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FEBBRAIO
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ISSN 0391 ·5425

Il tempo- pasquale
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con la Focoltà di Teologia
Pontificia Salesiana (Roma)
Versione base
COME BIMBI APPENA NATI
T: Mauro Mantovani. M: Remigio de Cristofaro 2
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Istituto di Musico Sacro di Roma TUTIA LA TERRA LODI IL SIGNORE
T: Mauro Mantovani. M: Gian Alessandro Vanzin 4
M ù<ezione-
LA BONTÀ DEL SIGNORE RIEMPIE LA TERRA
Massimo Palombella
Università Pontificia Salesiana
1: Giuseppe Falabella. M: Mario Cataneo 6
Piazza Ateneo Salesiano, 1 - 00139 Roma CANTATE AL SIGNORE UN CANTICO NUOVO
TelJfax 06.872.90.505
• e-mail: massimo@ups.urbe.it T: Mauro Mantovani. M: Valentino Miserachs 12
CON GIOIA ANNUNCIATE
T: Massimo Palombella. M: Domenico De Risi 14
Musica:
M. Bargagna - N. Barosco
M. Chiappero - R de Cristofaro - D. De Risi Elaborazione per Schola e parti organistiche
V. Oonella - L Donorà - G. Gai - S. Kmotorka COME BIMBI APPENA NATI
G. Uberto - D. Machetta - A Martorell - I. Meini
V. Miserachs - L Molfina - R. Mucd - M. Nardella T: Mauro Mantovani. M: Remigio de Cristofaro 16
M. Nosetti - F. Rampi - A Ruo Rui - D. Stefani
G.S. Vanzin - A Zorzi. TUTIA LA TERRA LODI IL SIGNORE
T: Mauro Mantovani. M: Gian Alessandro Vanzin 21
Testi:
R Bracchi - E. dal Covolo - M. Mantovani. CANTATE AL SIGNORE UN CANTICO NUOVO
Musica-Lituryia-Culturo: T: Mauro Mantovani. M: Valentino Miserachs 27
A Amato - E. Costa - F. Rainoldi
M. Sodi - E. Stermieri. CON GIOIA ANNUNCIATE
CI 2008 Espressiooe Edizioni Musicali
T: Massimo Palombella. M: Domenico D.e Risi 32
Tutti i diritti riservati.

La musica contenuta nel CD allegato è eseguita da alcuni coristi del


Jfnm zinisu 'Cuwne- Coro Interuniversitario di Roma diretti da mons. Valentino Miserachs
'" CJonuner ciak e don Massimo Palombella.
Editrice EIledici, 10093 leumann 00> C<Jristi: Cornelia Duprè (soprano), Fabiana Laureani (soprano), Ema·
nuela Ascoli (contralto), Cristina Nocchi (contralto), Adriano Carolet·
UHìcìo abbonamenti: ti (tenore), Ermenegildo Corsini (tenore), Stefano Fioravanti (Basso),
tel. 00.95.52.1641165; fax 01195.74.048 Luciano Luciani (basso) .
• e-mail: abbonamenti@elledici.org
intemet: www.elledici.org Solisti: Adriano Caro letti, Ermenegildo Corsini, Stefano Fioravanti.
Organista: Juan Paradell Solé.
Abbonamento annuo 2008:
€ 54,00 (estero € 64,(0) • CCP 21670104 La registrazione è stata effettuata 1'1 e il 3 dicembre 2007 nella Chie·
Un numero € 15,00 sa dell'Università Pontificia Salesiana di Roma (Organo Tamburini,
Piazza dell'Ateneo Salesiano, 1) dallo Studio Mobile della Radio Vati·
ELLEOICI· 10093 LEUMANN <TO) <aMo
Direttore responsabile: Giovanni Battista Bosco Tecnico del suono: Silvio Piersanti.
Registr. N. 392 del TriI>. Civ. di Torino. U ·2· t949.
Editing digitale e mastering: Studio opènSound (via B. Cmetti, 32 -
Stampo: Scuola Grafia Salnoona · Torino
Roma).
Ingegnere del suono: Silvio Piersanti.
Coordinamento generale: Massimo Palombe.lla.
Le ultime vicende ecclesiali circa la Liturgia sono state l'occaliiooe Per questo i testi dei canti proposti si presentano con un impianto
per far rivivere nuovamente datate polemiche in ordine alla lingua li- unitario, attingendo direttamente, ma anche dinamicamente, alle An-
turgica, alla musica... Non ~ questo il luogo per commentare il mOlu /iphonae proposte dalla liturgia di ciascuna delle domeniche di Pasqua
proprio di Papa Benedetto XVI Summorum Pomijicum, ma la situazio- qui richiamate, ossia la domenica seconda, terza, quarta, quinta e sesta.
ne ci porta necessariamente a fare alcune riHessioni nel campo che ci Tutti e cinque i testi sono scritti - anche se non esclusivamente - come
compete, e ci~ quello musicale. canto d'ingresso per la Celebrazione Eucaristica della rispettiva D0-
Le innumerevoli discussioni che popolano la musica nella Liturgia menica di Pasqua.
rischiano, a lunga gettata, di stancare. Da un lato i fautori di un "fun· Come bimbi appena nati, per la Il Domenica del Tempo di Pa-
zionalismo"liturgico che fondamentalmente comprendono la musica squa, presenta un rilornello che mutua dall'An/iphona (in VI modo)
nella Liturgia esclusivamente come un mezzo per far partecipare l'as- della Hebdomada secunda Paseha/.' (Quasi modo geniti infantes. al·
semblea; dall'altro coloro che concepiscono la stessa musica come una leluia: rationabiles. sin/.' dolo lac concupiscite, alleluia, alleluia, al·
esclusiva fruizione estetica "sacralizzando" alcuni particolari stilemi. leluia), che fa riferimento a I PI 2,2. Questa antifona, per quanto ri-
Ci ritroviamo così in entrambe le posizioni di falto lontani dal cuore guarda le strofe, indica il Salmo 81(80), e a questa indicazione si ~
della Chiesa che ~ la li- fatto riferimento nell'im-
turgia e disancorati dalla poSlare interamente su l
viva Tradizione ecclesia- Salmo citato la prima
le che ha sempre compre-
so l' arte a servizio del- TRA CONCILIO DI TRENTO strofa del canto; la se-
conda strofa mutua inve-
l'Azione Liturgica e non ce dalla Il antifona d' in-
come una "monade" au-
tonoma. Infatti l'arte nel-
E CONCILIO VATICANO II gresso proposta dalla Li-
turgia in italiano, che ha
la Liturgia esiste per "di- come indicazione 4 Esd
re la teologia" e ci~, in 2,36-37. La comunità,
dialogo con la cultura di un preciso momento storico, rendere "plasti- associata a[ mistero della Pasqua. è chiamata a crescere e a perseve-
ca" la comprensione del Mistero Rivelato. t:: ciò che ad esempio pos- rare nell'amore, dando testimonianza della vita che sgorga da "l' uo-
siamo osservare in alcuni mosaici absidali di Basiliche Romane come mo nuovo Gesi) Cristo".
quella di santa Prassede dove è collocata e risolla la problematica del Tulla la tura lodi il Signore, per la III Domenica del Tempo di Pa-
millenarismo, oppure quella di santa Pudenziana dove è affrontata la squa ha invece come ritornello il testo dell'AntiphonQ (in VIII modo)
questione della salvezza per ebrei e greci, od infine quella di Santa Ma- della Hebdomada lertia Paschae (Iubilate Deo omnis terra. alfeluia:
ria Maggiore dove troviamo in sintesi tutta la teologia mariana. In so- psalmum diciate nomini eius. alfe/uia: date gloriam /audi eil/s, alfe-
stanza l'arte in radice non esiste nella Liturgia per una fruizione este· luia. alfeluia, alleluia), che fa riferimento al Salmo 66(65). 1.2.3. Que-
tica o per una funzionale accezione "aggregante" dell'assemblea, ma sta antifona. per quanto riguarda le strofe, indica lo stesso Salmo, così
esclusivamente con funzione "esegetica". É ovvio che adempiendo al che le strofe possono mutuare direnamente dai versetti scelti (cf. vv, 3,
soo vero mandato la stessa arte sarà anche oggetto di fruizione esteti- 5 e 8). con un riferimento specificamente pasquale nella seconda. La
ca e di aggregazione. ed esigerà !'impiego di raffinate tecniche gram- comunità che celebra ~ chiamata a riconoscere i segni della presenza
matiche ma il tutto finalizzato a qualcosa di mollo pii) allo. del Risorto, e della salvezza che egli porta.
In tutto questo sono sempre pii) convinto che la profonda sfida del· La bonlà del Signore riempie la terra, per la IV Domenica del Tem-
la Rifonna liturgica dci Concilio Vaticano Il rischi di essere disattesa po di Pasqua, presenta a sua volta un ritornello che mutua dall'An-
sia da coloro che, nell 'illusione di un dialogo con la modernità, riduco- liphonQ (in IV modo) della Hebdomada quarta Paschae (Misericordia
no tUIlOa puro funzionalismo dove la "bellezza" rischia purtroppo di Domini piena eSI terra, alfe/uia. rubo Dei caeli finnati SI/m, alleluia,
essere un fortui to accidens e la funzione esegetica dell'arte non esiste alleluia), che fa riferimento al Salmo 33(32), 5,6 e I. Nelle strofe i VCf-
neanche come intenzione (dall'architettura delle chiese alla musica); setti salmici indicati sono 1-2, 3-5 e 8, L'intera liturgia di questa D0-
sia da coloro che si illudono che forme celebrative e artistiche codifica- menica mette in luce, soprattutto attraverso le letture, come le prime
te nella Rifonna Liturgica Tridentina siano il "magico talismano" che comunità cristiane si caratterizzassero per uno stile di vita fondato su
pennette al cristianesimo di essere significativo per l'uomo contempo- alcuni momenti comuni irrinunciabili, nei quali comprendere la pre-
raneo. In entrambi i casi ~ disatteso il vero dialogo con la cultura, dia- senza del Risorto nelle Scritture e "spezzare il pane". Bene si colloca-
logo che deve avvalersi necessariamente di una Traditio - compresa no, in questo senso, sia il testo del ritornello che quello delle strofe, t::
come una grande forza e non come "zavorra" - e di una profonda co- Lui "la vera sorgente di vita".
noscenza della situazione attuale e dei suoi paradigmi semiologici. Cantate al Signore un cantico nuo~'o, per la V Domenica del Tem-
In sostanza mi pare di poter affermare che ciò che anima il nostro po di Pasqua ha come ritornello le espressioni dell'Antiphona (in VI
discutere - e talvolta anche litigare aspramente - ~ una mancanza di modo) della Hebdomoda quinta Paschae (Canta/e Domino canticum
cultura in senso ampio. Anziché preoccuparei della significatività del nOl'um, alleluia: quia mirabi/iafecit Dominus. alleluia: ante conspec-
fatto cristiano nella cultura attuale discutiamo circa l' uso delle chitar- II/m gentium rel'eIOl'il iustitiam suam. alleluia, alleluia). che fa riferi-
re, del gregoriano, della polifonia", Tutti argomenti che usando un ap- mento al Salmo 98(97), I e 2. L'Antiphona stessa, per quanto riguarda
proccio di buon senso e di "cultura" sono collocati senza troppe que- le strofe, indica lo stesso Salmo. La Liturgia della Parola di questa do-
stioni. Infatti non è problema camare il gregoriano o [a polifonia. suo- menica presenta Gesù Risorto come "via, verità e vita". "Vivere nella
nare l'organo O la chitarra... L'importante ~ farlo bene e senza ideolo- verità" ~ l'interessante prospettiva che si apre al credente: non ~ tanto
gia, e avendo come punto fenno che ciò che conIa in tutta la nostra il mettersi alla ricerca della verità come se essa fosse una personale
azione ecclesiale è l'evangelizzazione e che questa causa chiede i mi- conquista. Egli è im'ece chiamato anzitutto a porsi in una situazione di
gliori mezzi, i più grandi sforzi e una grande umiltà. ascolto, di recc:zione, accogliendo con fede la "storia di (Jesi)" che di·
La "stanchezza" di cui parlavo all' inizio è proprio quella di sentire venta così criterio di vita, una vita rinnovata perché aperta all'azione
sempre i soliti discorsi. onnai da anni, e sempre musica più mediocre del Buon Pastore che "governa con giustizia" l'universo e [a vita di
e disancorata da un "sano" celebrare, a cominciare proprio da dove ci ogni uomo disponibile al suo amore,
si aspetterebbe - e con diritto - una eccellenza. Con gioia annunciate, per la VI Domenica del Tempo di Pasqua,
Mi pare necessario allora collocare nuovamente al centro il vero ha infine il ritornello che mutua dall'Anliphona (in III modo) della
"soggelto celebrante" e c i~ il popolo di Dio nella sua accezione pii) Hebdomada sata Paschae (Vocem iucunditatis annuntiale, et au-
ampia. popolo di Dio che ha diritto di respirare una Tradi/io ed insieme diatu," alleluia: nun/ia/e usque ad a tremum /errae: IiberOl'it Domi-
di essere incontrato per quello che oggi è e può essere senza nessuna nus populum suum, alleluia alleluia), che fa riferimento a Is 48,20.
riduzione. L'Antiphona, per quanto riguarda le strofe, indica il Salmo 66(65), e
Circa le tematiche specifiche di questo numero della Rivista. occor- per questo la prima strofa si rifà direttamente ai versetti indicati di
re ricordare anzitutto che - com'è noto - il tempo di cinquanta giorni questo Salmo. Emerge in questo testo la dimensione missionaria
che va dalla Pasqua alla Pentecoste viene vissuto e celebrato dalla li- della Chiesa, sospinta dall'azione dello Spirito Santo. L'annuncio
turgia della Chiesa nella prospettiva di un unico grande giorno di festa della buona novella si fa testimonianza gioiosa di Colui che, risono,
(il sacrarnemo dei cinquanta giorni) incentrato sulla memoria viva del- ~ il "centro della storia". luce infinita che illumina ("abbaglia") ogni
la resurrezione di Cristo, che diventa gioiosa affermazione di vita rin- tipo di notte.
novata. scandita da un continuo e ripetuto Alleluia, Massimo Palombella
COME BIMBI APPENA NATI
Versione "base"
T: Mauro Mantovani
M: Remigio de Cristofaro
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Come bimbi appena nati I. Esultate in Dio nostra forza, 2. Esultate in Dio nostra vita,
desiderate il latte spirituale acclamate il Dio di Giacobbe. al suo Regno Egli ci ha chiamati.
con puro animo. Con g ioia a Lui il canto alzate Con gioia a Lui d iamo gloria,
Alleluia . co n arpe e cetre melodiose. all'uomo nuovo Gesù Cristo.

