Sei sulla pagina 1di 2

URL :http://www.corriereadriatico.

it/
corriereadriatico.it
PAESE :Italia
TYPE :Web International

6 dicembre 2021 - 03:27 > Versione online

Più servizi e borse di studio, arriva la


riforma dell’Erdis. Tra le ipotesi c’è
quella di esternalizzare mensa e
portineria
MarcheLunedì 6 Dicembre 2021di Martina Marinangeli

ANCONA - Nato nel 2017 con una legge che sanciva la fusione dei quattro precedenti
Ersu, per l’Erdis (Ente regionale per il diritto allo studio) è già tempo di una revisione. Ad
annunciarla è stato l’assessore agli Enti dipendenti ed alle società partecipate, Guido
Castelli, martedì in Consiglio regionale, durante l’illustrazione dell’assestamento di
bilancio 2021/2023: nelle maglie dell’articolato, infatti, è stata modificata anche una parte
della legge sull’Erdis, riguardante i criteri di scelta del direttore generale, ruolo ricoperto
dal Angelo Brincivalli dal gennaio 2018 e fino al 31 dicembre 2022. Ma è solo la punta
dell’iceberg.

I conti e i servizi
Nelle volontà della giunta ci sarebbe quella di mettere mano all’organizzazione dell’ente,
esternalizzando alcuni servizi, come quelli di cucina, portineria e ausiliari. Il
ragionamento parte da un mero conteggio economico: la spesa per i servizi di mensa ed

Tutti i diritti riservati


URL :http://www.corriereadriatico.it/
corriereadriatico.it
PAESE :Italia
TYPE :Web International

6 dicembre 2021 - 03:27 > Versione online

alloggio offerti dall’Erdis ammonta a 16 milioni di euro, di cui 14,7 milioni finanziati dalla
Regione attraverso le borse di studio e 1,3 milioni dalla contribuzione degli studenti. Per
capire come fosse speso questo denaro, Palazzo Raffaello ha fatto un monitoraggio dei
conti e ha individuato quello che sarebbe stato definito un «fenomeno discutibile»: nella
gran parte dei casi, i portinai ed i cuochi sono assunti dall’Erdis. Modello organizzativo
che non convince per niente le alte sfere della Regione. Invece di fare una gestione
diretta delle mense e delle portinerie, dunque, la giunta sta lavorando sull’ipotesi di
esternalizzazioni. «Non per risparmiare, ma per finanziare più borse di studio, migliorare
la qualità dei servizi dell’Erdis, ridurre il carico di contribuzione agli studenti», l’ottica che
starebbe alla base della riforma, finalizzata ad avere un sistema universitario più
attrattivo.
I nodi da sciogliere
E per farlo, secondo la Regione è necessario ottimizzare i costi di gestione. Inoltre, sulle
prestazioni Erdis si paga anche l’Iva, perché sono ritenute attività commerciali e non
istituzionali: in Italia non è dappertutto così e, anche su questo, si valuta un intervento.
Una riorganizzazione che è pronta a partire a stretto giro di posta ed il primo tassello è
già stato messo martedì, con la modifica dei requisiti per diventare direttore generale o
dirigente nell’ente: i requisiti di accesso saranno ordinari, equiparati a quello che accade
in tutta l’amministrazione regionale. Prima dell’approvazione dell’assestamento di
bilancio, per la nomina si doveva cercare, in prima battuta, una figura tra i dirigenti in
servizio, a qualunque titolo, in Erdis da almeno 12 mesi; poi, toccava ai dirigenti in
servizio in Regione, sempre a qualunque titolo e da almeno un anno; da ultimo,
all’esterno. Ora, invece, candidati interni ed esterni sono stati equiparati, nella logica
dell’interpello. A guidare l’ente è stata eletta lo scorso marzo Maura Magrini,
dell'Università di Urbino, e dovrebbe essere lei a traghettarela riorganizzazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tutti i diritti riservati