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AGIOGRAFIA E ICONOGRAFIA
NELLE AREE DELLA CIVILTÀ RUPESTRE

Atti del V Convegno internazionale


sulla civiltà rupestre

Savelletri di Fasano (BR), 17-19 novembre 2011

a cura di
ENRICO MENESTÒ

FONDAZIONE
CENTR O ITALIANO DI STUDI
SULL’ALTO MEDIOE VO
SPOLETO
2013
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INDICE

Consiglio di amministrazione e Comitato tecnico-scienti-


fico della Fondazione San Domenico ...................... pag. IX

COSIMO DAMIANO FONSECA, Presentazione del Convegno ....... » XI

Programma del V Convegno internazionale .................. » XIII

COSIMO DAMIANO FONSECA, Agiografia e iconografia nelle aree


della civiltà rupestre: nuovi itinerari di ricerca .............. » 1

I
PER UN CORPUS DELL’ICONOGRAFIA
DELLE AREE RUPESTRI: LE FONTI

ANDREA LUZZI, Un probabile influsso dei Sinassari pugliesi


sugli arredi pittorici della cripta rupestre di S. Posidonio
(con una disamina della diffusione del culto del santo dal
sud al nord Italia) ................................................. » 17

UMBERTO LONGO, Le fonti agiografiche latine. Monaci, eremi-


ti e spazio rupestre .................................................. » 49

PIETRO DALENA, Culto dei santi nelle aree rupestri e tramiti


viari ................................................................... » 63
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VI INDICE

II
AGIOGRAFIA E ICONOGRAFIA
NELLE AREE OMOGENEE
DELLA CIVILTÀ RUPESTRE: ALCUNI ESEMPI

SAŠKA BOGEVSKA-CAPUANO, Il programma agiografico delle


chiese rupestri della regione dei laghi di Ocrida e Prespa
(metà XIII - metà XVI secolo) .................................. pag. 81
MANUELA DE GIORGI, Culto dei santi e temi agiografici nella
pittura rupestre georgiana: due cicli nel deserto di Garedža » 99

III
LE AREE RUPESTRI
DELLA PUGLIA E DELLA BASILICATA

GIOIA BERTELLI, Modelli iconografici nelle chiese rupestri di


Puglia e Basilicata. I cicli affrescati con storie bibliche e
cristologiche ........................................................... » 121

IV
IL SANTORALE

AMALIA GALDI, La fortuna del culto di Caterina d’Alessan-


dria: agiografie e dedicazioni .................................... » 149
MARINA FALLA CASTELFRANCHI, L’icona agiografica nel Mez-
zogiorno e sue peculiarità .......................................... » 167
RAFFAELA TORTORELLI, Il codice Crypt. B. b. VIII e l’icono-
grafia di S. Margherita di Antiochia ......................... » 185
MARCELLO MIGNOZZI, Il viaggio dei Magi: origine e fortuna
di un motivo iconografico .......................................... » 199
MARIA ROSARIA MARCHIONIBUS, Profeti, apostoli e martiri,
tamquam lapides vivi (1 pt. 2, 5) .......................... » 223
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INDICE VII

V
RASSEGNE DELLE RICERCHE RECENTI
IN AREE RUPESTRI

ANTONELLA CENTOMANI - RUGGERO G. LOMBARDI, Indagini


archeologiche negli insediamenti rupestri in località Capi-
tolo - Monopoli (Ba) .............................................. pag. 249
ROBERTO ROTONDO - SARA AIRÒ, Struttura rupestre e contesto
insediativo della grotta del Peccato Originale a Matera ... » 265
MICHELA RIZZI, ‘Ornamenta’: tipologia e diffusione degli orec-
chini negli affreschi rupestri di area pugliese ................. » 283
ANGELOFABIO ATTOLICO, Una chiesa rupestre inedita nel centro
storico di Grottaglie ................................................ » 295
SIMONA CATACCHIO, La ceramica medievale dipinta dal conte-
sto di palazzo Vestita a Grottaglie (Ta): la cosiddetta
“cisterna 2” .......................................................... » 329
ANNALISA BIFFINO - EVELYN FARI - COSIMO PACE - FRANCE-
SCO ZERRUSO, Ricognizione archeologica del villaggio me-
dievale rupestre della Gravina di Palagianello (Ta) ...... » 347
PASQUALE FAVIA - GIULIANA MASSIMO - FRANCESCO MONACO,
La grotta di San Michele a Cagnano Varano ............... » 375
ETTORE CIRILLO - MICHELE D’ALBA - FRANCESCO MARTELLOTTA,
Suoni di pietra: l’acustica delle chiese rupestri pugliesi ......... » 409
GIUSEPPE CHIDICHIMO - FRANCESCO DALENA, Datazione degli
affreschi della chiesa ipogea di Sotterra (Paola). Un con-
tributo fornito dall’analisi chimica dei pigmenti ............ » 421
NICOLA MAIELLARO - MARINA ZONNO - SALVATORE CAPOTORTO,
Fruizione virtuale delle chiese rupestri ......................... » 431
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SAŠKA BOGEVSKA-CAPUANO

IL PROGRAMMA AGIOGRAFICO DELLE CHIESE RUPESTRI


DELLA REGIONE DEI LAGHI DI OCRIDA E PRESPA
(METÀ XIII - METÀ XVI SECOLO)

Sulle rive dei laghi di Ocrida e di Prespa, regione oggi suddivi-


sa tra la Grecia, l’Albania e la Macedonia, sono stati registrati 24
monumenti rupestri 1 che risultano essere fondazioni monastiche
riservate all’esercizio di un tipo misto di monachesimo, oscillante
fra vita eremitica e cenobitismo 2. Tutti questi monumenti si tro-

1
Si tratta dei seguenti monumenti: chiesa di San Michele Arcangelo di Radožda,
Sant’Atanasio di Kališta, chiesa della Vergine di Kališta, San Salvatore di Višni, chiesa
della Vergine di Velgošti, chiesa della Presentazione della Vergine al Tempio di Kaneo,
Sant’Erasmo, Santo Stefano-Pancir, chiesa della Vergine di Peštani, chiesa di Ljubaništa,
San Naum, San Nicolò di Lin, Santa Barbara di Lin, chiesa della Dormizione della Ver-
gine di Kjafa-San, Santi Pietro e Paolo di Konjsko, chiesa della Vergine di Globoko
(Tuminec), chiesa dell’Annunciazione di Globočani, chiesa della Vergine di Mali Grad,
Santa Paraskevi di Pustec, San Nicolò di Pustec, la chiesa dell’Arcangelo di Trstenik, la
chiesa della Vergine Eleousa di Psarades (Nivici), la chiesa della Metamorfosis di Psara-
des e chiesa di Mikri Analipsis di Psarades.
2
La bibliografia sulle chiese rupestri di Ocrida e Prespa è abbondante. P. MILJUKOV,
Uohpqiùloiiò doeblmpqh Hùnùdlmh̆ kùiedmlıh, in: Igbypqiò Prppiùcm Aotemjmchvepiùcm hl-
pqhqrqù by Jmlpqùlqhlmnmjy IV (1), Qmshò, 1899, pp. 21-155; S. PELEKANIDIS,
Buzantinà kaì metabuzantinà mnumeîa tñv Préspav, Qessaloníkh, 1960, p. 3 passim.; N. K.
MOUTSOPOULOS, Buzantinà mnumeîa Megálhv Préspav, Caristäron ei’v ’Anastásion
’Orlándon t. II, Aqäna, 1966, pp. 138-159; D. DHAMO, L’église de Notre-Dame à Mali-
grad, in: Studia Albanica II (1964), pp. 107-119; Th. POPA, Piktura e shpellave eremite në
Shqipni, in: Studime historike vili XIX(II)3 (1965), pp. 69-111; G. SUBOTIĆ, Oeh̄hlpiù uoibù
Aotùl¡ejù Lhtùhjù imd Qqorce, in: Qnmkelhuù Lhtùhjù Ehlhh̄ù, Hamolhi Thjmgmspimc
Tùirjqeqù, i§. VIII (1964), pp. 299-328; V. DURIĆ, Lùjh Doùd - Qb. Aqùlùphje r Jmpqror
- Bmoje, in: Hmcoùs VI (1975), pp. 31-50; C. GROZDANOV, Ntoh∂pimqm su∂lm pjhiùopqbm
od XIV bei, Ntohd, 1980, p. 3 passim; G. SUBOTIĆ, Ntoh∂piùqù pjhiùopiù wimjù m∂ XV
bei, Ntohd, 1980, p. 5 passim. P. MILJKOVIĆ-PEPEK, Oewqeolùqù huoibù Qbeqh Foùgkm
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82 SAŠKA BOGEVSKA-CAPUANO

