla
Buona Scuola).

Il Dpr 87/2010 prevedeva 2 settori e 6 indirizzi:

Settore Servizi
1. Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale
2. Servizi socio - sanitari
3. Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera
4. Servizi commerciali
Settore Industria e Artigianato
1. Produzioni artigianali e industriali
2. Manutenzione e assistenza tecnica

Il Dlgs 61/2017, già in vigore per le prime classi dell’anno scolastico


2018/2019 (che andrà a regime per tutte le classi a partire dall’anno
scolastico 2022 - 2023) prevede 11 indirizzi.

Istruzione per adulti (CPA)

CPIA (ex CTP) significa Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti. I
CPIA sono scuole statali istituite dal Ministro dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca. La scuola, così come previsto dalla nostra
Carta costituzionale, offre ai cittadini italiani e stranieri servizi e attività
per l’educazione in età adulta, considerata come elemento propulsore della
crescita personale, culturale, sociale ed economica di tutti i cittadini.

Chi può iscriversi?


Possono iscriversi tutti i cittadini italiani e/o stranieri che abbiano
compiuto i 16 anni di età. I cittadini stranieri devono essere in possesso del
permesso di soggiorno in corso di validità.

Offerta Formativa
L’Offerta Formativa dei CPIA si articola principalmente su tre ambiti:
• corsi di integrazione linguistica e sociale per stranieri (Italiano L2);
• percorsi finalizzati all’acquisizione del diploma al termine del primo
ciclo di istruzione (licenza media);
• corsi di alfabetizzazione funzionale (corsi di lingue straniere e di
informatica di base).

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