Il testo del ritornello mutua daJl'AntipllOna (in VI modo) della Hebdamnda secunda Paschae (Quasi modo genit; infomes, alle-
luia: ratiollobiles, sine dolo [ac cO/lcupiscite, alleluia, alleluia, allell/ia), che fa riferimento a IPt 2,2. L'Antiphona, per quanto
riguarda le strore. indica il Salmo 8 1(80) e per questo si è impostata interamente la prima strofa su questo. La seconda strofa
attinge invece dalla Il antifona d'ingresso proposta dalla Liturgia in italiano, che ha come indicazione 4Esd 2, 36-37.

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TUTTA LA TERRA LODI IL SIGNORE
Versione "base "
T: Mauro Mantovanì
M: Gian Alessandro Vanzin
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Thtta la terra lodi il Signo~, I. Venite. ammirate le opere di Dio, 2. Gioite. acclamate al Cristo vitlorioso,
ele vi un inno al suo no me, contemplate i prodigi ch' Egli compie: sacerdote della nuova alleanza:
canti la sua lode e la sua gloria. popoli tutti. benedite il Suo nome. C irslo Risorto ha dato la salvezza.
Alleluia.
(] ritornello mutua dal l'Anripholla (in VIII modo) della Hebdomada tenia Prue/we (ll/bilate Deo oltm;s term, alleluia: psalmum
diciate nomini eillS, alleluia: date gloriam laudi eius, alleluia, alleluia. alleluia), che fa riferimento al Salmo 66(65), 1.2.3.
L'AntiphOfUJ. per quanto riguarda le strofe, indica lo stesso Salmo, e per questo le strofe attingono direttamente dai versetti indicati.

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LA BONTÀ DEL SIGNORE RIEMPIE LA TERRA
T: G iuseppe Falabella
M: Mario Calaneo
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Tutti i diritti rueruli

La bontà del Signore riempie la terra, I. Gridate di gioia al Signore, o giusti, 2. Cantate al Signore un canto nuovo,
la sua Parola ha creato i cieli. da voi, fedeli, s' innalzi la lode ! è Lui la vera sorgente di vita.
Alleluia. Celebrate il Signore con la cetra, Acclamate il Signore in eterno,
lodatelo con l' arpa a dieci corde. lodatelo con inni e canrici .

Il ri tornello mutua dall'Amiphona (in IV modo) della Hebdomada quarta Paschae (Misericordia Domini piena est terra, alle·
luio, verbo Dei caeli finnati swlt, alleluia, alleluia), che fa riferimento al Salmo 33(32), 5.6 e 1. L' Antiphona. per quanto riguar-
da le strofe, indica lo stesso Salmo.

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CANTATE AL SIGNORE UN CANTICO NUOVO
Versione "base"
T: Mauro Mantovani
M: Valentino Miserachs
o 2008 ~ Ediziooli Musicali
Tu,,; i diriMi ri ..",.,i

Cantate al Signore un cantico nuovo. 1. Il Signore ha mostrato la sua forza, 2. La bontà del Signore non svanisce,
Egli ha compiuto prodigi: la potenza del suo braccio santo. è fede le alle sue promesse.
ha rivelato alle genti la sua giustizia. Manifesta è la sua vittoria, Di ogni uomo Egli è pastore,
Alleluia, alleluia. si è ri velato nostro Redentore. governa l'universo con giustizia.

Il ritornello mutua da ll 'Anriphona (in VI modo) della Hebdomada quinta Paschae (Cantate Domino canticum nOVI/m, alfe-
luia: quia mirabiliafecit Dominus. alleluia: ante conspectum gentium revelavit iustitiam suam, alleluia. alleluia), che fa riferi-
mento al Salmo 98(97), I e 2. L'Antiphona. per quanto riguarda le strofe. indica lo stesso Salmo.

Andamento del C. G.

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CON GIOIA ANNUNCIATE
Versione "base "
T: Massimo Palombella
M: Domenico De Risi
o 2008 ~ioo>e Edi60ni M",i<oIi
TUoi j <!irini nO<l'VID

Con gioia annunciate I. Si prostri a Lu i tuna la terra, 2. Cristo è risorto dalla morte,
fi no agli estremi confini del mondo le genti cantino al suo amore. Signore, centro della storia.
che il Signore ha liberato il suo popolo. Venite e vedete le opere di Dio, l! buio sepolcro è stato folgorato,
Alleluia mirabile nel suo agire sugli uomini. la luce infinita abbaglia la notte.

