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Tutto il cammino scout porta alla partenza!

Così ci insegna la nostra pedagogia scout italiana: Dal Lupetto al rover si percorre la
progressione personale per arrivare alla partenza.

Il tempo della partenza.

Possiamo scandire i tempi della Branca R/S.


Il tempo del noviziato, quindi della scoperta, poi quello della condivisione, dell'impegno. Il tempo della partenza non è un attimo, un
istante. E' una fase della vita del rover e della scolta nel quale ci si prepara più da vicino. E' il momento in cui insieme alla comunità R/S e
insieme al capo clan si raccolgono le idee. Se il tempo della partenza è il tempo della grande scelta, come si fa a prepararsi a questa
scelta?
L'unico modo che si può preparare a fare delle scelte è fare delle scelte, già da subito, prima ancora della partenza. L'unico modo per
essere coraggiosi è fare cose coraggiose. L'unico modo per amare gli altri, per imparare a pregare è farlo ora. Questo è il tipico della
pedagogia scout "learning by doing"
Cominciamo ora in clan a sperimentare, in modo che la partenza non diventi un momento lacerante, un momento difficile perché
arriveremo alla partenza avendo già vissuto esperienze, momenti… della partenza.
La partenza non è un momento di distacco ne tantomeno l'inizio di fare qualcosa di diverso, ma la partenza è il momento in cui il grano
matura, la spiga è cresciuta ed è il momento del raccolto, il momento della pienezza di un itinerario compiuto.
I nostri ragazzi si preparano in questa maniera?

Due domande a quale rispondere:


Quali rapporti tra capo e ragazzi per la partenza?
Come rapportarsi con i ragazzi delle altre fedi religiose?

Interventi.

Come capi bisogna rapportarsi in modo che insieme si diventi catalizzatori per delle scelte più complete. Questo è l'ideale.
Il problema e la bellezza del problema sono le peculiarità dei ragazzi, quelle unicità con le quali abbiamo a che fare. Non bisogna avere
degli strumenti che ingabbiano ma dobbiamo avere la chiarezza di cosa può significare anche un no con il bene che c'è dietro.

Bisogna evitare di educare al minimo, tendenza dei gironi d'oggi, facendo delle proposte per la partenza annacquate, blande. Bisogna
proporre scelte impegnative.

La posizione del capo nei confronti del ragazzo


La pedagogia della scelta: dare il un significato vero della scelta della Partenza.
La richiesta della partenza non è automatica
Se uno non chiede la partenza non deve essere colpevolizzato

Discussione sull'opportunità di dare un significato tramite una cerimonia anche per chi decide non prendere la partenza (cassata)
La capacità del capo di dire No alla richiesta della partenza

I capi hanno difficoltà a fare delle scelte loro stessi, ed è per questo che la proposta per la scelta della partenza risulta annacquata!

Il capo deve essere forte e avere coscienza del suo ruolo per argomentare le scelta per dare o no la partenza. Deve dare importanza alla
vocazione di essere capo educatore

Perché dire No ad un ragazzo? Ho sbagliato anche io come capo?


Troppo spesso la partenza viene vista come un obiettivo da raggiungere e non come una scelta che deve essere valutata in itinere dal
ragazzo costantemente durante la sua vita di clan

Concetto di Uomo e Donna della partenza. Non si parla di Partenza ma di uomo e donna della partenza che vivono questo valore nella
vita della comunità di clan. Il ragazzo deve saper dare delle indicazioni precise sul suo cammino nelle scelte che sta facendo.
Come capi bisogna saper valutare i ragazzi, definendo criteri seri e chiari (il servizio fatto, la presenza alle route)

La scelta della partenza riguarda tutti: il clan, il ragazzo, il capo…


Dobbiamo educare alla scelta. Difficile dire no ai ragazzi
Il ragazzo deve chiedere che vuole fare questa scelta

Dal gruppo.

Per dare la partenza bisogna capire quali sono le scelte concrete che il ragazzo ha fatto.
La sua scelta attraverso la testimonianza di scelte concrete sulla fede, il servizio, l'essere cittadino
Al ragazzo che chiede la partenza va chiesto come testimonia quotidianamente e concretamente le scelte prese.
Fede, scelta politica, Servizio: sono tre scelte dipendenti l'una con l'altra.
Spesso accade che il ragazzo davanti alla scelta di fede affermi di essere in cammino. Cosa vuol dire? Come testimonia questo
cammino.
L'ottimo sarebbe che il ragazzo arrivi a chiedere la partenza perché ha già fatto le sue scelte. Non si dovrebbe arrivare al rover che
chiede e il capo che nega.

Discussione sulla partenza da dare ad uno scout di religione diversa.

L'introduzione alla discussione è data dalla convinzione che un ragazzo che vive una fede diversa può prendere la partenza in quanto gli
viene chiesto di testimoniare la sua fede nel mondo con l'intensità dei valori scout che sono diventati suoi. Il problema è successivo, nel
caso in cui vuole entrare in CoCa perché non gli si chiede più di fare una scelta di fede, ma altresì una testimonianza di fede cattolica.
In Clan bisogna fare una proposta di fede cristiana cattolica, ma bisogna rispettare anche la fede degli altri.
La fede cristiana vuol dire vivere i valori cristiani in Gesù Cristo. Questo non vuol dire che la nostra fede è migliore di un'altra. Eticamente
parlando la dignità della nostra fede è identica a quella di un'altra. Il bene che può fare una persona atea ha lo stesso valore di quello che
può fare un cattolico o un mussulmano, sia di fronte alle persone che a Dio
Spesso si sente dire che il fondamento del nostro servizio è Dio. No. Il fondamento del nostro servizio è l'uomo per Dio. Chiunque ama
sta costruendo il regno di Dio.
Roberto: La branca R/S si è sviluppata principalmente nei paesi di religione cattolica non a caso. Finito il gioco e l'avventura
dell'esperienza dei lupetti e degli esploratori, è stato il servizio cha ha dato la spinta in più al metodo R/S perché ha ancorato la visione
dell'uomo a quella che è profondamente religiosa.
Noi parliamo della spiritualità della strada.
La comunità di clan non è solo stare bene insieme, ma è un luogo di crescita, di gioia, di perdono, di speranza. Questa è una visione
dell'uomo legata fortemente alla religione cattolica, ma è una visione del roverismo che, per esempio B.-P. non aveva.
Allora in questo caso non è solo la partenza che entra in discussione, ma è tutto il nostro metodo R/S.
La fede non è solo una scelta in più del roverismo. Tutta la branca R/S è intrisa di spiritualità.
Bisogno saper rileggere il roverismo nella visione molto positiva che ha dell'uomo la fede cristiana.

L'Agesci accoglie le persone di religione diverse. Se nel nostro patto associativo è scritto che siamo una associazione aperta al dialogo,
dobbiamo dare la partenza anche a chi non è di fede cattolica.

Ricordiamo la Laicità della presenza dell'Agesci nella Chiesa Cattolica.


La fede non è una specialità, un bollino da attaccare. E' qualcosa di personale. Alla fine del percorso scout di un rover non cattolico si
può chiedere un servizio più vicino alla sua cultura di fede.

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