vavano nella diocesi dell’arcivescovado di Ocrida, istituzione eccle-


siastica particolarmente influente nel medioevo 3. Oltre alle celle
dei monaci e alle sale annesse, la grande maggioranza di questi
complessi possiede una cappella per metà-rupestre e per metà in
muratura, in parte o completamente dipinta. In occasione di questa
giornata dedicata all’agiografia nei monumenti rupestri evocherò
brevemente le specificità dei programmi agiografici di queste cap-
pelle.
Tenuto conto delle dimensioni poco importanti delle cappelle,
il programma iconografico è spesso ridotto alle principali scene del-
la vita del Cristo e ad un breve ciclo della vita del patrono. Il pri-
mo registro delle chiese rupestri di Ocrida e di Prespa conserva la
processione dei santi in piedi, secondo il modello bizantino. La
chiesa di Mali Grad, quella di Globoko, di Peštani e di Konjsko
comportano anche un fregio composto da santi rappresentati a
mezzobusto.
Come sempre, i santi vescovi occupano lo spazio del santuario
delle chiese ed i santi rappresentati sono principalmente i santi pa-

ioùj Ntoh∂, Qimnje, 1994, p. 1 passim; D. EVYENIDOU, I. KANONIDIS, Th. PAPAZOTOS, The
Monuments of Prespa, Athens, 1991, p. 7 passim.; K. KIRCHHAINER, Die Wandmalereien der
Erzengelgrotte in Trstenik am Grossen Prespasee (Albanien), in: Deltíon tñv Cristiankñv
’Arcailogikñv ‘Etaireíav, p. 4, t. XXVI (2005), pp. 117-124; P. THOMO, Byzantine Monu-
ments on Great Prespa, Papers from the Melbourne Conference, July 1995, ed. by J. BURKE and
R. SCOTT, Melbourne, 2001, pp. 97-106; G. ANGELIČIN, Cave Churches on the Shores of Lake
Ohrid, Ohrid, 1999, p. 3 passim.; Id., Oewqeolhqe uoibh bm Ntoh∂pim-Ooepnùlpihmq oe-
chml (P. Lùie∂mlhjù, P, Ajaùlhjù, P. Douhjù), Qqorcù, 2004, p. 1 passim.; S. BOGEVSKA, Un
programme iconographique inhabituel dans la chapelle rupestre Saints-Pierre-et-Paul,
Konjsko (Prespa), in: Patrimonium VII (2010), pp. 231-249; S. CVETKOVSKI, Bejewie hg
Bmcmomdhvhle uoibe lù Lùjmk Doùdr, in: Zograf XXXIV (2010), pp. 111-124; S. BOGEVSKA,
Les églises rupestres de la région des lacs d’Ohrid et de Prespa (milieu du XIIIe – milieu
du XVIe siècle), Tesi di dottorato discussa presso l’Université Paris I, ottobre 2010, sotto la dire-
zione di C. Jolivet-Lèvy (pubblicazione in corso - Brepols « Bibliothèque de l’École des
Hautes Études, Sciences Religieuses »), ecc.
3
Sull’arcivescovado di Ocrida si vedano: I. SNEGAROV, Ipqmohò lù Ntoh∂piùqù Ao-
thenhpimnhò (mqy mplmùbùleqm h̆ ∂m gùbjù∂\ ¯ bùleqm lù Bùjiùlpihò nmjrmpqoby mqy Rro-
uhq\¯ ) qmky I-II, Qmshò, 1924, p. 3 passim.; H. GELZER, Der Patriarchat Von Achrida, Ge-
schinchte Und Urkunden, Leipzig, 1902, p. 5 passim; P. A. PECHAYRE, L’archevêché d’Ochrida
de 1394 à 1767, À propos d’un ouvrage récent, in: Échos d’Orient XXXV (1936), pp. 183-
204, 280-323; J. BELČOVSKI, Ntoh∂piùqù Aothenhpimnhjù m∂ mplmbù§eqm ∂m nùćù§eqm lù
Lùie∂mlhjù nm∂ qropiù bjùpq, Qimnje 1997, p. 3 passim.
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IL PROGRAMMA AGIOGRAFICO DELLE CHIESE RUPESTRI 83

dri più famosi della Chiesa: San Giovanni Chrysostomo 4, San Ba-
silio il Grande 5, San Gregorio di Nazianzo 6. Il muro meridionale
della chiesa di Mali Grad ha una particolarità che conviene citare.
San Clemente 7, uno dei discepoli di San Cirillo e San Metodio, vi
è dipinto. Di tratta di uno santo locale molto popolare nell’arcive-
scovado di Ocrida e la sua immagine è molto spesso rappresentata
nei monumenti di Ocrida e di Kastoria, e anche nei monumenti
serbi a partire dal XIII secolo 8. A Mali Grad, San Clemente è rap-
presentato accanto a Sant’Eleuterio 9 (Fig. 1), e la loro associazione
è in relazione con la fondazione dell’arcivescovado di Ocrida 10. San-
t’Eleuterio fu infatti il primo vescovo dell’Illyricum nel II secolo e

4
Celebrato il 1 gennaio. F. HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca, in: Subsidia
Hagiographica VIII (1957), 870-883h.; SYMEON METAPHRASTES, Vita Sanctorum Mensis Janua-
ris, in: P.G., CXIV, coll. 1046-1211; MENOLOGIUM BASILII II IMPERATORIS, in: P.G., CXVII,
coll. 237-238; H. DELEHAYE, Synaxarium Constantinopolitanum, Bruxelles, 1902, coll. 364-
366. San Giovanni Chrysostomo é raffigurato nelle chiese di Sant’Atanasio di Kališta, di
San Salvatore di Višni e di Santo Stefano di Pancir, nella chiesa della Vergine di Globoko,
in quelle di Mali Grad e di Psarades, nella chiesa dell’Arcangelo di Trstenik e nella chiesa
de Mikri Analipsis di Psarades.
5
La data della sua festa è il 13 novembre. HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca
cit. (nota 4), 244-264f; DELEHAYE, Synaxarium cit. (nota 4), coll. 217-220; MENOLOGIUM BA-
SILII cit. (nota 4), coll. 157-158. San Basilio il Grande é rappresentato nelle chiese di San-
t’Atanasio di Kališta, San Salvatore di Višni, Santo Stefano di Pancir, nella chiesa della
Vergine di Globoko, in quelle di Mali Grad e di Psarades, nella chiesa dell’Arcangelo di
Trstenik e nella chiesa di Mikri Analipsis di Psarades.
6
San Gregorio il Teologo, vescovo di Nazianzo è celebrato il 10 gennaio. HALKIN,
Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4), 714; DELEHAYE, Synaxarium cit. (nota 4),
coll. 381-383; MENOLOGIUM BASILII cit. (nota 4), coll. 247-250. É raffigurato nella chiesa di
Santo Stefano di Pancir e nella chiesa della Vergine di Mali Grad.
7
HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4), 355-356.
8
C. GROZDANOV, Omjùbù h nomdmo nmoqoeqù Jjhkelqù Ntohdpimc r poed§mbeimblmj rke-
qlmpqh, in: Hamolhi gù Khimble Skeqlmpqh III (1967), p. 49 n. 3-4; H. POLENAKOVIĆ,
Clément d’Ohrid, la vie et l’oeuvre, Clément d’Ohrid, éd. Lj. ISAIEV et B. NASTEV, Skopje,
1968, p. 17 passim.; C. GROZDANOV, Omoqeqh lù pbeqhqejhqe m∂ Lùie∂mlhjù IX-XVIII
bei, Qimnje, 1983, pp. 69, 80; ID., Qb. Jjhkelq h Qb. Mùrk bm rkeqlmpqù lù Lùiedmlhjù h lù
Ntohdpiùqù Aothenhpimnhjù, Papers from the Conference « Saints Clement and Naum of Ohrid
and the Contribution of the Ohrid Spiritual Centre to Slavonic Literacy and Culture », held on 13-15
Septembre 1993, dir. P.H. ILIEVSKI, C. GROZDANOV, B. RISTOVSKI, Skopje, 1995, pp. 32-33.
9
HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4), 568-571b; SYMEON META-
PHRASTES, Vita Sanctorum Mensis December, in: PG. CXV, coll. 127-141; DELEHAYE, Synaxa-
rium cit. (nota 4), coll. 307-310; MENOLOGIUM BASILII cit. (nota 4), coll. 207-208.
10
D. BARDZIEVA-TRAJKOVSKA, G. ANGELIČIN, Ooeqpqùbhqe lù Qb. Fjesqeohj bm uoibùqù Qb.
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84 SAŠKA BOGEVSKA-CAPUANO

San Clemente fu il primo vescovo slavo della provincia nel IX-X


secolo. Il progettista del programma di Mali Grad ha dunque volu-
to onorare i santi fondatori della Chiesa locale e sottolineare l’anzia-
nità di quest’istituzione. D’altra parte, la presenza dei santi vescovi
locali nello spazio del santuario è una tradizione bizantina ben atte-
stata 11. Durante gli uffici liturgici, il sacerdote pronuncia regolar-
mente una preghiera per il vescovo locale, ed i rappresentanti più
famosi della chiesa locale sono ovviamente i mediatori privilegiati
nelle preghiere. Nelle altre chiese rupestri, San Clemente appare nel
naos, localizzazione che favorisce il contatto con i fedeli 12. Esposto
alla vista di tutti, poteva beneficiare di una devozione più intensa,
poiché è considerato essere un santo taumaturgo.
Nella grande maggioranza dei monumenti, la processione dei santi
nel naos comincia sulla parete del nord, accanto all’iconostasi, con l’im-
magine della Deisis 13. La collocazione della Deisis il più vicino possi-
bile all’iconostasi è una tradizione ben attestata nella regione e nei mo-
numenti in muratura 14. I santi del primo registro sono gli intermedia-
ri privilegiati nelle preghiere dei fedeli, e, in questo senso, la presenza