Il ritornello mutua dal1'Anriphona (in III modo) della Hebdomada sexta Paschae (Vocem iucunditatis annunliate, et audiaru,"
alleluia: nuntiate usque ad extremum terrae: liberavif Dominus populum suum, alleluia alleluia), che fa riferimento a Is 48,20.
L'Antiphona stessa, per quanto riguarda le strofe. indica il Salmo 66(65).

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COME BIMBI APPENA NATI
Elaborazione per Schola e parti organistiche
T: Mauro Mantovani
M: Remigio de Cristofaro
0 2008 Esfns,;one E<!i,iooi M."",";
ELABORAZIONE DELLE ST ROFE PER SCH QLA A 2 VOC I PARI (SC) ...,,; i diriniri,...".ati

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TUTTA LA TERRA LODI IL SIGNORE
Elaborazione per Schola e parti organistiche
T: Mauro Mantovan i
M: Gian Alessandro Vanzin
ELABORAZIONE DELLE STROFE PER SCHOLA A 2 VOC I PAR I (SC) c 2008 Espres..ione Edizioni 101",,,,01 ;
1\oni i diritti riscn· .. i
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24
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26
CANTATE AL SIGNORE UN CANTICO NUOVO
Elaborazione per Schola e parti organistiche
T: Mauro ManlQvani
M : Valentino M iserachs
C :!OOll ~ Edi6cJn; M..,.;caJi
TI",; ; di,;"i ti...,.· .. ;

ELABOHAZIONE DELLE STROFE PER SCUOLA A 2 VOCI PARI (SC) o 2 VOCI DI SPA IH (eT)
m", ,
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L li S; - gno-re_ha ma - stra - [o la sua for - la. la po - teo - la del s~o brac . :;o
2. La bon - là del S; - gno - re "on sva - ni - see, è fe - de - le al - le sue pro -
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J. Il S; -- gno - re ha ma - stra - IO
del Si - goo - re
la sua
non sva -
for - za. la po - leo - za del suo brac - cio
ni - sce, è fe - de - le al - le sue pro -

---
2. La bon là

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fe-staè la sua vii . SI. è 'n-
lo-na, . ve
,
- la - IO no - siro Re-len - lO - ...
,-
o o

- slo-re. go- ver ona )' u- ni-ver - so con giu - sii


2. - mes - se.
,-
Di o-gni UD- ma E -gli} pa o
zia.

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~

l- san - IO.
2. - mes - se.
Ma - ni
Di_o-gni
o
-.r .... -
re-sta è la sua vii
UD- ma E-gli} pa
o

-
10- ria, si}
SIO-
ri - ve
re. go- verona
o
la - IO nO- Siro Re -den
l'u - ni-ver -so con giu
-
-
lo
sti
- ...
- zia.
... ........
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27
ELABORAZIONE DEtLE S'l'ItorE PER SCUOLA A 4 VOC I DISPARI (SCTB)

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I. Il Si o
gno • re_ha ma o
stra - IO la "a far - za, la po o
leo - za del suo brac- ~o
2. La bon o
là del Si o
gno - re non m o
ni - see, è re o
de - le al - le sue pro -

c
I. Il Si o
gno - re_ha ma o
stra - IO la s ua far - za, la po o
leo - za del suo brac - cio
2. La bon o
l' del Si o
goo - re non s," o
ni - see, è re o
de - le al - le sue pro o

teo - za del suo ..rac-clo


" I. Il Si o
goo - re_ha ma o
stra - IO la sua far - za. la po o
.

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2. La bon

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ni - see, è re

.,..
o
de - le al - le sue pro -

I. Il S; o
gno - re ha mo o
SIra - IO la s ua far - za, la po o
leo - la del suo bruc - cio
2. La bon o
là del Si o
gno - re non m o
ni - see, è re o
de - le al - le sue pro o

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san - lo. la sua viI to - ria, si} ri - ve la -IO no - siro Re- den re.
2. - mes - se. ° Lo-gni
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uo-ma E- gli} pa o
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SIO - re, go-verona


o

l' u- ni -ver - so con giu


o

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I.
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san IO. Ma - ni
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2. - rnes - se. Diy-gni


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fe-Sla è la sua vii
UD-ma E-gli} pa
- o
10- ria, si} ri - ve
SIO- re. go- verona
o
la- IO no - SlJ'O Re -den
l' u- ni-ver- so con giu
o
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zia.
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I. san - lo. Ma - ni fe- sIa è la sua viI IO- ria, si_è ri - ve la - IO no- Siro Re- den lo re.
o

- o o o o

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2. - mes - se. Diy-gni uo-mo E - gli3 pa o
SIO- re. go - ver- na l' u - ni -ver - so con gi u o
sIi o
zia.

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B

I. san - lo. Ma - ni fe -sta è la sua vit lo-ria.siè ri - ve la- IO no -sIro ;e -!en re.
2. - mes - se. Di_o-gni
o

-
uo-ma E-gli3 pa
o

o
SIO- re. go - ver- na- o

l' u -ni -ver-so con gi u


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28
ELABORAZIONE DEL RITORNELLO PER SC I/OLA A 4 VOC I DI SPARI (SCTB)

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R/T. Can -ta-te al Si - gno-re un can - ti - co -
nuo - vo. E - gl(ha com - piu - lo

pro -
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R/T. Can -ta- teal Si - gno-re un can - ti - co nuo - va. E - gli_ha com - piu - to pro-
mi '. -
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R/ T. Can -;a-te al Si - gno-re !.. . '
uncan-tl-co nuo E-gI(ha c~m-;u - to pro-
mI'
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nuo - vo.

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31
CON GIOIA ANNUNCIATE
Elaborazione per Schola e parti organisfiche T: Massimo Palombella
M : Domenico De Risi
l) 200II fÀ.,......;o... FAirioni M"""'.li
ELABORAZIONE DELLE STROFE PEH SCIlOLA A 2 VOCI PARI (SC) lìaai I <bri"; rioenca<i

-"
I. Si pro-sIri a Lui tul · ~a la
'--'"-
ter m, le geo - ~i can - li - noal suoa-
2. Cri-sto è rr·
sor - IO dal - la mor - le, Si - gno -re, ceo - tro del - 1a-

c
I. Si p ro - SIri a Lui lUI - la la
2. Cri-sto} rr -
sor - IO dal - la
to<
mo,
m,
le,
le geo - li can - li - no al suoa-
Si - gno - re. cen - Iro del - la-
-
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I. - mo · re. ~e -
c,m - lee ~e - de · te le o . ;. ·re di
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Di · o, mi .
2 . ",o · ria. Il bu - io se - poi · ero è SIa - IO fol - go ca · to. la

c "

l '' 1. - mo r
· re. Ve . ni - le e ve - de · te le o · pe ·re di Di · o, mi .
2. ",o · ria. Il bu - io se - poi · ero è sta -
lO fol - go . ca · to, I.
I , I
"
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s
-"
~2. .m · bi . 'e nel
m . fi .
su - o_a - g i - re su
m . la_ab - ba - glia la
. glLuo - m,
not . .
· ni. RIT. Con
lu · ee · te.

c
~
- ..... ". ~
I. - ra · bi . le nel su -oa-gi- re su . glLuo - mi · ni. RIT. Con
2. lu · ee in . fi . ni - la y.b -
ba - glia la not . . · te.
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32 ed.
El.AIlORAZIQNE DELLE STROFE PER SCHOLA A 2 VOCI DIS PARI (5 8 )

s
le gen . ~
~
'--""
l. S; pro -sIri a Lui luI - la ra lo' · m, :an - li - no al suoa -
2. Cri-sIO} rr- sor - to dal - la mo, · te, Si- gna - re cen - lro del - la-

.,.. ~ .,.. ~ .,..---... ~ ~ ~ .,..


B '~

l. Si pro -sIri a Lui luI - la la lo' · m, le gen - ti can - li - no al suo a -


2. Cri-sto è rr-sor - to dal - la
- mo, · te, Si - gna - r,e cen - tro del - la-
.......
~ .
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J
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,
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Man. I

s
~l · mo Ve '. te e ~e - de
,
le o-pe - re
, d; O; mi -
· re. - m - · · o,
2. sto · ria. Il bu - io se - poi · "
cm è Sia - lo fai - go . m · to, la

B
,
~ ~ ~ ~~ ~~ ~.,.. ~ ~ .,.. ... ~

l. - ma · re. Ve . ni - te e ve - de · te le o . pe· re d; D; · o, m, .
2. sto · ria. Il bu - io se - poi · cm è sia - lo fol - go . rn · to, la
I l I I

l~:- -- --
r
,-- ~--,
~

s
~l. . . glLuo - mi .
·m · b; le nel su - oa- gì- re 50 ni. RIT. Con
2. l, · ce m . fi . ni - lay b - ba - glia la not . te.

~ ... ... ... ... ~ il- -Ii- .f. ..... ~


1"=
B

I. - ra · b; . le nel su -o a- gi - re 50 . gli_uo . m; . ni . RIT. Con


2. l, · ce ;n . fi . ni - la-ab - ba - glia la not . te.
I - 1 I

I ~
I I "I ~ f f_ t I
1 1 J- J J- Vi J
I
~.
- I Al Rit.

