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Quando gli elefanti popolavano il Nord

Europa

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Rassegna del 09-06-20
COMUNICATO STAMPA
25/05/20 UNIVERSITÀ 1 Quando gli elefanti popolavano il Nord Europa ... 1
SAPIENZA DI ROMA
SAPIENZA WEB
25/05/20 AGI.IT 1 elefanti europa ritrovamento ossa foto ... 3
03/06/20 ANSA.IT 1 I resti di un banchetto di 300.000 anni fa, a base di ... 4
elefante - News - ANSA.it
25/05/20 ASKANEWS.IT 1 Ricerca, 300.000 anni fa gli elefanti popolavano il ... 6
Nord Europa
25/05/20 REPUBBLICA.IT 1 Quel pasto a base di carne di elefante, 300 mila ... 8
anni fa in Europa
SAPIENZA SITI MINORI WEB
26/05/20 9COLONNE.IT 1 9Colonne | Quando gli elefanti popolavano il Nord ... 10
Europa
03/06/20 GDS.IT 1 I resti di un banchetto di 300.000 anni fa, a base di ... 11
elefante - Giornale di Sicilia
26/05/20 METRONEWS.IT 1 Ominidi, scoperta "cena" a base di carne di ... 14
elefante | Metro News
26/05/20 RIVISTANATURA.COM 1 Quando in Nord Europa c'erano gli elefanti – La ... 16
Rivista della Natura
25/05/20 VGLOBALE.IT 1 300mila anni fa gli elefanti popolavano il Nord ... 21
Europa - Villaggio Globale
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Quando gli elefanti popolavano il Nord Europa


Il Dipartimento di Scienze dell’antichità della Sapienza ha partecipato al
ritrovamento di uno scheletro quasi completo di elefante preistorico, insieme
a strumenti d’osso, schegge di pietra e a numerose impronte nel terreno. I
resti, rinvenuti nel sito archeologico di Schöningen in Germania, risalgono a
300.000 anni fa e forniscono un nuovo scenario per il nord Europa del tempo

Schöningen, in Germania, è senz’ombra di dubbio uno dei siti dell’età della pietra più
importanti al mondo. In passato ha già fornito importanti informazioni sulla flora, la fauna e
sulle specie umane e animali che popolavano la Terra 300.000 anni fa, durante il
Pleistocene.

Oggi una nuova importante scoperta in questo sito permette di ricostruire lo scenario,
piuttosto inaspettato, del nord Europa del tempo: un team di ricercatori, guidato dall’italiano
Jordi Serangeli e da Nicholas Conard, dell’Università di Tübingen e del Dipartimento di
Scienze dell’antichità della Sapienza, ha ritrovato uno scheletro quasi intero di elefante
insieme a resti di strumenti litici utilizzati probabilmente per cibarsene, e, a pochi metri di
distanza, delle impronte di un piccolo gruppo di elefanti.

Lo studio, pubblicato sulla rivista tedesca Archäologie in Deutschland, conferma come quelle
terre, nonostante il clima piuttosto simile a quello attuale, fossero abitate al tempo da molti
animali selvatici che oggi considereremmo in gran parte esotici, quali cavalli, leoni, tigri dai
denti a sciabola e persino grossi elefanti.

Infatti, sebbene il sito si trovi nell’Europa centro-settentrionale, i ricercatori hanno escluso


che si trattasse di un mammut, ma bensì di un Palaeoloxodon antiquus, un tipo di elefante
con le zanne dritte, identificato anche in molti siti in Italia, confermando che la specie non
fosse diffusa solo in ambienti caldi, ma anche molto più a nord.

L’elefante rinvenuto a Schöningen morì 300.000 anni fa, probabilmente per cause naturali,
sulla sponda di un antico lago che occupava la zona durante il Pleistocene. Le analisi
archeozoologiche hanno confermato che si tratta dello scheletro di un elefante anziano,
forse di una femmina, alto più di 3 metri e pesante quasi sette tonnellate, con zanne lunghe
oltre due metri. L’esemplare antico era più grande di un elefante africano dei nostri giorni.

Università degli Studi di Roma “La Sapienza”


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Capo Ufficio Stampa: Alessandra Bomben
Addetti Stampa: Christian Benenati - Marino Midena - Barbara Sabatini - Stefania Sepulcri
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comunicazione@uniroma1.it stampa@uniroma1.it www.uniroma1.it

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Il fatto che questi animali popolassero l’area, è stato confermato anche dalle decine di
impronte fossili ritrovate a circa 100 metri dallo scheletro. “Un branco di elefanti giovani e
adulti, deve essere passato di qui - spiega Flavio Altamura della Sapienza, responsabile
dell’analisi e dell’interpretazione delle tracce - I pesanti animali camminavano lungo la riva
dell’antico lago e le loro zampe sono affondate nel fango e nella torba, lasciando delle
depressioni circolari con un diametro massimo di 60 cm. Grazie all’eccezionale stato di
conservazione del materiale organico nel sito di Schöningen, abbiamo addirittura rinvenuto
nelle impronte alcuni frammenti di legno schiacciati dal peso degli elefanti”.

