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Istituto Tecnico Economico

«Feliciano Scarpellini» Foligno


Lezioni di Letteratura Italiana

LA POESIA

Professore Maurizio Coccia


La poesia (dal greco ποίησις, poiesis, creazione) è una forma di
espressione artistica in cui le parole, accostate secondo particolari forme
metriche, hanno una doppia funzione:
La poesia (dal greco ποίησις, poiesis, creazione) è una forma di
espressione artistica in cui le parole, accostate secondo particolari forme
metriche, hanno una doppia funzione:

1) Veicolano significati
La poesia (dal greco ποίησις, poiesis, creazione) è una forma di
espressione artistica in cui le parole, accostate secondo particolari forme
metriche, hanno una doppia funzione:

1) Veicolano significati
2) Veicolano suoni
La poesia (dal greco ποίησις, poiesis, creazione) è una forma di
espressione artistica in cui le parole, accostate secondo particolari forme
metriche, hanno una doppia funzione:

1) Veicolano significati
2) Veicolano suoni
La poesia (dal greco ποίησις, poiesis, creazione) è una forma di
espressione artistica in cui le parole, accostate secondo particolari forme
metriche, hanno una doppia funzione:

1) Veicolano significati contenuti informativi


2) Veicolano suoni
La poesia (dal greco ποίησις, poiesis, creazione) è una forma di
espressione artistica in cui le parole, accostate secondo particolari forme
metriche, hanno una doppia funzione:

1) Veicolano significati contenuti informativi


2) Veicolano suoni ed emotivi
La poesia (dal greco ποίησις, poiesis, creazione) è una forma di
espressione artistica in cui le parole, accostate secondo particolari forme
metriche, hanno una doppia funzione:

1) Veicolano significati contenuti informativi


2) Veicolano suoni ed emotivi
La poesia (dal greco ποίησις, poiesis, creazione) è una forma di
espressione artistica in cui le parole, accostate secondo particolari forme
metriche, hanno una doppia funzione:

1) Veicolano significati contenuti informativi ha a che fare


2) Veicolano suoni ed emotivi con la musica
La
La poesia (dal greco ποίησις, poiesis, creazione) è una forma di
espressione artistica in cui le parole, accostate secondo particolari forme
metriche, hanno una doppia funzione:

1) Veicolano significati contenuti informativi ha a che fare


2) Veicolano suoni ed emotivi con la musica
La

La lingua della poesia, dunque, è diversa rispetto a quella della prosa,


perché prevede:
La poesia (dal greco ποίησις, poiesis, creazione) è una forma di
espressione artistica in cui le parole, accostate secondo particolari forme
metriche, hanno una doppia funzione:

1) Veicolano significati contenuti informativi ha a che fare


2) Veicolano suoni ed emotivi con la musica
La

La lingua della poesia, dunque, è diversa rispetto a quella della prosa,


perché prevede:
1) l’uso del verso
La poesia (dal greco ποίησις, poiesis, creazione) è una forma di
espressione artistica in cui le parole, accostate secondo particolari forme
metriche, hanno una doppia funzione:

1) Veicolano significati contenuti informativi ha a che fare


2) Veicolano suoni ed emotivi con la musica
La

La lingua della poesia, dunque, è diversa rispetto a quella della prosa,


perché prevede:
1) l’uso del verso
2) L’uso di figure retoriche
La poesia (dal greco ποίησις, poiesis, creazione) è una forma di
espressione artistica in cui le parole, accostate secondo particolari forme
metriche, hanno una doppia funzione:

1) Veicolano significati contenuti informativi ha a che fare


2) Veicolano suoni ed emotivi con la musica
La

La lingua della poesia, dunque, è diversa rispetto a quella della prosa,


perché prevede:
1) l’uso del verso
2) L’uso di figure retoriche
3) Licenze poetiche (stravolgimento del lessico e della sintassi)
Il verso

È la riga della poesia e prevede che l’autore ne determini la lunghezza con


una discesa a capo. Deriva dal termine latino versus, che viene dal verbo
vertěre, cioè voltare.
Spello, 1961
Sant’Anatolia di Narco, 1964
Foligno, 1959
Alto Tevere, 1958
Assisi, 1960
Il verso

È la riga della poesia e prevede che l’autore ne determini la lunghezza con


una discesa a capo. Deriva dal termine latino versus, che viene dal verbo
vertěre, cioè voltare.
Il verso

È la riga della poesia e prevede che l’autore ne determini la lunghezza con


una discesa a capo. Deriva dal termine latino versus, che viene dal verbo
vertěre, cioè voltare.