33
ELABORAZIONE DELLE STROFE PER SCHOLA A 4 VOC I DISPARI (SC'fIl)

s
I. Si pro-stri a Lui tUI' ~a le gen· ~i
la
---'"-
ter m, !an - ti - noal suoa -
2. Cri-sto è ri- - sor - to dal - la mor - le, Si - gno - re. cen - tro del - la-

c
---'"
l. Si pro -siri a Lui tul - la la ter - m, le gen - ti can - ti - no al suo a -
2. Cri-sIa è rr -
sor - IO dal - la mor - le, Si - gno - re, cen - tro del - la-

· ' . ·L' · ' ,


I • SI pro-stn a Ul tut - ta
'I
a ter - -~,~;n-~ can - ti - noal suoa -
2. Cri-sloè ri~- sor - IO dal -la mor - - le, Si - gno - re. cen - tra del - la-

l. Si pro-siri a Lui lut - la la m, le gen - li can - ti - no al suoa -


2. Cri - sto è ri- - sor - to dal - la IO. SI gno - re, cen - tm del - la-

r r 'I f r"--
J J 1 J J
Man. I

-
s
,
l. - ma - re. Ve - ni - le e ~e - de - le le o-pe-re di DI - o, mi -
2. sto - ria. Il bu - io se - poi - ero è sIa - IO fa i - go - m - IO. I,

c
I ~
I. -ma - ", . Ve - ni - te e ve - de - le le o-pe-re di DI - o, mi -
2. sto - ria. Il bu - io se - poi - ero è sia - IO fa i - go - m - IO. I,

T
, , , ,
I. - ma - re. Ve - ni - le e ve - de - le le o-pe-re ~I DI - o, mi -
2. sto - ria. Il bu - io se - poi - ero è sIa - IO fa i - go - m - lo, la
~
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le.

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ELABOHAZIONE DEL RITORNELLO E DELLE STltQfE PEn SCI-IOLA A 4 VOCI DISPARI (SeTB)
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s
Coo gio - ia an- nun -eia o
le fi - noa - gÌi e- Slfe- mi con - fi - ~i ~el mon - do chei l Si-

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- - ,-- 3---, r:-- ~ }
c
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Coo gio - ia an - nun-eia o
le fi - noa - glie-slre- mi con - ti - ni del moo o
do
- - r.- .'{ ~ r- 3---,
T . ,
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Coo
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gio - ia an - nuo -eia
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Coo gio- ia an- nun - eia o
le fi-no_a - gl(e -stre - mi con-fi-ni del moo o
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- gno - re h, li - :;. . ra- to il su - o po - po - Io. A I -le - - ia.
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che il Si - gno - re_ha li - be - ra - IO il su - o
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po - lo. A l - le -
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- po . po - lo. Al - le . I" - ia.

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: ·
che il Si - gno-re_ha li - be
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- po - po - lo. ~I - re - I" - ia.

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·

36
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- •••
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• • •

T raendo la propria ispirazione dalla riforma liturgi-


ca voluta dal Concilio Vaticano Il Armonia di Voci -
presente dal 1946 - ha creato, nell'immediato post-
concilio, il repertorio "base" delle comunità parroc-
chiali recepito nelle varie edizioni del noto volume
"Nella Casa del Padre"_

I l coinvolgimento di alcuni dei maggiori musicisti


italiani, del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Ro-
ma e della Facoltà di Teologia dell'Università Ponti-
ficia Salesiana, garantiscono la qualità della propo-
sta musicale e liturgica.

A ogni fascicolo è allegato un CD con le registrazio-


ni dei canti contenuti. Lo sforzo editoriale è notevole
I Q1JATTRO ma finalizzato a garantire una maggiore fruibilità del
FASClCOLI prodotto, indirizzato alle comunità parrocchiali, ai
DELL'ANNO direttori di coro, agli animatori qelle celebrazioni li-
turgiche, agli organisti, agli studenti dei conservato-
ri di Organo, Musica Corale e Composizione e a tutti
Il Tempo Pasquale coloro che vogliono inte ressarsi se riamente della
musica destinata alla Liturgia.
Il Culto Eucaristico

Le Feste del Signore

La Celebrazione Eucaristica

, - - - , Per informazioni:
Ufficio Abbonamenti Elledici
Tel . 011.9552164·5 · faxOl1.957404!
ELLEDICI E-mail: abbonamenti @elledici.org
'--_ _-' Internet. www.elledici.org
APRILE
MAGGIO
GIUGNO
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Le feste del Signore


Evangelizzazione Versione base
On'Bc'sc<,. di leumann <Torino)
IL SIGNORE CI CHIAMA
iià:oo", con la Facoltà di Teologia AD ABITARE LA SUA CASA
delruniversità Pontificia Salesiana (Roma)
e con il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma T: Mauro Mantovani. M: Valentino Miserachs 38
ECCO, IO VENGO
{ljù~one- T: Giuseppe Falabella. M: Aurelio Zorzi 40
Massimo Palombella
DI NULl:ALTRO NOI CI GLORIEREMO
Università Pontificia Salesiana
Piazza Ateneo Salesiano, 1 ·00139 Roma T: Massimo Palombella. M: Giuseppe Gai 45
Te lJ fax 06.872.90.505
• e-mail: massimo@ups.urbe-it HO VISTO LA NUOVA GERUSALEMME
T: Mauro Mantovani. M: Valentino Donella 47

Musica: Elaborazione per Schola e parti organistiche


M. Bargagna . N. Barosco
M. Chiappero . R. de Cristofaro . D. De Risi
IL SIGNORE CI CHIAMA
V. Donella - L. Donorà - G. Gai - 5. Kmotorka AD ABITARE LA SUA CASA
G. liberto . D. Machetta . A. Martorell - I. Meini T: Mauro Mantovani. M: Valentino Miserachs 49
V. Miserachs . L. Molfino - R. Mucci - M. Nardella
M. Nosetti - F. Rampi - A. Ruo Rui - D. Stefani DI NULl:ALTRO NOI CI GLORIEREMO
G.5. Vanzin - A. Zorzi. T: Massimo Palombella. M: Giuseppe Gai 54
Testi:
R. Bracchi - E. dal Covolo - M. Mantovani. HO VISTO LA NUOVA GERUSALEMME
Musica-Liturgia-Cultura:
T: Mauro Mantovani. M: Valentino Donella 61
A. Amato - E. Costa - F. Rainoldi
M. Sodi - E. 5tennieri.
e 2008 Espressione Edizioni Musicali
Tutti i diritti riservati.