Bmcmomdhxù, Lùjh Doùd, Ooepnù - P. Ajaùlhjù, in: Jrjqrolm Mùpje∂pqbm XXVIII-XXIX


(2002-2003), pp. 121-136.
11
Ch. WALTER, Portraits of the Local Bishops: A Note on Their Significance, in: Ha-
molhi Pù∂mbù Chgùlqmjmwimc Ilpqhqrqù XXI (1982), pp. 7-17; S. TOMEKOVIĆ, Les évê-
ques locaux dans la composition absidale des saints officiants, in: Byzantinisch-Neugriechi-
sche Jahrbücher XXIII (1981), pp. 65-88; Ch. KONSTANTINIDI, Le message idéologique des
évêques locaux officiants, in: Hmcoùs XXV (1996), pp. 39-50.
12
Come nella chiesa di Sant’Atanasio, nella chiesa della Vergine di Kališta e nella
chiesa della Vergine di Peštani.
13
Come nelle chiese di Sant’Arcangelo di Radožda, Sant’Atanasio di Kališta, Santo
Stefano di Pancir, San Nicolò di Ljubaništa e nella chiesa della Vergine Eleousa di Psa-
rades. Sulla iconografia della scena, si vedano: I. ZERVOU-TOGNAZZI, Déhsiv, Interpretazio-
ne del Termine e sua Presenza nell’Iconografia Byzantina, in: Million, Studi e Ricerche d’Ar-
te Byzantina II (1990), pp. 391-416 con la bibliografia; N. THIERRY, À propos des peintu-
res d’Ayvalı Köy (Cappadoce), Les programmes absidaux à trois registres avec Déisis, en
Cappadoce et en Géorgie, in: Hmcoùs V (1974), pp. 5-22; T. VELMANS, L’image de la Déi-
sis dans les églises de Géorgie et dans celles d’autres régions du monde byzantin, in:
Cahiers Archéologiques XXIX (1980), réimprimé dans L’art médiéval de l’orient chrétien, Re-
cueil d’études, Sofia, 2001, pp. 33-77, ecc.
14
L. HADERMANN-MISGUICH, Kurbinovo, Les fresques de Saint-Georges et la peinture byzanti-
ne du XIIème siècle, Paris, 1975, ill. 116-118; GROZDANOV, Ntoh∂pimqm su∂lm pjhiùopqbm
cit. (nota 2), pp. 38 e 145, fig. 37, 44, ill. 4, 110, 169; SUBOTIĆ, Ntoh∂piùqù pjhiùopiù
wimjù cit. (nota 2), fig. 9, 34, 50, 79.
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IL PROGRAMMA AGIOGRAFICO DELLE CHIESE RUPESTRI 85

della Deisis, l’immagine della mediazione per eccellenza, al primo regi-


stro e proprio dinnanzi agli occhi dei fedeli non ha nulla di sorpren-
dente. L’immagine della Deisis è nella maggioranza dei casi composta
dal Cristo, rappresentato verticalmente e di fronte, dalla Vergine e da
San Giovanni di tre quarti ed in preghiera. Solo la rappresentazione
della Deisis della Vergine Eleousa di Psarades comporta l’immagine
del Vergine Paraklisis (Fig. 2) che porta il testo abituale con il quale
chiede la salvezza per gli uomini 15. In questa chiesa, l’immagine della
Deisis è confrontata all’immagine dedicatoria (Fig. 3). Non possiamo
ignorare l’intenzione volontaria del progettista di collegare queste due
immagini. Nella composizione dedicatoria, gli ktitores (fondatori) sup-
plicano la Vergine in trono e con il bambino, e nell’immagine della
Deisis, la Vergine Paraklisis supplica il figlio. La catena della media-
zione è evidente: la Vergine Paraklisis trasmette le preghiere degli kti-
tores a suo figlio.
Tradizionalmente nei monumenti in muratura di Ocrida il santo
patrono è associato alla Deisis: è posto infatti sulla parete sud, proprio
di fronte alla Deisis, rappresentata sulla parete nord 16. Questa soluzio-
ne è adottata nella chiesa rupestre della Vergine Eleousa di Psarades,
dove la Vergine in trono si trova di fronte alla Deisis, come abbiamo
appena visto. Una specificità della chiesa di Radožda è la posizione del
patrono di seguito alla Deisis. La ragione di questa deviazione del mo-
dello è, a quanto pare, l’irregolarità dello spazio e le costrizioni nell’o-
rientamento dell’edificio. Oltre al caso di Radožda, anche nella cappella
di Ljubaništa l’arcangelo Michele è dipinto accanto alla Deisis, ed im-
mediatamente accanto all’iconostasi nella cappella di Mali Grad. La
presenza dello psychopompos in questo posto d’onore è probabilmente
indice della destinazione funeraria delle tre chiese 17.
Altre cappelle propongono un’altra soluzione per esaltare il santo
patrono. Abbiamo osservato la presenza di dipinti che rappresentano
una scena della vita del santo patrono, nel primo registro ed in posi-
zioni ben visibili. Questi dipinti-icona, che si prestano ad una devozio-
ne particolare, sono un modo efficace di onorare il patrono, ma sono

15
I. M. DJORDJEVIĆ, M. MARKOVIĆ, On the Dialogue Relationship between the Virgin
and Christ in East Christian Art, in: Hmcoùs XXVIII (2000-2001), pp. 13-48.
16
GROZDANOV, Ntoh∂pimqm su∂lm pjhiùopqbm cit. (nota 2), pp. 39 e 41.
17
Altri indici iconografici ed archeologici sostengono quest’ipotesi. Si veda: S. BO-
GEVSKA, Les églises rupestres de la région des lacs d’Ohrid et de Prespa cit. (nota 2).
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86 SAŠKA BOGEVSKA-CAPUANO

sconosciute nell’ambito dei monumenti in muratura. In compenso, si


osserva spesso la loro presenza nelle cappelle rupestri: a Radožda con
l’immagine del Miracolo di Chonai 18 (Fig. 4), a Peštani con la Dormi-
zione e l’Annunciazione della Vergine, a Kaneo con la Presentazione
della Vergine al tempio, e probabilmente a Kjafa-San dove un’immagi-
ne monumentale della Dormizione è ugualmente dipinta.
Nelle chiese di Sant’Atanasio e di Peštani, il primo santo rap-
presentato, subito dopo la Deisis, è San Nicolò 19, il taumaturgo
più popolare della regione, presente quasi senza eccezione sia nei
monumenti in muratura che in quelli rupestri. La sua tipologia è
esattamente rispettata ed occupa nella maggior parte dei casi un
posto nel naos, per trasmettere le preghiere dei fedeli al Cristo.
Un’altra categoria di santi la cui rappresentazione è particolar-
mente apprezzata, nei monumenti rupestri è quella dei santi milita-
ri. La loro popolarità è importante tanto nei monumenti in muratu-
ra che nei monumenti rupestri. Tuttavia, la cappella della Vergine

18
S. GABELIĆ, Vhijrp ùotùl&ejù r bhgùlqhpimj rkeqlmpqh, Bemcoùd, 1991, p. 105;
C. JOLIVET-LÉVY, Culte et iconographie de l’archange Michel dans l’Orient byzantin: le té-
moignage de quelques monuments de Cappadoce, Études Cappadociennes, edited by The
Pindar Press, London, 2002, p. 429, n. 54; G. PEERS, Holy Man, Supplicant, and Donor:
On Representations of the Miracle of the Archangel Michael at Chonae, in: Mediaeval Stu-
dies LIX (1997), pp. 173-182; G. PEERS, Hagiographic Models of Worship of Images and
Angels, in: Byzantion LXVII (1997), pp. 407-420. Sulla iconografia della scena, si vedano:
SUBOTIĆ, Oeh̄hlpiù uoibù Aotùl¡ejù Lhtùhjù cit. (nota 2), pp. 306-313; A. XYNGOPOULOS,
Tò e’n Cånaiv Qaúma toû ’Arcaggélou Micaäl, in: Deltíon tñv Cristianikñv ’Arcaiologikñv
’Etaireíav, p. 4. t. I (1959), pp. 26-39; S. GABELIĆ, The Iconography of The Miracle in
Chonae, an Unusual Exemple From Cyprus, in: Hmcoùs XX (1980), pp. 95-104, n. 12 con
la bibliografia anteriore; S. GABELIĆ, Vhijrp ùotùl&ejù r bhgùlqhpimj rkeqlmpqh, Bem-
coùd, 1991, pp. 103-112; A. LYMBEROPOULOU, The Church of the Archangel Michael at Kava-
lariana, London, 2006, pp. 97-100.
19
Il santo è celebrato il 6 dicembre. HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit.
(nota 4), 1347-1364n; SYMEON METAPHRASTES, Vita Sanctorum Mensis December, in: P.G.
CXVI, coll. 317-356; DELEHAYE, Synaxarium cit. (nota 4), coll. 281-284; MENOLOGIUM BASI-
LII cit. (nota 4), coll. 193-194. Sull’iconografia del santo, si vedano: G. ANRICH, Hagios Ni-
kolaos, Der Heilige Nikolaos in der Grieschischen Kirche, Texte und Untersuchungen, t. I e II,
Leipzig/Berlin, 1913/1917, p. 1 passim; N. P. ŠEVČENKO, The Life of Saint Nicholas in
Byzantine Art, Torino, 1983, p. 1 passim; J. RADOVANOVIĆ, Qbeqh Mhimjù - fhqhje h vr∂ù
r ponpimj rkeqlmpqh, Bemcoùd, 1987, p. 3 passim; Chr. MAVROPOULOU-TSIOUMI, S. TAMBAKI,
O ágiov Nikólaov. H apeikónisä tou stiv toicografíev thv Kastoriáv, Dåron Timhtikóv
Tómov ston Kaqhghtä Níko Nikonáno, epim. G. KARADEDOS, Qessaloníkh, 2006, pp. 101-115.
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IL PROGRAMMA AGIOGRAFICO DELLE CHIESE RUPESTRI 87

