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AGESCI, Manuale della Branca Rover e Scolte,

Nuova Fiordaliso, Roma (2003), pp. 269-275.

Capitolo 27

La Partenza
Il significato della Partenza • Un'età difficile per scelte difficili
• I"valori" della Partenza • E per chi non se la sente? Uscire
dal Clan senza la Partenza • Tre domande • La Partenza e
l'itinerario della Progressione Personale Unitaria • La cerimonia
e i simboli della Partenza

Il significato della Partenza

Il lungo itinerario della proposta educativa dello


scautismo trova il proprio culmine nel momento della partenza
quando le scolte e i rover lasciano il Clan. È un momento
molto importante in quanto è l'occasione per fare sintesi di
quanto si è vissuto e prendere alcune importanti decisioni
riguardo al proprio progetto di vita. È anche il momento di
confronto con i Capi e la comunità R/S che sono chiamati ad
essere interlocutori credibili e testimoni attivi di questo
tempo di vocazione e di scelte. La preparazione di una
lettera in cui vengono espressi questi impegni e che viene
abitualmente letta nel corso di una suggestiva cerimonia della
partenza conclude questo tempo. Termina in questo modo
l'itinerario educativo proposto dallo scautismo e si apre il
cammino di autonomia e responsabilità caratteristico della vita
adulta.

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Un'età difficile per scelte difficili

Da più parti si segnala da tempo come la proposta


della partenza a 20-21 anni sia per molti aspetti inattuale e
prematura. Le più recenti indagini sulla condizione giovanile
mettono in evidenza il prolungamento dell'età degli studi, della
permanenza e della dipendenza economica dalla famiglia di
origine, della precarietà delle condizioni lavorative per chi entra
la prima volta nel mondo del lavoro. A questa condizione di
limitata autonomia e di ritardo d'entrata nella vita adulta
corrisponde spesso una progressiva insicurezza sul piano
individuale, il timore e la ritrosia ad assumere impegni di
lungo periodo, l'inclinazione della maggioranza a
permanere in gruppi caratterizzati da appartenenze deboli
mentre per alcune minoranze è sempre più viva la necessità di
sentirsi protetti da gruppi che richiedono appartenenze molto
forti o persino integraliste.
Sono atteggiamenti spesso incoraggiati dal disagio che
taluni provano di fronte ad un crescente pluralismo culturale,
l'eterogeneità dei valori di riferimento, la molteplicità dei
linguaggi, la frammentazione delle forme espressive.
Sono queste tutte circostanze che sembrerebbero rendere poco
realistica la possibilità per giovani di venti o ventuno anni di
compiere scelte gravide di impegni duraturi, scelte di vita,
scelte della partenza. È forte quindi la tentazione a degradare
queste scelte a semplici orientamenti di per sé poco
impegnativi, a dichiarazioni di alto valore poetico ma di scar-
sissimo rilievo pratico insomma a dichiarazioni di tipo
generico che lascino tutte le porte aperte e soprattutto le porte
dei ripensamenti.
Di fronte a queste tentazioni riteniamo fondamentale
ribadire la necessità che le scelte della partenza siano invece
scelte forti, qualificanti, imperniate su valori impegnativi e alti.

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Le sfide di oggi, non sono di minor difficoltà di
quelle del passato e richiedono cittadini con la stessa capacità
di guardare lontano, audacia e competenza delle generazioni
passate. I giovani che prendono la Partenza sono chiamati a
vivere e testimoniare in tutta semplicità questi valori nei
luoghi dove studiano, nelle università, fra i loro amici, nei
luoghi dove svolgono il loro servizio, nella loro parrocchia o
nelle altre realtà nelle quali si troveranno volta per volta a
confrontarsi e ad operare.

