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08/04/2020

La Cellula Vegetale

La cellula vegetale presenta alcune differenze dalla cellula animale,


con tre strutture caratteristiche: la parete cellulare, il vacuolo e i
plastidi.
Il vacuolo è una vescicola
delimitata da una membrana
fosfolipidica, detta tonoplasto
che contiene una soluzione
acquosa, il succo vacuolare.
Il succo vacuolare, contiene
sali, carboidrati, proteine e
pigmenti che conferiscono
colore a fiori e frutti, e le varie
sostanze prodotte dalla pianta.
Può inoltre contenere enzimi
digestivi e svolgere, almeno in
parte le funzioni svolte dai
lisosomi nella cellula animale

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Le cellule vegetali giovani


hanno spesso numerosi piccoli
vacuoli che, durante la fase di
crescita, si fondono fino a
formare un unico grande
vacuolo centrale. Cellula vegetale

Il vacuolo, in una cellula adulta,


può rappresentare anche il 90%
del volume cellulare.
Il nucleo, il citoplasma e tutti gli
organuli, quindi, sono schiacciati
verso la periferia della cellula.

Il vacuolo oltre a contenere sostanze di riserva, pigmenti, proteine


ed enzimi svolge due importanti quella di sostegno della cellula, nei
momenti in cui è assente l’acqua la pianta non sarà turgida, e quella
osmotica.
Variando la
concentrazione del
succo vacuolare,
influenza il movimento
osmotico dell’acqua tra
l’interno e l’esterno della
cellula.
Regola il turgore
cellulare che a sua volta
determina
l'accrescimento cellulare
e il sostegno di organi
giovani.

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La cellula vegetale presenta alcune strutture caratteristiche: la parete


cellulare, il vacuolo e i plastidi.
Il vacuolo contiene il succo vacuolare, una soluzione acquosa che
oltre a sali, carboidrati, proteine e pigmenti che conferiscono colore a
fiori e frutti, contiene sostanze impiegate dagli esseri umani.

Le cellule vegetali giovani hanno


spesso numerosi piccoli vacuoli
che, durante la fase di crescita, si
fondono fino a formare un unico
grande vacuolo centrale.
Esso, in una cellula adulta, può
rappresentare anche il 90% del
volume cellulare.
Il nucleo, il citoplasma e tutti gli
organuli, quindi, sono schiacciati
verso la periferia della cellula.

La parete cellulare delle cellule vegetali è una struttura semirigida


situata esternamente alla membrana plasmatica, composta da fibre di
cellulosa immerse in proteine e polisaccaridi complessi.
La parete cellulare svolge nelle cellule vegetali tre importanti funzioni:
1.fornisce sostegno alla cellula;
2.fa da barriera contro le
infezioni fungine;
3.contribuisce a dare forma alla
pianta.
Se osserviamo al microscopio
ottico le cellule vegetali: a causa
della loro spessa parete sembrano
completamente isolate l’una
dall’altra, ma la microscopia
elettronica rivela che non è così.

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Il citoplasma di ogni cellula è in connessione con quello delle cellule


adiacenti attraverso numerosi canali rivestiti dalla membrana
plasmatica, detti plasmodesmi.

Questi canali, del diametro di


circa 20-40 nm, attraversano le
pareti di cellule contigue e
permettono la diffusione fra le
cellule dell’acqua, degli ioni, di
micromolecole, dell’RNA e di
proteine.
Nei tessuti vegetali i
plasmodesmi mettono in
comunicazione il citoplasma di
cellule adiacenti, consentendo il
passaggio di alcune sostanze tra
una cellula e l’altra.

I plastidi sono una classe di organuli presente soltanto dalle cellule


delle piante e di alcuni protisti.
Esistono svariati tipi di plastidi, ciascuno con una propria funzione; i
più importanti sono i cloroplasti.
I cloroplasti contengono il pigmento verde clorofilla e sono la sede
della fotosintesi.
Direttamente o indirettamente,
la fotosintesi è la fonte di
energia di gran parte del
mondo vivente.
I cloroplasti possono variare
per dimensione e per forma.

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Al pari dei mitocondri, anche i cloroplasti sono circondati da due


membrane; inoltre, essi possiedono una serie di membrane interne
la cui struttura e disposizione varia da un gruppo di organismi
fotosintetici all’altro.
Nelle piante superiori le membrane interne del cloroplasto hanno
l’aspetto di una pila di sacchetti discoidali.

Queste pile, dette grani,


sono formate da una serie
di compartimenti circolari
piatti, impilati uno
sull’altro, detti tilacoidi.
Il lume interno del
cloroplasto contiene un
liquido che prende il nome
di stroma.

Oltre a fosfolipidi e proteine le membrane dei tilacoidi contengono


particolari proteine, la clorofilla e altri pigmenti in grado di catturare
la luce.
I tilacoidi dei vari grani sono interconnessi tra loro, rendendo l’interno
del cloroplasto una rete molto estesa di membrane che galleggia
nello stroma.
Al pari della matrice
mitocondriale, lo stroma
dei cloroplasti contiene
DNA e ribosomi, utilizzati
per sintetizzare alcune
delle proteine che
costituiscono il
cloroplasto.

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Esistono anche altri tipi di plastidi che svolgono una funzione


diversa da quella dei cloroplasti:
i cromoplasti non hanno i tilacoidi e contengono pigmenti rossi,
arancioni e/o gialli e conferiscono il colore ai fiori e ai frutti;
i leucoplasti sono anch’essi privi di tilacoidi e sono usati come
depositi per l’accumulo di amidi e di grassi.

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La fotosintesi consiste nella sintesi di composti organici a partire dal


diossido di carbonio atmosferico e dall’acqua, utilizzando l’energia
della luce.
Attraverso il processo della fotosintesi le piante e le alghe usano
l’energia del Sole per produrre carboidrati (glucosio), liberando
ossigeno come sottoprodotto della reazione, a partire dal diossido di
carbonio e dall’acqua.

6 CO2 + 6 H2O C6H12O6 + 6 O2


diossido di carbonio acqua glucosio ossigeno

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La fotosintesi consiste nella sintesi di composti organici a partire dal


diossido di carbonio atmosferico e dall’acqua, utilizzando l’energia
della luce.
La fotosintesi avviene all’interno dei cloroplasti e si suddivide in una
fase luminosa, o luce-dipendente, e in una fase oscura, o luce-
indipendente.

Nelle reazioni luce-dipendenti l’energia luminosa catturata dalla


clorofilla è convertita in ATP grazie ad una catena di trasporto di
elettroni, una sequenza di proteine che si trovano sulla membrana
dei tilacoidi.
La scissione di molecole d’acqua produce ossigeno molecolare, che
è subito liberato nell’atmosfera.

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Le reazioni luce-indipendenti producono glucosio sfruttando l’energia


prodotta durante la fase luminosa ed immagazzinata sotto forma di
ATP.
Durante il ciclo di Calvin, quindi, l’energia solare catturata dalla
clorofilla viene trasformata in energia chimica accumulata sotto
forma di glucosio, usando l’ATP come intermedio.

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