La musica contenuta nel CD allegato è eseguita da coristi del Coro In-


./tnun"'u6'bw4LO'ze- teruniversitario di Roma diretti da mans. Valentino Miserachs e don
~ 6'omnzercialb Massimo Palombella.
Editrice Elledici, 10093 Leumann (lQl Coristi: Cornelia Duprè (soprano), Fabiana Laureani (soprano), Ema-
nuela Ascoli (contralto), Cristina Nocchi (contralto), Adriano Carolet-
Ufficio abbonamenti: ti (tenore), Ermenegildo Corsini (tenore), Stefano Fioravanti (BasSO),
tel. 00.95.52.164/165; fax 0095.74.048 Luciano Luciani (basso) .
• e-mail: abbonamenti@elledici.org
internet: www.elledici.org Solisti: Adriano Caroletti, Ermenegildo Carsini, Stefano Fioravanti.
Organista: Juan Paradell Solé.
La registrazione è stata effettuata 1'1 e il 3 dicembre 2007 nella Chie-
sa dell'Università Pontificia Salesiana di Roma (Organo Tamburini,
Piazza dell'Ateneo Salesiano, l) dallo Studio Mobile della Radio Vati-
ELLEDICI • 10093 LEUMANN CTO) cana.
Direttore responsabile: Giovanni Battista Bosco Tecnico del suono: Sil\lio Piersanti.
R~iscr. N. 392 MI Trib. Civ. di Torino. 1.-2-19.9.
Editing digitale e mastering: Studio OpenSound (\lia B. Cerrettì, 32 -
Stlmp;o: Scuola G .... fica s.~"",. Torino
Roma).
Ingegnere del suono: Sil\lio Piersanti.
Coordinamento generale: Massimo Palombella.
La docenza universitaria e la costante pralica con il co- In tullOciò la musica destinata alla Liturgia rischia di
ro in celebrazioni "romane" mi porta continuamente al essere il luogo dove si disquisisce infinitamente e dove
confro nto con modi di pensare, forme celebrative, con- l' atto conosci tivo è ulteriormente disturbato essendo
crete scelte di campo... Dopo anni di lavoro mi sembra l'oggello in questione "arte" con tutte le problematiche
che nella nostra vi ta ecclesiale la preoccupazione comu- legate alla soggettiva ed oggettiva co mprensione del
ne sia quella di avere " fonnul e" che funzionino. Cerco di "bello". Eppure la concreta "gestione" della musica in
spieganni : prassi pastorali "vincenti" che atti rino "tanta una com unità ecclesiale (come le scelte in ordine ai re-
gente", istanze largamente esperimentate che ci pongano stauri , all 'architenura, agli adattamenti liturgici rich iesti,
nella sicurezza di non sbagliare, "slogan" capaci di attira- ai paramenti da usarsi ...) dice in modo evidente e plastico
re e dare certezze e sicurezze. enneneutiche della realtà il vero e profondo orientamento ecclesiologico al di là di
dove tultO è messo bene a posto. tanti pronunciamenti ufficiali.
ha un senso e determina chi ara- L'ideologia è un processo mol-
mente una prassi da seguire ... to sottile, e spesso tante motiva-
Sicuramente è la tentazione di
tutti, quella d i cercare soluzioni
L'IDEOLOGIA, zioni "exlra-teoretiche" interven-
gono nel codificare fonne di pen-
siero. ermeneutiche ridunive dell a
sicure, cose "stabili ", ma ho l'im-
pressione che in questo prec iso E LALIBERTA realtà che conducono, in ulti ma
momento storico occorra lasciarci istanza e in modo spesso imper-
sfi dare da ciò che sta accadendo e cettibile, a fare della propria com-
dalle istanze genninali già contenute nel Concilio Vatica- prensione della realtà l' unica possibile. Questo processo,
no II . Infatti, dopo un sano e interessantissimo tempo di comune alla nostra cultura, ho l'impressione che nella vi-
sperimentazione possiamo ora con libertà prendere quel- ta ecclesiale si manifesti in modo ancora pi ù nascosto
la giusta distanza che ci pennette di vedere "da lontano" perché spesso rivestito di spiritualità, di "motivazioni pa-
cosa è accaduto, cosa sta succedendo e dove occorre storali ", di "scelte strategiche", quando addirittura non si
muoversi. tira in ballo la stessa "volontà di Dio" . Eppure tante vol-
Ho l' impressione che oggi nel panorama ecclesiale. te le nostre scelte concrete - molto ben giustificate a pa-
prima di ogni altra cosa, occorra recepire chiaramente un role - nascondono in fondo la noslra mancanza di cultu-
profondo cambio ecclesiologico dal quale possiamo poi ra, il nostro vivere di scrupoli e paure, il nostro non cono-
realizzare le concrete rifonne, i puntuali adattamenti, le scere ciò che ci ha preceduto, il temere l'attuale momen-
precise scelte operative. to storico, il trarre la nostra identità da alcune prassi con
Il passaggio avvenuto da una Chiesa "utenza" ad una la paura che queste ci vengano tolte, l' usare un servizio
Chiesa "di partecipazione" ci obbliga onestamente - e come mezzo di potere e di esistenza ...
conseguentemente - al ripensamento del nostro "celebra- Però, a differenza del mondo accademico, politico ... ,
re" al di là delle rifonne "spettacolari" chieste dal Conci- il lavoro ecclesiale può sempre essere ricondotto e fon-
lio Vaticano II (lingua viva, altare verso il popolo, conce- dato non su generici valori ma su una Persona che è la
lebrazione ... ). E per assurdo ci si potrebbe trovare nella vita in abbondanza, la vera libertà, il senso ultimo del
situazione di applicare scrupolosamente tutto ciò che il nOSlro vivere, la roccia sulla quale costruire la nostra esi-
diritto liturgico chiede (o anche disattendere volontaria- stenza al di là di ciò che facciamo. Ad un certo punto
mente illuuo) ma di fatto essere ben lontani dall'attuare della propria storia personale, per chi ha il dono della fe-
il vero spiri to dell a Rifonna Liturgica. Infatti il continuo de, l' ingresso nella vita piena è, in ultima istanza, lascia-
proliferare di Messe domenicali (e anche feriali) dedica- re che Cristo Signore sciolga le nostre ideologie, le no-
te ai giovani, agli adulti, agli anziani ...; il continuare ad stre riduttive enneneutiche dell a realtà. lasciare che il Si-
esistere di chiese deputate esclusivamente ai matrimoni; gnore ci dia forza per affrontare le nostre paure, lasciare
l'assillante preoccupazione di sacramentalizzare tutto ciò che sia lui a condurre la nostra storia . Allora non impie-
che accade nella vita anraverso il sacramento della peni- gheremo più le nostre migliori energie per difenderci ,
tenza ritenendo più importante una quantità che una qua- per fare bauaglie VUOle sull'uso della lingua nella litur-
lità celebrativa; avere il problema del latino, del grego- gia, sul gregoriano, le chitarre, la polifonia ... Ma sapre-
riano, delle chitarre della liturgia "pre" e "post" concilia- mo fare un passo indietro, riconoscere i nostri limiti e le
re ... : sono a mio avviso tutti segn i evidenti di un cambio nostre competenze e farci aiulare nella vera ricerca del
profondo non avvenuto che ci continua a tenere fenni, ci bene comune.
fa discutere - e spesso litigare - su stupidaggini e soprat- Circa le tematiche speci fi che di questo numero della
tutto ci impedisce di dialogare realmente con questo pun- Rivista, occorre ricordare anzitutto che le Feste e Solen-
tuale momento storico, e qu indi di evangelizzare. nità del Signore quasi scandiscono, accompagnandone lo
Da una pane assistiamo alla tentazione di rendere nuo- svi luppo, il progredire dell' Anno Liturg ico. I quattro
vamente vivo ciò che onnai appartiene ai musei nell ' in- canl i qui proposti si ri fe ri scono infatti alla Festa de lla
gannevole illusione che le cose funzionanti nel passato Santa Famiglia (Ottava di Natale), alla Solennità dell ' An-
siano oggi ancora vincenti ; dall' altra l' uguale tentazione nunciazione del Signore (25 marzo), alla Festa dell 'Esal-
di ritenere inutile - se non dannoso - il contatto con ciò tazione della Croce ( 14 settembre) e alla Festa della De-
che ci ha preceduto. Questo conflino ho l'impressione dicazione della Basilica Lateranense (9 novembre).
che sia il segno - da entrambe le pani - dell 'essere imbri- Anche in quesla occasione, i testi dei canti si presenta-
gliali nell'''ideologia'' e cioè in quella pericolosa erme- no con un impianto unitario, attingendo di rettamente. ma
neutica della realtà dove l' atto conosciti vo è manipolalo anche dinamicamente, alle Antiphollae proposte dalla li-
proprio nella sua innata capacità di cogliere la veri tà. turgia di ciascuna di queste Feste o Solennità. Tu tti e

37
IL SIGNORE CI CHIAMA AD ABITARE LA SUA CASA
Festa della Santa Famiglia di Gesù Maria e Giuseppe
Versione "base"
T: Mauro Mantovani
M: Valentino Miserachs
co 200S ~ Edi.iooi M., ;O. li
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Il Signore ci chiama ad abitare la sua casa,


sapienza e rortezza egli dona al suo popolo.
I. Dalla sua santa d imora 2. Sei carità senza fi ne,
il Signore raduna tutti i popoli, Trinità. fonle eterna inestinguibile,
è bello abitare nella tua casa Signore, sei l'icona dell'amore
lì dove c'è benedizione e vita. comunione, vita in abbondanza.

Il canto è proposto come introito per la Celebrazione della Festa della Santa Famiglia, nell'Ottava del Natale. Il ritornello
mutua dall'Antiphona in V (Deus in loca sancto suo: Deu$, qui inhabitare facit ullanimes in domo: ipse dabjt virtutem et forti-
LUdinem plebi suae. Exsurgat Deus. el dissipentur inimici eius: et fugiant, qui oderunt eum, a facie eius) che fa riferimento al
Salmo 67(66) 6.7.30 e 2. E la stessa all'ipholla ad indicare, per le strofe, il Salmo 67(66), al quale ci si ispira per la prima stro-
fa, mentre la seconda collega il contenuto della Festa con il Mistero Trinitario.

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ECCO, IO VENGO
Solennità del\' Annunciazione del Signore
T: Giuseppe Falabella
M: Aurel io Zorzi
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Tutl; i dirini ri""n,i
Ecco, io vengo
per fare la tua volontà.
Dio che compi meraviglie.
l. Sacrifici e offert e non gradi sci, 2. Sempre cerco di fare jl luo volere,
non hai chieslO per te degli olocausti; no n nascondo nel cuore la giuslizia;
hai reso più attento il mio ascolto ti lodo, Signore fedele
e ho detto: «Signore, ecco, io vengo». il mio canto annuncia il tuo amore.

Il canto è proposto come introito per la Celebrazione della Solennità dell ' Ann unciazione del Signore. Il rilOmelio mUlua dal-
l'espressione italiana (Disse il Signore quando entrò ne l mondo: "Ecco, io vengo per fare. o Dio, la tua volontà"), che fa riferi-
mento a Eb 10,5.7. Le strofe fanno riferimento direlto alle espressioni del Salmo 40(39), che è quello scelto come Salmo
Responsoriale della Liturgia della Parola .

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ELABORAZIONE DELLE STROF E PER SC IIOLA A 2 VOC I DIS PARI (ST)


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I. chie - sia per le de-gli a-lo eau - sIi; hai re - so più al - teo lail mioa
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ELABORAZIONE DELLE STROFE PER SCHOLA A 4 VOCI DI SPARI (SeTB)

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ELABORAZIONE DEL RITORNE LLO P ER SC HO I..A A 4 VOCI DISPARI (SCTB)

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44
DI NULL' ALTRO NOI CI GLORIEREMO
Festa dell'Esaltazione della Santa Croce
Versione «base"
T: Massimo Palombella
M: Giuseppe Gai
o 2008 ~Ione Edi.jooi Mu>kali
Tuili i diritti ri><r<0Ii

Di noli 'altro noi ci glorieremo


se non della croce del Signore.
Da Lui salvezza e risurrezione.
l. Abbia pietà il Signore e benedica, 2. Ha attirato lUui a sé dal legno
su di noi faccia splendere il suo volto. elevato da (erTa il Salvalore.
Egli ci guida e ci dona la salvezza: Chi crede in Lui vivrà in eterno:
luni i popoli lodino il suo nome lulti i popoli lodino il Suo nome

Il canto è proposto come introito nella Celebrazione della Festa dell'Esaltazione della Santa Croce ( 14 settembre). Il ritornel-
lo mutua dall'Antiphona ad introitum IV della Missa Vespertina in Cena Domini (Ad Iiwrgiam Verbi), che fa riferimento aGIli
6, 14 (Nos autem gloriar; oporlel, in cruce Domini nostri lesu Christ;: in qua est sa/us, vita et resllrrectio nostra: per quelli 50/-
vati, et liberati sumus). L'ontiphona stessa indica per le strofe il Salmo 67(66), e per questo la prima di esse attinge al v. 2 e ai
VV. 4 e 6 del Salmo mentre la seconda strofa fa riferime nto più diretto alle tematiche proprie della Festa anticipando i contenuti
de lle due antifone d i comunione previste dalla liturgia.