Lo scheletro dell’elefante, trovato nell’antico lago, era conservato in maniera straordinaria,


permettendo agli archeologi di identificare chiaramente entrambe le zanne, la mandibola
completa, le vertebre, le costole, tre degli arti e addirittura tutte e cinque le ossa che
sorreggono la lingua (le ossa ioidi).

I segni conservati nelle ossa dell’elefante hanno permesso di capire che vari animali
carnivori si cibarono della carcassa e che anche l’Homo heidelbergensis, nostro antenato,
ne approfittò: 30 schegge di selce e due ossa, di cui una sicuramente di cervo, sono state
rinvenute intorno allo scheletro e alcune tra le ossa dell’elefante. I cacciatori del Paleolitico
sono intervenuti sulla carcassa, usando le schegge per tagliare carne, grasso e tendini, e
probabilmente hanno utilizzato altri strumenti ossei per riaffilare gli strumenti litici.

Lo studio è un importante tassello nella ricostruzione del paesaggio di questa area


geografica durante la Preistoria, ma anche delle abitudini dei gruppi umani e animali che la
abitavano.

Riferimenti
Jordi Serangeli, Ivo Verheijen, Bárbara Rodríguez Álvarez, Flavio Altamura, Jens Lehmann
and Nicholas J. Conard. Elefanten in Schöningen - Archäologie in Deutschland 2020 / 3, pp.
8-13.

Info
Flavio Altamura
Dipartimento di Scienze dell’antichità
flavio.altamura@uniroma1.it

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AGI.IT Data pubblicazione: 25/05/2020
Link al Sito Web
Link: https://www.agi.it/scienza/fotostoria/2020-05-25/elefanti-europa-ritrovamento-ossa-foto-8717832/
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AGI.IT

elefanti europa ritrovamento ossa foto

Fotostoria
Quando gli elefanti (preistorici) popolavano il Nord Europa Il Dipartimento di Scienze
dell’antichità della sapienza ha partecipato al ritrovamento di uno scheletro quasi
completo di elefante preistorico, insieme a strumenti d’osso, schegge di pietra e a
numerose impronte nel terreno. I resti, rinvenuti nel sito archeologico di Schöningen in
Germania, risalgono a 300.000 anni fa e forniscono un nuovo scenario per il nord

ARTICOLO NON CEDIBILE AD ALTRI AD USO ESCLUSIVO DEL CLIENTE


Europa del tempo 25 maggio 2020
14:45, 25 maggio 2020
A Schöningen, in Germania, un team di ricercatori, guidato dall’italiano Jordi Serangeli e
da Nicholas Conard, dell’università di Tübingen e del Dipartimento di Scienze
dell’antichità della sapienza, ha ritrovato uno scheletro quasi intero di elefante insieme a
resti di strumenti litici utilizzati probabilmente per cibarsene
14:30, 25 maggio 2020
Gli animali camminavano lungo la riva dell’antico lago e le loro zampe sono affondate
nel fango lasciando delle orme ben visibili. Grazie all'eccezionale stato di conservazione
del materiale organico, nelle impronte sono stati trovati alcuni frammenti di legno 14:35,
25 maggio 2020
I ricercatori hanno escluso che si trattasse di un mammut, ma bensì di un
Palaeoloxodon antiquus, un tipo di elefante con le zanne dritte, identificato anche in
molti siti in Italia, confermando che la specie non fosse diffusa solo in ambienti caldi, ma
anche molto più a nord.
14:38, 25 maggio 2020
L'animale morì 300 mila anni fa, probabilmente per cause natural. Le analisi
archeozoologiche hanno confermato che si tratta dello scheletro di un elefante anziano,
forse di una femmina, alto più di 3 metri e pesante quasi sette tonnellate, con zanne
lunghe oltre due metri. L’esemplare antico era più grande di un elefante africano dei
nostri giorni
14:42, 25 maggio 2020

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ANSA.IT Data pubblicazione: 03/06/2020
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Link: https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/ragazzi/news/2020/06/03/i-resti-di-un-banchetto-di-300.000-anni-fa-a-base-di-elefante-_6d1e35a6-9c55-4473-a78b-2ff44ae3013f.html
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ANSA.it Scienza&Tecnica RAGAZZI News I resti di un banchetto di 300.000 anni fa, a base di elefante