di Kališta non conserva alcun’immagine di santi guerrieri 20, a par-


te la rappresentazione dell’arcangelo Michele, che si colloca fra i
santi militari. Nella chiesa della Vergine di Kališta, dipinto proprio
accanto alla porta, egli svolge una funzione apotropaica 21. Arcistra-
tegos della milizia celeste, protegge spesso le entrate delle chiese e
nella cappella di Kališta, è seguito dall’arcangelo Gabriele 22.
Gli altri santi militari rappresentati nei programmi delle cappelle ru-
pestri sono i santi più popolari, come San Giorgio 23, San Demétrio 24 ed

20
Il programma iconografico è interamente dedicato alla funzione eucarestica.
21
JOLIVET-LÉVY, Culte et iconographie cit. (nota 18), London, 2002, pp. 413-437; M.
TATIĆ-DJURIĆ, Archanges gardiens de porte à Dečani, Acte du Colloque « Dečani et l’art
byzantin au milieu du XIVe siècle », à l’occasion de 650 ans du monastère de Dečani, septembre
1985, Belgrade, 1989, pp. 359-366; G. GEROV, Alcejhqe - Oùghqejh lù btmdù, in: Hamolhi
Pù∂mbù Chgùlqmjmwimc Ilpqhqrqù XLVI (2009), pp. 435-442; D. MOURIKI, The Wall
Paintings of the Church of the Panagia at Moutoullas, Byzanz Und Der Westen, Österreichi-
sche Akademie der Wissenschaften 432, ed. I. HUTER, Wien, 1984, pp. 195 n. 98, 99.
22
La presenza dei due arcangeli accanto alla porta è osservata a partire dal XII seco-
lo, ed essa sottolinea il loro ruolo di custodi, come a Bačkovo (A. GRABAR, La peinture
religieuse en Bulgarie II, Paris, 1928, tav. III), a Taxiarches di Kastoria (S. PELEKANIDIS, M.
CHATZIDAKIS, Kastoria, Athens, 1985, ill. 21 sulla p. 105), Protaton e Dochiariou (G. MIL-
LET, Monuments de l’Athos, Paris, 1927, tav. 30/1 e tav. 239/3), a Santa Marina di Karluko-
vo (D. PIGUET, Les monuments bulgares à l’époque des Paléologues vols. I-III, Thèse de Doctorat
soutenue à l’Université de Paris I Panthéon Sorbonne, sous la direction de J. P. Sodini,
Paris, 1982, ill. 30), a San Salvatore e a San Nicolò di Prizren, a San Nicolò di Ljuboten,
a Lesnovo (I. DJORDJEVIĆ, Hh∂lm pjhiùopqbm ponpie bjùpqeje r ∂maù Mekù§¯hù, Bemcoùd,
1994, p. 66, ill. 56), a Sant’Andrea - Treska (J. PROLOVIĆ, Die Kirche Des Heiligen Andreas
An Der Treska, Wien, 1997, ill. 109-110), ecc.
23
Celebrato dalla chiesa ortodossa il 23 aprile. HALKIN, Bibliotheca Hagiographica
Graeca cit. (nota 4), 669y-691y; SYMEON METAPHRASTES, Vita Sanctorum Mensis Aprilis, in:
P.G. CXV, coll. 142-162; DELEHAYE, Synaxarium cit. (nota 4), coll. 623-626; MENOLOGIUM
BASILII cit. (nota 4), coll. 419-420. Sulla sua vita, si veda: Ç . DELEHAYE, Les légendes grecques
des saints militaires, Paris, 1909, pp. 63-76, e sull’iconografia di San Giorgio: Ch. WALTER,
The Warrior Saints in Byzantine Art and Tradition, Aldershot, 2003, pp. 109-144; T.
MARK-WEINER, Narrative Cycles of the Life of St. George in Byzantine Art, PhD defended in
1977 at New York University, p. 1 passim.; E. GEORGITSOYANNI, Les peintures murales du
vieux catholicon du monastère de la Transfiguration aux Météores (1483), Athènes, 1993, pp.
276-278 con bibliografia. San Giorgio é rappresentato in Sant’Arcangelo di Radožda, San-
t’Atanasio di Kališta, Sant’Erasmo, nella chiesa della Vergine di Peštani, nella chiesa della
Vergine di Globoko, in quelle di Mali Grad, e di Psarades.
24
Celebrato il 26 ottobre. HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4),
496-547z; SYMEON METAPHRASTES, Vita Sanctorum Mensis October, in: P.G. CXVI, coll. 1038-
1426; DELEHAYE, Synaxarium cit. (nota 4), coll. 163-166; MENOLOGIUM BASILII cit. (nota 4),
coll. 127-128; DELEHAYE, Les légendes grecques cit. (nota 23), pp. 103-109; WALTER, The
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88 SAŠKA BOGEVSKA-CAPUANO

i due Teodori 25. Se necessario, il programma si allarga ai santi Pro-


copio 26, Nestore 27, Cristoforo 28, come pure ai cinque martiri di

Warrior Saints cit. (nota 23), pp. 67-93; GEORGITSOYANNI, Les peintures murales cit. (nota
23), pp. 276-278 con bibliografia. San Demétrio é rappresentato nella chiesa dell’Arcange-
lo di Radožda, a Sant’Atanasio di Kališta, nella chiesa della Vergine di Peštani e in quelle
di Globoko, di Mali Grad e di Psarades.
25
Teodoro Stratelate è celebrato l’8 giugno. HALKIN, Bibliotheca Hagiographica
Graeca cit. (nota 4), 1750-1759m.; DELEHAYE, Synaxarium cit. (nota 4), coll. 735-738; ME-
NOLOGIUM BASILII cit. (nota 4), coll. 489-492. Theodoro Tiro è celebrato il 17 febbraio.
HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4), 1760-1773; DELEHAYE, Synaxarium
cit. (nota 4), coll. 469; MENOLOGIUM BASILII cit. (nota 4), coll. 317-318. I due omonimi so-
no in realtà uno solo, la cui persona fu divisa in due santi distinti prima del IX secolo.
Sulle loro vite e miracoli, come sul loro culto, si vedano: DELEHAYE, Les légendes grecques cit.
(nota 23), pp. 11-43; R. JANIN, Les églises byzantines des saints militaires (Constantinople
et banlieue), in: Échos d’Orient XXXIV (1935), p. 56 passim. Sull’iconografia di questi due
santi, si vedano: WALTER, The Warrior Saints cit. (nota 23), pp. 44-66; D. MOURIKI, The
Mosaics of Nea Moni on Chios I, II, Athens, 1985, pp. 142-143; C. JOLIVET-LÉVY, Saint
Théodore et le dragon: Nouvelles données, Mélanges à Jean-Marie Martin vol. I, éd. E.
CUOZZO, V. DÉROCHE, A. PETERS-CUSTOT, V. PRIGENT, Paris 2008, pp. 357-371. I due Teo-
dori sono rappresentati nella chiesa di Radožda, a Sant’Atanasio di Kališta, nella chiesa
della Vergine di Peštani e in quella di Mali Grad.
26
HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4), 1576-1582c; DELEHAYE,
Synaxarium cit. (nota 4), coll. 805-808; 529-532. Martire di Palestina, celebrato l’8 luglio.
Sull’agiografia e sull’iconografia del santo, si vedano: DELEHAYE, Les légendes grecques cit.
(nota 23), pp. 77-89; H. DELEHAYE, Les légendes hagiographiques, Bruxelles, 1905, pp. 134-
139; WALTER, The Warrior Saints cit. (nota 23), pp. 94-108 con la bibliografia. San Proco-
pio è figurato nella chiesa di Peštani, nella chiesa di Konjsko (?), nella chiesa della Vergi-
ne di Globoko e in quella di Mali Grad.
27
Martire a Salonicco insieme a San Demétrio, il santo è celebrato il 27 ottobre:
HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4), 2290-2292; DELEHAYE, Synaxarium
cit. (nota 4), coll. 167-168. Il Menologio di Basilio II accenna a lui il 26 ottobre. MENO-
LOGIUM BASILII cit. (nota 4), coll. 129-130. San Nestore é rappresentato nella chiesa della
Vergine di Peštani e in quella di Globoko.
28
Celebrato il 9 maggio. HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4),
308w-311k.; DELEHAYE, Synaxarium cit. (nota 4), coll. 667-670; MENOLOGIUM BASILII cit.
(nota 4), coll. 443-444. Sulla sua vita e leggenda, si vedano: H. F. ROSENFELD, Der Heilige
Christophorus und Seine Verehrung. Eine Untersuchung zur Kulturgeographie und Legendenbildung,
Leipzig, 1937, p. 1 passim; ANONIMO (ed.), Sancti Christophori Martyris Acta Græca Anti-
qua, in: Analecta Bollandiana I (1882), pp. 121-148; ANONIMO (ed.), Passio Sancti Christo-
phori Martyris, in: Analecta Bollandiana X (1891), pp. 393-405; F. HALKIN, Saint Christo-
phe dans le Ménologe Impérial, Hagiologie byzantine: Textes inédits publiés en grec et traduits
en français, (Subsidia Hagiographica 71), Bruxelles, 1986, pp. 31-46. Sulla sua iconografia:
WALTER, The Warrior Saints cit. (nota 23), pp. 214-217; M. I. DJORDJEVIĆ, Qbeqh Uoh
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IL PROGRAMMA AGIOGRAFICO DELLE CHIESE RUPESTRI 89