Andante maes toso J - 63


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46
HO VISTO LA NUOVA GERUSALEMME
Festa della Dedicazione della Basilica Lateranense
Versione "base"
T: Mauro Manlovani
M: Valentino Donella
c 2008 Espre!.siono: Edi,,,,,,,; M.....,.li
TuIli i diritti ..........i

Ho visto la nuova Gerusalemme,


la città santa,
scendere dal cielo
come sposa pronta per le nozze.
l. Esulto di gioia con tutta l'anima 2. La sposa si veste di bisso candido
per que l che il Signore, mio Dio. ha fatto : ne ornano le vesti gioiell i preziosi:
mi ha vestilO con la sua salvezza, siamo chiamati alle nozze eterne.
la sua giustizia mi copre come un manto. umanità resa santa dall'Agnello .

Il camo è proposlO come introito per la Celebrazione della Festa della Dedicazione de lla Basilica Laleranense (9 novembre).
Il ri tornello mutua dall 'espressione italiana (Vidi la città santa. la nuova Gerusalemme. scendere dal cielo, da Dio, pre parata come
una sposa adorna per il suo sposo), che fa rife rimento a Ap 2 1,2. Per quanto riguarda le strofe. esse fanno la scella del riferimento
d ire tto alle espressioni di 1$ 6 1, I0- 11. a cu i si aggi ungono i principali temi ecclesiologici che scaturiscono dalla Liturgia della
Festa celebrata.

Solenne
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Solenn e
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2. - ter - ne, u - ma . ni . tà ce - san - la dal - l'A - gnel - 10.___
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48
IL SIGNORE CI CHIAMA AD ABITARE LA SUA CASA
Festa della Santa Famiglia di Gesù Maria e Giuseppe
Elaborazioni per Schola e parti organistiche
T: Mauro Mantovani

.
M: Valentino Miserachs
c 2008 ~ Editioni M""n.;
ELABORAZIONE DELLE STRO FE PER SCHOLA A 4 VOCI DI SPAHI (SCTB) 1\>",; dirinj n.u. ..i

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ELABORAZIONE DEL RITORNE LLO P ER SCHOLA A 4 VOCI DI SPARI (SCTB)

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DI NULL' ALTRO NOI CI GLORIEREMO
Festa dell'Esaltazione della Santa Croce
Elaborazioni per Schola e parti organ istiche
T: Massimo Palombella
M: Giuseppe Gai
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T\ou:iidirilli ..........

ELABORAZ IONE DELLE STROFE PER SCHOLA A 2 VOCI PARI (SC)


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EL.ABO HAZIONE DELLE STIlQrE 11ER SCUOLA A 2 VOC I DlSPAIU (ST)


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- - to - re. Chi ere-de in Lu
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ELABORAZIONE DEL HITOH.NELLO PER SCHOLA A 4 VOCI Dl SPAH.I (SCT8)
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Festa della Dedicazione della Basilica Lateranense
Elaborazioni per Schola e parti organistiche
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M: Valentino Done lla
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l. con tut · l' a - ni-ma pe' quel che H Si - ~no - :io re.
2. di bis · so " can - di - do "e or-na-no le '< . stio gio -
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68
quattro i test i sono scritti come canto d'ingresso per la di Maria al progetto di Dio. Il Verbo prende carne attra-
Celebrazione Eucaristica della rispettiva Festa o Solen· verso il "sì" di una donna,
nità. Come si può evincere dalla presentazione di ciascu· Di 1Illlf'altm Iloi ci glorieremo si sofferma sulla realtà
no dei singoli canti . che qui non ripetiamo, in due casi il della croce: patibolo infame, cast igo per i malfattori .
riferimento al gregoriano è esplicito e diretto; per gli altri strumento di tortura, ma ancor più, per lo sguardo creo
due canti si mutua invece dai testi che la riforma liturgica dente, segno supremo dell ' amore di Dio che ha dato la
del Vaticano Il ha composto. sua vita fino alla fine. Il Prefazio della Festa dell ' Esalta-
Il Sigllore ci chiama ad abitare la sila casa intende zione della Croce afferma a tal proposito che " nell ' albe-
mettere particolarmcnte in luce la realtà di ;'piccola chie· ro della croce tu. o Dio, hai stabilito la salvezza dell'uo-
sa", di "chiesa domestica" che caratterizza la fam iglia mo": è quanto si esprime nel ritornello del brano, che at·
cristiana, che è immagine della Chiesa, Corpo di Cristo, tinge direttamente dal versetto 14 di Gal 6.
plasmata dall ' Amore: " L'essenza e i compiti della fami- Ho visto la II110va Gerusalemme è il canto che mag-
glia - così afferma il documento Familiaris COllsortio al giormente, visto il riferimento alla Festa della Dedicazio-
n. 17 - sono [ ... 1definiti dall'amore. Per questo la fami· ne della Basilica Lateranense, sottolinea il legame Cristo-
gl ia riceve la missione di custodire, rivelare e comunica- capo I Chiesa-corpo, evidenziando la dinamica vitale del
re l'amore, quale riflesso vivo e reale partecipazione del- rapporto tra la Chiesa locale e la Chiesa universale. La
l'amore di Dio per l'umanità e dell 'amore di Cristo Si- celebrazione di questa festa, infatti , ricorda anzitutto che
gnore per la Chiesa sua sposa". Le espressioni del ritor- si è - pur nella distanza di luogo o tempo - in comun io-
nello e delle strofe sono indirizzate ad esprimere diretta- ne gli uni con gli altri nonostante le diversità, e che tulti
mente questa realtà. sono ch iamati ad essere in comun ione con il Successore
Ecco, io vengo ne l proprio testo intende evidenziare di Pietro, "centro di unità e di comunione"". La dimensio-
soprattutto l'aspetto emi nen temente cristologico della ne escatologica della Chiesa viene espressa particolar-
Solenni tà dell' Annunciazione del Signore, che richiama mente nella conclusione dell'ultima strofa, che si chiude
la realtà dell'Incarnazione del Verbo: Egli si è fatto carne affermando che "siamo chiamati alle nozze eterne, uma-
attraverso Maria . Vengono così ad intersecarsi tre "sì"': nità resa santa daIr Agnello",
quello eterno del Verbo al Padre ; quello espresso nella
sua umanità dal Verbo fatto carne; quello dell ' adesione Massimo Palombella

Dieci canti che traggono ispirazione


da altrettanti episodi o parole
evangelici.
Le sonorità accattivanti, le melodie
semplici e i testi poetici
e coinvolgenti rendono adatti questi
canti soprattutto ai giovani per un
utilizzo nei momenti di preghiera, ritiri
e celebrazioni .

Cd rom con i canti + libro con i testi


e accompagnamenti strumentali.
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Tel. 011.95.52. 111 - Fax 011.95.74.048
E.mail: vendite@elledici.org
www.elledici.org
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T raendo la propria ispirazione dalla riforma liturgi-
ca voluta dal Concilio Vaticano Il Armonia di Voci -
presente dal 1946 - ha creato, nell'immediato post-
concilio, il repertorio "base" delle comunità parroc-
chiali recepito nelle varie edizioni del noto volume
" Nella Casa del Padre",

I l coinvolgimento di alcuni dei maggiori musicisti


italiani, del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Ro-
ma e della Facoltà di Teologia dell'Università Ponti-
ficia Salesiana, garantiscono la qualità della propo-
sta musicale e liturgica.

A ogni fascicolo è allegato un CD con le registrazio-


ni dei canti contenuti. Lo sforzo editoriale è notevole
I Q!JATTRO ma finalizzato a garantire una maggiore fruibilità del
FASCICOLI prodotto, indirizzato alle comunità parrocchiali, ai
DELL'ANNO direttori di coro, agli animatori delle celebrazioni li-
turgiche, agli organisti, agli studenti dei conservato·
ri di Organo, Musica Corale e Composizione e a tutti
Il Tempo Pasquale coloro che vogliono interessarsi seriamente della
musica destinata alla Liturgia.
Le Feste del Signore

Il Culto Eucaristico

La Celebrazione Eucaristica

, - - - . Per informazioni:
Ufficio Abbonamenti EUedici
Tel . 0 11.9552164-5 - Fox 01 1.9574041
: ELLE DICI E-mail: abbonamenti @elledici.org
Internet: www.elledici.org
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2008
LUGLIO
AGOSTO
SETTEMBRE
hlfjlio-qyo.fw-d·etlem6"" 2008 • n. 8
((lino 62
ISSN 0391 -5425

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Il Culto Eucaristico
Versione base
on8,,,,,,. Evangelizzazione
di leumann <Torino)
GESÙ, DOLCE MEMORIA
in coIlal)orazione con la Facoltà di Teologia T: Remo Bracchi . M: Giuseppe Gai 70
delrUniversità Pontificia Salesiana (Roma)
e con il Pontifido Istituto di Musica Sacro di Roma PAROLA PRIMA ED ULTIMA
T: Remo Bracchi. M: lvo Meini 71
!Jliirezi o n e-
NASCOSTO IO T'ADORO
Massimo Palo mb ella
T: Remo Bracchi. M: Remigio de Cristofaro 73
Università Pontificia Salesiana
Piazza Ateneo Salesiano, 1 - 00139 Roma SALGAN DAGLI ANIMI INNI DI GIUBILO
Tel.lfax 06.872.90.505
• e-mail: massimo@ups.urbe.it T: Remo Bracchi. M: Valentino Miserachs 75

Elaborazioni per Schola e parti organistiche


Musica: GESÙ, DOLCE MEMORIA
M. Bargagna - N. Barosco
M. Chiappero - R. de Cristofaro - D. De Risi
T: Remo Bracchi. M: Giuseppe Gai 77
V. Donella - L. Donorà - G. Gai - S. Kmotorka PAROLA PRIMA ED ULTIMA
G. liberto • D. Machetta - A. Martorell - I. Meini
V. Miserachs - L. Molfino - R. Mucci • M. Nardella T: Remo Bracçhi, M: lvo Meini 86
M. Nosetti - F. Rampi - A. Ruo Rui . D. Stefani
G.S. Vanzin - A. Zorzi. NASCOSTO IO T'ADORO
T: Remo Braççhi. M: Remigio de Cristofaro 94
Testi:
R. Bracchi - E. dal Covolo - M. Mantovani. SALGAN DAGLI ANIMI INNI DI GIUBILO
MusicQ-Liturgio-Culturo: T: Remo Bracchi. M: Valentino Miserachs 103
A. Amato· E. Costa - F. Rainoldi
M. Sodi - E. Stermieri.
CI 2008 Espressione Edizioni Musicali
Tutti i diritti riservati.