I "valori" della Partenza

Quali sono i valori alla base delle scelte della Partenza? Chi li
stabilisce? Va ricordato innanzitutto che i valori e le scelte di
fondo sono indicati in modo chiaro dalla stessa Promessa
scout. Essi sono precisamente:
♦ il servizio (aiutare gli altri in ogni circostanza);
♦ la fede (compiere il nostro dovere verso Dio);
♦ l'impegno civile (compiere il nostro dovere verso il
nostro Paese);
♦ tutto questo vissuto in uno stile e secondo i principi della
Legge scout (osservare la Legge scout).

Si tratta di indicazioni valide per tutta la vita scout e che


trovano un significato sempre nuovo e da attualizzare con
riferimento all'età e alle condizioni di ciascuno. Sono valori
che, pur fra loro distinti, vanno intesi in modo complementare.

È inoltre necessario che le scelte della partenza siano


radicate nel contesto storico, geografico, culturale cui ciascun
rover e scolta appartengono. In particolare devono rilevare le
scelte che la comunità R/S di cui i rover e le scolte partenti

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fanno parte, ha deciso di porre nella Carta di Clan: la Carta è
infatti l'approdo di un percorso fatto di esperienze, dibattiti,
confronti e scelte che non possono e comunque non devono
essere estranei al percorso di vita dei partenti. Proprio con
"quelle" scelte bisogna fare i conti e confrontarsi pena
l'estraniarsi dal contesto in cui si è vissuto.

Per quanto possano essere importanti i valori comunitari


chi prende la partenza è anche chiamato a saper discernere
quelli che sono i suoi personali valori e a saper compiere
delle scelte che lo caratterizzano e lo distinguono da tutti gli
altri.

E per chi non se la sente? Uscire dal Clan senza la


Partenza

La partenza ha dunque un significato complesso ma


preciso. Implica la volontà di impegnarsi personalmente a
favore degli altri nella Chiesa e nella società. Non tutte le
scelte sono le "scelte della Partenza". Sarebbe disonesto
creare ambiguità su questo punto. I rover e le scolte che non
se la sentissero di compiere queste scelte non possono essere
obbligati a prenderla né ha senso definire Partenza la
decisione di lasciare il Clan senza impegnarsi a realizzare e
testimoniare con la propria vita i valori che le sono propri (e
che, come abbiamo visto, sono innanzitutto i valori espressi
dalla Promessa e dalla Legge scout).
A coloro che preferiscono non proseguire e riprendere la
strada del piano dobbiamo essere pronti a dare un cordiale
"arrivederci" con amicizia e fraternità.

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Tre domande

1) A chi dare la Partenza?


La Partenza è il frutto di un dialogo. Nei paragrafi
precedenti abbiamo indicato alcuni valori che riteniamo
possano essere qualificanti per coloro che intendono prendere
la Partenza. Domandarsi ora a chi dare la partenza significa
innanzitutto chiedersi se la partenza debba essere data solo
a coloro che vengono ritenuti (da qualcuno) adeguati ovvero a
coloro che si impegnano in scelte specifiche e qualificanti.
Si è già più volte sottolineato come la partenza debba
avvenire nell'ambito di un colloquio in cui gli interlocutori
sono diversi: da un lato il partente che chiede di poter fare delle
scelte e assumere degli impegni; dall'altro il capo Clan e la
capo Fuoco insieme alla comunità R/S che si pongono come
interlocutori che chiedono una verifica e che devono diventare
di stimolo all'assunzione di impegni fortemente qualificanti;
non si tratta quindi di dare un giudizio di abilitazione ai più
meritevoli né semplicemente di prendere atto in modo
passivo di scelte sulle quali non si interviene.
Invece è importante che dal dialogo e dal confronto le scelte
vengano verificate, rese attuali e quindi più vicine alla realtà
di coloro che partono. Dunque né selezione solo dei più bravi
e neppure una rinuncia a svolgere fino in fondo quel compito
di educazione che spetta ai Capi e compito di auto educazione
che riguarda tutti i componenti del Clan.

2) Quando dare la Partenza?