I resti di un banchetto di 300.000 anni fa, a base di


elefante

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Scoperti n Germania

Redazione ANSA 03 giugno 2020 13:56 Scrivi alla redazione Stampa

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Le stelle 'col
morbillo’, hanno
macchie su un
Ricostruzione artistica degli uomini intorno alla carcassa dell'elefante (fonte: Clarys20) ©
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Ritrovati in Germania i resti di un banchetto di 300.00 anni fa, il cui piatto principale era un
elefante. Nel sito di Schoeningen è stato infatti rinvenuto lo scheletro quasi completo di un Il radiocarbonio utile
a stimare le
elefante vissuto in quell'epoca, insieme a strumenti d'osso utilizzati probabilmente per emissioni dai
tagliare la carne, schegge di pietra e a pochi metri di distanza le impronte di un piccolo combustibili fossili
Terra e Poli
gruppo di elefanti. La scoperta è pubblicata sulla rivista Archaologie in Deutschland dal
gruppo guidato dall'italiano Jordi Serangeli e da Nicholas Conard, dell'università di
Tubinga.

Lo studio, cui ha collaborato l'università Sapienza di Roma, conferma come quelle terre,
nonostante il clima simile a quello attuale, fossero abitate al tempo da animali selvatici che
oggi considereremmo in gran parte esotici, come cavalli, leoni, tigri dai denti a sciabola e
grossi elefanti.

Il piatto forte del banchetto era un Palaeoloxodon antiquus, un tipo di elefante con le zanne
dritte, identificato anche in Italia. Una specie quindi diffusa non solo in ambienti caldi, ma
anche molto più a Nord. L'elefante rinvenuto a Schoeningen morì probabilmente per cause
naturali sulla sponda di un antico lago. Era anziano, forse una femmina, alto più di tre metri
e pesante quasi sette tonnellate, con zanne lunghe oltre due metri, più grande di un elefante
africano dei nostri giorni. Il fatto che questi animali popolassero l'area è stato confermato
anche dalle decine di impronte fossili ritrovate a circa 100 metri dallo scheletro.

I segni conservati nelle ossa dell'elefante hanno permesso di capire che animali carnivori si
cibarono della carcassa e che anche l'Homo heidelbergensis, antenato dell'uomo, si servì
delle schegge per tagliare carne, grasso e tendini, e di altri strumenti ossei per riaffilare gli
strumenti di pietra. "Animali che ci sembrano esotici - commenta Serangeli - hanno vissuto
per centinaia di migliaia di anni in Europa. Se si sono estinti è per colpa dell'homo

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ANSA.IT Data pubblicazione: 03/06/2020
Link al Sito Web

Sapiens. Se si estingueranno in Asia e Africa in futuro, sarà sempre per colpa nostra".
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

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ASKANEWS.IT Data pubblicazione: 25/05/2020
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Link: http://www.askanews.it/scienza-e-innovazione/2020/05/25/ricerca-300-000-anni-fa-gli-elefanti-popolavano-il-nord-europa-pn_20200525_00140/
art

RICERCA Lunedì 25 maggio 2020 - 13:53

Ricerca, 300.000 anni fa gli elefanti


popolavano il Nord Europa
Ritrovato in Germania scheletro quasi completo. Sapienza nel team

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Roma, 25 mag. (askanews) – Il Dipartimento di Scienze dell’antichità della
Sapienza ha partecipato al ritrovamento nel sito archeologico di Schöningen in
Germania di uno scheletro quasi completo di elefante preistorico, insieme a
strumenti d’osso, schegge di pietra e a numerose impronte nel terreno. Resti che
risalgono a 300.000 anni fa e che hanno permesso agli scienziati di ricostruire lo
scenario del nord Europa del tempo.

Schöningen, in Germania, è senz’ombra di dubbio uno dei siti dell’età della pietra
più importanti al mondo. In passato ha già fornito importanti informazioni sulla
flora, la fauna e sulle specie umane e animali che popolavano la Terra 300.000
anni fa, durante il Pleistocene. Oggi – informa la Sapienza – un team di ricercatori,
guidato dall’italiano Jordi Serangeli e da Nicholas Conard, dell’Università di
Tübingen e del Dipartimento di Scienze dell’antichità della Sapienza, ha ritrovato
uno scheletro quasi intero di elefante insieme a resti di strumenti litici utilizzati
probabilmente per cibarsene, e, a pochi metri di distanza, delle impronte di un
piccolo gruppo di elefanti.

Lo studio, pubblicato sulla rivista tedesca “Archäologie in Deutschland”, conferma


come quelle terre, nonostante il clima piuttosto simile a quello attuale, fossero

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ASKANEWS.IT Data pubblicazione: 25/05/2020
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abitate al tempo da molti animali selvatici che oggi considereremmo in gran parte
esotici, quali cavalli, leoni, tigri dai denti a sciabola e persino grossi elefanti. Infatti,
– sottolinea Sapienza – sebbene il sito si trovi nell’Europa centro-settentrionale, i
ricercatori hanno escluso che si trattasse di un mammut, ma bensì di un
Palaeoloxodon antiquus, un tipo di elefante con le zanne dritte, identificato anche
in molti siti in Italia, confermando che la specie non fosse diffusa solo in ambienti
caldi, ma anche molto più a nord.