Sebastea 29. Tali immagini fanno parte del repertorio bizantino cor-
rente, e la loro presenza nelle cappelle rupestri non è in nessun mo-
do sorprendente.
Un’osservazione va fatta a proposito di San Menas. Egli appare
a Peštani, a Mali Grad ed nella chiesa della Vergine di Psarades.
Sembra che nei tre casi si tratti del San Menas d’Egitto 30. Ovun-
que è rappresentato nelle vesti di un martire e, nella cappella di
Psarades, porta anche il busto di Gesù sulla sua tunica (Fig. 5).
Elemento iconografico conosciuto d’altra parte 31, nella cappella di
Psarades, dipinto proprio accanto alla porta, egli sembra svolgere
una funzione di protezione 32.
Il santo militare più originale nei monumenti rupestri è San-
t’Alessandro. Egli appare soltanto nella regione di Prespa, in vesti
signorili nella chiesa della Vergine di Globoko (Fig. 6), ed in vesti
di martire nella chiesa di Mali Grad. Per parte mia ho discusso del-
la popolarità di Alessandro, santo probabilmente originario di Salo-
nicco 33, nella seconda metà del XIV secolo in un articolo pubblica-

pqmsmo r ponpimk ghdlmk pjhiùopqbr poed§ec beiù, in: Hmcoùs XI (1980), pp. 63-67; B.
TODIĆ, Qqùom Mùcmohvhlm, Bemcoùd, 1993, p. 124; GEORGITSOYANNI, Les peintures murales
cit. (nota 23), p. 248, ecc. San Cristoforo è figurato nella chiesa di Globoko.
29
Celebrati il 13 dicembre. HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4),
646; SYMEON METAPHRASTES, Vita Sanctorum Mensis December, in: P.G. CXVI, coll. 467-506;
DELEHAYE, Synaxarium cit. (nota 4), coll. 305-306; MENOLOGIUM BASILII cit. (nota 4), coll.
203-204. I cinque martiri di Sebastea sono rappresentati nelle chiese di Radožda e Mali
Grad.
30
Celebrato il 11 novembre. Th. CHATZIDAKIS-BACHARAS, Les peintures murales de Hosios
Loukas, Les chapelles occidentales, Athènes, 1982, pp. 70-74; WALTER, The Warrior Saints cit.
(nota 23), pp. 181-190; W. T. WOODFIN, An Officer and a Gentleman: Transformations in
the Iconography of a Warrior Saint, in: Dumbarton Oaks Papers LX (2006), pp. 111-143;
M. MARKOVIĆ, Qbeqh oùqlhuh y Eevùlhkù, Hh∂lm pjhiùopqbm kùlùpqhoù Eevùlù, co&ù h
pqr∂hje, ed. C. J. ¡rohh̄, Bemcoùd, 1995, pp. 611-617; D. BARDZIEVA-TRAJKOVSKA, Hù qekùq-
piùqù nomcoùkù lù fhbmnhpmq bm Meoegh, in: Jrjqrolm Mùpje∂pqbm XXII-XXIII
(1995/1996), pp. 12-15; P. KOSTOVSKA, Lùvelhvihqe dmnmjùpjù bm Qbeqh Mhimjù bm Lùlùp-
qho, Lùohmbm, in: Hamolhi Qoe∂lmbeimblù Skeqlmpq lù Lrgej lù Lùie∂mlhjù VI (2007),
pp. 24-28, 38-39.
31
WOODFIN, An Officer and a Gentleman cit. (nota 30), pp. 122-129 con la
bibliografia.
32
Th. Chatzidakis-Bachras ha espresso l’opinione che il busto di Gesù sulla tunica di
San Menas avrebbe un significato profilattico. CHATZIDAKIS-BACHARAS, Les peintures murales
cit. (nota 30), p. 73.
33
Sull’agiografia e sulla iconografia di questi quattri santi omonimi, si vedano: H.
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90 SAŠKA BOGEVSKA-CAPUANO

to nel 2007 34. I suoi primi ritratti lo rappresentano nelle vesti di


un martire 35, ma alla fine del XIII secolo egli inizia a rivestire abi-
ti militari 36, ed alla fine del XIV secolo, nella regione di Kastoria
e Prespa 37, è rappresentato con le vesti ricche dei signori. Il centro
principale e d’origine del suo culto, oltre a Salonicco, è senza dub-
bio Kastoria, e la presenza degli ateliers di Kastoria sulle rive del
lago di Prespa attesta gli spostamenti dei pittori a nord di questo
grande centro artistico. Il momento della comparsa di Sant’Alessan-
dro nei monumenti della regione è significativo. A quest’epoca i
Turchi sono alle porte dei Balcani, e si supponeva che Sant’Alessan-
dro avrebbe aiutato a combattere i Turchi così come Alessandro il
Grande aveva combattuto vittoriosamente i Persiani 38. Le immagi-
ni di Sant’Alessandro a Kastoria (Fig. 7) e a Prespa (Fig. 6) somi-
gliano enormemente al ritratto di Alessandro il Grande (Fig. 8) ese-
guito alla fine del XIV secolo in una miniatura del manoscritto del
romanzo di Alessandro conservato a Belgrado 39.
Come altrove nel mondo bizantino, anche i santi medici trova-
no posto nelle chiese rupestri. Facilmente riconoscibili grazie ai loro

DELEHAYE, Saints de Thrace et de Mésie, in: Analecta Bollandiana XXXI (1912), pp. 161-
300; H. DELEHAYE, De Sancto Alexandro, martyre thessalonicae, in A. S., Novembris IV, Bruxel-
les 1925, p. 100; F. HALKIN, Saint Alexandre, martyr de Thessalonique, Mélanges Ivan Du-
jčev, éd. Association des amis des études archéologiques des mondes byzantino-slaves et du
christianisme oriental, Paris 1979, pp. 213-215; F. HALKIN, La prétendue Passion inédite
de saint Alexandre de Thessalonique dans Recherches et documents d’hagiographie byzan-
tine, in: Subsidia Hagiographica LI (1971), pp. 92-94; F. HALKIN, Notes d’hagiographie
thessalonicienne, Actes du IXe Congrès International d’Étude Byzantine, t.II, Thessalonique
1953, pp. 116-117; MARKOVIĆ, Qbeqh oùqlhuh cit. (nota 30), pp. 607-624; F. V. MAREŠ,
Qjmbelpihqe pbequh bm Apekùlmbmqm Fbùlcejhe, in: Khtlh∂ VI (1988), p. 4; S. BOGEVSKA,
Quelques remarques hagiographiques, iconographiques et autres sur saint Alexandre, in:
Hamolhi Qoe∂lmbeimblù Skeqlmpq lù Lrgej lù Lùie∂mlhjù VI (2007), p. 109-130 con
la bibliografia.
34
Ibidem.
35
Ibid., p. 112 passim.
36
Ibid., p. 116 passim.
37
A Sant’Atanasio di Mouzki e nella chiesa della Vergine di Globoko. Ibid., p. 117
passim, fig. 1 e 9.
38
Ibid., p. 124 passim.
39
Manoscritto serbo della Biblioteca nazionale di Belgrado del XIV secolo, pubblica-
to da: V. PETKOVIĆ, Le roman d’Alexandre illustré de la Bibliothèque Nationale de Belgrade, in:
Studi Bizantini e Neoellenici VI (1940), pp. 341-343, tav. XCVI, fig. 1; S. RADOJČIĆ, Qqùoe
ponpie khljùqroe, Bemcoùd, 1950, tav. XXXIV.
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IL PROGRAMMA AGIOGRAFICO DELLE CHIESE RUPESTRI 91

strumenti medici, sono sollecitati dai fedeli soprattutto nelle do-


mande di guarigione e in tutto ciò che riguarda la salute della fa-
miglia. I più popolari a Bisanzio e nelle cappelle rupestri sono i
santi Pantalemone 40, Cosma e Damiano 41, ma si incontra talvolta
anche Ermolao 42, il padrone di Pantalemone.
Le sante donne, che sono dipinte di solito nelle parti occidentali
delle chiese in muratura della regione, acquisiscono posizioni molto
prestigiose nelle chiese rupestri, tanto più che il loro numero è molto
spesso elevato. Abbiamo proposto varie ipotesi per i vari monumenti,
poiché la scelta delle sante donne, la loro posizione nel monumento ed i

