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PRINCIPALI COMPOSITORI ED ESPONENTI DI MUSICA ELETTRONICA

BERIO (Italia)

Luciano Berio viene arruolato durante la seconda guerra mondiale, ma si ferisce alla mano e rimane in ospedale.
Per la ferita non si concentrerà sugli studi di pianoforte ma di composizione. Nel 1951, Berio arriva negli Stati Uniti,
al Tanglewood Music Center per studiare con Luigi Dallapiccola, dal quale sviluppa un vivo interesse verso la musica
dodecafonica. Nel 1987 fonda a Firenze Tempo Reale, centro di ricerca, produzione e didattica musicale attivo
ancora oggi, con lo scopo di investigare nell'ambito delle applicazioni delle nuove tecnologie al campo musicale; con
i musicisti e tecnici del centro Berio realizza i suoi ultimi lavori con elettronica. Nel 1994 è "Distinguished Composer
in Residence" presso la Harvard University, dove rimane fino al 2000. È stato attivo anche in qualità di direttore
d'orchestra ed ha continuato a lavorare, sia come direttore che come compositore, fino agli ultimi giorni della sua
vita. Nel 2000 diventò Presidente e Sovrintendente dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia a Roma; fu proprio
sotto la sua sovrintendenza che venne inaugurato, il 21 aprile 2002, il nuovo Auditorium Parco della Musica. Nel
2001 è autore di un nuovo finale dell'opera Turandot di Puccini, significativamente diverso da quello tradizionale di
Franco Alfano.

BRUNO MADERNA (Italia)

Fu avviato alla musica dal padre, il quale era un musicista d’intrattenimento, suonando come violinista e direttore
nella sua orchestrina. Dopo questi esordi precoci, Maderna proseguì i suoi studi musicali regolari presso i conservatori
di Milano, Roma e Venezia, Durante la seconda guerra mondiale aderì alla resistenza partigiana. Gian Francesco
Malipiero lo chiamò successivamente ad insegnare teoria e solfeggio presso il Conservatorio Benedetto
Marcello di Venezia nel 1947. Fu grazie a Malipiero che Maderna intraprese lo studio e la conoscenza della musica
antica, in particolare quella di scuola veneziana, a cui si dedicò nel corso della sua carriera sia come direttore
d'orchestra sia nelle numerose trascrizioni e riorchestrazioni che approntò a questo repertorio. In questi anni
Maderna incontrò Luigi Nono, allora studente di giurisprudenza, che divenne suo allievo privato. Nono fu l'unico
allievo importante di Maderna. A Darmstadt Maderna entrò in contatto con molti autori, che rivestiranno un ruolo
importante nell'evoluzione della musica del secolo XX: Pierre Boulez, Olivier Messiaen, John Cage, Karlheinz,
Stockhausen . Assieme a Luciano Berio fondò lo Studio di fonologia musicale della Rai a Milano; assieme
a Berio fondò pure la rivista Incontri musicali. Parallelamente a ciò, tenne diversi congressi e promosse manifestazioni
e concerti con lo scopo di promuovere la musica contemporanea, svolgendo anche attività didattica (tenne alcuni
corsi di composizione dodecafonica presso il conservatorio di Milano e dei seminari presso la Dartington's Summer
School of Music). Negli ultimi anni di vita raggiunse l'apice della carriera, divenendo direttore musicale stabile
dell'Orchestra sinfonica della Rai di Milano e vincendo il premio Italia.
Nel 1973 gli venne diagnosticato un cancro ai polmoni; morì di lì a a poco a Darmstadt, in novembre. Riguardo il suo
stile sappiamo che quello di Maderna è uno spirito avventuroso ed irrequieto, Maderna non cessò mai di indagare
nuove tecniche compositive; fu tra i precursori del serialismo musicale assieme ai
colleghi Stockhausen, Boulez e Nono, dai cui rigori si discostò tuttavia presto per elaborare il suo personale universo
seriale. Maderna fu inoltre tra i primi ad indagare le possibilità offerte dall'alea (a questo riguardo, la sua Serenata
per un satellite del 1969 viene universalmente considerata come uno dei momenti di più alto lirismo ottenuti con
l'utilizzo di tecniche aleatorie).
Allo stesso tempo, fu precursore dell'impiego dei mezzi musicali elettronici (il suo brano Musica su due dimensioni fu
il primo in assoluto a prevedere l'interazione tra un musicista dal vivo ed un nastro registrato).
STOCKHAUSEN (Germania)