L’elefante rinvenuto a Schöningen morì 300.000 anni fa, probabilmente per cause
naturali, sulla sponda di un antico lago che occupava la zona durante il
Pleistocene. Le analisi archeozoologiche hanno confermato che si tratta dello
scheletro di un elefante anziano, forse di una femmina, alto più di 3 metri e

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pesante quasi sette tonnellate, con zanne lunghe oltre due metri. L’esemplare
antico era più grande di un elefante africano dei nostri giorni.

Il fatto che questi animali popolassero l’area, è stato confermato anche dalle
decine di impronte fossili ritrovate a circa 100 metri dallo scheletro. “Un branco di
elefanti giovani e adulti, deve essere passato di qui – spiega Flavio Altamura della
Sapienza, responsabile dell’analisi e dell’interpretazione delle tracce – I pesanti
animali camminavano lungo la riva dell’antico lago e le loro zampe sono affondate
nel fango e nella torba, lasciando delle depressioni circolari con un diametro
massimo di 60 cm. Grazie all’eccezionale stato di conservazione del materiale
organico nel sito di Schöningen, abbiamo addirittura rinvenuto nelle impronte
alcuni frammenti di legno schiacciati dal peso degli elefanti”.

Lo scheletro dell’elefante, trovato nell’antico lago, era conservato in maniera


straordinaria, permettendo agli archeologi di identificare chiaramente entrambe le
zanne, la mandibola completa, le vertebre, le costole, tre degli arti e addirittura
tutte e cinque le ossa che sorreggono la lingua (le ossa ioidi).

I segni conservati nelle ossa dell’elefante hanno permesso di capire che vari
animali carnivori si cibarono della carcassa e che anche l’Homo heidelbergensis,
nostro antenato, ne approfittò: 30 schegge di selce e due ossa, di cui una
sicuramente di cervo, sono state rinvenute intorno allo scheletro e alcune tra le
ossa dell’elefante. I cacciatori del Paleolitico sono intervenuti sulla carcassa,
usando le schegge per tagliare carne, grasso e tendini, e probabilmente hanno
utilizzato altri strumenti ossei per riaffilare gli strumenti litici.

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REPUBBLICA.IT Data pubblicazione: 25/05/2020
Link al Sito Web
Link: https://www.repubblica.it/scienze/2020/05/25/news/il_pasto_a_base_di_carne_di_elefante_300_mila_anni_fa-257575150/
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Quel pasto a base di carne di elefante, 300 mila


anni fa in Europa

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L'ha scoperto un team internazionale di paleontropologi, tra i quali anche ricercatori italiani, a Schoningen,
in Germania. Risale all'età della pietra quando in Europa viveva l'Homo Heidelbergensis

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ROMA - I resti di un pasto a base di carne di elefante è stato scoperto durante gli “Seconda ondata”. I timori dei tecnici
scavi in corso a Schoningen in Germania a cura di un gruppo internazionale di per giovani e Sud
ricercatori ai quali partecipa anche un gruppo dell'università La Sapienza, di
Roma. Risalgono a 300.000 quando in Europa viveva una specie di Homo Allarme movida: 60 mila volontari
Heidelbergensis. "civici" per i controlli

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giochiamo la faccia

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sulle specie umane e animali che popolavano la Terra 300.000 anni fa, durante il pubblicalo!
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REPUBBLICA.IT Data pubblicazione: 25/05/2020
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Pleistocene. Il team di ricercatori, guidato dall'italiano Jordi Serangeli e da


Nicholas Conard, dell'Università di Tubingen e del Dipartimento di Scienze
dell'antichità della Sapienza, ha ritrovato uno scheletro quasi intero di elefante Promozioni Servizi editoriali
insieme a resti di strumenti litici utilizzati probabilmente per cibarsene, e, a pochi
metri di distanza, delle impronte di un piccolo gruppo di elefanti.

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Homo Heidelbergensis

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Lo studio, pubblicato sulla rivista tedesca Archaologie in Deutschland, conferma


come quelle terre, nonostante il clima piuttosto simile a quello attuale, fossero
abitate al tempo da molti animali selvatici che oggi considereremmo in gran
parte esotici, quali cavalli, leoni, tigri dai denti a sciabola e persino grossi
elefanti. Infatti, sebbene il sito si trovi nell'Europa centro-settentrionale, i
ricercatori hanno escluso che si trattasse di un mammut, ma bensì di un
Palaeoloxodon antiquus, un tipo di elefante con le zanne dritte, identificato
anche in molti siti in Italia, confermando che la specie non fosse diffusa solo in
ambienti caldi, ma anche molto più a nord.