40
Celebro il 27 luglio. HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4), 1412z-
1418c; SYMEON METAPHRASTES, Vita Sanctorum Mensis Julius, in: P.G. CXV, coll. 447-477; DE-
LEHAYE, Synaxarium cit. (nota 4), coll. 847-848; MENOLOGIUM BASILII cit. (nota 4), coll. 561-562.
Sull’iconografia: MOURIKI, The Mosaics of Nea Moni cit. (nota 25), pp. 151-152; HADERMANN-MI-
SGUICH, Kurbinovo cit. (nota 14), pp. 243-245. Sul suo culto e sulle sue immagini in Italia me-
ridionale, si veda : M. FALLA-CASTELFRANCHI, Culto e Immagini dei Santi Medici nell’Italia Me-
ridionale Byzantina e Normanna, La cultura sientifica e Tecnica Nell’Italia Meridionale Bizantina,
Atti della Sesta Giornata di Studi Bizantini, Arcavacata di Rende, 8-9 Febbraio 2000, ed. F. BUR-
GARELLA e A. M. IERACI BIO, Soveria Mannelli, 2006, p. 59 passim. San Pantalemone é rappre-
sentato nelle chiese della Vergine di Kališta e di Peštani.
41
Celebrati il 1 luglio (Cosma e Damiano di Roma), il 17 ottobre (Cosma e Damia-
no Arabi) e il 1 novembre (Cosma e Damiano d’Asia). HALKIN, Bibliotheca Hagiogra-
phica Graeca cit. (nota 4), 372-392; DELEHAYE, Synaxarium cit. (nota 4), coll. 791; 144-
146; 185; MENOLOGIUM BASILII cit. (nota 4), coll. 515-516; 113-114; 137-138. Sul loro cul-
to, si vedano: J. ALLAN, Benevolent Physicians in Late Antiquity: the Cult of the Anargyroi,
PhD defended at the University of Miami, 1993, supervised by E. Yamauchi, Michigan
1993, p. 1 passim. soprattutto pp. 168-175; C. MANGO, On the Cult of Saints Cosmas and
Damian at Constantinople, Qumíama sth mnämh thv Laskarínav Mpoúra, ep. Moueío
Mpenákh, Aqäna, 1994, pp. 189-192; FALLA-CASTELFRANCHI, Culto e Immagini dei Santi
Medici cit. (nota 40), pp. 59-96. Sulla lora iconografia,: H. SKROBUCHA, Kosmas und Da-
mian, Recklinghausen, 1965, p. 1 passim; HADERMANN-MISGUICH, Kurbinovo cit. (nota 14),
pp. 240-243; GEORGITSOYANNI, Les peintures murales cit. (nota 23), p. 253; ARCHIBISHOP DA-
MIANOS of SINAI, The Medical Saints of the Orthodox Church in Byzantine Art, Material
Culture and Well-Being in Byzantium (400-1453), Proceedings of the International Conference
(Cambridge 8-10 september 2001), dir. M. GRÜNBART, Vienna 2007, pp. 42-44. I santi Co-
sma e Damiano sono rappresentati nella chiesa di Sant’Atanasio di Kališta, a San Salvatore
di Višni e nelle chiese della Vergine di Peštani e di Mali Grad.
42
Celebro il 26 luglio. HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4), 2173;
DELEHAYE, Synaxarium cit. (nota 4), coll. 843; MENOLOGIUM BASILII cit. (nota 4), coll. 559-
560. G. ANGELIČIN, Qqoùlhuh m∂ hpqmohjùqù lù rkeqlmpqù lù Ntoh∂ h mtoh∂pim XV -
XIX bei, Ntohd, 1996, p.34. Sant’Ermolao é raffigurato nella chiesa della Vergine di
Kališta.
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92 SAŠKA BOGEVSKA-CAPUANO

legami che tali figure hanno con le immagini che le circondano influenza-
no il loro ruolo nel programma. Penso che nella cappella di Radožda il
numero importante delle sante donne sia legato alla funzione funeraria
della cappella (tali figure circondano infatti la tomba), ma anche alla pre-
senza di pellegrini femminili, che hanno una devozione particolare per le
sante donne. Nel caso della cappella di Višni si ritiene invece che la fonda-
trice della chiesa, probabilmente la responsabile di una piccola comunità
di suore, abbia imposto il programma iconografico, composto esclusiva-
mente dalla rappresentazione di sante donne e di santi medici. Un posto
preponderante è sempre riservato a Santa Parasceve 43, la santa più venera-
ta nella regione. La sua presenza indica, in alcune chiese, e forse al santua-
rio della Vergine Eleousa di Psarades, il carattere commemorativo dei luo-
ghi. Nella chiesa di Višni essa penetra nello spazio dello santuario, essen-
do dipinta il più vicino possibile al altare. Altre sante donne spesso rap-
presentate nelle chiese rupestri sono le sante Ciriaca 44, Marina 45, Barba-

43
Due sante portano questo nome. La prima è quella di Roma, martirizzata sotto
Antonino, la cui festa cade il 26 luglio e l’8 novembre. HALKIN, Bibliotheca Hagiogra-
phica Graeca cit. (nota 4), 1419z-1420x. La seconda è la suora di Tracia che visse nel X
secolo e la cui festa viene celebrato il 13/14 ottobre. HALKIN, Bibliotheca Hagiographica
Graeca cit. (nota 4), 1420z-1421. Sulla sua vita, si vedano: F. HALKIN, Sainte Parascève la
Jeune et sa vie inédite BHG 1420z, in: Studia Slavico-Byzantina et Mediaevalia Europensia I
(1988), pp. 281- 292. Sull’iconografia: S. KOUKIARIS, ‘O kúklov toû bíou tñv ‘Agíav
Paraskeuñv tñv Romaíav kaì tñv e’z ’Ikoníou stñ Cristianíkh técnh, Aqäna, 1994, p. 21 passim.;
HADERMANN-MISGUICH, Kurbinovo cit. (nota 14), pp. 27-30; G. SUBOTIĆ, Qbeqh Jmlpqùl-
qhl h Jejelù r Ntoh∂r, Bemcoùd, 1971, pp. 99, 102; Ch. WALTER, The Portrait of Saint
Paraskeve, Pictures as Language, How the Byzantines Exploited Them, edited by Pindar Press,
London 2000, pp. 383-396. Santa Parasceve è raffigurata nelle chiese di Radožda, Sant’A-
tanasio di Kališta, San Salvatore di Višni, Santo Stefano di Pancir, nelle chiese di Ljubani-
šta, Globoko, Mali Grad e nella chiesa della Vergine di Psarades.
44
HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4), 461z-462f. Ha molti giorni
di festa: il 7 o il 26 luglio e il 10 agosto. Nel Sinassario di Costantinopoli, appare al 26
luglio. DELEHAYE, Synaxarium cit. (nota 4), coll. 845. Il Menologio di Basilio II non vi fa
accenno. Sull’iconografia della santa, si veda: Z. GAVRILOVIĆ, Observations on the Iconogra-
phy of St. Kyriake, Principally in Cyprus, Lamphdån Afiérwma sth mnämh thv Ntoúlav
Mouríkh I, ep. M. ’ASPRA - BARDABAKH, Aqäna, 2003, pp. 255-264. Santa Ciriaca è rappre-
sentata nelle chiese di Radožda, Sant’Atanasio di Kališta, San Salvatore di Višni, Globoko
e Mali Grad.
45
Celebrata il 17 luglio. HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4),
1165-1169d.; Synaxarium, coll. 825; MENOLOGIUM BASILII cit. (nota 4), coll. 545-548. Santa
Marina è figurata nelle chiese di Radožda, Sant’Atanasio di Kališta, San Salvatore di Višni,
Sant’Erasmo, e nelle chiese di Globoko e della Vergine Eleousa di Psarades.
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IL PROGRAMMA AGIOGRAFICO DELLE CHIESE RUPESTRI 93

ra 46 e Tecla 47. Un’ultima categoria di santi che è spesso presente nelle


cappelle rupestri è quella dei santi monaci. Generalmente, si osservano
le immagini dei monaci più famosi, cioè Sant’Antonio 48 e Sant’Euti-
mio 49. La presenza di San Simeone Stilita è frequente nelle chiese di
Prespa, ma non nelle cappelle di Ocrida. Egli è sempre dipinto con
una gamba incancrenita (Fig. 9), un dettaglio iconografico caro agli
ateliers di Kastoria 50, ispirato della vita di Santo Simeone Vecchio 51.
Inoltre il programma agiografico del narthex di Radožda offre un in-