Ciò che infatti differenzia la poesia dalla PROSA è che in quest’ultima


l’autore non è legato a schemi metrici ed è scritta di seguito, come avviene
nel modo tradizionale di comunicare e fare informazione.
Prosa, infatti deriva da prorsus, che cammina diritto (cioè, di discorso che
va fino alla fine della riga).
Il verso

È la riga della poesia e prevede che l’autore ne determini la lunghezza con


una discesa a capo. Deriva dal termine latino versus, che viene dal verbo
vertěre, cioè voltare.

Ciò che infatti differenzia la poesia dalla PROSA è che in quest’ultima


l’autore non è legato a schemi metrici ed è scritta di seguito, come avviene
nel modo tradizionale di comunicare e fare informazione.
Prosa, infatti deriva da prorsus, che cammina diritto (cioè, di discorso che
va fino alla fine della riga).
Comunicazione deriva dal latino cum = con, e munire = legare,
costruire (dunque, mettere in comune) ed è il processo di trasmissione di
un’informazione da un individuo a un altro (o da un luogo a un altro),
attraverso lo scambio di un messaggio che prevede un ritorno (mittente e
ricevente avranno dunque in comune un codice).
Comunicazione deriva dal latino cum = con, e munire = legare,
costruire (dunque, mettere in comune) ed è il processo di trasmissione di
un’informazione da un individuo a un altro (o da un luogo a un altro),
attraverso lo scambio di un messaggio che prevede un ritorno (mittente e
ricevente avranno dunque in comune un codice).

Informazione è un insieme di dati che passa da un mittente a un ricevente,


senza che quest’ultimo possa esprimere una risposta.
La poesia, per le caratteristiche che abbiamo sopra descritto, ben si adatta
non solo alla lettura, ma anche alla recitazione. Infatti, le poesie erano un
tempo pure cantate, sfruttando il fatto che il verso donava una musicalità
notevole alle parole.

La metrica: è la struttura ritmica di un componimento poetico.


TIPI DI RIMA
TIPI DI RIMA

Rima alternata: nella forma ABAB collega versi alterni


TIPI DI RIMA

Rima alternata: nella forma ABAB collega versi alterni

Giosuè Carducci, Davanti San Guido

I cipressi che a Bolgheri alti e schiétti A


van da San Guido in duplice filàr, B
quasi in corsa giganti giovinétti A
mi balzarono incontro e mi guardàr. B
TIPI DI RIMA

Rima alternata: nella forma ABAB collega versi alterni

Rima baciata: nella forma AABB si trova in versi contigui


Giuseppe Ungaretti, Canto beduino

Una donna s’alza e canta A


La segue il vento e l’incanta A
E sulla terra stende B
E il sogno vero la prende. B

Questa terra è nuda C


Questa donna è druda C
Questo vento è forte D
Questo sogno è morte. D
TIPI DI RIMA

Rima alternata: nella forma ABAB collega versi alterni

Rima baciata: nella forma AABB si trova in versi contigui

Rima incrociata: nella forma ABBA, tipica di una quartina, rimano tra loro i due versi
interni e i due esterni
Gabriele d’Annunzio, Consolazione

Non pianger più. Torna il diletto figlio A


a la tua casa. È stanco di mentire. B
Vieni; usciamo. Tempo è di rifiorire. B
Troppo sei bianca: il volto è quasi un giglio. A

Vieni; usciamo. Il giardino abbandonato C


serba ancóra per noi qualche sentiero. D
Ti dirò come sia dolce il mistero D
che vela certe cose del passato. C

Ancóra qualche rose è ne' rosai, E


ancóra qualche timida erba odora. F
Ne l'abbandono il caro luogo ancóra F
sorriderà, se tu sorriderai. […] E
Guido Gozzano, Cocotte

Il mio sogno è nutrito d’abbandono,


di rimpianto. Non amo che le rose
che non colsi. Non amo che le cose
che potevano essere e non sono
state....
TIPI DI RIMA

Rima alternata: nella forma ABAB collega versi alterni

Rima baciata: nella forma AABB si trova in versi contigui

Rima incrociata: nella forma ABBA, tipica di una quartina, rimano tra loro i due versi
interni e i due esterni