L'elefante rinvenuto a Schoningen morì probabilmente per cause naturali, sulla


sponda di un antico lago che occupava la zona durante il Pleistocene. Le analisi
archeozoologiche hanno confermato che si tratta dello scheletro di un elefante
anziano, forse di una femmina, alto più di 3 metri e pesante quasi sette
tonnellate, con zanne lunghe oltre due metri. L'esemplare antico era più grande di
un elefante africano dei nostri giorni. Il fatto che questi animali popolassero
l'area, è stato confermato anche dalle decine di impronte fossili ritrovate a circa
100 metri dallo scheletro.

"Un branco di elefanti giovani e adulti, deve essere passato di qui - spiega
Flavio Altamura della Sapienza, responsabile dell'analisi e dell'interpretazione
delle tracce - I pesanti animali camminavano lungo la riva dell'antico lago e le loro
zampe sono affondate nel fango e nella torba, lasciando delle depressioni
circolari con un diametro massimo di 60 cm. Grazie all'eccezionale stato di
conservazione del materiale organico nel sito di Schoningen, abbiamo
addirittura rinvenuto nelle impronte alcuni frammenti di legno schiacciati dal peso
degli elefanti".

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9COLONNE.IT Data pubblicazione: 26/05/2020
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Link: https://www.9colonne.it/255998/quando-gli-elefanti-popolavano-il-nord-europa
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DL ELEZIONI,
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Schöningen, in Germania, è senz’ombra di dubbio uno dei siti dell’età della pietra più
importanti al mondo. In passato ha già fornito importanti informazioni sulla flora, la fauna
e sulle specie umane e animali che popolavano la Terra 300.000 anni fa, durante il
Pleistocene. Ora, una nuova importante scoperta in questo sito permette di ricostruire lo

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scenario, piuttosto inaspettato, del nord Europa del tempo: un team di ricercatori, guidato
dall’italiano Jordi Serangeli e da Nicholas Conard, dell’Università di Tübingen e del
Dipartimento di Scienze dell’antichità della Sapienza, ha ritrovato uno scheletro quasi
intero di elefante insieme a resti di strumenti litici utilizzati probabilmente per cibarsene, e,
a pochi metri di distanza, delle impronte di un piccolo gruppo di elefanti. Lo studio,
pubblicato sulla rivista tedesca Archäologie in Deutschland, conferma come quelle terre,
nonostante il clima piuttosto simile a quello attuale, fossero abitate al tempo da molti
animali selvatici che oggi considereremmo in gran parte esotici, quali cavalli, leoni, tigri
dai denti a sciabola e persino grossi elefanti. Infatti, sebbene il sito si trovi nell’Europa
centro-settentrionale, i ricercatori hanno escluso che si trattasse di un mammut, ma bensì
di un Palaeoloxodon antiquus, un tipo di elefante con le zanne dritte, identificato anche in
molti siti in Italia, confermando che la specie non fosse diffusa solo in ambienti caldi, ma
anche molto più a nord.

(© 9Colonne - citare la fonte)

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GDS.IT Data pubblicazione: 03/06/2020
Link al Sito Web
Link: https://gds.it/speciali/scienza-tecnica/2020/06/01/i-resti-di-un-banchetto-di-300000-anni-fa-a-base-di-elefante-00ffe50f-800a-4e8d-9a9a-2cb7e1c668cd/
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SCIENZA E TECNICA ELEFANTE

I resti di un banchetto di 300.000 anni fa, a base


di elefante
01 Giugno 2020

Le tracce nel terreno vicino alla zona in cui sono stati trovati resti dell’elefante (fonte: Ivo Verheijen) - © ANSA

Ritrovati in Germania i resti di un banchetto di 300.00 anni fa, il cui piatto


principale era un elefante. Nel sito di Schoeningen è stato infatti rinvenuto lo
scheletro quasi completo di un elefante vissuto in quell'epoca, insieme a
strumenti d'osso utilizzati probabilmente per tagliare la carne, schegge di pietra
e a pochi metri di distanza le impronte di un piccolo gruppo di elefanti. La
scoperta è pubblicata sulla rivista Archaologie in Deutschland dal gruppo IL GIORNALE DI SICILIA

guidato dall'italiano Jordi Serangeli e da Nicholas Conard, dell'università di


Tubinga.