46
HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4), 213-218q; SYMEON META-
PHRASTES, Vita Sanctorum Mensis December, in: P.G, CXVI, coll. 301-316; DELEHAYE, Synaxa-
rium cit. (nota 4), coll. 277-278; MENOLOGIUM BASILII cit. (nota 4), coll. 191-192. Santa
Barbara è celebrata il 4 dicembre, ed è dipinta nelle chiese di Radožda, Sant’Atanasio, San
Salvatore di Višni e Mali Grad.
47
HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4), 1710-1722; SYMEON META-
PHRASTES, Vita Sanctorum Mensis September, in: P.G. CXV, coll. 882-898; DELEHAYE, Synaxa-
rium cit. (nota 4), coll. 75-78; MENOLOGIUM BASILII cit. (nota 4), coll. 69-70. Sulla sua vita
ed i suoi miracoli, si vedano: G. DAGRON, Vie et miracles de la sainte apôtre et martyre du
Christ Thècle, in: Subsidia Hagiographica LXII (1978), pp. 167-421; A. J. FESTUGIÈRE, Sainte
Thècle, saints Côme et Damien, saints Cyr et Jean (extraits), saint Georges, Paris, 1971, pp. 11-82; S.
F. JOHNSON, The Life and Miracles of Thekla, A Literary Study, Washington, 2006, p. 15 passim.
Santa Tecla è rappresentata nelle chiese di Radožda e San Salvatore di Višni.
48
Sant’Antonio è celebrato il 17 gennaio. HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca
cit. (nota 4), 140-141h; DELEHAYE, Synaxarium cit. (nota 4), coll. 397-398; MENOLOGIUM
BASILII cit. (nota 4), coll. 263-264. Sulla sua iconografia: MOURIKI, The Mosaics of Nea Moni
cit. (nota 25), p. 160 con bibliografia; D. SIMIĆ-LAZAR, Jùjelh¯h, pjhiùopqbm, hpqmohjù,
Joùcrjebùu, 2000, pp. 246-247; J. NIKOLIĆ-NOVAKOVIĆ, Khimbh kmlùtù h nrpqhlmfhqe§ù r
uoibh kùlùpqhoù Keplmbù, in: Hamolhi Pù∂mbù Chgùlqmjmwimc Ilpqhqrqù XXXIII
(1994), p. 166. Sant’Antonio è raffigurato nelle chiese di Radožda, Sant’Atanasio di Kali-
šta, nella chiesa della Vergine di Peštani e in quella di Psarades (?).
49
Il santo è celebrato il 20 gennaio. HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit.
(nota 4), 647-650d; SYMEON METAPHRASTES, Vita Sanctorum Mensis Januaris, in: P.G. CXIV,
coll. 583-734; DELEHAYE, Synaxarium cit. (nota 4), coll. 405; MENOLOGIUM BASILII cit. (nota
4), coll. 271-272. Sant’Eutimio è dipinto nella chiesa di Sant’Atanasio di Kališta e nella
chiesa di Peštani.
50
K. AMPRAZOGOULA, Particularités iconographiques de l’école de la Grèce du Nord-
Ouest dans la représentation des stylites, in: Deltíon tñv Cristianikñv ’Arcailogikñv
‘Etaireíav, p. 4, t. XXVIII (2007), pp. 225-236; G. SUBOTIĆ, Two Centres of Painting in
the Fourteenth Century. Ochrid and Kastoria: Monuments, Workshops and Style, Byzanti-
ne Macedonia, Art, Architecture, Music and Hagiography, Papers from the Melbourne Conference,
July 1995, edited by J. BURK and R. SCOTT, Melbourne, 2001, p. 94. San Simeone Stilita è
rappresentato nelle chiese di Mali Grad, di Trstenik, di Mikri Analipsis e nella chiesa del-
la Vergine Eleousa di Psarades.
51
Nella vita di San Simeone si racconta che il santo, per mortificare il suo corpo
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94 SAŠKA BOGEVSKA-CAPUANO

sieme di ritratti di santi monaci molto insolito per la regione. Si tratta


delle immagini di San Giovanni Calabita 52, San Gerasimo 53 e San-
t’Arsenio 54, che datano agli anni 1260. La figura di San Gerasimo è
un’innovazione per l’arte bizantina del XIII secolo 55, mentre la rap-
presentazione di San Giovanni Calabita e di Sant’Arsenio è a sua volta
piuttosto rara nella regione 56. Le immagini di questi tre asceti circon-
dano la tomba del narthex di Radožda che, a parer mio, ripara il corpo
del fondatore della piccola comunità di monaci che viveva a Radožda.
Le pareti occidentali di alcune chiese rupestri conservano l’im-
magine tradizionale dei santi Constantino e Elena 57 che tengono la
croce tra di loro. Il valore di protezione della croce è messo in pri-
mo piano in quest’immagine, dato che nella maggioranza dei casi
questa composizione occupa una posizione vicina alla portata d’en-
trata.

aveva trascorso molto tempo in piedi, procurandosi così un’ulcera alla gamba sinistra. R.
DORAN, The Lives of Simeon Stylite, Michigan, 1992, pp. 81, 94.
52
HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4), 868-869h; SYMEON META-
PHRASTES, Vita Sanctorum Mensis Januaris, in: P.G. CXIV, coll. 567-582; DELEHAYE, Synaxa-
rium cit. (nota 4), coll. 393; MENOLOGIUM BASILII cit. (nota 4), coll. 259-260.
53
HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4), 693-696e.; DELEHAYE, Syna-
xarium cit. (nota 4), coll. 507-508; MENOLOGIUM BASILII cit. (nota 4), coll. 337-338. Il san-
to è celebrita il 4 maggio. Sulla sua iconografia: S. TOMEKOVIĆ, Note sur saint Gérasime
dans l’art byzantin, in: Hamolhi gù Khimble Skeqlmpqh XXI (1985), pp. 277-286.
54
Celebrita l’8 maggio. HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4), 167y-
169c; DELEHAYE, Synaxarium cit. (nota 4), coll. 665-666; MENOLOGIUM BASILII cit. (nota 4),
coll. 441-444.
55
La sua prima immagina nell’arte monumentale è quella di San Neofito di Pafo
(1183), quindi quella della chiesa dell’Ascensione a Mileševa (secondo decennio del XIII
secolo). C. MANGO, E. J. W. HAWKINS, The Hermitage of St. Neophytos and its Wall
Paintings, in: Dumbarton Oaks Papers XX (1966), ill. 78; S. TOMEKOVIĆ, Les saints ermites et
moines dans le décor du narthex de Mileševa, Recueil du Colloque « Mileševa dans l’histoire du
peuple serbe » éd. V. J. DJURIĆ, Belgrade, 1987, fig. 1; S. RADOJČIĆ, Lhjewebù, Bemcoùd,
1971, pl. XL, XLI.
56
San Giovanni Calabita è rappresentato soltanto nella chiesa della Panagia Mavrio-
tissa di Kastoria e Sant’Arsenio è raffigurato nella chiesa dei Santi Anargiri di Kastoria
(CHATZIDAKIS, Kastoria cit. (nota 22), fig. a la p. 68, fig. 25 a la p. 46).
57
Celebrati il 21 maggio. HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4),
361x-369k.; DELEHAYE, Synaxarium cit. (nota 4), coll. 697-700; MENOLOGIUM BASILII cit.
(nota 4), coll. 467-468. I Santi Constantino e Elena sono rappresentati nelle chiese di Ra-
dožda, Sant’Erasmo, di Globoko e di Mali Grad.
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IL PROGRAMMA AGIOGRAFICO DELLE CHIESE RUPESTRI 95

Vorrei infine fare diverse osservazioni sulla presenza dei locali


santi nei programmi delle cappelle rupestri. I locali santi che mi
interessano in particolare sono San Clemente 58, San Naum 59, San
Cirillo 60 e Sant’Erasmo 61.
Nella cappella di Peštani sono dipinti San Naum e San Cle-
mente, due discepoli di Cirillo e Metodio. Il monastero di San
Naum, nel quale riposa il corpo del santo, si trovava non lontano
da questa cappella, nel territorio del vescovado di Devolis. San
Naum non ha mai raggiunto la celebrità di San Clemente e le sue
immagini non si incontrano prima della metà del XIV secolo, poi-
ché le masse popolari non avevano assimilato il suo culto 62. Il ri-
tratto di San Naum in questa chiesa è una scelta personale del fon-
datore, probabilmente un parente del vescovo Gregorio di Devolis.
Penso che San Clemente avesse una cappella rupestre a lui inti-
tolata. Probabilmente la cappelle rupestre della Vergine di Kališta
fu dedicata a San Clemente. Una composizione particolare rappre-