Karlheinz Stockhausen (Kerpen, 22 agosto 1928 – Kürten, 5 dicembre 2007) è stato un compositore tedesco. Viene
riconosciuto dalla critica come uno dei compositori più all'avanguardia del XX secolo. È conosciuto per il suo lavoro
sulla musica elettronica, sull'alea nella composizione seriale, sulla musica intuitiva e sulla spazializzazione in
musica.

Dal 1950 compone non solo creando nuove forme di musica ma anche inserendo nuovi segni innovativi nel campo
della notazione musicale. Come docente universitario ed autore di numerose pubblicazioni sulla teoria della
musica, attraverso le sue attività per la radio e grazie a più di 300 proprie composizioni che spesso hanno modificato
il confine di quello che era considerato tecnicamente possibile, ha partecipato in modo significativo a modificare la
musica del XX secolo. Mentre le sue prime composizioni, come per esempio Chöre für Doris, sono ancora
tradizionali, negli anni cinquanta Stockhausen si volta verso la musica seriale (per esempio Kreuzspiel o Formel). È
considerato in modo particolare uno dei fondatori della cosiddetta musica puntuale. Nel 1952 realizzò Konkrete
Etüde presso lo studio di musica concreta di Pierre Schaeffer e nel 1953 si trasferisce al NWDR studio di Colonia
iniziando a sperimentare con la musica elettronica con due Electronic Studies (1953 e 1954). Più tardi introdusse
disposizioni spaziali delle sorgenti sonore mescolando suoni concreti e musica elettronica nel suo Gesang der
Jünglinge (1955–56). Le esperienze acquisite nei diversi studi fecero maturare in lui l'idea che considerare i timbri
delle entità stabili era un'inaccettabile semplificazione. Nelle sue ricerche successive, compiute assieme a Meyer-
Eppler rinforzò questa sua idea, formulando nuovi criteri "statistici" di composizione focalizzando l'attenzione
sull'aleatorica, sulla direzione nei movimenti del suono.

SCHAEFFER (Francia)

Pierre Schaeffer (Nancy, 14 agosto 1910 – Aix-en-Provence, 19 agosto 1995) è stato un compositore, musicologo e
teorico musicale francese. È stato tecnico e dirigente presso l'ente radiofonico francese, dove svolgeva attività di
ricerca assieme al gruppo di ricerca sulla musica concreta nell'ambito della musica concreta, da lui teorizzata,
praticata e illustrata nel suo trattato sugli oggetti musicali del 1966. Tra il 1949 e il 1950 Schaeffer compone la
Symphonie pour un homme seul, in collaborazione con Pierre Henry (una sorta di poema concreto sulla giornata di un
uomo, con respiri, passi, porte sbattute), nel primitivo Studio d'Essai, dove la rudimentalità delle apparecchiature (tre
giradischi) non permette di de-naturare i rumori che mantengono così tutta la loro originaria pregnanza semantica.

Nella musica concreta pura il materiale di base è sempre precostituito: i suoni e rumori provenienti da qualsiasi
contesto, cioè ricavati dalla quotidianità, dalla natura, nonché da voci e strumenti tradizionali, vengono registrati con il
magnetofono (registratore a nastro), immagazzinati e successivamente elaborati e denaturati mediante varie tecniche
di montaggio. Al contrario la musica elettronica pura si avvale soltanto di suoni generati direttamente dalle
apparecchiature elettroacustiche, nelle quali le vibrazioni elettriche divengono vibrazioni sonore. I suoni che ne
derivano sono dunque totalmente nuovi, sintetici.

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