Lo studio, cui ha collaborato l'università Sapienza di Roma, conferma come


quelle terre, nonostante il clima simile a quello attuale, fossero abitate al tempo
da animali selvatici che oggi considereremmo in gran parte esotici, come cavalli,
leoni, tigri dai denti a sciabola e grossi elefanti.
11
GDS.IT Data pubblicazione: 03/06/2020
Link al Sito Web

Il piatto forte del banchetto era un Palaeoloxodon antiquus, un tipo di elefante


con le zanne dritte, identificato anche in Italia. Una specie quindi diffusa non solo
in ambienti caldi, ma anche molto più a Nord. L'elefante rinvenuto a
Schoeningen morì probabilmente per cause naturali sulla sponda di un antico
lago. Era anziano, forse una femmina, alto più di tre metri e pesante quasi sette
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I segni conservati nelle ossa dell'elefante hanno permesso di capire che animali
carnivori si cibarono della carcassa e che anche l'Homo heidelbergensis,
antenato dell'uomo, si servì delle schegge per tagliare carne, grasso e tendini, e
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METRONEWS.IT Data pubblicazione: 26/05/2020
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Martedì 26 Mag 2020

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Mar, 26/05/2020 - 05:43 Style

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PREISTORIA

Una cena a base di carne di elefante: è quella emersa dagli scavi in corso a
Schöningen in Germania a cura di un gruppo internazionale di ricercatori ai quali
partecipa anche un gruppo de La Sapienza. I resti risalgono a 300.000 anni fa
quando in Europa viveva una specie di Homo ormai estinta: l’Heidelbergensis.
Schöningen, in Germania, è senz’ombra di dubbio uno dei siti dell’età della pietra più
ROMA
importanti al mondo. In passato ha già fornito importanti informazioni sulla flora, la
fauna e sulle specie umane e animali che popolavano la Terra 300.000 anni fa, Aereo biposto
durante il Pleistocene. Il team di ricercatori, guidato dall’italiano Jordi Serangeli e da
Nicholas Conard, dell’Università di Tübingen e del Dipartimento di Scienze
precipita nel Tevere
dell’antichità della Sapienza, ha ritrovato uno scheletro quasi intero di elefante
insieme a resti di strumenti litici utilizzati probabilmente per cibarsene, e, a pochi
metri di distanza, delle impronte di un piccolo gruppo di elefanti.

Palaeoloxodon antiquus. ​Lo studio, pubblicato sulla rivista tedesca Archäologie in


Deutschland, conferma come quelle terre, nonostante il clima piuttosto simile a
quello attuale, fossero abitate al tempo da molti animali selvatici che oggi
CORONAVIRUS FASE 2
considereremmo in gran parte esotici, quali cavalli, leoni, tigri dai denti a sciabola e
persino grossi elefanti. Infatti, sebbene il sito si trovi nell’Europa centro-
settentrionale, i ricercatori hanno escluso che si trattasse di un mammut, ma bensì
Gli assistenti civici
di un Palaeoloxodon antiquus, un tipo di elefante con le zanne dritte, identificato piacciono a pochissimi
anche in molti siti in Italia, confermando che la specie non fosse diffusa solo in
ambienti caldi, ma anche molto più a nord. L’elefante rinvenuto a Schöningen morì
probabilmente per cause naturali, sulla sponda di un antico lago che occupava la
zona durante il Pleistocene. Le analisi archeozoologiche hanno confermato che si
tratta dello scheletro di un elefante anziano, forse di una femmina, alto più di 3
metri e pesante quasi sette tonnellate, con zanne lunghe oltre due metri.

14
METRONEWS.IT Data pubblicazione: 26/05/2020
Link al Sito Web

L’esemplare antico era più grande di un elefante africano dei nostri giorni. Il fatto
ROMA
che questi animali popolassero l’area, è stato confermato anche dalle decine di
impronte fossili ritrovate a circa 100 metri dallo scheletro. “Un branco di elefanti
Pensioni alle Poste
giovani e adulti, deve essere passato di qui - spiega Flavio Altamura della Sapienza,
responsabile dell’analisi e dell’interpretazione delle tracce - I pesanti animali ecco i turni agli sportelli
camminavano lungo la riva dell’antico lago e le loro zampe sono affondate nel fango
e nella torba, lasciando delle depressioni circolari con un diametro massimo di 60
cm. Grazie all’eccezionale stato di conservazione del materiale organico nel sito di
Schöningen, abbiamo addirittura rinvenuto nelle impronte alcuni frammenti di
legno schiacciati dal peso degli elefanti”.

Scheletro. Lo scheletro dell’elefante, trovato nell’antico lago, era conservato in


TORINO
maniera straordinaria, permettendo agli archeologi di identificare chiaramente
entrambe le zanne, la mandibola completa, le vertebre, le costole, tre degli arti e
addirittura tutte e cinque le ossa che sorreggono la lingua (le ossa ioidi). I segni Appendino: "La movida?
conservati nelle ossa dell’elefante hanno permesso di capire che vari animali Maggioranza è stata
carnivori si cibarono della carcassa e che anche l’Homo heidelbergensis, nostro responsabile"
antenato, ne approfittò: 30 schegge di selce e due ossa, di cui una sicuramente di
cervo, sono state rinvenute intorno allo scheletro e alcune tra le ossa dell’elefante. I METEO
cacciatori del Paleolitico sono intervenuti sulla carcassa, usando le schegge per

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tagliare carne, grasso e tendini, e probabilmente hanno utilizzato altri strumenti
ossei per riaffilare gli strumenti litici. Lo studio è un importante tassello nella
ricostruzione del paesaggio di questa area geografica durante la Preistoria, ma
anche delle abitudini dei gruppi umani e animali che la abitavano.