58
Cfr. sopra alla nota 7.
59
Il santo è celebrato il 20 giugno (HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit.
(nota 4), 1317), il 17 giugno e il 23 dicembre. K. NIHORITIS, Ntohdpihqe nompbeqhqejh
Jjhkelq h Mùrk b coyuiùqù qoùdhuhR (lmbh kmkelqh), LeD́rlùom∂el Mùrvel Qmaho Qbeqh
Mùrk Ntoh∂pih-fhbmq h ∂ejm, Ntoh∂ 19-22 miqmkboh 2005, no. I. Cejeb, Qimnje, 2006,
p. 94 con la bibliografia.
60
Celebrato il 14 febbraio second il Codex Vaticanus Slavicus 3 Glagoliticus, della
Biblioteca Apostolica Vaticana, CITTÀ DEL VATICANO. V. IVANOVA-MAVRODINOVA, A. DŽU-
ROVA, Apekùlhebmqm Fbùlcejhe, Qqùomayjcùopih cjùcmjhvepih nùkeqlhi mq X bei,
Qmshò, 1981, p. 24, ff. 142 v. et 145 v; A-E. N. TACHIAOS, The Cult of Saint Methodius
in Byzantino-Slavonic World, in: Orientalia Christiana Analecta CCXXXI (1988), pp. 131,
133, 136; F. DVORNIK, Les Slaves, Paris, 1970, p. 84; F. DVORNIK, Byzantine Missions Among
the Slavs, SS. Constantine-Cyril and Methodius, New Yersey, 1970, p. 104 passim.; F. DVOR-
NIK, Les légendes de Constantin et de Méthode vues de Byzance, Prague, 1933, pp. 352-353; R.
UGRINOVSKA-SKALOVSKA, Lj. BASOTOVA, Qbe∂mwqbù gù Jhohj h Leqm∂hj, Qimnje, 1989, p. 5;
G. OSTROGORSKY, The Byzantine Background of the Moravian Mission, in: Dumbarton Oaks
Papers XIX (1965), pp. 15-16.; A-E. N. TACHIAOS, H zwä kai to érgo twn Kuríllou kai
Meqódiou, to Buzantinó politistikó klhrodóthma stouv Slábouv, Qessaloníkh, 2009, p.
11 passim.
61
HALKIN, Bibliotheca Hagiographica Graeca cit. (nota 4), 602; Synaxarium, coll. 726;
A. S., Decembris, coll. 220; S. Erasmo, in: Bibliotheca Sanctorum IV, edita a cura dell’Istituto
Giovanni XXIII della Pontificia Universita Lateranense, Roma, 1964, 1288.
62
GROZDANOV, Ntoh∂pimqm su∂lm pjhiùopqbm cit. (nota 2), p. 154, ill. 68; GROZDA-
NOV, Omoqeqh lù pbeqhqejhqe cit. (nota 8), pp. 60-61, 106-108, fig. 10, 18; C. GROZ-
DANOV, Qbeqh Mùrk Ntoh∂pih, Qimnje, 2004, pp. 51-62, fig. 26, 27, 29 et 31, pl. IV.
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96 SAŠKA BOGEVSKA-CAPUANO

sentante San Cirillo e San Clemente (Fig. 10), posta in una posizio-
ne privilegiata nel naos, sembra confermare l’ipotesi che la chiesa,
nel XVI secolo, avesse per patrono il protettore della città, San
Clemente 63.
Il culto di San Cirillo e di Sant’Erasmo è più complesso da se-
guire. È innegabile che la loro popolarità fino al XVI secolo non
abbia toccato le masse popolari. I culti di Sant’Erasmo e di San Ci-
rillo sono direttamente stimolati dai più alti rappresentanti della
chiesa di Ocrida. Così, il culto di Sant’Erasmo diventa popolare nel
XIII secolo sotto l’arcivescovo Constantino Cabasila e sotto il suo
successore 64, come pure al nel XVI secolo sotto l’arcivescovo
Prohor (1525-1528 e 1529-1550) 65. Per quanto riguarda il culto
di San Cirillo, la situazione è simile. La prima immagine di San Ci-
rillo a Ocrida viene da Santa Sofia (1037-1056) 66, ed è stata finan-
ziata dall’arcivescovo Léone. La seconda effigie di questo santo a
Ocrida è conservata nella cappella rupestre di Kališta (Fig. 10), da-
ta alla metà del XVI secolo ed è probabilmente influenzata dall’a-
scesa della Chiesa di Ocrida sotto l’arcivescovo Prohor.
Ne deduciamo che la chiesa di Ocrida fa appello ai santi locali
(Clemente, Naum, Cirillo e Erasmo) ogni volta che prova la neces-
sità di dimostrare le sue tradizioni, o di sottolineare la dignità par-
ticolare della sua stessa istituzione. Ciò rimane un fenomeno abba-
stanza universale nel mondo bizantino, poiché anche altre istituzio-
ni ecclesiastiche hanno fatto ricorso a queste pratiche.

63
GROZDANOV, Omoqeqh lù pbeqhqejhqe cit. (nota 8), p. 65; C. GROZDANOV, Qb.
Jjhkelq h Qb. Mùrk bm rkeqlmpqù lù Lùiedmlhjù h lù Ntohdpiùqù Aothenhpimnhjù, Papers
from the Conference « Saints Clement and Naum of Ohrid and the Contribution of the Ohrid Spiri-
tual Centre to Slavonic Literacy and Culture », held on 13-15 Septembre 1993, pr. P. Hr. ILIEV-
SKI, Skopje, 1995, p. 35.
64
San Giovanni il Teologo, Kaneo (1280 - 1290). GROZDANOV, Omjùbù h nomdmo nmo-
qoeqù Jjhkelqù Ntohdpimc r poed§mbeimblmj rkeqlmpqh, in: Hamolhi gù Khimble Skeql-
mpqh III (1967), ill. 4; MILJKOVIĆ-PEPEK, Oewqeolùqù uoibù Qbeqh Foùgkm cit. (nota 2),
pp. 17, 51, fig.14, ill. 10.
65
GROZDANOV, Omoqeqh lù pbeqhqejhqe cit. (nota 8), pp. 97-98, ill. VIII; C.
GROZDANOV, N Qb. Jmlpqùlqhlr Jùbùphjh h §ecmbhk nmoqoeqhkù r pbeqjr lmbht pùglù§ù, in:
Hamolhi Pù∂mbù Chgùlqmjmwimc Ilpqhqrqù XLIV (2007), p. 318 passim. C. GROZDA-
NOV, Ntohdpihmq ùotenhpimn Oomtmo h lecmbùqù dejlmpq. Qqr∂hh gù Ntoh∂pihmq Ghbmnhp,
Qimnje, 1990, p. 153; GROZDANOV, Ntoh∂pimqm su∂lm pjhiùopqbm cit. (nota 2), p. 52.
66
GROZDANOV, Omoqeqh lù pbeqhqejhqe cit. (nota 8), tav. I.
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IL PROGRAMMA AGIOGRAFICO DELLE CHIESE RUPESTRI 97

Il programma agiografico delle chiese rupestri di Ocrida e di


Prespa segue lo schema delle chiese costruite della regione, ma è ar-
ricchito con le immagini dei santi che corrispondono alle preferenze
degli ktitores o alla loro popolarità nell’ambiente monastico o nella
Chiesa d’Ocrida nella cui diocesi si trovano i monumenti in
questione.
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S. BOGEVSKA-CAPUANO TAV. I

Fig. 1 - San Clemente e Sant’Eleuterio,


Chiesa della Vergine di Mali Grad, Prespa, 1344/45.

Fig. 2 - Deisis della Chiesa della Vergine Eleousa di Psarades, Prespa, 1409/10.
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TAV. II S. BOGEVSKA-CAPUANO

Fig. 3 - Immagine dedicatoria, Chiesa della Vergine Eleousa di Psarades, Prespa, 1409/10.

Fig. 4 - Miracolo di Chonai, Chiesa di San Michele Arcangelo di Radožda, Ocrida, circa 1260.
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S. BOGEVSKA-CAPUANO

Fig. 5 - San Menas d’Egitto, Fig. 6 - Sant’Alessandro, Chiesa della Vergine,


TAV. III

Chiesa della Vergine Eleousa di Psarades, Prespa, 1409/10. Globoko, Prespa, fine del XIV secolo.
TAV. IV
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Fig. 7 - Sant’Alessandro, Sant’Atanasio di Mouzki, Kastoria, Fig. 8 - Alessandro il Grande, miniatura del manoscritto del romanzo di
1384/85 (S. PELEKANIDIS, Καστοριά, Θεσσαλοµίκη, 1953, fig. 12). Alessandro, Belgrado, fine del XIV secolo (V. PETKOVIC, Le roman
d’Alexandre illustré de la Bibliothèque Nationale de Belgrade, in: Studi
Bizantini e Neoellenici VI (1940), tav. XCVI, fig. 1).
S. BOGEVSKA-CAPUANO
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S. BOGEVSKA-CAPUANO

Fig. 9 - San Simeone Stilita, Chiesa della Vergine, Fig. 10 - San Cirillo e San Clemente, Chiesa della Vergine,
TAV. V

Mali Grad, Prespa, 1368/69. Kališta, metà del XVI secolo.


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