Rima incatenata: nella forma ABA BCB CDC DED… è detta anche terza rima; infatti,
ogni verso rima col terzo successivo, in una concatenazione potenzialmente infinita.
Usata da Dante nella Commedia, è detta anche «terza rima dantesca»
Nel mezzo del cammin di nostra vita A
mi ritrovai per una selva oscura, B
ché la diritta via era smarrita. A

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura B


esta selva selvaggia e aspra e forte C
che nel pensier rinova la paura! B

Tant' è amara che poco è più morte; C


ma per trattar del ben ch'i' vi trovai, D
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte. C
Tipi di verso
Tipi di verso
A seconda del numero di sillabe contenute nel verso, questo prende diversi nomi. Un verso
con tre sillabe si chiamerà trisillabo, con quattro sillabe si chiamerà quadrisillabo e così
via. Si riporta di seguito l’elenco dei versi più noti.
Tipi di verso
A seconda del numero di sillabe contenute nel verso, questo prende diversi nomi. Un verso
con tre sillabe si chiamerà trisillabo, con quattro sillabe si chiamerà quadrisillabo e così
via. Si riporta di seguito l’elenco dei versi più noti.

Binario:
Tipi di verso
A seconda del numero di sillabe contenute nel verso, questo prende diversi nomi. Un verso
con tre sillabe si chiamerà trisillabo, con quattro sillabe si chiamerà quadrisillabo e così
via. Si riporta di seguito l’elenco dei versi più noti.

Binario: cà/de
stàn/ca (Negri)
Tipi di verso
A seconda del numero di sillabe contenute nel verso, questo prende diversi nomi. Un verso
con tre sillabe si chiamerà trisillabo, con quattro sillabe si chiamerà quadrisillabo e così
via. Si riporta di seguito l’elenco dei versi più noti.

Binario: cà/de
stàn/ca (Negri)

Trisillabo:
Tipi di verso
A seconda del numero di sillabe contenute nel verso, questo prende diversi nomi. Un verso
con tre sillabe si chiamerà trisillabo, con quattro sillabe si chiamerà quadrisillabo e così
via. Si riporta di seguito l’elenco dei versi più noti.

Binario: cà/de
stàn/ca (Negri)

Trisillabo: tre sillabe E/ l’uò/mo


cur/và/to
sul/l’àc/qua (Ungaretti)
Tipi di verso
A seconda del numero di sillabe contenute nel verso, questo prende diversi nomi. Un verso
con tre sillabe si chiamerà trisillabo, con quattro sillabe si chiamerà quadrisillabo e così
via. Si riporta di seguito l’elenco dei versi più noti.

Binario: cà/de
stàn/ca (Negri)

Trisillabo: tre sillabe E/ l’uò/mo


cur/và/to
sul/l’àc/qua (Ungaretti)

Quadrisillabo:
Tipi di verso
A seconda del numero di sillabe contenute nel verso, questo prende diversi nomi. Un verso
con tre sillabe si chiamerà trisillabo, con quattro sillabe si chiamerà quadrisillabo e così
via. Si riporta di seguito l’elenco dei versi più noti.

Binario: cà/de
stàn/ca (Negri)

Trisillabo: tre sillabe E/ l’uò/mo


cur/và/to
sul/l’àc/qua (Ungaretti)

Quadrisillabo: quattro sillabe trà/ l’er/bét/ta


sì/ fa/ bèl/lo
pér/ di/lèt/to (Chiabrera)
Quinario:
Quinario: cinque sillabe règ/ge/ e/ con/fòr/ta
dòl/ce/ me/mò/ria
là/ mam/ma/ mòr/ta (Mazzoni)
Quinario: cinque sillabe règ/ge/ e/ con/fòr/ta
dòl/ce/ me/mò/ria
là/ mam/ma/ mòr/ta (Mazzoni)

Senario:
Quinario: cinque sillabe règ/ge/ e/ con/fòr/ta
dòl/ce/ me/mò/ria
là/ mam/ma/ mòr/ta (Mazzoni)

Senario: sei sillabe Sul/ chiù/so/ qua/dèr/no


di/ và/ti/ fa/mó/si
dal/ mù/sco/ ma/tér/no
lon/tà/no/ ri/pò/si (Zanella)
Quinario: cinque sillabe règ/ge/ e/ con/fòr/ta
dòl/ce/ me/mò/ria
là/ mam/ma/ mòr/ta (Mazzoni)

Senario: sei sillabe Sul/ chiù/so/ qua/dèr/no


di/ và/ti/ fa/mó/si
dal/ mù/sco/ ma/tér/no
lon/tà/no/ ri/pò/si (Zanella)