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RIVISTANATURA.COM Data pubblicazione: 26/05/2020
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NUOVA SCOPERTA IN GERMANIA

Quando in Nord Europa c’erano gli

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elefanti

SCIENZA
POPOLARI RECENTI

foto Ivo Verheijen

L o scheletro perfettamente conservato di un elefante


preistorico è stato rinvenuto nel sito di Schöningen, in
Germania, e dimostra come la fauna europea di 300.000
anni fa fosse molto diversa da quella attuale.
LAURA FLORIS

4 ORE FA
La scoperta è stata condotta da un team di ricercatori, guidato
dall’italiano Jordi Serangeli e da Nicholas Conard, dell’Università di
Tübingen con la partecipazione del Dipartimento di Scienze dell’antichità
 della Sapienza di Roma.



16
RIVISTANATURA.COM Data pubblicazione: 26/05/2020
Link al Sito Web

©CLARYS20

Specie esotiche nell’Europa di


300.000 anni fa

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Nonostante durante il Pleistocene il clima nel Nord Europa fosse simile
a quello odierno, ad abitare quella parte di continente erano animali
che oggi vivono in ambienti molto diversi. Erano, infatti, presenti
leoni, tigri (dai denti a sciabola) e, come visto, anche elefanti.
Le indagini condotte sullo scheletro hanno permesso di constatare che
non si tratta di un mammut bensì di un Palaeoloxodon antiquus, una
specie di elefante di grandi dimensioni caratterizzata da lunghe
zanne dritte, della quale sono stati rinvenuti diversi esemplari anche nel
nostro Paese.
I ricercatori hanno potuto identificarne chiaramente entrambe le zanne di
oltre due metri, la mandibola, le vertebre, le costole, tre degli arti e tutte e
le ossa ioidi che sorreggono la lingua.

17
RIVISTANATURA.COM Data pubblicazione: 26/05/2020
Link al Sito Web

Lo scheletro di elefante ritrovato nel sito di Schöningen, in Germania. Foto Jans Lehmann

Conservato perfettamente
L’elefante di Schöningen era probabilmente una femmina anziana di
quasi sette tonnellate che morì per cause naturali sulle sponde di un
antico lago, oggi prosciugato. Alto più di 3 metri – dunque più
imponente degli attuali elefanti africani – l’animale fu fonte di cibo per
vari predatori carnivori. Ma anche per i cacciatori del Paleolitico che
ne prelevarono la carne, il grasso e i tendini utilizzando strumenti litici,
come dimostrano le trenta schegge di selce ritrovate sul posto.

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Le impronte lasciate da altri elefanti rinvenute nelle vicinanze dello scheletro. Foto Ivo
Verheijen

Non era da solo


A un centinaio di metri dallo scheletro, sono state, inoltre, individuate
numerose tracce. Appartengono a un piccolo gruppo di elefanti che
lungo le sponde del lago lasciarono impresse le proprie impronte nel fango
e nella torba.

«Grazie all’eccezionale stato di conservazione del materiale organico nel


sito di Schöningen – spiega Flavio Altamura della Sapienza, responsabile
dell’analisi e dell’interpretazione delle tracce – abbiamo addirittura
rinvenuto nelle impronte alcuni frammenti di legno schiacciati dal peso
degli elefanti».

Quello di Schöningen si conferma uno dei siti più importanti al


mondo per quanto riguarda l’età della pietra. E oggi non solo ci
restituisce un quadro inedito dell’antica fauna europea ma anche delle
abitudini del nostro antenato vissuto 300.000 anni fa, Homo
heidelbergensis.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista tedesca Archäologie in


Deutschland

Il video sulla ricerca

Si è verificato un errore.

Prova a guardare il video su www.youtube.com oppure attiva JavaScript se è


disabilitato nel browser.

18
RIVISTANATURA.COM Data pubblicazione: 26/05/2020
Link al Sito Web

Riferimenti della ricerca:

Jordi Serangeli, Ivo Verheijen, Bárbara Rodríguez Álvarez, Flavio


Altamura, Jens Lehmann and Nicholas J. Conard. Elefanten in
Schöningen – Archäologie in Deutschland 2020 / 3, pp. 8-13.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA
RIPRODUZIONE CONSENTITA CON LINK A ORIGINALE E CITAZIONE FONTE: RIVISTANATURA.COM

ARGOMENTI COPERTINA ELEFANTE DI SCHÖNINGEN ELEFANTE PREISTORICO

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VGLOBALE.IT Data pubblicazione: 25/05/2020
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300mila anni fa gli elefanti


popolavano il Nord Europa

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Di (Fonte Università Sapienza) - 25 Maggio 2020  49