Il prolungamento della permanenza nel mondo degli studi, il
ritardo del conseguimento di un'autonomia economica e
dell'inserimento nel mondo del lavoro, le difficoltà ad uscire
dal nucleo familiare di origine e alla formazione di una propria
famiglia sono tutte situazioni oggi ricorrenti e che

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sembrerebbero suggerire la necessità di dare la partenza intorno
ai 24-25 anni (quando di fatto una persona è già in
Comunità Capi). Una scelta del genere cancellerebbe di fatto
la partenza dal Metodo scout e priverebbe la Branca R/S del
suo ruolo vocazionale.
La Partenza va dunque data tra i 20 e i 21 anni nel
momento in cui si decide quale rotta dare alla propria vita. La
testimonianza delle proprie scelte troverà successivamente altri
strumenti per manifestarsi e progettarsi (per esempio con il
progetto del Capo).

3) Cosa si valuta e con quali criteri?


Abbiamo visto sopra che la Partenza nasce da un percorso
di autovalutazione e di dialogo tra il partente, i Capi e la
comunità R/S. In questo percorso, che non dovrà mai avere
nulla di burocratico né tanto meno qualcosa dal sapore di un
iter giudiziale e che dovrà al contrario essere ispirato a un
sentimento di reciproca lealtà, sincerità e aiuto, sarà impor-
tante valutare la capacità di saper elaborare un proprio
progetto di vita, sganciato da comportamenti di adesione
acritica a modelli precostituiti.

La Partenza e l'itinerario della Progressione


Personale Unitaria

Sarebbe un errore di prospettiva pensare che il cammino


del rover e della scolta inizi solo con la salita al Noviziato. In
realtà come fortemente evidenziato anche dal Regolamento
Metodologico approvato dal Consiglio Generale 1996 e
modificato nel 1999 la proposta educativa dello scautismo è
ispirata ad un principio di unitarietà. La formazione ai valori
di fondo della partenza, l'educazione alla fede, l'educazione
all'amore, alla cittadinanza, alla mondialità e alla pace sono

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caratteristiche comuni alla proposta educativa di tutte e tre le
Branche. Vi è un importante filo rosso che congiunge la
Buona Azione dei lupetti e delle coccinelle, alla scelta di
Servizio dei rover e delle scolte. C'è un filo rosso tra
l'esperienza della Famiglia Felice di Branca L/C, la vita
comunitaria della Branca E/G e la comunità R/S. C'è un filo
rosso tra la grande corsa di primavera di Mowgli, il primo
Hike di un caposquadriglia, la Partenza di un rover l'ultimo
giorno della route estiva.
Spetta all'arte del Capo e alla sapienza educativa della
Co.Ca. saper ben intrecciare questi fili e tessere una trama che
diventi un itinerario educativo credibile.

La cerimonia e i simboli della Partenza

Come accade ogni qualvolta sta succedendo qualcosa di


importante lo scautismo accompagna la partenza con una
particolare cerimonia. Il rito non vale a banalizzare il
momento ma ad attribuirgli una sua particolare importanza,
collocandolo nell'alveo di una lunga storia di altre Partenze,
prese da altri rover e scolte in passato (e altri la prenderanno
in futuro) e che dunque lo rende non un semplice fatto privato
ma un tassello di una storia più grande.
La cerimonia è caratterizzata da elementi fortemente
simbolici il cui significato deve essere ben chiaro ai partenti.
La consegna di alcuni simboli della vita dei rover e delle scolte
(il pane, il lievito, la forcella, la bussola) sottolineano la
solennità del momento e rappresentano al tempo
stesso un ammonimento sulle difficoltà che si incontreranno in
futuro e un dono di amicizia per quanto vissuto insieme. Non
sono i discorsi che devono avere la prevalenza ma i gesti.
Le parole saranno scelte con cura e così i silenzi e i canti.

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La lettera che il partente legge al Clan è una verifica del
suo percorso scout e una espressione di impegno per il futuro,
ma anche un segno incisivo di testimonianza offerto alla
Comunità, che vi trova motivi e stimoli di rinnovato impegno.