Settenario:
Quinario: cinque sillabe règ/ge/ e/ con/fòr/ta
dòl/ce/ me/mò/ria
là/ mam/ma/ mòr/ta (Mazzoni)

Senario: sei sillabe Sul/ chiù/so/ qua/dèr/no


di/ và/ti/ fa/mó/si
dal/ mù/sco/ ma/tér/no
lon/tà/no/ ri/pò/si (Zanella)

Settenario: sette sillabe dàl/ Man/za/nàr/ re al/ Rè/no (Manzoni)


Quinario: cinque sillabe règ/ge/ e/ con/fòr/ta
dòl/ce/ me/mò/ria
là/ mam/ma/ mòr/ta (Mazzoni)

Senario: sei sillabe Sul/ chiù/so/ qua/dèr/no


di/ và/ti/ fa/mó/si
dal/ mù/sco/ ma/tér/no
lon/tà/no/ ri/pò/si (Zanella)

Settenario: sette sillabe dàl/ Man/za/nàr/ re al/ Rè/no (Manzoni)

Ottonario:
Quinario: cinque sillabe règ/ge/ e/ con/fòr/ta
dòl/ce/ me/mò/ria
là/ mam/ma/ mòr/ta (Mazzoni)

Senario: sei sillabe Sul/ chiù/so/ qua/dèr/no


di/ và/ti/ fa/mó/si
dal/ mù/sco/ ma/tér/no
lon/tà/no/ ri/pò/si (Zanella)

Settenario: sette sillabe dàl/ Man/za/nàr/ re al/ Rè/no (Manzoni)

Ottonario: otto sillabe Sta/va/ près/so/ la/ can/dé/la


Tre/mo/làn/te/ nel/ ba/glió/re (Carducci)
Quinario: cinque sillabe règ/ge/ e/ con/fòr/ta
dòl/ce/ me/mò/ria
là/ mam/ma/ mòr/ta (Mazzoni)

Senario: sei sillabe Sul/ chiù/so/ qua/dèr/no


di/ và/ti/ fa/mó/si
dal/ mù/sco/ ma/tér/no
lon/tà/no/ ri/pò/si (Zanella)

Settenario: sette sillabe dàl/ Man/za/nàr/ re al/ Rè/no (Manzoni)

Ottonario: otto sillabe Sta/va/ près/so/ la/ can/dé/la


Tre/mo/làn/te/ nel/ ba/glió/re (Carducci)

Novenario:
Quinario: cinque sillabe règ/ge/ e/ con/fòr/ta
dòl/ce/ me/mò/ria
là/ mam/ma/ mòr/ta (Mazzoni)

Senario: sei sillabe Sul/ chiù/so/ qua/dèr/no


di/ và/ti/ fa/mó/si
dal/ mù/sco/ ma/tér/no
lon/tà/no/ ri/pò/si (Zanella)

Settenario: sette sillabe dàl/ Man/za/nàr/ re al/ Rè/no (Manzoni)

Ottonario: otto sillabe Sta/va/ près/so/ la/ can/dé/la


Tre/mo/làn/te/ nel/ ba/glió/re (Carducci)

Novenario: nove sillabe O/ fàl/ce/ di/ lù/na/ ca/làn/te


che/ brìl/li/ su/ l’àc/que/ de/sèr/te (d’Annunzio)
Decasillabo:
Decasillabo: dieci sillabe l’han/ giu/rà/to e/ si/ strìn/ser/ la/ mà/no (Berchet)
Decasillabo: dieci sillabe l’han/ giu/rà/to e/ si/ strìn/ser/ la/ mà/no (Berchet)

Endecasillabo:
Decasillabo: dieci sillabe l’han/ giu/rà/to e/ si/ strìn/ser/ la/ mà/no (Berchet)

Endecasillabo: undici sillabe Nel/ mez/zo/ del/ cam/mìn/ di/ no/stra/ vì/ta
(Dante)
Tipi di strofe

La strofa (anche detta strofe) è un gruppo di versi, di numero fisso o variabile, seguito
da una pausa. I versi sono raggruppati in strofe o per rendere ritmica la composizione o
per raggrupparli secondo un’unità logica.

Le strofe assumono nomi diversi a seconda del numero di versi contenuto. Ecco le
strofe più note:

Distico: due versi


Terzina: tre versi
Quartina: quattro versi
Sestina: sei versi
Ottava: otto versi

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