La musica contenuta nel CD allegato è eseguita da coristi del Coro In-


J'tnu n ù lis!razione- teruniversitario di Roma (www.corointeruniversitario.it) diretti da
e- (fonun~~iak mons. Valentino Miserachs e don Massimo Palombella.
Editrice Elledici, 10093 leumann (0) Coristi: Cornelia Duprè (soprano), Fabiana Laureani (soprano), Ema-
nuela Ascoli (contralto), Fabiola Parreira (contralto), Adriano Caro-
Ufficio abbonamenti: letti (tenore), Ermenegildo Corsini (tenore), Cesare Stock (tenore),
tel.OO.95.52.1641165; fax 0095.74.048 Stefano Fioravanti (Basso), Luciano Luciani (basso).
• e-mail: abbonamenti@elledici.org
internet: www.elledici.org Solisti: Adriano Caroletti, Cesare Stock.
Organista: Juan Paradell Solé.
La registrazione è stata effettuata il 12 e il 15 giugno 2008 nella Chie-
sa dell'Università Pontificia Salesiana di Roma (Organo Tamburini,
Piazza dell'Ateneo Salesiano, I) dallo Studio Mobile della Radio Vali-
ELLEDICI· 10093 LEUMAf'lIN ffO) cana.
Direttore responsabile: Giovanni Battista Bosco Tecnico del suono: Silvio Piersanti.
RegiSlr. N. 392 del Trib. Civ. di Torino. 14_2_1949.
Editing digitale e mastering: Studio OpenSound (via B. Cerretti. 32-
Stamp.o: SwoIa Gr;IDc,o S.laiana - Torino
Roma).
Ingegnere del suono: Silvio Piersanti.
Coordinamento generale: Massimo Palombella.
Dopo la riforma liturgica del Concilio Vaticano n par- me "scienza autonoma" capace di dialogare pariteticamen-
liamo spesso di "dimensione pastorale" della Liturgia. È te con la teologia sistematica o con la filosofia . In tullO ciò
una grossa conqui sta del movimento liturgico che lenta- ho talvolta l' impressione che una cena riflessione teologi-
mente, riscoprendo le fonti, è giunto a restituire al popolo ca post-conciliare di malfÌce "pastorale" sia eccessivamen-
di Dio l' azione liturgica nella maturata consapevolezza te sbilanciata sulla "vita", su una sola comprensione antro-
che essa rappresenta il nutrimento essenziale per la vita pologica che rischia di non prendere in sufficiente conside-
cristiana. Riflessione teologica e prassi liturgica hanno razione ciò che è "dato rivelato". Richiamando il rappono
così ritrovato - non senza fatica - quel!' antica unità che succitato tra credere, celebrare e vivere, ho l'impressione
faceva recitare l' adagio "Iex credendi -Iex orandi". che sj corra il rischio di eliminare il primo termine ridu-
[[ Concilio Vaticano [[ ha così riposizionato, in dialogo cendo il tutto ad una sola relazione tra Liturgia e vita. Tale
con la cultura contemporanea, il relazione a lunga gettata di viene
fecondo rapporto tra la riflessione sterile e disgregante la stessa litur-
teologica, l'azione liturgica e la vi- gia. Ciò che rimane infatti sono dei
ta di ogni persona. In altre parole CONCILIO "rituali di gruppo" che si servono
- più "tecni che" - ha posto le più o me no abilmente di mezzi
coordinate per un nuovo e fecondo VATICANO II, espressivi. Tali "liturgie di gruppo"
rapporto tra la lex credelldi, la lex non sono "cosmiche" in quanto vi-
orandi e la lex vivendi. In sostanza
tultO ciò che noi crediamo, il "de-
MUSICA vono dell 'autonomia del gruppo,
non hanno storia perehé caralleriz-
posito della fede", è contenuto ed
espresso nella Liturgia con le for-
E «TEOLOGIA zate proprio dall 'emancipazione
dalla storia e dal fare da sé. e non
me più adeguate alla cultura de l
puntuale momento storico e tutto PASTORALE» conoscono neppure il Mistero per-
ché in esse tultO viene chiarito, e
ciò dovrebbe arrivare - proprio at- "deve" essere chiarito. In tali ri tua-
traverso il dialogo con la cult ura li non vi è neanche reale partecipa-
operato dalla Liturgia - alla concreta vi ta di ogni persona. zione - quell ' istanza così tanto ricereata da una certa teo-
Considerando il mutuo rapporto tra credere, celebrare e logia pastorale - proprio perché. in fi n dei conti, è estranea
vivere possiamo rilevare che la Liturgia rappresenta dav- l'ubbidienza a quel Dato che superando l'uomo permette
vero il "cuore" della Chiesa nel senso che il reale incontro all ' uomo di essere tale. I segni distintivi di questo modo di
e il punto di equi librio tra il nostro credere e il nostro vi- essere insieme mi sembra che si possano codificare come
vere passa necessariamente per il nostro celebrare e per l' arbitrio quale forma necessaria di rifiuto di ogni forma o
tullO ciò che è sotteso a questo. Ne consegue che tutte le norma esistente, l'irripetibi/ità (la ripetizione sarebbe già
istanze che codificano la liturgia globalmeme considerata dipendenza) e l'anificiosirà perché tutto deve essere solo
oltre il rito (architettura, pittura, scultura, musica, suppel- pura creazione dell'uomo.
lettili, paramenti...) non sono collocabili esclusivamente L' attuazione seria della Riforma liturgica del Concilio
come una questione "pastorale" ma vanno anche - e so- Vaticano Il è allora, prima di ogni altra cosa, una sfida di
prattutto - intese in intima relazione con il deposito della cuJtura e solo l' intelligente conoscenza delle fonti e del
fede. puntuale momento storico può permetterei di non ridurre
In sostanza, come ho avuto più volte modo di afferma- la Liturgia ad un banale gioco che rischia di essere, a lun-
re nei precedenti editoriali, la musica nella Liturgia, prima go andare, anche un 'offesa all'intel ligenza del popolo di
di esercitare una funzione "pastorale" (far partecipare la Dio. Come la Chiesa antica ha dovuto comprendere la Ri-
gente, creare un clima di preghiera. portare la vita nella velazione all' interno della cultura greca salvaguardando-
Liturgia ...) esiste per dire plasticamente la teologia secon- ne l'integrità ed insieme dialogando in modo costruttivo
do le forme proprie di un preciso momento storico. Ed è con platonismo e aristotelismo (e i Concili Ecumenici del
proprio in relazione a questo principio che possiamo co- primo millenn io testimoniano la fatica di questo processo)
gl iere dove si situa realmente la normatività del Can to così oggi dobbiamo ricomprendere la Rivelazione e la
Gregoriano e cioè nel fallO che attraverso la sua struttura Tradizione (che dunque occorre conoscere c continuare a
formale, la sua grammatica "dice" la teologia, codifica nel studiare) in dialogo con questa cultura senza cadere nella
s uono il Mi stero Ri ve lato. Il Canto G regoriano non è tentazione di "lasciare" per strada delle cose che ci a ppar~
quindi normativo per le sue melodie (legate ad un preciso tengono solo perché oggi facciamo fatica a comprenderle
momento storico) perché una tale normatività sarebbe de- o non sono cos1 immediate come una volta.
bole ed intrinsecamente esclusiva di ogni sano progredi re. Oltre ogni ideologia - processo quasi inevitabile in
Esallamente come nel decreto per la formazione sacerdo- ogni momento storico - ciò che dovrebbe muoverei - e
tale Optatam Totills del Concilio Vaticano 11 dove al nu- anche "convertirci" - è l' urgenza dell 'evangelizzazione, il
mero 16 viene affermato che nel nostro pensare la teolo- fatto che ogn i persona possa incontrare la "vita in abbon-
gia occorre avere san Tommaso come maestro, ma non danza" e fare della propria vicenda umana con gioie e do-
tanto nel concreto contenuto teologico (legato alla com- lori una "storia di salvezza". Davanti a questo il livello del
prensione della realtà del secolo XIIl) quanto nella meto- nostro discutere e confrontarci è chiamato necessariamen-
dologia di indagine. te a scendere in profondità, siamo chiamati ad una serietà
La fedeltà al Concilio Vaticano IJ non mi sembra allora e rellitudine che forse possono salvarci dalla sonile tenta-
che debba essere intesa come una "pastoralizzazione" del zione di far coi ncidere ciò che esiste con le poche cose
tullO c, conseguentemente, non ritengo corretto che la di- che capiamo e siamo in grado di gestire.
sciplina "teologia pastorale" possa autocomprendersi co- Massimo Palombella

69
GESÙ, DOLCE MEMORIA
(Iesu, dulcis memoria)
Versione «base" T: Remo Bracchi
M : Giuseppe Gai
«:1200II Espmsionc: Ed;,. . Mu>kol;
Tllcli ; ,M,,; ri><.,...i

