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LEGACCI DELLA SPAZZATURA : LA TRAPPOLA MORTALE

Fosca De Vita

Biologo, Libero Professionista,


Milano giugno 2021
Sarà’ certamente capitato a tutti di vedere i cestini per la raccolta dei rifiuti con dei fili penzolanti come in Fig.1
E sarà anche capitato di avere in casa dei sacchi con dei legacci come quelli della Figura 2.
Tutti vi sarete accorti di quanto questi legacci siano elettrizzati e si appiccichino addosso.
Cosa ne abbiate fatto, non lo so, ma se sono finiti nell’ambiente, hanno costituito un grosso pericolo per gli uccelli.
Figura 1 Figura 2

I legacci sono del tutto inutili e non vengono usati né dagli Addetti dell’Amsa( che a Milano è l’Azienda incaricata
della raccolta dei rifiuti),né dal personale che porta fuori i sacchi per la raccolta differenziata nei condomìni.
Tutti, indistintamente, chiudono i sacchi annodandone i lembi.
Il filo che penzola e che si stacca in un soffio, ha tutte le probabilità di restare sul terreno, o perché finisce sotto i
piedi,o perché si impiglia cammin facendo, o perché viene staccato,magari inavvertitamente e poi lasciato a terra
dai sempre più frettolosi Addetti.

Figura 3 Addetto dell’Amsa che trasporta un sacco al camioncino.


Si noti il filo che penzola in mezzo a foglie e rametti.

Figura 4 Filo a terra nella piazzola Figura 5 Filo sul marciapiede


A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi dove stia il pericolo.

Figura 6- Ecco il pericolo : Storno avviluppato, appeso a un ramo e strozzato da un legaccio

Gli uccellini( merli, storni, passeri, cince,ecc) usavano lunghi fili d’erba per tenere insieme il materiale
di costruzione del nido. I fili d’erba, per lunghi che fossero, non hanno mai costituito un pericolo e, una volta seccati,
se le zampine dei nidiacei vi restavano impigliate, si rompevano facilmente.
Con l’andare del tempo, sempre più specie hanno cominciato ad usare i legacci della spazzatura, più reperibili e più
abbondanti dei lunghi fili d’erba.
Ma , come detto, questi legacci si elettrizzano facilmente, e i battiti delle ali possono farli avvolgere attorno
all’uccellino, invece che al nido .
Ho visto merli e passeri e anche un piccione irrimediabilmente appesi, ho visto giovani merli impigliati nel nido, con
le zampine ferite o le dita rotte ma, non avendo lo smartphone, ho pensato a soccorrerli , non a fotografarli.
Non è facile scorgere gli uccellini appesi tra il folto dei rami e inoltre, se non si scorgono subito, le piccole vittime
vengono mangiate dalle cornacchie, che col becco affilato riescono a tagliare i fili.
Figura 7 Figura 8
Figura 7- Numero impressionante di legacci raccolti in un paio di settimane in soli 400 metri di Viale San Gimignano
a Milano
Figura 8 – Nido trascinato a terra da una cincia che si era impigliata . Si è liberata prima che potessi estrarre il telefonino.

Figure 9 e 10 – Altri due nidi , tenuti insieme con i legacci, rinvenuti a terra.
Fin qui, quello che succede ai piccoli uccelli. Vediamo invece cosa succede ai piccioni.

Figura 11 Figura 12
Figura 11- Da un cestino dei rifiuti penzola un filo che si appoggia a terra , dove è già presente un altro filo, alla giuntura tra i
due cordoli.
Figura 12- Filo a terra sotto una panchina
Figura 13- Filo a terra tra semi di olmo
I piccioni vanno a cercare il cibo proprio sotto i cestini dei rifiuti, sotto le panchine dove la gente mangia e tra i semi e le foglie
caduti dagli alberi .
Non rendendosi conto della pericolosità dei fili, quasi invisibili , vi si impigliano con le zampe.

Figura 14 Figura 15

Figura 16 Figura 17
Come si può vedere dalle Figure da 14 a 17, i fili,essendo lunghi, si avvolgono intorno a entrambi i piedi legandoli insieme,
ostacolando la deambulazione e rischiando di appendere gli animali qualora si posino su rami sporgenti.
Nei casi delle figure suddette , gli animali sono stati presi abbastanza presto ed hanno potuto essere liberati senza ricorrere a
dolorose amputazioni.

Figura 18 Figura 19

Figura 20 Figura 21

Figura 22 Figura 23
Come si può notare nelle figure 21-22, il filo ha catturato anche un legno che ha contribuito a serrare ulteriormente la stretta
attorno alle dita. E’ una evenienza abbastanza frequente.

Quando non si riesce ad intervenire subito , il danno alle dita diventa irreparabile e bisogna procedere a una, due, a volte tre
amputazioni come per i soggetti delle Figure da 18 a 23. La riabilitazione in questi casi richiede tempi lunghi, oltre che per il
rimarginarsi delle ferite, anche e soprattutto per la rimessa in posizione delle dita residue anchilosate o rotte , piegate in sotto
o di lato che, causando dolore, sono di ostacolo alla vita normale.
Figure 24 -25 Soggetti in cura Figura 26-Soggetti riabilitati, pronti per il rilascio

Purtroppo i casi più frequenti sono quelli in cui non si riesce ad intervenire per niente e l'animale è condannato :
le zampe legate insieme, le dita dolorosamente contorte e necrotiche, gli eventuali pezzi di legno inglobati, impedendo
l'appoggio,la deambulazione e l’alimentazione, lo conduce a morte.

Si tratta di una realtà che sta diventando sempre più drammatica e che richiede di intervenire nei confronti delle Aziende che
si occupano dei rifiuti nelle varie città, ai sensi della Legge 189/2004 sul maltrattamento animale , artt. .544 bis e ter ,
costringendole ad adottare sacchi privi di legacci.
I singoli amanti degli animali possono cominciare a smaltire gli eventuali legacci in loro possesso,avvolgendoli attorno a due
dita e poi tagliando, come nelle Figure 27, 28 e 29. Si tratta di ridurli in pezzetti che non possano attorcigliasi.

Figura 27 Figura 28 Figura 29

E poi smaltirli con la plastica o nell'indifferenziato.


L’ideale sarebbe rimuovere anche i legacci che si trovano su marciapiedi, piazzole e giardini e togliere quelli
che penzolano dai cestini( tirandoli verso il basso), tagliuzzarli e poi buttarli nei cestini stessi.
Si tenga presente che TUTTI I FILI di cotone, nylon ecc, gettati a terra, scossi con tappeti e tappetini, sono molto dannosi per i
piccioni, specialmente i CAPELLI che si approfondiscono nella carne e sono resistentissimi.
Figura 30 Figura 31

Nelle Figure 30-31 , il caso di un piccione a cui i capelli si erano stretti attorno al metatarso fino a staccare il piede.

Guida 1 : come catturare un piccione bisognoso di aiuto

Guida 2 : Come liberare un piccione con i fili alle zampe

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