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Il Dipartimento di Scienze dell’antichità della Sapienza ha partecipato al ritrovamento


di uno scheletro quasi completo di elefante preistorico, insieme a strumenti d’osso,
schegge di pietra e a numerose impronte nel terreno. I resti, rinvenuti nel sito
GLI ULTIMI ARTICOLI
archeologico di Schöningen in Germania, forniscono un nuovo scenario per il nord
Europa del tempo

Schöningen, in
Germania, è
Cultura Opinioni
senz’ombra di dubbio
300mila anni fa gli elefanti Ma quale valutazione per
uno dei siti dell’età popolavano il Nord Europa gli alunni?
della pietra più
importanti al mondo.
In passato ha già
fornito importanti
informazioni sulla flora, Attualità Agricoltura sostenibile

la fauna e sulle specie Il treno a idrogeno ha La transumanza negata

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VGLOBALE.IT Data pubblicazione: 25/05/2020
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completato i test
umane e animali che
popolavano la Terra
300.000 anni fa,
durante il Pleistocene.

Oggi, una nuova


importante scoperta in
questo sito permette
di ricostruire lo
scenario, piuttosto
inaspettato, del nord
Europa del tempo: un
team di ricercatori,
guidato dall’italiano
Jordi Serangeli e da
Nicholas Conard,
dell’Università di
Tübingen e del

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Dipartimento di
Scienze dell’antichità
della Sapienza, ha ritrovato uno scheletro quasi intero di elefante insieme a resti di strumenti
litici utilizzati probabilmente per cibarsene, e, a pochi metri di distanza, delle impronte di un
piccolo gruppo di elefanti.

Lo studio, pubblicato sulla rivista tedesca «Archäologie in Deutschland», conferma come


quelle terre, nonostante il clima piuttosto simile a quello attuale, fossero abitate al tempo da
molti animali selvatici che oggi considereremmo in gran parte esotici, quali cavalli, leoni, tigri
dai denti a sciabola e persino grossi elefanti. Infatti, sebbene il sito si trovi nell’Europa centro-
settentrionale, i ricercatori hanno escluso che si trattasse di un mammut, ma bensì di un
Palaeoloxodon antiquus, un tipo di elefante con le zanne dritte, identificato anche in molti siti
in Italia, confermando che la specie non fosse diffusa solo in ambienti caldi, ma anche molto
più a nord.

L’elefante rinvenuto a Schöningen morì 300.000 anni fa, probabilmente per cause naturali,
sulla sponda di un antico lago che occupava la zona durante il Pleistocene. Le analisi
archeozoologiche hanno confermato che si tratta dello scheletro di un elefante anziano, forse
di una femmina, alto più di 3 metri e pesante quasi sette tonnellate, con zanne lunghe oltre
due metri. L’esemplare antico era più grande di un elefante africano dei nostri giorni.

Il fatto che questi animali popolassero l’area, è stato confermato anche dalle decine di
impronte fossili ritrovate a circa 100 metri dallo scheletro. «Un branco di elefanti giovani e
adulti, deve essere passato di qui — spiega Flavio Altamura della Sapienza, responsabile
dell’analisi e dell’interpretazione delle tracce —. I pesanti animali camminavano lungo la riva
dell’antico lago e le loro zampe sono affondate nel fango e nella torba, lasciando delle

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VGLOBALE.IT Data pubblicazione: 25/05/2020
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depressioni circolari con un diametro massimo di 60 cm. Grazie all’eccezionale stato di


conservazione del materiale organico nel sito di Schöningen, abbiamo addirittura rinvenuto
nelle impronte alcuni frammenti di legno schiacciati dal peso degli elefanti».

Lo scheletro dell’elefante, trovato nell’antico lago, era conservato in maniera straordinaria,


permettendo agli archeologi di identificare chiaramente entrambe le zanne, la mandibola
completa, le vertebre, le costole, tre degli arti e addirittura tutte e cinque le ossa che
sorreggono la lingua (le ossa ioidi).

I segni conservati nelle ossa dell’elefante hanno permesso di capire che vari animali carnivori
si cibarono della carcassa e che anche l’Homo heidelbergensis, nostro antenato, ne
approfittò: 30 schegge di selce e due ossa, di cui una sicuramente di cervo, sono state
rinvenute intorno allo scheletro e alcune tra le ossa dell’elefante. I cacciatori del Paleolitico
sono intervenuti sulla carcassa, usando le schegge per tagliare carne, grasso e tendini, e
probabilmente hanno utilizzato altri strumenti ossei per riaffilare gli strumenti litici.

Lo studio è un importante tassello nella ricostruzione del paesaggio di questa area geografica
durante la Preistoria, ma anche delle abitudini dei gruppi umani e animali che la abitavano.

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(Fonte Sapienza, Università di Roma)

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