1. Gesù. dolce memoria. 2. Non c'èpiù dolce cant ico. 3. Certezza di chi trepida.
dei cuori immenso giubilo, non più soave musica. speranza di chi suppl ica.
la tua presenza inebria pensiero più ineffabile tu gioia se nza limite,
di balsamo dolcissimo. di Cristo. rUnigenito. tu vita senza teon ine.
4 . Non può lingua ripetere. 5. Gesù. sii nostro gaudio,
né mente può comprendere. che sei il futuro premio.
Colui che gusia. espri mere Sia in le la nostro gloria
non sa che TOlle sillabe. nei secoli dei secoli.
L' inno propostO rivisita il testo latino dci XII secolo tradizionalmente anribuilo a Bernardo di Chiaravalle che. a seconda delle di-'erse vers ioni manoscriue.
presenta da 42 a 53 \'crsi. Riporti amo qui alcune espressioni significative di commento scritte da don Luigi Giussani (cf. ........... tI"OCC...iI): ~Gesù. dolce ricordo.
Questa espressione di preghiera nella Chiesa ~ rappresentativa di tuno quel lo che il cuore sente. [ ... ] Gesù. dolcula per il ricordo. proprio percM ~ il ricordo di
un passato che ha prodono il presente. Guarda. ricordati di Gesù che ~ rosi dolce al cuore. È ogni cosa. ogni persona e ogni cosa. come dice l'inno più bello che
io conosca. Ogni cosa diventa come miele alla bocca. ma ~ la Sua presenu que lla da cui ~ la realizzazione del mondo. e di cui il cuore del mondo ~ in attesa.
[... [ O Gesù. dolcissimo. speran1.ll dell a coscienza che sospira. Il clamore ~ la for/.ll di voce. ~ grido. grido della nostra cosc ienza intima. della nostra più intim a
coscie n1.a. dell a nostra consapevole1.1.II più chiara e più tesa. Che il nostro cuore. che ~ all'origine delle 31.ioni. sia veramente definito da queste parole che. alTer-
rate oon l' animo con cui si alTerrano le cose I·ere. nella vita restano insopprimibili. cioè ci fanno vincere. diventano gloria e segnano la nostra gloria~.

C almo , in uno (J _92)

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I. ce me ria.
2. Non c'è più dol ce can ti co, non
3. Cer IC Z za di chi ne pi da, 'pe
4. Non p,ò lin gua pe te né

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4. men · te p,ò com . pren · de · re. Co· lui che g' . sta,_e .
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S. glo rin nei co li dei co li.
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70
PAROLA PRIMA ED ULTIMA
(Verbum supernum prodiens)
Ve rsione "base"

T: Remo Bracchi
M: Ivo Meini

1. Parota prima ed ultima, 3. Sotto la specie duplice. 5. Ostia di vita candida,


tu, naia avanti i secoli, la carne e il sangue ai poveri la strada al cielo illumina.
dal Padre data agli uomini hai dato in questo esilio. le guerre che ci assediano
in queslO estremo vespero. pane e vino degli angeli. a noi dona di vincere.

2. Tradito dal discepolo. 4. Fratello ne lla nascita. 6. A te, Dio trino ed unico.
chinalO i piedi a tergere. tu pane nel convivio. salga perenne gloria.
li sei spezzato a tavola. prezzo nel dono agli ullimi , La vita senza tennine
pane per noi dolcissimo. nel regno immenso premio. donaci nella patria. Amen.

L'inno proposto rivisita il testo latino composto da San Tommaso d'Aquino per le Lodi della Sole nnità del Corpus Domini. Le
ultime due strore. com'è noto, formano un unico corpus costituendo l'inno O Salutaris Hostia. Ne lla presente versione italiana si
e videnzia particolarmente il legame tra Parola e ed Eucaristia, tra Parola e Vita donata: si notino r inizio e la conclusione che col-
legano ciascu no dei temi presenti nelle strofe: «Parola prima ed ultima, I tu, nata avanti i secoli . I dal Padre data agli uomini I l ... ]
A te, Dio trino ed unico, I salga perenne gloria. I La vila senza termine I donaci nella patria~ .

Maestoso
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2. Tra - di - to " dal d, - see - po - lo. chi - na - lo-i
3. SOl
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5. O - stia di - ta cao - di - da. '"la stra - da al
6. A te, Dio " - -
tn no ed a - nl - co, sal - ga pe -
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3. san -
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4. nel - vi - vi - o. prez - zo nel do - 00-a -
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c vi · no do . gli_an · gc · li.
4. - gli_ul . ti · mi. nel "'re - gno.-im . mcn · ' o pco · mi - o.
5. .'" · dia · no , no . , do · na di vin · · co.
6. to< · mi · ne do · n, . ci ncl · I, pa · "In · a.

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72
NASCOSTO IO T'ADORO
(Adoro te devote)
Versione "base" T: Remo Bracchi
M: Remigio de Crislofaro
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I. Nascosto io , 'adoro, Dio umile, 4 . A Tommaso hai detto: Guarda. toccami !
che nel pane vivi, segno fragile. Senza avere visto, vog lio credere.
Chino a le mi prostro, contemplandoti: Dammi tu di fede solo vivere.
del tuo amore immenso sento siruggenni. dà speranza. amore. cuore semplice.

2. Vista. tallO, guslO. muti cedono. 5. Pane della vita. dono ultimo.
È l'udito solo pronto a credere. o memoriale di si lenzio.
Credo ciò che ha detto l'Unigenito: Dona alla mia mente d i le intridersi,
nulla è del suo Verbo più credibile. d'essere il profumo del tuo balsamo.

3. Era solo in croce Dio invisibile, 6. Pio pellicano, mite vittima,


qui neppure l'uomo si può scorgere. nel tuo sangue puro tutto lavami:
L'u no e l'altro credo qui nascondersi. una sola stilla può redimere
Come il ladro il cielo rubo al Golgotha. dell'immenso male tutti gli uomini.

7. Tu sei qui celato nel si lenzio.


Dammi il grande dono che desidero,
che svelato un giorno io mi illumini
di te faccia a facc ia sen7.a tenni ne. Amen.

La prese nte ri visitazione in lingua italiana dell'omonimo inno Eucaristico composto da Tommaso d'Aquino in o nore del
Santissimo Sacramento (i nsieme con gli altri quattro: VerbI/m supenwm prodiens. Sacris Sollemllis, Wl/da Sion e Pange Lingua)
innesta la nostra preghiera nel solco della tradizione viva che ha accompagnato per i secoli il culto Eucaristico della Chiesa. Nel
testo emerge la panecipazione integrale d i tutta persona (fede, intelligenza, sentimenti ed affetti. sensi esterni) ne ll 'atto di ado-
razione a Colui che si è integralmente donato a noi . La preghiera si fa invocazione carica di amore: «Dammi tu di fede solo vive-
re, / dà speranza, amore, cuore semplice . ]... ] Dona alla mia mente d i te intridersi. / d'essere il profu mo del tuo balsamo»,

Spigliato (co me gregoriano)


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4. A Tom - ma - so h ai det - to: Guar - da, toc - ca · mi!
5. Pa · n, d, l · fa vi - ta, do - no 01 . t; · mo.
6. p; · o pel · H · ca - no, m; · vit - ti · ma.
7. Tu sei qui · la - to "
nel-si - len - zi · o.
Spigliato (co me gregoriano) "

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74
SALGAN DAGLI ANIMI INNI DI GIUBILO
(Sacris solemni is)
Versione "base" T: Remo Bracchi
M; Valentino Miserachs
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I. Salgan dagli animi inni di giubil o. 4. E giunto al termine dc i proprio spendersL


dai cuori sgorghino liberi cantici . sé pane sapido diede agli apostoli.
Il vecchio termini : l'essere e il vivere. che lo spezzassero in sua memoria.
le menti si rinnovino. donato amore al culmine.

2. Lieti si celebri l' agape ultima. 5. Pane degli angeli . cibo degli uomini.
quando ai discepoli. agnello ed azzimi tu pon i tenni ne ai segni umbratili.
si diede prodigo. Figlio UnigenilO Dono mirabi le: di Dio si cibano
nel rito de ll a tavola. l'umile, il servo, il povero .

3. Ha dalO agli uomi ni sé da dividere. 6. O Dio ineffabile, un ico e triplice


il sangue a mescere con gioia semplice. i cuori visita. come ti attendono,
"Vi ho amati all'ultimo. Tutti bevetene: in alto guidaci. dove s' incendia
a voi dono il mio ca lice». la luce che tu inabili.

L'inno Sacris So/el/miis è uno dei cinque celebri testi composti da san Tommaso d'Aqui no in onore della Santissima Eucaristia
su specifica richiesta d i Papa Urbano IV ( 126 1-1264) quando istituì la festa liturgica del Corpus Domini nel 1264. Oggi questo
testo - le cui due ultime strofe forma no un unico corpus costituendo l' inno POII;S AI/gelic/ls - è utilizzato per l' Uffic io delle
Letture della Solennilà del Co rpl4s Domini. Nella versione italiana è particolannente pregnante l' ind icazione del Mistero
Eucaristico come sorgente di vita nuova per il credentc. Suggestiva è l'invocazione fi nale carica di fede e di speranza, perché
nutrita d i carità: «in alto guidaci, dove s' incendia la luce che tu inabiti" .

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76
GESÙ, DOLCE MEMORIA
(Iesu , dulcis memoria)
Elaborazioni per Schola e parti organistiche T: Remo Bracchi
M: Giuseppe Gai
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PAROLA PRIMA ED ULTIMA
(Verbum supemum prodiens)
Elaborazioni per Schola e parti organistiche

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